Il fattaccio del RifuGino
Dopo la manifestazione del 7 giugno 2026 e i successivi vandalismi in Val Serenaia (Alpi Apuane), un altro rifugio di montagna, nato per accogliere escursionisti e promuovere momenti di incontro, si è trovato, nelle ultime settimane, al centro di una serie di episodi che hanno profondamente segnato la sua gestione. Il rifugio Gino e Massimo, immerso nel Parco delle Orobie Valtellinesi e conosciuto da molti come “RifuGino”, è stato infatti interessato da ripetuti atti vandalici culminati con la distruzione del mezzo utilizzato per il trasporto di viveri e materiali indispensabili alla vita della struttura.
A guidare il rifugio è Anna Savonitto, che dall’estate dello scorso anno 2025 ha avviato un progetto orientato a trasformare questo spazio in un luogo aperto non solo agli appassionati di montagna, ma anche a iniziative culturali, artistiche e sociali. Nel corso della stagione sono stati organizzati concerti, incontri, attività dedicate al benessere e appuntamenti culturali, con l’obiettivo di valorizzare un’area lontana dai principali itinerari turistici.
Tra gli eventi in programma figurava anche la tradizionale pastasciutta antifascista del 25 luglio, realizzata in collaborazione con l’ANPI di Sondrio per ricordare la fucilazione dei Fratelli Cervi successiva alla caduta del regime fascista. L’annuncio dell’iniziativa ha però provocato una forte ondata di reazioni ostili sui social network, dove sono comparsi numerosi commenti offensivi e messaggi intimidatori rivolti alla gestione.
Le tensioni online sono state seguite da un grave episodio avvenuto nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2026. Ignoti hanno preso di mira la jeep di servizio del rifugio, danneggiandola in modo esteso. Vetri, fari e tergicristalli sono stati distrutti, i pneumatici sono stati forati e la carrozzeria è stata colpita ripetutamente con un attrezzo da taglio. Secondo quanto ricostruito, sarebbe stato tentato anche di spingere il veicolo lungo il pendio, senza riuscirci. Le condizioni del mezzo fanno ritenere improbabile un suo recupero funzionale.
Non si è trattato dell’unico episodio. Alcune settimane prima, il personale aveva trovato il bivacco annesso al rifugio completamente sporco dopo che alcuni asini, appartenenti a un alpeggio della zona, erano stati rinchiusi al suo interno. Pur non essendo stata chiarita con certezza la dinamica, alcune testimonianze hanno riferito che l’accesso risultava chiuso dall’esterno. La situazione ha richiesto diversi giorni di lavoro per ripristinare gli spazi destinati all’accoglienza degli escursionisti.
Il rifugio Gino e Massimo si trova a 1860 metri di altitudine, nel territorio di Ponte in Valtellina. La struttura, ricavata dal recupero di una storica baita comunale, conserva l’aspetto originario e domina un ampio panorama sulle montagne e sulla valle sottostante. Raggiungibile con un’escursione di circa due ore, rappresenta un punto di riferimento per chi desidera vivere la montagna in un contesto tranquillo e autentico.
Di fronte agli episodi subiti, la gestione ha scelto di rivolgersi alle autorità presentando una denuncia contro ignoti. Al momento non vi sono elementi sufficienti per stabilire se i diversi fatti siano riconducibili agli stessi responsabili, ma resta evidente il clima di ostilità che ha accompagnato l’attività del rifugio nelle ultime settimane.
Pur colpiti dagli accadimenti, i gestori hanno dichiarato di voler proseguire il proprio lavoro senza rinunciare ai valori che hanno ispirato il progetto. Per affrontare le spese derivanti dai danni è stata avviata una raccolta fondi destinata all’acquisto di un nuovo mezzo di servizio. Allo stesso tempo è stato rivolto un invito a frequentare il rifugio, partecipando alle iniziative e sostenendo concretamente una realtà che intende continuare a essere un luogo di accoglienza, condivisione e valorizzazione del territorio.
E, in effetti, l’evento di sabato 25 luglio 2026, la “pastasciutta antifascista”, si è tenuto regolarmente. E’ stata una grande risposta, antifascista e solidale, a sostegno del “RifuGino”: un centinaio di persone ha raggiunto nella giornata di sabato il rifugio.
“E’ essenziale che si risponda a queste provocazioni con la presenza, in modo da aumentare un’opposizione a questo sistema infame che si è andato a creare in Italia – afferma il papà di Anna, la guida alpina Andrea Savonitto – c’è tanta solidarietà, il che che dimostra che c’è tanta gente che non è più disposta a sopportare certi soprusi, grandi e piccoli”.
All’iniziativa solidale c’era anche Laura Forcella, ex insegnante dell’ANPI di Brescia e collaboratrice di Radio Onda d’Urto, per la quale ha raccolto alcune interviste (vedi qui).
Di queste, riportiamo qui solo le tre seguenti:
- Introduzione e spiegazione dell’iniziativa di Laura Forcella
- Intervista ad Andrea Savonitto
- Una breve battuta finale di Anna, la gestrice del rifugio
Per riparare la jeep o ricomprarla, nel caso fosse necessario, è stata lanciata una raccolta fondi. Per aderire cliccare qui.
Il RifuGino
Il rifugio Gino e Massimo è dedicato alla memoria di Gino Berniga, originario di Piateda, e Massimo Donati, originario di Castello dell’Acqua. Il rifugio è stato inaugurato nel 2013 dopo il recupero e la ristrutturazione di una vecchia baita comunale, e la sua intitolazione vuole ricordare questi due giovani valtellinesi.
Come raggiungere il rifugio Gino e Massimo
il RifuGino si trova in località Grioni, a 1860 m, sul versante orobico valtellinese. Ecco i principali sentieri per raggiungerlo:
- da Briotti, piccolo abitato raggiungibile in auto e in bus (linea A052 da Ponte in Valtellina), comincia il percorso più lungo e vario. Dopo un panoramico tratto iniziale su carreggiata, si articola in più varianti: due sentieri si portano rapidamente in quota, alternando boschi, radure e baite solitarie, mentre un percorso alternativo supera le case di Masone di Sopra (Masòn Sura) e prosegue dolcemente nel bosco fino a incontrare un più ampio tracciato per il rifugio. Dislivello: 820 metri. Tempo: 2h 30’.
- un bivio poco prima di Briotti permette di continuare in auto, superando il bar-campeggio ‘Dosso del Grillo’ e la località Paiosa, e proseguire su strada sterrata ma ben tenuta fino a un parcheggio a quota 1240 m. Da qui le indicazioni per il rifugio alternano tratti di carreggiata e di sentiero. Possibile variante passando per l’Alpe Armisola. Dislivello. 620 metri. Tempo: 1h 30’.
- dal rifugio Alpini (località Le Piane), raggiungibile in auto con permesso giornaliero (€5), parte un sentiero che con la sua vista sulle cime più alte delle Orobie e attraversando la stupenda Alpe di Armisola porta al RifuGino con una salita facile e panoramica. Dislivello: 330 metri. Tempo: 1h 10’.
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E dove si pone il confine fra un legittimo e democratico governo di destra e il regime di Mussolini chiuso dagli storici nel 1943 ?
Se fra due anni vincera’ la destra in Germania , in Francia o in Spagna , e verra’ legittimamente e per volonta’ popolare, fatta una retromarcia su quanto introdotto dai governi di sinistra degli ultimi anni ( un po’ come accade con i flussi di migranti irregolari che era bestemmia rimandare a casa e improvvisamente e’ diventato possibile ) , allora saremmo con un wormhole ritornati nel 1923 , oppure :”E’ la democrazia bellezza” ?
Scrive Bobby al #81:
SE il fascismo fosse scomparso nel 1943, assieme alla dittatura, allora avrebbe ragione.
@Marco
Nessuna indulgenza verso questi stronzi.
Dovrebbero rifondere i danni , ricomprare la jeepe andare in galera.
Va bene ragazzi ognuno civilmente esprime le proprio posizioni cercando di ragionare e argomentato in maniera plausibile le proprio tesi.
Però qui la.situazione andrebbe depoliticizzata.
Hanno sfondato una macchina con una violenza brutale.
Non sono più o meno criminali se sono di destra o di sinistra …semmai avranno delle aggravanti….non sono un giurista….
Le parole , purtroppo per qualcuno , hanno un significato , di conseguenza essere anti-fascista significa proprio essere contro una dittatura che ha avuto luogo in Italia fra il 1923 ed il 1943….
Vuole dire che la costituzione non va modificata perche’ se no diventiamo fascisti ?
No , e’ una cazzata per cui coloro che si proclamano “antifascisti” si coprono di ridicolo , perche’ la stragrande maggioranza degli stati al mondo hanno costituzioni spesso migliori della nostra , e sono tutt’altro che fascisti ( fra l’altro e’ molto curioso che gli italiani siano quel popolo che avrebbe partorito l’unica costituzione antifascista immutabile e migliore al mondo , ma e’ meglio non fargli costruire e gestire una centrale nucleare perche’ sbaglierebbero tutto… ).
E’ altresi ridicolo che i “pastasciuttari” , ogni qualvolta una democrazia rappresentativa , consultati i suoi elettori , elegga in libere elezioni una maggioranza di destra di quanto vorrebbero loro , proclamino quella democrazia ” fascista” come la dittatura di Mussolini del 23.
Usa , Israele , piu’ avanti , chissa’ , Germania , Gran Bretagna , Giappone….
Se ti bruci la lingua con il latte bollente, quando vedi una vacca cambi strada.
Pastasciutta antifascista può suonare polemico ma è legale.
Bobby al #73: non ho capito dove vuoi andare a parare con quel commento, però sono piuttosto sicuro che coloro che all’epoca lottarono contro il regime fascista, oggi “schiferebbero altamente” chi proprio non vuole dire (perché non può) di essere antifascista, chi è anti-antifascista, chi dice di essere “antifascista, ma…”.
Per il resto, la mia posizione l’ho espressa ai commenti #5 e #26, e non ritengo di dover aggiungere altro.
“Quelli che vorrebbero cambiare la Costituzione (vedi il camerata Crovella) sono arrivati in ritardo.”
Ma non per questo sono meno pericolosi o possono essere tollerati, senza rischiare di pagare poi il prezzo già pagato (e caro) a suo tempo.
Non capisco… l’Italia è una Repubblica antifascista la cui Costituzione specifica che la sua nascita si è basata sulla lotta e la sconfitta del fascismo e che quest’ultimo è illegale.
A me va bene così. Quelli che vorrebbero cambiare la Costituzione (vedi il camerata Crovella) sono arrivati in ritardo.
Si, Bobby, certo.
E in fondo Mussolini ha fatto anche delle cose buone, il fascismo non era una dittatura così terribile e ormai solo esiste il fascismo dell’antifascismo.
E comunque con tutta probabilità i Savonitto qualche colpa la devono avere di sicuro, perché sennò non succedeva niente.
Essere antifascisti allora significava avversare una dittatura finita prima della fine di WW2 , essere antifa oggi puo’ significare di tutto : da impedire di parlare in pubblico a chi non ci piace , a proclamarsi contro la proprieta’ privata altrui , o tout court essere antiamericani , perche’ gli Usa ed il regime di Mussolini in fondo sono la stessa cosa…
Non sarei così sicuro Bobby di quello che affermi.
Di certo però tutte le tante anime che hanno fatto la resistenza sarebbero unanimi nello sputare addosso a chiunque proponesse l’anti-antifa e a chi non riesce proprio a dirsi antifascista
La lotta al regime fascista e’ stata fatta da tante anime , che non solo aborrivano i regimi comunisti , ma schiferebbero altamente gli “ingredienti prelibati” delle attuali “pastasciutte antifasciste”.
Maaa… se uno è antifascista, perché si dissocia dalla “pastasciutta antifascista”?!?
@ 69
Marco, chi ti autorizza a volermi insegnare fatti della storia che conosco perfettamente dall’età di sedici anni? All’epoca tu forse non eri neppure nato.
Tu sei nuovo del GognaBlog. Io vi commento dal gennaio 2016.
Se desideri verificare la mia “patente antifascista” prova a ricercare i miei innumerevoli commenti di questi dieci anni. Altrettanto se tu volessi controllare – ma non lo farai – la mia
“PATENTE DEMOCRATICA”,
CHE È L’UNICA CHE VALGA.
Sig.Marco senza aggiungere che in data 12 Agosto 2026 in Piazza della resistenza..non quella elettrica..vj ê stata una rottura delle condotte acque potabili,troppi i segnali di un coinvolgimento di progetti oscuri e più vasti…riflettiamo ne abbiamo neccessità..
Per i Bertoncelli & c., ossessionati dal comunismo. Il 2 agosto 1944 ci fu l’eccidio di Stazzema, una ritorsione nei confronti di una popolazione sospettata di fornire supporto ai partigiani. Costò la vita a 560 persone, quelle identificate furono 394, in gran parte donne, anziani, bambini. I minori uccisi furono centotrenta. La più grande strage dopo Marzabotto. I nazisti raggiunsero il posto, un piccolo centro di trecento abitanti in provincia di Lucca, guidati da fascisti italiani.
marco il fetido al #66: OK, ora è chiaro: non capivo a cosa ti riferivi, perché nell’articolo non si parla di alcuna chat.
Equivoco chiarito.
In galera questi mafiosi, subito! E mangiargli la casa col risarcimento. Perché gli unici linguaggi che conoscono sono i soldi e la forza. Quindi bisogna usare entrambi.
Placido qui nell articolo ad un certo punto è riportato uno scambio di messaggi….non so se si dice chat… comunque qualcosa di scritto c’è…mi chiedevo se quelle frasi abbiamo un peso nel corso di un’indagine…..
errata corrige…albertperth
errata corrige..albertperth.
eh..eh..Sig.Giampiero ex 19..articolo pseudo arredo urbano e fondi stradali ( tipo Gruppo BBPR) mica robetta da poco…ed ora come la mettiamo ..con questo articolato…non autoveicolo..intervento..pregno di icastiche e profonde argomentazioni alpestri..come non intravvedere..sprazi di lotta con l alpe e simil trattatello di cucina…procediamo..procediamo
..”.ma che piccola storia Ignobile ci tocca …commentare…eee!” quasi cit.
Correggo il mio commento al n. 45 e mi scuso, volevo scrivere “salomonico cerchiobottaio”, pardon.
Io mi riferivo a Matteo ovviamente il partner fisso di Fabio lo schiodatore 😀
@Marco (quello fetido): quale chat?
Forse stai confondendo due episodi diversi: quello delle Apuane e questo del RifuGino.
Marco. Per carità. Lascia stare il tuo amico Fabio. Ormai siete una coppia di fatto. E’ che ultimamente succedono in giro un po’ di cose strane e forse non sono “beghe locali” come dice il tuo amico ma hanno un rilievo più ampio senza pensare alla “congiura”, anche se poi hanno probabilmente “inneschi” diversi e forse pure coloriture diverse. Vediamo come evolve.
In effetti non vedo tutta ‘sta differenza fra le piacevolezze espresse via social nei confronti del RifuGino riportate nell’articolo, e le piacevolezze scritte da Bertoncelli in diversi interventi.
Si vede che hanno un concetto molto simile di democrazia.
Che dici, Bertoncè, chiamo l’avvocato? 😆 😆 😆
@52
Ad esempio, se trovi uno molto sensibile, ti può querelare.
Come è successo a me su questo blog.
Bertoncelli, mi scrivi “Ma capisci quel che leggi e quello che scrivi”, invece di argomentare insulti, questo è quello che fanno i leoni da tastiera (non c’entra mettere nome e cognome, uno può scrivere qualunque cosa…).
Mi rivolgo a tutti gli altri che stanno scrivendoti: è tempo perso, anche se esiste veramente e non è generato da qualche piattaforma (tipo La Bestia e affini), non vale la pensa rispondere. E’ odio e concentrato di ignoranza, cresciuta su La Verità (del c.), Il Giornale (di m.), Libero (di sparare c.), Il Tempo (dei c.).
E’ come quelli che hanno danneggiato la jeep del rifugio, tale e quale.
Tranquillo Marco il fetido, c’è già Palantir che fa da giudice, Pubblico ministero, magistrato, appello, cassazione e anche polizia giudiziaria.
Siamo in buone mani!
@50 Pasini, non che io abbia alcuna ragione per difenderlo, però…dai…non credo che possa esser stato Fausto 😁
@49 Bertoncelli, secondo me Marco non intendeva proprio “leoni”…
cioé, oddio, fa ben rima con leoni…
Ripeto la domanda:” dal punto di vista giuridico/legale che peso hanno le frasi nella chat????”
Sinceramente se mi sfondassero la macchina in quel modo li ..mi importerebbe na sega se sono fascisti o comunisti….cercherei in tutti modi di assicurare i colpevoli alla giustizia….nel loro interesse ovviamente…
Mi viene un dubbio. Non sarà un’azione del braccio armato della fazione che vuole contrastare la frequentazione turistica? Che poi in queste azioni giochino poi rancori e ostilità personali lo abbiamo visto altre volte. Ultimamente si stanno diffondendo un po’ in tutta Italia azioni distruttive a scopo dimostrativo verso attrezzature, segnaletica, proprietà, iniziative che di fatto vengono ritenute “colpevoli” di promuovere la frequentazione. Magari invece qui è proprio una ritorsione politica ma il dubbio mi è venuto. Vediamo cosa scoprono gli investigatori.
@ 39
“Bertoncelli, visto che anche su questo blog imperversano i leoni da tastiera […]”
Marco, ti informo che i leoni da tastiera NON si presentano con nome e cognome, il che è proprio ciò che fai tu.
P.S. Ma capisci quel che leggi? e quel che scrivi?
@ 45
Piccini, si chiama democrazia.
Hai presente? No, eh?
Balsamo, da uno come te mi sarei aspettato un livello intellettivo meno scarso. Ma forse è soltanto l’effetto del caldo.
Se non arrivi a comprenderlo da te, ti consiglio di dismettere il paraocchi e di studiare la storia e la Costituzione. Però senza ideologia, cioè a mente aperta: ecco dov’è il difficile!
E ti esorto a informarti della cronaca politica non solo sullo Sfatto Quotidiano. Ma so che qui è già pretendere troppo…
Ti saluto. Mi raccomando: con questo caldo abbi cura del cranio. È già tanto sofferente di per sé.
No Daniele:
Tra la pastasciutta dei comunisti e le fettuccine al nero di seppia dei fascisti inviterei il Bertoncelli a organizzare il riso in bianco degli obbedienti
Giusto per non usare linguaggio scurrile ed offensivo, anche per “taglire la testa al toro” potremmo definire Bertoncelli un “salomonico cerchiobattoio” ?
Fascisti, comunisti, rossi, neri, di destra, di sinistra???
Quante belle favole!!! E quanti bambini che ancora credono alle favole!
L’unica storia vera è che esiste chi comanda, chi obbedisce e chi non obbedisce e si rivolta.
A volte i ruoli si ribaltano. Solo quelli che obbediscono restano sempre nella loro parte.
Caro Long, la pastasciutta antifascista è la celebrazione della destituzione di Mussolini, così come l’antifascismo è l’opposizione all’ideologia e al regime fascista.
Per quale motivo, in tale specifica occasione, si dovrebbe per forza “condannare tutte le dittature” (condanna pienamente condivisibile, sia chiaro), sempre ammesso che non lo si faccia, lo sapete solo tu e Bertoncelli.
Quanto al fatto che l’antifascismo in Italia venga spesso percepito “contro la destra“, forse dipende dal fatto che “la destra“, in Italia, finora non ha mai preso le distanze in modo netto ed inequivocabile da tale ideologia (per non parlare delle nuove destre).
Oltre che a una certa dose di vittimismo, mi pare.
Come riconoscere un fascio?
Alla prima occasione dove i camerati si comportano da tali (che si tratti della stazione di Bologna o di quattro ratti che sfasciano un rifugio) tira fuori la storia della condanna di tutti i totalitarismi. Sempre e Comunque. Oltre a fare schifo potreste sforzarvi un po’ di più.
Cos’è un antifascista? Uno che odia le dittature e vuole vivere in democrazia. Che ci sia chi lo chieda è vergognoso. Le dittature, rosse nere o verdi (quelle islamiche) sono tutte uguali: merda.
E comunque, #31 Bertoncelli, visto che anche su questo blog imperversano i leoni da tastiera che come te insultano invece di argomentare, scrivi pure quello che vuoi, non meriti una risposta
E comunque, #31 Bertoncelli, visto che anche su questo blog imperversano i leoni da tastiera che come te insultano invece di argomentare, scrivi pure quello che vuoi, non meriti una risposta
Da vecchio, o quasi, di sinistra sono ovviamente prima di tutto d’accordo con 25, un grande Ugo Manera;
poi concordo con 28, cioè che bisognerebbe condannare tutte le dittature, fascista o comunista, che forse ne hanno fatto anche di peggio (Unione sovietica, Est Europa, Cina, Cambogia, Corea del Nord, ecc…. la lista è lunga). Quando in Italia si parla di antifascismo la direzione è unica, cioè contro la destra. Come dice bene il mio amico: “è facile fare il comunista in un paese libero, è meno facile essere libero in un paese comunista”.
Bertoncelli, siamo alle solite… passi dalla discussione all’insulto. Dovresti rivedere le tue fonti…probabilmente i giornali del senatore di destra. Nel dopoguerra il PCI contribuì alla costituzione e alla democrazia, senza l’amnistia di Togliatti il buon Almirante non l’avrebbe raccontata, e non sarebbe ricordato dai Fratelli come il loro padre fondatore. Vuoi paragonare il terrorismo rosso con i danni fatti dal ventennio fascista (morti e miseria, più le leggi razziali)? Lasciando perdere il terrorismo nero (a suon di bombe…). Nella mia famiglia ( sono figlio di carabiniere, i miei nonni erano contadini) erano democristiani convinti, quindi sicuramente non comunisti, ma ANTIFASCISTI, perché ci erano passati…
@28
“A FAVORE DI TUTTI I PRINCÍPI DELLA DEMOCRAZIA”
Bertoncelli, potresti cortesemente spiegare esattamente a quali princìpi della democrazia NON sarebbe a favore la manifestazione “pastasciutta antifascista”?
“CONTRO TUTTI I TOTALITARISMI (NON SOLO CONTRO ALCUNI E NON ALTRI)”
Inoltre, potresti, sempre cortesemente, spiegare esattamente a quali totalitarismi sarebbe invece favorevole?
Perché, da quello che scrivi, sembra che per te essere antifascisti implichi necessariamente essere anche truci comunisti “alla Stalin”.
Ma devo confessarti che questo tuo salto logico mi lascia alquanto perplesso (eufemismo).
Poi (spero di non chiedere troppo), potresti anche spiegarci cosa intendi tu come democrazia e come concili tale concetto con frasi tipo quelle del tuo commento 31, che spesso rivolgi a chi pensa – e si esprime – diversamente da te.
P.S. Potrebbe sembrare che c’entri poco con il fattaccio del RifuGino, ma è mia opinione, invece, che queste azioni trovino terreno fertile proprio a causa del clima polarizzante e divisivo che si è creato nel Paese (e non solo) da diverso tempo a questa parte.
Oltre che nell’ignoranza, naturalmente.
Bertoncelli, smettila di rompere i coglioni e studiala tu, la storia!
Il terrorismo non c’entra niente, i fratelli Cervi non erano terroristi, anche i nazisti li chiamavano “banditen”, sono morti fucilati e fucilati dai fascisti.
Comunque, se vuoi parlare di terrorismo, come ti avevo già scritto (e avevi avuto il buon gusto di non rispondere) in Italia il vero terrorismo era fascista, come ha dovuto ammettere obtorto collo anche la pulciara della Garbatella.
Ha fatto molti più morti di quello rosso e li ha fatti nel modo più odioso, sparando nel mucchio.
Questa è la storia, che tu non vuoi riconoscere e mistifichi con i terribili comunisti cattivi che volevano imporre la dittatura (ma non l’hanno fatto).
Comunque da buon conservatore borghese, dovresti essere un sostenitore della legge e dell’ordine e in Italia, per ottime ragioni, è un reato essere fascisti non comunisti.
@ 32
Concordo.
Si Marco vanno puniti, ma non sono una comune bravata, un dispetto. È un messaggio politico ben chiaro.
Io lascerei stare il dibattito politico, qui si tratta di reati. I reati vanno puniti. Ora mi chiedo che rilevanza hanno dal punto di vista legale le affermazioni avvenute nella chat..???
Marco, ma sei sicuro di essere informato sulle vicende del mondo e dell’Italia?
Ha mai sentito parlare delle Brigate Rosse?
Hai mai sentito che nel dopoguerra i comunisti intendevano instaurare addirittura una dittatura comunista staliniana? Saremmo passati dalla padella alla brace!
Sai che milioni di italiani inneggiano tuttora al comunismo, salutando col pugno chiuso?
Ignori che in Italia esistono ancora partiti che si richiamano apertamente al comunismo?
Ma dove vivi? sul pianeta Papalla? O si tratta di malafede? Oppure ti stai solo arrampicando sugli specchi nel tentativo pazzesco di dimostrare l’indimostrabile?
Dammi retta: studia la storia contemporanea, studia la Costituzione.
Poi ragiona.
Poi parla.
In risposta al commento 21: i fratelli Cervi non sono morti ma fucilati al poligono di Reggio Emilia dai fascisti della RSI.
A parte il fatto che la pastasciutta antifascista è la rievocazione di un evento preciso, faccio sommessamente notare che quanto avvenuto fa capire l’importanza di parlare di antifascismo. Il contrario di fascismo e’ democrazia, non comunismo, come anche il contrario di comunismo e’ democrazia, non fascismo. Trovo inadeguato parlare di “manifestazioni per la democrazia”, in Italia ha fatto danni e morti il fascismo, non il comunismo, e nessun politico di csx inneggia a Stalin ( a differenza dei vari La Russa e c.)
Quando si terrà una “pastasciutta democratica” ovvero
1) A FAVORE DI TUTTI I PRINCÍPI DELLA DEMOCRAZIA
2) CONTRO TUTTI I TOTALITARISMI (NON SOLO CONTRO ALCUNI E NON ALTRI),
sarò ben lieto di parteciparvi.
Sono d’accordo con Placido.
Essere antifascisti è segno di civiltà e di rispetto umano.
Carlo R al #9 (e forse anche altri): l’antifascismo è un valore civile, e come tale non è di destra, né di sinistra, né di centro, ma è (dovrebbe essere…) trasversale a qualsiasi schieramento politico.
Iniziative come la “pastasciutta antifascista” sono manifestazioni civili, non politiche.
Non cadiamo nella solita trappola.
Non so se un commento di un “vecchio” che ha vissuto la guerra da da bambino ed ha sperato nel dopo guerra in un mondo di pace e democrazia serve ancora a qualche cosa. Voglio però rivolgere un invito ai giovani ed ai disillusi che non vanno più a votare. Attenzione voi che dovete ancora vivere per molti anni, magari turatevi il naso ma andate a votare per fermare i vari Tramp, Putin ed i loro gregari di casa nostra altrimenti scivolate verso un mondo sempre più incontrollabile condizionato dai violenti e dai prepotenti.
Signor Giovanni (21)guardi che i fratelli Cervi hanno festeggiato il 25 luglio con la pastasciutta ..le date di morte o nascita non c’entrano niente…
Questo blog è prezioso e preziose sono le riflessioni degli utenti.
Personalmente applico un principio per il quale ascolto ogni parere e posizione sforzandomi di eliminare i pregiudizi. Ma la cosa più importante è provare ad essere gentili, sempre. L’ odio corre veloce, ce lo insegna la storia. Poi sarebbe bello leggere i commenti nei quali le persone si firmano con nome e cognome ed evitano di insultare altri utenti.
Dispiace enormemente leggere queste notizie ma il clima nel nostro paese, e non solo, è questo.
@21. Eccone un altro che ha letto male il commento di Placido.
E che, non contento, ci ha messo di suo un commento sgangherato e senza senso. Con una nota finale che francamente si poteva risparmiare.
Concordo con Placido al 5.
Dove erano gli antifascisti nel 2020 quando il governo similfascista dell’allenatore della Juventus ci richiudeva in casa con decreti anticostituzionali? Sul terrazzo a suonare la tromba e ad applaudire a medici e infermieri .
E nel 2021? Mai visti in piazza a manifestare contro greenpazz, aspettavano solo il siero magico.
E poi i fratelli Cervi sono morti il 28 dicembre e non il 25 luglio.
N.b.: sembra che anche il padre ha avuto problemi con vari rifugi, forse il problema è genetico.
La nostra generazione di figli dell’immediato dopoguerra, cresciuti negli anni di piombo, si è ingenuamente illusa che certe conquiste minime fossero solide. Non è stato così: i venti di guerra tornano a soffiare e la cultura dell’eliminazione dell’avversario è stata sdoganata di nuovo. L’idea di poter finalmente ritirarsi nell’orticello dell’egoismo senile e’ un’illusione, qualcosa c’è ancora da fare per difendere un lascito di errori ma anche di speranze come cantava il bardo dell’Appennino appunto.
La montagna è un luogo frequentato da persone, in Gruppi, associazioni o semplici interessi condivisi. Pertanto la frequentazione della montagna è per definizione parte della politica. Anzi la montagna è un luogo che realtà il concetto di politica e quindi di comunità perché è un luogo ostile all’uomo e quindi esalta il ricordo all’altro, alla condivisione, all’aiuto… insomma, e mi ripeto, alla comunità.
Chi non ammette questo è troppo abituato a frequentare la montagna sui social oppure è in malafede, ed è stupido come lo stupidi e conigli sono fascisti che hanno bisogno di qualcuno che gli dica cosa fare e cosa pensare, non sanno confrontarsi da soli con le idee altrui e non sanno riconoscere il pluralismo senza cercare di soffocarlo
“Matteo e Alberto, ma l’avete letto con attenzione il post di Placido?”
Cazzo Gianni, no! (e mi pareva pure strano!)
L’età avanza, il rimbecillimento pure e quello che è accaduto al RifuGino mi ha chiuso ulteriormente la vena…
Sentite scuse al Placido, che mi ha coglionato in pieno!
È vero ho letto male. Chiedo scusa a Placido.
Commento 13: permettano=perpetrato
Matteo #6 e Benassi #7 (e forse anche qualcun altro), per favore rileggete il mio #5.
Grazie.
Caro Carlo Erre, la neutralità di un luogo che vede frequentazione umana è un pò come la wilderness del medesimo: pretese astratte che, solamente per la nostra presenza, non trovano riscontro nella pratica.
P.S. Leggendo le due risposte al commento #5, pare che le “idee un po’ confuse” le abbia anche qualcun altro 🙂
O trattasi solo di lettura frettolosa?
Purtroppo quanto è accaduto e quei vigliacchi che lo hanno permettano rientra in un quadro complessivo calato dai vertici del potere che hanno ottenuto di fatto lo sdoganamento del fascismo . Simile a quanto avvenuto in Apuane. Vigliacchi.Piena solidarietà a Savonitto e sua figlia
Colpirne uno per educarne cento. Ce lo ricordiamo bene. La bontà della causa giustifica i danni collaterali. E danneggiare le proprietà e’ cosa leggera rispetto al passato. E’ un orientamento che troviamo in modo trasversale in segmenti diversi della società. Cambiano gli obiettivi e le ideologie che giustificano l’azione ma le azioni sono le stesse e il tipo umano che reclutano ha la stessa struttura di personalità. Un altro dei tanti fenomeni che caratterizzano la nostra specie e le nostre società, che non finiscono mai di stupire e di lasciarci sconcertati per la loro permanenza nei luoghi e nel corso del tempo….e vale per tutti…la cultura dell’eliminazione o della “rieducazione.” fisica dell’avversario non ha un unico colore.
Matteo e Alberto, ma l’avete letto con attenzione il post di Placido?
Carlo R: quei luoghi sono stati assai poco neutrali. E ne hanno pagato un prezzo terribile. Non ricordarlo è “fare politica” nella sua peggiore forma ed estensione.
Purtroppo il governo che abbiamo, insieme a quello che ci si prospetta, autorizzano ideologicamente atti come questo.
Frequentare il rifugino e lasciare un contributo per il mezzo è la soluzione più sensata e utile.
Sugli attentatori e commentatori da tastiera non c’è da dire nulla.
Mai portare la politica (in tutte le sue forme ed estensioni) in un luogo che dovrebbe essere neutrale.
Certo che con sti postfasciti che abbiamo a mandare avanti la baracca e con generali d’assalto, di celebrolesi che si ergono a giustizieri di notte ben nascosti a non farsi vedere e facile trovarsi ste robe. Consiglio a tutti di stare calmi e non accettare le provocazioni di ste merde!
Non ho nessuna idea confusa. Tutto molto chiaro. Non sono un fascista perchè non vado a picchiare chi la pensa diversamente da me ne chi ha il colore della pella diversa dalla mia.
Questo è quello che succede quando si sdoganano e si lasciano parlare liberamente gli stronzi, ancorché placidi.
Quando il clima di impunità per una parte viene percepito ancora prima che garantito e nel medesimo tempo viene proposto il “terrorismo di piazza” per chi contesta.
Come poco tempo fa è successo in Apuane. Non è la stessa cosa, ovviamente, ma è la stessa aria.
Un saluto al Gigante e a sua figlia e un’offerta solidale al fondo
– Bambini, cos’è un “anti-antifascista”?
– A voler essere generosi, è una persona con le idee un po’ confuse, Signora Maestra!
– E a non voler essere generosi?
– Un fascista, Signora Maestra!
Cosa aggiungere? Qui c’è solo voglia di rivalsa e cattiveria da parte di gente senza arte né parte, cattiva, limitata e purtroppo ben rappresentata anche in Parlamento. La montagna è sempre stata a sé, non di una parte piuttosto che di un’altra e non le venga dato schieramento ma forse questi teppisti disagiati soffrono che tanti, per liberare l’Italia, vi si siano rifugiati all’ epoca. Poi, ti sta antipatica la pastasciutta antifascista? Porta il panino da casa ma rifletti prima di danneggiare cosa è di TUTTI.
È stato un atto vigliacco perpetrato da vigliacchi. W il RifuGino
Forse più del fenoneno del padel bisognerebbe interessarsi a questi di fenomeni: veri atti di violenza fascista e mafiosa che covano e agiscono nel torbido di questa nostra società italiana. Dicono che la nostra società ha gli anticorpi per combattere questi fenomeni. Sarà, ma nutro dei dubbi, dal momento che ai vertici delle istituzioni democratiche, abbiamo chi ha in casa il busto di sua eccellenza.
Evviva Francesco Guccini che giustamente disse : la Meloni non ha capito nulla delle mie canzoni.
Questo é il classico comportamento di chi non ha la capacità di esternare a parole faccia a faccia il proprio pensiero discutibile , con il prossimo….purtroppo di questi tempi é un classico….che dire ???
Ritorno al Paleozoico…..cervelli da Dinosauri ……sigh..sigh….