Perché parlare di cosmetica su un sito che si occupa di natura, avventura e outdoor?
A prima vista potrebbe sembrare una deviazione dal percorso (e non sarebbe certo la prima…). Chi segue da anni i temi dell’ambiente, dell’esplorazione, della montagna, del viaggio e dello sport all’aria aperta potrebbe chiedersi quale relazione esista tra il mondo dell’outdoor e quello della cosmetica. In realtà, la filosofia di IAMIO (iamio.com) suggerisce una risposta interessante: non si tratta di cosmetica nel senso tradizionale del termine, ma di un approccio alla cura della pelle che nasce dalla stessa cultura dell’avventura e della vita in natura.
Chi pratica sport outdoor conosce bene il valore dell’equipaggiamento. Una giacca protegge dal vento, gli occhiali dal riverbero, una buona calzatura riduce il rischio di infortuni. Allo stesso modo, la pelle rappresenta il primo e più esteso punto di contatto tra il nostro corpo e l’ambiente. Sole, freddo, vento, quota, salsedine, pioggia, polvere e sbalzi di temperatura non sono semplici elementi del paesaggio: sono fattori con cui ogni escursionista, alpinista, trail runner, ciclista o navigatore si confronta quotidianamente.
È proprio da questa prospettiva che IAMIO (1) diventa un tema coerente con la cultura outdoor. La sua attenzione non è rivolta all’apparenza, ma alla funzionalità, alla resilienza e alla capacità di adattamento del corpo nelle condizioni reali. Sono valori che appartengono da sempre al mondo dell’avventura: conoscere i propri limiti, prepararsi all’ambiente, rispettare la natura e sviluppare gli strumenti necessari per affrontarla nel modo migliore.
In questo senso, la pelle non è un elemento accessorio, ma parte integrante dell’esperienza outdoor. Prendersene cura significa preservare una risorsa fondamentale per chi vive lo sport e l’esplorazione come incontro diretto con gli elementi naturali. È qui che il racconto di IAMIO incontra quello dell’ambiente e dell’avventura: nella ricerca di un equilibrio tra uomo e natura fondato sulla consapevolezza, sulla preparazione e sul rispetto dei processi naturali del corpo.
Azione nella natura e cosmetica
IO – Indoor Outdoor Cosmetics: la cura della pelle come strumento di performance
IO (acronimo di Indoor Outdoor) nasce da un’idea semplice ma radicale: il corpo umano vive costantemente in transizione tra ambienti interni ed esterni, tra comfort e stress, tra condizioni controllate e situazioni imprevedibili. Da questa osservazione prende forma un marchio che non considera la cosmetica come un elemento legato esclusivamente all’estetica, ma come uno strumento funzionale destinato a sostenere le prestazioni dell’individuo nella vita reale.
L’azienda si presenta infatti come un laboratorio dedicato allo sviluppo di prodotti per la cura personale progettati per affrontare sole, vento, freddo, salsedine, attrito, sudore, inquinamento e tutte quelle condizioni che caratterizzano una vita dinamica. L’obiettivo non è modificare l’aspetto della pelle, bensì aiutarla a svolgere al meglio le proprie funzioni naturali anche sotto stress.
Una filosofia orientata alla funzione
La filosofia di IO si fonda su una distinzione netta rispetto alla cosmetica tradizionale. Molti prodotti presenti sul mercato sono concepiti principalmente per migliorare l’aspetto esteriore. IO parte, invece, dalla funzione biologica della pelle. Una pelle efficiente è una pelle che mantiene il proprio equilibrio, protegge l’organismo dagli agenti esterni, recupera più rapidamente dagli stress ambientali e conserva nel tempo la propria capacità di adattamento.
In quest’ottica il concetto di longevità non coincide con la ricerca dell’eterna giovinezza. La longevità viene interpretata come capacità di invecchiare meglio, mantenendo nel tempo resilienza, funzionalità e adattabilità. Il nuovo interesse non è fermare il passare degli anni, ma supportare i processi naturali che consentono alla pelle di reagire in modo efficace alle sfide quotidiane.
La pelle viene, quindi, considerata un organo dinamico, sottoposto continuamente a pressioni provenienti dall’ambiente circostante. Chi pratica sport, viaggia frequentemente, trascorre molto tempo all’aperto o vive in contesti urbani intensi sperimenta quotidianamente situazioni che mettono alla prova la barriera cutanea. IO sviluppa i propri prodotti partendo proprio da questi scenari concreti.
Indoor e Outdoor: due mondi, un unico corpo
Un altro elemento centrale della filosofia del marchio è il superamento della tradizionale distinzione tra vita urbana e attività outdoor. Secondo IO, il corpo non distingue tra queste due dimensioni: entrambe generano stress fisiologici differenti, ma ugualmente rilevanti.
L’ambiente indoor porta con sé esposizione prolungata agli schermi, aria condizionata, rasatura frequente, stress lavorativo e ritmi accelerati. L’ambiente outdoor introduce, invece, fattori come radiazioni UV, vento, freddo, quota, acqua salata e variazioni climatiche improvvise. La risposta di IO consiste nello sviluppare prodotti che accompagnino la persona lungo tutto questo continuum, offrendo supporto quotidiano e protezione nelle situazioni più impegnative.
L’approccio può essere sintetizzato in quattro parole ricorrenti nella comunicazione del brand: controllo, supporto, recupero e protezione. Ogni formulazione viene costruita attorno a questi principi.
Il laboratorio: ingredienti prima di tutto
Il laboratorio IO adotta un approccio definito “ingredient-first”, cioè basato sulla selezione delle sostanze attive prima ancora della costruzione del prodotto finale. Ogni ingrediente viene scelto in funzione delle sue caratteristiche, della tollerabilità cutanea e della capacità di favorire un equilibrio duraturo.
Le formulazioni sono vegane e prive di parabeni, microplastiche e alcool. Questa scelta viene presentata non come una semplice preferenza commerciale, ma come una strategia per migliorare la compatibilità con le pelli sensibili e ridurre i fattori che potrebbero compromettere il benessere cutaneo nel lungo periodo.
Lo sviluppo avviene principalmente in Italia, mentre alcune produzioni vengono realizzate in Svizzera. La combinazione tra competenze italiane e ricerca svizzera costituisce uno degli elementi identitari del progetto.
Tra gli attivi maggiormente valorizzati figurano estratti di melograno recuperati da processi produttivi alimentari, spirulina, funghi shiitake, primula serale biologica e Scutellaria alpina coltivata sulle Alpi svizzere. Tutti ingredienti scelti per sostenere idratazione, equilibrio della barriera cutanea, recupero e protezione dagli stress ambientali.
I tre prodotti principali
Mistral
Mistral è il deodorante attivo della linea. È stato concepito per accompagnare sia l’attività sportiva sia la vita quotidiana. Il prodotto nasce dall’idea che il controllo degli odori non debba compromettere il comfort della pelle, soprattutto nelle persone che praticano attività fisica intensa o che utilizzano frequentemente deodoranti.
La formulazione punta a garantire freschezza prolungata e alta tollerabilità. Tra gli ingredienti funzionali spiccano il Dragosantol 100, impiegato per ridurre irritazioni e arrossamenti, e Sensidin DO, utilizzato per contrastare i batteri responsabili dei cattivi odori. La presenza di estratti derivati dalla spirulina contribuisce, inoltre, al supporto della pelle esposta a stress e sfregamenti continui.
Mistral rappresenta il prodotto più immediatamente collegato al concetto di movimento continuo che caratterizza l’intero marchio.
Buran SPF50+
Buran è uno stick solare tecnico con protezione SPF50+, progettato per utilizzi intensivi sia in ambiente urbano sia in condizioni outdoor particolarmente impegnative. Il nome richiama il vento gelido delle steppe asiatiche e riflette la volontà di sviluppare una protezione capace di affrontare condizioni estreme.
Il prodotto è pensato per chi trascorre molto tempo sotto il sole, in montagna, sull’acqua o in qualsiasi situazione caratterizzata da forte esposizione agli agenti atmosferici. La formulazione integra ingredienti orientati alla difesa dall’inquinamento, allo stress ossidativo e al mantenimento del comfort cutaneo durante esposizioni prolungate.
Tra gli attivi distintivi troviamo Vita Beautique, derivato dal melograno, e Vita D-Light, ottenuto da funghi shiitake. Questi componenti sono utilizzati per supportare i meccanismi naturali della pelle e contribuire alla sua capacità di adattamento durante l’esposizione solare.
Buran rappresenta il lato più protettivo della gamma IO, incarnando il concetto di difesa attiva contro l’ambiente.
Zephyr
Zephyr è il siero viso della linea, prodotto in Svizzera e orientato al recupero e al rafforzamento della barriera cutanea. È probabilmente il prodotto che meglio sintetizza la visione del marchio riguardo al concetto di recupero.
La formulazione è costruita attorno a ingredienti destinati a sostenere idratazione, elasticità e resilienza. Tra questi figurano estratti di spirulina, complessi biotecnologici per il supporto dei ceramidi naturali della pelle, estratti fungini con effetto rinfrescante e ingredienti botanici alpini studiati per lenire le pelli sottoposte a condizioni difficili.
Zephyr è pensato come strumento di rigenerazione quotidiana, particolarmente utile dopo l’esposizione a vento, sole, freddo, cambiamenti climatici e stress ambientali.
Le persone dietro il progetto
Alessandro Vita Fabris – Founder & CEO
Alessandro Vita Fabris è il fondatore e amministratore delegato di IO. Il suo percorso personale rappresenta uno dei principali riferimenti culturali del marchio. Cresciuto a Milano, ha vissuto e studiato in diversi Paesi, accumulando esperienze tra Europa e aree caratterizzate da un forte rapporto con la natura e l’attività fisica.
La sua formazione è stata influenzata da discipline che prevedono esposizione diretta agli elementi naturali, come gli sport oceanici, lo sci alpino e la corsa di resistenza. Da queste esperienze nasce la convinzione che i prodotti per la cura personale debbano essere strumenti affidabili e concreti, capaci di funzionare in contesti reali e non soltanto in condizioni ideali.
Fabris continua a testare personalmente i prodotti e considera l’utilizzo diretto una fase essenziale del processo di sviluppo. Il suo ruolo consiste nel garantire che il marchio rimanga fedele alla propria missione originaria: creare strumenti destinati a chi vive in movimento.
Achille Mauri – Creative Director
Achille Mauri ricopre il ruolo di direttore creativo. Regista e fotografo italiano, trae grande ispirazione dal mondo della montagna e dall’osservazione della natura. La sua sensibilità visiva contribuisce a definire l’identità estetica del marchio.
Le sue esperienze di viaggio e il suo interesse per gli aspetti antropologici delle diverse culture influenzano il linguaggio visivo di IO, che evita rappresentazioni artificiali e privilegia ambienti autentici e situazioni reali. Il suo compito è mantenere una coerenza narrativa tra i valori del marchio e la loro rappresentazione visiva.
Le figure di riferimento e i partner
Nella storia del marchio vengono riconosciute due figure particolarmente influenti. La prima è Carlo Mauri, alpinista ed esploratore, la cui visione dell’endurance e del rapporto con il territorio continua a ispirare la filosofia di IO. Carlo Mauri era prozio di Achille. La seconda è Dario Ferrari, fondatore e presidente di Intercos, che ha sostenuto il progetto durante le sue fasi iniziali contribuendo alla sua realizzazione industriale.
Accanto al nucleo fondatore operano inoltre partner strategici come Intercos per lo sviluppo produttivo, Filippo Solaro del Borgo per la gestione delle relazioni con gli atleti e Sam Sala per la progettazione dell’identità grafica.
Nota
(1) Iamio va letto come “I am IO”, cioè “sono IO”. Non è un acronimo, ma una costruzione linguistica usata come indirizzo web e come estensione del brand. In pratica:
– IO = Indoor Outdoor (nome del marchio);
– I am IO = “sono IO”, “mi identifico con questa filosofia”.
È una soluzione abbastanza comune nel branding quando il nome desiderato è molto breve e difficile da registrare come dominio. Invece di usare semplicemente “io.com” (che non era ovviamente disponibile), il marchio ha scelto una formula che diventa quasi una dichiarazione d’identità: “I am IO”.
Quasi a dire: io sono il punto d’incontro tra indoor e outdoor, tra città e natura, tra prestazione e benessere.
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Un grande spasso, leggere tutti questi commenti!
Evviva il GognaBlog!
“Tra questi figurano estratti di spirulina, complessi biotecnologici per il supporto dei ceramidi naturali della pelle, estratti fungini con effetto rinfrescante e ingredienti botanici alpini studiati per lenire le pelli sottoposte a condizioni difficili.”
A mio modesto parere, per Giuliano è tassativo lo Zephyr (pour homme, eh!).
Altrimenti, vista l’età, i ceramidi se ne vanno tutti a catafascio.
@ 29
Taci e suda.
W il sole. Abbasso l’anticiclone africano (lo possino …)
👍
Anch’io amo il sole , fra l’altro ha un notevole effetto positivo sull’unore , che non guasta.
Bobby, ti ringrazio dell’intervento. Un post è poco per dibattere sul tema. Effettivamente vi sono situazioni in cui bisogna andare per gradi nell’ esposizione solare. Come dici te dipende anche dal tipo di pelle che hai. Ve ne sono di molto delicate. Inoltre se tutto l’ anno sei stato vestito e poi tutto un tratto ti metti a prendere il sole a luglio…beh non è una gran idea. Detto questo il sole è il nostro “Dio” il nostro “padre”…averne paura è da imbecilli…leggevo giusto oggi che un medico prescriveva una bella impomatata con quei bei prodotti chimici una ogni due ore ..io continuo senza comunque gli altri facciano quello che vogliono.
I tumori sono malattie multifattoriali, non dipendono esclusivamente dall’esposizione ai fattori di rischio , infatti un buon 20 % dei tumori al polmone non dipende dal fumo , ed esistono persone con vulnerabilità cromosomiche particolari che aumentano di decine di volte il loro rischio di ammalarsi.
–
Chi ha la pelle naturalmente scura rischia molto meno il melanoma , ma non vuole dire che proteggersi la pelle sia da stupidi
I tumori cutanei detti melanomi si narra vengano dall’ esposizione solare. Peccato che le statistiche siano impietose…la maggior parte si verificano in Australia e nei paesi scandinavi. Se fosse il sole questo terribile killer dovremmo avere i meridionali pieni di melanomi e i bolzanini o i crucchi con zero melanomi. Di certo non mi metto e metterò una crema fatta con prodotti sintetici. Sarebbe bello vedere il tasso di tumori nelle categorie dei mureri e dei posatori d’ asfalto. Sono sicuro che non ci sarebbero differenze rispetto alla popolazione tradizionale. Mai sentito un muratore con tumore cutaneo. Dalla notte dei tempi il sole è ed era fonte di vita, di crescita. Solo questa società totalmente folle e malata che da la colpa delle temperature alle scoregge delle mucche e che ti fa difendere dal NEMICO sole ( ma roba da matti) poteva inventarsi l idea di proteggersi dal sole con creme petrolifere.
22.Circa il budellino de maiale, va certificata l’ assenza della Peste Suina Africana.
E se poi qualche pezzetto del budello di maiale si mescola con il cibo e io sono pescetariano ?
Vorrei proporre agli utenti il mio nuovo prodotto a tripla azione,
3X SKIN-EAT-DRY
SKIN: crema a protezione solare raggi UVA-UVB, con SPF 50+. Ideale per alpinisti, sciatori, velisti, pescatori d’altura.
EAT: superenergetica in caso di emergenza, un solo cucchiaino da caffè corrisponde a un pasto completo e bilanciato di 2500 Kcal. Un valido aiuto per runners, ultra trailers, ciclisti. 4 gusti: kebab, pizza, tonno, banana.
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In ogni valle delle Dolomiti, da decenni, la locale farmacia, vende creme d’ogni sorta, producendole in proprio o facendole fare da produttori vari. Cito l’esempio di un’amica che ha messo in commercio una linea di prodotti cosmetici per la montagna vendendo le creme a prezzi folli, come 160€ al vasetto. Costei le acquistava dallo stesso farmacista/produttore (conosco entrambi) che le vendeva nella sua farmacia a meno di 10€ al vasetto, ovviamente con differente “brand” e “packaging”. Anche il marketing dietro ai due “brand” era diverso e per un po’ di stagioni ha funzionato alla grande.
Molti anni fa la Rivista della Montagna, in collaborazione con esperti dermatologi, aveva fatto un test sulle creme solari in cui marchi blasonati e costosi ne uscivano non molto bene…
Proteggersi dal sole non è facile e si spera che la crema che usi non ti faccia venire il cancro. Cosa che se lavori all’aperto tutto l’anno non è affatto rara.
Il produttore delle creme ( Swiss made)
ha sede principale in UK, ma sede italiana a Crema.
Forse il Gogna ha solo sbagliato periodo, era un articolo da 1 di Aprile!
Difficilmente uno zabaglione ha la sede a Zabaglione
Fabio avevo cose più importanti da fare, ero in giro con mia figlia.
Comunque tu sei un bel bastardo nell’augurar disgrazie:
Mi sa che ti sarebbe convenuto prendere una giornata di riposo e andartene in un vallone solitario della Val di Susa col buon Crovella…
😁
Non saprei che dire, forse un po’ di queste raffinatezze mi farebbero anche bene…ma forse ormai è tardi per iniziare….
Quando ero bocia a volte non dicevo alla mia morosa (che poi diventó mia moglie) che ero andato ad arrampicare. Arrivavo da lei la sera, tipicamente del sabato, fresco docciato pensando di averla fatta franca. Lei mi prendeva le mani e le annusava con fare sospettoso. Alzava gli occhi e mi diceva “c’è l’odore della pietra”. Quel mix fatto di sudore e magnesite (e secondo me anche la roccia ci metteva del suo) mi aveva tradito.
Forse avessi avuto il Mistral … la sfangavo 😜.
Base Bigazzi -Pace.
Voci soliste Savio ma sopratutto l immensa irraggiungibile di Cerruti.
base….date avvio alla vostra immaginazione musicale…
…dopo svariate ma che dico svarioni vie ,vizi, viozzi e vitali ,era chiaro anzi scuro ,anche all alpinista ci era cara la Pelle! Ma non era Apollo e neanche un pollo (passami un dado da 5) ma no cazzo quello è lo stikers …musica…fruga nella tracolla che mo tracollo!
Miii e vedi nello zaino ma sbrigati!
Miii come è imbranato sto fetecchione di compagno basta cambio social ,Tinder subito e vado sul sodo…odo delle voci!
Passa mo’ sto cinque che sto a vibra’…
Ma no!,non il vibra….miii come sto combinato stamattina.
Alliscia la tua pelle cum’nu babba’ siente a me’ lascia pe’ siempre creme e cremini farlocchi e buttati nel Ticino hemmm Canton Ticino…
END
Sarebbe interessante conoscere pure l’opinione dell’incorruttibile Robespierre del forum, tale Matteo.
Costui ha o non ha da obiettare sulla questione?
Ma no,dai, avete fatto e farete cose interessanti.Solo penso che non dobbiate cedere alla deriva del merchandising, se posso dirlo.
Caro Alessandro, oggi qui tira aria di bufera.
Mi sa che ti sarebbe convenuto prendere una giornata di riposo e andartene in un vallone solitario della Val di Susa col buon Crovella…
Insomma, pare di capire che oggi “il GognaBlog è morto (o è solo messo male?). Viva il GognaBlog!”.
O no? 😀 😀 😀
Quando la “scaduta” etica è così netta, non basta un accenno distorto a un prozio che non ha colpe. Il caduto è in gravi condizioni, serve soccorso con squadre da terra e un elicottero con medici multidisciplinari. Peccato.
Andava pubblicato nell Outdoor Magazine, forse era meglio
8) il riferimento alla Ferragni è solo per dare evidenza di quello che potrebbe essere il trend del blog che cede ai sacri valori del consumo..
Giovanni, si può criticare quando lo si ritiene giusto. Ma non si deve esagerare né, soprattutto, mistificare.
Tutti qui conosciamo il GognaBlog e sappiamo quanto vale. Un articolo sbagliato può capitare. Considerando anche AltriSpazi e Totem e Tabú, Alessandro ne pubblica 850-900 all’anno!
I riferimenti alla Ferragni, ancor prima di essere inconsistenti, sono ridicoli.
Alpinisti e Sciatori, belle fie e trombatori, o così vorrebbero farsi passare agli occhi degli altri.
Che la pelle sia importante non c’è dubbio, così sono andato avanti a leggere l’articolo…non mi aspettavo però una presentazione smaccatamente pubblicitaria e anche narcisistica degli ennesimi prodotti per far fronte al problema. Sarebbe invece utile un test comparativo delle tante creme, tutte miracolse, esistenti sul mercato.
Cosa dire….
Proteggersi in montagna dalla radiazione solare con creme e occhiali da sole è di fondamentale importanza; non farlo equivale a dimenticare di portare ramponi e piccozza quando si attraversa un ghiacciaio crepacciato. Non è cosmesi, ma tutela fondamentale della propria salute e sicurezza.
Da giovane ignorante, forse perché pensavo che abituare pelle e occhi alla radiazione solare è come abituare i muscoli alla fatica, ho trascurato questo aspetto e adesso ne pago le conseguenze.
La linea IO (ego?) si ritaglia una nicchia di mercato nel narcisismo dilagante, da vere checche isteriche, di tanti alpinisti. I suoi prodotti tecnici (?) ovviamente costeranno un tuono, perché diversamente non sarebbero efficaci: chi più spende, meno spende!
Interessante a mio giudizio è il deodorante, che in effetti con questa diffusione degli indumenti intimi fatti di tessuto sintetico, dopo una giornata si puzza come dei Cavrones che perfino gli stambecchi ti evitano! Chissà se questo deodorante è sufficientemente potente o è delicato, con un appena percepibile profumo di rose fatto per indurrre all’accoppiamento con il proprio compagno di cordata?
Il blog ha alzato il velo dopo fiumi di retorica e predicozzi finto filosofici-esistenziali ecco che si propugna il vero valore etico della piccolo borghese, sullo stile influencer della Ferragni, dei consigli per gli acquisti, una serie di panzanate, per illustrare un prodotto miracoloso nuovo diverso che ti mantiene gggiovane e bello/a…
Mi ricorda la corazzata Potëmkin di fantozziana memoria, chissà come mai…
Prodotti per milanesi screpolati.
Questa non è informazione. È pubblicità aziendale.
Il GognaBlog non deve occuparsene.