La questione migrante non riguarda l’ordine pubblico. È una questione sociale e politica: riguarda la libertà di movimento, l’irrisolta eredità del colonialismo, nel caso di Ceuta anche le relazioni tra Spagna, Marocco e Algeria. Il governo Sánchez? In questi anni ha condotto probabilmente la politica migratoria meno razzista d’Europa, eppure, di fronte a Ceuta, ha immediatamente inviato l’esercito e alzato una barriera in mare. “È la prova che il problema non è questo o quel governo, ma la cornice – scrive Marco Antonio Pirrone – Finché la questione migrante viene trattata come questione di sicurezza e ordine pubblico, ogni esecutivo, di qualunque colore, finirà per militarizzare la frontiera, alimentando la ferocia razzista delle destre internazionali che di quella cornice sono le interpreti più coerenti…”.
Capire Ceuta
di Marco Antonio Pirrone
(pubblicato su comune-info.net il 3 agosto 2026)
Tra il 30 e il 31 luglio 2026 circa sessantamila persone hanno attraversato la frontiera tra il Marocco e l’enclave di Ceuta1, a nuoto, a piedi, aggirando il molo del Tarajal2: l’equivalente del 70% della popolazione dell’enclave. Decine di morti – annegati o schiacciati nella calca contro il frangiflutti, i bilanci provvisori oscillano tra 40 e oltre 80 vittime – e, nel giro di quarantotto ore, il rientro in Marocco della quasi totalità degli entrati: senza cibo, senza un posto dove dormire, respinti anche a sassate da parte della popolazione. La Spagna ha inviato l’esercito e ha iniziato a installare una barriera marittima di contenimento lunga cinquecento metri3. Al grido italico “invasione, invasione”, l’Italia di Giorgia Meloni ha chiesto la sospensione della Spagna da Schengen, Trump ha usato Ceuta come spot elettorale – ciò che fa abitualmente, sin da prima dell’inizio dei suoi due mandati, con la frontiera messicana -, Musk ha rilanciato su X un video che paragona i migranti agli zombie di World War Z. In poche ore la macchina retorica dell’“invasione” e della “sicurezza” funzionava a pieno regime, come avviene da quaranta anni a questa parte quando l’uso politico delle migrazioni fa comodo, sia da parte dei governi che dei rappresentanti del neoliberismo.
Vorrei provare a dare di questa vicenda un’altra chiave di lettura, sottraendola a quella macchina, evidenziando tre elementi.
Primo: la fabbrica dell’invasione. I dati smentiscono la narrazione securitaria prima ancora che la si finisca di raccontare. Gli arrivi irregolari in Spagna nel primo semestre del 2026 erano in calo rispetto al 2025; la stragrande maggioranza di chi è entrato a Ceuta è tornata indietro in poche ore, a piedi, volontariamente. Non un’occupazione, dunque, ma un movimento di corpi poveri, in gran parte giovani e giovanissimi marocchini, attratti da una voce – una sentenza del Tribunal Supremo dalla portata in realtà assai limitata, che le reti social e dei trafficanti hanno trasformato nella promessa che chi arriva dal mare non possa essere espulso, a differenza di chi arriva da terra (chissà poi perché!) – e respinti dalla realtà materiale di una città di ottantacinquemila abitanti, simbolo oggi dei muri e delle frontiere erette dalla “civile” e democratica Europa contro il libero movimento delle persone. Eppure “invasione” e “sicurezza” restano le parole d’ordine dei governi europei e delle destre fasciste e razziste. Come ho cercato di mostrare altrove1, la retorica dell’invasione non descrive nulla: traduce in linguaggio numerico e securitario la paura dell’erosione dei privilegi accumulati dalle società più ricche. La vera invasione non è quantitativa ma qualitativa: è l’irruzione di corpi che mettono in discussione il monopolio proprietario2 della libertà di movimento e rivelano che i diritti e le ricchezze di pochi sono costruiti sull’esclusione e sullo sfruttamento di molti.
Secondo: l’uso politico del corpo migrante. Che la polizia marocchina non abbia fermato l’enorme flusso di persone “improvvisamente” in fuga dal Marocco non è un mistero né un complotto: è una decisione politica, con un precedente esplicito nel maggio 2021, quando Rabat “aprì” la stessa frontiera per punire Madrid dell’ospedalizzazione del leader del Polisario, ottenendo un anno dopo la capitolazione spagnola sul Sahara Occidentale. Questa volta il segnale arriva dieci giorni dopo la visita di Sánchez ad Algeri, cioè dopo il riavvicinamento della Spagna al rivale storico del Marocco. Circolano anche, rilanciate da voci autorevoli, tesi su una regia statunitense e israeliana. Qui occorre distinguere con rigore. Che esista una pressione documentata di Washington e di ambienti neocon filo-israeliani sulla Spagna – un rapporto della Commissione Appropriazioni del Congresso USA che ad aprile definiva Ceuta e Melilla “situate in territorio marocchino”, le uscite dell’ambasciatore israeliano all’ONU, gli editoriali che invocano una “seconda Marcia Verde” – è un fatto. Che Washington e Tel Aviv abbiano orchestrato operativamente l’apertura della frontiera non è, allo stato, documentato da nulla. La lettura più fondata è intermedia: la rottura tra Madrid da un lato e l’amministrazione Trump e Israele dall’altro (sulle basi negate per la guerra all’Iran, sul riconoscimento della Palestina, sulla definizione di Israele come “Stato genocida”) ha creato le condizioni permissive dentro cui Rabat ha potuto azzardare un ricatto migratorio di scala inedita. Non serve il complotto per riconoscere che i migranti vengono usati come arma nelle tensioni tra Stati e tra aree regionali: lo fece la Libia di Gheddafi e post-Gheddafi, lo fa il Marocco, lo ha fatto la Bielorussia sul fronte est. Ma l’arma funziona solo perché l’Europa ha esternalizzato ai regimi di confine il lavoro sporco del contenimento, consegnando loro la leva. E tanto il ricatto quanto il modo in cui la vicenda viene rappresentata e gestita rivelano, come ha scritto Giorgio Cremaschi, “tutta la miseria e l’ottusità colonialista con cui l’Europa, come gli Usa, affronta la questione migrante”3. In fondo sono i due lati della stessa medaglia: il capitalismo usa i migranti come spauracchio dell’invasione e della insicurezza, i paesi terzi cui è ceduto il lavoro sporco del controllo sulle migrazioni aprono le maglie per ricattare i paesi colonizzatori e ricchi con la minaccia dell’invasione e dell’insicurezza quando possono trarne un vantaggio o alzare il prezzo delle loro sporche prestazioni.
Terzo: ciò di cui non si parla mai, lavoro e libertà. La domanda che nessun governo si pone è perché decine di migliaia di giovani marocchini si gettino in mare al primo spiraglio. La risposta sta nelle condizioni materiali del Maghreb: disoccupazione giovanile di massa, economie subordinate, promesse tradite prima dalla decolonizzazione e poi da cinquant’anni di neoliberismo – gli “aggiustamenti strutturali” del FMI che hanno soffocato sul nascere società civili e movimenti sociali in Algeria, Marocco e Tunisia4, dentro quella frattura Nord-Sud del Mediterraneo che è insieme economica, sociale e di rappresentazioni5. È la sovrappopolazione relativa del capitalismo mediterraneo: forza-lavoro eccedente, prodotta dagli stessi rapporti capitalistici e neocoloniali che poi la respingono. Un chiarimento è però necessario, perché la categoria marxiana di esercito industriale di riserva viene oggi manipolata – dalle destre come da certa sinistra sovranista – per dipingere i migranti come minaccia ai salari degli autoctoni. Come ha mostrato Pietro Basso, lavoratori emigranti ed esercito industriale di riserva non sono la stessa cosa; la produzione da parte del capitale di un esercito di riserva è una legge dell’accumulazione, non un evento passeggero legato a questa o quella politica migratoria; ed è il capitale, non chi migra, ad alimentare la concorrenza tra occupati e disoccupati, corredandola da secoli di politiche e rappresentazioni tese ad approfondire le linee di divisione tra i due campi. La conclusione politica di Marx era l’esatto contrario del chiudi-frontiere: la «collaborazione sistematica» tra occupati e disoccupati – oggi, la lotta unitaria tra nativi e migranti, a partire dalla piena uguaglianza di diritti – perché «ogni solidarietà tra occupati e disoccupati turba infatti il “puro” gioco di quella legge»6. I muri, le barriere galleggianti, i droni di Frontex, gli accordi con i paesi terzi non servono a fermare le migrazioni: servono a selezionare e inferiorizzare chi entra nell’ordine salariale europeo, producendo quella clandestinità che rende la manodopera ricattabile e a buon mercato7. La razzializzazione – la costruzione del migrante come minaccia, come inassimilabile, come “nemico” – è il dispositivo ideologico che rende possibile e “legittimo” tutto questo: gerarchizzare gli esseri umani sulla base del valore è una necessità strutturale del capitalismo, non una questione culturale o di ignoranza8. E quando la selezione fallisce, resta la tanatopolitica: le morti al frangiflutti del Tarajal, come quelle nel Mediterraneo centrale e nel deserto di Sonora, non sono fatalità ma esiti previsti e accettati delle strategie di governo dei confini9.
Un’ultima osservazione riguarda proprio la Spagna. Il governo Sánchez ha condotto in questi anni la politica migratoria più aperta d’Europa – regolarizzazioni di massa, l’ammissione che l’economia e il welfare spagnoli hanno bisogno dei migranti – dimostrando, contro tutte le retoriche, che un’accoglienza sostenibile è possibile. Eppure, di fronte a Ceuta, anche l’avanzata e democratica Spagna ha immediatamente inviato l’esercito e alzato una barriera in mare. È la prova che il problema non è questo o quel governo, ma la cornice: finché la questione migrante viene trattata come questione di sicurezza e ordine pubblico, ogni esecutivo, di qualunque colore, finirà per militarizzare la frontiera, alimentando la ferocia razzista delle destre internazionali che di quella cornice sono le interpreti più coerenti.
Perché la questione migrante non è una questione di ordine pubblico. È una questione sociale, politica, economica, civile ed etica: riguarda il lavoro e la libertà10. Riguarda il diritto di non emigrare e il diritto di muoversi; riguarda chi produce la ricchezza e chi se ne appropria; riguarda l’irrisolta eredità del colonialismo e del neocolonialismo che ha fatto del Mediterraneo una frontiera armata invece che un mare fra le terre. I sessantamila di Ceuta, tornati indietro in un giorno, hanno mostrato al mondo – più di qualunque saggio – che a premere sulle frontiere non è un’orda ma una domanda universale di libertà e di dignità. La vera paura del capitale non è l’arrivo dei migranti: è che la loro rivendicazione della libertà diventi universale e contagiosa. Per questo si fa la “guerra ai migranti”.
Chi ha a cuore le sorti dei poveri e degli oppressi, a questa domanda non deve rispondere con le boe galleggianti, ma rifondando universalismo e internazionalismo dal basso: un internazionalismo delle pratiche, delle soggettività migranti, delle reti solidali che attraversano i confini11, capace di riconoscere che nella libertà di movimento – ancorata all’emancipazione economica, non alla sua mistificazione liberale – si gioca oggi una posta fondamentale della lotta di classe.
Note
1 Marco Antonio Pirrone, Guerra ai migranti. Neoliberismo e neoschiavitù nel XXI secolo, PM edizioni, 2025, in particolare le Conclusioni
2 Ferruccio Gambino, Sulla cittadinanza proprietaria. Dai bagagli appresso all’investimento proprietario, in Alessandro Dal Lago (a cura di), Lo straniero e il nemico. Materiali per l’etnografia contemporanea, Costa & Nolan, Genova-Milano 1998, pp. 187-208
3 Giorgio Cremaschi, A Ceuta tutta la miseria e l’ottusità colonialista dell’Europa, il Fatto Quotidiano (blog), 31 luglio 2026
4 Marco Antonio Pirrone, Dalla colonizzazione all’”islamismo radicale”. Globalizzazione, identità culturale e sviluppi politici nel mondo arabo-islamico, «Studi Emigrazione/Migration Studies», XXXVII, n. 137, 2000, pp. 67-97
5 Marco Antonio Pirrone, Movimenti, frontiere e fratture mediterranee, Mimesis, Milano 2007
6 Pietro Basso, Marx sull’esercito industriale di riserva e le migrazioni: vietato abusarne!, in Marcello Musto, Alfonso Maurizio Iacono (a cura di), Ricostruire l’alternativa con Marx. Economia, ecologia, migrazione, Carocci, Roma 2023, pp. 219-40; le citazioni da Karl Marx, Il Capitale, libro I, sono riportate ivi, p. 222
7 Sul confine come dispositivo di “inclusione differenziale” della forza-lavoro si veda Sandro Mezzadra, Brett Neilson, Confine come metodo, ovvero la moltiplicazione del lavoro, ombre corte, Verona 2014. Sull’industria globale della frontiera e la sua violenza: Harsha Walia, Border and Rule, Haymarket Books, Chicago 2021; Petra Molnar, The Walls Have Eyes. Surviving Migration in the Age of Artificial Intelligence, The New Press, New York 2024
8 Marco Antonio Pirrone, Razzismo, razzializzazione e valorizzazione del capitale all’epoca del capitalismo globale, in Mario Grasso (a cura di), Razzismi, discriminazioni e confinamenti, Ediesse, Roma 2013, pp. 55-82
9 Ho affrontato la questione nel mio Guerra ai migranti, cit. Chi volesse approfondire il tema della necropolitica e della tanatopolitica delle frontiere può leggere Achille Mbembe, Necropolitica, ombre corte, Verona 2016, e i lavori di Salvatore Palidda; sul deserto come arma di deterrenza: Jason De León, The Land of Open Graves. Living and Dying on the Migrant Trail, University of California Press, Oakland 2015
10 Sulla questione del nesso migrazioni/libertà ho dedicato molto spazio nel mio Guerra ai migranti, cit. perché credo sia una questione teorica fondamentale che ha a che fare proprio con le origini del capitalismo, il quale ha bisogno della libertà individuale per avere la forza lavoro da comprare ma al tempo stesso la teme perché è anche libertà di sottrarsi alle condizioni di questa vendita e di lottare contro di esse
11 Sandro Mezzadra, Brett Neilson, cit.; cfr. anche le conclusioni di Marco Antonio Pirrone, Guerra ai migranti, cit.
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Seconda riga: i costi sono stranoti *e non stranieri) da tempo
I costi degli attuali centri in Albania gravanti sul bilancio italiano sono stranieri da tempo (dall’ottobre 2024) per cui ogni cittadino italiano da da due anni quanto costano e se i sondaggi del governo non sono diminuiti significa che ci sono (molti( cittadini italiani che sono disposti a sostenere tali spese. In ogni caso non è che tu scopriamo adesso sul Gogba Blog.
Oet il costruendo protocollo futuro comunitario, gestito centralmente a Bruxelles, penso che i costi saranno competenza del bilancio comunitario. Esistono infinite modalità di finanzinebto: Eurobond, ooerzion8 straordinarie della BCE, un piano simil PNRR finalizzato a tale progetto. Praticamente i singoli cittadini europei non si accorgeranno neppure dei costi del protocollo.
Si, Crovella, si. Abbiamo capito.
Chi sarà così intelligente e lungimirante dal bersi le fole terroristiche che vi affannate a propagandare sarà ben felice di farsi mettere in mutande per pagare gli hub a voi e ai costruttori vostri amici.
Nel frattempo io continuo a contare i soldi che buttate nel cesso.
Chi ha la capacità di “vedere lontano” (capacità che ti è strutturalmente preclusa), capisce già ora che gli attuali costi sono soldi ben spesi se porteranno a un protocollo continentale che ci proteggerà in futuro. Chi in tutta Europa non lo capisce adesso ma non ha i tuoi insormintabili pregiudizi ideologici, quando verificherà che si alleggeriranno i problemi (anche spiccioli), perché gli irregolari, anziché vagare liberamente sul territorio, saranno confinati negli hub extra UE, sicuramente ringrazierà l’Italia per aver rotto il tabu degli hub extra UE.
“La valutazione sulla “pesantezza” o meno del costo per i centri in Albania dipende dal “valore” che si dà all’obiettivo finale…ai miei occhi sono una bazzecola che io sono ben felice di pagare”
Sono assolutamente sicuro che il popolo italiano è d’accordo con te: è per questo che ci tengo che si evidenzino bene tutti i costi.
Così come sono certo che il rientro dalla procedura di infrazione, clamorosamente mancato dal Governo Meloni in carica ormai da quattro anni, non sia attribuibile esclusivamente a al costo degli hub.
Casualmente però il conquibus mancante all’obbiettivo è praticamente il medesimo gettato via in Albania.
Siccome, come dicevo prima, sono convinto che gli italiani tutti siano felici di pagare in tasse prima e in multe poi per l’idea futuristica e geniale degli hub all”estero, mi fa gioco sottolinearlo.
Il protocollo, una volta varato, sarà operativo e cogente per tutti, ma ovviamente l’attuale azione della destra punta a convincere i paesi Ue a varare un protocollo con una ratio di destra… altrimenti il discors non regge. L’idea che le elezioni politiche previste da qui al 2030 (non ultime quelle per il Parlamento europeo del giugno 2029) sanciscano un’ulteriore virata a destra dello scenario politico continentale (es: AfD in Germania ha preso il 22% nelle elezioni 2024, ora viaggia già ad almeno il 30% nei sondaggi) dovrebbe garantire l’auspicio di un generale quadro politico in Europa marcatamente di destra. Ovvio che se invece il protocollo europeo dovesse concretizzarsi su altri principi (es accoglienza indiscriminata ecc), esso non rientra negli obiettivi della destra, infatti l’azione del Governo Meloni NON è indirizzata a varare un protocollo europeo “qualsiasi”, bensì a varare un protocollo europeo “di destra” (frontiere esterne chiuse, hub in territorio extra UE, respingimenti rapidi e generalizzati), cui affiancare (giova ricordalo) l’immigrazione REGLARE, che è un discorso completamente diverso, ma parallelo e autonomo rispetto al protocollo in questione e che, inoltre, NON è la “regolarizzazione” di individui già entrati illegalmente in Europa..
La valutazione sulla “pesantezza” o meno del costo per i centri in Albania dipende dal “valore” che si dà all’obiettivo finale. Io sono perfino disposto a pagare una specifica tassa annua individuale (gravante su tutti i cittadini) pur di elaborare un protocollo capace di evitare l’immigrazione irregolare. Quindi gli 800 milioni (divisi in 5 anni) gravanti sul bilancio pubblico italiano, nonché il mancato rientro dalla procedura di infrazione (che cmq è errato attribuire esclusivamente a tale voce di costo… ) ai miei occhi sono una bazzecola che io sono ben felice di pagare se tale iniziativa servirà davvero a impostare un nuovo trend continentale sul tema. Ovvio che i tempi sono lunghi, cioè non aspettiamovi un protocollo europeo già pienamente efficacie domani mattina. Ma, passo dopo passo, ci si sta muovendo in quella direzione: ancora 4 anni fa il solo concetto di hub in territorio extra UE era “blasfemo”, mentre ora è entrato nel linguaggio “quotidiano”… Gutta cavat lapidem
“Notizia di oggi è che la premier danese ha chiesto una riunione europea proprio sugli hub in territori extra UE”
E ha minacciato di chiudere le frontiere con la Germania, il che dice qualcosa sul concetto di unione e sul metodo per sciogliere i disaccordi…
Con evidenti ricadute sulla tua successiva affermazione:
“Proprio per superare le beghe fra stati e anche quelle al loro interno fra varie posizioni politiche, la gestione dell’immigrazione deve essere assolutamente centralizzata a livello UE”
che comunque a me, come posizione, andrebbe anche bene: purché tu e i tuoi mandanti assicuriate di adeguarvi alla legislazione europea e internazionale e alle future decisioni europee, senza se e senza ma (e non come fate di solito cercando di aggirarle e sottrarvi).
Perché al momento attuale la fattibilità e la funzionalità effettiva degli hub è decisamente poco sostenibile. Come perfettamente incarnato da quelli di Shengjin e Gjader, costosissimi e inutili pietre lanciate nello stagno, pagate da tutti noi
E che ci sono costate il rientro dalla procedura di infrazione del debito, tanto per dire!
Proprio per superare le beghe fra stati e anche quelle al loro interno fra varie posizioni politiche, la gestione dell’immigrazione deve essere assolutamente centralizzata a livello UE. Deve essere Bruxelles che elabora il protocollo e lo impone dall’alto a tutti gli stati membri, che si adegueranno, magari anche obtorto collo. Solo cosi supereremo gli attuali sfrigolii. Con un protocollo “imposto” a tutti da Bruxelles, nel singolo stato può anche cambiare il governo, ma cio’ nulla incide, perché l’immigrazione sarà gestita secondo un protocollo elaborato e coordinato centralmente. Questa è la chiave di volta del problema (e gli hub in territori extra UE ne sono un tassello primario, ecco perché i due centri in Albania, rompendo il tabu, costitiiscono lo spartiacque storico dell’evoluzione sul tema immigrazione)
I centri in Albania hanno il grande merito di aver rotto il tabu degli hub in territori extra UE. In precedenza nessuno stato aveva avuto il coraggio di varare concretamente un’impresa del genere per il timore di impantanarsi e fare una figuraccia. Meloni, con la tigna che la contraddistingue, ha combattuto contro tutti i bastoni fra le ruote messi dai magistrati politicizzati ed è riuscita a portare il tema in Eurooa, ottenendo a livello politico l’accordo del giugno scorso e a livello giuridico la pronunciw della Corte europea sulla legittimità di tale iniziativa. Ergo grazie all’Italia, ora anche gli altri paesi europei possono seguire questa via. Notizia di oggi è che la premier danese ha chiesto una riunione europea proprio sugli hub in territori extra UE. Se l’Italia non avesse rotto il tabu, non saremmo mai arrivati a questi sviluppi (cui dovranno seguire le successive concretizzazioni). Quindi i due attuali centri in Albania non vanno giudicati sul numero di immigrati finora ospitati ma per il loro valore di pietra lanciata nello stagno per rompere un tabu.
Mi pare di dover considerare che al di là delle idee, ne i governi di sinistra e nemmeno il lunghissimo governo Meloni, nessuno ha messo davvero mano al problema, perchè starnazzare e promettere è un conto, ma trovare soluzioni resta difficile. La scelta di blandire il governo corrotto dell’Albania col denaro dei contribuenti non ha spostato di una virgola il problema. La stessa premier non può dare i numeri del progetto-Albania perchè sono miserrimi. Conta di cavarsela dicendo che tutta l’Europa plaude al progetto, ma ovviamente non è vero.
resta solo il fatto che il fenomeno proseguirà, che i politici useranno la retorica sul problema perchè porta voti, accusandosi reciprocamente, giacche nella loro inettitudine, solo questo san fare.
Vi suggerisco anche di leggere l’intervista a Galli della Loggia sul tema sinistra e immigrazione:
Lo storico: «La sinistra convinta di marciare sempre nel verso in cui va la storia, ma la realtà ne sta contraddicendo il sogno»
https://www.secoloditalia.it/2026/08/sullimmigrazione-la-sinistra-e-negazionista-e-minimizza-gli-effetti-negativi-parla-galli-della-loggia/
ANCHE I PAESI EUROPEI NON UE STANNO ANDANDO NELLA DIREZIONE INDICATA (remigrazione e rimpatri dretti)
La Svizzera accelera sui rimpatri: i nuovi voli per espellere i marocchini irregolari
Berna annuncia una serie di voli verso il Marocco nelle prossime settimane dopo l’aumento delle identificazioni. Sullo sfondo la crisi migratoria di Ceuta e le tensioni con Rabat. Il consigliere di Stato Philippe Müller accusa le autorità marocchine di rallentare le procedure di espulsione
https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/la-svizzera-accelera-sui-rimpatri-i-nuovi-voli-per-espellere-i-marocchini-irregolari/
Più che dolente, è un tasto sensibile. Sono impegnato da decenni injh una politica anti immigrazione irregolare. Ma non è l’unico tasto di attualità/politica sul quale sono impegnato.
Sicuramente (l’ho già detto di mia iniziativa) spetterà alla meloni (e alla squadra italiana in senso lato) saper “convincere” gli europei che la soluzione più utile per tutti è il suddetto protocollo europeo…
di 34 commenti, 20 sono del crovella…
abbiamo toccato un tasto dolente?
Quello che tu speri e quello che ti piace tanto non centrano niente nel discorso.
Che poi quello che tu speri sia anche intelligente o cosa possa portare all’Italia in particolare è altra cosa.
Certo che Meloni è perfettamente allineata con la premier danese: è la premier danese che non so quanto sia allineata con Meloni, quando si tratterà di sostenere costi, accogliere e/o smistare i profughi.
Esattamente come Merz è perfettamente allineato nel pretendere il respingimento in mare. Lo è un po’ meno (eufemismo) sugli scostamenti di bilancio o sui movimenti interni.
E all’Italia come Libia d’Europa condurranno tutti tuoi “sogni bagnati”
Io mi aspetto un complessivo e ulteriore spostamento a destra di tutta l’europa, ma è vero che la cosa non necessariamente convergerà sul tema “remigrazione” intesa come respingimenti europei verso i paesi di origine. potrebbe configurarsi una Europa sì di destra, ma dilaniata dall’eccessivo nazionalismo, per cui i governanti dei paesi europei, pur di liberarsi dei migranti dai propri confini, li scaricherà nello stato europeo a finco. qui entrerà in gioco la capacità di chi punta al protocollo europeo (con la destra italiana in prima fila) di saper indirizzare la “voglia di remigrazione” verso il protocollo europeo e non un gioco di scarico sul paese vicino. Il recentissimo allineamento della Meloni con la premier danese (tra l’altro socialdemocratica..) sottolinea che la melo0ni sta lavorando in questa direzione. Vedi link riportato al commento n. 22: entrambe si sono esplicitamente dichiarate allineate su rigidi controlli all’ingresso degli irregolari e modello di loro gestione con hub in territori extra UE… per questo vi dico di leggere i giornali: questo modello a me “piace”, non ci sono dubbi, ma nopn sono io che lo sto proponendo in Europa e che ci sto lavorando epr renderlo condiviso da tutti i 27 stati
E’ una partita tutta da giocare e non è detto che si arrivi all’obiettivo (fra il dire e il fare cè di mezzo il mare, come sempre nella vita), ma il pro0tocollo europeo è un obiettivo della delegazione italiana in Europa. Essendo una partita ancora in itinere è ovvio che molti risvolti sono imprecisi o abbozzata: cammin facendo si chiariranno, anche nella dialettica con gli altri paesi europei. Che a me questo modo di affrontare il tema immigrazione “piaccia” non ci sono dubbi e mi pare di averlo detto miliardi di volte, ma l’elaborazione del suddetto protocollo nonché la gestione della dinamica di dibattito in Europa NON competono a me, ma alla delegazione italiana, in particolare ai parlamentai di FdI a Bruxelles e alla Meloni, in qualità di presidente del Consiglio (io il Ministro dell’Interno Piantedosi), in sede di riunioni continentali, che siano ufficiali o ristrette (bilaterali ecc). Il cammino sarà ancora lungo? Mah, sì, può darsi, ma gutta cavat lapidem, per cui dai oggi e dai domani… in più fra il 2027 e il 2030 sono all’ordine del giorno le elezioni politiche (presidenziali in Francia) dei principali paesi… nonché (giugno 2029) le elezione per il Parlamento europeo…,.
Come al solito affermi certezze e dai per scontato ciò che non è affatto certo né scontato (è orientato…è ovvio che dovremo pagare…si opterà …finiranno in un hub in Turkmenistan) e sorvoli su quello che non si adatta o impedisce la tua visione (il calcolo del costo e di chi li paga).
Che i costi vengano ripartiti sul bilancio europeo mi sembra una pia illusione e la Germania in primis, come tutti i paesi del nord, è ben decisa ad applicare rigidamente Dublino: in soldoni sono tutti e solo cazzi dei paesi di prima accoglienza. Ovvero i paesi che non sono in prima linea sono ben decisi a trattare l’Italia come tu pensi di trattare la Libia o l’Albania…e perfettamente a ragione, visto che un elettore di AfD non ci trova una gran differenza tra un Crovella e un Mohammad (esattamente come poca ve ne è tra un un Roberto Vannacci e un Ahmed Ben Bella)
Se la tua visione, miope e ben poco ragionata, diventasse maggioritaria, si giungerà alle logiche conseguenze di ogni nazionalismo, populismo, sovranismo: ognuno per se’, l’un contro l’altro armati.
Uno scenario che ci vede come il vaso di coccio, quale paese con il maggior numero di ingressi clandestini.
Ma l’obnubilazione ideologica e l’ossessione elettorale difficilmente portano a saggi consigli…anche se la Trumpetta sembra stia iniziando ad accorgersene, anche se resta incapace di uscire nel vicolo cieco in cui si è cacciata.
Chi vivrà vedrà, appunto
Cmq mescoli fattispecie fra loro molto diverse. Il protocollo europeo da me sintetizzato è principalmente concepito per gestire gli sbarchi futuri, non quelli fa noi magari sbarcati 10 anni fa… Gli irregolari già esistenti oggi sul territorio UE sono per definizione “clandestini”, per cui sono destinati al rimpatrio IMMEDIATO. Di conseguenza verranno spostati negli hub non per mesi e mesi, ma per il solo tempo tecnico necessario al loro rimpatrio (da pochi gg a max una settimana).
Chi vivrà, vedrà. Il trend è orientato in quella direzione, leggete i giornali se no ci credete. Per quanto riguarda i costi, ho già detto miliardi di volte che nessun pasto è gratis: se vogliamo essere sollevati dai problemi connessi all’immigrazione, è ovvio che dovremo pagare. Per questo motivo si opterà per attingere al bilancio comunitario e non a quelli dei singoli paesi. Sui tecnicismi del modello, rispetto alla mia sintetica descrizione e, si introdurranno dei miglioramenti, che potrebbero contribuite a ridurre i costi. Inoltre, nel medio termine, i flussi in arrivo dovrebbero ragionevolmente ridursi: quando capiranno che se mettono piede sul territorio europeo, finiranno immediatamente in un hub in Turkmenistan e di lì tornano molto presto a casa, ma chi partirà ancora verso l’Europa?
Dunque, raccolta (rastrellamento) dei migranti, loro trasporto in hub in stati extra UE, mantenimento per 18-21 mesi fino al termine delle indagini e dell’iter giudiziario, trasporto indietro (con tanto di casa, lavori, servizi) per i salvati circa 1/4, trasporto nei paesi d’origine per i sommersi i restanti 3/4.
A parte il dato un quarto/tre quarti che non si sa da dove arrivi (come al solito), ci sarebbero alcuni dati da verificare circa questo tuo sogno bagnato.
Quanto costa, chi paga e come.
Più scrivi e più sembra un’idea veramente intelligente…
Odierno titolo del Fatto Quotidiano (del Fatto, mica Secolo d’Italia!).
Ceuta spacca l’Europa: Meloni guida il fronte anti-Spagna, ma sulla chiusura dei confini la differenza tra destra e sinistra non esiste (quasi) più
Il punto chiave è: “sulla chiusura dei confini la differenza fra destra e sinistra non esiste (quasi) più”. Se tutti i governi della UE convergono verso la chiusura dei confini, c’è poco da stare a farsi pippe sui dati del passato (remoto o recente). A me quello che interessa è il futuro, non il passato e neppure tanto il presente (ecco perché me ne sbatto dei dati). quello che mi interessa è che, grazie al citato costruendo protocollo europeo, mi assicurino che , a far data dal prossimo giorno X, NON entreranno più clandestini in UE (in quanto immediatamente spostati in hub extra UE e da lì già spoegato…).
L’azione in essere del Governo Meloni, anche a livello di “dispetti” attyuali”, è finalizzata a sensibilizzare chi di dovere (Bruxelles, governi, parlamenti ecc) perché si vada in quella direzione, Con tale obiettivo strategico, i dati attuali sono assolutamente irrilevanti, ecco perché me ne SBATTO alla grandissima: chi se ne frega se nei mesi scorsi gli sbarchi sono calati di più o di meno fra Italia e Spagna, se i respingimenti sono stati di più o di meno fra Italia e Spagna, sde la Germania ha diritto o meno a rispedirci immigrati e così via. CHI SE NE FREGA. Soprattutto: chi se ne frega di cosa si GIUSTO o SBAGLIATO, sia sotto il profilo statistico, sia sotto quello scientifico, e perfino sotto quello etico. E’ interesse di noi cittadini europei fare quello che ci tutela maggiormente: il nuovo costruendo protocollo EUROPEO punterà a registrare entrate ZERO di irregolari nel terrigtorio UE (perché tutti immediatamente spostati in hub extra UE).
Se gli immigrati restano nei suddetti hub fino a conlusione della loro pratica amministrativa, non possono che esserci due sbocchi, stante che statisticamente i 3/4 delle domande (di richiesta di permesso di soggiorno) finora è stato bocciato: 1) per quel quarto di ospiti (degli hub in territorio extra UE) la cui domanda viene accettata, essi saranno portati nell’UE, ma in tal modo entrano da “regolari”, saranno smistati dove c’è bisogno, con tanto di casa, lavori, servizi; 2) er i 3/4 le cui domande sono RESTPINTE, essi saranno direttamente rimpatriati dagli hub extra UE, per cui noi cittadini europei manco li “vediamo”. Questo è il modello che permetterà di “governare” l’immigrazione e darà entrare in UE solo immigrati regolari, mentre gli irregolari manco li vediamo. Nel momento inj cui sarà ufficializzato questo protocollo EUROPEO (imposto da Bruxelles a livello continentale), non ci saranno più beghe e sfrigolii fra i singoli stati, che si fanno i dispetti come adesso.
La chiave di volta è una politica europea sull’immigrazione. In effetti Giorgia Meloni sta alacremente lavorando in questa direzione e anche l’allineamento con la sua omologa danese (socialdemocratica, ma DONNA, quindi con molto senso pratico) è un tassello in quella direzione. quando ci sarà un protocollo europeo codificato, tutti gli stati si comporteranno in un unico modo. che sbarchino a Lampedusa o sulle coste greche o spagnole, che arrivino via terra tramite i Balcani, gli “immigrati”, appena messo piede sul territorio dell’UE, vengono in automatico spostati in hub situati in paesi extra UE. Tali soggetti trascorrono nei suddetti hub extra UE tutta la fase della valutazione della loro situazione giuridica, in genere 18-21 mesi. Se gli immigrati “evadono” da tali hub extra UE, anziché vagare liberamente per gli stati della UE (come accade adesso), vagheranno liberamente per il Turkmenistan o per la Libia o per l’Azerbaijan… C’è una bella differenza per noi cittadini europei, perché con quel protocollo noi NON avremo i clandestini fra i piedi..
Bello sognare, eh Crovella
Per adesso la Germania ha appena detto al Governo Italiano “sono tutti ca@@i vostri” (e AfD domani sarà meno delicata), ungheresi e polacchi allineati e coperti.
Tu te ne sbatti dei dati lo so bene (ma solo dopo aver cercato di torcerli alla tua versione, però), però sarebbe ora di guardarli un po’…
Io non so se e quanto gli spagnoli siano contenti degli immigrati (come non lo sai tu), però se sbarcano da noi, se anche la Trumpetta non può fermarli (anzi!), se gli altri non li vogliono e non si possono mandare via c’é una sola conseguenza logica: la posizione sovranista e populista, da te incarnata e perorata con infiniti post e innumerevoli palle, può finire solo in un conflitto. Ed é quello che sta succedendo.
Io vorrei qualcosa di altro e di meglio, anche perché indovina chi è il vaso di coccio…
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Meno male che sono corti 😂
Questo programma non si vara con un banale decreto legge, prevede una generale conversione dell’intera Europa in tale direzione. Ci si sta, “faticosamente” muovendo, ma ovvio che occorre debellare completamente il campo sia da modelli simil-Sanchez, sia dai loro sostenitori ideologici.
L’Europa si sta muovendo in questa direzione e che piaccia o meno ai buonisti il trend è già ben segnato. Certo c’è ancora molta ostruzione da parte di chi vorrebbe un modello antitetico (quello dell’accogliamoli tutti), ma spazzeremo via tutte le ostruzioni.
Per fortuna che le donne hanno senso pratico e non si perdono dietro alle fisime mentali. Una donna di destra (Giorgia Meloni) e una di centro sinistra (la premier del governo danese) hanno capito che l’Europa deve oltrepassare le divisioni ideologiche
Dall’odierno corriere della Sera:
Il post di Giorgia Meloni e Mette Frederiksen: «Non accettiamo l’immigrazione incontrollata, unite per difendere l’Europa»
https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_agosto_10/migranti-post-meloni-frederiksen-unite-difendesa-europa-immigrazione-incontrollata-bac9227d-9568-46ce-9478-c910c8953xlk.shtml?vclk=BoardBoard1_ZB1_PH1_N1
Discorso indipendente e parallelo è quello dell’immigrazione REGOLARE, verificata alla fonte sia in termini quantitativi che qualitativi e figlia delle necessità di mano d’opera del ns sistema produttivi. In tale contesto gli immigrati verranno posizionati NON dove vogliono andare loro (o in modo casuale), ma dove ci sono esigenze di lavoro del ns sistema produttivo (che per loro sono opportunità certe di lavoro) e distribuendo gli immigrati sul territorio europeo, in modo che non si creino comunità consistenti, che sono il principale problema (= delinquenza, insicurezza ecc).
Per rispondere anche a precedenti considerazioni fatte a vanvera (nel senso che espongo le mie idee sul tema da immemore tempo e ci so9n o alcuni illuminati che non hanno ancora “capito”), segnalo che io non sono affatto per “soluzioni semplici”. Ho ben presente che il problema è grave e serio e richiede una soluzione strutturale: occorre immergere le braccia nella pauta (fango, melma in piemontese, qui inteso in senso figurato) e creare un modello europeo di gestione del problema, modello improntato alla severità negli accessi (= immigrazione solo regolare) e in una procedura organizzative di respingimenti immediati (= remigrazione). Senza malmenali, senza violentarli, senza torturarli, ma spostandoli on canali efficienti di respingimento in tempi brevissimi,. In sintesi: sbarchino pure in quanti vogliono e dove vogliono (Italia, Spagna, Grecia ecc, tutti gli sbarcati vengono immediatamente spostati in hub europei situati in territori extra europei e da lì, con voli su aerei militari usando aerei europei, vengono rimpatriati per paesi di origine (= tutti i nigeriani vengono riportati in Nigeria, tutti i ciadiani in Ciad, tutti gli afghani in Afghanistan ecc). In parallelo l’intera Europa deve varare un congruo piano Mattei europeo da almeno MILLE MILIARDI di euro per lo sviluppo dei paesi in questione, in modo tale che i loro abitanti non abbiano più necessità di lasciarli.
ultima riga: “me ne svatto” leggasi “me ne sbatto”
Per quanto riguarda il numero degli islamici in Spagna, esso NON dimostra un bel fico secco di niente in termini di politica migratoria, quindi non ci perdo neppure un nano secondo a verificare o meno le statistiche citate.. Non me ne frega niente dei dati perché, nel caso di specie, la variabile dominate NON è il numero di islamici presenti sul territorio spagnolo, ma se e quanto i cittadini spagnoli siano felici della loro presenza e si sentano in equilibrio con gli islamici. A giudicare dalla violenta crescita dell’estrema destra di VOX (già a/oltre il 20% nei sondaggi) NON mi pare proprio che gli spagnoli facciano i salti di gioia per la politica migratoria del Governo Sanchez. E soprattutto: a noi italiani che cazzo ce ne frega di quanti islamici hanno in Spagna? Ammesso e non concesso che a tutti gli spagnoli piaccia vivere mescolati con gli islamici, questa è una realtà “loro”: a noi italiani deve interessare cosa piace a noi, senza doverci adeguare a cosa piace agli altri. A me gli islamici stanno tutti sul culo in quanto islamici e anche uno solo sul territorio italiano è già di troppo… Gli islamici non si assimileranno mai e saranno sempre un cancro sociale. Per cui di quello che optano in Spagna me ne svatto alla grandissima e propongo: NON integrarli, ma remigrarli..
Non possiamo gettare centinaia di migliaia (in un domani milioni, quando l’Africa avrà due miliardi di individui) nella nostra società, perché la nostra società cambierebbe radicalmente alla base. Il punto è che, specie gli islamici, NON vogliono cambiare la loro mentalità che arriva fino a spiccioli risvolti quotidiani (es donne velate). Io non sono minimamente disposto a convivere con gli islamici e credo (a giudicare dai sondaggi) anche molti altri italiani, quindi il problema NON è se la Spagna ha un milioni di gli islamici in più de4ll’Italia (cmq il vero problema non è il numero di islamici, ma se i cittadini spagnoli sono contenti o no degli islamici che hanno fra i piedi…): per me anche un solo islamico qui da noi è una “scocciatura”. Gli irregolari rispediamoli a casa loro. I regolari, scelti quantitativamente e qualitativamente alla fonte (cioè a casa loro.. e posi arrivati con voli su aerei militari europei) costituiranno la mano d’opera di cui ha bisogno il ns sistema produttivo, curando la distribuzione in modo tale da evitare concentrazioni di immigrati, in particolare le enclave islamiche. Per gli altri… “non possiamo accogliermi tutti”, l’ha detto Napolitano, uno del PCI.
A livello di politica ufficiale, tabnto a destra quanto a sinistra, l’immigrazione è strumentalizzata come una bandiera identitaria in una perenne campagna elettorale. La destra, mi pare che sia ovvio e indiscutibile, fa leva sui timori circa la sicurezza e sul desidero di “non essere mescolati” a livello socio-culturale. la sinistra esaspera all’infinito l’obiettivo di tutelare i più deboli, non rendendosi però conto che se riempi le periferie di immigrati, farai star male i più deboli fra gli italiani. La sinistra ha cambiato radicalmente posizione sul tema immigrazione. Giorgio Napolitano, Ministro degli Interni nel primo Governo Prodi (1996-1998) disse: “Non possiamo accoglierli tutti”. E ricordo che Napolitano, successivamente Presidente della Repubblica, proviene dal “vero” PCI, non da Vannacci. Da allora la sinistra è passata fino all’accoglienza indiscriminata, con formule generiche e confuse da cui non si capisce come pensa davvero di “gestire l’immigrazione”.
Ohibò, Bertoncè. Ma chi è esattamente costui (o costoro) che da ben “trentacinque anni” “propugna l’invasione di clandestini da mezzo mondo“, causandoti sì tanta indignazione?
Forse intendi chi, da “trentacinque anni” (anno più, anno meno) ha fatto della paura dell’altro, del diverso (prima era il terrone, ora il feroce Saladino) la propria bandiera ideologica e di propaganda elettorale?
O forse ti riferisci a chi, di questi trentacinque anni ne ha governati una buona parte (non solo gli ultimi tre, Bertoncè)?
Dicci, dicci…
P.S. Bertoncè, al di là dei tuoi toni offensivi (proprio non ce la fai a rapportarti in modo civile, eh), prima di dedurre il “livello di intelligenza” altrui, forse converrebbe verificare la solidità del proprio.
P.P.S. Mi viene da pensare che a destra non siano poi mica così convinti di volerlo risolvere ‘sto problema dell’immigrazione (clandestina).
Intanto perché gli imprenditori si incazzano, perché poi i pomodori a 3 euro l’orachi li raccoglie?
E poi, dopo tocca trovare un altro babau: ci vuole fantasia.
Tu che ne pensi, Bertoncè?
Considero oltremodo spudorato – di piú: vomitevole – che chi da almeno trentacinque anni propugna l’invasione di clandestini da mezzo mondo – dei quali non si sa assolutamente nulla – e che tuttora continua a farlo adesso protesti perché in tre anni non si è risolto il problema.
Da ciò, se non altro, si deduce il livello di intelligenza (o di ipocrisia) di chi farnetica simili idiozie.
Crovè, dammi retta: problemi complessi non ammettono soluzioni semplici.
Se bastasse un decreto sicurezza qui, una sospensione di Schengen là, una imputabilità dei minori qua, il governo (nella fattispecie quello attuale, ma il concetto è generale) potrebbe vantare facilmente mirabolanti risultati.
Anche affidarsi alla c.d. pancia, c’ha le gambe corte, Crovè. Perché la massa sarà pure appecorata, ma è disposta a farsi prendere in giro fino a un certo punto.
E quando si accorge che i problemi nonostante tutto sono ancora lì, dato che la propaganda, la pancia e il piagnisteo non hanno mai risolto nulla, fa presto a disilludersi.
Finito l’idillio, si disinteressa o si estremizza. E infatti si vede da lontano un chilometro che voialtri di FdI avete una paura fottuta di Vannacci.
Salvini vi ha fatto proprio un bel regalo. D’altra parte, chi va con lo zoppo… 🙂
Che vuoi che ti dica? Io penso che la credibilità di uno che sproloquia per un centinaio di righe e termina scrivendo “voglio vedere la spagna quando dovrà gestire…” ignorando che la Spagna ha un milione di musulmani più dell’Italia e se li gestisce a quanto pare molto meglio, dicevo penso che la credibilità di costui sia alquanto bassina.
Se poi gli si fanno notare i numeri e risponde con la tiritera del dove pensate di andare, la gente vota di pancia, Vannacci cresce sempre più e minchiate varie, sono certo che la credibilità è pari a quella di un Salvini che parla di fisica quantistica.
Mi piace far notare queste “screpolature” logiche e comunque sono un inguaribile ottimista: sono convinto che a qualcosa servano sempre
L’idea che i cittadini votino in base a cio’che è scientificamente corretto o, al contrario, scientificamente sbagliato e un’utopia che rasenta (eufemismo…) l’imbecillità. La gente vota in base a ciò che piace o, al contrario, che incute timore, a prescindere dalla fondatezza scientifica. Anzi spesso la gente vota di pancia e non con la testa. Di conseguenza, come ti ho già ripetuto miliardi di volte, avere questa idea imbecille di voler smontare le mie ( peraltro presunte) castronerie è da squinternato totale. “Voi” è riferito all’insieme di quella sinistra (dentro ci sei anche tu) che critica ferocemente l’operato del governo, ma non sa avanzare alcuna proposta alternativa, se non in modalità fumose e generiche tipo “governeremo l’immigrazione”. Ma che vuol dire in termini spiccioli? Anche la remigrazione di Vannacci rientra nella definizione “governeremo l’immigrazione.”. Il cosiddetto Campo Largo dovrebbe spicciarsi a definire il programma, su tutti i punti, ma su questo in particolare. Infatti rischia di deludere i suoi elettori, che magari non andranno più a votarlo: un recente sondaggio pubblicato su Repubblica ha evidenziato che “temono” l’immigrazione due elettori su tre dei 5 Stelle e un po’ più di uno su tre del PD. Se sul tema i vostri leader continuano a proporre “accogliamo tutti”… non so quanti voti raccoglieranno davvero… E non mi stupisco a pensare che qualche voto si sposti dai 5 Stelle a Vannacci proprio sul tema immigrazione. quindi piuttosto che analizzare le mie tesi alla ricerca di eventuali errori, che anche se ci sono non incidono sulla questione, preoccupatevi (tu e i tuoi compari di sinistra) di elaborare programmi precisi, altrimenti perderete i voti dei vostri. Noi le idee abbiamo molto chiare, voi vivete in un mega minestrone
#8: non so chi sia “voi”, se ti riferisci a me non è mia intenzione conquistare alcuno o di influire sulle condizioni di vita.
Io mi limito a sottolineare le incongruenze, le falsità e le cazzate che incontro.
Le tue in particolare.
Goditi l’endorsment di Fausto: c’é qualcosa di consonante evidentemente tra voi.
E questo é un giudizio.
Bravissimo, Matteo. Il prossimo passo sarebbe capire che tutte le tue opinioni su Crovella non sono altro che proiezioni: immagini di te stesso. È un passaggio abbastanza elementare nella costruzione della consapevolezza di sé; alcuni, soprattutto se intellettualmente attrezzati, ci arrivano presto; altri trascorrono un’intera vita senza riuscirci: sono spesso gli stessi che hanno attraversato decenni di agio, consumo e disimpegno contribuendo a costruire il mondo che oggi ci restituisce estati roventi, lavoro pervasivo e progressiva distruzione di modi di vivere meno aggressivi nei confronti dell’ambiente a favore delle proprie passioni domenicali. Prova a essere uno dei pochi che ce la fanno, Matteo (lo dico per dire): non nutro speranze nel tuo caso, ma approfitto della mia profonda antipatia per la tua ignoranza sperando di stuzzicare qualche altro boomerone che dovesse leggere. Speranza vana? Probabilmente sì.
P.S. questo messaggio non è stato scritto con IA, come quelli che sovente ci propina il nostro Matteo, vero boomer-ingegnerino da blog.
Con il vs buonismo e le frontiere aperte a tutti, pensate forse, voi illuminati di sinistra, di conquistare le fasce più fragili della società italiana? Sono quelle su cui si scarica davvero il problema dell’immigrazione. Infatti le ondate immigratorie non finiscono mica nei quartieri medio-alti, ma si ammassno in periferia, nelle borgate e nelle “barriete”, cioè dove vivono i ns concittadini gia in partenza meno fortunati. Siamo al paradosso che la sinistra, pur di correre dietro agli islamici & C., farà star sempre peggio gli italiani meno fortunati, la cui tutela in teoria dovrebbe essere l’obiettivo primario della sinistra. Pensate mica che i sondaggi di Vanacci si gonfino grazie a intellettuali, imprenditori e raffinati facoltosi? Vannacci sta raccattando lo scontento anche e soprattutto di gente di cittadini di sinistra e dei 5 Stelle. Proprio per il citato motivo.
” Voglio vedere la spagna quando dovrà gestire comunità (anche “pacifiche” in termini di ordine pubblico), ma molto diverse come mentalità, appunto perché islamiche.”
Vuoi vedere come fa
Beh, non è difficile, basta guardare: la popolazione islamica in Spagna è di circa 2.5 milioni di persone (il 5.2% popolazione totale), molto di più di quella in Italia che è di circa 1.5 milioni.
Si capisce perché dico che le tue idee sono preconcette, infondate e stupide?
Tutte le altre tue affermazioni si basano su generalizzazioni e luoghi comuni altrettanto falsi e lontani dalla realtà.
Comunque a prescindere da come e perché si sia scatenato il casino a Ceuta, peraltro prontamente rientrato, la tua Trumpetta incapace e la Salsiccia padana si sono affrettati a cavalcare l’onda della provocazione, usando l’arma della falsa propaganda e del procurato allarme in una esibizione francamente disgustosa.
Ribadendo così l’evidenza di essere il peggior governo della storia repubblicana
Concordo con lo scritto del sign Crovella…..questo rebus futuristico credo sarà di assai difficile soluzione…e …con altre migliaia di anime…….andate…
Su Ceuta, se ne leggono fi tutti i colori, addirittura che l’ondata dell’altra settimana è stata organizzata da Trump e Netanyahu: il primo ce l’ha con Sancez perché gli ha negato le basi per la guerra con l’Iran, il secondo perché ha riconosciuto lo Stato di Palestina e criticato l’azione su Gaza. Credo che sia cmq una ripicca verso la Spagna, chissà forze pure con lo zampino interno: nel 2027 si terranno le elezioni politiche. Quanto alla politica “non razzista” del governo Sancez vanno messi i puntini sulle “i”. La sanatoria di un milionde di immigrati irregolari già presenti sul terriotrio spagnolo riguarda quasi esclusivamente i cosiddetti latinos, cioè i centro-sud americani, la cui integrazione in Spagna è assai semplice: parlano la stessa lingua, hanno la stessa religione, hanno la stessa cultura e gli stessi usi e costumi (esempio giocano tutti a calcio: la finale mondiale è stata Spagna-Argentina). Comodo fare il figo così! Voglio vedere la spagna quando dovrà gestire comunità (anche “pacifiche” in termini di ordine pubblico), ma molto diverse come mentalità, appunto perché islamiche. Non a caso i 60-70 miler nuotatori marocchini sono stati respinti a manganellate e coinvolgendo l’esercito ! Alla faccia del governo di sinistra! Cmq, bene che abbiano agito coì: creano un recedente e se domani useremo anche noi l’esercito potremo sempre dire che facciamo la stessa cosa che ha fatto un governo di sinistra!
E’ vero che io ho un pregiudizio aprioristico verso il multiculturalismo. E’ bello che il mondo sia vario, ma “moglie e buoi dei paesi tuoi”, come dicevano i nostri avi. Le società melting polt non funzionano. Soprattutto non funzionano per noi occidentali che abbiamo tutto da perderci a a mescolarci, annacquando sia la ns civiltà che i ns privilegi (welfare, stato di diritto, libertà). La soluzione del problema immigrazione si compone di due punti: 1) Immigrazione regolare, verificata alla radice sia qualitativamente che quantitativamente, per rispondere alle esigenze occidentali di mano d’opera; 2) un mega piano di sviluppo in stile “aiutiamoli a casa loro”, per migliorare le condizioni di vita nei paesi di origine e debellare le cause che generano la spinta ad andarsene. L’Italia con il Piano Mattei ha fatto qualcosa, ma non possiamo fare tutto noi. Si deve mettere almeno l’UE intera (con un piano da mille miliardi di euro). Più tardi ci convinceremo di ciò e peggio sarà.
Inoltre, moltissimi di questi immigrati sono islamici, che è un grande problema perché l’Islam non è “solo” una religione, ma comprende incorporata la sharia, la legge comportamentale. Gli islamici NON sono disponibili a occidentalizzarsi, a europeizzarsi, a italianizzarsi. Loro vogliono “semplicemente” vivere qui sfruttando le ns libertà, ma continuando a vivere a modo loro, cioè paradossalmente riproducendo quelle fattispecie di vita spicciola da cui sono0 FUGGITI. In pratica c’è il rischio dell’islamizzazione dell’Europa, a danno sia degli immigrati (che si ritroverebbero a vivere esattamente nelle condizioni da cui sono fuggiti) sia soprattutto di noi europei (che finiremmo nel tritapolli islamico senza volerlo). Quando parlo di islamizzazione dell’europa NON mi riferisco al rischio attentati terroristici o di una maggio propensione a commettere reati, elementi oggettici che cmq esistono. Mi riferisco proprio alla vta normale, quotidiana. Stante l’inverno demografico euroipeo e invece la propensione degli immigrati a generar figli a manetta, la composizione socio-culturale della società occidentale è destinata a diseuropeizzarsi e a islamizzarsi, per il meccanismo della media aritmetica ponderata. Nel dubbio, meglio esser molto severi negli ingressi, sennò i nostri fgli e nipoti viranno in una società islamizzata e non nella civiltà europea. CONT
Bisogna divedere le riflessioni in due parti strutturalmente diverse: il grande tema di come trattare l’immigrazione e il caso specifico di Ceuta. E come la dovremmo trattare la questione migranti? Il problema è che l’Occidente è il pezzo di mondo in cui si vive meglio. E dell’Occidente l’Europa è il lembo più vicino all’Adrica e all’Asia occidentale, ovvio che da parte dei migranti si punti a entrare in Europa. D’altra parte tutta l’area centro-sud America, per ragioni corrispondenti, punta a entrare negli USA. Non è possibile far prevalere il diritto individuale al movimento. A parte che non è mai stato così nella storia, ma oggi esso corrisponderebbe alla dissoluzione totale dell’architettura socio-politica dell’Occidente. se emettiamo a tutti di entrare indiscriminatamente in Europa (“solo” perché lo vogliono), ci troveremo a dover badare a milioni (milioni!) di individui. Anche volendo, non avremmo la capacità organizzativa né finanziaria e neppure la “disponibilità ideologica”. Le proiezioni demografiche sull’Africa indicano che dall’attuale miliardo di individui (in tutto il continente) passerà entro il 2050 a DUE MILIARDI. Evidentemente se vivomo male già oggi, il cntesto sociale non li sfamerà certo quando saranno due miliardi. allora ci troveremmo a dover “accettare” centinaia di milioni di individui all’anno. dove li mettiamo? cosa facciamo fare loro? come garantiamo quel tenore di vita che li attira? Nessuna società sarebbe in grado di farlo. CONT
Una cosa:
La Spagna controlla Ceuta dal 1668 (ereditata dal Portogallo, che la conquistò nel 1415). Questo controllo è iniziato secoli prima della nascita del Marocco moderno e dell’istituzione del protettorato franco-spagnolo nel 1912.
Il ministro della sicurezza pubblica danese ha affermato pubblicamente che i fatti di Ceuta sono dovuti alla guerra ibrida russa…
Ps – inoltre la Spagna sta passando dal Marocco all’Algeria come fornitore di gas… Business.. E gli USA hanno appena finanziato il Marocco con 40 milioni di dollari…