I sette anni di Totem e Tabù
Oggi Totem e Tabù compie esattamente sette anni: era l’8 gennaio 2017 quando uscì il primo articolo di questa testata, Paolo Mieli e il riscaldamento globale (quindi con un autore mainstream, così tanto per sapere da dove si è partiti…). A questo sono seguiti altri 1.067 post, a una media di 12,71 post al mese.
Qualche parola sulla scelta del nome. A suo tempo fummo assai esitanti, perché Totem e Tabù è anche il nome di un famoso libro di Sigmund Freud: pur nutrendo per il padre della psicanalisi grande rispetto, un po’ ci dava fastidio non trovare un nome più originale.
Ma alla fine lo scegliemmo, perché in queste due parole è il nocciolo di quella che abbiamo sempre inteso come una missione: parlare di Totem, nel senso di “ideologie”, “ismi”, fede totale nella scienza, spaziando dall’informazione “oggettiva” in senso britannico alle convinzioni egoiche e ai preconcetti, ivi compreso quello del “buon senso comune”; e nel contempo parlare di Tabù, nel senso di “pregiudizi”, “cose che non si possono dire”, razzismi latenti, vissuti psicologici repressi, conoscenza emozionale o egoica incapacità di ascolto e di accettazione altrui.
Attualmente l’account Instagram di Totem e Tabù (#totemetabu_lettura) conta solo 83 follower: non c’è da stupirsene, vista l’eterogeneità delle foto che popolano la pagina dei feed. Queste non seguono un filo, non raccontano una storia, non ci sono ego smisurati con i quali identificarsi: sono solo casuali flash su attualità, problematiche, analisi, dove la scienza è affiancata al mito e a contenuti esoterici, dove la favola potrebbe sostituire la realtà e viceversa. Dello stesso tenore sono le storie giornaliere (quelle che muoiono nel giro di 24 ore), nelle quali facciamo un uso nullo di filmati e di musiche invasive. E’ evidente che, per sua stessa costituzione, Totem e Tabù non può essere influencer. Non ce ne vantiamo, ne prendiamo atto con serenità.
La stessa cosa si può dire della pagina facebook Totem&Tabù: con i suoi 744 follower non si può definire certo “popolare”.
Pur non avendo l’impressione che la nostra società sia costituita in prevalenza da individui “liberi”, è proprio a loro che abbiamo dedicato la testata (lettura per individui liberi).
Ancora nella dedica, come non bastasse, abbiamo specificato che questi individui liberi debbano sapere che la lettura di Totem e Tabù “è priva di contenuti retorici e di luoghi comuni (se ci sono sono presentati come tali) e contiene prospettive di carattere eretico”; poi ci siamo spinti a dire che gli stessi individui liberi sicuramente sanno “che certi articoli dovrebbero essere letti con la curiosità, il sospetto o la resistenza che certe idee meritano”.
Infine l’accenno al fatto che “le persone che animano Totem e Tabù combattono aspramente ogni genere di inquinamento”. Dove l’inquinamento s’intende relativo all’ambiente come al nostro essere: inquinamento non è “assenza” o “contaminazione” della cosiddetta verità, è la decisione volontaria di escludere i contenuti che potrebbero far assumere alla “verità” i caratteri della tanto temuta contraddizione, che però in realtà è assai più vicina alla nostra essenza umana della teorica “verità”. Dalla contraddizione vissuta e accettata fino in fondo nascono le sintesi e le grandi creazioni, di idee e di opere. Dalla verità conclamata e dalla sua concubina menzogna nascono noia, superstizione, sufficienza e soprattutto violenza.
In questi sette anni siamo orgogliosi di aver mantenuto le promesse. Abbiamo proposto alla lettura pezzi che la stampa generalista e mainstream rifiuta con sdegno e pervicacemente, pezzi che sfiorano (e a volte oltrepassano) il limite dell’apologia del fascismo, saggi di chiara matrice comunista, oppure pezzi visionari, respinti o adorati, rifiutati quanto benefici. Allo scopo di far riflettere, ma soprattutto di comprendere ciò che continuiamo a rifiutare, nell’illusione che il tempo sistemerà la cose oppure nella pessimistica convinzione della catastrofe prossima ventura. Abbiamo combattuto l’ossessione della sicurezza, l’idolatria funesta di un mondo desiderato senza morte e incertezze che per di più è anche teatro di grandi business: sicurezza deriva dal latino “sine cura” (senza prendersi cura, vedi Heidegger), dove cura sta per vicinanza, comprensione, accettazione, emozioni, affetto, amore. Sine cura significa vivere senza nulla di tutto questo, nella convinzione che nulla di male potrà mai succedere al nostro piccolo “io” quanto più lo difendiamo dall’avventura delle relazioni umane. L’orgia di selfie ne è la prova.
La sicurezza può essere definita come “sapere che l’evoluzione di un sistema non ci produrrà danni”. La sicurezza è il primo dei Totem, poiché un sistema può evolversi senza dar luogo a stati indesiderati, ma non per questo esso potrà mai essere ritenuto davvero sicuro (per fortuna, sosteniamo). La sicurezza è dannosa alla nostra formazione di individui liberi, vista l’assenza già nella stessa parola della quantità di elementi fondamentali per la nostra vita (prima elencati) compresi nella parola “cura”.
La missione di Totem e Tabù è dunque stata e continuerà ad essere quella di “prendersi cura”, quindi di favorire scambio e relazione, di comprendere assieme per accettare, al fine di far compiere alla nostra visione del mondo quel salto di qualità che sussidiari, telegiornali, talk show, griffe, statistiche, reel, spettacoli adrenalinici e social organizzati vogliono impedire (con l’esercizio del loro smisurato potere di comunicazione).
Il compito è immane ma lo affronteremo assieme, augurandoci che chi si unisce a noi abbia ben maturato interiormente quei contenuti individuali che, se non ancora accolti e fatti propri, verrebbero involontariamente ma irrimediabilmente risputati nel nostro collettivo, con grave danno all’evoluzione di tutti.
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@99
“Sinceramente non capisco come credere ancora a una riga di quello che scrivono”
Non mi sembra poi così diverso dal credere ad ogni riga della propaganda pro-Putin che si può leggere sulla c.d. controinformazione.
Così da arrivare alla convizione che i russi colpiscono anche i civili ma capita raramente (…quindi, dai, non è poi così grave…), oppure che è la NATO che ha provocato e tramato per decenni (sebbene fosse in morte cerebrale), oppure quella dei c.d. biolab segreti in Ucraina.
In guerra la prima vittima è la verità.
Non rendersi conto che questo gioco della propaganda è praticato da tutti gli attori interessati, ma considerare la verità solo ciò che proviene dai nostri canali preferiti (ovvero quelli che dicono ciò che vogliamo sentirci dire), è esiziale.
Eppure la lettura di T&T dovrebbe stimolare lo spirito critico, o, almeno, la curiosità verso ciò che non conferma il nostro pregiudizio…
P.S. A proposito: buon compleanno, T&T. Tin bota e continua a provarci! 🙂
Sempre logorroico, ma ti rispondo a questo. Gli attacchi agli Houti (solo UK e USA, le potenze in declino totale, neanche la nostra Italietta ha mandato un aereo) non sono serviti a nulla: dopo 10 anni di bombardamenti sauditi, gli Houti sanno cosa fare, anche perché si aspettavano tale risposta. Tre morti e una dozzina di feriti, nessuna armamento importante distrutto. E oggi, 15 gennaio 2024, hanno attaccato e colpito un’altra nave. Grande deterrenza! Pensano di essere ancora all’epoca della politica con le cannoniere, anche se han preso batoste davanti a mondo intero…
Comunque, più che chiudersi a riccio, l’Europa si sta chiedendo(ma i giornali della GEDI forse se ne stanno zitti perché tremano pure loro) cosa succede se Trump vince e chiude rubinetti e NATO, ricucendo un po’ con Mosca. Da parte sua molte voci dal Cremlino dicono chiaro e tondo di dimenticarsi dei rapporti Eu/Russia come erano prima del 2022. E noi europei, presi in mezzo, altro che difenderci: sopravvivere sarà l’imperativo. D’altra parte appare chiaro che era quello che gli USA volevano: distruggere l’antagonista economico europeo e i suoi legami a Est.
Sulla guerra con la Cina siamo al patetico neocon. Il Congresso americano stroncherà il Pentagono: non hanno soldi né mezzi per imbarcarsi in un simile pantano. Al contrario dei cinesi, che hanno soldi e mezzi in abbondanza. da ridere che gli USA, in realtà, non riconoscono ufficialmente Taiwan: quindi persino all’ONU avrebbe vita difficile qualsiasi iniziativa contro la Cina (13 IMPORTANTISSIMI Stati riconoscono Taiwan: Belize, Guatemala, Haiti, Nauru, Isole Marshall, Palau, Paraguay e Saint Kitts and Nevis).
Io credo proprio che sei tu a credere ciecamente ai “direttori dei giornali”, quelli che scrivevano che Putin stava morendo, che aveva finito io missili, che dava ai soldati le pale per combattere, ecc. ecc. Sinceramente non capisco come credere ancora a una riga di quello che scrivono…
Ti preoccupi di scemenze collaterali, tipo se “trogloditi” nel tuo scritto era riferito a te o a me (o meglio a voi o a noi), e perdi costantemente di vista i fenomeni primari. Sembra che tu sia sceso da Marte dieci secondi fa.
Due articoli tratti da La Stampa di ieri:
1) Francia, vento di destra
Macron «ripulisce» Parigi per i Giochi e tenta di frenare il suo declino con la grandeur, ma è Le Pen ad avanzare puntando sul concreto: sicurezza, salari e potere d’acquisto
(Nota: se vira a destra la Francia e se in Germania si riuniscono vari esponenti politici di diversi partiti per proporre il concetto di re-immigrazione – cioè di deportazione di 2 milioni di immigrati, rispedendoli in un paese africano pagato all’uopo – l’aria dei destra che tira in Italia è acqua di rose. Ecco perché fanno ridere i polli quelli che cercano di spaccare il capello in otto su Acca Larentia ecc)
2) Sull’attacco USA-UK agli Houti:
L’attacco era nell’aria, gli stessi Houthi si attendevano una risposta statunitense dopo la miriadi di blitz compiuti nel Mar Rosso da novembre e che hanno portato alla riduzione del traffico marittimo lungo il Canale di Suez. Sinora secondo le autorità americane, i ribelli hanno compiuto dal 19 novembre ben 27 raid a danno di navi in transito
(Nota: nel mondo giornalistico gli Houti vengono chiamati “pirati” perché compiono degli attacchi “pirateschi” alle navi. I motivi che li animano sono irrilevanti: sempre danni ingenti ci producono. In particolare il traffico marittimo dei cargo commerciali, anziché infilarsi nel Mar Rosso e, tramite Suez, giungere nel Mediterraneo per scaricare nei porti mediterranei di cui Genova e Marsiglia sono i principali, girano alla larga, doppiano il Capo di Buona Speranza. Il problema per noi europei “mediterranei” è che i cargo che risalgono l’Atlantico lungo le coste occidentali dell’Africa, difficilmente poi entrano nel Mediterraneo da Gibilterra. Infatti a quel punto proseguono e vanno a scaricare nei grandi porti nord europei, tipo quello di Rotterdam o di Anversa e altri limitrofi, tagliando fuori i porti mediterranei. Questo è molto rilevante per noi mediterranei. Infatti gli attacchi degli Houti comportano un grave danno per noi italiani, per la consistente diminuzione dei noli portuali, che anziché esser incassati da noi sono incassati da olandesi e belgi. Questo significa una forte ripercussione sulla nostra economia, cui si aggiunge l’incremento di costi per i maggiori costi di trasporto delle marci per i circa 10 gg di più girando l’Africa. I maggiori costi, specie delle materie prime importate, si ribalteranno sull’andamento dei prezzi, proprio ora che l’inflazione stava rientrando dal picco dei mesi scorsi. Se il fenomeno Houti non viene stroncato, tutto il costo della vita europea salirà, compreso anche il prezzo di un litro di latte o di un kg di pane. Quindi alle ripercussioni degli attacchi pirateschi degli Houti saranno esposti in particolare le frange più deboli di cittadini europei (nel nostro caso italiani), quelli che già ora stentato ad arrivare a fine mese. Stupisce quindi che chi si riconosce in una visione “di sinistra” preferisca parteggiare per i fantomatici diritti di popoli lontani, piuttosto che preoccuparsi dei nostri concittadini che potrebbero avere problemi addizionali dalle rivendicazioni di ‘sti diritti dei popoli lontani. Per tale motivi, gli Houti vanno resi inoffensivi e se per ottenere ciò occorre bombardarli, ebbene che li si bombardi. Prima ancora che USA e UK dovrebbe esserci l’Italia a farlo per i suddetti motivi. Per ora le navi italiane in loco sono in una missione di protezione e prevenzione, ma la “votazione del parlamento” richiesta dal Ministro Tajani è praticamente un atto formale. Se il nostro governo decide per un intervento militare più profondo, la maggioranza parlamentare lo voterà in mezza giornata e quindi si procederà).
Morale: a prescindere dalla scala di valori (destra/sinistra) in cui ciascuno si riconosce, se uno osserva la realtà senza fette di salame attorno agli occhi, il trend oggettivo che si sta concretizzando verte su due punti cardine: 1) la “chiusura a riccio” dell’Occidente attraverso quel fenomeno che io chiamo la “destrizzazione” occidentale, cioè il netto spostamento a destra dei cittadini occidentali, e 2) l’Occidente sarà costantemente impegnato in un clima di guerra, o direttamente (Houti ecc) o indirettamente (Ucraina) o in termini di silenzio assenso (Israele). Tra l’altro si profila un nuovo problema che è Taiwan post vittoria elettorale di un convinto indipendentista rispetto alla Cina. Ho già sentito dire a direttori di giornali italiani che Taiwan sarà la prossima Ucraina, intendendo con ciò che, con Taiwan, l’occidente combatterà indirettamente la Cina, come in Ucraina l’occidente sta combattendo indirettamente la Russia. Quindi i singoli conflitti oggi esistenti, anziché estinguersi, verranno affiancati progressivamente da altri conflitti, che saranno tante “tappe” di una generale guerra fra l’Occidente e il mondo non occidentale (di cui i principali esponenti, oggi come oggi, sono la Cina, la Russia e quel mondo islamico condizionato dall’Iran). I due macro trend citati (“destrizzazione dell’Occidente” e costante clima di guerra dell’occidente contro i NON occidentali) si intersecano fra di loro e si alimenteranno l’un l’altro, per cui è probabile che lo scenario descritto si propagherà a lungo, forse per decenni e decenni. Questi due trend sono fenomeni talmente profondi che sarà impossibile, anche per chi vuole contrapporsi, riuscire a fermarli. Per cui, anziché dimostrare sistematicamente che siete scesi da Marte dieci secondi fa e non sapete nulla del mondo che vi circonda, mi sa che dovete entrare nella logica di turarvi il naso per vivere a lungo in un contesto che non vi piacerà, perché tanto quello sarà e nessuno (nei i sostenitori di tale evoluzione, né gli avversari) potrà incidere su questi macro trend. Ecco perché è doppiamente ridicolo se qualcuno si concentra sul singolo termine, se ho capito o se non l’ho capito, se ho ragione oppure se ho torto. Costui si perde in cazzate da asilo infantile e non capisce nulla del mondo che lo circonda e, soprattutto, di dove sta andando il mondo…
96 Crovella. Certo che sei un fenomeno. Tutto quello che non combacia con quello che tu pensi, diventano sottigliezze, errori di lettura, non comprensione delle metafore, ignoranza, legame con il passato, e chi più ne ha più ne metta. Per quello vai a vedere gli incontri della tua genìa: siete tutti d’accordo.
Neppur tu sai leggere, non è l’AdF che mi fa gongolare, ma la segnalazione della notizia che è una delle tante conferme del vento che spira in Europa. E cmq la riunione citata ha visto gente dell’AdF insieme ad esponenti di altri partiti più centristi: obiettivo, fra gli altri, la re-immigrazione. Ognuno avrà i “suoi” motivi per votare a destra, è irrilevante se quelli dei tedeschi siano uguali o diversi dai motivi di neri e ispanici USA: ciò che rileva è che l’occidente tutto (chi per un motivo, chi per un altro) sta marcatamente virando a destra. Alla frine della tornata elettorale del 2024 (che terminerà con le presidenziali americane, novembre) il mondo istituzionale occidentale sarà completamente diverso. I prossimi 5 anni (in Europa) e 4 anni (negli USA) ne saranno condizionati
91 Crovella. Nessuno ti ha mai dato del troglodita. Quindi
89 Crovella: DIMOSTRAZIONE CHE NON LEGGI O NON CAPISCI QUELLO CHE GLI ALTRI SCRIVONO:Quindi tutt’altro che “trogloditi”Trogloditi era detto per metaforizzare le “colpe” che ci addebiti di non capire, ecc. ecc. Certo che se non capisci nemmeno le metafore….
Neri e ispanici voteranno Trump per via dell’inflazione e del caro vita in aumento. Sarà da ridere in Europa se vince Trump perché ha già detto chiaramente che saranno caxxi nostri, la NATO, la difesa, ecc. ecc. e che lui penserà prima e solo all’America. L’ADF in Germania è un partito di estrema destra, affatto gollista, quasi più vicino al nazionalsocialismo che alle “destre” europee che infatti non lo vogliono nel gruppo europeo della destra… Se questa è la destra che ti fa gongolare, perfetto, sappiamo finalmente quanto sei moderato gaullista…
@92 Non mi appassiona la questione Acca Larentia e la trovo, in generale, una polemica da imbecilli, ma preciso, a chi avanza l’obiezione come la tua, che anche l’anno scorso (gennaio 2023) la commemorazione c’è stata e il Governo Meloni era già insediato, eppure nessuno ha sollevato questioni. Ergo tutta la polemica di questi giorni è una montatura, cioè è una strumentalizzazione di stampo pre-eletettorale (in proiezione delle elezioni di giugno), un patetico tentativo di sollevare una specie di contro reazione umorale alla virata a destra. Tale virata a destra avverrà a prescindere dal volere di tizio o di caso: è in essere anche, e forse di più, nel resto dell’occidente (sia europeo che americano, dove sale il voto ai Repubblicani, specie se rappresentati da Trump, sia dei neri che degli ispanici, cioè le due principali ex minoranze, un tempo fedelmente legate al partito democratico e ora in fase di spostamento verso il partito consevatore).
@ 93 Modestia? ma dove vivi? I sabaudi NON sono modesti nel profondo. non lo siamo mai stati. La famosa frase “esageruma nen” è un pennellata di facciata. I sabaudi sono “falsi e cortesi”, questo sì, cioè ti riempiono di sorrisini e, in faccia, si autodefiniscono modesti e rispettosi, ma nel profondo sono perfidi. Si vede che, come ho raccontato spesso, io sono un sabaudo anomalo, perché, anziché esser falso e cortese, dico le cose in faccia, pane al pane e vino al vino. ma nel profondo alcuni mie conoscenti, che ti riempirebbero di sorrisi e complimenti e si autoridurrebbero in una falsa modestia, provano un disprezzo verso l’umanità che è milioni di volte superiore a quello che provo io.
Il “solito”, divani di velluto, una certa Torino, incontri non aperti al pubblico, trogloditi sempre tutti gli altri, CAI e sabaudi, che noia!
Che aria di vorrei ma non posso.
Un po’ di modestia (sabauda)? Quella no eh!?
@Crovella: sai benissimo che nessuno con un minimo di sale in zucca vuole abolire la commemorazione di Acca Larenzia. Il punto non è la commemorazione in sé, lo sai benissimo.
E’ vero che si fa da 46 anni, ma queste sono le prime volte in cui occorre mentre un partito [prefisso a piacere]-fascista si trova al governo, ed è l’ennesima occasione che quel partito non coglie per prendere definitivamente, chiaramente, una volta per tutte, le distanze non solo dal fascismo, ma soprattutto dagli anni di piombo. Presa di distanza che, a mio modestissimo parere, sarebbe necessaria, se quel partito davvero volesse togliersi di dosso l’etichetta di [prefisso a piacere]-fascista.
Appunto, noi di sicuro non siamo trogloditi, magari lo è qualcuno di voi, questo il messaggio.
A proposito, due tweet da Repubbluca di stamattina.
1) “La Francia vira a destra” (testuale). Il nuovo governo ha alcuni ministri di area Sarkosy. Evidente mossa preelettorale di Macron, per tentare di arginare ondata elettorale prevista verso la Le Pen. Dal mio punto di vista che la virata avvenga nelle urne o prima (per scelte dei governanti) poco rileva. Sempre virata è. La realtà europea è questa qua, che piaccia o meno.
2) Si è scoperto che a fine novembre in Germania c’è stato un meeting fra esponenti di Afd (estrema destra) e altri di partiti più centristi. Fra le idee emerse, la “re-immigrazione”, cioè la deportazione in un paese africano di ben 2 milioni di immigrati dalla sola Germania.
Questi eventi come li chiamate? Segnali di socialdemocrazia?
E da noi strillano come aquile perché questo governo non abolisce la commemorazione di Acca Larentia, che si fa da 46 anni, compresi quelli con governi di sinistra! Mi sa che al confronto con quanto sta maturando in Europa, la realtà italiana è ancora all’acqua di rosa.
89 Crovella: DIMOSTRAZIONE CHE NON LEGGI O NON CAPISCI QUELLO CHE GLI ALTRI SCRIVONO:
Quindi tutt’altro che “trogloditi”
Trogloditi era detto per metaforizzare le “colpe” che ci addebiti di non capire, ecc. ecc. Certo che se non capisci nemmeno le metafore….
Ma proprio il concetto di metafora vi è completamente estraneo! La logica astratta vi è del tutto sconosciuta! Increbibile! Io uso spesso le metafore, ma è ormai provato che ogni volta che ne uso una, c’è sempre qualcuno che non coglie il suo significato retrostante. L’altro giorno e” accaduto per i tank, ora per i salotti. E’ evidente che anche questa è una metafora, certo risente dei salotti ottocenteschi e novecenteschi tipici di Torino. Queste riunioni ne sono l’evoluzione. Anche l’immagine dei divani di velluto è una metafora e rilancia ad ambienti felpati, riservati, tipicamente sabaudi. Ma oggi ci si riunisce in sale riservate di ristoranti, per l’ora di pranzo o di cena, i partecipanti sono da 50 in su e sono imprenditori e professionisti (consulenti d’azienda, avvocati, commercialisti, professori di area economica ecc), spesso ci sono ospiti (giornalisti, universitari, banchieri, anche politici) che parlano sui temi del momento. Se il concetto di Rotary vi dice qualcosa, possiamo dire che queste riunioni sono similari al Rotary (ma del tutto prive di codificazione, non siamo neppure un’associazioni). L’obiettivo è scambiarsi informazioni (oggi ne do una io a te, domani ne dai tu una a me), coltivare relazioni e soprattutto fare “rete”, da ciò spesso nascono idee di business comuni. Quindi tutt’altro che “trogloditi”: mi è capitato di incontrate personaggi di alto rilievo, anche internazionale, invitati a certe riunioni. In ogni caso a Torino se professionalmente vuoi entrare nel “giro”, non puoi stare fuori da questi “salotti”.
Questo è solo un tipo di riunioni che frequento. A queste si aggiungono quelle strettamente politiche, quelle culturali e quelle dei vari circoli sportivi, tra queste registro anche quelle del CAI. Spesso gli individui li incontri in vari contesti. A volte organizzo io dei meeting più piccoli º 10 individui su temi specifici, professionali o no. In ogni caso che siano riunioni affollate o piccoli meeting, lo scambio di informazioni fa nascere idee che ci consentono di “anticipare” i trend, che alla fin fine è il vero obiettivo di tutta questa attività di networking. Il networking io la trovo una delle cose più intriganti dell’esistenza.
Dalla Treccani:
“Cosa dice il determinismo
Concezione della realtà secondo la quale tutti i fenomeni del mondo sono collegati l’un l’altro e si verificano secondo un ordine necessario e invariabile (il che esclude la presenza del libero arbitrio).”
Ecco, la frase tra parentesi mi pare azzeccata…
Crovella 83: “A demonizzare gli “altri””
Tu questo non lo fai di certo, vero?
Comunque, salotti. Quindi 10, 15 persone, sicuramente importanti per te ma forse non per il mondo. I salotti mi fanno venire in mente i furbetti del quartierino… Ahahahahah
Ma pur di non seguire mai un dibattito ci parli sempre e solo di quanto tu qui e tu là… O, più spesso, dai dei trogloditi, anacronistici, ridicoli e di peggio a tutti quelli che non la pensano come te…
No, noi non siamo sabaudi, né ci teniamo a vivere nel tuo mondo soffuso e fuori dal mondo…
Avanti Savoia!
82 Marcello. Perfettamente d’accordo… Ah, ho appena letto che Repubblica riporta una notizia svizzera: Alberto Sordi forse era una spia dell’URSS! Mettiamo anche il suo ritratto, con Baffone, Totò e Eduardo!
Luciano, tieni conto del verbo…noi dovremmo stare attenti, mica lui.
Sarebbe però che si limitasse a usare parole di cui conosce il significato, visto che dalla frase:
“Questa vita l’ho scelta in modo lucido e deterministico”
si evince che probabilisticamente non è così!
“dovreste essere incuriositi da opinioni e pareri diversi.”
Fatemi capire, questa frase l’ha scritta veramente Crovella o è un troll che si è firmato col suo nome?
Ognuno nuota nelle piscine in cui si trova meglio e/o dove è stato portato dalla vita. A me la mia vita piace assai e mi piace così com’è, con i divani di velluto dei salotti torinesi dove si incontrano anche personaggi di alto profilo (altro che riunione di condominio!). Questa vita l’ho scelta in modo lucido e deterministico, avendo provato un paio di anni (30 anni fa) a lavorare e vivere a Milano, da cui ho scelto deliberatamente di distaccarmi perché quella vita (quella di Milano) non mi piace e non si addice alla mia mentalità.
Anziché voler solo demonizzare chi vive in un mondo completamente opposto al vostro, dovreste essere incuriositi da opinioni e pareri diversi. Io leggo molto più approfonditamente i quotidiani di sinistra o cmq antitetici alla mia squadra (fatto quotidiano, ecc). Questo perché magari trovo degli spunti su cui riflettere e cmq è interessante tenersi aggiornato in tempo reale su dove sta l’avversario. A demonizzare gli “altri”, date l’impressione di quelli che, in questi giorni, fanno polemica con il Governo per i fatti di Acca Larentia, la cui riunione annuale avviene ogni anno da 46 anni in qua! Pura strumentalizzazione e nulla più, come una bella fetta di commentatori seriali in questa sede: aria fritta e nulla più.
Vegetti 78, se brinderemo alla casa del popolo agordina ci faremo anche due risate con le riunioni sabaude non aperte al pubblico del comico Crovella. Qui vengono fuori le sue origini partenopee perché ha una comicità simile a quella di Peppino e di Totò.
@ 68
“E ti ripeto che “dal fiume al mare” è uno slogan sionista, non palestinese.”
No, Matteo, ti sbagli.
https://newcoldwar.org/wp-content/uploads/2021/06/unnamed-8-1536×1023-1-e1624533553946.jpg
https://i.pinimg.com/originals/75/01/3a/75013addc777c87f15be796cc3cd847c.jpg
https://en.wikipedia.org/wiki/From_the_river_to_the_sea
https://www.aljazeera.com/news/2023/11/2/from-the-river-to-the-sea-what-does-the-palestinian-slogan-really-mean
https://www.theguardian.com/world/2023/oct/31/from-the-river-to-the-sea-where-does-the-slogan-come-from-and-what-does-it-mean-israel-palestine
https://www.corriere.it/tecnologia/23_novembre_15/from-the-river-to-the-sea-cos-e-lo-slogan-pro-palestina-che-alcune-piattaforme-stanno-censurando-ma-non-tutti-89c4f572-6b9c-4c8c-802e-3e5a36098xlk.shtml
@Fabio
Su questo argomento non sono d’accordo con te. E’ ormai risaputo che l’attacco del 7 ottobre era ampiamente prevedibile. Ci sono informazioni, recuperabili da diverse fonti, che dicono che forse qualcuno ai piani alti ha chiuso appositamente gli occhi.. C’è chi dice anche che Hamas faccia comodo ad Israele… E al di là di tutto credo che non sia giustificabile l’eccidio di civili avvenuto (e in corso a Gaza). Ho visto video che non avrei voluto vedere provenienti dalla città.@Crovella
Cito questo e mi fermo qui senza commentare…
@MG
I post di “Totem e Tabù” servono proprio a questo: a smuovere le coscienze e a permettere discussioni su argomenti “Tabù”. Quindi direi che abbia colto nel segno.
743 Fabio. Rispondi tu prima: Vale anche per il Donbass?
73 Crovella: i sondaggi li fate nel vostro sabaudo circolino? Ma guardati quelli veri, italiani e stranieri. Comunque, siete voi in quel sabaudo ritrovo di cariatidi torinesi che non vedete altro che quello che sognate e vorreste. Né in Italia, né in Europa, né nel mondo intero. E tu, da una riunioncina di condominio “leggi” il futuro dell’umanità… Disintossicati!
Fabio, l’unico non concreto qui sei tu.
Non lo so cosa avrei fatto e non interessa a nessuno, quello che so è che c’è stato un brutale attacco di Hamas che ha provocato circa 1200 morti di cui 450 militari o poliziotti. Senza dubbio è stata un’azione terroristica e secondo Israele con finalità genocidiarie, ma comunque quel momento Hamas non ha più alcuna possibilità di ripetere azioni simili.
La “risposta” ad oggi ha provocato oltre 23000 morti (senza contare i dispersi) di cui si stima il 60-70% donne e bambini, quindi certamente non militari. Israele continua la sua azione altrettanto terroristica e di pulizia etnica (se sei riluttante ad usare il termine “genocida”) e non prevede di fermarla.
Fai pure la punta al cazzo con percentuali, distinguo e sdraiati pure su tutta la propaganda che vuoi, ma chi sia da fermare qui e ora mi appare con un’evidenza di oltre 20:1.
buon compleanno totem&tabu.
ai commentatori compulsivi consiglio un ottimo forum sul quale proseguire…
https://www.rid.it/forum/
A Gogna tutta la mia solidarietà, non deve essere facile vedere un proprio spazio mandato così ramengo
Fabio , troppo comodo fermare la storia al momento che fa più comodo x la propria tesi. Di rimando mi spieghi cosa avresti fatto tu dopo anni di ghettizzazione , dopo aver visto x anni cosa hanno fatto i coloni e via dicendo. Insomma è come prendersala con gli indiani che hanno assaltato una fattoria e non vedere perchè gli è venuta questa voglia
Marco e Matteo, dico solo questo e poi tacerò: mi spiegate che avreste fatto voi dopo il 7 ottobre se foste stati al comando in Israele?
Avreste finto che non fosse successo nulla? Vi sareste rivolti a Guterres e all’ONU? Avreste chiesto un armistizio ad Hamas? Vi sareste ritirati dalla Cisgiordania? Vi sareste ritirati “dal fiume al mare”?
Avreste bombardato fino a raggiungere la cifra dei morti israeliani, per poi smettere e lasciare Hamas libero di rinforzarsi e ricominciare? Oppure avreste fatto guerra fino alla sua distruzione?
Insomma, che cosa avreste fatto se milleduecento vostri compatrioti fossero stati attaccati da terroristi, torturati, stuprati, scannati a uno a uno con odio bestiale?
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici,
che avreste fatto?
P.S. Per favore, nella risposta siate concreti: non divagate, non svicolate.
Sono giri privati torinesi, ristretti e non aperti al pubblico, sono i corrispondenti ai giorni nostri dei “salotti” tipici della realtà sabauda, esistono da secoli. Inutile descriverli, a chi non è del giro non dicono niente. Da noi invece valgono molto, moltissimo. Dalla notte dei tempi ci si passa così le informazioni, specie quelle “calde” e “riservate”, e si coltivano direttamente le conoscenze umane.
Cullati nelle tue illusioni, non so più come farti capire che hai una visione retrodatata del mondo. Credi che siamo ancora negli anni settanta, mentre il mondo è proiettato verso altri paradigmi. L’occidente si chiuderà sempre di più proprio perché “assediato” dai competitor in termini economici e/o demografici e/o militari in senso stretto (e qui rientrano anche i cyber attacchi). Proprio perché gli altri nel mondo sono più forti di quanto lo fossero nei decenni passati, occorre erigere muri come una fortezza che protegga il nostro modello e i nostri interessi. Questo è il mood dominante, non solo adesso, ma soprattutto nei prossimi decenni, a prescindere che piaccia o meno, che sia eticamente giusto o meno, addirittura che sia condiviso o meno dalla popolazione (ma i sondaggi depongono in questa direzione, per cui non c’è particolare bisogno di porsi questo problema…).
Per Fabio, a prescindere. La Repubblica, giornale notoriamente filo Hamas, pochi giorni fa ha titolato “Israele, ecco il documento del 2022 che rivelava tutti i dettagli dei piani di Hamas per il 7 ottobre”.
Il Mossad e lo Shin Bet hanno pensato che erano troppo fantasiosi e che Hamas non sarebbe mai stato capace di attuarli e li han buttati nel cestino. Peccato, dicevano esattamente cosa sarebbe successo, persino i deltaplani… Complimenti vivissimi. E un po’ si spiega l’efferatezza di oggi per lavare l’onta di ieri…
64 Crovella
1 – Gli Houti NON sono pirati. Tu sommi mele e pere, ma dalle elementari insegnano che non si fa…
2 – Se una nave italiana si trovasse l’ accanto, difficile perché le zone di pattugliamento sono altre, non farebbe nulla perché checché tu ne pensi, il comandante seguirà quel che ha detto Tajani: ” non credo che si debba essere coinvolti in azioni offensive, semmai in azioni difensive””.
In più, nessuno sa esattamente come sia composto l’arsenale missilistico Houti e tutti però ne diffidano.
3 – Ergo è in essere un generalizzato clima di guerra, non dichiarata ma esistente eccome e che coinvolge non solo l’Italia, ma gli USA in primis e tutta l’Europa a ruota.
Guarda che l’Italia da sola non si farebbe coinvolgere in nessuna guerra,, neppure quella tra abitanti di due villaggi. Senza l’ombrello USA nessuno in Europa lo farebbe. Non ci sono le forze, gli armamenti, la tecnologia. E quasi nemmeno il carburante 😀
Se l’Europa volesse defilarsi rispetto alla smania USA di menar le mani, l’avrebbe già fatto. Se non lo fa è perché non può o non vuole, ma la differenza fra queste due sotto-ipotesi è irrilevante. Ciò che rileva è che l’Europa è già coinvolta in un clima di guerra (almeno da due anni, cioè dallo scoppio della guerra in Ucraina).
Tra potere e volere, mi spiace, ma c’è un abisso. Lo dimostrano Orban, ora Fico e presto i Paesi Bassi.
Ma le navetta italiana Morosini, un pattugliatore d’altura con 1 cannone e 6 mitragliatrici, nel Mar Cinese Meridionale prelude ad una possibile guerra con la Cina e la sua Flotta (più di 500 navi)?
Qual era stavolta l’incontro a cui ha partecipato (di stampo geopolitico militare)? Era privato, questo lo sappiamo, ma tra chi e con chi?
65, Fabio. I missili tra la gente vale anche per l’Ucraina? O quello, come sempre, è “un altro discorso”? Se gli israeliani colpiscono anche civili la colpa è di Hamas, se i russi (come raramente capita) colpiscono anche i civili di chi è la colpa? Perché io la vedo addossata solo ai russi. Eppure la situazione è la stessa… Comunque sia, su Gaza sono state sganciate più bombe i 90 giorni che sull’Ucraina in quasi due anni… L’aviazione israeliana su X, ha pubblicato quasi con orgoglio che nella settimana tra il 7 e il 12 ottobre 2023 sono state sganciate su Gaza circa 6000 bombe, lo stesso numero di ordigni usati dagli USA in Afghanistan in un anno (2018 e 2019). La superficie di Gaza è di 365 km2, quella dell’Afghanistan di 652.860 km2. Per intenderci, Roma ha una superficie di 1285 km2 e Milano di circa 182 km2…
61 Crovella: “, ma il “nuovo” occidente (dagli USA fino a noi) si sta indirizzando in questa direzione, che è quella della difesa del propri privilegi. Guardatevi intorno ed è già così.”
Dove? Come? Quando? In che modo?
Buttati fuori dall’Africa, messi alle corde in Ucraina, impotenti contro la Corea del Nord, impotenti contro l’Iran, ridicoli cani rabbiosi ululanti contro la Cina. Incapaci persino di fermare masse di migranti ai propri confini. Che film stai guardando? Eserciti europei a pezzi, senza abbastanza uomini e mezzi; esercito americano senza leadership (ricoverano il capo del Pentagono, tumore alla prostata, e manco lo dicono al Presidente), armi mai provate in combattimento ma solo in guerricciole. Davvero, ma che film guardi?
Fabio, ancora?
Ma chi se ne frega dell’efferatezza di fronte a un rateo di oltre 20 a 1, che invece sono tutti morti contenti e quasi in estasi (efferatezze peraltro riportate a tamburo battente…a già da chi? Cos’è che era? Bambini sgozzati e decapitati, giusto? Che però non si sono mai visti)
Non c’erano 500 morti in quell’ospedale? Ah bé, allora hanno fatto bene a bombardare e chiudere tutti gli altri.
E ti ripeto che “dal fiume al mare” è uno slogan sionista, non palestinese.
Matteo, ho parlato di efferatezze, non di numeri (e l’avevo pure specificato, a scanso di equivoci).
Il 7 ottobre si sono toccati livelli tali di efferatezze, di crudeltà, di bestialità – compiute contro i singoli individui, uno per uno! – che non si erano viste da tempo sulla terra.
In quanto alla storia del famoso ospedale con 500 presunti morti (versione Hamas), beh… forse la conosce perfino il mio gatto! Prova a informarti, poi riportaci la cronologia delle notizie, con relativi contenuti. Insomma, all’inizio hanno sparato A, poi si è scoperto che la verità era B.
… … …
Su questa terra purtroppo non esiste il paradiso e in una guerra ci sono quasi sempre ragioni e torti da entrambe le parti, in misura differente. Però noi, in questo caso fortunatamente lontani, dobbiamo sentire tutte le campane e sforzarci di valutare senza pregiudizi. Anche se si tratta del Belzebú israeliano che vogliono eliminare “dal fiume al mare”.
1) Insisto, non diciamo str…upidità. Intanto chi l’ha piazzato non me l’ha detto, poi probabilmente era il secondo cugino di mia moglie e infine vicino a casa sua abita mia sorella. Comunque se si sposta di 100 m la mia possibilità di essere colpito diminuisce solo del pochino-pochino per centro (e 100 m più in là c’è sempre qualcun altro!)
2) vedi risposta precedente
3) non so di quale famoso ospedale parli, però tutti gli altri sono chiusi a Gaza nord? O non hai sentito niente di quelli? O dei 115 (mi pare) giornalisti uccisi? Anche quelli erano tutti vicini-vicini ai cattivoni di Hamas?
4) visto che me la porgi su un piatto d’argento, di quali nazisti parli? di quelli che uccidevano per rappresaglia 10 a 1? No, perché se parliamo di rappresaglie qui siamo ormai ben oltre i 20 a 1…
E bada bene che non ho alcuna simpatia né voglio offrire giustificazioni ad Hamas.
Matteo,
1) Se ti piazzassero una batteria di missili al piano di sopra, non proveresti a protestare? Non chiederesti: “Scusate, per sparare i vostri razzi sui civili israeliani non potreste spostarvi a cento metri di distanza? Non potreste farlo a casa vostra? da vostra moglie? dai vostri figli?”.
2) Pensi che qualche padre di famiglia non l’abbia chiesto? Chissà che gli è stato risposto.
3) Che successe davvero in quel famoso ospedale in cui ci raccontarono di 500 morti? Ora la verità è nota, ma non ho visto titoli di giornale a tutta pagina.
4) Il “genocidio” (sic!) non sta tutto dalla parte degli israeliani. Forse una “piccola” parte di colpa ce l’hanno perfino i terroristi, che per primi hanno attaccato il 7 ottobre e compiuto tali torture bestiali sulle singole vittime, scannate a una a una, che in quanto a efferatezza sono riusciti a eguagliare i nazisti, forse a superarli. N.B. In crudeltà, non nel numero delle vittime.
Precisazione sull’invio di navi MILITARI italiane nel Mar Rosso. Certo che si tratta di attività antiparateria e chi l’ha mai negato? Mi è chiarissimo. Ma se le cose maturano in un certo modo, non si innescherà forse il rischio di un possibile “episodio bellico” con coinvolgimento di militari italiani?
Infatti se ci sarà un attacco di pirati Houti a navi commerciali e se nei paraggi si troverà una delle navi militari italiane, cosa pensate che farà il capitano di tale nostra nave? Forse pensate che il capitano urlerà col megafono: “Ma carissimi pirati Houti, dai, su, oggi non aggredite le navi commerciali. Dai, invece venite qui da noi, che abbiamo organizzato una bella festa a bordo! Si balla e ci sono vino, donne e da mangiare a volontà. Magari facciamo pure la tombola e se vincete vi portate a casa un bel pupazzo di pelouche!”.
Pensate davvero che dirà così il comandante di una nostra nave militare italiana ai pirati? No di certo e, se le cose precipitano, non possiamo escludere un conflitto a fuoco. Allora se una nave militare italiana spara con i suoi obici da 88 contro un’altra nave (ancorché di pirati), quello non è forse un episodio di guerra? E ancora: inviare delle navi militari italiane in zona, non è il prologo di possibili episodi di guerra?
Infatti se un paese volesse davvero evitare A PRIORI ogni rischio di coinvolgimento bellico, non invierebbe la navi nel Mar Rosso, così come (“mutatis mutandis”) non sosterrebbe l’Ucraina e neppure, in modo silenzioso ma sostanzioso, Israele. Ergo è in essere un generalizzato clima di guerra, non dichiarata ma esistente eccome e che coinvolge non solo l’Italia, ma gli USA in primis e tutta l’Europa a ruota. Se l’Europa volesse defilarsi rispetto alla smania USA di menar le mani, l’avrebbe già fatto. Se non lo fa è perché non può o non vuole, ma la differenza fra queste due sotto-ipotesi è irrilevante. Ciò che rileva è che l’Europa è già coinvolta in un clima di guerra (almeno da due anni, cioè dallo scoppio della guerra in Ucraina). Alla faccia di tutti i nobili ideali di fratellenza, pace nel mondo, volemose bene ecc ecc ecc
Fabio, chissenefrega se ebbero ragione o torto: ormai è andata e occorre guardre alla situazione così com’è adesso.
E la situazione mi appare chiara: c’è odio e guerra e qualcuno che sta applicando la tua soluzione 1) con brutalità e che va fermato, senza cercare scusanti o giustificazioni.
Come? Non lo so. Il Sud Africa ci sta provando, la ministra belga l’ha detto…
Di certo però dare credito allla stronzata di Hamas che si fa scudo dei civili va nella direzione sbagliata.
Come tante altre va invece sbugiardata per quello che è: u!na falsità propagandistica
Certo che allo stato attuale gli attacchi cyber arrivano dall’Est verso l’occidente. Di fatti la riunione cui ho partecipato questo taglio informativo aveva: siamo esposti a danni (esempio il blocco dell’intero nostro sistema ospedaliero) molto più gravi di bombardamenti a tappeto, sia aerei che attraverso cannonegiate di tank. di fatti la principale apprensione delle autorità occidentali è “come difendersi” sul piano informatico. Tuttavia il corollario dell’ottimizzazione della difesa informatica è inevitabile la successiva capacità di attacco (dell’occidente a vari nemici e potenziali aggressori).
Tank: come sempre vi perdete in un bicchiere d’acqua, come dei bambini dell’asilo. Che differenza fa se, nei mie ragionamenti, faccio riferimento ad attività bellica fatta con carrimarmati e/o con fucili e/o con bombe al napalm? Sono immagini metaforiche. il concetto chiave è l’attività bellica. L’uso dello specifico “proiettile” sarà, di volta in volta, un dettaglio del momento, figlio della situazione e della natura dell’avversario. Quello che sfugge è che l’Europa è GIA’ in guerra, sarà per sudditanza “atlantista” verso gli USA o per convenienza diretta, chissenefrega, la situazione è già nei fatti. Io penso che, per l’occidente, questo scenario di guerra (trasferendosi sul terreno informatico) sarà la costante dei prossimi decenni.
Vedrete l’evoluzione e capirete che l’occidente andrà sempre di più in quella direzione. Può darsi che imporre le proprie esigenze manu militari (così capite cosa intendo) sia eticamente sbagliato, ma il “nuovo” occidente (dagli USA fino a noi) si sta indirizzando in questa direzione, che è quella della difesa del propri privilegi. Guardatevi intorno ed è già così.
Matteo, il problema avrebbe potuto essere risolto nel 1948, sulla base della famosa risoluzione ONU, con la creazione di due Stati. Purtroppo le cose non andarono cosí: gli arabi rifiutarono la creazione di Israele e subito scatenarono una guerra, la prima di tante. Ebbero torto a rifiutare? ebbero ragione?
Io ritengo che, ammesso ma non concesso che quella del 1948 fosse una risoluzione giusta, ora bisognerebbe accettare lo stato di fatto.
In caso contrario, per lo stesso principio l’Italia potrebbe guerreggiare con Croazia e Slovenia per rivendicare l’Istria, parte della Venezia Giulia, Fiume e Zara. In modo analogo, la Germania contro la Francia per l’Alsazia e la Lorena, la Germania contro la Russia per la Prussia Orientale, la Germania contro la Polonia per la Pomerania, gli indiani d’America contro gli USA, ecc. ecc.
L’elenco sarebbe interminabile e ci sarebbero guerre sino alla fine dei secoli.
Come hanno risolto il problema gli altri Paesi?
1) In modo brutale: fuga di massa o deportazione/sterminio delle popolazioni autoctone.
2) In modo civile: concessione di autonomia e benefici (vedi l’Italia con gli altoatesini/sudtirolesi).
E in Medio Oriente? Dopo decenni l’odio è parossistico e io non vedo alcuna possibilità di soluzioni diplomatiche. Perlomeno, servirebbe un’autorità mondiale, che attualmente non esiste.
Come finirà? La vedo male.
@ 53
A proposito di essere “legnosi di testa”, ti spiego che:
1) Le parole hanno un loro significato proprio.
2) Pertanto, un carro armato è un carro armato, non un pistolotto.
3) Se vuoi invece usare la parola in senso onnicomprensivo, cioè includendo fucili, cannoni, aerei, portaerei, razzi e finanche attacchi informatici, beh… ti parrà strano ma, in quel contesto, cosí avevamo inteso pure noi.
4) Tu però hai creduto che non ci fossimo arrivati… 😂😂😂
Carlo, prima di scrivere, PENSA!
P.S. E, per l’amor del cielo, fa’ una sola cosa alla volta.
Completamente d’accordo a metà con Bertoncelli.
Fabio, al punto 2) compi il medesimo errore di Crovella, ovvero non consideri i precedenti storici e aderisci alla propaganda di una parte.
In particolare, Israele non ha un diritto alla sopravvivenza maggiore dei palestinesi (non si può parlare di Palestina, perché proprio Israele impedisce da sempre la nascita di uno stato palestinese). E vorrei farti notare che “dal Fiume al mare” è uno slogan sionista, non palestinese, che l’estensione di Israele debba essere unica dal al (e in realtà anche dal fiume a est, vedi cisgiordania!)
Inoltre ti sdrai sul più falso slogan sionista “te la faccio pagare anche se tenti, in modo abietto, di usare la popolazione come scudo umano” volto a giustificare uccisioni e azioni indiscriminate.
Mi spiego: la striscia di Gaza è un territorio di ca. 360 km2 abitata da 2170000 persone (almeno prima dell’attacco israeliano, adesso chissà…)
Il che significa che ogni persona ha a disposizione non più di 166 m2; questo significa che se mettessi gli abitanti equispaziati, disterebbero l’uno dall’altro circa 7.3 m.
Spiegami come potrebbe fare un palestinese a esercitare il suo diritto a difendersi senza mettere a repentaglio l’incolumità di altri.
Crovella, sei pure ignorante, nel senso che non leggi nulla a sostegno delle tue sproloquiate. Allo schieramento di forza americano nel Golfo Persico “Prosperity Guardian” (sotto completo comando USA) noi non partecipiamo affatto. Le nostre due fregate sono lì per l’operazione antipirateria Atalanta della UE. Che, se leggessi meglio le tue fonti, non c’entra nulla con gli Houti e lo Yemen.La cosa divertente che molti degli Stati che ufficialmente aderiscono a Prosperity Guardian non mandano (manderanno) navi ma solo ufficiali osservatori a terra… E chissà come mai non aderiscono i due Stati più importanti che si affacciano sul Mar Rosso: Arabia Saudita ed Egitto.
Guerra. Tutte cazzate da analisti seduti comodi e aziende che devono far soldi. Alla fine, se non metti i piedi per terra, non vinci nulla e tanto meno controlli. Boot on the hill. Comunque sia, i più grossi attacchi informatici vengono da Est contro l’Ovest, non al contrario. E’ di pochi giorni fa la notizia che ha dato l’Esercito tedesco: dove vengono addestrati i soldati ucraini in Germania volano indisturbati droni sconosciuti che nessuno riesce ad abbattere o a farli cadere con interferenze elettroniche… Mentre i russi hanno imparato a far deviare o cadere gli SCALP, droni e HIMARS con dispositivi creati ad hoc per la guerra elettronica. Ricordi la buffonata del pallone sonda cinese sugli USA: ecco, quello è il livello delle forze armate occidentali. I nuovi Merkhava? Chi li ha visti? L’ultima versione è la M IV M, del 2009 entrata in servizio nel 2011. La versione Barak , progettato nel 2018, è entrato in servizio solo quest’anno in pochissimi esemplari. Che sia “indistruttibile” non si saprà fino a quando non incontrerà un nemico serio. Anche Leopard e Challenger dovevano essere imbattibili sul campo, ma hanno incontrato i Lancet… L’Abrams poi è ridicolo: una manutenzione allucinante de motore e dei filtri, un peso eccessivo che lo rendono inutile con fango, neve, polvere. Persino gli iracheni ne hanno distrutti in quantita, sia con RPG che con IED lungo le strade…
D’accordo con Vegetti, vorrei solo aggiungere una cosettina.
Non è “il quado socio-politico occidentale, europeo in particolare” a essere rovesciato e non è l'”occidente” ad essere in guerra: sono gli Stati Uniti.
Stati Uniti a cui l’Europa si è andata sempre più acriticamente affidando per la sua totale incapacità politica. Trovandosi nella situazione di pagare una guerra altrui, che spesso e volentieri contravviene palesemente gli interessi economico-politici della UE e delle singole nazioni.
Per fortuna ci sono evidenti segnali che diversi governi se ne stanno accorgendo, dai polacchi ai belgi e ai francesi.
I popoli se ne sono accorti da un bel pezzo, e i sondaggi sulla popolarità del sostegno all’Ucraina o a Israele lo dicono chiaramente.
Non sorprendentemente, credo che la visione millenarista e apocalittica di Crovella non sia corretta.
Carlo, io non mi riconosco affatto nel paradigma “peace and love”. E non voglio neppure entrare nel merito di ciò che hai scritto; puoi avere ragione oppure no, ma non è questo il punto su cui ora voglio focalizzare la questione.
I punti sono i seguenti:
1) NON È GIUSTO che uno Stato imponga le proprie regole al mondo.
2) A maggior ragione, NON È GIUSTO imporre le regole con i CARRI ARMATI.
Un esempio: la Germania nazista tentò di imporre le proprie regole all’Europa, con i carri armati. Con i carri armati glielo fu impedito.
In altre parole, considero giusta e doverosa una guerra di difesa. Giudico abominevole una guerra di attacco.
… … …
Esaminando invece l’argomento da te introdotto, cioè le guerre in Ucraina e in Medio Oriente, il mio pensiero è il seguente:
1) UCRAINA
La Russia ha attaccato e invaso: il torto maggiore è suo. Ma non dobbiamo fingere che non esista tutto quanto accaduto prima, in primis la NATO che ha provocato e tramato per decenni, poi la repressione ucraina contro le minoranze russe.
La controversia avrebbe dovuto essere risolta per via diplomatica. È cosí che ci si comporta in un mondo civile. Almeno provarci!
2) MEDIO ORIENTE
Israele combatte per sopravvivere. È sotto attacco dal 1948. L’obiettivo è “dal fiume al mare”, cioè l’eliminazione dello Stato.
Beh, Israele ha il diritto di sopravvivere e ha il diritto di difendersi dalle guerre. Se entri in casa mia e torturi a morte i miei cari, io te la faccio pagare. E te la faccio pagare anche se tenti, in modo abietto, di usare la popolazione come scudo umano, piazzando per esempio le batterie di missili tra le abitazioni civili.
P.S. Lo ripeto: l’Occidente NON deve imporre le proprie regole né reagire con i carri armati nei confronti di chi non segue il modello occidentale.
Si chiama imperialismo. E causa guerre a non finire.
Proprio non sei capace di discutere e ribattere a quel che ti si dice. Solo, sempre, esclusivamente le tue solite pontificazioni. Non credere NOI vediamo benissimo che l’Occidente fa guerre per procura, fornendo armi, soldi, tecnologia. Ma vediamo benissimo che questo non porta da nessuna parte se non allo sfacelo dello stesso mondo “occidentale”. 18.770 sanzioni contro la Russia han portato alla rinascita dell’industria russa e alla disgregazione dell’economia in Europa, non alla “distruzione” di chi non si vuole e non vuole essere sottomesso. I francesi cacciati dall’Africa dopo decenni e decenni di presenza coloniale sono un altro esempio, il sultano saudita che riceve Blinken in una tenda, nella cultura araba, significa solo “non sei degno di entrare in casa mia”. Una flotta americana schierata davanti allo Yemen che non sa che fare. Il più potente esercito mediorientale fermato da tizi in ciabatte armati di RPG. Ma sai, noi dal nostro tavolino nella Casa del Popolo sotto il ritratto del Baffone queste cose le vediamo. Nel tuo caffè sabaudo, offuscato dalla tua sabaudità, invece non ti accorgi che il mondo non sta proprio andando nella direzione che tu e i tuoi gaullisti con carro armato vorreste. Il voler imporre il proprio stile di vita, la propria concezione del mondo, caro Crovella, è quello sì anacronistico.
Dimenticavo, come esempio di coinvolgimento bellico già in essere per l’occidente, il pattugliamento anti pirati Houti nel Mar Rosso, dove l’Italia partecipa direttamente con sue navi da guerra in una missione coordinata dagli USA ( con navi di 10 paesi, quindi è decisione “collettiva” e “condivisa”).
Circa i tank: come siete “legnosi” di testa, non cogliete mai la vera essenza dei concetti. E’ evidente che, quella dei tank, è una immagine metaforica, non coinvolge inequivocabilmente i carriarmati, che, oggi come oggi, sono sempre meno utilizzati. Avrei potuto scrivere “manu militari” e sarebbe stato lo stesso.
Le guerre oggi si combattono con armamenti molto più sofisticati dei carriarmati. Anzi le guerre si combatteranno sempre di più su terreni diversi dal terreno fisico. Proprio prima delle recenti vacanze ho partecipato a una riunione in cui hanno relazionato che nel futuro, anche prossimo ma soprattutto lontano, le guerre si combatteranno principalmente sul fronte informatico: con cyber-attacchi puoi fermare completamente ospedali, trasporti, transazioni economiche e mettere in ginocchio gli avversari molto di più che bombardandoli in modo tradizionale. Bloccare informaticamente l’intero sistema ospedaliero dei un paese produce più morti di un bombardamento a tappeto.
Quindi i carriarmati in quanto tali saranno sempre meno rilevanti: in ogni caso l’ultima versione del tank israeliano, il celebre Mekava, pare che sia all’avanguardia nel settore. Basta prendere quelli al posto degli “obsoleti” Leopard e il problema è risolto.
@44 può darsi che, col paradigma in cui ti riconosci 8quello anni Settanta: “peace and love”, diritti per tutti, vogliamoci bene…) siano castronerie, ma tu sei uno di quelli che non si sono resi conto che il quado socio-politico occidentale, europeo in particolare, è completamente rovesciato. L’occidente è già in guerra, combatte in modi indiretto, fornendo armi e sostano all’Ucraina ormai da due anni (e in Italia il primo sostengo all’Ucraina fu varato al tempo del governo Draghi, con il voto dei partiti che componevano quella maggioranza – compresi quelli di sinistra-, quindi non è un’invenzione del governo Meloni) e da 3 mesi diamo sostengo a Israele. Gli USA stanno bloccando ogni risoluzione ONU contro Israele e inoltre forniscono la stragrande maggioranza di proiettili e bombe che poi Israele sta usando a Gaza. Questo è l’occidente di cui vi sto parlando da settimane e che voi, ottusamente ancorati ai soliti paradigmi “costituzionali” (“peace and love”, ecc) NON volete vedere. ma la realtà è questa, non perché piace a me, ma perché è così e sarà sempre più così, perché l’Occidente reagisce in questo modo all’emerge di potenze (economiche, politiche, demografiche) che mettono in discussione il modello occidentale
Correggo, svista. M113 anche in Corea sì, l’M109 no, dal Vietnam in poi.
Una piccola disgressione sui tank di Crovella. No, i tank europei non vanno bene. I moderni Leopard forniti all’Ucraina fanno una brutta fine. I Challenger inglesi pure. Per non parlare degli Abrams americani, troppo pesanti per il fango e la neve e bisognosi di continua manutenzione (infatti non sono nemmeno in prima linea). Gli indistruttibili Merkhava israeliani vengono oggi distrutti con degli RPG fatti in casa. Ricordo anche a Crovella, storico, che l’Occidente non ha vinto nulla con i suoi tank. Una continua sconfitta e ritiro. La superiorità aerea tanto decantata non è mai stata testata contro un esercito dotato di vera difesa contraerea. In più, a furia di mandare armamenti in Ucraina, gli arsenali europei sono mal messi e molti dei sistemi d’arma obsoleti: gli M109 e gli M113 mandati in Ucraina han combattuto pure in Corea… Nessun esercito europeo o anglosassone ha combattuto contro un esercito di pari dimensioni e forza dal 1945. Forse, nel 2024, gli eserciti europei e anglosassoni non fan più paura a nessuno…
Preparatevi.
https://www.youtube.com/watch?v=8MRwKZ4thGM&pp=ygUJSWxsZ3JhYmVu
MG: Ma come, diamine! I bianchi! Ma solo occidentali ché gli slavi bianchi, russi e similia, non sono dei “nostri”. Già sentita anche questa, finita maluccio… Ma credo che il nostro carrista non si sia accorto che i bianchi occidentali sono una minoranza nel mondo. E metà di quel mondo dopo secoli di soprusi non ne vuol più sapere… A prescindere che, ad esempio, la Cina ha più abitanti dell’Europa intera 😀
@Cominetti Più che altro allo statista di ferro e carrista chiederei una cosa assai più poetica e banale, da totem tabù: ci fornisce una spiegazione semplice e solida delle ragioni per le quali l’occidente (poi magari apportiamo di chi è l’occidente) debba dettare regole al mondo, se del caso utilizzando carri armati? perché finché ci sarà qualcuno che usa carri armati e pretende di dettare regole, ci sarà qualcuno che trirerà fuori un carro armato più grosso… è roba che si impara da giovani, io il militare l’ho fatto 34 anni fa a Fossano, e mi è bastato.
anche qui possibilmente risparmiando voli pindarici su Hawaii, gente che esce dalle fabbriche, anti sistema, bocciofile, Garibaldi, virate, etc.
Non è un problema di destra o sinistra (che sono l’ennesimo feticcio orwelliano e inconsistente): per qual ragione chi oggi pretende di governare il mondo e dettare regole (leadership che arriva peraltro da soprusi e violenze seguite a due guerre mondiali, non dall’eden), dovrebbe sottomettere il resto a suon di cannonate e carri armati?
perché l’uomo del terzo millennio, se non fosse schiavo dei soldi e del profitto (di pochi a spese di molti, compreso coloro che oggi pensano di essere liberi e di destra e lavorano come schiavi per mantenersi e fare la gita la domenica) e di regole inculcate a forza in cervelli sempre più indeboliti dal bombardamento mediatico e sociale, dovrebbe tendere al bello per tutti, al benessere diffuso, all’innalzamento della qualità di vita per tutti.
Certo, sembra Utopia. Ma non la è. La è solo perché qualcuno lavora incessantemente a che buona parte della popolazione mondiale sia sottomessa, anche a colpi di cari armati.
Capisco tuttavia che siano concetti non trasmissibili, come l’esperienza: o a un certo punto ti si accende la scintilla e ti cominetizzi prescindendo dal sistema oppure prosegui sulla ruota del criceto (più o meno ampia, più o meno veloce, ma sempre ruota).
E ora mi metto comodo :o)
A Crovella sorge spontaneo fare una domanda:
VISTO CHE SEI SEMPRE ALLINEATO CON GOVERNO E SISTEMA, TI DICHIARI ANTIFASCISTA?
(Si prega di evitare la solita pippa lirica che già conosciamo)
Per una volta sii sintetico e rispondi si o no.
Così, per farci capire ogni volta di più. Sai che non focalizziamo e siamo duri di comprendonio.
Grazie.
Mi piacerebbe vedere dove sarebbe Crovella se scoppiasse una guerra e noi fossimo coinvolti… Magari combattuta qui nel Nord Italia… Chissà dovre avrebbe combattuto tra il ’43 e il ’45, date le premesse… Non di certo in qualche gruppo antisistema… 😀
@ 19
“[…] credo in un occidente […] che detta le regole al mondo […] (e , se per dettare le regole, occorre ricorrere ai tank, che si usino i tank).”
Questo passo mi era sfuggito.
Voler dettare le regole al mondo, anche con i carri armati, significa solo imperialismo e guerra.
Però, fortunatamente, la spiegazione piú probabile è questa: Crovella, partito per la tangente, è entrato in orbita. Oppure, avendo occupati il cervello e ambedue le mani in altri lavori, stava scrivendo con i piedi.
P.S. Ma è mai possibile che si debba continuamente perdere tempo a controbattere idiozie astronomiche?
.. … …
A causa della diatriba mi ero scordato di fare gli auguri per Totem e Tabú. Li faccio ora: auguri!
Crovella al 19:
Sarà… ma a me sembra tanto una spacconata di chi è sicuro che su quei presunti tank non salirà mai.
Crovella ti sbagli di grosso. Io non do del fascista a chi non la pensa come me. Ho pieno rispetto delle idee altrui comprese le tue.
Ma siccome a tua stessa detta condensi in te apertamente tutte le caratteristiche del fascismo, mi sento di definirti fascista. Che, bada bene, non è darti del fascista.
Poi definire le persone come antisistema lo trovo un po’ infantile. Chiunque, può o meno, essere d’accordo col sistema e non vedo perché non possa essere in disaccordo se qualcosa non gli va bene. Lo fai anche tu esattamente come tutti. Non sei un fenomeno, sei uno della massa, come tutti quelli che si fanno andare bene tutto quello che costa fatica modificare. Lo dici continuamente, non me lo sogno di certo.
Mi sembri, più che altro un caso disperato di mitomania. Ho definito le tue idee come pericolose e lo penso davvero ma capisco anche che sei inoffensivo perché manchi di senso pratico.
Non ti ci vedo a mettere le bombe. Quindi ti definirei fascistuccolo. Magari ti piace.
Chi si scotta con il latte quando vede una vacca, scappa. Ciao.
Vale per te anche il 39. Chiamami come vuoi, non mi fai un baffo (come si dice a Torino), tanto mica le cose cambiano.
Leggendo certi tipi di commenti mi viene Massimo Giannini che era stato chiamato alla direzione de La Stampa e, siccome gli sta sulle balle aprioristicamente la Meloni e il tuo giro, si è messo a sparare sistematicamente dalla colonne del quotidiano, che notoriamente è invece molto soft e storicamente filogovernativo (di qualsiasi governo), per cui Giannini alla fine è stato silurato e spostato a Repubblica. Peccato che adesso Repubblica registri una maretta interna proprio perché la proprietà (che è la stessa de La Stampa) e il di lei esponente nella persona del direttore hanno da tempo strategicamente operato una netta virata.
La sintesi dei trend in atto è che i sostenitori degli ideali Anni Settanta (“peace and love”, ecc), da un lato danno del fascista a destra e a manca per deleggittimare gli avversari e dall’altro si stanno riducendo a frequentare solo più la Bocciofila Garibaldi, cioè il museo dei bei tempi andati. Il mondo è cambiato e cambierà sempre di più nel prossimo futuro e costoro cercano di negarlo perché a loro non piace il mondo come sta andando, ma il mondo va lo stesso dove vuole andare e non tiene neppure in considerazione questi sterili tentativi di contrapporsi
Perché si sa, i veri fascisti sono solo quelli con la mascella protesa, inquadrati e che fanno il saluto romano…gli altri no, non possono essere definiti fascisti.
Assolutamente.
Così, quando vanno al potere possono far finta che i primi non esistano…eppoi la democrazia è che tutti possano esprimersi…, ma in fondo non fanno mica nulla di male…sempre meglio degli scontenti piangina, contrari a tutto, che non sono perfettamente integrati nel sistema!
No, no, non sei fascista…sei un tatcheriano-degollista-Santachista, sempre sulle barricate da almeno sessant’anni…sei un vero panzer.
Otto ripieno.
Ho spiegato doviziosamente al commento 19, a prova di balengo, come mai sia sbagliato darmi del fascista. Inoltre se le mie idee fossero fuorilegge, siccome le esprimo pubblicamente (ben al di là di questo sito) praticamente da sempre e certamente da quando avevo 15 anni in poi, sarei già stato inquisito, mentre non è minimamente accaduto.
L’uso del termine fascista nei miei confronti è un’applicazione errata del termine stesso (vedi commento 19), applicazione che normalmente viene effettuata dai protestatori seriali, cioè dai mai contenti, dagli sbandati ideologici che non si sono inseriti adeguatamente nel sistema istituzionale e quindi detestano tutto ciò che è manifestazione del sistema, compresi i soggetti che, invece, si sono perfettamente inseriti e vivono felicemente nel sistema. E’ la storia della volpe e l’uva… Quindi utilizzare il termine fascista per individui come me è un errore sia lessicale che concettuale e, nel disprezzo che vorrebbe includere, ha insito invece una sorta di inconscia invidia.
Tuttavia se ti torna comodo, nella superficialità d’analisi della tua visione, codificarmi come “fascista”, fallo pure, ma ciò non incide minimamente sulla mia libertà di espressione, altrimenti all’atto pratico il “vero” fascista ti riveli tu. che è il concetto che, fra le righe, ho scritto nel commento 2.
Nel mio c0ommento 9 non ho fatto altro che evidenziare ciò che Crovella ha più volte detto usando vari termini che lasciavano sottintendere che è, in una parola, fascista.
Non credo che sia da associare a quelli che fanno il saluto romano o che hanno il busto del duce in casa, quello no, ma penso che le sue idee siano altrettanto pericolose, fuorilegge e da non seguire assolutamente. Quella dell’uso dei tank ne è la conferma.
Crovella si vede che non hai fatto la naja. Un giretto dentro a un tank ti farebbe bene. Perché è scomodo, rumoroso e puzzolente.
Crovè, sei senza speranza.
Preciso cmq chez nella sequenza di commenti, il discorso ha preso la piega “fascismo” a partite dal n. 9 che non ho scritto io (ed è stato ripreso da altri in più scambi ben prima che intervenisse di nuovo)
Fate bene a credete nelle vs ideologie, ma se andate a descrivere quella hawaiana ai pochi operai under 35 che ancora escono dalle fabbriche italiani, vi ridono in faccia. Le nuove generazioni europee chiedono altro. A sentirvi mi pare di esser entrato nella Bocciofila Garibaldi dove si gioca a tresette fra ritratti di Stalin e falce e martello appesi mezzi storti e impolaverati
@31 Gognablog chiarisco che non vi era alcun tono sarcastico né offensivo. semplicemente mi chiedevo perché alla fine far naufragare anche un topic bello e particolare come questo nel solito tormentone.
immagino che siano click che alla lunga facciano da sfollagente così come, temo, vi sia scarso rimedio se si sceglie una moderazione blanda.
Ho provato a ritornare in tema, ma vedo che è dura… :o)
Noi, senza pietà, denigriamo sempre il povero Carlone, ma in realtà dovremmo ringraziarlo.
Se lui non esistesse, il forum sarebbe un mortorio, ridotto alla stregua di una noiosa conversazione tra mollaccioni di mezza età che si incontrano per il tè delle cinque del pomeriggio.
“Come va, signor Vegetti? Ha passato bene le vacanze a Cortina? La prostata funziona?”
“Signor Matteo! Scala ancora? Alla sua età? Stia attento alle correnti d’aria e si metta la panciera.”
“E lei, Regattin, sempre scatenato?”
“Egregio Lanzavecchia! Vedo che sta sorseggiando una tisana! Bravo! Rilassa i nervi e distende lo spirito!”
“E il Cominetti? Dove mai è sparito il Cominetti? Mah, come al solito ora sarà appeso come un salame su qualche montarozzo della Patagonia, anziché villeggiare beato in Riviera.”
“Signor Bertoncelli, pure lei qui! Vedo che, a differenza degli altri, ha mantenuto la forma smagliante dei vent’anni! Beh, facciamo trenta, quasi trentacinque…”
😂😂😂 😉😉😉
30 MG – Non c’entrano nulla, se non fosse per uno strano personaggio che se non si mette in mostra e non pontifica dando degli imbecilli anacronistici agli altri non si sentirebbe esistere… Solo a lui, per primo, è venuto in mente di non fare solo gli auguri a Totem e tabù ma di usare un compleanno come una tribuna politica…
#30 per MG. Siccome tu lo dai solo come “possibile” (e di questo ti ringrazio), ti posso assicurare che non è questo il genere di click che mi fa piacere. Anzi, ne farei volentieri a meno…
Caro Crovella mi riconosco nella filosofia universale dell’uomo (sono principi comuni a tutti i popoli della terra ante capitalismo, dagli aborigeni, agli incas, agli Hawaiaini, ai Pellerossa, ai Tibetani, gli Esseni tutte forme culturali fondate su un rapporto equilibrato e diretto con la natura e con se stessi, a cui i concetti di potere ed economia erano ignoti e non a caso represse in malo modo dai conquistatori che oggi virano…).
E il cambiamento del singolo è quello che può preludere al cambiamento della collettività (mai sentito parlare di massa critica? talvolta funziona anche contro le direzioni imposte dalle entità a cui ti mostri devoto).
Se non cambierà almeno avrà vissuto in pace.
Nessuno Schindler o Perlasca è migrato alle Hawaii durante le brutte virate di un secolo fa… basta rimanere umani e coscienti.
Magari totem e tabù serve anche a questo.
Sarebbe infine curioso comprendere tutte le tirate su mSI e destre cosa abbiano a che spartire con questo articolo. Magari generano click e a Gogna fan piacere, ma davvero paiono elefanti nel negozio di cristalli.
Se li fa eccome, se molti politici tedeschi han detto che se succedesse il tripudio di saluti fascisti di Acca Laurentia, sarebbe arrivata la polizia e sarebbero fioccati arresti e denunce. Da noi no, i “fascisti” sono ormai accettati. Democrazia? La stessa che vieta ai pianisti russi di esibirsi in Italia?
La Tatcher ha fatto una guerra per distrarre l’Inghilterra dalla gravissima crisi interna. Aveva paura dei minatori, non di quattro scalcagnati argentini… 900 morti tra argentini e inglesi: guerra?
Ma le tue destre, caro il mio, di guerre non ne han vinta una, altro che i tank se servono…
L’MSI fu accettato in parlamento, magari sopportato, ma accettato e quindi alla fin fine sta nella democrazia: è innegabile. In ogni caso parlare oggi dell’MSI, volendo spaccare il capello in quattro sul suo DNA, è perdere tempo, perché appartiene al passato. Il futuro europeo è la svolta elettorale che sta per arrivare: la cittadinanza europea non si fa tutti i problemi ideologici che vi ponete voi. Anzi.
La Tatcher fece guerra all’Argentina solo per delle isole spelacchiate. Quindi la destra è così, non potete pretendere “peace and love” dalla destra, anche quella parlamentare. Eppure nessuno mette in discussione la legittimità democratica della Tatcher né l’ha mai accusata di fascismo.
Crovella
1 – Per quanto riguarda l’MSI: seduti in Parlamento, con un segretario che ha firmato i bandi di fucilazione dei renitenti alla leva durante la RSI: fascista e stop, alleato dei nazisti. Questa è la Storia, non l’antisistema. La Storia ti dovrebbe anche dire, visto che ti vanti di esserne un amante, che i comunisti furono estromessi dal Governo su ordine (neanche tanto indiretto) degli Americani e che fu l’unico partito a sostenere il nefasto Governo Tambroni. Ti ricordo anche che il tuo MSI, nel 1990 dopo aver messo in minoranza Fini, elesse come segretario Pino Rauti, un ordinovista, non certo un tatcheriano…
2- Hai scritto: “un occidente che detta le regole al mondo e non che le subisce dal resto del mondo (e , se per dettare le regole, occorre ricorrere ai tank, che si usino i tank).”
Esattamente la logica nazista: dettiamo le regole e casomai usiamo i tank. Davvero non ti accorgi di quello che scrivi? Questa non è la destra alla De Gaulle, questa la destra nazista e fascista. Davvero non riesci a capire che questa logica sta fallendo ovunque nel mondo? I tuoi neocon americani (esporto la MIA democrazia, anche con i tank in nome della mia superiorità) hanno accumulato solo sconfitte, il colonialismo è finito e tu ancora a voler imporre regole coi carri armati a un mondo che non ne vuole più sentire, delle tue regole?
Chi si riconosce nella filosofia hawaiana, mi sa che deve iniziare a valutare un imminente trasferimento alle Hawai. Come ho scritto qualche giorno fa, l’Europa sta virando a destra, ovvero verso una generale chiusura, su ogni fronte della vita, chiusura che è l’antitesi delle filosofia hawaiana. Vivrete sempre peggio, qui in Europa, se vi piace quella filosofia.
Ho già riportato in altre puntate precedenti che l’MSI fu legittimato a partecipare alle elezioni politiche della Repubblica italiana fin dalla prima edizione, quella del 1948. Mentre altre organizzazioni, più a destra, non lo sono state. Dal 1948 i rappresentanti di MSI, poi AN, poi (per un piccolo intervallo), PdL, infine FdI soiedono legittimamente in parlamento senza soluzione di continuità, eletti in modo legittimo e operanti in modo legittimo.
Ricordo ancora che negli anni Settanta venne organizzata una indagine giudiziaria, a carico sia dell’MSI come partito che di Giorgio Almirante (allora Segretario) a titolo individuale, per accertare la sussistenza del reato di ricostruzione del partito fascista a carico sia dell’MSI che di Almirante. Era un tentativo di utilizzo del braccio della magistratura per far fuori un partito altrimenti legittimo (esempio molto in anticipo anche rispetto agli attacchi della magistratura a Berlusconi). Ebbene tale azione della magistratura, partita in pompa magna (della serie: “adesso facciamo piazza pulita di tutti i fascisti”) si è insabbiata nel silenzio generale, per totale insussistenza dei reati.
Quindi nessuno ha mai più messo in discussione il diritto del partito di considerarsi “democratico”. In più c’è stata Fiuggi (non perdo tempo a raccontare di cosa si tratta) e poi ancora la nascita di FdI che è un partito di destra moderno, gollista (lo dico io per capirci, ma in Italia non avrebbe senso usare questo termine). Ci sono delle scorie, è vero, ma non sono conseguenza della mentalità fascista quanto piuttosto di cialtroneria individuale (vedi il recente pistolero), fenomeno che caratterizza tutti i partiti (basti guardare gli indagati anche nelle file del Pd e dei M5S). Certamente queste scorie, ancorché connesse a cialtroneria individuali, vanno eliminate e il trend è in questa direzione, un po’ perché le mele mature cadono da sole (come il pistolero) un po’ perché c’è un lavoro sotterraneo per scuotere ogni tanto l’albero e far cadere le mele mature… Ci stiamo muovendo in quella direzione, ma mi pare che tutto il mondo della politica sia caratterizzato da queste problematiche, mentre sono pochi i partiti che agiscono in direzione di una ripulitura interna. In ogni caso si tratta di “falabrac” come diciamo a Torino (sinonimo di balengo), non di fascisti.
La sicurezza può essere definita come “sapere che l’evoluzione di un sistema non ci produrrà danni”. La sicurezza è il primo dei Totem, poiché un sistema può evolversi senza dar luogo a stati indesiderati, ma non per questo esso potrà mai essere ritenuto davvero sicuro (per fortuna, sosteniamo). La sicurezza è dannosa alla nostra formazione di individui liberi, vista l’assenza già nella stessa parola della quantità di elementi fondamentali per la nostra vita (prima elencati) compresi nella parola “cura”.
“La missione di Totem e Tabù è dunque stata e continuerà ad essere quella di “prendersi cura”, quindi di favorire scambio e relazione, di comprendere assieme per accettare, al fine di far compiere alla nostra visione del mondo quel salto di qualità che sussidiari, telegiornali, talk show, griffe, statistiche, reel, spettacoli adrenalinici e social organizzati vogliono impedire (con l’esercizio del loro smisurato potere di comunicazione).”
è il post dedicato al compleanno di una testata che dichiara concetti e mission in antitesi palese con la visione sabauda del peggior artefice di questo forum, poiché, se le sillabe hanno un senso, individua profili di vita e di crescita che vanno in senso diametralmente opposto a quello patologicamente declinato in milioni di ripetizioni da uno che ama evidentemente ascoltar solo se stesso e l’eco delle sue parole e che in questo periodo ama il termine “antistema”.
Non sarebbe carino piantarla lì e non dargli ulteriore motivo di scrivere sproloqui divisivi almeno in questo thread?
Perlatro dividere il mondo in due, contrapporre perennemente, invocare regole e barriere omnibus, considerare l’altro un nemico, esprimere perennemente giudizi è l’antitesi della vita e della comprensione.
Non gli lo spiegherà nessuno, e continuerà a farsi male da solo.
tutto il resto, destra, sinistra, comunisti, fascisti, negri, ebrei, etc, son feticci.
A totem e tabù il merito di sollevare spesso riflessioni profonde, condivisibili o meno, sul sé e sul perché.
“Ci sono due modi di essere “hawaiano”. Entrambi i metodi si basano sulla realtà del senso comune, non sulla realtà oggettiva dellecose.
Il primo modo è quello di essere nati con sangue hawaiano.
Il secondo modo in cui una persona può essere hawaiana è praticando il seguente codice comportamentale Ho’oponopono:
Vivi, sii e agisci in ALOHA ogni giorno.
Aiuta gli altri in forma anonima e non vantarti di averlo fatto
Non spingere un altro verso il basso per innalzare te stesso
Abbi la sensibilità e la consapevolezza di aiutare un altro senza che ti venga richiesto.
Dopo aver aiutato una persona, ringraziala di cuore per averti accordato il privilegio di aiutarla, permettendoti di sperimentare in tal modo dei buoni sentimenti in te stesso.
Se una persona ti ferisce, perdonala. Una volta perdonata, non risollevare mai più nuovamente la questione
Non fare un accordo che non puoi rispettare. Se è necessario rompere l’accordo, dobbiamo prima ottenere il permesso della persona con cui avevamo concluso l’accordo stesso.
Se ti accorgi di aver ferito qualcun altro, domandagli scusa e non ferirlo mai più.
Prima di giudicare un altro, giudica te stesso. Ciò che noi vediamo negli altri dipende dal nostro punto di vista ed è un riflesso di noi stessi
Sii premuroso, sincero e umile, in completa armonia con la natura.
Rispetta e rendi grazie per i doni della vita, delle persone, dei luoghi, delle cose, degli eventi, delle scelte e delle esperienze.
Conosci la differenza tra pensiero e realtà. Il pensiero di un’esperienza non è l’esperienza. Le parole sono uno strumento limitato che non può descrivere con precisione l’esperienza. Sii discreto nel parlare. Le parole sono come piume sparse nel vento che non possono essere recuperate.
Accetta te stesso così come sei e come non sei. Accetta il modo in cui l’altra persona è e il modo in cui non è. La realtà esiste indipendentemente dall’accettazione o dal rifiuto della realtà stessa.
Scopri le cose prestando molta attenzione e osservando accuratamente con tutti i tuoi sensi.
Sii paziente. Da’ il tempo di KUKA KUKA (raccontare la loro storia) agli altri, soprattutto agli anziani e ai bambini.
Se non hai nulla in comune con un’altra persona, mostrale comunque il tuo rispetto, cercando di approvare almeno qualcosa del suo modo di essere. Non essere avido. Assicurati di ringraziare sempre le altre persone per la loro gentilezza (c’è sempre qualcosa per cui ringraziarle, n.d.a.).
Trascorri del tempo in silenzio nell’Ha (Respiro, Spirito).
Prima di risolvere qualsiasi problema, crea un contesto di Aloha.
Sii come l’acqua, morbida e perseverante. L’albero che è forte e flessibile vive più a lungo. L’Universo fisico è un grande kumu (Maestro).
Mahalo Nui Loa Papa Kepilino
un po più hawaineità e un po meno sabaudità e il mondo andrebbe meglio
(sembrano scemenze, ma c’è dietro un mondo infinito di cultura ancestrale, che passa per gli aborigeni australiani e si collega al cristianesimo preclericale, poiché le strade sono molte la meta è una)
MG
@22: macosaguazzodici?
Tra tutte le fesserie che si possono pensare, questa è una delle più fantasmagoriche: “chi sta nel parlamento con i proprio rappresentati è per definizione democratico, sennò starebbe fuori dal aprlamento”
Inizio a capire come nel tuo cervello si possano confondere politiche come quelle di Tatcher, de Gaulle e Almirante o Meloni (buttandoci dentro anche Draghi, ovviamente).
Diciamo che la compagnia di Delmastro, Sangiuliano e Lollobrigida è fin lusinghiera dal punto di vista intellettuale.
@21 de3stra estrema intesa estrema nell’ambito di partii rappresentati in parlamento. FdI sta a destra di Lega e di FI, ma dentro la parlamento. A destra di FdI, ma per questo fuori dal parlamento, ci sono miriadi di gruppi e gruppuscoli. ma sono fuori dal parlamento,. chi sta nel parlamento con i proprio rappresentati è per definizione democratico, sennò starebbe fuori dal aprlamento. Ho spiegato stamattina presto la differnza fra “fascita” inteso come sostenitore del regime del ventennio (cosa che io non sono) e “fascista” usato, lessicalmente in modo errato, dagli antisistemici (alias protestatori seriali) per indicare i sostenitori del sistema istituzionale. Draghi, che ha deliberato il SuperGreenPass (non solo pass, Super!) sul tema viene considerato “fascista” dagli antisistemici. Draghi! L’avete mai visto fare il saluto romano o avere una collezione di busti del duce in casa?
E” incredibile come ho spiegato le mie posizioni decine di volte in modo dovizioso e basta un termine (“estrema”) usato in modo ambiguo, forse errato per la solita fretta che mi caratterizza (ho già spiegato che scrivo questi commenti per hobby, mentre magari sono al telefono per lavoro…) per indirizzarvi in un’altra strada. Ma “come” leggete i commenti? se foste stati più sul pezzo, vi sareste accorti dell’incongruenza del termine estrema (tra l’altro nella vostra interpretazione), usato una volta, e le migliaia di prese di posizioni golliste che ho sempre esplicitamente espresso. un dubbio non vi doveva cogliere che magari quell’estrema (una volta contro migliaia di senso diverso) era sbagliata? Ora è chiaro?
Questa mancava ancora, la destra sabauda! Non che sia ben chiaro quale sia, questa destra sabauda.
Certo è diversa dalla destra milanese o peggio romana: è ovvio, è sabauda!
Sarà la destra di Vittorio “sciaboletta” Savoia, quello che fece due colpi di stato e perse guerra e Regno? Lui certamente sabaudo lo era, benché in crovellese “sabaudo” e “savoia” non c’entrino nulla.
Sarà la destra del Pistola con la pistola, la destra talmente incapace che a una festa di capodanno riesce a ferire gli astanti? Questo pare già più in linea con chi confonde Tatcherr (con due erre) con de Gaulle ma si fà andar bene Almirante e si trova imbrancato con Delmastro, Sangiuliano e Lollobrigida.
La patetica parabola di un borghese piccolo piccolo
Carlo, per amor di precisione, in questo stesso forum tu, poco tempo fa, ti sei definito “di destra estrema”, alla lettera.
Che cos’è la “destra estrema”? Se le parole hanno un significato, significa fascismo o similia.
Quando lo lessi rimasi basito. In precedenza ti reputavo una persona democratica di destra, pressappoco un gollista italiano, non certo un fascista.
Probabilmente la tua è stata solo un’espressione errata, causata dalla fretta e dal fatto che fai tre cose contemporaneamente (mano destra, mano sinistra, telefonata). È cosí?
Se cosí non fosse, dovrei aggiornare il mio conteggio dei fascisti in Italia: millecentoquarantotto.
Ma sono ancora convinto che cosí non sia. Ho ragione, vero?
P.S. Dai, Carlo, per una volta ammetti che io ho ragione e tu hai torto! 😂😂😂
Solo per amor di precisione, ricordo che ho sempre affermato, in modo esplicito (anche qui sul Blog e su questa partizione), che definirmi fascista è impreciso e concettualmente sbagliato.
Sono un conservatore, questo sì, sono un tatcherriano di ferro, un gollista e credo in un occidente forte e determinato, un occidente che detta le regole al mondo e non che le subisce dal resto del mondo (e , se per dettare le regole, occorre ricorrere ai tank, che si usino i tank). Ma siccome, neppure quando ero ragazzo, è mai esistito in Italia un vero e credibile partito gollista o tatcherriano, mi sono accasato nel posizionamento politico più vicino. Devo dire che, tutto sommato, mi sono trovato bene e quindi non ho avuto necessità di cambiare. C’è da fare però una precisazione molto importante: a Torino, la destra è molto particolare (oserei dire che, anch’essa, ha un modo “sabaudo” di interpretare l’esser di destra), per cui chi mi paragona a certa destra milanese o, peggio, romana, sbaglia di grosso. Sono mondi completamente diversi.
Quindi mescolarmi con i fascisti che pochi giorni fa hanno commemorato l’anniversario dell’Acca Larentia col saluto romano significa non aver capito una beata mazza. Non appartengo a “quel” fascismo, non sono “quel tipo” di fascista. E’ quindi totalmente sbagliata la conclusione di molti commentatori, che dimostrano sistematicamente superficialità di analisi (in questo come in tutti gli altri argomenti). O almeno lo è, se per “fasciata” si intende (lessicalmente in modo corretto) sostenitore del regime del ventennio e sostenitore della ricostruzione del partito fascista. A me di queste cose non me ne frega nulla.
Ma in genere gli antisitemici (che io chiamo anche “protestatori seriali”) sono portati a utilizzare il termine “fascista” in un’altra accezione, quella di sostenitore dell’ordine e delle regole, indipendentemente dal ventennio e dalla ricostruzione del partito fascista. In genere la definizione, così usata, abbraccia i sostenitori del “sistema”. Ebbene questa accezione del termine fascista, lessicalmente errata, viene spesso usata da chi è “antisistema” e quindi non c’è da stupirsi che venga usata anche in questa sede, essendo molto nutrita la presenza degli antisitema. Essendo io un sostenitore del sistema, cioè un sostenitore delle regole e dell’ordine (a Torino ti educano fin dalla culla: “prima viene il dovere e poi, semmai, il piacere”), da questo punto di vista la definizione di “fascista” può anche adattarsi anche a me. Ma tenendo presente che questo uso del termine è in realtà una forzatura del suo significato originario., che indica un’altra cosa.
Il rilievo è importante non tanto sul fronte lessicale, quanto su quello del contenuto. Mescolare la signora Meloni o, scendendo giù giù nella scala gerarchica, anche i suppoter come me, con i balenghi del saluto romano dei giorni scorsi, significa avere un minestrone in testa che delegittima ogni altra considerazione.
Tornando al compleanno della testata, confermo i miei complimenti a tutti quelli (redattore in primis) che vi si impegnano, ma confermo altresì la sottolineatura che, per quanto riguarda i commentatori “antisitema”, l’apertura mentale della testata è da loro apprezzata solo quando l’articolo pubblicato è “antisistema”, mentre gli stessi commentatori (sempre quelli antisitema) si chiudono a ricco in modo preconcetto verso le posizioni e i personaggi che sono “di sistema”. Ricorrere all’ accusa di “fascista” per delegittimare la controparte è una reazione ingenua e da bambini dell’asilo.
Tralasciamo l’aspetto – non secondario – dei partiti di opposizione che gridano allo scandalo quest’anno per il saluto fascista, quando sono anni che si ripete senza che nessuno dica niente, quando invece l’opposizione è al governo?
Fabio, tu sarai convinto che i fascisti in Italia siano molto pochi, ma perché proprio millecentoquarantasette?
Comunque credo che siano ben di più i portatori, talvolta inconsci, di mentalità fascista, che si nutre di legge e ordine, la sicurezza prima di tutto, noi contro loro. E anche che siano molto pericolosi come brodo di cultura.
Ricorda che nel ’22 i deputati dei fasci di combattimento erano solo il settimo partito, al 7% circa…
E anche allora era pieno di brava gente che diceva esagerano un po’, ma i comunisti sono molto più pericolosi.
Quanto alla questione semantico/ideologica temo che anche “democratico” non sia una dizione dirimente, considerando che Erich Honecker era presidente di una Repubblica Democratica!
Perciò mi preoccupo quando un Delmastro qualunque ha una scorta (e mi piacerebbe sapere su quale base) e perdipiù una scorta evidentemente costituita di amici che si invitano alle feste con i famigliari (cosa penso ben poco comune…), perché inizia a sembrarmi in nuce una formazione di guardia pretoria.
Quando poi vanno in giro inquadrati e alzano il braccio destro a comando, senza che nessuno sia li a identificarli…bèh, vedi tu!
buona ricorrenza.
un bel luogo di stimolo alla riflessione.
“La missione di Totem e Tabù è dunque stata e continuerà ad essere quella di “prendersi cura”, quindi di favorire scambio e relazione, di comprendere assieme per accettare, al fine di far compiere alla nostra visione del mondo quel salto di qualità che sussidiari, telegiornali, talk show, griffe, statistiche, reel, spettacoli adrenalinici e social organizzati vogliono impedire (con l’esercizio del loro smisurato potere di comunicazione).”
missione certamente encomiabile e spesso, a mio avviso, perseguita con pezzi interessanti.
riuscite per caso, magari a piccole dosi, a farne intravvedere i contorni essenziali anche al sabaudo, cosi che talvolta possa non dico convenire, ma quantomeno praticare l’astensione? (condivido seppur con toni meno ferini, quanto commenta cominetti)
Forse il gridare antifascista era troppo, ma il fatto che sottolineavo è che l’hanno subito identificato, mentre ai 300 che facevano il saluto romano gridando presente, nulla. Se il busto di Mussolini è a casa sua, chi se ne frega, se fosse al Senato, beh, sarebbe estremamente grave, visto come Mussolini si è comportato con il Parlamento… 🙂
Marco, perdonami la sincerità:
1) Alla Scala avrei semmai accettato, ancorché fuori contesto, una voce che avesse gridato: “Viva l’Italia democratica!”.
Come sai, non è sufficiente essere antifascisti per essere democratici. Per esempio Stalin, pur essendo antifascista, fu uno dei piú efferati dittatori nella storia dell’umanità.
Pertanto apprezzo chi si dichiara democratico (e dimostra di esserlo davvero con la sua condotta di vita). Essere antifascisti NON è sufficiente.
2) In Italia fortunatamente i fascisti ora sono quattro gatti; al massimo sono rimasti in millecentoquarantasette, dal Brennero a Lampedusa. Dobbiamo occuparci di costoro oppure degli altri infiniti problemi – infinitamente piú gravi – che affliggono il nostro disgraziato Paese?
3) Come te, detesto le dittature. Ma, numericamente, i millecentoquarantasette fascisti in Italia sono meno deleteri degli automobilisti che passano col semaforo rosso o sfrecciano a tutta velocità e ammazzano persone innocenti.
4) Il saluto fascista dovrebbe essere sanzionato. Nel 2024 un presidente del Senato col busto di Mussolini sul comò è ridicolo, ancor piú che indecente, però io – non potendo farci nulla – voglio giudicarlo soprattutto da come svolge il suo lavoro. Sia La Russa finora che Bertinotti ai suoi tempi si sono comportati in modo imparziale.
Spero di essermi spiegato.
P.S. Sono certo che noi due, discutendo di democrazia, concorderemmo su tutte o quasi le questioni essenziali.
Fabio, ma insomma… Una (UNA) persona che grida “Viva l’Italia antifascista” alla Scala identificata dalla Digos, trecento che fanno il saluto romano e scandiscono slogan fascisti, nulla… (In Italia sarebbe vietata l’apologia, ma siamo in Italia appunto…)
Comunque, se Totem e Tabú evitasse certi eccessi, come per esempio la pubblicazione di menzogne e mistificazioni deliranti di chi sminuisce l’Olocausto o manifesta comprensione verso Hitler e il nazismo, io sarei piú contento…
Qui non si tratta di semplici sproloqui ma di bugie vergognose. Anzi, criminali.
P.S. Caro Alessandro, io l’ho detto, poi tu regolati ovviamente come credi meglio.
Tanti auguri di prosperità e lunga vita a Totem & Tabù!
Trovo divertente come Crovella approfitti di ogni occasione – pure di una che dovrebbe indurre alla festa e alla comunione di intenti – per criticare gli atteggiamenti altrui, addirittura suggerendo un altro nome!
Proprio come succede a tutti piccoli policanti, che senza il consenso non potrebbero neppur essere, caro Carlo ti rammento che senza la varietà di utenti non avresti la possibilità di proporre e commentare articoli, quindi sarebbe forse il caso di benedirli a uno a uno!
Mi associo agli auguri, ovviamente. Ma mi associo anche a Fabio e Marcello: un post che poteva essere solo di ringraziamento e augurio, tramutato in una ennesima esibizione egocentrica e nel solito ormai sbeffeggiamento di chi on la pensa come lui. Ma tant’è, il duce ha sempre ragione. E questo spiega tutto, insieme ai problemini di Ego… Se Crovella avesse davvero letto quello che qui negli anni è stato pubblicato, avrebbe letto che persino i post di Stefano Merlo, la maggior parte dei quali “antisistema”, sono criticati come i suoi e che quindi inventa una volta di più una lettura che è solo e solamente sua e dei suoi amici nascosti che ci danno del maiale… Lunga vita a Totem e tabù!
Ho sempre trovato Totem e Tabù un contenitore in cui può stare qualsiasi argomento senza risultare fuori tema rispetto al titolo.
A questo punto non so se apprezzare o detestare Crovella. Ne apprezzo il suo potere di essere presente anche quando la sua presenza non è gradita, ma lui non se ne accorge.
Lo detesto perché è fascista convinto e pericolosissimo per l’umanità, oltre che fuorilegge. Provengo da una famiglia con una spessa storia partigiana e antifascista in cui sto bene.
Sicuramente tutto l’ambaradan Sherpagate lo apprezza perché porta contatti e contrasti, ma questo non cambia la mia idea.
Buon compleanno!
Al “piccolo” grande Totem che continui e cresca senza tabù di sorta senza equivoci , inutili polemiche e informi con equilibrio.
Con tutti i colori ,destre e sinistre ,sopra e sotto e con tanti tanti commenti.
I più poliedrici possibili e che aprano menti e dialoghi accorciando distanze che solo la rete(se usata bene e questo è il caso )sa unire.
Buon lavoro e grazie!
Andrea, Matteo e tutti gli altri, mettiamola cosí: pensate a come sarebbe monotono il forum senza il buon Crovella, che ci informa che lui ha sempre ragione e noi sempre torto. 😂😂😂
P.S. A questo punto sospetto che lo faccia apposta: sproloquia per provocare e provoca per farsi notare.
Se solo il buon Crovella fosse in grado di guardare a se stesso applicando il medesimo metro con cui giudica “gli altri”…
Comunque buon compleanno a Totem e Tabù, che come ho già avuto modo di scrivere, non mi trova sempre d’accordo, ma spesso mi fa riflettere, presentando punti di vista o illuminando aspetti dell’universo a me sconosciuti o estranei.
E questo è gran cosa.
è che la frequentazione dei lettori è a maggioranza composta da gente che si rifugia nell’ideologia antisistema
Ecco, anche stavolta sei riuscito a dire una cosa di una banalità sconcertante…
Buon compleanno! a tutti i volenterosi che restaurano il buon senso e combattono i pregiudizi.
Spesso è sufficiente capovolgere le parole. Per esempio leggo sulla “Stampa” che “la montagna torna in città” perché a Borgo San Dalmazzo riapre la palestra di roccia artificiale (Giulia Poetto 7.1.2024). Semmai è il contrario: la città torna in montagna. Nel senso che lo sport nasce in città e poi trasferisce in montagna i suoi modelli agonistici.
Avendo dato anche io, nel tempo, qualche piccolo contributo, esprimo ammirazione per la testata, intesa sia come entità editoriale sia come persone che l’hanno creata e che la alimentano con continuità. Non è certo colpa della testata né delle sue ottime intenzioni originarie, sintetizzate nel brand “Totem e tabù” (molto ben rispiegato in questo articolo), ma l’approccio della maggioranza di lettori non è purtroppo quello auspicato nel progetto. La mia personale impressione, leggendo i commenti (sia chiaro: NON gli articoli, ma i commenti), è che la frequentazione dei lettori è a maggioranza composta da gente che si rifugia nell’ideologia antisistema, come se questa fosse a sua volta un mainstreem, ovviamente antagonista al mainstreem ufficiale. Per cui articoli e commenti che inneggiano (più o meno implicitamente) alla ribellione al mainstreem ufficiale sono osannati come se fossero le parole del Che, mentre articoli di segno opposto, che correttamente la testata propone, in coerenza con i suoi presupposti editoriali, sono inevitabilmente derisi e sbeffeggiati, anche se di grandi firme. Insomma l’approccio prevalente dei lettori non è quello dell’uomo davvero libero che legge anche i testi a lui alternativi, anzi li legge con maggior attenzione (sia per cogliere eventuali spunti di riflessione, sia per comprender “a che punto è il nemico”), ma in genere ci si aspetta un continuo osanna delle posizioni antisistema. Da questo punto di vista (che non è né una colpa né un errore della testata o della redazione), il nome più azzeccato della testata sarebbe “Panem et circenses”. Se infatti a questi frequentatori prevalenti, si danno in pasto testi con tesi antisistema, “quel” pubblico gongola e si crede “protetto” dal ventre materno della testata stessa, mentre se si vuole dare spunti di riflessione, che sono, (come sottolineato anche nell’odierno articolo) sia “di qua” che “di là”, “quel” pubblico applaude solo i primi (=testi antisistema), mentre ha reazioni isteriche verso i secondi, dimostrando che non ha colto le intenzioni editoriali della testata. Ripeto: è colpa di “quel” pubblico, non certo della testata né della redazione, che anzi si fa un mazzo tanto, a volte del tutto inutile. Infatti redazionare un articolo che, essendo antagonista all’ideologia antisistema, susciterà solo fischi e sberleffi, è davvero un lavoro inutile. Quindi: ammirazione per la redazione che, da sette anni, si sobbarca anche una fetta di lavoro che, all’atto pratico, è sostanzialmente inutile (per i motivi sopra esposti). E buon lavoro.
Anche da parte mia, grazie per gli argomenti trattati. Ci sono punti di vista contrastanti, soprattutto tra i commenti, ma penso che la media degli interventi sia molto più civile che in altri social media
Un ringraziamento per il vostro lavoro. E un ringraziamento, da parte di uno dei vostri primi lettori.