Cortina. La pista pronta? Neanche per sogno

Cortina. La pista pronta? Neanche per sogno
(breve report di una giornata gelida, sotto tutti i punti di “vista”)
di Alberto Peruffo, con la “truppa scialpinistica” Non Torneranno i Larici (NTIL)
(pubblicato su casacibernetica.cloud l’11 febbraio 2025)
Le foto di archivio sono state fornite da Silverio Lacedelli

Come da programma previsto per #lamontagnanonsiarrende, mobilitazione di diffusione nazionale a difesa delle montagne dalle devastazioni in corso, conseguenze di scelte politiche e affaristiche di varia portata, domenica 9 febbraio 2025 ci siamo presentati ai piedi della Tofana con i nostri sci d’alpinismo. Questo è quello che abbiamo visto, in breve, e raccontato ai giornalisti, o a chi ci fermava, durante la nostra discesa nel cuore di Cortina, dopo aver raggiunto il rifugio Dibona e fatto un sopralluogo presso la Pista di Bob:

Particolare dello sventramento e dell’arginatura con impermeabilizzanti

«La pista è pronta. Ma neanche per sogno! Diversi larici e altri alberi d’alto fusto abbattuti successivamente nelle zone ai confini della recinzione che non sono entrati nel conteggio ufficiale dell’abbattimento. Cantieri che mostrano latenti ritardi negli apparati di sicurezza necessari alla pre-omologazione, come passerella laterale di sicurezza emergenza e servizi accessori di controllo della discesa. Solo il budello di cemento procede, ma è completato per metà! (altro che finito) con coperture posticce e materiali lasciati alle intemperie. Sbreghi di terra, detriti, ovunque, con gettate di calcestruzzo e materiali impermeabilizzanti a contenere franamenti vari. Alberi pericolanti che incombono sul tracciato. Un disastro! per una pista tutta armata di acciaio, senza più un briciolo che sia uno del tracciato disegnato sulla naturale conformazione del terreno. Distrutta completamente la pista storica. Sparita l’Eugenio Monti. Oggi pioggia mista a neve per tutta la giornata». 

Secondo quanto visto, secondo nostra legittima e concreta opinione di attivisti e alpinisti amanti, conoscitori e difensori di queste montagne, accompagnati da autorevoli abitanti di Cortina ai margini del cantiere, non abbiamo altro da aggiungere se non:

  1. i politici come il Presidente della Regione Zaia e il Sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi, che dicono che la pista è finalmente pronta, o «quasi»hanno perso non solo ogni dignità di carattere morale, ma pure di carattere logico. Hanno perso ogni contatto con la realtà. Dire che la pista è quasi pronta è dire una menzogna. È raccontare il falso. Guardate con i vostri occhi le foto allegate del cantiere: anche solo per il budello, i lavori sono circa a metà, manca tutta l’illuminazione tecnica e la copertura, che sono parte integrante dell’opera “compiuta”, operativa, ossia del budello di cemento in quanto “operativo” per la discesa sportiva.
  2. quindi, se anche fossero arrivati verso la fine del solo budello di cemento (fatto non vero), al momento mancano tutti i servizi “essenziali” per rendere quel budello operativo, “pronto”. Non solo i servizi accessori dell’opera “pubblica”, di pubblico servizio (come l’arena per migliaia di spettatori, prevista!), ma quelli fondamentali “operativi” alla omologazione della pista, ossia quelli necessari per la sicurezza degli atleti: illuminazione interna, passerella di emergenza, postazioni di controllo, impiantistiche elettroniche varie di sicurezza per cronometria, interfonia, luminescenza. Dire che la pista è quasi pronta o pronta, è una bestemmia, soprattutto dal punto di vista impiantistico-cantieristico.
  3. la pista di fatto non solo non risulta pronta operativamente ma si presta – vista l’accelerazione – a risultare insicura, in termini oggettivi di tempistica. Ci domandiamo se saranno rispettati i criteri di sicurezza sportiva – per uno sport ad alto rischio (proiettili su un budello artificiale di ghiaccio) – criteri prescritti dalla Federazione specifica e con quali dignità e coraggio gli stessi bobbisti scenderanno su questo budello fatto in fretta e furia. Tutto ciò dovrà essere oggetto di indagine di giustizia sportiva. Stiamo preparando gli esposti. Ci appelleremo alla dignità stessa degli atleti, se ancora esiste, oltre che alle prescrizioni della Federazione.
  4. alleghiamo una serie di foto storiche del 1937 mediante le quali si può prendere atto e visione della distruzione del bosco di larici, già esistente un secolo fa, contrariamente da quanto narrato: lariceto presente in piena armonia con la vecchia pista. Le foto dimostrano non solo la presenza storica di un bosco, in tutte le “curve”, ma pure, se paragonate ai nostri scatti, la completa distruzione della vecchia pista Pista Olimpica del 1956, che poi diventò Eugenio Monti nel 2004: le foto dimostrano la distruzione di un monumento storico della comunità di Cortina, nonché la rasatura al suolo di un bosco divenuto secolare. Dire, come hanno detto, che il lariceto non era secolare e che sono state divelti solo 560 larici, è falso, se si fa la conta lungo la recinzione. Dire che la nuova pista di Cortina è una ristrutturazione della vecchia, è falso. La vecchia pista non esiste più, è stata cancellata, come il lariceto che la ospitava armoniosamente. Dire di essere “sostenibili” e “attenti all’ambiente” diventa non solo falso, ma ignominioso, quando si piantano 10.000 alberelli per nascondere un danno.
  5. dire come ha detto Zaia alla stampa nazionale che questo luogo era una discarica che inquinava [!] è un offesa alla stessa comunità ampezzana, alle sue memorie e alle sue cure. Certo, si doveva rivalorizzare il vecchio. Invece oggi questo luogo è diventato DI FATTO una discarica a cielo aperto. Con alberi abbattuti deliberatamente, senza controllo, lungo la recinzione. Con cantieri che hanno sventrato la montagna senza ritegno, gettando materiali chimici impermeabilizzanti, calcestruzzi (guardate le immagini), scarti di cantiere, gas di generatori e di ruspe, accelerando oltre misura la stessa operatività di lavoro, andando contro la stessa logica di cantiere, in ambiente estremamente delicato e di valore. Sta l’ARPAV monitorando le matrici ambientali compromesse?
  6. dire come ha detto Zaia, imbarazzato ed estasiato, che l’eredità di questa pista – ricordiamo che la Legacy è il punto prioritario per aver avuto la candidatura olimpica – saranno perlomeno i Giochi Olimpici Giovanili 2028, tra due anni (che nessuno vuole! unica candidatura!), è dire che questa pista non sarà conclusa nel 2026 come da progetto (prescrittivo) e che la sua eredità sarà dunque di fatto disattesa, tossica, sia dal punto di vista ambientale (basta vedere il disastro in corso), sia dal punto di vista economico (120 milioni per lo Stato, e quasi 2 milioni di euro ogni anno per la manutenzione).
  7. si conclude che di fatto Cortina è diventata OGGI una discarica, morale e materiale, nel suo insieme. L’economia del lusso, che ricicla denari sporchi transnazionali, con cantieri ovunque, lo dimostra ad ogni turista di popolo – e non ai ricconi o ai semplificatori della montagna – che transita per il suo cuore, violato. Basta fare un giro in centro per accorgersi che Cortina è senza anima. Una vetrina di lustrini e prepotenza progettuale.

In estrema sintesi, la tristezza di questi politici è di non sapere ammettere neppure i propri errori di fronte alle evidenze. Vanno avanti a testa bassa, perché non sanno guardare. Basta osservare i loro occhi. Distanti anni luce da ciò che ci ha insegnato uno dei più grandi poeti del secolo scorso: di «sentire come chi guarda, pensare come chi cammina». Lo stesso poeta diceva: «Non tutto è giorni di sole, // e la pioggia, quando manca da molto, la si invoca. // Per questo prendo la felicità e l’infelicità // naturalmente, come chi non trova strano // che esistano montagne e pianure, // che esistano rocce ed erba… (Fernando Pessoa)».

A Cortina, domenica, era un giorno di pioggia. Si poteva sciare sull’erba. Ma per i decisori politici poco importava. Il loro sguardo era fisso sulle loro tasche. Sui loro piedi. Gelidi. Come le loro mani. In cerca di un calore che non riceveranno mai.

PS
Le bandiere NTIL sono state applicate in modo gentile e spontaneo da vari attivisti incontrati lungo il percorso, sotto lo sguardo di autorità di varia naturaCompresa la natura del bosco. Si possono togliere gentilmente senza ricorrere a tribunali di stato. Basta chiedere gentilmente. Sciogliendo i nodi. Fisici e simbolici. Che le hanno legate ai rumori del vento. Ai nostri sci. Lasciamo i giudici e gli inquirenti a lavorare contro gli autentici crimini contro la comunità.

Per i video di discesa entra qui: https://drive.google.com/drive/folders/16ICcHmea7qePoyLz-fXdGVBq1u_jmyc7?usp=sharing

Su Facebook i video visibili: link diretto

Video ripresi sul fatto: https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/02/12/pista-bob-cortina-protesta-scialpinisti-criteri-sicurezza-esposto-video/7874708/

Report Open Olympics 2026

Galleria del 9 febbraio 2025

La pista da bob Eugenio Monti: curva della Grande Esse
Curva Antelao
Curva Bandion
Curva Belvedere
Curva Cristallo bis
Curva Cristallo



Cortina. La pista pronta? Neanche per sogno ultima modifica: 2025-02-21T05:05:00+01:00 da GognaBlog

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19 pensieri su “Cortina. La pista pronta? Neanche per sogno”

  1. Di sicuro c’è bisogno di un po di intelligenza per dire qualcosa intelligente. Almeno qualche volta.
     
    Ma non ti preoccupare, non ti riguarda!

  2. Tardtteo, dimostri che il nomignolo che ti ho affibbiato ti calza a pennello: non è necessario che ci sia già sovraffollamento per parlare di sovraffollamento, sei in grado di comprendere questo concetto che da mesi tento di spiegarti? So che i semplici come te, generazione del consumismo, hanno bisogno di aver versato il latte prima di iniziare a piangere, siete cresciuti nel benessere e nel progresso acritico per cui non avete la mentalità della visione e della prevenzione. Lo capisco, è un problema generazionale. Per quanto riguarda ciò che sei, ti sei definito benissimo e io non faccio altro che ribadire quello che penso di te e quelli come te: fanatico, disimpegnato, fautore del sovraffollamento e contrario a priori perché altrimenti, tu come molti altri, dovreste ammettere il vostro disimpegno quarantennale, impegno che invece vi vede fortissimi nel battere la tastiera. Generazione fallita, mi dispiace dirlo.

  3. Informativa Ansia
    Pare che essendo un progetto “pinguino Ikrea”nemmeno i Tute blu Norge abbiano cavato il ragno dal buco dalle istruzioni e il capo cantiere Jurgenseeen uscendo con la classica italiana ” qua’ non si capisce un tubo” più qualche bestemmione in  ladino ha gettato la spugna refrigerata.
    Ed ecco nello curvone di Ronco comparire il tubone  travestito da scusone,il famoso tubo tra le ruote.
    Depistaggio di pista in cerca d’autore.

  4. Torniamo in tema.
    “Nella notte, un grave atto di sabotaggio ha colpito la pista di bob, skeleton e slittino di Cortina d’Ampezzo, mettendo a rischio i lavori in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Un tubo di refrigerazione è stato staccato e abbandonato in strada, bloccando la circolazione e causando notevoli disagi al cantiere.”
    “La senatrice della Lega, Erika Stefani, ha dichiarato: “Gravissimo e intollerabile il sabotaggio della pista da bob a Cortina. Se i ‘signori del no’, come avvenuto per la Tav e altre opere, pensano di bloccare il progresso in questo modo, inaugurando una stagione di terrore, si sbagliano. I responsabili pagheranno e la Lega, con il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, andrà avanti con i cantieri verso il futuro”.
    Ora, non sono in grado di valutare la gravità del danno,  ma mi sembra si voglia iniziare la caccia alla scusa per il mancato completamento dell’opera nei tempi previsti. 
     

  5. Se vai alla pensione Miramare e distruggi tutto , può essere che ti prendano a pedate e chiamino i carabinieri , cosi anche i Guns  limano il mirino in caserma.

  6. Sembra che tra gli anni ’80 e ’90 i Guns N’ Roses non rispettassero troppo le direttive degli Hotel dove soggiornavano e distruggevano tutto.

  7. è che prima faccio salire i clienti nelle camere e poi se fanno troppo rumore li sbatto fuori.
    .
    .
    Secondo me sia in un albergo che in un forum , che su una pagina Fb , chi si comporta in modo sgradito all’albergo può essere allontanato.
    Ovviamente gli ridò i soldi per i servizi non usufruiti , ma sarebbe un paradosso gestire un albergo senza poter dare delle direttive.

  8. Gogna al 9:
    Condivisibile che in casa mia decido io chi entra e chi no, però se trasformo casa mia in un beb devo accettare chiunque  ha fatto una prenotazione e non è che prima faccio salire i clienti nelle camere e poi se fanno troppo rumore li sbatto fuori.
    Ho un beb e ho sempre avuto grossi problemi nel fare uscire clienti problematici

  9. Giusto per puntualizzare, io non ho mai insultato per primo ma mi sono limitato a rispondere a quelli come te che ci tengono a intervenire insultando ai miei interventi. Rileggi come ti rivolgi a me e come si rivolge il tuo clone Apoca.
     
    Quello che ti da fastidio è che, ben lungi dall’essere fanatici dell’overtourism, disimpegnati e fautori del laissez-faire, diamo un giudizio diverso dal tuo sulla “tua” battaglia a Tessari (e sugli schiodatori, ovviamente).
     
    E anche qui sei intervenuto subito dopo di me, tirando in ballo Tessari,  chiamandomi Tardteo e “teorico dell’overtourism”, peraltro a fronte di un intervento che vorrebbe essere significare il contrario.
     
    Overtourism che molto semplicemente in bassa val d’Adige non esiste proprio, nemmeno se consideri i pellegrini al santuario della Madonna della Corona (sopratutto in paragone a Cortina e alle olimpiadi!).
     

  10. #8 Gelido 3.0 si’ e’ proprio cosi, lo decide il padrone di casa chi entra e chi no. Di solito chi critica qui e’ meglio accetto di chi loda. Anche chi fa satira e’ benvenuto. Matteo e’ stato cancellato almeno tante volte quanto te. Apoca Tastasi e’ sullo stesso tuo piano. Nei limiti del mio tempo continuero’ a monitorare chi infastidisce. Tralascio l’avverbio “personalmente” visto che per tua volonta’ non ho la ventura di conoscerti.

  11. quando e come si ridicolizzano le posizioni dei venerandi del blog lo decidi tu? i miei messaggi saranno talvolta irritanti e provocatori, ma non di certo fuori tema. Se poi il mio atteggiamento irrita i vari Mattei della situazione, che esplodono in insulti, forse ti dovresti chiedere come mai in tutti questi anni hai permesso il dilagare di troll che si esprimono su temi, argomenti e situazioni di cui non sanno nulla, alimentando la polemica fine a sé stessa (come ha fatto lui, e molti altri, sulle schiodature della Valdadige – vedi tanto per dire i messaggi di ieri in risposta alla nostra Apoca Tastasi, pura trollaggine, di bassissimo livello peraltro). Per favore, monitora anche questi di troll e non solo quelli che ti infastidiscono personalmente. Saluti

  12. C’è solo da sperare che la ministra Santanchè non insista con l’aeroporto per la gioia dei suoi soci e amici arricchiti. 

  13. #6. Gelido 3.0, tu non è che ti limiti a ridicolizzare “le posizioni dei venerandi”. I commenti sagaci qui sono i benvenuti. Purtroppo tu sei un vero e proprio “troll” e come tale vai trattato.

  14. Gogna, quale sarebbe il criterio con cui moderi il blog? non accetti la messa in ridicolo delle posizioni dei venerandi, veri relativisti del fine settimana (nel senso che: è tutto relativo al fine settimana che si avvicina e dunque alla loro prossima gita, motivo per cui chi si impegna nelle proprie battaglie è solo un esaltato)? ci basta saperlo…

  15. Cortina oggi: più gru che cime più betoniere che auto più polvere che aria.

  16. al tempo perfino il Presidente Mattarella fece una dichiarazione ufficiale di “orgoglio” per tale assegnazione!).

    I politici TUTTI, fanno dichiarazioni di orgoglio su queste assegnazioni/distruzioni. Sai quanto gli frega a loro dello scempio ambientale?  Una beata …!
    L’importante per loro, è cavalcare l’onda del momento. Dei danni futuri che resteranno li per sempre se ne fregano.

  17. Fanno benissimo questi “partigiani” a testimoniare lo scempio, i ritardi e i disservizi in essere, ma sul progetto specifico è ormai tutto inutile. L’ho già detto milioni di volte: i grandi eventi sportivi NON vanno più accettati, men che meno facendo i salti di gioia come accadde nel 2019 al momento dell’assegnazione di queste Olimpiadi all’Italia (al tempo perfino il Presidente Mattarella fece una dichiarazione ufficiale di “orgoglio” per tale assegnazione!).
     
    Le allegate foto che raffigurano una situazione “agghiacciante” sono utili per il futuro: che tutti verifichino quale scempio comportano gli eventi sportivi internazionali (Olimpiadi, Mondiali ed Europei di calcio, nuovi circuiti per GP di F1, ecc), in modo che la prossima volta tutti in coro diremo: “Olimpiadi? NO GRAZIE!”

  18. Alberto, solo un appunto: per questa classe politica “lavori circa a metà” è assolutamente equivalente a “la pista è pronta o quasi”.
    Una volta stanziati gli investimenti e spartiti gli appalti a chi di dovere, tutto il resto diventa inutile.
    In particolare diventa anatema il controllo dei tempi e dei costi o il risultato finale!

  19. Prediche nel deserto purtroppo.
    I lavori andavano fermati prima che cominciassero ovvero non eleggendo zaia.
    Ora e bene che finiscano ……e per tempo per evitare ulteriori brutte figure e ricordando che la maggioranza di chi ha votato ha voluto questo.

    I partigiani non dovevano consegnare i fucili

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