Dai pop-up in piazza agli spot televisivi, dalle installazioni urbane ai treni brandizzati: come partner ufficiali (e non) si sono contesi l’attenzione di milioni di spettatori durante i XXV Giochi olimpici invernali. In più: “Ambush marketing” alle Olimpiadi, cioè quando il marketing diventa “parassitario”.
Milano-Cortina 2026 e il marketing d’imboscata
(la grande corsa dei brand alle Olimpiadi invernali)
di Anna Botton
(pubblicato su sportefinanza.it il 15 febbraio 2026, con aggiornamento)
Dal 6 al 22 febbraio 2026, Milano, Cortina d’Ampezzo, Bormio, Livigno, Anterselva e la Val di Fiemme sono stati al centro del mondo sportivo: i Giochi olimpici invernali hanno trasformato queste località in un’unica, enorme vetrina. E i brand – sponsor ufficiali e non – non si sono fatti trovare impreparati.
Quello che si è consumato tra le strade del capoluogo lombardo e le piste retico-dolomitiche non è solo una gara atletica: è anche una battaglia di visibilità, posizionamento e storytelling che vale, secondo le stime di WPP Media, tra i 40 e i 45 milioni di euro in investimenti pubblicitari complessivi nel solo mercato italiano.

Milano media a cielo aperto
Sono bastate poche ore di passeggiata nel centro di Milano per rendersi conto della portata del fenomeno. Piazza San Babila ospitava il «Padiglione OMEGA», allestimento monumentale con cui il marchio svizzero celebrava il suo ruolo di Cronometrista Ufficiale dei Giochi dal lontano 1932.
Poco più in là, in piazza XXV Aprile, la gara tra installazioni si faceva serrata: Grana Padano, sponsor ufficiale della manifestazione, ha aperto un pop-up con simulatore di sci e quiz sulla storia olimpica, mentre di fronte una maxi scultura di neve artificiale firmata HBO Max Italia – con Bugs Bunny schiantato sulla neve – regalava uno dei momenti più fotografati e condivisi sui social.
In piazza Gae Aulenti, La Roche-Posay ha presidiato il weekend con un pop-up dedicato alla linea Anthelios UV Sport, distribuendo anche un’edizione limitata di capi in collaborazione con Colmar. In Stazione Centrale si fronteggiavano invece tre attivazioni di peso: il container nero di Emporio Armani EA7 con i prodotti da sci e il maxischermo del brand, il maxi pop-up di TCL Electronics – partner ufficiale dei Giochi – e un allestimento di Uniqlo per presentare la linea termica Heattech, giudicato più sobrio rispetto agli standard del contesto circostante.
Alla Stazione Centrale trovava posto anche la Fiat 500 Sport Edizione Milano Cortina, mentre al Castello Sforzesco si contendevano lo spazio Casa Esselunga, «The Peak» di Coca-Cola e «Wonder on Ice» di Alibaba: quest’ultima, lunga 40 metri, combinava intelligenza artificiale, cloud computing e retail immersivo, con avatar digitali e video generati in tempo reale.

Moncler, Nike, Red Bull: l’attivazione come esperienza
Non tutte le attivazioni puntavano sulla semplice visibilità. Alcune hanno scelto la strada dell’esperienza immersiva, con investimenti che non sono da poco. Nel cortile di Portrait Milano, Moncler Grenoble ha realizzato «Beyond Performance»: una maxi struttura riflettente che ospitava una mostra dedicata al rapporto tra moda e performance, con pezzi iconici come la Paninaro Down Jacket autografata da Alberto Tomba. L’esterno era incorniciato da alberi e piante che invadevano il cortile, in un allestimento che non poteva non fare riflettere sul tema della sostenibilità delle attivazioni effimere.
Nike ha invece puntato tutto sulla narrazione di movimento e territorio con l’«All Conditions Express»: un treno storico italiano brandizzato, in viaggio dal 5 all’8 febbraio verso le Alpi Orobie, trasformato in campo base itinerante per trail runner e appassionati di montagna. A fare da «controllori d’eccezione» nella prima giornata: Bebe Vio e Jannik Sinner. Un’operazione ad alto impatto mediatico costruita attorno al lancio delle nuove Nike ACG Ultrafly Trail.
Red Bull, da parte sua, ha trasformato una pensilina in una palestra urbana con la campagna «Zero Scuse», ingaggiando il campione europeo di wakeboard Massimiliano Piffaretti per sfidare i passanti a cimentarsi in un circuito di esercizi sul marciapiede. L’idea era quella di rendere lo sport un fatto quotidiano, non uno spettacolo da guardare a distanza.
La campagna come racconto: spot, OOH e ambassador
Sul fronte della comunicazione istituzionale, il livello era altrettanto elevato. ENI, Premium Partner dei Giochi, ha costruito una saga pubblicitaria firmata Tbwa\Italia che porta la neve – o meglio, la sua assenza – a Cozzo Spadaro, la località più meridionale d’Italia. Il secondo episodio dello spot vedeva gli abitanti di questo lembo di Sicilia arrivare finalmente a Cortina. Poste Italiane raccontava invece la complessità logistica dei Giochi con ironia, sulle note di «Ci vuole un fisico bestiale» di Luca Carboni.
Fiat è tornata a un linguaggio pop con Piero Chiambretti come protagonista e autore del concept, in una campagna cartoonesca e onirica firmata Publicis Collective. Samsung ha rilanciato con «Victory Is a Team Sport», sovvertendo la narrazione olimpica tradizionale: al centro non il podio, ma chi ha supportato l’atleta nel cammino verso di esso. Enel lavorava sull’emozione con una giovane pattinatrice alle prese con le difficoltà della crescita, mentre Intesa Sanpaolo schierava Roberto Bolle, Jasmine Paolini e Mattia Furlani per ricucire sport e cultura italiana.
Visa ha costruito un ecosistema che unisce spot televisivo con Sofia Goggia testimonial, un personaggio digitale sviluppato con l’intelligenza artificiale chiamato «V», un singolo musicale disponibile sulle piattaforme di streaming e un’esperienza immersiva all’interno dell’«Igloo Visa» nelle fan zone ufficiali. L’ambizione era chiara: non basta essere presenti, bisogna essere ovunque e in modo coerente.
Chi non è sponsor ma ci sa fare: WeRoad, Uniqlo e l’ambush marketing
Significativo è anche ciò che è accaduto al di fuori del perimetro ufficiale. WeRoad, senza essere sponsor né partner, ha lanciato una campagna OOH (Out Of Home, cioè pubblicità fuori casa, si riferisce a tutte le forme di comunicazione pubblicitaria che raggiungono le persone mentre sono fuori dalla propria abitazione, NdR) che trasformava le fatiche del viaggio in discipline olimpiche – dalla «medaglia olimpica di sollevamento dello zaino» a quella di «gestione jet lag» – con un tono ironico e fortemente identitario che cavalcava l’onda del momento senza mai scodinzolare all’evento.
Uniqlo, dal canto suo, presidiava la Stazione Centrale e altri punti nevralgici della città senza alcun accordo di sponsorizzazione, intercettando semplicemente il flusso di attenzione generato dai Giochi.
Non tutto, però, è stato lecito. L’Agcm ha avviato istruttorie per presunti episodi di ambush marketing (letteralmente “marketing d’imboscata”) come nel caso di Harmont & Blaine, accusata di aver utilizzato simboli, loghi e hashtag olimpici senza autorizzazione. Un promemoria per il mercato: l’attenzione generata da un evento come Milano-Cortina è una risorsa preziosa, ma va presidiata nel rispetto delle regole.

I numeri: 40-45 milioni di euro e un’onda lunga per il mercato
Sul piano economico, le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina si sono configurate come uno dei motori principali della crescita attesa dal mercato pubblicitario italiano nel 2026.
«Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina rappresentano un evento di portata eccezionale, non solo per lo sport ma anche per l’intero ecosistema media e pubblicitario italiano», afferma Federica Setti, Managing Director di Choreograph, unità Data & Tech di WPP Media, stimando un valore complessivo «tra i 40 e i 45 milioni di euro».
A fare da capofila nella raccolta sono stati i broadcaster: Rai per la copertura in chiaro e Eurosport-Discovery per le piattaforme a pagamento. Ma l’out-of-home, in un evento che vive anche di presenza fisica, si è confermato moltiplicatore naturale: stazioni ferroviarie, aeroporti e spazi ad alto transito sono diventate vetrine privilegiate, raggiungendo residenti e visitatori.
Confcommercio stima un indotto economico di 319 milioni di euro per Milano sola, con 725.000 spettatori tra il 6 e il 22 febbraio 2026 e una spesa media pro-capite di 440 euro.
I Giochi hanno aperto anche un anno ad alta intensità per la pubblicità italiana: subito dopo arriva il Festival di Sanremo e, in estate, i Mondiali di calcio. Un trittico che alimenta le aspettative di crescita del mercato, dopo un 2025 considerato sostanzialmente piatto, con le stime dei centri media orientate su un +4-5%.

La posta in gioco: «Il budget è solo il punto di partenza»
«Per emergere davvero in un evento come le Olimpiadi, il budget è solo il punto di partenza – osserva Luca Vergani, Chief Business Officer di WPP Media Italia – L’associazione di un marchio con il mondo olimpico è innanzitutto un’associazione di valori: eccellenza, impegno, disciplina e universalità. Oggi vince chi riesce a entrare nel flusso culturale dell’evento, non chi si limita a presidiare gli spazi ufficiali».
Del resto, le sponsorizzazioni olimpiche hanno una caratteristica che rende la partita particolarmente complessa: l’assenza totale di visibilità dei brand durante le competizioni, indipendentemente dal livello di investimento. Questo obbliga i partner a lavorare sul territorio, sui contenuti e sulle esperienze fisiche per costruire rilevanza.
I dati del Brand Sponsorship Monitor di WPP Media confermano la TV come primo touchpoint di scoperta (oltre il 35%), ma il ricordo di sponsorizzazione cresce in modo significativo quando l’attivazione è distribuita tra social, OOH ed esperienze fisiche.
Il 45% degli italiani, secondo la stessa ricerca, ha dichiarato di aver seguito le Olimpiadi più per le storie degli atleti che per le performance sportive in senso stretto. E oltre il 59% ricorda già almeno un brand associato ai Giochi. Dati che spiegano perché, in questo contesto, la differenza non la fanno i budget ma la qualità del racconto.
Milano-Cortina 2026 si è chiuso il 22 febbraio, seguiranno i Giochi Paralimpici fino al 15 marzo. Ma per molti brand l’investimento è pensato per durare ben oltre queste date.
La scommessa è trasformare due settimane di visibilità olimpica in un posizionamento capace di restare vivo nella memoria dei consumatori molto dopo che la fiamma si sarà spenta.
Ambush marketing
a cura della Redazione
L’ambush marketing è una strategia con cui un’azienda tenta di collegare la propria immagine a un evento senza essere tra gli sponsor ufficiali. E’ praticata da un vero e proprio sottobosco di aziende che richiamano colori, simboli o atmosfere olimpiche per far credere ai consumatori di essere parte dell’iniziativa, pur non avendo versato alcun contributo come sponsor ufficiali.
Questa è concorrenza sleale: da un lato risultano danneggiate le aziende che hanno pagato per essere sponsor ufficiali della manifestazione, dall’altro possono essere coinvolti anche i consumatori.
Il rischio, infatti, è che il pubblico creda che un determinato brand sia ufficialmente legato ai Giochi Olimpici, attribuendogli un ruolo o un riconoscimento che in realtà non esiste.
E’ stato avviato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato un procedimento nei confronti di Harmont & Blaine, azienda di abbigliamento che avrebbe diffuso campagne utilizzando il logo dei Giochi Olimpici e hashtag tipici di Milano-Cortina 2026, anche attraverso influencer.
Si tratta di un’istruttoria e sarà necessario attendere la conclusione del procedimento per conoscere l’esito definitivo.
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Davvero non hai ancora capito? Te lo sto ripetendo alla noia, è un concetto semplice ma è quello che il popolo bue NON capisce. Non è necessario scrivere esplicitamente che si è favorevole ai danni ambientali. Tu sei inevitabilmente a favore dello scempio ambientale per il semplice fatto che sei favorevole alle Olimpiadi. Eventi del genere NON possono essere celebrati se NON a prezzo di enormi danni ambientali e spreco di denaro pubblico. Finche NON capirai questo semplicissimo concetto, sotto gli occhi di tutti, sarai sempre un sostenitore delle Olimpiadi e ogni altra ipotesi su di tre farà breccia. E’ per colpa del popolo bue, composta da milioni che la pensano come te, che NON c’è stato il rifiuto della candidatura italiana nel 2016-19 e che qualsiasi altra canditrura italiana (esempio per il 2036) avrò sempre fortuna. E i tentativi di convincervi, di Peruffo, di Gogna, del sottoscritto e di altri, purtroppo saranno sempre destinati al fallimento: di fronte alla mancanza di intelligenza del popolo bue, non si può fare nulla
Crovella, sei l’unico qua dentro a non riuscire ad intervenire senza offendere.
Detto ciò se ne sei capace, fammi copia e incolla delle mie frasi dove avrei detto di essere a favore dello scempio ambientale. Se non le trovi chiedi scusa.
Infine con che faccia ti presenti a fare la morale sull’ambiente, quando quelli che voti tu sono i principali distruttori dell’ambiente non solo materialmente ma a partire dalle leggi “liberi tutti” che permettono le porcate più pesanti.
Mica sostengo che sei l’unico babbeo sulla faccia della terra! Certo che c’è anche quel filone lì: e ste menate ce le dobbiamo ingoiare anche noi solo perché alcuni, come te, hanno l’anello al naso? Il punto è capire da che parte si sta. Ti piace quel filone di pensiero? E stacci, ma non venire a menarla che sei per l’ambiente, perché non lo stai aiutando in visione prospettiva (i recenti danni ormai sono stati fatti, evitiamo i prossimi!). Purtroppo finché ci saranno infiniti babbei come te che ingrossano il popolo bue, Peruffo può scrivere migliaia di articoli, anche raffinatissimi e con argomenti fondati e comprovati, ma alla fine le sue tesi non attecchiranno mai e saremo sempre qui a lamentarci di danni ambientali e sprechi di denaro pubblico… Prima ancora dei “faccendieri” che operano sventrando e cementificando, il vero cancro di questo problema è nel popolo bue: siamo appena reduci dall’evento in questione, dove danni ambientali e sprechi di denaro pubblico sono emersi alla luce del sole, e il popolo bue (dei babbei con l’anello al naso) continua a incensare l’evento come se fosse “manna dal cielo”. Ovvio che le prospettive di altre Olimpiadi (2036) trovano facile presa nel popolo bue composto da infiniti babbei… Che dire, la realtà parla da sola.
“Feb 26, 2026, 07:00am EST
Millions of Americans who have never been to Italy’s Dolomite Mountains just saw two weeks of jaw dropping pictures and video during the 2026 Winter Olympic Games. If you were one of them, you might have thought, “Hey, I’d like to go there.” If you did, you were right, because the Dolomites are awesome. I’ve been several times, summer and winter, and it’s one of my favorite places on earth. In fact, I have already booked a hiking trip with friends this fall. The food is great, the towns are charming, the people are warm, but at the end of the day it is the stunning scenery and landscape that makes it so special, and that means getting outside. Spring, summer, fall and winter are all great times to travel to Italy for outdoor adventures in the Dolomites.”
Questo su Forbes, una delle riviste più lette e influenti su una larga parte delle scelte degli statunitensi, dalla finanza al dove andare in vacanza.
Ma tu continua a fare il sapientone.
E’ ormai comprovato che se negli interlocutori mancano i requisiti di base, cioè un QI minimo, ogni argomentazione (per quanto fondata) non viene recepita. Invito tali interlocutori a rileggere l’articolo di Peruffo (dove mi pare che tali interlocutori abbian anche lasciato un commento… ma con quale lucidità leggono e commentano?). Le Dolomiti che sono da un po’ di tempo “patrimonio dell’umanità” (per cui sono note in tutto il pianeta) non hanno certo bisogno di esser riprese in mondovisione per procurare nuovi clienti alle Guide alpine locali nell’estate prossima… Certo che se si continua a ragionare con i piedi, con argomentazioni una più squinternata dell’altra, altro che evitare prossimi danni ambientali e sprechi di denaro pubblico!
Cosa c’entra, poi, il mio “fascismo” con i danni ambientali e gli sprechi di queste Olimpiadi?… E’ un mistero più oscuro del i quelli di Fatima, a dimostrazione che si parla a vanvera…
Onde evitare accoltellamenti (virtuali), propongo di variare in corso d’opera il tema della discussione.
Da “Milano-Cortina 2026 e il marketing d’imboscata”
a “Il fidanzato della Brignone esiste o non esiste?”.
P.S. Avrei voluto porre un altro interrogativo, leggerissimamente piú triviale, però mi sono censurato. Temo l’ira dei miti (-> Gogna).
Ma come si fa a discutere con te! In tutto il pianeta si parla della bellezza dei luoghi che hanno visto, Cominetti quest’estate potrà selezionare gli americani che più gli aggradano perché pare siano rimasti fulminati dalla bellezza delle Dolomiti e tu guardi al dito.
Sul fascismo è sufficiente la tua storica frase piùmontagnaperpochi, poi mettici il razzismo, l’odio per le autonomie locali, “iosonioevoinoncapiteuncazzo” tanto per dire le prime che mi vengono in mente.
Ho abbondantemente spiegato il motivo per cui, da circa una ventina d’anni, ho maturato la convinzione che i grandi eventi sportivi sono diventati un cancro sociale, nel senso che producono immensi danni ambientali e incontrollati sprechi di denaro pubblico. L’ho spiegato doviziosamente, per cui non lo ripeto. La soluzione più intelligente è quella di trovare delle efficaci soluzioni in termini di format degli eventi sportivi (sfalsare per anni le gare, prevederle in nazioni diverse, usare gli stessi impianti senza costruirne di nuovi). In attesa che i sostenitori della bontà ideologica delle Olimpiadi trovino valide alternative organizzative, l’unica cosa da fare è sospenderle. Altrimenti non faremo altro che assistere a nuovi scempi ambientali e nuovi sprechi di denaro. Che tale scempi e sprechi, oggi, siano stati concretizzati in Italia e in futuro potranno esserlo in Arabia o in Patagonia (cioè “lontano” da noi) non cambia nulla a livello planetario. Infine il risvolto per cui i grandi eventi (sportivi e non sportivi, vedi Sanremo) abbiano ormai perso il loro contenuto originario a favore del becerume collaterale non è l’unico problema, ma è un’aggravante del problema generale. In pratica abbiamo accettato di lasciar abbattere i famosi larici per poter parlare del nuovo (ancora non certo) fidanzato della Brignone oppure dei medici piacioni dell’ospdale dove è stata ricoverata la Vonn oppure dei preservativi (in dotazione presso il villaggio olimpico) esauriti in un meno di una settimana…
@ 46
Carlone “progressista reazionario”?
Oppure “europeista sovranista”? Finanche “fascista democratico”? Addirittura “solitario scialpinista sognatore e spietato analista economico-finanziario”?
Dopo The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde,
ecco a noi nel GognaBlog, in prima mondiale,
Lo strano caso del dottor Crovella e del signor Krovellik.
Scusa Carlo, ma sei o non sei un progressista reazionario? Almeno per quanto posso direi io ti definirei tale….il che rende difficile comprendere o quantomeno non coerente il fatto che tu sia contro le Olimpiadi…cosa che ti fa onore, dal mio punto di vista, ma lascia il un po’ confuso l’interlocutore…
in piùnon leggi bene e travisi: ho guardato tre sole gare (libera, SuperG e gigante femminile), ma sono un’inizia rispetto alla messe di trasmissioni che c’erano. Poi NON ho detto che mi sono interessato al gossip, ma che aprendo i siti dei quotidiani in queste due settimane si era assaliti da titoli di articoli (che poi io NON ho letto nel dettaglio) su episodi tipo quello che ha confessato in diretta di aver tradito la compagna, oppufre il nuovo possibile fidanzato della Brignone oppure la Shifrin che ha fatto festa smodata a casa Austira. Ho rilevato come fenomeno di costume che ormai il carrozzone circense vive principalmente di questi risvolti e non del §”vero” sport, che di fatti sui quotidiani era relegato (se c0era) in posizioni marginali…. Quindi nessuna trave caro cicciobello!
E, appunto, che c’entra il fascismo con il tema Olimpiadi-carrozzone? E’ questo il punto: tu sistematicamente mescoli pere con patate perché hai il minestrone in testa (su ogni argomento). Purtroppo il problema vero dell’Italia è che il popolo bue è composto da un numero sconfinato di individui come te: sul caso di specie, da un lato sbavate per vedere le gare delle Olimpiadi e dall’altro vi dichiarate contrari alle opere, senza riuscire a capire che per il solo fatto che si disputano le Olimpiadi (o altri eventi del genere) non si può non fare dei danni ambientali per realizzare gli impianti in cui tali eventi si disputano. Il caso dei larici abbattuti è il più eclatante, ma non è l’unico, anzi: ogni impianto sportivo o infrastrutturale ha comportato scavi, poi cemento e quindi danni (nonché un inquinamento pazzesco per il sovraffollamento dei queste due settimane). Quindi non potete stare contemporaneamente da una parte e dall’altra. Il problema del popolo bue e che su di lui farà sempre presa l’ipotesi di nuove Olimpiadi: non caso appena si sono spente le luci domenica sera già si sono sentite le prime ipotesi di Olimpiadi estive a Roma per il 2036… Perché si sa che c’è questa immensa base di gente che “anela” le Olimpiadi, fattore di fronte al quale ogni tentativo di evitarle è purtroppo destinato al fallimento.
“Non mi pare proprio che mi si possa accusare di offendere”
Crovello, qui però hai proprio esagerato, ekekazzo!! 😂😂😂
Di fascismo è intriso ogni tuo intervento, qualunque sia l’argomento, è insito nel tuo modo di impostare il dialogo.
Quanto alle contraddizioni che imputi agli altri, guarderei più alla trave che hai negli occhi. Per tua stessa ammissione hai scritto di aver guardato delle gare e ti sei interessato al contorno e al gossip (diversamente da me), diventando così parte in causa, complice e alimentando così il giro di giostra che tanto ti fa schifo.
Non mi pare proprio che mi si possa accusare di offendere, piuttosto dico le cose con schiettezza e quindi metto il dito nella piaga delle contraddizioni altrui. chi non è molto lucido interpreta ciò come “offese”, ma sbaglia lui anche in tale risvolto. Invece mi sembra che le offese siano espresse da “altri” nei mei confronti: oh, beninteso, me ne faccio un baffo, ho una pelle da rinoceronte! Lo dico solo come dato di cronaca, tanto per puntualizzare. Ma cosa c’entra poi il mio (presunto) “fascismo”? In questi discorsi, tirare in ballo risvolti del genere denota la scarsa (per non dire nulla) lucidità intellettiva. Infatti si va completamente fuori tema, perché non si sa proprio “leggere” gli scritti, nel senso che non si sanno decodificare i contenuti delle tesi altrui (di fatti poi le controargomentazioni sono dei minestroni senza senso). Accusarmi poi di NON amare lo spirito sportivo, quello sano intendo, né la valenza “educativa” di tale spirito è quanto mai ridicolo, significa non conoscere nulla delle mie attività: io sono impegnato, praticamente da sempre, a sostenere l’educazione di giovani (a volte di famiglie “normali”, ma a volte anche con provenienze critiche e complicate) e a tal fine un sano spirito sportivo è molto utile. Solo che il “vero” spirito sportivo, oggi, NON è più negli eventi di alto livello, come Olimpiadi ecc (trasformati solo più in un carrozzone circense per allocchi che alimentano così il “magna magna” generale), ma lo si trova nei campetti di periferia o degli oratori, oppure nelle piccole società amatoria, oppure ancora nelle Scuole del CAI (anatema!). A chi piace il modello circense stile recenti Olimpiadi non è che deve per questo suicidarsi, ma stona che si dichiari contrario ai danni ambientali e agli sprechi di denaro pubblico. Infatti il modello delle grandi manifestazioni non può che essere come abbiamo appena visto nelle scorse settimane. Vi “piace”? E almeno siate coerenti fino in fondo. Tertium non datur
MI scuso con i frequentatori del blog, ma sono costretto a rispondere all’ insultatore seriale nonché mitomane e fascista, pertanto saltate pure il commento se non volete inutilmente perdere tempo.
Crovella sei proprio identico alla tua cara Meloni, attacchi e vittimismo, attacchi e vittimismo (salvo poi fare colossali figura di merda a realtà appurata, vedi poliziotto).
1. Essere contro la costruzione di nuovi impianti inutili e devastanti non c’entra nulla con l’amare lo sport. E tra l’altro le gare che si sono svolte nella suddetta pista non le ho guardate per non finire nei numeri dei contatti streaming.
2. L’intento che mi hai attribuito in un commento precedente dimostra tutta la tua falsità, in quanto sono stato l’unico a scrivere su questo blog che “grazie alla Raggi abbiamo evitato un enorme spreco di denaro a Roma”, non ho scritto “a causa della Raggi”.
3. Non pratico alcuno sport cosiddetto invernale, di conseguenza non faccio uso di impianti di risalita e non sono complice delle devastazioni derivate da questo modello di sviluppo, anzi ho sempre dato il voto a chi si è dimostrato contro questo modello ed ho firmato tutte le petizioni (di cui ho saputo) al sui contrasto. Tutto ciò non mi impedisce di guardare ed ammirare un gesto atletico di alto livello.
4. La pubblicità mi passa sopra, non me ne può fregare di meno di tutti i brand apparsi durante le olimpiadi.
5. Vogliamo parlare di te, che ti lamenti di tutto, insulti tutti, poi però ti vanti che nella tua carriera hai acquistato decine di paia di sci, con tutti gli annessi e connessi, ti vanti di aver istruito centinaia di adepti, di portarne addirittura 200 alla volta, senza renderti conto di quanto inquinamento hai prodotto e continui a produrre. Scialpinismo dal quale è nato poi l’eliski con tutti i danni che fa, e seguendo il tuo stesso ragionamento, sei parte in causa di quei danni ambientali. Oppure smetti di sciare. E rompi il cazzo a chi ha guardato per 2 settimane un evento dove atleti di tutto il mondo si sono misurati sportivamente senza fucili o bombe? Curati Crovella.
Caro Alessandro, amico di blog, sono molto affezionato al Gognablog. Lo leggo e commento fin dall’inizio del 2016.
Ora però, in molti interventi, il forum sta degenerando. Credo che in dieci anni non sia mai accaduto a simili livelli.
Con simpatia.
E allora se sei “contro”, cosa sostieni l’evento Olimpiadi???? Finché siamo circondati da gente come te (e, purtroppo, siete in tantissimi…) ogni azione anti-Olimpiadi è destinata al fallimento, che sia la manifestazione milanese in stile Gogna-Peruffo o gli scritti (di allora) dei pochi illuminati, come Crovella, che avevano già capito ex ant5e come sarebbe andata a finire. In tutto questo coacervo di babbei come te, c’è una contraddizione profonda, che è il vero cancro che ci ammorba tutti. Ovvero: se ti piace questo modello, cosa lo critichi a fare? E se, invece, lo critichi, come fai a dire che ti piace? O una cosa o l’altra: tertium non datur…
Fatta questa doverosa precisazione, se val “agli atti” ti accorgerai che probabilmente sono quello che è intervenuto più volte contro la nuova pista di bob. Detto questo, per concludere, so benissimo che tu preferiresti che i giovani invece che perdere tempo a fare attività sportive si dedicassero ad attività più consone a loro, cioè imbracciare un fucile ed imparare ad ammazzare altri giovani. Del resto è nel tuo DNA di sommo fascista.
Un deficiente come te non l’ho mai conosciuto prima.
E’ tutto fatto per creare una torta da “magnare” e una delle principali veicoli attraverso cui arrivano gli sghei (non l’unico, ma certo fra i più importanti) è quella delle aziende che acquistano spazi pubblicitari (in TV, ma non solo…). L’importanza di questi ultimi è tale che, per attirare più consumatori possibili, l’intero mondo dello sport si è trasformato in un vero “circo”, perché queste cose attirano (molto più dello sport da solo) la platea più ampia possibile. Per cui di “valore” sportivo nelle gare non ce n’è proprio più e, ammesso che ce ne sia un po’ laggiù in fondo al barile, non merita, per i quattro gatti come te che ci credono, concretizzare tutti i danni ambientali che sono stati fatti. E’ questo il cortocircuito che facilità l’operato dei politici (ripeto: di ogni colore) quando lanciano l’idea di nuove assegnazione dei grandi eventi sportivi. Se i cittadini italiani fossero tutti come me, i politici si troverebbero di fronte a un muro di acciaio e il discorso finirebbe lì: NIX Olimpiadi e larici ancora in piedi. Purtroppo gli italiani sono in stragrande maggioranza dei babbei come te, per cui le varie promesse fanno presa. Non a caso, proprio in questi gg, è già riemersa l’idea di fare le Olimpiadi estive a Roma nel 2036. Scommetto che tu sarai un gran sostenitore di quella idea pur di “vedere” il vero sport… Finché c’è gente che la pensa come te, ogni battaglia per impedire le Olimpiadi è persa in partenza. Rassegniamoci a nuovi danni ambientali…
@ 32 Finché ci sarà il popolo bue che si “illude” di vedere ancora lo “sport vero”, dove ormai c’è solo più un carrozzone mediatico (finalizzato alla vendita di spot pubblicitari), tutti gli sforzi “anti-Olimpiadi” saranno vari. Lo sono stati quelli di Gogna-Peruffo, anche con la sfilata milanese dei larici abbattuti, così come lo sono stati i miei nel periodo metà 2016-metà 2019, quando ho cercato di convincere (con articoli, scritti, interventi in eventi vari) gli italiani a RINUNCIARE all’assegnazione delle Olimpiadi all’Italia. Ritieni che esista ancora del sano sport nelle gare? Bene, allora vai a vedere (a titolo di esempio) le gare di bob/slittino ecc a Igls, dove esiste già una pista operativa, e non “pretendere” che le gare si facciano qui, dove per creare la pista da bob è necessario abbattere i famosi larici. Proprio per le convinzione (infondate) che esprimi, tu sei correo dei danni ambientali prodotti da queste Olimpiadi, perché, se credi che esista ancora il vero sport nelle gare di alto livello, dovresti esser disposto ad andare a vedere le gare “là” dove esistono già le strutture e non a gioire perché quelle stesse gare si fanno da noi, con danni ambientali e sprechi di denaro pubblico. Anticipo la tuia prevedibile (e non intelligente) obiezione: non c’entra nulla il colore dei politici perché l’assegnazione è avvenuta in anni in cui a Palazzo Chigi c’erano Renzi, poi Gentiloni (entrambi del Pd) e poi il Conte 1 (M5S + Lega). CONT
E intanto le montagne hanno subito, impassibili, distruzioni e soprusi…
Chissá quanti che sono andati alle gare in montagna (Milano nn fá testo) di persona (pagando biglietti cifre stratosferiche) si saranno guardati intorno… pochi o nessuno avranno pensato lo scempio fatto per piste e impianti (uno su tutti, la pista di bob a Cortina, che fará la fine di quella di Cesana )…
Men che meno, quelli che le gare le hanno viste dal divano…
Esatto Crovella, lo vedi solo tu perché è quello che ti interessa, d’altra parte hai scritto tu
Ma di sport, di sport “vero”, sinceramente ne ho percepito davvero poco…
Non è che non l’hai percepito, non ti interessa e soprattutto non ci capisci nulla (che non è un difetto). Come al solito sei convinto che il tuo punto di vista debba essere quello di tutti.
Io invece ho guardato solo le gare, che in ottica sportiva sono state di livello eccezionale, dallo sci alpino, al pattinaggio artistico, al fondo, allo sci acrobatico tanto per citarne qualcuna, e non il gossip che tanto piace a te e dal quale sto il più possibile alla larga.
Ma come, il “becerume” lo vedo solo io??? Ma guardati davvero intorno: apri la TV, sfoglia i giornali (ormai tutti su internet), vai alle gare… Interessa molto di più il gossip del nuovo fidanzato della Brignone che le sue due medaglie d’oro. Il gesto atletico è stato compresso in un comparto ristrettissimo e non è quello che interessa al grande pubblico, che invece abbocca agli spot promozionali. Se non te ne accorgi da solo, comprati degli occhiali adeguati. Forse non servirebbero comunque, perché il tuo è un problema di sinapsi craniche…
Articolo equilibrato sul Post di oggi che mette in luce successi e criticità di questa edizione “diffusa” dei giochi olimpici invernali, un nuovo “formato” che ha origine da diverse motivazioni e che sembra stia diventando un punto di riferimento anche per le prossime. Contiene anche dati interessanti sul consumo di acqua e sul rapporto spettatori italiani e stranieri.
https://www.ilpost.it/2026/02/24/milano-cortina-2026-olimpiadi-invernali-bilancio-insostenibilita-problemi/
E in ogni caso Crovella a me fa paura un altro tipo di becerume, quello si pericoloso, quello dei politici che voti tu. Che dopo un’iniziale evidente becera reazione, senza alcun supporto di verità, ora che sono stati smentiti dalla tragica realtà dei fatti sono tutti scomparsi. Ed è solo l’ultimo becerume di una serie infinita.
Accipicchia lo dico io Crovella. Lo sport lo fanno gli atleti e io guardo lo sport. Quello che tu chiami becerume è un contorno che a me e a tutte le persone interessate alla bellezza del gesto atletico non interessa. Becerume (che vedi solo tu) che non cambia di una virgola tutti i sacrifici a cui deve sottoporsi un atleta per essere lì e che persone intelligenti sanno riconoscere ed apprezzare. Dopodiché continui a dimostrare di non capire un cazzo perché durante le gare è vietato qualsiasi tipo di pubblicità. Quindi di cosa stai parlando? Hai capito che si parla di olimpiadi almeno?
#22
Questo è quello che si dice guardare la luna e non il dito.
Accipicchia, non “sai” proprio leggere i testi, nel senso che non sai “comprendere” i significati e poi tranci giudizi come se tu fossi Einstein: stai più prudente nelle conclusioni, perché finisci “fuori” dal seminato e fai figure ridicole (non solo in questa occasione, ma direi “sempre”). Ho espresso esattamente il contrario di quello che hai “capito” tu. A me piace molto lo sport, intendo dire l’essenza dello sport. Ma, da almeno due-tre decenni, assito a una incorreggibile involuzione del modello socio-culturale, che ha innalzato il becerume a perno chiave degli eventi. mentre lo sport sta scivolando sempre più ai margini. Infatti quelli come me (interessati al vero sport e non al becerume) alla fine non guardano più le trasmissione sportive in TV
Tutta questa inutile pappardella priva di contenuto per dirci esattamente cosa, Crovella? Che a te non piace lo sport? Esticazzi. Vai all’arrivo della 50 km di fondo a dire agli atleti che sono dei fantocci manovrati. Soprattutto all’ultimo arrivato.
Che ci siano i mangiafuoco o pupari è cosa risaputa da tempo in ogni settore delle attività umane, nella politica in primis. Quello che però mi sento di dire che senza gli atleti che fanno i record sulla pista, i mangiafuoco sarebbero senza lavoro. Bisogna stare attenti a sentirsi mangiafuoco a volte il limite a diventare fantoccio è molto facile superarlo. Il cacciatore spesso diventa preda.
Al di là della “personalità” più o meno marcata dei singoli atletici, sono fantocci nel senso che sono burattini manovrati da un gioco più grande di loro, dietro al quale ci sta “Mangiafuoco”. Tutta la società attuale, consumistica all’ennesima potenza, spinge verso la “spettacolarizzazione”, fatta appunto del becerume che circonda la vera sostanza, fino a oscurarla. Capita con qualsiasi avvenimento sportivo, ma anche con altri fenomeni della realtà. Prendete Sanremo, per esempio. Era nato come il Festival della canzone italiana. E’ stato progressivamente infarcito di becerume (polemiche, gossip, belle donne, battute provocatorie, performance di comici e attori invitati, monologhi, farfalline varie ecc ecc ecc) e ora il becerume domina, le canzoni sono state pressoché schiacciate in un angolo, sono ridotte al pretesto per il resto. Così come accade nello sport. Seguo i Campionati mondiali di calcio dal 1970ne conosco quindi l’evoluzione sia sportiva che come fenomeno di costume Dall’edizione 1990 (non credo casualmente ospitata in Italia…) hanno iniziato a esser inquinati dal becerume collaterale (la trasmissione serale si chiamava Notti Italiane, con la celebre sigla di Bennato… ed è stata una delle prime trasmissioni falsamente sportive e invece più un salotto, dove ogni sera, occorreva tirar fuori un argomento di cui parlare…) e poi è stato un peggioramento senza contenimento. Ormai è un carrozzone senza costrutto,. dove dominano gli elementi collaterali. Lo stesso per la F1, il nostro campionato di calcio, il basket, la pallavolo ecc ecc ecc. Addirittura l’ateetica (la corsa, cioè l’attività sportiva più naturale che esista) è solo più un substrato di polemiche e di vicende “pelose” che attirano il grande pubblico, tipo l’atleta cX he “spia” l’atleta Y ecc ecc ecc. Non parliamo di dove si innescano risvolti oggi considerati contrati al politically correct (es: molestie sessuali – vedi attuale nazionale femminile italiana di cricket: chi sapeva che esistesse prima delle notizie in merito?) o di vari abusi autoritari di allenatori/trici su atleti/e. Tutto questo è il becerume che circonda qualsiasi fenomeno collettivo, per definizione quelli sportivi, perché questo becerume attira un pubblico smisurato di numero e sempliciotto di capacità intellettive, il pubblico ideale cui propinargli gli spot pubblicitari. Per cui, personalità marcata o meno di singoli atleti, il “Mangiafuoco” che fa girare la baracca è un altro soggetto e alla fine muove i dili di tutti, compresi gli atleti/e di spessore individuale. A questa maledetta legge, sotto sotto non sfugge completamente neppure Federica Brignone e, forse, oggi non riuscirebbero a sfuggire atleti del passato dall’indiscussa personalità tipo Thoeni o Stenmark, tanto per stare in campo sciistico…
Io non credo proprio che una come Federica Brignone sia un fantoccio.
A me del becerume non m’ interessa nulla, le olimpiadi sono un mercimonio? Sicuramente!
Ma vedere Federica Brignone sciare come ha sciato ha emozionato.
Via dai…tagliamo la testa al toro..parliamo di cose serie..ma quanto è bellina la Einliin Gu….
Vivete voi un realtà separate e non avete la minima capacità di analizzare in profondità il contesto nel suo complesso (riguarda ogni risvolto dell’esistenza, non solo questo tema).Seguo le Olimpiadi dal 1972 (invernali a Sapporo ed estive a Monaco di Baviera) e so di cosa sto parlando. Allora la copertura TV era minima, solo dopo e piano piano è cresciuta, ma la grande accelerazione è avvenuto a cavallo del 2000. Con scarsa o nulla copertura TV, le cronache delle singole gare mi giungevano più che altro dei giornali, allora solo cartacei e molto precisi: leggendoli si respirava sport. Ora ho notato che sui sirti dei quotidiani la componete “sportiva” delle singole gare si è stata praticamente svuotata. Di conseguenza è aumentato il contorno che attira molto di più il popolo bue. Mi è capitato di seguire per non più di 10 minuti la trasmissione serale riassuntiva (una specie di Domenica Sportiva sulla giornata olimpica) sperando che, almeno lì, si parlasse di sport, quello vero, e invece si cianciava dei suddetti temi beceri. Il fatto che in queste trasmissioni TV ci sia una postazione che riporta i contenuti dei social (tendenzialmente “scemi”) la dice lunga. Gli atleti si saranno anche allenati duramente, ma ormai sono solo più dei fantocci di un modello che non è più interessato al vero sport, ma al becerume circostante. Per un motivo molto semplice: è nel “becerume” circostante che c’è il grano, mica nelle prestazioni sportive in quanto tali. E le aziende a quel grano lì guardano come pubblico di consumatori), mica alla performance sportiva come era ai tempi di Thoeni. Se non cogliete questo aspetto, significa che anche voi siete fagocitati nel modello di business che piace alle aziende, cioè quello del becerume.
Chi di avidità ferisce, di avidità perisce.
Credo di essermi dato all’alpinismo in tenera età perché ho sempre detestato lo sport.
I giornali fanno gossip secondario perché la parte cronaca pura è bruciata dalle riprese televisive e anche così arrancano. Può essere comunque divertente guardare prestazioni sportive anche se magari un po’ inquinate dal retroterra pubblicitario che comunque consente la trasmissione degli eventi perché il canone non basta anche nelle pay Tv a sostenere i costi. Nel blog si è cercato di fare una riflessione non sul “divertimento” che è sempre soggettivo ma sugli impatti economici e ambientali di questo tipo di eventi. Le valutazioni dei costi/benefici sono diverse e quindi anche le posizioni a favore o contro. A quanto pare però i numeri sono un po’ ballerini e non sempre affidabili.
Crovella, vivi in una realtà separata. A parte il fatto che per tua stessa ammissione hai visto pochissime gare, quindi di cosa parli? Ma un conto è il gossip che per motivazioni prettamente commerciali fa’ girare le notizie che hai visto tu. Un’altra storia è quella degli atleti che si sono duramente allenati per anni per poter dare il meglio di sé in un’unica gara e ai quali interessava solo mantenere la concentrazione al top per poter esprimersi al meglio. Come si è poi evidentemente visto in tutte le specialità. Poi tu è non capisci proprio nulla di sport, perché basterebbe veramente poco per smentirti con innumerevoli esempi, ma non ne vale la pena.
Per scelta, io ho visdto in diretta solo tre gare: la discesa libera femminile, il SuperG femminile e lo slalom gigante femminile. del resto ho visto pochi video. Sul portale internet della Rai c’erano delle “schegge” di 3-4 minuti in cui veniva condensata una competizione. Credo di aver visto, con tale modalità, le altre gare di sci sia machiele che femminie. Il resto NON l’ho visto per scelta. Mi è sembrato tutto un gran carrozzone, fatto apposta per polarizzare l’attenzione di un pubblico più vasto rispetto a quello degli appassionati di sport. Un’enorme Novella 2000 protrattasi per 15 gg. A ciò mi riferisco citando il clima circense. Sui siti internet dei quotidiani hanno dominato fenomeni collaterali come (a puro titolo di esempio): l’americano che, intervistato perché giunto terzo, ha confessato in diretta di aver tradito la compagna (ignara); la Shifrin sfatta sul letto dopo la festa sfretata a casa Austria per l’oro nello slalom speciale (ma perché un’americana festeggia a casa Austria?); le considerazioni della sorella dalla Vonn circa i medici italiani (galletti e piacioni). Ultimo ma non ultimo: il forse nuovo fidanzato della Brignone, ex cestista, alto più di 1,90, di origini senegalesi e oggi modello… Insomma, vale la stessa regola degli antichi: al popolo dai “panem et circenses”. Più che nella greca Olimpia siamo stati al Colosseo, con i gladiatori e i leoni feroci. Ovvio che questo mix becero attira il popolo bue, che è composto da numerosissimi consumatori, per cui costituisce la platea ideale per le aziende intenzionate ad acquistare spazi pubblicitari (si presume a peso d’oro): dall’acqua minerale ai profumi, dalle auto ai cellulari. Il cerchio si chiude. Ma di sport, di sport “vero”, sinceramente ne ho percepito davvero poco… Non è pecca di questa particolare edizioni, sono ormai 3-4 edizioni (anche Olimpiadi estive, fin peggio) che è così. E non migliorerà
Ognuno ha le sue tecniche difensive. Ignorare gli aspetti della realtà che possono infastidire e concentrarsi solo su ciò che interessa può funzionare. Un’altra tecnica è quella di considerare tutti gli aspetti inserendoli in un quadro complessivo che uno si illude così di “dominare” , viene chiamata “razionalizzazione” . Non c’è una tecnica migliore di un’altra. Basta che funzioni, ovviamente, con buon senso, senza distorcere troppo le percezioni e isolarsi nelle proprie illusioni.
Sinceramente non mi interessa proprio questo discorso ….nel senso bella scoperta.. c’è tutto un mondo di marketing parallelo alle olimpiadi ??? E allora….????
A me piace lo sport e trovo sia stata un occasione per fare sport e fare vedere sport…il resto ?
Il mondo è bello e fa schifo come prima…e io non sono né più ricco né più povero
Non mi riferivo all’età’ ma ai comportamenti di consumo. I markettari sanno fare i conti a differenza degli amministratori pubblici: una volta erano disposti a pagare il “costo per contatto” (basta che guardi) ora pagano il “costo per contatto utile” (deve essere un potenziale consumatore, le teste non bastano).
Mah, Pasini non so, ormai il target dell’outdoor va da 3 a 80 e passa anni, quindi siamo tutti dentro, per loro basta respirare.
Comunque, nota di colore, gran figurone ieri alla cerimonia di chiusura della nipotina del capo, forse il pezzo migliore della serata.
Regattin. Forse, da quello che capisco, non sei un “target” su cui puntano gli inserzionisti ma si consolano con gli altri 2 miliardi – (1 + n) 😜 penso che io non ho visto neppure una gara, anche se qui a Villa Alzheimer la televisione era sempre accesa e le famose possenti chiappe ( femminili e maschili) esaltavano gli animi di donne e uomini.
“L’ambush marketing è una strategia con cui un’azienda tenta di collegare la propria immagine a un evento senza essere tra gli sponsor ufficiali…
Questa è concorrenza sleale: da un lato risultano danneggiate le aziende che hanno pagato per essere sponsor ufficiali…”
Interessante.
Si può avere una lista delle aziende che hanno praticato questa tecnica, magari corredata ai danni che hanno provocato?
Ci terrei a sostenere e premiare il loro sforzo acquistando qualcosa!
Ecco uno che non ha visto neanche mezzo secondo di gare, almeno informarsi prima di scrivere idiozie.
Quanto al circo, l’unico evento “stonato” è stato a mio parere chiamare scialpinismo una gara distante anni luce dal significato del termine. Gli avessero cambiato nome togliendo “alpinismo” forse sarebbe passata inosservata e senza tanto clamore in senso negativo. Per il resto mi pare che i francesi abbiano già imparato la lezione della posta di bob e non volendo costruire un nuovo stadio del ghiaccio, sembra che le gare delle prossime olimpiadi si faranno o a Torino o in Olanda. Sulla pubblicità non posso dire nulla se non che non faccio testo perché non ricordo un brand che sia uno. Eppure ho visto molte gare e le due cerimonie.
Lo spettacolo era molto professionale. I cantieri vengono letti come segno di dinamismo. Molti VIP hanno fatto dichiarazioni entusiaste sulla città. L’Italia non aveva una località turistica “esclusiva” come la Svizzera. Cortina era conosciuta ma non come le località alpine svizzere. Ora forse non è come Portofino ma ha allargato la sua fama.Può piacere o non piacere ovviamente ma così va il mondo e la ruota gira. Per chiarezza: io ho visto solo pezzi dell’inaugurazione per curiosità tecnica e nessuna gara, i miei amici alpinisti e sciatori ne hanno viste un certo numero con grande entusiasmo per le vittorie tricolori e non sono seguaci di Vannacci 😜
Milano ha cantieri aperti ovunque: non capisco in che modo possiamo aver fatto bella figura.
La cerimonia di apertura ha avuto in Italia un picco di 11 milioni di spettatori. Si stimano due miliardi a livello globale. La “fama” di Milano sicuramente si è ulteriormente consolidata con uno spettacolo decisamente “pop” che aveva tutte le caratteristiche e le modalità di questo tipo di spettacoli che ad alcuni fanno orrore ma che certamente attirano “masse popolari” sterminate, con grande gioia di inserzionisti e sponsor.
Interessante articolo della voce.it sulle difficoltà di un’analisi attendibile sull’impatto economico dell’evento. Certamente l’impatto sulla visibilità delle località interessate c’è stato, vista la copertura mediatica in particolare della cerimonia di apertura a Milano. Per il resto purtroppo manca una cultura della valutazione d’impatto basata sui numeri e non sulle sensazioni. https://lavoce.info/archives/110243/impatto-socioeconomico-di-milano-cortina-una-valutazione-impossibile/
A proposito di “eventi circensi” merita la medaglia d’oro lo sci alpinismo. Sembrava di essere ritornati ai “Giochi senza frontiere”. Spiace che ISMF abbia accettato tale comica rappresentazione.
Dalle Olimpiadi dello sport alle Olimpiadi dello spot, con la complicità dei giornalisti che all’analisi dei fatti preferiscono la propaganda dell’orrore. Mi riferisco soprattutto alla discesa: dalle piste da sci direttamente alle corsie d’ospedale e viceversa.
Come volevasi dimostrare. Dall’odierno Fatto quotidiano:
Olimpiadi a Roma: ora Gualtieri s’offre e il M5S s’arrabbia
Si chiudono i Giochi di Milano-Cortina. E altre città si propongono per le future edizioni
Nei grandi eventi sportici internazionali (Olimpiadi, Mondiale ed Europei di calcio ecc ecc ecc), il giro d’affari è tale che è inevitabile vendere anche la superficie delle chiappe degli atleti/e come spazi pubblicitari. L’articolo è molto interessante come descrizione dei dettagli in cui si declina questo fenomeno, ma stupirsi perché tutto ciò sia accaduto è fa ingenuoni. Per il poco che ho guardato le gare in TB, questa edizione mi è+ sembrata una sequenza di eventi circensi (salvo forse alcune gare di sci alpino): è ovvio che sotto al tendone del Circo Barnum si sponsorizza qualsiasi prodotto per di incassare “dindini” per far star su il tendone circense. Non è “pecca” esclusiva di queste specifiche Olimpiadi (cioè colpa dell’Italia), ma ormai è così dappertutto e in ogni frangente. In futuro sarà sempre peggio (e purtroppo NON solo nei grandi eventi sportivi internazionali). Anche per questo tali eventi anno fuggite come la peste. Ce ne ricorderemo?