La nuova proposta di legge rischia di cancellare 30 anni di tutele ambientali. Fermiamo le lobby della caccia. La natura non può aspettare. Serve l’aiuto di tutti!
DDL Caccia
a cura di Greenpeace Italia
Il 23 giugno 2026 il Senato ha approvato uno dei provvedimenti più gravi degli ultimi anni sulla tutela della natura in Italia. Si chiama DDL Caccia (AS 1552), ma quello che rischia di causare è molto più grave: ridisegnare il rapporto tra il bene pubblico, la biodiversità e gli interessi privati. E soprattutto, spostare l’ago della bilancia in una direzione molto chiara: meno protezione per la natura, più spazio alla caccia.
C’è un punto da cui non riusciamo a staccare lo sguardo. Sembra che la fauna selvatica sia diventata proprietà delle lobby venatorie. Aree protette e pubbliche, come le spiagge, trasformate in far west. Un parco per dare spazio a “svaghi armati”. E invece non deve essere così: la fauna selvatica appartiene a tutti noi!
Questo disegno di legge rischia di smantellare oltre 30 anni di tutele ambientali, intervenendo sulla Legge 157 del 1992, che oggi rappresenta il principale pilastro della protezione della fauna selvatica in Italia. Una legge nata per proteggere, che oggi verrebbe profondamente indebolita.
Se approvato, il DDL potrebbe: ampliare le aree in cui la caccia è consentita, estendendola ad esempio a spiagge e boschi; estendere specie cacciabili e pratiche come l’uso dei richiami vivi, chiusi per sempre in gabbia; ridurre il ruolo di chi garantisce valutazioni indipendenti sulla fauna, come l’ISPRA; allungare i periodi di caccia, con il rischio concreto di interferire con fasi delicate degli uccelli, come quella riproduttiva e con migrazione pre-riproduttiva; sanzioni fino a 900 euro per chi protesta contro le uccisioni di animali durante le attività di controllo. Non sono dettagli tecnici.
Sono scelte che cambiano la direzione politica del Paese sulla biodiversità. E che creano danni concreti agli equilibri naturali, per i quali le specie selvatiche prese di mira da questa proposta sono fondamentali. La maggioranza di Governo sta scegliendo di dare ascolto alle richieste delle lobby venatorie, mentre la comunità scientifica e l’Europa chiedono l’opposto: più tutela, non meno.
Tra l’altro, l’Italia è già sotto attenzione da parte della Commissione Europea per possibili violazioni delle norme sulla protezione degli uccelli migratori. Inoltre, si è impegnata, insieme agli altri Stati Membri dell’EU, a raggiungere l’obiettivo del 30% di territorio protetto entro il 2030. Ma, invece di rafforzare le tutele, si sta andando nella direzione opposta. Il risultato è semplice: meno vincoli, più libertà per chi uccide per hobby, più pressione sulla natura, già fortemente compromessa. La biodiversità, però, non è un tema “di settore”.
Secondo le Nazioni Unite, oltre il 50% dell’economia globale dipende in modo diretto o indiretto dai benefici generati dagli ecosistemi: impollinazione, acqua pulita, suoli fertili, stabilità climatica. Quando perdiamo biodiversità, non perdiamo solo specie. Perdiamo sicurezza, cibo, salute e futuro. Per questo non possiamo restare a guardare proprio adesso.
Perché questa è la parte più importante: cosa possiamo fare insieme. Con una donazione oggi ci aiuti concretamente a: • rafforzare il fronte ambientalista che sta difendendo la biodiversità in Italia e in Europa; • sostenere campagne pubbliche per informare cittadini, media e decisori politici; • lavorare per raggiungere l’obiettivo europeo del 30% di territorio protetto entro il 2030; • difendere il diritto di tutti – persone, comunità ed ecosistemi – a vivere in un ambiente sano e protetto.
E soprattutto, ci aiuti a farlo adesso. Perché il punto vero è questo: le decisioni stanno per essere prese. Non tra mesi, ma nelle prossime settimane. La natura non ha voce nei palazzi del potere. Ma noi sì, e dobbiamo essere tanti. E questa è una finestra che potrebbe chiudersi molto presto. Se pensate anche voi che le aree selvatiche appartengano a tutti e, soprattutto alle specie che da sempre le abitano, e non alle lobby della caccia, questo è il momento di agire. Non dopo. Adesso.
Grazie per essere parte di questa battaglia.
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Questa è proprio grossa!! Mi fai la multa se protesto.
Ma a chi ci siamo messi in mano?!?!?
DDL che dalle propostetoglie la I dalla parola caccia trasformandola in cacca…
Accostare l’eutanasia allo “sport” della caccia, mi pare proprio una bella tirata di capelli.
Lo caccia di oggi non è garantirsi sopravvivenza , la caccia di oggi è solo gusto di uccidere, una dimostrazione di forza, di prepotenza, di possesso, di dominazione su esseri viventi disarmati.
Se mi ammalo di un male incurabile che mi porta a mille sofferenze , mi impedisce di poter vivere secondo la mia volonta, mi impedisce di alimentarmi, di pulirmi il culo con le mie mani, insomma di essere autonomo. Se voglio, quindi lo decido io, rivendico il diritto di voler finire questa che per me non è vita, ma solo una brutale tortura
Quindi mi sembrano due piani molto diversi, lontani anni luce. È la ragione che lo dice non Alberto.
Ratman la riflessione che fai o meglio l accostamento è un po tirato per i peli neanche per i capelli : l aborto è straregolamentato da leggi sia nazionali che europee e non è assolutamente un capriccio( vedi la caccia) per la donna , futura non madre e che detiene la decisione per i motivi logici legali o fisici che non sto ad elencare ,l eutanasia nemmeno quella mi pare sia un vezzo o no ?! e sta ancora distante d’arrivare in porto una legge sensata e valida per ogni cittadino europeo in sofferenza. La caccia (sportiva) moderna con i mezzi a disposizione del cacciatore(quad,infrarossi,puntatori laser ed armi di portata utile fino a 300!metri) è un delirio del uomo riversato su altri esseri viventi considerati meno di 0 ,e comunque pochi cacciatori ammettono il piacere durante l’atto soppressorio nel premere il grilletto, qui peschi nel torbido ma/e probabilmente hai ragione!
Accosterei piuttosto la caccia a quella cosa abberrante tra umani che chiamiamo guerra…(vedi i turistikiller di Sarajevo, anche concittadini insospettabili,che pagavano cifre assurde per sparare su civili inermi )e dove il piacere d uccidere e le depravazioni più nascoste escono allo scoperto.
Matteo 6, ho cercato di essere ironico, rilassati.
E’ diffusa l’idea che l’eutanasia sia un diritto negato, la limitazione della libertà di autoderminazione dell’individuo.
Altresì diffusa è l’idea che l’aborto sia un diritto inalienabile delle donne, diritto in cui trova espressione la libertà di disporre del proprio corpo.
In entrambi i casi ciò che è in gioco è la morte o la negazione di una possibile vita – non entrerei in bizantinismi sullo stato giuridico, esistenziale, etc etc del feto. In entrambi i casi la morte – non saprei come altro chiamarla – è auspicata, bramata, desiderata come espressione di una libertà radicale, della libertà totale dell’individuo di disporre di se.
La caccia come sport dico, non come prassi igienica nei confronti di specie invasive, in fondo cosa altro è se non puro piacere di uccidere, di dare la morte?
Possiamo discutere sulle strade che portano alla morte, rimane il fatto che la morte è un fatto oltre il quale non cì sono più parole ed è più l’esito tragico di una necessità, di un bisogno di una debolezza, di una miseria spirituale o esistenziale, ma non potrà mai essere espressione di una libertà: se non per chi rimane vivo, che risolve i problemi della cura.
RImane un genio della retorica chi ha insufflato nell’anima del mondo contemporaneo questa idea: morte=libertà
L’eutanasia non è contemplata.
Si richiede a gran voce il diritto di ciascuno di decidere per se stesso.
Non per altri.
Quindi siete convinti che accomunare piacere di uccidere con eutanasia o aborto sia segno di imbecillità?
Non sono proprio convinto, ma mi inchino a degli esperti.
Argomentando da plus habens direi che Ratman ha ragione, non è un malato mentale.
@3
La prossima volta scrivi direttamente che sono un imbecille, così eviti di argomentare da minus habens.
Cordialità
Il “curioso” è che ci sia un malato mentale (o imbecille) capace di accostare nella medesima frase le parole “eutanasia” e “aborto” con la parola “piacere”
E’ curioso che una civiltà che include l’eutanasia e l’aborto tra le espressioni della libertà dell’essere umano sia così avversa all’idea che qualcuno trovi piacere ad uccidere.
Saluti.
La fauna è ‘res totius’ e non ‘res nullius’ o peggio ‘res venator’.
Chi se ne appropria viola anche i diritti di ognuno di noi sulla base di una concessione che lo Stato da’ a qualcuno e da questo qualcuno prende soldi. E questo a prescindere da qualsiasi questione etica, pure fondamentale.
Abolizione totale della caccia!
Saluti.
MS