Spostamenti in seconda casa fuori regione

Spostamenti in seconda casa fuori regione
di Luca Marsilio
in data 5 marzo 2021, ore 9.51

Gentile Presidente del Consiglio (presidente@pec.governo.it), Le scrivo in riferimento alla possibilità di “rientro” in una seconda casa fuori dalla regione di residenza (in zona gialla o arancione) che è stato riproposto nel presente Dcpm.

Il “rientro” in effetti è utilizzato nella stragrande maggioranza dei casi per farsi i weekend o le settimane corte o per utilizzare la seconda casa, se posta in zona gialla o in piccolo comune, come trampolino di lancio per fare qualsiasi attività nella regione della seconda casa, girando così su un territorio molto ampio a tutto discapito della limitazione alla circolazione del virus.

E, a mio avviso, tale possibilità di “rientro” ha notevoli rilievi di incostituzionalità per il modo in cui è intesa tale possibilità ad oggi.

Io abito in Liguria. Un ligure che possiede una seconda casa a Courmayeur, vi si può recare ogni weekend e di lì andare a fare qualsiasi attività, dalle terme a Pré St-Didier allo scialpinismo e ad altro. Io non posso recarmi ad esempio in un hotel a Courmayeur piuttosto che il Valle Susa per fare attività simili. Vi è quindi una disparità tra cittadini nelle libertà costituzionali di spostamento e di godimento dei beni (immateriali legati alla montagna nel caso specifico). Si confonde il possesso del bene con il suo uso o godimento nell’ambiente in cui esso è posto.

Anche in caso di rientro di lunga durata esiste tale vulnus costituzionale dato che se una persona abitante a Milano e con la seconda casa ad Albisola vi si può trasferire per un paio di mesi per, ad esempio, lavorare in smart working, a me non è permesso prendere in affitto una casa per un periodo di più mesi ed andarci a vivere per fare altrettanto, pur avvisando la ASL ed il comune competenti e facendo un test molecolare prima di recarmici.

Nuovamente una disparità tra cittadini nelle libertà costituzionali di spostamento e di godimento.

Premesso che per necessità ed urgenza uno può sempre recarsi presso la seconda casa e che la pandemia pone dei limiti momentanei alle libertà costituzionali, non vi è attualmente parità di uguaglianza costituzionale tra cittadini che posseggono una seconda casa e cittadini che non la posseggono.

Io penso che il principio costituzionale di uguaglianza debba essere uno dei cardini della vita repubblicana.

Vede, io abito nel Ponente ligure e a novembre 2020 avevo scritto sempre via pec al ministero della Sanità e a quello degli Esteri chiedendo controlli alla frontiera vista la situazione epidemiologica nel dipartimento francese delle Alpi Marittime già allora grave. Controlli non ce n’erano e fino a quando ci siamo ritrovati impestati non ce ne sono stati, specie al varco autostradale, dove fino a pochi giorni fa i controlli erano totalmente inesistenti.

Sempre in ambito alpinistico, che è solo una piccola parte del mondo ma è il mio, gente è partita dalla Liguria per andare a fare cascate ad esempio in Piemonte, o dal Piemonte a fare cascate in altre regioni o scialpinistiche e ciaspolate in ogni dove. Con o senza seconda casa. Basta fare qualche giro sui social: ne sono pieni. E’ stato il contrappasso della possibilità di andare a trovare l’amico laqualunque nelle zone rosse del periodo natalizio.

Ora nel Dcpm si parla di rientro anche alla propria abitazione.

“La Faq: Abitazione. Il concetto di abitazione non ha una precisa definizione tecnico-giuridica. Ai fini dell’applicazione dei provvedimenti anti-Covid, dunque, l’abitazione va individuata come il luogo dove si abita di fatto, con una certa continuità e stabilità(quindi per periodi continuativi, anche se limitati, durante l’anno) o con abituale periodicità e frequenza”.

Io sono un abitante della montagna con continuità e stabilità nel tempo e prova ne è il fatto che sono socio CAI dal lontano 1988 e il mio curriculum alpinistico con oltre cento salite alpinistiche all’anno da diversi anni. La montagna è la mia seconda casa e abitazione.

Ora, a me pare assurdo e folle permettere nel Dpcm che da una zona arancione ci si rechi in una zona gialla o viceversa o da zona arancione ad arancione visto lo stato attuale di circolazione del virus al fine di un uso turistico della seconda casa. Per cui io non attraverserò tali confini con questi colori.

Ma nel caso in cui io fossi in zona gialla mi recherò a fare le mie salite alpinistiche fuori regione, in altra regione gialla, indicando come motivazione il rientro verso la mia abitazione (il luogo: la specifica vallata e l’abitazione, cioè la mia tenda) e per destinazione la mia salita alpinistica.

Se poi si prende la Treccani, la tenda è definita come “una piccola abitazione dalle pareti in stoffa che si monta e smonta”.

La tenda è dunque una abitazione, il Dcpm non ha riferimento a specifiche tipologie di abitazione e l’alta montagna è per me un luogo abituale e continuato di frequenza nel tempo.

In caso di controllo (allo stato attuale remoto visto il via vai cui assisto), se l’organo di controllo non riterrà corretta la mia attestazione mi verbalizzerà la sanzione.

Io farò ricorso al Giudice di Pace e in udienza chiederò la sospensione del giudizio e la verifica costituzionale dell’articolo sul rientro presso le seconde case, dato che ad oggi c’è disparità tra cittadini nel godimento di un territorio o ambiente (nel mio caso montano) tra chi possiede una seconda casa e chi no. Si è confuso il diritto alla proprietà con il suo uso o godimento che sono due ambiti giuridici separati. Non è perché si possiede una seconda casa che si ha un diritto maggiorato di godimento di una zona o ambiente rispetto ad un altro cittadino.

Se la Suprema Corte cancellerà tale norma io dovrò pagare la sanzione ma sarà ripristinato il principio di eguaglianza.

Nel caso in cui la Suprema Corte confermi invece la validità della norma, starà al Giudice di Pace verificare l’ampiezza del concetto di abitazione che, non esistendo giuridicamente, non può essere limitato ad un aspetto architettonico quale una casa in mattoni (né è delimitato tale concetto nel Dcpm) e può far riferimento anche ad un ambiente immateriale e concettuale (la definizione di volta celeste come tetto, in ambiente montano e fruito nel tempo) o più nello specifico al concetto di tenda in un ambiente fruito in maniera costante e nel tempo.

Oltretutto una Faq, che al massimo ha la valenza di una circolare ministeriale, non può definire e delimitare una astrazione che giuridicamente non esiste come il concetto di abitazione e da lì andare a limitare in modo differenziato tra pari cittadini una libertà costituzionale. In questo caso come minimo occorrerebbe un altro Dcpm, a meno che non si intenda tramite una Faq restringere il rientro ad un rientro permanente e non momentaneo (spostamento nella seconda casa in modo permanente per più mesi per svolgere ad esempio smart working).

Una delle libertà costituzionali può essere momentaneamente limitata per gravi motivazioni come una pandemia ma tale limitazione deve essere uguale per tutti i cittadini di un medesimo ambito territoriale.

Altrimenti che cosa ne rimane della nostra Carta Costituzionale?

Il problema non è per me frequentare o meno la montagna, è essere tutti su un piano di parità costituzionale.

In Italia come spesso accade si fanno figli e figliastri. Un recente articolo di Fubini sul Corriere della Sera sulle vaccinazioni ne è un esempio.

In Francia, al di là di categorie a rischio, stanno usando come unico criterio l’anzianità. Anche gli operatori sanitari se giovani non vengono vaccinati dando priorità ai settantenni. Una giovane signora che conosco che lavora negli uffici amministrativi della locale Asl è stata vaccinata come tanti altri. E’ giusto? E’ saggio?

Una giovane cassiera di supermercato non rischia forse come una giovane poliziotta?
Un dentista o un farmacista non hanno svolto fino ad oggi il loro lavoro in sicurezza?

E, al di là di questa mia presa di posizione, spero di sbagliarmi ma mi sa che, come si è lasciato passare tutti dallo scorso novembre in poi alla frontiera francese del Ponente ligure, con i risultati epidemiologici attuali dell’estremo Ponente ligure, l’aver aperto certi varchi regionali (oltretutto facendo figli e figliastri) abbia aggiunto un’ulteriore spinta alla situazione epidemiologica nazionale.

Un cordiale saluto e, come dicono in Francia, “Bon Courage”.

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Spostamenti in seconda casa fuori regione ultima modifica: 2021-03-21T04:37:00+01:00 da GognaBlog

9 pensieri su “Spostamenti in seconda casa fuori regione”

  1. 9
    albert says:

     Il cambio di residenza…
    https://www.laleggepertutti.it/440652_quanto-tempo-ci-vuole-per-avere-la-residenza
     si puo’ fare via telematica.  Quindi anche alternando tra citta’ e seconda casa.
    Chissa’  se all’estero  hanno tutta la manfrina:residenza, domicilio, domicilio di lavoro.. aggiornamento patente e libretto..medico di base…utenze ecc.
    Per ricevere vaccinazione..11 fogli di liberatoria da leggere(?) e firmare..pochi secondi per l’iniezione. Quindi per ogni  medico o infermiere, una decina di scribacchini .
    Normativa antinfluenza di stagione del passato:In Svizzera 30 pagine molto schematiche ma comprensibili, in Italia 130…poi si e’ visto pure disapplicate.
     

  2. 8
    albert says:

    Un problema e’il dimensionamento di servizi pubblici, specie ospedalieri e sanitari,  tarato in base alla popolazione  residente e non ai flussi stagionali.In certe localita’   con”n”residenti  ma esorbitante offerta di seconde case e/o alloggi in affitto, si arriva a numeri da “n moltiplicato 1000” concentrate in pochi mesi. Si nota persino nei posti diparcheggio. Allora chi vuol far valere il diritto di spostarsi in seconda casa o  appartamento affittato annualmente o mensilmente, poi si lamenta di code ed affollamenti e , facendo gli scongiuri, di ritardi in cure e trasferimenti in elicottero o ambulanza in ospedali hub regionali lontani dal domicilio temporaneo. Chi si porta  in vacanza qualche figlio con  certe meterie da riparare a settembre, si lamenta che a schioccar di dita  non trovi  insegnatidi Fisica, Matematica ,  Greco ..residenti.  Mamme in dolce attesa, scoprono che il punto nascite piu’ vicino e ‘ a decine e decine di chilometri..su strade intasate…e magari con elicotteri impegnati in soccorso alpino.In certi posti hanno tolto di mezzo  l’ufficio postale e pure la postazione bancomat…e pure la pompa di benzina…ed il pane fresco.

  3. 7
    Carlo Crovella says:

    Il Vulnus dell’intero problema è che abbiamo sacrificato sull’altare delle libertà individuali il vero obiettivo operativo che era quello, gia’ un anno fa, di ripulirci dal virus. Se un anno fa avessimo varato (come io ho provocatoriamente proposto in molti articoli, anche qui sul GognaBlog) una dittatura alla cinese fino a fine 2020, ci saremmo risparmiati tanti problemi, compreso quello di oggi delle interpretazioni sui movimenti (ho/non ho una seconda casa). La Cina, entrata in pandemia nell’autunno 2019, gia’ nel corso dell’estate-autunno 2020 era bella pimpante, con economia in ripresa e gente per strada. Noi invece siamo reduci da un anno (il ’20) che ci ha messo in ginocchio, sia sul versante sanitario che su quelli economico e sociale, e vivremo tutto il ’21 di stenti d chissà quando ci riprenderemo. Secondo me queste ferite non si rimargineranno mai del tutto, scordiamoci il pieno ritorno alla vita pre Covid. Rispetto ai danni generali, la problematica “seconda casa” fa ridere, anche se non nego che esista come incongruenza costituzionale. Ma chissà, magari fra qualche mese non avremo neppure più i soldi per la benzina e non torneremo quindi nella seconda casa di Courmayeur. PS: a chi è tentato di darmi dello jettatore, ricordo che due anni fa (maggio 2019) avevo già scritto che le decisioni della dirigenza juventina avrebbero comportato l’involuzione fino al disastro (della Juventus). Che c’entra con il tema di questo articolo? Niente, se non fosse che scrivo questi commenti poco dopo la sconfitta bianconera in casa con il Benevento, squadra che sta poco sopra la zona retrocessione. Le cose si “vedono” in filigrana, se uno è un attento osservatore. Se tanto mi da’ tanto… Ciao!

  4. 6
    albert says:

    Residenza anagrafica, domicilio di lavoro, domicilio temporaneo, prima seconda casa in montagna, seconda seconda casa  in malga con casera, terza seconda casa casa al mare.. pernottamento in campeggio, B&B, pensione..prego documenti e trasmissione relativa via telematica alla Polizia.. tassa di soggiorno in teoria non sfugge  un attimo della nostra localizzazione. Non esisterebbe “chi l’ ha visto”.Arriveremo al gps personale sigillato inamovibile  con batteria atomica durevole 200 annui ??

  5. 5
    Geri Steve says:

     
    Non è da tutti.
     
    https://www.rainews.it/dl/rainews/media/Trentino-Fiammetta-in-dad-sulle-montagne-in-mezzo-alla-natura-45bb201b-0ec7-4f7d-85d1-f8a265a64842.html#foto-1
     
    Fiammetta dispone di una stupenda “seconda casa” che neanche è una casa, e lì lei è felice e studia.
     
    Non è da tutti. E per questo vorremmo impedirglielo?
     

  6. 4
    Geri Steve says:

     
    Se oggi un cittadino se ne va via dalla sua città e si rintana in una seconda casa, in zona non affollata e lavorando in smart working, secondo me fa bene a sè e agli altri.
     
     La disuguaglianza fra chi dispone di seconda casa  e chi no c’è davvero, ma c’era anche prima e non mi sembrerebbe utile vendicarsi contro chi può facilmente isolarsi impedendoglielo.
     
    In generale è giusto ritenere preferibile muoversi usando alberghi, pensioni, ostelli, campeggi organizzati e liberi invece che seconde case; ma non nel caso di una epidemia.
    Geri

  7. 3
    Matteo says:

    Io credo che sia (o dovrebbe essere) anticostituzionale imporre una limitazione generale, cioé non specifica, di un qualsiasi diritto.
    Intendo dire che limitare la mobilità di un abitante di Brusio o di Precasaglio perché c’è un focolaio ad Albuzzano è totalmente inutile, scientificamente idiota e stabilisce un vero record di idiozia.
    Ma è tanto comodo. Non obbliga a provare a pensare di fare qualcosa di intelligente o a trovare soluzioni efficaci.
    E un anno di comunicazione unica e terroristica, spesse volte falsa e falsata, ci ha abituato a non provare nemmeno a ragionare: reso tutti un branco di covidioti.
    Gente che ha abdicato all’uso più elementare della propria ragione.
    Se non lo fossimo cosa dovremmo pensare di Gallera che prima vuole denunciare il Governo perché la Lombardia è Arancione (anche a causa dei suoi dati errati!), la Lombardia diventa gialla e quando torna arancione Gallera stesso inasprisce il decreto facendola di un inedito arancione rinforzato? Il tutto in nemmeno 3 settimane.
    Oppure della Sardegna, sbandierata prima zona bianca nazionale, che in una notte diventa arancione?
    E’ stata invasa con traghetti carichi di black block anarco-insurrezionalisti positivi al covid che sputavano addosso alla gente?
    ..a no, gli anarco-insurezionalisti vanno usati in altri situazioni…
     
    Settimana scorsa il mio amico tedesco di Hannover mi ha detto che è andato nell’unica falesia vicina a casa sua (100 km in un altro land), ma era piena e così è tornato indietro.
    E tristemente mi fa: “fortunato tu che hai Lecco a 50 km!”
    Quando gli ho spiegato che non posso andarci non voleva credermi e mi ha detto testualmente: “in Germania non sarebbe possibile”
     
    Forse per una volta capisco Crovella e la mentalità luterana e decido che sono tedesco anch’io: ieri sono andato ad arrampicare e continuerò a farlo

  8. 2
    albert says:

    Seconda casa entro  o fuori regione , altra contraddizione :vietarne l’accesso ma procedere come niente fosse con Imu , tassa asporto rifiuti indipendente dalla massa prodotta, tariffe  fascia di alta  per energia , acqua e servizi basate sulla metratura degli edifici posseduti.Poi  lamentarsi che il borgo e valletta si spopolano..e rifiutare  aggregazione di un comune micro con altri limitrofi pure micro abitati…con pretesti storici o campanilistici .

  9. 1
    albert says:

    La conseguenza del dettagliare troppo è mettersi poi nella condizione di controllare poco. Esempio passare ai raggi x un modulo di autodichiarazione di persone timide inoffensive  e farsi sfuggire nel frattempo…auto scassate  fumicanti senza assicurazione, revisione ed infarcite magari  di droga o arnesi da scasso e refurtiva.Per esempio, varcato l’ingresso sotto controllo di supermercato alimentari , poi tra gli scaffali ci si ammassa accanto alle offerte speciali, si alita e si toccano amani nude  le confezioni e poi si ripongono rinunciando all’acquisto.
    Esempio di antinomia giuridica: attivare la lotteria connessa agli acquisti natalizi con card elettronica e poi lamentarsi del fatto che i clienti si fiondano e si ammassano e pure sanzionarne una minima parte..presi a caso.

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