Cortina ignora la pista da bob costruita per Torino 2006

Lorenzo Colomb, che è stato sindaco del comune turistico della Val Susa fino al 2019, avverte: “Pista ormai chiusa, non si pensò al dopo Giochi. A Cortina d’Ampezzo può accadere lo stesso. Nel primo masterplan della candidatura eravamo stati considerati, parlai con Sala della possibilità di non escludere la città di Torino. Servivano 15 milioni di euro per rimetterla a nuovo. Il Nord-est ha voluto farla da padrone“.

Firma la petizione contro la nuova pista di bob di Cortina.

La pista da bob costruita per Torino ’06 ignorata per Cortina ’26. Rimodernarla? Costava molto meno.
di Giuseppe Pietrobelli
(pubblicato su Il Fatto quotidiano del 1 novembre 2021)

La pista da bob per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 avrebbe potuto essere realizzata spendendo appena 15 milioni di euro, meno di un quarto di quello che verrà a costare il nuovo impianto di Cortina voluto dal governatore Luca Zaia.

La pista da bob di Cesana Torinese

Sarebbe bastato riadattare l’impianto di Cesana Torinese, inutilizzato da una decina di anni, dopo essere stato costruito per Torino 2006. Ma il Veneto ha imposto la propria decisione, anche se con il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, era avviata una trattativa per l’inserimento della struttura piemontese nel masterplan della candidatura.

È una denuncia grave quella che proviene da Lorenzo Colomb, che è stato sindaco del comune turistico della Val Susa dal 2009 al 2019. Dimostra che in Italia i risparmi di soldi pubblici sarebbero possibili, ma non è sempre facile farli coincidere con gli interessi politici.

L’impianto di Cesana Pariol, costato 110 milioni di euro e gestito dal Parcolimpico srl, è uno scandalo a cielo aperto. La pista da bob è lunga 1.411 metri e ha 19 curve, quella di slittino 1.233 metri e ha 17 curve, la quota di partenza è a 1.683 metri sul livello del mare, l’arrivo 114 metri più in basso. Si tratta di un’eredità pesante delle Olimpiadi di 15 anni fa, che avrebbe dovuto insegnare qualcosa. Secondo l’ex sindaco Colomb, non lo ha fatto.

Quale fu l’errore, visto che la pista è chiusa?
Non si è pensato al dopo Olimpiadi, a chi avrebbe preso in mano la gestione. Temo che anche a Cortina l’impianto possa diventare una seconda cattedrale.

Intanto la cattedrale è lì da voi…
Ma crede che io, da sindaco, volessi tenere una struttura così che va in malora nel mio territorio? Ho cercato di evitarlo, ma il Nord-est ha voluto farla da padrone…

Ci spieghi tutto dall’inizio.
Nella gestione dell’impianto il vero problema era la sicurezza. Era stato costruito per refrigerare la pista con l’ammoniaca e così avevamo 400 tonnellate di ammoniaca sopra la testa. Era stato concepito senza valutare i costi successivi. Si doveva verificare ogni giorno la tenuta delle cisterne, perché con un minimo di perdita di quella sostanza sarebbe stata una catastrofe. Dovevamo vigilare e monitorare.

Pagavate voi?
Scherza? Siamo un paese di mille anime, non avremmo potuto permettercelo. Era in carico alla società Parcolimpico. Ad un certo punto tentammo di interessare una cordata di imprenditori locali, fu formata una società ad hoc per la gestione, ma Parcolimpico non cedette. Le ultime gare risalgono al 2011, nel 2012 abbiamo tolto l’ammoniaca.

Lorenzo Colomb, la costruzione e l’impianto in funzione

Cosa comportò la chiusura?
Che è rimasto solo un piccolo tratto per gli allenamenti alla spinta del bob. Per il resto, c’è un serpente che si snoda in mezzo ai larici, vandalizzato dai cercatori dell’”oro rosso”, che hanno sfilato chilometri di cavi di rame.

Quanto costerebbe togliere l’impianto?
Quand’ero sindaco si era studiato un piano di smaltimento: senza portare via i plinti piantati in profondità, con 3-4 milioni di euro si potrebbe smantellare tutto.

Lei conosce la pista “Monti” di Cortina?
Andai a visionarla, era un corridoio in mezzo a un prato, si vedeva che era stata concepita in altri tempi, che non teneva conto delle strutture oggi necessarie per gareggiare. Ma è chiaro che il Nord-est adesso ha voluto farla da padrone, anche se noi abbiamo tentato di riconvertire il nostro impianto per le Olimpiadi del 2026.

Come?
Ipotizzando un nuovo sistema di refrigerazione. Non più con l’ammoniaca, ma con il gas freon, quello che viene usato per i frigoriferi, meno impattante e con costi minori. Cortina deve realizzare una struttura completa ex novo, invece sarebbe stata una cosa ben fatta recuperare l’impianto esistente di Cesana Pariol.

Non se ne era saputo nulla…
Io avevo fatto una trattativa con il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel 2018, quando ero ancora sindaco. L’obiettivo era quello di evitare uno spreco di denaro andando a costruire un impianto nuovo da un’altra parte. È stato il Veneto a proporsi, impedendo di portare le gare da noi. La trattativa si è spostata da loro, dopo che sono entrati in modo pesante, decisi a fare tutto a Cortina.

Sala era d’accordo?
Il problema non era Milano, ma Torino, dove il sindaco Appendino si era messa di traverso. Io parlai con il sindaco Sala della possibilità di non escludere la città di Torino, anche perché non si voleva riportare una seconda Olimpiade bianca solo in Piemonte. Eravamo consapevoli che andasse fatta su più Regioni, anche per avere un low cost di spese. Il progetto entrò anche nel primo dossier per la candidatura.

Quanto sarebbe costata la riconversione?
Più o meno 15 milioni di euro.

Molto meno degli 85 milioni che la Regione Veneto ha stanziato in un primo tempo, ora ridotti a 61 milioni di euro. Inoltre sono stati accantonati 8 milioni per le spese di gestione dei prossimi vent’anni. Quale fu l’errore di Torino 2006, che rischia di essere ripetuto a Cortina?
Fare le cose solo in vista dell’evento olimpico, senza pensare al futuro.

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Ma sarebbe comunque uno spreco: meglio eliminarla completamente
di Carlo Crovella

Frequento l’alta Val di Susa (anzi: Val Susa, come diciamo noi piemontesi) da che sono nato. Cesana, poi, la conosco come le mie tasche, perché vi trascorro periodi di villeggiatura da circa trent’anni senza soluzione di continuità. La zona di Pariol, nel comprensorio sciistico di San Sicario poco sopra Cesana, per me è come il giardino dietro casa: quando ho un paio di ore libere, faccio un giro da quelle parti. A piedi se d’estate, con le pelli se c’è neve.

Proprio nell’area di Pariol hanno avuto la brillante idea di costruire ex novo questa cattedrale nel deserto che è la pista di bob. Il tutto risale alle Olimpiadi di Torino del 2006.

Non giriamoci intorno: fin dall’inizio è stara una cazzata megagalattica. Non l’unica di quelle Olimpiadi, ma certamente una delle storture più astruse.

La pista è completamente esposta a sud-sud-ovest, prende sole anche in pieno inverno. Quanto meno nelle ore in cui si svolgono le competizioni ed anche gli allenamenti.

Di conseguenza il ghiaccio tende a fondere con elevata facilità. Andai ad assistere ad alcune prove delle Olimpiadi, per il giusto di dire “io c’ero” e proprio durante le gare emersero i problemi. Strano tra l’altro che i progettisti non li avessero focalizzati a tavolino. O forse mica tanto strano: se vuoi un’esposizione nord, non puoi fare la pista sui versanti di San Sicario, nota località sciistica (facente parte della Via Lattea) dove si scia al calduccio del sole anche in pieno inverno.

Anzi, le vecchie volpi dello sci sanno che, in stagioni nivologiche “normali”, le piste di San Sicario sono in ottime condizioni durante le festività natalizie, ovvero in pieno inverno, reggono ancora bene per il mese di gennaio, ma già in febbraio si deteriorano facilmente, proprio per l’azione dardeggiante del sole. A marzo diventano dei campi da sci nautico.

Siccome le competizioni internazionali, segnatamente le Olimpiadi invernali, sono in calendario a febbraio, la pista di Pariol è completamente sbagliata. Lì non ci deve proprio essere una pista da bob. Non la si doveva fare fin dall’origine.

Difatti l’anno dopo le Olimpiadi del 2006 (o forse due anni dopo, ora non ricordo con precisione) si organizzò una gara di Coppa del Mondo di slittino. Se la memoria non mi inganna, quella competizione fu prevista addirittura in gennaio, cioè qualche settimana prima delle data canonica delle Olimpiadi.

Ciò nonostante il sole fondeva rapidamente il ghiaccio, cambiando le condizioni della pista e falsando quindi i risultati sportivi fra discesa e discesa. Gli organizzatori corsero velocemente ai ripari, mettendo delle tendine estensibili sopra la pista, per coprirla dai raggi del sole.

Il risultato fu che gli spettatori presenti non riuscivano a vedere dal vivo le discese dei concorrenti, coperti dalle tendine. Tutti ci assiepammo davanti al maxischermo montato in corrispondenza dell’arrivo. In pratica non c’era nessuna differenza fra essere lì presenti e vedere la gara in TV.

La pista fu rapidamente abbandonata anche come tracciato di allenamento, il che è tutto dire, considerata la penuria italiana di impianti per bob/slittino/skeleton. Ad un certo punto si parlò di un progetto di suo recupero, in particolare nei manufatti collaterali al tracciato vero e proprio, come “base” abitativa per una struttura turistica stile Club Med da 1000 posti (!). Per fortuna non se n’è fatto niente: altro cemento inutile, altre ruspe, altro spreco di soldi pubblici. Le conseguenze sull’ambiente della vita festaiola alla Briatore sono ancor peggio del cemento abbandonato.

L’unico intervento sensato sulla pista di Cesana sarebbe la sua completa eliminazione, con ripristino del precedente ambente prativo e boschivo. In pochissimo tempo la natura riprenderebbe possesso di quegli spazi che tornerebbero a disposizione di caprioli, volpi, e marmotte. Qualche sciatore fuoripista o qualche escursionista estivo non turberebbe la natura ritrovata.

L’impianto oggi

Analoga conclusione “demolitiva” coinvolge quasi tutte le strutture costruite per le Olimpiadi 2006, come il Villaggio Olimpico alla periferia a Torino (a lungo occupato abusivamente da disperati di ogni genere, con notevoli problemi di sicurezza e di ordine pubblico) e come i trampolini di Pragelato (Val Chisone), negli anni semi smontati dall’effetto degli agenti atmosferici.

Uno schifo. Soldi pubblici buttati al vento (o, meglio, finiti nelle “solite” tasche) e uno scempio di manufatti in decadenza che, sopravvivendo agli eventi sportivi, rovinano irreversibilmente l’ambiente.

Ora si vorrebbe recuperare la pista di bob di Cesana. Una stupidaggine. Intendiamoci: il discorso dell’ex sindaco non fa una grinza, se presentato come nell’articolo del Fatto quotidiano. E’ evidente che è meglio per le nostre tasche spendere 15 milioni piuttosto che 85 milioni, quanto costa il ripristino della pista di Cortina. Ma sarebbe una scemenza lo stesso, perchè sono 15 milioni letteralmente buttati dalla finestra (ammesso che poi, a posteriori, risultino “solo” 15 milioni e non di più). Passate le prossime Olimpiadi, la pista avrebbe lo stresso destino degli anni scorsi.

Piuttosto si dovrebbe fare un discorso completamente diverso, che anzi andava fatto anche prima del 2006 e non venne neppure impostato per una scelta “strategica”, chiamiamola così. Il discorso da fare, allora come oggi, sarebbe di valutare il ripristino delle pista di Cervinia, esistente dalla notte dei tempi e in disuso anche lei per varie ragioni.

Non ho mai visto di persona la pista di Cervinia, anzi non so neppure se sia ancora esistente, almeno come manufatto abbandonato. Ma dalle descrizioni che mi facevano, anni fa, diversi atleti valsusini che, ai tempi si allenarono a Cervinia, almeno era una pista con un’esposizione meno sfavorevole di quella di Cesana. Il che è tutto dire.

In conclusione di questa mia pappardella, ripropongo una considerazione più generale, cioè la mia complessiva posizione antitetica ai grandi eventi sportivi, come le Olimpiadi, che siano estivi o invernali. Non sono più roba per i nostri tempi, invadono troppo l’ambiente, riempiendolo di cemento inutile e spesso mai più utilizzato, pesano sui conti pubblici e rendono difficoltosa la gestione ordinaria della realtà economica nazionale.

L’impianto oggi

Infatti temo che non meriti recuperare neppure la pista di Cervinia, figuriamoci quelle di Cesana o di Cortina. A chi mi obietta che stanno arrivando i miliardi del P.N.R.R, ribatto che le priorità del Paese sono ben altre: dobbiamo dare una risposta ai 6 milioni di nuovi poveri, alle crisi aziendali che stanno esplodendo a go-go, ai disoccupati cronici che fra un po’ vagheranno affamati per le strade, ai giovani che si arrabattano in contratti precari, senza possibilità di accedere ai mutui anche solo per un semplice monolocale. Prima del rifacimento di una qualsiasi pista da bob, ci sono migliaia di viadotti, di tunnel e di chilometri di rete ferroviaria da revisionare e, forse, ricostruire completamente, per non finire in un “nuovo” Ponte Morandi. Ciò premesso, indirizzare soldi pubblici verso una pista da bob (cha sia qua o là) significa buttarli dalla finestra, ovvero indirizzarli nelle “solite” tasche.

Le Olimpiadi (estive, invernali, autunnali o che altro), i Mondiali di Calcio, i tanti nuovi circuiti di Formula 1 (Cina, Russia, Qatar…), o “nuovi” stadi privati per un calcio roboante solo più da Pay TV, e chi più ne ha più ne metta, sono solo occasioni per giustificare trasferimenti di denaro nelle solite tasche.

O reimpostiamo la struttura logistica di tutti gli eventi sportivi (alleggerendoli, snellendoli e sfalsandoli in singole prove, semplici, veloci, senza un grande impatto ambientale) oppure è meglio non averli fra i piedi, questi benedetti eventi. Nella migliore delle ipotesi comportano solo costi inutili e un’eredità di cemento che resta negli anni successivi. In parole semplici: per i normali cittadini solo danni e nessun vantaggio.

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Cortina ignora la pista da bob costruita per Torino 2006 ultima modifica: 2021-11-14T05:31:00+01:00 da GognaBlog

53 pensieri su “Cortina ignora la pista da bob costruita per Torino 2006”

  1. 53
    Nicola says:

    Immagino che fossero tutti laureati o comunque esperti in economia, gestione del territorio ecc. ecc. Scusa, ma se pensi di ristrutturare casa, chiedi consiglio a un campione di scherma o al barista di fiducia? 

  2. 52
    AndreaD says:

    Alcuni anni fa la RAI intervistò alcuni “grandi vecchi” dello sport italiano: Gianni Lonzi (pallanuoto), Nino Benvenuti (pugilato), uno dei fratelli D’Inzeo (equitazione) e un altro anziano campione olimpico, forse Edoardo Mangiarotti (scherma), chiedendo loro cosa ne pensassero di organizzare le Olimpiadi in Italia. Poi rivolsero la stessa domanda a Mennea (atletica leggera). La risposta dei 5 fu unaninme: NO. Costi elevati, gigantismo, cattedrali nel deserto furono tra le motivazioni. 

  3. 51
    Giulio says:

    Mi sai citare un campione italiano di golf? Uno di curling? Di biathlon? O di qualsiasi altro sport che non sia il calcio o poco altro? Chi si ricorda i campioni dei vari sport fuori dalle Olimpiadi o dai mondiali?
    Allora chiudiamo lo sport? Che sportivo che non sia del calcio, ciclismo o poco più può permettersi di vivere di quello senza essere in un gruppo sportivo militare?

  4. 50
    albert says:

    https://www.youtube.com/watch?v=K8D1R3vFQEI
    Offre uno spunto:
      a meno che… la pista ghiacciata non venga anche offerta a  turisti con personale specializzato come pilota e frenatore ( congruo prezziario senza bisogno di riappianamanti  pubblici di bilancio )ogni stagione.In  estate sulla base di cemento con appositi bob a ruote. Ad esempio pure il biathlon con pallottole cal 22 non e’ da tutti, ma con carabine  a impulso laser o aria compressa depotenziata si offre anche a dilettanti e gira l’indotto con figure professionali adatte,pure con piste e poligoni estivi.

  5. 49
    albert says:

    Restando con i piedi per terra, qualcuno ha visto in anni non olimpionici, certi sport trasmessi nelle reti tv libere? forse mi sono distratto ma di bob, slittino…poca roba eppure i campionati ci sono stati.Pare invece che , mentre un tempo era cenerentola, abbiano buon seguito di pubblico nello stadio o in tv il biathlon, lo skicross.Le mode vanno e vengono..se si chiede di citare i nomi  di campioni del bob ..slittino. skeleton…recenti…si viene bocciati      sopravvivono grazie ai corpi militari. Vincono medaglie( e meno male !) e poi  per altri anni cadono nel dimenticatorio…si trovano poi giovani  proseliti?Bisogna importarli e dare loro la cittadinanza italiana?  quante  fabbriche artigianali di bob e slittini ci sono?

  6. 48
    Nicola says:

    Infatti… Hai ragione, è tutto un complotto dei poteri forti che dopo aver inscenato la pandemia solo per installarci il microcip, anche se poi hanno dovuto fare la terza dose che in realtà serve per aggiornare il firmware perché non funzionava bene, vogliono fare la pista da bob che in realtà nasconde un’antenna gigante per controllarci meglio e per inviare i dati agli antichi astronauti che costruirono le Dolomiti milioni di anni fa

  7. 47
    albert says:

    Sport X : campionati  provinciali, regionali ,nazionali, europei, coppa del mondo , campionanti del mondo.., campionati vari militari, studenteschi .. copertura tElevisiva di parecchie reti.  tv e web.C’e ancora’sto gran  bisogno ANCHE di Olimpiadi ogni 4 anni o  il bisogno e’ un poco indotto?  VEDREMO NEL 2022 COME TI CONFEZIONANO IL MANICARETTO NAZIONALISTA.

  8. 46
    Francesco says:

    Visto che citi voci di Cortina…
    https://vocidicortina.it/a437-BOB-CORTINA-RINUNCIA-DEFINITIVAMENTE-AI-MONDIALI
    Leggiti anche gli articoli precedenti e successivi…  Sono quelli che adesso non vogliono riaprirla…

  9. 45
  10. 44
    Alberto Benassi says:

    Ok ragazzi fatevela tornare, trovate sempre una scusa, una giustificazione a tutto. 

  11. 43
    albert says:

     giornata nebbiosissima , devo manternere il tormentone..Noto film Cool Runnings – Quattro sottozero divertente e distensivo.
    Magarci ci scappasse un equipaggio vincente  da questi scugnizzi
    https://www.espressonapoletano.it/il-carruocciolo-quattro-ruote-fai-da-te/

  12. 42
    Nicola says:

    X alberto:
    Da chi sono fatte le speculazioni sulle coste? Sicuramente non dalla povera gente del posto… Idem per la montagna… Chi ci vive, la vive e ci lavora, non ha i fondi per poter speculare… Le speculazioni le fanno i ricchi che ci vengono in vacanza, che poi sono gli stessi che manifestano come ambientalisti. 
    X Albert:
    Come ho già scritto, qui abbiamo già avuto la pista di bob, ne conosciamo limiti e potenzialità. L’abbiamo dovuta chiudere perché mancavano i fondi per ristrutturarla. Abbiamo una possibilità?Cogliamola! Se dicessimo no, i soldi destinati non andrebbero alle strade o alla viabilità… Andrebbero altrove, a Innsbruck o a Cesana, o peggio al reddito di cittadinanza…
    I campi da golf quanto costano? E quanti praticanti hanno? Eppure ce ne sono ovunque…
    Nel bob non si frena, i freni servono solo per fermarsi dopo aver passato il traguardo
     

  13. 41
    albert says:

    Legggendo elenco: al mondo esistono 15 piste in funzione per le competizioni di bob:in Germania, Canada,  Austria ,   Stati Uniti ecc. Una Sola in Russia. Ben   3 chiuse in Italia . Quindi una analisi storica si può anche compiere oltre alle rosee previsioni di gran indotto che hanno accompagnato costruzioni di impianti e quindi mega resort “sgonfiatisi” .Poiche’ e’di moda fare accostamenti di causa effetto, non sara’ che  nei i Paesi dove abbondano piste bob efficienti , lì ambiscono arrivare i poveri profughi da tutto il mondo?e’perchè adorano il bob ! (o perche’ capiscono che c’e’grana ad abbondanza tanto da  poter permettere ,oltre al resto,    di costruire e GESTIRE efficientemente  CON PROFITTO e  ricaduta  anche una attivita’non di massa  ?)

  14. 40
    albert says:

    un indotto: web”sarajevo pista bob”immagini.
    Un quadro completo https://it.wikipedia.org/wiki/Bob

  15. 39
    albert says:

    Chi vive in piatta pianura in zona ristretta puo’essere terrapiattista e pure geocentrico..il modello cambia se si pone in altre situazioni ed osservazioni che  gli impongono di cambiare  impostazioni . Sono Novax non per me ma per certi altri,cosi’  anche se incappassero  nel virus, si collauderebbero cure e farmaci. Sarei pro Bob se i soldi spesi servissero anche dopo per decenni,  se anche altri sport con maggior numero di praticanti  avessero accesso riconosciuto al gran banchetto olimpico.I  cortinesi favorevoli, sperano molto nell’INDOTTO, per intanto a Cortina bisogna arrivarci piu’comodamente e senza code e strettoie e frane periodiche…con viadotti sicuri. Quindi Buon indotto e speriamo di non dover riappianare spese con fondi Pubblici… Pro o contro? il Bob insegna che nell’equipaggio occorre spingere tutti , dirigere ma anche frenare.

  16. 38
    Alberto Benassi says:

    Nicola non ho detto che chi vive in citta, in pianura o al mare vi debba insegnare a viverla.  Ho vissuto in montagna per più di 20 anni e la pratico assiduamente da piu di 40 e non sempre chi la vive fa il meglio per la montagna.  Come chi vive la pianura e il mare non fa sempre il meglio di questi ambienti.  Ma spesso pensa agli interessi personali. Basta vedere le speculazioni edilizie sulle coste , come quelli sui monti. 
    Quindi chi non ha mai peccato scagli la prima pietra. Tutti abbiamo da imparare e ognuno ha i propri scheletri più o meno nascosti.
     
     

  17. 37
    Nicola says:

    Alberto ti assicuro che da noi ci sono le “Regole” che gestiscono il territorio da secoli e non hanno bisogno che gente di città gli insegni cosa sia meglio per la montagna

  18. 36
    Francesco says:

    Esatto,
    Ma io che vivo in montagna non ho l’arroganza di sapere cosa sia meglio per il mare e non mi intrometto nella vita di altri e di un ambiente che conosco e frequento solo per 15 giorni do vacanza

  19. 35
    Alberto Benassi says:

    si vero.
    Ma l’ambiente è di tutti. Visto che tutti viviamo in questo pianeta.Per adesso non ce ne è dati altri.
    Quello che si fa in montagna, ha conseguenza sulla pianura, sul mare e viceversa.
    Questo mondo non è ha compartimenti stagni.

  20. 34
    Francesco says:

    Ma quelli di cui stiamo parlando lo sono, visto che stiamo parlando di Cortina, che da quanto mi risulta non è ne al mare ne in pianura

  21. 33
    Alberto Benassi says:

    Gli ambientalisti lasciamoli perdere, la maggior parte sono persone che non vivono e non hanno niente a che fare con la montagna!

    l’ambiente non è solo montagna.

  22. 32
    Francesco says:

    Albert presumo che tu sia NO VAX e TERRAPIATTISTA… Nei vari articoli che hai citato, i NO pista di bob, guarda caso sono gli stessi che ne hanno polemizzato la chiusura. Forum e blog vivono di dibattito, ma non solo ed esclusivamente polemiche fini a se stesse, argomentazioni slegate, che non c’entrano con il contesto, volte solo alla polemica.Gli ambientalisti lasciamoli perdere, la maggior parte sono persone che non vivono e non hanno niente a che fare con la montagna! Si lamentano del taglio di 4 alberi? Guardino le foto di 50/100 anni fa, in cui il bosco cominciava chilometri più in sù ed era tutto più aperto e curato. Ora siamo invasi dagli alberi.
    Come ha scritto Nicola, alla manifestazione NO BOB di Cortina, di Cortinesi e Ampezzani non c’era NESSUNO!

  23. 31
    albert says:

    https://www.calcioefinanza.it/2017/12/14/rai-acquista-diritti-tv-olimpiadi-2018/
    almeno questo dopo la spesa di nuovo decoder o televisore dtv2.Per le gare di bob in diretta ..levataccia
    pechino-2022-il-calendario-di-tutte-le-gare-dei-giochi-olimpici-invernali-in-programma-giorno-per-gi_sto8579496/story.shtml.Per i commenti alle gare che mi interessano, spesso premerò  il tasto MUTE

  24. 30
    albert says:

    Tra pochi mesi un test:https://olympics.com/it/beijing-2022/sedi-di-gara a spese altrui. Qualcosa mi dice che non ci sono state polemiche, nessuna sfilata di NO-Pista e  nessuno neghera’   deficit, garantito  aprioristico lauto ritorno economico.   Sull’onda del successo,faranno una pista  bob e skeleton pure a Dubai?? Gli interessati  alla pista  di bob a Cortina, vadano , vadano a vedere . LO chiamano impianto sport di scivolamento, non si fanno venire mal di testa per l’esatta definizione del tipo di attrito e neppure per i fondi..
    http://www.bdim.eu/item?id=RLIN_1999_9_10_2_79_0&fmt=pdf

  25. 29
  26. 28
    albert says:

    26) addentrarsi in campi che non ci competono( fosse rispettato  in senso  stretto questo blog avrebbe i soliti esperti e basta ) , e ‘l’hobby del momento.  Piu’ un social e’ vivace e polemico e piu’  attira, se ci fosse competenza e concordia   forse chiuderebbe. Quando e’ora di impiegare soldi con contributo pubblico, non ti chiedono i “tituli “accademici..( vene sono nel mio cassetto anche se stagionatissimi e sbiaditi nei decenni) e neppure i  Governatori &Assessori  regionali entusiasti di Mondiali ed Olimpiadi  ne sanno troppo.  Gli sponsor bene che arrivino per gli atleti  … ma poi gli sponsor scalano gli importi dai premi dei dirigenti o scaricano i costi  sui clienti dei loro servizi o merci, o c’e’un aumento conveniente di clientela grazie al qualche banderuola o spot e share alto? 

  27. 27
    Nicola says:

    Caro Albert, forse ti è sfuggito qualcosa o non hai letto l’articolo, si parla della pista di bob e della “disputa” tra Cortina e Cesana, con quest’ultima che vorrebbe “soffiare” per la seconda volta dal 2006 la pista a Cortina.Nei vari interventi scrivi di bob su strada, fun bob estivo, pattinaggio, laghi ghiacciati, gare di auto con gomme chiodate, rollerblade, marcialonga, palazzetto di pattinaggio, pista da sci indoor, curling, fisica (da bar), passi dall’invernale all’estivo senza cognizione di causa… Tutto per fare nient’altro che sterile polemica sul… NIENTE!  Niente che abbia a che vedere con l’articolo, solo per fare polemica! Per favore, parliamo solo di cose che si conoscono che siano inerenti al tema! 

  28. 26
    Matteo says:

    Albert, l’attrito si divide in statico e dinamico e l’attrito volvente in realtà non esiste: è definizione di natura puramente tecnica per caratterizzare una situazione complessa.
    Comunque sia nel bob che nel curling l’attrito è radente non volvente.
     
    Precisazione un po’ ingegneristica, ma indicativa del fatto che talvolta sia meglio non addentrarsi troppo in campi che non ci appartengono

  29. 25
    albert says:

     a proposito, quanti praticanti ha il curling?che differenza sostanziale c’e’con le bocce sferiche(specialita’ non olimpica)? attrito radente e’nobile ed attrito volvente proletario ..pattini da ghiaccio ammessi olimpiadi invernali  velocita’ e artistico , pattini a rotelle non a quelle estive..Mah!

  30. 24
    Nicola says:

    Ok Giuseppe,
    ma credo che una Torino abbia possibilità economiche assai maggiori rispetto a un piccolo comune come Cortina, eppure, mentre in Ampezzo per decenni sono riusciti da soli a coprire le spese di gestione di una pista costruita oltre cinquant’anni prima, a Cesana dopo meno di un decennio hanno chiuso una pista nuova… 
    Io qualche domandina me la farei…
    X chi parla di share, ci sono i dati (non congetture da bar) dello studio sulla pista di Cortina prima della chiusura con tutte le varie mese in onda, dirette, tg ecc e il ritorno era davvero importante!

  31. 23
    Giuseppe Penotti says:

    Una precisazione in merito alla pista di Cesana. Nel business plan del comitato olimpico torinese si prospettò di utilizzare per il bob, lo slittino e lo skeleton la pista olimpica belle che pronta e disponibile di La Plagne in Francia con l’accordo dei francesi.
    Fu il CONI e in particolare Pescante che si impuntarono per la realizzazione della pista in territorio italiano, scartando l’ipotesi della ristrutturazione di quella di Cortina e imponendo al Toroc la realizzazione di un impianto ex novo.
    Ad ulteriore precisazione a fine olimpiadi il TOROC aveva un tesoretto non indifferente di milioni di euro ( il saldo contabile delle olimpiadi fu ampiamente positivo) che sarebbe dovuto servire per la manutenzione, la gestione e/o la riconversione degli impianti più complessi e onerosi come la pista di bob e i trampolini di Pragelato. A fine Olimpiadi il Toroc venne sciolto e messo in liquidazione e il  tesoretto, non indifferente, venne “incamerato” dalla Fondazione Olimpiadi 2006, ente statale e sparì nei meandri del devastato bilancio dello Stato che mai li restituì o utilizzò per quello che era stato pianificato dal Toroc, lasciando andare in malora gli impianti e lasciando nella pauta (leggasi melma) il Comune di Torino che aveva acceso mutui computando parte  di quelle somme.
    Fine della storia.

  32. 22
    albert says:

    ..vedremo lo share quando sara’ ora…se chi ha comprato LA TRASMISSIONE IN DIRETTA  e POI RACCOLTO SPOT e sponsorizzato ci guadaga e ripaga le spese , bene, se ci rimette …cavoli di chi ci ha messo i soldi (PURCHE’ VOLONTATRIAMENTE E NON DA TASSE, ma alla fine anche indirettamente…un Pantalone  ci sarebbe..)

  33. 21
    Giovanni says:

    Nicola ha ASSOLUTAMENTE RAGIONE.                                                                        Si sta facendo una sterile polemica politica senza conoscere minimamente i fatti. Cortina è “Il Bob in Italia dal 1920”. La CAVOLATA è stata non ristrutturare la sua Storica pista già nel 2006. Ora si vuol aggiungere cavolate a cavolate, basta con questa storia dei Leoni della Tastiera che fanno bla bla bla per farsi belli e sono solo ignoranti con laurea al bar dello Sport. Aggiungo, anche se già detto, che per la pista di Cortina esiste un crono programma che va ben oltre le Olimpiadi. 
     

  34. 20
    Nicola says:

    Bla bla bla… Ma qualcuno conosce i fatti?
    Per il 2006 Cortina, si propose per il bob. La sua storica pista aveva bisogno di ammodernamenti che il comune non poteva sostenere da solo. La si ignorò e si fece ex novo a Cesana una pista senza senso, al sole e con costi di gestione impossibili, abbandonata in pochi anni. E intanto Cesana “uccise” la pista di Cortina.
    L’impianto ampezzano va ristrutturato dopo decenni di gloria e onorato servizio. A Cortina il bob è storia, si sa come funziona, quanto costa e come va gestita, c’è già il piano post olimpico, l’accordo con l’Alto Adige… A Cesana non erano preparati, non ci si improvvisa in queste cose e dopo pochissimi anni hanno chiuso, con buchi enormi. Rifacciamo una pista che è durata un niente per poi richiuderla a giochi finiti???
    Ci sono pochi praticanti, ma il bob è simbolo dei giochi invernali, porta visibilità, che ripaga in promozione la località, dando lavoro all’indotto. Qualcuno conosceva Cesana prima del 2006? Se ben gestite, possono essere addirittura in attivo, vedasi Innsbruck. 
    Torino si è ritirata all’inizio, facile salire sul carro dei vincitori…
    Facile far polemica  con info parziali tagliate apposta… A Cortina hanno manifestato i NO BOB, tutta gente (poche decine) che NON vive in montagna, NON ne conosce le difficoltà e la frequenta solo per fare lo struscio. Invece di manifestare andassero a raccogliere i rifiuti, a sistemare i sentieri, allora sarebbero ambientalisti!
    Informarsi prima di scrivere baggianate

  35. 19
    albert says:

    Occasione persa a   Torino :”mantenere in funzione il palazzetto pattinaggio (anzi 2 ..velocita’ e artistico)a disposizione di atleti di rango ma anche di giovani leve, con possibilita’di frequentare scuola superiore o universita’e quindi avere alternative a fine carriera..e pure richiamo di atleti esteri e alcune ore destinate ai tapascioni bisognosi di calare panzette o tenersi in forma. Pare invece che dopo lo svuotamento del refrigerante, abbiano tenuto sull’impiantito base mostre agricole contanto di esposizione di varie razze di animali..screanzati piscianti e depositanti enormi boazze o caccoline sulla pista sottostante il glorioso ex ghiaccio. Esempio di  Iniziativa che attira atleti da tuttle le nazioni, compresa la nostra , con apporto di energia fotovolaica e pure soldo :”Oberhorf pista sci indoor”( pure ditte produttrici e comuni cittadini ad orario?.Non sarà in atmosfera magica ma meglio di niente, specie in estate, con altre attività outdoor sempre a disposizione. Forse sbaglio,ma ormai gran parte del succo delle Olimpiadi si concentra nella Cerimoni a Iniziale e  finale, sfilate ,bandiere e tanto ambaradan sempre piu’pacchiano…poi i soliti commentatori che senza un ex atleta o tecnico a fianco,divagano spesso nel gossip .

  36. 18
    Franco Bono says:

    La proposta olimpica iniziale fu Milano-Cortina-Torino , proprio per utilizzare la pista di Cesana , ma probabilmente con una frammentazione simile non ce le avrebbero mai assegnate . Per fortuna ci pensò la sindaca M5S di Torino a ritirare il Piemonte . Quindi queste doglianze ed accuse dei piemontesi al Comitato Olimpico e a Cortina sono fuori luogo e strumentali , dettate dalla frustrazione e da un senso di impotenza. 

  37. 17
    Antoniomereu says:

    La faccenda è più complicata di come la mette il titolo…ora fuori tempo massimo e a partita conclusa si puo’realmente ancora parlare di dove e come portare avanti il progetto?I costi si sono ridotti da 90 a 60 ml. in carico totale a regione Veneto.Il treno Torino lo ha perso a suo tempo come scritto in altro post ,ora e’ solo polemica e solito vecchio italico campanile.Piaccia o no il bob come disciplina sportiva , spero solo i precedenti errori siano d’aiuto per le gestioni future e che siano volano per manifestazioni internazionali come ai bei tempi.
    Poi se vogliamo parlare di cosa si potrebbe fare d altro con quei nostri soldini l’elenco è lungo.
    In primis l’ Alemagna che a parte l’ asfalto nuovo (cosa assolutamente non da poco)non vede ancora iniziata nessuna grande opera! 

     

  38. 16
    Bob says:

    L’errore é stato fare la pista a Torino per le olimpiadi del 2006!
    Il movimento del Bob era piu forte in Ampezzo e Cadore, con la chiusura della pista lo avete ammazzato.
    Se i soldi spesi a Torino per una pista che si sapeva già non avrebbe avuto futuro, fossero stati spesi a Cortina il problema che aveva adesso a Cesana non ci sarebbe stato.

  39. 15
    mario says:

    14) Anche io ravviso nell’articolo una discrepanza  tra titolo, contenuto e logica (buon senso), che stride assai. Che si tratti di mala informazione , di interessi di parte o di una semplice mia  impressione fondata sul pregiudizio non saprei.  Ognuno tira l’acqua al suo mulino si diceva …. Per una volta mi pare dica bene Crovella.Ps Bob e slittino sono  altamente telegenici, atti ad essere infarciti di spot, dubito che il contributo 13) di Albert possa andare a segno. 

  40. 14
    Giovanni says:

    Magari fare info è altra cosa.Non è stata Cortina a non volere Torino ai giochi, il contrario, è stata la Appendino a non voler aderire. La pista in Piemonte è stata costruita nel “deserto del nulla” e senza futuro. A Cortina c’è il più antico circolo di Bob Italiano (1920) la prima pista fu costruita qui ed attorno al Bob vi è una cultura. Cortina ha messo nel budget i costi di manutenzione per un ventennio ed intende sfruttare la pista Post Olimpiadi non solo per le gare internazionali ma anche per eventi di intrattenimento turistico. Detto questo, una pista di Bob in Italia che è paese Alpino magari ci vuole. Se NON a Cortina dove? Facciamo corretta informazione???
     
     
     
     

  41. 13
    albert says:

     Comunque bastera’ non guardare certe gare dal vivoed in tv nazionale o commerciale  e ..calera’ lo share e pure gli sponsor, senza rassegnarsi. Se poi vediamo gli striscioni  di chi sponsorizza, evitiamo di servirci di loro prodotti o servizi. E’ una non rassegnazione che forse alla lunga incide.Per esempio da 2 anni la Marcialonga di sci fondo e’stata trasmessa da altra rete tv NON RAI…per cuigia’si paga . Questioni di gare di concessione a suon di euro.Niente di grave, mi sono recuperato e rivisto quelle di anni precedenti postate sul web per ripassare i posti..uguale avolte anche meglio per via del manto nevoso e  del cameraman..!Poi l’ultima recente  appare   a giorni di distanza …i risultati sul sito ufficiale ed un gran gesto dell’ombrello..a chi ci specula.

  42. 12
    albert says:

               Ho cercato”pista bob estiva”o “pista bob  su rotaia”o”Fubnbob”..e pare che come divertimento ce ne siano parecchie in giro..sarebbe interessante aprire un dibattito..una nuova attivita’ sportiva sostitutiva ?Altrove  hanno scoperto che localita’ immerse nel gelo invernale per parecchi mesi, ma dotate di lago che ghiaccia con uno strato di parecchi decimetri,debitamente controllato e sgomberato,   ,  possono attirare pattinatori su ghiaccio a frotte. Basta ripulire il ghiaccio dalla neve e aprire lunghe e larghe piste. A Cortina ci sarebbero 2 laghi (Misurina e  Antorno) con ghiaccio gratis…e pure in altre localita’Italiane..ma forse ci gira poco business impiantistico o cifanno esibizioni di auto con gomme chiodate. Beati  i nordici:web”Ice skating on frozen lake”, solo spesa per pattini e un equpaggiamento di sicurezza. Con l’aumento di temperatura media, in Italia ce lopossiamo togliere dalla mente, (epure in Olanda dove era appuntamento annuale la maratona sui canali ghiacciati)ma ci sonopur sempre i pattini a ruote in linea.

  43. 11
    Critico says:

    Errare é umano ma perseverare è diabolico. 
    Rimuovere le strutture ormai abbandonate e cercare di incentivare sport meno impattanti. Con buona pace del mito “delle olimpiadi 2006” che ormai appartiene al passato. Si salvano solo alcuni capi di vestiario tipo le giacche a vento con il logo 2006 che ancora qualcuno indossa nelle “valli olimpiche” e che, evidentemente erano di buona fattura. 

  44. 10
    Filippo Petrocelli says:

    E ci terrebbero a bada col bob??! 

  45. 9

     Invece quest’altra frase di Steve:Da quei numeri di “sportivi praticanti” ho imparato che non sono l’unico a non capire, ma forse ci sbagliamo tutti noi: il gusto è quello sadico di divertirsi a scendere velocemente e senza sforzo alcuno a spese di quei fessi che pagano e sopportano senza protestare; anzi, ti applaudono pure.
    SOPPORTARE SENZA PROTESTARE, che è divenuto il verbo comune dell’italiano medio, con casa propria, auto tedesca in garage e figli all’università, l’arrivato insomma, è il dramma ideologico e sociale da encefalogramma piatto di ultima generazione. Infatti chi dissente dal pensiero mainstream è considerato un elemento pericoloso da convertire o da mettere al bando. Che brutto vedere uno Stato che persegue gli ideali della massa assecondandola, accontentandola e facendola sentire sicura, quando sicura non lo è affatto.
    Io la chiamo RASSEGNAZIONE che è il sentimento più bieco e vicino alla morte che l’umano possa provare. Un conto è se lo si prova per cause di forza maggiore (guerre, catastrofi, perdita di persone care…) ma un altro se è indotto da un potere superiore che fa di ciò un’arma subliminale per tenerci a bada. Molto triste.

  46. 8

    Concordo anch’io con quanto dice Crovella.
    Sul fatto che :…non ho mai capito come possa essere considerato uno sport scendere in velocità e in modo sostanzialmente passivo dentro o sopra una slitta. 
    Be’, slittino e bob hanno una lunga tradizione nazionale ma quando gli italiani vincevano nel bob si trattava di scendere su piste più rudimentali che comunque sono cadute in disuso come a Cortina, dove evidentemente la lezione agli occhi di Zaia non è servita, e credo anche a Cervinia. 
    Lo slittino è praticato dai sudtirolesi sulla pista di Anterselva, ma se ne stanno sulle loro in quanto la contesa dei giochi olimpici invernali è cosa da italiani. Poi semmai loro partecipando porteranno pure a casa qualche medaglia, chissà.
    SEGUE

  47. 7
    Geri Steve says:

    Bell’articolo…
     
    Aggiungo ancora due osservazioni:
     
    – i miliardi del PNRR non sono “soldi veri” che ci sono da spendere. Sono soldi presi in prestito che peseranno sulle generazioni future di italiani ed europei.
    Può essere giusto gravarle di quei debiti per rimettere in moto l’economia e il lavoro se li si spendono per cose utili che migliorino la vita, altrimenti no.
     
    –  non ho mai capito come possa essere considerato uno sport scendere in velocità e in modo sostanzialmente passivo dentro o sopra una slitta.
     
    Da quei numeri di “sportivi praticanti” ho imparato che non sono l’unico a non capire, ma forse ci sbagliamo tutti noi: il gusto è quello sadico di divertirsi a scendere velocemente e senza sforzo alcuno a spese di quei fessi che pagano e sopportano senza protestare; anzi, ti applaudono pure.
     
    Geri
     

  48. 6
    Geri Steve says:

     
    Bell’articolo, grazie Pietrobelli e grazie Crovella.
     
    Anche in altri paesi la classe politica dirigente è corrotta e invece di occuparsi del bene pubblico è più attenta agli interessi dei suoi sponsor, ma qui in Italia la situazione è peggiore: la classe politica e il sistema dell’informazione sono completamente asserviti a quei poteri e mandano in rovina il paese e l’ambiente.
     
    Millantano come accordi contro il cambio climatico degli accordi che dicono poco e servono a niente.
     
    Crovella ha fatto benissimo ad elencare impegni di spesa che sarebbero utili contro questi megasprechi e ecomostri a favore dei cementificatori e dei politici che intascano tangenti a danno delle popolazioni, dell’ambiente e dei conti pubblici.
     
    A quelle “spese utili” vorrei aggiungere la messa in sicurezza di scuole ed edifici pubblici che non sono antisismici e che non dispongono di impianti di aereazione dall’esterno con sanificazione dell’aria in ricircolo.
    Invece si preferisce piangere i morti dopo i terremoti, lucrare sulle ricostruzioni e devastare la popolazione e il sistema sanitario con l’epidemia da covid19 e con quelle seguenti.
     
    segue

  49. 5
    Egidio Bona says:

    Sconcerto, amarezza, indignazione sono i sentimenti che si affollano per un ennesimo episodio di spreco di pubblico denaro in assoluto spregio delle mille necessità pubbliche e sociali che sono sotto gli occhi di tutti. La vergognosa corsa a mettersi in tasca impunemente i soldi dei contribuenti continua, senza che nessuno, ma proprio nessuno dei responsabili sollevi la questione. Mi domando quando in questo nostro Paese questo schifo potrà, se mai lo potrà, ad avere finalmente fine. 

  50. 4
    albert says:

     Bob a rotelle..su strada.. chiusa al traffico solo per i giorni delle gare e tante balle di paglia…cosa cambierebbe?   concediamo pure pista asfaltata duratura priva di impianto refrigerante..

  51. 3
    Luigi Casanova says:

    Atleti federati al bob in Italia. 8 maschi, 4 femmine, alcuni dirigenti oltre i 70 anni di età. Tanto per rimanere nel giro della FISI e del CONI.
    Questa è la realtà. Conseguenza, niente pista nè a Cortina nè a Cesana. Ma forse il sindaco di Cortina e l’ex di cesana vogliono imporre ai loro cittadini e alle loro Regioni debiti insolvibili. Ancora una volta, solo per dare soddisfazione a qualche ingegnere ben introdotto e a qualche impresa capace solo di spargere cemento. E ammoniaca, che noi dopo dovremo, ancora con soldi pubblici, eliminare e demolendo strutture subito obsolete. Non è un caso che il CIO non volesse la pista di Cortina, aveva indirizzato la Fondazione Milano Cortina 2026 a scegliere altra sede, la vicina Innsbruck o altro ancora. Niente. In Italia, anche in epoca di drammatici cambiamenti climatici, si sposa sempre e comunque il cemento.

  52. 2
    Matteo says:

    Spendere 15 milioni per una struttura che probabilmente verrà abbandonata come la precedente.
    Ammoniaca più impattante del freon.
    Praticamente il sindaco si candita per i mondiali di cazzata libera!
     
    Per il resto assolutamente d’accordo con Crovella stavolta.

  53. 1
    albert says:

    Non mi sembra uno sport per grandi masse..sarebbe interessante conoscere il numero dei praticanti in rapporto al costo di piste speciali.
     “https://www.true-news.it/sports/nessuno-ancora-crederci-ci-potra-litalia-una-squadra-di-bob-avra  ”  .Un estratto:” Mancano soldi, mancano impianti, soprattutto mancano appassionati e praticanti (al punto che i Campionati Italiani di Bob a 4 non si sono disputati lo scorso anno e sarà così forse anche questo). E allora? Sarebbe un ramo secco da tagliare?Uno sfizio per pochi a spese del “sistema”, per mantenere un”onore storico tradizionale”https://www.corriere.it/cronache/14_dicembre_21/otto-anni-dopo-impianti-inutili-dell-olimpiade-2006-torino-giochi-rovine-7a51c0c6-88e3-11e4-87e1-ec26c60de2cb.shtml. Almeno se ne puo’indagare e scrivere, su Sochi non saprei… giornalista d’inchiesta :ocio!

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