Olimpiadi, a Cortina il Villaggio da 47 milioni

L’organizzazione dei Giochi invernali 2026 ha deciso che sul prato da 25 ettari a Campo di Sotto saranno ospitati 1200 tra atleti e tecnici. Saranno posizionati dei prefabbricati, “monteremo e smonteremo tutto”, assicura il commissario Sant’Andrea. Ma i danni per l’ambiente restano, stando alla relazione presentata dal comitato civico. Quello che la natura ha creato in centinaia di secoli verrebbe alterato per realizzare un insediamento umano di poche settimane.

Olimpiadi, a Cortina il Villaggio da 47 milioni
di Giuseppe Pietrobelli
(pubblicato su ilfattoquotidiano.it il 1 marzo 2023)

Tra i ministri, i presidenti di Regione, i sindaci e gli ingegneri che si sono incontrati a Venezia per la cabina di regia delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, probabilmente nessuno sa cosa sia il Re di quaglie, nome scientifico “Crex crex”. Si tratta di una specie compresa nell’Allegato II della Direttiva Europea Uccelli, che nidifica in mezzo all’erba alta. È un volatile a rischio di estinzione, in quanto la sua sopravvivenza è legata a “praterie” che vengono falciate sempre più in anticipo rispetto alla maturazione dei foraggi. Le covate, quindi, vengono distrutte dall’uomo che si dedica all’agricoltura. Il suo unico rifugio è in piccoli appezzamenti prativi, come Campo di Sotto o Piana di Campo, che si trova a sud dell’abitato di Cortina d’Ampezzo. Si tratta di un prato che occupa ai limiti del bosco una superficie di 25-30 ettari. Ma è proprio lì che i Signori delle Olimpiadi hanno deciso di far sorgere, nonostante le proteste della popolazione, il Villaggio che per alcune settimane ospiterà 1.200 persone, tra atleti e tecnici. In questo modo anche il piccolo Re di quaglie vedrà scomparire l’habitat che gli consente di esistere, a causa del posizionamento di prefabbricati che saranno presi a prestito e poi saranno rimossi dopo le Olimpiadi. Ma per attrezzare un sito che ospiti l’equivalente di un quinto di tutta la popolazione di Cortina serviranno fondamenta, infrastrutture per fognature, energia elettrica, gas, smaltimento dei rifiuti. E l’ambiente sarà irrimediabilmente trasformato.

Monteremo e smonteremo il villaggio, sarà un’occupazione temporanea, nessun esproprio, anzi indennizzeremo i proprietari”, ha detto il commissario straordinario del governo, l’ingegnere Luigi Valerio Sant’Andrea, durante un incontro con la stampa a Palazzo Balbi, sede della giunta regionale del Veneto. “Tornerà tutto allo stato attuale”, ha aggiunto il governatore leghista Luca Zaia. In una parola, per gli organizzatori il villaggio non dovrebbe creare alcun danno all’ambiente. Si tratterà di una spesa a fondo perduto, che ha previsto uno stanziamento di 47 milioni 827 mila euro, di cui 10 milioni a carico dello Stato e i rimanenti 37 milioni 827 mila euro a carico della Regione Veneto. Nella candidatura olimpica la localizzazione era prevista a nord di Cortina, nella zona di Fiames. Poi però si sono accorti che si tratta di una zona franosa e geologicamente instabile, anche se a scoppio ritardato rispetto a quello che avevano denunciato gli ambientalisti e i conoscitori della realtà territoriale. Alcuni mesi fa, dopo aver messo da parte altre ipotesi (l’ex polveriera strutture di Cimabanche o le case ex Eni a Borca di Cadore), ecco spuntare l’ipotesi Campo di Sotto.

Gli abitanti sono scesi già sul sentiero di guerra. Si sono incontrati in due affollate assemblee e hanno deciso la resistenza ad oltranza, dando mandato a un legale di ricorrere al Tar contro i provvedimenti che Società Infrastrutture Milano-Cortina adotterà per ottenere la disponibilità dell’area. Nel frattempo il Comitato Civico Cortina, che due anni fa raccolse migliaia di firme contro la realizzazione della nuova pista da bob, ha pubblicato una relazione preoccupante. A scriverla è Michele Da Pozzo, dottore forestale e direttore del Parco Naturale Dolomiti d’Ampezzo gestito dalle Regole. Da Pozzo è uno studioso dell’ambiente e ricostruisce il significato da un punto di vista naturalistico di Campo di Sotto, la cui “unicità e fragilità” sono messe in discussione dal Villaggio Olimpico.

Tali fragilità – scrive – sono dovute all’insita sensibilità dell’habitat naturale, in particolare per la presenza di specie in via di estinzione (su base regionale), sensibili ad ogni tipo di manomissione, sia in relazione alle dinamiche idrogeologiche, che sono alla base dell’unicità del mosaico di habitat. Ogni intervento di natura infrastrutturale, quindi, altererebbe irreversibilmente i delicati equilibri, giustificando, al contrario, la storica ed unica destinazione ad attività agricola”. La Piana ha un’origine post-glaciale nel sito di un antico lago di sbarramento. “Nel tempo si è creata una cotica erbosa a zolla continua, per lo più coltivata a foraggio e occasionalmente pascolata in autunno, fin dai primi insediamenti agricoli stabili nella valle di Ampezzo – scrive Da Pozzo – La pratica agricola secolare dei proprietari terrieri, condotta a basso impatto, con concimazioni regolari, ma mai abbondanti e liquide, e con uno o due sfalci annuali, ha portato alla formazione di un sistema di prateria estremamente ricco di biodiversità”. Si tratta di una situazione unica in ambito dolomitico. “La Piana di Campo si è mantenuta in un ottimo e quasi incredibile stato di conservazione prossimo-naturale”. La classificazione europea del sistema di Natura 2000 riconduce l’habitat ad un mosaico di due tipi ambientali, le “praterie con molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi” e le “praterie magre da fieno con sanguisorba officinalis”. Ed è lì, oltre a specie vegetali, che si trovano il rarissimo Re di quaglie, il cardellino e l’averla piccola. Finora Piana di Campo era stata preservata da sfruttamenti umani, a parte qualche campeggio con le tende. “Qualora un habitat come questo fosse manomesso a fini abitativi anche temporanei – scrive Michele Da Pozzo – richiederebbe movimenti di terra, siano essi di scavo o di riporto, che altererebbero in maniera irreversibile il tipo di cotica erbosa quivi insediatosi nei secoli e costantemente mantenuto ad opera dell’uomo”. Sistemare ciò che verrà alterato porterebbe solo a coprire d’erba il piano di campagna, ma “non ripristinerebbe gli habitat, con la biodiversità ad essi correlata, i quali impiegherebbero secoli a sostituire la copertura fittizia ottenuta con inerbimenti artificiali e, con gli attuali regimi pluviometrici, a prezzo di consistenti e costanti irrigazioni”. La piana alluvionale verrebbe compromessa e “si riprenderebbe da zero il processo di colonizzazione postglaciale, durato millenni e certamente non definibile come un serio ‘ripristino ambientale’”. Quello che la natura ha creato in centinaia di secoli verrebbe alterato per realizzare un insediamento umano di poche settimane, con danni irreversibili a “una straordinaria preminenza paesaggistica nel contesto della conca ampezzana, per la sua notevole integrità e visibilità, soprattutto dalla strada di accesso al paese da sud”.

Comunicato stampa di CIPRA, CAI, ProNatura, Federparchi, Mountain Wilderness
3 marzo 2023

La pista da bob è una scelta sbagliata. Poco opportuna la collocazione del villaggio olimpico di Cortina.

Con l’annuncio dato al termine della riunione della cabina di regia sulle Olimpiadi 2026 del 27 febbraio 2023 dai Ministri Salvini e Abodi, dai presidenti di Regione Lombardia e Veneto Fontana e Zaia, nonché dal Presidente del CONI Malagò e dall’AD Sant’Andrea, che la pista da bob si farà a Cortina ad ogni costo (per il momento si parla di 85 milioni di euro, a carico dello Stato, e quindi di tutti gli italiani, ma è facile prevedere una ulteriore lievitazione), viene a cadere l’ultima opportunità di dare alle Olimpiadi invernali un tocco di sostenibilità.

Con questa decisione si rinuncia inoltre alla coerenza con le raccomandazioni contenute nell’Agenda 2020+5 del CIO e a quanto dichiarato nel dossier di candidatura. Non aver voluto prendere seriamente in considerazione da parte degli organizzatori – e della politica – l’alternativa disponibile e molto meno dispendiosa di Innsbruck è un grave errore secondo la Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi CIPRA, Club Alpino Italiano CAI, Federazione Nazionale Pro Natura, Federparchi e Mountain Wilderness.

La Piana di Campo. Foto: Giovanni Serafin.

Quanti servizi alle comunità montane del Bellunese si sarebbero potuti offrire con i milioni risparmiati per costruire una pista che – come insegnano le esperienze passate, prima fra tutte quella di Torino 2006 con la pista di Cesana abbandonata dopo pochi anni – sarà utilizzata per pochi giorni da pochi atleti?

Se avevamo apprezzato la scelta degli organizzatori che poche settimane fa avevano saggiamente abbandonato il progetto del palazzo del ghiaccio coperto di Baselga di Pinè, un progetto troppo grande e dispendioso per una piccola località montana – dichiarano le scriventi associazioni – non possiamo non dirci contrariati da questa decisione assunta da politici e organizzatori che, dopo aver fatto credere nel dossier di candidatura che Cortina disponesse già di una pista da bob, si ostinano a volerla ricostruire demolendo i resti di quella utilizzata nel 1956”.

Un altro progetto annunciato dalla cabina di regia riguarda il villaggio olimpico di Cortina che nelle dichiarazioni degli organizzatori verrà realizzato mediante container che saranno rimossi a conclusione dell’evento, non più in località Fiames ma in località Campo, sempre a Cortina. Se da un lato è da cogliere positivamente l’idea di una infrastruttura provvisoria rimovibile, dall’altro si ritiene poco opportuna questa collocazione in quanto, nonostante la temporaneità, ogni trasformazione risulterebbe comunque incompatibile con le caratteristiche dell’area. Anche comprendendo l’esigenza di dover ospitare gli atleti, ammesso che le varie migliaia di posti letto degli alberghi di Cortina non siano sufficienti, la scelta della Piana di Campo pare piuttosto infelice: essa è infatti un’area a valenze ambientali e naturalistiche di pregio, dalla presenza di diverse specie in via di estinzione. Per le sue dinamiche idrogeologiche ogni intervento di natura infrastrutturale altererebbe irreversibilmente i delicati equilibri. Per ospitare gli atleti per le poche settimane dell’evento olimpico, con tutte le strutture necessarie non rimovibili (fondamenta, strutture fognarie, impiantistica elettrica e gas) si recherebbero danni irreversibili ad una Piana dal grande valore ambientale, storico, paesaggistico e che non può avere altra destinazione se non quella agricola. Oltre a quelli di cui sopra, ci sono altri impianti e infrastrutture viabilistiche in fase di progettazione. Il modo di procedere degli organizzatori lascia perplessi: se l’assenza di una strategia e di un vero e proprio cronoprogramma potranno comportare ritardi e dispendio di risorse, l’assenza di una Valutazione Ambientale Strategica complessiva per i progetti e le opere connesse – procedura che al momento non risulta essere stata nemmeno avviata – rischia di creare danni irreversibili ad un territorio fragile come quello montano.

Olimpiadi, a Cortina il Villaggio da 47 milioni ultima modifica: 2023-03-24T05:32:00+01:00 da GognaBlog

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47 pensieri su “Olimpiadi, a Cortina il Villaggio da 47 milioni”

  1. Notizia dell’ultima ora, il villaggio non si farà a Campo ma a Fiames, forse a volte le proteste a qualcosa servono, forse.

  2. Squili di trombe e rullo di tamburi. Tutto il Gogna Village risuona di canti di gioia “ Alberto è risorto! E’ risorto”. Egli è venuto a salvarci dalla nostra miseria e ad indicarci la via della vera saggezza “Fatevi li cazzi vostri e siate felici”. Noi ti adoriamo e ci chiniamo grati al tuo passaggio. Tu che ci porti la Luce e la promessa di Felicità, almeno su questa terra, per dopo se ne parlerà. 

  3. Temo di no, Zaia continua a sostenere l’idea che “il veneto non ha bisogno di nessuno” ,(intervista al vinitali ) e che trova “assurdo rivolgersi all’estero per delle olimpiadi italiane”

  4. #42. Finalmente un piccolo raggio di sole. Avra’ la forza di bucare le nubi degli interessi di bottega e delle visioni a breve termine? Rimaniamo sintonizzati. 

  5. Il CIO favorevole alla soluzione della pista da bob all’estero.

    04/04/2023
    Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha formalmente informato la Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRA) che non è necessario costruire una nuova pista di bob per ospitare i Giochi Olimpici Invernali. Il CIO ritiene che si debba utilizzare una pista esistente. La CIPRA si rivolge pertanto ai responsabili italiani per l’organizzazione dei Giochi affinché venga formulata immediatamente una richiesta ai gestori della pista di bob di Innsbruck per l’utilizzo di quell’impianto.
     

    Image caption:
    Un’alternativa più economica per le Olimpiadi invernali del 2026: Il vicino Eiskanal di Innsbruck-Igls/A. (c) Ruprecht Leitner_flickr.com

    Alla fine di marzo 2023 il CIO ha risposto tramite lettera alle richieste critiche formulate dalla CIPRA. Ciò che appare più importante per la CIPRA è la dichiarazione inequivocabile del CIO di non aver mai richiesto la costruzione di un nuovo impianto per il bob a Cortina. Al contrario, nella sua risposta del 20 marzo 2023, il CIO afferma: “Nel caso della pista di bob di Cortina, la nostra posizione è che non sia necessario costruire nuove piste di bob nell’ambito di un progetto di Giochi Olimpici Invernali e che dovrebbe essere utilizzata una struttura esistente nella regione o in un altro Paese”. Per quanto riguarda la decisione di costruire un nuovo impianto a Cortina, il CIO sottolinea di essere semplicemente stato messo di fronte al fatto compiuto e che: “Una volta costruito – indipendentemente dalla valutazione del CIO – sarebbe irragionevole non utilizzarlo”.

    Solo l’offerta di Innsbruck può creare la trasparenza necessaria

    Nell’interesse della popolazione locale e dell’ambiente naturale, che è sempre gravemente colpito dai Giochi invernali, la CIPRA invita quindi il Comitato organizzatore dei Giochi di Milano Cortina 2026 a chiedere ai gestori della pista di bob di Igls, nei pressi di Innsbruck, di formulare un’offerta per organizzare le gare di bob del 2026 su quella pista. Rifiutarsi di formulare una richiesta alla città di Innsbruck sarebbe prova di scarsa professionalità e dell’imminente insensato sperpero di denaro pubblico per un nuovo impianto i cui costi stimati vengono costantemente rivisti al rialzo e che ammontano già ad oltre cento milioni di euro. Inoltre, appare poco realistico che la nuova pista da bob di Cortina possa essere realizzata in tempo. La pista olimpica dovrebbe infatti essere pronta per la stagione invernale 2024/25, per poter essere testata in occasione delle gare di Coppa del Mondo.

    Ottenere un’offerta in questo momento è fondamentale, in quanto la città di Innsbruck si è recentemente impegnata a ristrutturare l’impianto prima dei Giochi invernali del 2026, con dei costi stimati di soli 27 milioni di euro. Solo ottenendo un’offerta gli organizzatori dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026  potranno avere una solida base di partenza per valutare tra l’ipotesi di una nuova costruzione a Cortina e l’utilizzo temporaneo dell’impianto esistente di Igls.

    La CIPRA è certa che, grazie a questa collaborazione di buon vicinato tra le due località, con l’obiettivo di un uso oculato dei fondi pubblici, si possano combinare vantaggi decisivi:

    – fornitura nei tempi di una pista per bob e slittino adatta ai Giochi Olimpici;

    – svolgimento a costi contenuti delle gare di uno sport di nicchia non più centrale negli attuali Giochi invernali;

    – sarebbero tutelati i bilanci comunali e regionali, evitati cattivi investimenti e prevenuti  ingenti debiti;

    – si eviterebbe il rischio di lasciare impianti abbandonati;

    – il denaro risparmiato potrebbe essere destinato ad altri investimenti più sensati nell’area di Cortina, con benefici per il turismo sostenibile e a lungo termine.

    Oltre all’aspetto economico, l’eventuale svolgimento delle gare olimpiche di bob ad Igls avverrebbe nel pieno rispetto dello spirito olimpico di Milano Cortina 2026 – senza causare ulteriori danni ambientali a Cortina che in futuro potrà assumere un ruolo sempre più importante in chiave di turismo sostenibile. Anche nello sport la sostenibilità inizia con la partnership.

     

  6. Fare le Olimpiadi in Italia equivale all’ industria del “magna magna” a dispetto della natura, della conservazione dei luoghi, del denaro dei contribuenti ecc. ecc.

  7. Campo di Sotto produce ossigeno come scarto.
    Zaia anidride carbonica (come tutti) ma con un diverso impatto ambientale
     
    Campo di Sotto non chiede la fine di Zaia.
    Zaia vuole la fine di Campo di Sotto. 
    Io parteggio per Campo di Sotto …e i partigiani, alla lunga, son stati costretti ad imbracciare le armi. 

  8. Sig.Mereu è inutile che lei si dissoci,o meglio le fà onore,ma resta il problema se la proprietà concede passagi come quello da cui Lei si dissocia,e ritiene normale,questo procedere,come molti altri che vedono leggono e tacciono a riguardo,questo vuol fare intendere che è un andazzo valutativo di questo blog,per quello che può valere un blog,ma tradisce una linea,che potrebbe essere  intesa quale linea editoriale.Poi ognuno si rarefà come meglio crede.

  9. #30\35 sig. Carlo ma mi spiega poi come e chi Crozza prenda pel culo in casa serenissima?
    Capisco che Zaia come P.R. del  megaparcogiochiVenetolandia non le piaccia ma abbassi toni e “armi”anche se figurate ,sono frasi le sue dalle quali mi dissocio totalmente.
     
     

  10. Cla, c’è un vizio nel tuo modo di porre la questione. Un vizio che conduce alla conclusione (che tu non trai, ma sembri sottendere) che tanto è tutto inutile e non c’è niente da fare.
    Un vizio che, penso io, siamo indotti a introdurre da una continua campagna di propaganda, in tutti i campi piuttosto evidente.
    Il vizio che io chiamo del bianco-o-nero, del bene-o-male.
    Perché società preindustiale non è sinonimo di eden come sviluppo industriale non lo è di devastazione totale.
    Perché la produzione industriale non è male, dipende da cosa produci e soprattutto quanto.
    Perché comprare al supermercato (o da Ikea, ecc.) non è necessariamente male, dipende da cosa compri e soprattutto quanto compri. E non necessariamente deve essere “imballo selvaggio”.
    Esattamente come sviluppo turistico (e anche valorizzazione turistica) non significa necessariamente impianti di risalita, innevamento artificiale o “esperienze mozzafiato”.
     
    Se proprio vuoi trovare una definizione di male è pensare che il mondo è bianco-o-nero e che non si possa fare altro che quello che si è già fatto finora, magari riverniciandolo un po’

  11. Mi pare che pur nella giustezza e condivisione dei vostri discorsi state focalizzando un nemico grandissimo. Qui si trattava di una piccola battaglia: salvare Campo di Sotto da Zaia. E, a mio modesto giudizio, vi è una unica possibilità..abbattere il re

  12. Probabilmente la difficoltà è proprio quella di riuscire a  ben comprendere  alla radice il comportamento umano ( quanto riusciamo a resistere individualmente a ciò che la pancia sembra desiderare ) . Penso che sia necessario , e la vedo molto difficile , combinare un cambiamento di vita individuale all’interno di una lotta più generalizzata che dia un senso collettivo al nostro sacrificio momentaneo 

  13. Moderm Principia
    codivido le tue parole, però…Però all’inizio del ‘900 diceva le stesse cose chi andava con il cavallo e il carretto e vedeva circolare le prime auto e costruire le prime strade, adesso in italia ci sono piu auto che abitanti. Poi è stata la volta delle grandi fabbriche che hanno mangiato milioni di Km quadrati di aree coltivabili e svuotato di contadini campagna e montagna, però… tutti a lavorare in fabbrica! Poi è stata la volta dei centri commerciali che hanno continuato a mangiare suolo coltivabile, però… alzi la mano chi non è mai andato a Ikea, leroy Marlen, Outlet vari,Decathlon, Brico vari,  chi continua a far la spesa al negozietto di paese o dal contadino e non va  al super/ipermercato. Alzi la mano chi non riempie il carrello di confezioni di plastica che costano piu del contenuto e che finiranno nel sacco dell’immondizia. Alzi la mano chi non ha mai comprato niente con Amazon. Alzi la mano chi detesta le antenne e non usa cellulare, ipad, tv, tecnologia varia. Alzi la mano chi si lamenta dell’affollamento della montagna e non ha mai arrampicato sugli spit ( forse resta solo Ivan Guerini!).
    Il problema non è che c’è chi vuole sempre piu soldi e più potere, il problema è che noi continuiamo a dargli soldi e sottomissione.
    Una grande ( Margherita Hack) diceva che “è la nostra pancia a fare politica”. Abbiamo un grande potere , quello di scegliere cosa comprare, ma ben poche volte lo esercitiamo e riempiamo il carrello alla cazzumm.

  14.  
    La farsa continua!
    Ma non erano le olimpiadi del cambiamento?
    Sono rimasto di stucco quando ho letto che anche questo terreno debba essere distrutto per qualche giornata di sport. Oramai il delirio umano stà dilagando anzi pare inarrestabile…
    In nome della sicurezza stanno distruggendo tutto l’ambiente montano/collinare quello di pianura, già fatto (avrete notato gard-rail ovunque, sbancamenti e relativi opere murarie, ponti di dimensioni mai viste per stradine di terzo livello…).
    In nome della salute obblighi e discriminazioni degne dei migliori aguzzini del passato.
    In nome del riscaldamento globale si propongono automobili elettriche da 500 cv e 2000 kili di peso, poco acciaio riciclabile, molta plastica, devastazione ambientale per estrarre il litio, energia a gogo per produrle, e per caricarle? Gas? Petrolio? Carbone? Uranio?.
    Altra “trovata” case ad impatto zero. Che significa? Prodotti tossici in ogni loro parte, probabilmente non tossici per che le “vive”, ma quando dovranno essere ristrutturate? L’ultima trovata pensavo fossero le armi ecologiche per la guerra democratica…
    Dell’ambiente non importa nulla a nessuno. L’ambiente è caro a tutti solamente per riempirsi la bocca di meravigliose parole.
    Purtroppo!!
     

  15. Sign.  albertperth, sia partigiano anche lei e partecipi dicendo in che modo si possa difendere Campo di Sotto da Zaia. Secondo “noi”, lungi da essere la maggioranza, Campo di Sotto ha più diritto e utilità a vivere che non Zaia

  16. OK..capisco,quindi ,lei è parte della redazione? la nonna voleva mandarlo in guerra,in quanto bimbo difficile, carina la nonna,non faceva Montessori di cognome,vero?E comunque la guerra che l’è mancata, finalmente l’ha trovata?Forse del litio?

  17. “Non ho espresso idee (poche) direi nessuna.”
    E fin qui siamo d’accordo…
    Nessuno ha teorizzato e tantomeno proclamato lotte armate, non più di quanto mia nonna propugnasse il conflitto armato quando mi diceva “ti te ghé bisogn de ‘na guerra”  quando avevo bisogno di darmi una regolata.
    Tu non hai perso tempo per dire imbecillità su frequentatori, redazione e proprietà (?!)
     
    Quanto all’italiano, controlla la concordanza dei verbi delle ultime frasi
     
    Andale e pedalare Albert

  18. Sig.Matteo,se  era al commento Albertperth che si riferisce. Non ho espresso idee (poche) direi nessuna.Ho stigmatizzato il proclamare una lotta armata,(ha capito bene Lotta Armata)indicando verso chi e il perchè.Ho stigmatizzato il procedere della proprietà, che avrebbe il dovere di prenderne le distanze  e richiamare i soggetti o soggetto a diverso manifesto.Certamente saldo ,nella mia contrarietà a queste manifestazioni,che producono hanno prodotto e possono produrre,(controlli i periodi  grammaticali) danni nefasti. In quanto alla capacità di scrivere in italiano, non ho le innumerevoli laure da Devoto Oli che nel sito si sprecano. Sarebbe interessante che chi ne ha il coraggio meglio si palesi in merito allo sparare e  si trasferisca al fronte, non è importante quale, basta che ci vada. Poi ritorna( se ci riesce) e in perfetto italiano e proprietà di linguaggio e  ricolmo di idee, ci spieghi, come è la vita là, dove si spara. Ovviamente dopo essersi cambiato i pantaloni.

  19. Che bello, un altro con poche idee, salde ma ben confuse, incapace di scrivere in italiano ma comunque contro!
     
    Se ne sentiva proprio la mancanza…

  20. Le critiche vanno sempre bene a accettate così come andrebbero accettati anche idee e pensieri distonici, ma al di la di questo…che fare contro l’invasione del consumismo della montagna ??
    E, per esempio, come va nei paesi nostri confinanti??

  21. Errori di battitura  ne esistono a bizzeffe, e questo blog  ne coltiva parecchi, se li vada a rileggere, così come  vada a rileggersi  quanto sulla lotta armata,poi se giustifica  la stessa ,in quanto vi è la matricola abrasa, Lei è allo stesso livello data la sua risposta,che ben meriterebbe, altro che la maestrina dalla penna rossa

  22. Caro Albert.Perth #21.

    Ci dà un po’ fastidio ammetterlo, ma siamo lieti che tu legga solo saltuariamente questo blog. In effetti, non fa certamente per te. Se leggi allo stesso livello di preparazione con il quale scrivi, di certo sarebbe meglio che tu rarefacessi ulteriormente le tue visite…

  23. Scorro saltuariamente questo blog.Ogni tanto appare un articolo su scalate di un certo interesse, alpinistico s’intende. Per il resto è una noiosissima tiritera di luoghi comuni ,di aria fritta come si stava bene una volta, e se c’erano i treni arrivavano puntuali.poi incursioni  di stampo pseudopedagogico,come ti istruisco il pupo analfabeta,di origine più o meno incerte,(chi istruisce chi)ma in questo articolo la redazione o chi per essa ,nel suo responsabile gestire,si è palesata di un pressapochismo, o complice agire  ,non intervento a riguardo,che ha dell’incredibile,la dove  si teorizza la lotta armata(esatto) e  addirittura si scelgono degli obiettivi. Evidente che  chi responsabilmente preposto,lo collocherà nell’ambito della libertà individuale, scegliere un bersaglio e renderlo tale.Ora di certo troverà mille  motivazioni alpinisticamente e socialmente  allo stesso  plausibili. Nel dubbio meglio informarne, se non lo ha fatto la proprietà,gli organismi competenti sovra disposti.

  24. Probabilmente chi ha pensato ai container ha visto quelli utilizzati nel deserto per ospitare spettatori ecc.durante i mondiali di calcio. Ma nel deserto!!!!! Non ho ancora visto foto o articoli su cosa hanno lasciato queste strutture…nel deserto. I decisori di Roma ,Milano e Venezia pensano che la Piana di Campo sia un prato come tanti…e  chi gli spiega la peculiarità del sito ? Un geologo? Ma dite che capiranno? Questi capiscono solo € $ e potere!

  25. Il biglietto da visita lo da chi vuole vendere qualcosa, non di certo il partigiano o il rivoluzionario. 

  26. Cortina ha tratto allori , gloria , successi e danari(tutto) dalla Olimpiade I. del’56 non riesco proprio ad immaginarmi la Cortina del dopo 2026…

  27. Bella la rivoluzione tra anonimi. Complimenti!
    Un piacere leggervi. 

  28. Sparo a tutti: bianchi, neri, rossi, gialli, di destra, di sinistra, di sopra, di sotto, ricchi, poveri, parenti e serpenti.
    In effetti volevo dire un’altra cosa, ma in un blog non si può.
     

  29. 11, Sign. Cla, mi perdoni, ma cosa intende con “ognuno meni il suo”?
    La lotta armata va fatta a chi non ha rispetto della natura che è la stessa ed unica per tutti. Poi se intente che il veneto spari a Zaia, il lombardo a Fontana, il furlano a Fredriga, il piemontese a Cirio e via dicendo…..sono d’accordo 

  30. Scopro leggendo 7 che siamo condannati all’eterna pena della costruzione infinita senza se e senza ma. Costruisci? Vivi. Non costruisci: sei morto o vivrai di stenti. La realtà è che questi prenditori sono solo assetati di denaro (quoto Benassi), non vedono altro nelle loro squallide esistenze. Ma sono insuperabili nel convincere il volgo che la soluzione migliore per il loro futuro è quella.
     

  31. Olimpiadi invernali 2026, la fabbrica del “magna, magna” e vai alla grande…

  32. Benassi:Non si muore di fame perché si costruisce. Ma forse è più facile farti capire la Relatività ristretta!!!

    Per me è solo voglia di denaro senza limiti. Ripeto “Voglia”  non “bisogno”.
    Fanatismo capitalista senza decenza, nella convinzione che degli altri e  chi verrà dopo, non ce ne frega un cazzo.

  33. Si, probabilmente l’insieme delle 3 cose. 
    Lotta armata? Va bene! Ma… Ognuno mena il suo!
    Ps: i partigiani sono stati i granperdenti della lotta armata, finite le rappresaglie tutti a fare gli operai in fabbrica, i gerarchi invece ai posti di comando. 

  34. 5, Sign. Cla. Secondo Lei a Pasqua è finita come è andata perché son cresciuti troppo (nel qual caso non avremo speranza). Perché non si sono accorti di ciò che stava succedendo? (nel qual caso qualche speranza la abbiamo). Oppure perché chi era al potere pur nella consapevolezza ha continuato pur di mantenere il potere? (nel qual caso visto che chi ha il potere è il denaro non abbiamo speranza)
    Purtroppo temo sia l’insieme di queste cose, non ci resta quindi che la lotta armata, partigiani della natura e dell’ambiente, martiri per essa

  35. Daidola:
    C’è chi ha detto: “il male è solo negli occhi di chi guarda” (Michelangelo).
    Chi “homo homini lupus” (incerto).
    E chi “l’uomo è la misura di tutto” (Protagora).
    Comunque quella è la fine che faremo: “una brutta fine”. 

  36. Cla: i nativi dell’isola di Pasqua hanno distrutto le foreste ma ci hanno almeno lasciato i Moai. Si è chiesto quali espressioni artistiche ci lasceranno i costruttori della baraccopoli di Piana di Campo? L’unica cosa in comune è che, come i nativi di Pasqua, se continuiamo così, faremo come specie umana una brutta fine.
     

  37. Benassi:
    Non si muore di fame perché si costruisce. Ma forse è più facile farti capire la Relatività ristretta!!! 

  38. A Cortina, e non solo, si costruisce per disperazione.

    Ma quale “DISPERAZIONE” ????
    Non mi pare che a Cortina si muoia di fame.

  39. Daidola:
    L’isola di Pasqua è stata colonizzata nell’ottavo secolo + o -. Allora era coperta di palme e lussureggiante vegetazione, vi nidificavano varie specie di uccelli. L’uomo ha incominciato a tagliare piante, cibarsi di uccelli, costruire Moai. Forse si sono raggiunti i 15/30mila abitanti. Poi le piante e gli uccelli hanno incominciato a diminuire. Le ultime piante sono state tagliate per disperazione e forse si è arrivati al cannibalismo per sopravvivere. Gli ultimi abitanti sono stati deportati nel 1800 come schiavi.
    A Cortina, e non solo, si costruisce per disperazione. Speriamo di non dover arrivare pure noi al cannibalismo e di non essere deportati come schiavi. 

  40. Ma come? Fiames è franoso ma non per un eliporto e ex aeroporto? 
    Ma se ha anche strade e infrastrutture già a disposizione?
    In preda a deliri da Dea la  regina Cortina si sente di  sacrificare anche gli spazi di  Campo?  Mah! Speron ben.

  41. La furia distruttiva insita nella natura umana non verrà meno, anzi aumenterà con il sovraffollamento del globo (perseguito con grande efficienza dai governanti ignoranti e guerrafondai di ogni sponda) e con il dilatarsi di  un modo di pensare e di agire artificiale che ha perso di vista l’essenza del bello e del reale. Solo una immane catastrofe potrà bloccare un simile mostruoso processo.

  42. Santo cielo, ma questi (vedasi anche funivia di Pila eccetera) sono tutti uguali…
    È pessimo constatare come, a fronte della evidentissima emergenza ambientale, sia sorto (e spesso prevalga) un atteggiamento insensibile e ottusamente negazionista, non si capisce se mosso puramente da ragioni economiche o, proprio, dalla schizoide rimozione del problema.
    Tenete duro e munitevi di bravi avvocati.

  43. Noto semplicemente che l’impianto di Baselga di Piné è stato abortito…. perché trentino???
    Dovessi scommettere punterei su Zaia, secondo doge dopo Galan. In Veneto non esiste democrazia. Si farà tutto quello che vorranno Zaia, Malagò ed il loro cerchio magico di palazzinari. Poi, tra anni, verrà fuori tutto e zaia farà la fine di galan…..poi….sempre poi….povero paese 

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