Le iniziative per trasformare l’ambiente naturale in uno spettacolo da luna park (una volta si diceva “da baraccone”, bisognerebbe ricominciare a usare quest’espressione!) continuano indefesse in tutto il mondo.
Il Glacier Skywalk nel Parco Nazionale di Jasper

E’ stato appena inaugurato questo incredibile skywalk nel cuore del Parco Nazionale di Jasper, il più grande parco nazionale delle Canadian Rockies, con 10.878 km quadrati di wilderness montana nello stato canadese dell’Alberta. Il parco è stato istituito nel 1907, ed è quello delle meravigliose cascate di Sunwapta e Athabasca. Lo scopo dell’opera è quello di far passeggiare nel vuoto i turisti, regalando emozioni a basso prezzo (tanto paga l’ambiente…).
La piattaforma è un arco di vetro e ferro, si allontana 35 metri dal bordo roccioso, il pavimento è trasparente e permette di osservare la Sunwapta Valley ben 280 metri al di sotto dei propri piedi, oltre naturalmente ai ghiacciai e alle montagne.
Il nome di questo “prodigio architettonico” è Glacier Skywalk, ha richiesto due anni di lavoro per essere costruito e venti milioni di dollari. Inutile dire che l’iniziativa sta registrando un grosso successo di pubblico…
Infatti l’attrazione è ben pubblicizzata, si giunge perfino a dire che l’altezza alla quale si passeggia è maggiore di quattro metri rispetto alla terrazza panoramica che si trova sulla cima della Tour Eiffel.
Il pubblico estremamente emozionato sullo skywalk
Una bella immagine del Parco Nazionale di Jasper
Il filmino pubblicitario
postato il 20 maggio 2014
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Non mi sbagliavo:
https://www.friulioggi.it/carnia/lauco/nasce-prima-piattaforma-panoramica-colline-carniche-29-agosto-2024/
La politica della rana bollita: prima la ferrata, adesso la terrazza belvedere, poi vedremo cosa si inventeranno.
Parole chiave: sostenibile, tutela, valorizzazione, territorio.
“…rafforzando in modo sostenibile il senso di appartenenza dei cittadini e la responsabilità per la tutela di questo territorio unico e di rara bellezza, che appartiene a tutti.”
“…permetterà di valorizzare ancora di più la storia, tra passato e futuro, del nostro territorio”.
Copio dall’articolo appena citato: “Una terrazza panoramica che per 9 metri è sospesa a 900 metri d’altezza. Da qui si domina tutta la Rotaliana
E allargando lo sguardo si può andare anche oltre, come spiega il sindaco di Mezzocorona Mattia Hauser: “Si riesce ad arrivare dopo l’abitato di Lavis e potenzialmente fino a Trento. Poi il Brenta, l’Altopiano della Paganella, Faedo e in prospettiva le Alpi fino in Val di Fiemme. E anche la provincia di Bolzano”. ”
Ecco, mi ha fatto pensare che in vita mia non sono mai salito su una cima per vedere il panorama da lassù. L’unica motivazione che mi ha sempre spinto è stata l’itinerario da seguire e la forma estetica della montagna, ma mai la vista. Anzi, da una cima tra le nuvole non si perde neppure tempo a guardarsi intorno. Si scende e basta. Questione di gusti.
Quello di andare in cima per la vista l’ho sempre trovato infantile e superficiale.
Mi succede persino che arrampicatori alle prime armi mi dicano:aspetta che guardo il panorama, prima di farsi calare da un monotiro appena salito.
Mah.
Ed ecco che l’americanata sbarca da noi: adesso la vorranno tutti!
Non mancano, declamate dal sindaco, le parole chiave: “momenti adrenalinici”, “valorizzazione”, “nel rispetto delle caratteristiche del monte”, e un bel “mozzafiato”. E non manca nemmeno l’attiguo ponte tibetano.
https://www.rainews.it/tgr/trento/video/2023/07/monte-mezzocorona-inaugurato-nuovo-skywalk-domina-rotaliana-94b7e8b4-8d96-4d38-841c-d8cbce6951f1.html
Si può vedere Vip Mio fratello superuomo, di Bruno Bozzetto (1968): occhio a Happy Betty!
Che bello!
Sì Luca, forse lo faranno. Appena nati metteranno un bel microchip sotto la pelle. Abbiamo già il codice fiscale.
Ma forse… è quello che, più o meno, il gregge vuole.
Provare emozioni, ma senza faticare e rischiare… il gregge…
C’inietteranno le emozioni direttamente nel cervello.
A questa opera possiamo assegnare due primi premi:
– capolavoro di ingegneria
– capolavoro di degrado ambientale.
Per provare delle emozioni basta ritornare in contatto con la natura selvaggia ed entrare in simbiosi con essa. Queste opere sono solo una finzione che non ti fanno entrare in contatto con la natura. Servono solo a rovinarla.