Il futuro della nostra civiltà

Il futuro della nostra civiltà
di Pierluigi Fagan
(pubblicato in ariannaeditrice.it il 6 ottobre 2023)

Oswald Spengler venne preso con leggerezza quando ai primi Novecento vedeva, -come vedono certi intellettuali ovvero con un misto di ragione, sentimento ed intuito- il tramonto della nostra civiltà.
Vedere processi storici di tale portata significa collassare il tempo, ridurlo in modo da fare entrare l’inizio e la fine in una mentalità limitata, qual è la nostra. Sono pochi coloro che si dedicano a quella che un attore che lavora con le parole ha felicemente chiamato “voto di vastità”. Vastità spaziale tanto da inquadrare una intera civiltà, vastità temporale tanto da inquadrare cicli di secoli. Non cito Spengler perché ne condivida l’analisi nello specifico, ma perché intuire il senso del titolo-concetto “Tramonto dell’Occidente” nel 1918 è comunque rimarchevole. Aveva ragione?

Leggendo un autore asiatico, tempo fa, un pensatore che ha stima dell’Occidente sebbene rimanga profondamente asiatico (non cinese, né indiano), mi ha colpito il suo sincero sconcerto per quello che abbiamo combinato nel Novecento. Il tizio, studioso della nostra filosofia politica da Machiavelli a Kant, Hegel e successivi, non si capacitava del fatto che cotanta civiltà fosse finita nel buco nero del doppio conflitto mondiale. Come se un altissimo livello di civiltà teorica, convivesse con un bassissimo livello di civiltà pratica, una sorta di schizofrenia semi-funzionale. Già da prima, ma di più da allora, guardo alla nostra storia dell’ultimo secolo come se non vi appartenessi.
Noi nasciamo e viviamo nel racconto di quelle due guerre, se non è la scuola è la cinematografia o la letteratura a “normalizzare” quel doppio conflitto. Per carità, entrandovi dentro sappiamo che tragedia fu, ma così perdiamo il senso dell’imbarazzo che si ha standone fuori, guardando la questione come ci venisse raccontata da quelli di un altro pianeta che raccontano eventi di un’altra galassia. Come ha fatto quella civiltà evoluta e complessa a finire inghiottita dentro un tale buco nero da lei stessa generato?

Ieri Putin che ha la strana posizione di chi vive ai margini di un sistema, con un piede dentro ed uno fuori, come le particelle virtuali al limite dell’orizzonte degli eventi di Hawking, che cioè ci conosce perché in fondo fa parte di quella stessa civiltà e tuttavia non ne è il cuore e con un piede sta dentro altre sfere di civiltà, ci ha di nuovo detto che stiamo sbagliando. Invito chi non riesce a non farsi prendere dall’orticaria sentendo “Putin” a seguire comunque il discorso, a fare voto di vastità e guardare le cose dall’alto, senza emozioni particolari.

Nel 1997 la Russia viene invitata in pianta stabile nel G7 che diventa G8. Il formato durerà fino al 2014, per diciassette anni il cuore dell’aristocrazia politica occidentale comprendeva la Russia. Per quindici di questi diciassette anni, Putin è stato presidente o primo ministro della Federazione, quindi partner paritario. Lui variabile fissa, i vari leader occidentali variabili variate. Come e perché abbiamo avuto rapporti di così alto livello con lui se poi due anni fa abbiamo cominciato a dire che è pazzo, criminale, invasato dall’idea di reincarnare Pietro il Grande? È credibile, ha senso che vari leader occidentali di vario orientamento politico, di varie grandi nazioni della nostra civiltà abbiano fatto colloqui e riunioni strategiche con un tizio che dopo venti anni scoprono esser in realtà pazzo e criminale? Quando è diventato pazzo e criminale?

Non ancora pazzo e criminale, ma non più leader paritario è diventato quando fallì il G8. E quando fallisce il G8? L’anno di piazza Maidan, la rivolta ucraina che porta ad un “regime change”. L’altro giorno discutevo qui dove mi trovo con un australiano invasato che trasecolava ad ascoltare il mio punto di vista sulla guerra ucraina, stante che lui, come molti anche in Italia, nulla sanno di cosa è successo nel 2014 e dal 2014 all’invasione del febbraio di due anni fa.

Wikipedia, che pur sappiamo esser supervisionata dai tutori dell’immagine di mondo occidentale, riporta comunque che sondaggio d’opinione ritenuto affidabile secondo i nostri standard fatto ai tempi, confermato da pari risultati ottenuti da altri sondaggi, dava gli ucraini perfettamente spaccati tra gli “a favore” e “contro” quelle manifestazioni e quelle istanze. Con marcate differenze ragionali com’è noto a chi sa due-cose-due del paese che si estende in orizzontale tra Russia ed Europa, una naturale dissolvenza incrociata tra due culture, tradizioni, storie. Quello che ha ripetuto più volte Kissinger e che chiunque si occupi professionalmente di questi argomenti sa perfettamente.

Gli ucraini volevano fortemente e non volevano altrettanto fortemente l’esito di quel drammatico regime change che noi raccontiamo come sollevazione democratica. Se erano spaccati a metà come si fa a dire che quella era una volontà democratica? E se non era democratica, cos’era? E la nostra civiltà è intervenuta negli eventi per difendere quale versione della volontà democratica su una questione così incerta?
Tutto cancellato, conoscenze cancellate, memorie cancellate, storie cancellate. Un giorno ti svegli ed inizia il mondo e sorpresa! C’è un aggredito ed un aggressore, alle armi! alle armi! difendiamo la civiltà sotto attacco! Nel 2023, nella nostra civiltà, accade ancora e di nuovo che si neghi la realtà e la complessità delle questioni che, come nel 1914, facciamo collassare nel diritto delle armi. Ancora oggi, affrontiamo i problemi storici sparando e dando la colpa agli altri di aver pretestuosamente iniziato mettendoci con le spalle al muro, senza lasciarci scelta.

L’anno dopo Euromaidan, dopo che per anni una coalizione con Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Canada, Germania, Norvegia, Paesi Bassi più mezzo mondo arabo più o meno petromonarchico e petrolifero e la Turchia diceva di star combattendo in Siria uno strano esercito islamista irregolare con la bandiera nera che aveva fatto anche qualche morto qui in Europa con attentati clamorosi, i russi mandano qualche bombardiere e magicamente, in poco tempo, tutte le postazioni e l’intera logistica del minaccioso ISIS, vengono distrutte all’istante. Tutta quella coalizione non sapeva come farlo? Dovevano aspettare i russi? E perché ci siamo così arrabbiati per quello che hanno fatto?

C’è un doppio livello problematico nella nostra civiltà, narrazioni del tutto scombinate e surreali che tuttavia vengono credute verità lampanti e verità concrete che sono scabrose e scandalose ancorché coperte da suddette narrazioni.
Tutto ciò, piaccia o meno, non funziona più. Non è così che si può stare in un mondo di 8 miliardi di persone, con 200 stati, con tutti che usano l’economia moderna per crescere e svilupparsi, creando una inestricabile matassa di interrelazioni ed effetti problematici. Non è sparando e raccontando storie surreali che si dà un futuro alla nostra civiltà. Anche perché è bene ricordare che gli altri hanno più o meno lo stesso nostro numero di testate atomiche.

Non è una questione morale o etica, non funziona, non può ottenere i risultati attesi. E se non funziona, enormemente problematica sarà la cascata di controeffetti che ci pioverà sulla testa. Una civiltà che non funziona crolla. Vogliamo aspettare ci crolli il tetto in testa mentre si aprono sotto i piedi voragini ed abissi di cui non vediamo il fondo o peggio, che ci guardano mentre noi vi guardiamo dentro?
Questa nota pone il problema: siamo in grado di ripensare la nostra civiltà? Perché se non siamo in grado di immaginarla, non saremo in grado di cambiarla e se non la cambiamo temo che ci crollerà addosso.

Visto che nel mio insignificante piccolo ho fatto anche io quel “voto di vastità” che fecero gli Spengler, i Toynbee, i McNeill o i Mann, una primitiva idea mi si è formata nel tempo.
Penso che per primo la nostra civiltà dovrebbe fare una rivolta di potere interno contro il dominio e l’egemonia anglosassone, l’attuale aristocrazia della nostra civiltà, gli anglosassoni sono un problema serio, credo che se non gli aiutiamo non saranno in grado di cambiare e ci trascineranno nel loro cupio dissolvi. La civiltà occidentale è europea, tocca riprenderne in mano i destini.

Per secondo, dobbiamo iniziare una stagione di stretto realismo, guardare la realtà, guardarci in faccia e dirci le verità sgradevoli. Ognuno è convinto delle sue ragioni ma deve farsi dire da gli altri anche gli inevitabili torti.
Per terzo, noi riteniamo di esser democratici e gli altri no. Ma gli altri ci chiedono democrazia nella gestione del mondo e noi invece continuiamo a comportarci come ne fossimo l’aristocrazia. Tanto più gli altri ci fanno sentire il peso della loro legittima richiesta, tanto più noi dissolveremo ogni minima forma di democrazia reale al nostro interno. Allora forse il problema è che la nostra aristocrazia, quella che governa la nostra civiltà e vari livelli, va sostituita.

Non solo va sostituita perché fallimentare, va proprio sostituito il sistema per il quale il nostro mondo è governato da una aristocrazia. Rosa Luxemburg nel Junius pamphlet, Chapter 1 – 1916 (più o meno l’epoca di Spengler), usò l’espressione “socialismo o barbarie” che per altro non era sua ma di Engels. Socialismo si oppone a capitalismo, ma sebbene le forme economiche siano certo anche politiche, concettualmente quelle politiche dovrebbero venire prima, dovrebbero esser le forme politiche a decidere quelle economiche. È il “capitalismo” ad averle fuse assieme subordinando quelle politiche a quella economiche come notò Polanyi nel concetto di “disembedded”, l’Economico scorporato che ordina il Politico.
Quindi, se è il Politico il primo livello delle volontà del sistema sociale, la nostra civiltà mostrò già nel 465 a.C. (Erodoto-Storie) le scelte fondamentali: governo dell’Uno, dei Pochi o dei Molti. Quello dei Molti si chiama “isonomia” secondo quanto riferisce Erodoto, dove il popolo di autogoverna, si dà la legge da sé.

Credo che per varie ragioni, tutte strettamente funzionali e non ideali, il futuro della nostra civiltà sia riprendere il bivio da cui nacque e riconsiderare la via che abbandonò per incapacità storica, la via più difficile, quella poi poco tentata e sempre fallita: l’isonomia. In breve, l’unica alternativa è Democrazia o barbarie.
Abbiamo percorso per due millenni e passa la via dell’Uno che fosse monarca, imperatore, duce, fuhrer o tiranno; altrettanto spesso la via dei Pochi che fosse aristocrazia, oligarchia, casta o élite. Dobbiamo tentare la terza opzione, evitando la demagogia ed evolvendo la democrazia. Non vedo altra possibilità. Non importa quanto difficile o improbabile sia, prima ci si chiarisce le idee, poi si prova a conseguirne il “che fare?”.
Se fosse stato facile perseguirla prima l’avremmo fatto, ma è proprio perché non l’abbiamo fatto che siamo qui a rischiare il collasso di civiltà.

5
Il futuro della nostra civiltà ultima modifica: 2024-01-04T04:30:00+01:00 da GognaBlog

17 pensieri su “Il futuro della nostra civiltà”

  1. Rampini, quando era a Repubblica e stava in Cina, era talmente preso da se stesso che si vestiva alla cinese, tutto di bianco e odiava la Cina e il suo governo: emergeva da ogni su articolo. Ora che sta in USA si veste da David Letterman, così come quando stava là sempre per Repubblica. E quando parla la7 (stesso editore del Corriere) riempie i suoi dibattiti con vari esperti con tanti tanti troppi IO IO IO.
    Comunque alla fine ho ragione io: tutti i guerrafondai russofobi di oggi, spostandosi a destra, si riavvicineranno a Putin, oggi un tiranno invasore, domani un politico con cui parlare e fare affari. E se vincesse Trump (che non è la destra repubblicana estrema, peggio c’è Graham Lindsay e Nancy Haley) per l’Europa si metterà davvero male, altro che arroccarsi contro i peones del Terzo e Quarto mondo… PS – Guarda che anche che la prima generazione di migranti dal Sud Italia verso il Nord industrializzato (quando lo era) oggi sono più razzisti verso i loro conterranei e verso glii immigranti stranieri: è normale, loro hanno raggiunto un minimo di “benessere” e troppi “altri” potrebbero portarglielo via… Poi, per quanto riguarda i messicani/sudamericani, non fanno i colletti bianchi, fanno i raccoglitori nelle piantagioni (vino e arance dei padroni miliardari bianchi… ricorda qualcosa?), magari in regola, ma sempre schiavizzati…

  2. Come racconta Federico Rampini, noto e conclamata editorialista del Corriere, residente negli USA da decenni e da lì corrispondente (in quanto grande conoscitore delle “cose” USA), il fenomeno che io descrivo per l’Europa si verifica anche in terra statunitense. Anzi perfino accentuato nei toni e sorprendente nelle caratteristiche. Il partito democratico (che costituisce, “largo circa”, la sinistra americana) sta perdendo consensi fra quelle che un tempo erano le minoranze etnico-socio-economiche, in particolare i neri e gli ispanici. In queste minoranze  stanno crescendo alla velocità della luce i consensi al partito repubblicano (I conservatori” americani), in particolare l’ala più estrema, ovvero per Trump.
     
    Ciò perché le nuove generazioni di tali gruppi hanno raggiunto una situazione di accettabile benessere, o quanto meno una situazione non così problematica come quella dei loro padri e dei loto nonni: la spinta emotiva di fondo NON è quella di far condividere a nuovi disperati tale processo, ma, al contrario, quella di erigere muri verso i nuovi disperai, affinché la torta dei “privilegi” non sia divisa in troppe fette individuali, cosa che assottiglierebbe assai ogni singola fetta individuale.
     
    Addirittura si sta registrando il paradosso per cui la comunità ispanica del Texas, erede in particolare di immigrati messicani dei decenni passati (anche lontani, anni ’50-60), oggi si schiera con quei candidati (“conservatori”) che si impegnano e respingere le nuove ondate di immigrati messicani. In pratica gli ispanici di oggi, che oggi vantano cittadinanza americana acquisita col tempo, sono i primi nemici dei nuovi immigrati messicani, anziché esser caratterizzati da uno spirito di presunta solidarietà verso coloro che, oggi, si dibattono nelle traversie che hanno attanagliato i padri e i nonni degli odierni ispanici texani…
     
    Questo è il trend in atto nell’occidente tutto, che sia di qua o di là dell’Atlantico e contro queste forze socio-culturali, che provengono dalla pancia della cittadinanza elettorale, c’è poco da fare. Sia in un seno che nell’altro. Ecco perché, anche in Europa, il trend sarà inarrestabile e durerà molto a lungo.

  3. E’ ormai palese che se vogliamo mantenere questi privilegi che caratterizzano la visione occidentale illuminista,

    E perchè dovremmo avere dei privilegi?
    I privilegi non dovrebbero esistere.
    L’unica cosa che voglio mantenere e difendere è la mia libertà, difendendola da chiunque la minacci. Da CHIUNQUE!!! 
     

  4. Si, Crovella, vedremo. Ma non rispondi mai seguendo il dibattito, ma solo pontificando sui trend (che andranno verificati) che secondo te si imporranno. Se avrai ragione, la Russia sarà di nuovo il fornitore energetico europeo e l’Ucraina, che tu sbandieri come europea e futuro membro della UE, sarà abbandonata a se stessa, come altri Paesi nostri “alleati”… Perché leggo anche io e tutti i partiti di destra europei, eccezion fatta per la voltagabbana Meloni, vogliono tornare ad avere rapporti con Putin. Prima di tutti la Lega salviniana che pur di stare in un qualsiasi governo è una banderuola al vento… Però devi spiegarmi dove prenderà questa Europa arroccata la manodopera a basso costo, dove le materie prime, dove l’energia. Altrimenti sono chiacchiere da salottino…

  5. Si continua a confondere il coinvolgimento del tifoso con le analisi oggettive dei trend in atto. Trend che, da sinistra, aveva già visto oltre 10 anni fa Bersani (“c’è una mucca nel corridoio”) ed era stato deriso dai suoi stessi correligionari. Salvo non saper prendete contromisure per cui gli operai che oggi escono dalle superstiti industrie votano Lega o FdI, quando negli anni Settanta i loro padri votavano PCI.
     
    I trend socio-politici he descrivo sono del tutto indipendenti dai miei desiderata, ma oramai anche dai residui tentativi di difesa della sinistra o del centro sinistra. Mi sto riferendo a trend continentali e non solo italiani. Se il modello occidentale desidera sopravvivere dovrà inevitabilmente chiudersi pet difendersi da invasioni culturali, umane o anche economiche (cinesi). Sennò verremo travolti e per un gioco di numeri demografici finiremo in minoranza a casa nostra. I tentativi prelettorali di certi governanti (in Francia e Germania proprio in questi giorni stanno cercando di regolamentare l’attività degli imam contro il rischio di radicalizzazione islamica) cercano di limitare l’ondata verso destra che è prevista nelle elezioni di giugno in tutto il continente. Con un prossimo parlamento europeo per la prima volta non caratterizzato dalla maggioranza popolari+socialdemocratici, si faranno politiche continentali completamente diverse rispetto al passato. È questo il trend in atto.
     
    Costituzione? Vedrete che piano piano si dovrà adeguare alle nuove esigenze. Certo, non domattina, ma si arriverà anche a quello. Quando circa tre anni fa proprio qui scrivevo che si “stava lavorando” per una riforma costituzionale della parte sul sistema di governo, alcuni di voi si sono messi a ridete, prendendomi in giro. Bene, ora tale proposta è in agenda ed è già stata annunciata e confermata: ovvio che l’iter è ancora lungo, ma intanto è sul tavolo e dovete rimangiarvi le risate che vi siete fatti tre anni fa. E se, ora, vi dicessi che si sta già “pensando”, in modo informale e senza velleità nel breve termine, di vedere come poter riscrivere tutta la Costituzione? Immagino vi sbellichereste dalle risa, eppure non vi rendete conto che c’è un orientamento di pensiero che considera obsoleto un testo di 75 anni e che penda che il contesto in essere richiederebbe un testo più aggiornato ai tempi. D’altra parte proprio le esperienze degli ultimi anni, in particolare dalla pandemia (compresa) in poi, hanno dimostrato che, quando ai governanti torna comodo, non si fanno problemi a emettere provvedimenti che cozzano contro la Costituzione del 1948. Lo hanno fatto governi di sinistra (Conte 2) e governi tecnici (Draghi). Per avere un testo che poi chiunque viola a suo piacimento (comptesi nel recente passato i governi con Pd e M5S), tanto vale elaborare un nuovo testo che sia adeguato ai tempi e rispettato da tutti. Ma questo è un altro discorso, con tempi più lunghi. Nel breve il driver che domina è incentrato sulle elezioni europee di giugno.

  6. solitamente i post dove si sburgiarda crovella vengono eliminati dal grande capo, magari solo perché era stato  usato in senso generale il termine imbecille (non riferito a costui in particolare , ma a chi veicola tesi così aberranti risultando la perfetta marionetta di questi tempi bui). E non è questione di destra o sinistra, ma empiamente di civiltà sociale. 
    A me sconcerta che si possa apertamente veicolare tesi come quelle nel post sotto, in cui si dice chiaramente che noi occidentali  dobbiamo arroccarci per mantenere  i nostri privilegi escludendo tutti gli altri.
    Anche perché, sol che si vada oltre la mentalità apertamente da ventennio dell’estensore, al momento – almeno sino a che costui non ne scriverà il nuovo testo – rimane in vigore la costituzione del 48, che prevede principi un pò diversi (art.3). obsoleta, invecchiata, inutile secondo il vate, ma quella è. 
    Peraltro le storture di questa immigrazione selvaggia (e di molti altri fenomeni degli ultimi venti anni) non stanno, a mio avviso, nella solidarietà ad altri, ma semplicemente in progetti sociodemografici volti a cambiare il volto della società occidentale e ridurre i crovelli in schiavitù.
    Del resto nessuna persona lucida e con un minimo di autonomia mentale potrà pensare che si possano rompere le palle alla gente comune obbligandola a comprare  macchine a pile, caldaie aggiornate, etc, con la scusa Green, o a farla lavorare venti ore per pagare bollette milionarie quando – ad esempio – continuano a girare milioni di aerei, navi e mezzi da guerra che se ne strattono del green e sprechiamo infinte risorse solo per combattere.
    Quindi  il crovello sabaudo che si auto castra riducendo una gita all’anno per salvare il pianeta trovo sia il  perfetto tafazzi per quelle politiche.
    Per chi volesse approfondire allego un link che trovo interessante e può far riflettere.
    https://www.facebook.com/giorgio.bianchi.100/posts/pfbid02EpZJdk4Pu9b6eqVkyPWycfaZK1AouMSjUJ1RU45wKM6wMHB739skPLcEm1XpuRtQl
    Postilla. Scrivo solo perché sto a letto con la febbre a 38 e in qualche modo devo passare il tempo, ma non ho ovviamente interesse alla sequela di sabaudità agli atti: il crovella pensiero (ammesso che ne esista uno) mi è noto, non lo condivido e non ho interesse a confrontarmici.
    Buon 2024.   

  7. Grazia, 7 – Ho semplicemente risposto a quello che leggo, senza poter andare oltre quello. Mi dici quali sarebbero i piccoli Stati che sarebbero svincolati dall’andazzo generale? Curiosità…

  8. Cr0vella 8 – La folla ai pronto soccorso: ti sei accorto di quanti ospedali pubblici son stati chiusi chiusi? Pochi di quelli privati hanno pronto soccorso, che significa strutture adeguate e molto personale in più. Forse se si fosse tenuto più a conto la “res publica”, sarebbe stato meglio.
    Islam: vatti a leggere quello che ti ho scritto nel post sul North Stream. Tutti i più recenti sondaggi danno al primo posto delle preoccupazioni degli italiani il costo della vita, la sanità e ben dopo l’immigrazione. Ho i ponteggi per il Superbonus: a parte il padrone della ditta e il capocantiere, tutti gli operai sono arabi e uno slavo. Ho chiesto al capocantiere, la risposta è che i giovani italiani non vogliono fare il muratore perché è un lavoro duro… per cui, immigrazione sì se ci fanno da schiavi mentre noi facciamo tutti gli ingegneri e i PR? 
    L’Europa non può chiudersi a riccio: non ha materie prime e prodotti energetici a sufficienza per garantire l’economia e il benessere dei suoi cittadini. Quello che è vero è che gli europei sono stufi di pagare per paese poveri fatti entrare. Ed è di ieri la chiusura del capo della Commissione agricola europea ai prodotti cereali ucraini perché distruggono sia il mercato interno che gli agricoltori della UE. 
    Quindi, deducendo dai tuoi discorsi, l’Europa ha sputato fiele contro Orban, ma alla fine ha ragione lui…

  9. Te l’hanno già detto in molti che hai una visione accentrata solo su di te e monotematica, e invece niente, avanti come fossi da solo.
    Io spero che la virata a destra che vede Crovella (che interpreta a suo vantaggio ogni episodio peggio di un terrapiattista novax) continui a esistere solo nella sua testolina limitata. 
    Se ci islamizzeremo, cosa che con la virata destrorsa nulla c’entra, noi maschietti ci faremo l’harem. Pensate che bello.
     
    Un’amica veneziana, femminista, ha sposato uno yemenita ed è diventata la sua nona moglie. Ha continuato a vivere all’occidentale pur stando nell’harem e, cosa apparentemente incomprensibile, ci stava da dio. Lì ha trovato comprensione, amicizia e affetto che l’hanno fattacstare bene  pur con le dovute eccezioni perché lei non è islamica. Fa la ricercatrice universitaria e ha una testa pensante aperta e libera da pregiudizi e vivere questa relazione le ha fatto vedere una faccia dell’Islam insospettabile e da alcuni risvolti positivi. Anche negativi, intendiamoci, ma alzi la mano chi vive un matrimonio occidentale dove tutto va a meraviglia dopo almeno 20 anni…
    Io non ho paura, Crovellix mi sa che ne ha tanta…
     
    Allah Akbar, almeno quanto il nostro Dio, se uno/a ci crede.

  10. Tema “succoso”, è forse il tema cardine di tutto il resto, perché dalla sopravvivenza futura o meno della civiltà occidentale, almeno come la conosciamo e come la definiamo, dipende tutto il resto dello stile di vita. In particolare per gli occidentali europei, perché altri contesti occidentali  (USA in primis) possono permettersi di proseguire senza i condizionamenti e le pressioni che giungono dal mondo “non occidentale”.
     
    Sul punto sono costretto a ripetermi. Sono almeno dieci anni abbondanti che ho percepito i primi segnali (che poi si sono intensificati via via e ora sono chiari davanti a tutti: solo i ciechi ideologici non li “vogliono” vedere) che l’occidente europeo può sopravvivere solo se chiude a riccio. E in effetti la reazione della maggioranza della popolazione europea è ormai indirizzata in tale direzione. Gli europei sono circa 500 milioni, facciamo che comprendere anche quegli stati non ancora ufficialmente nella EU, ma che, tempo 10-15 anni al massimo, ne faranno parte.
     
    E’ ormai palese che se vogliamo mantenere questi privilegi che caratterizzano la visione occidentale illuminista, figlia della rivoluzione francese, (i “famosi” diritti) dobbiamo tenerceli stretti e riservarli solo a noi, altrimenti li annacquiamo in un mare magnum di individui e ne perdiamo l’efficacia. la visione da anni Settanta circa di “più diritti per tutti” (compresi anche i non europei) è storicamente obsoleta e costituisce un boomerang per gli europei. infatti i diritti “costano” e non ci sono più così tanti soldi per regalare i diritti a tutta l’umanità o quanto meno a una fetta molto allargata di umanità che staziona attorno all’occidente europeo (Africa, Medio Oriente arabo/asiatico ecc).
     
    Un esempio terra terra di questi giorni? quello che viene definito, sui media, “l’assalto ai oronto soccorso” per l’emergenza influenza+ondata covid ecc. Significa che il sistema ospedaliero è già sottodimensionato rispetto alle esigenze numericghe dei cittadini europei “veri”. come si può pensaere di offire l’èassistenza ospedaliera ad altri soggeti aggiuntivi? la gente, inconsciamente se ne rende conto: fa allargare i dirittia tutti e chiudersi per tenerli per noi, è chiaro che siamo in una fase in cui prevale la seconda.
     
    Non è la conseguenza di decisioni prese dall’oligarchia che comanda, ma addirittura è più marcato il condizionamento in direzione opposta. la base della popolazione, quella che io chiamo la 2pancia” elettorale, ha modificato l’impostazione rispetto ai decenni scorsi e sta spingendo in questa direzione. Esprime istanze di questa natura e tende a premiare (elettoralmente) gli schieramenti che si allineano a questi desiderata. E’ un trend di massa, cui nessuno può contrapporsi, e che io chiamo “la destrizzazione dell’occidente” o quanto meno la “destrizzazione dell’Europa”. in realtà anche negli USA sta accedendo una cosa più o meno simile, ma ora voglio limitarmi all’Europa, per non mettere troppi punti sul tavolo.
     
    Conferme della fondatezza di tale analisi le vediamo già nelle ultime decisioni assunte da governanti in carica che, in previsione delle elezioni di giugno, stanno “virando a destra” pur senza esserlo originariamente. Il più esplicito di tutti è Macron, le cui ultime misure anti-immigrati hanno suscitato il plauso dell’ultra destra francese (Le Pen) e lo sgomento di tre suoi ministi cosiddetti “riformisti”… Ma Macron non è il solo.
     
    Al di là dei giochi elettorali in proiezione giugno 2024 ( cmq, ne vedremo sempre di più, col passare delle settimane…), sul punto sociologico la riflessione è la seguente: la civiltà occidentale, se vuole sopravvivere di fronte a straripanti numeri demografici dei modelli alternativi (principalmente islamici) che potrebbero travolgerla, si deve “chiudere” e mantenere i privilegi per pochi (cioè per i soli occidentali): Se invece si vuole proseguire con la visione anni Settanta (diritti per tutti, ecc), saremo tutti travolti dai “non occidentali” e verremo islamizzati, con tutto quello che ne deriva (cioè: addio occidente…). 

  11. Caro Marco, stupisco anche nel leggere la tua risposta al mio commento, prima di tutto perché, come se conoscessi a fondo la mia visione, dai per scontato che io ritenga giusta la nostra forma di governo, ma non è così. La seconda ragione è che si continua a separare e far distinzioni fra i paesi come se realmente ci fosse un divario e fossero in reale conflitto: a mio avviso, la vera verità è che il gioco delle alleanze, che par mutare come il vento, è solo teatrino per il popolo affamato. Son proprio convinta che, magari con qualche rara eccezione di piccole realtà fuori dai grandi giochi, tutti i governatori della Terra si giochino a scacchi e a golf le sorti dei paesi – e non riunendosi ai summit pubblici.
    Ricordate 1984?
    Davvero pensate che qualcuno paghi sanzioni?

    Ognuno ha il diritto di vedere ciò che crede.

  12. Perché l’Europa non ha fatto sanzioni (ricordo che quelle americane sono illegali perché unilaterali) contro gli USA per la seconda guerra del Golfo? 500.000 morti. Era basata su un falso clamoroso, le armi di distruzioni di massa presentate all’ONU da Colin Powell come la pistola fumante. FALSE, come lo stesso ha ammesso 20 anni dopo…

    Beh…ti sei dimenticato le basi americane presenti in Europa, soprattutto in Italia?
    Qui in Toscana ce n’è una bella grossa.

  13. Grazie, parte 2. L’Europa, per svincolarsi dalla dipendenza energetica dalla Russia, ha dato 185 miliardi di dollari in più di quel che pagava prima agli americani per il loro GNL, quattro volte più caro di quello russo: da una dipendenza all’altra… Perché l’Europa non ha fatto sanzioni (ricordo che quelle americane sono illegali perché unilaterali) contro gli USA per la seconda guerra del Golfo? 500.000 morti. Era basata su un falso clamoroso, le armi di distruzioni di massa presentate all’ONU da Colin Powell come la pistola fumante. FALSE, come lo stesso ha ammesso 20 anni dopo… Sanzioni contro Israele per quello che sta facendo a Gaza? Non si tratta più di “diritto di difendersi”, lo sappiamo tutti. E tutti zitti… Ma andrà a finire come chiunque dotato di senno poteva dire un anno e mezzo fa: la Russia vincerà in Ucraina, dettando le condizioni al paese più povero e corrotto d’Europa. Gli USA, come di consueto si ritireranno lasciando gli “alleati” (Laos, Vietnam, Corea, Afghanistan, Iraq, curdi). La sintesi è questa: 20 anni, 4 presidenti, trilioni di dollari, 500.000 morti per far cadere i talebani e rimetterli al loro posto…
    E infine: il cosiddetto Occidente conta circa TRE miliardi di persone. Ma al mondo ce ne sono OTTO. Ci renderemo finalmente conto di questo?

  14. Cara Grazia, è sorprendente che ogni volta che bisogna indicare qualche “regime” che non ci piace si prenda sempre come esempio la Russia. L’Arabia Saudita è forse una democrazia come la intendiamo noi? E il Qatar? La lista è infinita, ma alla fine sempre a Putin arriviamo. Perché non cominciamo a guardare tra le nostre “democrazie”? In USA la massa di poveri è sterminata, l’immigrazione clandestina (grazie a Biden) a livelli mai visti, il debito pubblico a dei livelli che alla bistrattata Italia, per raggiungerlo, ci vorrebbe un millennio. In USA le città sono sempre più violente, New York e San Francisco irraggiungibili per costo delle case (a SF anche la middle class sta emigrando dalla città). Le vittime degli incendi hanno ricevuto dallo Stato 720 dollari a famiglia (hanno perso tutto) contro i quasi 3000 a famiglia dati in Ucraina. Biden ha un indice di gradimento al 34% in ribasso… Persino l’esercito non trova più volontari. In compenso le spese militari sono alle stelle e il comparto industriale militare ed energetico si riempie le tasche con tutte le guerra che gli USA sponsorizzano nel mondo… Il problema, come sempre, è che ci salta all’occhio fa “durezza” del regime russo (Navalny è un eroe, Assange già l’avete dimenticato)ma non ci accorgiamo di come un simile potere sia usato più nascostamente nel mondo occidentale. E’ democrazia vietare un concerto perché la pianista è russa? E’ democrazia censurare ogni notizia che viene dalla Russia? E’ democrazia fare affari di nascosto con la Russia e riempirsi la bocca delle parole che vuole sentire il “capo” Oltreoceano? Sai che ci sono le sanzioni sul petrolio russo? Certo che lo sai! E che l’ENI sta aprendo un nuovo campo di estrazione in Mali con la Lukoil RUSSA? Non sto sostenendo che in Russia sia tutto rosa e fiori. Sto dicendo che, forse, sarebbe meglio a cominciare a guardare la trave nel proprio occhio prima che la pagliuzza in quello altrui…

  15. Mi sento un po’ spaesata leggendo questo articolo: trovo tutt’altro che sorprendente che in molti (non solo il menzionato Splengler e credo molti più di quello che supponiamo) inorridissero per ciò che stava accadendo, già dall’avvento della rivoluzione industriale e all’indomani del primo conflitto. 
    Mi sembra un po’ bizzarro chiamare in causa Wikipedia per dar forza alle proprie tesi, pur sapendo che si tratta di informazione manipolata. 
    Ancor più incredibile mi appare il voler prendere a modello i diktat (la grande madre Russia non gode di un regime democratico) il governatore Putin, conoscendo la grande povertà che vige nel paese, al di là di una piccola élite.
     
    Mi pare anche strano che l’autore concluda scrivendo che il collasso arriverà, quando tale crollo – e non certo di una società evoluta come lui ama credere – sia in atto da tempo. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.