Il mega-hotel a Passo Giau

Giancarlo Gazzola difende con Mountain Wilderness Italia le montagne patrimonio Unesco. Fa notare che lì dove vogliono costruire un mega albergo, c’è già un rifugio-albergo di 17 stanze, chiuso da dieci anni. “Se una struttura del genere è chiusa, significa che in quella zona un albergo non può contare su una domanda sufficiente. E allora perché realizzare una struttura più grande? Si vuole portare fino al Giau il carosello dello sci”.

Il mega-hotel a Passo Giau
di Giuseppe Pietrobelli
(pubblicato su ilfattoquotidiano.it il 19 luglio 2021)

Sotto la cima del Nuvolau, il Passo Giau, che mette in comunicazione Colle Santa Lucia e Selva di Cadore con Cortina d’Ampezzo, è un angolo di Dolomiti straordinariamente preservato in provincia di Belluno. Ma anche lassù c’è il rischio di una colata di cemento. E’ in programma, infatti, la costruzione di un albergo con 40 mila metri cubi di volumetria, a oltre duemila metri, in una montagna di struggente bellezza. E pensare che c’è già il rifugio-albergo Enrosadira, di 17 stanze, chiuso da dieci anni.

Passo Giau

Se una struttura del genere è chiusa, significa che in quella zona un albergo non può contare su una domanda sufficiente. E allora perchè realizzare una struttura più grande? Si vuole portare fino al Giau il carosello dello sci. Ma questo significherebbe distruggere un angolo di paradiso”. Giancarlo Gazzola è impegnato con Mountain Wilderness Italia a difendere le Dolomiti patrimonio dell’Unesco. Da mesi hanno alzato la vigilanza sulle Olimpiadi Cortina 2026 e denunciano il rischio di speculazioni e danni irreversibili, dopo l’esperienza dei Mondiali. Per questo la notizia che in pentola bolle un progetto per un nuovo hotel ha fatto drizzare i capelli agli ambientalisti. “Il governatore del Veneto Luca Zaia si dice tanto rispettoso della compatibilità ambientale, ma allora perché la Regione non promuove il recupero dell’esistente, anziché la costruzione di nuovi mostri?”.

“Salviamo Passo Giau dal cemento”. L’appello viene da Italia Nostra (sezione Veneto e di Belluno), Mountain Wilderness Italia, WWF Veneto, Peraltrestrade Dolomiti e Gruppo Promotore Parco del Cadore. Hanno scritto a Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, Fondazione Dolomiti Unesco, Commissione Nazionale per l’Unesco, Comune di Colle Santa Lucia, Regione Veneto e Provincia di Belluno. Chiedono “di intervenire, ciascuna per la propria competenza, al fine di escludere qualsiasi intervento edilizio con forte impatto ambientale”. L’accusa è pesante: “Sul Passo Giau stanno prendendo il via le Olimpiadi del ‘mattone’. In gara per la medaglia d’oro, la squadra russa della Tsara Holding Limited, proponente e finanziatrice di un super ecomostro di 40.000 metri cubi di volumetria (di cui 24.500 fuori terra), da edificare dove sorge il piccolo albergo-rifugio Enrosadira”. Qualche condizionale è d’obbligo, perché il progetto è in buona parte misterioso, ma le conferme sono venute da Colle Santa Lucia. “Facendolo passare come Progetto Turistico Strategico di interesse regionale, disciplinato dalla Legge Regionale 11/2013, il Comune sta valutando la realizzazione di un hotel 5 stelle gran lusso. Secondo le ottimistiche previsioni, il complesso sarà aperto tutto l’anno, impiegherà un centinaio di persone e sarà collegato con navetta (rigorosamente elettrica) con il paese di Colle Santa Lucia che, come per miracolo si salverà così dallo spopolamento perché i suoi giovani, trovando in loco un impiego, non avranno più motivo di emigrare”.

Queste sarebbero le promesse dei promotori. Gli ambientalisti non credono a un beneficio per il paese. Sono molti gli ostacoli al progetto. “E’ un’area protetta paesaggisticamente. L’intervento edilizio è decisamente fuori scala rispetto ai manufatti esistenti, localizzato nei pressi dell’area buffer del Sistema 1 Dolomiti UNESCO indicata come ‘Pelmo-Croda da Lago’. L’area è nelle vicinanze di un sito della rete Natura 2000, tutelato da Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca). Inoltre, l’ambito appare ancora ben conservato e privo di manufatti di rilevante impatto”. Non a caso vanno a girarci film, come Ladyhawke, con Michelle Pfeiffer e Rutger Hauer. Si sprecano poi motivi idrogeologici, di tutela del prato cresciuto sopra la roccia dolomitica. Un cantiere sarebbe devastante. Per non parlare delle dimensioni imponenti. “E’ un’ipotesi edificatoria scriteriata, che corrisponde per volume a tre edifici di almeno 7 piani o a una settantina di appartamenti di taglia media”.

Concludono gli ambientalisti: “Chiediamo al Ministero per i Beni Ambientali e Culturali di esprimere parere negativo, senza possibili spiragli di fattibilità. Questo è l’esatto contrario di quello che chiamiamo ‘sviluppo sostenibile’: comporta consumo del suolo e danno irreversibile al paesaggio e all’ambiente”. Giovanna Ceiner, di Italia Nostra: “Vogliono moltiplicare per dieci volte il volume dell’attuale rifugio. Il progetto può rendere solo se lassù arrivassero gli impianti di risalita”.

Questo è il vero bubbone delle Olimpiadi di Cortina, la tentazione di far avanzare i collegamenti con il Falzarego, Passo Giau, il Pelmo e il Civetta. Un grande carosello sciistico in un’area bellissima, ma ad un prezzo ambientale enorme. Poi un pullulare di iniziative edilizie e nuovi alberghi. Per non parlare del progetto della nuova pista da bob, da 80 milioni di euro, che ha registrato l’opposizione del Comitato Olimpico Internazionale. Così la Regione Veneto, che ne ha fatto un fiore all’occhiello, lo dovrà pagare totalmente e assumersi le ingenti spese di mantenimento.

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Il mega-hotel a Passo Giau ultima modifica: 2021-08-27T05:06:00+02:00 da GognaBlog

24 pensieri su “Il mega-hotel a Passo Giau”

  1. 24
    Antoniomereu says:

    Mi viene alla mente lo stIle tutto Buzzattiano trovato leggendo i suoi libri …e penso allora ai piccolo Giauli ( chi non è pratico della valle cerchi sul web) mi perdoni Mauro Lampo se li uso in queste righe …
    Li vedo sulle barricate della Marogna  che corre lungo i 2 km delle praterie del Giau tra I sassi che da secoli sono li in quei luoghi e proteggono ogni fiore ,insetto e singola zolla sotto l ombra dei Lastoni de Formin e con a capo il torrione Dusso che con fare e organizzazone quasi militare tiene in scacco chi si avvicina dalla val Fiorentina cimitero neolitico pieno di sorprese.Ora credo di fronte ad una cordata ( purtroppo è  l’unico termine preso in prestito dall andare per monti e insegna molto poco)composta da portafogli enormi e non da alpinisti i piccoli Giauli sono ancora li e chiedono di aiutare.Se andate per il passo li sentite di sicuro…firme adesioni manifestazioni dibattiti sono non solo da augurare ma da promuovere e come ho letto nel bel post di Daniele speriamo nell argilla prima che sia tardi e diventi cemento.un bel saluto a tutti.

  2. 23
    Gianluigi Marangoni says:

    Ho letto in diverse occasioni gli articoli riguardanti la notizia della ventilata costruzione di una megastruttura a passo Giau.
    Inorridisco ad una simile ipotesi.
    Sono Veneto ed amante della montagna e mi reco tutti gli anni a passo Giau, che ritengo il più bel passo dolomitico, pervaso di una struggente bellezza.
    Un megahotel in quel paradiso sarebbe una cosa abominevole.
    Vi prego, portate avanti la vostra e nostra battaglia per scongiurare tale sciagura. Avete tutto il mio appoggio.
    Propongo una raccolta firme contro la costruzione di tale mostro di cemento.
    Nel mio piccolo mi batterò perché il passo Giau continui a donarmi le indescrivibili emozioni che provo ogni volta che lo raggiungo.
    Con stima

  3. 22
    Daniele Mistura says:

    Credo che il termine “Valorizzare” in montagna andrebbe abolito. L’ambiente alpino e dolomitico ha valore in se e per scoprirlo è necessario avvicinarsi lentamente, delicatamente e facendo fatica. Tutto cio che semplifica o annienta  questi parametri è distruttivo per il valore della montagna. Siamo onesti VALORIZZARE oggi significa MONETIZZARE non ci sono altre sfumature. Ad un’analisi attenta possiamo anche osservare come il turismo in molte vallate dolomitiche è sempre piu impattante e meno sostenibile oltre a portare ricchezza solo a pochi proprietari locali.
    Sarebbe utile poter raccogliere firme o manifestare in qualche modo, almeno provarci…perchè non dimentichiamo che il gigante ha sempre i piedi di argilla!
    Daniele M.

  4. 21
    Umberto says:

    Inutile indignarsi, ormai le Dolomiti sono equiparabili a zona urbana. Rimangono integri quei pochi angoli in cui neve ne viene sempre poca e le zecche fanno buona guardia

  5. 20
    MICHELE DALLA PALMA says:

     Non ho altro da aggiungere alle parole di Giorgio Daidola, di cui condivido premesse e pensiero: verso il disastro, ma questi lestofanti se ne fregano.

  6. 19
    Paola Cesco-Frare says:

    Assolutamente bisogna firmare! Concordo con Luciano Pellegrini: dove è il CAI? 

  7. 18
    Eugenio says:

    Bisogna firmare

  8. 17
    Prof. Aristogitone says:

    Ormai in molti attingono al magna-magna dell’ecosostenibilita. Fateci caso: tutto è green, ecocompatibile e in sintonia co n la natura. Anch’io potrei fare i nomi di organizzazioni “criminali” che istituiscono corsi ed elargiscono riconoscimenti e titoli agli ignoranti che si lasciano abbindolare. Oltre che a venire denunciato, passerei  pure per rivoltoso. Unica mansione in cui mi sentirei a mio agio. Di ignoranza e cecità non se ne può più. 
    Sull’UNESCO avevo dubbi ancora prima della nomina di parte delle Dolomiti come patrimonio dell’umanità.  Vedevo chi ci lavorava e come lo faceva. Sarò lombrosiano ma in effetti non mi sbagliavo. Che tristezza.

  9. 16
    Giorgio Daidola says:

    Quello che succede in Dolomiti è una vergogna e si dovrebbe vergognare anche l’Unesco a tollerare e a sponsorizzare modelli di sviluppo del genere. Non c’e solo Passo Giau, c’e anche la Marmolada a rischiare l’omologazione a lunapark in quota. I  burattinai di questo tipo di sviluppo foraggiano e mandano le loro marionette a partecipare ai convegni e ai corsi di formazione, spacciando i loro progetti come iniziative altamente sostenibili. Potrei fare nomi e cognomi ma poi mi prendo anche una querela e devo pagarmi un avvocato per difendermi. Così va il mondo, verso il disastro, ma questi lestofanti se ne fregano.

  10. 15
    Sonia Marcon says:

    Robe da matti, vogliono rovinare uno dei passi più belli delle dolomiti bellunesi invece di valorizzarlo come andrebbe fatto.  A noi campertisti quando ti fermi non è possibile nemmeno aprire una finestra perché dicono che stai facendo campeggio e stai rovinando il territorio, e loro a costruire una schifezza del genere non lo rovinano? Se dovesse andare in porto senza che nessuna istituzione locale faccia qualcosa contro, devo proprio dire che è da vergognarsi ad essere Bellunesi e Veneti. Se si raccoglieranno firme sarò ben contenta di firmare contro. 

  11. 14
    Antoniom. says:

    Come dire che dopo il fiasco del H.Enrosadira chiuso da 1 decennio facciamo un enorme damigiana ma mezza interrata.Le mega strutture decentrate sono destinate al fallimento ,difficile gestirle ,riempirle e farle funzionare bene.
    Le Alpi son piene di questi palazzoni vuoti e in rovina i proprietari si guardano bene di abbattere e rimangono li a monito.Gli attuali promotori del progetto dovrebbero togliere tutto e ripristinare il passo come natura ha creato.stop…invece parlano di 100 posti di lavoro per i locali non considerando che negli hotel il personale viene quasi totalmente da ” fuori “.navette anche per loro?
    Gli unici che godranno utili saranno investitori ,architetti e imprese d appalto …al solito. FERMIAMO L’OBBROBRIO!

  12. 13
    Luciano Pellegrini says:

    Ma il CAI non è una ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA? BIDECALOGO – TAM- PRESIDENTE CAI REGIONE VENETO – LE SEZIONI CAI O SAT… CAI CENTRALE,  dovrebbero UNIRSI A QUELLE ASSOCIAZIONI CHE HANNO RECLAMATO? 

  13. 12
    Sandro Casal says:

    Tante belle parole e promesse viste e sentite 1000 volte e poi disilluse. Ciò che conta è il Dio denaro e fermarli sarà pressoché impossibile soprattutto se spalleggiati dai Comuni che ritengono una tale opera risolutrice dei problemi occupazionali (sic!).Facciamo sentire la Nostra voce! Raccogliamo le firme e manifestiamo. 

  14. 11
    Gotti claudia says:

    Buongiorno,
    Ho avuto la fortuna di cedere il paesaggio del Giau nella sua naturale bellezza di oggi. Inorridisco al pensiero che venga costruito qualcosa! È meravigliodo così  e così deve restare!

  15. 10
    Flavio says:

    Buongiorno a tutti, sono d’accordo con quanto scritto fin’ora, urge una raccolta firme e una lettera da inviare al nostro governatore Zaia, perché non puoi ignorare tutto ciò

  16. 9
    Alberto Benassi says:

    Si chiama VALORIZZAZIONE, che fa rima con DISTRUZIONE che da noi in Apuane la chiamano COLTIVAZIONE 

  17. 8
    Critico says:

    Mega hotel per ricchi o aspiranti tali.Gente che gira con il macchinone hibryd e poi sale all’ hotel con la navetta elettrica per poi pretendere idromassaggio, cibi sopraffini, luci sfavillanti e piste da sci come nei film “vacanze di natale”. Tutto sarà certificato ecosostenibile,  green e ultra green. Si parla tanto di lotta alla cementificazione e decrescita ma poi chi ha il denaro vuole vivere sopra le righe e le comodità  superflue le pretende e le ottiene perché fa parte della “gente” che conta.

  18. 7
    Gilberto Rizzetto says:

    Scandalosa solo l’idea di una tale soluzione in uno dei siti più belli delle Dolomiti, il partito delle ruspe e del mattone è sempre forte , gli enti preposti alla salvaguardia mettano in campo tutto il possibile per fermare questo obbrobrio 
     

  19. 6
    Ernesto says:

    Concordo in pieno con i commenti precedenti e mi sichiaro d’accordo,con Messnet, che ritiene il marchio UNESCO delle Dolomiti una patacca, utile solo a sviluppare il marketing ma inutile per la,conservazione dell’ambiente 
    Per non dire di quanto altro ci attende in vista delle Olimpiadi. Al Giau bastano e avanzano le strutture che ci sono già,  compreso il condominio a 2300 metri ai piedi della Gusela.

  20. 5

    Mondiali di sci e Olimpiadi sono modelli ampiamente superati e chi vorrebbe fare turismo intelligente e redditizio a lungo termine (anche a Cortina hanno i figli, o no?) dovrebbe evitarli. I mondiali di sci sono passati totalmente inosservati e sono pure apparsi come una manifestazione patetica e persino grottesca. Basti pensare alla cerimonia d’apertura svoltasi sotto una pioggia “estiva”, la pista della Libera non adatta alle prestazioni degli atleti e compagnia cantando. Quello che resta sono gli obbrobri estetici delle piste alle 5 Torri e in Tofana. Ma tant’è….😔

  21. 4
    Laura Sideri says:

    Buongiorno, 
    E’ possibile partecipare con qualche firma o altro, per fare sentire la voce di chi la pensa come lei?
    Grazie, saluti Laura

  22. 3
    albert says:

    Un carosello gia’ esiste, basta farselo con pelli di foca.Tanto per collaudare l’abbigliamento tecnico  traspirante e a rapido asciugamento e sali reidratanti e barrette  ipercaloriche, altrimenti che le  producono e vendono  a fare?

  23. 2
    Antoniomereu says:

    E pensare che con la legge Galasso ,ora abolita non potevi neache aggiungere una canna fumaria alla baita (non ho una baita ma mi faceva incazzare comunque)al di sopra di una certa quota.Da un eccesso all altro.

  24. 1
    Matteo says:

    Non ci manca altro dopo i “leggeri” interventi alle piste…

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