La non riapertura degli impianti ai Prati di Tivo

Perché non sono aperti gli impianti di risalita dei Prati di Tivo? Pasquale Iannetti, guida alpina, lo chiede a tutti gli enti, a cominciare dai sindaci di Pietracamela e Fano Adriano, alla Provincia e alla Regione. L’opinione pubblica continua a sentire i proclami del Presidente della Provincia di Teramo e bisogna mettere fine a questa pagliacciata a cui stiamo assistendo, si legge nella nota.
Il bravo Presidente Di Bonaventura lo sa che la stazione di pompaggio è fuori uso? Che le tubature sono tutte deteriorate e, cosa più importante, che ai Prati di Tivo non c’è alcuna possibilità di prelievo? Iannetti chiede alla provincia di sapere se è vero che sono stati fatte tutte le manutenzioni agli impianti e il motivo per il quale la Provincia di Teramo ha pagato le bollette dell’energia elettrica (130 mila euro) consumata dal signor Marco Finori. Tante domande che Iannetti rivolge alla Provincia e alla Regione e che forse, scrive, non troveranno alcuna risposta.

La non riapertura degli impianti ai Prati di Tivo
di Pasquale Iannetti
(9 febbraio 2022)

Al Sindaco del Comune di Pietracamela;
Al Sindaco del Comune di Fano Adriano;
Al Presidente dell’ASBUC di Pietracamela;
Al Presidente dell’ASBUC di Intermesoli;
e p.c.
al Presidente della Regione Abruzzo;
al Presidente della Provincia di Teramo;
al Presidente della Camera di Commercio di Teramo;
al Liquidatore della Gran Sasso Teramano.

Oggetto: perché non sono aperti gli impianti di risalita dei Prati di Tivo?

Torno a sottoporvi una questione di vitale importanza per il nostro territorio che, come amministratori della cosa pubblica comunale, vi riguarda e vi compete dover affrontare con urgenza.
Mi riferisco ovviamente alla mancata apertura degli impianti sciistici dei Prati di Tivo. L’opinione pubblica continua a sentire i proclami del Presidente della Provincia di Teramo e bisogna mettere fine a questa pagliacciata a cui stiamo assistendo.

Abbiamo letto nei mesi scorsi sui giornali con cadenza settimanale le varie promesse da marinaio del Presidente della Provincia di Teramo, Diego Di Bonaventura.

Abbiamo assistito all’inutile ricollocazione di nove dei dodici O’bellX che fra qualche mese dovranno essere di nuovo riportati a valle.
Abbiamo assistito alle prove tecniche delle attivazioni degli O’bellX dell’11 gennaio 2022 senza che venisse attivata nessuna delle misure precauzionali sulla sicurezza pubblica previste dal PIDAV.
Abbiamo assistito imperterriti all’inutile acquisto da parte della Provincia di tre nuovi O’bellX per 330 mila euro; al riguardo faccio presente che gli stessi non potranno mai essere ricollocati fino a che non verranno di nuovo realizzate le tre piattaforme di base.
Abbiamo visto cifre da capogiro per manutenzioni vere o fittizie sulle seggiovie, sulla seggio-cabinovia e sui battipista. Tutta la documentazione sarà a breve trasmessa alla Procura della Repubblica della Corte dei Conti.
Siamo rimasti sgomenti nel leggere la delibera della Provincia n. 207 del 29.12.2021 in cui si decide di acquistare altri produttori di neve (cannoni) e di illuminare i sentieri della montagna. Ma il bravo Presidente Di Bonaventura lo sa che la stazione di pompaggio è fuori uso? Che le tubature sono tutte deteriorate e, cosa più importante, che ai Prati di Tivo non c’è alcuna possibilità di prelievo dell’acqua in quanto il bacino della società SEA non è più utilizzabile?
Abbiamo assistito al balletto delle bollette dell’energia elettrica degli impianti di risalita e a tale proposito riporto quanto si leggeva sul quotidiano il Centro del 27 gennaio 2022: “finalmente l’energia elettrica era stata riattivata e che il gestore Finori aveva effettuato tutte le manutenzioni necessarie per il buon funzionamento degli impianti e che mancavano solo i collaudi ma che non era possibile aprire se non si aggiornava il piano degli interventi anti-valanga”.

Le domande sorgono spontanee e vi chiedo:
a) è vero che sono stati fatte tutte le manutenzioni agli impianti?
b) è vero che è stata avanzata la richiesta alla Regione di effettuare i collaudi?
c) perché la Provincia di Teramo ha pagato le bollette dell’energia elettrica (130 mila euro) consumata dal signor Marco Finori (allegata la delibera n. 2165 del 23.12.2021)?

Purtroppo è molto difficile dare una risposta a questi interrogativi perché stiamo vivendo in uno stato di regime e non di democrazia. A mio avviso è ora che si faccia una vibrante azione di protesta e che si mostrino i muscoli a quelli che detengono i fili di questo ignobile spettacolo di “pupari”. Facciamo vedere al bravo Presidente Diego Di Bonaventura che non siamo proprio quattro scemi, come troppo spesso ama definirci. L’ASBUC (Amministrazione Separata dei Beni ad Uso Civico), a mio avviso, dovrebbe inviare una lettera di “Diffida ad adempiere” al Liquidatore della società Gran Sasso Teramano, in quanto non è stato rispettato quanto contenuto nel contratto firmato l’8 novembre 2021, avvertendolo che se non provvede alla riapertura immediata degli impianti si procederà alla revoca della concessione dell’uso dei terreni per “inadempienza contrattuale”. L’articolo 8 del contratto recita testualmente: “Il mancato rispetto da parte del concessionario di uno degli obblighi assunti con il presente contratto è causa di risoluzione dello stesso”.

Il Sindaco del Comune di Pietracamela dovrebbe intraprendere una “Class Action, ovvero un’azione di risarcimento per i danni e per l’immagine distorta che la località tutta sta subendo”.

In questo caso il Comune, essendo “Parte lesa” si deve costituire in giudizio per difendere gli interessi della Comunità tutta, fortemente penalizzata dalla mancata riapertura degli impianti di risalita. Faccio inoltre un’altra considerazione che può sembrare utopica, ma, al contrario, è molto realistica. Analizziamo la situazione di Prato Selva: il Comune di Pietracamela e quello di Fano Adriano, in più occasioni, hanno manifestato la volontà di acquistare le proprietà della Gran Sasso Teramano; ma vediamo che cosa andrebbero ad ottenere. A Prato Selva c’è la seggiovia dell’Abetone fuori uso e se non verrà sostituita ovviamente anche quella della Ginestra, che fra l’altro ha bisogno di molte manutenzioni, entrambe non avranno alcun valore. Il battipista e la motoslitta sono da rottamare e l’albergo avrebbe bisogno di tante di quelle ristrutturazioni che sarebbe più logico abbatterlo e ricostruirlo. In pratica il Comune di Fano Adriano acquisterebbe un cumulo di macerie.

Il Sindaco Luigi Servi dovrebbe invece diffidare e intimare alla società Gran Sasso Teramano di rimuovere la seggiovia dell’Abetone, quella della Ginestra e portare via tutte le attrezzature.

Analizziamo adesso la situazione ai Prati di Tivo. Il Comune di Pietracamela ha manifestato l’interesse per l’acquisto delle proprietà della Gran Sasso Teramano dei Prati di Tivo ovvero, la seggiovia del Pilone, la seggiovia quadriposto, i due battipista, le motoslitte e un impianto di innevamento artificiale mobile. Visto che la Gran Sasso ha mostrato i muscoli e ci sta prendendo in giro, adesso è il Comune e l’ASBUC di Pietracamela che dovrebbero fare un passo deciso. La Gran Sasso Teramano non ha rispettato le norme contrattuali e pertanto la concessione per l’uso dei terreni è scaduta: Comune e ASBUC perciò dovrebbero intimare alla Gran Sasso Teramano la rimozione delle due seggiovie e di tutte le attrezzature, in quanto non hanno più il titolo concessionario.

Visti l’inerzia ed il modo provocatorio della Provincia di gestire la seggio-cabinovia, il Comune e l’ASBUC di Pietracamela dovrebbero intimare alla Provincia di rimuovere l’intero impianto della seggio-cabinovia, visto che il bravo Presidente Di Bonaventura, tempo fa, dalle pagine di un giornale ha tuonato che “se mi non mi fanno aprire la seggio-cabinovia la smonto e la porto a Monte Piselli”. Questa non è utopia e, se vogliamo uscire dal tunnel, non abbiamo altre scelte.

Certo, per Prati di Tivo sarebbero anni duri, ma anche quelli che sta vivendo non sono certo facili e, con degli investitori seri, si potrebbe realizzare una seggiovia quadriposto in sostituzione della seggio-cabinovia che ha, fra l’altro, dei costi di gestione proibitivi e con una sola seggiovia a due posti si potrebbe coprire l’area attualmente occupata dalle due seggiovie. Un tapis roulant potrebbe sostituire il vecchio skilift baby, servendo così l’hotel Miramonti. Facendo in questo modo, dopo un paio di anni, si potrebbe rivedere il sereno con una società seria che gestisca gli impianti e non vedere affidare beni pubblici a gestori inaffidabili.

Quindi, per concludere, tanto vale allora che la società Gran Sasso Teramano fallisca e che si riesca a mettere la Provincia e la Gran Sasso Teramano alla porta. Mi auguro che questo sasso provochi qualche effetto nelle acque chete del pantano dei Prati di Tivo.

Vi ringrazio per l’attenzione, restando in attesa di un gradito cenno di riscontro. Molto cordialmente.

14
La non riapertura degli impianti ai Prati di Tivo ultima modifica: 2022-03-12T05:56:00+01:00 da GognaBlog

11 pensieri su “La non riapertura degli impianti ai Prati di Tivo”

  1. 11
    albert says:

    Un centro sci fondo che non nomino chiede scusa ai clienti , rammaricandosi che causa lo scarso afflusso e l’aumento del costo carburante , da metà marzo batteranno le piste solo al  fine settimana.La neve ancora resiste dato che l’esposizione al sole e’quasi assente e la valle ,chiusa in fondo a sud  ed incassata tra alte pareti orientate   come un meridiano è un tempio del gelo. Questo e’ vero green  e non solo greenwashing. Altri centri si vantano di rispettare il contratto:battitura piste  ogni sera. Costo del ticket doppio.

  2. 10
    albert says:

    https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2022/03/16/news/caro-energia-e-poche-presenze-la-regione-friuli-venezia-giulia-anticipa-la-chiusura-della-stagione-sciistica-1.41304654
      alla fine il mercato ha sempre ragione..meglio per gli scialpinisti.Non e’ da scartare la possibilià di nevicate abbondanti pure in aprile..persino maggio..

  3. 9
    Cristiano says:

          Amanda says:
    13 Marzo 2022 alle 22:58

    Francamente senza è molto meglio, eliminiamo quella massa di “merenderos” che di montagna non sanno nulla e mettono solo in pericolo loro stessi e il soccorso alpino. Chi vuol salire gamba e testa!Poi vedi in trentino o al nord in generale, bellissime montagne ma piene di impianti.. Uno scempio in pratica. Alla fine il nostro  Abruzzo wild ci piace quasi così, nel senso che andrebbe valorizzato con sentieri e rifugi per richiamare turismo. Si dovrebbe investire più su questo a mia opinione.Capisco d’altro canto l’esigenza economica..
    Rispondo ad Amanda: i merenderos non li fai sparire. Se togli la funivia i merenders non spariscono, semplicemente cambiano modus operandi. Si creeranno nuove figure professionali quali accompagnatori di MM o guide AIGAE che offriranno loro brevi, se non brevissime passeggiate adatte a tutti che riempiranno di imondizia e di gente ogni posto libero nei pressi dei prati di Tivo, rischiando che la cura sia peggiore della malattia. Prati di Tivo ha sbagliato ENRMOEMENTE a fare una funivia ultramegadimensionata. Ma ora c’è fatela funzionare. Smontare per ricostruire è ulteriore spreco di denaro pubblico e segno di inefficienza di chi lo gestisce e mancanza di lungimiranza.  Poi vorrei dire una cosa a chi vive di tursimo nelle nostre montagne. Il gran Sasso è piccolo, è un PUNTINO! smettiamola di vedere le dolomiti come esempio! il Corno Grande e il Corno Piccolo messi insieme sono grandi meno della metà del Gruppo Sella! è più piccolo del Sassolungo! Quindi la soluzione per incrementare il turismo ( e quindi anche dei merenderos) è quella di delocalizzare l’ooferta sentieristica con sentieri puliti e fruibili che traversano da paeseino a paesino, da valle a valle, senza INTASARE ulteriomente il povero sentiero che va al rif. Franchetti che versa in condizioni PIETOSE. La crescita turisita del Corno Grande e Corno Piccolo è già arrivata alla saturazione. La verità è questa. Quindi gli albergi ai prati noo possono sperare ad un ulteriore aumento di turismo basato sul Corno Grande e Piccolo. Devono puntare a fare albergo diffuso tra il versante di Isola del GS e Intermesoli e Fano Adriano e Lago della Provvidenza: 3gg ai prati, 2gg a Intermesoli, e 2 al lago Provvidenza e impianti di Prato Selva. Solo così si può puntare ad un reale e possibile e sopratutto ecosostenibile aumento di turismo. Il campanilismo di Prati di Tivo ne determina la morte. Il Corno grande è un PUNTINO…non è il monte Bianco….

  4. 8
    alberto says:

    https://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2022/03/14/news/accordo-sulla-realizzazione-della-galleria-pala-rossa-intervento-da-25-milioni-1.41299326
     Questi son soldi ben spesi!Penso siano d’accordo tutti quelli che da decenni han percorso quella strada…negli anni 50 sembrava una carretera adatta  a location film “vite vendute”.     Resta ancora una serie di strettoie e curve su baratro..se si incrociano due pullman o camion tir son cavoli. Su vecchio casco da moto obsoleto  e  zaino, porto ancora le scalfiture e taglietti provocati da scarica di sassi in quella zona..e per fortuna erano di piccole dimensioni.Pure una guida Tamari di Pellegrinon e Franceschini, depositata in cima allo scomparto dello zaino, ha una sbrega sulla copertina  derivante da quella caduta sassi, altre auto ebbero il parabrise infranto.Fa da gemella alla galleria stradale che  immette nell’Agordino..e ancora  ne mancano .Le scariche sassi sono dispettose e una mano  cretina la danno  i piromani che hanno distrutto ettari di bosco sovrastante le statali.Per la infestante  processionaria del pino  che salta all’occhio dei compagni di viaggio , nessuno fa niente.

  5. 7
    Amanda says:

    Francamente senza è molto meglio, eliminiamo quella massa di “merenderos” che di montagna non sanno nulla e mettono solo in pericolo loro stessi e il soccorso alpino. Chi vuol salire gamba e testa!
    Poi vedi in trentino o al nord in generale, bellissime montagne ma piene di impianti.. Uno scempio in pratica. Alla fine il nostro  Abruzzo wild ci piace quasi così, nel senso che andrebbe valorizzato con sentieri e rifugi per richiamare turismo. Si dovrebbe investire più su questo a mia opinione.
    Capisco d’altro canto l’esigenza economica..

  6. 6
    LUCIANO Pellegrini says:

    Ma a MONTE PISELLI,1650 METRI QUANDO E… QUANTO NEVICA?

  7. 5
    alberto says:

    4)  ricordo  Alberto  Tomba che ,in qualche  filmato sui suoi allenamenti,    veniva tirato su  da quad cingolati  o moto slitte , ve ne sono pure di elettrici .  Sarebbe una manovia senza cavi e colonne e rotori.. con un  parco adeguato alpicco di domanda e tempi di attesa accettabili,di questi mezzic he potrebbero trainare piu’ di uno sciatore..Alcuni quad cingolati elettrici, avrebbero doppio utilizzo  su pista battuta o anche fuoripista  ed in escursioni estive, come appoggio a persone disabili. Con uno di questi  un Alpino rimasto ferito, e’ salitosul Monte  Rosa, con accompagnamento di altri  esperti ( guide o altri alpini). https://www.ilgiorno.it/como/cronaca/luca-barisonzi-1.79367.Rimango dell’idea che ad inizio  carriera sciistica, una serie di  vari dislivelli  saliti a : scaletta, spina di pesce, pelli di foca, passo pattinato altenato o a doppia spinta..poi farebbe accettare ticket molto piu’ costosi…per meno discese.

  8. 4
    Giorgio Daidola says:

    Gli impianti del Gennargentu in Sardegna non versano in migliori condizioni. Quelli addirittura non hanno mai funzionato, sono nuovi fiammanti. È stata costruita appositamente una strada per raggiungerli, ora piena di buche. Quello che non capisco è perché nei politici regolarmente eletti ci siano così tanti cretini, davvero inspiegabile. È comunque tutto lo sci servito da impianti che va ridefinito in modo un po’ più intelligente e lungimirante. Non bastano i diseducativi tapis roulant suggeriti da Iannetti, è con gli skilift e le manovie che si impara a sciare, non stando fermi come mummie su di un tappeto artificiale. Non bastano gli impianti per l’innevamento artificiale, ci vogliono impianti leggeri che costano poco, da far funzionare solo quando c’è la neve vera, altrimenti si va a fare passeggiate a piedi, da soli o accompagnati da bravi professionisti.
     

  9. 3
    alberto says:

    https://www.radiopiu.net/wordpress/seggiovia-di-frassene-reperti-in-vendita-ma-non-tutto-si-demolisce/
    ma la vecchia seggiovia SI’…visti enormi rotoli di cavo arrugginito    depositati su piazzale parcheggio…  adesso non rimane che spostarli in fonderia..piano piano, nun ce sta fretta.!          rifugio Scarpa Gurekian  ed escursioni Agner.. riservate a  generazioni di prestanti  o giovanili.

  10. 2
    Paolo Gallese says:

    Si chiama accanimento terapeutico. È un male endemico delle mie montagne…
    Sono felice di essermele godute libere e selvagge da giovane.

  11. 1
    albert says:

     Scavare buche e poi riempirle, sarebbe meglio!Meglio ancora elargire soldi per non fare!

La lunghezza massima per i commenti è di 1500 caratteri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.