Eliski: che rottura di pale!

Dalle Dolomiti al Piemonte, il problema si fa sempre più grave.

Eliski: che rottura di pale!
di Pietro Lacasella
(pubblicato sul suo profilo fb il 17 novembre 2021)

In montagna il fragore di un elicottero spesso non fa presagire nulla di buono, soprattutto se la carena è quella giallo-rossa del soccorso alpino. Il suo roboante procedere guida lo sguardo verso il cielo. Poi il rumore svanisce e gli occhi tornano a guardare il terreno, nella speranza che l’intervento si risolva senza complicazioni. Attimi caotici e rumorosi che stonano terribilmente con l’atmosfera dei paesaggi alpini. Tuttavia sono necessari: senza il soccorso alpino i decessi in montagna aumenterebbero in modo drammatico.

Per nulla giustificato è invece l’impatto sonoro e ambientale dell’eliski.

In questi giorni – riporta il Corriere delle Alpi – si sta facendo strada la proposta di reintrodurre l’attività tra le Dolomiti ampezzane. Con la “modica” cifra di 900 euro a volo quattro sciatori, salendo a bordo di un elicottero fornito di pilota e maestro, possono «evitare la fila agli impianti» (così si legge senza sfumature critiche nell’articolo in questione) per poi scivolare tra i paesaggi più suggestivi delle Alpi. Il prezzo può naturalmente variare in relazione alla tipologia di offerta, fino a un tetto massimo di 2500 euro.

Se il frastuono delle turbine è inflitto a tutti, selvatici inclusi, se le immissioni prodotte dall’elicottero (un elicottero capace di trasportare 6 passeggeri può consumare fino a 234 litri di cherosene l’ora) inquinano uno spazio comunitario, ovviamente, considerati i costi, non sono molti a potersi permettere questa esperienza.

L’eliski andrebbe abolito una volta per tutte, come andrebbe eliminata per sempre la malsana usanza di danneggiare i beni collettivi per soddisfare gli interessi di pochi.

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In Piemonte, proposte di legge contro-natura per ampliare le possibilità di fare eliski
(lettera ai Consiglieri della Regione Piemonte)
di Toni Farina, con le associazioni Mountain Wilderness, Pro Natura Piemonte,  WWF Oasi e Aree protette piemontesi OdV, SOS Gaia, LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), CTAM LPV (Commissione Tutela Ambiente Montano CAI Liguria Piemonte Valle d’Aosta), LAV (Lega Anti Vivisezione), Italia Nostra Consiglio Regionale del Piemonte, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta.

Non soltanto eliski: la proposta di legge regionale in discussione predisposta dall’amministrazione regionale (“Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport montani invernali ed estivi e disciplina dell’attività di volo in zone di montagna”) amplia di fatto in modo notevole l’utilizzo a scopo espressamente ludico/turistico di questo mezzo che andrebbe invece impiegato esclusivamente per soccorso, o appoggio ad attività lavorative in quota.

La proposta è già passata nelle commissioni competenti e attende ora la discussione in aula.

Molte sono le modifiche peggiorative rispetto alla normativa attualmente in vigore (LR 2/2009): viene rimosso il divieto nei giorni festivi, si alza il limite senza autorizzazioni da 800 a 1600 metri, si introduce l’elitaxi, ovvero l’uso dell’elicottero per raggiungere i rifugi e altre strutture in quota.

Particolarmente preoccupante la possibilità (ora vietata) di praticare eliski nelle aree protette, parchi naturali e siti della Rete Natura 2000 comunitaria, istituiti ai sensi della Direttiva “Habitat”, pur con l’espletamento della valutazione di incidenza (VINCA). Una situazione che rischia di sommergere di richieste le attuali strutture degli enti di gestione e del settore regionale competente, già ora sottodimensionate viste le carenze di organico. Non solo, ma le norme previste, in palese contrasto con le norme europee in materia di tutela della biodiversità, determinano per la Regione Piemonte possibili procedure di infrazione.

Le scriventi associazioni ritengono pratiche come eliski, elibike ed elitaxi inaccettabili sempre e dovunque, sia sotto il profilo etico che per il loro impatto ambientale. Per questa ragione avevano già presentato osservazioni negative due anni fa all’inizio dell’iter di approvazione della legge. Tali osservazioni sono ancor più valide oggi, alla luce dei cambiamenti climatici e ambientali che coinvolgono in particolare la montagna. Ben altre modalità di fruizione turistica andrebbero incentivate, modalità in forte espansione che, al contrario, in tal modo rischiano di essere danneggiate. Così come sono danneggiati gli operatori economici che puntano su forme di turismo dolce.

Quanti vogliono sciare in modo poco faticoso hanno a loro disposizione in Piemonte centinaia di chilometri di piste attrezzate. Anche per questo è opportuno lasciare gli spazi liberi ad esclusiva disposizione dei molti che cercano nella montagna altre e più sostenibili esperienze.

La proposta di legge prossima ad approdare in consiglio regionale denota mancanza di consapevolezza e scarso senso di responsabilità. Ma denota anche scarsa conoscenza delle esigenze della montagna in generale. Un largo utilizzo turistico dell’elicottero configura infatti un marchio di bassa qualità ambientale non solo per le zone coinvolte, ma per l’intera regione. E il Piemonte non ha davvero bisogno di questo.

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Eliski: che rottura di pale! ultima modifica: 2021-12-06T05:02:00+01:00 da GognaBlog

18 pensieri su “Eliski: che rottura di pale!”

  1. 18
    Agnès Dijaux says:

    Invito tutti a depositare una denuncia presso la Commissione Europea per violazione della Direttiva Habitat per quanto riguarda l’eliski in particolare nei siti Natura 2000. Si chiama Complaint Form.
    La legge sull’eliski è stata approvata il 01.12.21; troverete il comunicato stampa delle comune di Sestriere del 20.12.21.
    Sestriere: Babbo Natale arriva in elicottero e regala un volo agli alunni delle scuole!!
    Non è uno scherzo,
    Buone feste!!

  2. 17
    albert says:

            Esiste laurea magistrale in Psicologia del  turismo.., per esempio a Padova.Tra  le varie motivazioni, esiste il filone ELITARIO, ossia “vado dove e come la massa non puo’andare”.Un tipo di turista cui stanno sulle palle gli altri turisti..che si in cavola se 2–3 elicotteri  indipendenti arrivano a scaricare sciatori nello stesso punto in contemporanea  .  Peggio ancora se ,arrivato in volo solitario…vede gia’ le scie a serpentina di altri che  son  partiti prima… addio neve polverosa fresca e vergine!.

  3. 16
    Matteo says:

    Bene la presa di posizione del CAAI, ma quella del CAI?
    E una sana discussione tra le Guide dei vari collegi per una presa di posizione anche di queste sul tipo una Guida non può accompagnare i voli turistici e se lo fa viene sospesa?
    Credo che dopo una franca e sana discussione a base di picozzate e colpi di friend la maggioranza delle Guide sarebbe d’accordo (di sicuro la totalità di quelle che conosco io…)

  4. 15
    Alberto says:

    A parte il con consumo l/h riportato a caso, visto che non specifica nemmeno il modello di elicottero a cui si riferisce, non si legge nemmeno un dato. Quanti sono gli elicotteri impiegati nell’attività nell’arco alpino? Quante rotazioni/anno? Quanto il giro di affari? Quanto l’indotto? Esiste un piano di impatto ambientale? Un articolo praticamente inutile ai fini della causa, aria fritta!

  5. 14
    Albertperh says:

    Errata corrige Jazzi  Non  mazzi  o mazzo 
    I

  6. 13
    Albertperh says:

    Anni molti fa feci con la mia. Consorte la via delle guide alla Mazzi molti anni dopo feci la via degli svizzeri alle courtes paio di anni fa riviste con elicottero   sulla mazzo rapido atterraggio e relativo brindisi soldi spesi meglio che alle Maldive e in sano ausilio all età incombente a chi come me saliva lungo la parete e lo fa ap tuttora chapeau

  7. 12

    11, se l’alternativa all’eliski è quella che tu prospetti sarei quasi d’accordo con te.
    Ma lassù ci vanno anche tante persone che ci credono senza essere dei tristoni alla Crobella. C’è gente che lo fa per la gioia di vivere emozioni autentiche senza le ormai desuete braghe alla zuava. Io dico che sono la maggior parte. I cajoti non son tutti alla Crobella, ne conosco di sportivi che si allenano e la sanno lunga sia sulla cultura che sulla pratica. Il mondo va avanti, anche se qualcuno non vuole e anche se io l’elicottero non lo prendo.

  8. 11
    albertperth says:

    Bene  la situazione personalmente diventa ottimale l’età avanzata ma non troppo..una buona rendita..una buona pensione.. e perchè no anche una buona guida in età media.. e poi vai con l’eliski..sai quanti puristi di meno, quanti Crovella ,Crobella  o altro scansati, dieci minuti di motore di eliski .già da solo evita  l’ascolto dei sofferenti dell’alpe e poi in eliski max 2 o 3 lontani dalle masse del covid intruppate nel sabaudo procedere.Non resta che iniziare

  9. 10
    albert says:

    9)  proverbio veneto recita “pezo el tacon del buso = peggio la toppa del buco”.Poi in caso specifico ognuno definisce secondo  suo punto di vista  cosa e’ “toppa” e cosa e'” buco”. …elicottero versus traffico automobilistico.Vedendo le  Dolomiti innevate dalla pianura veneta,un elicottero sostenibile dalle mie entrate mi farebbe MOLTO comodo..mezz’ora a fronte di  ore su strada, da 2 a 4 salvo code e auto ferme per strada per mancanza di pneumatici speciali o catene.
    Cronaca  recente:https://www.oggitreviso.it/auto-bloccata-lungo-salita-innevata-del-monte-pizzoc-268960 oppure https://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2021/12/05/news/auto-bloccate-per-neve-il-sindaco-di-zoldo-servono-controlli-a-valle-sulle-gomme-1.40998075.Se poi in concomitanza con stagione invernale, si riparano ponti o gallerie..con code ai semafori di senso unico alternato.. le ore aumentano o si cambia meta.Comunque trasporto in  elicottero  fino alle localita’ non e’uguale a eliski…e stanno facendo un pensierino a treni della neve.

  10. 9
    Enza Alverà says:

    Strano che nessuno abbia ancora detto che l’eclissi o elitaxi sono pratiche sostenibili perché tolgono il traffico dalle strade e le code dagli impianti di risalita.  Che brutto mondo

  11. 8
    Mario says:

    6) Discussione e confronto non ne vedo, vedo al contrario prese di posizione nette e di totale chiusura. Non credo che il problema sia dei ricconi,  250\500 euro a testa per un passaggio in quota sono accessibili a molte comitive. Il problema e’ di regole universali invece che deroghe e di chi decide cosa (le popolazioni montane? La popolazione regionale? I comitati politici? le giunte?) su un argomento che non riguarda singoli comuni o vallate o cime, ma l’intero arco alpino. 

  12. 7
    Roberto Serafin says:

    Dimenticavo. Nel quadro della sua difesa istituzionale dell’ambiente alpinistico, anche lo storico Club Alpino Accademico Italiano fondato nel 1904 espresse nel 2015 “un fermo orientamento” contro l’eliski. L’importante annuncio dato dal presidente del CAAI Alfredo Rampini confermò come nell’inverno 2015-2016 si stesse allargando il fronte contrario a questa pratica sempre più diffusa, contro cui da più di una trentina di anni, per chi se ne fosse scordato, si batte Mountain Wilderness.

  13. 6
    Francy says:

    E invece, guarda un po’, esiste ancora la democrazia, quindi caro Serafin, tuo malgrado, la discussione e il confronto fanno parte ancora di questa malsana società. Eliski va bene solo se confinati dove già ci sono luoghi sputtanati e adibiti a circo, no invece in aree di interesse naturalistico ecc ecc…Quindi state qui a scrivere tutti i giorni le vostre frustrazioni e tenetevi lontani da questi luoghi così non verrete disturbati da nessuno tantomeno dagli elicotteri (chissà quanti) dei ricconi che fanno eliski…per tutti gli altri che invece hanno una vita ancora attiva, godetevi gli spazi selvaggi  di libertà che sono molti…tradotto: regolamentare e “vietato vietare”
    francy 
     

  14. 5

    C’è poco da discutere, credo. Pratiche come eliski ed elitaxi sono da ritenere inaccettabili sempre e dovunque sotto vari profili. E’ quanto mi risulta che sostengano le associazioni ambientaliste nel loro insieme. Parole al vento, evidentemente, e ovviamente mi riferisco al vento provocato dalle pale. Lo dimostra la legge appena approvata “sulla pratica degli sport montani invernali ed estivi e la disciplina dell’attività di volo in zone di montagna”: una frittata, mi permetto di dire, servita il 1° dicembre a maggioranza dal Consiglio regionale del Piemonte con 23 voti a favore e 6 contrari. Come c’era da aspettarsi, le nuove disposizioni consentono l’eliski (volo alpino), e ciò potrà avvenire dal primo dicembre al 31 maggio. Per saperne di più andrebbe letto il comunicato stampa diramato il 1° dicembre dal Consiglio regionale piemontese. Qui sotto il link, per chi se lo fosse perso:
    http://www.cr.piemonte.it/web/comunicati-stampa/comunicati-stampa-2021/526-dicembre-2021/10475-sport-montani-approvata-la-legge

  15. 4
    albert says:

     Studio, invenzione, realizzazione tecnica ..produzione in serie , vendita  e..le perle poi finiscono anche ai porci.Ogni invenzione ha  una doppia faccia ,come doctor Jekill e Mr.Hide. Dove’ c’è la domanda parte l’offerta  o anche viceversa .

  16. 3
    Antoniomereu says:

    Le rotture di pale…evento tutt’altro che remoto!

  17. 2
    Paolo Gallese says:

    Come sono lontani i tempi in cui, ufficiale alpino, l’elicottero (che aveva sostituito i muli) ci trasportava per tutto l’Alto Adige e il Friuli. I piloti, sorrido, ci trattavano come bambini che potevano far danni in ogni momento. Ci scaraventavano in luoghi isolati e in un gran turbinio di neve scomparivano all’istante. E per noi cominciava l’avventura del ritorno, a piedi o con gli sci, fino ad incontrare di nuovo qualche paesello, per infilarci di nascosto in qualche osteria o salumeria .
    Poi, al ritorno, dopo gli strilli dell’andata, i piloti con gran manate sulle spalle e ci offrivano da bere, anche ai semplici (parola inadeguata) alpini.

  18. 1
    albert says:

     Dato l’aumento continuo del carburante, aumenterei a 5000 euro al volo.In caso di valanga e chiamata, metterei i tappi di cera come Ulysse.Indagherei anche se amministratori locali   godono di voli omaggio o scontati..o certi voli servono a portare in quota pesce fresco..non si sa mai!

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