Gogna internato in clinica psichiatrica. Il medico “Troppi post”

L’alpinista e blogger Alessandro Gogna internato in clinica psichiatrica. Il medico: “Troppi post”
di Nando Zanchetta (post pubblicato su nandozanchetta.com il 16 settembre 2015, per gentile concessione)

Milano. Lunedì scorso l’alpinista Alessandro Gogna, stimato scrittore e coordinatore del seguitissimo blog sul sito banff.it (in seguito con indirizzo https://gognablog.sherpa-gate.com/category/gogna-blog/, NdR), è stato internato in una clinica psichiatrica per gravi disturbi dovuti ai troppi post e alla dipendenza da social network.

GognaInternato-gogna-coperta

I primi sintomi del disturbo si sono manifestati la scorsa settimana, quando a pranzo con alcuni amici in un ristorante, apprezzando le trofie al pesto che stava mangiando, ha chiesto al cameriere dove fosse il bottone per mettere Mi piace e poi condividere.

Tornato a casa ha subito scritto un articolo sul suo blog dal titolo Bonatti, la Nord del Cervino e le trofie al pesto, nel quale affermava che prima di partire per Zermatt per la sua solitaria invernale, l’alpinista bergamasco avrebbe appunto mangiato per diversi giorni solo questo piatto e che la salita non dovrebbe essere considerata valida in quanto basilico e pinoli conterrebbero sostanze dopanti.

Subito dopo aver postato l’articolo nei 634 gruppi Facebook a cui è iscritto, Gogna, non ricevendo che pochi like, si è barricato nel suo appartamento armato di pialla e, dopo aver preso in ostaggio alcuni storici cunei di legno recuperati sul Civetta nel 1972, ha minacciato di darsi alle fiamme utilizzando i trucioli da essi ottenuti, qualora le autorità non avessero immediatamente cancellato la salita di Bonatti dagli annali.

Trofie, basilico e pinoli: sostanze dopanti, secondo Alessandro Gogna
GognaInternato-trofie_pesto
A questo punto sono intervenuti alcuni famigliari che, dopo aver cambiato le password di amministratore del suo blog e del suo account Facebook, lo hanno immobilizzato, messo in condizioni di non nuocere a se stesso e agli altri, e trasportato presso la più vicina clinica psichiatrica.

Il dottor Massimo Micalo che lo ha preso in cura, pur manifestando un cauto ottimismo, ha affermato che la terapia sarà lunga e difficile. «Dottor Zanchetta – ci ha detto lo psichiatra – la disintossicazione deve avvenire gradualmente e pertanto in questi primi giorni gli è stato consegnato in uso uno smartphone, seppure con accesso limitato e con molti siti bloccati. Potrà consultare i siti ufficiali del CAI, del Soccorso Alpino, il sito ufficiale di Chris Bonington e i cataloghi di chiodi storici dei musei di Reinhold Messner. Rigorosamente vietati invece la lista delle funivie del Superski Dolomiti e del MonteRosa Skirama, le foto dei chiodi a pressione di Cesare Maestri sul Cerro Torre, il sito 8a.nu e il blog di Caterina Balivo, che presto condurrà su RAIDUE il reality show Monte Bianco».

Nella seconda fase della terapia gli verranno invece proiettati alcuni film di eroiche storie dell’alpinismo, tra cui Cliffhanger, Assassinio sull’Eiger, La Montagna, con l’indimenticato Spencer Tracy e Mary Poppins, archetipo di libertà nei cieli e ispiratrice del moderno parapendio.

Nella terza ed ultima fase gli saranno consegnati dei libri da colorare con i profili di alcune montagne molto conosciute, tra cui Cervino, Tre Cime di Lavaredo ed Everest, associate ad alcuni oggetti come ad esempio souvenir delle piramidi di Giza in plastica, coppe di gelato, barattoli di marmellata. «Questo dovrebbe far regredire la sua malattia e riportarlo a uno stato di normalità nel quale dovrebbe tornare a riconoscere le montagne come montagne, gli sciatori come sciatori e i reality show come reality show» ha affermato il dottor Micalo.

La famiglia ha ricevuto moltissime attestazioni di vicinanza da parte di importanti personalità della montagna e dell’arte, tra cui Andy Warhol Jr. fondatore della nuova Pop-up art e autore dell’opera 101 Gogna Facebook Notifications, esposta al MoMA di New York, e ispirata proprio alle infinite liste di notifiche generate da Gogna.

Andy Warhol Jr: 101 Gogna Facebook Notifications, MoMA, New York, manifesto della nuova pop-up art
GognaInternato-lista-post-21
Dal giorno del ricovero, molti utenti Facebook, non ricevendo più le oltre venti notifiche giornaliere provenienti da Gogna Official, Gogna Unofficial, I Ragni di Gogna, Gogna Moderna e Donne con le Gogne, credendo in un malfunzionamento del computer, hanno reinstallato l’applicazione Facebook, con gravi perdite di dati.

Scontri si sono registrati tra la polizia e gli attivisti dei movimenti NO BANFF, informati sull’accaduto sin dalle prime ore del mattino, che hanno sfilato con festeggiamenti e caroselli improvvisati davanti alle sedi del Club Alpino Italiano di tutta Italia. Tutto si è risolto con la rottura di qualche bacheca degli avvisi e con il furto di alcune corde di canapa in uso alla Commissione Gite.

I principali provider internet, pur esprimendo costernazione e vicinanza alla famiglia per la situazione dell’alpinista, hanno immediatamente annunciato un sensibile taglio agli investimenti e hanno cancellato gli ordini per gli upgrade hardware necessari allo stoccaggio di tutti gli articoli di Gogna, che ormai hanno raggiunto qualche miliardo di TeraByte. D’altra parte, a Wall Street  il titolo di Oracle, il software per la gestione della base dati di Gogna, ha perso in pochi minuti circa il 10% del valore, prima che la contrattazione venisse sospesa.

La nostra redazione augura ad Alessandro una pronta guarigione e auspica di poter presto rileggere le interessanti liste di regolamenti da lui pubblicate, gli interventi dei presidenti in 342 cartelle, le doverose e improcrastinabili controrisposte dei vicepresidenti vicari in 456 cartelle, i documenti programmatici della CNSASA (Commissione Nazionale Sali Alto Scendi Alticcio), le schede tecniche del CNSAS (Corpo Nazionale Sauvignon, Aglianico e Sangiovese), gli inviti ai cocktail del CAI-TAM (CAI Tutela Ambiente Mondano) e i comunicati stampa del CAGAI (non è una sigla).

Nell’attesa, non avendo nulla da leggere, i fedeli lettori del suo blog avranno finalmente tempo per andare in montagna.

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Gogna internato in clinica psichiatrica. Il medico “Troppi post” ultima modifica: 2015-12-31T05:33:01+01:00 da GognaBlog

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21 pensieri su “Gogna internato in clinica psichiatrica. Il medico “Troppi post””

  1. Guardate che cosa ho riesumato! 😅😅😅

     

    P.S. Non è da tutti accettare scherzi su se stessi.

  2. Tutto tace. O il paziente è ancora in terapia oppure i disegni sono troppo brutti per essere pubblicati.

    Caro Gogna (caro Alessandro), permettimi di scherzare su di te! Se non si sorride un po’ di questi tempi… Con simpatia.

  3. Insomma, come è andata a finire la terza fase della terapia, quella con i profili delle Cime di Lavaredo da colorare? Vogliamo vedere i disegni!
    E anche una fotografia del nostro Gogna mentre disegna con le matite colorate.

  4. L’ho letto solo ora… Bellissimo articolo pubblicato su un bellissimo blog!

  5. finalmente, bellissimo…
    un po di sana leggerezza che è poi l’arte che distingue un buon arrampicatore dalla palude dei guardoni

  6. Articolo molto divertente. D’altronde, se si hanno cose da dire e le si esprimono tramite un blog tocca lavorare. Forza Gogna!

  7. E piantiamola di fare le pulci a tutto, di puntualizzare e di polemizzare, che pare un’assemblea sui programmi della sinistra (raccontata da Crozza)
    Impariamo a guardar ‘sta luna e non il dito!

    Io per esempio voglio assolutamente la tessera del CAGAI!!

    E buon anno a tutti, banda di disadattati

  8. Ma certo, il CAI comuqnue è solo uno dei tanti argomenti. Alessandro ne tratta molti altri, uno più emergenziale dell’altro, tutti pure al di fuori delle tacche…
    Ora se posso dirti due robe veloci anch’io sul CAI: trovo un pò snob, snobbarlo. Sono eccome questioni nel nostro spazio-tempo! E’ pur sempre la più grande organizzazione “pubblica” (sulle questioni di montagna). In Francia IL CAF, il club alpino farncese, ha proposto / sostenuto leggi governative che poi sono state approvate. vedi eliski (una vicenda molto interessante quella del CAF!). Perchè in Italia, chi è sul pezzo (noi?) dobbiamo lasciare il potere in mano a quei burocrati da prima repubblica perchè tanto noi, ci viviamo la cazzo di nostra vera montagna ? (finché c’è, così com’è ora…)
    Fallo Nando!
    Giorgio Robino, da facebook 18 settembre 2015

  9. Giorgio, i Troll li consoco solo come coloro che hanno contribuito allo sfondamento delle porte di Minas Tirith. Altri usi non tolkeniani sono a mio parere abusivi.
    Per il resto: potrei schierarmi e dire cosa penso del CAI, delle sue innumerevoli commissioni, dei suoi burocrati, del fatto che sembra essere un’istituzione fatta apposta per moltiplicare inutili poltrone, del fatto che chi va in montagna veramente ne fa a meno da molto tempo e ormai riconosce il CAI solo come proprietario dei rifugi dove dorme e che la sua funzione e’ ridotta a quella di Paris Hilton, con l’unica differenza che lei e’ molto piu’ figa del dott. Umberto Martini, attuale presidente del CAI.
    Ma ripeto: per me sono questioni lontane nello spazio e nel tempo e probabimente non ho al momento elementi per scriverne. Chissa’, in futuro accettero’ il tuo invito di Fallo Nando…
    Nando Zanchetta, da facebook 18 settembre 2015

  10. “Chi come noi frequenta la montagna o pratica arrampicata e bouldering in modo assiduo, considera la sua attività totalizzante e probabilmente perde il senso di cio’ che fa”. Accidenti come è vero. E deprimente!
    Marco Lanzavecchia, da facebook 18 settembre 2015

  11. Buongiorno Nando, no, non ti conosco, ho solo letto qualche tuo articolo in passato direi.
    Ti ribadisco che ho riso volentieri a tuo articolo! Accetto il tuo rigetto di essere troll; l’aggettivo “trollesco” l’ho inventato al volo io; (mi pareva bello per definire qualcosa che riguarda una azione da troll). Lo trovi cacofonico ? A me fa assonanza con “cellar door”, lo trovo molto” da antichi boschi”, quasi tenero… Scherzi a parte,
    PERO’: capisco bene il tuo punto, ma un pochino mi dispiace, ma credimi te lo dico in totale pace, che persone “come te” cioè con pensiero pensante, comuqnue non si schierino, magari fuor dall’ironia. perchè il tuo scritto, hai ragione non è troll! ma può essere usato dai troll, (ma in fondo chisseneimporta), la cosa più spiacevole è però che il tuo articolo che è pappa perfetta per quelli che Luca diceva giustamente avere il “malcelato fastidio”, cioè quelli a cui, per un motivo di roditura-di-culo personale (perchè Gogna fa nomi e cognomi), o per stupidità ideologica di mancanza di un piffero di pensiero che sia uno (a parte quale via fare sto we), ci godono ad articoli così, dicendosi “vedi, c’ha proprio scassato i marroni Gogna con sti miliardi di post, che manco mi posso più messaggiare in pace su whatsapp…”.
    Cioè il punto ancora una volta è l’EVASIONE: non parlare mai di contenuti. Piuttosto che piuttosto, prenderci per il culo da soli. No dico! e diciamo due cose anche noialtri (sui contenuti che Gogna propone). Se poi non fai altro, e questo articolo era solo una pausa di relax, Ti Chiedo venia e leggerò il tuo blog per approfondire.
    P.S. io cerco di teneri fuori più che posso dal magico mondo del “il mondo della tacca”. Perchè mi sà che ho ben problemi più grossi fuori.
    Respect
    Giorgio Robino, da facebook 18 settembre 2015

  12. Giorgio Robino, grazie per il tuo commento.
    Concordo con te che non si tratta di satira, ne in questo articolo ne nei precedenti, che se non conosci, ti invito a leggere sulla mia pagina. Il termine “satira” e’ in effetti improprio. Io definisco i miei modesti e indegni scritti delle simpatiche facezie, senza altra finalita’ che quella di far sorridere.
    E’ tendenza naturale del ricettore dell’ “opera” (uso le virgolette per ovvii motivi) caricarla di significati, sempre al di la delle intenzione dell’autore. Ad esempio, alcuni mi hanno dato del razzista quando ho scritto dei rom ad Arco. Altri hanno fatto di me un paladino della lotta contro i clandestini quando ho scritto dei profughi nei rifugi CAI. Ovviamente, niente di tutto cio’ corrisponde alle mie intenzioni.
    Riguardo al prendere posizione, il mio modo di vedere e’ riassunto nel sottotitolo del mio blog “Il mondo oltre le tacche”. Chi come noi frequenta la montagna o pratica arrampicata e bouldering in modo assiduo, considera la sua attività totalizzante e probabilmente perde il senso di cio’ che fa. Ho visto fazioni di climber e alpinisti schierarsi come in una guerra di religione per una presa scavata, uno spit spostato o una via classica richiodata diversamente dall’originale. Persone che hanno tolto il saluto ad un amico per una libera “col secondo messo” o per una via sgradata. Ho visto cause per diffamazione perché un tale aveva scherzosamente accusato talaltro per iscritto di appendersi sulle vie facili.
    Guardando il nostro mondo dal di fuori si vede chiara e distinta l’assurdità del considerare la nostra attività l’unico scopo della vita. Spesso si combattono battaglie senza senso in nome di principi effimeri e autoreferenziali che non hanno alcuna validità e significato nella realtà quotidiana delle persone comuni. Lo hanno solo per noi, che crediamo invece di essere fuori del comune.
    Per questo nel mio blog, fingo che il mondo, quello vero, e i suoi leader (Merkel, Renzi, Papa Francesco, etc), parlino di arrampicata, come se fosse veramente un argomento rilevante, come lo e’ per noi.
    Esiste un mondo oltre le tacche, ma molti sembrano non accorgersene.
    Il mio non schierarmi e’ pertanto quasi un obbligo programmatico, ammesso che io abbia un programma. Al massimo attraverso le mie simpatiche facezie posso dare, anche al di la delle mie intenzioni, spunti di riflessione, come in questo caso.
    Escludo invece nel modo più netto gli intenti “trolleschi” (ma chi ha inventato questo bruttissimo termine?) dei miei articoli. Un saluto.
    Nando Zanchetta, da facebook 18 settembre 2015

  13. Mi verrebbe da dire che (ma magari mi sbaglio eh) che si vuole attribuire troppa consistenza alla cosa. A me ha fatto ridere. Mi ha fatto ridere perchè conosco il capo da una vita, compagno di arrampicate, di sbronze e di altro. Gli voglio bene e mi pare che invecchi pure molto bene, cosa che non è per tutti, soprattutto quando son stati grandi da giovani. E la sua presenza abbondante e pervasiva sul web di solito è apprezzabile… ed il fatto che ripeta i post forse è un po’ di cyberanalfagoffismo. Non credo che lui si offenda. e anche quando ho fatto un po’ di casino, anche provocatoriamente, sul suo blog… lui ne è stato contento… Ed io credo che si sia sentito onorato di essere perculato in modo così garbato.
    Marco Lanzavecchia, da facebook 18 settembre 2015

  14. Ho riso anch’io! Emoticon smile e non mi dilungo sull’utilizzo di facebook che Alessandro sta esperimentando; è una lotta “a tappeto” combattuta da un unico guerrigliero… perchè, lo sapete meglio di me che quando lui si mette in testa che deve passare di lì (ed in questo caso sono i meandri dei social-network)… ca**o poi ci passa!
    L’articolo io l’ho aprezzato ma ho due blande osservazioni: 1. non è satira, perchè la satira è una forma di ribellione ad un potere costituito; quindi sarebbe satira riuscire a fare un articolo analogo contro che sò, certa dirigenza CAI (e fallo Nando!), che sò, la dirigenza delle guide alpine (e fallo Nando!), o quel che più vi garba come obbiettivo di potere simbolico o effettivo, ma non verso un “battitore libero” che tipicamente è contro la placida corrente di potere. Quindi l’articolo è infine un pò ambiguo rispetto alla interpretazione, che può essere sia intesa come affettuosa, ma sia intesa come trollesca, e cioè, di nuovo citando Luca, ad appoggio delle merdette che hanno il malcelato fastdio. Quindi Nando, dichiara da che parti stai, perchè sta qui è na guerra e stare sul terreno di confine so ca**i! Oh ma scherzo io!
    Giorgio Robino, da facebook 17 settembre 2015

  15. Ma lo hai incontrato nella tua stessa clinica??? siete entrambi mitici…
    Luca Mozzati, da facebook 16 settembre 2015

  16. L’articolo con tutta evidenza non e’ in polemica con Gogna. Vuole solo essere una facezia finalizzata a far sorridere e Alessandro, con stile e autoironia, mi ha scritto di aver apprezzato.
    Il suo blog e’ un delle poche voci che fa informazione con competenza e indipendenza, su tutti i temi del mondo della montagna. Prezioso e insostituibile per tutto noi!
    Nando Zanchetta, da facebook 16 settembre 2015

  17. Stefano, non solo le denunce… Il fatto che sappia riflettere e pure scrivere “disturba” e destabilizza… Però l’articolo è assolutamente delizioso…. Rappresentativo dell’attuale clima anticulturale. Chi scrive è un alieno, chi”comanda” vorrebbe solo tweet, slogan e sms… Fahrenheit 451, The Brave New World e 1984 non sono più così distanti… Bradbury, Huxley ed Orwell, pregate per noi…
    Luca Calvi, da facebook 16 settembre 2015

  18. L’articolo è simpatico e fa sorridere ma certamente dimostra che a qualcuno (molti?) le denunce scaturite dal blog danno piuttosto fastidio…
    Stefano Michelazzi‎, da facebook 16 settembre 2015

  19. Bellissimo scritto, divertente e simpatico, anche veritiero se vogliamo sotto certi aspetti,Alessandro e’ diventato “dappertutto” ma si legge se si vuole leggete…io per esempio leggo solo le sue vicende alpinistiche in bianco e nero, scritte bene e preziose. Altre “menate” le considero “menate”,ad altri interesseranno altri post! Ad ognuno il suo,ad ognuno la sua libertà… Io Alessandro non lo internerei (hahaha) ma rinchiuderei quei tre o quattro quasi sempre in polemica che rispondono sistematicamente ai suoi post Buon Anno Alessandro e…ci vedremo tutti in manicomio

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