Diventare tecnico di elisoccorso
di Fabrizio Pina, Guida alpina Maestro di alpinismo, volontario Tesa (Tecnico soccorso alpino) del CNSAS, dal 2005 presso la Stazione Triangolo lariano, XIX Delegazione
In Europa il servizio di elisoccorso è la punta di diamante del sistema di gestione delle emergenze. L’eliambulanza è un elicottero che contiene presidi medico sanitari gestiti da medico e infermiere. Il pilota e il tecnico di volo sono preposti alle operazioni aeree e infine un tecnico di elisoccorso gestisce la sicurezza a terra dell’equipe sanitaria e partecipa attivamente alle operazioni aeronautiche speciali previste per le operazioni di soccorso.
Fabrizio Pina

In Italia, a seconda delle regioni, il servizio di elisoccorso è differentemente organizzato.
Ci sono situazioni regionali in cui il servizio è in capo a corpi come Vigili del Fuoco. In questo caso tutti i componenti dell’equipe sono inquadrati come dipendenti pubblici.
In molte regioni la sanità struttura direttamente il servizio di elisoccorso: indìce una gara d’appalto riservata alle ditte aeronautiche che forniscono quindi i velivoli e il relativo personale.
E’ il caso della Lombardia: in questo caso pilota e tecnico di volo sono dipendenti della ditta aeronautica che ha vinto l’appalto del servizio di elisoccorso. Medico e infermiere che salgono a bordo sono dipendenti della pubblica sanità, mentre il tecnico di elisoccorso viene fornito dalla “libera associazione nazionale di volontariato senza fini di lucro, sezione nazionale
del Club alpino italiano” denominata CNSAS (Soccorso Alpino), mediante le proprie strutture regionali o provinciali, sulla base di una convenzione con la Pubblica Sanità (art.5bis comma 1b, legge 26/2010).
Chi opera nel Soccorso Alpino è a tutti gli effetti un membro di un’associazione di volontariato riconosciuta dallo Stato Italiano come preposta alla prevenzione e alle operazioni di soccorso in montagna.
Il tecnico di elisoccorso è un volontario dilettante, dove per volontario si intende colui che fa qualcosa senza percepire in cambio denaro e dilettante sta per “non professionista”. Infatti il TE (Tecnico di Elisoccorso) non è una professione regolamentata in quanto non esiste un albo professionale di riferimento ed allo stesso tempo quando un TE “lavora” per il soccorso alpino in un contesto di equipe di elisoccorso non è inquadrato come dipendente; di fatto però percepisce un compenso relativo alla prestazione effettuata malgrado sia un volontario.
Nonostante vi sia un rapporto subordinato ad un’organizzazione, tipico del lavoro dipendente, il tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino non è assunto. Alcuni tecnici fatturano utilizzando un codice iva generico, altri utilizzano contratti CoCoPro oppure fac simile. Di fatto, dell’equipe che lavora sull’eliambulanza, il TE è l’unico a non risultare lavoratore dipendente dell’organizzazione a cui fa riferimento ma bensì risulta un lavoratore autonomo che partecipa ad operazioni aeronautiche speciali che lo espongono ad altissime responsabilità penali e civili nei confronti delle persone con cui interagisce. Si spera che le coperture assicurative che dovrebbero tutelarlo siano adeguate. Si spera…
Il tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino è quindi una figura con un piede nel mondo del volontariato ed un piede nel mondo del professionismo.
I tecnici di elisoccorso del Soccorso Alpino hanno di solito un’altra professione e si dedicano a tempo perso (circa due o tre volte al mese) a partecipare a turni di durata giornaliera presso le basi di elisoccorso. A tempo perso quindi intervengono in delicate operazioni aeronautiche che prevedono l’utilizzo di operazioni speciali come sbarco ed imbarco in hovering e verricello. A tempo perso intervengono con l’eliambulanza del servizio sanitario regionale in situazioni di emergenza su terreni alpini quali pareti rocciose, cascate di ghiaccio e ghiacciai per prestare soccorso.
Durante alcuni fine settimana, a tempo perso, partecipano ad addestramenti a volte valutativi.
A tempo perso; poiché ognuno dei TE ha il proprio lavoro: chi idraulico, chi falegname, chi impiegato, chi veterinario e chi Guida alpina dedica una parte del proprio tempo al soccorso e viene così ingaggiato ogni tanto (Tra i 20 e i 30 turni all’anno) a fare il tecnico di elisoccorso.
Come detto precedentemente il Tecnico di Elisoccorso non è una professione in quanto non esiste un albo professionale e non esiste una scuola a libero accesso che formi tecnici di elisoccorso.
Il soccorso alpino forma la propria figura di elisoccorritore e sulla base di convenzioni con le aziende sanitarie regionali lo inserisce nell’equipe di elisoccorso.
Come avviene la formazione del tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino? Il volontario del Soccorso Alpino riceve la formazione che il soccorso alpino impartisce utilizzando i propri istruttori. Partecipa alle operazioni di soccorso a terra in squadra come volontario nella misura in cui è stato formato. Il volontario che intraprende una carriera tecnica nell’associazione parte da “Operatore di Soccorso Alpino OSA” per diventare “Tecnico di Soccorso Alpino TESA” fino a raggiungere la qualifica più alta di “Tecnico di Elisoccorso TE”. Tutti e tre i livelli prevedono periodi di formazione e periodi di esame erogati tramite istruttori del soccorso alpino che sono qualifiche interne all’associazione. Non sono titoli professionali riconosciuti dallo Stato come può invece essere quello di Guida alpina.
Che poi tanti istruttori siano Guide alpine è vero. Ma il soccorso alpino quando opera in ambito formativo, formalmente non incarica il professionista Guida alpina, ma bensì il volontario Sig. Mario Rossi. Spesso, l’organizzazione non apprezza il fatto che l’istruttore si firmi Guida alpina ma allo stesso tempo trae grandi vantaggi nel momento in cui l’istruttore incaricato alla formazione ed alla redazione dei programmi formativi sia un professionista.
Il vantaggio è duplice: qualità nell’operato ed assunzione delle responsabilità. Di fatto le Guide alpine sono presenti nel soccorso alpino e rivestono un ruolo importante soprattutto al vertice degli organi tecnici come la Scuola Nazionale Tecnici (SNATE) in cui ad oggi sono presenti solo Guide alpine; ma questo titolo formalmente non viene riconosciuto.
Il volontario del Soccorso Alpino che desidera diventare tecnico di elisoccorso deve fare domanda alla propria stazione di appartenenza ed alla delegazione. E’ a discrezione del delegato e del capo stazione inviare il candidato alle prove di selezione per accedere al corso Tecnici di elisoccorso.
E’ chiaro che l’accesso al corso sia vagliato da prove tecniche che si basano sul principio di meritocrazia, ma per accedere a queste è necessario avere il parere positivo personale di due soggetti fisici privati il cui ruolo nel Soccorso Alpino è più politico che tecnico. E’ un filtro iniziale che decide sulla base di quanto il volontario partecipi alla vita della stazione. Il problema è che in questi casi anche la simpatia piuttosto che la scomodità di una persona possono influire sul giudizio iniziale: non è possibile provare il contrario.
Se il soccorso alpino fosse un’associazione privata che opera esclusivamente con se stessa non ci sarebbero problemi. Ma in realtà il soccorso alpino è coinvolto in una convenzione con le ASL regionali che vivono sulla base di soldi pubblici. Lo stesso soccorso alpino riceve finanziamenti pubblici per organizzare i suoi corsi tra cui anche quelli di elisoccorritore.
Il giudizio personale di due soggetti privati influenza in maniera imprescindibile la partecipazione ad un corso organizzato con risorse pubbliche per formare volontari retribuiti che a tempo perso vengono inseriti in una equipe di elisoccorso che vive sui soldi del contribuente, cioè le tasse che tutti noi paghiamo. Questa è la risposta italiana in un contesto europeo che si basa sul professionismo nell’elisoccorso.
Se una Guida alpina, unico professionista (Legge n.6/89) a poter accompagnare su terreno alpino con tecniche ed attrezzature alpinistiche, volesse diventare elisoccorritore (mansione retribuita con soldi pubblici) deve passare attraverso il giudizio privato di capo stazione e delegato del Soccorso Alpino.
Quindi il veterinario e l’elettricista, se hanno il benestare di capo stazione e delegato possono accedere alle selezioni per elisoccorritori. La guida alpina certificata dallo Stato italiano ad accompagnare chiunque su qualsiasi terreno che viene ritenuta non idonea da capo stazione e delegato (figure politiche e non tecniche), ovviamente per motivi che esulano dalle capacità tecniche, non passa.
E’ difficile dimostrare che i motivi personali non possano mai influenzare il giudizio di delegato e capo stazione.
Quindi il falegname promosso dal parere positivo del capo stazione e del delegato accede ad una selezione per un corso di circa 15 giorni che lo abilita ad accompagnare medico ed infermiere su terreno alpino con tecniche ed attrezzature alpinistiche… La Guida alpina che ha frequentato un corso riconosciuto dallo stato italiano di 120 giorni distribuiti in 4 anni che lo abilita all’accompagnamento di chiunque, su qualsiasi terreno ed in maniera esclusiva, se viene bloccato dal parere personale di capo stazione e delegato non passa, e non può partecipare alle selezioni e di conseguenza al corso e quindi, in qualità di professionista ad una mansione retribuita con i soldi pubblici versati dai contribuenti, come successo a me ad inizio del 2015 nella Stazione del Triangolo lariano – XIX Delegazione.
Queste sono le mie considerazioni, ormai è tempo che si prenda la strada del riconoscimento della figura professionale di Guida alpina nell’ambito CNSAS, per i miei colleghi Guide che operano all’interno con grande professionalità, che in futuro possano operare con la stessa, ma da professionisti riconosciuti!
Scopri di più da GognaBlog
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.


Ernesto, non hai colto il mio messaggio: due TE che svolgono lo stesso lavoro in seno alla stessa squadra e percepiscono somme diverse e giustificate in modo differente? Ah beh, tutto chiaro insomma…
La qualifica di TE non è superiore ,se uno al contempo è lavoratore autonomo guida alpina.Il TE è semplicemente TE, perchè ha superato positivamente degli step addestrativi in seno al CNSAS,con relativa esperienza e capacità per svolgere quella mansione.Il TE volontario, che sia lavoratore dipendente,o autonomo ,ma che fa ad esempio il “rappresentante”,se ha la qualifica di TE nulla ha di diverso da un TE che è anche guida alpina….mi sembra semplice come concetto.
Cioè non avrei colto che il TE “volontario” (chiamiamolo così) percependo un rimborso spese legato alla distanza da casa e al costo dei pasti, con giornata lavorativa pagata dalla Marniga se dipendente o prendendo 70-80 € per giornata lavorativa persa se lavoratore autonomo, dà il cambio in base elisoccorso al TE “professionista (perché guida alpina) che fattura 250€ + iva per lo stesso servizio?? Stesso “lavoro ” altamente specializzato, stesse responsabilità? O ho colto male anche questa volta? Perché la confusione, mi pare, qui aumenta.
Caielli vedo che ha colto, ciò che invece Crescenzio non ha minimamente compreso.Maggioni è un libero professionista come altri, che emette fattura per una prestazione,i volontari intesi come operatori,che per loro caratteristiche vengono impiegati come TE per conto dell’associazione,sono soggetti unicamente al rimborso delle spese secondo rendicontazione,e con tetto massimo stabilito dall’associazione.Vado nuovamente a sottolineare, che l’italia è grande ,e le modalità scelte in Lombardia funzionali allla tipologia di servizio ,possono essere anche molto differenti dal resto d’Italia,ma sempre nelle more di ciò che è stabilito dalla legge!!!
Giulio Maggioni ha confermato la cifra che già conoscevo, ma egli, come anche chi me l’ha detta di persona, è una Guda Alpina che emette fattura per quel compenso, almeno così l’ho capita. Ma se la stesso trattamento è riservato a chi il TE lo fa da Volontario c’è qualcosa che non va, sempre che per volontario non si intenda come quelli dell’esercito che vanno in missione… Comunque, visto che funziona tutto bene e che, pare, non si può commentare, va bene così.
Tutti zitti ora? 250€ +iva fatturati (lordi) al giorno, formazione continua e obbligatoria a carico del TE. Ti credo che “tutto sommato funziona”, vero Ernesto? Questo, per la regione Lombardia, si chiama AFFARONE, per un servizio di alta specializzazione e responsabilità come questo. E la casta ora? “Nel volontariato non c’è casta”…peccato che mi pare che siamo già nell’alveo del professionismo. Come la mettiamo ora? E le altre regioni? Nessuno vuole aggiungere quanto prende nelle altre regioni per una “professione” nel volontariato, determinata anche dalla selezione dei capistazione che fanno i geometri (per fare un esempio) di lavoro? Così va davvero tutto bene? Discrezionalità nel distribuire favori di tipo economico. La formula non “suona” bene.
Oh, mi fa piacere. Era ora. Grazie mille Giulio.
Buongiorno, mi chiamo Giulio Maggioni, guida alpina, tecnico di elisoccorso e istruttore regionale di soccorso alpino. Mi sono sentito in dovere di intervenire in questo lungo dibattito, che spesso però è uscito dal tema iniziale, soprattutto perché alcune delle persone intervenute esprimevano opinioni personali senza conoscere il problema e soprattutto senza sapere minimamente in cosa consiste il LAVORO di elisoccorritore.
E’ difficile spiegare in poche parole un lavoro così complesso, difficile e carico di responsabilità come quello del TE,
comunque ci provo…
Durante un turno di servizio, che in alcuni giorni dell’anno può raggiungere anche la durata di 13 ore consecutive, il tecnico di elisoccorso (in caso di intervento in montagna o in luogo impervio) è tenuto a gestire: la strategia di intervento e di approccio al paziente (chiaramente confrontandosi col comandante e il tecnico di bordo), il raggiungimento e la prima valutazione sanitaria del paziente, e, nel caso che il tipo di patologia lo richieda, anche lo sbarco del personale sanitario e gestire quindi anche la movimentazione e la sicurezza del medico e dell’infermiere sul terreno; infine concordare con l’equipaggio aeronautico l’evacuazione del paziente e di tutta l’equipe dal luogo dell’incidente.
Tutto questo anche analizzando attentamente i pericoli ambientali e la sicurezza della scena dove intervenire: e chi conosce un po’ la montagna sa quante variabili entrano in gioco, le nuvole, il vento, la neve, il freddo, le scariche, le valanghe…
A completare il tutto, le decisioni che il TE deve prendere in quei contesti devono essere rapide e precise perché spesso c’è in gioco la pelle della persona che chiede aiuto e la sicurezza dei colleghi sanitari che si affidano alla nostra competenza e PROFESSIONALITA’.
CAZZAROLA, NON E’ POCO!!!!!
Inoltre, il servizio offerto dall’elisoccorso, essendo un lavoro d’equipe, richiede un continuo addestramento e affiatamento fra le varie componenti, aggiornamenti professionali, simulazioni, qualifiche, corsi… tutte giornate di lavoro che spesso noi elisoccorritori (solo noi, non i sanitari e tantomeno gli aeronautici) siamo tenuti a fornire spesso a titolo gratuito!!!
Ok, ora alcune cifre tanto per rendere chiare le cose a chi parlava di rimborsi spese e compagnia bella. Per quanto riguarda la situazione delle basi lombarde non sono mai stati fatti da me e da miei colleghi neanche 10 minuti di LAVORO compensati con rimborsi chilometrici e vari più o meno gonfiati!!
Un tecnico di elisoccorso che presta servizio in una delle 5 basi lombarde percepisce una diaria di 250€ lorde piu iva, tutto regolarmente fatturato, più un rimborso chilometrico relativo alla distanza da casa alla base moltiplicato per 0.35 € al km (centesimo più o meno). Questi sono i fatti.
Mi fermo qui e non entro nel merito delle tante polemiche, che sono emerse da questo forum, anche se di cose ne avrei moltissime da dire perché sono quasi 20 anni che faccio questo LAVORO.
Comunque ci tengo a dire che sono assolutamente d’accordo con tutto quello che ha detto il mio collega e amico Fabrizio Pina, che ha scatenato questa bagarre.
Questo purtroppo è il risultato di un modo di agire di alcune figure del CNSAS che, ahimè ormai da troppo tempo, dimostrano ottusità e incapacità di adeguare questa importante e meritevole associazone a standard più moderni in termini di efficenza ma soprattutto in termini di gestione delle persone che ne fanno parte!
Ringrazio chi ha avuto la pazienza di leggere tutta ‘sta spatafiata, ma non vi aspettate altri miei interventi o repliche perché non sono avvezzo a queste discussione sul web.
Ernesto, telefona a Beltrami così ti spiega meglio perché avevano costituito una srl.
Esaurito perchè non siete approdati a niente.Avendo basato tuttae le vostre tesi su vostre tesi ipotetiche ,ma senza uno straccio di numero tra le mani…….
Prego, comincia pure. Tanto l’argomento, con i “vostri” contributi, mi pare esaurito
Ecco, questa era quella che ci mancava. Adesso possiamo proprio continuare sul forum delle scie chimiche.
Fulvio, Ernesto, il tecnico…secondo me sono la stessa persona.
@Luigi. Io mica ho mai vantato conoscenze particolari sulle normative dei DPI e quanto altro.
Semplicemente non è il mio lavoro ne interesse. Mi preoccupo di conoscere quelli che uso e di fare periodicamente i corsi al riguardo. Non è il mio compito conoscere tutti i dettagli della normativa, essendo il mio lavoro un altro.
Sono comunque ragionevolmente certo che tutti coloro che salgono ed operano con l’elicottero, hanno fatto i corsi necessari e la mia azienda è stata tra le prime, forse ancora l’unica, a far certificare la linea di ancoraggi interni la dove molti utilizzano semplice materiale da alpinismo o da lavoro su corda, adattato
.
Quanto alle forzature, talvolta presenti, della norma, applicata all’elicottero, sono abbastanza certo di non dire grosse castronerie. Ma fa parte di un altro discorso.
Mi piacerebbe sapere quanti di tutti coloro che sono intervenuti, svolgano regolarmente e con frequenza, compiti in elisoccorso.
Perché ho l’impressione che qui molti abbiano soluzioni ad un qualcosa che non conoscono e che pur di dar sfogo a qualche rancore, siano disposti ad augurarsi lo sfascio di qualcosa che tutto sommato funziona e anche piuttosto bene.
Massimo Ginesi, credo che le risposte dei professionisti (intendo le Guide Alpine presenti su questa discussione) siano già piuttosto chiari:
il servizio è già pagato ampiamente dallo Stato con personale che per dirla un po’ sdrammatizzante, “fa la calza” in attesa di essere impiegato.
Si tratta di organizzare questo impianto già esistente da sempre, togliendo potere ad un volontariato che come abbiamo interpretato quasi (qualcuno non lo capirà mai…) tutti, ci sguazza in virtù di leggi e decreti che vanno soltanto ad ingarbugliare e manomettere una legislazione, come detto, già esistente!
In questo ambito possiamo discuterne, valutarne da cittadini le caratteristiche più o meno importanti ma certamente non saremo mai in grado di cambiare le sorti del sistema, a meno che, grazie forse anche a discussioni pubbliche come questa, qualche legislatore non si renda conto della situazione e la prenda a cuore o che qualche magistrato cominici ad indagare a fondo…molto a fondo… denunce a quanto si può comprendere non ne mancano…
Viva la revolución hasta la victoria siempre! Ollolloittiii…
Mi richiamo all’esortazione fatta dal proprietario del luogo un cui scriviamo che, con molto garbo e molta sensibilità, ha esortato a riportare la discussione su temi e toni civili e pertinenti.
Io lascerei perdere le divise, le valutazioni politiche, le ingiurie, le risposati, i troll e le provocazioni. molti di quelli che scrivono qui sopra (non io) sono persone che di montagna vivono per professione. Molti sono anche fortissimi alpinisti e di grande esperienza.
Che il CNSAS oggi abbia qualche problema di coordinamento e gestione della mutata realtà operativa, normativa e organizzativa è fatto noto a chiunque lo abbia frequentato.
Citare inchieste che non sono giunte a conclusioni porta a poco se non a sottolineare che quel malessere in seno, o intorno a quella organizzazione c’è.
Va anche detto che è organizzazione che svolge un compito meritorio e raccoglie, oltre a diversi furbi, un sacco (la maggior parte?) di persone in gamba, in buona fede e che davvero dedica il proprio tempo per far qualcosa di buono per gli altri.
Serve a poco discutere dei rimborsi e della loro moralità e legittimità, lo accerteranno eventualmente nelle sedi competenti se sono erogati allegramente o meno.
Fatto sta che il meccanismo del rimborso esiste ed è previsto a livello normativo.
Allora il punto è, ed in questo i professionisti, invece che accapigliassi con gli ernesti, possono dare un contributo importante: qual’è la modalità?
quali gli spazi di intervento oggi per modificare le cose, quali le iniziative che possono essere messe in campo per far si che qualcosa cambi?
circoscritto ciò, dall’unione dei professionisti della montagna e di quelli che si occupano di aspetti più squisitamente giuridici potrebbe anche venir fuori una bella serie di iniziative che potrebbero prendere spunto proprio dall’opera meritoria di diffusione delle notizie e di segnalazione di molti casi critici che il buon Alessandro (Gogna) svolge con grande attenzione rigore e correttezza.
Tutto il resto è fuffa (diceva qualcuno).
Buona serata e un grazie ad Alessandro.
mg
Eh sì Ernesto… concordo appieno con la tua ultima frase… “.in rete si trova proprio di tutto!!”
PEACE AND LOVE!
Michelazzi, stia sereno che al sottoscritto non si sgualcisce nulla,tanto meno una divisa che non ho mai avuto , ne a cui posso essere minimamente accomunato ,semplicemente perché non ho mai fatto parte dell’associazione che le veste……Vedo e continuo a vedere e leggere un sacco di frustrati che accampa pretese,sperando in un futuro da soccorritore eliportato che è evidentemente fuori dalla loro portata.ma bene’ ci sta….in rete si trova proprio di tutto!!
Che spettacolo….(triste s’intende)
E’ la riprova che quando a certe persone viene data (erroneamente) una divisa e un compito, parte per la tangente e pensa di poter fare come le pare, senza rendicontare al popolo.
Questi soggetti sono il cancro del CNSAS e del Volontariato in generale, e fanno di tutto per mantenere i propri privilegi e col loro comportamento ambiguo rischiano di infettarne altri. E il tutto è andato avanti fino ad ora perchè nessuno sapeva, coloro che sapevano avevano paura e tacevano (e tuttora tacciono) e via col lucro. Per fortuna che la montagna non è rappresentata solo da questi signori dal “Volontariato OGM” e che esistono persone coraggiose e giuste come Innocenti, Gardelli, Michelazzi, Crescenzio etc…
E se i loro colleghi che per essere reperibili si fanno un c..o quadro e prendono quei pochi spiccioli di rimborso, venissero a sapere di tutto questo lucrare, come la prenderebbero? Difenderebbero a spada tratta la bandiera o analizzerebbero obiettivamente la cosa?
E coloro che qua sopra “non devono rendere conto a nessuno” di quello che percepiscono, fanno pure gli sbruffoni e sfidano di denunciare “il sistema”.
Non c’è problema, si è già visto che esistono persone col coraggio di denunciare, e ce ne saranno tante altre in futuro…e ora esistono pure i politici onesti che guardano a questi giochini, e funzionari onesti che indagano…
E’ ora di rendere giustizia al vero Volontariato del CNSAS.
Ernesto… Ernestooooooooooo… perché continuare a farsi del male o meglio a farsi ridere dietro??? Qui nessuno vuole farti del male (ti do del tu perché così è l’uso del blog… 😉 )…
Leggi bene l’articolo, meglio di ciò che hai fatto finora perché appare palese che qualcosa anzi diverse cose ti siano sfuggite…
Che vi sia malessere piuttosto diffuso appare ben evidente, che questo malessere venga esposto e discusso è sinonimo di democrazia e libertà d’opinione (sempre che non si sia tornati al ventennio senza accorgercene…) che vi siano arzigogoli legislativi non sarebbe una novità in Italia e sfido a provare il contrario… 😉
Che vi siano o meno reati, lo saprenmo a tempo debito su diversi argomenti che sono al vaglio dei magistrati come puoi rilòevare sia da alcuni post in questo articolo sdia su altri articoli e posts di corredo.
Non spetta a me denunciare situazioni che sto cercando di comprendere come immagino almeno il 90% di chi legge, ma a chi vi è coinvolto e sembvra che qualcosa sia già statop fatto no…?
Buona serata Ernesto e prendila meno di petto che ti si sgualcisce la divisa rossa e gialla… 😉
Ha ragione Massimo. E, tornando a bomba, un bello spunto ce lo dà il famoso articolo del giornale: “A spiegare il motivo che ha portato il Soccorso a far nascere una Srl nella quale confluiscono parte dei finanziamenti che la Regione dà al Soccorso Alpino è lo stesso Beltrami: “E’ nata per ovviare a un problema, ovvero quello di regolarizzare il pagamento degli elisoccorritori. Essendo richiesta la loro presenza e disponibilità giornaliera è evidente che non possono farlo per puro volontariato e quindi senza essere pagati nel rispetto dlla legge vigente. E allora si doveva trovare una formula che consentisse questo pagamento in modo ” detto in altri termini: l’attività di volontariato (non pagato) è incompatibile con un servizio giornaliero. “Società che pagava anche gli istruttori “impeganti – come ha spiegato lo stesso Beltrami – in un ciclo di addestrammento continuo per tenere aggiornati i tecnici ma anche il personale sanitario del 118 presente sull’elisoccorso. E quest’altra attività molto qualificata non può a sua volta essere svolta a livello di volontariato”. Ovvero: il livello di formazione e aggiornamento non è compatibile con il volontariato. Se lo dice Beltrami, chi siamo noi per contraddirlo?!
Cominetti mi chiamo Ernesto Gnutti per gli amici e conoscenti Ernesto,nome regalatomi dalla mia mamma e dal mio povero babbo.Ora che ha questo fantasmagorico dettaglio,si sente meglio???
@Michelazzi ora che ci ha resi edotti dell’avere un suo sito internet in cui pubblicizza le sue attività,ritiene che queste sue credenziali le regalino diritti particolari rispetto a ciò che legge sulle associazioni di volontariato prescrive????Se si ,assieme a Genesi, Cominetti e Caielli ed ad altri che credono evidentemente di poter essere unti dal signore , non avete da fare altro che denunciare nelle opportune sedi il malaffare che secondo voi riscontrate.Mi raccomando ,siate dettagliati,solitamente i casi ipotetici dalle autorità sono tenuti in bassissimo conto.
Copio ed incollo dal discorso di Ernesto questo risibile ma pericoloso pensiero, questa considerazione che la dice lunga su quello che certe persone ritengono essere i loro doveri verso gli altri. Alla fine dei conti non è distante dal discorso iniziale, dalla lettera di Pina, anzi ci va a braccetto proprio perché ribadisce un sistema fatto di scarsa trasparenza. Rileggiamola, facciamoci due risate come se niente fosse, mettiamo la testa sotto la sabbia come gli struzzi e facciamo finta che vada bene così.
«…….Tetto massimo ,vuol dire che è la cifra massima rimborsabile su presentazione di rendicontazione,ovvero scontrini,pedaggi,etc che il volontario esibisce a controprova delle spese effettivamente sostenute,che sono le uniche che possono essere rimborsate.Le delibere non vanno certo messe a statuto essendo regole interne per il funzionamento associativo,e sono visibili su specifica richiesta, unicamente degli associati.Se poi le varie delegazioni hanno statuto a se, sulla base di quello nazionale,ogni consiglio facente capo ad una delegazione può deliberare autonomamente le cifre come tetto max da rimborsare.Questo è quanto avviene in tutte o quasi le associacioni comprese quelle di volontariato,a seconda delle norme statutarie che si sono date.Credo capisca da se che difficilmente qualcuno le metterà in internet cifre ,che possono variare di volta in volta a seconda di locazione geografica e deliberatoria dei vari consigli di delegazione.Ogni associazione ,risponde unicamente ai propri associati,non a chiunque ,men che meno su internet…..»
Sconcertante….
Se da una parte, come amministratore del sito, sono lieto dei 174 commenti finora registrati a questo post, dall’altra ricordo a TUTTI che è opportuno un tono di voce, nei vostri scritti, degno di una comunità civile. Invece vedo che siamo a limite.
Agli anonimi (e anche ai semi-anonimi) ricordo che la loro presenza è tollerata solo e unicamente perché, quand’anche i loro commenti venissero respinti, rimarrebbe loro la possibilità di pubblicare sotto falso nome e falsa mail. Meglio un anonimo che un falso. Agli anonimi dunque rinnovo l’invito di cessare di essere tali. La discussione ne guadagnerebbe e i toni potrebbero essere meno accesi. Di sicuro la stima nei loro confronti subirebbe un’impennata positiva, sapendo perfettamente tutti noi che leggiamo che ogni paura è giustificata proprio dalla società cui apparteniamo. Dunque onore a chi esce allo scoperto.
cari ragazzi, le figure come ernesto nel web si definiscono Troll ed hanno il solo scopo di mandare ramengo una discussione.
E’ sufficiente non interargirci e riportare il discorso sul tema di pertinenza.
Ragazzi, ma non vi siete accorti che Ernesto oltre che avere i paraocchi e limitate capacità di valutazione, è pure sordo? Ma vatti a nascondere, va là che se siamo nella cacca è grazie a quelli come te!
Poi, sul fatto che la finanza stia indagando sulla srl e non sulla delegazione lombarda del CNSAS, mi è sembrato che (ma per Ernesto sarà un dettaglio trascurabile, ovviamente) il Presidente di entrambe sia LA STESSA PERSONA!
A Ernesto, ma rivatti a nascondere e abbi rispetto delle persone oneste, perché é chiaro che tu non sei di quelle e se resta valida la bufala del nickname potevi dartene uno più appropriato, tipo Giuda, Benito, Adolfo, Pinocchietto…. Vergogna!
ERNESTO FOR PRESIDENT!
Dopo il nano di Arcore neanche la Lega era riuscita ad esprimerte tanta boria…
Ma gli date ancora corda?
E’ piuttosto evidente che a qualcuno questa conversazione e probabilmente molto di più quelle precedenti stiano dando fastidio… il Gogna Blog è diventato in breve tempo punto di riferimento per questioni sulla montagna di ogni genere e continua imperterrito a denunciare fatti e misfatti dei quali per diversi motivi altri non parlano.
Logico supporre che, visto l’andazzo culturale del Paese, ci sia chi interferisce per “svaccare” sia a titolo personale che inviato da altri e gli altri in questo caso si possonbo benissimo ipotizzare… ma solo ipotizzare visto che come più volte rimarcato sono talmente conigli da inventarsi milioni di scuse e giustificazioni onde evitatare di firmarsi per esteso.
Ah…future president… non sono un fake e neanche un nickname, se clicchi sul nome appare il sito di riferimento personale con tutte le crednziali, quindi scrivo non nascosto come una pantegana ma visibile come un uomo (casomai ti servisse capire cosa significhi uoomo chiedi e ti sarà spiegato!)
Benassi credo che lei possa pretendere unicamente ciò che la legge concede,altrimenti se non fa parte delle categorie che ho menzionato a crescenzio,per ciò che concerne l’associazionismo ,si può accodare alla pletora degli urlatori che accampano pretesi diritti che non gli competono.
Ernesto, ma hai letto bene l’articolo http://www.lecconotizie.com/cronaca/soccorso-alpino-beltrami-tutto-regolare-nessun-problema-con-la-gdf-77750/ ?? Qua si dichiara esplicitamente che il sistema di volontariato non funziona per l’elisoccorso e si è inventato un sistema con creando una srl (“società Soccorso Lombardia Service srl azienda presieduta da Danilo Barbisetti, amministratore unico nonchè presidente del Cnsas Lombardia” Ma daiiiii), confermando quello che stiamo dicendo da 160 messaggi: il volontariato non funziona per l’elisoccorso e l’ha dichiarato , ma nel frattempo si son fatti dei giri strani, privatizzandolo di fatto, con tutto quello che ne consegue. Tutto nel rispetto della legge, però poi sono tornati sui loro passi chiudendo tutto . In Lombardia siete sempre avanti.
caro Ernesto pretendo di sapere che fine fanno i soldi pubblici. Una parte sono anche miei. Visto che pago le tasse.
Ah si scusa, m’ero dimenticato di far parte di quei cittadini contribuenti che a casa loro non contano un cazzo! ( scusate il francesismo, ma ci sta)
Davide Crescenzio ,le cifre le fornisce eccome invece,annualmente con i bilanci ed i registri contabili.Le fornisce,in quanto a disposizione degli organismi preposti,allo stato,e ai suoi associati…..se tu non fai parte di queste categorie,non capisco cosa tu abbia a pretendere?
..esatto!!!…..però la creazione di questa società SRL ,sembrerebbe dalla lettura, strettamente legata ad alcune attività , non tutte , svolte dal CNSAS, ed anche alcune figure sembrano presenti sia nel CNSAS che nella SRL .Purtroppo se l’ultima notifica della GdF è avvenuta il 16/07/2014 l’epilogo della vicenda è ancora lontanissimo!
http://www.lecconotizie.com/cronaca/soccorso-alpino-beltrami-tutto-regolare-nessun-problema-con-la-gdf-77750/
Abbiamo un’associazione di volontariato che non è tenuta a fornire cifre, prende i contributi dallo stato, decide su base discrezionale chi sta dentro e chi sta fuori. Una perfetta macchina per distribuire favori e gestire potere, basta solo usarla. Ma tutto “a norma di legge” come dice Ernesto. Il fatto che nessun TE, che legge questo forum, dichiara come quanto percepisce la dice lunga. Ce ne faremo una ragione, tanto qua in Italia di gente che deve farsene una ragione ormai in Italia ce n’è a bizzeffe.. Mal comune, mezzo gaudio.
Ma il procedimento GDF è relativo alla “Società soccorso lombardia service srl”……..
un interessante notizia del 2012,che per ora ha avuto come risultanze l’apertura di un altro procedimento comunicato dalla GdF in data 30/06/2014.
http://www.banff.it/wp-content/uploads/2015/10/QualeVolontariatoAllegato2.pdf
…purtroppo questi sono i tempi della giustizia in Italia.
Una interessante discussione del 2012……le risultanze??
@Marcello ,non penso di avervi fatto scoprire nulla,anche perché sembra che di ridicolo ci si sia coperto tutto da solo,con le sue stravaganti asserzioni.
Parole parole parole…
Si sta questionando si €, Vigili del fuoco, DPI ecc. (Per non parlare dei nickname).
Si è un po’ usciti dal nocciolo della questione.
Vogliamo rientrare (vd mio commento sotto )?
http://heliweb.forumcommunity.net/?t=51870945
sembrerebbe che su questi benedetti rimborsi si voglia proprio fare chiarezza
Ernesto, dopo la virgola, prema una volta la barra spaziatrice quando scrive. Non farlo é anche quello un errore di battitura.
E grazie per averci insegnato un sacco di cose. Te lo do io il nickname, ma va, va. Ci hai fatto scoprire il ridicolo che fa piangere. Buonanotte
Marcello,non mi aspettavo lei capisse!!!
Ernesto: chiaro esempio di trasparenza.
Mi scuso Ginesi per l’errore di battitura ,ma la sostanza non cambia,ognuno in siti dove non è necessario loggarsi usano pseudonimi o nickname e viste le possibili omonimie c’è ben poco da tutelare come identità virtuale. Massimo Ginesi,Ernesto ,pinco pallo o napoleone …..sono nickname.Buona serata!!!
per scrupolo, pur condividendo le critiche ai rimborsi odierni che rischiano di rendere il volontariato assai poco spontaneo e il soccorso un interessante affare per alcuni a scapito di altri, ricordo che la disputa iniziale era sulla opportunità e correttezza che un capostazione che potrebbe anche avere un livello tecnico miserrimo (posso presentarvene almeno 5 o 6) abbia titolo di sindacare la competenza e attitudine di un professionista della montagna.
e da lì se abbia senso che una machina così complessa, specialistica e delicata sia affidata ad un carrozzone eterogeneo come il CNSAS o sarebbe più utile affidare quel compito principalmente a professionisti pagati per essere tali.
Caro Ernesto
una delle prime forme di educazione quando si parla con qualcuno, virtualmente o de visu, è non storpiarne il nome. Io mi chiamo Ginesi.
Se poi siamo a dubitare che Cominetti sia commenti e Ginesi sia Ginesi, credo davvero che non abbiamo altro da dirci.
LA sua ipotesi è astrattamente possibile, anche se dubito fortemente che vi sia una schiera di buontemponi in giro per la penisola che si firma nel web con nomi di altri anche perché, visto che è così addentro alle faccende di internet , dovrebbe sapere che anche l’identità virtuale è tutelata e, nel caso, i veri soggetti potrebbero arrabbiarsi assai…
siccome io sono un po’ tonno tendo a credere, almeno qui, che Michelazzi sia Michelazzi e Cominetti sia Cominetti.
e, comunque, assai raramente anche quando vado ad una festa e mi presentano qualcuno gli chiedo i documenti :o)
buon proseguimento sulle vostre penose dispute patrimoniali.
Et voilà. Una bella supercazzola per dimostrare il livello di trasparenza in una associazione senza fini di lucro che ha in mano, per legge dello stato, il soccorso in montagna sul territorio italiano e riceve finanziamenti. Senza contare i ticket (ma d’altronde, i tempi sono duri).Me ne farò, con calma, una ragione. Mediamente un’auto di media cilindrata risulta costare 0,30€/hm (tariffe ACI, e vado grasso). Vuol dire che per prendere 200€ (suppost, ancora una volta, ma nessuno smentisce) ogni volta i volontari partono da 150km di distanza ( calcolando andata e ritorno), insomma, “casa e bottega”. Correggimi se sbaglio. Ciao Ernesto e grazie.
@ Massimo genesi provo a spiegarlo un’ultima volta per non tediare la platea che scrive su questa piattaforma.Che i nomi da lei menzionati identifichino o meno qualche frequentatore della montagna più o meno conosciuto o autorevole, su internet hanno la valenza ne più ne meno, che di un qualsiasi Nickname.Io stesso, lei e chiunque altro si potrebbe firmare e rispondere qui come Massimo Genesi,Cominetti ,o Mauro Corona,è questo evidentemente non è sinonimo ne certezza di autorevolezza,ne della vera identità di chi scrive.Quindi che io metta solo il mio nome,il mio nome e cognome o un nickname di pura fantasia niente cambia,al netto dei casi di omonimia che a migliaia troviamo in rete.@Davide Crescenzio invece rispondo che, se la cifra( che non conosco) sia 200/250/300 oppure 1000 euro ritengo che, come da legge, sia il tetto massimo stabilito autonomamente dall’associazione di volontariato,ovvero come stabilito da delibera dal consiglio direttivo del CNSAS in questo caso.Tetto massimo ,vuol dire che è la cifra massima rimborsabile su presentazione di rendicontazione,ovvero scontrini,pedaggi,etc che il volontario esibisce a controprova delle spese effettivamente sostenute,che sono le uniche che possono essere rimborsate.Le delibere non vanno certo messe a statuto essendo regole interne per il funzionamento associativo,e sono visibili su specifica richiesta, unicamente degli associati.Se poi le varie delegazioni hanno statuto a se, sulla base di quello nazionale,ogni consiglio facente capo ad una delegazione può deliberare autonomamente le cifre come tetto max da rimborsare.Questo è quanto avviene in tutte o quasi le associacioni comprese quelle di volontariato,a seconda delle norme statutarie che si sono date.Credo capisca da se che difficilmente qualcuno le metterà in internet cifre ,che possono variare di volta in volta a seconda di locazione geografica e deliberatoria dei vari consigli di delegazione.Ogni associazione ,risponde unicamente ai propri associati,non a chiunque ,men che meno su internet.
Anche io, nonostante abbia avuto e ricevuto i riferimenti normativi, sia quelli chiari che quelli non, sto aspettando una qualsiasi norma, legge, comma, foglio di carta intestato o scannerizzato, che mi mostri che i TE percepiscono per l’attività svolta in elicottero, una cifra TOT ai sensi della legge bla bla bla…
E lo stesso discorso vale anche per gli Istruttori Nazionali; chiediamo riferimenti normativi all’insegna della trasparenza.
Se possibile anche i bilanci del CNSAS con le relative voci.
Così chiariamo tutto in maniera limpida.
Non lo chiede un Soccorritore, non lo chiede un magistrato, ma un semplice cittadino.
Ernesto, a come definire i 200-250-300€ (non sappiamo nemmeno la cifra), che vengono erogati giornalmente ai TE, non abbiamo avuto risposta, con buona pace della tua “chiarezza dello statuto”. Ti chiedo cortesemente di illuminarci, visto che, a quanto pare, fai parte del giro che conta qualcosa.
@ernesto marcello cominetti, come massimo ginesi, come tutti i nomi e i cognomi identificano con chiarezza una persona. Peraltro oggi basta fare un cerca su goggle, per chi già non conosce, ed è facile capire anche con chi si sta parlando.
perlatro MArcello Cominetti, come Guido Azzalea, Stefano Michelazzi e diversi altri che hanno scritto in questa lunga lista di sproloqui, non hanno bisgno di presentazioni epr chi va in montagna.
Non è la stessa cosa per Ernesto, per bubble door o per chiunque altro si firmi con uno pesudonimo.
Il fascismo non c’emtra probabilmente nulla. C’entrano molto l’educazione e un modo di rapportarsi che è anni luce lontano dallo spirito di affinità elettiva che dovrebbe legale chi va per monti.
E’ facile sparere qualunque cosa sul web dietro un nome. Con un nome e un cognome ci si mette la faccia.
Sul merito della discussione non entro più.
Aldilà del contenuto, direi che anche solo le modalità danno la misura di che cosa oggi è il CNSAS. Se a tutti interessasse solo la massima efficienza, saremo a discutere di quali soluzioni la garantiscano.
Buone cose
mg
Visto che qua dentro non ci si registra e non siamo in uno stato di polizia (fortunatamente aggiungerei)visto che al web master bastano i dati di nome ed email per scrivere qui caro Marcello cominetti ,anche lei si potrà far bastare il mio nome come noi ci si fa bastare il suo ,che le ricordo essere null’altro che un nickname.Il fascismo forse non si rende conto che traspare dalle sue insulse richieste,non dalle risposte dettagliate che le sono state date ma che non le piacciono.Credo se ne farà una ragione….L’autorevolezza di un commento non deriva certo dal mettere nome e cognome ,che può essere benissimo frutto di fantasia.
Commentatori che non vi firmate per esteso, ma lo capite (a parte certe idiozie di fondo dalle quali non riuscite a schiodarvi trincerandovi dietro l’enunciazione di leggi lacunose e non rispettate di cui non riuscite a vedere i difetti di forma e fatto) che il vostro anonimato vi pone ancor più in posizione equivoca e disonesta? Lo capite chenfate solo il gioco di chi conta sulle vostre deficienze?
Visto che non siamo seduti a un tavolo e non ci possiamo guardare in faccia, lo capite che identificarsi in maniera precisa e normale, è il minimo che uno debba fare nel relazionarsi con il prossimo in maniera onesta e civile?
Alcuni vostri commenti sono decisamente FASCISTI e il fascismo è fuorilegge dal 1946! Ogni discussione va affrontata ad armi e livelli pari, altrimenti é chiacchiera inconsistente.
Prima di sedervi a questo tavolo, che il Sig. Alessandro Gogna ci offre in maniera libera e democratica, risolvete o lasciate da parte i vostri problemi esistenziali e poi semmai ne parliamo.
Questo non è andare fuori tema ma significa stabilire le regole del gioco in modo che siano uguali per tutti.
Ci sono anche quelli che, dopo che gli sono state spiegate le cose in maniera analitica e con tanto di evidenze legislative,fanno finta di non capire e continuano a riproporre domande a cui sono state date tutte le risposte possibili…….
“a chi non piace può tranquillamente farsene una ragione”
infatti a chi non riesce a farsene una ragione, e pone dei quesiti o delle alternative, viene gentilmente indicata la via d’uscita. E tante grazie.
E’ divertente vedere quelli che, non contando niente a casa propria, cercano pretesti inconcludenti per cercare di tentar di dettare legge a casa d’altri.Lo Statuto del CNSAS mi pare chiaro e dettagliato,a chi non piace può tranquillamente farsene una ragione,non è obbligatorio condividerlo ne aderire al CNSAS.
Spesso nelle chat o nei blog si perde il senso del discorso o dell’articolo proposto, e cadere nella divagazione è molto facile.
Dobbiamo però, indipendentemente dalle fazioni e dalle bandiere, capire il senso dell’articolo sopra proposto dal buon Pina, e mettere in risalto le ambiguità e incompletezze dell’attuale sistema.
Innanzitutto facciamo delle domande precise:
“Vogliamo migliorare il sistema, o lasciarlo com’è?” Chi è per la linea conservatrice ovviamente dimostra poca ampiezza mentale, e omertosamente copre degli interessi o dei meccanismi ancora poco chiari.
Chi invece vuole vedere un miglioramento, chi lo auspica deve chiedersi semplicemente “Come?”
E da qui si devono poi intraprendere contemporaneamente due grosse strade parallele.
Una è la RIORGANIZZAZIONE TECNICA e LEGISLATIVA DEL SOCCORSO, in funzione delle specificità a disposizione, magari guardando un attimo oltre confine per vedere cosa funziona,
e l’altra è la QUESTIONE MORALE del volontariato, che deve RIportare tutte le Associazioni cosiddette tali, ad organizzarsi e a promuovere l’attività solo e in nome della propria PASSIONE, senza dar alcuno spazio a dinamiche clientelari, nepotismi e di lucro.
Ribadisco il sacrosanto concetto espresso da Marcello Cominetti che ben spiega l’attuale arretratezza del sistema Italia, chiaro purtroppo a chi ne ha colto l’aspetto propagandistico che tanto ci sta danneggiando.
«Credere di essere i migliori e di avere scoperto tutto è un grosso limite al progresso culturale e tecnico»
Allo Stato conviene che ci sia il volontariato! Lo stesso operato fatto da professionisti costerebbe molto di più. Vedi le ambulanze, i volontari della Protezione Civile e via discorrendo. Con qualche fondo si sovvenzionano i nuovi acquisti di mezzi e uniformi (cosa inspiegabilmente molto apprezzata da chi forse nonha fatto la leva a suo tempo) e allo stesso tempo tutte queste cose servono per garantirsi il controllo sulla popolazione dedita al volontariato e a garantirsi voti da quest’ultimi. 22 anni di residenza in Alto Adige mi hanno aperto gli occhi in tal senso. Apparentemente tutto funzionerebbe a meraviglia ma questa macchina diabolica non fa i conti con chi vuole sentirsi libero. Non è cosa da poco. E poi gasare 4 bocia dandogli patacche e divise (di quelle fluorescenti che non traspirano se devi muoverti un poco) è facile e remunerativo per lo Stato le Provincie e certe Regioni, succede un po’ ovunque.
La corsa alla privatizzazione poi, ci è sempre stata propinata come una miglioria civile, ma uno Stato Civile dovrebbe agire non come un’impresa (cosa che succede oggi) ma come un mutuo insieme di sinergie a favore del cittadino. Così mi sentieri orgoglioso di essere italiano e mi sentirei protetto dal mio Stato, perché lo Stato sono anch’io! Invece la situazione pare sfuggita di mano. Leggi e regole si inseguono nella speranza di approfittare di vuoti che consentano ai più furbi di farla franca. E nella questione originaria di questo post, si è scoperto che i furbi ci sono anche nella immaginata purezza delle vette, nel Soccorso Alpino, come mi piace ancora chiamarlo, perchè prima degli elicotteri (macchine meravigliose che consentono operazioni altrimenti difficilissime e più rischiose) , quando si doveva andare a piedi di notte sotto la pioggia a soccorrere qualche sventurato, il volontariato aveva ancora senso.
Personalmente non auspico l’eliminazione tout court del volontario valligiano profondo conoscitore del suo territorio, ma mi piacerebbe vedere un “reset” ai vertici che faccia scomparire il CNSAS per come è diventato oggi. Io quando vedo ai bar dei rifugi quelli con le patacche e i gilet del soccorso, ho paura! Io non sono mai stato militarista, pur avendo fatto l’Ufficiale negli Alpini, ma mi auguro. Vivamente che succeda qualcosa per cui a fare il soccorso in montagna siano i militari. In una valle gli Alpini, nell’altra i Carabinieri e nell’altra ancora la Finanza…. E i volontari preparati (non gli ubriaconi dal doppiomento) ben vengano accetti sugli elicotteri per operare nei territori di loro competenza e poi tutti a casa e i militari in caserma. Come succede in Francia! E non è esterofilia ma semplicemente un guardare verso chi si è organizzato meglio prima di noi. Credere di essere i migliori e di avere scoperto tutto è un grosso limite al progresso culturale e tecnico e serve solo a provocare le guerre. Più libri e meno armi! È una verità sacrosanta e in questi commenti (queglianonimi poi sono proprio da buttare nel cesso!) la guerra c’è! Ed è brutto avvertirla. Mi sembrate unamanica di sfigati rivolti solo alla difesa del vostro orticello, fascisti, berlusconiani, ottusi e cattivi. Non tutti ovviamente.
Daniele il Kit sanitario mancante a tutti i 412 vvf non soloquello liguri è niente meno che uno dei Kit approvati dall’autorità aeronautica dove debbono essere fissati gli elettromedicali e gli impianti dell’ossigeno terapia,oltre alle dotazioni sanitarie.I vvf non sono dotati oltretutto delle certificazioni previste per svolgere attività HEMS o “equiparate” come stabilito dalla 965/12 recepita dallo stato Italiano come membro della comunità europea e legge posta a salvaguardia dei cittadini comunitari ,siano essi trasportati o sorvolati.I mezzi Utilizzati dai VVf per effettuare determinate operazioni su elisuperfici ospedaliere in terrazza,non rispondono ne garantiscono i livelli di sicurezza minimi accettabili per legge per quel tipo di operazioni che sono HEMS a tutti gli effetti nonostante si cerchi con una T di fargli assumere una connotazione diversa.Per ciò che riguarda l’Abruzzo ,e (sarebbe per me cosa auspicabile vista la collocazione orogeografica),se la regione decidesse di far assumere alle sue attuali basi oltre la connotazione HEMS quella HSAR permanente(ammesso non lo siano già) per farlo basterebbe una semplice nota sui capitolati di appalto stesura,e le casistiche che hai nominato verrebbero coperte senza problemi dal servizio come accade regolarmente in altri contesti ,non solo in Trentino.Sulle sentenze del tar ligure concordo con te che siano per taluni solo una pia illusione ,soprattutto perchè basate e e costruite su impianti normativi sorpassati ,con l’entrata in vigore a pieno regime della 965/12 nel novembre 2014 data posteriore alle sentenze e legge mai nemmeno menzionata in quella sentenza.
Bubble Door: spiega quale sarebbe il kit sanitario che manca al 412 dei VVF Liguria.
Detto questo, lo stato è colpevole di aver abbandonato i VVF e tutti gli altri suoi corpi. Abbandonato nel senso che uno stato che avesse avuto a cuore un servizio pubblico 10 anni fa avrebbe adeguato all’hems la flotta dei VVF. Non lo ha fatto, forse anche cedendo alle pressioni di chi ha interesse nell’elisoccorso. Sicuramente e lo dico da VF, l’elisoccorso “di stato” è destinato ad essere smantellato nel giro di pochi anni… le sentenze Liguri sono una vana illusione per chi come me, crede in un certo sistema. Ritarderanno solo di qualche anno la morte dell’elisoccorso di un corpo dello stato, un corpo che non ha soldi (che non vuole avere soldi) per la manutenzione dei mezzi (obbligatoria sui velivoli) ma nemmeno per la manutenzione dei mezzi stradali…
Chiedo solo a Bubble Door, come ha intenzione di affrontare, la Regione Abruzzo, l’eventualità di SAR, situazione in cui un velivolo privato rischia di volare ore ed ore senza cavare un ragno dal buco, una ricerca dispersi, una perlustrazione su una zona alluvionata… So che in Trentino l’elisoccorso regionale effettua SAR, in tante altre regioni no, credo che non sarebbe economicamente sostenibile per un vettore. Chiedo ancora, la convenzione abruzzese ovviamente va a braccetto con le regole di pagamento del soccorso, della “Guida Alpina obbligatoria” sugli itinerari alpinistici, con le assicurazioni obbligatorie. Progresso…
E chi avrebbe mai nominato i piloti?Ma sai almeno leggere?Si certo come no ,ammodernare cosa?i 412 che non hanno uno straccio di kit sanitario? Oppure quelli che svolgono servizio da piazzole sopraelevate senza poter garantire gli standard di sicurezza previsti dalle normative?all’estero il servizio di elisoccorso e spartito tra enti pubblici e privati tutti uniformati alla medesima normativa perché se si vuole fare Hems la normativa esiste ed è europea.le aziende che stilano i capitolati di gara ,lo fanno sulle basi delle proprie esigenze che possono anche essere più stringenti della normativa di riferimento.Per chi poi parla fantasiosamente dell’Abruzzo voglio lasciare la visione del seguente articolo,magari riuscirà a rendersi conto che la realtà è ben diversa da quella che vorrebbe propinarci.
Da Helipress.it
“”Il modello Abruzzo: un tavolo condiviso per l’Elisoccorso
24 MARZO 2015
La “manifestazione di interesse” per la stesura del nuovo bando di gara per i servizi HEMS si è svolta lo scorso 18 marzo: c’erano (quasi) tutti i provider italiani e i due costruttori europei
di Nicola Zamperini
La malasanità è una malapianta difficile da estirpare, ma ogni tanto arrivano buone notizie che ci lasciano sperare sia possibile. Ed è una buona notizia per l’Elisoccorso, per i cittadini di una regione e per il sistema di emergenza sanitaria con elicottero nel suo complesso.
In Abruzzo, dove la Regione ha predisposto un (pre)bando di gara relativo all’Elisoccorso per i prossimi anni, l’Amministrazione ha sentito il bisogno di ascoltare tutti gli operatori del settore. Tecnicamente si chiama “manifestazione di interesse”. In parole povere, è come se la Regione Abruzzo dicesse: noi abbiamo scritto questo bando di gara, si parla di Elisoccorso, di emergenza sanitaria, di piazzole ed elicotteri, voi che ci lavorate o li costruite che ne dite? Che ne pensate? Avete suggerimenti? Proponete correzioni?
Chi ha qualcosa da dire, lo faccia ora o taccia per sempre.
Così la “manifestazione di interesse” in tutto il suo splendore si è svolta, mercoledì scorso 18 marzo. Una riunione convocata dai dirigenti dell’Assessorato e dai dirigenti, medici e amministrativi, della Asl di Pescara e L’Aquila. L’incontro si è tenuto nella sede dell’Ospedale Santo Spirito di Pescara, in una sala che ha il nome uguale a quello di una stanza simile che sta a Palazzo Chigi, la Sala Verde. Che è la sala dove il Governo incontra le Regioni, o i sindacati e le parti sociali in genere. In entrambe evidentemente si svolgono confronti aperti e tosti, ma trasparenti, come è giusto che sia quando in ballo ci sono i soldi pubblici e interessi collettivi.
E una Regione che incontra tutti i provider italiani e i due costruttori europei è un segnale incoraggiante insomma. AgustaWestland e Airbus Helicopters, Inaer, Elitaliana, Elilombarda, EliFriulia, Hoverfly, Airgreen, Airway, Alidaunia, Helops, erano tutti seduti allo stesso tavolo. L’obiettivo dell’amministrazione, della stazione appaltante come si dice nella terminologia del diritto amministrativo, era ascoltare, capire, correggere il tiro, se necessario illustrare la ratio della gara, chiedere la giusta dose di innovazione nelle macchine e infine garantire la dovuta imparzialità e pari condizioni di accesso al bando per tutti i concorrenti.
Ci auguriamo che l’obiettivo sia stato raggiunto.
A memoria un fatto analogo si svolse nel 2010, in Lombardia, quando l’Amministrazione, attraverso una società regionale, convocò gli interessati al bando di gara per l’Elisoccorso. Ma lo fece in maniera affatto diversa. Uno ciascuno, un operatore alla volta, nel chiuso di una stanza, senza confronto e senza quella trasparenza che è necessaria in fatti simili.
Immaginiamo la sorpresa e la curiosità in chi è stato seduto al tavolo nell’Ospedale Santo Spirito nelle lunghe ore in cui la “manifestazione di interesse” ha preso forma. Stupore e curiosità perché di fronte alle novità e alle novità che vanno nella giusta direzione, queste sono le reazioni naturali da parte di tutti. Certo poi, tra gli attori in campo, ci sono gli schieramenti, chi con un costruttore e chi con un altro, esistono le giuste tensioni e una certa dose di diffidenza, ma questo fa parte del gioco.
Noi di Helipress avevamo scritto, ormai molto tempo fa, che era ora di costituire un tavolo nazionale sull’Elisoccorso. Bene, la Regione Abruzzo è sulla buona strada, non ci vuole molto. Basterebbe estendere questo modello e parlare di Elisoccorso per tutta Italia, anziché per una sola regione, invitando a partecipare tutti i costruttori nazionali e internazionali e tutti i provider. Ripetiamo, non ci vuole molto: solo buona volontà. E una Sala Verde, verde speranza.””
Quindi caro “Porta di Bolle” ci stai dicendo che i piloti VVF sono scarsi, e che il 109 che menzioni tu è a marcire a Reggio Emilia per colpa della loro negligenza. Spero avrai le prove per poter dimostrare ciò.
Pensa se invece a loro davano un comodo BK117, avrebbero rotto pure quello?
I 412 sono elicotteri progettati per l’HEMS, per il SAR/HHO e per l’AA, solo che non c’è ancora la voglia politica di riammodernarli. Che ci siano delle norme europee che mettano i paletti, non vuol dire sempre che sia una cosa giusta, visto che poi le Regioni fanno bandi di gara su misura mettendo paletti ancora più restrittivi e tagliando fuori Enti Statali e Privati che potrebbero concorrere.
E intanto all’Estero l’elisoccorso non è spartito fra mille enti e associazioni. Noi invece continuiamo pure a vedere il Soccorso come il nostro giochino, e a cambiare le regole a nostro piacimento.
p.s. non ho nessuna tessera sindacale, quindi le tue insinuazioni anti-conapo con me e qua sopra lasciano il tempo che trovano.
Per fare hems la normativa di riferimento e’ la 965/12 recepita dallo stato italiano sul finire del 2014. la sentenza che citi e’ riferita ad una causa improntata su regolamenti ,sorpassati dalla 965.i 412 vvf non sono dotati né di kit sanitario,né rispettano le performance di sicurezza per quelle attività che vengono svolte in Liguria e Sardegna dai vvf perdipiù sulla base di accordi onerosi e per cui sono stati elargiti denari per basi permanenti mai aperte (Leggasi Albenga).Di 139 i piccoli urlatori sindacali dei vvf ,né cianciano di un loro imminente arrivo da almeno una diecina d’anni ma ad oggi nessun ordine e’ mai stato non solo formalizzato,ma nemmeno pensato.l’Abruzzo credo che sarà una delle prime regioni a veder volare in Hems il 169 con buona pace .per quanto riguarda l’ultima tua frase,abbiamo ben visto che affarone ha fatto la regione Liguria affidando un elicottero per fare hems ai vvf….il caso 109 grand “Carige ” docet….Sta ancora marcendo in un hangar di Reggio Emilia
Stefano non ti preoccupare di Bubble, ciò che lui menziona è la certificazione del COA per fare HEMS che i 412 dei VVF non hanno.
Peccato che:
– in Liguria e in Sardegna lo fanno lo stesso e una sentenza del Tar ha respinto il ricorso di un privato che si appellava a sta boiata burocratica
– il CNVVF a breve si doterà di AW139, idonei all’HEMS
– i 412 sono cmq stati progettati sia per l’HEMS che per il SAR/HHO
– se la Regione spende dei soldi per NOLEGGIARE un elicottero Hems e darlo a un TE, può benissimo noleggiarlo e darlo ai VVf risparmiando sui piloti e sui TE.
Certo che la magia di uno schermo che permette di rimanere anonimi ( e spesso sparare cazzate) è incredibile…
Ma ‘sti 4 vigliacchi che hanno alcun coraggio a firmarsi, il problema vero, è che rappresentano una parte non piccola di questo Paese (la P sarebbe da sostituire con la p… ma la speranza è l’ultima a morire…)…
Bubble door, tecnico “arrocchiapampene” e compagnia bella siete bravisimni a fare morali, dare perle di saccenza di derivazione basso pertugica e chi più ne ha… (cosa arriva dopo ve lo spiego la prossima volta altrimenti fate fatica a capire.)..
Come disse su qualche post fa un collega… non vale la pena né rispondere né tenere in cosiderazione le illazioni dei provocatori ignoti che fanno allungare inverosimilmente i dibattiti che dovrebbero essere prerogativa delle persone e non dei pidocchi…!
Grazie per la precisazione. Io ero rimasto alla notizia pubblicata su un articolo di questo blog http://www.banff.it/patentino-e-guida-alpina-obbligatori-in-abruzzo/” dove leggo: “20 ottobre 2015…Sono presenti ai lavori i consiglieri Pierpaolo Pietrucci e Luciano Monticelli. Oltre a Paolo De Luca in rappresentanza del Collegio Regionale Maestri di Sci Abruzzo, ci sono i rappresentanti di CNSAS Abruzzo, SAGF (Soccorso Alpino Guardia di Finanza), SAF (Vigili del Fuoco), Polizia di Stato, CAI Abruzzo, ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili, ???), 118 Abruzzo e Collegio Regionale Guide Alpine Abruzzo.”…Infine saranno utilizzati reparti dei Vigili del Fuoco per l’elisoccorso, in quanto hanno più volte dichiarato la loro disponibilità a farlo e a terra le squadre del Soccorso Alpino delle varie forze di Polizia, Forestale e Carabinieri (Il CNSAS non è citato, NdR). Si sta per avverare un sogno, quello di vedere meno elicotteri sorvolare le nostre montagne per il recupero di infortunati e/o di “gitanti fuoriporta”, ma soprattutto meno sperpero di denaro pubblico…”. In quanto all’attenta analisi non so di cosa si parli, e nemmeno della frase “vostro sindacato”.
Davide crescenzio vorrei correggerla …veramente sono i VVf che in regione Abruzzo si sono proposti attraverso una lettera di un vostro sindacato per vedersi affidato l’elisoccorso regionale.Da quella lettera, sembra che dopo attente valutazioni,sia risultata inadeguata la vostra offerta e che la regione,si sia orientatta verso un nuovo riaffido del servizio su base di gara alle aziende titolate dei requisiti, normati dalla regolamentazione europea per il servizio HEMS.
Voglio solo correggere il mio amico e collega Marcello Cominetti: io non voglio lavorare dentro in questa organizzazione, con regole molto poco chiare e con una notevole dose di discrezionalità, io combatto dentro questi commenti per avere risposte serie e fondate su fatti e norme oppure per dimostrare che quest’organizzazione fa acqua da tutte le parti, cosa indegna in un paese civile; io voglio che ci sia un’organizzazione diversa per il soccorso alpino dove i volontari sono volontari e basta ( anche e soprattutto per la parte economica), mentre nell’elisoccorso vi sia un’equipe di professionisti (pagati) scelta e formata sulla base di valutazioni oggettive e preparata a quel lavoro molto delicato. A me dispiace non aver avuto la possibilità di utilizzare le mie competenze professionali perché mi è stata negata la possibilità di mettermi alla prova per motivi che esulavano da questioni prettamente tecniche ma solo per argomenti “discrezionali”. Ero convinto che il CNSAS operasse le sue scelte per un solo fine ultimo, soccorrere nel modo migliore possibile le persone che avevano bisogno di aiuto. Mi sono ricreduto. E concordo con Marcello che un corpo professionista quali i VVFF o un corpo militare sono la risposta migliore. Adesso la regione Abruzzo propone l’elisoccorso affidato solo ai VVFF; vedremo, anche alla luce di quello che leggiamo in questi messaggi, chi e come interverrà di fronte a questa proposta e forse capiremo molte cose. E ha ragione Carlo: schei fa schei, pioci fa pioci. Insomma, sono un altro sognatore.
@TECNICO QUALUNQUE lei domanda in modo vagamente (non troppo a dir la verità) ironico “vuoi vedere che tutti quanti, tra ditte di elicotteri con certificazioni internazionali, tecnici istruttori ai corsi 81/2008, 106/2009, 2001/45/CE, ecc, aziende sanitarie, e via di questo passo, non capiscono una mazza di normative sulla sicurezza? Vogliamo crederci?”
Per quello che concerne le “ditte di elicotteri” credo che le aziende in questione conoscano molto bene le normative aeronautiche ed anche il D.Lgs. 81/08 anche solo per il motivo che sono aziende preci avranno certamente redatto il DVR come prevede appunto il TU di sicurezza sul lavoro.
Per i “tecnici istruttori” credo che qui si debba (per coerenza) aprire un discorso a parte, in quanto i tecnici devono (per legge) avere requisiti specifici se durante i corsi di formazione si occupano anche di “formazione sulla sicurezza sul lavoro” se vi sono percorsi formativi delineati dal D.Lgs. 81/08 riconducibili alle attività che vengono svolte durante le attività (chiedo scusa per la ripetizione) di elisoccorso. Solo per chiarire alcuni concetti vorrei approfondire, se mi è consentito, che il datore di lavoro del personale sanitario (medici ed infermieri) che prestano la loro opera nei diversi servizi, deve effettuare la valutazione dei rischi specifica del contesto operativo… pertanto lavorare in un pronto soccorso espone i lavoratori a determinati rischi, assai differenti di quelli che sono riscontrabili durante l’operatività in elisoccorso. Qualche post fa’ è stato scritto, ad es., che è stato precluso il servizio al personale sanitario che non utilizzava correttamente un DPI per la discesa (discensore su fune?) ed a questo punto le pongo io una domanda: il personale in questione era stato formato per il lavoro su funi? Se così fosse non comprendo come mai il tecnico istruttore si è accorto che la persona in questione non sapeva utilizzare quel dispositivo? Sottolineo che “quel dispositivo” è parte di un sistema per il cui utilizzo è richiesto un percorso formativo specifico delineato all’Allegato XXI del D.Lgs. 81/08, pertanto la persona in oggetto doveva già essere stato formato PRIMA e non dovrebbe essere prevista una “prova di utilizzo di un discensore” senza accertarsi che la persona sia “autonoma” all’uso di tale ATTREZZATURA DI LAVORO.
Il “tecnico istruttore” non può “far provare” tale dispositivo (meccanismo n.d.r.) per verificare l’idoneità… deve essere il CNSAS che deve verificare l’idoneità tecnico-professionale del lavoratore. Il “tecnico istruttore” assume il ruolo di preposto pertanto egli è responsabile della sicurezza del personale e delle procedure delineate dal DL… A questo punto la chiarezza si dissolve… chi è il datore di lavoro? Il Presidente del CNSAS oppure l’ASL? Io credo sia l’ASL. Quale ruolo ha il CNSAS? Quale ruolo hanno i “tecnici istruttori”? Lei sa TECNICO QUALUNQUE (spero) che il D.Lgs. 81/08 non esclude le attività aeronautiche (il personale di bordo sugli aerei, i piloti, il personale a terra sono tutelati eccome!!!!) pertanto le tutele ai lavoratori sono dovute anche al personale elitrasportato, anche in emergenza.
Lei TECNICO QUALUNQUE fa confusione sui ruoli, il “tecnico istruttore” non è un docente in materia di sicurezza sul lavoro ma è un esperto che ha il compito di addestrare alle procedure… tale addestramento è l’ultimo tassello delle tutele dovute ai lavoratori… non è l’unico, anzi. Prima vi sono (da parte del DL) la valutazione di idoneità sanitaria, l’informazione, la formazione e, in ultimo l’addestramento. Fare confusione su questi “dettagli” significa “certificare la propria ignoranza in materia di D.Lgs. 81/08” pertanto se lei TECNICO QUALUNQUE è stato informato, formato e addestrato secondo quanto previsto dalle normative vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro probabilmente la formazione ricevuta è “a norma” ma non ha reso lei competente. E’ lei stesso che ne da la prova.
Io (noi tutti che scriviamo e leggiamo qui) non so se lei TECNICO QUALUNQUE è un lavoratore autonomo oppure subordinato, se è un DL, se è un libero professionista e mi piacerebbe saperlo… tuttavia le confesso che da come scrive probabilmente Lei è un lavoratore autonomo, infatti è tipico per quella “tipologia” di lavoratore pensare che se ognuno Sto arrivando! ciò che deve fare va bene così. Mi dispiace contraddirla di nuovo… l’intento del legislatore è infatti quello di delineare anche le responsabilità in capo alle diverse figure che sono attori della sicurezza… e, al di là delle comprensibili deroghe (siamo il paese delle deroghe ricordiamolo sempre) in ambito di CNSAS, la tutela è dovuta SEMPRE e a TUTTI… che siano volontari e/o lavoratori dipendenti… ancora di più nell’ambito del soccorso pubblico ad infortunati e/o dispersi in ambiente montano o ipogeo.
Aggiungo (ho quasi finito) che nell’ambito della copresenza di più soggetti (ASL, CNSAS, PILOTA, TECNICO VERRICELLISTA) i rischi per il coordinamento aumentano, pertanto chi gestisce la “squadra” ha il compito di preposto e su di lui ricadono le scelte e le omissioni… infatti chi deve vigilare sull’operato altrui nell’ambito di un DL pubblico o privato è penalmente responsabile delle proprie azioni e/o omissioni al pari di chi cagiona un danno volontariamente.
Premesso tutto questo, TECNICO QUALUNQUE, vada a chiedere ai “tecnici istruttori” quali competenze hanno di D.Lgs. 81/08 e poi scopriremo se davvero possono erogare corsi di formazione di determinate attrezzature di lavoro e/o addestrare a compiere le procedure (scritte da chi e dove?) delineate dal CNSAS.
Spero di averla aiutata almeno a porsi qualche domanda, perché chi non ha dei dubbi è molto più pericoloso di chi ne ha. Buona giornata. Luigi Trippa
Carlo, nessuna offesa figuariamoci, siamo adulti.
Ma le guide alpine non sono tutte uguali solo perchè fanno lo stesso lavoro. Il mio collega Davide Crescenzio che lotta tra questi commenti è una guida alpina come me ma la sua lotta va in direzione diversa dalla mia. Ho di lui la massima stima perché rispetto le idee altrui (altrimenti farei il terrorista, come giàscritto) ma non le condivido affatto perché lui vorrebbe sanare il CNSAS per poterci giustamente lavorare dentro, mentreio lo chiuderei e punto. Considero la diversità una ricchezza, per questo se incontrerò Davide lo saluterò con lo stesso piacere di prima, così come saluto tanti amici soccorritori volontari e colleghi guide che operano nel soccorso anche in qualità di istruttori (altra mafia). Avere delle idee proprie non é un reato, specie dopo che Erri De Luca è stato assolto per vare parlato male del TAV, che come il CNSAS rappresenta u na spina nel fianco dell’economia sociale del nostro paese.
Senza neppure ricorrere al dialetto (che dà a chi lo usa una sicurezza che a me non serve, sinceramente) da me si dice nella lingua che tutti capiscono: piove sempre sul bagnato! Oppure: bisogna ballare come suona la musica. Ma la musica si può cambiare intervenendo su chi la suona o suonandone una se si é capaci, mentre la pioggia decide per fortuna lei quando cadere.
Stai sereno, ciao.
@Carlo: ogni organizzazione è fatta di persone, nel bene e nel male. Sappi che altrove nel cnsas ci sono situazioni analoghe alla tua dove i problemi che hai incontrato non sussistono. E’ comunque un peccato quando persone valide e di buona volonta’ non possono essere messe nelle condizioni di dare il meglio.
..Buongiorno sig. Tecnico, leggendo il Suo intervento mi sembra di poter ipotizzare che in altre realtà l’articolo n°12 del regolamento CNSAS non venga applicato, come invece dovrebbe essere di default una volta appurato lo status di incompatibilità del candidato. Se la mia ipotesi trova riscontro la considero una palese e grave violazione del regolamento stesso e altamente discriminatoria nei confronti di alcuni. Se invece anche l’applicazione dell’articolo n° 12 ricade sotto la discrezionalità del Capo Stazione o Delegazione ,di cui non ho trovato traccia dopo un’attenta lettura dell’intero regolamento, la trovo ancor più discriminatoria e generatrice di situazioni imbarazzanti che possono rafforzare la tesi che il CNSAS non sia un fulgido esempio di limpidezza gestionale, senza nulla togliere , per fortuna, alle quotidiane dimostrazioni di efficienza operativa.
Mi permetto una piccola considerazione sulla querelle tra Guide e CNSAS , sperando di non offendere nessuno, usando un proverbio:…DA SEMPAR…..DANE’ FAN DANE’…E….PIOC FAN PIOC!!
A questo punto, dopo essere stati indirizzati dai vari “Ragionieri”, “TE qualunque” etc a leggerci e a capire la legge 266/91 che sancisce la possibilità di un OdV (organizzazione di volontariato), ipotizziamo che tali rimborsi provengano direttamente dal CNSAS e quindi dal CAI…e quindi dalla Regione.
E aspettiamo a questo punto di essere linkati o reindirizzati verso quel regolamento interno al CNSAS/CAI che sancisce i rimborsi dei TE, se non è troppo disturbo.
Caro tecnico qualunque, a parte l’esserti dato un nomignolo appropriato alla profondità dei tuoi commenti, ti rammento che di sognatori come me ce ne sono stati sempre pochi. Hai ragione. E mi dai pure ragione perché se ci pensi bene (ce la fai, dai, su…) il fatto che stiate lì a scannarvi su questo tema significa che le cose non vanno bene. E a casa mia quando una cosa non va bene, cerco di scoprirne il motivo e semmai la cambio.
A me da fastidio (molto) lo spreco di denaro pubblico ma la più parte dell’essere umano italico e non solo, ma restiamo a casa nostra, si inventa burocrazie, ruoli e incarichi al solo scopo di piazzare i suoi elementi meno capaci quà e là per dargli un lavoro in luogo di educarli a migliori aspirazioni. Non mi vergogno a dire che se fossi meno codardo farei il terrorista per combattere queste assurdità, ma ho scelto la montagna perché non ho le palle. Quando nel 1997 sono uscito disgustato dal soccorso un mio “collega” mi ha detto: prega di non avere mai bisogno soccorso! Detto ciò mi sento di poter dire ogni cosa certo di essere nel giusto. Ciao
Carlo VF, sono un collega (non 2B); per come la so io non puoi svolgere servizio di volontariato nel CNSAS in quanto c’è “incompatibilità”.
Questa è relativa unicamente l fatto che il CNSAS, essendo inquadrato nel servizio di protezione civile nazionale, potrebbe, ad esempio, essere precettato in caso di calamità, la stessa calamità magari per la quale tu dovresti partire in colonna mobile. Incompatibilità quindi perché in certi casi potresti essere chiamato a svolgere analogo servizio da due amministrazioni, e se non uguale, (visto che NOI facciamo soccorso tecnico urgente ma non gli altri e nessun altro), contemporaneo.
A me l’hanno sempre spiegata così, quindi in linea di massima il capostazione che non ti consente di svolgere servizio rispetta questa direttiva. Poi se ci sono colleghi che fanno anche servizio nel CNSAS, ci saranno capistazione che agiscono come illustrato nella lettera di Pina, con discrezionalità…
In ogni grande famigghia ce sta la pecora nera.. Dai tecnico dai.. Lascia perdere ‘sti commenti che rafforzano la posizione del “sognatore” Marcello. Intanto non mi hai risposto, non hai detto niente. Fattene una ragione tu.
@Carlo: ogni organizzazione è fatta di persone, nel bene e nel male. Sappi che altrove nel cnsas ci sono situazioni analoghe alla tua dove i problemi che hai incontrato non sussistono. E’ comunque un peccato quando persone valide e di buona volonta’ non possono essere messe nelle condizioni di dare il meglio.
@Luca G.: ce n’è stata, ce n’è e ce ne sarà sempre di gente che si presenta pluridecorata e poi in squadra non si fa mai vedere, nè alle esercitazioni nè sugli interventi (forse troppo occupata a lustrarsi le medaglie). Ne facciamo volentieri a meno.
@Davide C.: le soluzioni sono tante e anche diverse da delegazione a delegazione. Quella può essere una. Se non ti convince, non so cosa farci. Finora i responsabili dei diversi enti coinvolti, pubblici e privati, sono convinti. Contenti loro…
@Marcello C.: continua pure a sognare. Per fortuna ce ne sono molto pochi come te.
@Luigi: vuoi vedere che tutti quanti, tra ditte di elicotteri con certificazioni internazionali, tecnici istruttori ai corsi 81/2008, 106/2009, 2001/45/CE, ecc, aziende sanitarie, e via di questo passo, non capiscono una mazza di normative sulla sicurezza? Vogliamo crederci?
“…l’inidoneità attitudinale si verifica allorquando il socio, pur essendo in possesso di adeguati requisiti tecnici, con la sua condotta non abbia più i requisiti per cooperare in sicurezza e serenità con la struttura di sua pertinenza, …” E qui ci farei una bella riflessione. Se io da professionista e cittadino italiano vedo una violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro e mi attivo perché dette norme non vengano violate allora fuori dalle palle perché “non hai più i requisiti per cooperare in sicurezza e serenità con la struttura “. Perché questo è successo. Bella trasparenza. Ah: non puoi leggere la motivazione per cui sei stato estromesso contenuta nella relazione del capostazione ai vertici regionali perché, in quanto esterno all’organizzazione stessa, non puoi accedere agli atti. Bella porcheria. È incredibile che ci sia in Italia un’organizzazione, pagata dallo stato, con queste regole. Come possiamo definire un’organizzazione come questa ?
… Regolamento del CNSAS compare l’art. 12) sull’inidoneità attitudinale che recita “ l’inidoneità attitudinale si verifica allorquando il socio, pur essendo in possesso di adeguati requisiti tecnici, con la sua condotta non abbia più i requisiti per cooperare in sicurezza e serenità con la struttura di sua pertinenza, ovvero, qualora lo stesso si ponga in conflitto di interessi con il CNSAS, a seguito della sua appartenenza ad altra struttura pubblica o privata operante nel settore del soccorso in ambiente impervio”
Luca credo che la risposta che cerco sia nell’art.12,però penso che la trasparenza negli atti consiglierebbe pur sempre una risposta,sia negativa che positiva con tanto di riferimenti agli articoli/o che la generano.
Comunque rimango allibito dal contenuto dell’articolo 12 e mi chiedo se la sua applicazione sia di default ,appena appurata l’appartenenza del soggetto ad altre strutture,o sia applicato dopo comportamenti/atteggiamenti censurabili riconducibili all’articolo??? Carlo
.. Ringrazio per la risposta!! però permettimi: se un Capostazione può decidere chi può e chi non può essere un TE mi sembra un controsenso scrivere al Sig. Baldracco per avere lumi sul fatto che io non possa aspirare a far volontariato come OSA.Purtroppo questa poca trasparenza,al limite del torbido,fa a pugni con la riconosciuta capacità professionale ed operativa del CNSAS.
Carlo
Ciao Carlo,
ti consiglio di porre i tuoi giusti quesiti direttamente al Presidente Nazionale Piergiorgio Baldracco, nella speranza di avere piu’ fortuna di quella che ho avuto io. Le mie richieste di approfondimento infatti trovarano una risposta da parte del Presidente in data 7.11.2014 che ancor oggi mi sorprende e che puoi rileggere nell’allegato 17 dell’articolo di Riccardo Innocenti http://www.banff.it/i-documentati-dubbi-di-riccardo-innocenti/.
Buona fortuna e buon lavoro.
@..Luca Gardelli…”Il volontariato non dovrebbe costituire un palcoscenico su cui alcuni personaggi provenienti dalle realtà più disparate (e spesso intrise di una quotidianità frustrante) cercano un riscatto perchè, indossando una divisa, si sentono legittimati a tutto..”
Buongiorno sig.Gardelli…ho letto con interesse tutti i vari interventi relativi allo scritto del Sig. Pina e avrei una domanda da porLe in merito al passaggio,del Suo intervento,che ho riportato.
Premetto: sono un Vigile del Fuoco,e prima dell’inizio della mia attività professionale ,avevo conseguito la licenza di Guida Alpina con relativa iscrizione all’Albo.
Svolgo la mia professione con dedizione ed impegno e non mi sento minimamente frustrato dalla mia quotidianità lavorativa,dunque non cerco nessun tipo di riscatto sul palcoscenico del volontariato, tanto meno anteponendo la mia divisa per ottenerlo.
Ho svolto tutta la trafila SAF, sono abilitato al grado 2B e svolgo regolare turnazione presso il Reparto Volo della mia regione (alpina).
Durante lo svolgimento della mia qualifica SAF mi sono trovato spesso a collaborare,anche in funzione di ROS, con il CNSAS assumendo sempre una condotta collaborativa e sinergica con ottimi risultati operativi che è ed è quello che deve rimanere il target primario di un operazione di soccorso.
Considero il volontariato una risorsa di cui avvalersi per ottimizzare qualsiasi forma di servizio,ed in particolar modo tutti i servizi legati al soccorso.
Dopo questa lunga premessa,spero per Lei non tediosa, e non volendo minimamente entrare nella Vostra querelle sulla modalità per diventare TE vorrei chiederLe perchè a me non è permesso svolgere opera di volontariato nel CNSAS come OSA!!!! ho presentato più volte,alla Stazione della mia zona di residenza, e a più Capi Stazione,che si sono succeduti negli anni, regolare richiesta senza mai ottenere alcuna risposta, nè positiva nè negativa, alla mia istanza !!!!!!!!!!!!!
Anticipatamente ringrazio per l’eventuale Suo riscontro. Carlo
E pensare che se il CNSAS non esistesse o scomparisse (fatto auspicabile da ogni persona onesta e equilibrata) non dovremmo romperci il cazzo con tutti ‘sti discorsi, che basano su cavilli legislativi che si ritorcono su se stessi sottolineandone solo l’inutilita’, l’effettivo anacronismo del soccorso volontario retribuito.
Concetto che anche agli occhi di un cieco (ma onesto) riassume il peggio, cioe’ il dover pagare dei dilettanti (quando ci sarebbero fior di professionisti) con soldi pubblici. E non lo dico perchE’ sono una guidalpina (categoria martoriata da sfigati invidiosi, ma e’ un problema loro), ma perche’ pago le tasse regolarmente e mi fa quindi schifo lo spreco. Sara’ che sono genovese, aaaaaaah…
Per professionista intendo uno che fa quel lavoro perche’ la legge glielo consente e lo addestra a dovere, guida o ragioniere che sia! INquadrato in un UNICO corpo militare, che se appositamente dedicato al soccorso opererebbe benissimo.
Viene da piangere. Rivoluzione!
Cito sempre dal DPR 194/2001:”10. Ai volontari lavoratori autonomi, appartenenti alle organizzazioni di volontariato indicate all’articolo 1, comma 2, legittimamente impiegati in attività di protezione civile, e che ne fanno richiesta, è corrisposto il rimborso per il mancato guadagno giornaliero calcolato sulla base della dichiarazione del reddito presentata l’anno precedente a quello in cui è stata prestata l’opera di volontariato, nel limite di L. 200.000 lorde giornaliere.” LIRE 200.000 lorde. Era quello che voleva farmi leggere tecnico qualunque?
Rossi i 200 euro al giorno max o 300 max come indicato in altri post, sono un RIMBORSO SPESE sulla base della rendicontazione del volontario che presta servizio come TE.in base al tetto massimo che l’associazione di volontariato ha stabilito autonomamente.Ho postato i riferimenti di legge ai quali fare riferimento,leggi mai abrogate e quindi valide ed efficaci.Inutile si tenti di continuare a cercare di screditare con illazioni,su rimborsi spese = stipendi…..Sono istituti diversi e diversamente definiti e normati.
Signor DAVIDE CRESCENZIO, i 200 € al giorno sono lordi ????
Gli ultimi 3 interventi portano alla luce in maniera costruttiva e semplice i 3 grandi problemi che caratterizzano la concezione del volontariato in Italia, o per lo meno di una gran parte di esso:
– mancanza di conoscenza delle regole
– mancanza di trasparenza
– mancanza di etica professionale
P.s.
Si prega di rispondere evitando i vari “conosco professionisti scarsi…conosco TE validissimi…l’opera del volontariato è encomiabile…”
Saranno anche cose vere, ma non danno una risposta e soprattutto non risolvono il problema.
@Fulvio purtroppo devo dire che in materia di normative e DPI hai qualche lacuna, senza offesa.
DPR 194/2001: prendo dal sito http://www2.regione.piemonte.it/protezionecivile/index.php/volontariato/2-non-categorizzato/57-rimborsi-volontariato-d-p-r-194-01:
“Il D.P.R. 194/2001 prevede che i volontari impiegati in attività di Protezione civile specificatamente autorizzate dal Dipartimento nazionale di Protezione civile (siano esse per addestramento o per emergenze) abbiano diritto al mantenimento del posto di lavoro e del trattamento economico previdenziale.Il datore di lavoro è tenuto a consentire l’impiego del dipendente per un periodo non superiore a trenta giorni continuativi e fino a novanta giorni dell’anno e può chiedere il rimborso dell’equivalente degli emolumenti versati al lavoratore rivolgendo richiesta alla Regione Piemonte. Il D.P.R. 194/2001 prevede inoltre che le associazioni di volontariato possano richiedere il rimborso delle spese di viaggio, di eventuali danni ai mezzi e di altre necessità connesse all’evento.” Non mi pare si discosti da quello già espresso da RAGIONIERE. Spiegati meglio Tecnico qualunque. Sarò gnucco o poco informato, ma se critichi quello che ha esposto RAGIONIERE, dovresti non solo citare un DPR ma anche andare a indicare in quali articoli di detto DPR sostieni la tua teoria secondo la quale RAGIONIERE sta dicendo cose sbagliate ovvero non più valide. Sono 90 e passa interventi che vi si chiede sulla base di quali principi e disposizioni di legge i TE prendono più di 200 € al giorno; volete rispondere seriamente o no?
L’articolo di Fabrizio Pina a mio avviso solleva un delicato interrogativo di carattere etico e morale, prima ancora che tecnico e normativo, come i vari post che si sono succeduti hanno cercato di approfondire.
La sua testimonianza, in aggiunta a quella di Riccardo Innocenti, dello scrivente (http://www.banff.it/la-delusione-di-luca-gardelli/) e chissà quanti altri che hanno preferito il silenzio, conferma che nell’operato del CNSAS oltre alle luci esistono tante ombre. Ma ciò appare fisiologico in ogni organizzazione che si vuol caratterizzare nel “fare” piuttosto che nel “parlare”. Ma queste ombre meritano una riflessione.
La realtà del volontariato costituisce, soprattutto in una fase delicata come quella attuale, una importante opportunità per creare valore, un valore ad alto contenuto soprattutto perchè non strettamente e direttamente economico.
Il volontariato non dovrebbe costituire un palcoscenico su cui alcuni personaggi provenienti dalle realtà più disparate (e spesso intrise di una quotidianità frustrante) cercano un riscatto perchè, indossando una divisa, si sentono legittimati a tutto, anche a ciò che eticamente non è corretto, oltre che a volte non giuridicamente consentito.
La delusione che ne consegue, e che in una società evoluta non dovrebbe essere propria solo di chi ha subito ingiustizie ma di tutta la collettività che ne è a conoscenza, si riferisce al dubbio che purtroppo tali devianze non siano adeguatamente arginate da chi ha responsabilità di coordinamento, ma anzi in alcuni casi ne possano essere amplificate. E sbandierare statistiche di successo sugli interventi compiuti non può costituire un alibi volto a coprire queste criticità.
In questo modo nel volontariato non si crea valore, se ne demolisce anche quel poco ancora rimasto.
I volontari meritano riconoscimento e rispetto per il loro operato; meritano vertici che con trasparenza, lealtà ed umiltà sappiano orientare la loro azione, oltre che dal punto di vista tecnico soprattutto da quello etico e morale.
@Massimo.
Quale sarebbe la struttura che immagini? E come ti assicuri che non sia poi chi è a capo di quella struttura che decide in modo arbitrario chi può e chi non può?
@Luigi
Non so se l’attività al verricello sia paragonabile ad un lavoro su fune essendo il verricello usato alla stregua di un ascensore. Tra l’altro li le normative si sovrappongono essendo uno un attrezzo che risponde a normative aeronautiche e da li in poi attrezzi che rispondono alla normativa sui DPI etc. Ma molto probabilmente hai ragione nel richiamare quel tipo di attività e normativa.
In ogni caso credo di si, visto che di recente un ottima persona del servizio sanitario, si è vista ritirare l’idoneità ad operare con l’elicottero, perché non riusciva ad utilizzare un DPI che serve appunto a muoversi su fune.
Sono costretto a dire “credo”, perché i corsi che faccio io e che fanno medici e TE, sono differenti ed onestamente non mi sono mai preoccupato di sapere a quale normativa rispondessero.
Va detto molto chiaramente che l’attività di elisoccorso, oltre a coinvolgere numerose normative i cui confini non sono sempre chiari e sovrapponibili, non sarà mai completamente normabile e procedurabile, per cui se ci si mette con il lanternino di presunte mancanze ne trovi fin che si vuole.
Ti faccio il mio esempio diretto.
Il mio imbraco, quello che utilizzo per assicurarmi quando verricello corrisponde ai dettami della 2008/81. Con questo imbraco mi collego a delle fettucce, chiamiamola linea vita, che corrispondono alla stessa normativa. Peccato che poi i punti di ancoraggio non possano fare altrettanto, essendo su una struttura aeronautica e dovendo rispondere ad un altro tipo di certificazione.
Inoltre la 2008/81 prende in considerazione i rischi di caduta dall’alto… ma la caduta avviene per la normativa da un punto statico.
Ma un elicottero non è un tetto o un impalcatura ma un oggetto che si muove e che è sottoposto ad accelerazioni dovute alle manovre che si effettuano.
Ecco che tutte le considerazioni sui fattori di caduta e di sollecitazioni sui materiali e sulla persona, vanno a farsi benedire.
.
Questo lo scrivo non per dire che la normativa sia inutile, ma per dire che se ci si appella all’applicazione delle normative per contestare l’esistente, si rischia semplicemente di paralizzare l’attività.
Lavorare per migliorare il tutto è invece un discorso che mi trova assolutamente favorevole.
@ ragioniere: dai un’occhiata al dpr 194/2001. Le norme che citi tu, oltre che vecchie, non c’entrano niente col tema in questione.
Visto che molti parlano cercando di focalizzare impropriamente ,sul fatto che i TE percepiscano una retribuzione che è’ cosa ben diversa da ciò che viene loro erogato per le prestazioni di volontariato che svolgono………questa è’ la normativa di riferimento da cui molti possono ora trarre illuminazione .La L. 266/91 prevede espressamente la possibilità per l’Organizzazione di Volontariato (OdV) di erogare ai propri volontari somme a titolo di rimborso spese, sempre che presentino i seguenti requisiti:
• essere effettivamente sostenute dal volontario
• essere relative all’attività prestata per conto dell’OdV
• il rimborso deve avvenire entro limiti predefiniti dall’OdV.
La L. 266/91 non offre ulteriori elementi, nè vi sono indicazioni di cifre, nè risulta che vi siano stati chiarimenti ministeriali specifici. Lo stesso D.LGS. 460/97 non affronta la questione, nonostante un espresso richiamo da parte della Commissione Parlamentare di Vigilanza.
Queste norme indicano un quadro di riferimento generale, da completare seguendo i principi ispiratori in esse contenute. In particolare va attentamente ponderato l’obbligo di escludere un fine di lucro da parte del volontario, per cui in ogni caso il rimborso spese dovrà essere di ammontare contenuto e non idoneo a costituire un compenso “mascherato”.
Ai fini fiscali si pone il problema se i rimborsi spese erogati dall’OdV ai volontari possano costituire reddito per questi ultimi e se quindi siano soggetti all’IRPEF, con il connesso obbligo di effettuare o meno la ritenuta d’acconto. Nessuna norma fiscale si occupa esplicitamente dei rimborsi spese delle OdV, per cui vanno applicate per analogia le regole previste per altri contesti, in particolare per il rapporto di lavoro dipendente e per le collaborazioni coordinate e continuative.
Questa estensione deve avvenire con cautela, in quanto è diverso il contesto fiscale in cui opera il volontario. Per i rapporti di lavoro dipendente ed autonomo il Fisco guarda con sospetto i rimborsi spese, in quanto esiste il pericolo che si possano adottare comportamenti elusivi, per cui vigono regole molto rigide che limitano la tipologia ed il valore delle spese rimborsabili senza imposizione.
In primo luogo è indispensabile che l’OdV adotti una delibera del proprio organo sociale competente in base allo statuto (consiglio direttivo o assemblea) con la quale disciplini in via generale le modalità dei rimborsi spese.
Tale delibera dovrà prevedere almeno i seguenti punti:
i tipi di spesa ammessi a rimborso
eventuali limiti di valore per i diversi tipi di spese
la procedura di autorizzazione per effettuare la spesa
la documentazione da presentare da parte del volontario
il soggetto competente al controllo e all’erogazione dei fondi.In secondo luogo è opportuno che, in ogni caso, il rimborso spese risulti da una richiesta scritta fatta dal volontario, da cui risulti esplicitamente il legame con una specifica attività svolta per conto dell’OdV.
Allo scopo si possono utilizzare i moduli predisposti per uso aziendale in vendita presso le cartolerie specializzate (es. Buffetti). Si ricorda che per le OdV/ONLUS tali documenti sono esenti da bollo, mentre per gli altri enti sono soggetti al bollo (€ 1,81) se l’importo del rimborso supera € 77,47.
Tutta la documentazione prodotta dal volontario andrà conservata agli atti dell’OdV per eventuali controlli da parte degli uffici fiscali.
La presenza del regolamento è probabilmente voluta dalla L. 266/91 per mantenere la parità di trattamento dei soci e per impedire rimborsi con regole “ad hoc” per singoli casi privilegiati.
Fatta questa doverosa premessa si ritiene che l’OdV possa rimborsare al volontario le spese documentate ed effettivamente sostenute per l’espletamento dell’incarico ricevuto. In questi casi i rimborsi stessi non costituiscono reddito per il volontario e non sono soggetti ad IRPEF e alla connessa ritenuta d’acconto.
Si illustrano di seguito i casi più ricorrenti, segnalando le deroghe al regime fiscale vigente per il lavoro subordinato ed autonomo.
Massimo, non potevi essere più chiaro.
bravi, siete risicati ad andare a qualche migliaio di chilometri di distanza dalla discussione e dal tema di partenza.
Che, se non ricordo male, era: ha un senso che un capostazione qualsiasi che magari è un semplice operatore di soccorso possa decidere che una guida (professionista) della montagna non sia adatto a partecipare ad un corso da TE?
Il tema si è allargato alla domanda più generale, ma pertinente, se ha un senso che una attività di alta specializzazione tecnica, di rilievo e che svolge un servizio pubblico sia in parte affidata ad un carrozzone che arruola un sacco di figure con modalità etorogenee nella valutazione dal curriculum tutto da verificare o sarebbe più opportuno che, come qualcuno oltre al sottoscritto ha fatto rilevare, tutta questa macchina che vede militari professionisti, corpi vari e volontari non venisse uniformata in una unica struttura in cui chi si occupa professionalmente e quotidianamente di montagna sia l’elemento portante e di vertice?
nessuno ha mai parlato di volontario uguale dilettante, nessuno ha mai affermato che professionista equivalga a professionale.
Parlare di casta poi è un assoluto non senso.
Il ragionamento, caro Turvani, non può partire e girare solo dal tuo punto di osservazione al capo di un cavo del verricello perché, mi auguro lo comprenderai, è un punto di vista che seppur dall’alto è comunque un pelino ristretto e soprattutto non ti consente di abbracciare il problema di base.
Che non è se è più bravo il volontario o il professionista.
quelli con cui lavori sono senz’altro in gamba ma il tuo verricello si è spostato ovunque?
prova a guardare le stazioncine di zone non proprio a vocazione alpina. Magari scopri che il capostazione non ha mai toccato una roccia e non è mai andato in montagna, 2/3 dei componenti sono valenti pensionati o escursionisti o cercatori di funghi e che il livello medio è tale da augurarsi che in quella zona non capiti mai nulla di serio perché c’è il rischio che in alcuni momenti di quella compagine eterogenea non se raccolga nessuno.
L’artificio dialettico di dire che se il medico è bravo lo è a prescindere dal fatto che sia volontario non sta in piedi.
Il punto è assicurare un servizio omogeneo, basato su un unico percorso che garantisca una formazione di base, un curriculum e una competenza omogenea.
E questo che ti piaccia o meno può avvenire solo attraverso un percorso di professionalità non attraverso il metodo delle pubbliche assistenze.
Professionalità non vuol necessariamente dire neanche pubblico o dipendente. vuol semplicemente dire – almeno potenzialmente – standard minimo da rispettare per accedere ad una determinata professione e livello minimo da mantenere per svolgere un determinato ruolo.
Vuol dire che se mi capita qualcosa io devo sapere che, con le oscillazioni di qualità intrinseche ad ogni attività umana, c’è un team che è formato da professionisti che sono arrivati la’ perché erano quelli che hanno dato la prova migliore alle selezioni e durante la loro vita operativa non perché erano quelli che stavano simpatici ad un capostazione che magari non ha mai visto oltre il bosco dietro a casa sua.
E vuol dire che non devo sperare che, per culo, quel giorno ci sia il medico bravo che si dedica per volontariato ad operare gratis piuttosto che quello che sempre per volontariato e perché è libero è tutti i giorni alla base ma fa tre operazioni al decennio.
Come poi si possa arrivare a questo risultato può essere materia di ampia discussione
ma il sasso lanciato dalle guide ha il suo perché.
ed è un perché che state affossando dietro ad inutili polemiche e diatribe unipersonali su caste, soldi rimborsi e questioni che c’entrano davvero poco o che, al più, sono effetti collaterali del sistema attuale che – con ogni evidenza- si presta a storture di vario tipo.
Se poi basta dire che ci sono pure giudici sotto processo, carabinieri che rubano e chirurghi incapaci che operano per dire che allora il soccorso va bene così com’è allora mi taccio.
buona serata :o)
Fulvio, sono sicuro che il verricellista sia addestrato, ci mancherebbe!!! Io sto parlando della formazione… vai a vedere l’Allegato XXI Del Dlgs 81/08 e verifica i contenuti del corso da addetto e da preposto “funi”. Io credo che siano obbligatori per chi usa attrezzature di sospensione. Per il resto ho capito che sì dovrebbe chiedere al CNSAS… mi pare di capire che tu non sia a conoscenza del rispetto o meno delle tutele dovute ai lavoratori. Comunque ti ringrazio dei chiarimenti, sto facendo una ricerca e ho bisogno di tutti ! 😉
Giovanni. Onestamente non li ho cercati, Mi starei godendo i miei giorni di riposo. Credo che se vuoi trovarli li puoi cercare in rete. O sui siti AREU o su quelli della regione.
Luigi, non sono sicuro di avere capito chi intendi per tecnico al verricello.
Il verricellista, ovvero colui che “opera” il verricello, deve compiere un percorso addestrativo per ottenere l’attestato di HHO.
Questo è un attestato di tipo aeronautico e può essere conseguito anche da altri diversi dal tecnico elicotterista. Ad esempio il primo operatore. In alcune realtà, sopratutto estere, l’operatore può essere un paramedico.
.
Poi… Per potersi appendere al verricello devi avere fatto i corsi e le esercitazioni previste innanzitutto dalle regolamentazioni aeronautiche (bisogna cercare tra le OPS EASA) integrate dalle esercitazioni specifiche per il tipo di attività.
Generalmente questi costi sono coperti dalla committente ovvero la regione o un suo ente che paga l’addestramento dei TE, del personale sanitario e anche dei TESA etc.
.
Inoltre.. Tutto l’equipaggio, medico e tecnico verricellista deve avere fatto il corso per l’utilizzo dei DPI utilizzati.
I DPI che utilizzo io e i miei corsi li paga, come hai correttamente detto, la mia azienda. Quelli del personale medico l’azienda sanitaria.
Per quanto riguarda i TE credo, ma sottolineo credo perché dovrei informarmi, che faccia parte delle convenzioni con la regione. Molti dei TE con cui lavoro sono istruttori ai diversi corsi fune che si tengono periodicamente inoltre credo sia proprio parte della figura stessa del TE avere le competenze relative.
.
Le visite mediche sono una cosa che non è ancora perfettamente chiara in quanto generalmente tutti tranne i piloti facciamo la visita medica per l’attività principale (tecnico, medico infermiere) ma non quella per l’attività di volo perché siamo considerati alla stregua di passeggeri.
.
Credo la tua domanda sia “chi paga la visita dei TE?” Devo risponderti che non so ma penso che anche se sono “volontari” vi sia la responsabilità di chi li impiega e quindi che se ne occupi o il CNAS o la committente.
D’altra parte posso assicurarti che da quel punto di vista le committenti, regione o azienda sanitaria etc, sono molto attente e quando stipulano una convenzione si assicurano sempre che ogni aspetto legale sia rispettato (fatta salva la buona fede delle parti).
.
Per quanto riguarda il CNAS devono risponderti loro. Io ci lavoro insieme ma non ne faccio parte.