Cortina: il nuovo impianto di Socrepes

Il 27 maggio 2025 vocidicortina.it riferisce quanto pubblicato sul sito di SIMICO, cioè l’appalto integrato che ha per oggetto l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva della realizzazione dei lavori per la messa in opera dell’impianto a fune Apollonio-Socrepes, necessario per la gestione dei flussi di spettatori e atleti durante le gare dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026.
L’importo complessivo a base di gara è pari ad € 22.156.608,85 (oltre IVA ed oneri di legge).
Il tempo utile per ultimare tutto l’appalto è fissato in 287 giorni, naturali e consecutivi, decorrenti dalla data del verbale di avvio, di cui 224 giorni, naturali e consecutivi, per ultimare la messa in esercizio dell’impianto entro l’inizio dei Giochi fissato per il 6 febbraio 2026.
La scadenza del bando è prevista per il 13 giugno 2025, alle ore 12.00.
Gli abitanti hanno dato mandato ad alcuni legali di ricorrere al Tar nel tentativo di bloccare l’opera che verrebbe chiusa dopo i Giochi. Intanto gli ambientalisti hanno organizzato un nuovo flash-mob.

La protesta contro la cabinovia usa-e-getta
di Giuseppe Pietrobelli
(pubblicato su ilfattoquotidiano.it il 31 maggio 2025, ore 8.51)

Gli organizzatori delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 vogliono sfrattare e abbattere un ambulatorio veterinario, l’unico che offre un servizio a Cortina e nella valle del Boite, fino a Vodo di Cadore. Vogliono demolire la casa della famiglia di Ernesto e Andrea Curtolo, in via del Parco, per far posto alla partenza di una cabinovia per Socrepes. Sui prati di Mortisa e nella frazione Lacedel intendono collocare i piloni, in una zona soggetta a frane, di particolare pregio ambientale per l’esistenza di prati e pascoli. Per questo gli abitanti della contrada hanno dato mandato ad alcuni legali di ricorrere al Tar nel tentativo di bloccare l’opera. Intanto gli ambientalisti hanno deciso di tornare nella “perla delle Dolomiti”, un anno dopo l’avvio dei lavori della pista da bob, per un flash-mob di protesta, programmato per sabato 31 maggio alle 11.

Il clima si infiamma, perché non si ferma la corsa di Fondazione Milano Cortina 2026, comitato promotore dei Giochi, e di Società Infrastrutture, braccio operativo del ministero di Matteo Salvini, nella creazione di nuovi impianti a servizio dello spettacolo olimpico. Dopo la pista “Eugenio Monti”, non ancora ultimata, ma già sottoposta a preomologazione, tocca ora all’impianto per trasportare in quota gli spettatori delle gare di sci femminile.

“Flashmob sui prati”
Mancano 8 mesi alle Olimpiadi e continua la corsa per realizzare le opere. L’ultimo tassello è la cabinovia, che presenta numerose criticità perché verrà realizzata su una frana attiva e si mangerà un’altra fetta di paesaggio, impattando negativamente sui prati di Convento e Mortisa e sul villaggio di Lacedel”, dichiara la consigliera comunale di minoranza Roberta De Zanna (Cortina bene Comune), annunciando la mobilitazione ambientalista. “L’impianto avrà costi di manutenzione altissimi che ricadranno sulle casse comunali e la cosa che grida davvero allo scandalo è il fatto che sarà chiusa alla fine dei Giochi Olimpici in quanto priva del necessario parcheggio”. Le associazioni che hanno dato la loro adesione attaccano “lo strapotere politico che impone queste scelte a Cortina. Noi ci opponiamo con la forza delle nostre idee, la volontà di preservare il nostro territorio dall’ennesimo scempio: in questo momento non ci sentiamo più padroni del nostro paese e del nostro futuro”.

Per un pugno di biglietti
Un paio di settimane fa il governo ha nominato l’architetto Fabio Massimo Saldini, amministratore delegato di Simico, commissario straordinario con il compito di costruire la cabinovia usa-e-getta. Il progetto è un pasticcio. La Regione Veneto lo aveva contestato in sede di Valutazione ambientale per i rischi idrogeologici. Alcune modifiche annunciate (ma da applicare in fase esecutiva) hanno portato al via libera della Conferenza di servizi. Si tratta di uno stralcio del valore di 22 milioni di euro più Iva e oneri aggiuntivi, quindi una trentina di milioni, che fa parte di una proposta di partenariato pubblico-privato per collegare i versanti sciistici di Cortina. In totale il progetto costa 127 milioni di euro.

La parte privata però non è pronta, quindi Simico ha stralciato la cabinovia. Intende realizzarla perché lo chiede il Comitato organizzatore. Tutto per un pugno di biglietti, infatti è il modo più veloce per far salire alcune migliaia di persone da Apollonio a Socrepes, anche se poi dovrà restare chiusa per mancanza dei parcheggi. I biglietti per le gare di sci femminile non sono stati ancora messi in vendita per l’incertezza sul numero di spettatori che potranno raggiungere la sede di gara. Nel bando dell’appalto per la progettazione esecutiva e i lavori è scritto che l’impianto “è necessario per la gestione dei flussi di spettatori e atleti durante le gare”. Offerte da presentare entro il 13 giugno, la durata dell’appalto è di 287 giorni, di cui 224 per consentire la messa in esercizio prima delle Olimpiadi.

Animali senza l’ambulatorio
Due mesi e mezzo fa Saldini aveva annullato una pre-gara dopo che erano diventati di pubblico dominio i nomi delle due società interessate (l’italiana Leitner e l’austriaca Doppelmayr). Adesso, da commissario, è intenzionato a procedere a demolizioni e occupazione dei terreni. Tra gli edifici c’è l’ambulatorio dei veterinari Fabio Frison e Alessandro Siorpaes, aperto da una trentina d’anni. Sorge su un terreno comunale e gode di diritti di superficie grazie ai quali il fabbricato è stato costruito. Se sarà abbattuto, Cortina resterà senza un importante servizio per gli animali di abitanti e villeggianti. I due veterinari non rilasciano dichiarazioni e sono in attesa di proposte alternative da parte del Comune, che in un primo tempo avrebbe voluto insediarli in una delle casette in legno del villaggio olimpico.

Chi si è visto sbattere la porta in faccia è Ernesto Curtolo. Come ha raccontato il Corriere delle Alpi, è stato convocato da Saldini, dal sindaco Gianluca Lorenzi, dagli assessori comunali Giorgio Da Rin e Stefano Ghezze. “Sono stato trattato male, non c’è nessuna volontà di venirci incontro. Adesso faremo di tutto per bloccare la cabinovia perché vogliono demolirmi la casa alle loro condizioni. È inaccettabile”. Sul piede di guerra con ricorsi al Tar del Lazio ci sono altri abitanti della frazione di Lacedel.

Infiltrazioni mafiose
L’organizzazione Libera, promotrice con una ventina di associazioni della campagna Open Olympics 2026, per ottenere trasparenza sugli appalti delle Olimpiadi, ha commentato i dati dell’ultima relazione della Direzione Investigativa Antimafia che denuncia rischi di infiltrazioni delle cosche. “­­Chiediamo che le istituzioni, a partire dalla Cabina di Regia e dalla Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 S.p.A., diano seguito ai protocolli di legalità redatti e a politiche di monitoraggio e prevenzione effettive. Secondo i dati riportati, nel corso dei controlli effettuati nel 2024 sulle opere connesse all’evento olimpico, sono stati 56 i soggetti segnalati per esito positivo, ovvero con elementi di probabile contaminazione mafiosa”.

La protesta di Mortisa
di Stefano De Barba
(pubblicato su corrierealpi.it l’1 giugno 2025)

Esponenti del mondo ambientalista, attivisti, ma anche ampezzani stanchi di essere “foresti a casa nostra” e decisi a non farsi calare sulla testa un impianto olimpico, la cabinovia Apollonio-Socrepes, contestato per l’impatto sui prati di Mortisa e Convento e sul villaggio di Lacedel e per le criticità idrogeologiche del progetto.

Gli organizzatori hanno contato oltre 150 partecipanti, ieri mattina a Mortisa, al flashmob organizzato proprio lì dove è prevista la stazione intermedia dell’impianto di risalita destinato a portare in quota atleti e spettatori durante i Giochi invernali 2026. C’era in prima fila Roberta de Zanna, consigliera di minoranza di Cortina Bene Comune, e poi c’erano i rappresentanti di Mountain Wildemess, Italia Nostra, Legambiente, Peraltrestrade, assieme ad abitanti di Mortisa.

«È vero che viviamo di turismo, ma di turismo si può anche morire», ha sottolineato de Zanna davanti ai partecipanti che innalzavano cartelli come “No a montagne di cemento” e “Stop al consumo di suolo”, «Quando questa comunità avrà perso la propria identità, avrà perso il proprio potere di gestire il paese e vorrà dire che il turismo ci ha sopraffatti, non sarà più una fonte di vita per noi».

«Di questo impianto abbiamo detto di tutto e di più», ha rimarcato la consigliera ampezzana, «sappiamo che è un impianto a rischio perché viene costruito su una zona franosa e quindi il rischio è che possa venir giù tutto. Ma il rischio è anche che questo impianto costi ogni anno un sacco di soldi in manutenzione, costi che peseranno sulle casse comunali».

«Abbiamo detto che si mangerà un’altra fetta di paesaggio. Quando si arriva da sud la prima visuale che si ha sulla Conca è di questi prati verdi di Mortisa», ha sottolineato. «E cosa succederà quando questi prati saranno attraversati da piloni? Ci hanno addirittura detto che questo impianto poteva servire agli abitanti di Mortisa per andare in centro a fare la spesa. Ecco, io vorrei chiedere agli abitanti di Mortisa che sono qui se hanno mai pensato di andare in centro a fare la spesa con una cabinovia».

La risposta l’hanno data loro stessi, rumoreggiando e definendo “una battuta” l’ipotesi di scendere in centro a comprare il pane con l’impianto olimpico. Per questo de Zanna ha attaccato: «Questa cosa di essere presi in jgiro continuamente non posiamo più sopportarla».

Non è mancata la soddisfazione per la partecipazione al flashmob. «Quando sono andata in questura a chiedere il permesso», ha spiegato de Zanna, «mi hanno chiesto quanti saremmo stati, forse una ventina? Ho risposto che saremmo stati molti di più, questa volta. E con tutte le persone che hanno manifestato la loro adesione, pur non potendo partecipare, siamo veramente in tanti. Questo può significare due cose: che siamo qui per preservare i bei prati di Mortisa che verrebbero compromessi per sempre dall’impianto, ma anche per dire che siamo stanchi, stufi, delusi e amareggiati per quello che sta succedendo al nostro paese».

Rendering della cabinovia Apollonio-Socrepes

Il flashmob
(«Fermate l’impianto di Socrepes»)
di Ugo Cennamo
(pubblicato su corrieredelveneto.corriere.it l’1 giugno 2025)

La manifestazione
Al di là di come la si pensi, si parteggi per i favorevoli o viceversa per i contrari alla realizzazione della cabinovia Apollonio Socrepes, fa davvero uno strano effetto pensare che in quei prati fioriti, sabato mattina (31 maggio 2025), baciati dal sole e mossi da una lieve brezza primaverile, in quell’infinita bellezza di una delle meraviglie che Cortina d’Ampezzo nasconde e a sorpresa rivela, camion e ruspe diventeranno per 240 giorni i protagonisti. Così il flashmob per ribadire il no all’impianto organizzato con la consueta indomita tenacia da Roberta de Zanna, consigliera comunale di minoranza del gruppo Cortina Bene Comune, ha avuto un sapore nostalgico piuttosto che battagliero. Quasi che i centocinquanta presenti all’appuntamento volessero portare a casa una foto ricordo di Mortisa, luogo a meno di un chilometro dal campanile di Cortina dove, anche nel primo giorno dell’affollato ponte del 2 giugno, il tempo sembra essersi fermato. Un’immagine prima di quella che i manifestanti considerano l’ennesima violenza perpetrata ai danni di «Cortina, la bella stuprata», come recita lo slogan su uno dei cartelli tenuti in bella vista, mentre gli speaker, per lo più Ampezzani, Cadorini oltre a civici e ambientalisti di Mountain Wilderness, Legambiente e Italia Nostra, si alternano al microfono spiegando perché è importante non abbassare la guardia. Tutt’intorno poche case sparse e austeri tabià disegnano un bucolico quadretto, a far da sfondo le Tofane. Completa il presepe fuori stagione un gregge di pecore intento a brucare erba, insidiato solo da lupi e da volpi che predano eccome, tant’è che l’agnellino numero 33, come sabato lamentava la giovane coppia che ha scelto la pastorizia per vivere, mancava all’appello. 

L’impianto per la pista Olympia
Quando il cantiere aprirà, e dopo la nomina a commissario straordinario dell’ad di Simico Fabio Saldini difficile non succeda, non ci saranno greggi e nemmeno lupi e volpi. Poi, quando camion e ruspe avranno finito, l’impianto diventerà operativo trasportando 2.400 spettatori all’ora verso la pista Olympia, teatro delle gare olimpiche di sci alpino femminile. Sempre che i lavori finiscano entro dicembre, come Saldini assicura. Salvo che il Tar del Lazio non accolga il ricorso delle 24 famiglie di residenti e di proprietari di terreni a Lacedel, altra zona oltre a Mortisa interessata dal tracciato. O ancora, non bastino le contromisure adottate per fermare i movimenti franosi. Sarà vero che l’impianto servirà a ridurre l’assedio delle auto? A Mortisa nessuno ci credeva. Anche per questo Legambiente ha affibbiato per il secondo anno consecutivo la bandiera nera a Cortina. «Da affiancare sul municipio a quella olimpica», suggerisce un provocatorio ambientalista.

Aggiornamento del 19 giugno 2025
L’associazione degli albergatori di Cortina D’Ampezzo in una nota di oggi, giovedì 19 giugno, esprime il proprio sostegno a Simico, appoggiando la realizzazione della Cabinovia Apollonio-Socrepes. «Un investimento cruciale per il consolidamento della leadership di Cortina nel panorama turistico nazionale e internazionale».

Per Sandra Ruatti, presidente dell’Assoalbergatori Ampezzana, «il futuro della nostra località è indissolubilmente legato alle Olimpiadi 2026 e le Olimpiadi 2026, a loro volta, sono indissolubilmente legate alla buona riuscita delle opere inserite nel piano organizzativo. La realizzazione della nuova cabinovia non fa eccezione e anzi siamo profondamente convinti che essa rappresenti una scelta lungimirante per il territorio, soprattutto in termini di legacy in quanto migliorerà significativamente l’accessibilità della destinazione, contribuendo in primis a decongestionare il traffico».

Ruatti puntualizza poi come la costruzione della cabinovia si integri con un programma di sviluppo sostenibile premiante: «In un momento storico come quello attuale – prosegue – in cui la sostenibilità è ormai diventata un asset prioritario, la cabinovia costituisce un esempio virtuoso di mobilità lenta, pensata per ridurre in modo soft l’impatto del turismo massivo senza rinunciare alla qualità. Si tratta di un’infrastruttura che negli intenti risponde perfettamente alle aspettative di una clientela sempre più numerosa, sempre più eterogenea, sempre più internazionale e sempre più esigente. Esattamente quello di cui abbiamo bisogno per costruire una solida eredità post olimpica».

Cortina: il nuovo impianto di Socrepes ultima modifica: 2025-06-04T05:04:00+02:00 da GognaBlog

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60 pensieri su “Cortina: il nuovo impianto di Socrepes”

  1. Dispiacere per questa notizia e per la famiglia Curtolo che conosco…mai ziede comunque!

  2. Il Tar del Lazio il 27 giugno 2025 boccia la richiesta  dei residenti di Lacedel e Mortisa e della famiglia Curtolo di bloccare l’iter dell’impianto olimpico Apollonio-Socrepes.

  3. Però il migliore é “viagiar descanta, ma chi parte mona torna mona”

  4. 55@ uno simile Veneto/Bellunese 
    Te sė parti co’ la valisa in màn
    Te sė torna’ co’ la testa dentro…

  5. Per i non triestini: “Ti parti baul e ti torni cason” (“vai baule e ritorni cassone”, ovvero: torni a casa proprio come te n’eri partito, cioè senza aver imparato nulla).

  6. Lessico familiare, era espressione frequente del nonno triestino…complimenti per lo spirito di osservazione! 🙂 

  7. No, sono un bauscia milanese, anche se con ascendenze nordesticole: mia mamma era di Trieste.
    Ma come mai ‘sta domanda?

  8. Puntualizzavo solo che tu in montagna evidentemente non ci sei mai andato se non con mezzi meccanici, che esprimi in maniera sgrammaticata posizioni reazionarie e fondamentalmente stupide, che viaggi dappertutto, ma parti baule e torni cassone…
    insomma, mi chiedevo solo perché insisti a scrivere e provocare in un sito di gente che, per quanto di idee anche profondamente differenti, rissosa e magari un po’ troppo egoriferita, la montagna la ama e la frequenta davvero.
     
    Ma continua pure a intervenire, che con i tuoi interventi pacati, le opinioni puntualmente argomentate e i giudizi sobri e intelligentemente spiegati, non fai che rafforzare le nostre fondate avversioni per lo sci di pista, le olimpiadi e la colonizzazione Ischgl-style che tu apprezzi tanto.

  9. #7 °Mattyeo, i suoi insulti denotano solo la sua arroganza di ritenersi soperiore come tanti qui, ma il mondo reale la pensa come me. Io viaggio più di voi, adesso un mese in Australia, scio . su pista, mi piacciono gli impianti, mi piace tutto ciò che voi odiate, il vche m fa sentire nel giusto. Le Olimpiadi sono bellissime, gli scempi sono nelle vostre menti, Siete come quelli, anzi lo fate anche voi, che urlano al fascismo ovunque lo sognano di notte ma esiste solo nei loro cervelli. Siete dei verri razzisti della montagna, la cìvolete solo come piace a coi, solo per le persone come voi. Siete fondamentalmente razzisti e fascisti rossi. Ben felice di non eseere così

  10. Comunque al di là di giacca e cravatta, quello che veramente fa la differenza sono i calzini. Chi sa che calzini si mette Rataman…???
    Sportivi o classici?
    Tinta unita o fantasia a colori?
    Fantasmini?
    Calzerotti di lana al ginocchio?
    Di cotone?
    Filo di Scozia?
    Seta?
    Cashmere?
    Filanca?
    Dimmi che calzino ti metti e ti dirò chi sei. Magari come i tedeschi si mette i calzini con i sandali.

  11. “La scrittura, il modo di scrivere dico, rivela di chi scrive più delle cose che dice. È l’equivalente di come ci si veste…Prendi Matteo, sempre in giacca e cravatta”
     
    Mah…questo io non credo. 
    E’ decisamente più rivelatorio quello che si scrive, rispetto a come si scrive. E come si legge, quanto si è attenti (e in grado di capire, ovviamente) quello che scrivono gli altri.
    Per esempio, prendiamo Ratman.
    Cosa pensare di uno, che benché gli sia già stato scritto chiaramente che non è cosi, è inflessibilmente convinto che io vesta abitualmente in giacca e cravatta? E ci ricama pure sopra, su questa convinzione aprioristica e infondata?

  12. Dalla verbal tenzone nascerà finalmente un ascensione?
    Ai due capi della corda non un nodo e un discensore ma due blogger di valore.
    Tutto ciò sarebbe bello, se nell aria non ci fosse odor di duello.
    Mentre ai piedi dell alpeggio ci si incontrerà al buio cosa mai si inventerà il nostro topo per non essere confuso? 
    Non ne son sicuro… ma credo del taleggio!

  13. Ratman ora sta a noi…..tipo fine distinto elegante ma sobrio sempre pulito ordinato…tipo lord inglese però disabile……oppure in realtà l’esatto opposto cioè una specie di Charles Bukowski……. 
    Non saprei scegliere

  14. Ratman sei veramente ganzo. Nella botte ci andavo da ragazzo a caccia in padule col mi babbo.

  15. Ed ha comunque la sua eleganza
    Ps
    Rude Apuane non ti temo.
    To ho lasciato la mail.
    Vediamoci all’alba, io porto la corda, tu porta i rinvii

  16. La scrittura, il modo di scrivere dico, rivela di chi scrive più delle cose che dice.
    È l’equivalente di come ci si veste, di come si portano i vestiti, indipendentemente dai vestiti che si indossano.
    Prendi Matteo, sempre in giacca e cravatta; però alla camicia manca un bottone, non ha i calzini in tinta.
    Benassi; Benassi è un ruvido, se ne frega. L’ultima volta che ha messo la giacca era il suo matrimonio.  Adesso va in giro con indosso una botte
     

  17. non solo di alpinismo ma, soprattutto, della vita e dei suoi misteri.

    Fabio ti ringrazio per le considerazione e le belle parole, che contraccambio. Credo che avremmo molto su cui discutere e confrontarci. Tutti e due ci facciamo tante domande a cui non sappiamo rispondere.. Ci chiamano agnostici…gentaccia.
     

  18. @Ratman #34
    Sai, osservare le proprie idee da lontano è proprio una cazzata: non si vedono le pecche e ci si illude che sia oro quello che luccica.
     
    Fai come faccio io: le mie le analizzo da vicino e sopratutto da tutti i lati.

  19. Conosco Alberto (Benassi) grazie ai suoi tantissimi commenti nei forum del GognaBlog e del sito “alpiapuane.com”. Ne conosco l’etica alpinistica, i princípi morali.
    Benché in qualche punto discordiamo (ma è normale!), sarei felice di andare con lui sui monti (se fossi allenato…). Soprattutto sarei ben disposto a parlare con lui, magari di fronte a un boccale di birra, di tante cose: non solo di alpinismo ma, soprattutto, della vita e dei suoi misteri.
    So che sarebbe un interlocutore interessante, aperto e sincero.
    Su certi argomenti ovviamente non se ne verrà mai a capo: sono molto al di sopra delle scarse capacità dei cervelli di noi esseri umani. Però, in ogni caso, parlarne e rifletterci mi fa bene. 

  20. Per me il gogna blog è un simpatico esercizio di retorica

    Per te il Gogna blog è soltanto un modo per prendere per il culo il prossimo, nascondendoti dietro ad una tastiera, visto che farlo a quatt’occhi non ne hai le palle.

  21. Avanti Savoia: una spruzzata di soporifero buon senso sabaudo non guasta: un Punt e mes madamin: un punto di pedanteria al verde e mezzo di stantie banalità tonnate.
    Il bougia nen che non si scompone agli assaltii del ridicolo dei suoi interventi, eroico a modo suo.

  22. @30
    Per me il gogna blog è un simpatico esercizio di retorica dove prendo le distanze dalle mie opinioni così da poterle osservare da lontano.
    Forse, che a differenza di Matteo per le sue, tengo a loro meno di quanto loro tengano a me?

  23. Benassi, per come maneggi le classificazioni della psicologia critica, si potrebbe pensare ti sia laureato a poggibonsi. Però lo dubito: ti vedo bene indossare un diploma portato con orgoglio in qualche ruolo tecnico in un ente pubblico: alla tua età sarai funzionario

    Ratman, funzionario pubblico? ACQUA!!!
      Fai il saputello ma un ci chiappi. 
    Mi sono laureato alla scuola della vita. Scendi dal trono e sporcati le mani, fatti venire un pò di calli che ti fa bene anche al cervello.

  24. Due tweet.
    1) L’ideologia consumista espressa da tale Alberto è ripugnante, in questo come in tutti i suoi altri commenti. Tuttavia è attinente al tema dell’articolo, solo che vede le cose all’opposto. vi dà fastidio solo perché non è allineato. Dimostrazione che non concepite il GognaBlog come uno spazio di dibattito (dove possono esoprimersi anche le opinioni ripugnanti…), ma come un tazebao di chi protesta e si lamenta contor l’oedine costituito, prendendo fi giorno in giorno i pretesti che Gogna vi da in pasto (ora le Olimpiadi, in un altro articolo Gaza, in un altro il CAI ecc ecc ecc). Inoltre i vari Alberti li si sconfigge entrando nel merito e non perculandoli con sfotto da stadio, che producono solo uno scadimento di qualità del Blog.
    2) Circa il fatto che i residenti di Cortina non siano correi (o addirittura abbiano subito dall’alto l’imposizione delle Olimpiadi) ricordo che nelle ultime elezioni comunali di Cortina (mi pare giugno 2022) dei 5 candidati alla carica di sinsaco ce n’era una che aveva nel suo programma elettorale l’esplicita voce di NO alla pista di BOB. Se i residenti fossero davvero contrari alle Olimpiadi (anche oltre la pisti di bob) avrebbero votato in massa tale candidata. Invece costei è arrivata terza, ben distanziata dai primi due, i quali si sono giocati la vittoria elettorale pur essenso entrambi chiaramente “pro Olimpiadi”. Per cui sire oggi che i valligiani sono CONTRARI alle Olimpiadi è un falso basato sulla memoria corta: i valligiani per molto tempo sono stati (a stragrande maggioranza) favorevoli o disponibili alle Olimpiadi, perché vedevano solo gli incassi e non immaginavano gli scempi ambientali. Solo che , adesso, vedono con i loro occhi gli scempi che stanno facendo e percepiscono che della gran torta economica in gioco la loro fetta sarà una misera fettina, perché il grosso finirà in altre tasche… e allora strumentalizzano la questione ambientale in realtà per protestare contro quest’ultimo fenomeno, che è  il punto nodale della questione.

  25. “Benassi, per come maneggi le classificazioni della psicologia critica, si potrebbe pensare ti sia laureato a poggibonsi”
    “Matteo, l’organizzazione dell’attivita mentale, cioe del pensiero … nella scrittura…da spesso l’illusione che ciò che ne risulta sia un ragionamento…”
     
    Quanto a giustapposizione di considerazioni sgangherate, Ratman mi pare di aver proprio poco da insegnarti…

  26. In più nutro un rigoroso disprezzo per tutti quelli che salveranno il mondo grazie agli algoritmi ……. 
    Ratman ….troppo personale…così sembri quasi emotivamente coinvolto

  27. Matteo
    L’organizzazione dell’attivita mentale, cioe del pensiero – anche se per quanto ti riguarda è una pietosa concessione – nella scrittura, a causa della successione ordinata delle proposizioni, da spesso l’illusione che ciò che ne risulta sia un ragionamento, mentre per lo più è la giustapposizione di considerazioni sgangherate.
    Quest’ultimo è il tuo caso

  28. Ratman se tu riferisci ad ambienti radical chic( nel senso più vasto del termine)  sono d’accordo con te. 
    Io sono dell 81 , e sono cresciuto nella totale disillusione rispetto ai boomer ( genitori) e rifiuto totale per la società e l’ordine costituito. Vedo la società come insieme di ordini immaginari a cui non mi sento di appartenere. Ho abbandonato tutto o quasi tutto ( il minimo per restare in vita). 
    Per quelli come Bonini ci sono centri commerciali, gintonerie varie, realityshow wd escort di lusso…….
    Live and let die 
     

  29. Iperboreo…rattus norvegicus, quindi.
    Curioso che una pantegana frequenti un blog di montagna (di cui ovviamente ignora tutto e che per lui è quanto di più ostile possa esistere) e si lanci in giudizi stilistici, storici e morali.
    Oltre che illazioni infondate sulla cultura, l’educazione e la carriera altrui…peraltro avendo sbagliato già clamorosamente in passato.
     
    Ma conferma la regola empirica che l’autoconsiderazione è inversamente proporzionale al proprio livello intellettivo.

  30. Io penso che le istanze di questa “classe media” siano, prima che giuste o sbagliate, legittime e, che prima di essere sanzionate da una conta numerica, debbano essere discusse in un ambito discorsivo il cui obiettivo è il bene comune.

  31. Che esista una classe media i cui componenti  hanno costruito le loro fortune personali partecipando con capacità impegno professionalie ad un sistema di relazioni sociali e produttive e che ora guardano agli esiti  collettivi di questo sistema con sufficienza e fastidio morale è un dato di fatto.
    L’apparato culturale con il quale questo gruppo sociale cerca di autotutelarsi, di presentarsi come depositario di un valore etico trova nel gogna blog espressione.

  32. Qui mi sembra un po’ esaurita la discussione tanto la divisione è chiara tra apocalittici e integrati ( vi rimando per approfondimenti al corso monografico su g.b. che terra Ratman seduto sul suo cesso d’Avorio). 
    Perché non ci scanniamo sulla discussione del calo demografico?

  33. Comunque, per non lasciarti appeso al punto di una domanda malaccorta, ti rispondo: iperborei, a questa razza appartengo.

  34. Matteo
    L’uso del termine “razza” un po tradisce il sistema del pregiudizio sul quale si basa il tuo pur controllato uso della lingua.

  35. Benassi, per come maneggi le classificazioni della psicologia critica, si potrebbe pensare ti sia laureato a poggibonsi. Però lo dubito: ti vedo bene indossare un diploma portato con orgoglio in qualche ruolo tecnico in un ente pubblico: alla tua età sarai funzionario

  36. “I gognablogger sono boomer benestanti “
    Da un troll che infesta il medesimo blog in difesa di uno che è stato a suo tempo diffidato…
    E voi a che razza appartenete?
    A quelli che, altrettanto benestanti, altrettanto vecchi e altrettanto fruitori della crescita infelice, però la rivendicano orgogliosi, visto che l’unico modo che hanno mai avuto di frequentare la montagna è sempre stato con mezzi meccanici e vacanze all-inclusive?

  37. @2
    Lei ha ragione ma è troppo severo.
    I gognablogger sono boomer benestanti che godono i frutti della crescita infelice ma che  lucidano la loro coscienza e si trastullano fantasticando una montagna tutta per loro, mandata dai poveracci che erano e non sono più.
    Schifano gli altri per non schifare se stessi.
     

  38. Molte  domande ,poche risposte.
    In un mondo del lavoro e penso a quello dell edilizia e/o grandi opere dove si parla di sicurezza , qualità  e impatto dove si trovi la ragionevolezza per una funicolare di questa mole dentro il poco tempo rimasto per l esecuzione ,se mai avverrà. 
    Probabilmente non c è. 
    Tranquillo sig.Alberto nel più bel prato della Regina,quello che si vede entrando sulla tovaglia del grande picnik dove tra varie portate (alberghi,piazzale posta,stazione piste e annessi)vuole non siano state previste un po di formichine rompicoglioni ambientaliste? 
    Mi associo al primo commento.

  39. In casa B0nini i boomerang di prossimo arrivo, faranno bella mostra tra i narghilè del Marocco, i maglioni di alpaca del Peru, i lapopeysa  islandesi, le bottiglie di wodka ormai vuote dell’Azerbaigian, mescal messicano, merlot Napa Valley, le scatolette di storione dell’Iran, i berretti di pelliccia dell’Afganistan, una iurta portata dalla Mongolia e i 2 kimono( mai massi) del Giappone, le tazze “I love Dubrovnik” della crociera 7 giorni-6 notti nel Mediterraneo, i 2 braccialetti “All Inclusive” del resort in Myanmar.
    E poi sabbia, tanta sabbia: dalla Sardegna (abusiva), Mar Rosso, dalle spiagge delle Seychelles, Maldive e quella dei muri di casa per salnitro di affioramento.
    Ma non è finita: l’euro bucato da un proiettile che gli ha salvato la vita nel safari in Uganda, pezzi di droni abbattuti nel deserto dello Yemen e il dente di narvalo del viaggio in Alaska.
    Se si cerca bene si può ancora trovare pezzi del muro di Berlino comprati nel ’89, confezioni scadute di missoltini del lago di Como, lavanda originale di Provenza secca e strasecca.
    Voglio essere ottimista, forse c’è pure 2 conchiglie e bastoni del pellegrino sul cammino di Santiago! 

  40. AZZOOO- Alberto (Bonino) PRESUNTUOSO, MENEFREGHISTA, VIVE BENE, SI DIVERTE, ALLA FACCIA DI CHI VIVE SOTTO I PONTI, NON HA UNA CASA, CHE STA’ MALE! CERTAMENTE LUI NON CONOSCE GLI OSPEDALI   ( QUALCHE VOLTA E’ STATO RICOVERATO? MA NON PENSO), LUI E’ IMMORTALE! Ho letto il suo curriculum, se ne fotte di tutto e di tutti! https://gognablog.sherpa-gate.com/linterpretazione-dei-bonini/ – STRANO CHE NON HA SCELTO LA POLITICA, SAREBBE DIVENTATO PRESIDENTE DELL REPUBBLICA! INVIDIOSI? CERTAMENTE NO! COME CI SI PUO’ VANTARE PER QUELLO CHE FA IN UN MONDO DOVE L’ECOCIDIO DEL PIANETA FRA POCO CI FARA’ TUTTI FUORI… ANCHE LUI!
     

  41. I commentatori del  blog possono fin da ora prenotare boomerang con dedica personalizzata di Alberto e Signora. Un vero oggetto di culto.

  42. Agli amici del sig. Alberto che dovranno obbligatoriamente sorbirsi le foto, e i video di lui, la moglie e i canguri, andrà bene peggio che ai commentatori del blog che devono ( se vogliono) le sue esternazioni

  43. Il signor Alberto (Bonino) è ingegnere in pensione. Dopo una vita di lavoro ora se la gode: viaggi all’estero e settimane bianche a profusione, come risulta dal suo consueto bollettino vacanziero. Prossimamente visiterà l’Australia con sua moglie, per un mese. 
    Odia i comunisti, i rossi, i verdi, chi ama la natura e coloro che ritiene tali, cioè – in soldoni – chi non la pensa come lui. Tra costoro c’è forse perfino il Crovella, del quale tutto si può dire ma non che sia un bolscevico. Anch’io una volta mi sono beccato del trinariciuto.
    Non si capisce che cosa ci faccia nel GognaBlog. L’unica spiegazione plausibile è che, dato il tempo libero, si diletti a triturare gonadi: obiettivo raggiunto.
     
    Il suo credo, di tipo evangelico, è: “Lasciate che le seggiovie vengano a me”.
    Un motto che ne riassume la filosofia esistenziale è il seguente: “Me ne fotto. Dopo di me il diluvio”. Insomma, come Luigi XV.
     
    Siete tutti una manica di invidiosi.  😀 😀 😀
    Per maggiori informazioni:
    https://gognablog.sherpa-gate.com/linterpretazione-dei-bonini/

  44. Ha pienamente ragione Cominetti: ma ormai Cortina è una colonia di ricchi, parvenus, arabi, russi e cinesi; i residenti danno solo fastidio, e se aprono la bocca ancora di più.

  45. @2, Alberto. Certo, la gente comune vuole mangiare bene e soprattutto avere hotel di classe. Ma qui non siamo individui comuni, siamo comunisti e vogliamo mangiar male e dormire in topaie. E a proposito di mangiare, devo lasciarvi perché si è fatta ora di pranzo e mi si sta scuocendo il bambino.

  46. Per fortuna che ogni tanto riappaiono i vari alberticloni che con la loro stupidità e provocazione becera rallegrano l’ambiente e confermano la fondatezza dei motivi di chi si oppone.
     
    Un po’ come parlare con un testimone di geova ti conferma che solo un deficiente può credere in un dio personale.

  47. A me sembra l’ennesimo schifo di sempre, il dio quattrino non perdona ! Si salvi chi può! 

  48. Caro Alberto ma la fabbrichetta del papi come va ? E mi raccomando lavorare che il tempo è denaro!!!!! 

  49. Non posso dar altro che ripetere quanto ho detto alla noia: bisognava “respingere” l’ipotesi di candidatura, negli anni in cui se ne discuteva. Accettata dalla popolazione al candidatura, il passo era ormai fatto. Nessuno è riuscito ad intervenire né a livello di competizione per l’assegnazione né (a maggior ragione) dopo l’assegnazione, che risale al giungo del 2019. Per testimoniare il clima euforico dell’assegnazione, ricordo che ci fu anche la specifica manifestazione di soddisfazione del Presidente Mattarella. Non parliamo, poi, dell’allora premier Giuseppe Conte, che ha pubblicato una foto in cui stringe la bandiera tricolore, e ha scritto: «Siamo orgogliosi di questo grande risultato! Ha vinto l’Italia: un intero Paese che ha lavorato unito e compatto con l’ambizione di realizzare e offrire al mondo un evento sportivo “memorabile”. Ma non sono eccezioni: dagli altri politici, compreso il sindaco milanese Sala, fino alla gente normale, ci furono solo applausi e manifestazioni di giubilo. TUTTI FELICI E CONTENTI, allora. Pochi i “cretini”, come il sottoscritto, che dicevano: “Attenzione, che ve ne pentirete”.
    Per cui, se da un lato è doveroso denunciare gli scempi che si stanno facendo, dall’altro è inutile, ora, piangere sul latte versato. Bisognava essere “illuminati” al momento giusto, cioè prima dell’assegnazione del 2019, e far ritirare la candidatura dell’Italia. L’unica speranza che merita di esser coltivata, oggi, è che nel constatare le scempiaggini che stanno facendo, tutti si convincano che ospitare grandi eventi internazionali è ormai un danno irreversibile, sia sul piano ambientale che su quello delle finanze pubbliche. Per cui la prossima volta che qualche “fenomeno” riproporrà l’idea (ad esempio: da tempo aleggia l’ipotesi di Olimpiadi estive a Roma…), la risposta unanime spero che sarà: “NO, grazie!”. Scommetto che invece non accadrà così e che ricascheremo di nuovo…

  50. Un ambiente gognablog vergognosamnte contro Cortina per futili motivi ideologici, ambientalismo becero e razzismo perchè la montagna, qui è di pochi eletti e non della gente comune che vuole sciare, divertirsi andare nei rifugi, mangiare bene e avere hotels di classe, turtte cose che qui aborrono. Vergognatevi, siete la palla al piede dell’economia italiana, esponenti deleteri della cultura del non fare, del meni della decrescita infelice.

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