Assalto alla democrazia e al diritto internazionale

La resistenza al tempo dell’assalto estremista alla democrazia e al diritto internazionale.

Assalto alla democrazia e al diritto internazionale
A cura della Redazione di valigiablu.it
(pubblicato su valigiablu.it il 24 aprile 2026)

Per anni, movimenti, partiti e think tank dell’estrema destra hanno trovato riparo dietro parole molto più innocue di ciò che stavano pianificando davvero. “Populismo”, “sovranismo”, “anti-establishment”: etichette utili a darsi l’aspetto del buon senso tradito dalle élite. Oppure hanno indossato la maschera dei “valori tradizionali” da difendere contro nemici costruiti attraverso i loro stessi apparati di propaganda (come il “woke” o l’ideologia “gender”).

Dove queste forze sono andate al potere, quella rappresentazione è stata sopraffatta dall’asfissia dello Stato di diritto. Le democrazie liberali hanno conosciuto, dal dopoguerra in poi, fasi di repressione e arretramento; i rischi per le libertà fondamentali vanno di pari passo con il loro esercizio, poiché, se qualcosa abbiamo imparato, è che esse non sono conquiste eterne e immutabili. Oggi si trovano davanti a una combinazione particolarmente aggressiva: partiti e leader che si legittimano a vicenda oltre i confini nazionali, governi che normalizzano l’eccezione, oligarchi e grandi aziende tecnologiche che hanno tutto l’interesse a ridurre controlli, trasparenza e vincoli pubblici.

La vittoria di Trump ha inferto a questo processo un’accelerazione brutale. Ha imposto un mondo dove le guerre non hanno nemmeno bisogno di un pretesto. In Ucraina, la guerra d’aggressione russa è entrata nel suo quinto anno e Mosca continua a colpire infrastrutture civili e strategiche. In Medio Oriente, Gaza resta il luogo in cui il collasso del diritto internazionale appare più evidente, mentre il conflitto si allarga e si intreccia al Libano e all’Iran.

Dentro un mondo segnato dalla guerra, dalla demolizione del diritto internazionale e dalla crescente impunità dei più forti, l’estrema destra si è concretizzata nel suo stadio finale: la forma politica più coerente con questo tempo. Ora che quel mondo esiste davvero, si mostra per ciò che è. Un incubo. La promessa di sovranità si rovescia in dipendenza dalla forza altrui. La promessa di stabilità si rovescia in caos permanente. La promessa di protezione si rovescia in esposizione continua alla violenza, al ricatto, alla paura.

Per questo, le prime crepe hanno un significato che va oltre i singoli paesi o le letture degli specifici contesti politici. La sconfitta di Orbán in Ungheria pesa perché colpisce uno dei laboratori più importanti per l’illiberalismo europeo e il movimento MAGA, un modello esibito per anni come prova che si può svuotare una democrazia dall’interno e vincere comunque, senza bisogno di carri armati o esecuzioni. Le difficoltà di altre destre di governo o di opposizione contano per la stessa ragione. Inizia a rompersi l’idea che questa onda sia uno tsunami inarrestabile, e che il consenso sia lo “spirito del tempo”. L’illusione sovranista si vede anche nel fatto che sia stato un politico conservatore, Péter Magyar, ad annunciare la volontà di far tornare l’Ungheria nella Corte penale internazionale. Il bagno di realtà per leader come Netanyahu e Putin, che avevano attivamente sostenuto la campagna di Orbán, tra endorsement e ingerenze da guerra ibrida, è stato quanto mai brusco.

In queste crepe, stanno trovando spazio nuove forme di mobilitazione e resistenza. Negli Stati Uniti, le manifestazioni No Kings e la resistenza in città come Minneapolis mostrano che alla militarizzazione del potere si può ancora opporre una risposta collettiva, mentre per le elezioni midterms cresce a dismisura il numero di giovani americani che si registra per votare. Nuovi leader politici sorgono da una sponda all’altra dell’Atlantico, capaci di parlare a quella rabbia e a quella frustrazione alimentate per spaccare e meglio dominare. Là dove è possibile ancora esprimersi attraverso le forme democratiche, vince il bisogno di aumentare la capacità di azione e di respingere indietro l’ondata nera. 

In Francia, alle elezioni municipali di marzo, il Rassemblement National non è riuscito a conquistare nessuna grande città. Era un passaggio importante, perché avrebbe dovuto segnare il salto da forza nazionale a potere locale stabile, radicato. Non è successo. In città come Marsiglia si sono costruiti argini, anche imperfetti, anche tattici, ma efficaci nel fermare quella avanzata sul terreno amministrativo, quello che trasforma il consenso in governo quotidiano.

In Italia, la sconfitta della maggioranza al referendum sulla giustizia ha prodotto un effetto simile, addirittura ribaltando pronostici che davano il “Sì” in netto vantaggio. Quando una riforma trasformata in referendum sulla premier viene respinta, salta l’idea che il potere sia autosufficiente, e che il voto debba semplicemente apporre un bollino all’evidente.

Ancora negli Stati Uniti, figure che negli ultimi anni hanno contribuito a costruire e amplificare l’universo trumpiano — come Tucker Carlson o Joe Rogan — si stanno smarcando. I topi hanno già capito di dover abbandonare la nave insieme al proprio pubblico di riferimento.

È finito il tempo dell’inerzia, delle commemorazioni o dei settarismi: la “resistenza” è sempre più un attrito politico teso a proteggere e ricostruire le comunità. Il 25 aprile è una domanda politica che interroga il presente, fin nei nostri quartieri. La risposta non è né semplice, né univoca, né tanto meno scontata. Non ha senso illudersi che la marea cambi in modo lineare, pulito, rassicurante. Non succede così nella Storia. Quando un ciclo si spezza, emergono caos, contraddizioni, residui del mondo che arretra, vecchie carcasse trascinate a riva insieme a ciò che prova a nascere. È già accaduto, e accade di nuovo. Ma proprio questo disordine dice che è possibile tracciare una rotta da mantenere.

Il 25 aprile resta vivo finché riesce a ricordarci questo: che la storia non cambia da sola, che nessuna deriva è irreversibile, e che anche nelle fasi più confuse non bisogna soltanto scegliere da che parte stare, ma proteggere quello spazio. Come scritto dalla fotogiornalista e paramedica ucraina Karolina Chernoivan, “la resistenza non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana fatta di competenze, rinunce, ostinazione e amore”.

Assalto alla democrazia e al diritto internazionale ultima modifica: 2026-07-07T04:33:00+02:00 da GognaBlog

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163 pensieri su “Assalto alla democrazia e al diritto internazionale”

  1. Quella di Vannacci è la variante di destra che si caratterizza per una visione autoritaria e gerarchica della società ma esiste anche una variante populista  di sinistra. Non dimentichiamo certi successi poi rivelatosi effimeri. Cio’ che le accomuna è l’aggressività verso il “nemico” visto come una minaccia al proprio benessere e come fonte principale dei problemi: l’avvelenatore dei pozzi, dai quali, se non ci fosse o fosse dominato, l’acqua sgorgherebbe abbondante e pura. Una semplificazione rozza ma efficace per fornire una visione elementare e facilmente comunicabile e incanalare risentimento e frustrazione. E’ sempre la stessa canzone, fondata su una composizione diversa delle stesse dodici note, suonata tante volte nel corso del tempo. Sembra diversa ma se scavi sotto è sempre quella e funziona, almeno per un certo tempo finché stona o stufa. 

  2. “Provocatoriamente affermo che possiamo portare questo ragionamento all’estremo e rinunciare totalmente alla democrazia pur di conservare i ns privilegi da occidentali.”
     
    Sono stanco di vedere pubblicate nel forum farneticazioni di tale infimo livello. 

  3. Non riesco a capire come mai non capiate concetti che scrivo esplicitamente da oltre un decennio anch qui sul blog.  La democrazia è aria fritta in sé: era un cosa positiva in più in sistemi/paesi chiusi come eravamo nella secondo metà del Novecento. Dalla globalizzazione in poi la democrazia è un fattore negativo per noi europei, perché ci “apre” a riconoscere i diritti degli altri. Il tutto in un quadro in cui non siamo più quei sistemi di creazione di ricchezza (= crescita del PIL) come allora. La torta sulla tavola, cioe’ il welfare a disposizione dei cittadini, è molto più piccola del passato e ciò da solo determina fette individuali (della torta) più piccole di un tempo. Questo deve portarci a chiuderci verso gli altri, non ad aprirci ulteriormente (come inevitabilmente comporta la democrazia), perché se aumentiamo il numero di convitati seduti intorno alla tavola, le fette individuali della famosa “torra” saranno ancora più piccole. Ergo meglio ridurre il tasso di democrazia del sistema pur di preservare i ns privilegi da occidentali. Provocatoriamente affermo che possiamo portare questo ragionamento all’estremo e rinunciare totalmente alla democrazia pur di conservare i ns privilegi da occidentali. l’ho già scritto milioni di volte, ma ora è chiaro oltre ogni ragionevole dubbio interpretativo: fanculo alla democrazia (è solo una pippa mentale), meglio conservare il ns stile di vita da occidentali! Pensarla così significa essere fascisti? Può darsi, infatti Vannacci cresce a vista d’occhio. Il che significa che sono molti gli italiani che preferiscono conservare i privilegi occidentali anche a scapito del tasso di democrazia del sistema

  4. Agli italiani gli serve il Cesare di turno che gli urla ” armiamoci e partite ” ? 
    Attenzione che poi  magari succede come i carri armati di cartone di mussoliniana memoria. 

  5. Periodicamente emerge in forme diverse,  ma solo forme,  perché la sostanza è sempre la stessa, populista e aggressiva, di destra o di sinistra,  l’eterno “fascismo” della piccola borghesia italiana: fasullo, retorico, ipocrita, ignorante, provinciale, opportunista, ossequioso con i potenti e aggressivo verso i deboli. Ogni tanto riesce a contaminare anche le masse popolari e ad ottenere la complicità interessata e strumentale dell’alta borghesia e a prendere il potere, democraticamente o in forme più subdole. La sua inconsistenza gestionale unita ad un’ambizione nutrita da rancore sociale e da sogni irrealistici di gloria e di riscatto, lo porta a creare grandi guai che poi vanno aggiustati da papi stranieri o da quelle minoranze di classe dirigente cosmopolita che di solito se ne stanno rintanate nei loro fortini protetti. Poi, messe da parte trombe e tamburi, sistemata un po’ la baracca e aggiustati in qualche modo i conti, dopo un periodo di bonaccia, il gioco ricomincia. Finché la barca va, così si naviga nel glauco mare, abili e astuti Ulissi mediterranei, una faccia, una razza, non l’Ulisse Wasp di Nolan, nocchieri della sopravvivenza eredi di un grandioso passato. 

  6. Il che è come dire che non c’è alcuna differenza…

    E comunque la frase “il sistema si era instaurato pet la volontà di uno solo” è storicamente infondata

  7. Con l differenza che allora il sistema si era instaurato pet la volontà di uno solo, mentre oggi sono molti ,(sempre di più) quelli che vogliono un sistema che.protegga i nostri interessi, di “noi” bianchi europei, eche ci faccia state bene. Con la “vostra” democrazia riconscete diritti a tutti, ma così facendo ci date stare peggio. Molto meglio l’opposto, che almeno stiamo meglio “noi”. Infatti Vannacci cresce giorno dopo giorno

  8. O più semplicemente la democrazia che hai in testa tu è democrazia quanto quella che aveva in testa Stalin…

  9. Sei tu che come al solito non comprendi nulla. sono decenni che sostengo la necessità di una rivoluzione copernicana del concetto di democrazia. La democrazia che ho in testa io è diametralmente opposta rispetto a quella figlia del ’68 e chi piace al bavosi dfella costituzione. Più implementate le vs bave verso la vs democrazia e più scatenate la gente italiana a votare Vannacci.
    Sugli ebrei ho scritto quintalate di volte che, essendo bianchi, occidentali e appartenenti alla noistra civiltà (occidentale ed europea in particolare) SONO dei nostri. Mio nonno è morto molto prima del ’38, ma non c’entra: ho scritto fino alla noia che la persecuzione degli ebrei di allora fu un errore strategico oltre che un abominio umano. altro che ebrei i nemici dell’Europa: si trovano fra i popoli terzomondisti collegati dal fil rouge dell’Islam. E guarda caso una propaggine del grande popolo ebraico, quella dei residenti in Israele, sta combattendo contro i veri nemici dell’occidente e, indirettamente, lo fa un po’ anche per noi europei. quindi io personalmente considero gli ebrei come dei “nostri” e porto loro gratitudine per il loro impegno contro i veri nemici dell’Occidente. Dalla nostra parte sta la “democrazia” dei giorni nostri, non dalla parte dei nemici dell’Occidente

  10. Facciamo qualche nome dei padri costituenti ?-Palmiro Togliatti ( A cui è stata dedicata la città sovietica di Togliattigrad )-
    Presidenti dell’Assemblea Costituente

    Giuseppe Saragat, PSIUP

    Dal 25 giugno 1946 al 6 febbraio 1947

    Umberto Terracini, PCI

    Dall’8 febbraio 1947 al 31 gennaio 1948-Forse qualche indizio del perchè un secolo dopo , diventa impossibile aggiornare questa costituzione , si trova nei firmatari dei :”Pesi e contrappesi”….

  11. “in nome di un principio astratto di democrazia partorito nel 38 da persone che volevano annettersi alla Russia”
     
     Bobby, stavolta proprio non ho capito quello che intendi o vorresti dire. 😳

  12. @ 49 La cosa simpatica è che in nome di un principio astratto di democrazia partorito nel 38 da persone che volevano annettersi alla Russia , dovremmo nel 2026 accettare pratiche identitarie legate alla religione ed all’occupazione militare dei territori , che con la nostra idea “privata ed intima” di religione  c’entrano pochissimo….L’intrusione della sharia come ispiratrice della legge civile dello stato ( che già ha dato sanissime prove di sè in Iran ed altrove ) e la progressiva riduzione dell’oggettività delle leggi a favore di una sempre maggiore “discrezionalità” di interpretazione verso persone che circolano per le città travisate , vivono in enclavi straniere sul territorio , hanno altre regole e parlano un’altra lingua dopo 4 generazioni.-
    Già era un’idiozia permetterlo quando lo facevano i terroni nei caseggiati Aler , rimasti ancora oggi dopo 40 anni delle “zone franche” in cui comandano i boss , protetti dal “Quartiere”,  adesso  dobbiamo applicare questo modello idiota  con tutte le nuove etnie ?-Chi viene qui deve integrarsi , non il contrario , e se ha una religione deve essere limitata alla sfera privata , non costruire eserciti.  

  13. Come al solito fai finta di non capire e divaghi (per non dire la butti in vacca).
    Ma così facendo scopri il fianco.
    A parte il fatto che tuo nonno nel ’38 non li contava per nulla tra i “suoi”, non importa che gli ebrei siano dei “nostri”, è il concetto di “nostri” che è intrinsecamente antidemocratico e qualifica tutte le tue considerazioni (tra cui maxime la reimmigrazione) come antidemocratiche
    Comunque se sei capace di leggere, avrai notato che assieme agli ebrei io ho citato negri, kāfir e palestinesi; per la cronaca “kāfir” è il termine con cui i musulmani definiscono i non credenti (equivalente a “kofer” o “goym” in ebraico), proprio per sottolineare che qualunque distinzione basata su razza o credo è antidemocratica alla base.
    Così come non sono e non possono essere democratici i paesi che applicano queste distinzioni (l’Iran, Afghanistan, ma anche Arabia Saudita e Israele)

  14. Gli ebrei sono dei nostri e quindi non credo che arriverà mai una esigenza del genere nella ns società. Per popolazioni non occidentali la cosa è molto diversa. Sono anni ed anni affermo pubblicamente che, per difendere i ns privilegi da occidentali, dobbiamo rinunciare a quote di “democrazia” in cambio di quote di “sicurezze” (la “e” non è un refuso: intendo proprio sicurezze al plurale, da quella in senso stretto a quella economica a quella del piacere di vivere all’occidentale). Questo meccanismo è tanto più vero quanto più scendiamo nelle fasce meno felici della società italiana (europea per estensione). Il motivo è semplice: chi ha il soldi, supplice con un’organizzazione di vita che gli garantisca ugualmente lo stile di vita occidentale. Ma per farlo occorre spendere: e chi non ha soldi a sufficienza? Di questi nostri concittadini meno felici di noi dovremmo, “democraticamente” preoccuparci, alleviandoli dai gravi e ingestibili problemi che li angustiano per l’immigrazione clandestina. Ad esempio in un quartiere periferico torinese ho conosciuta una signora abbastanza anziana (ma non anzianissimi), vedova, senza figli, per cui non ha più nessun parente: intimorita dal caos immigratorio che la circonda perfino nelle scale del palazzo in cui abita,  vive barricata in casa e, da sola, non se la sente neppure di andare al mercato in pieno giorno (per accompagnarla abbiamo organizzato un servizio ad hoc di volontari). Ecco io sono arciconvinto che il ns senso “democratico” debba privilegiare situazioni come questa, piuttosto che perdersi in pippe mentali sui diritti di islamici, negri, integrazione ecc ecc ecc. Ripeto: io a titolo personale non ho (almeno per il momento) grossi problemi di quotidianità con l’immigrazione, perché vivo in un circuito da cui gli immigrati sono di fatto esclusi (vivono così un sacco di miei amici/conoscenti che, radical chic, votano storicamente per il Pd!). Ma il problema sono i ns concittadini italiani (italiani di sangue intendo) che non hanno la ns stessa fortuna. Se li lasciamo in balia degli immigrati, specie clandestini ( o cmq non assimilati), in nome della pseudo ricerca (santificata dalla natura “democratica”) dei diritti per gli immigrati, non stupitevi poi che Vannacci cresca a vista d’occhio!

  15. Quindi se, putacaso, la società votante fosse in maggioranza per, chessò, per togliere i diritti civili agli ebrei o per l’apartheid dei non-conformi (negri, kāfir o palestinesi che siano), la cosa sarebbe non solo democratica ma anche progressista e magari eticamente accettabile?
     
    Chiedo per un amico…

  16. Le vestali della Costituzione del 48 sono ormai dei conservatori e antepongono l’imputabilità dei valori contenuti in tale testo alle effettive esigenze della popolazione italiana. Queste ultime sono cambiate rispetto al 48 sia perché sono passati quasi i0 anni sia perché di questi 80 gli ultimi 30 sono caratterizzati da fenomeni *rivoluzione tecnologica, flussi immigratorio senza controllo) cui i padre costituenti non erano avvezzi. Ecco perché occorre cambiare la Costituzione altrimenti si finisce per privikeguare/tutelare gli immigrati, specie se clandestini, a scapito degli italiani delle fasce sociali meno fortunate. Chi ha soldi si crea una specie di apartheid e con gli immigrati, quelli problematici  quasi non ha a che fare. Le sacche problematiche finiscono per pesare su italiani meno abbienti (,periferie ecc). Se io mi spendo con un mio impegno civico non è per evitare a me di incontrare gli immigrati, perché oggettivamente non li cerco quasi. se mi spendo è per aiutare i nostri concittadini italiani che invece vivono quotidianamente il disagio degli immigrati. ebbene pur essendo io storicamente di destra, sono 8ggi molto più progressista di quelli di sinistra. Anche le femministe più accese alla fine pareggiano per quel tipo che havsfrediato il viso della ragazza e NON per la ragazza. Siamo appunto al paradosso che a sinistra domina il conservatorismo dei diritti ideali a tavolino, mentre il pragmatismo di una certa destra è molto più progressista e quindi democratico. Ergo idee come la remigrazione, che anche solo 5 anni fa avrebbe fatto rabbrividire l’opinione pubblica, oggi è sdoganata, circola e ha grip (per i succitati motivi). Una società davvero democratica è aperta alle novità, specie se conseguenti ai cambiamenti socio-culturali, e quindi NON può essere bloccata da veti aprioristico del tipo “cancellare quella frase perché fascista, razzista, xenofoba”. Chi vuole bloccare ha solo paura del nuovo

  17. @Matteo (#46): Bobby al #40 si rivolge a me.
     
    @Bobby: se vuoi una risposta (ma tanto non la vuoi), scrivi qualcosa che ne meriti una.

  18. Lo ripeto ancora: cosa c’entrano con l’assalto alla democrazia e al diritto internazionale e con la discussione che ne è seguita le trite beceraggini su imprenditori e aziende del tuo #40?
    A chi ti rivolgi quando “immagini”?
    A latere, sai cosa significa c.v.d (#44]?
     
    Non che la cosa sia importante o mi interessi, ma antropologicamente potrebbe essere interessante

  19. il concetto di cosa sia democratico/antidemocratico non è oggettivo e statico nel tempo, ma relativo e in particolare muta con il mutar dell’opinione pubblica per il mutare delle condizioni in cui viviamo. Qquindi tutto scorre e ciò che ieri era antidemocratico, oggi potrebbe essere democratico

    Ciò che è democratico non dipende soltanto dall’opinione pubblica (della classe dominante) del momento. Sarebbe un po’ troppo comodo, no?
    Guardando la storia, direi piuttosto che ciò che una volta era normale (monarchia assoluta, teocrazia/confessionalismo, suffragio limitato, discriminazione o addirittura segregazione razziale, ecc.) oggi non è più democratico per niente.
    Periodicamente ci sono stati e ci saranno dei rigurgiti reazionari (come quello che stiamo vivendo?), ma storicamente finora c’è stato un ampliamento dei diritti, della partecipazione, delle garanzie, e le fasi regressive sono state temporanee (questo processo non è certo automatico, ma frutto -appunto- di conflitti, contestazioni, lotte sociali…).

  20. Traduzione : il lavoro e i rischi sono per chi ha le palle per sostenerli , poi tanto domani noi reclameremo la “redistribuzione”.
    C.v.d.

  21. Oh supremo quaglione, a chi ti rivolgi?
    Che quazzo c’entra adesso e qui chi costruisce aziende e si tira il culo?
    Di cosa stai parlando?
     
    Guarda che comunque a tirarsi troppo il culo si scoreggia e nel tuo caso ciò crea una certa confusione…

  22. Uommo della “mente” ( o mentina Valda , via.. ) , tu hai mai gestito un’impresa tua ?
    Hai mai rischiato all-in quello che avevi ( ed anche di piu’ ) , per poi avere persone che volevano una parte della tua ricchezza senza avere ne lavorato alla sua costituzione , ne rischiato del loro ?
    Ecco , allora taci va’.

  23. “Immagino che nella tua mente farsi un culo come un secchio rischiando ampiamente del tuo”
    Tua di chi? Chi è che si fa un culo come un secchio?
    Ribadisco quanto scritto dall’altra parte: di cosa stai parlando?
     
    Immagini un po’ troppo mi sa: it’s all in your mind…e non in senso buono!

  24. Immagino che nella tua mente farsi un culo come un secchio rischiando ampiamente del tuo , per costruire e gestire un’azienda che paga la sua percentuale di tasse allo Stato sia :

    “Sostenere una posizione antidemocratica di quelle che mirano al mantenimento dei privilegi..”

  25. “La remigrazione è  diventato quindi un fattore di riequilibrio democratico all’interno della società italiana”
    …e qui con le affermazioni ideologiche, infondate, ingiustificate e di pura propaganda siamo andati ben al di là di tutti i tuoi soliti, altissimi, standard!

  26. Contestare le affermazioni altrui  è un conto, richiedere che siano censurate (=cancellate) è un’altra cosa e spesso si fa il gioco delle tre carte fra queste due diverse opportunità. Il vizietto di tale gioco delle tre carte è tipico solo di gente di sinistra.
     
    Inoltre il concetto di cosa sia democratico/antidemocratico non è oggettivo e statico nel tempo, ma relativo e in particolare muta con il mutar dell’opinione pubblica per il mutare delle condizioni in cui viviamo. Qquindi tutto scorre e ciò che ieri era antidemocratico, oggi potrebbe essere democratico: la remigrazione degli immigrati clandestini, alleggerendo i problemi e il degrado, porterà vantaggi in particolare ai ns concittadini delle  fasce sociali più fragili (es residenti in borgate, periferie ecc, dove convivono gomito a gomito con questi problemi) più che agli italiani “ricchi”. La remigrazione è  diventato quindi un fattore di riequilibrio democratico all’interno della società italiana, ma ovviamente le “vestali dei diritti” vorrebbero ancora far prevalere l’ideologia buonista a tutti i costi, anche contro l’ovvietà. In pratica pur di far prevalere le questioni a livello di ideali anno pagare i relativi prezzi ai ns concittadini meno fortunati! Alla faccia della democrazia!

  27. Sono posizioni antidemocratiche tutte quelle che si basano sulla discriminazione, sui soprusi e sull’arbitraria disparità di trattamento; quelle che mirano al mantenimento dei privilegi di pochi a scapito della stragrande maggioranza; quelle che legittimano l’uso unilaterale della forza, ignorando diritti e garanzie fondamentali…
    Devo continuare?
     
    Certamente c’è la libertà di esprimere posizioni antidemocratiche (nei limiti previsti dalla legge), e allo stesso modo è doveroso, prima che pienamente legittimo, opporvisi e contestarle.

  28. Delle richieste di censura a mio carico, io me ne faccio un baffo lungo 3 kilometro: infatti non mi sentite frignare con Gogna perché cancelli quelle stupidaggini. Tali stupidaggini sono però rilevanti per dimostrare che il ricorso alla richiesta di censura nei contenuti è un vizietto tipico della gente di sinistra. Punto. Piuttosto occupiamoci del fenomeno oggettivo che è molto più interessante. Ieri sera ho sentito Annalisa Cuzzucrea (giornalista di Repubblica, tanto per capirci…) affermare in TV che dovrebbe esser impedito utilizzare il termine MARANZA in quanto razzista. Anche questa è una forma sottile e strisciante di richiesta di censura: a forza di modellare il linguaggio (questo termine è consentito, quest’altro no), si modellano le idee. E non è forse un modo fascista di getire il pensiero altrui? E guarda caso viene sempre dal grande mondo della sinistra. E’ raro, per non dire impossibile, che gente di destra (politici quanto semplici cittadini) richiedano la cancellazione delle idee altrui nei contenuti: per ns indole non chiediamo a paparino di intervenire, piuttosto affrontiamo con impeto l’avversario (e personalmente mi pare proprio di agire in questo modo).

  29. Dopo la mia adeguata dimostrazione, possiamo quindi chiudere una volta per tutte questa scemenza articolata in due punti entrabii errati (ovvero: che anche io ho avanzato richieste di censura sui contenuti, cosa che mi pare impossibile, non rientrando nelle mie abitudini, e, soprattutto che “frigno” indebitamente contro richieste di censura a mio carico MAI avvenute?
     

  30. Aggiungo un altro comento, anche se indiretto (ma si comprende a chi riferito): il commento 69, che cita (a vanvera rispetto alla situazioni in essere) l’art 604 bis del C.P. in merito al divieto di istigazione alla violenza. Il tutto presumibilmente riferito alle mie tesi sull’opportunità dell’Occidente di eliminare il regime degli ayatollah (e, se questo è l’obiettivo, occorre attaccare e uccidere tutti i rappresentanti del regime, sennò ci si infila nel cul de sac in cui è finito Trump). Con tale “minaccia”, quella dell’art 604 bis (totalmente fuori contesto con il dibattito) si isinua nei lettori che le affermazioni, non gradite all’autore del commento 69, siano oggettivamente fuorilegge: è uno degli altri escamotage per cercare di “cancellare” le tesi non gradite. Guarda caso, queste richieste di censura provengono sempre e solo da gente di sinistra.
     

  31. Anche se irrilevante nei confronti delle considerazioni generali (molto più interessanti), ma solo per dimostrare pubblicamente che le spari a muzzo, sul punto sei doppiamente in errore: 1) non so a cosa di rpeciso ti riferisci, ma non fa parte del mio stile avanzare richieste di censura SUI CONTENUTI (altra cosa se c’entravano insulti o cmq affermazioni disdicevoli, a carico mio diretto o di istituzioni a me care, ma non è la fattispecie cui mi sto riferendo in questo frangente); 2) sbagli anche sull’inesistenza di richieste di bannare me e/o le mie affermazioni. Risali a ritroso su questo dibattito e ne trovi almeno due: commento 54, dove addirittura si chiede esplicitamente di “bannarmi a vita” (?!), e poi commento 80, in cui si chiede esplicitamente “Sig Alessandro lei consente l’esposizione di simili posizioni?”. Trattasi di classica richiesta all’ “autorità” super partes (qui nel blog) affinché eserciti una censura sui contenuti. Alla faccia del pluralismo tanto esaltato dalla sinistra! Il meccanismo invece è quello già descritto da me più volte: cercare la delegittimazione di idee che fanno fastidio

  32. Ripeto, ci ricordiamo perfettamente che tu per primo hai chiesto più di una volta esplicitamente di bannare e censurare, fino a quando ti hanno fatto capire che non sarebbe successo.
    Quindi vedi di piantarla di cacciare balle!

  33. E chi le dà le patenti di “democratiche” oppure “antidemocratiche” alle varie idee? C’è troppa soggettività in tale valutazioni perché idee che per me sono assolutamente “democratiche” non lo sono per quelli di sinistra e viceversa. E’ meglio lasciare che qualsiasi idea circoli liberamente: se la democrazia è matura sa trovare in sé gli anticorpi di fronte alle idee “sbagliate”, attraverso il rifiuto che ne farà l’opinione pubblica da sola, senza bisogno che siano avanzate richiesta di censura su tali idee.
    Infatti c’è un equivoco di fondo nelle obiezioni che mi contrapponete (tale equivoco in cui cadete vanifica le vs obiezioni): io non faccio riferimento alla censura intesa come organo dotato di autorità che interviene a cancellare le idee, bensì alle “richieste di censura”., che è un concetto molto diverso. Che tali richieste non siano poi seguite da un effettivo intervento di un ipotetico ufficio della censura, nulla rileva ai fini dei miei ragionamenti. Io segnalo che le richieste di censura (guarda caso in nome della ipotetica natura “antidemocratica” delle idee ALTRUI…) provengono solo dall’area di sinistra. La sensazione è quella del portiere di calcio che alla disperata cerca di “salvarsi in corner” di fronte ai tiri insidiosi degli avversari: di fronte a idee che hanno grip sulla popolazione, numerosi esponenti del mondo di sinistra (politico, intellettuale o di comuni cittadini) vorrebbero cancellare tali idee, tacciandole di natura antidemocratica, ma il vero motivo è che vi cagate sotto per il seguito che tali idee riescono a innescare nell’opinione pubblica. Abbiate coraggio, accettate la p7ugna dialettica e lasciate parlare liberamente Vannacci, senza cercare di zittirlo perché “fascista” che esprime idee “fasciste”: se le sue idee sono oggettivamente obbrobriose, i cittadini lo capiranno da soli, per cui le piazze davanti a lui resteranno vuote. Invece le piazze lui le riempie, eccome, e questo vi manda fuori di zucca e allora cercate di ricorrere al patentino di natura antidemocratica per cancellare ex ante dette idee. Non riuscite, gtazie a dio, perché appunto manca l’ufficio della censura, ma la sola ricorrente richiesta di censura (anche nella banalità marginale di un blog di montagna) dimostra la debolezza ideolgica e caratteriale della sinistra.

  34. Non si tratta di “censura” (che, per definizione, è esercitata dal potere o da un’autorità – vedi commento di Balsamo), né di un paradosso.

    In democrazia tutte le opinioni sono legittime, ad eccezione di quelle antidemocratiche, cioè di quelle che mirano a compromettere o a distruggere la democrazia stessa.

  35. «Tl’has mai dit parèj,
    tl’has mai fàit parèj,tl’has mai dit, tl’has mai fàit,tl’has mai dit parèj,tl’has mai dilo: sì sìtl’has mai falo: nò nòtutto questo salvarti non può»

  36. Quello era un errore, ma avendolo corretto con il successivo commento,  è oltrepassato. Cmq si capiva benissimo dal contesto che mancava un “non” (Trump NON è il nostro capo).
     
    Tra l’altro quando mai mi avete sentito “lodare” Trump in passato? per cui chi mi conosce sa benissimo che non lho mai riconosciuto come il capo monndiale della destra. Inoltre lui non è neanche “di destra”: Trump è Trump e fa solo i suoi interessi personali, ma non porta avanti una battaglia di ideali (se ne sono resi conto anche gli americani MAGA che, infatti, stanno creando un latro partito finalizzato agli obiettivi MAGA).

  37. Oltre che all’udito hai grandi problemi anche nella lettura.
    Per aiutare il tuo rudimentale apparato sensorio riporto in neretto maiuscolo quello che hai scritto TU:
     
    [Trump] innanzi tutto  è il nostro capo 

  38. Sei inquinato nel cranio. Innanzi tutto non esiste un ufficiale partito mondiale della destra (magari ci fosse, ma NON c’è) e poi nessuno ha eletto Trump a capo mondiale della destra. Ovvio che, in quanto presidente degli USA, ha dalla sua la “potenza” della nazione che rappresenta. Ma vedete bene che, fra insulti che lui distribuisce a tutti ed errori che commette (tipo ‘sti bombardamenti a metà sull’Iran: o vai giù secco finché abbatti il regime – come farei io – oppure lascia perdere, anzi non dovevi neppure iniziare a marzo…), ebbene nessuno se la caga più. Perfino gli americani di destra, quelli del giro MAGA, lo hanno scaricato e hanno hanno creato un partito a destra di Trump per ovviare all’inefficacia di Trump nel perseguire gli obiettivi MAGA. ormai la destra USA è concentrata su Vance, presumibile candidato alle elezioni presidenziali 2028. per cui stare ancora a menarla con cosa dice o fa turmp è dimostrazione di non aver capito un belino del mondo che ci circonda.

  39. “Trump non c’entra una beata mazza e se lo tirate in ballo dimostrate che mescolate pere con patate: innanzi tutto  è il nostro capo e poi mi pare che si sia ormai isolato su posizioni che non hanno nulla a che fare con la destra politica mondiale”
     
    E tu hai gravi problemi lessicali o di capacità logica…che Trump non abbia nulla a che fare con la destra mondiale e come dire che Mussolini non aveva niente a che fare con il fascismo!

  40. Trump non c’entra una beata mazza e se lo tirate in ballo dimostrate che mescolate pere con patate: innanzi tutto  è il nostro capo e poi mi pare che si sia ormai isolato su posizioni che non hanno nulla a che fare con la destra politica mondiale (ma “capo” di che e di chi?): insulta tutti, a rotazione (da Macron alla Meloni). Personalmente poi di ciò che fa Trump non me ne fraga niente, anche perché fra 2,5 anni Trump avrà terminato il mandato e sparirà: Trump passa, gli USA rimangono e io auspico che l’Italia (più in generale l’Europa) resti stretta alleata degli USA, a prescindere dal loro presidente in carica, che MPM è il nostro “capo”.
    Quanto alle mie (ipotetiche) richieste di censura qui sul blog mi pare che siate proprio fuori strada. Non è mia abitudine chiedere censure degli avversari, al limite (come già detto) gli avversari li affronto, anche duramente. Per cui non comprendo a cosa vi riferite, a meno che si trattasse di insulti a mio carico (il che è un discorso molto diverso, ora sto parlando di richieste di censura nel merito come “tu non puoi parlare perché dici cose fasciste”…).  Ma anche nel caso di insulti a mio carico, avrò chiesto di eliminare gli insulti, questo sì, ma non è mio costume chiedere che venga eliminato un “contenuto”, semmai lo smonto a cannonate

  41. Mah… non frigno assolutamente, segnalo la vs inferiorità dialettica, per cui, quando siete alle strette sugli argomenti fate ricorso alla richiesta di censura contro i “fascisti”. Tra l’altro vi avventurate in interpretazioni dei miei pensieri completamente senza alcun prerequisito adatto  (spesso non focalizzate neppure i concetti basici… come pretendete di capire concetti un po’ più evoluti?), ma siete lontani anni luce da ciò che sto veramente pensando. In conclusione sull’argomento registro che, secondo la cronaca spicciola di questi giorni, un contestatore di Vannacci abbia cercato di impedirgli di parlare perchè il comizio si teneva in piazza Matteotti (?!?), per cui in una siffatta piazza non si potrebbero esprimere tesi di destra: questo è un classico esempio di quello che sto sostenendo. Dopodiché, Vannacci come il sottoscritto non siamo 2intimoriti” e tiriamo avanti, ma certo la posizione della sinistra è molto debole se deve ricorrere a queste richieste di censura. Lo stesso dicasi per i vari esponenti politici che strillano (loro sì!) come aquile contro l’ipotesi che uno di destra possa diventare Presidente della Repubblica…

  42. Per “decreto anti-manifestazione” si intende solitamente il Decreto Sicurezza n. 23/2026 (convertito in legge) e le precedenti disposizioni del DDL Sicurezza (Legge n. 80/2025). Queste norme hanno introdotto una forte stretta repressiva sulle proteste, prevedendo nuovi reati e misure preventive. 

    Eh si…la dx non tappa la bocca al dissenso.

  43. Non frigno per nuente, anzu
     
    Eh, frigni frigni. Eccome se frigni, Crovè. Strilli “come un’aquila” (cit) 🙂
     
    Ma il vittimismo, l’attribuire agli altri i propri difetti, il doppiopesismo (“queste richieste di censura arrivano SOLO da sinistra” – ma certo, come no :rotfl:) fanno parte del modo di porsi di una certa destra.
    Altro che affrontare “a viso aperto“!
    Ma davvero non ti accorgi che Meloni, proprio come fai tu, è costantemente a lamentarsi di qualcuno o qualcosa?
    L’Europa cattiva, il woke (qualunque cosa sia), la situazione geopolitica, i musulmani, la sinistra… l’elenco è infinito ma non comprende mai sè stessi.
    Quindi non c’è di che meravigliarsi.
     
    Quanto alla censura, Crovè, forse hai le idee un pò confuse e prendi “Toma per Roma” (o qualcosa del genere).
    La censura, in senso proprio, presuppone un potere capace di impedire agli altri di esprimersi.
    Quindi è pratica che attiene ai governi o a chi detiene strumenti di controllo.
    Perciò, invece di guardare alla sinistra, forse dovresti guardare in casa tua (vedi sopra).
    Che confondere censura con dissenso o opposizione (come nel caso del generale vestaglietta che citavi tu) è un atteggiamento piuttosto tipico di una certa cultura autoritaria che potremmo anche definire fascista.

  44. Crovella #9
    “mai sentito (né qui sul blog né in generale) gente di destra chiedere la cancellazione o quanto meno censurare le tesi degli avversari”
    Mai sentito?
    Allora hai grossi problemi di udito…il che spiega perché non capisci niente.
    Al momento il vostro destro supremo, il ciccione arancione, ha appena convocato i propri servitori a un meeting internazionale per creare un nemico internazionale, gli Antifa, e per reprimerlo. Invito a cui naturalmente la serva imbelle a capo del nostro governo ha prontamente aderito.
     
    Su questo blog invece, ci ricordiamo chia-ra-men-te di un certo Crovella che qualche hanno fa ha provato a tacitare chi lo contraddiceva, chiedendo più volte il ban dal blog, millantando la propria vicinanza col Capo.
     
     

  45. Era da vent’anni che era nell aria un rigurgito mediatico e mefitico delle destre dalle frange estreme ma scommettere lo lascio a te…buondi’ 

  46. non ho mai sentito uno di destra esigere che siano zittiti i suoi avversari: li affrontiamo a viso aperto, se del caso anche duramente, ma non chiediamo di censuearli.

    Certo voi non li censurate. Fate di più li bastonate.

  47. @12 spiega meglio la tua domanda perché se uno ha ben chiari i due concetti, non vedo come  “si faccia confusione”. Certo se uno non ha chiari i due concetti, ovvio che li confonde… ma è un limite suo… 

  48. Na come al solito non avete capito niente. Non frigno per nuente, anzu. Semplicemente  segnalo una contraddizione della sinistra. Mentre i  cosiddetti antifascisti stanno sempre a frignare e chiedono di zittire gli avversari per motivi di politically correct, non ho mai sentito uno di destra esigere che siano zittiti i suoi avversari: li affrontiamo a viso aperto, se del caso anche duramente, ma non chiediamo di censuearli. Invece il mondo della sinistra è pieno di gente che, anche nella spicciola quotidianità di questo blog, continua a chiedere che certe tesi siano cancellate solo perché contrarie al politically correct.
     
    Tralascio le valutazioni sui sondaggi, ma essi sono rapportati statisticamente agli aventi diritto al voto e non a chi andrà davvero a votare (informazione che a priori è sconosciuta) Per cui le me simulazioni rapprtando i numeri alla popolazione totale sono sensate. Cmq è un dettaglio irrilevante. Il punto e che avreste scommesso 5 anni fa che ci sarebbe stato un partito esplicitamente di destra radicale capace di prendere il 6% e  magari di avvicinarsi al 10%? In più occorre tener conti che non siamo in un cintesto di assenza di altri partiti di destra, ma c’è una terna di altri partiti di destra che ora stanno a cavallo del 40%.  Quindi la % di Vannacci si aggiunge agli altri tre… alla faccia dell’Italia profondamente antifascsta!

  49. Crovella te che ti sei sempre vantato di essere un duro, di essere un carro armato, una che menava alle manifestazioni, dovresti stare attento a quello che dici, prima di dare del fascista agli altri. Qui non siamo di memoria corta, ce lo ricordiamo cosa hai detto e scritto.

  50. Il 10% degli elettori che potenzialmente voterebbe l ex generalissimo è “leggermente” inferiore dei 6 milioni di baionette che infarciscono di propaganda gratuita il tuo post…a votare vanno 28 milioni di italiani,  vedi tu!Sempre poi che i sondaggi valgano qualcosa!Il colmo è che questo personaggio faccia presa su giovani ventenni che la divisa manco sanno cosa sia!
     

  51. Lo chiedo un po’ a tutti ma soprattutto a Carlo …non credete che si faccia un po’ di confusione tra pluralismo e multiculturalismo….? riferito ad una società….

  52. Mamma mia Crovella, ma quanto frigni?
    E poi parli prorio TU, quello che per sua stessa ammissione andava “a menare le mani” alle manifestazioni altrui.
    Eddai, su, ogni limite ha una pazienza! 🙂

  53. Ecco un esempio eclatante di fascismo rosso che giunge proprio dalla cronaca recente: Genova sfila CONTRO la presenza di Vannacci. Corteo di antifascisti: “Non ti vogliamo, le tue idee qui non sono gradite”.
    Bene, cari “antifascisti” (delle balle), siete sempre a sostegno del pluralismo democratico, ma se uno esprime idee a voi non gradite (e che vi fanno paura per il grip che hanno sull’opinione pubblica) allora pretendete di censurarlo e zittirlo. Abbiate le palle, cari antifascisti: fatelo parlare liberamente. See le idee di Vannacci fanno oggettivamente ribrezzo, l’opinione pubblica ci arriva da sola, proverà disgusto e le respingerà. Invece volete cancellarle prima che tali idee siano espresse nel comizio, perché sapete benissimo che quelle idee fanno presa sull’opinione pubblica  e quindi elettoralmente parlando vi cagate sotto…

  54. (sconsolato, scuoto il capo di fronte alla difficoltà strutturale che alcuni dimostrano nel non riuscire mai a comprendere concetti anche semplici)… la faccenda dei “fascisti rossi” che ho sollevato in giornata riguarda le richieste di censura. Non mi risulta che arrivino da gente di destra, ma sempre e solo da gente di sinistra. Dalla cronaca nazionale, come per il patentino antifascista della rassegna libraria romana, fino ad alcuni commenti proprio qui sul Gogna Blog, queste richieste di censura arrivano SOLO da sinistra, in nome del politically correct. Se vengono espressi concetti oggettivamente aberranti, non c’è bisogno di censurarli o di chiedere a Gogna che li cancelli: i lettori comprendono da soli che tali concetti sono aberranti. Se invece se ne chiede la cancellazione è perché fa paura che quei concetti possano girare liberamente, in quanto hanno grip sull’opinione pubblica. e allora, per eliminarli, se ne chiede la cancellazione con la scusa ipocrita del poltically correct. Questo è, oggi come oggi, il vero fascismo intellettuale  e proviene SOLO da sinistra. infatti mai sentito (né qui sul blog né in generale) gente di destra chiedere la cancellazione o quanto meno censurare le tesi degli avversari. le si combatte dialetticamente, le si smonta, ma non si chiede di cancellarle perché 2indegne” di esistere. Questa prassi è una mala abitudine solo di gente della sinistra. Fascisti rossi, appunto.

  55. Bobby quando vuoi imporre il tuo pensiero agli altri, e lo fai anche con la violenza, sei un fascista.

  56. Si però non riduciamo tutto alle solite faziosità da partiti….insomma a chi è che piace andare in guerra e morirci … penso a nessuno. Se questo piccolo concetto fosse universale ….col cazzo che ci sarebbero le guerre …Ecco perché non ci va Putin in trincea o tramp…..e già la vita dura troppo poco….poi volete anche le guerre ideologiche ….mah ?

  57. @ Benassi #3

    Se e’  vero quello che dici ,  allora Iosif Stalin , Josif Broz “Tito” , Kim Joung Un ,  Fidel Castro , andrebbero riposizionati nei libri di storia e condannati per “Ricostruzione del partito fascista”.

    La Russa con tutti i suoi busti , gli fa una sega…

  58. ———  PROPOSTA  ——–‐
    Propongo una guerra contro l’Iran.
    Propongo una guerra contro la Russia.
    Propongo una guerra contro la Cina.
    Propongo una guerra contro la Corea del Nord.
    Gli spezzeremo le reni.
     
    Visto che siamo in ballo, credo che l’Italia sarebbe nel giusto se dichiarasse guerra pure a Slovenia e Croazia. Col nome di Jugoslavia ci derubarono di buona parte della Venezia Giulia, dell’Istria con Pola, di Fiume, di Cherso e Lussino, di Zara. Perché i palestinesi possono rivendicare e gli italiani no?
    … … …
    A parte le battute surreali, ritengo che il problema delle bombe atomiche in mano agli ayatollah sia di importanza vitale per l’intera umanità. I pazzi fanatici – specie se convinti di agire in nome di Allah – al comando con armi nucleari sono un pericolo per il pianeta. 
    Ma come vanno fermati? Non lo so, ma certo non facendo guerra aperta a una potenza come l’Iran.
    E l’ONU è schifosamente indegna, imbelle, ignava.
     
    Tuttavia, se ricordassimo le conseguenze funeste della conferenza di Monaco nel 1938, forse potremmo muoverci con piú saggezza.
    Ma, parlando di saggezza, chiaramente Trump è tagliato fuori…

  59. No non è  vero che i veri fascisti  stanno a sinistra. Stanno a sinistra come a destra. Ci sono i fascisti neri come ci sono i fascisti rossi. 
    Chi è un intollerante, chi non ha rispetto delle minoranze , delle diversità, delle opinioni altrui, chi pensa di avere la purezza,  che sia di destra come di sinistra, è un fascista che vuole imporre il suo pensiero agli altri e lo fa anche con violenza fisica e verbale.

  60. Altro esempio: vai dagli israeliani residenti e cerchi di convincerli che per generosità d’animo devono imparare a convivere pacificamente con i palestinesi? Come ti aspetti che reagiscano? Che ti ringrazino perché finalmente li hai illuminati elevandoli dal fango in cui sguazzavano= Ma no, figurati: quelli ti sparano un drone addosso e lasciano il tuo cadavere alla merce degli sciacalli.-
    Questo è il mondo di oggi e non centra nulla né la mia presunta (ovviamente non esistente) immaturità, né il guardarmi allo specchio né cosa prova mia moglie di me… Invece c’entra cosa esprime la pancia dell’Occidente e a come occorre rispondere

  61. Non tocchi nessun tasto personale, e se anche fosse ho una pelle da rinoceronte per cui nulla mi fa paura. Ma non riesco a seguirti. Spiega meglio cosa intendi per conclusioni immature… quali ricette proponi tu? “commerciare con gli altri”. Ma con chi? Con Hamas? con gli ayatollah? con Putin? Se io ti appaio un immaturo per colpa delle mie conclusioni, in realtà molto pragmatiche, tu mi appari un gran ingenuo per le tue tesi inadeguate al mondo che ci circonda. credi al paese delle meraviglie, quello di Alice…
    Inoltre, ribadisco non devi concentrarti sul duello dialettico con me, bensì con la grande pancia della cittadinanza europea. I neonazista dell’AfD sono dati al 30%, significa che, su una popolazione totale di 80 milioni, sono all’incirca 24 milioni. NEONAZISTA. Che fai va da loro e cerchi di convincerli che, nel loro razzismo egoista e xenofobo, sono degli immaturi? Come ti aspetti che reagiscano Pensi forse chr ti bacini in bocca ringraziandoti perché li hai illuminati, elevandoli infine dal fango in cui sguazzano? ma figurati: quelli ti impalano seduta stante e lasciano il tuo cadavere alla mercè dei corvi…

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