L’iniziativa servirebbe a «sottolineare la regionalità». L’AVS: «Le città germaniche non c’entrano col nostro territorio». Altolà di Svp e Süd Tiroler Freiheit. Il CAI: «I nostri vanno benissimo così».
Bolzano, rinominare i rifugi alpini con nomi tedeschi
di Silvia M.C. Senette
(pubblicato su corrieredellaltoadige.corriere.it il 6 luglio 2025)
Un editoriale sulla rivista dell’Alpenverein Bergeerleben, a firma della caporedattrice e vicepresidente Ingrid Beikircher, riaccende la miccia della toponomastica in Alto Adige: tema sempre caldo e divisivo. La proposta di rinominare alcuni rifugi alpini con nomi «altoatesini», per il principio della regionalità, ha scatenato un’ondata di reazioni riportando al centro del dibattito la questione dei nomi storici e di quelli imposti durante il periodo fascista.
Le targhe plurilingue
Beikircher aveva lanciato il sasso con l’articolo «Nomi di città tedesche in Alto Adige?». «Ci si chiede con stupore che relazione possano avere, ad esempio, Zwickau e Stettino con la Val Passiria, oppure Teplice e Magdeburgo con la Val di Vizze». Beikircher ha in seguito precisato che si trattava di un “spunto di riflessione”, ma l’idea è chiara: i rifugi dovrebbero portare il nome del luogo, dell’area circostante o della montagna sovrastante per «sottolineare la regionalità» e «valorizzare l’Alto Adige come destinazione alpina». La proposta prevede targhe plurilingue per illustrarne la storia: «Chi insiste sui nomi storici, accetta al contempo alcune denominazioni discutibili nate in periodi storici oscuri».
Il nome storico
Il consigliere provinciale della Süd-Tiroler Freiheit, Bernhard Zimmerhofer, si esprime con fermezza «contro le considerazioni interne all’AVS che mirano a modificare i nomi tedeschi di alcuni rifugi alpini». Per Zimmerhofer, «i nomi dei rifugi sono strettamente legati agli albori del turismo nelle nostre valli. Un cambiamento di nome sarebbe una rottura con la storia». Il partito ricorda la mozione del 2013, approvata, in cui il Consiglio provinciale incaricava la giunta di provvedere affinché i rifugi «portino unicamente il loro nome storico e siano cancellati i nomi fascisti». In un secondo intervento, Süd-Tiroler Freiheit rincara la dose definendo la proposta AVS «un’espressione di ignoranza storica e mancanza di rispetto». Il gruppo consiliare sottolinea come i nomi originali siano stati dati dalle sezioni del Club Alpino germanico e austriaco che costruirono i rifugi e come il fascismo li abbia espropriati e rinominati per «marcare il territorio». La critica va più nel dettaglio: «Se si propone di ridenominare i rifugi, perché non si chiede che i nomi fascisti spariscano?». La Süd-Tiroler Freiheit chiede all’AVS una «presa di posizione chiara e inequivocabile» sulla questione, sottolineando l’inadempienza del presidente della Provincia Kompatscher nell’attuare la mozione del 2013.
«Tema delicato»
Più cauto l’Obmann della Svp, Dieter Steger, che riconosce la «delicatezza del tema toponomastico in Alto Adige». Pur prendendo atto del «suggerimento» dell’AVS, Steger si mostra «scettico sul fatto che tale ridenominazione possa effettivamente portare a una buona soluzione in questo momento», richiamando la proposta Svp di oltre dieci anni fa: «Tutti i nomi di città, comuni, valli, corsi d’acqua, malghe, frazioni e montagne dovrebbero essere usati nelle tre lingue provinciali – tedesco, italiano e ladino – a condizione che siano effettivamente in uso in ciascuna di queste lingue». Per Steger, è fondamentale «trovare una soluzione definitiva e sostenibile che affronti il problema generale, invece di creare una regolamentazione separata per ogni singolo caso».
Il CAI
Carlo Zanella, Presidente del CAI di Bolzano, esprime una posizione chiara distinguendo tra i rifugi gestiti dal Cai e quelli in lingua tedesca. «Se per i loro rifugi hanno questo problema, ne discutano. I nostri vanno bene così». Zanella evidenzia che «la proposta AVS era un’idea, perché spesso su certi nomi doppi si crea confusione». La proposta è mantenere i due nomi per località note e di evitare traduzioni forzate per toponimi minori, conosciuti solo localmente. Zanella definisce la polemica “pretestuosa”: «Un tema che, come quello dei migranti, fa sempre effetto. Ma l’Alto Adige ha già tenuto ampiamente in considerazione le due lingue, le minoranze. I cartelli sono perfettamente bilingui e i rifugi dell’Alpenverein sono battezzati in maniera intelligente». Il presidente del CAI-Bolzano invita a non perdere il focus: «La toponomastica ha scopo turistico, soprattutto; poi anche storico e culturale. Sarebbe più importante — conclude — difendere quel poco che rimane dell’alta montagna, non tanto i nomi dei rifugi».
Il commento
di Carlo Crovella
Sono il primo che difende a spada tratta il valore storico dei toponimi (anche nella loro espressione fonetica), ma trovo ripugnante la loro strumentalizzazione per questioni ideologiche o addirittura politiche.
Che li chiamino pure come vogliono i “loro” rifugi, anche “Heil Hitler” se così piace a loro, basta che poi siano coerenti fino in fondo. Invece no, ci tengono a sottolineare che sono “teteschi” prendendo le distanze da noi italiani, ma poi attingono cum magno gaudio ai fondi pubblici italiani (in genere a fondo perduto e soprattutto distribuiti con modalità “mediterranee” e non certo “prussiane”).
Eh no, cari sud-tirolesi: o state sempre di là (nel bene e nel male) o state sempre di qua e ne prendete il bene e il male.
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La sinistra italiana ha da sempre un patologico “complesso di superiorita’” ,
l’arte decidono loro quale è , e se è degli altri , di solito, non lo è.
Vedi i vari banski non di sinistra come vengono censurati in fretta da qualche solerte kompagno amante dell’ arte…
https://www.milanotoday.it/cronaca/cancellato-murale-beppe-sala.html
La sinistra italiana ha da sempre un patologico “complesso di superiorita’” ,
l’arte decidono loro quale è , e se è degli altri , di solito, non lo è.
Vedi i vari banski non di sinistra come vengono censurati in fretta da qualche solerte kompagno amante dell’ arte…
https://www.milanotoday.it/cronaca/cancellato-murale-beppe-sala.html
Mastronzo @91, capisco il tuo punto e ne comprendo le ragioni. Condivisibili.
Personalmente non considero opere come (per esempio) il Genio del Fascismo (che solo il nome mi fa sorridere) delle celebrazioni, quanto piuttosto testimonianze del passato, da leggere e interpretare nel loro contesto.
Quelle che trovo davvero celebrative — e inquietanti — sono altre: i Presente! di Acca Larenzia, la X Mas del generale eletto, le statue del Duce nel salotto della seconda carica dello Stato, CasaPound e i nostalgici che si radunano periodicamente a Predappio. Per dire.
E questo solo restando in Italia. Se allarghiamo lo sguardo all’Europa, di altri esempi non ne mancano (e anticipo i puntacazzisti della coerenza: sì, anche gli Ucraini svastico-tatuati – non tutti gli Ucraini – mi lasciano più di un sospetto da questo punto di vista, ma da qui a beatificare i denazificatori ce ne corre…).
Ma anche chi parla di “destrizzazione” e vagheggia una Europa autarchica (in totale contrapposizione con lo spirito fondatore stesso dell’Unione Europea) e normalizza la deportazione di interi popoli come se fossero sacchi di patate è un pezzo in là con tali celebrazioni, a mio parere.
Vabbé allora anche Teomondo Scrofali era un artista.
Hai idea dei morti in incidenti stradali?
Il Genio lo realizzò lo scultore toscano Italo Griselli, quindi un artista.
E 361 attentati e 21 morti concentrati in una area così piccola dell’Italia, non mi sembrano per nulla pochi.
Beh, sinceramente 21 morti in 32 anni…
Anche chiamare opera d’arte il Genio mi pare un po’ eccessivo
@ 38
Però non dimentichiamo che dal 1956 al 1988, in Alto Adige ci sono stati oltre 360 attentati e oltre 21 morti.
@ 83
Poi, come hai visto, ho preso le parti dei locali circa i problemi legati ai masi, alla lingua e ad altro.
@ 91
Non si cambiano i nomi alle opere d’arte. Quello dell’EUR non è il Genio dello Sport e non può esserlo, perché semplicemente è altro, è il Genio del Fascismo. Mantenerlo per quello che era non significa celebrare quella dittatura. Allora che lo si metta nel deposito di un museo e lo sostituisca con un vero genio dello sport.
Balsamo:
Certamente non serve, ma il punto non è questo.
Il punto è: cosa vogliamo celebrare?
Si tratta di erigere le “giuste statue” (si intenda “statue” in senso ampio).
E non si tratta di “cancel culture” (qualunque cosa ormai voglia dire), perché, appunto, cancellare il passato non serve a niente, ma anzi è controproducente.
Per fare un altro esempio romano, l’obelisco del Foro Italico con la sua scritta “MUSSOLINI DUX” è ancora lì e nessuno -giustamente- ha mai pensato di toccarlo… Ma quando si può ribaltare dalla parte giusta (lo scrivo aspettando già che qualcuno replichi) un monumento come il “Genio”, perché non farlo?
Oppure, perché non rinominare strade/piazze/ecc. dedicate a gerarchi fascisti et similia?
Facendolo non si eradica certo il fascismo, né lo si cancella dai libri di storia, né si cancellano i personaggi… però almeno non li si celebra!
@82, 88, 89 “A Roma, all’EUR, hanno cambiato il nome […]”
Personalmente sono contrario a queste rivisitazioni, che qualcuno definisce cancel culture.
Il passato è passato, invece di riscriverlo cambiando nome alle sue testimonianze, sarebbe più utile — secondo me — conoscerlo e comprenderlo con consapevolezza.
Anche il fascismo, nel bene (poco) e nel male (molt0), è parte della nostra storia, di chi siamo noi oggi.
Dubito che rinominare una statua da Genio del Fascismo a Genio dello Sport serva a prevenire i rigurgiti ideologici del presente — ovvero ciò che oggi qualcuno chiama “destrizzazione“.
Sarebbe forse più efficace lasciare intatte le testimonianze di quel passato e analizzarle con il pensiero critico e, perché no, seppellirne la propaganda sotto una risata amara.
Perché se è vero che fu un periodo tragico, fu anche — per chi non l’ha vissuto — grottesco nella sua retorica pomposa e assolutista.
Così come andrebbero seppelliti di risate coloro che, oggi, vorrebbero rispolverarlo.
Imparare dal passato? Per alcuni è troppo difficile, evidentemente.
Opinioni personali, naturalmente.
In omaggio ai tempi correnti, potremmo ribattezzare la “Venere di Milo” e il “David” di Michelangelo, fastidiosamente patriarcali e fasciosionisti , e ribattezzarli più coerentemente :”Il travestito greco” e “Il gay ebreo”.
La classe non è acqua.
Imbarazzante il commento di Crovella.
Lupo80 (al #82):
Non sono d’accordo: perché celebrare il fascismo?
Secondo me è corretta la decisione di cambiare il nome all’opera (che giustamente è stata preservata per il suo valore estetico), senza per questo cancellare la storia. Nata per celebrare il fascismo, viene riutilizzata per celebrare lo sport. E’ corretto che si ricordi che l’opera è nata, in un ben preciso periodo storico, come “Genio del fascismo”, ma quel periodo è fortunatamente morto e sepolto (…), e non c’è nulla di glorioso da celebrare.
Il caso dei nomi dei rifugi è ben diverso.
Anche il politico citato parla di proposta volta a “modificare i nomi tedeschi..”. Bastava che il blogger patriota leggesse quello che scriveva
Anche il politico citato parla di proposta volta a “modificare i nomi tedeschi..”. Bastava che il blogger patriota leggesse quello che scriveva
Prima di indignarsi e chiamare in causa addirittura Hitler sarebbe bene informarsi. La dirigente AVS parlava di Magdeburgo, riferimento storico del rifugio Cremona. Non parlava di Cremona! Logico per il bilinguismo. Ragione o torto si tratta di una discussione tra tedeschi su nomi tedeschi.
Condivido. Quello che ho cercato di esprimere, nella mia ignoranza delle cose, non esclude gli aspetti belli e validi di cui scrivi. Peraltro, la cura del territorio così fatta è propria degli austriaci, a cui i sud tirolesi sono storicamente e culturalmente molto legati. Ho fatto viaggi e vacanze in Alto Adige e Trentino e anche io ne ho goduto tutto quanto c’era di buono e bello.
@Lupo
E’ ovvio che i turisti vedono qualcosa vicino alla perfezione, ma la costruzione e il mantenimento dell’ambiente, cosi’ com’è (e io apprezzo) in Alto Adige è frutto di duro lavoro…
E’ normalissimo vedere d’estate ragazzini e bambini aiutare la famiglia nella raccolta del fieno e in altre mansioni… Dove altro vedi questo?
Comunque penso che i rifugi possano e debbano conservare i loro nomi originari, anche se ciò può dar fastidio a qualcuno. È la storia, perché occultarla? A Roma, all’EUR, hanno cambiato il nome alla scultura ‘Genio del Fascismo’ in Genio dello Sport’. Non sono fascista e trovo la cosa ridicola e sbagliata.
@ 70
È molto interessante leggere i commenti di chi vive nei luoghi di cui si parla. Mi fa piacere sapere che la maggior parte dei sudtirolesi sia felice di essere italiana. Tuttavia, mi viene da pensare che questo che pensano e dicono, lo dicono da sudtirolesi, non da altoatesini. Ma forse questo mio è un discorso tirato per i capelli, non so. Così, per ragionare.
Per il resto, nel Tirolo del Sud ho trovato persone ostili e diffidenti, non accoglienti anche in situazioni personali difficili, ma anche altre molto cordiali e assolutamente disponibili, non diversamente da altri luoghi, compresa Napoli. Certo, è un po’ che non vado lassù, non so come stiano le cose adesso.
Ne ho parlato con un amico altoatesino pochi anni fa. Mi ha detto che una sua nonna vive ancora nel suo maso senza elettricità e senza altre comodità moderne. Questo perché Bolzano dice di voler preservare l’ambiente. Mi ha anche spiegato che non si possono incolpare gli abitanti delle montagne di non saper parlare in italiano con noi italiani estranei a quella provincia. Gli anziani non hanno avuto la possibilità di formarsi in tal senso, mentre i giovani a scuola fanno pochissime ore di lezione di italiano, quindi non vanno troppo lontano. Allora, forse, il problema è politico e identitario in senso austriaco e quindi anti italiano. Cose interessanti da approfondire.
Quanto ai problemi dei locali, in Trentino e nel Tirolo del Sud, ho letto due interessanti libri di Aldo Gorfer (nato a Cles): “Lassù gli ultimi”, sulla condizione degli abitanti dei masi in alta quota nel Tirolo del Sud, e “Solo il vento bussa alla porta”, relativo al Trentino. Qualcosa di molto diverso dalla perfezione proposta ai turisti.
Quanto alle finzioni che si possono riscontrare nella Provincia di Bolzano, ne citerei una. Una persona, encomiata per l’amore che sembrava mettere nell’abbellire con fiori la sua casa nella sua bella valle, rispose che no, lo faceva perché per questo impegno veniva pagata.
Uno storico che ho conosciuto in Alto Adige, devo dire già molti anni fa, mi spiegò che il Tirolo del Sud vuole rimanere politicamente dov’è, per gli innegabili vantaggi economici che trae dall’Austria e dall’Italia. Non la pongo necessariamente come una critica negativa ma come un fatto, da approfondire.
Effettivamente me lo sono domandato anche io. Il centurione Crovella, che non interviene.
Strano…
Se è per quello c’è anche il rifugio Firenze in vista delle Odle e della Stevia
“Potevo risparmiarmela, lo so, ma non ho resistito.”
🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣
👍
E ora aspettiamo che il commentatore d’ufficio camerata Crovella venga a difendere la gloria di Roma e quella di Locatelli.
Potevo risparmiarmela, lo so, ma non ho resistito.
Sembra un articolo scritto da chi la storia la conosce poco….
Ne avevo già parlato in un articolo apparso sul gognablog (https://gognablog.sherpa-gate.com/ricordo-di-un-ragazzo/)
ma se verso il popolo sudtirolese certi italiani si comportano come i cowboys con gli indiani d’ America, non si andrà molto lontano. Idem come in certi commenti qui.
Pensate che in Valle Aurina /Ahrntal, la valle più settentrionale del nostro paese, sulle pendici del Magerstein/Monte Magro il Kasseler hütte è stato ribattezzato rifugio Roma.
E i locali lo hanno tollerato da decenni, ma è chiaro che una tale assurdità ha solo un valore provocatorio.
La maggior parte degli alto atesini/sudtirolesi è ben felice di essere italiana e personalmente credo che Bolzano sia la città più europea d’Europa, dove la cultura latina/mediterranea incontra quella nordica/germanica. Volendo guardare al futuro qui ci sono ottime basi per farlo. Invece di inveire contro l’Alto Adige per invidia (perché alla fine è così) sarebbe meglio prenderne molti esempi. Non tutti, per carità, ma molti si.
Giusto sotto tutti i punti di vista.
Il celeberrimo rifugio Locatelli (io non l’ho mai chiamato così) alle 3 Cime è stato ribattezzato aggiungendo il nome di Sepp Innerkofler.
Il nome di Antonio Locatelli, aviatore e politico fascista andrebbe CANCELLATO e semmai al rifugio si dovrebbe lasciare il nome di Innerkofler che era una guida alpina del luogo.
Lo dico da italiano di buon senso e sottolineo che la gente del posto (sudtirolesi) ha sempre chiamato il rifugio con il nome di Drei Zinnen/Tre Cime.
Sul tema Alto Adige/Südtirol è meglio non dibattere più, vista l’ignoranza spessa di certi commenti.
Parliamo dei nomi dei rifugi, che è meglio ed è anche il tema dell’articolo.
Confusione, confusione.
Tanta confusione.
57. Discordo i nomi sono importanti altrimenti ti fan credere che il Civetta di chiami così xchè assomiglia all’uccello quando in realtà deriva dal romano civitas x la somiglianza alle mura di una città
Carlo, ti sei dimenticato i bagni nel fieno profumato. Roba esclusiva.
Verissimo Benassi….quelli li hanno inventati proprio i betgvabunden dormendo nei fienili prima di qualche bella ascensione…..e anche di qualche brutta
Francesco del commento 34,
Ben venga che raggiungano il loro scopo di staccarsi, sarebbe un peso e una spesa in meno per i contribuenti italiani! Tanto non apportano nulla economicamente, basta leggere i dati ISTAT
Per rispondere ai commenti 10 e 11,
Andrebbero tolti i sussidi e i privilegi a tutte le regioni a statuto speciale, sia il trentino che la Sicilia.
Quanto al fatto che spendono bene i soldi direi ci mancherebbe anche che non li spendessero bene.
Oltretutto tra le regioni a statuto speciale sono comunque la regione che beneficia maggiormente in quanto trattengono la totalità dell’iva e i 9/10 dell’IRPEF…stiamo parlando di cifre enormi.
Inoltre non sono per niente in attivo, cioè versano meno di quanto incassano. Cosa dovrebbero dire allora regioni come la Lombardia o il Veneto? Hanno il PIL più alto di altri stati europei, ma di che parliamo? Questi ragionamenti non hanno senso, cioè dire che il Trentino è in attivo e produce, anche perché lo fa grazie alle sovvenzioni. Senza contare quanti soldi vengono “mangiati” per stipendi da capogiro e ruoli istituzionali inutili fatti tanto per spendere il denaro a disposizione, poi ovvio una parte vengono inpiegati bene, sono così abbondanti le risorse a disposizione!
Caro Matteo, del commento 5.
Mi scuso ma cosa c’entra allora il rifugio Città di Mantova in valle d’Aosta? In apparenza nulla, ma è una prassi un’abitudine dare nomi per omaggiare città o personaggi della montagna e non necessariamente di quella regione. In tutta Italia è così, questa è una prassi nello spirito della montagna, cioè di unità tra persone e città diverse, fratellanza e amicizia. Loro come al solito devono far pesare 1. Che odiano gli italiani 2. Non mostrano alcun spirito di fratellanza e amicizia.
La dimostrazione è che anche il CAI non approva.
Siamo veramente al ridicolo, tutto questo deriva da decenni di sovvenzioni che hanno dia la provincia di Bolzano che Trento. Sarebbero da togliere subito, non hanno alcun rispetto.
Io proprio non capisco perché devono sempre rompere, come se solo loro avessero subito nella storia soprusi o il fascismo. C’è stato in tutta Italia eppure nessuno fa la vittima così su cose banali come i nomi dei rifugi. Poi se vogliono tutta questa indipendenza, si staccassero e si gestissero coi loro soldi, chiudere subito i rubinetti a questi mangia soldi. La verità è che è l’ennesima scusa per rifiutare qualcosa di italiano, di rifiutare l’autorità stabilita del governo italiano che tra l’altro gli paga molti stipendi e li sussidia profumatamente. La pulizia dei luoghi non c’entra nulla, inoltre hanno distrutto i loro luoghi al contrario di quanto fanno credere, non c’è quasi più nulla di naturale e autentico.
sulla pulizia non ho niente da recriminare, abbiamo tutti da imparare dalle genti di questi luoghi.
Ad esempio quando andai la prima volta ad arrampicare a San Vito lo Capo, il pericolo di farsi del male, non era tanto nell’arrampicata, quanto piuttosto nell’avvicinamento. Sui terreni che attraversavi per andare agli attacchi, rischiavi di brutto di farti del male, per la quantità di rifiuti buttati lì, nascoti dall’erba e dai cespugli. Una cosa raccapricciante, un vero delirio. Come se qualcuno avesse buttato quella roba (cocci e bottiglie di vetro spaccate, pezzi di ferro, di tutto e di più) nel più totale disprezzo (almeno a me sembrò così) dei luoghi.
Ma anche qui in Toscana, non siamo puliti e rispettosi come in Trentino, basta guardare i bordi delle strade, le fosse. Qundo fanno gli sfalci dei bordi stradali viene fuori di tutto. Una vera e totale inciviltà degli eredi del granducato di Toscana.
Sono stato in vacanza in val di Tires per una settimana.
A me il modo in cui la cultura altoatesina ha addomesticato la natura intorno a loro piace: ordine, pulizia, e quasi tutto sembra innestato nell’ambiente in modo naturale.
Con alcune eccezioni:
– Eccesso di impianti (vedi la funivia “cabriolet” di S.Cipriano): utile solo per gli sport invernali
– Lago di Carezza: intorno al lago, che gode di uno dei panorami più belli che si possano avere, hanno costruito un accesso cementificato orribile… Poco sopra, un parcheggio enorme introduce ad un “villaggio” composto da solo abitazioni (seconde case) enorme….
Ecco , appunto!!
Perdere l’identità culturale è veramente un brutto e triste risultato. E’ rendere tutto uguale, non c’è più originalità. Essere in Trentino o in Sicilia o in Puglia diventa la stessa cosa. Come andare nei centri commerciali che sono squallidamente tutti uguali.
Frequentando assiduamente le Dolomiti dai primi anni 80 ho potuto vedere e toccare con mano questo continuo e costante degrado della identità di questi luoghi. Ma anche di quello ambientale con sempre più infrastrutture che vanno a minare la naturalezza dei luoghi.
Certamente in Apuane abbiamo altri problemi, qui le montagne vengono rase al suolo.
Il concetto è molto semplice … sinceramente per me non è rilevante come si chiama un rifugio o se una montagna a un certo punto la chiamano paperino o Pluto invece che monte bianco o monte rosa…..
Quello che voglio dire è che se dietro motivazioni folkloristiche ci siano intenzioni lucrative da parti di chi rivendica la propria indipendenza e autonomia alle spalle del popolo da cui si vuole separare mi pare una stronzata
Io non difendo certo l’Alto Adige dalle mille cazzate che fa. Quando una località offre quello che il turismo richiede, perde la sua identità culturale e questo in pratica è già successo da decenni, nonostante la propaganda locale sostenga il contrario.
A parte questo, commenti come il 55 sembrano fatti apposta al solo scopo di generare altri commenti superficiali e non per chiarire l’argomento.
È facile fare gli indipendenti coi soldi degli altri…..
È giusto che i rifugi riprendano i loro nomi originali non capisco come mai non lo abbiano gia fatto, il nome non dovrebbe essere mai cambiato, se qlc nasce con quel nome dovrebbe portarlo sempre e non cambiare.
Carlo, ti sei dimenticato i bagni nel fieno profumato. Roba esclusiva.
I rifugi “tedeschi” non solo avrebbero dovuto riprendere i nomi originali (e solo quelli) ma andavano restituiti alle sezioni DAV e OAV che li avevano costruiti.
#35
Le due situazioni non sono assolutamente paragonabili.
Italia-SudTirolo. Non ricordo stragi di italiani da parte dei sudtirolesi prima del 1914, mentre durante il ventennio ci fu l’italianizzazione forzata del sud Tirolo. Al termine della IIGM era quindi l’Italia (che aveva comunque perso la guerra) a dover qualcosa al sud Tirolo e non viceversa.
Jugoslavia-Istria e Dalmazia. Durante la IIGM non furono poche le stragi e le violenze fasciste contro gli slavi (andate a leggere chi era il generale Roatta, o la storia dell’occupazione nazifascista in Jugoslavia). Se ciò certamente non giustifica le violenze e la pulizia etnica del dopoguerra verso gli italiani in Istria e in Dalmazia, almeno un po’ le spiegano, visto che gli Jugoslavi la guerra l’avevano vinta ed avevano motivi di rivalsa.
Peraltro i francesi in valle Roya, fortunatamente senza stragi, dopo il 1945 procedettero alla francesizzazione forzata di Briga e Tenda, anche in questo caso perché avevano vinto la guerra e perché erano stati vigliaccamente attaccati nel giugno 1940.
Dare agli usa il merito esclusivo della vittoria della seconda guerra mondiale è antistorico almeno quanto il carro armato USA che arriva ad Auschwitz nel film di Benigni
Definire l’alto adige una regione bella e accogliente mi da da pensare sui gusti di chi definisce tale una provincia dove contadini e allevatori han colonizzato sino ai ghiaioni sottraendo la pur piccola forma di vita selvatica. Dove si paga l’aria che respiri. Dove se sei ricco ti accolgono e ti coccolano a patto che vai e fai ciò che loro ti dicono di fare e di andare.
Purtroppo questa forma di turismo “bello e accogliente” sta dilagando ovunque perché rende senza fatica.
Dimenticando natura selvatica e bergvagabunden.
Se volete natura e libertà .. .non andate in Alto Adige
È ora che diano l’indipendenza al Sud Tirol. Sarebbe meglio per tutti. Perché costringerli ad essere quel che non sono? È come se, perdendo una guerra coi francesi, ci dicessero che da oggi dobbiamo diventare francesi. Ma dai!
Non e così banale. La linea naturale suggeriva un confine al brennero. Ottime pubblicazioni descrivono i tentativi italiani della fine 800 di saturare il sud titolo di italiani nativi per poi procedere ad una naturale sostituzione. Il fascismo e stato solo il momento finale di questo processo. In ogni caso io correttamente accetto le decisioni prese in epoche oscure e chiamo Fiume, Sibenicco, Traù, Pisino e Montona con i nomi internazionalmente accettati Rieka, Sibenik, Trogir, Pasini e Motovun.
Fabio, grazie accetto molto volentieri il tuo complimento. Delle bandiere non mi interessa. Anche se io mi sento italiano, con tutti i difetti, ma cerco sempre di ragionare.
Antonio hai ragione, si cerca la giustizia ma spesso s’incontra la legge.
Alberto : in grande La legge sarà anche uguale por todos ,in pequeño nunca la justicia…
Cominetti 32
Bertoncelli 35
Alla fine della prima guerra mondiale (che abbiamo vinto ai punti e non di certo per ko) l’alto Adige è stato dato all’Italia, il governo italiano sapeva benissimo che rogna si sarebbe presa nell’avere nel suo territorio nazionale una popolazione di lingua e cultura tedesca che non ne voleva sapere di diventare italiana, ma in cambio ha avuto la possibilità di mettere opere di artiglieria sul confine geografico, per avere questo ha dovuto calare le braghe con i Sud tirolesi. Se così non fosse stato, in caso di una nuova invasione tedesca/austriaca, questi non avrebbero dovuto nemmeno fare la fatica di varcare le Alpi, erano già a sud.
Alla fine della seconda guerra, vinta dagli USA e non di certo da noi, abbiamo dovuto cedere l’Istria e soprattutto il porto di Trieste per tenerci ancora l’Alto Adige, ma abbiamo dovuto ancora calare le braghe e dare concessioni. Non è difficile da capire!
Comunque se c’è uno storico “vero” che chiarisce meglio questi scambi, farebbe piacere ascoltarlo.
Quanto ai rifugi…da quando hanno preteso il green pass non entro più, da nord a sud.
Alberto, posso farti un complimento?
A volte la pensiamo in modo diverso, però tu ragioni sulla base dei fatti, non delle bandiere. Senza pregiudizi.
Intendo dire che con i tuoi ragionamenti parti dai fatti, poi argomenti cercando di applicare la logica, il buon senso, i princípi della democrazia, e anche il dubbio.
A volte non arriviamo alla stessa conclusione (evidentemente le vie della logica sono numerose…), però si può discutere.
40 Giovanni, tutto vero, tutto giusto, tutto necessario !! Ma lo erano.
Adesso non lo è più. Almeno in determinate regioni.
Quindi adesso basta, altrimenti diventano privilegi. E i privilegi in uno stato che ambisce a definirsi democratico, civile e rispettoso dei propri cittadini e che ha la pretesa di scrivere, bello grosso, che la legge è uguale per tutti non ci devono essere.
Quanto alle minoranze linguistiche vanno rispettate perchè sono una ricchezza e vanno fatte sentire un tutt’uno con il resto del paese e non un peso, un problema
Io, invece, non mi sento ITAGLIOTA.
Ovvero non mi sento un italiano idiota.
@ 37
Sí, Matteo, io sono modesto e so di non sapere.
MALE molto MALE!!Nessuno deve essere favorito!
Intendevo dire che lo statuto speciale, condivisibile o no, ha portato benessere in alcune regioni, mentre in altre no.
È stato uno strumento necessario per provare a garantire alle minoranze linguistiche e alle due grandi isole gli stessi diritti delle zone più industrializzate del Paese.
Erano spesso zone molto povere da cui si partiva e hanno avuto esito diversi nonostante lo statuto speciale. In Alto Adige ora si va per lavorare anche dalla ricca e prospera Toscana, dalla Sicilia si continua a emigrare.
Raccomando l’uso dello schwa
E i ceceni? i mussulmani bosniaci? i tedeschi di Prussia e Pomerania nel 1945? i kosovari? gli ucraini sotto Stalin? i palestinesi e gli israeliani dal 1948? Taiwan e la Cina comunista? tibetani e uiguri nella Cina comunista? tutsi e hutu? i russi del Donbass? i cristiani in Arabia Saudita, Afghanistan, Brunei e cento altri posti islamici?
Come sono stati risolti i problemi delle minoranze etniche, razziali, linguistiche, religiose in questi casi? meglio o peggio che in Südtirol?
Ma, soprattutto, sono stati risolti?
Tutto il resto è propaganda di partito.
“Io sono ignorante”
e inutilmente provocatore…
(però la tua affermazione è ampiamente condivisibile!)
Appoggio la proposta di Riky, raderli al suolo assieme agli impianti !
In montagna si va a piedi zaino in spalla
1) L’Italia repubblicana e gli austriaci dell’Alto Adige/Südtirol.
2) La Jugoslavia titina (= comunista) e gli italiani della Venezia Giulia, Istria e Pola, Fiume e Quarnaro, Zara.
Io sono ignorante. Quelli che scrivono Itaglia (!), quelli che disprezzano il nostro Paese (pur con tutti i suoi errori) mi spieghino: come andarono le due storie?
Carlo Zanella è presidente del CAI Alto Adige (regionale) e non del CAI Bolzano che è una Sezione dell’Alto Adige.
Per il resto sono proposte, discussioni e polemiche tedesche che ritornano ciclicamente da quando il nostro Parlamento, invece di lasciare i rifugi ex statali (mde) al CAI che li gestiva da decenni, li ha regalati alla provincia. Risultato il CAI li ha persi dopo anni di spese e Roma, pur di non avere rogne, continua a concedere tutto ai sudtirolesi …..vedrete che arriveranno al loro scopo!
Carlo Zanella è presidente del CAI Alto Adige (regionale) e non del CAI Bolzano che è una Sezione dell’Alto Adige.
Per il resto sono proposte, discussioni e polemiche tedesche che ritornano ciclicamente da quando il nostro Parlamento, invece di lasciare i rifugi ex statali (mde) al CAI che li gestiva da decenni, li ha regalati alla provincia. Risultato il CAI li ha persi dopo anni di spese e Roma, pur di non avere rogne, continua a concedere tutto ai sudtirolesi …..vedrete che arriveranno al loro scopo!
Al termine della grande guerra, “vinta” dell’Italia, il Tirolo meridionale venne annesso all’Italia con il trattato di St. Germain del 1919. Trascorsi il ventennio fascista e la seconda guerra mondiale, nel ’46 l’accordo De Gasperi-Gruber definì ulteriormente le condizioni dei sudtirolesi con un pacchetto di autonomia che venne perfezionato e ultimato da Silvius Magnago nel 1992. Suddetto pacchetto era stato definito tra Italia e Austria nel 1962 (la faccio breve ma la storia dettagliata è molto più complessa) per garantire all’Alto Adige/Südtirol il mantenimento di lingua, cultura e tradizioni, nonché uno sviluppo economico e politico autonomi.
Se ci mettiamo la testa da tedeschi, le cose sono andate piuttosto bene, tanto che oggi i sudtirolesi vivono in una provincia bella, ben organizzata e ricca.
Le rimostranze italiote (io sono profondamente italiano e vivo, lavoro e i miei figli sono nati nel Tirolo meridionale), non considerano la storia.
E vogliamo fare l’ Europa unita.
Allora torniamo ai nomi latini , quando dominava Roma
@crovella Magno cum gaudio, non cum magno gaudio.
e chiuderli e raderli al suolo no? (magari insieme a qualche impianto a fune…)
in qualunque lingua, naturalmente
Le montagne,i fiori e gli esseri animati e inanimati, non hanno percezione del confine , ….confini, nazioni, bandiere…..cazzate ……vedere sinner che abbraccia la bandiera italiana e si sforza di essere italiano è grottesco…..
Le identità linguistiche sono identità culturali che vanno rispettate ….le regioni a statuto speciale sono dei debiti caricati sul groppone di tutti gli altri cittadini…..andrebbero abolite…. ieri
Per me i rifugi dovrebbero conservare il nome originale dalla costruzione. Moltissimi tornerebbero ad avere il nome tedesco perché, di fatto, era austria sino a 100 anni fa’, in cui molti erano già stati edificati.
Un po’ come cambiare carlo in karl….a che scopo??
Fa caldo
Appena tornato dall’alto Adige 100 e passa anni dal passaggio all’italia purtroppo senza l’Istria sono ancora che rompono i co…. cara d.c. avete dato troppa autonomia fateli smettere.
Appena tornato dall’alto Adige 100 e passa anni dal passaggio all’italia purtroppo senza l’Istria sono ancora che rompono i co…. cara d.c. avete dato troppa autonomia fateli smettere.
sud tirolesi=napoletani
Pippe mentali tutte italiane! Sarebbe meglio smettere di costruire rifugi, bivacchi e ferrate in ogni angolo delle Alpi italiane, e cominciare a rispettare la Montagna.
Sono d’accordo, Rosengarten è spendido è fiabesco è da favola.
Il fascismo non lo poteva ammettere perchè è stato un incubo, un angoscia, una tragedia in cui l’Italia è precipitata.
a Camaiore si parla il camaiorese e non è proprio il massimo dell’eleganza. Ma va bene così, il problema non sono le differenze dialettali e culturali che ci devono essere. Perchè se fossimo tutti uguali sarebbimo anco toghi. Potta potta come dicono in alta Versilia.
Ma un conto sono le diversità culturali e linguistiche e un conto sono i privilegi.
Il fascismo, stolto nell’essenza stessa del suo essere, sostituí lo splendido nome Rosengarten con l’orrido “Catinaccio”. Però, per tutti noi é entrato nella consuetudine, e non so se mi sentirei di cambiarlo. Son temi complicati……
Quoto l 11 di Alberto con un po di clemenza per le isole …che qualcosa di speciale magari nel essere disagiate macári un tantinicchia …cit.
Per i nomi propongo il celtico tardo norreno che mettiamo tutti il core in pace…
A parte Matteo e Bragantini è strano che ancora nessuno abbia detto la fatidica frase: siamo in itaglia e si deve parlare itagliano.
E sarebbe l’ora!
Invece mi sembra che le Dolomiti da quando ho iniziato ad andarci, 1982, sono sempre più (purtroppo!!) un luna park a scapitop dell’originalità dei luoghi.
La cosa peggiore però sarebbe la traduzione dei rifugi in ladino, come fu pessima la traduzione in italiano dei toponimi tedeschi. Come capita spesso gli indigeni confondono il folclore locale con la cultura nazionale.
@ 11
Concordo, parola per parola, con quanto ha scritto Benassi. Siamo nel 2025!
Alberto, forse tra un secolo finirà questa discriminazione a danno di una parte degli italiani e a godimento dell’altra.
stessa cosa vale per Sicilia, Sardegna, Friuli e Valle d’Aosta.
BASTA!!
MALE molto MALE!!
Nessuno deve essere favorito!
Sinceramente non capisco, e mi sta anche di molto sui coglioni, perchè ancora oggi, in Italia, ci devono essere regioni a statuto speciale. Se quando sono state costitituie aveva un senso, un motivo, ora non c’è più!
Siamo o non siamo tutti cittadini italiani?
Va bene che ci sono anche una serie di cittadini con privilegi, vedi vari politici, di destra e di sinistra (equi non litigano son tutti d’accordo quando si tratta di garantirsi i privilegi). Ma sarebbe l’ora di finirla.
Che problemi hanno oggi in trentinoda garantirgli ancora il privilegio della regione a statuto speciale??
Sono poveri ??
Tra Marche e Trentino-Alto Adige direi sicuramente che è più favorita quest’ultima regione. E per fortuna direi, visti i risultati. Al netto del turismo di massa e di qualche evitabile speculazione edilizia mi pare che i soldi li sappiano spendere e bene. Anche la Sicilia è una regione a statuto speciale. E chiudo qui.
Per non parlare di quel fascistone di Emilio Comici, al quale sono intitolati ben due rifugi.
P.S. Per la verità, uno dei due è di fatto un albergo per gitanti danarosi, sciatori fighetti, famiglie con prole, vitelloni vari.
“chi è piú favorito dallo Stato in materia economica: il Südtirol o le Marche?”
A dire il vero, l’ultima volta che ho guardato la Provincia Autonoma di Bolzano dava un contributo positivo alla fiscalità generale (al contrario di quella di Trento), mentre le Marche no.
Ma non c’ho voglia di andare a cercare i dati, anche perché la questione non c’entra proprio nulla con il nome dei rifugi…
Per quanto concerne i nomi dei rifugi, forse bisognerebbe evitare di intitolarli a persone o città e istituzioni varie, utilizzando invece la toponomastica locale: Rifugio Vajolet, Rifugio Gardeccia, Rifugio Lavaredo, Rifugio Similaun, Rifugio Palla Bianca, ecc.
In tal modo sparirebbero pure denominazioni come Europahütte e Rifugio Sandro Pertini.
Forse cosí si eviterebbero discussioni e malumori. Forse.
Salvatore, ricorrere a epiteti ed espressioni sprezzanti (“nazionalismo imperante”, “troppo delicato per le loro tastiere”) è tipico di chi non ha argomenti e dei boriosi, ma di certo quest’ultimo non è il tuo caso.
Rimani sul tema: chi è piú favorito dallo Stato in materia economica: il Südtirol o le Marche?
“Ci si chiede con stupore che relazione possano avere, ad esempio, Zwickau e Stettino con la Val Passiria, oppure Teplice e Magdeburgo con la Val di Vizze”
Ma certo…però per correttezza bisognerebbe però chiedersi anche cosa c’entra Antonio Locatelli con la val Rienza oppure la città di Bergamo con la Tiersertal.
Per dire.
Marcello, se si vuole ribattere, bisogna farlo nel merito: è vero o no che lo Stato favorisce enormemente i sudtirolesi in materia economica rispetto, per esempio, ai marchigiani?
Non si ribatte con insinuazioni offensive (“suggerirei di usare il cervello”): con quelle sono buoni tutti.
Purtroppo le offese – ancor peggio quelle esplicite – stanno diventando una caratteristica del forum.
Mi pare che il nazionalismo imperante faccia danni anche qui. Bertoncelli e Crovella stan saltando sopra un tema forse troppo delicato per le loro tastiere. Forse dovrebbero studiarsi meglio la storia del Sud Tirolo. Imparerebbero anche che il nostro Trentino fu una volta detto Walsch Tyrol. E se magari si rileggessero il post su Alex Langer potrebbero entrare meglio nel tema.
Il commento a un articolo come questo, fatto da un fascista, non porta sicuramente a nulla di buono.
Bertoncelli, così son buoni tutti.
Suggerirei di commentare usando il cervello.
“Eh no, cari sud-tirolesi: o state sempre di là (nel bene e nel male) o state sempre di qua e ne prendete il bene e il male.”
Dalle mie parti chi si comporta cosí viene chiamato “scanta-caiàun“.
Scanta è voce del verbo scantare (= rendere meno ingenui). E i caiàun sono i “coglioni”; nel caso specifico gli italiani, che pagano, subiscono, sopportano.
Una volta esisteva la Cassa per il Mezzogiorno. La Cassa per il Südtirol invece esiste ancora ed è sempre in piena attività.