Dalle palestre storiche alle imponenti strutture multi-pitch, questi 16 paradisi artificiali per l’arrampicata potrebbero persino rivaleggiare con molte destinazioni di arrampicata “reali”. E’ il punto di vista dell’americano Owen Clarke che, quanto meno, si può dire abbia trascurato molti paesi, tra i quali certamente Canada, Francia, Spagna e Italia…
Le 16 palestre di arrampicata più fighe del mondo
di Owen Clarke
(pubblicato su climbing.com il 27 agosto 2025)
Negli anni ’80, ’90 e per gran parte dei primi anni Duemila, le palestre di arrampicata su roccia erano poco più che sale di allenamento dove gli scalatori affinavano le proprie abilità in preparazione ai loro obiettivi su roccia vera. Ma quei giorni sono ormai lontani. Oltre il due percento della popolazione statunitense ha arrampicato indoor almeno una volta nell’ultimo anno. Un sottoinsieme crescente di scalatori abituali (fino al 30%, secondo alcune stime) arrampica esclusivamente indoor. E sono molti di più quelli per cui le gite all’aperto sono rare vacanze rispetto alle escursioni quasi quotidiane sulla plastica.
Nonostante le lamentele di alcuni vecchi re dell’arrampicata, la recente proliferazione di grandi e sfarzose palestre di arrampicata è semplicemente una naturale conseguenza della crescita demografica del nostro pianeta e della crescente popolarità del nostro sport. Significa anche che molte palestre indoor sono diventate mete di fama mondiale a pieno titolo, degne di una visita tanto quanto una leggendaria falesia sportiva o un sito boulder. Di seguito sono elencate 16 delle palestre di arrampicata più belle del mondo, senza un ordine particolare.

1. Centro di arrampicata Innsbruck, Austria
Non potremmo stilare una lista delle migliori palestre di arrampicata del mondo senza menzionare il Kletterzentrum Innsbruck (meglio conosciuto come “KI”, per noi americani; la prima parola mi mette ansia). Questo vasto centro di allenamento di Innsbruck è spesso considerato la migliore palestra di arrampicata del mondo, per via delle sue dimensioni. Il Kletterzentrum si estende su 5.500 mq di superficie di arrampicata – e varietà – con oltre 550 vie attrezzate e più di 200 boulder. L’ambiente è di livello mondiale ed è anche la palestra più grande mai costruita in un’unica soluzione. Il KI è una tappa obbligata se vi trovate a Innsbruck.

2. B-PUMP Ogikubo, Giappone
Il Giappone sforna arrampicatori diabolicamente forti come una catena di montaggio, e quando si visitano palestre come B-PUMP Ogikubo, è facile capire il perché. Con una ricca storia che risale al 1993, la catena B-PUMP gestisce ora una mezza dozzina di palestre in tutta Tokyo.
La palestra di Akihabara è la più grande del paese, ma la sala di boulder Ogikubo è forse la più iconica, grazie alla sua attenzione all’arrampicata di alto livello, all’allenamento e all’ambiente creativo e variegato. Non mancheranno i professionisti giapponesi dell’IFSC durante una visita a B-PUMP. Lasciate l’ego fuori dalla porta: i problemi sono notoriamente ardui, persino per i giapponesi.
3. CATS Gymnastics, Colorado, USA
Palestre più moderne potrebbero oscurare la storica palestra CATS (Colorado Athletic Training Center) di Boulder, ma merita comunque un posto in questa lista solo per la sua storia. Fondata nel 1988, la CATS è una delle più antiche palestre di arrampicata del Nord America. La Vertical World di Seattle la supera di un anno.
Costruita dal ginnasta e scalatore Robert Candelaria, questa palestra funge tanto da centro di allenamento per la ginnastica quanto da palestra per il bouldering. Per quanto riguarda l’arrampicata, il CATS si concentra fortemente sull’allenamento e la preparazione agonistica dei giovani, piuttosto che sull’arrampicata amatoriale. Grandi campioni americani, da Brooke Raboutou a Daniel Woods, si sono allenati qui, e praticamente ogni scalatore del Colorado ha affrontato, prima o poi, la parete del CATS.
Come potete vedere, le prese sono pessime, la densità è assurda e le pareti non vengono mai ripristinate, il che significa che potete mettervi alla prova su vie V14 che sono state scalate per la prima volta decenni fa, come Bubble Wrap (V13/14), salita per la prima volta da Daniel Woods nel 2013.
4. Climb BlueSky, Kenya
La prima palestra pubblica di roccia dell’Africa orientale, Climb BlueSky a Nairobi, potrebbe non avere strutture di livello mondiale, ma è degna di nota per il modo in cui ha coltivato il nostro sport, ampliando l’accesso all’arrampicata in Africa. Sono disponibili sia il bouldering che l’arrampicata con la corda, e la palestra offre corsi, oltre a gite di un giorno in falesie come quelle del Parco Nazionale di Hell’s Gate e delle Lukenya Hills. BlueSky organizza anche una gara annuale di arrampicata, JamRock.
5. CopenHill, Danimarca
La parete esterna di CopenHill, alta 85 metri, si trova sul lato di un edificio nel centro di Copenaghen ed è la parete di arrampicata commerciale più alta del mondo. Esistono certamente pareti artificiali più grandi, come la Diga del Luzzone (sotto), ma CopenHill si aggiudica il titolo di parete “palestra” più alta del mondo. La parete, larga 10 metri, presenta cinque linee di arrampicata con due vie per linea (10 in totale). Per raggiungere la cima bisogna arrampicare su quattro tiri di 20 metri ciascuno.
Tuttavia, questa non è una palestra per principianti. Per scalare la CopenHill è richiesta una certificazione per vie lunghe. Sebbene la via più facile sulla parete sia di 5.9, la maggior parte delle vie è più impegnativa, con difficoltà fino al 5.12c (1).
6. Excalibur, Klimcentrum Bjoeks, Paesi Bassi
L’imponente guglia Excalibur, alta 37 metri, nella città olandese di Groningen, è spesso considerata la struttura di arrampicata a monotiri più alta del mondo. (Per quanto ne so, la torre di 42 metri a Banning Mills in Georgia è in realtà la migliore, ma per pura visione e valore estetico Excalibur è imbattibile.) La silhouette della torre è estremamente imponente, con i suoi 11 metri di strapiombo dalla cima alla base. La struttura offre sia vie con corda dall’alto che vie da capocordata fino al 5.13c.

Excalibur fa parte del centro di arrampicata Klimcentrum Bjoeks , che dispone anche di un parco boulder all’aperto con oltre 200 passaggi su massi permanenti in cemento. Secondo il sito web di Bjoeks, il campeggio sull’erba sotto la torre è gratuito e, su richiesta, è possibile anche pernottare al suo interno. La palestra è dotata di docce e di un angolo cottura con forno a microonde e frigorifero. È una palestra di riferimento, se proprio dovesse essercene una.

7. Ouray Ice Park, Colorado, Stati Uniti
Aperto ogni inverno dal 1994, l’Ouray Ice Park è la più grande struttura artificiale per l’arrampicata su ghiaccio al mondo. Ospita ogni gennaio il leggendario Ouray Ice Festival e ospita oltre 200 percorsi di arrampicata su ghiaccio e misto lungo i 2,7 km della gola di Uncompahgre.
Il parco di ghiaccio è aperto per circa tre mesi all’anno, di solito da metà dicembre a fine marzo, a seconda delle condizioni. Sorprendentemente, l’ingresso al parco è gratuito per tutti gli scalatori, anche se i soci paganti hanno accesso anticipato al parco ogni giorno e le donazioni sono sempre ben accette. Sebbene il parco non offra corsi di arrampicata su ghiaccio, è possibile trovare una guida locale che vi accompagni o iscriversi a un corso durante i festival che il parco ospita. In breve, è un ottimo posto per iniziare questo sport se non avete mai scalato su ghiaccio prima.
8. The School Room, Inghilterra
La misteriosa English School Room è accessibile solo su invito, quindi probabilmente non ci andremo ad arrampicare tanto presto. Ma per quanto riguarda le palestre, sarebbe difficile sostenere che esista un luogo più iconico in assoluto al mondo. Quasi tutti coloro che erano qualcuno nel Regno Unito negli anni ’90 e 2000 – Ben Moon, Malcolm Smith, Rich Simpson, Stuart Cameron, Jerry Moffatt – si sono fatti le ossa qui. Oggigiorno, stelle come Jim Pope, Molly Thompson-Smith, Aidan Roberts e Will Bosi continuano a visitarla.
In sostanza, la School Room è stata lo strumento che ha affinato gli atleti britannici più duri, spingendoli ad uscire e affrontare alcuni dei primi 5.14 al mondo. È stata anche la culla del leggendario MoonBoard (2). Costruita nel 1993 nella Anns Grove School, la School Room è oggi ricostruita e operativa in un nuovo magazzino di proprietà di MoonClimbing. Se per voi “cool” è sinonimo di squallido, eccentrico, storico e duro, questa è sicuramente tra le palestre più cool del pianeta (insieme a CATS).
9. Edinburgh International Climbing Arena, Scozia
Costruita all’interno di una cava riconvertita nei pressi di Edimburgo, in Scozia, l’Edinburgh International Climbing Arena (EICA: Ratho) offre un’interpretazione unica dell’arrampicata indoor, con un’arena con tetto in telone che sembra un mix tra una falesia all’aperto e una palestra.
Oltre a diverse centinaia di passaggi con corda e boulder su roccia sintetica, 65 vie di roccia costeggiano l’esterno della cava di dolerite, tra cui classici sia tradizionali (Shear Fear (E2 5c/5.10b), Wally 1 (E2 5c) che sportivi (The Corrieman (6b+/5.10d), King Silly (7a+/5.12a). Oltre all’arrampicata, l'”arena” ospita un bar e offre anche percorsi di arrampicata aerea, corsi di fitness e un’area giochi per bambini. Devo dire che arrampicare all’aperto in una palestra di arrampicata è davvero fantastico.
10. Parco di arrampicata Los Silos, Cile
La missione dell’organizzazione no-profit cilena Fundación Deporte Libre (Fondazione per lo Sport Libero) è quella di trasformare spazi urbani abbandonati in impianti sportivi pubblici. È esattamente ciò che hanno fatto con due silos di cemento abbandonati a Santiago del Cile nel 2018. Ora il “Parque de Silos” è una colorata palestra di arrampicata all’aperto, con 20 percorsi sportivi alti fino a 20 metri lungo le pareti dei silos, oltre a un boulder indipendente con una superficie di arrampicata di 46 metri quadrati.
L’arrampicata al Parque de Silos è gratuita 365 giorni all’anno e la palestra offre anche lezioni di arrampicata gratuite e noleggio gratuito dell’attrezzatura per la tecnica dell’arrampicata con corda dall’alto. È possibile anche l’arrampicata da capocordata, ma gli scalatori devono portare la propria attrezzatura. Oltre al Parque de Silos, la Fundación Deporte Libre gestisce altri 14 parchi pubblici gratuiti in tutto il Cile, tra cui altre pareti da arrampicata, uno skatepark e un rifugio di montagna sul vulcano Calbuco.
11. Diga di Luzzone, Svizzera
Questa non è una palestra di arrampicata vera e propria, ma se cercate un’arrampicata audace su prese artificiali, difficilmente troverete un posto più originale della Diga del Luzzone, alta 165 metri, che ospita la parete artificiale più alta del mondo. La diga concava è scalabile tramite una via di 5.10b completamente spittata, lunga cinque tiri, al costo di 20 euro a persona.
Gli ultimi 50 metri sono strapiombanti, quindi preparatevi a un’esposizione notevole! La base della parete non ha appigli, per raggiungerli avrete bisogno di una scala (chiusa alla base della via), alla quale potrete accedere dopo aver pagato la quota di partecipazione.
12. Gneis Lilleaker, Norvegia
Questa palestra di Oslo ospita pareti non più alte di 15 metri (munite di corda), 15 soste autobloccanti e tanto bouldering e allenamento, ma è la posizione a renderla unica. Le pareti di Gneis Lilleaker sono ospitate in un ampio atrio vetrato con vista su una cascata e sul fiume Lysakerelven. Secondo lo YouTuber Magnus Midtbö, Gneis Lilleaker è “la palestra di arrampicata più bella del mondo”.
13. The Cave a CityROCK, Colorado, Stati Uniti
Ospitato in un ex cinema, il CityROCK di Colorado Springs è una vera e propria palestra di arrampicata, con percorsi su corda lunghi 13 metri fino al 5.14 e boulder di difficoltà V12. Tuttavia, il simulatore di speleologia , soprannominato “The Cave”, è un’esperienza unica nel suo genere in qualsiasi altra palestra di arrampicata al mondo.
Un pozzo verticale di 12 metri e 68 metri di passaggi sotterranei si snodano attorno e sotto al CityROCK. L’obiettivo è procedere con cautela. I sensori nei tunnel artificiali sottraggono punti se si tocca una stalattite o ci si avvicina troppo a un dipinto rupestre, costringendo a muoversi con la precisione di uno speleologo.
Una volta usciti, alla fine potrete confrontare i punteggi per vedere chi del vostro gruppo ha fatto il lavoro migliore senza lasciare traccia. Le telecamere per la visione notturna permettono anche agli amici di osservarvi mentre siete nelle grotte. Certo, The Cave è più una novità per feste di compleanno, scuole e campi estivi, ma funge anche da campo di addestramento per speleologi esperti, vigili del fuoco e squadre di soccorso in grotta. E questo rende CityROCK sicuramente unico.
14. Area 47, Austria
L’Area 47, nella valle tirolese dell’Ötztal, è un vasto parco avventura all’aperto che offre un’ampia gamma di sport estremi, tra cui rafting, speleologia, mountain bike, canyoning, wakeboard e bungee jumping. Dispone anche di una torre di arrampicata all’aperto alta 27 metri, con percorsi fino al 5.13b. La parete è aperta dalle 9 alle 21, offre sia percorsi con autoassicurazione che con guida al seguito e costa solo 8 €.
Dopo una calda mattinata trascorsa sui “lead” della parete, gli scalatori possono rinfrescarsi nella “Water Area” del parco. Oltre agli scivoli e alle altre attrazioni del parco acquatico, la zona acquatica offre una parete per il deep water soloing costruita direttamente sul lago.
15. Fliegerhalle, Germania
Il nome della Fliegerhalle di Bubenheim, che traduce dal tedesco “hangar per aerei”, è azzeccatissimo. Ospitata all’interno di un enorme ex hangar militare semicilindrico, la palestra è dominata da un enorme arco centrale indipendente. Questo fulcro architettonico offre una quantità impressionante di arrampicata ripida e sostenuta, oltre al bouldering, come non se ne trovano in nessun’altra palestra al mondo. Le dimensioni dello spazio consentono una grande quantità di vie e un’atmosfera unica e aperta. Oltre all’hangar interno, la struttura ospita anche una torre esterna con due colonne per salite “lead” e un grande boulder indipendente.
16. La Cueva, Bolivia
Sebbene la Bolivia sia famosa per ciò che offre agli alpinisti, anche in questa imponente nazione andina si trovano numerose possibilità di arrampicata su roccia. Situata a La Paz, La Cueva (“La Grotta”) offre tre pareti da bouldering (due indoor e una outdoor). È anche il punto di riferimento ideale per gli scalatori che desiderano esplorare la vera roccia boliviana. Sebbene l’ambiente e la palestra in sé non siano niente di speciale, la posizione è sicuramente unica. La Paz si trova a un’altitudine di oltre 3600 metri, il che la rende la capitale più alta del mondo. La Cueva potrebbe essere la palestra di arrampicata più alta del mondo, quindi allenarsi qui rappresenta una vera sfida fisiologica.
Note
(1) CopenHill ha diverse aree di arrampicata, ma ad agosto 2025 la parete esterna per vie lunghe è stata temporaneamente chiusa, in attesa di un’analisi dei rischi. Rimani aggiornato sul sito web della palestra.
(2) Il MoonBoard è un sistema standardizzato di allenamento per l’arrampicata su boulder ideato per permettere agli arrampicatori di tutto il mondo di condividere, ripetere e confrontare problemi (sequenze di movimenti) su una parete comune.
Scopri di più da GognaBlog
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.














Oggi mi è arrivato questo dalla palestra dove sono i iscritto. Marketing un po’ sommario visto che è arrivato anche a me. Ma non importa, non voglio giudicare, va bene così, molto meglio di tante altre forme di divertimento con musica dal vivo. Certo un po’ colpisce chi andava ai giardinetti di Porta Venezia sul conglomerato finto tra la curiosità dei bimbi dell’asilo lì vicino. Ma lo metto solo per documentazione su cosa succede nel mondo dell’arrampicata indoor urbana che ha raggiunto ormai numeri notevoli.
https://www.redbull.com/it-it/events/red-bull-ivy-2026
44. A parte che una palestra in Olanda o ad arco non fa molta differenza …non capisco lo scatto isterico
Ci arrampichiamo su tutto quindi si,ma certo sognando un posto altrove meno alieno nelle forme.
44. In questo elenco rientra anche pretendere di utilizzare l’auto per qualsiasi spostamento, o pretendere (anche andando a piedi) di mangiare un gelato. O scegli tu cosa. Voglia o no tutto è collegato, oppure vai a fare l’eremita. Fermo restando che l’offesa gratuita era evitabilissime.
@44 Giovanni, fossi in te mi farei curare sai?
Qual’è il motivo per mandarmi affanculo?
@Antonio, non sto parlando di ecologia, ma semplicemente di possibilità.Se abiti in Olanda e hai la passione per l’arrampicata, come fai?
Per essere chiari : non tutte le attività motorie verticali devono per forza chiamarsi arrampicata….
1 io sono un gran estimatore dell’allenamento e negli anni ho sperimentato tutti quello che via via veniva proposto e devo dire che oggi ci sono possibilità veramente di alti livello.
Dovrebbe essere più chiaro ed evidente all’utente quali sono le offerte proposte ..dal tipo di tracciatura agli strumenti presenti
Comunque condivido quello che dice Mereu: pur nell’ambito dei Climbing Dome urbani ci sono strutture accettabili per il loro impatto e e le loro forme e altre eccessive, brutte e invasive. Molto dipende anche dal contesto nel quale sono inserite, di solito le periferie ex industriali, e si tratta di nuove costruzioni o “riciclaggi” di vecchi edifici. Alcune “sperimentazioni” ardite dal punto di vista architettonico e strutturale sono magari accettabili in contesti totalmente artificiali alla Dubai ma meno in contesti di antiche città industriali europee. Che poi questo tema del contesto è anche al centro della diatriba sul belinone colorato d’alta quota. Magari un po’ più di discrezione avrebbe creato meno dibattito. Qui sfioriamo inoltre la controversa questione della rigenerazione urbana, le opinioni possono essere diverse ma alcune cose sono davvero inguardabili.
Ma certo Andrea, a tutti deve essere permesso di fare tutto: arrampicare in Olanda, sciare a Dubai, ice-climbing a Acapulco, surf da hola in Mongolia, mondiali di calcio alle Faer Oer
Ma vaffan….. va!!!!
Parliamo delle realtà urbane. La quota principale del pubblico delle palestre indoor di arrampicata è sotto i 35 anni. Ho pensato a me quando avevo 30 anni e abitavo a Milano, alla fine degli anni ‘70 e lavoravo duramente fino a tardi. Dove andavamo alla sera dopo il lavoro ad allenarci in vista del weekend? Si andava in una palestra tradizionale (bruttina) a tirar su pesi, a correre al campo XXV aprile illuminato di sera e ai giardinetti di Porta Venezia ad arrampicare sul finto conglomerato. Se ci fosse stato un luogo dove con un costo medio per ingresso di 5/6 € si poteva arrampicare, usare attrezzatura da palestra, fare le ripetute su un tappeto avanzato della Tecnogym anche quando piove e fa freddo, farsi una doccia e poi bere una birra e mangiare qualcosa con gli amici dove saremmo andati? E questo diciamo vale per il pubblico “misto”. Prendiamo gli “esclusivisti”. Sei un ragazzo o una ragazza, studi o lavori, magari da remoto, non hai tanti soldi per fare molti spostamenti, vuoi fare attività fisica hai diverse possibilità dalla palestra classica, alla piscina, ai campi di atletica ma c’è anche un posto dove si fa questa cosa di cui ti hanno parlato come di soddisfazione sul piano fisico, l’indoor climbing, sfidante ma senza rischi e poi un luogo che offre tutte quelle cose di cui sopra e in più magari incontri con potenziali partner….beh ci vai a provare e ti piace. Ti dicono che potresti andare anche fuori,in montagna o in falesia, ma a te piace stare in città senza muoverti con l’auto e non dipendere dal tempo atmosferico e non vuoi rischiare e ti trovi bene nella tua grande cuccia calda…perché no. Poi ci sono i bambini, accompagnati da genitori o nonni….I parchi cittadini sono sporchi e mal frequentati, il nonno non mi porta volentieri, potrei andare a nuotare..bello ma che palle…qui mi diverto un sacco, faccio casino, su e giù, grandi salti sui materassai..dai …una figata…poi facciamo anche le gare. Ecco qua, il gioco è fatto…10.000 iscritti, poi magari ci faccio anche una piscina di fianco e allora è fatta…sbanchiamo. La contemporaneità urbana ha i suoi vantaggi, qualcuno potrebbe anche dire compensativi, però per molti ancora la città è il luogo dove per scelta o per necessità vivono la parte principale del loro tempo e cercano di adattarsi. I Climbing dome sono un’opzione sul piatto.
Ma certo Andrea più che giusto e nessuno mette in discussione le tonnellate di cO2 risparmiate ma che centra l ecologia con l estetica, se a Kandinsky preferisco Manet mica è un problema di schizzinosaggine…
Ho letto commenti di chi, in modo molto schizzinoso repelle strutture come quella olandese.Se voi foste olandesi, dove la struttura naturale dove arrampicare penso sia a qualche centinaia di km, sareste altrettanto schizzinosi?Io penso che se abitassi là applaudirei a chi ha pensato ad una struttura come Excalibur. Ma anche semplicemente a Modena, considerando il tempo necessario per arrivare a qualche bella falesia, poter fare tiri di 40 mt in città mi bacerei i gomiti!
Roberto non faccio confronti : parlo d estetica e solo a quella mi riferisco.Se invece ci si inoltra nelle tante tipicità e caratteristiche è si interessante ma non mi inoltro .Qualcuno li ha definiti ciulodromi, altri preparatorii pscicofisici …bene!non vedo nulla di male in questo anzi più che normale visto o sentito i ferormoni che vi aleggiano.
Confesso non vivo su Selene ma mi piacerebbe!
Per quanto invece i paragoni sexy penso più a clienti di bordello paragonati a cercatori di sensualità carnale ma gratis!
Le incarto questa nuova sul 6b? O la vuole a fette?sciolta…no no scelgo una lattina spray di libertà sul 6c / 7ª…
Faccia in fretta che si sta rioccupando e non dimentichi il numerino…
Regattin : il dato l’avevo preso da un sito USA. Il titolare della palestra urbana che conosco me lo aveva confermato anche per i suoi clienti . Sono d’accordo con te che le percentuali probabilmente variano a seconda dei luoghi. Anche avere dati sui costi sarebbe interessante. Ci darebbe un’idea delle dimensioni del fatturato. Vista la presenza di molti bambini e ragazzi ai quali viene chiesta visita medica c’è anche una funzione di presidio della salute pubblica socialmente utile, come anche per altre attività sportive. Non trascurabile, almeno per i maschi, da quando non c’è più la visita di leva obbligatoria. Mi sembra, almeno in Italia, che sia più diffuso il modello essenziale diciamo così: le finte rocce sono state smontate nelle palestre che ho visto io. Non so se per ragioni funzionali o estetiche o di spazio. Vedo che aumentano i meccanismi di auto/assicurazione anche nel lead che permettono di fare da soli. Sarebbe anche interessante capire chi sono i tracciatori. Non sono pochi i ragazzi che lavorano in questo business ricavandone da vivere. Mereu: capisco il tuo punto di vista, ma devi dimenticare il confronto con la montagna, casomai devi farlo con le palestre classiche urbane, quelle delle catene grandi o piccole, perché ormai le catene sono dominanti, luoghi spesso più “brutti” e claustrofobici con file e file di macchine come catene di montaggio.
Pasini al 27. Credo che questo percentuali siano piuttosto variabili in base alla provenienza del campione. In aree dove l’arrampicata outdoor è ben radicata e le falesie si raggiungono rapidamente (la mia regione ad esempio e le aree prealpine), l’indoor (per esperienza diretta e di tutti i climber che conosco) viene utilizzato il più delle volte come uscita infrasettimanale e quando le condizioni meteo rendono l’outdoor complicato o impossibile. Ciò non toglie che ci sia qualcuno che arrampica solo indoor, ma credo che nel caso riportato le percentuali si avvicinino più a 30 (solo indoor)/70 o anche 20/80 che a quelle dei dati da te reperiti, che credo siano più veritieri nelle sale delle grandi città.
Mah!
..saranno anche performanti, aggreganti/socializzanti e comodissime ma a me paiono tutto fuorché belle, anzi! Orribili si può ancora usare o devo usare termini più in voga?comprendo i vari perché nel uso dei colori e la tipologia strutturale che forse asssommate ne danno proprio il successo , sono sicuro che si potrebbe replicare molto meglio la roccia “artificiale” ma quella sarebbe banale bruttacopia , e allora lunga vita alla comodissima plastica e resina!
Il pezzo è firmato da Enrico Maioni, guida alpina e Scoiattolo di Cortina. Contiene anche una sintetica ma chiara definizione delle differenze tra indoor e outdoor climbing. Niente confusione. Nello stesso sito un manuale sulla sicurezza sull’indoor climbing e sui principali errori che possono generare incidenti anche gravi con link ai filmati di istruzione presenti in rete curati dai produttori. Esaustivo e accurato. Il mestiere è mestiere.
Il sito delle Guide di Cortina elenca 12 vantaggi dell’indoor climbing. In italiano e in inglese. Niente fantasie proto-falliche ne’ Brad Pitt. Il testo ha carattere promozionale ma mi sembra abbastanza esaustivo sulle motivazioni che stanno alla base del successo di questa attività. Non credo che un’indagine sociologica a campione scoprirebbe qualcosa di diverso. Aggiungerei però qualche specificazione sulle motivazioni alla frequentazione nelle grandi aree urbane, luogo dove si trovano i più grandi Climbing Dome. La comodità di accesso ad esempio e il ventaglio di attività possibili che comprende anche le attrezzature tradizionali da palestra consentendo un risparmio. Prima o poi penso aggiungeranno anche SPA e piscine. Che si tratta di un mondo e di attività molto diverse dall’andare in montagna e’ cosa ovvia, nessuno penso abbia dubbi in proposito, compresi gli utilizzati “esclusivi”. Non è li’ il tema di interesse di questo sviluppo.
https://www.guidedolomiti.com/en/climbing/benefits-of-climbing-gyms-in-the-dolomites/
30. Ho letto e riletto la tua interpretazione e anche il commento al 31. Ma se secondo te questo è perculare, allora alzo le mani e mi ritiro.
In ogni caso avete entrambi girato la frittata e non è arrivata la risposta su quale è il problema della frequentazione delle donne di una sala indoor. Se invece voleva sapere se per le donne la roccia è Brad Pitt e il sintetico è un dildo qualsiasi, allora siamo ancora più in basso di quanto pensassi.
Oh! Finalmente la voce della verità!
Merci beoucoup, Claudine!
L’escalade sur structure artificielle ? De belles performances physiques (et encore si le style est beau !). Rien à voir avec l’escalade en montagne ou sur des falaises. Quand arrêtera-t-on de les mettre en parallèle ?
Infatti Gio è propri così! Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano le donne delle palestre indoor. Se ci siete, battete un colpo!
@28 mi sa che hai interpretato il significato al contrario. All’inizio i commenti etano tutti sullo stile “una bella donna, una milf, una escort, una bambola di plastica blablabla” .
Nella risposta si perculano questi paragono…visto che in palestra ci sono tantissime donne e anche parecchio forti; se per noi la falesia è una milf, per loro cosa sarebbe?
La mia analisi del fenomeno è questa: il mondo dell’arrampicata indoor sarà sempre più grande e si dividerà sempre di più in 2 principali tipi di utenti a cui dovrà inevitabilmente essere dato il servizio atteso.
Chi scala su roccia a qualsiasi livello e in qualsiasi ambiente non potrà allenarsi nella bella sala boulder dove tracciano solo coordinativi. E viceversa.
Se pensate che oggi una sala allenamento che si rispetti deve avere almeno un Moon Board…. Che è stato inventato negli anni 80 ed stato commercializzato nel 2016 ….fa riflettere
12.”Quello che non capisco è perché ci vanno anche molte donne, che sono anche molto più forti degli uomini! Mi piacerebbe conoscere un loro parere!”
Siamo ancora a questo livello! E per quali validi motivi le donne non dovrebbero frequentare l’indoor, secondo la tua visione?
Secondo me bisogna partire dal fatto che si tratta di mondi separati con una convivenza piuttosto larga. I dati ballano tra 40% e 60% che va dentro e fuori. Quindi a spanne metà dei frequentanti sono un segmento a parte che persegue altri obiettivi e divertimenti. Confronti, paragoni non hanno molto senso dal punto di vista valutativo ma solo dal punto di vista descrittivo. Difficile che un nuotatore in mare aperto possa comprendere uno che non esce mai dalla piscina…eppure entrambi si divertono. A ciascuno il suo. Questo non toglie che quei luoghi che si sono evoluti da scantinati oscuri e puzzolenti a strutture sempre più grandi e complesse siano un fenomeno interessante della contemporaneità. Magari come altri non dureranno, ma per ora sono in crescita: ho visto un dato USA che parla del 15/18 % l’anno.
Ciao RobertoTi posso confermare che il boulder su struttura è stato decretato da un recente studio americano lo sport più completo dal punto di vista coordinativo/muscolare.Mi dicono che alcune squadre di Volley lo hanno inserito nella loro preparazione atletica generale e che sicuramente altri sport lo proporranno sempre come preparazione generale
Non è una novità assoluta perché so che già atleti del motocross utilizzavano l’arrampicata come preparazione atletica.Quello che posso dire a livello personale come preparatore atletico e’ che sono felice che l’arrampicata sia diventato uno sport indoor a se’ stante e che mantenga comunque per chi lo vuole il contatto con l’outdoor Sicuramente uno non esclude l’altro ma la platea di quello che ritengo sia un bellissimo sport/disciplina si è ampliata a dismisura e credo che per l’artificiale ci sia ancora margine
Per me che ci ho sempre creduto vedere questa rivoluzione, nella quale invece molti non credevano, non è privo di soddisfazione.
Si, ma se fosse un vetro e non ci fossero appigli e appoggi, pur piccoli, che la natura ha messo li, non si saliresti. Poi è chiaro che devi avere tecnica, talento e forza per poterli usare.
Mah!
Questa cosa degli appigli e appoggi messi a disposizione dalla natura vale al massimo fino al quinto grado.
Da lì in su se non sai scalare – quindi tecnica e allenamento e palestra – la natura ti dice ciao.
Come sempre i morti seppelliscano i loro morti.
Allenamento, si!
Bello, no? Per nulla!!
Viva la roccia.
Poveracci
Non credo che la gestualità sui muri sia spesso migliore che in natura. Io credo il contrario: l’arrampicata su roccia offre sensazioni uniche quando senti che ti muovi esattamente come la natura ti ha suggerito mettendoti a disposizione appigli ed appoggi. La paragono a quando un compositore mette insieme un bel pezzo di musica che non nasce in quel momento ma esisteva già e solo il mettere insieme lo rende vero e ascoltabile. Se ci pensate le pareti sono state per millenni davanti agli occhi degli uomini, offrendo un modo per salire, solo che noi ci abbiamo messo un po’ a scoprire che mettendo una mano lì e un peide là e girandosi in un certo modo si poteva salire dove non avremmo mai immaginato. Ma gli appigli ed appoggi sulla roccia non sono nati 50 anni fa, ci sono da millenni. Per questo credo che le sensazioni sulla plastica non saranno mai nemmeno lontanamento paragonabili.
Ottimo allenamento si….
La situazione è molto più complessa e variegata…(.lo Speed sta alla arrampicata come il parkour sta alle arti marziali ) Parere personale condiviso da molti…….dipende che attività si ha in mente di fare ….se ci si allena per ripetere vie dure …o blocchi duri o si va in palestra a fare salti e capriole….
Pero’ Ratman….a quanto pare le palestre indoor ravvivano antiche passioni nei vecchi climber. Adesso capisco perché i miei amici si offrono volontari per portare al pomeriggio i nipoti a lezione. Lo studio antropologico che io attendo con trepidazione non si chiamerà dunque” Tristi Tropici” ma “Allegri glutei”. Interessate l’analisi di Massari sul piacere specifico del gesto arrampicatorio rispetto ad altri gesti atletici, il nuoto ad esempio, gesto che comunque rimane al centro dell’attrattivita’ di queste attività indoor, insieme sicuramente alle altre componenti più sociali. Non ho competenze in campo psicomotorio ma sarebbe interessante andare a fondo sulle tre attività che si svolgono nelle palestre e sono anche specialità olimpiche: lead, speed e Boulder. Ho la sensazione che i movimenti connessi a ciascuna producano sensazioni diverse e quindi “piaceri” diversi. Ho notato ad esempio che lo speed attrae tantissimo i giovanissimi.
Ma si certo l’attività motoria specialmente se verticale ha comunque qualcosa di bello sempre. Il contesto è le finalità sono discutibili….andrebbero discusse…a mio avviso il paragone più suggestivo è questo : non possiamo zappare la terra con un clarinetto ne suonare Coltrane con la zappa….
Perché hanno tanto successo le palestre indoor?
Semplicemente perché tutti stanno capendo quanto è bello e soggettivamente armonioso con un po’ di pratica il semplice “gesto” dell’arrampicarsi e quanto sia rilevante il benessere fisico che esso areca sia a livello atletico che mentale anche isolandolo da quello che si può fare in natura.
In esso inoltre ciascuno trova una sua dimensione: allenamento per chi gareggia o per chi vuole performare su roccia o ancora semplicemente una forma molto aggregativa di fitness il tutto praticato senza dover fare grossi spostamenti dalle città.
Ma per tutti il passare dall’orizzontale al verticale mette in moto tutta una serie di adattamenti che ci traportano non solo fisicamente in un mondo parallelo dove il nostro orizzonte è sospeso in modo totalizzante tra due prese ed il movimento che le divide ed è spesso proprio l’incertezza di quell’attimo in cui non sappiamo se saliremo o precipiteremo a rendere tutto così interessante; reiterando poi il gioco avremo soddisfazione e rilascio di endorfine dal successo di una breve salita e coscienza del nostro limite dall’insuccesso ma comunque praticando la bellezza di un gesto sempre uguale e sempre diverso che anche senza il confronto con l’altro ha la sua ragione di essere.
Credo che a molti basti questo tipo di movimento e infatti tanti arrampicano solo sulla plastica dato che i muri attuali danno origine ad una gestualità che e’ spesso migliore che in natura.Poi sui paragoni di Marcello si può discutere all’infinito…
L’indoor ti skilla alla grande, soprattutto i bulder.
I circuiti sono più da boomer, ma anche loro insegnano a stare in parete.
Ormai le palestre sono dei ciulatorii, beati i giovani.
Può capitare che in un pomeriggio ci siano gruppi di amiche che scalano insieme che contano più ragazze di quante ve ne erano un tempo in tutto Torino.
La palestra che frequento io molto saltuariamente perché non vivo più in città ha 10.000 iscritti. All’inizio era un capannone un po’ sfigatello vicino alla tangenziale ora è un vero palazzetto dello sport. C’è dentro di tutto, come attrezzature e come frequentanti: dai bambini, ai portatori di handicap, ai residuati bellici come me, agli atleti…durante la giornata cambiano in continuazione gli scenari e il pubblico, dalla mattina fino a notte senza sosta..prima o poi diventerà h 24/7. Luogo di aggregazione, di allenamento, di formazione, di divertimento…così penso accada in tutti questi “Climbing Dome” urbani nel mondo: un terreno di studio interessante per un antropologo o un sociologo che volesse farci una tesi o una pubblicazione, che purtroppo non trovo. Non si era mai visto prima in questo segmento delle attività ludico/sportive.
Scusate errori fastidiosi grammaticali
A me a fatto un po’ pena come è scritto e quello che c’è scritto mi sembra molto superficiale. L’argomento sarebbe molto interessante.
Per quello che vedo è capisco io le cose stanno andando così. 1 sale d’arrampicata dove la finalità e l’arrampicata su plastica, finalizzate a quello
.2. sale da allenamento dove la finalità e l’allenamento per l’arrampicata su roccia.
Sale enormi dove le due salta possono coesistere ma gli utenti appartengono “tribù” diverse.
Esempio. Difficilmente uno scalatore solo indoor fa sessioni programmate al moonboard o al kilter.
Viceversa un arrampicatore “rock climber ” non si allena su blocchi Comp style( coordinativi moderni)….
Interessante il paragone che ha fatto Marcello Cominetti perché mi rende chiaro come mai gran parte dei maschi finisce per arrampicare nelle palestre indoor. Quello che non capisco è perché ci vanno anche molte donne, che sono anche molto più forti degli uomini! Mi piacerebbe conoscere un loro parere!
Al di là delle fantasie proto-falliche emerse dall’inconscio di alcuni commentatori 😜 il tema della plastica e della roccia è interessante. Il “belinone” d’alta quota è è il “plasticone” di bassa quota hanno un valore simbolico non indifferente e si prestano bene a illustrare un fenomeno al quale stiamo assistendo in questi anni. Da un lato, la citta’ sale in montagna e ci porta i suoi gusti estetici, i suoi riti, i suoi modi di vivere e di divertirsi…come è visibile da tempo peraltro nelle “città” di montagna alla Crans Montana. Una tendenza probabilmente destinata a crescere diventando le aree urbane sempre più calde e invivibili e aumentando sempre di più la quota di lavoro da remoto che svuota i mega-uffici cittadini. Dall’altro la montagna scende in città e si trasforma in mito, immagine pubblicitaria, spettacolo, abbigliamento elegante/sportivo, “ginnastica” e “destrezza” a imitazione dei nostri antenati primati, “experience” psicomotoria, come dice oggi il marketing dell’intrattenimento… Sul trasferimento della città in montagna ho letto recentemente con grande interesse il libro di Andrea Membretti “Diventare Montanari” sulle tre grandi migrazioni verso le terre alte delle tre classi sociali: l’upper class, il ceto medio, e il proletariato, prevalentemente di origine straniera che sostituisce il tradizionale proletariato alpino nelle attività manuali. Sarebbe bello che qualcuno scrivesse un nuovo “Il monte Rosa e’ sceso a Milano” non parlando della Resistenza ma della montagna di carta, di plastica e di goretex del guscio indossato sul set o nel parco cittadino, o scalando un edificio urbano con maglietta rossa (che si vede bene nelle riprese con lo sfondo monotono del vetro e dell’acciaio).
“Ah bè, se siete voi che capite i contesti, suma bin ciapà…”
Perché invece tu li capisci perfettamente…e in effetti il giudizio su una costruzione a Groningen (7 m slm) e una in località Ghiacciaio di Frebouzie (2835 m) è assolutamente paragonabile, visto che si basa sul medesimo metro.
Il tuo cervello.
Ah bè, se siete voi che capite i contesti, suma bin ciapà…
Aprire una via nuova è come farsi una vergine e le torri del Sella una milf ancora piacente!!!!!!!!!!
Guerini pubblicò nella notte dei tempi “Il gioco arrampicata in Val Di Mello” che conservo un po’ acciaccato dall’uso. Un titolo premonitore: il Gioco si è reso autonomo e ha creato i suoi luoghi di esercizio urbani. In qualche modo anche lo “spettacolo” di Honnold appartiene a questa dimensione. E’ una realtà, non più residuale e occasionale per allenarsi o quando piove ma “parallela”. Come sempre “felice colui che riesce a conoscere la ragione delle cose”. Prima di valutare, conoscere.
@5
Stupisce solo se dei c.d. “strepiti isterici” (che poi sarebbero legittime critiche) rivolti al belinone (cit.) non s’è capito il senso, né s’ha presente il concetto di contesto.
Il che, nel tuo caso, non stupisce.
Lungi da me riaprire un fastidioso dibattito, ma certo che stupisce il contrasto fra gli strepiti isterici per la forma a “tubo” del famoso bivacco e l’assoluto silenzio per la guglia Excalibur. Quello che si vede nelle foto n. 3, mi pare un abominio, quindi “tutto il mondo è paese”
Forse se si fosse tappezzato l’esterno del bivacco con delle prese d’arrampicata, i feedback sarebbero completamente diversi! Ci sarebbe la fila di climber che vogliono fare la traversata avanti e indrè lungo il tubo, tutta sul vuoto assoluto!
Modificherei un po’ la similitudine di Marcello.
Se arrampicare in montagna è come andare con la più bella donna del mondo, andare in falesia (o anche su una addomesticata multipitch, in realtà) può essere una bella escort e arrampicare sulla plastica è la “sensualità realistica senza compromessi” della bambola Tantaly in silicone.
A parte omissioni e altro, l’articolo ci ricorda che questo è ormai un mondo “a parte”, cresciuto in modo esponenziale in tutto il mondo negli ultimi quarant’anni, con numeri di utilizzatori e di fatturato, diretto e indiretto, veramente rilevanti. Un mondo che non esisteva, se non in modo embrionale, quando molti di noi hanno iniziato. Qui si parla di edifici, sarebbe interessante avere qualche analisi accurata e non solo aneddotica del mondo “umano” degli utilizzatori: caratteristiche, orientamenti e quant’altro. Si tratta di un fenomeno nuovo per le sue dimensioni e a quanto pare destinato a durare. Varrebbe la pena capire meglio. Se qualcuno ha suggerimenti di letture sarebbe meritorio condividerli. Grazie
Sostenere che una struttura artificiale è come una delle più belle falesie e come dire che andare a letto con una donna bellissima è lo stesso che farlo con un manichino in silicone che la riproduce identica.
Magari per certi è anche così.
Traduzione Neanderthaliana…..contenuti ?