Questo non è il primo post che pubblichiamo sul DDL Caccia. Vedi infatti https://gognablog.sherpa-gate.com/ddl-caccia/. Ma oggi c’è un motivo in più per pubblicare ancora: il tempo sta finendo. Il disegno di legge, già approvato dal Senato, potrebbe arrivare al voto conclusivo già a novembre 2026.
Ferma il DDL caccia
a cura di Greenpeace
La maggioranza parlamentare vuole accelerare i tempi, calendarizzando il provvedimento in Aula prima ancora che la Commissione Agricoltura abbia terminato l’esame degli emendamenti.
Una forzatura che rischia di comprimere il confronto su una riforma destinata a cambiare profondamente le regole della caccia. Perché tanta fretta? E chi ne trarrà vantaggio?
È evidente: la tutela della fauna viene sacrificata per assecondare gli interessi della lobby venatoria.
A discapito della vita di animali selvatici, come lupi, cervi, uccelli e altre specie che già stanno soffrendo per la perdita dei loro habitat naturali. L’ennesimo attacco alla natura che noi dobbiamo fermare a tutti i costi.
Aiutaci a fermare questo progetto disumano!
Se approvata, la riforma potrebbe significare: più aree dove cacciare; più specie cacciabili; maggiore utilizzo dei richiami vivi; la possibilità di cacciare anche in periodi delicatissimi per gli animali, come la migrazione pre-riproduttiva degli uccelli; un ulteriore ridimensionamento del ruolo scientifico dell’ISPRA.
E, come se non bastasse, mentre la fauna selvatica è già sottoposta a pressioni enormi, in 16 regioni italiane la stagione venatoria è stata autorizzata in anticipo, con le preaperture già dai primi giorni di settembre.
Gli animali hanno bisogno di più protezione (e anche la natura che li sostiene)
La biodiversità italiana è già fortemente martoriata da incendi, consumo e sfruttamento del suolo, frammentazione degli habitat e inquinamento. È urgente fermare questa legge sulla caccia che danneggia ulteriormente la natura!
Ma c’è qualcosa di ancora più profondo che ci riguarda tutti. Viviamo in un tempo in cui la violenza sembra essere ovunque. Ogni giorno assistiamo a soprusi, arroganza, minacce. Alla forza usata come risposta, come strumento per imporre la propria volontà soprattutto su chi non ha mezzi per difendersi da solo.
E allora ci chiediamo: abbiamo davvero bisogno di estendere ancora questa logica? Questa legge non risolve nulla. Non protegge gli ecosistemi. Non restituisce spazio alla natura. Non affronta le grandi minacce che mettono in pericolo gli animali. Fa l’opposto.
Estende infatti la possibilità di esercitare violenza anche su territori e specie che avrebbero bisogno di essere protetti. Perché il benessere della fauna e degli ecosistemi non riguarda soltanto gli animali. Da una natura in salute dipende anche la nostra vita. Il nostro benessere. Il nostro futuro.
Non è la prima volta che denunciamo i rischi di questa riforma. Ma ora siamo davanti a un passaggio decisivo. La Commissione Agricoltura ha ripreso l’esame degli emendamenti il 16 settembre 2026. Eppure il provvedimento è già destinato all’Aula a novembre 2026, senza aspettare che quel confronto sia concluso.
Una riforma che riguarda la fauna selvatica, gli ecosistemi e l’interesse di tutti i cittadini merita discussione, trasparenza e tempo. Non una corsa per accontentare una parte della politica e gli interessi venatori.
Noi non vogliamo stare a guardare. Dobbiamo aumentare la pressione, mobilitare le persone, sensibilizzare l’opinione pubblica e far arrivare forte la nostra opposizione alle istituzioni.
Per riuscirci abbiamo bisogno anche del tuo sostegno
La tua donazione ci permette di continuare questa battaglia proprio adesso, mentre la maggioranza cerca di bruciare le tappe. Non lasciamo che la lobby della caccia decida il futuro della fauna selvatica e della natura italiana. Il tempo per reagire è adesso. E voi potete fare davvero la differenza. Volete aiutarci a fermare il DDL Caccia?
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Tutto quello che fa la natura è naturale. La natura non ha bisogno dell’ agire dell’uomo per regolarsi. L’uomo agisce sulla natura per i soli bisogni umani. Credere nella capacità della natura a saper regolare i suoi equilibri non è da ingenui e da realisti. Il problema è che questo agire non è nelle corde umane, la natura ha tempi e ritmi che sono fuori dai bisogni dell’uomo, che infatti ha inventato l’orologio con tanto di suoneria per alterare i ritmi naturali e farli a sua immagine e somiglianza.
@10 “C’è un problema serio che è quello del sovrannumero dei cinghiali”
Giova ricordare (forse) che il cinghiale è stato reintrodotto (anche illegalmente) a partire dagli anni ’50 fino ad almeno gli anni ’80 proprio per scopo venatorio.
Inoltre, pare che la caccia intensa sia causa di maggior fertilità e, in modo controintuitivo, dell’aumento delle popolazioni.
Quindi, almeno per quanto riguarda i cinghiali, la caccia fa parte del problema, non della soluzione.
Per chi volesse approfondire: https://www.parchilazio.it/schede-3018-cinghiali_fra_leggenda_e_realta_fra_credenze_e_dati_scientifici
“è da ingenui credere che la natura si regoli da sola”
Devo dissentire.
La Natura si regolerebbe da sola per definizione: la scarsità di predatori è uno dei (tanti) disequilibri causati dall’agire della nostra specie (ma anche questo agire, volendo, è parte della Natura).
Ciò che è da ingenui, semmai, è credere nella regolazione della Natura da parte dell’uomo, quando è palese che l’uomo non è in grado di regolare neanche sé stesso.
I professionisti forestali e guardie volontarie, pero’ sono un 10 % di quanti ne servirebbero.
Il controllo delle specie senz predatori va affidato a professionisti tipo forestali (che agiscono secondo piani piani studiati a tavolino in modo scientifico) e non certo lasciata all’improvvisazione dei cacciatori della domenica
Di sicuro sarebbe più leale visto che si parla di sport.
Mai visto una gara di automobilismo tra una bianchina e una formula uno.
Ma se ti ho persino risposto che, nella tua domanda finale, avevi ragione…
Il riferimento era ovviamente al 19.
@18. Ma cosa c’entra con quello che ho scritto io?
“Di particolare rilievo l’intervento tecnico di Eugenio Carlini, esperto in gestione faunistica dell’Istituto Oikos, che ha fornito un quadro numerico aggiornato e documentato. «In Lombardia si è passati dai circa 4.000 cervi censiti nel 2002 a oltre 20.000 nel 2023, con un incremento costante. La Lombardia ospita circa il 15% della popolazione alpina nazionale di cervi. Nonostante l’aumento dei prelievi – da poco più di 600 capi nei primi anni Duemila a oltre 3.500 nel 2023 – la percentuale di abbattimento resta insufficiente rispetto alla dinamica di crescita». Carlini ha evidenziato criticità nei censimenti, che intercettano tra il 50% e il 75% degli animali presenti, e nella pianificazione, con piani provinciali non aggiornati e densità già superiori ai livelli ritenuti sostenibili. Ha richiamato inoltre l’impatto sulla rinnovazione forestale, in alcune aree prossima allo zero, e la perdita fino all’80% della produttività dei pascoli in alta quota.”
Questo è solo uno tra i tantissimi esempi, insistere con frasi come questa:
significa solo esporre al mondo intero la propria ignoranza sull’argomento.
@ 18
No. Io però, durante le mie escursioni nell’Appennino Tosco-Emiliano, desidererei evitare il rischio di essere bersaglio di cacciatori accecati dal fanatismo e dall’arroganza.
In vita mia ho assistito a episodi del tutto degni della famigerata battuta di caccia nei film di Fantozzi!
Premesso che questo DDL non ho alcun dubbio che vada fermato, credo che ci sia poca voglia di informarsi da parte dei commentatori sul ruolo della caccia nella gestione odierna della fauna selvatica. Abolirla del tutto, come auspicato da molti, significherebbe un aumento esponenziale di molte specie faunistiche prive di predatori con conseguenti danni sia ambientali che di ordine sanitario (vedi peste suina africana), senza contare ad esempio i sempre più numerosi incidenti dovuti a cervi (ormai fuori controllo) che ti sbucano di notte sulla strada. Forse il sig. Crovella e altri vorrebbe risolvere tutto con archi e frecce? O a mani nude?
@ 16
Concordo con Alberto.
Nella caccia attuale si uccidono animali per divertimento. Nel settore alimentare lo si fa per nutrire esseri umani. Le motivazioni sono agli antipodi.
@ 14 perchè oggi in Italia si va a caccia per sfamarsi?
Quelli che vanno nelle riserve e fanno strage di tutto, poi esibiscono i trofei su internet, lo fanno per sfamarsi?
La caccia in molti la definiscono uno sport. per me non è sport dove si ammazza per divertimento un essere vivente. Sottolineo per “divertimento” non per necessità che è ben altra cosa.
@ 14
Quindi un buon compromesso sarebbe nutrirsi di ciò che si caccia?
Tutti vegetariani? Perché sinceramente tra uccidere animali che vivono liberi e animali cresciuti e abbattuti come in catena di montaggio trovo molto meno crudele e impattatante per l’ambiente la prima opzione. Non sono un cacciatore, non sarei in grado di uccidere niente, ma trovo un po un controsenso essere contrario alla caccia e poi mangiare la bistecca del supermercato. Senza polemica
Non ho la passione delle armi, non mi interessano, ma percricordo, avrei voluto tenere con me la doppietta di mio babbo. Un gran bel fucile tutto intarsiato con scene di caccia. Ma troppi vincoli e adempimenti pervtenerlo in casa, cosi l’ho consegnata, assiene all’altro fucile e ad una carabina ai carabinieri. L’unica cosa che ho conservato è la bilancina, i vari pesi e la sua custodia di legno, con cui mio babbo e mia mamma caricavano le cartucce. Mi sembra sempre di vedere la scena in cucina sul tavolo tutto apparecchiato con pallini di vario calibro, polvere da sparo, stoppini, cartucce. Storie oramai andate…
La lobby venatorio NON è limitata ai soli cacciatori, ma anche a tutto il “giro d’affari” che ruota intorno: produttori di fucili, abbigliamento, scarpe/scarponcini/scarponi, zaini specifici, gilet (anche detti scamiciati”), integratori ecc ecc ecc. Non è una lobby potente come quella dei petrolieri, ma non è irrilevante e, politicamente, si farebbe sentire in ogni caso, a prescindere dal colore politico del governo in carica. Ciò premesso, a titolo personale sono per l’interruzione totale e irreversibìbile della caccia: ne colco l’antico fascino ideologico e culturale (ben descritto da molti romanzieri, oltre che da padri e nonni di altri contributori), ma ormai è “cosa” d’altri tempi, non appartiene più ai giorni nostri. dobbiamo metterci una pietra sopra. Il punto è che occorre imporsi alla lobby venatoria che è cimpista di cittadini-elettori e nessuno avrà mai il coraggio di metter le mani in quel nido di vespe…
@ 9
Io avevo un nonno esattamente come tuo papa’ , lo accompagnavo a caccia o nelle peregrinazioni per i monti , di quel girovagare da cacciatori-raccoglitori mi piacevano diverse cose , tranne l’animale che correva disperato o che veniva ucciso.
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I fucili li ho tenuti in ricordo del nonno , che ho continuato a portare in montagna fino a 94 anni.
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Della caccia posso tranquillamente fare a meno , e del resto , se non ci fosse chi trasforma qualcosa che respira in cibo al posto mio , rischierei di diventare vegetariano.
C’è un problema serio che è quello del sovrannumero dei cinghiali, che stanno facendo danni ovunque, tanto che in alcune zone si tratta di vera emergenza. I lupi, unici predatori, sono in quantità troppo esigua per riuscire a contenerli. Soluzioni, caccia esclusa?
PS: non sono né cacciatore né favorevole alla caccia, ma è da ingenui credere che la natura si regoli da sola, se non ci sono i predatori le prede si moltiplicano.
Caro Bobby io sono figlio di cacciatore, quando ero un bimbo con mio padre sono stato a caccua tante volte. Al capanno, in una botte in padule, col cane, al passo di tordi, ai colombacci, alla beccaccia. Sono cresciuto tra cacciatori, gabbie con uccelli da richiamo che mio padre metteva in chiusa per farli cantare fuori stagione e mia mamma accudiva ogni giorno in modo religioso. Sono cresciuto con cani da caccia da ferma e da riporto. Sono cresciuto con fucili da caccia in casa attaccati dietro alla porta di cucina una doppietta e un automatico che qundo miompadrece morto ho consegnato ai carabinieri. Mio padre la sera dopo cena, sul tavolo da cucina caricava da se le cartucce e mia madre lo aiutava. Aveva una bilancina con i vari pesi per dosare polvere e pallini. La bilancina l’ho ancora oggi. Quindi cosa è la caccia ne so parecchio. Ma non ho mai preso il permesso di caccia perchè, strada facendo, ho capito che non si puo chiamare sport ammazzare un animale. Quindi a me di conoscere il ddl sulla caccia non me ne frega nulla. La caccia per me va abolita. PUNTO!!
“Le specie rare sono protette…”guarda che è molto teorica e non invalicabile la protezione ,figure come C.C. Forestali o guardacaccia sono più rari di certi animali.Praticamente chi caccia lo fa quasi secondo propria autoreferenzialita’ e coscenza….del rischio, pago e ho licenza di fare ciò che mi pare . Se non è cassa questa. Tanti piccoli Trampetti.
@6
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Io non ho grande simpatia per la caccia ma :
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Le specie rare sono protette.
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Il figlio di Trump non fa testo.
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I fagiani sono allevati e liberati per la gioia dei cacciatori , e questo , benche’ assurdo per chi posta accarezzando il suo gatto , rende la caccia un filo piu’ sostenibile.
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C’e’ anche un altro discorso , normalmente fuori dai radar dei non – cacciatori.
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Gli stock di animali variano ogni anno , e non e’ affatto detto che avere “piu’ selvatici” voglia dire avere un ambiente migliore.
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Un esempio e’ quello di siluri , cormorani , ibis sacri e guardabuoi , nutrie , cani procioni e….la lista e’ ancora lunga.
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Se li lasci li non arrivera’ nessun mago dei cartoni animati a riequilibrare la situazione , e la natura trovera’ fra un numero sconosciuto di anni., un nuovo equilibrio , forse del tutto estraneo rispetto a cio’ che era prima.
La caccia per come è strutturata e funziona in Italia; mi arriva il figlio dell testa arancione in laguna e ammazza a cazzo uccelli rari ; veramente meravigliosa e controllata ! C’ era una bellissima coppia di fagiani fino a tre settimane fa che scorazzava sul prato davanti casa al paese della moglie…c era!
Ovvio che in giro per il pianeta vada anche peggio (molto peggio) che da noi ,ma non è un buon motivo e alibi per peggiorare la situazione e fare cassa su beni di tutti e a volte insostituibili talmente rare sono le specie.
No , ma tu ti prendi la briga di contestare come e’ organizzata la caccia in Italia , quando non sai un cazzo di come e’ organizzata in Ungheria , in Svizzera , in Francia…
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Abbiamo fatto lo stesso con il nucleare quaranta anni fa’ il padrone aizza e il cane si mobilita o vota…
Io da non cacciatore non me la sento di dire che il DDL e’ sbagliato , perche’ faccio sempre la parte del cane aizzato…
E allora??
Siccome lo fanno gli altri , va bene…
La caccia viene esercitata solo in Italia o anche nel resto del mondo ?
La lobby venatoria è la lobby della morte. Il loro sport è ammazzare un essere vivente, godono a togliere la vita ad un animale, si realizzano uccidendo.
Complimenti.
C’è un solo modo per fermare questa “banda”: non disertare il voto, andare a votare e votare contro anche se non si è del tutto “innamorati” dei partiti dell’opposizione.