Elitrasporto libero

Sciare in elicottero, quel divieto che l’Italia non approva. L’eliski è vietato in Francia, Germania, Liechtenstein e Slovenia. In Austria è consentito nella regione dell’Arlsberg, mentre in Svizzera è limitato a circa 40 siti. In Italia non esiste una legge nazionale e ogni amministrazione fa a modo suo.

Elitrasporto liberalizzato in Piemonte
di Fabio Valentini
(pubblicato da ilfattoquotidiano.it il 25 gennaio 2022)

L’eliski è una pratica invernale che utilizza l’elicottero per salire in quota, per poi scendere a valle con gli sci fuoripista. In questo modo si evita l’”inutile” fatica della salita e si può sciare su pendii altrimenti difficilmente raggiungibili.

Sull’intero arco alpino l’eliski è vietato in Francia, Germania, Liechtenstein e Slovenia; in Austria è consentito nella regione dell’Arlsberg con soltanto due destinazioni, mentre in Svizzera è limitato a circa 40 siti quasi tutti situati nel cantone Vallese. In Italia non esiste una legge nazionale che regolamenta l’eliski, in questo campo le normative sono in carico alle varie amministrazioni regionali, provinciali, comunali.

Viene da chiedersi: perché altrove si è provveduto a legiferare e da noi no? Nel 1998 il Parlamento italiano era giunto a un passo dalla promulgazione di una legge per la regolamentazione dei sorvoli turistici e dell’eliski, ma come spesso accade in Italia a causa di una crisi di governo (Prodi I) non se ne fece più nulla; a distanza di quasi vent’anni, nel dicembre 2016 il parlamentare Ermete Realacci ha presentato un’interrogazione per difendere le Alpi e promuovere un turismo responsabile, chiedendo di adeguare la legislazione italiana a quella degli altri Paesi alpini. Oltre a questo nulla, se non il perseverare dell’associazionismo ambientale nel richiedere una seria regolamentazione nazionale dell’uso dell’elicottero in montagna.

Le province autonome di Trento (1996) e Bolzano (1997) hanno vietato l’eliski; in Marmolada l’associazione Mountain Wilderness e la Società Funivie hanno stretto un accordo nel 2011 per bandire i voli in elicottero sulla regina delle Dolomiti, a fronte di un impegno comune per lo sviluppo sostenibile di quell’area; alcune amministrazioni locali come Balme in Piemonte e Val Masino in Lombardia hanno emanato divieti sui propri territori. La Valle d’Aosta dal 1988 ha individuato circa 50 punti di atterraggio, mentre la Regione Piemonte dopo aver approvato la l.r. 2/2009 “disciplina regionale in materia di sicurezza nella pratica degli sport montani invernali ed estivi e disciplina delle attività di volo in zone di montagna” ed aver modificato tale norma una prima volta nel 2017, ha approvato il 1° dicembre 2021 una nuova revisione con modifiche peggiorative rispetto alla normativa attualmente in vigore: rimozione del divieto nei giorni festivi, innalzamento del limite senza autorizzazioni da 800 a 1600 metri, introduzione dell’elitaxi, ovvero l’uso dell’elicottero per raggiungere i rifugi e altre strutture in quota. Particolarmente preoccupante la possibilità (ora vietata) di praticare eliski nelle aree protette, parchi naturali e siti della Rete Natura 2000 comunitaria, istituiti ai sensi della Direttiva “Habitat”, pur con l’espletamento della valutazione di incidenza (VINCA); introdotta anche la possibilità di utilizzare l’elicottero per recuperare i corpi dei cervi abbattuti in quota.

Il relatore di maggioranza in Consiglio Regionale Valter Marin, già sindaco di Sestrière nella cui veste ha proposto due anni fa la candidatura per ospitare i mondiali di sci del 2029, ha replicato alle preoccupazioni ambientaliste con una serie di puntualizzazioni. L’eliski sarà consentito dal 1° dicembre al 31 maggio in soli sette comuni della Regione: Alagna, Formazza, Macugnaga, Sauze d’Oulx, Cesana e Sestriere – dove già insistono impianti di risalita attivi – nonché a Sauze di Cesana dove gli elicotteri portavano sciatori in vetta già da diversi anni. Sarà possibile anche nei giorni festivi, ma alcuni di questi saranno riservati a chi fa scialpinismo e va con le racchette da neve, per rispettare tutte le esigenze. Nelle aree naturali protette e in quelle della rete Natura 2000 l’attività di volo è consentita solo con autorizzazione del gestore. Il servizio di elitaxi è abilitato solo per gli over 70 e i disabili. L’utilizzo dell’elicottero è permesso per il recupero dei cervi abbattuti soltanto nel periodo di apertura della caccia dalle ore 10 alle 17, esclusivamente con dispositivi di contenimento tali da impedire la vista durante il trasporto.

Dice ancora Marin: “Lo sci fuori pista con elitrasporto può incrementare in modo qualitativo l’offerta turistica invernale facendo del Piemonte un’unicità a livello europeo di altissima qualità, che dà lavoro a 100 persone con un’alta specializzazione”. Per il collegio delle Guide Alpine piemontesi i voli nei giorni festivi porteranno 30 giorni di attività in più nell’arco della stagione sciistica, a favore delle attività economiche che gravitano attorno a tale pratica e per il lavoro delle guide stesse e dei maestri di sci; l’associazione dei gestori di rifugi alpini piemontesi (AGRAP) ha invece sempre espresso una posizione critica nei confronti dell’eliski.

Una “rotazione” ha un costo approssimativo di 100 euro al minuto, i clienti più esigenti e facoltosi ne hanno già approfittato per superare l’empasse dell’emergenza sanitaria che ha bloccato gli impianti di risalita; se un tempo l’avvocato Gianni Agnelli utilizzava l’elicottero privato per andare a sciare sulle piste di Sestrière, oggi chiunque con una media di 200 euro a testa può sentirsi signore per un giorno. Il rischio è quello di andare verso la liberalizzazione di attività che in tutti gli altri paesi alpini sono fortemente limitate o vietate a causa delle problematiche che essa comportano, spostando il concetto di limite ed avvicinando sempre di più le occasioni di eccesso. Nel giugno 2019 un aereo leggero proveniente dalla Francia è atterrato sul ghiacciaio del Monte Bianco a 4450 m di quota depositando due alpinisti poi contravvenzionati con una multa per il “posteggio” del velivolo; solo pochi mesi prima aveva fatto sensazione il tragico scontro tra un elicottero adibito al trasporto di sciatori fuoripista ed un aereo da turismo, con sette vittime.

Per le associazioni l’uso di elicotteri in montagna oltre determinate quote non dovrebbe essere consentito al di fuori delle attività lavorative e di soccorso. Certo anche guidare un elicottero per trasportare turisti e sciatori è un lavoro, non si vuole criminalizzare una categoria, ma se consideriamo un rapporto costi/benefici dal punto di vista economico ed ambientale i conti non tornano. Pare una stridente contraddizione favorire forme di turismo che sono la negazione stessa di quella sostenibilità di cui molti si riempiono la bocca e che rischiano addirittura di essere controproducenti per quanto concerne lo sviluppo dell’economia montana, un marchio di bassa qualità per le zone coinvolte ed un danno economico per quegli operatori che hanno scelto di puntare su forme di turismo diverse, il cosiddetto “turismo dolce” che può garantirci un futuro compatibile con gli scenari della tanto decantata transizione ecologica.

Il Piemonte liberalizza l’elitrasporto a scopo ludico in nome del turismo sostenibile
di Enrica Raviola
(scritto il 1° dicembre 2021)
(pubblicato su Alpidoc n. 106, www.alpidoc.it)

L’11 dicembre 2021 è la Giornata Internazionale della Montagna, ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel lontanissimo 2002 per invitare nientepopodimeno che il mondo intero a riflettere sui destini delle terre alte. Da allora, ogni anno, i funzionari di qualche sotto organismo tipo la FAO, delegato a occuparsi della faccenda, scelgono un tema consono alla celebrazione: forse perché ormai a corto di idee, per il 2021 hanno tirato fuori dal cappello il turismo sostenibile. Concetto ormai liso e frusto al quale, però, si riesce sempre di mettere addosso un vestito tutto nuovo per poterlo sfoggiare a casaccio in tutte le circostanze utili. Ma si sa, l’ONU, così come l’Unione Europea con le sue assurde Direttive, pullula di ambientalisti da tastiera che non hanno la minima idea di come girino davvero le cose fuori dai loro bei palazzi di vetro. Per fortuna, a metterci una pezza ci pensano gli enti territoriali.

Addì 1 dicembre 2021, l’ufficio stampa della Regione Piemonte dirama un comunicato in cui annuncia l’approvazione, da parte del Consiglio Regionale, della legge sulla “pratica degli sport montani invernali ed estivi e la disciplina dell’attività di volo in zone di montagna”, il cui testo al momento, benché siano stati superati i termini previsti dalla normativa in tema di “pubblicità”, non è ancora stato reso noto. Stranamente nei giorni a seguire la buona novella non viene nemmeno annunciata dai padri del provvedimento con gli strombazzamenti che di solito accompagnano la vittoria di certe dure battaglie. Sopire, troncare… consigliava un tempo qualcuno. Tradotto: meno gente lo sa meglio è.

Una settimana prima che la frittata venga servita, inizia a circolare, seminando il panico tra i tastieristi, un documento della Commissione Tutela Ambiente Montano CAI Liguria Piemonte e Valle d’Aosta, seguito da un comunicato congiunto sottoscritto da tutte le associazioni, guarda un po’, ambientaliste. Messaggio: allarme allarme, nell’Aula di Palazzo Lascaris si sta discutendo una proposta di legge, che ha già avuto la benedizione da parte delle Commissioni competenti, per liberalizzare l’eliski e l’eliturismo. E pure l’elitrasporto degli ungulati impallinati. Perché, è bene ricordarlo, la caccia è uno sport montano. Che se lo facciamo assomigliare ad Apocalypse Now diventa anche più divertente.

Scrivono le associazioni: «Molte sono le modifiche peggiorative rispetto alla normativa attualmente in vigore (LR 2/2009): viene rimosso il divieto nei giorni festivi, si alza il limite senza autorizzazioni da 800 a 1600 metri, si introduce l’elitaxi, ovvero l’uso dell’elicottero per raggiungere i rifugi e altre strutture in quota. Particolarmente preoccupante la possibilità (ora vietata) di praticare eliski nelle aree protette, parchi naturali e siti della Rete Natura 2000 comunitaria, istituiti ai sensi della Direttiva Habitat».

Ma perché mettere mano alla precedente legge? Il cavallo di Troia si chiama decreto legislativo 40/2021, che definisce il nuovo assetto della sicurezza e della responsabilità nella pratica degli sport della neve. Forte di questo nobile pretesto, il legislatore si è fatto prendere un po’ la mano, come si evince dalla Relazione prodotta per illustrare la proposta di modifica: «La legge vigente opera applicando un divieto alle attività di volo su tutto il territorio regionale al di sopra degli 800 metri sul livello del mare, intervenendo poi con un sistema di deroghe e di procedure per il rilascio dei permessi. Tale sistema appare sfavorevole per quelle attività economiche, quale la pratica di eliski, che necessitano di certezze normative e di continuità operativa per poter essere funzionale a un’offerta turistica competitiva, ma che il sistema in deroga non può assicurare. L’attività di sci fuori pista con elitrasporto, per quanto limitata in pochi ambiti dell’arco alpino piemontese, raccoglie un’utenza specifica e incrementa in modo qualitativo l’offerta turistica invernale del Piemonte. È, pertanto, necessario che all’interno di regole di salvaguardia dei delicati equilibri ambientali di alta montagna, vi sia una regolamentazione in grado di creare un sistema coerente e stabile nel tempo che non penalizzi le attività economiche. La modifica ribalta il sistema di divieto e deroga permettendo il rilascio di autorizzazioni da parte dei Comuni o delle Unioni Montane laddove istituite e delegate… Inoltre, si è ritenuto di eliminare il divieto di pratica nelle giornate festive, che impediva a categorie di lavoratori e di professionisti, quali guide alpine e maestri di sci, di svolgere la loro attività lavorativa nelle giornate di maggior richiesta turistica.»

Purtroppo, i partiti di opposizione non hanno apprezzato lo spirito progressista che animava i firmatari della proposta e sono andati giù di emendamenti, circa 400, il tutto per evitare che quello che alla fine, a schiacciante maggioranza, è stato votato fosse un vero e proprio capolavoro.

Stando al comunicato regionale del 1° dicembre 2021, alla fine si è giunti a un misero compromesso: «L’eliski (volo alpino) è consentito dal primo dicembre al 31 maggio, esclusivamente nei comuni con impianti di risalita attivi. Si tratta di Alagna, Formazza e Macugnaga nel Vco; Sauze d’Oulx, Cesana e Sestriere nel Torinese, nonché a Sauze di Cesana. Nelle aree naturali protette e in quelle della rete Natura 2000, l’attività di volo è consentita solo con autorizzazione del gestore. Il servizio di elitaxi è consentito solo per gli over 70 e i disabili. L’utilizzo dell’elicottero è permesso inoltre per il recupero dei cervi abbattuti (soltanto nel periodo di apertura della caccia) dalle ore 10 alle 17». Un esponente della maggioranza sottolinea: «In soli sette comuni su 1200 in Piemonte si torna all’utilizzo dell’elicottero, senza fare alcuna violenza alla natura, perché non dobbiamo dimenticare che l’economia montana vive di turismo». Soddisfatto anche il consigliere Paolo Bongioanni: «Questa norma va incontro alle esigenze del territorio: per esempio la comunità di Limone Piemonte sarà contenta perché avrà un grande miglioramento sul fronte del turismo».

A parte il fatto che Limone Piemonte non rientra tra i comuni succitati, ma evidentemente senza il testo definitivo della legge in mano non si possono azzardare speculazioni sul “ma che cosa avrà voluto dire”, un’altra domanda sorge spontanea. Che ne sarà ora di Limone? Sì, perché la prestigiosa località turistica, tra le altre cose capolinea della cosiddetta Alta Via del Sale – tanto apprezzata da chi possiede un SUV 4×4 o una moto tout terrain, e vantato esempio di gestione sostenibile di una strada bianca in alta quota perché consente a escursionisti e biker di circolare indisturbati per ben due giorni la settimana –, rientra tra le Alpine Pearls, ovvero tra le diciannove destinazioni turistiche distribuite su cinque diversi Paesi (Germania, Austria, Svizzera, Italia e Slovenia) affacciate sulle Alpi che promuovono un turismo a basso impatto ambientale secondo i principi della mobilità dolce, ricorrendo cioè il meno possibile agli spostamenti in auto e privilegiando il trasporto pubblico e l’impiego di energie rinnovabili.

Perché è difficile conciliare il principio della mobilità dolce con l’utilizzo dell’elicottero. A meno che, a nostra insaputa, non sia già stato tirato fuori quello elettrico, magari versione hybrid, acquistabile con gli incentivi, noleggiabile a prezzi popolari… Che inquina la metà di un’auto, non fa rumore, non disturba la fauna selvatica e neppure quei dodici rompiscatole retrogradi che la fanno spessa con la storia della montagna immacolata affrontata by fair means. E a meno che l’espressione “trasporto pubblico” non sia da intendere nel senso che l’elicottero può essere utilizzato come mezzo sostitutivo del treno, visto che la concreta riattivazione della linea Cuneo-Nizza Ventimiglia – malgrado qualche mese fa l’infrastruttura sia stata addirittura eletta Luogo del Cuore FAI 2020, vale a dire “bene comune da salvare” – continua a essere depennata dall’agenda dei suoi gestori, tra cui la Regione Piemonte. Questo nonostante dall’ottobre 2020 la statale del Colle di Tenda sia inagibile fino a data da destinarsi a causa dei crolli stradali dovuti al catastrofico evento alluvionale passato alla storia come Tempesta Alex.

E cosa ancora più difficile è conciliare questo tipo di politica aggressiva nei confronti dell’ambiente con la cosiddetta transizione ecologica. È possibile che a livello mondiale questa, almeno in teoria, sia diventata la priorità e in Consiglio Regionale non se ne siano nemmeno accorti? Il dubbio, più che legittimo, è che, in bocca a qualcuno, la transizione ecologica sia un po’ come il turismo sostenibile. Una specie di bestemmia, alle orecchie delle anime sensibili; per i professionisti della poltrona, semplici parole vuote da pronunciare strizzando l’occhio all’elettorato di riferimento.

Evidentemente, come scriveva Alexander Langer in un’era ormai lontana e apparentemente felice che però già puzzava di bruciato, finché queste parole non diventeranno contenitori di azioni “desiderabili” da tutti, non c’è da sperare che qualcosa davvero cambi. Peccato che quando questo accadrà, se mai accadrà, noi ci saremo già estinti con le nostre stesse mani. Ma almeno qualcuno potrà trapassare con la coscienza pulita, fiero di aver fatto, nel frattempo, tutto il possibile per salvare, con sistemi che potevano essere contrabbandati per buoni negli anni Settanta del secolo scorso, l’economia montana.

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Elitrasporto libero ultima modifica: 2022-02-19T05:34:00+01:00 da GognaBlog

20 pensieri su “Elitrasporto libero”

  1. 20
    albert says:

    20)”L’ennesima delusione… La “politica” fine a se stessa diventa “interesse privato”, i politici sono (non saranno) sempre più lontani dalla realtà, dai cittadini, dalla gente “comune”. AZZECCATISSIMO !Aggiungo alle considerazioni una in piu’: i vari bonus edilizi regolati da una legge farraginosa e dipendente da burocrazia  , finanza, banche , assicurazioni, imprese edilizie ecc..ha innescato truffe nel peggiore dei casi( dai  3 ai 4 miliardi di euro volati via sulla base di documetazione falsificata senza neppure un lavoro realizzato e adesso chissa’ se potranno essere recuperati)) .  Nel migliore dei casi aumento vertiginoso dei costi per materie prime perche ‘ a farne profitto devono essere tutti gli”anelli della catena” ..che entra poi nel calderone di altri recenti e recentissimi fattori di inflazione. Eppure la propaganda elettorale fatta coi soldi dei cittadini specie delle future generazioni, continua a dire che basta aggiustare un poco le leggi con qualche decreto in piu’ (ovvero leggi ancora piu’ complicate da commi e revisioni).Il reddito di cittadinanza non ha creato lavoro, i navigator stanno per essere ormeggiati o mandati in disarmo. Si dice che  il settore costruzioni ha avuto un impulso..altro che, e’stato drogato come un atleta dopato,  il motore non e’solo partito ma andato fuorigiri..sballano tutti i preventivi e adesso il settore si sta fermando dopo lo scatto .Se un settore scatena inflazione, altri seguono a ruota. Eppure per la prossima campagna elettorale, anzi gia’partita,  tali argomenti, usati disperatamente come salvagente,  si pensa di usarli per attirare voti verso un  parte indeclino vertiginoso  .Molto di piu’che argomentare ” l’eliturismo fa stimolo ed acceleratore  al settore turistico di una località”.Vabbe’, il blog deve parlare solo di montagna. Allora:l’altro ieri ero pronto ad una gita  su prealpi per giovedi’mattina, ieri mattina le notizie di invasione Ucraina mi hanno tolto lo sprint, e’sorto un malumore, un magone (  in Veneto   si dice lo smonamento ), un parente mi ha raccontato che per una giornata nella localita’ montana piu’ vicina,mercoledi’  23,ha dato l’addio a complessivamente  a 90 euro. Pochi mesi fa era una scampagnatina da 40.  Se aumentassero solo i costi dell’ eliski “echissenefrega”..è che l’inflazione galoppa pure per  la farina da pizza fatta in casa, e pure il gas ed elettricita’ ed acqua…pelati e mozzarella e olio…e acciughe..Saltano pure i preventivi per le infrastrutture Olimpiadi 2026..?? le ditte rinunciano ai contratti, non iniziano il cantiere o lo piantano li’.Pero’ormai,se l’ingranaggio prende un lembo della manica, deve tirare dentro braccio, spalla, torace..tutto.

  2. 19
    matteo says:

    L’ennesima delusione… La “politica” fine a se stessa diventa “interesse privato”, i politici sono (non saranno) sempre più lontani dalla realtà, dai cittadini, dalla gente “comune”. Ogni tanto, però, c’è qualcuno che esce dal coro e non perché è stonato e questo fa piacere perché dà speranza e motiva il “basso” a muoversi, a non dare tutto per scontato, a non voltare la faccia per non vedere.
    Balme e la Val Masino hanno scelto e funziona.
    La Valgrisenche ci sta provando con una svolta epocale…diamoli il tempo, sosteniamo e crediamoci!!! Abbiamo lavorato per 5 anni, è stata una battaglia dura, tante porte chiuse e prese in faccia, tante  discussioni e incomprensioni, ma alla fine la strada giusta è stata presa, in ritardo ma non conta. 
    https://www.montagna.tv/195862/valgrisenche-dove-eliski-e-sci-alpinismo-convivono-pacificamente/
     

  3. 18
    albert says:

    Voltare gabbana e  contraddirsi e’ peccato? e chi se  ne fr….
    Infatti OGGi , DOPO UN IERI GRIGIO E UMIDO, il cielo e’limpido, la visuale spazia esi vede :Grappa , prealpi  Trevigiane e Bellunesi, del  Cansiglio , ..e verso est persino le Alpi Giulie e dietro il col   Visentin de Belluno .. le Pale di san Martino…focalizzando la Fradusta poi si indovinano  le altre cime ecco attenti a non sbagliarsi quelle son  le  Feltrine …e’ una  giornata  di “stravedamento”( web immagini- venezia stravedamento..qualcosa di simile)Allora, calcolando che in auto impiegherei da 3 a 4 ore moltiplicato x 2 volte , spendendo tra andata e ritorno sui 60 euro DI BENZINA …+ spese di altri acquisti  …MI “SBATEZZO “DEI SENTIMENTI ECOGREEN. SE MI OFFRISSERO UN VOLO ANDATA E RITORNO LOW COST STESSO IMPORTO PER COPPIA , UN ELICOTTERO INQUINANTE E PUZZOLENTE  CHE MI PRENDA DA UN PRATO VICINO CASA, E MI CI PORTI, CI STAREI  ECCCCCCOME!  se scegliessi trasporto pubblico: dovrei…poco bagaglio..autobus fino a stazione di  Treviso…treno fino a Feltre….autobus che fa il tragitto da lì fino a Primiro..passo Rolle…Predazzo..con parecchie soste ad ogni fermata..UN CALVARIO.!.Beato el paron de Luxottica (che  forse non lo usa per tali sorvoli estetici)o anche la troupe de Linea Bianca.  Che  non sia l’invidia che  mi fa criticare l’elicotterismo turistico, una specie di “la volpe e l’uva?”MALEDETTI QUANTI STANNO USANDO ELICOTTERI E ALTRI MEZZI PER INVADERE E FAR GUERRA . almeno  su questo non ci piove e non cambiero’ mai idea!

  4. 17
    albert says:

    Un” saggio” che non usa l’elicottero ma vuol far vedere che LUI  puo’e non ha bisogno di chiedere…mai!
    https://www.ladige.it/cronaca/2022/02/21/bloccato-nella-neve-con-la-porsche-cayenne-nei-guai-un-26enne-veneto-1.3135860

  5. 16
    albert says:

    Ocio !..non confondete albert con il n.12. . Auguriamo ai cultori  di tale attivita’  libera  ,se  aggradano,  tante buone sciate elicopter- trasportate.. o noleggi di altri avventurosi  se piloti  e gestori del business ,per centinaia di migliaia di ore di volo.Volendo si trovano statistiche, seppur non aggiornate, degli incidenti di elicotteri, da prendere col beneficio d’inventario:”A leggere i dati raccolti dal National Transportation Safety Board pare che ci siano 9,84 incidenti ogni 100.000 ore di volo in elicottero, contro una media di 7,28 incidenti ogni 100.000 ore di volo di mezzi volanti in generale.”  Vero o non vero….prima di dispiacersi od addolorarsi  per eventuali incidenti, indaghiamo in cronaca per quali motivi era in atto il trasporto  con elicottero in montagna e magari  spargiamo  lacrime solo dopo,  … non sempre se  suona una campana dobbiamo batterci il petto e cospargerci il capo di cenere. Poi  e’ impossibile venire a sapere se la soddifazione per una  sciata dopo elitrasporto, consiste nella sciata vera e proria in ambiente  magico una tantum  come sfizio , oppure  nell’immaginare  a terra invidiosi e brontoloni verso  qualcuno che pensa”vi faccio vedere che io POSSO ( tecnicamente o economicamente ,  in accordo o  in violazione di regole locali).Inutile tentare di convincere sulla bellezza della salita con pelli di foca e molto sudore..ci sono modi di pensare e di agire incociliabili.

  6. 15
    Fabio Bertoncelli says:

    “[…] infine a voi a me non cari tenetevi stretto il gogna blog.”
     
    Significa che sparisci dalla circolazione? 

  7. 14
    Roberto Pasini says:

    12. Possente sfogo domenicale in orario pre-pranzo, tipo aperitivo presumo o forse digestivo? Chissà? Interessante variazione rispetto al ciclo temporale degli scarichi emozionali in rete osservato in precedenza. Anche perché di solito in quegli orari, la domenica, gli australiani  a Perth fanno surf o sono intenti a cucinare arrosto di canguro sulle meravigliose spiagge. Forse un problema di fuso? Vedremo come gira il ciclo ormonale nelle aree più vivaci e intense e “ggiovani” (?)  del blog la prossima settimana. Rimanete sintonizzati. C’è sempre da imparare qualcosa di nuovo da chiunque. Speriamo che la cena domenicale vada meglio del pranzo e non crei problemi digestivi notturni con il loro strascico olfattivo (da questo punto di vista il rapporto virtuale è un indubbio vantaggio 😀 ). Prosit.

  8. 13
    albert says:

    Siamo tanto vecchi che abbiamo gli sci di legno ma pure quelli in fibra di carbonio e ciaspole di legno e corda mapure quelle regolabili basculanti. e sappiam usare un pc ma pure fare i conti a mente … regolare un thermostato ma pure accendere una stufa….e talmente giovani che di essere cari o non essere cari non ce ne pro frega’de meno… e talmente giovani che tiriamo il sasso in acqua della provocazione  e qualche pesce abbocca e sbrocca.Altrimenti nell’unanimismo la discussione langue.

  9. 12
    albertperth says:

    Vecchi..vecchi vecchi.. vetusti ..datati.. sorpassati limitati ..logosesquipedali delle solite tiritere..aria fritta..la frittata rigenerata e ridigerita… godetevi la chincaglieria dell’usato dozzinale.. del io sono mejo er mejo v’erano i crovellatime,il pasini inzuppato nell’ovvio del gargamella  albert e infine  a voi a me non cari tenetevi stretto il gogna blog..la copertina di linus  dei tempi perduti. e delle palle ecologichealternative.. della cacciotta come la fava la mi nonna.

  10. 11
    albert says:

    aAvolte un elicottero, che sembrava uguale agli altri,  non portò  intrepidi sciatori estremi,o arditi soccorritori del soccorso alpino,  ma casse con ghiaccio di  pesce fresco per cena di graduati in resort a Passo Rolle, o ministri, sottosegretari   a rimirar le cime della val di Fassa e Fiemme e Primiero.
    “Per chi vola ‘sto elicottero?” ci si chiedeva in zona coi piedi scarponati poggianti al suolo e naso in su e per fortuna le cronache spifferavano grazie a giornalismo d’indagine… qullo che ci provava  gusto a dare fastidio.

  11. 10
    albert says:

    https://www.youtube.com/watch?v=_6YHp882Duo
     variazione  el ” licoterin” de la comare .

  12. 9
    albert says:

        Provato mai a gustare il cielo azzurro ed il silenzio di una medio-alta quota  dolomitica o altro, in ogni stagione?
    Se: NON  udite colpi di fucile, motoseghe che stridono, rumore di cingoli macchine movimento terra, di suv e motocross o  camion o trattori forestali, non vedete scie di aereo o rombanti  elicotteri , impianti di risalita traballanti con altoparlanti che diffondono Rosamunda, ballo del quaqua , o altro sound imposto in maniera dittatoriale secondo  i gusti degli addetti, allora avete fatto un”superenalotto” come probabilità, filmate e fate foto che l’evento chissa’ quando vi si ripresenterà. E’ la somma che fa il totale..portatevi almeno i tappi fono assorbenti…o le cuffiette  col vostro diffusore di musiche preferite. Provate https://www.youtube.com/watch?v=B7I-NwUJWOM
    Dell’altro avvocato si ricorda un  fattaccio:scaraventato a terra con  ennensima frattura da due sciatori in Svizzera, dove si era trasferito per non avere taliani tra i piedi. Qundi ha scontato in vita e non nell”aldila’”. Per “chi suona la campana “va sostituito con”Per chi svolazza il licottero”..”esso vola o non vola per  te dipende” da chi paga.

  13. 8
    Maurizio says:

    Circa 40 anni fa ho raggiunto con amici la Pigna d’Arolla con un Pilatus porter. Emozionante ma lo sguardo di riprovazione di chi arrivava con le pelli mi ha fatto vergognare un po’….

  14. 7
    marco vegetti says:

    Eliski in Canada o USA. poi però per girare Cliffhanger (ambientato nelle Montagne Rocciose) vengono in Italia dolomitica perché là da loro gli ha detto che possono pagare quanto vogliono, ma nei Parchi Nazionali on si vola e stop, e altrove non si vola per poco più di 15/20 minuti al giorno. Come quelle del Parco nazionale francese della Vanoise che vengono in pullmino in Italia, salgono i elicottero – che da loro non può volare- e scendono sul loro versante da “furbetti italiani”. Vietateli e stop. Solo voli di soccorso, utilità, militari.

  15. 6

    Giorgio: commovente. Ciao

  16. 5
    Giorgio Daidola says:

    ” non c’è da sperare che qualcosa davvero cambi. Peccato che quando questo accadrà, se mai accadrà, noi ci saremo già estinti con le nostre stesse mani.”
    Bellissimo articolo, intriso di intelligente pessimismo, meravigliosamente ben scritto. Conclude in un modo amaro ma non poteva che essere così. Lo proporrò  ai miei studenti di laurea magistrale, così, chissà,
    “almeno qualcuno potrà trapassare con la coscienza pulita”.
    Parla uno che l’eliski lo ha fatto, in nuova Zelanda e in Canada nei favolosi anni ottanta, e con grande soddisfazione. E anche nella zona del Monte Bianco per pretese esigenze cinematografiche o invitato da note ditte di articoli sportivi con la scusa di testarli. Visto che ho più di 70 anni in base alla nuova iniqua legge piemontese forse potrei ancora farlo.  Magari potrei approfittarne per intervistare Sylvain Saudan, lo sciatore dell’impossibile che a 86 anni scia ancora e dell’elicottero ha sempre fatto ampio uso. Confesso i miei peccati per tentare di non finire nel girone dei lussuriosi, dove però potrei intervistare finalmente l’Avvocato sulla “Arte di sciare”. Dopo essergli corso dietro per 10 anni, ai tempi di Dimensione Sci, forse me lo meriterei. Lui volava sempre troppo in alto ma adesso, laggiù in basso, forse sarebbe raggiungibile e potremmo ricordare insieme i nostri peccati.

  17. 4
    albert says:

     Fa figo anche andare a sciare nell’emisfero sud, Argentina, Nuova Zelanda quando nell’emisfero opposto e’estate torrida.Per il termine figo in Treccani:
    Nel linguaggio giovanile, di persona abile, astuta, che si fa ammirare per qualche sua particolare capacità, o anche elegante, di bella presenza: quanto sei fico!
     Nei pressi del BivaccoMinazio, pale di  san Martino, si trovavano i rottami di un elicottero militare precipitato: fighi! sbirciate le foto allegate qui
    http://stradesentieri.blogspot.com/2018/09/cima-fradusta-m-2939-pale-di-san-martino.html
     Per assurdo forse conviene ,anziche’ regolamentare, obbligare a farlo ,cosi’ poi diventa poco figo, anzi ordinario,  pfuì,boni tutti!
     
     

  18. 3
    Fabio Bertoncelli says:

    «Ai clienti che mi chiedono l’eliski propongo le pelli di foca. I più si dileguano ma chi accetta scopre che quell’oasi che rappresenta la montagna sognata tutta la settimana è davvero tale dopo essersela sudata. Tutto sta nel fare lo sforzo di partire, poi va. E fa bene.»
     
    Propongo Marcello Cominetti quale Capo Supremo delle Guide Alpine d’Italia.

  19. 2

    La situazione utenti dell’eliski andrebbe ribaltata. L’offerta esiste perché c’è la richiesta. In Italia (ma anche in Spagna) fare eliski fa figo, mentre in Francia, Germania e Austria è da tempo passato il messaggio che è da sfigati ignoranti e new rich. Quindi i francesi, i tedeschi e gli austriaci che si sentono fighi volando su un elicottero vengono a farlo in Italia, dove oltretutto mangiano pure bene.
     
    Il mercato della cocaina va a gonfie vele perché c’è chi ne fa uso, mica perché ci sono gli spacciatori.
     
    Ho lavorato molti anni fa come coadiutore per un paio di ditte di lavoro aereo con elicotteri e ricordo che la maggior parte della clientela pagava solo se l’atterraggio avveniva dove c’erano altre persone che potevano vederli scendere. Fa tanto “avvocato” che qualcuno indossava pure il tutore Donjoi sui pantaloni da sci. Ai clienti che mi chiedono l’eliski propongo le pelli di foca. I più si dileguano ma chi accetta scopre che quell’oasi che rappresenta la montagna sognata tutta la settimana è davvero tale dopo essersela sudata. 
    Tutto sta nel fare lo sforzo di partire, poi va. E fa bene.

  20. 1
    Massimo says:

    – A mio modo di vedere è l’ennesima conferma, se mai necessaria, di un modo di fruire della montagna in termini di consumo e di immediato ritorno economico, con una buona base di analfabetismo ambientale e assenza di una strategia di transizione verso una diversa gestione della montagna; che non vuol dire smettere di far guadagnare chi in montagna ci vive sul turismo ma riflettere su come continuare a dare reddito con offerte diverse. Purtroppo a livello di governi regionali sono pochissime le giunte che riescono a guardare un po’ più avanti per cui si assiste solo a sporadiche iniziative di alcuni Comuni o consorzi di Comuni che hanno deciso di puntare su una diversa strategia; non a caso sono realtà dove la presenza di impianti di risalita è esigua se non assente. Sull’altro versante, quello delle località dello sci di massa, nulla si registra in questo senso e le amministrazioni locali si astengono da scelte controcorrente che troverebbero decisa opposizione dal tessuto economico locale. Salto un po’ di palo in frasca ma questa assenza di strategia nei vari livelli decisionali e normativi fa si che le grida di protesta e di allarme provengano da chi fruisce in modo pulito (più o meno) della montagna e che nella maggioranza dei casi in montagna non risiede. Vedasi il recente articolo pubblicato su questo blog circa il convegno del CAAI sull’impatto ambientale dei frequentatori della montagna,  denso di illuminate considerazioni su mobilità sostenibile in quota etc. etc. che vanno a scontrarsi però a scontrarsi con le considerazioni sopra proposte. Pessimisticamente credo che poco si farà poichè siamo carenti se non del tutto sprovvisti di cultura ambientale ma completamente farciti dalla dimensione del consumo, per cui non si può pensare che i rappresentanti politici ai vari livelli per magia intravedano strategie e spazi di intervento che purtroppo non sono in grado di concepire …

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