L’intervista a Putin di Oliver Stone

Questa famosa intervista è l’insieme di conversazioni tra il grande regista Oliver Stone e Vladimir Vladimirovič Putin, avvenute tra il luglio 2015 e il febbraio 2017. La stringente attualità delle domande e delle risposte ne fa oggi un vero e proprio must. Da vedere.

L’intervista a Putin di Oliver Stone
di Fabio Palma
(pubblicato sul suo profilo fb il 1° marzo 2022)

Oliver Stone é quel tipo che mi lasciò basito, anche se allora non si diceva così e a dirla tutta non si dovrebbe dire neppure adesso, con Platoon, in una proiezione di film imposta dalla scuola, una delle rarissime cose utili della scuola italiana altrimenti solo nozionistica.
Fui talmente sconvolto da quel film, dal tradimento, dalla visione di cosa fossero gli americani in giro per il mondo, ecc., che poi andai a cercarmi Il cacciatore, Apocalypse now e così via.
Ci volle un po’ ad ammettere che il mondo non fosse esattamente come era dipinto da tutti, ovvero, russi stronzissimi e americani buonissimi, e che Omero al solito ci aveva visto giusto un po’ di tempo prima. Il potere sparge violenza nella testa di tutti, il marcio è ovunque, e i media occidentali avevano penne e speaker che la Pravda avrebbe assunto immediatamente.


Ora, questo film documentario è strabiliante, è su Prime e dovrebbe essere in prima pagina ovunque, perché un regista Top entra in casa del cattivo del momento e gli chiede di tutto.
Di tutto.
Chiaro, l’altro risponde da par suo e siamo tutti d accordo che Putin non è né Di Maio né Letta né Conte né Berlusconi nè Salvini, una decina di spanne sopra.
Insomma, scontro di intelligenze, un regista di quelli senza peli sulla lingua (l’ho visto in italiano ma in lingua originale con sottotitoli merita, Stone ha una voce clamorosa, e così Putin. Scontro fra titani anche a livello di timbro di voce, sappiamo tutti che il timbro della voce spostato su certe frequenze in una disputa verbale ti fa andare in vantaggio. Entrambi a fare domande ad un esame la farebbero fare addosso al 90 per cento degli studenti), e un leader politico che si allena ogni giorno in palestra anche dopo i 60 anni e che racconta la sua versione, da controllare ovvio, e anche un sacco di cose sui Clinton, la Crimea, Obama e l’apparato burocratico americano (questa parte fantastica. “Obama disse che voleva chiudere Guantanamo e io penso che volesse realmente farlo. Ma quando un americano diventa presidente scopre che esiste una burocrazia di funzionari potente contro cui può poco“), e poi…
L’Ucraina.
Un bel casino.

versione lunga, 3h 36’ 07”

versione media, 1h 50’ 22”

Perché che il governo ucraino abbia usato frange naziste per fare pulizia sociale (direi anche etnica) come Scajola a Genova e Lamorgese recentemente a Trieste o contro gli studenti, è inequivocabile, ci sono foto e video; e ovviamente poi ci vogliono anni per avere la verità sulla Diaz così come ci vorranno anni ad avere un documentario che vedranno in quattro gatti sulla politica italiana e la pandemia, ma un curioso come me cerca di non farsi infinocchiare da nessuno, ben sapendo di non contare nulla.
Solo, da molti anni ho capito che di un fatto politico o sociale devi andare su youtube per i filmati amatoriali per sapere la verità, perché il montaggio dei TG mainstream taglia e cuce che manco Spielberg ebbe così fantasia con il suo Park.
Quindi, un bel casino.
Perché, molte delle cose che dice Putin a Stone sono da ascoltare, e da quelle parti c’è un mix esplosivo che purtroppo mi ricorda israeliani e palestinesi, un territorio solo.
Leggo poi stanziamenti tedeschi di 100 miliardi per le armi.
Armi mandate là da tutti, noi compresi.
Noi.
E Putin che racconta come la Nato, dopo che erano stati firmati trattati, si espanse verso est, versione ufficiale per difendersi dal terrorismo.
La mia opinione conta meno di zero e peraltro non ce l’ho. Ce l’ho eccome sulla gestione della pandemia perché i dati sono chiari per chi ha lucidità di leggerli e capirli, mentre quanto sta accadendo è enormemente più complesso e francamente questa volta il timore ce l’ho.
Alla domanda, ma Putin, intelligenza altissima, che ha preparato tutto da almeno due anni, che ben sapeva delle sanzioni e tutto il resto, che insieme a Stone si guarda Il dottor Stranamore e candidamente dice “oggi è tutto più sofisticato ma il pericolo che paventa il film è vero”, che dice che una guerra nucleare sarebbe la fine, ecc.
Ecco, sapendo tutto questo: perché ha deciso di entrare, invadere, subire, e tutto il resto?
Cosa di ineluttabile gli ha fatto decidere di invadere?
Ci vorrebbe la domanda di Stone e la sua risposta, ma ce n’è abbastanza qui dentro da aver brividi vari.
Altro che covid, letale solo per gli anziani e business per molti.
Qua c’è un rischio Vietnam con tutti dentro.
Da vedere.
Senza farsi opinioni, io perlomeno non ce l’ho e so solo che milioni di persone sono sotto le bombe senza alcuna colpa.
Che l’invasione sia guerra e quindi cosa marcia non c’è dubbio ma il documentario mostra altro marcio e da tanto marcio raramente esce qualcosa di buono.

P. S. Di Stone mi piacque da venerazione Talk Radio, molto meno famoso di almeno dieci suoi film, comunque straordinari e superpremiati.

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L’intervista a Putin di Oliver Stone ultima modifica: 2022-03-04T04:08:00+01:00 da GognaBlog

65 pensieri su “L’intervista a Putin di Oliver Stone”

  1. 65
    alberto says:

    53) di sicuro si e’messo al riparo…il tavolo lungo dice chiariamente che non si fida nemmeno dei suoi collaboratori..li riunisce e li filma ad uso propagandistico  ma li tiene a debita distanza e magari qualcuno e’pure pronto a bloccarli se siavvicinano.Non e’ da escludere che in qualche contenitore ad azoto liquido abbia messo in riserva “donazioni” per ripopolare alcune zone con i l suo DNA…avendo lasciato uscire donne e bambini e sterminato i maschi .  Chissà poi come  si regola con  cibo (assaggiatori), creme o talco (con sospetto di “additivi”)

  2. 64
    alberto says:

    Meglio gli Squallor, mai passati nelle radio e men che meno in tv.Pure al Nord ci vanno giù pesanti.Meglio non aprire questo link
    https://www.angolotesti.it/U/testi_canzoni_ul_mik_longobardeath_140728/testo_canzone_natascia_internescional_1829143.html
      C’e piu’ che altro da piangere, nel vedere le immagini e le falsita’!Ognuna delle parti  ha  la sua stategia mediatica, pero’ la carne la mette sempre la povera gente. Armi in Ucraina ne erano gia’arrivate quando c’erano le manovre oltre confine, ma mica ce lo vengono a dire.Comunque piuttosto che resistere ad oltranza e farsi massacrare, meglio un accordo  e poi..servire piatti freddi.Gioimmo alla caduta del Muro e della CCCP, o Unione  Repubbliche  Socialiste  Sovietiche..ci siamo accorti che  è sparito quel poco di Socialismo, e’rimasta la dittatura con i famigerati campi di rieducazione, gli Omon al posto dei KGB.

  3. 63
    Lusa Mutti says:

    https://www.youtube.com/watch?v=BqlJwMFtMCs
    Renato Carosone – Tu Vuò Fa’ L’Americano

  4. 62
    alberto says:

    http://www.ilfascinodellamatematica.com/home/pensiero-quadratura-del-cerchio/
    Proverbio popolare partenopeo: “Chi nasce tunno nun po’ murì quadrato” ( “Chi nasce tondo non può morire quadrato” ) è uno dei più significativi proverbi napoletani: è molto difficile che, nel corso della vita, si cambino le tendenze, le abitudini che si avevano fin dapiccolo o giovane.
    “Chi nasce soviet -kgb nun po’ murì democratic” ma  il lusso piace a tutti…più pacchiano e’più  chi in alto sta  lo usa e lo esibisce , basta dimostrare di essere piu’ uguale degli altri.
    “Cummannari è megghiu ca fu***i!” .Sembrano praticate ambedue le attivita’, ma ad essere fot***i sono  i figli di mamma che moriranno senza neppure l’ultimo bacio…un lampo..uno scoppio …poi magari eventuali accordi si concluderanno con brindisi vodka e champagne…e sauna e tuffo in riquadro che immette in  lago ghiacciato.

  5. 61
    alberto says:

    Il pensiero politicamente corretto induceva a considerare scorretto il secondo emendamento costituzione USA
    https://www.tesionline.it/v2/la-tesi-del-giorno.jsp?id=1905
    favorevolo o contrari portano le loro argomentazioni su due piatt di bilancia.
    Ma la bilancia oscilla  nel tempo e alla luce  di quanto accade oggi in Ucraina, , pesa di più il piatto  che  porta il peso di due ragioni:la difesa diffusa a tutti i cittadini  da invasione esterna e pure possibilita’ di tirannicidio. Sempre  disponibile  a revisionare  se gli eventi evolveranno positivamente.

  6. 60
    alberto says:

     Alla base della guerra ci sono le “argomentazioni”o anche”fallacie  retoriche”,oggi amplificate dai media.”Ripeti una fandonia una sola volta e  ti ridono dietro, ripetila milioni di volte e diventa una verita’ ” ;a volte la “verità ” ha una scadenza come le scatole di sardine, poi si dimentica perchè  il bombardamento mediatico passa ad altro, salvo poi riesumare dichiarazioni o vecchi filmati.Il peggio e’ auto sconfessarsi e magari andare contro poprie convinzioni che si credevano pari ad una fede. Esempio: generale Patton aveva ragione… voleva continuare la guerra oltre Berlino verso l’ est  sovietico ma venne boicottato in nome della “ragion di Stato… lealtà agli accordi di Yalta”Poi  gli ex nazisti  di seconda fila vennero ripuliti e riciclati in quanto utili alla guerra fredda.

  7. 59
  8. 58
  9. 57
    alberto says:

    Ucraina grande produttrice di grano ed esportatrice.    Dal grano si ottiene anche la vodka. Consumo in Russaia e  paesi limitrofi in aumento? Mi sa tanto che  la benzina della guerra e’proprio  il liquido trasparente…complice il freddo e neve
    https://www.repubblica.it/esteri/2021/01/04/news/aumenta_l_alcolismo_e_in_russia_tornano_le_celle_per_ubriachi-301049125/
    Leggerei di NicolajLilin :”Caduta libera”per capire cosa ti combinano le truppe quando vengono scatenate E scendono in campo, e pure NON VEDONO L’ORA DI USARE gli aggeggi , dopo settimane di manovre militari stressanti. Via libera ai  volenterosi  sadici , ma sotto ci sono ragioni economiche..si  ammazza meglio se l’avversario viene  “retrocesso” a razza diversa dalla propria e  se non c’e’colore diverso di pelle, si mettono in ballo distinzioni  di lingua , religione, cucina , vestiario, musica, calcio , ma siamo tutti della stessa specie e dovremmo limitarci ai conflitti  ritulizzati delle altre razze, ( quasi quasi in fondo sono superiori alla nostra) Di Eibl-Eibesfeldt: “etologia della guerra” sul web pure riassunti.
     

  10. 56
  11. 55
    Mario says:

    Paura ed orgoglio sono i due motivi più gettonati per iniziare o aderire ad una guerra. Tutto il resto è propaganda . Nella intervista Putin è angustiato dall’ idea di non essere (considerato) un grande leader. Come Biden oggi ed Obama e gli altri ieri. Killers sanguinari o pupazzi assassini il risultato non cambia.

  12. 54
  13. 53
    Roberto Pasini says:

    Bertoncelli. Un mio conoscente, militare piemontese di carriera e di tradizione, mi disse una volta:” I più propensi a giocare sul tavolo la carta della guerra non siamo noi militari, ma quelli che la guerra non l’hanno mai vista e a volte non hanno fatto neppure il servizio militare. Tanto loro mica ci vanno”. PS. Uno che si è fatto costruire quel tavolo ed è vissuto in isolamento per due anni, vuoi che non si sia organizzato per reggere eventualmente, se necessario prima di cedere e crollare,  le conseguenze di un conflitto nucleare limitato e tattico, non certamente da arma “fine di mondo”? 

  14. 52
    Matteo says:

    “E poi perchè dev’essere così inevitabile finire col fare una “guerra santa” ?”
     
    Giuseppe, Lusa Mutti ha risposto alla tua domanda (in maniera assolutamente involontaria, temo), molto meglio di quanto avrei mai saputo fare io.
    Perché lui ha ragione!

  15. 51
    Fabio Bertoncelli says:

    “Ed io che sono?”  Uomo o Rettile?
     
    Lo scopriamo vivendo, nelle situazioni estreme. Soldati comandati alla guerra, per esempio.

  16. 50
    Fabio Bertoncelli says:

    Pasini, ricorda: l’umanità ha impiegato decine di migliaia di anni per concepire l’Habeas Corpus e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
    Tuttavia, nelle insondabili profondità della nostra mente, esiste ancora il cervello rettiliano: è lui che comanda.
     
    Chi vincerà tra il Bene e il Male? Tra l’Uomo e il Rettile?

  17. 49
    Roberto Pasini says:

    Bertoncelli ed evangelisti Marco&Matteo. Amore laico e panteista per la Vita, non solo la mia. Quando parliamo di stati parliamo di interessi più che di ragioni. E va bene. Ci sta. Sugli interessi reciproci ci si può anche accordare, senza tirare in ballo le divinità e le credenze reciproche. Tuttavia gli stati, per gestire la negoziazione degli interessi, mettono sul tavolo la forza e il sangue dei morti. Pensavamo che in questo nuovo secolo, dopo i bagni di sangue e gli orrori del Novevento, per non parlare dei secoli precedenti (tranne brevi parentesi), si fosse arrivati ad un modo meno distruttivo di gestire gli interessi contrastanti. Forse ci eravamo illusi e fa impressione vedere che poco è cambiato dentro l’anima dei regnanti, con la differenza in peggio che è aumentata la potenza distruttiva delle armi.

  18. 48
    lorenzo merlo says:

    Anniluce. Il fratello.

  19. 47
    Giuseppe Balsamo says:

    Matteo, non mi pare proprio d’aver scritto che relativismo significhi che qualunque cosa sia giustificabile, ma che lo sia (o non lo sia) in relazione al singolo e al suo proprio qui e ora.
     
    Ovvero in accordo (mi pare) con quanto da te affermato: “Non esiste il giusto e lo sbagliato; qualcosa può essere per me, qui ed ora giustificabile ma per te no”.
     
    Questa concezione porta, all’estremo, a una conclusione fatale: è giusto (è sbagliato) ciò che per me è giusto (è sbagliato).
    Non mi sembra il miglior atteggiamento per chi desideri predisporsi all’ascolto dell’altro.
     
    E poi perchè dev’essere così inevitabile finire col fare una “guerra santa” ?
    Lo è se si abbraccia l’ideologia predatoria dell’imposizione con la forza (quella degli esportatori di democrazia con le armi, per esempio), ma non discende implicitamente nè dall’affermare l’esistenza di diritti fondamentali nè dal desiderarne il rispetto.
    A meno di non includere fra questi il diritto di aggressione verso l’altro, ovviamente.
    Inclusione che un relativista potrebbe accettare senza alcun turbamento, tollerando anche la guerra preventiva da parte di chi si ritiene nel giusto perchè “messo all’angolo” (e lo dice lui, quindi, per lui, è vero).

  20. 46
    Lusa Mutti says:

    “chiaramente anche a me piacerebbe vivere in un mondo che rispetti i diritti “fondamentali” (e anche tanti altri aggiuntivi, peraltro)”.

    Perchè forse non ci viviamo in questo mondo? Tutte le democrazie occidentali li hanno sempre rispettati.

  21. 45
    lorenzo merlo says:

    Grazie Matteo.

  22. 44
    Fabio Bertoncelli says:

    Ho notato nel nostro Pasini un pizzico di filosofia buddista, che si è accentuata negli ultimi tempi. E forse pure un accenno di fatalismo islamico.
    O magari, semplicemente, si tratta di saggezza, che a una certa età conforta le pene esistenziali di noi esseri umani (forse).
     
    Voi che dite: Pasini buddista? Pasini mussulmano? Pasini Grande Vecchio?
    😉😉😉

  23. 43
    Matteo says:

    Giuseppe, chiaramente anche a me piacerebbe vivere in un mondo che rispetti i diritti “fondamentali” (e anche tanti altri aggiuntivi, peraltro).
     
    Dire che tutto è relativo non significa che qualunque cosa sia giustificabile. Anzi è proprio il contrario: qualunque cosa non è giusta (giustificabile) a priori.
    Intendo dire che se i tuoi diritti o desiderata, (fondamentali o meno che siano), sono fondati su una qualunque pretesa di assoluto (dio, la patria, il materialismo scientifico, fa un po’ tu), inevitabilmente si va a finire nella prevaricazione e nella guerra santa, perché ci sarà sempre qualcuno che accampa un assoluto differente dal tuo.
    E’ un’evidenza storica.
     
    Peggio che andar di notte circa i diritti fondamentali, che sono evidentemente una pura astrazione, una finzione e anche un assurdo.
    Se non altro perché (ti assicuro) morirai: di che diritto alla vita pensi si possa parlare? 
     
    Se non riconosci le ragioni dell’altro e ti ci confronti, ma ritieni valide solo le tue, al fondo gli neghi il diritto all’esistenza…di solito non è un buon modo di interagire.

  24. 42
    Roberto Pasini says:

    Arriveranno probabilmente ad un accordo di spartizione/garanzia, ma ancora parecchio sangue scorrerà. Fino alla prossima partita. La fredda ragione sa che funziona così da sempre, ma è sempre più duro da mandare giù. Forse con gli anni, come il replicante di Blade Runner nella scena della colomba, si apprezza così tanto la vita, non solo la propria, ma la Vita in generale che ogni vita persa che potrebbe essere risparmiata produce una grande sofferenza e un grande rimpianto per un mondo che potrebbe essere ma non è. È difficile da accettare e ogni tanto ci dimentichiamo di come gira la giostra o cerchiamo di non vederlo, perché fa troppo male. Ci pensano gli eventi,in realtà prevedibili, a darci periodicamente uno schiaffo in faccia. Poi, ognuno può scegliere di non collaborare a mettere con l’odio e il risentimento ulteriore negatività nel mondo. C’è n’è già abbastanza. Amen 🙏 

  25. 41
    Giuseppe Balsamo says:

    Matteo, lungo la strada del relativismo (nelle sue varie diramazioni), “qualunque cosa” può diventare “giustificabile” o “ingiustificabile” in relazionea ogni singolo individuo, al tempo e allo spazio.
     
    Volendo percorrere questa strada, c’è il pericolo di arrivare prima o poi alla conclusione di negare l’esistenza di ciò che qualcuno osa chiamare “diritti fondamentali” : quello alla vita, all’inviolabilità della persona, la libertà di pensiero… quelle cose lì.
    A ben guardare, lo stesso relativismo rischia di entrare in guerra con sè stesso.
     
    Lungi da me ritenermi migliore (o peggiore) di chiunque altro o aprioristicamente nel giusto.
    Ma, se proprio devo scegliere, mi piacerebbe vivere in un Mondo dove la consapevolezza di quelle cose lì sia la più diffusa possibile.
     
    Sul modo per arrivarci possiamo discutere 🙂

  26. 40
    lorenzo merlo says:

    Cosa fai quanto sei messo all’angolo?

  27. 39
    Salvatore Bragantini says:

    Cari amici avrei da dire un milione di cose per contrastare quanti si rifiutano di ammettere la banale realtà dei fatti, che è la condizione prima per poterne poi indagare le cause. Parliamo ad evidenza due lingue diverse, capirsi diventa esercizio improbo, perché richiede troppo tempo. Speriamo di capirci almeno nella lingua dell’alpinismo, o almeno della sua parente minore, l’arrampicata

  28. 38
    lorenzo merlo says:

    Non mi metto a spiegare il banale.
    Perché odio spiegare e perché è banale.
    Parlare di fuga è idiozia.

  29. 37
    Matteo says:

    Giuseppe, arrivi a un zic e poi non capisci
    “In quale modo i profughi generati e i bambini uccisi dall’imperialismo americano sono diversi dai profughi generati e dai bambini uccisi dall’invasione russa”
     
    Questa frase per me significa solo che la domanda: “Ciò implica che tali atti siano in qualche modo giustificati o giustificabili ?” è semplicemente assurda.
     
    Non esiste il giusto e lo sbagliato; qualcosa può essere per me, qui ed ora giustificabile ma per te no. 
    Non esiste soluzione se non si abbandonano le categorie assolute. Ma abbandonarle vuol dire per prima cosa che dobbiamo essere noi a farlo. Che debbo essere io.
    Vuol dire smetterla di rappresentarci, in primis ai nostri occhi, come i migliori, quelli nel giusto, che hanno ragione. Perché l’unica conseguenza logica di questa rappresentazione è la chiamata alle armi contro gli altri, che per definizione sono peggiori e hanno torto (e al limite sono da sterminare)
    Altrimenti non se ne esce…ma purtroppo vedo, e non da ora, una radicalizzazione in senso opposto.

  30. 36
    Roberto Pasini says:

    PS. Ho avuto modo in passato di conoscere alcuni “compagni” sovietici. In nome della battaglia anti-imperialista e anti-americana per il socialismo giustificavano ogni cosa, ma sullo sfondo, molto sullo sfondo sentivano il bisogno di confrontarsi con alcuni valori della tradizione socialista. I loro supporter locali avevano la stessa identica posizione e in più sentivano forte la riconoscenza per la liberazione dal fascismo e per l’appoggio  concreto che arrivava quando non c’èrano più soldi in cassa. Gli attuali dirigenti russi usano gli stessi metodi di governo che hanno imparato da piccoli, ma non hanno più il bisogno di legittimarsi con il riferimento alle dure necessità della battaglia per il socialismo e la liberazione dell’uomo. Quando cercano qualche radicamento ideologico lo vanno a cercare in filoni di pensiero e di fede decisamente conservatori e questo, oltre alla normale strumentalità di tutti gli stati, spiega anche certe “amicizie” che coltivano in occidente. 

  31. 35
    Giuseppe Balsamo says:

    “Rispondo che paragonare la nostra condizione a quella russa è idiota”
     
    Merlo, la tua è una non-risposta che potrebbe forse essere considerata insolente sul piano emotivo, ma che, per me, è sicuramente insufficiente su quello intellettuale.
     
    A quanto pare la “fuga soluzione regina del pusillanime” [cit.] è esecrabile negli altri, ma attuabile in proprio secondo necessità.

  32. 34
    Roberto Pasini says:

    Allo stadio è impossibile parlare del gioco del calcio. Un gioco dove ognuno cerca di andare in porta non sempre rispettando le regole e dove ci sono giocatori grandi e grossi che menano duro, senza scrupoli, e dove i piccolini si devono arrabattare per non essere stesi. Allo stadio si può solo gridare Viva Inter e Viva Milan, a volte accecati dall’odio per la squadra avversaria che porta a vedere come colpe veniali i brutti falli della squadra per cui si tifa. Da quando ero ragazzino allo stadio non ci vado più, anche se il gioco del calcio è comunque una realtà che non si può ignorare e che val la pena capire,  visto che coinvolge milioni di persone, materialmente ed emotivamente. 

  33. 33
    lorenzo merlo says:

    Rispondo che paragonare la nostra condizione a quella russa è idiota .

  34. 32
    Fabio Bertoncelli says:

    Lorenzo, prima dell’invasione io ritenevo che la Russia avesse le sue giuste ragioni, sulle quali si può discutere, pro o contro.  
     
    Poi la Russia o, meglio, Putin ha portato la guerra in un altro Paese, lo ha invaso. Da quel momento per me è passata sicuramente dalla parte del torto. 

  35. 31
    Giuseppe Balsamo says:

    Propaganda, certo, senza dubbio.
    Come le migliaia di manifestanti contro l’operazione speciale arrestati, di cui non v’è traccia nei media Russi liberi dal controllo governativo.
    Trovo interessante lo scagliarsi contro i nostrani media mainstream (è ancora di moda, qui, questa parola ? è da un pò che non la sento…) e allo stesso tempo considerare quelli degli altri con acquiescenza.
     
    Ma, a parte questo, tu parli di “motivi anche per chi aggredisce”.
    Senza dubbio Putin agisce secondo i suoi motivi, così come qualsiasi aggressione ha sempre dei motivi che la innesca.
    Ciò implica che tali atti siano in qualche modo giustificati o giustificabili ?
    Perchè seguendo questa logica, si parte giustificando chi aggredisce il compagno perchè rompe le palle e si va su, su, fino ad arrivare inevitabilmente a considerare giusto persino “l’imperialismo americano travestito da aiuto”.
    Quali sono le invasioni giuste ?
    In quale modo i profughi generati e i bambini uccisi dall’imperialismo americano sono diversi dai profughi generati e dai bambini uccisi dall’invasione russa (che non è nemmeno la prima che fanno, fra l’altro) ?
    In quale modo chi sostituisce la parola “guerra” con “operazione speciale” e “invasione” con “denazificazione” debba essere considerato meno”farabutto, falso, pusillanime, ipocrita” di chi dice che “avevano armi di distruzione di massa” ?
     
    Non rispondetemi che è perchè Putin fa questo per liberare il popolo Ucraino o quello Russo, vi prego…

  36. 30
    Alberto Benassi says:

    Certo, in Messico, Arabia Saudita, Brasile o Turchia va molto, molto meglio (tanto per citare i primi sinceri democratici che mi vengono in mente)

    Turchia secondo esercito più forte della NATO. Grande esempio di democrazia e di rispetto delle minoranze e delle diversità.

  37. 29
    lorenzo merlo says:

    Russia imperialista?
    E qualcuno pure ti da retta.

  38. 28
    Roberto Pasini says:

    Non è che altri siano meglio, per carità, ma effettivamente è una bella compagnia. Raccomandabile per una festiciola in famiglia. Buona notte.

  39. 27
    lorenzo merlo says:

    Le previsioni e i consigli. E c’è pure chi ti ascolta. Basta. Sono contro i farabutti e i falsi, i pusillanimi e gli ipocriti. Sono per la Russia. Sono per la Serbia, i Talebani, Ghedaffi, Assad. Sono contro l’imperialismo americano travestito da aiuto,  i profughi che ha generato, i bambini che ha ucciso. Contro il servilismo voluto e sottoscritto da chi ha la povertà di dire: “vai a vivere in Russia”. 

  40. 26
    Roberto Pasini says:

    Difficile essere piccoli vasi di coccio senza risorse che consentono di difendersi da soli. Pone dilemmi pesanti.  A proposito consiglio di rileggere l’intervista di Berlinguer a Pansa del 1976 sulla Nato. Si seppe dopo anni che i bulgari cercarano di fargli la pelle. 

  41. 25
    Matteo says:

    Certo, in Messico, Arabia Saudita, Brasile o Turchia va molto, molto meglio (tanto per citare i primi sinceri democratici che mi vengono in mente)
     
    Circa le leggi sulle news (sopratutto se le news non sono per nulla fake) mi piacerebbe conoscere l’opinione di Assange, tra i tanti.
     
    Quanto ai bambini e i fiori lascio perdere, perché siamo alla propaganda…però mi piacerebbe che si parlasse un po’ dei poveri negri respinti al confine dall’Europa per interposta Polonia (anche se non arrivano al migliaio)
     
    Continua pure a pensare che il mondo si divida in buoni e cattivi, ma stai bene attento ad allinearti perfettamente con i buoni per non dover scoprire la loro bontà sulla tua pelle.

  42. 24
    Roberto Pasini says:

    Il curriculum di uomini e gruppi dirigenti consente di prevedere con una certa attendibilità lo stile di gestione del potere, salvo eccezioni. Volevano da tempo, per vari motivi riportare a casa l’Ucraina, e hanno assestato il colpo al monento giusto con un possente dispiego di mezzi. I paesi occidentali, dopo due anni di Covid, sono fiaccati, e hanno leadership deboli, con consensi precari e opinioni pubbliche poco disposte a sacrifici e rischi ulteriori. L’Ucraina è fottuta. È solo questione di tempo. Potrebbe scattare un effetto Afganistan ma non ci sono montagne. Sarà dura. Ci eravamo forse dimenticati che la storia non è un pranzo di gala, storpiando un po’ il Grande Timoniere. Per concludere leggeri: ma il lettone di Putin a casa del cavaliere lo sequestreranno? Come reagira’ in tal caso il genero di Verdini? Si dissociera’ ? Buona settimana.

  43. 23
    salvatore bragantini says:

    Matteo, te la sei tirata addosso da solo

  44. 22
    Giuseppe Balsamo says:

    “Non credo poi che Putin controlli i media […] al massimo direi che li scoraggia.”
     
    Ah, nemmeno io ci credo. Al più dà uno scappellotto ai giornalisti più birichini.
     
    Secondo CPJ, dal 2000 al 2020 sono solo 28 i giornalisti morti ammazzati in Russia (per 21 di questi omicidi nessuno è mai stato condannato) e 29 quelli imprigionati (fonte: cpj.org).
    Una professione pericolosa, in Russia, quella del giornalista. Sarà per via del freddo.
     
    E la legge recentemente approvata, che punisce con fino a 15 anni di carcere chi diffonde “fake news” sulle forze armate, va, con tutta evidenza, nella direzione di rendere l’informazione in Russia ancora più libera.
    Immagino quanti commenti entusiasti, se approvassimo una legge del genere anche noi.
     
    E poi è tanto comprensivo anche con chi manifesta dissenso.
    I cinque bambini che hanno lasciato fiori e disegni davanti all’ambasciata ucraina a Mosca, mica per quello sono stati arrestati insieme ai loro genitori.
    I cortesi poliziotti gli hanno solo offerto un pasto caldo e un posto sicuro per la notte.

  45. 21
    Lusa Mutti says:

    E’ una guerra tra Imperi per la supremazia e l’espansione delle loro zone di influenza economico – politica: l’Impero dell’Aquila, l’Impero dell’Orso e l’Impero del Dragone.
    «La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi. La guerra non è, dunque, solamente un atto politico, ma un vero strumento della politica, un seguito del procedimento politico, una sua continuazione con altri mezzi.» (Karl von Clausewitz)
     

  46. 20
    Roberto Pasini says:

    Gli stati perseguono i loro interessi. Qualcuno si preoccupa anche della reputazione. Altri se ne catafottono e cercano di procurare più farina possibile ai loro popoli. Finché funziona, applausi. Se poi si scopre che era una fregatura e i costi sono maggiori dei benefici finisci a testa in giù. Senza pietà e riconoscenza. Per questo non penso sarà l’indignazione morale o il torto/ragione che modificheranno il corso degli eventi ma il bilancio guadagni e perdite. Salvo interventi della follia dei singoli uomini, variabile non trascurabile da considerare, almeno sul breve periodo, visto che sul lungo potremmo essere tutti o quasi tutti morti, vedi piano operativo del dott. Stranamore per la sopravvivenza delle classi dirigenti, vi ricordate? 

  47. 19
    Lusa Mutti says:

    Non è remota l’idea di un possibile scatenarsi di una pandemia nucleare.
    Albert Einstein interrogato sulle possibili armi usate in una futura guerra mondiale rispose: «Non lo so, ma posso dirvi cosa useranno nella quarta. Useranno le pietre!

  48. 18
    Matteo says:

    Salva, rileggi.
    Non mi pare proprio di essere io quello che svia il discorso.
    L’intervista di Stone è decisamente parziale, ma vale la pena di ascoltarla bene, perché appare chiaro che ci sono ragioni e motivi anche per chi aggredisce.
    Se cerchi (come fa la vulgata e come fai anche tu) di dipingere tutto in bianco e nero, buoni e cattivi, quello che si perde è la possibilità di una soluzione.
    Si spediscono armi in Ucraina e si innalzano i budget degli armamenti: guarda caso proprio quello che sta succedendo.
    Cioè porta a pensare buttare benzina sia un modo efficace di spegnere un incendio.
     
    Non credo poi che Putin controlli i media, visto che in Russia esistono e pubblicano degli oppositori (con ampio seguito da noi): al massimo direi che li scoraggia.
    Ma anche se li controllasse completamente, significa forse che in Ucraina sono liberi?
     
    Visto che la butti sul latinorum “eiice primum trabem de oculo tuo et tunc videbis”… altrimenti si perpetua il solito gioco, del quale è evidente non sia certo Putin il primum movens
     

  49. 17
    Alberto Benassi says:

    Ma ce ne accorgiamo  ora che Putin è un dittatore??

  50. 16
    Salvatore Bragantini says:

    Stai facendo un 9c sui vetri. Non ho detto quel che mi fai dire caro Matteo, non menare il can per l’aia. Due cose ho detto, che l’aggressore vuol apparire aggredito, e che in Russia le voci di dissenso sono azzerate. Qui di questo ora parliamo, del fatto che Putin ha invaso l’Ucraina. E se i nostri giornali sono controllati dai vari poteri, là però sono controllati da uno solo, che è pure il gran capo politico, se non lo vuoi chiamare dittatore, visto che alle elezioni vince sempre. Mi pare che ci sia una bella differenza. Cambiare discorso poi è un vecchio trucco, il famoso benaltrismo.

  51. 15
    Fabio Bertoncelli says:

    Putin: “Le sanzioni alla Russia equivalgono a una dichiarazione di guerra”.

  52. 14
    antoniomereu says:

    Viene da chiedersi se esista uno Stone russo e se la controparte sarebbe altrettanto aperta a concedersi….così come visto nelle 3 ore e più della intelligente intervista. 
    Bravo comunque il signor Gogna a sporgersi e scorgere nuove soluzioni per vecchie vie e problemi senza tempo e non “cadere”sulle facili provocazioni.
    Tutte le mie mattine partono buttando l’occhio sul suo lavoro .
    Un grazie di cuore 

  53. 13
    Matteo says:

    E bravo Salvatore, continua a credere che bombardare la Serbia sia stato giusto e invadere l’Ucraina un crimine contro l’umanità.
    O inevitabile che la Germania aumenti lo stanziamento “per la sicurezza” di 100 miliardi di euro mentre una cifra simile per il debito greco  nel 2009 (da tutta Europa) era impensabile, anatema.
     
    Noi siamo i buoni, sono loro i cannibbali

  54. 12
    Fabio Bertoncelli says:

    1) La Russia ha invaso l’Ucraina.
    2) Questo è un fatto, non un’opinione.
    3) E si tratta di un fatto di eccezionale gravità.
    Poi si può discutere anche dei precedenti, per esempio della richiesta ucraina di entrare nella NATO o di quanto accade nel Donbass da anni. Ma il fatto di gran lunga piú grave è l’invasione militare. Prima Putin aveva giuste ragioni, ma ora è passato dalla parte del torto.
    Nel 2022 NON si devono piú risolvere i problemi con la guerra. Per lo meno nella nostra Europa; in Cina il regime continua a fare ciò che vuole e gli USA invadono l’Iraq per i suoi inesistenti arsenali di «armi segrete di distruzione di massa».
    … … …
    Il caso delle minoranze etniche in Donbass non è l’unico. Ricordo i seguenti: 1) La Gran Bretagna con l’Irlanda del Nord; 2) L’Italia con l’Alto Adige/Südtirol. 3) La Cina con il Tibet e il Sinkiang; 4) La Jugoslavia con gli italiani dell’Istria, Venezia Giulia, Dalmazia, Zara, Fiume e Carnaro (1945); 5) L’Italia con gli sloveni della Venezia Giulia; 5) la Spagna con i Paesi Baschi; 6) l’ex Jugoslavia con il suo miscuglio di etnie differenti, ecc. ecc. (migliaia di ecc. nel mondo e nella storia).
    Come sono stati risolti questi problemi? Forse il caso meno negativo è stato quello dell’Italia repubblicana (non l’Italia fascista) in Alto Adige/Südtirol: la regione è stata pacificata con montagne di denaro (a spese degli altri  contribuenti). Se non altro sono stati evitati massacri.
    … … … 
    Si dovrebbe rispettare il principio di autodeterminazione dei popoli. L’umanità ha impiegato migliaia di anni per concepirlo; ora però bisogna applicarlo.

  55. 11
    Salvatore Bragantini says:

    E bravo Matteo; così il fatto che da noi l’informazione sia in mano ai “forti”, (cosa verissima, ovunque nel mondo purtroppo), equivale all’informazione in mano a uno solo, che per essere sicuro di non essere aggredito, intanto aggredisce. Superior stabat lupus…
     

  56. 10
    Matteo says:

    L’intervista di Stone pare “leggermente” agiografica per alzare il livello di qualunque posto, ciononostante è da ascoltare attentamente (e criticamente) per comprendere la propaganda speculare che opprime noi, dove nessuno ha bisogno di “chiudere i boccaporti dell’informazione”, perché l’ha già comprata da un pezzo e questa suona unanime e volenterosa al ritmo col tempo che batte il padrone.
     
    Ma siccome noi siamo i buoni e Putin il despota cattivo va bene così ed è giusto ignorare tutti i vincoli di bilancio (quei vincoli inviolabili per pensioni, sanità, debito pubblico o pandemia) per difendere la democrazia con le armi

  57. 9
    Salvatore Bragantini says:

    Bravo Pasini, concordo; un ripasso di storia sarebbe utile. Intanto Putin chiude tutti i boccaporti dell’informazione non a lui asservita.

  58. 8
    Enri says:

    E chi sarebbe l’autore di questo articolo, per essere considerato l’unico degno di interesse nel blog?
    Nel frattempo 3 guide valdostane ripetono la via di Gabarrou al Cervino (Picco Muzio + pilastro Hosquet) in inverno. Ma certo e’ preferibile parlare di oliver stone…
    D’accordo con il commento 7 di Pasini. Spesso, molto spesso, sarebbe meglio usare le dita in parete che su una tastiera. E questo articolo e’ una delle tante prove.
     

  59. 7
    Roberto Pasini says:

    Caro Mario X, come avrai notato dal numero di commenti, l’argomento Ucraina non “tira” su questo blog oppure le persone hanno abbandonato ogni speranza di sviluppare un dialogo interessante e utile su argomenti non montagnardi (e devo dire francamente che ormai lo penso sempre più spesso anch’io). Credo si debba prenderne atto, con serena tranquillità. 

  60. 6
    Lusa Mutti says:

    https://www.youtube.com/watch?v=NkVh7H8br-s
    I Giganti – La Bomba Atomica 🎵🎵🎵

  61. 5
    Mario says:

    Questo e’ uno dei rari articoli per i quali vale la pena di visitare  questo blog. Perche’ per una volta alza il livello abbassandolo a espressioni  pure  dure e di prima mano  senza fronzoli pseudoculturali , incursioni fascistoidi del coglione di turno  o la povera aria da ex rivoluzionari di periferia  che vi si respira di solito. 

  62. 4
    Roberto Pasini says:

    Nel 1956 la stragrande maggioranza dei comunisti italiani approvò l’invasione dell’Ungheria per porre fine ad “colpo di stato controrivoluzionario e fascista organizzato dagli americani”Poche eccezioni, tra cui Di Vittorio e Antonio Giolitti, che per questo usci’ dal PCI. Tutti sapevano cos’era URSS, ma l’idea era che dovendo schierarsi tra due super-potenze, fosse comunque meglio stare dalla parte di chi avrebbe comunque fornito un appoggio (compresi i rubli per finanziare il partito) alle battaglie socialiste in giro per il mondo. Molti erano convinti stalinisti, ma molti fecero una scelta strumentale, riconoscendo solo dopo molti anni l’errore, come l’allora trentenne Giorgio Napolitano. La storia paradossalmente si ripete trovando strane alleanze e coincidenze nel fronte “giustificazionista”. La cosa singolare è che l’URSS non esiste più, anche se la Russia è ancora retta da una oligarchia autoritaria guidata da un ex KGB. E comunque ben difficilmente  e solo con grande fantasia potrebbe essere considerata oggi un sostegno e un baluardo per le cause di “Libertà Fraternità Eguaglianza” in giro per il mondo. È tuttavia probabile che i rubli (come i dollari peraltro e i renminbi) ancora girino, ma questa volta in direzioni strane rispetto alle antiche tradizioni. Anche questo dunque ci tocca vedere. Gli ex comunisti filo Nato e i leghisti/sovranisti con varie compagnie di “alternativi” filo russi. La storia non smette mai di stupirci e di soprenderci. E intanto, mentre i tifosi guardano la partita alla televisione e agitano gli striscioni,  la gente crepa e soffre sia le vittime che gli “strumenti ciechi di occhiuta rapina” come diceva il Giusti dei soldati ungheresi che cantavano nella chiesa di Sant’Ambrogio, la’ fuori della mura, imparata a memoria alla scuola elementare, quando si onorava il nostro Risorgimento dal dominio austriaco. 

  63. 3
    Alberto Benassi says:

    ovvero, russi stronzissimi e americani buonissimi,

    ma non è una storia già sentita?
    Un tempo si diceva: indiani cattivi – cowboy buoni arrivano i nostri.

  64. 2
    lorenzo merlo says:

    Dalla lettera di Pierluigi Fagan ai Votatori.
    https://www.ariannaeditrice.it/articoli/sono-indig-nato
     

  65. 1
    lorenzo merlo says:

    Tutti, tutti, all’angolo, reagiscono.
    E l’umiliazione diventa rabbia.
     
    Una preghiera per chi paga, siano ucraini che donbassiani.

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