Motocross, trial, enduro

Le montagne e le aree protette da anni sono oggetto di quotidiane incursioni illegali di motociclisti che ne percorrono i sentieri uscendo dai tracciati, deturpando boschi, pascoli e torrenti. Il degrado di molti tracciati dipende da loro ed è irreversibile, ma la cosa che più colpisce è l’impunità di queste pratiche.

Motocross, trial, enduro
(facciamo applicare le leggi che tutelano le montagne dalle incursioni selvagge)
di Fabio Valentini

(pubblicato su ilfattoquotidiano.it del 17 agosto 2021)Dal 30 agosto al 4 settembre 2021 si svolgerà in Italia la 95a edizione della International Six Days of Enduro (ISDE). Oltre 700 motociclisti da 30 nazioni si sfideranno per il titolo di campione del mondo enduro a squadre nazionali lungo le valli Staffora, Curone e Grue nelle province di Pavia e Alessandria, tra Piemonte e Lombardia. L’ISDE è stato approvato come evento internazionale dalle autorità italiane per cui tutti i corridori partecipanti saranno esentati dai normali requisiti di quarantena, fermo restando il rispetto di tutti gli altri protocolli e regole sanitarie in vigore.

Le associazioni di tutela ambientale da settimane chiedono di avere accesso ai dati organizzativi del percorso, per poter svolgere il proprio compito di controllo e verifica del rispetto delle regole. La Regione Lombardia per l’autorizzazione di competizioni motoristiche fuoristrada richiede la produzione della cartografia dettagliata del tracciato, il consenso scritto dei proprietari delle aree private sulle quali transitano i mezzi, la valutazione delle conseguenze dannose con il piano di manutenzione e ripristino dei tracciati (con deposito cauzionale o fidejussione); inoltre l’autorizzazione non può riguardare l’apertura di nuovi tracciati, la manifestazione non può superare la durata massima di 72 ore e le aree interessate non possono essere nuovamente percorse prima di due anni. La Regione Piemonte prevede un limite temporale massimo di tre giorni, l’obbligo di ripristino dei luoghi e il divieto di percorrere gli alvei dei corsi d’acqua (tranne i guadi esistenti), le zone umide, i tracciati fuoristrada mantenuti o sistemati con contributi pubblici, le aree della Rete Ecologica Regionale e i tracciati della rete escursionistica di cui alla legge regionale.

Abbiamo le leggi, ma in generale mancano quei controlli sul territorio senza i quali coloro che ignorano deliberatamente le norme continueranno a farlo, senza il deterrente di una multa salata e del sequestro del mezzo si continuerà ad assistere ad episodi gravi e spiacevoli documentati dalle denunce alle autorità. Quando i controlli e le segnalazioni vengono effettuate basta scorrere le pagine sul web per trovare testimonianze di ogni genere, dal Friuli alla Sicilia, dalla Liguria alle Marche, dalla Toscana alla Puglia, dalla Brianza alla Ciociaria.

Alcune testimonianze tra le più eclatanti. Agosto 2017, in Friuli uno degli organizzatori dell’annuale “Motocavalcata delle Alpi Carniche” mentre percorre un sentiero in quota vietato alle moto viene fotografato da un agricoltore disabile, che riferisce di essere stato in seguito strattonato e gettato a terra; la successiva denuncia ha scatenato sui social network commenti ingiuriosi e minacce nei confronti dell’aggredito. A Montecampione (BS) nel 2018 si svolge la seconda edizione del Trofeo delle Nazioni, gli organizzatori ottengono il parere favorevole della Comunità Montana Valle Camonica due giorni prima dell’evento, ma mancano diverse autorizzazioni e non è stato rispettato il Vademecum del Buon Organizzatore redatto in collaborazione tra FMI e Corpo Forestale dello Stato. In Liguria i carabinieri forestali nella zona speciale di conservazione Deiva – Bracco – Pietra di Vasca – Mola, nel comune di Castiglione Chiavarese (GE) in nove mesi hanno sanzionato nel 2019 motociclisti da trial per un totale di 16 mila euro di multe. Tra Trentino e Veneto continuano le organizzazioni di manifestazioni come “Quad in quota” a Falcade e “Jeep Camp” a San Martino di Castrozza, in zone limitrofe a parchi naturali ed aree patrimonio UNESCO. Nel gennaio 2020 sanzionati dai carabinieri forestali di Ormea (CN) cinque enduristi che percorrevano il sentiero della “Cannoniera”, nell’area ZSC Alta Valle Pesio e Tanaro. Maggio 2021, il Parco Regionale delle saline di Punta della Contessa trasformato in un campo da motocross: le pattuglie della stazione forestale di Brindisi intercettano sei motociclisti, tre di loro si danno alla fuga, gli altri -tra i quali un minorenne, tutti sprovvisti di assicurazione- vengono bloccati con sanzioni amministrative e sequestro dei mezzi. Per tornare al nostro ISDE il tracciato ad oggi resta per le associazioni ancora avvolto nel mistero, ma girano sul web filmati che anticipano alcuni tratti del percorso con tanto di divise con i loghi delle due regioni coinvolte. Il Ministero della Transizione Ecologica su segnalazione delle associazioni ha scritto alle Regioni chiedendo rassicurazioni sull’espletamento della Valutazione di Incidenza, della quale ad oggi non si hanno notizie; gli organizzatori dell’evento affermano sui media locali di avere inviato alla Comunità Montana Oltrepò Pavese i documenti richiesti, tra i quali un piano di impatto ambientale (che non è una VIncA, Valutazione di Incidenza Ambientale) redatto da un agronomo.

https://80c94ac717113f075fec01e85712a4c0.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-38/html/container.html Le montagne e le aree protette da anni sono oggetto di quotidiane incursioni illegali di motociclisti che ne percorrono i sentieri, le mulattiere, le strade agro-silvo-pastorali o che, uscendo dai tracciati, deturpano boschi e pascoli, ghiaioni, letti di torrenti. I segni di tale pratica sono evidenti a chiunque frequenti i nostri monti: il degrado di molti tracciati percorsi abitualmente dalle moto da trial o da enduro avanza da una stagione all’altra in modo rapidissimo ed irreversibile. Ciò che più colpisce è l’impunità di cui giovano i motociclisti scorretti, tanto sicuri di non incorrere in alcuna sanzione che spesso si incontrano anche nei luoghi più frequentati. La gran parte di essi circola con moto senza targa, giustificandosi con il pericolo di perderla durante le evoluzioni sul terreno o di potenziale pericolosità in caso di cadute, ma in realtà sfuggendo in tal modo all’immediata identificazione del mezzo; in molti casi sono gli stessi comuni a non apporre il cartello di divieto all’inizio di sentieri e mulattiere, che il Codice della Strada considera “strade a fondo naturale formatesi per effetto del passaggio di pedoni o di animali” e quindi percorribili a tutti gli effetti in assenza di segnaletica.

https://80c94ac717113f075fec01e85712a4c0.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-38/html/container.html Abbiamo studiato e compreso che non si può fare di ogni erba un fascio, che c’è differenza tra il cross, l’enduro ed il trial e che ci sono tanti motociclisti che seguono le regole così come purtroppo tanti alpinisti, ciclisti ed escursionisti si comportano male in ambiente, proprio per questo occorre che ognuna di queste categorie guardi al proprio interno senza corporativismi combattendo e denunciando le irregolarità di quei pochi che discreditano i tanti in buona fede, magari collaborando tra di esse invece di sfogarsi in guerre di religione. I carabinieri forestali sono disponibili a recepire le segnalazioni dei cittadini su criticità ambientali attraverso il numero unico di emergenza 112, così come a fornire informazioni sulla corretta fruizione della montagna.

Specialmente dopo l’esperienza del CoViD-19 si discute tanto di libertà, che qualcuno ha sentito messa in discussione. Nessuno vuole negare ai motociclisti il diritto di esercitare un’attività sportiva, ma è necessario individuare percorsi appositi per gli amanti di queste pratiche ed uniformarsi alle normative esistenti per stabilire una volta per tutte che la libertà dell’individuo si ferma di fronte al bene della collettività. E per noi l’ambiente è un bene comune, che viene prima del tornaconto personale.

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Motocross, trial, enduro ultima modifica: 2021-08-28T05:09:00+02:00 da GognaBlog

82 pensieri su “Motocross, trial, enduro”

  1. La rivista Lo Scarpone segnala gravi danni ai sentieri a seguito passaggio gara enduro sei giorni. Sarebbe opportuno un approfondimento visto anche che il video citato nell’articolo è stato rimosso. 

  2. caro Luciano (commento 75),
    ciò che dici deve valere da entrambe le parti, a meno che i camminatori non partano ogni volta da casa. Con questa premessa il tuo ragionamento e citazione è più che condivisibile.

  3. Volutamente ho aspettato che la frenesia di uscire fuori tema e sparare cazzate ludiche, si calmasse. LO SPIRITO DI CORPO è QUEL QUALCOSA CHE UNISCE TUTTE LE PERSONE, CHE FREQUENTANO, per esempio una associazione. E VOI LO RAPPRESENTATE MORBOSAMENTE, UNO PER TUTTI…TUTTI PER UNO! – (Lo spirito di corpo e’ il sentimento di solidarieta’ che, fondato sulle tradizioni etiche e storiche del corpo, deve unire i membri di una stessa unita’ al fine di mantenere elevato e accrescere il prestigio del corpo cui appartengono.da WIKIPEDIA). In genere si nomina un RAPPRESENTANTE, che fa un lavoro di pseudo addetto stampa, per contrastare LE CRITICHE. Poi, quando non si ha più argomento di discussione, si perde tempo nello scrivere, sciocchezze. Ma cari ADDETTI ALLO SPIRITO DI CORPO, quanti anni avete? Siete sposati? Avete una famiglia, I FIGLI? Per voi, LA CRISI AMBIENTALE E’ UNA FROTTOLA? I bambini, di questo passo, si salveranno? (se avete i figli dovreste preoccuparvi maggiormente). IL RUMORE, L’INQUINAMENTO ACUSTICO E AMBIENTALE, SONO FANTASIE? AVETE PERCORSO A PIEDI IL TRACCIATO CHE AVETE FATTO CON LE DUE E QUATTRO RUOTE? PERCHE’ NON SCARICATE I VOSTRI FANATISMI NEI CIRCUITI APERTI PER QUESTO GIOCO?

  4. No, non credo di essere degno della definizione di matto…
    il matto è la persona libera, quello che fuori dai suoi ricatti e dalle sue costrizioni potrebbe salvare il mondo guardandolo e giudicandolo.
     
    Io al massimo aspiro allo status di vecchio coglione.

  5. Gengis. Condivido che conta di più cosa si scrive che il nome e cognome. Non condivido tuttavia che le persone che qui si firmano siano false identità. In linea di massima sono tutte persone riconoscibili con tanto di profilo in rete su vari social e alcuni persino con un sito personale. Questo è un blog un po’ particolare rispetto ad altri. È piu’ simile ad un club, nel bene e nel male, anche se a volte diventa un’osteriaccia e l’oste è costretto, suo malgrado, ad intervenire. Ti assicuro poi che avendo lavorato nell’area del Personale per più di 40 anni ho avuto una certa esperienza del retrobottega e dei lati cialtroneschi e imbarazzanti degli uomini (a tutti i livelli della gerarchia alimentare) e delle organizzazioni (comprese quelle che se la tirano col blasone del marchio) ma ho cercato di non farmi contagiare dal pessimismo sulla natura umana pur essendo diventato molto ma molto realista nelle aspettative. Buona serata di fine estate. 

  6. 70
    bravo!!
    applausi clap clap clap
    adesso chiediamo a matteo,lusa,albert e altri su questo blog con nick di fantasia se si sentono matti
    apriamo un dibattito

  7. Gengiscan, io di blog frequento solo questo. Non sono su nessun social, a parte una pagina facebook per lavoro che però non gestisco io e di cui neppure conosco la password. Non posso fare quindi paragoni tra blog, social e cose così, ma se leggo articoli che mi interessano, li commento e ne discuto confrontandomi con altre persone, firmarmi con nome e cognome mi sembra la cosa più semplice, onesta e normale che ci sia. Darmi un soprannome mi farebbe sentire male e chi lo fa mi sembra proprio matto.

  8. 68
    verificare non è semplice come pensi,con certi nomi poi,,,,,,,,,,,
    mettiamola così,zzzzz adolfo potrebbe essere adolfo,zzzzzz però è un po’ strano che mi ha scopiaxzato così……
    forse voleva far credere che adolfo sono io,il grande gengis
    nomi e cognomi non significano nulla,
    chi è albert??????? chi è matteo??????? chi è lusa?????? se dicono cose interessanti non serve che si firmano
    il bullo può usare anche parole gentili e fotterti e il codardo può essere quello che ti fa il lavaggio del cervello da dietro il computer ma che in strada non affronta un verme da pesca
    anch’io vivo nel paesello ma forse ho visto un po’ di mondo,diciamo un po’ crudo…e allora cerrti discorsi mi fanno un po’ così…
    ma dai è una bella serata,fresca
    ci vorrebbe un vinello buono
    buona serata e non fidarti troppo di chi si firma,potrebbe rimanere deluso
    augh
     

  9. Gengis. Chissà magari Adolf è il mio mister Hide ? Ti lascio nel dubbio e nella tua conoscenza di usi e costumi dei blog. Io frequento solo questo e quello del paesello dove vivo quando sono al mare ma lì si firmano perché amano litigare di persona a turno su: rifiuti, cacche di cane, cinghiali, fuochi di sterpaglie, auto parcheggiate male, cicche di sigarette in spiaggia, cacche e fazzolettini abbandonati sui sentieri dell’entroterra, gente che gira in costume in piazza ….Un’assemblea condominiale estesa, peggio del condominio di Milano. Anche noi però non scherziamo, pure mascherati. PS. I nomi e cognomi inventati si possono verificare. La rete non perdona e lascia tracce. Forse per questo molti non si firmano e posso capirlo. Posso capirlo ma non quando insultano, perché allora è scorrettezza, un calcio negli stinchi va dato guardando in faccia l’avversario.  Altrimenti è bullismo e dietro un bullo c’è sempre un codardo. 

  10. ahhh……….e poi…… per me ci sono dei gran furbacchioni che si firmano un giorno gino e al’latro pappalardo
    un giorno dicono una cosa e l’latro un’altra
    io di blog ne ho girati e continuo a girarli,e funziona così hahahahahaha
    magari fa così anche pasini hahahahahaha
    magari pasini è adolfo hahahahhaahah

  11.   Titolo sul web “Tragedia durante una prova del mondiale di enduro, in corso di svolgimento in questi giorni sulle colline dell’Oltrepò Pavese con la …
    Il guaio e’ che  il corpo umano e’rimasto poco al passo, dal punto di vista della resistenza strutturale, con le sue capacita’ di  visione e realizzazione tecnica.Oltre a sottoporre la propria struttura organica a shock..avvelenamenti, vi sottopone pure l’ambiente.  Tutto cio’che si puo’fare (tecnicamente) , si puo’ fare anche..legalmente , esteticamente, moralmente, ecologicamente ?
     Facciamo pure ,tanto non e’detto che alla lunga sia la specie umana quella destinata a sopravvivere nell’ambiente, anzi potrebbe  essa stessa ad autoeliminarsi…e pure in tempi rapidi al confronto con i tempi dell’evoluzione darwiniana. Il monopattino a spinta sembrava un gioco per guaglioni, ora quello elttrico sta mietendo le sue vittime.. e lo si usa dove una normale bici con cestello e freni efficienti  e mono rapporto..ripiegabile e richiudibile in  borsa con manico andrebbe ugualmente.. ma non sarebbe figo

  12. 61
    non capisco l’insistenza su nomi e cognomi…………….
    Carlo Rossi o Giorgio Bianchi potrebbero essere nomi di fantasia
    se pensate che nomi e cognomi finti ma apparentemente veri siano garanzia di autentitità ha ragione Adolfo!!!!!!!!!!!!
    hahahahahah

  13. Bertoncelli. Fabio dissento. Il contributo di Adolf (tolgo la o finale per stabilire un rapporto più empatico e cameratesco) è fondamentale e apre prospettive nuove. Stabilisce infatti una connessione tra Fritto Misto e qualità della prestazione sessuale che ritengo importantissima. Io, essendo un adepto del pensiero unico, ho sempre pensato che non andassero d’accordo a causa di una certa pesantezza di stomaco che spesso induce, soprattutto se non di eccelsa qualità, e mi sono astenuto dal mangiarlo quando avevo qualche concreta opportunità dopo cena, che oggi chiamano Prospect. Ora, grazie ad Adolf, mi si sono aperti gli occhi e capisco che probabilmente si è trattato di una Grande Menzogna diffusa da Big Pharma per vendere pasticche digestive le cui conseguenze a lungo termine sulla salute non sono affatto note. Adolf dovrebbe articolare la sua tesi con un contributo su Sputnik o Comedonchisciotte che poi verrebbe sicuramente linkato (orribile vocabolo!) su T&T, dai nostri rappresentanti del pensiero critico e alternativo. Non è mai troppo tardi per cambiare e quindi dobbiamo ringraziare Adolf di aver sollevato il famoso Velo facendoci  intuire nuove prospettive olistiche (nel senso di collegate all’olio della frittura). Prosit. 

  14. Con Adolfo e con Gengis Khan il forum tocca livelli sopraffini di disquisizione filosofica e di raffinatezze lessicali.
    Per di piú i due, nel deliziarci con la loro prosa, si guardano bene dal presentarsi con nome e cognome.

  15. Montesa  Sherpa e Bultaco..in anni’70 ce le sognavamo.In compenso con moto stradali,Vespe o Lambretta  e cinquantini cross o trial con doppia corona e catena allungabile, si potevano percorrere anche strade di montagna.(esempio dal Passo Rolle a Baita  Segantini e discesa per la val Venegia e ritorno al passo ad  anello o altre strade forestali…Lagorai ecc)Purtoppo col passaparola ed articoli su riviste specializzate l’attivita’ semiclandestina e’ entrata a conoscenza di tutti ,pure filmatini sportivi,  ed in contemporanea disponibilita’ di fondi e divesificazione esponenziale di modelli e’diventata moda e quindi di conseguenza le leggi si sono aggiornate a regolamentare. In altro campo, agli albori dello sci di fondo di massa, c’erano pur sempre gli originali  che camminavano in pista sulle tracce. e siscusavanodicendoche nonera vietatoed i prati  innevati erano di tutti..poi apparvero i cartelli di divieto e pure le sanzioni(ed anche le vendette conto i trasgressori con bacchettate inferte da sciatori sabotati con bastoncini di alluminio).

  16. 35 :chi usa i bastoncini a punte di acciaio scoperte dove non serve, potrebbe ricoprirle con gli appositi puntali di gomma ed il ticchettio fastidioso sparirebbe. Questi puntali costano  o si  perdono facilmente? con gomma slick tagliata a rettangoli da copertone di moto da gara, fascette di nylon,  e un poco di bricolage,  morbidi, silenziosi e grippanti a meraviglia..e quasi gratis.I mezzi fuoristrada..andrebbero concessi a rifugisti e soccorso alpino con permessi, invece  per gare…dopo  gli organizzatori dovrebbero interessarsi al ripristino. Volere e spendere  con cognizione di causa  e’potere.http://www.biodiversita.lombardia.it/sito/images/ROBERTA/Inerbimenti.pdf
    Il raid esplorativo no limits non e’ da regolametare ma da  vietare…proprio perche’a uso indicriminato certi si vendicano col fai da te..tipo spezzoni di filo spinato o cavi tesi o buche occultate da rami ed erba tagliata alla maniera dellel barriere anticarro  diRommel.  Anonimizzate le targhe gli uni , si rende pan per focaccia , a torto si aggiunge torto ugualemete anonimo.
    Comunque pure in pianura i mezzi si scatenano, li ho visti su argini e golene di fiumi, segnalata l’usanza alla Polizia  locale urbana, ma  i collaudatori di mezzi lo fanno sapendo ben scegliere giorno ed ora.
    Le feci troverebbero giusta collocazione se deposte o trasferite come concime…se dà fastidio il colore delle carta  o si usa carta camouflage o morbide foglie  vellutate…antica sapienza nello sceglierle ormai perduta

  17. Fabio, il tuo Cammello sui sentieri alpini ci casca a pennello. Ai piedi del Fitz Roy nella Patagonia ormai più turistica, dove le vacche prima e gli escursionisti dopo, hanno fatto scempio di territorio (che è molto tenero) erodendolo creando trincee profonde anche più di un metro, i Lama (camelidi pure loro) hanno sostituito il cavallo per il trasporto di materiali. Pare che la loro zampa sia soffice e quindi non scavi solchi nel terreno.

  18. Io invece vorrei andar per sentieri in groppa a un cammello (Camelus bactrianus).
    Che faccio? Posso partire?

  19. Per caso leggo queste considerazioni sono nella sala d’aspetto in ospedale. Ho abbandonato la moto da enduro per motivi familiari dopo 45 anni di passione; organizzatore di scuole/corsi di enduro, gare di enduro/motorally, amante dei sentieri di montagna e delle mtb moderne e non. Volevo dire due cose, il fatto che ci siano dei maleducati non vuol dire che tutti lo siano, che ci siano delle leggi da rispettare questo vale per tutti utenti associazioni comunità parchi comuni e regioni. Vedi per esempio la regione Liguria che ha legiferato negli anni 90, dando di fatto ai motoclub, con i dovuti divieti, la regolamentazione della circolazione in fuoristrada attraverso la presentazione dei percorsi alle comunità montane, alcune hanno approvato altre hanno nicchiato vuoi per incompetenza vuoi per non scontrarsi  con le altre associazioni del tempo libero lasciando di fatto campo all’anarchia. Senza scendere nei particolari del tempo impiegato per la pulizia dei sentieri e strade nell’entroterra ligure credo che la convivenza degli utenti della natura sia legata all’educazione verso gli altri e al rispetto reciproco del territorio e delle passioni che ognuno ha e che non sempre si amalgano una con l’altra. A me bastava fermarsi spegnere la moto levarsi il casco fare un sorriso e scambiare due parole e c’era subito sintonia cordiali saluti e buon divertimento 

  20. io proverei a dare un occhiata alle varie cave di marmo, pietra

    le cave di marmo meglio lasciar perdere.

  21. @ Matteo al 47. Anche per questo aspetto viene voglia di farsi annettere dalla Sfizzzera. Mi sa tanto però che anche le nostre vacche avrebbero da ridire.

  22. Certo è che se si lascia il liberi tutti su sterrate e sentieri ci sarebbero orde di imbecilli motorizzati che si scatenerebbero in ogni dove.

    appunto!!!

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