La proposta degli studenti è chiara: vogliono far rivivere quelle terre, impedire che il bosco avanzi sui vecchi terrazzamenti che possono tornare a essere coltivati. I ragazzi hanno pensato ad una formula di comodato d’uso o d’affitto simbolico che permetta loro di occuparsi di quelle aree dando le gambe a un progetto di promozione turistica a 360 gradi.
Dateci le terre incolte, le trasformeremo in risorsa
(A Bobbio, la proposta degli studenti delle superiori)
di Alex Corlazzoli
(pubblicato su ilfattoquotidiano.it il 7 novembre 2021)
“Date a noi le terre incolte, le trasformeremo in risorsa”. Non è solo un’idea ma è una proposta concreta che arriva dagli studenti delle classi quarta e quinta della secondaria di secondo grado “San Colombano” di Bobbio, l’unica scuola superiore in quella zona. Siamo in val Trebbia, sulla sponda sinistra dell’omonimo fiume, ai piedi del Monte Penice. Un territorio a confine con la Lombardia, la Liguria e il Piemonte, ricco di cultura e un tempo noto anche per i suoi prodotti agricoli e il suo vino.

Oggi, nel borgo medioevale, vivono solo 3500 abitanti, tra cui molti studenti che frequentano l’istituto e il preside della scuola, Luigi Garioni, un uomo profondamente legato a questa terra. Da parecchi anni il paese che si fregia di diversi riconoscimenti, “Bandiera Arancione” del Touring Club Italiano dal 2005, tra i “Borghi più Belli d’Italia” dal 2006, è stato in parte abbandonato da chi prima aveva terreni fertili in quel territorio.
Molti hanno preferito andarsene in città, a Piacenza o a Genova; altri hanno scelto persino di emigrare all’estero lasciando per sempre il loro “tesoro” a Bobbio: i campi avuti in eredità da nonni e genitori. A vedere ogni giorno sotto i loro occhi questa situazione sono i ragazzi del commerciale “San Colombano”. “La Regione Emila Romagna – spiega Garioni che è nato a Piacenza ma appena ha potuto è tornato nel luogo natio della madre – sta facendo un’indagine tra gli studenti per comprendere le esigenze lavorative dei giovani. In questo contesto, la nostra scuola, è stata la prima ad essere intervistata. I ragazzi hanno fatto un lavoro con la cooperativa “Eureka” facendo un’analisi dei rischi e delle opportunità di un investimento sui terreni della zona”.
I risultati di questo report sono stati presentati nei giorni scorsi a Camilla Carra della Regione. La proposta degli studenti è chiara: vogliono far rivivere quelle terre, impedire che il bosco avanzi sui vecchi terrazzamenti che possono tornare a essere coltivati. I ragazzi hanno pensato ad una formula di comodato d’uso o d’affitto simbolico che permetta loro di occuparsi di quelle aree dando le gambe a un progetto di promozione turistica a 360 gradi.
“Da qualche tempo – racconta Garioni – alcune persone stanno facendo un tentativo di recupero dei terreni che dimostra che la visione dei nostri allievi è quella corretta. Sono nati dei noccioleti; una limonaia; qualcuno ha pensato di coltivare lavanda e altri hanno provato a piantumare di nuovo uliveti e vigneti. Il progetto studiato dalla nostra scuola potrebbe essere un trampolino di lancio per recuperare un modo di vivere più agricolo e attrarre anche turisti e persone che desiderano vivere in un luogo accogliente e naturale, lontano da fabbriche e inquinamento”. Tra le idee proposte alla Regione anche quella di portare la fibra internet per consentire alle persone di effettuare il lavoro a distanza: “La dirigente della Regione – sottolinea Garioni – è rimasta colpita dalla lucidità e dalla quantità delle proposte fatte dai ragazzi. Speriamo che tutto ciò abbia un seguito”.
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Belle idee che in qualche caso possono funzionare. Anche sull’ Appennino genovese, qualcuno è tornato a coltivare la terra e ci campa, ma sono casi eccezionali. La boscaglia si sta mangiando tutto. In realtà se sono dovuti andar via quelli che ci sono nati ci sarà una ragione. Non lo hanno fatto volentieri io lo so per esperienza diretta. Saluti a tutti.
5-https://www.radiopiu.net/wordpress/seggiovia-di-frassene-reperti-in-vendita-ma-non-tutto-si-demolisce/
pare che nelle vicinanze stia tornando sveglia una Bella Addormentata Frassene’ ben soleggiata..prima di Gosaldo..e pure un occhio a passo Forcelle Aurine. Ci vorrebbe un colpo al gratta e vinci..
Nr 4
Posto che vale una visita …e più.
Escursionrapaci a parte .
Per un periodo intenzionato ad acquistare una baita da quelle parti.
Poi causa il poco sole sulla stessa abdicai.
Cronaca veneta: In borgo abbandonato, California di Gosaldo, articolo di giornale riferisce che ogni week end si raduano escursionisti e comitive, fanno grigliate ,falo’ , si riparano dentro gli edifici abbandonati con dotazione da bivacco, alcuni vedono particolari architettonici in pietra scolpita a mano e se liportano a casa.
Per essere messi in pratica i buoni propositi richiedono di essere perseguibili e di avere un chiaro piano sul cosa e come e quanto . Vedo scrivere di turismo… o di noccioleti, uliveti, limonaie , lavanda… colture che richiedono approcci tempistiche competenze e dedizioni diverse e che solo in ultima (ed aleatoria) analisi possono dare un reddito. Dulcisi in fundo l’idea della fibra…. mi fa temere che siamo di fronte ad un mero accavallarsi di idee su una ipotesi che rischia di nascere zoppa .O di un gia’ visto tentativo, non credo da parte degli studenti (Istituto tecnico commerciale? ), di ‘fare impresa’ solo per attingere a sussidi o fondi pubblici. L’ aspetto che mi pare concreto e’ l’idea del comodato d’uso che mi pare un approccio sensato agli aspetti legali della cosa. Poi..in bocca al lupo e chi vivra’ vedra’.
Non credo si possa fare nulla se non c’è un consenso contrattuale con i proprietari. Per non parlare delle spese e delle burocrazie necessarie a un progetto del genere.
Ma, in bocca al lupo a quei ragazzi. Spero riescano nei loro intenti… prima che cambino idea.
anche se i campi non vengono ereditati..
vedi web: “legge terreni incolti” basta che non resti lettera morta.
Per case o fienili abbandonati??’Un esperimento personale datato : chiedo ad anziana montanara se conosce il proprietario di una casa con annesso fienile e attorniata da prato incolto, alberi di mele mai potati . Risponde “Sono andati in Australia 60 anni fa e da allora non hanno mai scritto, neppure una cartolina, nessuno ha le chiavi e neppure l’incarico di falciare)””Allora se entro in casa,la restauro e coltivo i terreni a mie spese , non faccio danno, anzi mantengo curate le proprieta’, se poi tornassero le restituirei , altrimenti..usucapione”
“Orrore, il diavolo ti manda !…la proprieta’ e’sacra..non si tocca!”. 15 anni dopo: casa semi diroccata con tetto crollato e cartello comunale “pericolo di crollo”.Nel prato ormai cespugli e abeti.