Sbatti l’orso in prima pagina

Nella sovrabbondante produzione di scritti sul tragico incidente di Andrea Papi abbiamo scelto altri due articoli che riteniamo più che degni di essere letti. Alpinismo Molotov si conferma osservatorio acuto e indipendente, Luigi Casanova dà voce all’aspetto politico della vicenda.

Sbatti l’orso in prima pagina
A cura della Redazione di Alpinismo Molotov
(pubblicato su Alpinismo Molotov il 28 aprile 2023)

Una colonna sonora
«La vita dell’orsa JJ4 non ci restituirà nostro figlio. Troppo comodo cercare di chiudere questa tragedia eliminando un animale, a cui non può essere imputata la volontà di uccidere. Non ci interessano i trofei della politica: noi pretendiamo che ad Andrea venga restituita dignità e riconosciuta giustizia. […] Le istituzioni non hanno fatto niente per spiegare alla gente come comportarsi con un numero così alto di orsi: cosa fare per prevenire incontri, quali zone non frequentare, come reagire a un attacco. […] Hanno lasciato tutti ignoranti e tranquilli, senza nemmeno installare i cassonetti anti-orso in tutti i paesi a rischio»

Così si è espresso Carlo Papi riguardo alla morte di suo figlio Andrea, ucciso dall’orsa JJ4 mentre transitava su una strada forestale del Monte Peller.

L’orso, una storia tra etimologia e immaginario
Abbiamo atteso affinché la tragedia occorsa potesse decantare. Ci siamo sforzati di farlo, nonostante l’enormità del dibattito che ne è scaturito.

Purtroppo nemmeno la forza delle parole dei familiari di Andrea Papi sono riuscite a sgombrare il campo dalle troppe distorsioni, a raddrizzare una discussione nata storta. Ora, dopo esserci costretti a strozzare il fiato nella speranza malriposta che potesse svilupparsi un discorso che prendesse le mosse dai dati di realtà, vorremmo provare a collocare a modo nostro i tempi, e lo spazio e gli esseri di – e in– questa storia. A intervenire con gli attrezzi che sappiamo maneggiare per provare a mettere a fuoco le prospettive, distanti dalle troppe tossicità che registriamo di continuo.

Quanto accaduto coinvolge chiunque, tanto chi in montagna ci vive quanto chi la vive per le più svariate ragioni e a noi pare che assumere la giusta distanza sia il modo, la prossemica imprescindibile per rapportarci con animali, selvatici o meno che siano. Che percepiamo come pericolosi oppure no. Una distanza – variabile da specie a specie, da esemplare a esemplare – emotiva ed analitica, resa difficile dal deflagrare sguaiato di retoriche contrastanti solo in apparenza, ma di fatto convergenti.

Il dibattito pubblico intorno alla questione orso cui da qualche giorno assistiamo è infatti intriso di frasi fatte: purtroppo come ogni altro dibattito della contemporaneità si esaurisce in una falsa alternativa, tra posizioni che paiono avere come scopo quello di contrapporsi, ma che non fanno altro, in realtà, che alimentarsi a vicenda avvitandosi su se stesse. Proviamo allora a riavvolgere il nastro, per poi trarre qualche considerazione a mente fredda.

I fatti, la natura (dentro e fuori)
La notizia di cui stavolta si è nutrito il tritacarne social-mediatico è quella di uno sportivo, Andrea Papi, aggredito e ucciso da un orso mentre attraversava un bosco [1].

Tutto questo a nostro avviso tende nervi che vanno molto al di là della paura degli animali selvatici e toccano argomenti molto vasti – che non approfondiremo ora – come rischio e sicurezza. Argomenti che associati alla montagna fanno tremare versanti e crollare seracchi. Negli ultimi decenni, con un’accelerazione ulteriore nel corso del periodo pandemico ci si è avvitati – rileviamo tra l’altro il riemergere del termine runner – intorno a una finta rincorsa al rischio zero in ogni ambito. O meglio: il sistema economico, sociale e politico in cui siamo immersi, che spinge quotidianamente il mondo per come lo conosciamo verso la catastrofe, ci dice che – allo stesso tempo – lavora per ridurre il fattore di rischio nella nostra vita. E lo fa attraverso una miscela di deresponsabilizzazione e colpevolizzazione individuali, in favore della definizione di regimi normativi accomunati dal dover essere profittevoli. Questo, associato a una visione del turismo sempre più aggressiva, ci fa stupire – e di converso lo stupore consente a chi legifera di reagire contro – in montagna e negli ambienti considerati “naturali” ogni qualvolta assistiamo a un incidente, a un alpinista che precipita, a un’aggressione da parte di animali selvatici, a una pietra che cade in testa a una persona su un sentiero e via discorrendo. Situazioni appunto “naturali”, (mettiamo la parola natura fra virgolette per segnalare che siamo in presenza di una costruzione culturale, nel momento in cui noi animali umani ci chiudiamo dentro i nostri confini – muri di casa, recinti, filo spinato – creiamo in modo automatico e ancestrale il fuori).

Chiamiamo “natura” ciò che consideriamo fuori ma noi non ne siamo estranei, siamo parte di questa “natura” che pretendiamo via via più addomesticata, finta. A prescindere dal fatto che l’animale sia oggetto di un progetto di introduzione per salvaguardarne la popolazione o che la pietra cada per il versante indebolito dai cambiamenti climatici o che l’alpinista sia un turista della domenica.

Queste situazioni sono “naturali”, nel senso che chi va in montagna, come chi va ovunque, sceglie di esporsi a potenziali situazioni di rischio. Non stiamo parlando di artefatti umani a cui sono stati tolti i dispositivi di sicurezza per aumentare la produzione, stiamo parlando di ciò che sta fuori i confini che abbiamo costruito e in cui ci pensiamo al sicuro. La condanna a morte degli animali che hanno infranto le regole del vivere civile (farebbe ridere se non fosse vero) evoca una volontà morale e sembra far percolare, al di là dell’umano, atteggiamenti di repressione e colpevolizzazione. Come nel caso del Casteller, una sorta di lager per fauna in ergastolo ostativo, stiamo assistendo impotenti all’estensione del 41bis oltre ogni limite, stiamo applicando la pena di morte mentre ci illudiamo di salvare il pianeta legiferando intorno al comportamento dei cinghiali. Ma ora parliamo di orsi.

Premessa: abbiamo scritto dell’orso “oggetto di un progetto di introduzione per salvaguardarne la popolazione decimata”, proprio per evitare un termine che consideriamo un tranello bell’e buono: “reintroduzione”.

Il termine “reintroduzione” è funzionale – e infatti vi si accompagna in maniera insistente – alla narrazione luna park per cui il plantigrado sterminato dalle sagge vecchie generazioni sarebbe stato re-inserito in un contesto in equilibrio fragile, incapace di accoglierlo e per giunta a mero uso turistico, come se il resto della montagna trentina non fosse anch’essa asservita al turismo.

Se è poi vero che alcuni orsi sono stati immessi attraverso un progetto europeo – Life Ursus, avente scopo di rimpinguarne l’estenuata popolazione nativa del Brenta – lo è altrettanto il fatto che la specie non era sparita dalle Alpi Centrali, così come continua a sconfinare dalle aree balcaniche sulle Alpi orientali.

Life Ursus
Life Ursus non è quindi etichettabile come progetto di reintroduzione tout court proprio perché, sottigliezza piccola solo in apparenza, non è tecnicamente possibile reintrodurre ciò che estinto non è. Ce n’erano pochi esemplari, vero, tre o quattro maschi superstiti in Brenta, come acclarato da progetti di monitoraggio dei primissimi anni ‘90. Ma, per quanto una popolazione non fertile sia senza futuro, non si può parlare (ancora) di una specie (Ursus Arctos) estinta.

E in assenza di estinzione parlare di reintroduzione prima ancora che prestarsi a fallacie logiche è scorretto, propedeutico alla creazione di immaginari distorti.

Immaginari come quello che pretende – a ricalco dei nazionalismi – orsi sloveni diversi dagli orsi nostrani, e che merita senza dubbio un accenno. Se è vero che ogni sottopopolazione è oggetto di “deriva genetica”, tanto maggiore quanto maggiore è il suo isolamento, immaginare che gli orsi trentini fossero diversi da quelli sloveni – una sottospecie univoca come l’orso marsicano – è una fandonia.

Da sempre la popolazione di orso è la stessa, che viva sulle Alpi Occitane così come in Grecia o nei boschi dinarico-balcanici. Inoltre l’orso, essendo un animale solitario, non acquisisce imprinting di gruppo diverso da quello dettato dall’istinto.

Il progetto Life Ursus ha dunque introdotto esemplari prima che la specie sparisse completamente dall’areale in questione, con l’obbiettivo dichiarato di non farne svanire la tenue memoria culturale presso le stesse popolazioni che abitano quei territori (in cui erano nel frattempo state costruite aree destinate alla tutela della fauna, plantigradi compresi, dei quali è dal 1939 è vietato l’abbattimento).

Il Parco Nazionale dello Stelvio dal 1935, quello Adamello-Brenta dal 1967, quello regionale dell’Adamello dal 1983, costituiscono assieme al Parco Nazionale Svizzero (1914) un unico sistema di protezione della fauna territorialmente contiguo che valica i confini statali. Dal 1976 inoltre la Provincia Autonoma di Trento si è dotata di una legge finalizzata a prevenire ed indennizzare i danni da orso.

La crescita di popolazione degli orsi ci consente di affermare che Life Ursus è stato un successo e avviene con una dinamica nota: a difesa delle fasi che vanno dalla gestazione allo svezzamento (facciamo notare che il tasso di mortalità dei cuccioli nel primo anno di vita è del 75%), la femmina stabilisce un’area nucleo che i cuccioli abbandoneranno soltanto quando saranno indipendenti. Le giovani femmine della cucciolata replicheranno poi il comportamento materno, stabilendo nuovi perimetri entro i quali va prestata ogni cautela onde evitare situazioni di pericolo.

Nota [1]. Si scoprirà poi che l’orso “colpevole” dell’aggressione è l’esemplare JJ4, catturata mediante trappola a tubo il 19 aprile assieme a due dei suoi tre cuccioli, subito liberati perché già potenzialmente autonomi.

Danza di Capodanno degli orsi a Comănești  (Romania)

Pseudo-conflitto fra narrazioni
La narrazione che vorrebbe l’assoluta intoccabilità delle specie – una convivenza pressoché mistica, regolata dal divino e percepita come appannaggio dei “cittadini” – si è solo in apparenza contrapposta all’altra, quella del montanaro pragmatico e depositario unico del sapere della montagna, padrone a casa sua.

In realtà a noi pare che le due “visioni” si sostengano a vicenda e che concorrano a un unico esito: banalizzare il dibattito trincerandosi a monte nelle rispettive certezze e mettendo la sordina ad analisi che scavino nel profondo, forti di dati reali e circostanziati. Argomentazioni che si autoalimentano traendo vicendevolmente linfa velenosa: sacralizzare da un lato “la Natura” e dall’altro “l’Uomo” impedisce infatti la problematizzazione della questione: la natura cessa di essere quel corpo vivo e in mutamento per farsi oggetto sacro, intoccabile. “L’uomo”, per contro, assurge a quell’idea suprema di forza e controllo, sempre e comunque. L’animale umano, che non solo si è autodefinito sapiens-sapiens e messo al vertice di una piramide in cui ha posizionato, via via più in basso, gli animali non umani che hanno meno in comune con lui, si considera superpartes sia quando predica l’intoccabilità del globo che quando ne teorizza lo stravolgimento. Ciò che viene a mancare è insomma la consapevolezza che permetterebbe all’umano di essere specie tra le specie, con il rispetto necessario nei confronti dell’ambiente in cui vive e la valorizzazione della sua capacità/peculiarità di raccogliere, accogliere e contemplare le varie angolature della questione, dopo averle fatte accuratamente decantare.

A proposito dei concetti appena espressi segnaliamo questo articolo che chiarisce sì i meccanismi mediatici in atto, quelli delle due narrazioni contrapposte, ma che a nostro avviso è monco: rappresenta una buona premessa polemica ma è lacunoso nella sua pars costruens, manca di profondità.

Il contesto
Se proviamo a inquadrare il contesto, uno dei sotto-temi ricorrenti è l’antropizzazione della provincia di Trento, fatta di paesi in espansione dove non ci sarebbe più spazio per gli orsi, discorso saldato al leitmotiv “se i nostri nonni li hanno sterminati ci sarà ben un motivo. A maggior ragione oggi, coi paesi in crescita, la convivenza è impossibile”. Tocca rilevare che il concetto di antropizzazione introdotto è distorcente. In provincia di Trento, come in tutti i luoghi montani, assistiamo a un pressoché costante spopolamento. Caldes, il paese dell’attacco dell’orsa JJ4, ha oggi due terzi circa degli abitanti rispetto a quelli degli anni venti del novecento. Rabbi, luogo di un precedente attacco in marzo da parte di MJ5 ai danni del fratello del Sindaco del paese, li ha addirittura dimezzati.

Censimenti della popolazione della provincia di Trento
Basta poi un veloce colpo d’occhio per notare che a crescere sono i comuni-divertimentificio, quelli degli impianti che è facile immaginare si spopoleranno a fine stagione.

Ma soprattutto a crescere sono da una parte la superficie boschiva per abbandono umano dello “scomodo” e, dall’altra l’urbanizzazione dei fondivalle anche nella forma della messa in produzione agricola, dello sfruttamento intensivo, della monocoltura, basti pensare a quella dei meleti.

Una montagna che poco ha a che vedere con quella dei tempi in cui ogni metro quadro era messo in produzione per il mero sostentamento, in cui lo sterminio dell’orso non era messo in atto da singoli montanari che prendevano il fucile, ma a colpi di taglie pagate a cacciatori professionisti che agivano a colpi di “lacci e trabocchetti”. Taglie guarda caso maggiori per esemplari femmine.

La (mala) gestione politica
Ma torniamo a Life Ursus. Scegliere di avviare un progetto del genere, farlo a partire da un territorio sfruttato e pieno di ostacoli antropici – industrie, infrastrutture, autostrade, colture – sarebbe quantomeno bizzarro se non fosse perché, appunto, in questo stesso territorio vivessero gli ultimi orsi delle alpi centrali.

È immaginabile ora che un progetto del genere possa convivere con l’opposizione della politica alla progettazione di corridoi faunistici che consentirebbero l’espansione dell’areale degli orsi, spalmandone la presenza, diluendone le criticità?

Si contestano Life Ursus e il PACOBACE che individuano puntualmente le azioni da effettuare per sostenere la presenza del plantigrado, ma si tace della pessima gestione trentina in generale, attaccando lontani e immaginari burocrati che avrebbero deciso di reinserire l’orso nel suo habitat a scapito della sicurezza e della salute dei locali. A questo proposito facciamo notare che le comunità interessate dall’arrivo di nuovi plantigradi sono state consultate, esprimendosi favorevolmente in larga misura (76%). Il progetto Life Ursus ha inoltre avuto una gestazione quasi decennale (1992-1999) e ha richiesto almeno tre passaggi fra Provincia Autonoma di Trento, Ministero dell’Ambiente, Stati e Regioni confinanti, dato che l’obbiettivo era non di ripopolare il Trentino ma tutte le Alpi Centrali.

Da un lato una politica che non governa i meccanismi di attuazione del progetto e infiamma gli animi della cittadinanza additando gli orsi, dall’altro la stessa che tace – evitando di affrontare problemi ben più preoccupanti e concreti – dei fitofarmaci impiegati nella tanto decantata coltura intensiva delle mele, marchio sacro e intoccabile quanto quello dei vitigni.

Accusare il progetto Life Ursus – una serie di intenzioni – confondendolo con la mala gestione politica dello stesso è colpevolmente sbagliato.

Sembra accertato infatti che i due attacchi recenti (2020 e quello mortale di pochi giorni fa) di JJ4 siano avvenuti nel suo proprio e da tempo noto areale. Spazio occupato dall’orsa, conosciuto dalla politica provinciale almeno dal 2021, anno in cui è stato pubblicato l’ultimo Rapporto Grandi Carnivori disponibile (pag. 17).

Stando alla ricostruzione di Alessandro Ghezzer, entrambi gli attacchi di JJ4 sono avvenuti entro il perimetro noto, da lei frequentato. Sappiamo inoltre che l’orsa ha dei cuccioli e che gli unici cartelli d’avviso sono piuttosto superficiali, sembrano generici pannelli turistici piuttosto che reali passi informativi, recanti pericoli e disposizioni ad hoc.

Alessandro Ghezzer – i 2 attacchi di JJ4 (i due asterischi rossi) nel suo perimetro vitale (la forma trapezoidale viola)
Cartelli ufficiali e non

Areale, ricostruzione di spostamenti, compilazione di mappe resi possibili perché a JJ4 è stato messo un radiocollare che però ha smesso di funzionare nell’agosto 2022.

Non si sono approntate misure, si è poco o per nulla informato, e ora si utilizza l’argomento “radiocollare” come ennesima giustificazione autoassolutoria. A quanto leggiamo, infatti, il suo funzionamento “non avrebbe evitato la morte di Andrea Papi”.

Quel che per noi è certo è che non siano state prese né misure preventive né tantomeno informative, nonostante l’acclarata potenziale pericolosità di orse con i cuccioli. Rammentiamo che anche solo tra le azioni di prevenzioni leggere associate al PACOBACE, è sempre prevista “l’intensificazione del monitoraggio” e “l’informazione ai possibili frequentatori dell’area”.

Quali di queste specifiche azioni ha attuato la provincia, a fronte di una situazione nota?

Non solo: nel 2020 il TAR di Trento impedì la soppressione di JJ4, disposta a causa dell’attacco ai danni di due cacciatori, perché era in compagnia di tre cuccioli. Stando al rapporto stilato all’epoca “si è trattato, con ogni probabilità, di un comportamento di attacco (con contatto fisico) per difendere i piccoli”.

In sostanza entrambi gli attacchi dell’orsa (2020 e 2023) sono avvenuti in presenza di cucciolate.

Lo troviamo un dato estremamente interessante, non tanto perché allora non fu abbattuta e stavolta il giudizio sia sospeso, ma proprio perché la relazione ci dice dell’etologia dell’orso e smonta la narrazione della “bestia feroce”.

L’orsa non ha mai attaccato perché confidente e fattasi violenta (comportamento che in burocratese si definirebbe tipico di un “orso problematico”, cioè un esemplare che ha perso la diffidenza con l’uomo): semplicemente, etologicamente, difendeva la prole. Etologicamente gli orsi non sono animali sociali: vivono in isolamento salvo la fase dello svezzamento. Ciò rende le madri orso particolarmente aggressive in caso di percezione di pericolo, perché è documentata la predazione/uccisione di cuccioli non propri da parte di orsi maschi.

Imbattersi a distanza ravvicinata in un’orsa con i cuccioli o su un orso/a intento a cibarsi di una carcassa (predata o meno) è sfortuna.

Nonostante sia l’ente tenuto a farsi carico della gestione del selvatico, la Provincia presieduta da Fugatti che ora olia gli schioppi e affila i coltelli (un tempo anche da cucina, a uso gastronomico) ha trascurato il fatto che l’orsa fosse in compagnia di cuccioli, non l’ha comunicato, mettendo a rischio i frequentatori del bosco, Papi in primis, che è morto.

Perché l’istituzione gestisce male la questione al punto da offrire come unica soluzione quella del tipo “L’orso attacca? Abbattiamolo”, in una spirale tanto folle da sembrare quasi un riflesso pavloviano?

Un’ istituzione che non informa e, pur autonoma, ricalca il perfetto gusto italiano per la perenne emergenza. Una provincia che non delega la gestione degli orsi a esperti – ai parchi, alla comunità scientifica, ecc. – ma preferisce affidarla a funzionari interni per poi sottrargliela in favore della Protezione Civile – caso unico al mondo, pare – in un crescendo di autoreferenzialità. Tutto ciò nonostante le reiterate richieste di gestione da parte del Parco Adamello Brenta, motore primo della ricomparsa degli orsi in Trentino.

La percezione del problema – i confini, i montanari, il ruolo umano
Un ulteriore dato di interesse, a nostro avviso, è il fatto che i gruppi montuosi dell’Adamello e del Brenta siano appiccicati – non a caso il parco nazionale è Adamello Brenta – e infatti, trovandosi sbarrati altri luoghi di sconfino, gli orsi “trentini” arrivano spesso nel bresciano, in Valle Camonica, in Val Sabbia e sul Garda.

Dato di interesse, dicevamo, perché rileviamo con curiosità che oltrepassato il confine – e cioè una convenzione umana – l’orso non ha mai creato problemi particolari, eccezion fatta per predazioni di alveari, roccoli ed allevamenti. E parliamo verosimilmente degli stessi identici esemplari, proprio quelli accusati d’essere violenti e assassini al di là di questa linea arbitraria.

Il parco regionale dell’Adamello (stesso gruppo e altro parco, stavolta camuno, perché in Italia non ci si fa mancare nulla) ha addirittura documentato il caso di un orso che quasi tutti i giorni di primavera-estate transitava sui monti della bassa Valle Camonica per scendere a fino al lago di Iseo a fare il bagno. Partenza di notte, tuffo all’alba e rientro. Essere che non ha mai sfiorato nessuno, e ci risulta davvero difficile credere che in una zona turistica e frequentata non si sia mai imbattuto, anche solo a distanza, con qualche umano.

Di certo in questione è oggi quindi il modo di chi abita quei luoghi e in quei luoghi ci vive, a prescindere probabilmente dal loro uso turistico. Sappiamo infatti che – altro dato da fissare nella memoria – in un’altra zona a alta frequentazione turistica, intensiva e spalmata lungo il corso di tutto l’anno quale il Trentino, la totalità degli attacchi è stata a danno dei residenti. Non si registra un singolo caso di criticità ai danni dei frequentatori per turismo. Alpinisti in trasferta, trekker, paesaggisti, fotografi, naturalisti, visitatori di malghe e alpeggi (…) non risultano essere mai stati toccati. Dato che pare confermato in astratto anche dallo studio MUSE sugli attacchi degli orsi nel mondo (fig. 3 nel quadro degli attacchi dei carnivori a livello mondiale), studio che dimostra inoltre che gli ursidi attaccano per difesa.

Per contro, quando si leggono ovunque, specie in questi giorni, affermazioni tanto generiche quanto vuote, come “il colpevole della morte di Andrea Papi non è certo l’orso, colpevole solo di essere un orso con la sua natura e i suoi istinti, ma come per tutte le degenerazioni ambientali il colpevole è l’uomo” ci si sta confrontando con qualcosa di vero ma parziale, monco. Perché dal discorso è epurato il dato storico culturale, e cioè quale sia il ruolo che ha giocato e tuttora gioca l’uomo, soprattutto quella porzione di società che pretende di possedere la cultura montanara e l’esperienza necessaria: l’abitante delle vallate. Che ruolo ha giocato e sta giocando il primo convivente con le cose della natura, in questo caso l’abitante delle valli trentine?

Verrebbe da rispondere che l’asserzione fattasi dominante in ambito locale – quella per cui i montanari che nel territorio ci vivono siano i soli depositari del sapere, che in Trentino il bosco sia letteralmente dietro casa e che così non si possa più vivere perché si è fatto rischioso spostarsi, uscire in cortile, andare a lavorare – si squagli di fronte a una piccola, altrove e altrimenti innocua, pratica: andare a correre dentro l’areale di un’orsa con cuccioli, farlo anche se questo areale lambisce il paese o se è il teatro delle nostre attività quotidiane, per giunta all’imbrunire.

In sostanza, e per tornare all’inizio di quanto abbiamo scritto, la retorica cittadino-ambientalista/montanaro-conoscitore si smonta da sé. Chi raramente rispetta le regole basilari di convivenza pare essere proprio il montanaro, non sappiamo se per arroganza, per incompetenza, per mancata comunicazione politica, resta il fatto che sia così.

Senza nessun intento di colpevolizzare Papi, sia ben chiaro, vittima certa di un attacco e soprattutto di una pessima gestione e informazione.

Lupo e orso – le consonanze di due dinamiche correlate
Chiudiamo introducendo un ulteriore argomento, solo in apparenza diverso, che però troviamo strettamente correlato, interconnesso: il lupo.

Abbiamo in passato scritto attorno a Le conseguenze del ritorno, titolo di un saggio di Luca Giunti che si occupa della ricomparsa di quest’altro predatore nell’arco alpino, dopo che ha risalito la dorsale appenninica. Un ritorno diverso, non dovuto ad un rinfoltimento della popolazione a opera dell’uomo bensì a un suo fisiologico riappropriarsi di territori dall’uomo abbandonati. Se mediaticamente questo fenomeno è più sotto traccia rispetto alla vicenda dei plantigradi è solo perché, fino a ora, non ci sono stati incidenti importanti con umani.

Ma esistono comunque consonanze.

I lupi debbono nutrirsi, e spesso lo fanno – soprattutto gli esemplari giovani – con ovini al pascolo, il che fa molto arrabbiare gli allevatori.

In alcune aree, ad esempio la val Susa, stanno poi prendendo confidenza con l’uomo, non disdegnano di attraversare borgate e centri abitati a fondovalle e tendendo a non scappare anche se avvistano persone, probabilmente perché la penuria idrica – altro punto fondamentale nell’attuale contesto ambientale – li obbliga ad avvicinarsi agli abitati.

Che sia per sentimento atavico, per reale rischio, o per ragioni altre, una parte della popolazione locale si è polarizzata sul discorso “uccidiamoli tutti, sono assassini!”, un’altra parte su quello “amiamo i lupi, sono meglio degli umani”, riflessi pavloviani consonanti con la vicenda orso; si attribuiscono caratteristiche morali agli animali, in un ragionamento antropocentrico che, per quanto comprensibile, non è funzionale. Il rischio che noi in quanto umani corriamo è di definire le qualità degli animali non umani in base a ciò che pensiamo di noi stessi e di rafforzare così la piramide di cui scrivevamo sopra. Raccontare e raccontarci che gli animali sono simili a noi non gli rende giustizia. Siamo diversi e – come afferma il filosofo Felice Cimatti in questa lezione – “affinché un discorso sugli animali sia all’altezza dei problemi deve partire dall’idea che i viventi sono tanti e tutti diversi fra loro. E se c’è senso è a partire da questa diversità”.

Occorre, anche qui, provare a muoversi con raziocinio: accettare la presenza del lupo, anche dei danni che crea e creerà (Giunti nel suo scritto arriva a sostenere come plausibili anche futuri infanticidi), perché è corretto dal punto di vista etico, naturalistico e di diritto, nell’accezione più ampia del termine. Affinché quella con il selvatico possa essere una co-esistenza, però, sarà fondamentale la nostra capacità di stabilire e mantenere una sana distanza.

Bisognerebbe infine, e siamo consapevoli che la cosa è difficile, provare a porsi ad esempio dalla parte dell’orsa JJ4 e della sua visione del territorio, che è diversa dalla nostra che andiamo a passeggiare per boschi. Provare a comprendere perché la sua reazione a un possibile invasione del territorio abbia avuto le conseguenze che ha avuto e iniziare – di conseguenza – a costruire un rapporto diverso con gli animali non umani. Tenere conto della differenza fra gli animali, senza farla diventare gerarchia, è un esercizio che può fare paura ma è anche da lì che passa un movimento di liberazione del nostro essere animali.
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Saranno orsi e lupi a salvare Fugatti?
di Luigi Casanova
25 aprile 2023                           

Ci voleva l’orso e la morte del giovane Andrea Papi per offrire alla Lega su un piatto d’oro l’unico repertorio politico che dimostra di saper usare. Diffondere, alimentare paura e su questo nobile sentimento umano costruire il successo elettorale. Tempo fa era di moda l’immigrazione, si alimentava il razzismo (tema che nel profilo nazionale è ancora ben presente), oggi si scatena l’odio contro i grandi animali carnivori, siano questi orsi o lupi. La parte più grezza e quindi ignorante del corpo politico nella polemica vi ha inserito perfino il mite sciacallo dorato.

Il Presidente Fugatti era in difficoltà. Non solo perché sembra che Fratelli d’Italia in vista delle elezioni provinciali autunnali non rinunci alla candidatura della sorella Francesca Gerosa. Ma anche perché il governo della Provincia di questi cinque anni è risultato inadeguato, incompetente su tutti i temi. Anche nelle valli si percepiva la caduta verticale di consensi verso la Lega: troppe promesse non mantenute e troppa improvvisazione: ospedale di Fiemme, i rifiuti nel Primiero, la figuraccia sullo stadio olimpico di pattinaggio di velocità a Baselga di Pinè, le circonvallazioni della Valsugana, l’imposizione dell’autostrada A31 alla Vallarsa e Rovereto, la disastrosa e incoerente politica ambientale sostenuta dal vicepresidente Mario Tonina su gestione dei rifiuti e aree protette.

Non appena confermato che Andrea Papi era stato ucciso da un orso si è scatenato il partito dell’odio, della disinformazione, delle semplificazioni. Un partito ricco di attori: protagonisti i vertici che governano la nostra Provincia. Fugatti, Tonina, l’assessora Zanotelli e comparse valligiane minori. A queste figure si sono aggiunti presunti autorevoli commenti di antropologi, sociologi, narratori, un certo giornalismo urlato, perfino Reinhold Messner. Non si è trattato di un coro, ma di un urlo, carico di rabbia, di rancore.

Una sintesi delle sparate. Il progetto Life Ursus non doveva esserci. Non è stato gestito. Il tetto massimo era di 50 orsi. Si abbattano subito lupi e orsi. 70 esemplari subito trasferiti. Pieni poteri al Trentino e a Bolzano. I nostri allevatori costretti a abbandonare i pascoli, la montagna desertificata. Poveri allevatori, chiuderanno le malghe. Non si possono più frequentare i boschi. Allarme turismo, la montagna trentina avviata alla decadenza e allo spopolamento.

Ad alimentare confusione non poteva mancare l’autorevole parere di Lorenzo Dellai che ha aggiunto (imita Meloni e altri incapaci, gli errori si scaricano sempre su chi ha preceduto) che la responsabilità del progetto di reintroduzione degli orsi è del PATT (Carlo Andreotti presidente, 1998). Non una parola da Dellai del suo agire politico, la demolizione sistematica della struttura di governo dell’ambiente della Provincia, dell’umiliazione imposta al Parco Adamello-Brenta portandolo, nella sua sede ufficiale, a sostenere l’avvio del collegamento Pinzolo–Campiglio, della scomparsa dei guardaparco conclusa con il governo Rossi, e della caduta di autonomia dei servizi forestali e dell’APPA. A questo desolante panorama si aggiungono i sindaci e le dichiarazioni del presidente del Consiglio delle Autonomie, Paride Gianmoena. Invece di denunciare l’inadeguatezza (per quantità e formazione del personale) del Servizio Foreste, dell’incredibile presenza al vertice del servizio stesso di un ingegnere (Raffaele De Col), del dovere di rivedere da subito la pianificazione forestale di tutta la Provincia, riduce il ruolo dei custodi forestali a “geometri del bosco”. Anche i sindaci dell’Alto Adige, sostenuti dall’assessore Arnold Schuler, dall’onnipotente presidente della Camera di Commercio Michl Ebner e dal presidente Arno Kompatscher hanno ripreso le loro ritrite argomentazioni sul bisogno di eradicare questi animali, dichiarando esplicitamente che la provincia del Sudtirol non dovrà permettere la diffusione di un solo orso e dei lupi. Come del resto sta avvenendo in modo silenzioso da anni.

E’ dentro questo contesto che Fugatti sta recuperando consensi. E’ riuscito dove voleva. A spaccare il Trentino dividendolo fra valligiani e cittadini, definendo chi sostiene sensibilità verso gli animali, in modo dispregiativo “animalisti”, alimentando la frattura di ambientalisti – animalisti verso operatori agricoli e turistici, scaricando le responsabilità della sua inadeguatezza a governare sul TAR.

Ai margini di un insieme di presunte verità urlate, prive di ogni riferimento scientifico, rimangono pochi margini di riflessione. Le acute osservazioni di Duccio Canestrini, le riflessioni degli esperti che operano sul campo da decenni, Alessandro de Guelmi, Filippo Zibordi, Andrea Mustoni evaporano. E’ la scienza a uscirne umiliata. Il confronto è cancellato. Nella discussione non si trova traccia degli oltre 200 morti per incidenti di caccia dal 2011 al 2022, del fatto che ogni anno nel nostro paese vi siano oltre 70.000 aggressioni canine. Chi si è schierato emotivamente contro la presenza dei grandi carnivori si è assunto una incredibile dose di irresponsabilità morale e per chi ci governa, anche politica.

Non una parola è stata spesa sul fatto che la presenza dell’orso su un territorio indica qualità ambientale, ma anche culturale.

Non si dice che in provincia tutte le foreste primarie sono state cancellate. Che il territorio forestale, causa una gestione unicamente produttivistica e ingegneristica, continua a essere frammentato da uno sviluppo ormai incontrollato di strade e piste forestali, sempre più ampie, sempre più invasive, da piste di sci, percorsi ciclabili. Che si è evitata qualunque discussione sul tema dei corridoi faunistici, come si è evitata la diffusione di informazione scientifica e di formazione delle popolazioni e degli operatori economici nelle valli.

La montagna, a prescindere dalla presenza dei grandi predatori, va sempre affrontata conoscendola e in punta di piedi. L’uomo, da tempi ormai lunghi, ha rimosso il suo lato selvatico, la consapevolezza che gli animali, tutti, siano protagonisti anche nella nostra psiche. Ci siamo sentiti padroni della terra e di tutto quanto il pianeta ci ha offerto. Forti di questa rimozione abbiamo costruito la montagna artificiale. Il dirigente del Servizio Foreste e Fauna della Provincia Raffaele De Col, trovando forza nella sua specificità ingegneristica, definisce al meglio la sua visione di Trentino. Come difenderci dall’orso? Distribuendo nel Trentino tante isole e dentro queste isolarlo, “costruendo fra abitati e ambiente naturale aree cuscinetto sufficientemente ampie”. Ogni orso che scavalchi questo misero ambiente sia abbattuto, tuona il dirigente, e continua affermando che in tempi più che brevi si individuerà il numero massimo di esemplari compatibili con la Provincia e ognuno in più sarà abbattuto.

A questo ci siamo ridotti. A delimitare anche lo spazio vitale che può essere concesso alla natura. Mentre la Provincia consuma suoli liberi ovunque, anche sulle alte quote, permettendo agli impiantisti ampliamenti di aree sciabili fin dentro i parchi naturali, sostenendo ogni deroga alla trasformazione delle malghe in locali destinati all’ospitalità, triplicando, ovunque possibile, le volumetrie dei rifugi. Il Trentino è indirizzato a essere solo un Luna Park, a disposizione della monocultura turistica.

E’ in questo scenario che autorevoli antropologi, sociologi, editorialisti accusano animalisti e ambientalisti di aver ridotto l’orso a uno Yoghi. Non sembra proprio essere questa la realtà, è avvenuto l’esatto contrario. E’ l’intera politica provinciale degli ultimi trent’anni ad aver trasformato il Trentino in un divertimentificio, ad aver sostenuto la cancellazione della cultura naturalistica, della necessaria convivenza dell’uomo con la varietà e la complessità della natura. Come? Leggasi Fugatti. Alimentando paura, solo per costruire consenso elettorale, semplificando per recuperare voti, allontanando sempre più la necessaria alleanza fra chi vive nelle città e chi vive e coltiva le vallate. In prossimità del rinnovo del Consiglio provinciale (22 ottobre 2023) ci sarà almeno una coalizione capace di affidare la mediazione del conflitto apertosi al mondo della scienza?

Sbatti l’orso in prima pagina ultima modifica: 2023-05-06T05:48:00+02:00 da GognaBlog

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238 pensieri su “Sbatti l’orso in prima pagina”

  1. Sign Stefano, l’umile ostensione dei suoi titoli Le hanno fatto prendere una cantonata, il mio inoltro era riferito alla barzelletta (a mio giudizio) poteva apparire un filino irriverente del Sig antoniomereu agli occhi della famiglia Papi in questo momento.
    Occhio che rischia di abbassare la media 😉

  2. Matteo se essere responsabile finanziario di aziende per te è non essere pagato va bene. 
    Non sono pagato pero’ per Pareto in specifico, o per analizzare gli andamenti finanziari di lungo periodo, o per capire le determinanti dei mercati finanziari, non sono pagato per esporre la storia e sociologia. Questo si. 
    Pero’ quando Dott. Sommacampagna il responsabile Banco Bpm cambi a Milano 3 o 4 anni fa mi disse “signor Stefano non sono tanti in Italia ad avere le sue conoscenze sa?” direi che tanto mona non sono. (nota bene ho messo i nomi di persone perchè so quello che dico).
    O parliamo del responsabile Unicredit ramo corporate Nord Italia tale Zanatta (sempre 3-4 anni fa).. che entro’ nel mio ufficio e rimase a bocca aperta quando gli spiegai un po’ di finanza… prova a chiederli… a costui … si ricordera’ di certo…
    Oppure ma potremmo mettere avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, consulenti bancari, professori universitari (a volte ho corretto delle verifiche su errori che avevano fatto LORO (ovviamente poi mi hanno alzato il voto chiedendomi che restasse tra noi perchè altrimenti poi dovevano ricorreggere tutte le altre verifiche)) che mi hanno detto che sono preparatissimo… 
    Dai Matteo a cuccia e zitto! … anche te Carlo, a cuccia.
     

  3. … certo che sono un esperto… ma non ricevo soldi, non ricevo finanziamenti…. 
    diciamo un esperto fai da te…o in altre parole uno che se la suona e se la canta (a cazzo, peraltro)
     
    e ovviamente non trova nessuno disposto a pagarlo

  4. Tutta sta confusione nata tra dentatura,DNA,attacco o simulazione  fa venir in mente quella vecchia barzelletta (quando gli orsi erano orsi e non figli di un dio minore) che per essere uomini bisogna:
    1)bere in una botta un litro di graspa.
    2)uccidere e prendersi la pelle dell orso.(proverbiale)
    3)passare un intera notte di passione con una donna….
    Ebbene il protagonista dopo la grappa parte per la seconda impresa da compiere e ubriaco marcio ovviamente si confonde e quando ritorna tutto squarciato  e graffiato ma estasiato dalla bramosia cerca la donna per prenderne la pelle…
    Urlando dov’è sta benedetta donna ?
     

  5. Bertoncelli… il fatto è che Papi era veramente imprudente.. quando l’orso intimorito ha aperto le fauci… ha ben pensato… chissa’ se gli do un po’ di carne forse le richiude… 
    Povero ragazzo… almeno ora non sente tutte le stronzate che si leggono e scrivono… 
     
    Placidomasimpatico… certo che sono un esperto… ma non ricevo soldi, non ricevo finanziamenti…. non sono mosso da stupidi sentimentalismi..
    Ho sentimentalismi? certo, ma non sulle questioni pratiche… 

  6. L’etologia dell’orso prevede i così detti “falsi attacchi”, usati anche tra con specifici proprio per evitare lotte che potrebbero ledere anche il “vincitore”. Spesso sono stati riferiti questi comportamenti anche da parte di persone che non sono state minimamente toccate. La prevenzione PACOBACE descrive bene come comportarsi in caso di incontro e di (nella maggioranza dei casi) falsi attacchi.

  7. “Relativamente alla natura dell’attacco, esso è riconducibile a un tentativo protratto di allontanamento e dissuasione da parte dell’orso sulla vittima. Anche relativamente a questo aspetto, le evidenze riscontrate non consentono di classificare l’azione lesiva né come un attacco deliberato né come una predazione”.
     
    Sí, cosí è scritto nella perizia (in base a quanto riferisce la LEAL).
     
    Però mi domando: è credibile che un orso maschio adulto, con le fauci spalancate, abbia tentato e ritentato di allontanare e dissuadere la vittima, ma che quest’ultima se ne sia bellamente disinteressata? In altre parole, devo credere che la vittima se la sia cercata con ostinazione?

  8. @Stefano: al #38 dici:

    ho l’orticaria per esperti

    Quindi sono sinceramente curioso: nel tuo campo (economia/sociologia se ho ben capito) come ti definisci?
    Un cialtrone?

  9. Certo come no!! è Papi che ha aggredito l’orso…. che ovvieta’!.
    L’unico sollievo è che questione di qualche anno e andremo tutti in miseria… Giusto così un popolo stupido non merita altro. 

  10. Dal punto di vista oggettivo la consanguineità degli orsi a causa dei pochi rimescolamenti, rendono l’esame del DNA non una certezza sull’ individuo …sulla specie fuga ogni minimo dubbio 

  11. @Bertoncelli al #84: se interpreto correttamente, è questo passo della perizia veterinaria forense (riporto il virgolettato dall’articolo di repubblica.it)

    “Relativamente alla natura dell’attacco, esso è riconducibile a un tentativo protratto di allontanamento e dissuasione da parte dell’orso sulla vittima. Anche relativamente a questo aspetto, le evidenze riscontrate non consentono di classificare l’azione lesiva né come un attacco deliberato né come una predazione”

    che, secondo l’associazione Leal, scagionerebbe tutti gli orsi.

  12. Mg parli bene perchè non è morto tuo figlio. 
    Le analisi fatte dicono che il Dna è dell’orsa. 
    Hanno alterato le analisi, ne pagheranno le conseguenze giudizialmente. 
    Semplice senza tanti piagnistei. 

  13. Mg. Quindi su questo la pensiamo nello stesso modo. Questo problema andrebbe affrontato con pacatezza, realismo e competenza. Che è un po’ lo spirito dei due articoli. Ma vedi bene il casino che è venuto fuori anche qui, compreso la diatriba sui trenta trentini. Significativo. Poi i media presentano le cose in modo tale da fare da innesco agli incendi perché gli fa comodo.

  14. LEAL (Lega Antivivisezionista): “Dalla relazione tratta dalla perizia veterinaria  sono state rilevate lesioni identificabili come da penetrazione di coppia di canini caratterizzate da una distanza tipica dei canini di un orso maschio adulto”. Poi la stessa LEAL aggiunge di suo, in contraddizione con la perizia: “La tipologia di attacco scagiona definitivamente TUTTI gli orsi“ (lo stampatello è mio).
     
    In sintesi, i periti veterinari imputano la colpa a un orso maschio, mentre la LEAL prima accetta la perizia, poi la butta nel cesso e scagiona TUTTI gli orsi.
    A questo punto, considerate le dimensioni della mandibola, non rimane altro che sospettare l’esistenza di un Predator nei boschi della Val di Sole.
    https://youtu.be/YuvA4eLu5y4
     
    … … …
    Caro MG, lo ribadisco: tu sei troppo nervoso. Dieci gocce di Alprazolam per due volte al giorno, dopo i pasti.

  15. Mg. Guarda che forse non ci siamo capiti. Io non parlavo del merito. Ma del modo “spettacolare” con cui spesso si affrontano da noi i problemi che porta non a risoverli in modo ragionevole ma a montarci sopra una sceneggiata dove dopo un po’ la tragedia diventa commedia. Temo molto che finisca così anche in questo caso, come succede da noi coi cimghiali e la peste suina, per fortuna con implicazioni meno drammatiche.

  16. trovo gli ultimi tre commenti degni del peggior bar virtuale. 
    Non so se la perizia leal abbia un senso e fondatezza, ma quantomeno dovrebbe far riflettere
    resta il fatto che se si prendono decisioni drastiche andrebbero prese sulla base di dati di fatto e valutazioni scientifiche, non di emozioni i o propaganda  politico. 
    Se invece si danno per scontate troppe cose si finisce per fare porcherie, quale che sia il campo a cui ci si riferisce.
    Certamente PAsini Cominetti e Bertoncellie erano presenti al fatto e hanno riconosciuto con certezza l’orsa incriminata, o magari potremmo usare un sistema ancora più certo, eliminiamoli tutti, così siamo sicuri che non accadrà più.
    e già che ci siamo via anche lupi e cani rinselvatichiti. In Sicilia e Calabria via anche cani e gatti randagi, che pare siano un problema. in Emilia via i pesci siluro dal po, che fan danni. 
    un bel trimestre  di sparatoria generalizzata e riportiamo il belpèaese ai tempi che furono. già che poi si è per quell via, si potrebbe pensare anche alle nutrie, ai cinghiali, ai migranti , ai mussulmani e  ai cinesi.  per indiani e bangladini vediamo  se è meglio un recinto . 
    Pensa gli sceriffi delle Everglades con gli alligatori che lavoro che avrebbero se applicassero un simile criterio italico (altro che paese che amo): lì in ogni piazzola lungo la strada dove ci sono panchine per picnic c’è un bel cartello con il disegno di un uomo tirato in acqua dal rettilone;  assicuro, per esperienza personale, che si tratta di lucertoloni lunghi anche tre metri, veloci come il lampo, che stan proprio li per mangiarsi chi si ferma. non mi pare però che nessuno yankee si sia mai posto il problema di chiedere allo stato di sterminarli tutti (e pure qualche umano se lo sono mangiato).
    MA mi rendo conto che ormai qui sopra ogni tentativo di confronto finisce in una specie di tritura cacca tipo quello del camper.
    buon divertimento. 
     
    MA se vi 

  17. Speriamo che l’orsa non nomini Taormina come suo legale e che Vespa non organizzi una puntata con plastico della Val di Sole. Ci dobbiamo aspettare una lunga e dura contesa tra innocentisti e colpevolisti, con probabili polarizzazioni delle forze politiche. Se non ci fosse di mezzo una tragedia, potremmo dire come Silvio:” L’Italia, il paese che amo”. 

  18. Il tutto ha preso una deriva così penosa che converrebbe lasciar perdere. Poveri noi.

  19. LEAL (Lega Antivivisezionista): “[…] la tipologia di attacco scagiona definitivamente tutti gli orsi” (vedi la Repubblica).
     
    Che non sia stato un canarino?

  20. Si potrebbe essere lieti delle stesse presunte abitudini , uso di sostanze ,ill frequentare spacciatori  e amenità consimili ,se non si fosse in presenza di un deficit,di un limite,nel cogliere la diversità,come una devianza indotta ,il disturbo amplifica il deficit esistente e lo manifesta in una stereotipia.Curarsi e perseverare. A tapioca a tapioca

  21. Giovanni Franceschi deve rifornirsi dal medesimo pusher di Albertperth…

  22. Temo sia una stima per difetto. Nel libro della Sustersic (la via dell’orso) se ne contano 70 solo tra Canal del brenta e san romedio (nemmeno 100km). Sign Pasini, se non usciamo dalla purtroppo reale condizione da Lei descritta credo saremo destinati ad un futuro di pecoroni governati da un pastore ubriaco in un mondo di lupi 

  23. La corrente di pensiero didattica e  ideologica, propugnata dalle elite “scientifico-accademiche” assomiglia tanto, nel modo di porsi nel dibattito a favore di una sorta di “ius soli” delle specie animali selvatiche nella fattispecie per l’orso, a quella borghesia colta progressista benpensante del pensiero unico degli anni settanta che si arrogava, per via della propria “illuminante superiorità culturale”, il “diritto” di dare voce alle istanze delle masse proletarie oppresse del mondo intero…propugnando le progressive della lotta di classe e della rivoluzione anti imperialista anti capitalista…ecc..ecc…della serie zero buonsenso, zero pragmatismo, zero piedi a terra … pare di capire allora che in base ad eloquenti sillogismi l’orso deve godere dell’atavico diritto di ri-occupare le aree di territorio da cui nel tempo è stato scacciato o eliminato da parte dell’uomo…quantomeno in tutte le località che riportano nel toponimo il termine orso…orsiera rocciavrè, pian dell’orso, valle dell’orso…in virtù del dimostrato grande valore scientifico culturale dei grandi carnivori…Fra i toponimi italiani ci sono oltre 600 riferimenti all’orso..

  24. Carlo. Il problema enorme che abbiamo nella Pubblica Amministrazione non sono i piani. Ci sono documenti dettagliati ed elaborati su tutto. Quintali di carta. Migliaia di consulenti ed esperti mobilitati pro-bono o con fattura.  Il problema è la capacità esecutiva. È da quando ero ragazzo che sento parlare della necessità di rendere efficiente la PA e di “riforme di struttura”. Se non cambia nulla, ci sarà ben un motivo e questo non riguarda solo alcune zone del paese, come spesso si sente dire, ma è un fenomeno generalizzato, anche in zone dove non governavano i Borboni con la ben nota ed efficace ricetta: Feste, Farina e Forca, tuttora in gran voga, ovviamente con i dovuti aggiornamenti. Hanno fatto scuola più di Maria Teresa d’Austria. 

  25. Sul piano PACOBACE è già tutto previsto e pianificato. Sia dal punto fi vista economico (rifondo danni e aiuti in protezioni passive e attive) , cartellonistica educativa, conferenze e dibattiti con la popolazione, piano smaltimento rifiuti, gestione orsi confidenti e persino la soppressione. Tutto studiato e pensato dai maggiori esperti scientifici. Unico vincolo avere un minimo di 60 orsi per la sopravvivenza della specie. Previsto perfino la difficile dispersione e quindi la necessità di nuovi arrivi. La politica deve solo applicarlo e deve fare un solo sforzo: decidere il numero di orsi che si  vogliono oltre i 60
     

  26. XCarlo;
    Mah… parli di Bruno, l’orso che è/era a S. Romedio dal 2013? L’ultimo accenno si di lui che ho trovato in rete è del 23 aprile u.s. e lo dava ancora in vita, anche se ormai è molto vecchio. Comunque a S. Romedio c’é un recinto e un fossato, non una gabbia; Bruno è stato però recuperato da uno zoo illegale in provincia di Palestrina, dove “viveva” in una gabbia di 3×3 m. Non stavo certo suggerendo qualcosa del genere, come alternativa all’eliminazione fisica,
    Comunque, ripeto che non ne faccio una questione di principio, e sono ben disposto ad accettare il giudizio di un esptero di etologia.
     

  27. L’ultimo orso bruno ” detenuto” a San Romedio è morto per problemi intestinali derivati dalla malamasticazione a causa dell’usura dei denti sulle sbarre

  28. Grazie per l’approvazione delle mie modeste considerazioni. Circa il punto in discussione (morte o “ergastolo”) bisognerebbe chiedere a chi ne sa davvero di più, ma come risultato di lunghe discussioni in passato proprio su questo argomento con un amico fraterno, professore di biologia a Roma, mi pare di aver capito che gli animali non percepiscono la privazione della libertà di movimento al nostro stesso modo. Hanno bensì un proprio spazio “personale”, diverso tra specie e spesso anche tra individui della stessa specie, all’interno del quale non vengono tollerate presenze estranee se non nel periodo dell’accoppiamento, e un ben più ampio spazio vitale corrispondente alle zone necessarie per fornire il sostentamento, spazio i cui confini sono posti dall’animale stesso e difesi ferocemente. Ma se i confini fisici della recinzione sono posti al di là di quelli dello spazio personale, e al tempo stesso lo spazio vitale perde di significato e importanza perché il cibo viene fornito comodamente, l’animale spesso non percepisce nemmeno di essere in gabbia: semplicemente, resta dov’è perché non ha nessun motivo per volersi muovere (a parte gli stimoli sessuali).  L’amico biologo mi ha fatto il paragone, naturalmente con tutte le cautele e i distinguo del caso, tra la condizione di un ergastolano e quello di un monaco certosino: il secondo vive in privazioni di libertà fisica ben più dure di quelle del primo, eppure è senza dubbio uno degli uomini più “liberi” che esistano sulla faccia della Terra.
    Ma, come detto, sempre soggetto a correzioni da parte di chi ne sa di più.
     

  29. Si Matteo sono d’accordo con te. Anche sull’osservazione. 
    Bravo Ezio.

  30. Magnifico intervento caro Ezio, certo non sminuito dagli erori di stumpa!
     
    Non concordo su una cosa sola: è ovvio che l’orsa debba essere non dirò eliminata (l’idea di “punire” un animale con la morte è assurda), ma certo tenuta sempre in gabbia o in recinto per impedire il ripetersi di casi del genere.
    Trovo che chiudere in gabbia un animale nato e cresciuto libero sia una “punizione” peggiore che ucciderlo, molto più frustrante per l’animale e altrettanto incomprensibile

  31. PS: almeno l’italiano.
    Boh esprime un dubbio.
    Mah altrettanto, nel caso in questione sulle tue argomentazioni

  32. @63 lenzuolone: in buona sostanza non hai un cazzo da controbattere e la butti in vacca.
    “Tutto è politica” non l’hai predetto, l’hai usato come ultimo argomento, giusto per prepararti la chiusa a effetto.
    Bravo, ottimo battutista. Contento tu, Giacomo de sostanza.
    Baci. Chiuso

  33. @60: Non ci ho capito nulla! Il lenzuolone stanca chi lo scrive ma ti assicuro pure chi lo legge ( e non te lo ha certo richiesto). E mi spiace, polemica certo raffinatissima, ma non ti seguo.  Credo comunque che l’estrema sintesi che avevo predetto, “tutto e’ politica” non sia troppo lontana.  Per quello che può’ interessare, riguardo al mio modo di ragionare, mi trovo in perfetta sintonia con quanto dice, e bene, Ezio Bonsignore.
     
    PS. felice di aver contribuito alla transizione, certamente positiva, da Boh (=non ne so nulla ) a Mah ( =so, dubbioso). 

  34. Mi scuso per gli errori di battitura (parentesi non chiuse, “ordi” per orsi. ecc.). Credevo di poter correggere il testo dopo la pubblicazione, ma pare di no.

  35. Mi sembra che in questa faccenda ci siano due aspetti, ovviamente correlati ma ben distinti, e in relazione ai quali si possono fare commenti, e se ci se ne sente in grado suggerire soluzioni corrispondentemente diverse.
    Il primo aspetto è quello del meccanismo che ha portato all’attacco (trattandosi di un animale, non credo sia corretto parlare di “motivazioni”. La convinzione più diffusa è che si sia trattato di difesa da parte dell’orsa sorpresa con i piccoli. Credo importante in questo sottilineare che il povero Papi correva: nel mondo animale non si fa sport, e la corsa è sempre sinonimo di attacco o di fuga. Per dire, in Renania dove vivo in questo periodo di nidificazione i sentieri nei boschi sono contrassegnati da cartelli che avvertono chi corre o va in bicicletta del rischio di essere attaccati da rapaci che intendono proteggere i nidi (che va al passo viene ignorato). Se è così, il problema di cosa fare con questa orsa in particolare, e con gli orsi in generale, va appunto affrontato tenendo presente il “perché” sia successa una tragedia. Altrimenti, pretendere l’eliminazione di uno o “n” ordi, come reazione diretta alla morte di Papi, sarebbe come pretendere che dopo un brutto incidente in scalata, la montagna debba essere spianata.
    Circolano però in rete anche racconti, non so quanto veritieri, secondo i quali il cadavere di Papi sarebbe stato trovato sviscerato e nascosto sotto un cumulo di rami secchi. Questo à appunto il comportamento tipico di certi orsi carnivori, per far frollare la carne delle loro prede prima di tornare a consumarla. Se questo è vero, e cioè se il povero Papi è stato attaccato e ucciso come preda, è ovvio che l’orsa debba essere non dirò eliminata (l’idea di “punire” un animale con la morte è assurda), ma certo tenuta sempre in gabbia o in recinto per impedire il ripetersi di casi del genere. Se un animale delle dimensioni e della forza di un orso arriva non solo ad non avere più paura degli uomini, ma anche a rendersi conto che sono prede molto più facili e redditizie di un capriolo o di un camoscio, non è pensabile lasciarlo libero in ambienti antropizzati.
    Il secondo aspetto è quale sia il numero ideale/massimo di orsi  – intendo orsi non antropogaghi – che possa essere compatibile con gli attuali aspetti della presenza umana in una regione come il Trentino. Su questo, non ho competenze e quindi non mi pronuncio. Bisognerebbe ovviamente introdurre delle misure di prevenzione e sicurezza, ma quali? E con quali garanzie che producano i risultati voluti? Nelle Montagne Rocciose canadesi e americane, dove i territori son ben più ampi ma i grizzly ben più numerosi e aggressivi, e gli attacchi relativamente frequenti, si consiglia agli escursionisti di girare armati o al minimo di dotarsi di spray anti-orsi e di attaccare campanellini ai vestiti (donde la battuta, “come si fa a capire se un orso ha mangiato qualcuno? La sua cacca è piena di campanellini”). Se poi vi verifica (come si verifica) un attacco, pressoché sempre mortale, i Ranger eliminano l’orso responsabile (forse più esattamente, sparano al primo orso che trovano e sostengono di averlo identificato), e tutto rientra nella normalità. Dubito che da noi funzionerebbe.

  36. @47
    Giacomo, continui a girarci attorno senza afferrare la sostanza. Confondi e mischi i piani. Giri e rigiri senza rigirarmi nulla.
    Ora introduci il concetto dell’irrilevanza dimostrando giusto una volta in più il tuo fascino per auctoritas e ipse dixit.
    Capisci che stai facendo una gran confusione tra nome e contenuto?
    Che boh e prrr si condannano all’irrilevanza perché nulla dicono e che Boh è altra cosa, pesante tanto quanto il tuo nome, e cioè zero in ogni caso?
    Tradotto (dio mio che fatica): “”Boh” (ma anche “Argh”, ecc ) e’ la cifra” dell’anonimato se si tratta di nome, “dell’irrilevanza, e a questo si auto-condanna.” nel contenuto. Non viceversa.
    Tanto è vero che, a proposito di contenuto e panza (che imputi a altri) rispondi dando dell’imbrattatore di muri a chi esprime una critica, e lo fai basandoti sul nome, non su quanto scritto. Replichi cioè al contenuto con l’offesa, e lo fai dal piedistallo dell’accusa a altri di mancanza di serenità di giudizio, di essere tifosi.
    Ora non afferri proprio, o forse ti diverti a fingere di non capire, un esempio astratto e nascondendoti dietro al dito (a proposito di tastiere).
    Faccio presente che è noioso continuare a rispondere a chi si finge analfabeta, che alla lunga stanca, e che se insisti su quisquilie e nomi giocando a nascondino bon, chiudo ogni comunicazione.
    Te lo esplicito, chissà che ci arrivi:
    Il tuo “lascerei in un primo momento da parte gli errori della politica, inclusi quelli di…” per invocare gli esperti suona bene ma è falso.
    Non capisci che non esiste il “monolite esperti”, esistono esperti con svariate sensibilità (in una certa misura te lo so è già fatto notare ma insisti a testa bassa, fingendo di poter ignorare l’argomento”).
    Ti faccio presente che sei tu a non andare a cercare pareri degli esperti (ce ne sono a iosa), non loro a non esprimersi. Che gli orsi sono lì, proprio lì, perché  anni di studi e perizie di esperti hanno deciso così. Che questo È il primo momento.
    Sostenere quello che sostieni è scegliere in coscienza di ignorare un macigno per comodità pretendendo di azzerare per comodo e ricominciare daccapo.
    È legittimo? Ni. Nel senso da un lato che gli “esperti” dovrebbero piegarsi a un’altra logica ora  (dall’alto della tua pretesa più ignorante – nel suo significato proprio), altrimenti non si capisce perché andrebbe tenuto da parte il pregresso di valutazione (perché non lo conosci tu o perché non ti piace?), dall’altro che decidi che si possa camminare su un sentiero sbattendo contro un macigno come se non ci fosse (la gestione).
    È una scelta politica nella sostanza, la tua, altro che una constatazione utile al chiarimento, sterile e preliminare. Eppure ti ostini a imputare-connotare di malevolenza la presa di posizione politica altrui, nascondendoti dietro il cerino del neutro tu.
     

  37. Sul lato complottismo, veramente non ho piu’ parole e Claudio e altri potete vergognarvi perchè ho chiaramente detto che ho delle competenze su questo campo anche universitarie (studi di sociologia, studi di asset finanziari su ampi archi di tempo, studi storici, economici). Sono persona stimata da avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, consulenti bancari…ho diretto dipartimenti di finanza e amministrazione. 
    Ad ogni modo vi ho messo il link ieri del WEF dove dice chiaramente e ve lo rimetto…. NON AVRAI NULLA MA SARAI FELICE… (ma secondo voi tutte le direttive per l’efficientamento, il riscaldamento a cosa servono… a portarvi via la casa subissandovi di costi), ancora cosa devo scrivere perchè vi entri dentro in testa che con il sorriso, piano piano, con l’inganno vi stanno INCULANDO???
    https://www.facebook.com/worldeconomicforum/videos/8-predictions-for-the-world-in-2030/10153920524981479/?locale=it_IT
    Toh anche questo… .VE LO DICE LEI! TUTTO QUELLO CHE HO SCRITTO IN 6 MESI sul blog… crisi finanziarie (default dei debiti), guerre (per mascherare il default dei debiti), altre pandemie ed emergenza climatica (per rinchiudervi in lockdown nelle citta’ 15 minuti…)  https://twitter.com/BeaLorenzin/status/1654494997532557314
     
    E se scartabellate il twitter della Von Der Leyen idem, ma anche Draghi in conferenza stampa diceva che ci saranno altre pandemie…come fa a saperlo? è mago Otelma? 
    Quindi concludendo…o la capite o siete dei pampe non ci sono altre parole per descrive ulteriore scetticismo e passivita’. 

  38. Vabbe’ Claudio… se vuoi divertiti con queste immagini allegoriche fa pure… 
    In realta’, zitti, se interpellati ho scoperto che c’è tanta gente che inizia a capire… prendo atto che il blog è un covo di conformisti, perbenisti, etc. 

  39. me ne guardo bene di far parte di questa massa

    disse il sig. Stefano, mentre guidava in autostrada e dall’autoradio veniva diramato l’allarme: “attenzione! attenzione! c’è un automobilista che procede in contromano sull’autostrada!”. “Uno solo?”, pensò il sig. Stefano: “ce ne sono centinaia, qua, in contromano”

  40. AHHHH che santa pazienza…
    Balsamo nel 2004 erano il 45%… è un numero molto elevato.. .se poi vogliono farne a meno affaracci loro.. .io fossi svizzero me la tengo eccome l’arma… non la porto in giro quello no.
    Genoria (lato Bear Business): non sono terrorizzato tant’è che andro’ lo stesso in montagna orso che ci sia o meno… Evitero’ si le zone piu’ dense come le Dolomiti di Brenta (ahimè avevo un sacco di tragitti da fare) e la zona dove c’è stato il morto, ma per esempio andare su sulla Presanella ci andro’, come anche l’Adamello, etc.. .lì ci sono segnalazioni ma poche.
    Io non voglio vedere tutti gli orsi sterminati, ma che si applichi il buon senso che c’era nel dopo guerra…da 20 anni stiamo andando verso la follia (con l’aggravante che VOI  non ve ne accorgete perché oramai siete indottrinati dal sistema). Cosa avrebbero fatto negli anni 70? Se vi erano troppi orsi li avrebbero abbattuti senza se e ma e non avrebbero frignato per un’esemplare. Cominetti è su questa view. Lui si vede che non è stato plagiato dalle tv, è stato educato in quell’epoca e ne porta principi e valori.
    No io il cane non lo lascerei mai in autostrada, perché sono una persona responsabile delle mie azioni. Se lo prendo me lo tengo e infatti non ho un cane perchè ho il timore di incappare in periodi (come in passato) dove avevo troppi impegni e so che non posso trascurarlo. 
    E’ evidente che l’inserimento e la successiva gestione è stata vergognosa. Ma la gestione è dovuta al politico, oppure ad un groviglio tra politica, magistratura, gruppi di pressione? Questo non so dirvelo e non lo sapete nemmeno Voi perché dovreste leggervi tutti gli incartamenti di questi soggetti e solo lì capireste chi ha torto e chi ha ragione. Comunque il problema esiste, le segnalazioni di aggressioni sono aumentate negli ultimi tempi e c’è scappato il morto (di cui non frega a nessuno e bene fanno i genitori che hanno messo un avvocato per tutelare la figura del loro figlio visto che sui social l’hanno insultato in tutti i modi (ho visto su twitter un consulente darli del pirla… spero lo portino davanti ai giudici)).
    Sugli esperti ripeto quello che ho detto. Preferisco un politico che un esperto di fauna per le motivazioni che ho scritto sotto.
    Il Voi è usato perché me ne guardo bene di far parte di questa massa amorfa e ignorantazza 🙂 con cui devo interagire ogni giorno nella vita reale e nei social. E’ un senso di separazione tra chi sa, e chi non sa e non capisce una mazza. Perché ho comprensione di chi è ignorante, lo sono anche io in altri campi, ma quando gli spieghi e ancora non capiscono, gli metti i link e ancora non capiscono allora diventa V O I.

  41. @49
    “In Svizzera se non erro hanno le armi ….una in ogni casa… non sento notizie di morti ogni giorno“Si stima che le case dove viene custodita un’arma (da fuoco) in Svizzera siano circa un terzo del totale, in costante calo da anni. Così come i decessi causati da arma da fuoco.
    Ma #nessunacorrelazione, naturalmente. 
    https://www.rsi.ch/news/svizzera/Un-Paese-armato-14144853.html
     
     
    “Vedevo giusto due gg fa un video su Stalin… credi che non ritornino figure come questa?”
     
    Che possano tornare (o, guardando a est, che vi siano già) figure simili è indubbio.
    Proprio per questo motivo credo che ci si debba concentrare su fatti reali, e non sulle proprie allucinazioni.

  42. Stefano, hai dipinto uno scenario da doppio incubo, con città bunker tipo Fahrenheit 451, i cui abitanti siano costretti ad azzerare ogni possibile forma di pensiero critico, e fuori la natura selvaggia, con bestie assassine che “tentano di abbattere porte e finestre”. Ci sono solo due opzioni: o rincoglionirsi davanti alla tv (o affacciati da “terrazzìni con vista tangenziale”, per usare un’altra immagine cara a un certo filone di pensiero che ha trovato spazio su questo blog), o imbracciare il fucile e affrontare le minacce mortali della natura, fuori dalle mura cittadine. Minacce mortali che, beninteso, sono lì per volere  dello stesso potere occulto che governa la vita cittadina: la cricca dei falsi ambientalisti e dei falsi filantropi.
     
    Ora, non nego che dal tuo “pentolone”, Stefano, vengano fuori di tanto in tanto delle giuste intuizioni, a cominciare dal fatto che molto spesso la “gestione delle emergenze” possa nascondere mire tutt’altro che nobili. Certo, su questo mi troveresti d’accordo.
     
    Dove però non riesco più a seguirti è quando arrivi a negare l’emergenza stessa, per non volerti piegare alle politiche liberticide che sono venute dalla “gestione dell’emergenza”, o dove ti abbandoni alla “teoria della cospirazione” e alle altre vaccate che si inventano i partiti populisti per prendere voti. Fa anche abbastanza ridere perché sono proprio i populisti quelli che ti fanno credere di stare dalla tua parte (“ABBATTETE L’ORSA ASSASSINA!”, tuonano) ma poi non fanno niente. Presto ti diranno che non hanno potuto far niente perché gli ambientalisti (quelli della “cricca”) si sono messi di traverso.
     
    Se si fossero affidati agli ESPERTI, invece, sarebbe stato fatto tutto il necessario per una giusta convivenza orso-valligiani, compresa la rimozione degli esemplari aggressivi, e con tante campagne di informazione, no le campagne di terrorismo di cui sei vittima anche tu.
     
    Se sei terrorizzato (e tu lo sei), l’unica cosa che vorresti è vedere questa popolazione di orsi sterminata, completamente eradicata dalle valli alpine. Beh, auguri (spoiler: non succederà).
     
    È come quando i bambini piccoli (piccoli “animalisti”!) chiedono tanto di avere un cane: ci si consulta tra papà e mamma, si cerca di capire se si sarà in grado di gestirlo, il cane, con senso di responsabilità. Poi quando il cane diventa magari un po’ troppo esuberante, o proprio ingestibile, ci si rivolge a un veterinario, che ti dice cosa fare. Oppure si prende il cane e lo si lega a un guard rail, lontano da casa. Tu, Stefano, sei della corrente di pensiero che il cane lo legherebbe al guard rail.

  43. @ 53
    O è un voi di memoria mussoliniana oppure, ancor peggio, sta per: “Voi, massa amorfa e ignorantazza”. 

  44. @51
    Pasini, tra l’altro negli ultimi commenti sta dilagando il darsi del “voi”.
     

  45. Sono fenomeni stagionali e migratorii …passano dalla Mongolia alle minchiate ma molto simpatiche …dai.!
    Un po mancano.

  46. Ho osservato che alcuni interventi vengono quasi tutti dall’Est. Di solito anonimi, con nomi fittizzi strani, imperversano con assidua frequenza quotidiana per un po’, a volte lanciano qualche insulto qua e là, alcuni divertenti come Gengis Kan, il presunto rappresentante di mutande ricordate, o Albert con la sua strana e originale sintassi,  poi scompaiono improvvisamente o forse riappaiono con nomi diversi. Interessante. Un fenomeno carsico? 

  47. aggiungo anche questo così iniziate ad istruirvi su come funziona veramente il mondo e tutta quella menata sul falso ecologismo che odora molto di soldi e zero di ecologismo…leggete i 17 pezzi… neanche l’avessi scritto io. Fa piacere che qno capisca come funziona veramente la societa’.
    Per altro qui si spiega tanto quello che dico da 6 mesi sui così detti ESPERTI.
    E’ un intervento ILLUMINANTE.
    https://twitter.com/fortnardelli/status/1655127172409901056
    chissa’ che non sia la buona volta che scendete dal pero.. ne dubito… le credenze bucoliche sono dure da sradicare… 

  48. Balsamo, posto che non ho specificato un’unica arma, dico qsi arma va bene. Parliamo poi di casi di tutela della propria vita, casi estremi. 
    Nel caso dell’orso per esempio leggevo che in Trentino ci sono stati orsi che hanno tentato di abbattere porte e finestre. Ora a casa mia non ci sono ste grandi porte e finestre e credo che con poco l’orso sarebbe dentro casa… ti garantisco che SE avessi (ma non ho) un’arma per es. pistola gli scaricherei tutto il caricatore e me ne fregherei bene delle visioni schizzinose vostre… ma per lo meno la vita mia e meglio ancora dei miei figli (non li ho ma ipotizziamo) sarebbe salva. Voi vivete in citta’, guardate troppo la tv, siete troppo indottrinati dal falso perbenismo che è fatto solo per tenervi buoni per potere applicare le ricette future che saranno credetemi traumatiche. 
    Le citta’ 15 minuti non sono uno scherzo.. .sono un campo di concentramento ma in versione bucolica. Chi ci abita la maggior parte non mettera’ piu’ piede fuori dalla citta’. Il progetto è questo, sono sempre i soliti che cito che lo dicono. 
    Le armi per altro sono indispensabili perchè è vero che siamo testimoni di uno Stato che negli ultimi 100 anni si è comportato diciamo bene. Ha pensato alla tua tutela, ci ha garantito forme di liberta’ sempre piu’ ampie, etc. 
    Ma la storia che te non studi caro Balsamo non è così. Lo Stato è sempre stato oppressore…ma brutto brutto… 
    Vedevo giusto due gg fa un video su Stalin… credi che non ritornino figure come questa? … beh ti dico che siamo gia’ ad uno stadio iniziale. 
    In Svizzera se non erro hanno le armi ….una in ogni casa… non sento notizie di morti ogni giorno. 
     
     

  49. @40
    Dunque, Stefano, se capisco bene il tuo ragionamento, dato che non ci può essere un carabiniere per ogni casa (ma và, davvero? 🙂 ), meglio se ci armiamo tutti e ci difendiamo da noi.
    Un pò come negli USA, dove, come tutti sanno, il tasso di omicidi è bassissimo e gli incidenti (anche mortali) causati dalle armi sono questione sconosciuta.
    Io invece non penso proprio che sia meglio.
    E lo dico anche per te, credimi.
    Così non corri il rischio (concreto) di spararti su un piede.

  50. @45 Pur non pretendendo che il mio nome ti suggerisica/debba suggerire qualcosa, te la rigiro. “Boh” (ma anche “Argh”, ecc ) e’ la cifra dell’irrilevanza, e a questo si auto-condanna. 
    A te andrebbe bene, anzi meglio, postare i tuoi messaggi tra un “blah” e un ‘“prrt”, perché’ magari pensi che forniscano mimica comunicativa migliore del nome per esteso. Degustibus. 
    MA e’ vero, citando Alberto BEnassi qui sul blog, che “anche un peto lascia il segno”, dipende dal peto. “Prrrt” potrebbe andare bene anche, allora.
     
    PS. Al di la’ della verve polemico/dialettica, che ti appassiona, non ho fatto alcuna ipotesi, tantomeno politica, sul Cassonetto Bum. Non ho opinioni forti al riguardo, sto chiedendo lumi a esperti, possibilmente non polemisti da tastiera. Capisco che i cassonetti siano importanti per non abituare gli orsi a trovare cibo nelle zone abitate. Vogliamo incazzarci con gli amministratori che non li hanno messi? Bene, ma allo stesso tempo mi chiedo, gli orsi hanno lo spazio per individuo che si suppone debbano avere? Te la ho elaborata per bene, se ancora trovi che questa sia politica, e’ perché’ tutto e’ politica, e va bene, allora +1 per “boh”

  51. Mentre discutiamo azzardando teorie, gli orsi vivono, quindi agiscono. L’animale selvatico vive in relazione continua al procacciarsi cibo, ovvero: vita.
    Mi spiace sentirmi dare del “degenerato”, tanto per tentare di definire in una parola gli insulti ricevuti.
    Non mi meravigliano.
    Semmai mi fanno pensare di non essermi espresso chiaramente.
    Pazienza, ognuno ha i suoi limiti, ma non mi vergogno né credo di avere esagerato.
    Sono contento di non dover sparare agli orsi dalla finestra, anche perché non ho nessuna arma da fuoco in casa né la vorrei avere, ma mi stupisce che vi piaccia continuare a discorrere per affermare il vostro ego senza pensare che bisognerebbe agire immediatamente. Lo so, la burocrazia, la politica e il far lavorare decine di incapaci mollamente assunti dal sistema che governa enti vari, impediscono l’azione pratica e sono spaventati dalla sua scarna efficacia.
     

  52. Focalizzi il pensiero sul fatto che Giacomo Govi conti qualcosa.
    Che io o altri ci possano associare un volto con la sua mimica, le sue espressioni, più che un Boh.
    Boh, vabbé.
    Altrimenti detto, tagliente e sgarbato son due termini diversi.
     
    E se vuoi:
    57) se introduci connotazioni agli argomenti stai portando visione, ergo politica.
    Non dati, quelli sono altra cosa.
    “Orso cassonetto” è un dato.
    Orso cassonetto “Bum” non è un dato, un contesto scevro – ma un’ipotesi.
    Quello che fai tu.
    Se poi ti offendi perché ti si fa presente che anche questa è politica ok, ma il problema è tuo.

  53. 43) Idealmente, se “Pietro Rossi” mi avesse detto: – secondo me, il tuo approccio ( quale ? quello per cui chiedo dei dati scientifici? ) e’ egualmente politico, per cui la tu affermazione e’ un ossimoro, e’ molto probabile che avrei risposto in modo meno (ehm) tagliente. Ma prima di tutto, e non te la prendere, fatico a prendere sul serio “boh” o “bla bla”, a te piace cosi’, avrai i tuoi motivi per non dare un nome credibile alle tue idee. 
    E poi, la tua chiosa  “Come a dire che a te sta bene la politica che piace a te, la restante conta sega” non mi pare fantastico come invito alla discussione: come a dire che a te sta bene il modo di discutere che piace a te…
    Fa il pari con la “panza”

  54. Le prime argomentazioni politiche tue che mi vengono sono 3:
    1 arroganza 
    2 sicumera
    3 educazione
    Quanto alla, come ti scrivi, panza, poi… .
    Se nemmeno di qui ti ti sovviene nulla inutile discettare d’altro e meglio passare oltre.

  55. A proposito degli interventi di “panza”, eccoci. Ma mi pare che fai bene onore al tuo nome da combattimento con la tastiera. Quale sarebbe l’argomentazione politica nel mio commento te lo sei forse sognato… 
    Meglio tornare ai boh, che ti riescono meglio, o alle scritte sui muri…

  56. “Lascerei in un primo momento da parte gli errori della politica, inclusi quelli di non gestire/informare adeguatamente la popolazione: perche’ in fin dei conti, quando la mancanza di cassonetti speciali diventa un problema, mi pare che gia’ si possa dire che la situazione e’ fuori controllo ( =gli orsi hanno piu’ o meno frequenti contatti con le aree abitate ). Quello che sarebbe utile sapere e’: quale superficie (disabitata!) si suppone debba essere riservata a ciascun orso per vivere bene? I numeri e le relative distribuzioni nelle aree interessate consentono davvero la convivenza, al di la’ delle affermazioni ideologiche che l’approccio da tifoseria scatena?”
     
    Bell’ossimoro. Peccato che tu non ti renda conto che contesti un approccio a tuo gusto politico con un’argomentazione eminentemente politica, sulla gestione politica. Come a dire che a te sta bene la politica che piace a te, la restante conta sega.

  57. Ora intervengo a favore di Cominetti. Mi piace Marcello perché è un sentimentalista pratico… sentimentalista perché gli piace la montagna, ma non è un pampe e guarda al lato pratico anche con la natura. 
    Veniamo al punto. Ho letto un po’ di gente scandalizzata, filosofi da tastiera, perbenisti da citta’, fuffologi …
    Cominetti L’ha ben specificato… se ho un pericolo per la mia esistenza o di grave lesione alla mia persona o miei beni (anche allevamenti) io mi difendo (specie se lo Stato è latitante in questo).
    Ora bisogna essere un po’ pratici. Lo Stato ti dice.. .nessuna forma di reazione personale ci penso io.
    Grazie mamma Stato che con le FFOO ci mantieni la sicurezza e personalmente li ringrazio proprio perché sono sicuro che elevano la sicurezza delle persone e anche la mia.
    Fin qui la parte filosofica e fuffologica. Andiamo al lato pratico. Le FFOO riescono ad evitare che qno entri a casa mia? Non abbiamo un carabiniere per ogni casa purtroppo. Quindi puo’ esserci il ladro, il malintenzionato.
    Ora il malintenzionato è un armadio di 2 metri mani due badili e voi cosa fate? … ah state li a valutare la vostra reazione sia proporzionata…oppure ricordate le parole del carabiniere che quando vi diede il porto d’armi vi disse .. “eh ma non ha senso il porto d’armi per difesa perché sa che va in carcere”… e voi che fate se l’omone corre verso voi con intenzioni bellicose?… ve la fate addosso, vero? … beh c’è gente che è pratica e se ha una pistola, un coltello, anche un bastone lo prende per difendersi.
    Cominetti ha solo detto che se la sua vita la sente in pericolo lui la difende. Mica coglione.
    Senza la fuffa che lo Stato puo’ salvare ovunque la tua incolumita’.
    Provate a chiedere a quelle donne morte che andavano in caserma a denunciare l’ex che le perseguitava con il carabiniere che le diceva che non si poteva fare niente (tratto dai giornali eh). E poi nel giro di qualche tempo lui la strozza, etc.
    Ma è meglio che questa donna si difenda con un’arma anche sparando a quell’idiota del suo ex oppure che si metta a frignare e correre e poi lui la prende da dietro e la uccide?.
    La violenza è sempre da condannare, ma è da auspicarla in due situazioni a) quando la mia esistenza è in pericolo, b) quando sono in pericolo le mie liberta’.
    Voi guardate troppa TV e avete perso il senso pratico del vivere.

  58. “Chi raramente rispetta le regole basilari di convivenza pare essere proprio il montanaro, non sappiamo se per arroganza, per incompetenza, per mancata comunicazione politica, resta il fatto che sia così.”
    La sua retorica non ha rivalità, complimenti.
    Quindi con l aumentare della fauna si ridurrà sempre più lo spazio a disposizione dei residenti ?”
     
    Se tu leggessi tutto e non citassi soltanto quel che ti fa comodo, anziché ritirarti avresti notato che lo spazio residenziale è sempre minore di suo, visto lo spopolamento dei paesi.

  59. 36 Govi… il finale è simpaticissimo. 🙂
    Come ben sa ho l’orticaria per esperti. Nel caso anche ambientale e dell’orso non sentiremo mai un esperto dire che gli orsi sono da abbattere, i lupi idem etc. Altrimenti non farebbero quella professione.
    Cioè a me piace la finanza e le strutture edili.. non mi interessa nulla della natura e della montagna. C’è il problema orso… uno puo’ dire salviamolo (per puro spirito umanitario) oppure sopprimiamolo.
    Una persona che fa lo zoologo, che è ESPERTO in questioni faunistiche perché fa quel mestiere? Perché adora la fauna e non vuole eleminarla di certo.. eh!.
    Qno mi dira’.. ma ci sono esperti che parlano di contenimento…
    Si pero’ mettiamo.. il buon senso ovvero un mix di esigenze ambientali e antropologiche e economiche direbbero 100 esemplari, ci saranno gli esperti che diranno 150 (perché hanno la sensibilita’ verso l’ambiente e relativizzano il lato antropologico ed economico) e gli altri esperti che diranno addirittura “eh… la natura si autolimita” (a questi del lato antropologica frega nulla in pratica.. 
    Spero di essermi spiegato
    Un caro saluto Govi.

  60. Grazie, Alessandro, per la pubblicazione dei due articoli che danno voce alla mia visione.

  61. Mah, a ben vedere entrambi gli articoli hanno un contenuto molto politico. Per cui non mi accodo agli entusiasmi, non mi pare che forniscano elementi nuovi ( rispetto a quanto letto qui finora ) per costruirsi un’opinione qualificata. Che secondo me dovrebbe partire da elementi piu’ fattuali, meno di pancia ( l’articolo dei Molotov e’ piu’ un pezzo letterario, non scientifico come potrebbe parere dai toni didascalici ). Lascerei in un primo momento da parte gli errori della politica, inclusi quelli di non gestire/informare adeguatamente la popolazione: perche’ in fin dei conti, quando la mancanza di cassonetti speciali diventa un problema, mi pare che gia’ si possa dire che la situazione e’ fuori controllo ( =gli orsi hanno piu’ o meno frequenti contatti con le aree abitate ). 
    Quello che sarebbe utile sapere e’: quale superficie (disabitata!) si suppone debba essere riservata a ciascun orso per vivere bene?  I numeri e le relative distribuzioni nelle aree interessate consentono davvero la convivenza, al di la’ delle affermazioni ideologiche che l’approccio da tifoseria scatena?
    Gli “Stefani” me ne vorranno, ma sarebbe bene sentire degli esperti: biologi o area simile, possibilmente non animalisti schierati…

  62. “Se avessi gli orsi sotto casa gli sparerei dalla finestra se capissi che sono una minaccia (se la politica non prendesse decisioni)”
     
    Questa di Cominetti è una soluzione assai pragmatica, che potrebbe anche funzionare (se ci fossero ancora i bracconieri di una volta 🙂 ) e che ha sicuramente un suo fascino: il singolo che sopperisce allo Stato inefficiente e “si fa giustizia da sè“.
     
    Ma il problema di questo approccio, come ben sottolineato da MG, sta nel dove fermarsi dopo averlo sdoganato.
    Perchè le cose che possono essere percepite come una minaccia sono tante, e il rischio è che alla parola “orso” venga poi sostituita la parola “immigrato”, “ucraino nazista”, “vicino antipatico” e così via.
    Insomma, bisognerebbe allargare un pò il proprio orizzonte degli eventi al di là del qui e ora e dei confini del nostro giardino.
    Ache se, questo, alla persona pratica di solito non interessa.
     
    P.S. Io comunque sparerei a tutti quelli che non usano la freccia quando svoltano. Oh, non la usa più nessuno! Faccio ‘na stragge…
     
    P.P.S. Articoli molto interessanti, quelli odierni. Anche se sulla polarizzazione del dibattito e sul teatro dell’assurdo mi sembra abbiano avuto poco impatto. Peccato.

  63. “Nel 2000 si ripopola l’orso in Trentino con l’idea di avere spazio per fare vivere circa 50 esemplari in vallate e monti comunque popolati dagli umani”.
    Al netto del commentino insulso questo è grave: autoincensarsi e imbrodarsi come raziocinanti, equi, subito dopo aver buttato là un dato a casaccio per sostenere tesi un tanto al chilo.

  64. “Chi raramente rispetta le regole basilari di convivenza pare essere proprio il montanaro, non sappiamo se per arroganza, per incompetenza, per mancata comunicazione politica, resta il fatto che sia così.”
    La sua retorica non ha rivalità, complimenti.
    Quindi con l aumentare della fauna si ridurrà sempre più lo spazio a disposizione dei residenti ?
    La soluzione dunque e semplice, spostate noi residenti e lasciamo posto alla natura selvaggia.
    Era da sapere che la colpa alla fine sarebbe ricaduta su di noi.
    Grazie dello spazio che mi avete concesso fin qui, io mi ritiro vista la inconcludenza .

  65. Se io prospetto di sparare a politici miopi ed interessati a se vengo definito drogato, idiota, imbecille proprio da chi istiga al bracconaggio e a sparare dalla finestra di casa titolandosi come co fondatore del blog è un Sant’uomo????.due metri e due misure
     
     

  66. cominetti, ti stimo, ma” Ricorrere ai bracconieri mi sembra la soluzione più equilibrata.  Quando la legge fallisce occorre disubbidire” finisce per diventare un concetto molto pericoloso e che può alla fine venir buono anche alle rotonde stradali, uno dei luoghi più pericolosi del pianeta (grazie all’animale uomo, anche lui decisamente in sovrannumero e sempre meno gestibile).
    potrebbe essere una buona idea che ognuno che ha deciso che la rotonda e le sue leggi non funzioni spari a quello che si si infila a testa bassa, personalmente sono tentato di farlo più di una volta. ma non mi sento di ergerlo a dogma.
    se la soluzione è l’abbattimento di un certo numero di esemplari (e potrebbe starci), la soluzione deve arrivare dall’organo scientifico competente  ed essere attuata da un organo a ciò deputato (o sotto il controllo di quello). Mi pare che ci si stia lavorando, aldilà delle boutade di certi politici. 
    Perché se lasciamo decidere che la legge ha fallito all’allevatore della val di non e l’attuazione ai bracconieri, non lamentiamoci se poi finiamo come a scampia.  
     

  67. Genoria, è facile fraintendermi. Riassumo. 
    Nel 2000 si ripopola l’orso in Trentino con l’idea di avere spazio per fare vivere circa 50 esemplari in vallate e monti comunque popolati dagli umani. Nel tempo la popolazione orsina cresce e l’animale viene a contatto con l’uomo. Visto che non si tratta di un piccolo roditore, succedono fatti spiacevoli, quando non gravissimi, a causa di questo spazio sempre più ridotto. 
    La riduzione dei plantigradi dovrebbe essere fatta immediatamente ma invece la politica e i suoi attori prendono tempo. Ricorrere ai bracconieri mi sembra la soluzione più equilibrata.  Quando la legge fallisce occorre disubbidire. All’orso non importano queste cose, si muove seguendo logiche differenti dalle nostre.
    Personalmente amo gli animali. Anche j pesci e quelli brutti. Vivo nella natura e credo di averne grande rispetto anche agendo concretamente. Non sono un cacciatore né un montanaro zuccone e cieco.  Credo di essere una persona pratica. 
    Oltre alla miriade di articoli che più o meno recitano un po’ le stesse cose, cosa si potrebbe fare per risolvere il problema in tempi brevissimi? 
    Se avessi gli orsi sotto casa gli sparerei dalla finestra se capissi che sono una minaccia (se la politica non prendesse decisioni). Ma da me non ci sono. 
    Quello dei bracconieri è sempre stato un problema,  come negarlo, ma una volta che i bracconieri trentini potrebbero essere utili e sfogare la loro violenza repressa non si fanno vivi.
    Cercasi soluzioni alternative.

  68. Ho molto apprezzato la pubblicazione di questi due articoli e ne condivido pienamente i contenuti. Dopo le assurdità, più o meno sconvolgenti, che sono state espresse in seguito alla vicenda dell'”orso assassino”, aiutano a inquadrare con efficacia il problema.

  69. Grazie degli articoli, chiari, informati, completi (soprattutto il primo).
    Andrei in un bosco dove è segnalata un’orsa con il mio bambino? No, ovvio, proprio per i motivi ben spiegato da Alpinismo Molotov (lasciamola in pace lì).
    Andrei in Trentino in vacanza nei boschi? Sì certo, ma non nell’areale dove è stata segnalata un’orsa con i piccoli.
    L’importante è che queste segnalazioni ci siano, questo mi sembra il punto. Cordialità 

  70. Da vecchio fan degli scritti di Marcello Cominetti (a questo punto non dico pentito ma quantomeno un po’ perplesso) posso solo dire che sì, a fronte di questo problema, per quanto relativo, come giustamente fa notare Vegetti, e a fronte della malafede, l’incapacità, l’inanità della peggiore classe politica di sempre, forse il bracconaggio è una possibilità, una cosa che purtroppo potrebbe accadere. Una cosa che però mi guarderei ben dall’istigare pubblicamente. E qui chiudo. 

  71. ma tutto ciò non centra una BM (Beneamata minchia, Camilleri, magari fra un Pareto e l’altro non lo consoci) con ciò di cui si parla oggi  nè tantomeno con quel che ho scritto io.
     
     
    ehhhh qua ti sbagli, all’occhio dell’inesperto come te è così, mentre anche la view sull’orso si inserisce nel contesto che ho detto. Cmq non voglio ripetermi. Buona giornata
    (non sono Messia, ma uno che ha studiato e ha capito le cose come si muovono, ovviamente su altri campi o terreni intellettivi sono lo zero assoluto e infatti me ne sto zitto.., qui no invece). 

  72. ” Lo puoi vedere anche in questa discussione, che a tratti ha assunto caratteri da teatro dell’assurdo”
     
    concordo, avevo commentato perché, aldilà di tutto, li avevo trovato due begli articoli.
    ma devo confermare la mia impressione che questo bar sia davvero malsano…  ragione per la quale mi ci fermo ormai rarissimamente,  giusto per un caffè veloce, ma temo che ormai mi darò all’orzo.
    Ah, Stefano (immagino di cognome tu faccia Messia): Sono vegetariano, ho visioni assai più radicali delle tue, ho ben chiaro dove stiamo andando (e cerco per quanto possibile di dirigermi in direzione ostinata e contraria), ma tutto ciò non centra una BM (Beneamata minchia, Camilleri, magari fra un Pareto e l’altro non lo consoci) con ciò di cui si parla oggi  nè tantomeno con quel che ho scritto io.
     

  73. Mi sembra che non sia aggiunto nulla a quello che già si sapeva.
    È vero che si accentua la “commentite” ma chissà.
    Non ci sono più i bracconieri di una volta.

  74. Genoria. Colpa dei pregiudizi che a volte semplificano la vita ma spesso portano a sbagliare. Poi ci sono le parole evocatrici che magari sono legate alla tua esperienza, ma non a quella degli altri, e suscitano reazioni emotive spesso negative. Lo puoi vedere anche in questa discussione, che a tratti ha assunto caratteri da teatro dell’assurdo. Ancora saluti. 

  75. https://www.facebook.com/worldeconomicforum/videos/8-predictions-for-the-world-in-2030/10153920524981479/?locale=it_IT
    E te lo dicono che vivrai nella merda… 
    Non possederai nulla ma sarai felice (come i nazisti che dicevano agli ebrei che li portavano in un bel posto)
    Mangerai molta meno carne (la carne se la permetteranno loro, le elite, si ritornera’ come ai tempi in cui erano solo i signori che potevano permettersela) voi mangerete grilli o farina di grilli (ci sono gia’ ricerche che dicono che tanto bene non fa…altro che proteine di prima qualita’!!). 
    Miliardi di persone saranno spostate dal cambiamento climatico (creato da LORO). Loro scopo è rinchiudervi nelle citta’ 15 minuti come stanno facendo ora ad Oxford (citta’ test) e nelle smart city (dove ci sara’ un controllo ferreo della vostra condotta.. in pratica farete quello che vogliono LORO, le elite finaziarie e industriali), altro che andare in montagna, altro che limitiamo i comportamenti…ve li limiteranno LORO… 
    Auguri Mg, ne avrai gran bisogno. 
    Tornate pure all’orso…ottimo argomento di distrazione di massa dall’evolversi di queste situazioni e dal default dei debiti e dall’estensione della guerra oramai prossimi. 

  76. Stefano, oltre che con la sintassi era punteggiatura e la logica mi pare tu abbia significative preliminari problemi di comprensione del testo.  Per l’amor del cielo. se ti diverti con questi deliri fai pure (magari su alcune cose possa anche essere d’accordo).Ma non mi far dire cose che non ho detto.Grazie.  
     
    No Mg non è errato. Tu sei contro l’antropocentrismo e ti ho spiegato il perchè non va bene. Dici che il sistema è antropocentrico e qui sbagli, perchè il sistema sta andando contro l’antropocentrismo per relativizzare la tua figuara…tua, mia, di quelli che non fanno parte dell’elite. 
    In quanto ai deliri è tua mera ignoranza degli accadimenti. Eran ben oltre 10 anni che avevo studiato e capivo che c’era qsa che non andava. Poi con marzo 2020 mi fu chiaro che quello che avevo studiato in sociologia, storia, economia e finanza stava accadendo e con marzo 2020 ha ricevuto un’accellerazione.
    Come detto purtroppo ti unirai alla fila infinita di quelli che mi hanno detto, complottista, pazzo, etc. e sara’ un momento per voi molto triste quando capirete che avevo ragione. 
    Sono stato buono e zitto fino a marzo 2020, lì mi fu chiaro che tutto tornava e torna tutt’ora. La mia funzione è solo quella di analizzare e spiegare agli ignoranti come te. C’è chi si è gia’ reso conto del fondamento delle mie spiegazioni, altri lo realizzeranno piu’ tardi con eventi. 

  77. “Pasini, leggi quella cosa di Alpinismo Molotov che ti ho segnalato. Mi interessa sapere cosa ne pensi, sul serio”
     
    ”Foca Monaca, se ne riparla l’anno prossimo. Alpinismo Molotov? Io ho visto molotov incendiarsi come comete di fuoco sulle quadrelle di porfido di via Fatebenefratelli ecc. ecc.”
     
    Era un’offerta di dialogo che hai respinto. Amen

  78. Stefano, oltre che con la sintassi era punteggiatura e la logica mi pare tu abbia significative preliminari problemi di comprensione del testo. 
     
    Per l’amor del cielo. se ti diverti con questi deliri fai pure (magari su alcune cose possa anche essere d’accordo).
    Ma non mi far dire cose che non ho detto.
    Grazie. 
     
     

  79.  è un discorso antropocentrico e anacronistico (sarebbe bene l’uomo cominciasse a rendersene conto, anche se tutto il sistema spinge per il contrario). 
     
    Altra perla di decadenza… perchè se Xi avesse problemi con gli orsi, credete che non li tiri giu’ dalle spese?. ..Il sistema è il WEF, il sistema sono le grandi istituzioni finanziarie che vi vogliono docili, remissivi, castrati per applicare le loro ricette… tracking della co2 così potrete comprare solo quello che vogliono, vi porteranno via la casa (basti vedere la raffica di provvedimenti contro la casa di questi ultmi due tre mesi), e voi per un immaginario bene comune (bene comune ambientale che tanto non vi è nei paesi asiatici basti pensare tutte le centrali che stanno facendo a CARBONE) accetterete di restare chiusi dentro casa perchè o c’è il vairus, o c’è l’0rso che gira…perchè ora questa cultura masochistica vi dice che l’orso ha la casa nel bosco e voi non potete toccargliela, ma il politico puo’ toccare la vostra con tasse, con efficientamenti che non contano un tubo.
    Siete i perfetti soggetti per vivere un futuro da schiavi…ma non schiavi con la forza, lo state diventando da voi stessi.
    Ci vuole piu’ antropocentrismo rispetto a questa relativizzazione dell’uomo. E d’altronde progresso e prosperita’ sono venuti con l’antropocentrismo, ora che lo eleminate ritornerete a vivere come la nonna o peggio. 

  80. Quanti morti da orso in Italia? 1
    Quanti morti da pitbull in Italia? Decine.
    Il pitbull è di per sé problematico (modificato per essere aggressivo): abbattiamoli tutti, visto che a volte azzannano persino i padroni?
    Comunque sia, ha ragione chi parlava di Camp 4 in Yosemite: nessuno, turisti dalla Florida o NYC compresi, andrebbe in giro di notte o lascerebbe aperti i contenitori del cibo. Qui da noi, come dice uno dei due pezzi, sono proprio i cosiddetti “montanari” a non applicare le più banali regole di sicurezza che dovrebbero conoscere meglio di un turista. 
    In Australia ho visto sulle spiagge miriadi di cartelli “Beware Shark Attack”, e in spiagge meravigliose non ho visto NESSUNO che entra in acqua visti gli avvisi…  Non sono cartelli con chissà quali spiegazioni: solo un figura di squalo e un attenti, zona frequentata da squali. 
    Io porterei mia figlia piccola o andrei io stesso (tanto per l’orso alla fine è uguale)? Sì. Non all’alba, non all’imbrunire, non di notte. In Montenegro ho incontrato più volte orme di orsi belle grandi, ma in pieno giorno non ne ho mai visto o sentito uno. Anche lì mi han detto che scendono ogni tanto in riva al Lago Nero a bere, ma solo a tramonto inoltrato o di notte, mai di giorno…  Tutte cose che i “montanari” dovrebbero conoscere meglio di me, cittadino allo sbaraglio…
     

  81. Genoria. A parte che non me lo ricordo più, in ogni caso non era una bacchettata. Quando si tratta di metafore, possono piacere o meno, ma va bene. Personalmente quando compaiono qui ogni tanto istigazioni alla violenza e all’odio, magari verso bersagli specifici, per non parlare di riferimenti alla lotta armata, mi suscitano brutti ricordi di situazioni vissute. Sono convinto che si tratta per lo più di sparate da bar, sfoghi personali, ma purtroppo c’è il pericolo che qualcuno con qualche problema di equilibrio personale le prenda alla lettera e agisca, come leggiamo ogni giorno sui giornali. L’ultimo episodio è di ieri, per fortuna innocuo, anche grazie al fatto che comunque qui da noi per fortuna  non è proprio facilissimo procurarsi un’arma da guerra non per sparare all’orso e al lupo ma ad altri esseri umani, comportamento ben più frequente e diffuso nella nostra specie, la storia della quale gronda certamente di sangue animale ma pure di sangue umano, alla grande e non smette, basta pensare a quello che succede ad est, a due passi da noi.  Saluti

  82. “bisogna avvertire i milioni di turisti in Trentino che durante una passeggiata nel bosco corrono il rischio di essere sbranati.”
    Si può dire che l’uso di parole ed espressioni tendenti a generare panico e non correlata alla realtà dei fatti sono dovute o a pura stupidità (essersi lasciati rimbecillire dai media) o a una visione antropocentrica e predatoria?
    E che in ambedue i casi si è semplicemente succubi, per imbecillità o per convinzione, di uno dei peggiori leghisti in circolazione?

  83. ps, preciso che il riferimento delle salsicce al collo è riferito ai milioni di turisti che secondo te si addentrano nei boschi e possibili prede di plantigradi  e non all’ultimo incidente, del quale a mio avviso sarebbe opportuno discorrere nel modo più neutro possibile essendo comunque morto in circostanze ignote un ragazzo giovanissimo, che magari potrà aver sottostimato un problema, essere stato colto di sorpresa aver commesso un errore o semplicemente aver avuto sfortuna. 
    In tal senso (e anche con riferimento ai concetti espressi all’articolo odierno, ammiro le parole dei suoi genitori).  

  84. Bertoncelli è una vittima della campagna d’odio e terrore (nei confronti della fauna selvatica) promossa dal partito di Salvini: si? no?

  85. caro Bertoncelli, il fatto di esprimersi in maniera decisa e un po iperbolica non significa affatto aggressività. 
    Di fronte ad affermazioni insensate  e qualunquiste –  qualunquismo è riferito al concetto qualunquista alla persona, visto che fai il raffinato, quindi non è un insulto  – serve a sottolineare la vacuità e pericolosità di talune affermazioni.
    puoi citare i vocabolari che credi. il senso del tuo discorso è che lupi orsi e cinghiali e qualunque altra specie vivente ci possono stare e sono accettati sino a che non danno fastidio: è un discorso antropocentrico e anacronistico (sarebbe bene l’uomo cominciasse a rendersene conto, anche se tutto il sistema spinge per il contrario). 
    quanto ai turisti dovrebbero saperlo da sé se avessero un minimo di consapevolezza, ma ormai il legame con la natura passa solo attraverso i media  e i centri commerciali e tutto è concepito per eliminarlo sin da piccoli,  così diventerai pian piano un automa dipendete dal tuo iphonino e da ciò che ti consiglia di mangiare e di fare.
    Credo che a nessun americano verrebbe in mente di girare la notte con le salsicce al collo nei dintorni di camp 4 (e non dico sulle montagne rocciose….).
    In ogni caso, magari ti sfugge, ma l’autorità territoriale ha il dovere di preservare il territorio in tutte le sue caratteristiche non di farne solo campi da sci, da pic nic e da mountain bike (e alla versione più nefasta le e-bike, che consentono a qualunque cialtrone di spingersi ovunque). e quindi potrebbe utilmente tutelare determinate  aree, anche semplicemente informando, eventualmente limitando e vigilando 
     
     

  86. Accettare: 1) gradire; 2) approvare; 3) ammettere; 4) sopportare consapevolmente (cfr. vocabolario Hoepli).
     
    Prima di insultare una persona apostrofandola come “qualunquista”, bisognerebbe almeno consultare il vocabolario. Ignorare il significato delle parole di cui ci si serve, specialmente nel caso di un avvocato, non è accettabile.
    … … …
    Quindi, caro MG, bisogna avvertire i milioni di turisti in Trentino che durante una passeggiata nel bosco corrono il rischio di essere sbranati. E dunque che si regolino di conseguenza nel programmare le ferie!
    Chi glielo dice?
     
    P.S. Ti vedo sempre molto aggressivo. È possibile esporre le proprie opinioni in modo deciso, però senza offendere né mordere sul collo.

  87. finché non muterà questa visione folle saremo condannati all’estinzione più o meno rapida.
     
    semmai sono proprio le tue affermazioni che condannano all’estinzione…tua e dei tuoi discendenti.
    Tipica mentalita’ masochistica…tutto che non va è colpa dell’uomo…
    Si delle colpe ce le ha ma non come certe fasce politiche fanno credere.
    Chi la pensa così si studi Pareto…teoria dei residui e derivazioni.
    Il mondo è piu’ darwiniano di quello che pensate.. se iniziate ad avere sensi di colpa siete gia’ fottuti e in decadenza. 

  88. Rispondo al volo ai due quesiti di Bertoncelli:
    n. 2: la risposta è sì, felicemente e responsabilmente l’ho già fatto (loc. Big Sky, Montana, mio figlio aveva 9 anni). Diciamo che non andrei a passeggio fino a che l’orso “che sbrana” non sia stato tolto di mezzo. 
    n. 3: le parole di Luigi Casanova sono senza alcun dubbio parte di un commento acuto sugli orsi in Trentino.

  89. “Accetto la presenza di lupi e cinghiali, perché finora non hanno ucciso esseri umani.Per quanto riguarda gli orsi, vi domando: voi andreste a spasso con la vostra famiglia, con la vostra bimba di cinque anni, in un bosco in cui esiste un orso che ha già sbranato e altri di cui sappiamo che potrebbero fare altrettanto? Sí o no?”
    QUALUNQUISMO ALLO STATO PURO IN SALSA ANTROPOCENTRICA.
    “accetto la presenza”, affermazione che già dice tutto… 
    l’uomo sta sul pianeta al pari degli altri esseri viventi. sta a lui imparare a non farsi sbranare e sopravvivere, non decidere chi eliminare per campare tranquillo.
    finché non muterà questa visione folle saremo condannati all’estinzione più o meno rapida.
     In base a questa bella teoria (e al dio soldo) gli ultimi 500 anni hanno mandato a puttane un pianeta che era campato più meno in equilibrio naturale per qualche milione di anni. 
    Se sai che in un bosco c’è un’orsa con due piccoli non ci vai con la tua famiglia. è molto semplice (anche perché il bosco sarebbe casa sua, non tua…). Ribalta il senso, tu andresti tranquillo con la tua famiglia a fare i tuoi bisogni e a razzolare in casa di Bertoncellli sapendo che ha già sparato a due che lo hanno fatto in precedenza? Magari il rimedio è non andare a devastargli casa, invece che eliminarlo perché è pericoloso 
    ed è il senso fra i tanti altri che esprime, del primo articolo. semmai il progresso di conoscenze e di tecnica dovrebbe servire a maggior consapevolezza e a sapere meglio dove sta l’orsa onde non incrociarsi…
    Grazie Gogna per i due bei pezzi, che si possono o meno condividere, ma che almeno hanno un taglio di approfondimento serio e non basato sulla caciara.
     

  90. Grazie Alessandro Gogna per avere condiviso questi due ottimi contributi: il primo lo conoscevo già (ma non avevo osato segnalarlo, memore della sbacchettata presa da Roberto Pasini alla vigilia di Natale, “ho visto molotov incendiarsi ecc. ecc.”); il secondo è una grande scoperta: soprattutto l’autore, che non conoscevo.

  91. Sign Bertoncelli. Premesso che “orso che ha già sbranato qualcuno” non è supportato dai fatti, Le rispondo SI, porterei mia figlia, in stagioni e periodi del giorno consoni con le noti abitudini degli orsi, camminando battendo le mani, tenendo al guinzaglio il cane, e il cibo in contenitori sigillati ed avrò cura di non lasciare bucce di mele o gusci d’uovo in giro.  Facendo in questo modo vivere una grande esperienza a mia figlia, sentire l’odore, sentirlo muoversi, avere la fortuna di vederlo senza disturbarlo dono emozioni e sensazioni paragonabili a nulla al mondo. Sarebbe una grande lezione di vita e di rispetto per ciò che ci permette di vivere e, che se mia figlia vorrà essere bisnonna, dovremo cominciare a rispettare e convivere la natura che ci circonda, anche quella che ci spaventa.

  92. Gli animali possono convivere con gli uomini a condizione di essere innocui, domestici o selvatici che siano.

  93. “Ci voleva l’orso e la morte del giovane Andrea Papi per offrire alla Lega su un piatto d’oro l’unico repertorio politico che dimostra di saper usare. Diffondere, alimentare paura e su questo nobile sentimento umano costruire il successo elettorale. Tempo fa era di moda l’immigrazione, si alimentava il razzismo (tema che nel profilo nazionale è ancora ben presente), oggi si scatena l’odio contro i grandi animali carnivori, siano questi orsi o lupi. La parte più grezza e quindi ignorante del corpo politico nella polemica vi ha inserito perfino il mite sciacallo dorato.”
     
    Qualunque sia la nostra opinione politica (sulla Lega, PD,  Fratelli d’Italia, Italia Viva, partito comunista, partito fascista,  partito democristiano, partito radicale, partito monarchico, ecc. ecc.), mi domando: le parole iniziali di Luigi Casanova fanno parte di un commento acuto sugli orsi in Trentino, con annessi e connessi, oppure sono soltanto slogan di bassa lega?
     

  94. Nel seguito ribadisco quanto già scritto in precedenza.
     
    Accetto la presenza di lupi e cinghiali, perché finora non hanno ucciso esseri umani.
    Per quanto riguarda gli orsi, vi domando: voi andreste a spasso con la vostra famiglia, con la vostra bimba di cinque anni, in un bosco in cui esiste un orso che ha già sbranato e altri di cui sappiamo che potrebbero fare altrettanto? Sí o no?

  95. Grazie per questi due articoli, chiari e determinanti per comprendere, se non fosse stato fin qui chiaro, quanto sia inquinante e fuorviante la politica in queste zone del Nord Est. Purtroppo l’ avere sempre più voti anche a scapito di qualunque ragionevolezza derivata da conoscenza, equilibrio fra antropico e selvatico, a tutto vantaggio esclusivo del primo, porterà a distorsioni incontrollabili e alla perdita di patrimoni ambientali culturali che sono la nostra ricchezza. 

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