Il Cuore d’oro delle Dolomiti
(una mappa dei sentieri e dei servizi disegnata su 20mila tovagliette)
Ai primi di giugno 2026, e in 20.000 esemplari, sono state distribuite a tutti gli operatori economici della zona le nuove tovagliette “Cuore d’Oro delle Dolomiti”, un progetto concepito per raccontare e valorizzare il territorio che abbraccia Gosaldo, Sagron Mis, Voltago Agordino e Rivamonte Agordino (a cavallo tra le province di Belluno e di Trento).
Questa iniziativa presenta il territorio come un sistema integrato di accoglienza, natura, cultura, attività economiche e comunità.
Situata nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, Patrimonio Mondiale UNESCO, l’area coinvolta è rappresentata dal Comune di Voltago Agordino, che ha assunto il ruolo di capofila per la gestione amministrativa e operativa del progetto.
Oltre ai Comuni già citati, hanno aderito al progetto anche il Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, il Parco naturale Paneveggio – Pale di San Martino, la Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi, l’APT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi e rappresentanti dell’Ospitalità Diffusa Conca Agordina.
Il progetto è stato sostenuto economicamente dai Comuni di Gosaldo, Voltago Agordino e Sagron Mis, dal Parco nazionale Dolomiti Bellunesi e dal Consorzio BIM Piave Belluno.
La mappa disegnata nelle tovagliette evidenzia 48 realtà del territorio tra strutture ricettive, aziende agricole, rifugi, esercizi commerciali, servizie luoghi di interesse: tutti elementi che contribuiscono quotidianamente a costruire l’identità di queste montagne.
Le tovagliette non solo raccolgono informazioni utili, ma mettono anche in evidenza un trekking ad anello, rappresentando così un primo passo verso un progetto più ampio che mira a svilupparsi anche per le mountain bike e per le biciclette elettriche. Questo percorso meriterebbe di essere completato e valorizzato, grazie a piccoli interventi di manutenzione e al coinvolgimento attivo di tutti gli attori del territorio.
Il progetto si basa sulla convinzione che il futuro di queste terre, orientato verso uno sviluppo sostenibile, debba essere costruito attraverso la collaborazione tra persone, imprese, associazioni e istituzioni.
Con il sostegno di tutti gli attori coinvolti, questo progetto ha il potenziale di valorizzare le peculiarità dell’area e consolidare un’identità territoriale condivisa, capace di generare un valore riconoscibile dalla comunità, dagli operatori e dai visitatori.

In sintesi, il “Cuore d’Oro delle Dolomiti” vanta l’essere molto più di una mappa: è un invito a riconoscersi in una visione comune e a costruire insieme un’opportunità per il territorio.
L’origine di tutto il percorso che ha portato alla realizzazione di queste tovagliette va ricercata nella prima idea di Laura Scarton e Maurizio Lazzaro di Sagron Mis (TN), cui subito dopo si associano operativamente Laura Gobbis, Gemma Bonet, Aron Lazzaro e Valentina Daldon: mettere in rete un gruppo di persone con attività diverse nella zona di Sagron Mis, per “migliorare i rapporti tra operatori turistici locali ed ottimizzare le risorse turistico-economiche del territorio e per costituire una prima massa critica utile a fare pressione presso le istituzioni pubbliche, a cominciare dall’amministrazione comunale, per accrescere il potenziale attrattivo del territorio”.
Il primo incontro con gli operatori si tiene il 5 marzo 2025, con 10 partecipanti. Seguono le riunioni del 13 marzo (14 presenze), del 5 maggio (16 presenze e partecipazione di Sonia Anelli, direttrice del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, di Marco Depaoli, sindaco di Sagron Mis, di Florinda Cialdella, vicesindaco di Gosaldo-BL), del 4 giugno (17 presenze e partecipazione oltre al sindaco di Sagron Mis e della direttrice Sonia Anelli, di Giuseppe Schena, sindaco di Voltago Agordino-BL).

A queste fanno seguito due riunioni “istituzionali”.
La prima è del 31 luglio 2025, indetta dal sindaco di Voltago Agordino con coinvolgimento dei quattro comuni montani di Rivamonte, Gosaldo, Voltago e Sagron Mis; dei due parchi naturali (Dolomiti Bellunesi e Paneveggio-Pale di S. Martino); delle due regioni (Veneto e Trentino); delle due province (Belluno e Trento). Gli obiettivi condivisi sono:
– contrastare lo spopolamento e generare nuove economie di montagna;
– promuovere il turismo rigenerativo, lento e culturale;
– valorizzare le dorsali Forcella Aurine, Franche e Passo Cereda;
– rafforzare la governance istituzionale e le sinergie tra enti locali e parchi.
La seconda (e conclusiva) è del 24 febbraio 2026 a Taibon Agordino (BL).
Sono da menzionare anche la decina di incontri operativi del gruppo ristretto e i quattro presso la tipografia di Agordo (BL): il tutto a titolo gratuito.
La realizzazione del disegno è affidata all’artista Anna Marmolada.
Il 26 marzo 2026, infine, l’ultima riunione con gli operatori, che approva le tovagliette, cui si aggiunge il collegamento QR code, su disponibilità ed iniziativa a titolo gratuito del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi.
Alla fine occorre dire che sono stati tre i più attivi promotori dell’iniziativa: il sindaco di Voltago Giuseppe Schena, Maurizio Lazzaro e Laura Gobbis. Quest’ultima afferma: «Il cuore come si vede nella cartina, è la forma che racchiude il nostro territorio, e l’oro rimanda alle antiche miniere di oro e mercurio dell’alta valle del Mis. Ed è quindi un forte ricordo a caratterizzazione storico-geologico-territoriale; una catena che parte dalla Valle di san Lucano, abbracciando Voltago, Frassenè, Gosaldo fino al passo Cereda per ridiscendere fino alle miniere di Valle Impenna. È un abbraccio che unisce questo territorio che vogliamo valorizzare».
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Dove si possono trovare le tovagliette?
Questa zona preziosa e sconosciuta delle Dolomiti si trova tra l’incudine dello spopolamento e il martello di un turismo che nelle zone più famose delle Dolomiti è diventato insopportabile e insostenibile. Il pericolo paventato sia da Marcello Cominetti che da Bruno Telleschi, timore che io condivido.
C’è chi, ad esempio a Sagron, cerca di tenere duro riprendendo in mano mestieri tradizionali.
Bisogna allora chiedersi su cosa puntano le amministrazioni pubbliche. Un “ritorno all’antico” (con un turismo che ad esso si adegui) o un “progresso” direttamente in contrasto con ogni onesta idea di sostenibilità?
È un problema che nasce in pianura non nelle “terre alte”. Lì si propaga e riverbera, ma le contraddizioni stanno geograficamente a valle.
Sono consapevole della sua grande complessità, ma non lo si può ignorare e bisogna affrontarlo con tutti gli strumenti che la questa complessità richiede.
Io istintivamente faccio mio un consiglio che Giuseppe Verdi diede nel 1871:
“Torniamo all’antico. Sarà un progresso”.
4@ Marco;colonna sonora perfetta per un escursione nella valle del Mis e dove si trova il paese-fantasma di California…
Sicuramente non guardare al Trentino come “migliori protiche”, a tal fine vedere al tal fine quanti enti, strutture provinciali, enti funzionali, enti strumentali, apt, consorzi vari, comuni, comunità di valle, ecc sono attive per valorizzare il territorio.
I want to live
I want to give
I’ve been a miner
For a heart of gold
Vivere in montagna non è come andarci in vacanza!
La zona in oggetto è bellissima e poco frequentata. Nonostante sia circondata da aree che oggi soffrono di overturism.
La sfida sarà quella di uno sviluppo turistico che tenga semmai conto degli errori fatti dai confinanti. Se questa montagna saprà conservare le sue caratteristiche di autenticità e relativa scomodità, potrà proporsi a un turismo attivo e culturale che non potrà mai diventare (si spera) over.
L’importante sarà che chi se ne occupi non aspiri al cappottino tre quarti di cachemire e all’auto tedesca in edizione limitata.
Già visto e dagli effetti disastrosi!!! Guardarsi attorno.
E poi si leverà, senza cassa integrazione, un po’ di manodopera soprasaliente alla Luxottica, per non finire nelle mani cinesi.
Con tutto il rispetto.
La propaganda del turismo dovrebbe essere vietata per tutti gli enti pubblici, a tutti livelli dal ministero del turismo fino all’ultimo e marginale comune italiano. Come dimostra lo sciagurato progetto per incrementare le mountain bike e le biciclette elettriche non c’è più un argine politico alla devastazione dell’ambiente naturale.