Un tempo era bello sciare d’estate

Un tempo era bello sciare d’estate
(oggi è brutto e degradante)
di Luca Rota
(pubblicato su lucarota.com l’8 agosto 2026, aggiornato)

Con la chiusura (il 10 agosto 2026) degli impianti per lo sci estivo di Saas Fee, in Svizzera, quelli del Passo dello Stelvio restano – salvo aggiornamenti dell’ultim’ora – gli ultimi e unici aperti sulle Alpi, in questa estate climaticamente così problematica.

L’area sciistica del Ghiacciaio di Allalin sopra Saas Fee alle 12.08 del 7 agosto 2026. Foto: da www.saas-fee.ch.

Qualcuno ne potrà trarre motivo d’orgoglio, come ho letto da qualche parte sui social: ma obiettivamente è l’orgoglio del ballerino che si vanta di rimanere in piedi e continuare a danzare bene sulla pista da ballo del Titanic in affondamento.

In realtà i ghiacciai dello Stelvio sono ridotti in uno stato spaventoso, senza più neve residua e con il ghiaccio annerito dalla fusione costante (si veda l’immagine lì sotto); senza dubbio per mantenere le piste aperte nella conca del Cristallo si è provveduto a escavare le zone di ghiacciaio intonse trasportando la neve nella parte sciistica, con ciò aggravando ancora di più lo stato della superficie glaciale e accelerandone la fusione. Forse non a caso, quella zona del comprensorio dello Stelvio non è coperta da webcam, così da nascondere attività così impattanti e condannabili; d’altro canto le altre webcam presenti fanno ben capire quale possa essere la situazione anche dove impianti e piste restano aperti.

Qualcuno sui social sostiene che lassù si tenga aperto solo per consentire gli allenamenti alle squadre agonistiche. Se però così fosse, la chiusura al pubblico degli impianti dovrebbe essere ben segnalata sul sito web della società di gestione del comprensorio che invece non riporta nulla al riguardo, tanto meno nella pagina dedicata alla vendita degli skipass.

Torna dunque la solita domanda che in tanti ci stiamo ponendo e che qui ribadisco (e ribadirò ancora spesso, temo): ha ancora senso, oggi, praticare lo sci estivo?

Le condizioni dell’area sciabile del Ghiacciaio dello Stelvio alle 15.36 del 7 agosto 2026. Foto: da https://passostelvio.eu.

È una domanda retorica, naturalmente. Posso mettermi nei panni di chi gestisca i comprensori estivi e comprenderne tanto le difficoltà, la sensazione ormai inesorabile di essere con le spalle al muro, quanto il tentativo di resistere fino all’ultimo, anche ben oltre qualsiasi logica e buon senso. Ma, appunto, a me pare che il limite di sostenibilità e, ancor più, di razionalità sia stato superato di tanto e da molto tempo, e risulti ormai ineludibile per chiunque, innanzi tutto per chi è responsabile della gestione della località, accettare la realtà delle cose e chiudere definitivamente l’era dello sci estivo. Un’era affascinante, emozionante, appassionante, ma che purtroppo è finita.

Forse nei prossimi anni lo sci finora detto “estivo” diventerà primaverile e/o autunnale, e a 3000 metri si scierà da marzo a maggio e a ottobre e novembre, visto che più in basso la neve e le condizioni climatiche per sciare non ci saranno più se non per poche settimane invernali. Ma, succeda quel che succeda, l’importante è che si conservino il necessario buon senso e la più consapevole sensibilità nei confronti dell’ambiente montano e della sua salvaguardia. Perché francamente lo sci estivo, per come si presenta e si pratica oggi, per le montagne rappresenta più un’offesa che altro.

Un tempo era bello sciare d’estate ultima modifica: 2026-08-19T05:38:00+02:00 da GognaBlog

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27 pensieri su “Un tempo era bello sciare d’estate”

  1. Per gli appassionati dello sci estivo (quello “vero”) ribadisco di dare una veloce scorsa al sottostante articolo, pubblicato sul blog nel 2021, con foto di quello che era lo sci estivo nel periodo bello (anni ’70). Allora meritava davvero. Oggi con i ghiacciai sofferenti e la totale pressoché assenza di neve da aprile-maggio in poi, non ne vale più la pena. Ma allora lo sci estivo era davvero bello e io sono contento di aver beneficiato di quella “gioia”:

    https://gognablog.sherpa-gate.com/storia-di-un-uomo-e-di-un-ghiacciaio/

  2. @Paolo Maria, ma non hai ancora capito che il montanaro doc è quello che se lo fa lui è giusto e quello che fanno gli altri è sbagliato. Piantare chiodi buono, carvare cattivo. Fare tutti gli 8000 buono, se lo fanno gli altri rovinano le montagne. Impianto sciistico cattivo, museo in cemento armato a plan de corones, buono. E così via. Ah ovviamente tutti vanno da casa alla montagna a piedi per non contribuire con la CO2 a sciogliere i ghiacciai….

  3. non solo lo sci alpino estivo, ma l’intera cultura dello sci alpino dovrebbe essere abbandonata. questo sistema predatorio di utilizzo degli spazi naturali non ha più senso di esistere in una società che dovrebbe essere capace di comprendere i cambiamenti sociali, economici, culturali ed ecologici che ci succedono. lo sci alpino, inteso come arrivo col suv, prendo gli impianti e vado su e giù e la sera torno a casa, non ha più senso di esistere, non è più compatibile con il cambiamento in cui siamo immersi in questo momento storico, un mondo lanciato a velocità stratosferica verso il consumo totale delle risorse naturali che questo pianeta è in grado di offrire. questo sistema non è più sostenibile, e infatti da tempo rimane in piedi grazie allo scambio elettorale delle sovvenzioni, pubbliche regionali, ai gestori, privati, degli impianti. ma il popolo è bambino, diceva ascanio celestini, e come un bambino vive nel sogno irrealizzato del suo presente, nel soddisfacimento dei bisogni dell’istante, bisogni che, come nei bambini, nascono dalla percezione di valori e bisogni e divertimenti imposti da altri, genitori, scuola, il mondo degli adulti.

  4. Bobby su questo sono d’accordo.
    Ma vallo a dire alla grande distribuzione. Quanto li vuole pagare  i prodotti agricoli? E a quanto li rivende nei suoi asettici e tutti uguali mega punti  vendita? 

  5. Certo che e’ sbagliato essere sfruttati e prendere tre euro l’ora , pero’ l’ evoluzione del lavoro nei campi non e’ dire che abbiano bisogno di 100.000  braccianti agricoli per farli lavorare come 60 anni fa’.
    Piu verosimilmente ne serviranno 100 che guideranno un trattore con un rimorchio automatizzato per la raccolta  e prenderanno 15 euro l’ora senza essere sfruttati.

  6. Sarete contenti allora , oppure mancheranno quei “posti di lavoro” che oggi condannate ?

    Io non condanno questo lavoro.  Da ragazzo l’ho fatto anche io. Ho lavorato nei campi e so cosa vuol dire msgeggiara zappa e vanga sotto il sole. Quello che condanno è lo sfuttamento. È il lavoro mal pagato con i lavoratori trattati da schiavi.

  7. Ma di tutte ‘ste pippe ideologiche che cosa farete quando fra un anno verra’ commercializzata una macchina che raccoglie i pomodori , e per fare i lavori pesanti non ci sara’ piu’ bisogno ne di “italiani mandati a sgobbarsi dall’ex generale” , ne di “africani sfruttati a 3 euro l’ora” ?
    Sarete contenti allora , oppure mancheranno quei “posti di lavoro” che oggi condannate ?

  8. Ma se verrà eletto l’ex generale dalla lingua tagliente, vedrai come gli italiani dovranno rimettersi a 90° sui campi. Perché sennò chi raccoglie i frutti della terra, una volta che la remigrazione avrà dato i suoi?

    Cominetti, a certi italiani gli farebbe di molto bene.
    Anche a Crovella invece di starsene a meditare come modificare la Costituzione.

  9. Benassi, negli ultimi anni ho attraversato la pianura Padana in bicicletta da Padova a Tortona più o meno, qualche volta e in diverse stagioni, estate esclusa per il troppo caldo. A parte una puzza di merda chimica pazzesca non appena la temperatura sale oltre i 15-18 °C, il paesaggio, con i suoi casolari, canali d’irrigazioni, le chiuse, le osterie, lo trovo molto affascinante. Be’ con la lentezza della bicicletta -e mi fermavo pure ogni tanto a scattare qualche foto e a osservare-  si può notare che curvi sulla terra ci sono solo persone di colore. I bianchi tuttalpiù conducono imponenti trattori o macchine agricole gigantesche, ma non si spezzano di certo la schiena stando curvi nei solchi. Ma se verrà eletto l’ex generale dalla lingua tagliente, vedrai come gli italiani dovranno rimettersi a 90° sui campi. Perché sennò chi raccoglie i frutti della terra, una volta che la remigrazione avrà dato i suoi?

  10. Non tutti possono fare sempre e comunque un lavoro che gli piace. Non credo che a qualcuno possa piacere raccogliere pomodori e meloni curvi sotto il sole che ti cuoce il cervello. Ma qualcuno lo deve fare. Eh…si la realtà è anche questa.

  11. 16No, qui lo abbiamo detto molte volte, anche gli stabilimenti balneari e l’edificazione massiccia sono ferite alla costa. Ma non mi risulta che vi siano stabilimenti ove in inverno viene riscaldata l’acqua del mare per fare il bagno al caldo, che sarebbe lo stesso concetto dello sci estivo. Perché quando vedi le ruspe prendere neve da dove ne e’ rimasta è metterla sulle piste perché altrimenti, alla fine della giornata, le piste non esistono più beh allora questa mi sembra la prova del non senso. Inoltre chi è patito dello sci estivo può mettersi gli sci in spalla, salire a piedi e poi scendere. Non ha bisogno di funivie e ski-lift.
    Detto questo e premettendo che lo sci estivo lo ritengo molto più invasivo dell’alpinismo, rimango perplesso anche quando in queste settimane vedo le solite carovane di gente salire alla Margherita o al Castore, con i ghiacciai che fanno paura e che soprattutto nelle ore calde collassano: ha senso? Oppure sarebbe meglio constatare, come era possibile constare già da alcuni anni, che certe salite ormai si fanno in primavera / giugno e poi stop….? In tal senso sarebbe interessante sapere quanta gente ha provato la normale alle Grandes Jorasses in queste settimane, giusto come analisi “sociologica”…. A quel che si vede in giro mi sembra che, malgrado le condizioni dei ghiacciai siano pietose, ci sia un bel grado di intestardimento….

  12. Anche il mare si sta mangiando le spiagge ma non dite di non andare più al mare! Lo sci estivo era una meraviglia x chi come me ci andava quando era giovane e se ora diventa sempre più difficile praticarlo, non è certo colpa dello sfruttamento intensivo del ghiacciaio!!! Ma x favore…

  13. Marcello , mi sembra chiaro che il ragionamento di Verzani vale x la massa che come al solito ha le sue eccesioni. Prova ad immaginarti di vivere a Cremona e di lavorare a Milano facendo un lavoro che non ti appassiona …..Consideriamo poi quale interesse può avere un’azienda a riaddestrare un sessantacinquenne alle nuove tecnologie considerando che la maggior parte dei suoi neuroni sono già belle che morti. Comunque bravo che hai scelto o hai potuto scegliere un lavoro che ti piace e che ti tiene in forma 

  14. 9) Verzani, il tuo commento mi ha sorpreso. Ho 65 anni e ogni mattina mi alzo presto per andare al lavoro. Pago l’Inps ma sinceramente penso alla pensione come a una roba da vecchi. Un giorno mi riguarderà ma per ora mi sembra normale andare a lavorare, anche perché il mio lavoro mi piace. E quando ho un giorno libero vado a fare le stesse cose di quando lavoro ma con gli amici. E nessuno mi paga.

  15. Io ho 67 anni, il mio l’ho dato, adesso  me ne sbatto le palle del lavoro. Andateci voi cosi mi pagate i contributi.

  16. I vecchi vengono richiamati al lavoro per far fronte alla decrescita demografica.
    Si, ma a 65 anni alzarsi presto tutti i giorni, ed andare al lavoro, fatelo Voi.

  17. Lo sci estivo e anche quello primaverile sono stati bellissimi fino a quando, guarda caso, la popolazione mondiale era meno della metà di quella attuale, cioè fino agli Anni Settanta e quindi fino a quando il riscaldamento antropico causava pochi danni. Gli studi dell’economista premio Nobel 2024 Daron Acemoglu e del suo collega David Autor danno ora qualche speranza che entro il secolo si ritornerà a sciare anche d’estate grazie ad una popolazione globalmente dimezzata, più longeva ma con pochi nati, seguendo il trend attuale. Essi hanno infatti dimostrato che non è vero che senza un aumento della popolazione (e conseguente aumento del PIL, grandezza fuorviante) viene meno la crescita della produzione complessiva, anzi avviene esattamente il contrario. La scarsità di lavoro non si risolve infatti con le immigrazioni e l’aumento della natalità ma con la tecnologia e i miglioramenti organizzativi: questo almeno dimostrano i due economisti studiando  i dati demografici dal 1950 ad oggi di oltre 100 paesi. Anche le guerre, dalla seconda guerra mondiale a quelle attuali, purtroppo dimostrano la stessa cosa: i paesi dove muoiono più giovani e i vecchi vengono richiamati al lavoro per far fronte alla decrescita demografica non soffrono affatto di crisi economiche. La decrescita non deve insomma fare paura perchè, se avverrà, essa risolverà i problemi di questo mondo stanco e inquinato, governato da tanti politici (ed economisti al seguito) che continuano a non capire o a non voler capire. Cina, Giappone e Corea de Sud lo hanno invece capito molto bene. Con la decrescita si ritornerà, lo spero molto per chi ci sarà ancora, anche la “gioia”di sciare d’estate. A proposito di questa “gioia” andate a rileggervi o leggete il libro di Arnold Lunn “Alpine Ski-ing at All Heights and Seasons”del 1921, prima di  sparare a raffica sui piaceri dello sci estivo.

  18. In un mondo in cui risultano impossibili accordi come quello sul passaggio delle navi a Hormuz e sulla sterilizzazione dei focolai di guerra in medio oriente , mi meraviglierei molto che un rigidissimo e vincolante accordo sulla produzione e sulle emissioni  globali , venisse sottoscritto perche’ lo chiedono il Papa , o mio cugino Vincenzo da Montecavallo.
    Vincenzo e il Papa fanno auspici gratis , ma i conti li fanno gli altri.
    Se tanto mi da’ tanto , l’impegno per una eventuale riduzione delle emissioni fra i paesi produttori,  non passera’ attraverso le “pie illusioni” di tizio e caio , ma attraverso ostruzionisni infiniti , guerre commerciali e guerre vere e proprie.

  19. Anticipare la stagione dello sci estivo a marzo/aprile e riaprire ad ottobre comporta seri rischi per l’utente sciatore poco attrezzato a repentini cambiamenti meteo a quelle quote. Salvo piagnucolare dopo per gli intempestivi soccorsi. A quelle quote nel luglio (luglio!!!) del ’37 la prima ascensione della nord est del Badile fu anche caratterizzata da una terribile bufera di neve costa la vita a due compagni di cordata di Riccardo Cassin. 

  20. Lo sci estivo non ha mai avuto senso. Proseguo a vedere le ruspe al plateau rosa che spostano quel che rimane del ghiacciaio da destra a sinistra e mai come quest’anno danno l’idea di totale follia. 
     

  21. Un’altra categoria colpita, quella degli sciatori. Quella degli alpinisti d’alta quota era già consapevole (in gran parte) del disastro in corso. I primi però sono stati gli scienziati, già da qualche decennio (anche se con illustri eccezioni che escludevano un coinvolgimento umano nella crisi climatica). Credo che si stiano aggiungendo anche gli agricoltori, visti i danni causati da siccità e temperature tropicali. All’appello mancano però ancora milioni di consumatori che alla bistecca, all’IA, a aerei continui (sciatori compresi, se vai in Cile), ai 18 gradi di condizionatore non intendono rinunciare. Ah, mancano anche i leader di questo mondo, a parte due o tre compreso il Papa, impegnati in altre attività. E mancano anche quelli che con il loro potere economico (e politico) potrebbero essere decisivi e invece pensano a chi ha il razzo più lungo. 

  22. Ricordo il ghiacciaio d’Indren negli anni ’80, quando si incrociavano gli sciatori salendo verso i rifugi del Rosa.
    Clima o non clima, già allora lo sci estivo sembrava sbagliato. Non era solo il contrasto con lo spirito dell’alpinismo, ma l’arroganza di un’attività ludica in un luogo così imponente, quasi sacro. Il fatto che per qualcuno il ghiacciaio fosse un santuario, per qualcun altro un parco giochi – ora è abbastanza chiaro quale delle due visioni fosse quella cieca.

  23. Anche per lo sci estivo valgono le considerazioni che ho espresso qualche gg fa sugli impianti da estirpare nelle stazioni non più in uso. Lo sci estivo non ha più senso, le condizioni sono cambiate così profondamente che dovrebbe essere vietato “sine die”. Come nel resto dell’esistenza, io sono profondamente convinto che dobbiamo vivere “secondo natura”, perché a forzarla andiamo contro il ns stesso interesse. La natura in questa fase sgtorica non è coerente con lo sci estivo, e anche con un sacco di altre cose, ma qui ci limitiamo allo sci estivo, ergo evitiamo lo sci estivo per definizione. Lasciamo tranquilli i ghiacciai fin da giugno, senza aspettare l’oggettivo deterioramento delle condizioni per chiudere gli impianti.

  24. Mi sembra che parlare di sci estivo con un’esrate come questa sia totalmente anacronistico e assurdo.
    Personalmente non l’ho mai praticato (credo di esserci andato un paio di volte da giovane, una a Cervinia e l’altra a Courmayeur) e quindi non ne sentiró la mancanza.
    Per quanto riguarda le squadre agonistiche o si cercheranno altri posti (come il Sud America) oppure si attrezzaranno con percorsi a fondo artificiale come (temo) dovranno fare anche molte località sciistiche di media/bassa quota se vorranno continuare ad offrire tracciati di sci alpino.

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