Destra e Sinistra, il teatrino continua
di Guido Dalla Casa
(pubblicato su ariannaeditrice.it il 25 luglio 2024)
Si sta discutendo per vedere se la violenza di destra e la violenza di sinistra vengono trattate allo stesso modo. Inoltre destra e sinistra insistono per litigare sempre di più. Ma se sono uguali! E’ la solita storia: ci sono l’opposizione ammessa (finta) e l’opposizione dimenticata e nascosta (quella vera), che il sistema non divulga mai. Il tutto condito con lo spettacolo deprimente delle elezioni USA, dove il popolo è chiamato alla fine a fare una sceneggiata fra due personaggi già preparati, e non sempre raccomandabili. Non è mancato un attentato e la presenza, tipicamente USA, di un fucile d’assalto acquistabile anche da una fascia di età che non può bere una birra. Questo per “dimostrare che c’è la democrazia”. Il termine è completamente privo di significato, forse aveva ancora qualche senso ai tempi di Pericle, ad Atene, più o meno 2500 anni fa, ma probabilmente anche quella era un’illusione, comunque durata poco.
Intanto il clima varia rapidamente, la biodiversità diminuisce vertiginosamente, l’atmosfera si altera senza scampo, l’inquinamento è ovunque, le foreste scompaiono, i mari si svuotano di Vita e si riempiono di plastica, le specie si estinguono, gli Insetti diminuiscono, i cicli vitali della Terra si disarticolano, i pesticidi uccidono tutto, gli ecosistemi spariscono, la sofferenza aumenta, le malattie psichiche crescono inesorabilmente, i giovani angosciati frequentano gli psicologi, disorientati anche loro. Ma c’è “il progresso”.
Maggioranza e Opposizione
Destra, sinistra, centro, Repubblicani, Democratici, Laburisti, Conservatori, Stelle varie, socialisti, tradizionalisti, comunisti, populisti, fascisti, rivoluzionari, industrialisti, sovranisti, atlantisti, europeisti, mondialisti, ambientalisti “superficiali”, fautori della green economy e della crescita verde: sono tutti figli dell’Illuminismo, credono ciecamente nel progresso, pensano che la nostra specie sia al di fuori e al di sopra della Natura, inseguono sempre e comunque lo sviluppo economico, pensano di manipolare “la materia”, vogliono una sola cultura in tutta l’umanità, l’Occidente.
Ripetiamo. La destra: nata in Occidente, figlia della Rivoluzione industriale, illuminista, modernista, scientista, progressista, seguace del positivismo, fanatica dell’economia, con il mito del lavoro, convinta che il mondo naturale è tutta roba a nostra disposizione e che l’industria e la tecnologia porteranno tanti beni e oggetti da rendere felice tutta l’umanità, eliminando le altre culture umane, arretrate e primitive.
La sinistra, la sua “opposizione”: potete fare un copia-incolla.
Meglio usare un nome solo: l’Industrialismo, che ha prodotto tanta infelicità, ha distrutto la Natura e sta rivelando il suo fallimento. Tutta la civiltà industriale è un fenomeno sostanzialmente impossibile, perché incompatibile con il Sistema Biologico Terrestre, che è il sistema molto più grande di cui comunque fa parte.
Opposizione “vera”?
Forse c’è una larva di opposizione vera al sistema, ed è rappresentata dalle tre organizzazioni giovanili nate negli ultimi anni (Fridays For Future, Extinction Rebellion, Ultima Generazione), che usano metodi non-violenti ma “di disturbo”, verniciando qualche monumento (con vernice lavabile) o sbarrando qualche strada per pochi minuti: allora scattano punizioni durissime da parte del sistema! Altro che per le violenze degli estremisti “politici”! Qualche tempo fa ho conosciuto un esponente di questi movimenti; alle mie perplessità sui loro metodi (non sulle idee) mi ha osservato: Cosa altro possiamo fare? Non ho saputo rispondere, e non ci riesco tuttora. Forse in gran parte non si rendono conto completamente della gravità e profondità della situazione della Terra e delle premesse culturali che sono alla base dell’Occidente: i cambiamenti climatici sono un effetto, anche grave, ma non la causa. Le cause culturali a monte sono l’antropocentrismo e il materialismo (con i dualismi uomo-Natura, spirito-materia, ego-mondo, e altri), caratteristiche della civiltà industriale, frutto anche della sciagurata alleanza fra l’industria e le principali istituzioni religiose che hanno invaso il mondo. Inoltre la nostra civiltà continua ad esaltare sempre più la competizione in tutti i modi possibili, spesso non evidenti, ma la competizione non è la “molla del progresso”, è una grande fonte di guai. Quando qualcuno “vince”, molti altri “perdono”. Ma in realtà non c’è niente da vincere… e quindi niente da perdere.
Il resto dell’opposizione “vera” è confinata in internet, dove possono frequentarla davvero in pochi, e quindi il sistema non se ne preoccupa molto.
Ora occorre abolire l’economia, con tutti i suoi dannati numerini: lo sta dicendo anche Serge Latouche, noto economista francese, padre della decrescita.
Uno studio sistemico
Si dovrebbero eseguire studi di carattere non lineare, ma sistemico-olistico: che sappia io, l’unico studio serio di questo tipo è stato quello promosso dal Club di Roma ed eseguito nel 1970-71 con l’aiuto del calcolatore del M.I.T., pubblicato in italiano nel 1972 con il titolo I limiti dello sviluppo, nascosto e dimenticato (?!) ben presto dal sistema. Una nota riassuntiva:
Il rapporto I limiti dello sviluppo è stato l’unico studio sistemico serio eseguito finora sul sistema mondiale. Le sue proiezioni in avanti si stanno rivelando esatte, dopo più di 50 anni. Allora fu fatto un errore da parte dei divulgatori, che misero in evidenza soprattutto l’esaurimento delle risorse, mentre il risultato essenziale era l’impossibilità di proseguire con gli andamenti della civiltà industriale perché incompatibili con il funzionamento del Sistema Terrestre. Dei 12 scenari esaminati, solo due non portavano a un collasso del sistema, ma avevano come condizione necessaria e non sufficiente lo stabilizzarsi della popolazione mondiale attorno all’anno 1975, che corrisponde circa alla metà di quella attuale. Anche lo scenario-limite con l’ipotesi di “risorse infinite” collassava (solo qualche anno più tardi degli altri), perché la curva dell’inquinamento andava all’infinito. E’ molto importante anche il libro Assalto al Pianeta di Sandro Pignatti e Bruno Trezza (Bollati Boringhieri, 2000), passato completamente sotto silenzio per non intaccare il fanatismo suicida della crescita. Dal libro:
“La questione ambientale non è la conseguenza dell’aumento dell’entropia dei materiali, come descritto da Georgescu-Roegen, e neppure dell’esaurimento delle risorse preconizzato dal Club di Roma; essa deriva, invece, dal fatto che disponiamo di troppa energia, e questo causa una continua accelerazione dei processi industriali, aumento dell’inquinamento, eutrofizzazione, effetto serra, e la conseguenza è il disarticolamento della Biosfera”.
Un esempio: “Aiutare” l’Africa?
La politica, ormai schiava dell’economia e dell’industria, pensa solo a far crescere il P.I.L. e altri indicatori simili: quando va bene accenna all’ambiente come a un problema secondario, una cosa “da tempo libero”! Ma ben pochi si rendono conto che non c’è nessun ambiente, c’è invece un Organismo Totale (la Natura), un Grande Inconscio di cui facciamo parte come specie animale.
Destra e sinistra, tutti uguali; maggioranza e opposizione, parole finte. Come se non bastasse, adesso l’Italia vuole anche “aiutare l’Africa” facendo godere anche agli Africani le ineffabili gioie delle periferie urbane: il fenomeno è già in corso, da tempo. Naturalmente si continua, in modo sempre più veloce, a saccheggiare le cosiddette “risorse” (concetto della civiltà industriale, e di poche altre).
Tutto l’Occidente che si dà molto da fare in tal senso. Si tratta di un continente dove forse è più facile trovare un mitra che un panino al formaggio, ma non uno solo di quei mitra è stato fabbricato in Africa.
Ormai è tardi. Da stime attendibili, l’Africa aveva 30 milioni di abitanti umani quando gli europei (cioè “i bianchi”) hanno iniziato ad entrare all’interno del continente, più o meno due secoli fa. Quindi quello era probabilmente il numero sostenibile in quel territorio, dove trovavano spazio tanti altri esseri senzienti, in equilibrio e simbiosi.
Qualche tempo dopo si è innescato nel continente un raddoppio di popolazione umana ogni 30 anni. Due alla quinta potenza fa 32, alla sesta fa 64: con cinque o sei raddoppi i conti tornano e oggi il numero di Africani ha superato largamente il miliardo, ma non credo che potrà arrivare a completare un altro raddoppio, perché incompatibile con il territorio: infatti, qualcuno tenta di andarsene, ma dove?
Parallelamente c’è stata una spaventosa distruzione di Natura, che è il Complesso di cui facciamo parte, non “risorse”.
Il piano italiano prende il nome di un “re degli idrocarburi” dei decenni passati. Questo sarebbe “lo sviluppo dell’Africa”: si vuole continuare ovunque il processo che sta distruggendo la Natura, la Vita del Pianeta.
Resta comunque il dovere di dare informazioni sulla situazione e sperare in qualche “meraviglioso imprevisto”. Ci penserà la Terra, forse sta già cominciando. Il collasso del sistema industriale-tecnologico-economico è ormai diventato una speranza.
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Genoria, ma il Costa che citi è quello che è passato da Azione ai Moderati?
Bertoncelli che ci fa la predica qualunquista sull’ignoranza di geografia degli americani, e le stragi, e woke (ripassatina di inglese anyone?) e sa il cazzo, solo che per scrivere le sue cose si appoggia a una piattaforma, e proprio a un metodo di comunicazione, inventato dagli americani. Perché non torni a scrivere le lettere al quotidiano? Tra qualche giorno, se sei fortunato, te la pubblicano.
In USA è nato il demenziale movimento del “risveglio” (woke) e lí si sta diffondendo sempre di piú.
Considero corresponsabile la scuola USA, che a quella moltitudine di fanatici ignorantazzi non ha saputo insegnare nemmeno l’uso della ragione.
In USA avvengono sempre piú di frequente inimmaginabili stragi nelle scuole a opera di studenti o ex studenti.
Considero corresponsabile la scuola USA, che non ha saputo insegnare nemmeno l’abbiccí della convivenza civile e a tenere a freno le pulsioni violente, addirittura stragiste!
N.B. Non ho considerato il fatto che, per esempio, molti studenti statunitensi non sanno indicare nemmeno la posizione del Paraguay o della Cambogia (e della Francia?) in una carta geografica e ignorano quando e come il loro Paese divenne indipendente. Insomma, le basi della cultura generale.
Per quanto riguarda il degrado della scuola italiana, fino agli anni Settanta moltissimi giovani statunitensi venivano a studiare medicina nelle università italiane, per esempio a Bologna. Ora non credo.
Devo precisare una cosa, e lo scrivo soprattutto per Benassi. Il fatto che dentro un istituto scolastico ci siano palestre e laboratori è una bella cosa, ma non è fondamentale. Quello che è veramente importante è che l’edificio sia pulito, funzionale, riscaldato (o rinfrescato) ed accogliente. Gli insegnanti delle scuole che ha frequentato mio figlio erano straordinari, fantastici. Molto preparati. Abbiamo trovato bravi insegnanti anche in Italia, la differenza è che alcuni, tra questi ultimi, hanno un atteggiamento punitivo (e questo in Minnesota è proprio vietato dalla legge). Certo aiuta il fatto che i ragazzi americani siano molto disciplinati (anche questo c’è nel video di Francesco Costa che nessuno di voi ha guardato), e questo devo dire, per mio figlio, è stato uno degli shock maggiori: che tra i suoi compagni di classe ci sia gente che copia, che si assenta ecc., questo proprio non faceva parte del repertorio dello studente medio di Minneapolis. Le pistole a scuola? Problema gravissimo, cosa vuoi che ti dica. Però, di nuovo, non è un buon motivo per non guardare all’esempio americano con, almeno, un minimo di curiosità. Che non avete, nessuno di voi. Interessante, e non mi sorprende, è un atteggiamento che ho trovato in molti, al mio ritorno. Di nuovo: auguri..
@91 Genoria. Preciso solo, per trasparenza reciproca, che NON mi sono mai spacciato per “esperto” di scuola americana, come hai erroneamente scritto. Delle scuole americane ho solo un’idea vaga di quello che si vede in TV o nei film e di quello che si legge su di loro. Ma non stento a credere che davvero le scuole frequentate da tuo figlio fossero come le hai descritte (piscine, stampanti, studenti messicani e somali, ecc). Quell’idea vaga che ho delle scuole USA mi permette però di affermare che tale modello NON faccia parte della nostra cultura, europea in generale e italiana in particolare. Per cui il modello americano di scuola non andrebbe bene per noi. Le scuole torinesi le conosco bene, le ho frequentate di persona, ci ho mandato i miei figli, mi capita ancora adesso di tenere degli incontri e quindi parlo con attuali ragazzi-professori-presidi, e poi più i meno si percepisce, da vari feedback, come stanno andando ora (sono all’incirca nello stesso filone di quanto ero ragazzo io). Confermo che, almeno qui a Torino, NON ho mai sentito esigenze, fra i genitori, di un modello scolastico generale diverso da quello storico
Ho letto ora il commento di Genoria che ha caricato mentre scrivevo. non disprezzo affatto la tua opinione, ma ancora una volta mi pare inquinata dall’esperienza personale di uno shock emotivo/organizzativo di tuo figlio e anche di voi genitori. Ma nel problema generale, il vs shock (che NON intendo screditare, sia chiaro) è irrilevante. Sarà infine che le scuole di torino sono ancora tutte a livelli accettabili, rtispetto alla lro fama storica, ma io tutto sto sfacelo della scuola italiana non lo vedo. vedo uno sfacelo degli attuali genitori che a volte arrivano ad aggredire (anche fisicamente) i professori perché hanno data 4 ai loto figlioletti… E’ un problema sociologico, non di tipo di modello scolastico. E ripropongo la considerazione che neppure i governi di sinistra hanno mai anche solo tentato di cambiare il modello scolastico. Non fa parte della nostra cultura. Migliorarlo sì, certo. Correggere i difetti, altrettanto certo! far tornare gli standard qualitativi almeno ai livelli di 50 anni fa (allora ottimi in assoluto) ancora più vero. ma in quella direzione occorre lavorare, non nelle piscine o nelle stampanti e neppure nella “inclusività”. La scuola DEVE essere severa e dura, non permissiva e accomodante.
Ok le scuole USA sono al top, hanno di tutto: paleste, campi da gioco, laboratori, ogni tipo di attrezzatura, stampanti, computer, ect. Pero mi sembra che scarseggino di metal detector, e mi pare che circolino un po troppe armi. O forse è la scuola italiana che invece è scarsa anche di armi?
Ma negli Usa dove c’è di tutto in fatto di attrezzature a disposizione degli studenti, gli insegnanti come sono? Perchè attrezzature a parte, penso che la cosa più importante siano gli insegnanti. Oppure no?
Sempre sul tema suola, smentisco l’insinuazione che parlo di aria fritta. Stamattina ho riportato un esempio concreto, raccontando la scelta di genitori che hanno figli in età scolare e hanno scelto di iscrivere il figlio alla scuola italiana (pur dividendo, almeno nella quotidianità, la famiglia) e autocostringendosi a vivere (mamma e figlio) in una camera nella casa dei nonni (normale appartamento, non una villa berlusconiana) e soprattutto rinunciando alla vita “en plein air” del loro B&B in un tratto selvaggio della costa greca, ipotesi quest’ultima molto coerente con la loro visione “verde, love and peace, tutti benvenuti”. L’episodio mi ha colpito molto perché, se costoro accettano prezzi esistenziali così duri per una visione ideologica come la loro, vuol dire che sono davvero convinti della scelta scolastica circa il figlio (=iscriverlo in una scuola italiana dove impara rigore, serietà e sgobbare sodo).
E’ un caso singolo e come tale NON fa tendenza? Certo, ma allora lo è altrettanto la singola preferenza di Genoria per la scuola USA con 30 stampanti! E se mi guardo in giro, fra amici/colleghi ecc, molti hanno figli già con figli e le scelte di quei genitori, circa le scuole cui iscrivere i loro figli, sono complessivamente nello stesso filone. Sarà perché siamo a Torino dove “rigore, senso del dovere e sgobbare sodo” sono profondamente incisi nel ns. DNA, ma se analizzo le scelte di questi figli dei miei conoscenti (circa le scuole cui iscrivere i loro figli) c’è un comun denominatore: si cercano scuole che, attraverso lo studio tecnico delle differenti materie, insegnino “rigore, senso del dovere e sgobbare sodo”. Quindi scuole “severe”, con insegnanti distaccati e severi, e NON scuole inclusive, accomodanti, compiacenti… Ognuno riporta ciò che vede intorno a sé e io questo vedo intorno a me.
Scelte di genitori ispirate dalla ricerca di elementi diversi se non diametralmente opposti (es: fare sport a scuola, clima inclusivo, apertura intellettuale ecc) io personalmente non le ho mai viste. Si vede che non fanno parte del mondo a cui appartengo.
Detto questo (commento precedente) qui avete la mia particolarissima esperienza (Minnesota, notoriamente uno degli stati migliori; ragazzo molto bravo, frequentava le classi avanzate, il concetto lo spiega Costa nel video; scuola molto inclusiva con studenti messicani, somali e un 🙂 italiano, ecc.). Poi quello che ho detto, e che ribadisco, facendo eco a Bertoncelli, è che purtroppo la scuola italiana di oggi è un disastro. Non dico che dobbiamo farla diventare come la scuola americana, ma almeno abbiate la grazia di capire che il passaggio da lì a qui, per me, è stato un vero e proprio shock. Dico che un dibattito serio su cosa fare, su quante risorse servano, e quali cambiamenti, non è neanche in agenda, che i governi, di qualsiasi colore, si limitano a “rivoluzionare” i metodi di giudizio (quante volte lo hanno fatto negli ultimi anni? a cosa è servito?) e intanto la scuola pubblica marcisce. Certo rassicurarsi a vicenda, come fate, sul fatto che la nostra scuola è “la migliore al mondo” (sì, ciao…), non aiuta per niente. Mentre i prodotti della ricerca, e anche quelli della creatività, sono già tutti altrove, lontano dall’Italia, e se n’è andato anche il benessere, siamo tutti qui a darci pacche sulle spalle, e come si sta bene qui, e che bravi che siamo, tutto il mondo ci invidia. Auguri…
In realtà, l’unico che negli USA ci ha vissuto sta raccontandoti che negli USA sono messi meglio, nel senso che, almeno nel Minnesota, dove andava a scuola mio figlio (elementari e medie, scuola pubblica), infrastrutture, strumenti didattici e insegnanti erano tutti ottimi. Certo, una maniera molto diversa di insegnare, e imparare, ma funzionava. Ora, non credo che Cominetti faccia l’interrogazione di matematica o fisica, prima di portare i suoi clienti americani in montagna. Quindi lui dice che sono ignoranti di cultura generale, o per meglio dire non sanno la geografia e la storia, ed è vero, e probabilmente lo sorprende che non sappiano molto di Italia (purtroppo l’Italia è molto marginale, contiamo poco: di Francia, UK o Germania sanno già di più).
Poi tra gli esperti di scuola americana che si sono affacciati a questo dibattito abbiamo Crovella, i suoi figli e i loro amici. Abbiamo una coppia di torinesi hippie che non se la sono sentita, dopo 8 anni di studi da privatista, di mandare il figlio alle superiori greche (egraziealcazzo! mi viene da esclamare)… Cos’altro?
Io dico che non sapete di cosa state parlando. Ripeto, c’è un bel video su YouTube, fatto da Francesco Costa. Spiega molto bene la scuola americana (Costa conosce benissimo gli USA). Il link è nel mio commento precedente (80).
Non ho detto che la scuola italiana NON sia peggiorata rispetto a 50 anni. Certo che lo è, purtroppo, e altrettanto certo che andrebbe riportata almeno a quei livelli, di quando eravamo ragazzi noi. Sto dicendo un’altra cosa: sto dicendo che occorre correggere i difetti e migliorare il modello storico della scuola italiana, ma NON cambiare modello.
Per il riemerso genio meneghino. Balengo! I sondaggi non evidenziano al momento quella voce (timori vs immigrati) perché in questo frangente storico non è stata inserita nelle possibili risposte. Ma se senti i cittadini per strada (o in TV, per quelli di altre città) sono preoccupati e incazzati eccome!
Stazione Centrale: casi riscontrati di rapine, anche con veri e propri accoltellamenti, e addirittura di violenze su donne (negli ascensori) sono ormai nelle cronache quasi quotidiani dei giornali, si vede che vivi in un mondo tuo e non sai neppure cosa succede nella stazione della tua città.
Cmq circa “timori” degli italiani, confondi i piani temporali. La situazione attuale, che è già problematica ma ancora complessivamente non irreversibile, è concettualmente diversa dal discorso che qui si sta facendo da diversi giorni. Tale discorso deriva proprio dall’articolo p5rincipale, che prospetta un possibile target demografico degli africani a 2 mld di persone. Da altre fonti ho letto che ciò potrà accadere più o meno nel 2040-2050. Se le condizioni dell’Africa, nel 2040-2050, resteranno quelle di oggi, essa NON sfamerà 2 mld di persone. Per cui MILIONI di individui si riverseranno in Europa, approdando in Italia. A quel punto (quindi fra 20-30 anni) altro che PAURA da parte dei cittadini italiani autoctoni! Con MILIONI di afro-islamici, l’Europa non sarà più Europa ma sarà una terra afro-islamizzata. Se siamo intelligenti, anziché stare alla finestra e subire fa 20-30 anni i flussi di MILIONI di immigrati irregolari, iniziamo a pensarci già adesso per trovare delle soluzioni (es Piano Marshall per aiutare lo sviluppo dei paesi africani, castrazione degli africani, batterie di mitragliatrici sulla costa sud di Lampedusa…)
Claudio, ho visto una intervista della Harris, mi pare su MSBC o CBS dove diceva che “nessun militare americano è in zone di guerra”. Qualsiasi bugia va bene? La Harris, comunque, in quattro anni di vicepresidenza è stata tenuta in un cantuccio, muta.
So che l’America è vasta e diversa, ma Marcello ha ragione: sono fondamentalmente ignoranti. Dopo 20 anni in Afghanistan, interrogati per strada, ancora non sanno indicare dove sia…. Vero che sono in buona compagnia (Tajani, ministro degli esteri che dice che la Russia confina con l’Afghanistan… tralascio per pietà Sangiuliano) ma ciò non toglie che l’americano medio, così dicono almeno, non è mai uscito dai confini del proprio Stato… 😀
Sottoscrivo ogni sillaba di bertoncelli
quanto al merito, a parte l’ennesima cazzata della scuola rigida che insegna principi (vai in una qualunque scuola e vedrai tuoi dettami mussoliniani quanto trovano applicazione) non si tratta di intevistare tredicenni, ma semplicemente del fatto che o si hanno figli in eta scolare e allora si tocca con mano (seppur limitatamente alla realta che li riguarda) o si svolge una professione che porti a contatto con quella realtà.
i figli che avranno figli che andranno forse a scuola fra un decennio è l’ennesima scemenza per parlare di aria fritta su qualcosa che non si conosce. Se questo è il dialogo, evviva.
Non sei cambiato molto, Crovella. Affermi con sicumera che gli italiani hanno paurissima dell’immigrazione illegale, ma quando ti dico che in nessun sondaggio l’immigrazione appare come primissimo problema, cambi un po’ la storia. In Centrale a Milano c’è quel che c’è^ certo, come ovunque. Morti feriti stuprati? Ma dove? Quando? Fatti, non chiacchiere. Il fatto di cronaca nera più rilevante in Lombardia, un 17enne bianco e benestante uccide tutta la famiglia, mamma papà fratellino.
L’attuale scuola dell’obbligo italiana (elementare e media inferiore) è disastrosa. Se confrontata con quella di una volta, è una vergogna.
Sono convinto che non si tratti di un caso. È voluto.
Perché, da almeno mezzo secolo, si sta procedendo al suo smantellamento? È chiaro: un popolo ignorante e al quale non è stato insegnato l’uso del cervello si manipola meglio. La televisione (specie quella commerciale) e i cellulari con le reti sociali completano l’opera di ebetismo.
E voi mi raccontate che in USA sono messi peggio? Ecco il perché di tante cose che avvengono ultimamente in quel Paese!
I mie figli NON sono in età scolare (ma andreste a interpellare bambini delle elementari o ragazzini delle medie o adolescenti del liceo???), ma sono in un’età che, presumibilmente, potrebbe portarli fa qualche anno a esser genitori e quindi prendere delle scelte scolastiche sui loro figli. Certo che due cittadini italiani (i miei figli) statisticamente NON incidono, neppure il giardinetto dei loro 50-100 amici, ma intanto sono qualcosa (in più lo stesso vale per voi§: siete singoli individui e non schiere di milioni di cittadini). In più la costatazione della totale assenza di spinte verso un modello scolastico completamente diverso (anche negli anni di governi di sinistra!) induce a concludere che la maggioranza della cittadinanza italiana NON desidera una scuola diversa dall’attuale. Obiettivi sono correggere i difetti, certo, così come migliorarla (“il meglio è nemico del bene”), ma non stravolgerla. A scuola si va “per imparare” e NON per essere capiti, assistiti, aiutati, integrati, coccolati, vezzeggiati, premiati, gratificati ecc.
È vero che la scuola italiana è ottima! Non so dire se la migliore al mondo ma sicuramente è molto efficace.
Lo dico perché i miei figli hanno studiato e studiano in varie scuole e college esteri e, ora che sono cresciuti, lo ammettono pure loro.
Per lavoro frequento moltissimi statounitensi (infatti i Canadesi sono diversissimi) e devo dire che non ho mai visto tanti ignoranti anche tra i laureati. Non hanno praticamente nessuna cultura generale e si meravigliano di chi ce l’ha.
Ho anche dei cari amici negli USA ma devo dire che sono così pure loro e mi fanno un po’ pena. Chi di loro ha una mente pensante si è trasferito in Europa o in Sudamerica.
Almeno questa è la mia esperienza, diretta e indiretta.
Genoria. so già che mi ribatterai “ma è UN caso, che rilevanza statistica ha?”. Certo che è un caso, ma anche il tuo lo è. Tu dai l’impressione che le tue (legittimne) preferenze per il modello didattico USA siano inficiate dalla riconoscenza che nutri verso gli USA (lo ha scritto) per come ti ha accolto. ti sei trovato bene e conseguenzialmente tutto degi USA ti appare migliore della dura realtà italiana. questi miei conoscenti, pur trovandosi benissimo in Grecia e facendo la vita da frikkettoni che è coerente con la loro visione, alla fine, quando i nodi vengono al pettine, scelgono la scuola italiana proprio per quelle variabili che ti invece citi come difetti del nostro sistema scolastico. I vostri due casi, statisticamente, si annullano, ma le considerazioni valgono a livello generale (a parte quella curiosa che la torinesità prevale sull’orientamento politico: io e costoro siamo politicamente agli antipodi ma il nostro DNA torinese – rigore, serietà, sistematicità, testa bassa e sgobbare – ci accomuna), ma dicevo a livello nazionale sinceramente non ho mai sentito nessuno, neppure a sinistra (ricordo che Pd al governo 9 anni su 10) ha mai anche solo accennato alle considerazioni che esprimi tu. che si debbano investire molti ejuri per mettere in sicurezza gli edifici scolastici, che in certi casi hanno 100 anni e forse anche di più, è concetto trasversale: lo condivido eprfino io, ma che si debba trasformare il sistema scolastisco, tanto a livello fisico (palestr, opiscine, stampanti 3 d, ecc) quando nella metodologia di insegnamento, a parte l’eavversione del sottoscritto, credo che incontrerebbe quella della stragrande maggioranza della cittadinanza italiana. in più, se vogliamo mescolare i deu temi (scuola e immigrazione), la scuola DEVE restare sul modello tradizionale proprio perché sarà il meccanismo con il quale si potrà “europiezzare” gli immigrati e i loro figli. Se invece concepisci una ipotetica scuola “woke”, quelli continuan a rimanere afro-islamici ed è questo il punto per il quale c’è avversione alla loro eventuale “invasione”…
Per Genoria, intelocutore educato, nonostante visioni diametralmente opposte (e, temo, impossibili da far convivere). Mi è venuto in mente un episodio, da contrapporre alla tua esperienza di conoscenza di due modelli didattici. l’obiettivo è dimostraere che le valutazioni, ancorché legittime, siano viziate da un tasso di soggettività tale che è errato eleggerle a tesi assolute.
dunque una coppia di ns conoscenti, torinesissimi, ma dalla weltangshuauung isinitrosa-verde (soprattutto verde, di conseguenza sinistrorsa) si sono tarsferuiti una ventina di anni fa inGgrecia, dove hanno rilevato un fabbricato sul mare (in una zona selvaggia, non c’è NIENTE) riattandolo alla meglio e facendone un B&B molto spartano (postoi bellissimo, per chi ama luoghi dove non c’è niente se non spiagge selvagge naturali e isolatissime). hanno avuto un figlio e, nonostante la loro visione woke (wokissima), piuttosto che mandarlo alle scuole greche, gli hanno fatto fare elementari e medie da privatista. ogni fine anno scolastico (giungo) il figlio accompagnato dalla mamma, veniva a Torino èper sostenere l’esame annuale presso la scuola italiana. Con il giungo scorso ha terminato la terza media e anziché iscriverlo alle superiori greche (in un centro abitato a 40 minuti di auto dal loro B&B), la mamma ha deciso di iscriverlo al liveo scinetifico di torino. per cyui da circa un mesetto mamma e figlio si sono ristabiliti a casa dei nonni (genitori della mamma) e il ragazzo frequenta il “severo” liceo torinese (per inciso il papà è rimasto a sorvegliare il B&B, in più ha lavoretti invernali tipo manutenzione delle baerche di pescatori loocali, in più non ha nessuna voglia di vivere in una stanza – in tre – a casa dei suoceri): Insomma hanno operato una (Legittima) scelta di vita, dividendo la famiglia, certo il padre viene a trascorrere un week end lungo al mese, poi torna giù. ebbene, molto prima di questa ns. chiacchierata, ho chiesto (così per per curiosità antropologica, visto il prezzo di “spaccare” la quotidianità della famiglia) a questi conoscenti i motivi della loro scelta scolastica. La risposta è stata: la scuola italiana, seppur ammaccata e piena di difetti, è la migliore al mondo, perché lì, attraverso lo studio, si insegna rigore, applicazione, serietà, sistematicità. Ad altra mi domanda, hanno risposto che considerano gli insegnanti italiani i migliori del mondo per il loro approccio severo e distaccato (rispetto agli studenti). Non ho avuto l’occasione di chiedere loro se preferirebbero una scuola inclusiva, open minded, aperta e disponibile sul piano 2umano”, magari cin palestre e piscine e stampanti 3 D. Ma sono abbastanza sicuro che NON sarebbero questi i parametri su cui avrebbero preso le loro decisioni
“ ma come vedi io con Crovella, pur partendo da una posizione diametralmente opposta, e senza risparmiargli niente, riesco a dialogare. Molto semplice.”
Poi mi fermo perche ha ragione cominetti, siamo ormai al pulp.
carabine, baite isolate, palle infronte, lotta corpo a corpo, picchiatori mi sembrano un delirio egoico maniacale e patologico piu da cim che da blog.
tuttavia dialogore significa,a mio avviso, confrontarsi per mettersi in discussione, altrimenti è solo una prova di forza. sei sicuro di dialogare con uno che parte da preconcetti e postulati che sono uguali da 50 anni, che afferma solo verità inconfutabili, che sostanzialmente predica dei mantra da cui gli altri devono solo trarre illuminazione altrimenti di volta in volta non capiscono un cazzo, prendono roma per toma, sono duri, woke, illusi sinistrelli, e via cosi.
uno che sa tutto di tutto, dal diritto costituzionale all’immigrazione, passando per l’ambiente e l’informatica, ma il cui perimetro di valutazione sulla scuola sono i suoi figli (plausibilmente non piu in eta scolare) o i loro tre amici, per le questioni politiche e sociali il negozio del barbiere o il quartiere, per il diritto la figlia che studia giurisprudenza…
forse il dialogo è un fenomeno un tantino diverso e, pur con tutti i limiti delle community virtuali, anche il confronto sul web.
questo è un one man show che ha raggiunto livelli pulp ma che soprattutto rende impossibile qualunque confronto fra chiunque o su qualsiasi tema, affossandolo nella infinita e ossessiva reiterazione dei soliti quattro concetti buoni per tutto e nella esibizione infantile di cio che si vorrebbe essere nella realtà (e non si è)anyway, buon divertimento ????
Crovella (75), lungi da me invocare una “virata all’americana della scuola italiana”: ho invocato attenzione, risorse e apertura. Chiaro che servono gli esperti, per decidere quale modello didattico applicare alla scuola. Io posso solo dire che al momento le risorse sono poche e che c’è molta confusione, e non sarà di certo il voto in condotta la risposta a questi problemi (il voto in condotta è uno specchietto per le allodole: non costa niente e piace, perché ai vecchi elettori di destra l’inasprimento della repressione piace, in particolare quando ad essere colpiti sono i ragazzi).
Ovviamente se non sono io che posso dire che modello didattico funziona per gli studenti italiani di questi anni, di certo non lo possono dire i tuoi figli e i loro amici, lì a Torino: io almeno ho fatto esperienza (indiretta) di due modelli differenti, e posso dirti qual dei due mi è piaciuto di più. Posso constatare che i ragazzi in America vanno a scuola volentieri e senza grossi stress, e questo dal mio punto di vista (il punto di vista del padre di un ragazzo in gamba) è molto positivo. Poi, se proprio vogliamo fare una valutazione complessiva, la scuola americana eccelle, è tra le migliori al mondo, mentre l’Italia non c’è (più) in queste classifiche. Per non parlare di ricerca scientifica e innovazione tecnologica, che sono anche il risultato di un sistema educativo che funziona: e in questo l’Italia sembra un moribonda.
Se tu o i tuoi figli siete curiosi di quello che succede fuori Torino, vi consiglio questo video, dell’ottimo Francesco Costa, praticamente perfetto nel descrivere la scuola americana, nel bene e nel male: https://www.youtube.com/watch?v=NwmrIwHJL90
49‘[…]quando vedo profilarsi una figura umana prima piazzo una palla in fronte e poi vado a vedere chi è.”
PULP Crovella.
Siamo alla frutta.
Mi ero perso una chicca. Mi si rinfaccia, a me che ho sentito le parole di Gad Lerner, che non le ho capite. Ma per carità, diciamo che… può darsi. Ma il bello è che chi mi rinfaccia ciò riconosce egli stesso di NON aver sentito Lerner! Ciò nonostante è assolutamente sicuro di saper interpretare quello che intendeva Lerner! Incredibile!
Mìiiiiiiiii! Imcredibile: mi si chiede di spiegare cosa sia la terza destra!!!!!! L’avro scritto migliaia di volte! Ma che quoziente intellettivo hai?
Spese militari, caccia, varie iniziative sul tema, ecc. Sono inevitabili e non sono prerogativa di questa maggioranza. Infatti anche in passato sono state votate da maggioranze con dentro anche il Pd, a sostegno di governi precedenti, tipo Draghi (per i caccia USA, se non ricordo male era problema emerso fin dal governo Renzi e quindi grana anche Conte, eppure sempre approvati…).
Ho appena visto le immagini del corteo Pro Palestina di oggi a Milano, partiti da Piazzale Loreto, percorsa Via Padova ecc. Che vomito. Ecco un esplicito esempio di una possibile Europa afro-islamizzata. Ma quale europeo sano di mente gradirebbe vivere in un contesto strutturale e cronico del genere? L’Europa, intendo l’approccio europeo alla vita, è profondamente diverso e le due cose sono incompatibili. Che i sondaggi non evidenzino un timore degli italiani non cancella il generalizzato clima di tensione e incazzatura per il degrado e l’insicurezza. Mi stupisce che i residenti a Milano neghino cocciutamente la critica situazione della Stazione Centrale, letteralmente infestata da una feccia umana ormai ingovernabile. E non e’ un caso isolato, ormai anche città medio-piccole hanno problemi di quel tipo. Non c’è dibattito televisivo, ormai, che ogni sera non intervisti cittadini comuni i quali esprimono una rabbia giunta al limite. Il recente episodio di Viareggio potrebbe diventare una ricorrenza quasi quotidiana.
Genoria, il personaggio dai nick canginati è il genio del levante… ormai lo hanno sgamato tutti, forse tu ti sei aggiunto al blog dopo che costui aveva smesso di usare il suo nome…
Con Genoria né 8dillio né odio. Mi stupisce che da persona intelligente quale si è dimostrato caschi dell’ingenuità di aspettarsi una virata all’americana della scuola italiana. Quel tipo di scuole cond ha descritto lui, sia negli edifici palestre, stampanti, sia come modalità di didattica, non appartengono assolutamente alla nostra cultura. Inoltre tiro in ballo la solita solfa che nei 10 anni delle due legislature precedenti a questa, il PD è stato al governo 9 anni su 10 e MAI si e neppure accennato ad una riforma del sistema scolastico verso un modello all’americana. Non appartiene alla mostra cultura. Nd Oarlavo questa sera a cena con i miei figli che hanno frequentato le scuole più di recente rispetto a me. Nessuna esigenza di fare sport a scuola (si fa nel pomeriggio, in altre strutture), nessuna esigenza di didattica piu5 inclusiva, invece professori giustamente devo essere severi e rigorosi. A scuola si va fondamentalmente per imparare a studiare, cioè metodo, rigore, sistematicità, ecc, che poi ti servono nella vita, nel lavoro, nel realuzzarti. Ho chiesto se anchd il giro dei rispettivi loro amici ha più i meno stesse idee e la risposta è stata si. Sarà che Torino è un’area a se stante, ma qui ragioniamo così. Ma mi pare che in Italia nessuno invochi una scuola all’americana. Ne deduco che anche i giovani sarebbero contrari ad un’eventuale riforma verso una scuola all’americana
@ 73
A mio modo di vedere e’ semplicistico pensare che il carcere abbia lo stesso effetto su uomini diversi.
il carcere e’ solo una delle variabili che condizionano la vita futura del soggetto , e molte sono strettamente personali , e magari risalgono ad un humus di decenni antecedente il primo reato.
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Ad esempio i mafiosi : ma quanto deve essere scemo u o che pensa di riabilitare un Toto’ Riina o un Sandokan Schiavone ?
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Sono persone intelligenti : faranno quello che gli chiedi per uscire , e poi , una volta fuori , ti pugnaleranno ancora alle spalle.
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Avremmo bisogno di meno sociologi e molti piu’ Falcone , Gratteri , e Cesare Mori.
Expo, l’espressione giusta è questa:
E su questo non ci piove: ti meriti il carcere, te lo fai e senza sconti (e già qui, l’Italia…). Poi se quando esci torni a delinquere, vuol dire però che in carcere qualcosa non ha funzionato. Perché dovresti uscire cambiato, o dovresti avere, come si dice, la possibilità di una vita migliore: non essere rispedito in mezzo alla disperazione e alla delinquenza. Anche questa è realpolitik.
@ 71
Se e’ Homer , mangia donuts , se e’ vicentino o per contiguita’ veneziano , ahi ahi !
Bentornato Vegetti, pensavo che untantoalchilo fossi tu, mi sbagliavo. Scusatemi entrambi.
Quella è solo una delle tantissime realtà americane. Del resto, sono 50 stati, con quasi 350 milioni di abitanti: non si riducono a uno stereotipo (dentro il quale, tra l’altro, io riesco a trovare degli elementi di grande positività, nonostante tutto).
Comunque è curioso che i tuoi argomenti contro Kamala Harris siano poi gli stessi usati da quel trombone di Donald Trump. Qualcosa da dire sulle abitudini alimentari degli abitanti di Springfield, Ohio?
@ Genoria
Nel @68 dici quasi solo cose che condivido , ti faccio solo due appunti.
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Il primo riguarda ancora l’imprenditore , che ovviamente come ogni uomo puo’ essere il Gran Visir di tutti i coglioni ; quello che volevo puntualizzare e’ che l’imprenditore non ha necessariamente modelli :”piu’ fighi” per spiegare la realta , ci mancherebbe , pero’ spesso e’ piu’ libero da lacci e laccioli ideologici di utilizzare una , chiamiamola “Realpolitik” , dopo una serie di cicli in cui il modello “bellissimo e perfetto” non funziona.
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Un secondo appunto e’ mio soggettivo : ho studiato economia , e non ho mai vissuto con grande simpatia avvocati e sociologi.
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Se anche il mio :”cuore” mi dice che bisogna rieducare i detenuti con gli arresti domiciliari anziche’ con il carcere , quando mi accorgo che il 60% di loro reitera gli atti criminosi per cui era stato condannato , sfruttando la liberta’ che gli ho voluto donare per “riabilitarlo” , io non mi chiedo come fai tu :”Dove ho sbagliato io” , ma penso che la terza volta che mi incula abbia sbagliato lui , perche’ a quel punto sono molto piu’ propenso ad una soluzione americana del tipo :”three strikes and you are out”, dovw “out” possono essere 25 anni fuori dai coglioni , che ad autoflagellarmi perche’ non ho potuto/ saputo correggere uno stronzo.
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Il resto delle cose che hai detto mi sembrano condivisibili.
@ 66 Vegetti
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La Harris , fra l’altro sembra sia una native american di origine pellerossa , tutte le volte che vedo da parte di tutti i candidati queste piroette a favore di minoranza , mi viene in mente una frase di quel pezzo di Finardi che parla di :”Quest’america senza gioia , sempre in vendita come una troia”.
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Concordo poi con te sul fatto che i candidati sono pompati , insediati e ricattati dalle lobbies.
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Sulle guerre : sicuri che le guerre non siano una maledetta caratteristica degli uomini ( non del capitalismo , proprio degli uomini ).
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Come esercizio potremo stimare quanto pesi fra 0 e 100 il richiamo del Papa o dell’Onu che dicono :”Non vi bisticciate”.
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Vale 1 ? Ci arriva ?
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La sola cosa che potrebbe cambiare la guerra in MO e’ il mancato supporto in armi ad Israele da parte degli Usa , con l’esito non trascurabile che Iran , Siria , Libano e Palestinesi raderebbero al suolo Israele in pochi anni , e con essa la presenza Usa nell’area.
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Expo, ti rispondo qui anche al commento che hai postato sotto il thread delle briciole, ché tanto siamo fuori tema sia di qua che di là 🙂
L’importante secondo me è mettersi d’accordo sui fatti. Se è vero, come scrivi, che in Francia o in Svezia c’è un problema di terze generazioni di origine nord africana che si radicalizzano, o comunque delinquono, allora bisogna capire da dove parte il fallimento e da dove parte la loro frustrazione: si sentono frustrati perché Francia e Svezia non hanno ancora adottato la morale islamica? o si sentono frustrati per mancanza di opportunità, di lavoro, di speranza?
E dico che se la scuola, con loro, ha fallito, allora bisogna chiedersi come migliorare la scuola. La politica dei porti chiusi è destinata a fallire anch’essa, e ha già fallito, peraltro, in maniera anche abbastanza clamorosa (non fermi il vento con le mani). L’unica speranza secondo me è la scuola, ma deve essere una scuola che ti dà delle opportunità e fiducia in chi sei, come persona e non come appartenente a una o all’altra identità (razziale, religiosa, nazionale).
Purtroppo non c’è una parte politica che abbia messo al centro del dibattito, anche al proprio interno, il futuro della scuola, con la volontà di investire e cambiare. E i politici “di sinistra” che hai elencato sono tutti scarsi, non li voto. A cominciare da Conte che è il re degli scarsi.
Dove dici, invece, che tu, come gestore di un’azienda, hai bisogno di basare le tue decisioni su modelli di previsione seri, non profezie (faccio una sintesi, spero tu sia d’accordo), e che molto spesso gli stessi modelli sedicenti “seri” si sono rivelati sbagliati, ti posso rispondere che questo è proprio il campo che deve essere sgomberato dai pregiudizi, e lo sai meglio di me, perché se un imprenditore si rifiuta di guardare in faccia alla realtà, per essere fedele invece alle sue idee, è un imprenditore destinato al fallimento. Il problema, in politica o anche in un forum di discussione, è che molto spesso si trascurano i fatti, o li si manipola, perché è comodo e ci permette di promuovere le nostre idee. La battaglia di Balsamo sta nel cercare di riportare sempre l’attenzione sui fatti. A Venezia dicono così: Cristo no xe morto de fredo.
Genoria, comprendo poco questa stizza. L’espressione era rivolta a Crovella, che solo pochi giorni fa ti elogiava come l’unico contraddittore illuminato e oggi ti scrive che non capisci un cazzo.
quanto ai nick, utac è l’acronimo di untantoalchilo (non mi sembrava difficile), faccio prima a scrivere. In base a quali elementi affermi che io mi sia inventato nick, (marco?) hai dati per dimostralo a spari a caso come il tuo sparring partner?
perche è una affermazione falsa, e diffamatoria. Che ti qualifica.
Claudio, a mio parere è che il sistema americano sta (forse) in piedi per aver costretto il mondo a seguire quel modello. Chi se ne è scostato, ha pagato duramente. Poi, se guardi oltre alle apparenze, la realtà americana è quella dello sticker sul pick up. E del fucile appoggiato dietro la testa. Una Nazione che su 250 anni di storia ne ha passati solo 20 senza alcuna guerra, beh, ha qualcosa che non quadra. Trump è sicuramente una merda, ma non mi venire a raccontare che le alternative siano meglio. Chi, la Harris che un giorno si dice di origini latine (davanti all’audience latina americana) e il giorno dopo si dice afro-americana (davanti alla relativa audience)? La Harris, a differenza di Trump e Sleepy Joe, è stata scelta (imposta) con candidata senza rifare le primarie, quindi, senza voto popolare, ma dalle lobby. Quali? Quelle delle armi, unico settore in rialzo, e un po’ del gas/petrolio. 1,500,000,000 di euro-americani di fronte a 6 Miliardi di “altri”, quelli che vivono nella “giungla” fuori dal “giardino fiorito” di Borrell. A me, a prescindere, pare che quel sistema (fino al prossimo crollo finanziario) sia davvero malato nel profondo, anche se mostra all’esterno un po’ di salute.
@ 63
Bravo, Vegetti! Apprezzo buona parte delle tue parole.
Concordo nel condannare il denaro speso per la guerra e per i nuovi caccia. Ci aggiungo le tante missioni militari “di pace” nel mondo.
@ 54
Matteo, con le tue idee di cambiamento radicale verde e progressista, tu certamente hai già cessato di vivere secondo il modello occidentale, oppressore, inquinatore, sfruttatore. Lo confermi?
E hai smesso di andare in vacanza sulle Dolomiti dove villeggiano pure i “vecchi coglioni europei” oppressori e inquinatori. È cosí?
… … …
“Purtroppo gli obsoleti somari non solo non capiscono e non vogliono capire le opinioni differenti […].”
Tu, invece, con la tua consueta tolleranza e apertura mentale, ti sforzi di comprendere le ragioni differenti dalle tue. Non è vero?
Mi ero ripromesso di non scrivere più nulla, ma qui siamo al delirio. Caro Crovella, tutti i sondaggi in Italia danno al primo posto delle preoccupazioni la crisi economica, la perdita di potere d’acquisto, i salari fermi da secoli. Non c’è traccia di immigrazione nei primi posti delle preoccupazioni. Dici a Genoria che sbaglia il confronto USA -Italia. Vero, eppure tu, prendo la carabina e sparo in testa a chiunque si avvicini sei più americano che italiano. Non ho ancora capito quali sia la “terza” destra di cui blateri: mi pare che quella “imperante” sia sempre peggio, di passo in passo. PS – Soldi? Ci sono, se si vuole. Oltre ai miliardi che regaliamo all’Ucraina, è di questi giorni la decisione di comprare altri 9 F-35, costo intorno agli 80 milioni l’uno. NON CI SONO SOLDI.
@ 54
“E’ un vecchio coglione in un paese sempre più di vecchi coglioni, che non capiscono e non accettano che il mondo cambi” [Cambiare come? Come cambiò l’Italia nel 1922? Come cambiò la Germania nel 1933? Come cambiò la Cambogia nel 1975? Com’è cambiato l’Afghanistan con i talebani? Com’è cambiato il Venezuela?].
“A meno che non vada tutto in vacca prima a causa del riscaldamento climatico (che ad ogni buon conto è anche lui conseguenza e produttore dello sfruttamento).”
“In questo senso Israele è banco di prova e capofila del mondo occidentale, nello sfruttamento, nell’oppressione, nella negazione della dignità dell’altro da se’ [Matteo, ricordi lo slogan ‘Dal fiume al mare’? Che significa?].”
Con la moderazione che lo contraddistingue, Matteo sta certamente scherzando. Almeno, lo spero per lui.
Ciao Matteo, voglio fare una precisazione: dove scrivi che la strada scelta dall’Occidente è la strada “dell’oppressione e dello sfruttamento”, e che i capofila in questo sono gli Stati Uniti, hai ragione. Io però amo gli Stati Uniti perché mi hanno accolto a braccia aperte, null’altro. So bene, peraltro, che c’è molta ottusità tra gli Americani. Ieri ho visto un adesivo, sul retro di un truck, con scritto: “Occhio che ho le palle più grosse del cervello”. Onesto, niente da nascondere: sono un bifolco e ne sono fiero, colleziono fucili, non libri. Il rincoglionimento dilaga e trova terreno fertile in questo tipo di genuinità. E sono quelli che poi votano per Trump (che secondo me è un idiota completo). Ma ci sono poi tutti gli altri (la maggioranza): vivono nel progresso, lavorano, hanno speranza, si vede che sono contenti, positivi. Perché non siamo come loro? Dove abbiamo sbagliato?
Genoria
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“Se hai a cuore l’ordine, lo devi prima di tutto insegnare a scuola e con l’esempio. Se hai a cuore le generazioni future, devi rendere prima di tutto la scuola un posto accogliente per tutti, funzionale a educare i figli dell’immigrazione alla cultura laica del progresso, della ricerca, dello sport, dell’arte. Non li puoi educare alla difesa di un’identità, perché è in questo modo che loro si tornano a chiudere dentro la loro identità, e noi, e i nostri figli con noi, ci chiudiamo dentro la nostra.”
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.Considerato come le cose stanno andando in USA, Francia , Belgio , Olanda , Svezia ed UK , non mi sembra che questa idea sia stata un successone ( anche se personalmente la condivido ).
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La Francia per esempio ha investito miliardi in scolarita’ e formazione nelle Bainlieu , e per ora il risultato e’ quello di seconde e terze generazioni di immigrati francesi meno integrate dei loro genitori nel contesto europeo.
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Quanto agli splendidi politici che la sinistra sta dando all’italia a chi ti riferisci ?
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Conte ?
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Bonelli ?
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Renzi ?
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Fratojanni ?
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Shelin ?
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Imbarazzanti…
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In Cinese le parole riso e merda si somigliano clamorosamente, per cui può accadere che un praticante della lingua cinese, credendo di fare un complimento al cuoco, gli stia dicendo: “ma che buona la tua merda!”. Ho vissuto un anno in Cina, nello Shandong, al principio di questo secolo: ricordo la Cina come un mondo ostile e chiuso, dove mi sono sempre sentito un diverso. Sono tornato di corsa a casa.
Dagli Stati Uniti, invece, sono rimpatriato perché dovevo, e al di là del pensiero mai del tutto abbandonato di tornarci, resto dell’idea che la società migliore possa essere quella che, un giorno, riuscirà a fondere il meglio dell’Europa e il meglio dell’America. E il meglio dell’America è proprio nel non poter contare su una lunga storia da poter usare come identità. L’identità degli Americani, fino ad oggi, si è fondata sulla forza, sulla tecnologia, sulla ricchezza – di opportunità, in primo luogo – più che su una storia, su una tradizione, o su una religione. Purtroppo stanno cambiando anche gli Americani. Però ci sono Stati, come il Minnesota, dove si è conservato lo spirito originario di apertura verso l’esterno. L’apertura è arricchimento.
E infine, se mi chiedi cosa mi preoccupa di più, quando penso ai miei figli e al loro futuro (e in generale al futuro dei ragazzi italiani), io ti rispondo: la scuola. Non l’invasione islamica, non la crescita demografica, neanche la crisi climatica. Stiamo parlando di cose serie ma che non sono in cima alla lista delle (mie, ipotetiche) priorità. E se dunque è vero che ci sono pochi soldi, allora che si smetta di costruire linee ferroviarie di dubbia utilità (con tanto di elemosine milionarie che gli enti locali utilizzano per costruire palestre d’arrampicata), si costruiscano invece nuove scuole, e se ne rivedano i programmi, si punti di più sulla tecnologia, sull’innovazione, su quelle cose che (ultime! dopo, finisce anche la speranza) possono ancora salvare il futuro dei ragazzi italiani. Questa è la mia opinione.
PS: UTAC, untantoalchilo, marco e tutti i nomi che ti sei inventato per commentare, non c’è mai stato un idillio, ma come vedi io con Crovella, pur partendo da una posizione diametralmente opposta, e senza risparmiargli niente, riesco a dialogare. Molto semplice.
sai com’è, l’industria bellica rende, fa guadagnare…”qualcuno”…
Ma non tiravi di scherma? Cazzo ora spara anche a vista!
Insooma non c’e un soldo. Non ce lo rispiegare, che abbiamo capito .
quindi niente ponti, niente strade ferrate, niente stampanti 3d per il figlio di genoria.
pero 2,2 miliardi di euro per aiutare a scatenare la terza guerra mondiale li abbiamo trovati. com’e? (Come dicono a roma)
@ 49
‘[…] quando vedo profilarsi una figura umana prima piazzo una palla in fronte e poi vado a vedere chi è.”
Carlo, fammi capire: è una minaccia o stai scherzando? 😀 😀 😀
“Se veramente ti sta a cuore il futuro dei figli, parla di queste cose. Le puttanate sull’invasione africana lasciale ai poveri coglioni che ci credono”
Claudio, ma lui ci crede veramente e ciecamente.
E’ un vecchio coglione in un paese sempre più di vecchi coglioni, che non capiscono e non accettano che il mondo cambi. Un cambiamento che spaventa i vecchi; spavento istigato, fomentato e provocato da chi non vuole che le cose cambino perché se ne arricchisce.
Ma purtroppo questi obsoleti somari subornati hanno ancora in mano le leve del potere economico, sociale e politico. E in Italia sono maggioranza.
Questa situazione di oppressione e sfruttamento deve finire e finirà di certo, perché non è sostenibile che meno di 800 milioni di persone vivano alle spalle di 4 0 5 miliardi (in aumento)
Il problema è come finirà: potrebbe essere in maniera guidata e relativamente indolore oppure cruenta. La repressione ora e esattamente come tappare la valvola di sicurezza di una pentola a pressione col fuoco sotto: smette di fischiare, ma il botto arriva di certo.
A meno che non vada tutto in vacca prima a causa del riscaldamento climatico (che ad ogni buon conto è anche lui conseguenza e produttore dello sfruttamento)
Per ora gli occidentali con USA come capofila (ma và?!) hanno scelto la strada del mantenere quanto più possibile lo status quo, ovvero l’oppressione e lo sfruttamento.
In questo senso Israele è banco di prova e capofila del mondo occidentale, nello sfruttamento, nell’oppressione, nella negazione della dignità dell’altro da se’. Non ho sentito Gad Lerner, ma sono certo che questo intendeva.
Purtroppo gli obsoleti somari non solo non capiscono e non vogliono capire le opinioni differenti, ma le interpretano addirittura al contrario
La scuola – l’educazione, l’offerta di una prospettiva più civile, rispetto alla cultura primitiva delle comunità da cui provengono – queste sono le risposte giuste, non trincerarsi col fucile carico. Sarebbe bello poter dire che siamo un esempio di civiltà, di cui temiamo (fifoni e tremebondi) l’inquinamento: in realtà siamo una società ancorata al cattolicesimo, al clientelismo, all’esibizione arrogante di ignoranza e mancanza di rispetto, siamo una società di vecchi cagasotto che si bevono tutte le puttanate che un sistema di informazione improntato all’allarmismo gli propina, quotidianamente. Se hai a cuore l’ordine, lo devi prima di tutto insegnare a scuola e con l’esempio. Se hai a cuore le generazioni future, devi rendere prima di tutto la scuola un posto accogliente per tutti, funzionale a educare i figli dell’immigrazione alla cultura laica del progresso, della ricerca, dello sport, dell’arte. Non li puoi educare alla difesa di un’identità, perché è in questo modo che loro si tornano a chiudere dentro la loro identità, e noi, e i nostri figli con noi, ci chiudiamo dentro la nostra.
Mi dispiace ripetermi ma è questo che ha funzionato negli Stati Uniti, almeno fino ad ora: un sistema di accoglienza ed educazione – certo, insieme a un sistema di giustizia che non fa sconti – che ha reso gli Stati Uniti la nazione leader del nostro mondo. Era una delle idee fondanti della politica di Ronald Reagan: “Puoi andare a vivere in Francia, ma non puoi diventare francese. Puoi andare a vivere in Germania, in Turchia o in Giappone, ma non puoi diventare tedesco, turco o giapponese. Invece chiunque, da qualsiasi angolo della Terra, può venire a vivere in America e diventare americano” (fonte: https://www.internazionale.it/opinione/giovanni-de-mauro/2019/04/11/energia-migranti-stati-uniti-reagan)
Magari a destra dovreste ispirarvi a leader leggermente migliori della spazzatura che, da qualche tempo a questa parte (in Italia, un centinaio d’anni), mandate al potere col vostro voto.
Scusa Genoria ma hai capito un cazzo
gia finito l’idillio?
Piccola correzione al pezzo precedente: per invertire la rotta sul debito pubblico occorrerebbe o una profonda riduzione della spesa pubblica (quindi paradossalmente ancora meno soldi nell’economia) o un rigidissimo inasprimento fiscale. La prima è una scelta “liberista” (con ricorso dei cittadini ai sistemi PRIVATI e non pubblici: la tua bella scuola italiana con 30 stampanti laser te la paghi a 10.000 euro/anno), la seconda è una scelta “marxista”, diciamo così. La stragrande maggioranza della popolazione italiana non vuole né la prima soluzione né la seconda (addirittura c’è forte richiesta di riduzione della pressione fiscale, altro che inasprimento!) e quindi il debito non si contrarrà mai e il bilancio pubblico resterà bloccato, con ogni tipo di governo. Fattene una ragione: la scuola con 30 piscine e 30 stampanti laser in Italia NON ci sarà MAI. Tra l’altro, sinceramente non ho mai avvertito un siffatta esigenza fra la popolazione italiana: qui nessuno ci pensa proprio a quelle cose. A scuola vai al mattino, sgobbi sui libri, torni a casa per pranzo, al pomeriggio studi a casa e per fare sport vai nelle varie strutture dove lo fanno. Tu provi quella esigenza (per tuo figlio) solo perché hai vissuto negli USA, altrimenti non ci penseresti minimamente. Ma mi spiace: la tua è una battaglia persa in partenza. Non con me, io non c’entro nulla, ma con i cittadini italiani. Vuoi la scuola con 30 palestre e 30 stampanti laser? Torna a vivere negli USA: é amaro dirlo, ma questa è l’unica conclusione realistica. Viceversa il rischio di una evoluzione dell’Europa in termini afro-islamici è davvero un rischio reale e cmq è molto più percepito dalla cittadinanza. In un’ipotesi del genere (Europa afro-islamizzata), tra l’altro, figuri se di punto in bianco saltano fuori i soldi per dotare le scuole di piscine, palestre e stampanti laser! Ma vivi proprio nel mondo dei sogni!
Per quanto riguarda la questione scolastica. 1) se confronti USA e Italia non sei molto acuto: sono due mondi completamente diversi e fa ridere dire “ma là fanno così e qui non fanno nulla”: paragoni il risotto con la merda, come si dice a Torino. 2) Al momento NON si fanno investimenti (quanto meno investimenti di rilievo) né nell’istruzione né nella sanità né nella ricostruzione della reta autoferrostradale (costruita, quando va bene, negli anni ’60… cioè 65 anni fa, Ponte di Genova dovet), né in nessun altro settore di primaria importanza, per una semplicissima ragione: non c’è un euro a disposizione. il motivo lo abbiamo già analizzato pochi giorni fa e mi sono scocciato di ripetere sempre le cose: non ci sono soldi per il peso del debito pubblico che è un macigno che impedisce una seria allocazione di risorse finanziarie. Il bilancio pubblico è bloccato e ciò blocca ogni scelta di natura politica. Ma il debito pubblico ha iniziato a crescere a dismisura dagli anni ’80 (staffetta Craxi-De Mita) ed è cresciuto quasi con tutti i governi, di ogni colore. Non è un problema degli ultimi due anni, cioè di questo governo. Questo perché in Italia c’è la tradizione, che affonda ben oltre l’unità d’Italia, di un’economia “assistita”: prima dalle varie signorie, poi dall’Itali monarchica e infine da quella repubblicana. Per invertire la rotta occorterrebbe un inasprimento fiscale durissimo, cosa che NESSUN CITTADINO VUOLE. La conferma viene dal Governo Monti (2012-13) che, per motivi contingenti, è stato il governo più “severo” della storia e per questo è ODIATO da tutti, sia da destra che da sinistra. Ergo non fai le nozze con i fichi secchi: se non c’è un euro e quindi non si fanno investimenti. I pochi euri che ci soano si ripartiscono fra le diverse finalità e a ogni settori arrivano “spiccioli”. Inutile frignare: negli USA fanno in modo diverso perché loro sono un paese “ricco” e noi no. Tutto lì. (tra l’altro i deu discorsi – pochi investimenti e immigrazione – si collegano: la torta è già piccola per noi, se la dobbiamo condividere anche con altri, le fette individuali diventano piccolissime).
Scusa Genoria ma hai capito un cazzo. Il tema della scuola, che può avere anche un suo fondamento, ma ora non c’entra un belino. Io mi preoccupo che l’euroa non diventi un gabinetto di afro-islamici. mi hanno dato del tremebondo e allora ho dovuto precisare che tremebondo non sono. A titolo personale io me ne strafotto degli africani e dei potenziali flussi futuri (nell’ipetsi peggiore): se ragionassi solo su di me, non starei a perdre tempo. ne arrivini quanti nel voglioni, mjkilioni, miliardi, a me non mi toccano minimamente. Alla peggio mi rintano nella mia baita spartana in fondo a una valle sperduta e mi prto dietro una carabina di precisione: quabndo vedo profilarsi una figura umana prima piazzo una palla in fronte e poi vado a vedere chi è. Bianco, nero, giallo, rosso, non faccio differenze. I miei conoscenti lo sanno e si guarderanno bene dall’azzardarsi, perché sanno che li aspetta una palla in fronte. chi non lo sa, se la prende e son cazzi suoi. quindi per quanto riguarda me, deigli immigrati (africani, asiatici, latinos, perfino albini finnici) me en sbato le palle alla grandissima. Se mi preoccupo è perché so che in pochi faranno la scelta che farò io e mi dispiace immaginare che le generazioni future potrebbero esser condannate a vivere in un gabinetto afro-islamico.
Crovella, io ho vissuto per molti anni negli Stati Uniti, dove mio figlio ha frequentato le elementari e le medie. Poi siamo tornati in Italia, dove ha fatto le superiori. Negli Stati Uniti andava in scuole pubbliche che gli mettevano a disposizione strumenti didattici di tutti i tipi. Alle elementari ha avuto, in suo sostegno, un’insegnante ESL (English as a second language). Parlava spagnolo ma ha funzionato: nel giro di un paio di mesi mio figlio era fluente in inglese parlato e scritto. C’erano insegnanti ESL che parlavano spagnolo (per accogliere i figli degli immigrati messicani) e somalo (il Minnesota, dove vivevo, ha un accordo di accoglienza dei rifugiati somali).
La scuola media (pubblica) frequentata da mio figlio offriva palestre, una piscina, campi da calcio, football, tennis e baseball, 30 stampanti laser, 30 stampanti 3D, laboratori di chimica, pittura, recitazione, e una band. Il link è qui e se hai voglia puoi darci un’occhiata. Il sito è disponibile anche in somalo e spagnolo: https://vmss.district196.org/
Al ritorno a casa ci siamo naturalmente scontrati col sistema italiano, i programmi antichi, la filosofia repressivo/punitiva (che in Minnesota è vietata) adottata da molti prof, l’assenza di strutture adeguate, manca persino il riscaldamento, non c’è una palestra, non c’è un cazzo di niente, all’inizio dell’anno non ci sono neanche gli insegnanti (e siamo a Belluno).
Ho letto stamattina della riforma scolastica appena approvata, il voto in condotta, l’inasprimento delle punizioni ecc. ecc.: non ho letto, porca troia, di un investimento, di una riforma che parli di un adeguamento delle strutture, di un piano serio di revisione dei programmi. Questa riforma è l’ennesima presa per il culo che non costa un cazzo di niente. La solita merda gettata in faccia alla gente da un governo di merda, forse il governo più di merda che abbiamo mai avuto nella storia repubblicana (e negli ultimi anni sono stati tutti governi di merda, specialmente i ministeri dell’istruzione, ma questo li batte tutti quanti).
Se veramente ti sta a cuore il futuro dei figli, parla di queste cose. Le puttanate sull’invasione africana lasciale ai poveri coglioni che ci credono, perché sono solo grosse puttanate e dovresti essere abbastanza intelligente per capirlo.
Tutta questa divagazione NON è affatto incoerente con l’articolo principale cui siamo “collegati”. L’articolo sostiene che destra e sinistra siano uguali. Lo sono se facciamo riferimento al vecchio scenario, quello della politica in cui si fanno le elezioni, ma poi si cercano compromessi fra maggioranza e opposizione, con un colpo al cerchio e uno alla botte, nascondendosi dietro alla scusa “siamo i governanti di tutti gli italiani”. Ma non è più così. Il quadro sociale sta cambiando, anzi secondo me è già cambiato da un bel pezzo e c’è una destra che è molto diversa dall’accoppiata destra/sinistra vecchio stile e che vuole dare risposte alla domanda di sicurezze (al plurale) che è l’attuale domanda chiave dei cittadini europei.
Ho già detto più volte e mi vedo costretto a ripetere che io NON mi preoccupo per me a titolo personale, ma per i figli e per i figli dei figli. Non necessariamente intendo i mie figli in senso stretto, ma intendo le future generazione italiane. E’ incredibile che voi, invece, anteponiate i diritti degli altri alla serenità dei nostri “figli”. Pur di tutelare i diritti degli altri, siete disposti a fare vivere una vita di “m” ai nostri stessi figli! Questo lo hanno ormai capito, i cittadini, altro che esser “tremebondi”. Nessuna paura, semplicemente non ci piace condividere lo stile di vita all’occidentale con chi NON vuole minimamente europeizzarsi e quindi, vivendo qui da noi con i suoi standard, contribuirebbe all’africanizzazione-islamizzazione dell’Europa, cioè a renderla un gabinetto in cui voi vorreste condannare a vivere le nostre future generazioni. PS Lerner intendeva proprio quello: l’Europa ora sta a guardare e fa fare il gioco sporco a Israele. Io aggiungo: se i numeri umani (dei non europei) esploderanno, probabilmente non basterà il solo coinvolgimento di Israele e allora anche l’Europa agirà nello stesso modo in cui, oggi, agisce Israele. Con la differenza che Israele agisce in M.O., l’Europa dovrà fronteggiare l’Africa. Se tanto mi dà tanto…
C’è un detto: quando hai sete, non stare a cercare il calice d’oro. La cittadinanza occidentale già oggi si sente con le spalle al muro e non ne può più di degrado/insicurezza connessi ai migranti irregolari. Non fanno presa sui cittadini i vs nobilissimi appelli alla pace, alla concordia, all’amore, all’integrazione, alla convivenza… Non gliene frega un fico secco a nessuno, dei vs nobilissimi ideali. Viceversa, sui cittadini, fanno sempre più presa le posizioni che rispondono all’esigenza di tranquillità che ormai domina fra i cittadini. Se andiamo a prendere la feccia umana che infesta la Stazione Centrale di Milano o Roma Termini, la carichiamo sui camion dell’esercito, la portiamo in un aeroporto militare, poi la carichiamo sugli Hercules dell’Aeronautica Militare e trasvoliamo fino a sud del Sahara e poi apriamo i portelloni e li facciamo scendere laggiù, con il paracadute per carità!, ebbene la gente mica grida allo scandalo per la deportazione di siffatti individui, ma applaudirà, perché quell’azione risolverà un problema che è diventato insopportabile per la cittadinanza.
Il bavoso Gad Lerner però, credo intendesse esattamente il contrario di quello che intende il tremebondo Crovella, terrorizzato dalla propaganda cui non solo non riesce a sottrarsi, ma a cui aderisce e partecipa estremizzandola.
Il punto è che se è vero che l’Africa arriverà a 2 mld, il medio oriente a 1 mld, ecc. ecc. cercare di trattenerli con la forza non farà che causare un’esplosione peggiore.
Probabilmente per allora, il povero tremebondo Crovellino si sarà tolto dai coglioni per motivi naturali (e io con lui, peraltro) e quindi può ritenere che la soluzione “coloniale” di forza ((ma miope circa il futuro) sia una buona strategia, certo la più utile alla sua tranquillità.
Al contrario io penso sia solo stupida, disumana e alla fine inutile
Passando dal caso particolare al generale, va osservato quindi che la cittadinanza è ormai giunta al limite della sopportazione: le reazioni dei cittadini in stile episodio di Viareggio (donna che ha investito, uccidendolo, il migrante irregolare che la aveva appena derubata) sono destinati a diventare frequentissimi. Alla faccia dei vostri nobilissimi ideali in stile “peace and love”! Ergo, nell’ipotesi prospettica, al momento teorica, di flussi migratori irregolari di MILIONI di afro-islamici (al seguito di una crescita demografica che porterà la popolazione africana a 2 mld di individui, in un continente che, se resta uguale alle attuali condizioni, NON può sfamare 2 mld di persone), vedrete che l’idea “estrema” di castrare gli africani non produrrà, nella cittadinanza europea, la reazione scandalizzata e inviperita che, oggigiorno, provate voi vestali del wokismo. Ergo non è una cazzata, ma è una cosa che potrebbe profilarsi, come i bombardamenti su Gaza e sul Libano da parte di Israele, dove si sono definitivamente rotti les pelotas dei vari “vicini” che li minacciano. Lo ha detto perfino un sinistrorso bavoso come Gad Lerner, l’altra sera in TV: Israele è un’apripista dell’occidente. Per cui come si comporta Israele oggi è anticipatore di come si comporterà l’Occidente, Europa in primis, domani o dopodomani. Quindi, cari amici woke-sinistrosi, sbraitate pure inorriditi per le affermazioni che, oggi, io ho la schiettezza di fare, ma domani/dopodomani vi accorgerete che la cittadinanza italiana esprimerà le stesse idee e voi sarete ridotti a un “piccolo mondo antico” destinato all’estinzione.
Ieri sera vedevo un servizio su un caso di Roma: hanno sgomberato un albergo in disuso, occupato abusivamente da una comunità di latinos (sudamericani) con famiglie e bimbi, ma anche con nidi di malaffare (pare che, nella refurtiva recuperata, abbiano trovato anche una barca a vela!?!). Ebbene in meno di 24 ore la comunità di latinos ha occupato un altro albergo in disuso, a circa 2-3 km dal precedente (quindi nello stesso quartiere, circa), allestendo addirittura allacci abusivi alla rete elettrica e idrica. EBBENE I RESIDENTI DEL QUARTIERE NON NE POSSONO PIU’ E HANNO COSTITUITO UN’ASSOCIAZIONE: LI HANNO INTERVISTATI E SONO INCAZZATI COME DELLE IENE. L’episodio è signficativo per due motivi: 1) L’astio della cittadinanza non è preconcetto verso i soli “negri”, ma verso chi non rispetta le nostre leggi e crea disagio e malavita a noi italiani: i sudamericani non sono “negri”, ma sono i comportamenti che fanno imbestialire i residenti italiani. 2) ormai il disagio e l’insicurezza si sono diffusi a macchia d’olio: non siamo solo più a casi isolati, come la stazione centrale o Roma Termini, ma a vari quartieri e anzi ormai ogni città anche medio piccola è ormai problematica
su un qualsiasi blog/social, e quindi anche su questo, non siamo in un convegno di Harvard o dell’MIT o a Davos, dove si pronunciano solo esimi dotti e sapienti, spesso con tanto di Premio Nobel e capaci di supportare scientificamente ogni loro minima affermazione con valanghe di citazioni, fonti e supporti numerici. Invece siamo su un social dove ciascuno esprime liberamente ciò che ha dentro. Ognuno tira fuori la sua essenza. Poiché apparteniamo a mondi diversi, addirittura contrapposti e antagonisti, è ovvio che quanto piace a uno, agli altri suoi antagonisti appare merda ripugnante. Non sono né stupito né scandalizzato da ciò, fa parte della vita. Non mi addentro nell’astrusa diatriba se sia “più merdosa” la merda che tiro fuori io o quella espressa dai “woke-postsessantottini-vogliamoci tutti bene-diritti per tutti”. Evidentemente nessuno convincerà mai il mondo contrapposto che la vera merda sta lì, nel mondo contrapposto, e non presso di sé. Tuttavia ri-sottolineo ancora una volta che il mondo woke-politcally corfrect-diritti per tutti è ormai come una riserva indiana, un giardinetto per specie in via di estinzione. Infatti la società europea occidentale è profondamente cambiata: sempre più gente ha focalizzato che i privilegi che abbiamo noi sono merce rara e non è più tempo per pensare di dispensarli a tutta l’umanità. Infatti la torta, nella migliore delle ipotesi, è quella esistente (non crescerà) e, più commensali ci sono alla tavola, e più piccola sarà ogni singola fetta. E i cittadini europei NON hanno più voglia di condividere la torta con gli altri. Per cui, inutile stare a disquisire se fa più schifo la merda ideologica che tiro fuori io o quella che tirate fuori voi. E’ un falso problema. Il punto chiave è che voi avete perso la connessione con la società e che la gente si riconosce maggiormente nelle cose che diciamo noi, a prescindere se siano “vomitevoli” o meno sul piano ideologico.
Pasini pasini, mi ricadi anche tu nelle ritrite dinamiche da gogna blog? 😀
(e che non leggi ma se leggi a fronte di un campionario di scempiaggini senza fondo o prima o poi un porcone metaforico, reale, sarcastico o perculane ti viene da tirarlo. Ma il sabaudo quando lo becchi a dire l’ennesima eresia o a tirar numeri a caso o scherzava o esemplificava. L’espressione “ho detto una cazzata” non è prevista).
matteo. È possibile che lollo abbia prima consultato la nota commissione di riforma costituzionale con eminenenti emeriti a riposo che elaborano la modernizzazione della carta (igienica…) e cio rappresenti la visione del futuro
Mi è grato segnalare che il nostro governo nella sua saggezza e previdenza ha pensato anche come risolvere il problema della mancanza di manodopera servile per la raccolta dei prodotti agricoli made in italy.
[Nota bene: da leggere rigorosamente con tono enfatico e glorioso]
L’ineguagliato Ministro dell’Italia Repubblicana del Fare, dell’Obbedire, del Combattere e della Disciplina,
Francesco Lollobrigida
Ministro per proprio merito indiscusso, capace di fermare i treni con la sola forza della sua granitica volontà, in perfetta sintonia e cameratesco accordo con il Ministro per lo Sport e i Giovani
Andrea Abodi
che con lavoro oscuro e nascosto risulta ai più sconosciuto
ha proposto
una legge per il Servizio Civile Agricolo Volontario (SCAVo) della durata di un anno che prevede la munifica retribuzione di ben 3€ all’ora.
Sono allo studio le misure adatte di selezione dei più adatti, stante la prevedibile, enorme quantità di volontari che non mancheranno di presentarsi per “poter servire la Patria nei campi” [F. Lollobrigida]
.Eja-eja-quaquaraquà!
…no, non era così…
Parla-pirla-zumpapà!
No, nemmeno…
Ci sono:
Faccia come il culo questi qua!
Il limite dei messaggi scritti è che non riportano il tono della voce. Nelle chiacchierate vis a vis il tono delle voce fa comprendere agli interlocutori quando si espongono tesi serie con fare serio (come nel caso nel mio sottostante abbozzo di progetto di immigrazione REGOLARE) da altre batture provocatorie. Visto che scrivo commenti da quasi 10 anni, dovreste però capire la differenza, di volta in volta, anche se non sentite il tono della mia voce. e’ ovvio che quella sulla castrazione è una boutade, ma… fino a un certo punto. Mors tua, vita mea: di fronte a ipotetici numeri di immigrarti clandestini come quelli conseguenti alla crescita demografica incontrollata in Africa… bhe, io piuttosto che vivere di merda in un’Europa afro-islamizzata, mi turo il naso e provvedo manu militari alla loro castrazione. E’ un’ipotesi provocatoria, che spero resti sulla carta, ma sottolinea la determinazione a controllare il fenomeno (dell’immigrazione clanestina) e non a subirla passivamente, per la priorità ideologica deik “diritti”, come abbiamo fatto fino a due anni fa. se foste attenti osservatori della realtà, vi sareste resi conto che, mentre fino a due anni fa sui media dominavano i discorsi woke-politically correct-radical chic, oggi non si vedono altro che gruppi di normali cittadini inferociti per il degrado e la criminalità degli immigrati. Da Milano a Palermo, da Napoli a Padova, solo lamentele e irritazione. la base “preme” per una soluzione radicale del problema, già con i numeri di oggi. Figuriamoci se dovessimo entrare nell’ipotesi drammatica di flussi annui di MILIONI di irregolari al seguito della crescita demografica degli africani in Africa!
Pasini. E’ vero che i problemi in questione saranno analizzati, dibattuti e risolti nelle sedi opportune. Ma se demandiamo tutto alle sedi opportune, facciamo che chiudere la sezione commenti del blog. Anche qui emerge il doppiopesismo, che guarda caso è tipico dell’area sinistrosa, sia woke che radical chic. Ovvero che quanto c’è da sbraitare per i diritti, allora anche un banale blog è strumento legittimo e legittimato per farlo. Se invece lo stesso blog viene, da altri, utilizzato per tesi contrapposti a quelle considerate “nobili”, allora il blog è solo un luogo di chiacchiere da bar, Scherzi a parte ecc. Se tutti possono dire la loro, io duico la mia.
Problemi seri, anzi serissimi e drammatici, richiedono riflessioni e soluzioni serie e atteggiamenti seri non battute da bar e macchiette. Magari anche sedi di discussione appropriate. Altrimenti siamo su Scherzi a parte e allora…..
Carlo, in tema di immigrazione ritengo che tu abbia ragione in molti punti.
Ma non puoi – NON PUOI! – parlare di castrazione di esseri umani, addirittura di popolazioni di un intero continente.
Quella è roba da Adolf Hitler.
E’ proprio vero che ilriso abbonda sulla bocca degli sciocchi. Lo si constata sistematicamente leggendo le vostre interventi, chi scandalizzato in modo diretto, chi con fare ironico, da cui trasuda l’idea che vi considerate superiori per i “vostri” ideali più nobili e illuminati . Ridete, ridete, e finirete voi davvero a ricoprire il ruolo dei buggerati su Scherzi a parte, sbeffeggiati dalla cittadinanza. Il problema (della possibile esplosione degli africani a 2 mld fra pochi decenni, NdR) è serio e intando va affrontato, la soluzione o le soluzioni saranno valutate e magari testate. il fatto che il premier britannico, laburista (cioè socialdemocratico, cioè “di sinistra”) sia espressamente venuto a Roma a incontrare la me3loni per imparare come l’Italia sta fronteggiando il problema dell’immigrazione sottolinea quanto siamo all’avanguardia su tale fronte. Se gli africani diventeranno 2 mld, il problema aumenterà all’ennesima potenza e l’Italia elaborerà soluzioni che poi verranno adottate da tutti 8per intanto, faccio notare che quasi tutti i paesi europei, che fino a poco tempo fa ci davano lezioni “pasiniane” di moralità e nobiltà d’animo, ora stanno stringendo i bulloni sul tema immigrazione: l’Italia “insegna”).
L’immigrazione REGOLARE non ha niente a che fare con altre forme di controllo delle nascite in Africa, compresa la castrazione. Anzi potrebbe essere una soluzione ALTERNATIVA al controllo delle nascite in Africa: se l’immigrazione è “certificata” fin dall’origine, nei numeri e nella qualità degli individui, che ce ne frega della loro dinamica demografica. Crescano pure, magari fino a 10 mld, tanto in Europa verranno solo quelli controllati e plafonati.
In generale quello che è inconcepibile che i woke buonisti non si rendano neppure conto che, mettendo i “diritti” (degli africani) davanti a tutto, nel calderone di un un’Europa afro-asiatica islamizzata ci finiranno anche loro (i nostri woke). cioè vi autocondannate (se non voi in prima persona, i vostri figli e i figli dei figli e, se on avete figli diretti, il concetto va inteso in senso generazionale), vi autocondannate, dicevo, a una vita di merda anche voi in prima persona. E poi vi stupite se vi considero dei cretini…
Pasini, se poi li castri, i negri, non avranno piu distrazioni. Niente pulsioni, o voglie strane che distraggono e stancano. Tutti belli concentrati squesti ex mandinghi, belli chini a BUO RITTO a raccogliere pomodori, meloni, cocomeri, peperoni. La produzione aumenterà, i guadagni pure e la tavola di tutti noi sarà sempre bella imbandita degli ottimi prodotti che ci regala questa nostra bella Italia.
Inoltre una volta castrati, i negri, non avranno piu certe pulsioni, ne voglie. Insomma non ci saranno distrazioni, si potranno concentrare al massimo nel lavoro, giù chini a buo ritto (in toscano si dice così) a raccogliere pomodori, meloni, peperoni, cocomeri a cottimo. La produzione aumenterà, i guadagni pure e la tavola dei cittadini sarà bella imbandita.
Oh finalmente un po’di giustizia sociale! Prima li castri (tradizionalmente, sono assolutamente d’accordo, il lavoro va fatto bene, non in modo sommario) e poi una volta “alleggeriti” dall’ingombrante fardello (notoriamente sporzionato negli africani) li paghi il giusto, con tutte le garanzie contrattuali. Non le fumose e astratte proposte della ormai decotta Sinistra. Concretezza e Giustizia. Ho solo un piccolo dubbio, prima di convertirmi e di vergognarmi amaramente per antiche frequentazioni, ma poi dove finiranno gli “attributi” ? Verrano riconsegnati come ricordo in appositi contenitori, come si vede per gli eunuchi ne “L’ultimo imperatore” , oppure verranno re-immessi nel mercato dei sex toys o dei trapianti per maschi europei magari un po’ in difficoltà sul tema della riproduzione? Mi rendo conto che queste sono bagatelle rispetto alla valenza strategica della progetto ma se si sta su Scherzi a parte bisogna starci fino in fondo. Ad maiora.
@ 28 Bertoncelli
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Chapeau !
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I raccoglitori di pomodori a un euro all’ora non sono una “necessita” ma una nostra vergogna.
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Si fanno entrare regolarmwnte quwll8 che ci servono , oppure si retribuiscono gli italiani , e si paghera’ la passata di pomodoro il 30% in piu’ senza venire a patti con il traffico di uomini e con gli italiani che fanno spallucce.
Eh dai discorso che ho fatto MILLE VOLTE almeno.
I gradi problemi conseguono all’attuale immigrazione IRREGOLARE, nei numeri e nella qualità delle persone.
Per le esigenze dei settori produttivi si deve rendere operativa al meglio una immigrazione regolare e controllata, gestita dai paesi europei con partenza di aerei dai paesi di origine (Nigeria, Ciad, Mali ecc) e qui in Europa smistamento verso le località di destinazione, dove i migranti di questo tipo sono attesi da una casa e da un lavoro, con tutti i crismi.
Per partecipare a tale immigrazione REGOLARE, gli interessati si dovranno iscrivere preventivamente in liste ufficiali (aggiungendo moglie e figli) presso le ambasciate dei paesi europei in terra africana. Le partenze saranno ovviamente a NUMERO CHIUSO (tot annui, tot mese, ecc), in modo da NON creare pressioni su noi cittadini europei, e si va in ordine di iscrizione
Gli immigrati regolari sono di meno, più controllati e già selezionati all’origine, quindi la loro integrazione è più semplice e con maggiori probabilità di successo. in parole povere è più facile che si “europeizzino”
Viceversa gli immigrati irregolari sono disperati senza arte né parte, in numero incontrollato (in un domani potrebbero essere MILIONI all’anno, se gli africani diventeranno 2 mld) e finiscono a fare gli “schiavi” o nei campi o nelle malghe o in fabbrica, oppure vanno a bivaccare nelle stazioni, rapinando e violentando i viaggiatori.
Il modello dell’immigrazione regolare non è una invenzione dei nostri anni. Esisteva già negli anni 50-60 per gli italiani che volevano andare a fare i minatori in Belgio. Mica potevi partire senza dire nulla a nessuno! Dovevi andare nell’ambasciata belga in Italia, iscriverti, attendere il tuo turno e poi andavi su, con moglie e figli. basta fare così e i nostri concittadini che avranno bisogno di manodopera saranno cmq soddisfatti (da un adeguato arrivo di immigrati ben definiti e controllati), senza far pagare a tutti i cittadini i disagi per il degrado e l’insicurezza come accade oggi.
Per tutto questo che giustamente elenchi, ce ne sono diversi anche qui dentro. E non sono mussulmani, ne africani.
Fabio, hai pienamente ragione, ma scusa se mi permetto, sei anche un pò illuso.
Lo schiavismo DOVREBBE essere finito, ma in realtà non lo è. Perchè fa comodo a tanti. ANCHE A QUELLI CHE GRIDANO FUORI GLI EMIGRANTI.
Primo perche i giovani italiani vadano a raccogliere pomodori sotto il sole, piegati a 90 gradi a spostare casse, te lo puoi scordare. Anche se li paghi bene.
Due perchè a certi ambienti economici gli va bene così, vogliono gli schiavi. E chi dovrebbe evitare tutto questo si chiude gli occhi e si tura il naso. La tragedia del poveraccio con il braccio mozzato ne è la dimostrazione.
Per raccogliere pomodori si possono assumere regolarmente giovani studenti, retribuendoli in modo decente, ovvero almeno il triplo di quanto si usa ora.
Non ci si serve di schiavi clandestini, pagandoli in nero con un tozzo di pane. Lo schiavismo è finito oppure no?
Questo è ciò che si deve fare in un Paese civile, senza milioni di clandestini disgraziati, senza arte né parte, che sfuggono dalla miseria, ma che noi, anche avendone la volontà, NON possiamo ospitare, tanto meno mantenere. Perché altrimenti il nostro Paese farà la fine del Sudan, della Somalia, del Congo.
P.S.
1) Senza parlare della sharia.
2) Senza parlare della considerazione della donna nella società, colà considerata alla stregua di una capra.
3) Senza parlare della considerazione degli omosessuali nella società, che là si appendono ai lampioni come insegnamento ai bambini.
4) Senza parlare di duemilacinquecento anni di diritto greco e romano, e di sangue dei nostri avi, che morirono per la libertà: diritti e sangue buttati nel cesso.
Oltre tutto essendo un PANZER le casse da 30 kg di pomodori se le carica tutte sulle proprie spalle e dal campo le porta direttamente alla lavorazione.
Altro che quelgli smilzi NEGRI, fa tutto lui.
Chiaramente tutto a gratis per il bene della crescita economica nazionale.
E non solo Regattin: anche un bel po’ dei tanto deprecati islamici fanno i malgari in VdA
Crovella, negli ultimi anni ho visto solo pastori di colore nelle malghe, se ti può rassicurare. Pagati, scusate la battuta, in nero ovviamente.
Per limitare l’afflusso degli immigrati, il Sig. Crovella darà il proprio contributo:
la prossima stagione estiva andrà a raccattare pomodori.
Tanto lui è un PANZER, gli fa una pippa il sole rovente del sud Italia sulla capoccia .
E’ proprio perché mi preoccupo di quale Europa (e quindi di quale Italia) ci sarà in futuro per i miei figli (e per i loro figli e i figli dei loro figli, ecc) che sono molto sensibile al rischio di eventuali flussi migratori di MILIONI di individui. E’ roba cui io potrei anche non “assistere” in prima persona, tanto è nel futuro… ma magari arriverà che sono ancora in vita. Non fa differenza: di me, non mi importa molto, se davvero arrivassero milioni di africani, io mi rintanerò in qualche baita in fondo a una delle nostre valli sperdute e voglio vedere se gli africani arrivano fin lassù. E se dovessero arrivare, so ben come difendermi…
Invece mi importa eccome per le nostre generazioni future. E’ incredibile che pur di tutelare i “diritti” di ipotetici futuri africani non abbiate la minima esitazione a “condannare” le nostre future generazioni a una vita di “m”! Incredibile!
Sabaudo! Li ha dei figli?
Li manda a farla leva civica nei campi a 500 euro? È per la Patria!
Mica vorrà sottrarsi ora che il paese ha preso la giusta direzione!
Anche i tuoi sono solo banali giudizi…
Quanto a capacità di analisi direi che il mondo woke buonisti ecc difetta ormai totalmente. Il vulnus delle vs posizioni è che non volete accettare che la popolazione europea abbia virato a destra e che lo farà sempre di più, perché ha gente vuole stare “tranquilla” e vuole meno rotture di palle possibile. che poi le rotture di palle siano il blocco stradale improvvisato, l’occupazione abusiva delle case o la feccia umana che infesta le stazioni, non fa quasi differenza. Sempre più persone europee vogliono essere sollevata da queste rotture di palle. E voi insistete a sbandierate il totem dei “diritti”…
Per tornare al contenuto dell’articolo, siamo arrivati a un punto in cui la differenza fra la destra e la sinistra e che la destra, intelligentemente, va incontro ai desiderata dei cittadini, mentre la sinistra, STUPIDAMENTE si contrappone ai desiderata dei cittadini… (ma che pensate? di convertirli?). Vi prenderanno sempre più a schiaffoni, nella cabina elettorale intendo, e sarete sempre più marginali sia nella vita politica che nella vita quotidiana della cittadinanza.
Crovella, quel brano di Capezzone non contiene nessuna analisi a lui attribuibile.
Giudizi (del cazzo) si, ma nessuna analisi. Come nel resto del tuo intervento, peraltro, ci sono tanti giudizi, ma nessuna analisi e nemmeno nessun dato
Cazzo, l’italiano almeno!
Non sapendo a cosa attaccarvi, vi appigliate al nome di chi ha scritto quellaa analisi. Ma che c’entra? C’entra invece l’analisi! La cittadinanza ha ormai esigenze diametralmente opposte a quelle che piacciono a voi ed è questo che mi manda il sangue alla testa. vi aspettereste che di fronte alle affermazione del nazistello Crovella o del Capezzone di turno l’intera popolazione italiana insorgesse facendo muro contro le tesi nazistelle ecc. E invece dovete constatare che tale levata di scudi contro i nazistelli non c’è e anzi, nella popolazione italiana, cresce giorno dopo giorno l’esigenza di “vivere tranquilli” toglierndosi dalle palle vuoi i blocchi stradali, vuoi chi occupa abusivamente le case vuoi gli immigrati clandestini che girano incontrollati e alimentano degrado se non criminalità. L’OPINIONE PUBBLICA HA VIRATO A DESTRA, non il solo Crovella. E il trend è inevitabilmente in quella direzione anche nel medio lungo termine: cioè l’opinione pubblica sarà sempre più esigenze di “tranquillità” e non di “diritti”.
CAPEZZONE
CAPEZZANE, un asso del cambio casacca.
A beh allora, se lo dice Capezzone su Libero siamo certi che sia verità inoppugnabile
😀 😀 😀
Poi se gli dici che è un nazistello, sabaudo ma nazistello, si offende pure.
NON SONO SOLO IO LA “PERSONA PERICOLOSA”. LA CITTADINANZA ITALIANA STA REAGENDO PIU’ O MENO COME ME.
Da Libero quotidiano: Una rassegna stampa contrassegnata dalla doppia offensiva della sinistra, contro il Ddl Sicurezza e a sostegno del referendum sulla cittadinanza per gli stranieri. “La previsione era facile, Libero ve l’ha fatta da tempo e c’è ora l’avallo esplicito dell’ex presidente della Corte costituzionale Mirabelli, che sottolinea come siano molto fondati i dubbi di incostituzionalità del quesito”, sottolinea Daniele Capezzone nel suo Occhio al caffè: “In ogni caso rossi, arancioni, fucsia e rosé, è su questo che investono dando però l’idea di essere disconnessi dalla realtà, i cittadini chiedono più sicurezza e avvertono come il tema sia legato al controllo della immigrazione. Andare così in piena negazione della realtà, gridare alla destra securitaria e al colpo di stato mi sembra una mossa suicida da parte della sinistra, mi sembra come spararsi sui piedi“.
Il fatto che tu la mente la concepisca come possibilità è già indice di che persona sei e della tua pericolsità. Passo e chiudo
Che imbecillità di ragionamento! Certo che no, non attuerei la castrazione chimica sugli europei. Ma si sta parlando degli africani e della loro prospettica dinamica demografica, che (nei prossimi decenni) potrebbe innescare flussi migratorio di MILIONI E MILIONI di individui dall’Africa all’Europa. Una soluzione per gestire, correggere, prevenire il problema (quello di così ingenti flussi umani verso l’Europa, NdR) e, al limite, debellarlo alla fonte, la dobbiamo trovare, sennò vivremo di “m” anche noi europei. “A mali estremi, estremi rimedi” dicevano i nostri padri. L’impronta ecologica del singolo africano, OGGI, è inferiore a quella di un singolo europeo, non ci piove. Ma il problema è che tale singola impronta ecologica va moltiplicata per i numeri umani, che già oggi sono immensamente superiori in Africa e lo diventeranno ancor di più nell’ipotesi delineata dalla proiezioni demografiche. Se davvero gli africani, senza controllo sulla nascite, diventeranno 2 mld nel 2040-2050, il loro continente, alle attuali condizioni arretrate in cui si trova, non li sfamerà e quindi migreranno in numeri di MILIONI E MILIONI di individui. Per cui o ci attiviamo noi europei per “aiutarli a casa loro” (Piano Marshall, ipotesi che caldeggio), in modo che, quando gli africani saranno 2 mld, avranno da mangiare a casa loro, oppure dovremo fronteggiare i suddetti flussi umani. Se ti ripugna la castrazione degli africani, esistono anche altre alternative operative: a puro titolo di esempio, piazzare batterie di mitragliatrici sulla costa sud di Lampedusa…
Crovella la tua affermazione sulla castrazione chimica è ripugnante . Non so se hai figli , nel caso lo castreresti al secondo figlio ? considerando tra l’altro che la sua impronta ecologica è sicuramente maggiore di un africano
“Il collasso del sistema industriale-tecnologico-economico è ormai diventato una speranza.”
Fino a poco tempo fa tentavano di istupidirci con la favola della “decrescita felice”. Ora stanno gettando la maschera: sperano (sic!) nel collasso della civiltà.
@ 8 .E meno male che questo DDL lo hanno licenziato , perchè a sentire i sinistrelli adesso dovremmo pure aprire le carceri perchè dei pluripregiudicati bruciano dei materassi.Ma gli mettessero dell’infiammabile sotto i materassi , così si tolgono dai coglioni da soli una volta per tutte.
Come al solito, prendete roma per toma. Nell’attuale contesto politico comanda la maggioranza in parlamento, eletta legittimamente e senza alcun pregiudizio di “golpe” ecc. Sono i parlamentari che licenziano le leggi. Le pedate nel deretano agli attivisti non devo neppure arrivare a darle io, singolo cittadino, perché il DDL sicurezza definisce quei comportamenti come reati. Ci penseranno le legittime forze dell’ordine. Io posso stare a guardare…
uhhhh…sai che paura che fai. Krovellik cintura nera del lancio della forma di Fontina.
Vedi caro Panzer Krovellik, il tuo problema è che alla fine di tutti i tuoi bei discorsi, resti un arrogante. Del resto sei un destrofilo dittatoriale e a voi vi garba comandare con il frustino. Siete e rimarrete degli arroganti. L’arroganza l’avete nel DNA.
L’apodittico crovellaninja. Occhio.
Sta tranquillo che fin da ragazzo mi sono addestrato al combattimento corpo a corpo, anche a mani nude. So come e dove colpire. Cmq, il discorso è completamente diverso: ancora una volta si dimostra che la logica astratta, che è composta di metafore, ti è proprio estranea…
Stai calmo. Dipende da chi trovi e non sia te che vieni preso a calci nel culo.
Condivido la diffidenza nei confronti dell’Occidente, mi sembra però difficile che gli indios dell’Amazzonia possano proporre un’alternativa realistica.
Aiutare l’Africa è l’unico modo che abbiamo per salvarci da una futura immane invasione di milioni di africani. Oggi gli africani sono circa 1 mld e ho letto che in un ravvicinato futuro saranno 2 mld, perché figliano come conigli. Le attuali condizioni socio-economiche, nonché democratiche e di servizi pubblici e infrastrutturali, non potranno fronteggiare le esigenze di 2 mld di persone. Per cui occorre anticipare il rischio di una possibile invasione e “aiutarli a casa loro” (in subordine sottolineo che si potrebbero seguire anche altre strade, es la castrazione chimica degli africani dopo il primo figlio, ma figuriamoci se i politically correct non insorgeranno con le loro litanie…). Tornando agli “aiuti”, occorre trovare un equilibrato compromesso fra, da un lato, l’obiettivo di far evolvere i loro sistemi socio-politici ed economici e dall’altra la tutela dell’ambiente. Sbancare tutto solo per farli evolvere in fretta sarebbe controproducente per tutti. Altrettanto ovvio che non può agire l’Italia da sola per aiutare l’Africa: non abbiamo risorse finanziarie, organizzative e anche di “voglia” di esser solo noi a romperci la schiena per l’Africa. L’Italia può, al massimo, fare il Piano Mattei. Occorre un ampio Piano Marshall della EU. Le stime parlano almeno di 1.000 miliardi di euro. Finché tedeschi e francesi (che sono i principali finanziatori) non comprendono che è di loro interesse che l’Europa non sia invasa da milioni di africani, il piano non si concretizzerà
Non sono d’accordo che destra e sinistra siano uguali, anzi. E’ vero che esiste una destra che io chiamo affaristica, di cui Berlusconi o Briatore sono icone note a tutti, ma non è l’unica destra. Così come non è l’unica destra quella degli “svalvolati” che fanno i saluti romani o vanno il 22 ottobre alla rievocazione della Marcia su Roma. C’è in realtà un filone “serio” di destra, quello della destra sociale. Probabilmente i primi due filoni di destra sono simili alla sinistra ipocrita e filo capitalistica, concordo. Gli scempi che si fanno nella vallate alpine, (es nuove strade, nuovi impianti, nuovi inutili rifugi), avvengono sia con amministratori locali di destra che si sinistra. C’è un patto di sangue fra politici, di ogni colore, e valligiani: io politico vi do lavoro e business e voi mi votate. E questo patto non ha colore politico. Purtroppo arriva anche a livello nazionale, certo, e difatti uno degli obiettivi della destra seria e scardinare questo cancro della società, a tutti i livelli.
La terza destra è profondamente diversa sia dalla sinistra che dalle altre due destre. A noi l’ambiente sta molto a cuore, a tal punto che riteniamo che si debba mitigare il monopolio ideologico della crescita economica (PIL ecc). Ho detto “mitigare la crescita economica” e NON entrare nella decrescita. Certo si può anche entrare nella decrescita, ma allora dobbiamo poi accettare meno servizi pubblici di quelli scarsi e rarefatti che ogni già stentatamente sono offerti… Quindi occorre trovare dei giusti compromessi fra le due tendenze contrapposte.
Quanto agli attivisti che rompono le palle ho già detto giorni fa che non è quella la modalità, né con le vernici (lavabili o meno) né con i blocchi stradali. La recente legge ha codificato questi comportamenti come reati, ma al di là di questo io li prendo a pedate nel deretano.