Basta contaminazione

Pochissimi ne parlano, eppure siamo tra i Paesi più colpiti dalla contaminazione da PFAS, sostanze chimiche che impattano sulla salute di tutti noi.

Basta contaminazione
(in Italia è in atto un crimine ambientale e sanitario)
a cura di Greenpeace
(pubblicato su greenpeace.it)

Utilizzati dalle industrie per produrre abbigliamento, cosmetici, packaging per alimenti e in tanti altri prodotti di uso comune, vengono riversati nei nostri fiumi e nell’aria dove inquinano acqua e coltivazioni, arrivando fino alle nostre tavole. I PFAS sono pericolosi per noi e per l’ambiente.

Chiedi al governo italiano la messa al bando dei PFAS! Non possiamo permettere che decisioni politiche rimandino ancora la protezione della nostra salute. Firma la petizione.

L’ambiente e la salute vengono prima del profitto di pochi. Insieme possiamo fermare i crimini ambientali delle aziende che, senza scrupoli, ancora oggi hanno licenza di inquinare!

01 – Cosa sono i PFAS?
I PFAS sono un gruppo di migliaia di sostanze chimiche di sintesi prodotte dalle industrie, ancora oggi ampiamente usate perché in Italia non esiste una legge che ne vieti la produzione e l’utilizzo. Introdotti sul mercato globale nel secolo scorso, hanno trovato ampia applicazione perché idrorepellenti, stabili e resistenti alle alte temperature. Una volta dispersi in natura, possono rimanere nell’ambiente per tantissimo tempo.

02 – Sono ovunque, durano per sempre
Se disperse nell’ambiente, queste sostanze si degradano in tempi lunghissimi, tanto da essere chiamate “inquinanti eterni”. Il loro uso massiccio ha permesso ai PFAS di invadere ogni angolo del globo: dalle vette remote più incontaminate fino ai poli, dagli animali marini come i cetacei a ecosistemi lontani dalle attività dell’uomo, dalla pioggia fino all’acqua di rubinetto delle nostre case. E purtroppo anche il nostro corpo non è immune a questo inquinamento.

03 – Una seria minaccia per la nostra salute!
Oggi i bambini possono nascere con una traccia indelebile: i PFAS nel loro sangue. Le persone in tutta Europa sono esposte ai PFAS attraverso gli alimenti, l’acqua potabile, l’aria, numerosi prodotti di consumo e i materiali presenti nelle nostre case e nei luoghi di lavoro. Nel corpo umano queste sostanze sono state trovate nel sangue, nelle urine, nella placenta, nel cordone ombelicale e persino nel latte materno.

L’esposizione ai PFAS è stata associata a una serie di effetti negativi sulla salute. Problemi alla tiroide, danni al fegato e al sistema immunitario, riduzione del peso alla nascita dei neonati, obesità, diabete, elevati livelli di colesterolo e riduzione della risposta immunitaria ai vaccini, diabete gestazionale, impatto negativo sulla fertilità, oltre che alcune forme tumorali come il cancro al rene e ai testicoli. Sono le persone fragili, i bambini e le donne incinte a pagare il prezzo più alto.

04 – Anche in Lombardia l’acqua ad uso potabile è contaminata
Anche in Lombardia, nell’acqua destinata al consumo, sono presenti PFAS! Per rispondere alle richieste crescenti della popolazione, grazie a un’istanza di accesso agli atti, abbiamo ottenuto i risultati di analisi fatte dai gestori e dalle autorità sanitarie lombarde su campioni di acqua destinata ad uso potabile.

In circa il 6,5% del totale erano presenti PFAS con concentrazioni comprese tra 5 e 1146 nanogrammi per litro. In 32 casi erano superiori al limite della Direttiva Europea 2020/2184 che entrerà in vigore in Italia nel 2026, in 147 oltre i limiti vigenti in Danimarca mentre i limite proposti negli Stati Uniti venivano superati in 126 casi per il PFOA e in 45 casi per il PFOS. Ma non solo: in diversi casi le autorità erano al corrente da anni di questa contaminazione, eppure non risultano campagne informative rivolte alla popolazione, che non è stata quindi avvertita dei rischi a cui è esposta.

05 – Un pericolo per la salute, ma le aziende li usano ovunque!
I PFAS sono usati senza freni dalle industrie sia per applicazioni industriali che in prodotti di largo consumo, che arrivano nelle nostre mani. Per le loro proprietà, pur essendo pericolosi per la nostra salute, sono impiegati in tantissime attività produttive:

Prodotti per la persona
cosmetici, capi di abbigliamento tessuti e pelle, dispositivi medici.

Prodotti per la casa
padelle antiaderenti, prodotti tessili e di arredamento, gas refrigeranti.

Processi industriali
imballaggi alimentari, industria galvanica, industria elettronica, industria della gomma, industria della plastica, cartiere, attività estrattiva combustibili fossili,
schiume antincendio, lubrificanti.

06 – Mentre la nostra salute è a rischio, il Governo dov’è?
In Italia manca un divieto per i PFAS, a tutela di salute e ambiente. Proprio per questo, nonostante nella maggior parte dei settori industriali esistano da anni alternative più sicure a queste sostanze, le aziende continuano a utilizzarli, continuando, impunemente, a inquinare e a mettere a rischio la nostra salute. 

Nei mesi scorsi cinque nazioni europee hanno chiesto di vietare l’uso e la produzione di queste sostanze. E l’Italia? Nonostante il nostro Paese sia teatro del più grave caso di contaminazione nel continente Europeo e mentre la contaminazione continua a emergere in nuove aree del Paese, la risposta delle istituzioni resta troppo lenta.

Il governo italiano ha recentemente rinviato l’introduzione di limiti più severi per i PFAS nell’acqua potabile, una decisione che rischia di lasciare milioni di persone esposte ancora a lungo a queste sostanze pericolose.

Nel frattempo nuove analisi indipendenti continuano a dimostrare quanto il problema sia diffuso.

È il momento che la politica smetta di tutelare i soli interessi di aziende inquinanti e senza scrupoli, schierandosi apertamente dalla parte della collettività per fare in modo che casi come quello in Veneto non si verifichino mai più.

07 – La nostra richiesta
Chiediamo al Governo di varare subito una legge che introduca il divieto dell’uso e della produzione dei PFAS in tutta Italia.

Nessuno deve essere lasciato indietro, l’ambiente e tutta la popolazione italiana deve essere protetta e tutelata dai PFAS. Non c’è altro tempo da perdere!

—————————————————————————————————————————-Un rinvio nelle pieghe del Bilancio 2026
a cura di Greenpeace

Il Governo italiano ha fatto un passo indietro su una legge che avrebbe protetto la salute di milioni di persone dai PFAS, sostanze chimiche associate a tumori, problemi endocrini e danni al sistema riproduttivo.

Queste sostanze chimiche non si degradano mai. Sono inquinanti eterni, presenti ovunque: nell’aria, nell’acqua che beviamo, nei prodotti di uso quotidiano. Il passo indietro del Governo è un duro colpo per la salute pubblica, vista la diffusa contaminazione dell’acqua potabile italiana che abbiamo documentato con la nostra indagine “Acque senza veleni”.

Dal 12 gennaio 2025, l’Europa ha imposto nuovi limiti per i PFAS nell’acqua potabile. L’Italia aveva fatto di più: aveva fissato paletti ancora più severi per le molecole più pericolose, compreso il PFOA, classificato come cancerogeno. Un segnale importante. Poi è arrivata la Legge di Bilancio 2026. Il Governo Meloni ha deciso di fare un passo indietro e ha rinviato di sei mesi l’applicazione di quei limiti più rigorosi. Il motivo ufficiale? “Dare tempo ai gestori di adeguarsi ai requisiti previsti dal decreto legislativo”.

Ma… i gestori degli acquedotti da tempo sanno di doversi adeguare. La realtà è un’altra: questo rinvio serve solo a scaricare le responsabilità e dare spazio a ulteriori contaminazioni. Non potremo depurare all’infinito e l’unica soluzione è una progressiva eliminazione dei PFAS. È fondamentale che si arrivi al più presto a una legge che vieti l’uso e la produzione dei PFAS: solo così si potrà davvero tutelare la salute delle persone! Noi di Greenpeace continueremo a fare pressione, e tu puoi aiutarci. Firma la petizione e chiedi con noi al Governo di mettere al bando queste sostanze una volta per tutte.

La proposta in discussione a livello europeo eliminerebbe da subito oltre il 90% dei rilasci di PFAS nell’ambiente. Sarebbe un punto di partenza fondamentale per riuscire a ridurre ancora di più i limiti consentiti e arrivare all’unica soglia davvero sicura: lo zero tecnico. 
Possiamo ottenere questo risultato, ma serve fare pressione politica. Con la tua firma possiamo ottenere una legge che metta al bando queste sostanze pericolose una volta per tutte!

Greenpeace
Greenpeace è un’associazione nonviolenta che con azioni dirette e concrete denuncia i problemi ambientali e promuove alternative per un futuro verde e di pace. Siamo indipendenti e non accettiamo fondi da enti pubblici, aziende né partiti politici.
Firmare serve! Ecco alcune delle nostre vittorie più recenti:
Mari e oceani: ratifica del trattato globale per proteggere gli oceani.
Api e biodiversità: bando di tre dei sette pesticidi dannosi per le api.
Foreste: approvazione della normativa che impedisce il commercio di materie prime prodotte distruggendo le foreste.
Unisciti a noi, più siamo più forte sarà la nostra voce!

Greenpeace – Ente del Terzo Settore
iscritta al RUNTS (Registro Unico del Terzo Settore) con determinazione N. G08504 del 03/07/2025
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Tel: 800.969.834 | Fax: 06 45439793.

Basta contaminazione ultima modifica: 2026-04-14T05:34:00+02:00 da GognaBlog

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22 pensieri su “Basta contaminazione”

  1. Per quanto riguarda le normative europee (che dovranno essere recepite anche dal nostro ordinamento), bisogna tener presente la distinzione fondamentale tra le “limitazioni” (cioè le percentuali massime tollerabili di PFAS, ad esempio nell’acqua potabile), e le “proibizioni” (cioè settori industriali in cui l’uso di PFAS sarà completamente probito). E’ ovvio che le prime rappresentano solo un palliativo, mirante a contenere/ridurre i rischi e i danni causati da queste sostanze ma senza la pretesa di eliminarli alla radice. Questo, beninteso, è già qualcosa. Viene peraltro lasciato alle industrie il ben problema di come rispettare questo limiti – se mediante la ricerca di soluzioni alternative, nuovi processi produttivi adeguati, o semplicemente tagliando la produzione. Quanto alle proibizioni, mi sembra evidente che ci si stia muovendo con molta cautela,  scegliendo solo quei settori dove esistono già o sono facilmente prevedibili delle alternative valide, oppure alla peggio si potrebbe anche accettare la completa scomparsa di un’intera linea di prodotti (per dire, l’umanità sopravviverebbe anche senza spray idrorepellenti).
     

  2. @19: Bene:in Italia però il vero èproblema (in tutti i risvolti dell’esistenza) non è la presenza ufficiale di leghgi/norme/decreti, ma la loro applicazione e in relativi controlli. Vedremo se chi di dovere farà rispettare i suddetti divieti. (tra l’alrtro segnalo che se si crede nell’efficacia delle norme, inutile fare polemiche adesso – aprile 2026. Le norme ci sono ed entreranno in vigore a fine luglio,)
     
    A livello di effettiva applicazione delle norme a fine 2026 potremo già capire che aria tira sui PFASS, non solo dalle parti del governo Meloni, ma anche nei programmi pre-elettorali del cosiddetto Campo Largo. Io sono un lettore molto attento0 dell’attualità politica, ma fino a questo momento ho sentito le vestali dell’opposizioni sbraitare istericamente su Gaza, Trump, guerra illegale (all’Iran), salario minimo, estensione congedo parentale e chi più ne ha più ne matta. Ma sui PFASS e in generale sulla tutela dell’ambiente. Inutile quindi slambiccarsi oggi, per capire cosa faranno (eventualmente) domani questi signori… Batsa aspettare e si vedrà…

  3. LEGGASI: In effetti, nn c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…
     
    Per “foto di copertina” si intende convenzionalmente la foto che appare in homepage come riassuntiva/espositiva dell’articolo. Non è che ci vuole Einstein per capirlo anche se forse non è un concetto “codificato”. In ogni caso la foto è inserita anche nell’articolo e accoppiare una fontanella d’acqua (sottintesa “avvelenata” dai PFASS) con la Meloni incorpora il messaggio  che SOLO il governo Meloni ha contribuito all’avvelenamento da PFASS. Invece TUTTA la politica italiana è colpevole… Almeno dal 2013, anno in cui si è iniziato a parlare di avvelenamento da PFASS. Vedremo da 2027 che scelte di faranno in merito ai PDASS… a naso per un bel po’ non cambierà niente, a presceindere dal governo in carica.

  4. P.S.: se vuoi un giudizio politico ti dirò che:
    fuorviante è pretendere che una foto della Meloni rappresenti tutta la destra
    fazioso e pretestuoso è voler giustificare l’operato (e le mancanze) del Governo più longevo della storia della Repubblica citando l’operato dei sei governi che l’hanno preceduto

  5. in effetti, n0n c’è peggior cordo di chi non vyuol sentire…
     
    Se quello che scrive Ezio è fondato (e non ho motivo per dubitarne), le normative europee diventeranno effettive anche per l’Itlia. Vedremo quindi se il governo italiano (questo o un altro, eventualmente uscito dalle elezioni politiche italiane del 2027) le applicherà.. Io penso che il governo  italiano (qualsiasi colore abbia) farà il più possibile “melina” su tali norme europee relative ai PFASS  e il motivo è quello descritto… Anzi ragionando mi viene da concludere che un eventuale governo di sinistra farà ancor più melina, perché mica sarà un governo di sinistra che lascerà a casa i lavoratori italiani…

  6. Copertina di che Bertoncelli? 
    Comunque, nel 2023 il governo Meloni ha preso un provvedimento che imponeva limiti dei PFAS nell’acqua potabile più restrittivi di quelli chiesti dalla UE e poi nel 2026 ne ha rinviata l’applicazione, rimanendo quindi nella situazione precedente “senza limiti”.
    La foto della Meloni, visto che ha fatto tutto lei, direi che si chiama informazione ed è tutt’altro che fuorviante, faziosa o pretestuosa.

  7. Matteo, se non riesci a capire da te questa ovvietà, nemmeno Cristo ridisceso in terra ce la farebbe a spiegartela.
    Buona giornata.

  8. In effetti una cippa Bertoncelli.
     
    Nessuno ha parlato di governi e tantomeno di governi di destra contrapposti a quelli di sinistra, ma l’acuto Crovella ha letto subito come un attacco diretto contro la Patetica…
     
    Personalmente, rispondendo a chi poneva dubbi sulla “sostuibilità” degli PFAS, ho descritto brevemente cosa si potrebbe fare per limitare almeno l’abuso di PFAS, che, guarda caso, è quello che ha appena fatto (2024) il Governo tedesco.
     
    Non citerò code di paglia e galline che cantano, ma a ‘sto punto vengono in mente spontaneamente.
     

  9. “NON MI RISULTA CHE NESSUNO DI QUESTI GOVERNI (DIVERSISSIMI FRA LORO) ABBIA NEPPURE PRESO IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI “VIETARE” I PFASS. Nemmeno i partiti di sinistra e/o molto attenti alle tematiche ambientali (come i 5 Stelle). Di conseguenza una foto della Meloni in copertina è quindi fuorviante, sembra contenere il messaggio subliminale che è solo la destra che NON vuole vietare i PFASS”
     
    In effetti…

  10. Mi era sfuggito, scusate: vengono proibiti anche certi prodotti cosmetici per la cura della pelle.

  11. Questa
    https://www.ihk.de/rhein-neckar/innovation/umweltberatung/umwelt-news/pfas-beschraenkungsvorschlag-5755210#:~:text=Am%2020.09.2024%20wurde%20eine,in%20einigen%20wichtigen%20Alltagsprodukten%2C%20verbietet.
    è la situazione attuale in Germania dal punto di vista legale, che peraltro riflette regolamenti EU vincolanti e che quindi dovrebbe valere anche per l’ Italia.
    Per che non conosce il tedesco (ma c’è google translate che per queste cose funziona bene), si parla di diverse probizioni che dovrebbero entrare in vigore a “tappe”, iniziando da questo aprile, poi in ottobre e via via nel 2027 per finire nel 2029. Questo proibizioni dovrebbero coprire gli imballaggi per alimentari, gli impregnanti anti-pioggia per abiti e scarpe, e le schiume anti-incendio degli estintori (inizialmente per quelli utilizzati per addestramento, poi anche per quelli dei pompieri e infine anche sugli aereoporti). Non si fa alcun cenno a soluzioni industriali alternative (il che non vuol dire che non esistano; semplicemente, alle autorità EU questo dettaglio non interessa).
    Non so quanto queste applicazioni incidano sull’uso globale di PFAS, e quindi quanto la loro proibizione possa influire sui livelli di inquinamento. E’ peraltro amche vero che da qualche parte bisogna pur cominciare.

  12. Per pura curiosità ho fatto una rapidissima ricerca si googlge e ho appurato quanto segue: 1) i PFASS sono stati scoperti negli anni ’40-50 e da allora sopno sempre è più utilizzati e 2) i primi riscontri di inquinamento del terreno sono stati registrati nel 2013.
    Ora dal 2013 a oggi si obno succeduti i seguenti governi nazionali:
     – Letta (pf)
    – Renzi (Pd), 3 anni mi pare
    – Gentiloni (Pd)
    – Conte 1 (5 stelle + Lega)
     – Conte 2 (5 stelle + Pd)
    – Draghi (governo tecnico, dentro anche Pd e 5 steella, fuori la meloni)
    – Meloni (dal 2022).
     
    NON MI RISULTA CHE NESSUNO DI QUESTI GOVERNI (DIVERSISSIMI FRA LORO) ABBIA NEPPURE PRESO IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI “VIETARE” I PFASS. Nemmeno i partiti di sinistra e/o molto attenti alle tematiche ambientali (come i 5 Stelle). Di conseguenza una foto della Meloni in copertina è quindi fuorviante, sembra contenere il messaggio subliminale che è solo la destra che NON vuole vietare i PFASS meetre nessun partito è finora  riuscito a trovare la soluzione.
     
    Evidentemente alla base del problema ci sono degli impedimenti ache prescindono dalle posizioni ideologiche. Tali impedimenti li ho già spiegati e non li descrivo nuovamente. Occorre non solo disporre di alternative “chimiche” ai PFASS, ma che tali alternative siano di pari costo (come fattori produttivi) e di pari efficacia nell’applicazione. Quando si troveranno le alternative, i PFASS spariranno, a prescindere dal colore politico del governo in carica. Non mi pare. tra l’altro, che sia neppure citato fra i punti dell’ipotetico programma “comune” del cosiddetto Campo largo…

  13. Gesù, ma sei proprio ossessionato dal cercar scuse e giustificazioni non richieste a questo governo!
     
    Direi che non esistono alternative funzionali ai polimeri florurati negli impieghi tecnici (boccole e cuscinetti a basso attrito, componenti e guarnizioni resistenti all’aggressione chimica),  ma questo non significa che debbano essere usati dovunque e comunque e di primo acchito mi vengono in mente diversi impieghi in cui potrebbero essere vietati o fortemente disincentivati (padelle e tessuti florurati, filati impregnati, imballaggi trattati superficialmente)
    Ma questo significherebbe voler intervenire sul “libero mercato”

  14. Bene, se esistono già i sostituti e ci sono le condizioni per vietare i PFASS anche in Italia, che si prenda queste decisione. Non sopno un espertissimo (meno che mai “storico”) dei PFASS ma a memoria ricordi che se ne parlava già prima del governo Meloni (2022).  Per carità, sul tema potrei ricordare male. Ma se è così, significa che neppure i governi precedenti hanno varato misure in tal senso. Qualòi i motivi? Gli stessi dell’ILVA, nche se l’IlVA ha problematiche tecniche completamente diverse. Ovvero che non si intravedono alternative immediatamente praticabili e quindi vietare di colpo i PFASS significa chiudere interi stabil8imenti e lasciare a casa vagonate di dipendenti. chi è in grado di segnalare ai Ministeri competenti le alternative chimico-industriali da utilizzare al posto dei PFASS, non deve far altro che agire in quella specifica direzione. Prima si adottano le alternative “chimiche” e prima il mercato abbandonerà i PFASS. Attenzione non basta che le alternative chimiche esistano in quanto tali, occorre che siano di pari costosità, altrimenti il sistema industriale non sarà orientaqto a utilizzarli. non è solo un problema di profitti industriali degli azionisti, alla lunga diventa (d nuovo) un problema di occupazione, perché se un componente del processo produttivo (cioè i “nuovi” PFASS) costano di più, a parità di produzione e quindi di fatturato, erodono il profitto, ma alla lunga l’azienda cerca altre soluzioni… (non ultima quella di delocalizzare in paesi dove tutto questo tema non è ancora “sentito”).. In un mo0ndo ormai globalizzato, non più fatto a compartimenti stagni, ma a vasi comunicanti con estrema facilità, pensare di ragionare come se il modello italiano fosse “obbligatorio” è un  altro dei retaggi del secolo scorso…

  15. Che il problema dei PFAS non sia solo italiano, ma mondiale, non esclude affatto che in Italia si possano comunque prendere delle misure.
    Il presunto aut aut “PFAS o disoccupazione” è un falso dilemma: le alternative esistono, e si tratta della classica situazione in cui la politica dovrebbe fare il suo mestiere, governando e gestendo il processo di transizione.
    Infine, la battaglia contro i PFAS è tutto tranne che ideologica.

  16. Contrariamente a quanto sostengono Crovella e Bonsignore, molti sostituti dei Pfas esistono già, infatti alcuni Paesi (Francia, Danimarca e Germania) li hanno già in parte vietati in relazione al fatto che esistono già sostituti non dannosi. Perciò non comprendo la necessità di definire messianici i toni dell’articolo, come quella di prevedere esiti nefasti per i lavoratori del settore.
    “La ricerca scientifica e le innovazioni industriali dimostrano che sostituire i PFAS negli imballaggi alimentari è non solo necessario, ma già fattibile: materiali bio-based come nanocellulosa, polisaccaridi e fibre modellate offrono prestazioni barriera adeguate per molte applicazioni monouso, e ci sono già aziende che producono soluzioni certificate PFAS-free, plastic-free, riciclabili e compostabili, adottate da retailer attenti alla sostenibilità. Con il divieto PPWR in vigore dal 12 agosto 2026 (Regulation (EU) 2025/40, Article 21), che proibisce PFAS oltre soglie precise (25 ppb singolo, 250 ppb somma, 50 ppm fluoro totale) nei materiali a contatto alimentare, la transizione accelera: le alternative scalabili riducono drasticamente la migrazione chimica e i rischi sanitari/ambientali, rendendo obsoleti i rivestimenti fluorurati – sovradimensionati e costosi in termini sociali. La scienza ha aperto la strada, ora tocca a industria e mercato percorrerla pienamente.”
     
     

  17. Concordo con Ezio, la cui precisazione è utile e doverosa, ma anche io “quello” intendevo. Occorre trovare i “sostituti” dei Pfass, cioè sostanze  che siano altrettanto valide in tenrim9i industriali (e quindi garantiscano l’occupazione) e NON siano velenosi. quindi verso la ricerca occorre indirizzare gli sforzi, più che in battaglie ideologiche che rischiano di trisultare del tutto sterili. Nel momento in cui si saranno “inventati” i nuovi PFASS, non ci sarà(forse)  neppure bisogno di vietare i PFASS attuali, perché il mercato si sposterà in automatico verso le nuove sostanze, abbandonando del tutto gli “attuali” PFASS. quindi una battaglia politica fondata sarebbe quella di sviluppare presisone sui governi a finanziarte il più possibile la ricerca in tal senso.

  18. Mi üermetto di fare una piccola precisazione al messaggio di Crovella: per poter vietare i PFAS occorre non solo trovare una soluzione “occupazionale” alternativa, ma anche e anzi direi sopratutto una soluzione “industriale” alternativa – cioè identificare e sviluppare delle sostanze, che possanno sostituire i PFAS nelle loro innumerevoli applicazioni, però non presentando gli stessi pericoli e problemi. Va da sè che una soluzione di questo tipo risolverebbe anche automaticamente il dilemma posto da Crovella.
    L’articolo di Greenpeace è redatto nei loro consueti toni messianici e massimalisti, e sembra voler dare l’impressione che ci sia una diabolica congiura di qualche malvagia cosca industriale per continuare a usare i PFAS senza alcuna reale ragione al di là della ricerca del lucro. Il fatto è che ad oggi i PFAS sono essenziali, e purtroppo non sostituibili. Volendo, si potrebbe beninteso sostenere che la gente dovrebbe semplicemente essere convinta/costretta a fare a meno di tutti i prodotti contententi PFAS, Però bisognerebbe avere il coraggio di dirlo.

  19. Correttissimo battere e ribattere sul tema PFAS, che sono un indiscutibile “veleno” per l’ambiente e quindi anche per gli esseri umani. Con due precisazioni. Il problema c’è in Italia, non vi piove, ma non è solo un problema italiano, bensì mondiale (e non circoscritto ai soli paesi sviluppati, ma ormai, per il meccanismo dei vasi comunicanti, riguarda tutto il pianeta). In secondo luogo, come ho già avuto modo di sottolineare, il diritto alla salute si scontra con il diritto al lavoro (conflitto che non è circoscritto ai soli PFAS: si pensi all’ILVA di Taranto) e per poter vietare i  PFAS occorre trovare delle soluzioni occupazionali alternative, altrimenti la gente non resterà più avvelenata dai PFAS, ma morirà di fame, per cui  “se non è zuppa è pan bagnato”. Finché non emergono0 alternative efficaci sul secondo risvolto, tutto la battaglia cideologica ontro i PFAS (battaglia che condivido in pieno, sia chiaro) è destinata a restare una polemica a tavolino.

  20. Tutto giusto ma l’unica volta che ho firmato una petizione sono poi stato bombardato da messaggi d’ogni genere perché avevo fornito i miei dati. Infatti che senso avrebbe una firma anonima?
    Da anni do il 5 per mille a Greenpeace in occasione della dichiarazione dei redditi e anche qualche piccola azione terroristica, a fini in cui credo, ogni tanto la compio.
    Mi piacerebbe fare il terrorista per davvero ma ho una paura fottuta di finire in galera.

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