CAI Eagle Team Oman 2025 – 2
di Marco Ghisio
(pubblicato su Annuario del CAAI 2025-2026)
CAI Eagle Team – Oman 2025
Le relazioni delle nuove vie
La spedizione è tornata a casa con ben 12 vie nuove, che arricchiscono il patrimonio alpinistico omanita e rappresentano un ulteriore stimolo per la conoscenza di un territorio che si presta particolarmente all’arrampicata su pareti di varia lunghezza e diverso impegno, sempre su roccia di qualità.
1 – Via Old style
Al Hamra Tower, East summit, parete nord – 175 m; VI – 22 febbraio 2025 – Mauro Florit e Francesco Leardi.
Relazione:
Attacco all’estrema destra della parete su un ripiano con ometto.
L1 – Placca appoggiata fino sotto grandi tafoni che si superano a sinistra con passaggio atletico, proseguire per facile fessura e successiva placca appoggiata fino alla base di un diedro giallo. Sosta su spuntone. 45 m, IV, V+, IV+.
L2 – Dalla sosta traversare a sinistra e mirare ad una fessura che porta sotto uno strapiombo che si evita traversando a sinistra fino ad arrivare in un diedro che si segue sino ad un arbusto con spuntone per sosta. 45 m, IV, V+, IV+.
L3 – Traversare a destra per imboccare una fessura atletica ma ottimamente appigliata (usato un chiodo, tolto) fino a raggiungere il filo dello spigolo che si risale per altri 10 metri fino alla sosta su spuntone. 30 m, VI-, IV.
L4 – Dalla sosta in obliquo ascendente a sinistra fino ad un cordone (già presente) poi in verticale per bellissima placca lavorata fino ad arrivare con un passo delicato in una rampa camino che porta alla sosta su due fix. 40 m, IV+, VI, V.
L5 – Tratto in comune con la via En attendant les Lents. 15 m, 6a.
Discesa:
a piedi come per le altre vie.
Nota: Bella via su roccia ottima. La via è facilmente proteggibile con una serie di friend. Parete all’ombra fino al pomeriggio. L’ultima lunghezza è in comune con l’itinerario a fix En attendant les Lents.
2 – Via Evening coffee
Jabel Fokha, East Summit – 180 m; VIII+ max – 22 febbraio 2025 – Riccardo Volpiano e Marco Cocito
Relazione:
L1 – Attaccare l’evidente fessura ad arco rovescia verso destra e seguirla fino ad un grosso diedro camino che si segue verso sinistra. Dopo un ultimo ribaltamento, quando terminano le fessure, attraversare a destra in placca fino alla sosta con 2 spit. VIII+.
L2 – Puntare a una fessura a destra, risalirla fino a quando si allarga e prosegue verso destra sotto un tetto fino a un blocco incastrato; da qui proseguire nella fessura soprastante fino a giungere su un terrazzo con un blocco enorme. Salire sopra il blocco e puntare ai buchi in alto a sinistra, aggirare lo spigolo a sinistra ed entrare in un buco enorme. Dal buco uscire a destra e per facile placca giungere in sosta a destra alla base di un diedro fessurato (spit + friend). VI+.
L3 – Risalire internamente il diedro fessurato poi seguire a lungo il facile spigolo sulla sinistra senza entrare nel canale alla sua destra. Sosta sulla cengia al termine dello spigolo da attrezzate su masso. VI, poi IV.
L4 – Puntare all’evidente fessura orizzontale soprastante e seguirla verso destra fino a quando un esile fessurino verticale permette di ribaltarsi al di sopra. Traversare ancora a destra ed entrare nel diedro canale. Risalirlo brevemente fino ad individuare una serie di buchi e 2 clessidre sulla destra. Raggiungere la seconda clessidra e poi traversare a lungo a destra in orizzontale o in leggera discesa, finché un diedrino fessurato permette di uscire sul plateau sommitale. Sosta da attrezzare a friend su cannellures. VII.
Discesa:
a piedi aggirando la parete.
Nota: La sera prima della via un gruppo di 10 omaniti ci è venuto a trovare presso il nostro accampamento e ci ha offerto 2 thermos di caffè. Inizialmente un po’ spaventati, ci siamo resi conto che è invece una usanza locale offrire caffè agli estranei anche se le uniche parole inglesi che conoscevano erano coffee e yes. Questa via è dedicata a loro e al fatto che il primo tiro ti dà una bella sveglia, come il caffè. Una bella esperienza, senza utilizzo di spit se non per le prime 2 soste. Una linea autonoma se non per brevi tratti in comune con altre vie, un traverso finale esposto e molto panoramico.
3 – Via Habibi
Wadi Misfat Al Abriyeen – Eid Mubarak – 120 m; V+ – 25 febbraio 2025 – Mauro Florit e Francesco Leardi
Relazione:
L1 – Una splendida placca lavoratissima di roccia scura porta ad un terrazzo, poi uno speroncino e facili placche. Sosta su ponte naturale con cordino per calata lasciato. 45 m, IV+.
L2 – Salire direttamente ad una piccola pianta poi per placche lavorate si giunge ad un’ampia cengia che si percorre verso destra con passo del gatto per una decina di metri fino ad un masso incastrato nel diedro. 30 m, IV.
L3 – In verticale per qualche metro poi traversare a sinistra per bellissime lame. Con leggero obliquo a sinistra fino al termine delle difficoltà. 45 m, V+, IV+.
Discesa:
traversare sul bordo della parete verso sinistra fin sulla verticale del diedro sottostante. Doppia da 30 m attrezzata su arbusti fino all’ampia cengia. Seconda doppia da 20 m attrezzata su grande blocco porta alla sosta del primo tiro. Terza doppia da 45 m porta alla base.
Nota: Corta ma bella via su roccia ottima. L’attacco si trova al centro della placca compatta circa 40 metri a destra del grande diedro. Ometto alla base. Discesa in doppie attrezzate.
4 – Via Feel free to create
Wadi Misfat Al Abriyeen – 120 m; 6c max, 6a+ obb – 25 febbraio 2025 – Riccardo Volpiano ed Erica Bonalda
Relazione:
L1 – attaccare la placca a gocce e erosioni sulla verticale di un gruppo di cespugli fino a uno spit. Superarlo, poi seguire dei facili gradoni verso sinistra fino a giungere su un terrazzo con grosso blocco al di sopra del quale si trova la sosta su due spit. 5.
L2 – attraversare a sinistra e infilarsi nel bucone, poi alzarsi verso sinistra puntando al buco grande successivo. Continuare dritti sfruttando le fessure fino a raggiungere una zona più abbattuta che permette di traversare a sinistra puntando a una evidente rampa fessura che permette di raggiungere una pianta. Sosta su friend. 6a+.
L3 – traversare a destra fino ad una grossa clessidra alla base di un diedrino fessurato con 2 piccoli buchi. Risalirlo brevemente, ribaltarsi sulla placca a destra e risalirla fino a un terrazzino. Superare il muro successivo (spit) e proseguire dritti fino in sosta a spit posta vicina a un albero. 6a+.
L4 – ribaltarsi nel diedro svaso a sinistra della sosta fino a entrare nella grossa nicchia soprastante. Traversare a destra fino a un fessurino con arbusto che permette di ribaltarsi al di sopra e superare un blocco appoggiato verso destra. Da qui, dritti senza percorso obbligato fino in cima. Sosta su friend. Passo di 6c/A0, poi 6a.
Discesa:
individuare la sosta di calata in basso, dietro a un grosso blocco, a sinistra (faccia a monte). Doppia a S3, poi S1.
Note: Sentirsi liberi di scegliere la propria linea su una parete vergine e soprattutto di “creare” le prese necessarie per superare il passo chiave e non solo. Infatti, in alcuni punti la roccia ha richiesto un po’ di bonifica. Abbiamo aperto la via seguendo le linee di debolezza e soprattutto la roccia migliore e più solida. Per Erica è la prima via aperta dal basso con il trapano (usato comunque con moderazione, solo 2 spit di progressione e alcune soste). 4 lunghezze con difficoltà costanti, con un solo passo più difficile. Roccia dal grip eccellente, a tratti eccessivo, che richiede a volte attenzione. Panorama dalla vetta sull’oasi all’inizio del canyon dove si trova la parete.
5 – Via Sciugomano
Parete ovest di Misfat Al Abriyeen – 115 m; 7c+max, 6c obb – 25 febbraio 2025 – Matteo Monfrini, Lorenzo Toscani e Marco Cocito
Materiale: 1 serie completa di totem, più un micro 0.1, un 3 e un 4 per la sosta sotto il tetto.
Avvicinamento:
da Al Hamra parcheggiare al Misfat Al Abriyeen visitor car parking. Proseguire a piedi verso il canyon andando verso nord. Camminare 15/20min, avendo cura di attraversare sul lato ad ovest del canyon puntando un evidente strapiombo a centro parete.
Relazione:
La linea segue un sistema di fessure per i primi due tiri per poi superare uno strapiombo tecnico. Spit presenti solo dove non è possibile proteggersi altrimenti.
L1 – Seguire la logica fessura fino a fare sosta su spit. 6a+, 30 m.
L2 – Continuare per fessura e poi per roccia gialla sulla sinistra. Sosta a friend sotto il tetto. 6b, 30 m.
L3 – Uscire dal tetto con passo atletico per poi affrontare un passaggio tecnico. Concludere il tiro obliquando a sinistra per poi raddrizzare. Sosta su spit. 7c+, 30 m.
L4 – Proseguire per facili roccette per fare sosta a friend fuori dalle difficoltà. IlI, 25 m.
Discesa:
proseguire a sinistra per trovare una linea di soste attrezzate sulla via adiacente. La prima calata si trova nei pressi di un albero, sotto un grosso masso. Si consiglia di fare tutte le calate per non impigliare le corde sulla roccia assai abrasiva.
Note: È sconsigliato unire i tiri per via dell’attrito delle corde.
6 – Via Dreaming the Tower
Jabel Kawr, Said Wall, parete nord – 400 m + 250 m di zoccolo; VI – 27 febbraio 2025 – Riccardo Volpiano e Mauro Florit
Avvicinamento:
dal termine della strada sterrata salire senza via obbligata verso la base della torre. Giunti sotto la verticale si nota un’ampia cengia che percorsa facilmente verso sinistra porta al filo della cresta. Salire senza via obbligata puntando alla base della torre. Passi II grado.
Relazione:
L1 – Salire le fessure a sinistra delle erosioni tafonate rosse, 30 m. Sosta su arbusto, V.
L2 – Continuare per splendida placca lavorata, 30 m. Sosta su arbusto, IV+.
L3 – Salire direttamente puntando alle erosioni tafonate al centro del pilastro, 50 m. Sosta su clessidra, III+.
L4 – Obliquare a destra per una bella rampa lavorata. 50 m. Sosta su friend. V-.
L5 – Ancora dritti per la rampa fino al filo dello spigolo in un ampio terrazzo, 45 m. Sosta su clessidra, V-.
L6 – Salire il filo dello spigolo fino in cima alla torre, 40 m. Sosta su spuntone, VI.
Dalla cima scendere in doppia verso la sottostante forcella. Spostarsi sotto la parete principale alla base di un tetto fessurato.
L7 – Salire la fessura a destra del tetto poi continuare per placche abbattute, 55 m, sosta su friend. V+ poi IV.
L8 – Diedrino poi placche facili, 55 m. Sosta su friend. V poi IV.
L9 – Ancora facili placche fino al termine delle difficoltà, 50 m, IV.
Discesa:
salire in obliquo verso destra puntando alla base di una grande torre. Traversare sempre verso ovest sul ciglio della parete. Non ci sono ometti ma seguendo la logica di discesa si accede a un ampio canale detritico. Con due doppie da 30 m su alberi (non attrezzate) si perviene alla base dell’immensa e ripida parete del Said Wall.
Note: Bella via di stampo classico che raggiunge prima l’evidente torre che si stacca dalla vasta parete del Said Wall. Poi con una corda doppia si raggiunge facilmente il colle da dove con altre tre belle lunghezze di corda si arriva al termine delle difficoltà.
7 – Via Drips of Joy
Jabel Kawr, Said Wall, Al Kumeira – 500 m; 7b max, 7a obb – 1-2 marzo 2025 – Marco Ghisio, Matteo Monfrini e Riccardo Volpiano
Materiale: serie completa di Totem, microfriend, doppi medi fino al #3 e un #4.
Avvicinamento:
da Al Kumeira, seguire la cresta fino a un altipiano (1h 30’), si affronta quindi lo zoccolo seguendo il terreno più semplice con passaggi di lll/V.
Relazione:
L1 – 60 m, 7b. Superare un breve strapiombo su fessura gialla lavorata, poi seguire una fessura sotto un tetto. Rimontare nel diedro fin sotto un tettino, quindi traversare a sinistra superando uno spigolo. Continuare su placca fino alla sosta (1 spit + possibile micro). Possibile sosta intermedia a inizio diedro su friend.
L2 – 30 m, 6c (3 spit). Sequenza verticale su tacche nette, seguita da un traverso a destra lungo una fila di spit. Sosta su 2 spit.
L3 – 30 m, 7a+ (1 spit). Traversare a sinistra su prese buone, ribaltarsi con passo difficile e salire dritti a una nicchia sotto un tafone. Sosta su friend nella fessura centrale.
L4 – 45 m, 6a. Salire dritti fino a una comoda cengia, rimontare e proseguire a destra fino a una seconda cengia. Superare il tetto nel punto meno pronunciato e continuare dritto. Sosta su terrazzo, a friend.
L5 – 45 m, 6b+. Seguire due spit su placca a gocce, poi proseguire dritti fino a una piccola cengia. Sosta su friend (#3 e #4).
L6 – 50 m, VI/6a. Traversare a destra puntando una pianta, poi salire verso una nicchia tra grandi tafoni. Sosta su friend (#1 + #1).
L7 – 45 m, 6b/VI+. Uscire a sinistra dei tafoni, quindi proseguire dritti lungo fessure e lame. Ribaltarsi sulla rampa a sinistra e salire fino alla nicchia più alta. Possibile sosta intermedia su albero (recupero saccone).
L8 – 45 m, V+. Obliquare a sinistra, poi raddrizzarsi. Superare un piccolo tetto e proseguire dritti. Sosta su pianta.
L9 – 30 m, V. Aggirare a destra il diedro soprastante, poi obliquare a sinistra fino alla cresta finale. Sosta su clessidra e friend #1.
L10 – Circa 200 m, III. Proseguire fino alla cima, in obliquo a sinistra.
Discesa:
dalla fine della via, traversare a mezza costa fino all’anfiteatro tra la parete salita e Said Wall. Scendere il secondo canale fino a una gola con salto di roccia, quindi traversare a sinistra fino a un albero inclinato per una doppia da 40 m (o 30 m + disarrampicata). Dalla spalla rocciosa, proseguire a sinistra costeggiando la parete, poi disarrampicare un canale fino a una zona più abbattuta. Seguire le cenge esposte fino a una cengia più ampia che traversa a destra, restringendosi progressivamente. Dopo un tratto stretto ed esposto, raggiungere un albero per una doppia da 30 m. Traversare poi in diagonale a destra fino alla dorsale che riporta al pianoro e ad Al Kumeira (2 h).
Note: Pur affascinati dall’estetica dei tafoni nella parte alta, gli apritori han dovuto deviare alla loro sinistra per roccia troppo friabile. Dopo la fessura strapiombante ad arco appena sopra lo zoccolo, si sono trovati davanti a muri compatti a gocce, che hanno reso la scalata impegnativa e di grande soddisfazione. L’apertura ha richiesto il bivacco in parete. Via parzialmente attrezzata, con spit solo nei passi chiave. Soste su friend o alberi, salvo dove diversamente indicato. Possibili soste intermedie per una progressione più comoda con il saccone.
8 – Via Patatonia
Jabel Al Wal, parete ovest – 250 m; VII – 1 marzo 2025 – Lorenzo Toscani, Marco Cocito, Mauro Florit e Francesco Leardi
Avvicinamento:
seguire la diramazione verso il Wadi Damm della strada asfaltata a sud del Jabel Misht, che collega Al Ayn a Sint. La traccia porta fino sotto alla parete (23.1731457N, 57.0284205E). Dal parcheggio in circa 20 minuti si arriva all’attacco. La linea sale lungo la colata bianca di sinistra, più larga e meno evidente di quella di destra. Ometto alla base.
Relazione:
L1 – Dal chiodo ad anello arancione salire il diedrino alla sinistra e per splendida placca lavorata si arriva in sosta alla base del canale. Sosta su uno spit rock, 45 m, IV.
L2 – In obliquo a destra per rampa fino a uscire a destra su bellissima roccia articolata. Ancora a destra per una fessura che porta in cima a un pilastro. 45 m, V+, sosta su uno spit rock.
L3 – Traversare in orizzontale a sinistra, chiodo lasciato, per 10 m fino a un ponte naturale con cordino azzurro, poi in verticale per altri 15 m fino alla sosta su uno spit rock. Lasciato un nut incastrato. 25 m, 7, poi V+
L4 – Salire la fessura a sinistra della sosta puntando al camino che si risale fino al ballatoio di sosta, uno spit rock, 45 m, V.
L5 – Salire la fessura a sinistra fino al suo termine, poi per splendida placca lavorata si giunge alla sosta su cengia inclinata. Sosta su friend, un nut lasciato, 30 m, VI+.
L6 – Rimontare la placca ascendente a sinistra fino ad una fessura articolata che torna leggermente a destra e punta a un camino. Sosta su un chiodo, 60 m, IV+.
Discesa:
dall’ultima sosta salire per sfasciumi al termine della parete. Proseguire per la pietraia verso est e scendere all’oasi. Seguire poi la strada sterrata a sinistra per rientrare al parcheggio.
Note: Bellissima via che percorre la parete del Jabel Al Wal, probabilmente mai salita (toponimo fornito da un pastore). Le soste sono rimaste attrezzate.
9 – Via Dattero d’oro
Jabel Al Wal, parete ovest, 220 m; VII – 3 marzo 2025 – Marco Ghisio, Mauro Florit e Francesco Leardi
Avvicinamento:
seguire la diramazione verso il Wadi Damm della strada asfaltata a sud del Jabel Misht che collega Al Ayn a Sint. La traccia porta fino sotto alla parete (23.1731457N, 57.0284205E). Dal parcheggio in circa 20 minuti si arriva all’attacco. La linea di salita è evidenziata, nella prima parte, da un diedro ascendente verso destra, e nella parte alta da uno strapiombo fessurato di roccia rossa con marcata fessura grigia. Entrambi questi punti significativi non sono toccati dalla linea ma restano a destra dell’itinerario.
Relazione:
L1 – Attaccare sotto la verticale del diedro una fessura e salire il successivo caminetto con arbusto. Proseguire per il camino fino a uscirne a destra su un ballatoio, 40 m, V, sosta su un fix.
L2 – Traversare in obliquo verso sinistra per bei muretti, 25 m, IV+, sosta su albero con cordone lasciato.
L3 – Salire diretti dalla sosta un muretto atletico, poi per placche più facili giungere a un ampio terrazzo, 45 m, V+ e IV+.
L4 – Qualche metro a destra della sosta salire per splendida placca fessurata e successivo diedro, 30 m, VI+, sosta su un fix.
L5 – In obliquo a sinistra per qualche metro poi ritornare a destra in un bel diedro fessurato che si segue fino a dove si può traversare a sinistra sul filo dello spigolo, 30 m, VI+, sosta su un fix.
L6 – In verticale per fessure accennate, poi a sinistra a un fix. Salire poi traversare a destra su ampio pulpito, 20 m, VII-, sosta su un fix.
L7 – Salire le lame con arbusti fino a un terrazzo a destra ove terminano le difficoltà, 15 m, V+, sosta su friend.
Salire senza via obbligata per roccette di II grado fino al termine della parete.
Discesa:
dalla sommità abbassarsi verso sud seguendo la dorsale fino ad imboccare verso nord (direzione strada) una serie di gradoni erboso-rocciosi leggermente in obliquo verso destra e tenendosi ad una cinquantina di metri dal ciglio della parete (ometti). In prossimità del limite della parete traversare a est (ometti) su vaghe tracce costeggiando il ciglio della parete che volge verso la strada. Da un evidente ripiano con ometto scendere lo speroncino sottostante con qualche facile passo per circa 30/40 metri fino ad un ulteriore ripiano che diventa poi cengia, che si segue verso ovest (sinistra di discesa) degradando sulla pietraia sottostante. In breve, tornare alla strada e quindi al parcheggio per facili pendìi. Dalla sommità 40-45 min.
Note: Bellissima via. Le soste sono rimaste attrezzate.
10 – Via All you need is a date
“In Oman qualsiasi problema può essere risolto con un dattero. E la via è così bella che potrebbe essere un’ottima proposta di primo appuntamento con una ragazza”.
Wadi Nakhr, lato nord-est – 120 m, 6a max – 4 marzo 2025 – Marco Ghisio e Riccardo Volpiano
Materiali: doppia serie di friend fino al 4, un microfriend per la partenza di L2.
Relazione:
L1 – Attaccare sulla verticale dell’evidente pilastro staccato, risalire la facile placca fino a raggiungere il diedro fessurato. Seguirlo, superare due piantine, entrare nel diedro a sinistra, sul pilastro staccato e seguirlo fino al termine. Sosta a spit, 6a, 50 m.
L2 – Salire la placca sovrastante più facile delle apparenze con roccia unica. Quando si abbatte obliquare a destra. Sosta a spit sulla verticale dell’evidente grotta soprastante. Sosta, 2 spit, 6a, 40 m.
L3 – Risalire a sinistra il magnifico pilastro a cannellures rosse fino a un facile diedro fessurato. Sosta, spit+clessidra, 5, 30 m.
Discesa: doppie S3 – S1, S1 – terra
11 – Via Pole Crack
Wadi Nakhr, lato nord-est – 120 m, 7a max – 4 marzo 2025 – Marco Ghisio e Riccardo Volpiano
Materiale: doppia serie di friend fino al 4.
Relazione:
L1 – Attaccare a sinistra del palo mirando a un evidente gradone fessurato, alla base di una fessura strapiombante obliqua da destra a sinistra. Sosta, fix + nut, 6a, 20 m.
L2 – Risalire la fessura obliqua soprastante. Sosta, fix + anello, 7a, 30 m.
L3 – Risalire il diedro fessurato a sinistra e poi la fessura di dita strapiombante alla sua destra. Ribaltarsi sul terrazzo, risalire il diedro a sinistra, poi aggirare a destra lo spigolo di roccia abrasiva, mirando alla sosta su clessidra in alto, 6c, 30 m.
Discesa:
doppie S3 – S1, S1 – terra
Note: una via in fessura che inizia presso un grosso palo metallico contro la roccia.
12 – Via Vento del Deserto
Wadi Nakhr, lato sud-ovest – 140 m; VIII max – 4 marzo 2025 – Marco Cocito, Daniele Lo Russo ed Erica Bonalda
Materiale: doppia serie di friend dallo 0,3# al 3#, più qualche micro.
Note: presenti soste e qualche spit sui primi due tiri.
Discesa:
o a piedi o in doppia.
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Alessandro, eccezionalmente, mi ha fatto visionare le puntate in programma. Al momento siamo arrivati alla n. 17/bis.
Devi rassegnarti. 😀 😀 😀
Solo per non arrivare impreparato, ma: ci sarà anche una terza puntata o dobbiamo “accontentarci” di questi due resoconti medioevali?
Chiedo per un amico.