Le moto sui passi delle Dolomiti UNESCO

Le moto sui passi delle Dolomiti UNESCO
di Enrico Maioni
(pubblicato su guidedolomiti.com il 1 maggio 2022)

Troppe moto sui passi delle Dolomiti?
Voglio con questo post esprimere la mia opinione, condivisa da molti e sicuramente invisa da altri.
Esercito da molti anni la professione di guida alpina, e soprattutto durante la stagione estiva mi trovo quasi tutti i giorni sulle nostre splendide montagne, famose in tutto il mondo, che a mio avviso dovrebbero essere un luogo di pace e tranquillità.

Purtroppo però, con l’arrivo di orde di motociclisti irrispettosi di questo magnifico territorio, è sempre più difficile godere del silenzio che contribuisce a rendere speciale l’ambiente montano. Il rombo delle moto sui passi delle Dolomiti, il più delle volte lanciate a grande velocità, si ode in ogni dove.

Se ciò non bastasse, con sempre maggior frequenza anche i raduni di auto sportive sono in continuo aumento. Novelli Schumacher si inseguono lungo i tornanti della strada, trasformata in un vero e proprio circuito. A giorni avrà luogo proprio qui a Cortina un nuovo raduno.
Leggo che si tratta di «una tre giorni all’insegna dei motori rombanti» e che «la colorata carovana partirà per un tour che attraverso curve e tornanti raggiungerà la prima tappa dell’itinerario: il Passo Giau, il celeberrimo valico alpino posto a 2.236 metri ». Qui il link alla notizia.

Comprendo la passione per la velocità, io stesso amo la guida sportiva, ma c’è un posto per ogni cosa. Alcuni miei amici, appassionati motociclisti, prenotano le loro corse nei vari circuiti italiani che offrono questo tipo di servizio.

Oltre al rumore, non dimentichiamo i rischi che si corrono percorrendo i passi dolomitici, quando i “valorosi” motociclisti sfrecciano indiavolati tra i tornanti. Ogni anno gli incidenti sono numerosi.
Il più delle volte ad avere la peggio è lo stesso centauro, ma spesso vengono comunque coinvolti anche coloro che guidano con prudenza.

Moto sui passi delle Dolomiti

Ma la cosa che più mi infastidisce è proprio il rumore delle moto e delle auto in corsa.
Che io stia arrampicando sui Lastoni di Formin o salendo lungo la nascosta parete ovest della Tofana di Rozes, il fastidioso, incessante rumore dei motori di auto sportive o moto sui passi dolomitici rappresenta un continuo disturbo a quella che dovrebbe essere una piacevole giornata tra il silenzio dei monti.

Ma come, mi chiedono spesso i clienti, non è questo un sito UNESCO? Non dovrebbe essere questo un luogo protetto, dove poter godere non solo di splendidi panorami, ma anche del sapore vero della montagna? E la Polizia? Non c’è forse in Italia un limite delle emissioni sonore in Db per le marmitte dei motoveicoli?
Pur frequentando regolarmente queste strade, non ho mai incontrato una pattuglia sui passi dolomitici.

Bisogna anche dire che, tra la stragrande maggiornaza di moto rumorose e velocissime, c’è una piccola minoranza di motociclisti che guidano tranquillamente, ammirando il panorama e godendosi il loro tour dolomitico. Da quanto ho potuto osservare il moto-turista proveniente dai Paesi Bassi è quello che maggiormente si identifica in questa categoria. Al contrario, i più scatenati sono i germanici e gli austriaci. Di italiani, anche loro solitamente fulminei, ne incontro molti meno rispetto agli stranieri.

Viviamo in un ambiente unico al mondo, ed invece che esserne orgogliosi e fieri lo stiamo distruggendo giorno per giorno per un po’ di denaro.

Voler sostenere questo tipo di turismo è miope e di cattivo affare; ha un profondo impatto sull’ambiente e sulla qualità di vita dei residenti. E va a scapito dei molti turisti che spendono molto e vengono qui per trovare una natura incontaminata, pace e tranquillità.

Raduno di auto sportive

Curiosando sul noto sito di recensioni TripAdvisor mi ritrovo a leggere il commento di un appassionato di montagna particolarmente affezionato alle Dolomiti, che esprime il suo pensiero sul sempre maggior traffico di moto sui passi delle Dolomiti.

Di seguito riporto quanto espresso dall’utente di TripAdvisor. Si tratta di una lettera firmata, ma in questa sede è doveroso mantenere l’anonimato per ovvie ragioni di privacy.
Condivido pienamente la sua opinione e per questo motivo pubblico il suo scritto con piacere.
Faccio notare che la recensione risale al 2014, e fino ad oggi nulla è stato fatto per risolvere il problema, che invece si è aggravato.

Da sempre oasi splendida, nel naturale silenzio… ma oggi non più
Per quasi trent’anni mi sono recato quasi tutte le estati e parecchi inverni sulle Dolomiti, dalla Val di Sole, all’Alpe di Siusi, alla splendida Alta Badia, a Cortina. Passeggiate estive e spettacoli invernali rendono queste montagne uniche al mondo; il tutto condito da una grande attenzione all’ambiente e alla cura del turismo da parte di chi le decora con la dovuta delicatezza.
Un turismo particolare certo, per chi a cui piace la natura, la vita attiva, gli spettacoli, e il bello in generale. Hotel molto curati, anche il piu’ semplice dei due stelle merita le migliori lodi; prezzi giusti ed equi, mai esagerati, servizi senza pari.
Passeggiate, parchi per bambini, cucina generale ottima e varia, insomma, un paradiso.
Ma da qualche anno una nota dolente, che a mio avviso è piuttosto grave e che mi ha convinto in varie occasioni a cambiare destinazione e a recarmi sulle, altrettanto belle, Alpi Svizzere dove l’inconveniente ormai frequentemente incontrato sulle Dolomiti italiane non si presenta. Parlo delle chiassosissime moto sui passi delle Dolomiti che, spesso in gruppi, producono echi e rumori assordanti lungo i boschi, e i passi, e le cime, udibili da centinaia di metri di distanza, anche fin sopra ai rifugi; totalmente fuori luogo, e inutile.
Già durante tutto l’anno ormai dobbiamo sopportare questi motori che emettono suoni simili a petulenze che ci tolgono pace e tranquillità fin nelle nostre case; e trovare questo, anche sulle Dolomiti, è veramente frustrante e scatena grande rabbia.
Non comprendo quale sia il bisogno di questi individui di dover rompere ambienti così magici con i loro mezzi di trasporto, anche se in realtà non vengono vissuti come tali; è come se aggredendo l’ambiente circostante con i rumori che producono si sentano di averli conquistati, aver preso possesso degli spazi incontaminati senza curare minimamente di aver invaso la libertà degli altri, decisamente più educata e discreta. Un atteggiamento quanto mai primitivo e di certo, destinato con il tempo a scomparire, con l’evolversi del genere umano.
Mi chiedo allora, se lo stato italiano non riesce a far rispettare i limiti di decibel dei rumori prodotti dai motori (tra moto da cross e altre, magari con scarichi aperti, è veramente pazzesco), almeno l’Alto Adige, regione indipendente, non può fare qualcosa? Non credo che chiudere il traffico a questi chiassosi individui provochi un calo nel turismo, infatti da ciò che ho visto, tali gruppi più che una pizza e una birra prima di tornare indietro non consumano. Allora perché non chiudere o regolamentare il traffico alle moto sui passi delle Dolomiti? O effettuare controlli a tappeto sequestrando il mezzo nel caso non conforme alle normative che regolano i rumori emessi, per scoraggiarli a tornare?
E così si ritroverebbe la tranquillità e la bellezza di quei posti, non solo da vedere in cartolina ma anche da vivere. Non è tra l’altro raro vedere motociclisti che sulle strade di montagna ricche di curve si credono di essere in un circuito e aggrediscono l’asfalto come se fosse oggetto di estremo piacere, mettendo a repentaglio la sicurezza degli altri e comunque diffondendo un atteggiamento quanto mai barbaro sulle stesse strade, che si ricorda, sono solo strumenti adibiti al trasporto di cose e persone, nulla di più.
Insomma, da queste parole, una dura critica alle Dolomiti del 2014. Passeggiare tra canto di uccellini e cascate e poi all’improvviso motori che ruggiscono con echi lunghi e intensi, e svanisce ogni sorta di fascino. Scaturendo disturbo, paura, e tutto ciò che ne consegue.
Almeno sulle Dolomiti, almeno lì…. Preservare da chi sente il bisogno di rovinare per recuperare la meraviglia naturale. Lontano dal jurassico bisogno di dominio, acustico in questo caso, ma molto molto rilevante in un contesto di questo tipo. Evoluzione necessaria, partendo da qui, per diffondersi ovunque (segue firma).

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Le moto sui passi delle Dolomiti UNESCO ultima modifica: 2022-05-22T05:59:00+02:00 da GognaBlog

30 pensieri su “Le moto sui passi delle Dolomiti UNESCO”

  1. 30
    Drugo Lebowsky says:

    Come detto da tanti, non è corretto colpevolizzare una intera categoria. Molti amici motociclisti sono i primi a essere infastiditi (eufemismo) dagli scarichi non a norma. Perché il casino deriva dagli scarichi che, mi spiegano, sovente escono non a norma già dalla casa.Come già detto basterebbe effettuare controlli, ma ecc… ecc…Pertanto Cominetti, non dire cazzate incensando quel cesso di autovelox del Giau installato sul versante Val Fiorentina.Quelle robe lì non servono alla tutela della sicurezza stradale, né tanto meno per evitare eccessi di rumore. Servono a fare cassa e basta.Perché colpire l’eccesso di velocità è facile, mentre lavorare stanca. E fare controlli agli scarichi è lavorare.Ogni rettilineo un bell’autovelox e tutti in coda dietro al primo pirla a 40 all’ora scarsi. Ovviamente un pirla che frena 20 metri prima di ogni tornante, anche in salita.Lascia perdere Cominetti.Sorvegliare e punire è un bel titolo.Ma l’accetterei solo se fosse fatto in toto, ovvero rimandando a casa chi non sia in grado di affrontare normalmente un tornante, moto, auto o corriera turistica.

  2. 29
    Emiliano Troi says:

    Se potessi decidere io, chiuderei i passi alle moto ed in genere a chi non usa la strada come un mezzo per raggiungere un punto di partenza per andare in montagna.

  3. 28

    Il libro di Focault è “già noto” e non ignoto! Tutt’altro semmai.

  4. 27

    Lo stornello del mio racconto “volava” solitario….
    Il problema sollevato da Enrico (e non solo) è l’affollamento in relazione alla risposta delle istituzioni pubbliche locali in territori che vantano una latitante salvaguardia dell’ambiente. 
     
    Dino, come in una bella classica del Verdon (ignoto libro di Focault): Survellier et Punir.

  5. 26
    DinoM says:

    Mi sembra inutile fare proposte strane o forzature. Il problema non è solo dei passi. Quando arrampico nella mia falesia preferita, il disturbo è continuo. Tutti lo sanno che da Longarone a Montereale tutta la strada della Val Cellina è una pista con parecchi morti ogni anno; la salita da Longarone alla diga poi è una vera manna con marce e rumore tirato all’inverosimile. Per non parlare delle moto che alla domenica sera ignorando righe divieti e curve sorpassano la coda che da Tai scende a Longarone; capita spessissimo salendo di trovarle in sorpasso dietro una curva.Poi ci sono i motociclisti che rispettano le regole e non disturbano o danneggiano nessuno. Perchè colpevolizzare tutti?  Durante il covid c’erano controlli ogni dove; pattuglie, blocchi etc etc. e adesso nulla. Il problema è solo controllare e punire.

  6. 25
    Francesco Siorpaes says:

    Da Cominetti che, a quanto racconta, da giovane sfrecciava con varie moto tra cui un Guzzi Stornello (non suo) col quale volava sopra gli alberi, mi sarei aspettato maggiore solidarietà verso i motociclisti. Comunque leggete “Il volo dello Stornello” su questo blog: è interessante per capire come cambiano nel tempo i punti di vista delle persone.

  7. 24
    Andrea Veronesi says:

    Temo che l’unica soluzione sia chiudere i passi,punto.Io personalmente ho smesso di andare in Dolomiti in agosto per il troppo casino. Ma agli amministratori va bene così, perché questo tipo di turismo porta molti più sghei…il turismo dolce ,come dovrebbe essere di casa in questi luoghi non riempie le tasche.Ormai le Dolomiti sono un parco di divertimenti. Purtroppo.

  8. 23
    Ronchi Diego says:

    Eccoli qua i signori del “lamento”…poverini…ma perché al posto di lamentarvi come la maggior parte delle persone di questo mondo non vi muovete voi…fate un gruppo… organizzate manifestazioni…fermate il traffico dolomitico “rumoroso”…no?!…oppure continuate con i vostri articoli e commenti e lamenti.noiosi che non siete altro.

  9. 22
    silvia says:

    Ciao  Enrico
    sono d’accordo con te, oltre un certo limite il rumore delle moto è davvero molto fastidioso  ed entra in conflitto  con il desiderio di silenzio  che si cerca  negli spazi montani e alpini. 
    Concretamente che cosa si può fare?
    So che  per decongestionare  dal traffico l’area dolomitica è stato siglato un Protocollo d’intesa tra  le Province  autonome di  Bolzano, la Regione Veneto e molti comuni dell’area dolomitica  per realizzare sistemi di mobilità integrata e per ridurre in modo coordinato traffico, inquinamento acustico e atmosferico ad esso legati. 
    Non si sa concretamente però che misure saranno attuate. 
    Problemi simili di rumore  e inquinamento acustico in alcune città – come Parigi – sono stati affrontati con dei radar  che  rilevano veicoli molto rumorosi, oltre  una soglia di decibel, e  i veicoli vengono multati perchè troppo rumorosi, al pari dell’eccesso di velocità. 
    A mali estremi…estremi rimedi.
    Silvia Stefanelli ( Udine) 

  10. 21
    Cla says:

    Ma non c’avevano detto ( c’avevano, voce del verbo ciavare) che la ripresa post pandeminchia sarebbe stata ciclabile. Avevano dato anche il contributo di 600 euro ( se qualcuno l’ha preso) per comprare la bicicletta. Ma invece sono aumentate le moto; e più aumenta il prezzo della benzina più le moto aumentano di numero e di cilindrata. Ma non siamo una nazione al collasso economico, dove i giovani non trovano lavoro e se lo trovano è sottopagato, dove le ditte continuano a chiudere, una nazione al collasso energetico, alimentare. Ma le moto continuano a girare. Bohhh, qualcosa non mi torna. 

  11. 20
    Fabio Bertoncelli says:

    “La sola vera alternativa per la gente per bene  e’ di frequentare le Dolomiti solo per esigenze eccezionali e solo in ottobre od aprile, meglio quando piove e tira vento.”
     
    Me ne sono convinto pure io. Però mettendoci dentro pure maggio e novembre. Faccio bene?
    Ed evitando pioggia, vento e uragani vari. Per ora. 
    … … …
    Altrimenti – ancor meglio – si va nelle Alpi Marittime, Alpi Cozie, Alpi Lepontine, Alpi Orobie, Alpi Venoste, Alpi Breonie, Alpi Aurine, Alpi Carniche, Alpi Giulie, ecc. ecc. Si sta meglio e si paga di meno.
    Le Dolomiti sono in fase avanzata di riminizzazione.

  12. 19
    Mario says:

    Parecchia gente dovrebbe imparare a restare a casa ma siccome i teste di rapa la spuntano sempre (con la connivenza dei locali) la sola vera alternativa per la gente per bene  e’ di frequentare le Dolomiti solo per esigenze  eccezionali e solo in ottobre od aprile, meglio quando  piove  e tira vento. 

  13. 18
    Luciano Pellegrini says:

    POLIZIA, VIGILI URBANI, ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE, PRESIDENTE DEL PARCO, CAI REGIONE, CAI CENTRALE, PATRIMONIO UNESCO. Cacchio, nessuno interviene! EVVIVA!  Caro Alessandro, pienamente d’accordo con Fabio Bertoncelli. MA CHI CI ASCOLTA? 

  14. 17
    Ugo says:

    Buongiorno, io vivo in Liguria, in collina, per una questione di sicurezza personale non posso e non voglio dire dove…vi posso solo racconatare che qui la situazione è di una gravità inaudita, i week end orde di motociclisti attraversano i valichi come se non ci fosse un domani, contromano, a velocità folle. I “fenomeni” si immortalano in splendidi video su youtube e nonostante le denunce e gli esposti difficile che ci sia un seguito, non c’è domenica dove le nostre colline non sono attraversate da roboanti motori che lacerano l’udito ai residenti e ai tanti amanti del trekking boschivo. Qui in Liguria non abbiamo siti collinari in tutela Unesco ma ci sono i siti d’interesse comunitario (i Sic), dove si dovrebbe rispettare le biodiversità. Dovrebbe…infatti durante i fine settimana se è sacrosanto che ci siano tanti Valentini Rossi sulle strade asfaltate, altrettanti con le moto da trial scorazzano nei boschi. Polizia Stradale, Carabineri, Forestali si vedono passare, fanno servizi, controllano libretti ma fondamentalmente non ci sono sanzioni (fonte prefettura su oltre 200 controlli meno di 10 multe). Basterebbero controlli sui decibel per ritirare libretti di circolazione al 90% delle moto, sanzionare le targhe inclinate (nel caso delle moto da trial neppure le mettono) che per altro costituisce un reato penale…insomma ci sono le leggi e i malviventi, gli oppressi e gli oppressori…manca qualcosa nel mezzo tra le due parti. Sarebbe necessario un coordinamento tra i cittadini volenterosi e di buon senso per portare firme ai Prefetti e pretendere il rispetto delle leggi che esistono ma, aimè, c’è troppo menefreghismo. Grazie per questo spazio.

  15. 16

    Infatti! Chi metterebbe tutti d’accordo sarebbe il notare che le forze dell’ordine fanno controlli e multe, quando è il caso. Questa pratica non soffrirebbe di nessuna discriminante. Ma cosa aspettano?

  16. 15
    Helga says:

    Penso che si dovrebbe fare un distinguo tra le varie tipologie di motociclette che transitano sui nostri passi. Vi sono centauri tranquilli che viaggiano con moto turistiche o con i classici enduroni che hanno motori dal rumore oserei dire molto soft, e che quindi non meritano di essere equiparati a quell’altro tipo di motociclisti “arroganti” che sfrecciano con ben altre tipologie di moto che possono essere qualificati dei veri e propri bolidi i quali, quelli sì, emettono effettivamente dei rombi che paiono delle urla terrificanti e sono un pericolo per gli altri viaggiatori. Trovo quindi ingiusto generalizzare

  17. 14
    Barbara says:

    Da quest’anno ho “appeso al chiodo” la mia moto, il mio sogno, la mia compagna di avventure ….ma non era più divertente, non per come la intendo io: partire, godersi il paesaggio, ogni giro è un pieno di panorami e di emozioni non una competizione. Io non devo dimostrare nulla a nessuno e soprattutto è obbligo viaggiare  sempre nel rispetto del codice della strada, degli altri e della natura per tornare a casa rilassati e con un pieno di felicità non di ansia e  soprattutto tornare sulle proprie gambe. Purtroppo soprattutto la domenica ci sono automobilisti distratti (spesso al cellulari),  motociclisti spericolati e ciclisti che ignorano il codice della strada e che scendono dai passi a velocità assurde. Siamo tutti un pericolo per noi e per gli altri. Penso che le nostre montagne vadano assolutamente tutelate così come le nostre vite.  

  18. 13
    Renzo Rizzotto says:

    Parole sante. Tra scalare sui Lastoni di Formin o scalare il diedro Manolo ad Arco sopra la pista da cross non c’è praticamente differenza. In più da ciclista sollevo anche il banale ma grave e tangibile problema del “farsi fare il pelo” dalle moto lungo le strade in Dolomiti (anche a fondovalle…). Da cicloturista ho potuto constatare come in qualche paese estero ci sia semplicemente un’educazione stradale, anzi educazione in generale. Resta il fatto che i passi andrebbero controllati e forse chiusi. Passano solo i valligiani(io non lo sono) o chi deve lavorare. Per gli altri navette o gambe allenate. 

  19. 12
    albert says:

     se vi capita di essere in montagna e vedere il cielo terso non ancora solcato da scie diaerei , e senza rimbombo di :  aerei da caccia, elicotteri,moto, motoseghe, caterpillar ,camion movimento terra , schioppettate in periodo di caccia…avete avuto un bel colpo di fortuna rara..Con auto da 900 a 1200 cc, un tempo si andava a 5 posti tutti ccupati, bagagliaio e portapacchi sul tettuccio ingolfati e passo lento in seconda.Oggi se  vai in bici muscolare o motorella 125-200 cc sei un paria.Leggendo poi le cronache trentine e venete mattutine del lunedi’, un gran lavoro al soccorso 118  e alpino lo hanno dato pure e-ciclisti e motociclisti, oltre agli escrusionisti. Una chicca:al passo del  Coccau-Tarvisio, show clandestino di auto “sportive” con sgommate e fumo di scarico e tanto rumore.

  20. 11
    Nesto says:

    Avreste dovuto vedere oggi pomeriggio sulla scassatissima strada regionale Cortina Auronzo…
    Ed hanno sempre ragione loro, motociclisti,  ciclisti, parcheggiati per il lago del Sorapis…
    Come si sta involgarendo questa povera montagna, UNESCO???

  21. 10
    Fabio Bertoncelli says:

    Scusate, ma io a leggere sempre ‘ste notizie ho continui travasi di bile e attacchi di mal di fegato. Per non parlare del rischio alle coronarie…
    … … …
    Alessandro, una romantica storia tipo Heidi, di tanto in tanto? Per la salute del fegato, beninteso. 😉😉😉

  22. 9
    pergogna says:

    Il rombo della moto sul passo …mi sono sentita penetrata…me too…come per le adunate degli alpini…basta uno sguardo penetrante..un rombo eccedente…penetrata all’istante..se ci fosse del sano comunismo..penetrazione pedestre..scalpicio di scarpe..Il silenzio tombale di un bel cimitero alpestre invitante al riposo..eterno. Certo quando ero al campo base dell’Everest..solo il rombo elicotteristico..o fors’anche delle valanga penetrante..gelida e all’istante.
    Ahhh la moto…leggetela cronaca…il trentino ilParadiso  dei motociclisti..chiedere  alle Assicurazioni.

  23. 8
    Cla says:

    Condivido pienamente Enrico. Ma c’è una cosa che ancora più mi infastidisce: l’occupazione dello spazio aereo, il continuo via vai di aerei da turismo e da scuola di pilotaggio, droni e elicotteri ( quelli del soccorso sono i più invasivi), e si sa : l’aria non ha strade, si può andare dove si vuole o quasi. E sarà sempre peggio, sempre più gente può permettersi un brevetto di volo e recarsi al lavoro senza fare la coda in città. Quello che vedevamo nei film di fantascienza sarà la realtà, già lo è ora. La parola silenzio sarà tolta dal vocabolario. 

  24. 7
    albert says:

    Il colmo che  ho visto è stato vedere una coppia, evidentemente anche nella  “nella vita” che  si e’fermata all’inisono allo scollinamento di un passo dolomitico.Baci , abbracci  , V di vittoria.. cascata di capelli biondi da un casco e zazzera alla marine nell’altro ,gridolini di giubilo, selfie….ognuno dei due , abbigliati come gemelli, aveva una 1200 cc,stesso modello,  con un solo posto pilota. Ai tempi dei tempi, con una vespa o lambretta 125, arrancavano   col sedile posteriore occupato e con il portapacchi ricolmo di zainone…e scarponi penduli fissati con corde elastiche. Certi passi, che  fuori stagione sono deserti ,(  Cibiana, Duran,  Broccon ecc.) hanno motociclisti che tagliano la strada e fanno  invasioni di corsia pentendosi con improvvise svirgolate. Spesso gli va bene , ma non sempre.

  25. 6

    Il pedaggio non risolverebbe un bel niente. Tutti pagherebbero continuando la tiritera di prima. A Psso Sella e Gardena ci sono da non molti anni dei parcheggi a pagamento e non ho mai sentito NESSUNO lamentsrsene. Io che mi lamento vengo subito tacciato di essere un morto di fame perché,  secondo la logica locale,  non ho neppure  i soldi per pagarmi il parcheggio. È solo un esempio.
    Le forze dell’ordine non agiscono quasi mai perché il business non va fermato e i sindaci si raccomandano di non fare multe…
    Visto che molti Comuni fanno cassa con gli autovelox paesani, perché non mettono delle belle colonnine arancione sui rettilinei dei passi? Sul Giau lato Colle l’hanno fatto, dimostrando intelligenza, ma vorrei vedere se lo facesse uno dei comuni che circondano il Sella (tra cui c’è il mio). 
    Visto l’articolo, vedo che non sono l’unico a sollevare il problema su questo blog e oltre.

  26. 5
    antoniomereu says:

    Bravo Enrico,e che dire poi delle belle nostalgiche auto d epoca  in mano agli appassionati facoltosi ; le si fanno girare sotto il beneplacito ACI tutti ma proprio tutti gli angoli delle Dolomiti e senza pagare bollo e quelle a rumore e inquinamento sono sempre leader e seconde a nessuno !una vera e propria presa per il culo.
    Possiamo urlare il nostro disaccordo più che legittimo ma il rombo  dei centauri alimentato da industria e concessionarie è purtroppo sempre soverchiante.

  27. 4
    Toni Farina says:

    Sulla strada che sale al colle del Nivolet nel Parco nazionale del Gran Paradiso (che quest9anno ne compie 100), il rombo dei “centauri” sale con le termiche a quota 3500 metri. Ci sarebbero molti appigli giuridici per intervenire, ma non si fa.
    Così come non si ferma il pazzo omicida/suicida che ogni sera sfreccia sulla provinciale davanti a casa mia. Ogni sera cerca di battere il “record del giro”, il rombo lo sentono anche le forze dette dell’ordine a 2 km di distanza. Si attende il morto, poi si misura. Il moreto effetto collaterale dell’industria.

  28. 3
    Davide says:

    Intanto  basterebbe una pattuglia dei carabinieri e della polizia ad ogni accesso ai passi che controllasse il libretto di circolazione di ogni moto che passa per verificare se lo scarico corrisponde a quello uscito dalla fabbrica del suo mezzo e a  quanto indicato sul documento, passando poi al sequestro del mezzo con obbligo di re-immatricolazione, con una bella multa a corredo. Tanto per cominciare. Scommetto che non basterebbe un TIR al giorno per caricarle tutte. 

  29. 2
    Natalia says:

    Completamente d’accordo: il rumore è una realtà alla quale non si può fuggire: non è come un mostro architettonico per cui basta volgere lo sguardo e sparisce come d’incanto dalla nostra visuale e tutto ritorna armonioso e bello. Il rumore invade una vallata, si propaga nell’aria, sale su per le chine, s’infila nei boschi, entra nelle case, non c’è maniera di evitarlo: laddove c’è, si impone senza possibilità di scelta per chi si trova volente o nolente a subire. Personalmente, sono scappata di recente da un rally ossolano: mi sono svegliata nel frastuono assordante dei motori che rombavano su e giù per la valle, per ore e ore, tutta la mattinata… via!
    E’ l’anti-cultura del rumore, è il timore del vuoto e del silenzio, è la montagna come luna park, è il diritto preteso di tutti su tutto… che si manifesta anche prepotentemente con la musica gridata dagli altoparlanti sulle piste da sci, che deturpa e violenta brutalmente il paesaggio bianco, immacolato e ovattato della montagna invernale. Orrore!
    E il colmo è che invece, se suono fuori orario il pianoforte in un condominio affacciato sulla tangenziale di Milano, vengo solertemente assalita e zittita per i decibel in più di bellezza. Ahi ahi ahi ahi…

  30. 1
    Filippo Petrocelli says:

    Purtroppo credo che non ci sia altra strada possibile che un pedaggio per gli tutti i veicoli a motore. Soluzione peraltro adottata da anni in alcuni dei più iconici passi alpini esteri. Pedaggio che però potrebbe non essere risolutivo, vista la preponderanza di centauri tedeschi e austriaci con possibilità media economica piuttosto alta. Sulla questione scarichi non a norma è decibel correlati mi stupisco sempre anche nelle nostre città che nessuno controlli ma la normativa estera potrebbe essere diversa… 

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