Motocross, trial, enduro

Le montagne e le aree protette da anni sono oggetto di quotidiane incursioni illegali di motociclisti che ne percorrono i sentieri uscendo dai tracciati, deturpando boschi, pascoli e torrenti. Il degrado di molti tracciati dipende da loro ed è irreversibile, ma la cosa che più colpisce è l’impunità di queste pratiche.

Motocross, trial, enduro
(facciamo applicare le leggi che tutelano le montagne dalle incursioni selvagge)
di Fabio Valentini

(pubblicato su ilfattoquotidiano.it del 17 agosto 2021)Dal 30 agosto al 4 settembre 2021 si svolgerà in Italia la 95a edizione della International Six Days of Enduro (ISDE). Oltre 700 motociclisti da 30 nazioni si sfideranno per il titolo di campione del mondo enduro a squadre nazionali lungo le valli Staffora, Curone e Grue nelle province di Pavia e Alessandria, tra Piemonte e Lombardia. L’ISDE è stato approvato come evento internazionale dalle autorità italiane per cui tutti i corridori partecipanti saranno esentati dai normali requisiti di quarantena, fermo restando il rispetto di tutti gli altri protocolli e regole sanitarie in vigore.

Le associazioni di tutela ambientale da settimane chiedono di avere accesso ai dati organizzativi del percorso, per poter svolgere il proprio compito di controllo e verifica del rispetto delle regole. La Regione Lombardia per l’autorizzazione di competizioni motoristiche fuoristrada richiede la produzione della cartografia dettagliata del tracciato, il consenso scritto dei proprietari delle aree private sulle quali transitano i mezzi, la valutazione delle conseguenze dannose con il piano di manutenzione e ripristino dei tracciati (con deposito cauzionale o fidejussione); inoltre l’autorizzazione non può riguardare l’apertura di nuovi tracciati, la manifestazione non può superare la durata massima di 72 ore e le aree interessate non possono essere nuovamente percorse prima di due anni. La Regione Piemonte prevede un limite temporale massimo di tre giorni, l’obbligo di ripristino dei luoghi e il divieto di percorrere gli alvei dei corsi d’acqua (tranne i guadi esistenti), le zone umide, i tracciati fuoristrada mantenuti o sistemati con contributi pubblici, le aree della Rete Ecologica Regionale e i tracciati della rete escursionistica di cui alla legge regionale.

Abbiamo le leggi, ma in generale mancano quei controlli sul territorio senza i quali coloro che ignorano deliberatamente le norme continueranno a farlo, senza il deterrente di una multa salata e del sequestro del mezzo si continuerà ad assistere ad episodi gravi e spiacevoli documentati dalle denunce alle autorità. Quando i controlli e le segnalazioni vengono effettuate basta scorrere le pagine sul web per trovare testimonianze di ogni genere, dal Friuli alla Sicilia, dalla Liguria alle Marche, dalla Toscana alla Puglia, dalla Brianza alla Ciociaria.

Alcune testimonianze tra le più eclatanti. Agosto 2017, in Friuli uno degli organizzatori dell’annuale “Motocavalcata delle Alpi Carniche” mentre percorre un sentiero in quota vietato alle moto viene fotografato da un agricoltore disabile, che riferisce di essere stato in seguito strattonato e gettato a terra; la successiva denuncia ha scatenato sui social network commenti ingiuriosi e minacce nei confronti dell’aggredito. A Montecampione (BS) nel 2018 si svolge la seconda edizione del Trofeo delle Nazioni, gli organizzatori ottengono il parere favorevole della Comunità Montana Valle Camonica due giorni prima dell’evento, ma mancano diverse autorizzazioni e non è stato rispettato il Vademecum del Buon Organizzatore redatto in collaborazione tra FMI e Corpo Forestale dello Stato. In Liguria i carabinieri forestali nella zona speciale di conservazione Deiva – Bracco – Pietra di Vasca – Mola, nel comune di Castiglione Chiavarese (GE) in nove mesi hanno sanzionato nel 2019 motociclisti da trial per un totale di 16 mila euro di multe. Tra Trentino e Veneto continuano le organizzazioni di manifestazioni come “Quad in quota” a Falcade e “Jeep Camp” a San Martino di Castrozza, in zone limitrofe a parchi naturali ed aree patrimonio UNESCO. Nel gennaio 2020 sanzionati dai carabinieri forestali di Ormea (CN) cinque enduristi che percorrevano il sentiero della “Cannoniera”, nell’area ZSC Alta Valle Pesio e Tanaro. Maggio 2021, il Parco Regionale delle saline di Punta della Contessa trasformato in un campo da motocross: le pattuglie della stazione forestale di Brindisi intercettano sei motociclisti, tre di loro si danno alla fuga, gli altri -tra i quali un minorenne, tutti sprovvisti di assicurazione- vengono bloccati con sanzioni amministrative e sequestro dei mezzi. Per tornare al nostro ISDE il tracciato ad oggi resta per le associazioni ancora avvolto nel mistero, ma girano sul web filmati che anticipano alcuni tratti del percorso con tanto di divise con i loghi delle due regioni coinvolte. Il Ministero della Transizione Ecologica su segnalazione delle associazioni ha scritto alle Regioni chiedendo rassicurazioni sull’espletamento della Valutazione di Incidenza, della quale ad oggi non si hanno notizie; gli organizzatori dell’evento affermano sui media locali di avere inviato alla Comunità Montana Oltrepò Pavese i documenti richiesti, tra i quali un piano di impatto ambientale (che non è una VIncA, Valutazione di Incidenza Ambientale) redatto da un agronomo.

https://80c94ac717113f075fec01e85712a4c0.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-38/html/container.html Le montagne e le aree protette da anni sono oggetto di quotidiane incursioni illegali di motociclisti che ne percorrono i sentieri, le mulattiere, le strade agro-silvo-pastorali o che, uscendo dai tracciati, deturpano boschi e pascoli, ghiaioni, letti di torrenti. I segni di tale pratica sono evidenti a chiunque frequenti i nostri monti: il degrado di molti tracciati percorsi abitualmente dalle moto da trial o da enduro avanza da una stagione all’altra in modo rapidissimo ed irreversibile. Ciò che più colpisce è l’impunità di cui giovano i motociclisti scorretti, tanto sicuri di non incorrere in alcuna sanzione che spesso si incontrano anche nei luoghi più frequentati. La gran parte di essi circola con moto senza targa, giustificandosi con il pericolo di perderla durante le evoluzioni sul terreno o di potenziale pericolosità in caso di cadute, ma in realtà sfuggendo in tal modo all’immediata identificazione del mezzo; in molti casi sono gli stessi comuni a non apporre il cartello di divieto all’inizio di sentieri e mulattiere, che il Codice della Strada considera “strade a fondo naturale formatesi per effetto del passaggio di pedoni o di animali” e quindi percorribili a tutti gli effetti in assenza di segnaletica.

https://80c94ac717113f075fec01e85712a4c0.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-38/html/container.html Abbiamo studiato e compreso che non si può fare di ogni erba un fascio, che c’è differenza tra il cross, l’enduro ed il trial e che ci sono tanti motociclisti che seguono le regole così come purtroppo tanti alpinisti, ciclisti ed escursionisti si comportano male in ambiente, proprio per questo occorre che ognuna di queste categorie guardi al proprio interno senza corporativismi combattendo e denunciando le irregolarità di quei pochi che discreditano i tanti in buona fede, magari collaborando tra di esse invece di sfogarsi in guerre di religione. I carabinieri forestali sono disponibili a recepire le segnalazioni dei cittadini su criticità ambientali attraverso il numero unico di emergenza 112, così come a fornire informazioni sulla corretta fruizione della montagna.

Specialmente dopo l’esperienza del CoViD-19 si discute tanto di libertà, che qualcuno ha sentito messa in discussione. Nessuno vuole negare ai motociclisti il diritto di esercitare un’attività sportiva, ma è necessario individuare percorsi appositi per gli amanti di queste pratiche ed uniformarsi alle normative esistenti per stabilire una volta per tutte che la libertà dell’individuo si ferma di fronte al bene della collettività. E per noi l’ambiente è un bene comune, che viene prima del tornaconto personale.

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Motocross, trial, enduro ultima modifica: 2021-08-28T05:09:00+02:00 da GognaBlog

82 pensieri su “Motocross, trial, enduro”

  1. 82
    Lusa Mutti says:

    E’ opportuno ricordare che il CNSAS è una Sezione Nazionale del Club Alpino Italiano.
    Ed è opportuno non dimenticare che nel 2014 c’è stato uno storico incontro tra CAI e FMI per la tutela dell’ambiente:
    https://www.insella.it/news/fuoristrada-cai-e-fmi-insieme-la-tutela-dellambiente

  2. 81

    Lusa 80, letto articolo su accordo Cnsas e Fmi. 
    Come cantarsela e suonarsela. 

  3. 80
  4. 79
    Critico says:

    La rivista Lo Scarpone segnala gravi danni ai sentieri a seguito passaggio gara enduro sei giorni. Sarebbe opportuno un approfondimento visto anche che il video citato nell’articolo è stato rimosso. 

  5. 78
    albert says:

     a proposito di nickname… ci sono precedenti
    https://it.wikipedia.org/wiki/Nicolas_Bourbaki
    https://www.treccani.it/enciclopedia/nicolas-bourbaki/
    ogni lavoro o saggio  o pubblicazione veniva firmato cosi’…ed è solo un esempio , l’escamotage e’stato usato in altre attivita’. Vedi  Elena  Errante… Elodie.. Alice ..Monica Vitti..

  6. 77
  7. 76
    emanuele says:

    caro Luciano (commento 75),
    ciò che dici deve valere da entrambe le parti, a meno che i camminatori non partano ogni volta da casa. Con questa premessa il tuo ragionamento e citazione è più che condivisibile.

  8. 75
    Luciano Pellegrini says:

    Volutamente ho aspettato che la frenesia di uscire fuori tema e sparare cazzate ludiche, si calmasse. LO SPIRITO DI CORPO è QUEL QUALCOSA CHE UNISCE TUTTE LE PERSONE, CHE FREQUENTANO, per esempio una associazione. E VOI LO RAPPRESENTATE MORBOSAMENTE, UNO PER TUTTI…TUTTI PER UNO! – (Lo spirito di corpo e’ il sentimento di solidarieta’ che, fondato sulle tradizioni etiche e storiche del corpo, deve unire i membri di una stessa unita’ al fine di mantenere elevato e accrescere il prestigio del corpo cui appartengono.da WIKIPEDIA). In genere si nomina un RAPPRESENTANTE, che fa un lavoro di pseudo addetto stampa, per contrastare LE CRITICHE. Poi, quando non si ha più argomento di discussione, si perde tempo nello scrivere, sciocchezze. Ma cari ADDETTI ALLO SPIRITO DI CORPO, quanti anni avete? Siete sposati? Avete una famiglia, I FIGLI? Per voi, LA CRISI AMBIENTALE E’ UNA FROTTOLA? I bambini, di questo passo, si salveranno? (se avete i figli dovreste preoccuparvi maggiormente). IL RUMORE, L’INQUINAMENTO ACUSTICO E AMBIENTALE, SONO FANTASIE? AVETE PERCORSO A PIEDI IL TRACCIATO CHE AVETE FATTO CON LE DUE E QUATTRO RUOTE? PERCHE’ NON SCARICATE I VOSTRI FANATISMI NEI CIRCUITI APERTI PER QUESTO GIOCO?

  9. 74
    Matteo says:

    No, non credo di essere degno della definizione di matto…
    il matto è la persona libera, quello che fuori dai suoi ricatti e dalle sue costrizioni potrebbe salvare il mondo guardandolo e giudicandolo.
     
    Io al massimo aspiro allo status di vecchio coglione.

  10. 73

    Gengiscan, ti ha già risposto Pasini.
    Stammi bene.

  11. 72
    Roberto Pasini says:

    Gengis. Condivido che conta di più cosa si scrive che il nome e cognome. Non condivido tuttavia che le persone che qui si firmano siano false identità. In linea di massima sono tutte persone riconoscibili con tanto di profilo in rete su vari social e alcuni persino con un sito personale. Questo è un blog un po’ particolare rispetto ad altri. È piu’ simile ad un club, nel bene e nel male, anche se a volte diventa un’osteriaccia e l’oste è costretto, suo malgrado, ad intervenire. Ti assicuro poi che avendo lavorato nell’area del Personale per più di 40 anni ho avuto una certa esperienza del retrobottega e dei lati cialtroneschi e imbarazzanti degli uomini (a tutti i livelli della gerarchia alimentare) e delle organizzazioni (comprese quelle che se la tirano col blasone del marchio) ma ho cercato di non farmi contagiare dal pessimismo sulla natura umana pur essendo diventato molto ma molto realista nelle aspettative. Buona serata di fine estate. 

  12. 71
    Gengis Khan says:

    70
    bravo!!
    applausi clap clap clap
    adesso chiediamo a matteo,lusa,albert e altri su questo blog con nick di fantasia se si sentono matti
    apriamo un dibattito

  13. 70

    Gengiscan, io di blog frequento solo questo. Non sono su nessun social, a parte una pagina facebook per lavoro che però non gestisco io e di cui neppure conosco la password. Non posso fare quindi paragoni tra blog, social e cose così, ma se leggo articoli che mi interessano, li commento e ne discuto confrontandomi con altre persone, firmarmi con nome e cognome mi sembra la cosa più semplice, onesta e normale che ci sia. Darmi un soprannome mi farebbe sentire male e chi lo fa mi sembra proprio matto.

  14. 69
    Gengis Khan says:

    68
    verificare non è semplice come pensi,con certi nomi poi,,,,,,,,,,,
    mettiamola così,zzzzz adolfo potrebbe essere adolfo,zzzzzz però è un po’ strano che mi ha scopiaxzato così……
    forse voleva far credere che adolfo sono io,il grande gengis
    nomi e cognomi non significano nulla,
    chi è albert??????? chi è matteo??????? chi è lusa?????? se dicono cose interessanti non serve che si firmano
    il bullo può usare anche parole gentili e fotterti e il codardo può essere quello che ti fa il lavaggio del cervello da dietro il computer ma che in strada non affronta un verme da pesca
    anch’io vivo nel paesello ma forse ho visto un po’ di mondo,diciamo un po’ crudo…e allora cerrti discorsi mi fanno un po’ così…
    ma dai è una bella serata,fresca
    ci vorrebbe un vinello buono
    buona serata e non fidarti troppo di chi si firma,potrebbe rimanere deluso
    augh
     

  15. 68
    Roberto Pasini says:

    Gengis. Chissà magari Adolf è il mio mister Hide ? Ti lascio nel dubbio e nella tua conoscenza di usi e costumi dei blog. Io frequento solo questo e quello del paesello dove vivo quando sono al mare ma lì si firmano perché amano litigare di persona a turno su: rifiuti, cacche di cane, cinghiali, fuochi di sterpaglie, auto parcheggiate male, cicche di sigarette in spiaggia, cacche e fazzolettini abbandonati sui sentieri dell’entroterra, gente che gira in costume in piazza ….Un’assemblea condominiale estesa, peggio del condominio di Milano. Anche noi però non scherziamo, pure mascherati. PS. I nomi e cognomi inventati si possono verificare. La rete non perdona e lascia tracce. Forse per questo molti non si firmano e posso capirlo. Posso capirlo ma non quando insultano, perché allora è scorrettezza, un calcio negli stinchi va dato guardando in faccia l’avversario.  Altrimenti è bullismo e dietro un bullo c’è sempre un codardo. 

  16. 67
    Gengis Khan says:

    ahhh……….e poi…… per me ci sono dei gran furbacchioni che si firmano un giorno gino e al’latro pappalardo
    un giorno dicono una cosa e l’latro un’altra
    io di blog ne ho girati e continuo a girarli,e funziona così hahahahahaha
    magari fa così anche pasini hahahahahaha
    magari pasini è adolfo hahahahhaahah

  17. 66
    albert says:

      Titolo sul web “Tragedia durante una prova del mondiale di enduro, in corso di svolgimento in questi giorni sulle colline dell’Oltrepò Pavese con la …
    Il guaio e’ che  il corpo umano e’rimasto poco al passo, dal punto di vista della resistenza strutturale, con le sue capacita’ di  visione e realizzazione tecnica.Oltre a sottoporre la propria struttura organica a shock..avvelenamenti, vi sottopone pure l’ambiente.  Tutto cio’che si puo’fare (tecnicamente) , si puo’ fare anche..legalmente , esteticamente, moralmente, ecologicamente ?
     Facciamo pure ,tanto non e’detto che alla lunga sia la specie umana quella destinata a sopravvivere nell’ambiente, anzi potrebbe  essa stessa ad autoeliminarsi…e pure in tempi rapidi al confronto con i tempi dell’evoluzione darwiniana. Il monopattino a spinta sembrava un gioco per guaglioni, ora quello elttrico sta mietendo le sue vittime.. e lo si usa dove una normale bici con cestello e freni efficienti  e mono rapporto..ripiegabile e richiudibile in  borsa con manico andrebbe ugualmente.. ma non sarebbe figo

  18. 65
    Gengis Khan says:

    61
    non capisco l’insistenza su nomi e cognomi…………….
    Carlo Rossi o Giorgio Bianchi potrebbero essere nomi di fantasia
    se pensate che nomi e cognomi finti ma apparentemente veri siano garanzia di autentitità ha ragione Adolfo!!!!!!!!!!!!
    hahahahahah

  19. 64
    Matteo says:

    Pasini in punta di fioretto…respect!

  20. 63
    Antoniomereu says:

    😂😂😂

  21. 62
    Roberto Pasini says:

    Bertoncelli. Fabio dissento. Il contributo di Adolf (tolgo la o finale per stabilire un rapporto più empatico e cameratesco) è fondamentale e apre prospettive nuove. Stabilisce infatti una connessione tra Fritto Misto e qualità della prestazione sessuale che ritengo importantissima. Io, essendo un adepto del pensiero unico, ho sempre pensato che non andassero d’accordo a causa di una certa pesantezza di stomaco che spesso induce, soprattutto se non di eccelsa qualità, e mi sono astenuto dal mangiarlo quando avevo qualche concreta opportunità dopo cena, che oggi chiamano Prospect. Ora, grazie ad Adolf, mi si sono aperti gli occhi e capisco che probabilmente si è trattato di una Grande Menzogna diffusa da Big Pharma per vendere pasticche digestive le cui conseguenze a lungo termine sulla salute non sono affatto note. Adolf dovrebbe articolare la sua tesi con un contributo su Sputnik o Comedonchisciotte che poi verrebbe sicuramente linkato (orribile vocabolo!) su T&T, dai nostri rappresentanti del pensiero critico e alternativo. Non è mai troppo tardi per cambiare e quindi dobbiamo ringraziare Adolf di aver sollevato il famoso Velo facendoci  intuire nuove prospettive olistiche (nel senso di collegate all’olio della frittura). Prosit. 

  22. 61
    Fabio Bertoncelli says:

    Con Adolfo e con Gengis Khan il forum tocca livelli sopraffini di disquisizione filosofica e di raffinatezze lessicali.
    Per di piú i due, nel deliziarci con la loro prosa, si guardano bene dal presentarsi con nome e cognome.

  23. 60
    Adolfo says:

    Dovreste mangiare più Fritto Misto e scopare meglio! 

  24. 59
    albert says:

    Montesa  Sherpa e Bultaco..in anni’70 ce le sognavamo.In compenso con moto stradali,Vespe o Lambretta  e cinquantini cross o trial con doppia corona e catena allungabile, si potevano percorrere anche strade di montagna.(esempio dal Passo Rolle a Baita  Segantini e discesa per la val Venegia e ritorno al passo ad  anello o altre strade forestali…Lagorai ecc)Purtoppo col passaparola ed articoli su riviste specializzate l’attivita’ semiclandestina e’ entrata a conoscenza di tutti ,pure filmatini sportivi,  ed in contemporanea disponibilita’ di fondi e divesificazione esponenziale di modelli e’diventata moda e quindi di conseguenza le leggi si sono aggiornate a regolamentare. In altro campo, agli albori dello sci di fondo di massa, c’erano pur sempre gli originali  che camminavano in pista sulle tracce. e siscusavanodicendoche nonera vietatoed i prati  innevati erano di tutti..poi apparvero i cartelli di divieto e pure le sanzioni(ed anche le vendette conto i trasgressori con bacchettate inferte da sciatori sabotati con bastoncini di alluminio).

  25. 58
    albert says:

    35 :chi usa i bastoncini a punte di acciaio scoperte dove non serve, potrebbe ricoprirle con gli appositi puntali di gomma ed il ticchettio fastidioso sparirebbe. Questi puntali costano  o si  perdono facilmente? con gomma slick tagliata a rettangoli da copertone di moto da gara, fascette di nylon,  e un poco di bricolage,  morbidi, silenziosi e grippanti a meraviglia..e quasi gratis.I mezzi fuoristrada..andrebbero concessi a rifugisti e soccorso alpino con permessi, invece  per gare…dopo  gli organizzatori dovrebbero interessarsi al ripristino. Volere e spendere  con cognizione di causa  e’potere.http://www.biodiversita.lombardia.it/sito/images/ROBERTA/Inerbimenti.pdf
    Il raid esplorativo no limits non e’ da regolametare ma da  vietare…proprio perche’a uso indicriminato certi si vendicano col fai da te..tipo spezzoni di filo spinato o cavi tesi o buche occultate da rami ed erba tagliata alla maniera dellel barriere anticarro  diRommel.  Anonimizzate le targhe gli uni , si rende pan per focaccia , a torto si aggiunge torto ugualemete anonimo.
    Comunque pure in pianura i mezzi si scatenano, li ho visti su argini e golene di fiumi, segnalata l’usanza alla Polizia  locale urbana, ma  i collaudatori di mezzi lo fanno sapendo ben scegliere giorno ed ora.
    Le feci troverebbero giusta collocazione se deposte o trasferite come concime…se dà fastidio il colore delle carta  o si usa carta camouflage o morbide foglie  vellutate…antica sapienza nello sceglierle ormai perduta

  26. 57
    Fabio Bertoncelli says:

    Non c’è piú religione…

  27. 56

    Fabio, il tuo Cammello sui sentieri alpini ci casca a pennello. Ai piedi del Fitz Roy nella Patagonia ormai più turistica, dove le vacche prima e gli escursionisti dopo, hanno fatto scempio di territorio (che è molto tenero) erodendolo creando trincee profonde anche più di un metro, i Lama (camelidi pure loro) hanno sostituito il cavallo per il trasporto di materiali. Pare che la loro zampa sia soffice e quindi non scavi solchi nel terreno.

  28. 55
    Fabio Bertoncelli says:

    Io invece vorrei andar per sentieri in groppa a un cammello (Camelus bactrianus).
    Che faccio? Posso partire?

  29. 54
    Giampiero says:

    Per caso leggo queste considerazioni sono nella sala d’aspetto in ospedale. Ho abbandonato la moto da enduro per motivi familiari dopo 45 anni di passione; organizzatore di scuole/corsi di enduro, gare di enduro/motorally, amante dei sentieri di montagna e delle mtb moderne e non. Volevo dire due cose, il fatto che ci siano dei maleducati non vuol dire che tutti lo siano, che ci siano delle leggi da rispettare questo vale per tutti utenti associazioni comunità parchi comuni e regioni. Vedi per esempio la regione Liguria che ha legiferato negli anni 90, dando di fatto ai motoclub, con i dovuti divieti, la regolamentazione della circolazione in fuoristrada attraverso la presentazione dei percorsi alle comunità montane, alcune hanno approvato altre hanno nicchiato vuoi per incompetenza vuoi per non scontrarsi  con le altre associazioni del tempo libero lasciando di fatto campo all’anarchia. Senza scendere nei particolari del tempo impiegato per la pulizia dei sentieri e strade nell’entroterra ligure credo che la convivenza degli utenti della natura sia legata all’educazione verso gli altri e al rispetto reciproco del territorio e delle passioni che ognuno ha e che non sempre si amalgano una con l’altra. A me bastava fermarsi spegnere la moto levarsi il casco fare un sorriso e scambiare due parole e c’era subito sintonia cordiali saluti e buon divertimento 

  30. 53
    Alberto Benassi says:

    io proverei a dare un occhiata alle varie cave di marmo, pietra

    le cave di marmo meglio lasciar perdere.

  31. 52
    Riva Guido says:

    @ Matteo al 47. Anche per questo aspetto viene voglia di farsi annettere dalla Sfizzzera. Mi sa tanto però che anche le nostre vacche avrebbero da ridire.

  32. 51
    Alberto Benassi says:

    Certo è che se si lascia il liberi tutti su sterrate e sentieri ci sarebbero orde di imbecilli motorizzati che si scatenerebbero in ogni dove.

    appunto!!!

  33. 50

    In ogni Comune ci sono leggi e regolamenti che disciplinano l’uso del territorio. Normalmente il transito con mezzi motorizzati su strade forestali di vario genere è vietato e/o concesso da specifici permessi per chi si muove per lavoro, soccorso, ecc. Se queste regole vengono infrante scattano le relative sanzioni. Il problema sorge quando chi dovrebbe fare osservare le regole non lo fa o non può farlo per ridotto organico di polizia locale o altre cause. 
    Gli escursionisti infastiditi dal passaggio di mezzi a motore sono quelli che vogliono la botte piena e la moglie ubriaca, ovvero: cibo e bevande nei rifugi (per esempio) ma senza i mezzi che ce li portano, ovviamente. 
    Ho regolare permesso per percorrere certe strade dalle mie parti e quando incrocio degli escursionisti mi guardano malissimo anche se rallento e cerco di non infastidirli. 
    Certo è che se si lascia il liberi tutti su sterrate e sentieri ci sarebbero orde di imbecilli motorizzati che si scatenerebbero in ogni dove.
    Da certi interventi, sembra che possedere una moto da enduro significhi avere una scarpa vecchia al posto del cervello. Spero vivamente non sia per tutti cosi. 

  34. 49
    Antoniomereu says:

    Qua mi pare che si vada fuoristrada anche nei commenti.
    L articolo vuole puntare il dito sul non rispetto delle leggi ,quando vi sono e delle norme in parchi e aree protette da ingresso di mezzi a 2 o 4 ruote ,stop dire che tanto il pianeta è già una cloaca cosa significa?Continuare nel nuocere e sporcare per riempire il proprio tempo libero mi sembra folle come del resto appare la nostra società. 

  35. 48
    Mauro says:

    Non credo propio che sia dovuto ai mezzi fuoristrada il problema dell inquinamento(le grandi navi, grandi aerei, grandi fabbriche non inquinano vero)! Inoltre per quanto riguarda il degrado ambientale, io proverei a dare un occhiata alle varie cave di marmo, pietra, alle cave dei vari minerali, agli stadi, alle grandi città… Ah già, scusate, li ci sono enormi giri di soldi, nulla a che vedere… 

  36. 47
    Matteo says:

    Si vede che non hai guardato bene Enry…
    I precisini svizzeri mi paiono abbastanza esaustivi (e pare abbiano anche legiferato a riguardo all’allevamento): https://agridea.abacuscity.ch/abauserimage/Agridea_2_Free/1493_6_I.pdf?xet=1624939519616
     

  37. 46
    Alberto Benassi says:

    Comunque chi pensa che:“La natura, come in un altro messaggio si vorrebbe dire, non crea simili obrobri e cioe’ solchi, terrosi o fangosi

    Voi mette .
    Effettivamente la natura c’e stata data in dono per essere soggiogata e amministrata dall’uomo dalla sapienza dell’uomo. 
    Sai che solchi fanno elefanti e rinoceronti nella savana. 

  38. 45
    Enri says:

     
    Comunque chi pensa che:“La natura, come in un altro messaggio si vorrebbe dire, non crea simili obrobri e cioe’ solchi, terrosi o fangosi”non deve aver mai visto cosa può combinare un branco di vacche…o le tracce e i solchi lasciate da capre, camosci, marmotte o, più in basso, da cinghiali e anche volpi…
    Io solchi larghi quanto una ruota, con i segni delle sgommate, non li ho mai visti da parte di mucche, capre, cinghiali o altri animali… Ma posso sbagliarmi….
     

  39. 44
    Fabio Bertoncelli says:

    1) “I motociclisti sono culturalmente e fisicamente piú preparati.”
    2)  “[I motociclisti] si comportano molto meglio di altri.” 
    3) “Si stacchi dalla scrivania politica che la tiene bloccata anche nel pensiero.”
    … … …
    A questo punto propongo un esame alcolico per gli utenti del forum. Cosí si eviteranno pure le sghignazzate di chi legge.

  40. 43
    Matteo says:

    “se I motociclisti inquinano e disturbano le segnalo lo sporco che i turisti montani ed anche locali generano. “
    e questo cosa significa? Se qualcuno sporca allora si può fare?
    In effetti mi pare che questa segnalazione più che altro evidenzi un difetto di fondo che ci contraddistingue come specie, chi più e chi meno.
    Comunque chi pensa che:
    “La natura, come in un altro messaggio si vorrebbe dire, non crea simili obrobri e cioe’ solchi, terrosi o fangosi”
    non deve aver mai visto cosa può combinare un branco di vacche…o le tracce e i solchi lasciate da capre, camosci, marmotte o, più in basso, da cinghiali e anche volpi…
    Ma questo non vuol proprio dire che allora sia giusto e lecito arare tutti i pendii che voglio salendo o scendendo con mezzi meccanizzati! 
     
     

  41. 42
    Alberto Benassi says:

    si giustificano i propri vizi sottolineando quelli degli altri.
    Io sono meglio di te
    Bel modo.
    Le tragi…comiche.

  42. 41
    Rossana Del Chiaro says:

    caro Tiziano Vago i motociclisti nella mia zona hanno distrutto delle mulattiere storiche. Erano ben costruite e duravano da decenni, con acciottolato saldo e gradoni di sbalzo ogni 2-3 metri. il peso delle moto ha divelto prima i gradoni più alti, che facevano anche da canali di scolo, poi con altri passaggi, ha smosso i ciottoli e ha trasformato le belle mulattiere, fatte per uomini e animali, in mucchi di pietre smosse dove camminare è difficile. Vada lei a vedere e se vuole le mando le foto. Ma credo che lei come molti altri, preferisce far credere le sue favole. Le moto le ho viste io di persona, passare e distruggere le mulattiere, più di una volta. Grazie, signore, ma non creda che la gente si beva le c***te  che sparate. Il fatto che come Lei dice: il fatto che i motociclisti inquinano corrisponde al fatto che anche gli escursionisti sporcano. Bella giustificazione. Grazie del suo esempio di logica .Con rispetto. Rossana

  43. 40
    Tiziano Zago says:
    Salve, se I motociclisti inquinano e disturbano le segnalo lo sporco che i turisti montani ed anche locali generano. 
    Fazzoletti sporchi di…… e defecazioni a vista, sentieri mai sgombri da rami o altro che indica incuria. 
    Guardi che i motociclisti sono culturalmente e fisicamente piú preparati e tenendoci alla moto, si comportano molto meglio di altri. 
    Resto a disposizione per suoi commenti e vada a vedere come si comportano gli enduristi che ben ci tengono ai loro percorsi e moto.vada,vada a vedere, si stacchi dalla scrivania politica che la tiene bloccata anche nel pensiero.. Saluti
  44. 39
    Camminatore says:

    Il fuoristrada motorizzato è un tema sempre buono per generare discussioni. In tema di erosione il problema è legato dall’azione della ruota, in frenata per le mtb e in accelerazione, soprattutto, per le moto. L’erosione si esalta in condizioni di terreno bagnato. Anche l’eccessivo passaggio di pedoni su un sentiero crea erosione, affiorano pietre e poi, in caso di scorciatoie, il problema peggiora ancor di più. Le moto da trial sono a più a basso impatto, se condotte con giudizio, ed in condizioni di terreno asciutto, non generano grosse erosioni, dipende però dal pilota e dalla conformazione del sentiero. Su pendii ripidi e sottofondi mobili il conducente tende a verticalizzare il sentiero per evitare la difficoltà di percorrere i tornantini più stretti. Controindicazione :questo tipo di moto richiede di essere usata su sentiero in quanto sulle sterrate é un poco noiosa. Moto da enduro :se stradale non viene usata che su facili sterrati. Se, invece, si tratta di enduro specialistiche il conduttore cerca la difficoltà e va a percorrere i sentieri. Qui son dolori in quanto tra pneumatici tassellati e potenze abbinate a telai performante i danni da erosione possono essere notevoli e variabili a seconda del tipo di terreno. Infine la mtb, ove lungo i percorsi enduro o free ride si cerca di scendere a valle lungo sentieri più o meno difficili con la discriminante della velocità. In questo caso i maggiori danni da erosione sono dovuti alle frenate, soprattutto per impostare le curve. Occorre dire che molti appassionati di mtb, soprattutto, svolgono una importante azione di recupero, pulizia e manutenzione di sentieri ormai perduti per poterli percorrere rendendoli così percorribili anche ai pedoni. Alcune normative regionali oltre a vietare il fuoristrada motorizzato prevedono l’istituzione di appositi percorsi autorizzati per le moto. In merito agli incontri con motociclisti sui sentieri, muovendomi a piedi nella zona della Provincia di Torino, molto raramente mi capita di trovare moto, a volte ho incontrato persone con moto da trial che si sono comportate in modo educato . Diverso il discorso delle mtb ove capita d’incontrare ciclisti lanciati in velocità che non rallentano all’incrocio con pedoni o altri ciclisti adottando una condotta un poco prepotente. 

  45. 38
    Agnès says:

    Ognuno di noi sa benissimo cosa vuol dire incontrare macchine, quad e moto su sterrate in montagna….
    Però mi sembra di capire che nell’articolo, la richiesta sia semplicemente “Abbiamo le leggi, ma in generale mancano quei controlli sul territorio senza i quali coloro che ignorano deliberatamente le norme continueranno a farlo, senza il deterrente di una multa salata e del sequestro del mezzo si continuerà ad assistere ad episodi gravi e spiacevoli documentati dalle denunce alle autorità. ”
    Quindi rispettiamo le regole a cominciare: viaggiare a meno di 30 km/h, rallentare quando troviamo un pedone, transito vietato in caso di pioggia…
    Grazie a tutti per le testimonianze, ma in Piemonte siamo troppi a non osservare le regole!

  46. 37
    Enri says:

    Come spesso capita, dopo 34 messaggi, tutti hanno ragione ed il diritto di fare quello che desiderano. Se si relativizza sempre, allora ogni discussione fa questa fine. Io ho cercato di porre il tema in modo, se possibile, un po’ piu’ oggettivo: un mezzo come la moto o la bici, rovina il sentiero. Questo e’ uno dei problemi maggiori. La natura, come in un altro messaggio si vorrebbe dire, non crea simili obrobri e cioe’ solchi, terrosi o fangosi, profondi 30 cm, larghi quando una ruota appunto, in cui diventa impossibile camminare. Questo e’ il problema. In quei solchi le moto e le bici passano ma non si cammina piu’. A parziale (!?) consolazione dei moticiclisti, penso che sia molto peggio in tal senso la numerosa frequentazione delle bici, che ormai spesso di numero superano gli escursionisti. Io ho un carissimo amico che con la moto fa esattamente il sentiero che faccio io a piedi per allenarmi, quindi non ne faccio una battaglia ideologica ne’ di di antipatie. Con lui alla fine si discute sempre di questo, si resta piu’ che amici.
    detto questo il problema resta e dire che una moto o una bici rovinano come i piedi di un escursionista mi sembra un non senso. Senza polemica ne’ astio verso nessuno.
    saluti

  47. 36
    Antoniimereu says:

    Da anni il mio vecchio honda 600xl  compagno di avventure più stradali che sterrate è parcheggiato in garage …solo per ribadire che so di cosa parlo.Proprio per restare nel tema dell articolo ho proposto l illegalità del cross in percorsi insospettabili fatto da cazzoni incontrati da me e non di certoper provocare rispettosi e rispettabili citizen su 2 ruote.Anch’io la chiudo qui.
     

  48. 35

    Ernesto 19 ha ragione. 
    Chi usa i bastoncini per camminare sui sentieri, a meno che non sia zoppo, fa danno al terreno e pure a se stesso. I bastoncini sono inutili. 
    Combattiamo chi li usa per tornare tutti bipedi. Chi usa i bastoncini cancella la storia dell’evoluzione che ci ha visti arrivare alla posizione eretta partendo da quella a quattro zampe. Ma vogliamo scherzare!?

  49. 34
    ernesto says:

    Con altrettanta simpatia e pacatezza, che’ le risse da bar non mi piacciono io, oltre a camminare, faccio purtroppo  solo enduro (trial non sono capace). E così quelli che vanno su sentieri e mulattiere, perchè il cross, ribadisco, implica pista, salti, moto non immatricolate quindi senza targa e assicurazione. La targa per nonperderla la porto nello zaino e quando incontro qualcuno a piedi, a cavallo, su un trattore o qualsiasi altra cosa, rallento, saluto, riaccelero piano e, nel caso dei cavalli, spengo e aspetto che passino per non spaventarli. E così il 99% di quelli con cui vado in giro. Poi gli altri, quelli maleducati,  sono anche sulle alte vie, in montagna, al cinema o al supermercato. Ora saluto tutti e finisco, da parte mia, questa discussione con l’auspicio che tutti si capisca che ognuno dovrebbe poter fare il che vuole senza moralismi e con rispetto per gli altri.
     

  50. 33
    Antonio Mereu says:

    So distinguere sia l educazione che le moto da cross e credimi dove mi è successo non c era la pista e neanche l educazione certe sassate ti possono anche far molto male e  mi son velocemente tirato a lato.
    Per quanto mi riguarda sul trial ammiro molto l equilibrio di chi lo pratica. ..😊con simpatia.

  51. 32
    Enesto says:

    Si. Uno ci si è trovato, e non una volta sola. E gli enduristi (no cross che si fa in pista) educati hanno rallentato, salutato e aspettato di essere sufficientemente lontani per accelerare di nuovo. Il rumore è durato pochi istanti, forse minuti. La puzza meno ancora. 

  52. 31
    Antonio Mereu says:

    Chiedo;..ma uno che fa motocross si è mai trovato a piedi nel mentre  passano 3 o 4 moto su uno sterrato a pietre in salita?Dovrebbe… così forse capisce di cosa si parla.Altra domanda sempre a piedi dopo ore di bosco avete mai incontrato un motore ? E ovvio che i piedi li usate solo per cambiare…Certo anche percorrendo  le  normali o vie sporche in montagna si rischia la sassaiola improvvisa ma la corda che si impiglia non ha colpa.Anche i gas di scarico corporei sono meno permanenti e invasivi sopratutto se sei in basso…😊Viva e vivi la montagna a mani nude. 
     

  53. 30
    Chiara says:

    Leggete recente sentenza del Consiglio di Stato in risposta alle associazioni ambientaliste: Le cave di marmo in Toscana non sono danno ambientale.
    Allora cosa volete che faccia una povera moto, su un sentiero, in confronto alle alluvioni e ai cataclismi naturali e alle cave estrattive ?
    Perche lamentarsi delle ferrate, dei vecchi e nuovi impianti sciistici, delle spittature di vie classiche di arrampicata o dell’eliski? delle motoslitte, ecc. Non hanno diritto anche loro di fare quello che vogliono, cosi come tutti?
    Vogliamo fare i puristi, ma dove si traccia la linea tra quello che si può fare e quello che no, se le cave di marmo, come decreta un organo dello stato, e, perchè no, a questo punto, tutte le cave, non sono danno ambientale? vadino signori vadino! il circo è aperto

  54. 29
    Riva Guido says:

    Quando il gioco si fa duro, i duri incominciano a giocare!

  55. 28
    Enrico Defilippi says:

    Per le vere emozioni  (boschi vergini, tracce di antichi  sentieri cancellati dall’ esuberante vegetazione, villaggi abbandonati, incontri con lupi, cinghiali, rapaci etc.etc.) suggerisco il nostro entroterra ligure, anche alle spalle di Genova. In questi luoghi, come nel post n.22 di Rossana, pure gli appassionati di trial sono gentili  educati ed ecologisti, ripuliscono sentieri e monitorano il dissesto idrogeologico delle pendici….come ho constatato un po’ di tempo fa in una salita verso un borgo abbandonato alle spalle della città….anzi, per tutto il pomeriggio, a parte i trialisti, non ho incontrato neanche un escursionista…

  56. 27
    Roberto Pasini says:

    Benassi. Alberto io direi tragi-comiche. È un discorso che torna sempre allo stesso punto, siamo come topi in un labirinto.Ognuno è convinto di essere assolutamente allineato al Bene Comune (motociclisti, escursionisti, quaddisti, cacciatori, alpinisti, possessori di cani, amanti dei cinghiali…….), non accetta nessun tipo di limitazione che considera lesivo della sua libertà, non riconosce l’autorevolezza e la legittimità di un’autorita’ terza che stabilisca una definizione univoca di tale Bene Comune e considera gli altri portatori di interesse come avversari, ipocriti o coglioni. In più ci dobbiamo mettere sopra la torta anche la tendenza ad affontare i problemi in modo emotivo. Fosse solo per le moto sui sentieri…appena apriranno le scuole e arriverà il generale inverno avremo ben altri terreni su cui cercare di gestire in modo maturo e non distruttivo questa polarizzazione. Bella sfida: 7a+ strapiombante. 

  57. 26
    chiara says:

    infatti non solo le moto dovrebbero essere libere di andare dappertutto, ma anche i quad, le auto, le jeep, e poi perchè ci si lamenta stupidamente per esempio dei picccoli droni? che c’è di male se ti passano sopra? mica penserete di volere privacy o relax mentre fate il vostro sport, no? Anche uno che vuole divertirsi come gli pare vi deve poter passare accanto a tutta velocità se questo a lui fa piacere, no?  ma in che mondo vivete?  Volete l’aria pura? volete il silenzio? Ma allora state a casa! Io mi compro un Quad e vado con amici col Quad dove vanno le moto, poi vediamo se a loro piace. ahahah.Ciao Chiara

  58. 25
    Alberto Benassi says:

    Oggi le comiche😂

  59. 24
    Luciano Pellegrini says:

    N.B. molto arguta la riflessione di albert – 6 – nel PARCO NAZIONALE DEI MONTI TATRA, POLONIA, dove – (non esistono impianti a fune, dove i sentieri non vengono percorsi né dalle due ruote e né da quattro ruote, dove c’è rispetto dell’ambiente, dove c’è controllo ed i sentieri sono tutti manutentati), per far ricrescere l’erba, il territorio viene coperto con una… rete di canapa…  l’umidità di questa Pianta erbacea, che una volta essiccata diventa fibra tessile, è sempre umida, quindi favorisce la crescita dell’erba. In Italia, questa tecnica più volte da me sollecitata, l’avete vista in qualche montagna?
     
     

  60. 23
    Luciano Pellegrini says:

    Per restare nel tema dell’argomento proposto, faccio questa domanda ai centauri, ciclisti e piloti delle quattro ruote: l’inquinamento acustico e ambientale che provocate IN MONTAGNA, vi fa godere? non avete mai ipotizzato questa domanda? Se di notte qualcuno, mentre dormite, fa rumore, come reagite? LA FAUNA SELVATICA, TIFA PER VOI? O PREFERISCE LA QUIETE DEL POSTO, PER PRENDERE IL MANGIARE? Dopo aver frenato, vi siete fermati immediatamente, per vedere se, il terreno non presenta traccia? E se la traccia è visibile, non bisogna mica studiare ad OXFORD, per capire che ormai inizia l’erosione del suolo? Perché VOI, appassionati del rumore ed inquinamento, non utilizzate i circuiti costruiti? (inconcludente l’abbinamento dell’avvicinamento in montagna, con le vetture. E’ così, ma almeno lasciamo intatta la montagna!). Non ve ne frega niente DELLA CRISI AMBIENTALE, causata anche da voi? Perché dopo la … folle corsa… non percorrete a piedi, il circuito che avete fatto da motorizzati? Capirete così il danno prodotto e forse, la speranza, sarebbe che non lo fate più. Le persone che cercano ancora di salvare il pianeta DALL’ECOCIDIO, PER VOI SONO CIARLATANI, CACACAZZO?  Leggetevi l’enciclica di PAPA FRANCESCO – LAUDATO SI’, sull’ambiente ormai minacciato, DAI MUTAMENTI CLIMATICI. Purtroppo, certe manifestazioni SI fanno principalmente, per portare soldi! Soldi e ambiente, NON ANDRANNO MAI D’ACCORDO!
     

  61. 22
    Rossella Perabessa says:

    Mah, sarà perché qui i trialisti sono gli unici a tenere aperti e puliti i vecchi sentieri che i nonni e bisnonni usavano per scendere a valle e risalire al paese; sarà perché nel loro giro del sabato hanno sempre con sé  una piccola motosega per liberare i sentieri dagli alberi caduti col maltempo; sarà perché dopo anni di disuso, una volta ripristinata e resa fruibile una vecchia traccia grazie al sudore dei trialisti, arriva il CAI e ci piazza il suo marchio bianco e rosso, usufruendo bel bello di un sentiero sistemato da altri invece che manutenere quello già bollato più in là…. mah, sarà, ma a me, camminatrice e amante dei silenzi, i trialisti stanno pure simpatici. E se venite a dirmi che lasciano tracce sui sentieri allora significa che non avete mai visto un trial in azione.

  62. 21
    Marco says:

    A tutti quelli che pensano che i sentieri sono fatti per camminarci e quindi se ne attribuiscono la proprietà “morale” ricordo che i sentieri sono nati per lavorare. Che poi sia arrivato il cai a metterci le bandierine non vuol dire che siano stati fatti per voi. È ora di finirla con l’egocentrismo della città che vuole usare la montagna come parco divertimenti per poi ritornare nei vostri appartamenti dei centri urbani, vero fulcro dell’inquinamento e della devastazione ambientale 

  63. 20
    Oblib says:

    Vorrei anch’io dire qualcosa..   vivo e amo la montagna, grande camminatore, in passato alpinista  ed occasionalmente …trialista..                 (60 anni).        Sono stato fermato da escursionisti, su un sentiero, che mi contestavano, offesi ed inorriditi, in ordine: rumore, fumo, di rovinare il fondo del bosco e di non rispettare i divieti di percorrere i sentieri  con veicoli a motore..    Ho spento la moto, e si sentivano delle motoseghe che urlavano in lontananza…  Ho fatto notare che non si vedevano sul terreno segni del mio passaggio, benché in salita, e il fumo, insignificante in confronto alle stufe/caldaie di casa, era già sparito.   Ho dato loro ragione sul fatto che non rispettavo il divieto, ed ero sanzionabile per questo,  come chi non rispetta i limiti di velocità, o altro, (questi, per la verità, creano anche un pericolo per se e per gli altri)…             E’ necessario fare delle distinzioni: il singolo trialista, che si fa un giro di 2 ore una volta alla settimana, obiettivamente non disturba nessuno e non arreca nessun danno all’ambiente; l’accanimento degli escursionisti/ecologisti è puro fanatismo;       Ovvio che un gruppo di 10 enduristi, esagitati,  hanno un impatto diverso sull’ambiente…   In conclusione, auspico anche maggiori controlli là dove vengono superati i limiti della ragionevolezza, e nel contempo una valutazione differenziata delle situazioni, con interventi, anche sanzionatori, proprzionati e commisurati…
     
     
     
     
     
     

  64. 19
    Ernesto says:

    Infatti. Lanciamo una campagna contro i bastoncini: Io ho quasi 60 anni e da circa 59 cammino senza l’ausilio di quegli orpelli che ormai tutti portano in montagna. Abbandoniamo scarponi pile e goretex perché fabbricati nelle orride fabbriche di fondovalle. Tutti a piedi nudi e pelli di … boh, non ci sono più orsi o giaguari. Sulla quarantena sono d’accordo, in forma però di moratoria universale: stop estrazione petrolio, produzione e trasporto energia elettrica e supermercati. Pasini sono d’accordo: purtroppo la ragionevolezza e la volontà di capire quello che altri scrivono non sono di questo mondo. 

  65. 18
    bruno telleschi says:

    Ai difetti dello sport i motociclisti fuoristrada aggiungono i vizi della tecnica che vuole profanare quello che resta della natura. Si tratta di un virus che sta inquinando la civiltà costruita dagli occidentali nel corso dei secoli. L’unico vaccino efficace rimane la quarantena oppure un green pass da richiedere all’ingresso della montagna.

  66. 17
    Roberto Pasini says:

    Ernesto. Io non ho mai avuto una moto e ho dato un’occhiata diligente in internet su questo mondo a me alieno che incrocio ogni tanto. So che ci sono comunque cose comuni. Come avevo cercato di dire nel primo commento in cui mi ponevo delle domande post esperienza di giornata. È proprio da lì, dai punti comuni, che bisogna partire per trovare regole di coesistenza. Stesso problema dei cacciatori. Come sempre e come su tante cose, anche a costo di passare per buonisti, ingenui e un po’ fratacchioni. Resistere. Resistere. ( che palle pero’, ogni tanto un po’ di intolleranza e di settarismo capisco possa essere liberatorio, basta esserne consapevoli).

  67. 16
    Patrizia Taverna says:

    Grande saggio Valentini .

  68. 15
    Ernesto says:

    Anche io sono montanaro (di città) Endurista e anche strenuo difensore della natura. E oltre ad associarmi al commento 13 di Cominetti aggiungo che noto grande ignoranza e arroganza. Ma conoscete minimamente la differenza fra cross, Enduro e trial? E tra Enduro e downhill in bicicletta?  La targa in enduro (e trial) non si monta perché se la perdo devo spendere alcune centinaia di euro per far reimmatricolare la moto e non per non essere identificati. Le moto da Enduro sono omologate e assicurate. Il cross si pratica in campi omologati e solo se in possesso di licenza FIM o altro e qui le moto, che corrono in pista, non hanno bisogno di targa e assicurazione. Perché l’enduro si pratica su mulattiere e non sulle eventualmente vicine sterrate? Per lo stesso motivo per cui qualcuno arrampica e altri camminano ( o fanno ferrate che non lasciano tracce in montagna 😂) per arrivare nello stesso posto. Non credo sia complicato capire la differenza. Sui Pascoli andiamo sempre su tracce preesistenti (probabilmente lasciate dai fuoristrada dei pastori) per rispetto, educazione e convivenza con tutti i fruitori degli ambienti più o meno naturali, soprattutto se per lavoro. Un escursionista, come un eventuale animale selvatico, sente il “rombo” della mia moto per 10 minuti, quello di una moto da trial per 2 minuti. E la forestale sanziona i trasgressori tanto quanto vigili o i stradale chi supera i limiti o parcheggia in seconda fila. Siamo tanti a questo mondo e, o decidiamo di stare tutti a casa, o capiamo che nessuno ha l’esclusiva sugli spazi comuni per praticare la sua attività/passatempo preferiti. 

  69. 14
    Roberto Pasini says:

    12/13 #Enduro Freedom. Sapevo cosa stavo evocando citando Easy Rider. Vi immaginate i protagonisti girare con un vespino? Le prime tre moto vendute in Italia sono enduro. La moto è da sempre un simbolo di Libero & Bello. Poi come dice Berta, il più puro c’ha la rogna. E le merde degli escursionisti con annesso fazzolettino umidificato ? Una nobile gara. “Rinunciare alla mia libertà per il bene comune”? cantava la Carra’ “ A far l’amore comincia tu.”e poi chi decide il bene comune? Nel paesino ligure dove vivo gran parte dell’anno c’è stata una rivolta contro un’ordinanza del Sindaco: “Libero cane in Libera spiaggia” 18.000 adesioni da tutta Italia su change. Org. Intervento dell’Ente per la protezione animali (26 milioni di cani censiti) Minaccia di Ricorso al Tar.,Ordinanza ritirata e compromesso, con pulizia delle merde non rimosse dai padroni pagata dal comune. l’unica soluzione è cercare di convivere. Interessante che su questo tema i fautori del sorvegliare e punire non siano i “crovelliani” ma proprio i più ribelli ad altre imposizioni/limitazioni per il “bene comune”. Siamo uomini: non nel mio cortile! Ci vuole pazienza per non ammazzarsi a vicenda. Buona domenica a motociclisti, alpinisti e possessori di cani e altri “portatori di interessi”. 

  70. 13

    Mi associo al 90% al commento 12.

  71. 12
    Giovanni Berta says:

    Sono un montanaro ed anche amante dell’enduro.  Assisto da quando sono bambino ad una preclusione ideologica radicata e profonda verso le moto da parte dei pedoni. Si tirano in ballo continuamente gli stessi argomenti. Rovina millenaria del fondo percorso percorso dalle moto ma anche dalle mountain bike e da qualsiasi mezzo che non siano i piedi. Ecco il punto. Gli altri rovinano di più.  Sento sempre commenti dalla narrativa disastrosa sulle conseguenze di questo deturpamento biblico che provocherebbe voragini e scempi ambientali a livelli cosmici. Ma al pedone inorridito della domenica gli si accende ogni tanto il cervello? Prova ad immaginare cosa realmente avviene ogni giorno, ogni mese e ogni anno anno sulle montagne ad opera della natura ? Le piogge, la neve, il vento…Forze di una potenza e di una violenza allucinanti….che azzerano in un battito di ciglia quanto provocato dall’uomo attraverso i suoi passaggi. Che siano essi a piedi o con altro mezzo. Come si può pensare di paragonare i “segni” del passaggio umano con quanto avviene da milioni di anni in ogni parte della terra? Le moto passano addirittura nei greti dei torrenti ! Ma avete osservato quei greti dopo lo scioglimento delle nevi in primavera o dopo una settimana di pioggia? Totalmente azzerato e modificato il greto. Avrebbero potuto passare avanti e indietro 10000 moto per 100 giorni di seguito che alla prima piena i “segni” sarebbero scomparsi. Con o senza il passaggio delle moto. Ma il paradosso più incredibile,  da parte degli escursionisti /naturalisti/ pedoni/ militanti ecologisti/ associati al CAI et etc etc etc etc è l’arroganza di essersi autoeletti unici deturpatori autorizzati della natura. Perché se disquisiamo di “segni”, i sentieri che vergano in ogni dove le montagne, hanno la stessa identica invasivita agli occhi della natura. Volete veramente rispettare la natura ? State a casa vostra. Non praticate ferite alla montagna con miriadi di sentieri che la segnano permanentemente in ogni dove. Non piantate paline in ogni dove con scritte “percorso della natura”. Quando venite a fare i puristi in montagna, ovviamente alla domenica se fa bel tempo, ricordatevi che siete arrivati percorrendo su strade asfaltate decine o centinaia di km con le  vostre auto inquinanti… La morale , se volete essere coerenti,  fatevela prima a voi stessi e poi, in ultima analisi, anche ai motociclisti. Ipocriti.

  72. 11
    albert says:

    Vecchia questione declinabile   in salsa moderna, specie quando una nuova attività inizia in sordina, poi lentamente si espande .. molto rapidamente quando la societa’dei consumi mette a disposizione le invenzioni a chi può acquistarle.

    est modus in rebus. – Nota sentenza di Orazio, cui fa seguito (Satire I, 1, vv. 106-107) sunt certi denique fines, Quos ultra citraque nequit consistere rectum «v’è una misura nelle cose; vi sono determinati confini, al di là e al di qua dei quali non può esservi il giusto». È spesso ripetuta per esprimere la necessità di una saggia moderazione e per richiamare al senso della misura.Con certi mezzi e’difficile trovare la giusta misura..poiche’ pagando ottieni…125 cc..250cc…500…1000…1200 ..pesi dei mezzi in calo..freni potenziati..La bici elettrica in Italia e’regolamentata …max 250watt, il motore entra in suppporto alla pedalata altrimenti non va..eppure  si vedono certi sfrecciare anche a gambette flosce immobili..in salita.Ci sara’ mica un pulsantino occulto? esistono in USA, bici elelttriche a 1200 watt   e pure con due motori sulle2 ruote..a qualche nostrano che lo sa gia’gli rode il confronto, comincia ad inveire contro lo StatoNostro limitatore.Moto e bici  pesanti non consentono lunghe trasferte comode ? Et voila’ , basta pagare  e si ottiene il carrello a traino del suv 4×4 climatizzato.

  73. 10
    Roberto Pasini says:

    Mi accorgo adesso che l’articolo si chiude con questa frase “stabilire una volta per tutte che la libertà dell’individuo si ferma di fronte al bene della collettività”. Mamma mia! Di nuovo anche qui ! Roba che scotta e provoca incendi che hanno devastato i boschi del Gogna Park. Speriamo che non si inneschi di nuovo il fuoco, anche se sulle moto in montagna mi pare prevalga il “pensiero unico”, la “narrazione dominante” “ e che Don Chisciotte su questo tema non parta alla carica con fiero cipiglio rivendicando libertà e libero arbitrio contro la “dittatura ecologista” e le sue menzogne manipolatorie. Ma lo sapete che Bill Gates e Big Tech con la scusa della sostenibilità vogliono eliminare tutte le moto per costringere la gente a stare chiusa in casa e ad usare solo i simulatori di sfide in moto sul computer con le cuffie. Ricordatevi Easy Rider. Moto rumorosa = Libertà. Perché solo su strada? È una ignobile costrizione, che prelude a ben altre limitazioni. Enduro Freedom! 

  74. 9
    emanuele says:

    Stiamo discutendo di moto “selvagge” sui sentieri o della Isde? Perché per le moto selvagge siamo tutti concordi in primis gli enduristi che sono quelli che ha incontrato Roberto Pasini stamani.
    La ISDE (sei giorni) sono le olimpiadi dell’enduro che è una disciplina della federazione motociclistica Italiana. Gli atleti italiani sono stati anche ricevuti dal presidente della repubblica. È una manifestazione a cui lavorano centinaia di persone da oltre un anno, figuratevi se non ci sono i permessi. Anzi, nel preparare i percorsi hanno ripulito il bosco che nei fondovalle era diventata discarica. Non andranno su creste o sentieri. Quindi parliamo di no moto sui sentieri, ma questa manifestazione è una cosa diversa, è uno sport a tutti gli effetti e deve essere rispettato. 

  75. 8
    Roberto Pasini says:

    Casualità. Questa mattina non ho aperto il blog come faccio spesso perché era una giornata stellare, fresca, limpida e ventosa, e sono andato a correre in Val d’Aveto. Mentre scendevo lungo una variante, completamente da solo e nel silenzio, improvvisamente ho sentito un motore e un puzzo di benzina. Si è materializzato dietro di me un motociclista con corazza da guerriero ninja.Ho intravisto sotto l’elmo integrale una barba e un volto adulto, non certo un ragazzo. Gentilissimo mi ha salutato con la mano e ha aspettato trovassi un posto dove farlo passare. Eravamo su un traverso insidioso: sentiero stretto, pendio ripido, fondo di sassi e ghiaino e un sacco di felci che impedivano di vedere bene il percorso. Io stesso avevo rallentato rispetto ai miei ritmi già da tapascione, anche lui andava piano, sollevato sulla sella. Mi ha superato, io ho salutato. Non mi sarei mai aspettato una moto in quel posto e non ho saputo dire nulla. L’ho visto scendere con grande abilità e poi è sparito nella faggeta. Per tutta la discesa ci ho pensato. Da un lato ho ammirato il coraggio e la perizia, cose per le quali ho un debole. E poi mi ha fatto un favore “decespugliando” il percorso. Dall’altro ho pensato, ma perché vieni proprio qui con la tua moto, con tutte le sterrate che ci sono a tua disposizione. Una passa proprio duecento metri di dislivello sotto e arriva allo stesso colletto. È evidente che cercava la sfida e poi eravamo soli e ha disturbato per circa dieci minuti solo me. Alla fine non sapevo cosa pensare e anche adesso dopo la doccia e la cena mi chiedo: un grande stronzo o uno con cui ho molto in comune? Però la domanda rimane: perché proprio lì e perché con la moto. Se lo incontro di nuovo voglio chiederglielo. Gentilmente. 

  76. 7
    Luciano Pellegrini says:

    E’ una iniziativa inspiegabile. Anche IL CAI, si è convinto che le mountain bike, QUAD, MOTO,  creano dissesto idrogeologico e ambientale sui sentieri, dove transitano e … frenano!  Producono la degradazione del suolo con l’erosione del terreno e del cotico erboso.
    IN POLONIA, IN SPAGNA, LE MOUNTAIN BIKE HANNO PERCORSI INDIVIDUALI. Gli escursionisti non li incontrano mai sui sentieri. In Italia devi essere fortunato se questi ciclisti, CENTAURI, non ti travolgono. Seguitiamo con queste aggressioni, procuriamo ancora ferite, L’ECOCIDIO e LA CRISI CLIMATICA DEL PIANETA, SONO sempre più vicini.

  77. 6
    albert says:

     A dire il vero, anche l’escursionismo di gran massa su certi sentieri griffati erode il manto erboso…  il sentiero per pochi sprofonda..appare la  terra, poi se  si incanala acqua e forma fango, la fila si sposta  di un mezzo metro ed ..erode un’altra striscia parallela , poi ancora mezzo metro ,..ed erode… la prima traccia pero’ non e’ rivegetata , nessuno ripristina il manto erboso con nuove seminagioni di erbe  alpine tenaci e concimazione..costa!Altro escamotage degli scarponati..il taglio dei tornanti..le scorciatoie  ripide , i primi  scavano traccia, poi furbi sopravvenienti  imitano (se po ffa’)..e a llafine nello scavo al primo temporalone parte un ruscelletto che completa l’opera, scaricando sulla stada sottostante mucchi di sassi.Nel paese del vietatino, notizia di oggi: ragazza sbranata da cani… allo stato semibrado:pare fossero al servizio di un pastore ma privi di microchip, anagrafe delle vaccinazioni..ehhh..che  stato opprimente  quelle cose  costano, i miei cani sono nowax, non voglio opprimerli con giuinzagli neppure incitta’  e pure addestrarli ad ubbidire …”lo so ma costa…!” Escono da un cancello lasciato aperto ed azzannano un ciclista di passaggio sulla pubblica strada? Colpa sua che  non si e’ fermatoa DARE IL BISCOTTINOOOOO! a  fargli le cocccooooleeee! In  teoria saremmo uno stato perfetto, abbiamo regolamenti minuziosi.Regole puro esercizio di composizione in giuridichese. se poiappare unanovita’, mancandoad esempiolegilazione su  monopattino, per mesied annisi va allo stato brado, si occupa lo spazio non ancora codificato…e dopo codifica si contnua per forza di abitudine consolidata.

  78. 5
    Massimo Taronna says:

    Giovedì scorso ho fatto un’escursione al lago di Galambra, salendo dal Vallone di Rochemolles, in Valle di Susa. Arrivato alle vecchie caserme in prossimità del lago ho cominciato a sentire il rumore di alcune moto, che percorrevano la cresta che dal Vin Vert porta al Truc Peyrous. Da qui sono scesi verso la conca del lago, hanno attraversato su pietraie verso il monte Ambin, credo che siano scesi un po’ nela Vallone di Rochemolles (ho poi trovato tracce di pneumatici in un laghetto secco, sono rialiti in cresta e l’hanno percorsa fino al passo Galambra, ritornando sulla dorsale che porta al Vin Vert. 4 o 5 imbecilli che hanno rovinato una giornata spettacolare. Con il binocolo non mi sembra di aver visto delle targhe sulle moto.
    La stessa strada che conduce al colle del Sommelier il giovedì dovrebbe essere chiusa al transito dal rifugio Scarfiotti, ma personalmente ho contato una decina tra auto e moto che l’hanno percorsa.
    Qualche anno fa ero nella Valle di Viù, salendo verso i laghi dell’Autaret, e intorno ai 2600-2700 m sono stato superato da altri 4 imbecilli con le moto da trial (uno era un ragazzino).
    Non parliamo poi dei sentieri della collina di Torino, formalmente interdetti alla circolazione delle moto!
    Riguardo al fatto che gli escursionisti non rovinino i sentieri avrei parecchio da ridire. Splendidi sentieri e mulattiere sono state rovinate da ridicoli tagli per accorciare di qualche metro, tagli che con le piogge diventano torrenti che massacrano tutto.
    In bici dipende molto da come uno si comporta. Fare frenate in cui si inchiodano le ruote rovina il fondo, così come lanciarsi giù per le linee di massima pendenza arando in prati, ma muoversi in modo più dolce e meno frenetico, in base alla mia esperienza non mi sembra così dannoso.

  79. 4
    Alberto Benassi says:

    Sono d’accordo con Enri, FUORI le moto dai sentieri. Sono fatti per andarci a piedi. 
    Per fare motocross e trial ci sono i luoghi predispisti. 

  80. 3
    Enri says:

    C’e’ anche e soprattutto un altro aspetto: le moto ( e anche le bici) rovinano il territorio molto molto di piu’ che un escursionista ed un alpinista ( vedo invece che sono tutti erroneamente accomunati nell’articolo): vogliamo tenerne conto oppure no quando si dice che tutti hanno diritto di praticare il loro sport? Io non sono mica sicuro che qualcuno abbia il diritto di massacrare una montagna molto di piu’ di quanto non fa un escursionista. Ne vogliamo parlare? In tanti posti e’ vietato scalare per preservare animali, nidi di uccelli ecc., per cui mi chiedo perche’ dovrebbe essere permesso andare in moto su un sentiero, causando molto piu’ disturbo. Il punto e’ centrale: ha senso andare in moto in montagna? Ma anche in bici, anche questa estate decine di bici giu’ a rotta di collo per sentieri con gente che si scansa all’ultimo per salvarsi. Vogliamo dirlo una volta per tutte: i mezzi di trasporto su sentieri nati per camminare non ci devono andare. Punto. E come ho detto tante altre volte, essi portano alla distruzione del sentiero stesso. Si trovino aree ad hoc, non sentieri, in cui fare un percorso senza che questo disturbo nessuno e che non rovini piu’ di tanto il territorio. Non ultimo, il rumore, camminare su un sentiero e per ore sentire il motore di una moto, no per favore. Se no prevederemo che gli escursionisti possano camminare in massa al circuito del Mugello durante una gara, e come la mettiamo a quel punto?

  81. 2
    Carlo Crovella says:

    Io sono già “scettico” (=EUFEMISMO) sulle MTB (anche muscolari, a maggior ragione se E) sui sentieri, figuriamoci per i veicoli motore… il peggio di tutto quel mondo è costituito dai quad, non so perché ma innescano nei loro centauri la peggior versione animalesca assumibile da essere umani… Cmq, moto e altro veicoli motorizzati utilizzati per divertimento (es in invero le motoslitte…)  non sono tanto da meno. C’è poco da aver speranze di pacifica convivenza con il mondo dei motori in montagna. Identifichiamo pure dei percorsi a “LORO” riservati, ma vedrete che ci sarà sempre qualcuno che si muove al di fuori… 

  82. 1
    albert says:

    Poi, considerando che l’uso dei mezzi e’spesso clandestino , gli “irritati” pure anonimi si vendicano, con cavi tesi o seminate di chiodi a 3 punte  o spezzoni di tranci  di filo spinato. Ad un torto si reagisce con un altro torto in una spirale. Considero utile l’uso di moto trial, cross o quad cingolati riservati alle forze dell’ordine o ai soccorritori, specie quando l’elicottero non puo’intervenire..I mezzi sequestrati a chi si scatena contro le regole …li darei a queste organizzazioni in comodato o confiscate , con permessi speciali e rilevazione gps delle loro missioni.

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