Erri De Luca: “Genocidio a Gaza? Una distorsione storica e verbale”

Lo scrittore parteciperà nei prossimi giorni a un festival in Israele mentre in Italia è ostracizzato.

Erri De Luca: “Genocidio a Gaza? Una distorsione storica e verbale”
di Francesca Galici
(pubblicato su ilgiornale.it il 25 maggio 2026)

Erri De Luca nei prossimi giorni sarà ospite all’International Writers Festival di Mishkenot Sha’ananim a Gerusalemme, con il sostegno della Jerusalem Foundation. De Luca è un autore particolarmente apprezzato all’estero, i suoi romanzi vendono ogni anno milioni di copie oltre i confini italiani e in Israele è particolarmente atteso nel panel “from Naples to Jerusalem”. Intervistato dell’Israel Hayom, ha spiegato che “In Italia, e in gran parte dell’occidente oggi, sionista è una maledizione, un insulto che ti lanciano per segnare i confini di ciò che è inaccettabile. Per me il sionismo è il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria”.

Erri De Luca

Lo scrittore ha poi spiegato che “chiunque riconosca il diritto di Israele a esistere qui, chiunque veda due entità vivere fianco a fianco, è già sionista per questo fatto stesso. In Europa ci sono molte persone che la pensano così, ma hanno paura della loro stessa ombra. Non sanno di essere sionisti. Io lo dico ad alta voce, e non mi importa del prezzo”.

L’uso della parola “genocidio”, ha spiegato in una corrispondenza con l’amica cantante Achinoam Nini, non lo trova d’accordo: “So benissimo cosa sia un genocidio, e applicarlo alla guerra di Gaza è una distorsione storica e verbale. Ciò che è accaduto a Gaza è una guerra brutale e moderna, in cui il numero di vittime civili è enorme e terribile perché quando si combatte in uno spazio urbano denso, tra scuole e ospedali, la popolazione paga sempre il prezzo più alto”.

Non solo a Gaza, è il ragionamento di De Luca, ma in ogni luogo in cui si combatte una guerra da Mosul a Kharkiv. “È terribile, ma non è genocidio”. Se l’obiettivo dell’esercito fosse lo sterminio di un popolo, “aveva un bersaglio perfettamente immobile, dato che l’intera popolazione era concentrata dentro la città. Il fatto che Israele abbia ripetutamente spostato la popolazione civile, da nord a sud e da sud a nord, per allontanarla dalle zone di combattimento attivo, rende questa accusa vuota. Non si basa su fatti o osservazioni, ma su un chiaro desiderio di insultare Israele e di ferirne la legittimità”. Per questo motivo ha ribadito di non essere disposto a “fare da ornamento intellettuale a gruppi che utilizzano queste parole”.

È una posizione ferma, la sua, che quasi sfida l’ostracismo di cui è vittima da ormai molti anni, ma che non lo preoccupa particolarmente. “Gli insulti della cricca letteraria non mi toccano. Sono volontariamente isolato dal mondo culturale italiano da un quarto di secolo. Non ho mai accettato di partecipare a premi letterari, né come candidato, né come giudice, né come ornamento. Non mi interessano le piccole conventicole, la politicizzazione a buon mercato delle case editrici. Quando una persona è appoggiata a una parete di roccia, non ha bisogno di un critico letterario che tenga la corda”. Il 7 ottobre 2023, ha detto, “la prima cosa che mi ha colpito quella mattina è stata l’assoluta mancanza di preparazione, l’allarmante assenza di difesa militare nella zona. Non c’era difesa, lì. La risposta iniziale è stata interamente sulle spalle di singoli individui che hanno mostrato una selvaggia ingegnosità e hanno combattuto da soli contro la morte. Ma oltre al fallimento operativo o di intelligence tattica, sono convinto che ci sia stata una ‘ignoranza volontaria’ da parte del vostro governo”.

Il commento
di Carlo Crovella
Queste affermazioni di Erri De Luca dimostrano che si può essere di sinistra e non necessariamente credere ciecamente che a Gaza è stato perpetrato un genicidio.
Più lucidità nella analisi dell’effettiva situazione favorirebbe anche la maggior efficacia delle azioni politiche: finché si procederà in base a ossessioni aprioristiche, nessuna vera soluzione sarà all’orizzonte.

Erri De Luca: “Genocidio a Gaza? Una distorsione storica e verbale” ultima modifica: 2026-05-27T04:55:00+02:00 da GognaBlog

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324 pensieri su “Erri De Luca: “Genocidio a Gaza? Una distorsione storica e verbale””

  1. La determinazione di Israele, in modo inaspettato, rischia di trasformarsi in una pigna in culo per Trump.
    Trump sta’ cercando di vendere per intera una mezza vittoria, un accordo che non toglie esattamente di torno l’uranio arricchito, e non distrugge la capacità bellica dell’Iran e dei suoi proxies.
    Israele lo vede e sparge sale sulle piaghe…

  2. Appunto! Già 2000 anni fa erano ben chiare le caratteristiche del popolo ebraico. E allora cosa vi stupite, oggi come oggi? Per cui “studiate” bene i dati del problema prima di avventurarvi in tesi che non hanno corrispondenza con l’effettiva realtà.
    Per esempio: alla notizia di ieri di possibile accordo USA-Iran (la cui effettiva concretizzabilità  è tutta da dimostrare, visto che è la 39.ma volta che viene annunciato e finora è sempre stato smentito dai fatti successivi…), il ministro israeliani della Difesa Katz ha subito affermato: “Non abbandoneremo gli avamposti in Libano, Siria e Gaza”. Più chiaro di così!

  3. C’entra conoscere la loro mentalità, che i  alcuni punti è profondamente diversa da quella del paradigma cristiano. 

    E ci credo.
    Prima hanno scelto Barabba, poi il Cristo l’hanno inchiodato alla croce.

  4. Tutto è nato dalle dichiarazioni di Erri De Luca, che non risulta ebreo di sangue ma che si è appassionato alle scritture sacre ebraiche, divevendonone un traduttore e un gran conoscitore. Vedete ben che ha dichiarato De Luca. Io NON sono un conoscitore delle scritture sacre ebraiche ma ho avuto modo di conoscere gli ebrei nel mondo del lavoro per decenni, oltre ad avere fra di loro amici di lunga data. Mi sono accorto che chi li conosce, profondamente con Erri, più superficialmente ma anche in clima di amicizia come il sottoscritto, ha potuto farsi un’idea più precisa degli ebrei in generale e quindi di quelli israeliani in particolare e del loro agire in M.O. non c’entra nulla se sono battezzato o spisato chiesa. C’entra conoscere la loro mentalità, che i  alcuni punti è profondamente diversa da quella del paradigma cristiano. E chi conosce un po’ gli ebrei si accorge che tutte le “condanne” nei loro confronti degli ultimi tempi sono proprie di chi non conosce niente di loro e applica pedestramentre parametri cristiani (il famoso perdono) a persone che non si riconoscono in tali parametri. Le mie sono tutt’altro che minchiate (anche su temi completamente diversi da questo): le mie sono tesi molto lucide e acute, troppo avanti per molti di voi, cioè quelli che hanno i paraocchi e non riescono neppure a focalizzare i dati basilari del problema, figuriamoci il resto

  5. Ebreo ad honorem, avvocato per osmosi, scialpinista blasonato perché condottiero di 5 pullman a domenica. Certo che Crovella è imbattibile.
     
    A dire minchiate😂😂😂

  6. Crovella, a te l’idea che qualcuno possa pensare differentemente da te nemmeno passa per la testa. Tu SEI e HAI il Verbo. 
    PS E invece di rispondere al dio della Bibbia ebraica (quello di ammazzateli tutti, uomini donne anziani bambini) svicoli sull’Islam, ignorando o facendo finta di ignorare che ci sono varie e differenti scuole del pensiero islamico che spesso si adattano ai paesi dove prospera… 
    Ma che vuoi farci, sono più di un miliardo e mezzo di persone, mentre gli ebrei sono meno di 16 milioni. Ma LORO hanno ragione, sempre e comunque, perché sta scritto sulla Bibbia…
    E, ovvio, ce l’hai anche con il “debole” cristianesimo (battezzato? battezzati i tuoi figli? Sposato in chiesa? E ovviamente tu, italiano ed europeo, invece guardi il mondo secondo usi costumi tradizioni del paese di cui parli?

  7. Veramente sei tu che insulti, dandomi del razzista. Che poi a me non faccia un baffo, non rileva.

  8. Non mi preoccupo affatto io.
    Sei tu che ti affanni a sproloquiare, provochi e talvolta offendi

  9. E allora cosa ti preoccupi? Non è fenomeno nato con me: esiste da sempre. Per cui è inestirpabile. Battaglia più sciocca di quella contro i mulini a vento.
     
    Sono fiero del tuo disprezzo personale nei mie confronti, perché, essendo tu l’antitesi degli ebrei, avvalori la loro considerazione positiva sulla mia persona.

  10. Oh beh, le “insulsaggini” le sopporti benissimo.
    E’ rispondere sul punto o imbastire un discorso razionale che proprio ti è estraneo.
     
    Quanto al razzismo positivo in occidente siamo campioni, dal fardello dell’uomo bianco al Mein Kampf c’è un filo ininterrotto.

  11. Certo il dio della Bibbia è spietato: dente per dente, ogghio per occhio. Solo il Cristianesimo ha introdotto il perdono e epr questo è una religione “debole” accondiscendente, che “va” verso l’altro. L’ebraismo no. L’errore di molti europei (non ebrei) è quello di giudicare gli ebrei e le loro azioni con i parametri del cristianesimo, cioè i parametri di una religione debole, incentrata sul perdono.
    Ma anche l’Islam è una religione dura e severa, perché contiene in sé (come ho già avuto modo di dire) la legge (la sharia) che regola anche la spicciola quotidianità dei suoi fedeli. E’ per questo che trovo ingenuo aspettarsi che in M.O. (tra l’altro in spazi fisicamente molto stretti) possano vivere pacificamente due popoli con religioni entrambe severe se non addirittura spietate. saranno sempre in perenne conflitto e il differenziale di potenza militare a favore di Israele determinerà sempre più vittime fra i palestinesi o defli sciiti del Libano sud

  12. Non avevo mai pensato a me coma un razzista in positivo perché ammiro gli ebrei. Io li ammiro, avendoli conosciuti in diverse esperienze di lavoro: davvero hanno non solo una marcia in più, ma dieci marce in più e quindi mi piacciono molto. In compenso i miei amici ebr4ei torinesi (ci conosciamo da quando eravamo ragazzi) mi dicono sempre che io (non ebreo) ho tutti i numeri per essere un ebreo ad honorem. Quindi c’è sintonia reciproca.
    Sperare di eradicare il razzismo è impresa vana, a maggior ragione nel versante positivo. Provateci, ma non ci riuscirete, sicuramente con me, ma penso in assoluto. Né questo delegittima le tesi esposte osservando lucidamente la realtà.

  13. Caro Bertoncelli, se riesco a sopportare le “insulsaggini” dei vari Matteo, Vegetti, Benassi ecc ecc ecc, è perché mi sono fatto una scorza da rinoceronte leggendo da decenni anche quotidiani e periodici a me indigesti sul piano ideologico. Travaglio (che si è preso una bella “sberla” con l’affaire Minetti) non è neppure il peggio. Certi giornalisti di Repubblica (Giannini, Concita De Gregorio, ecc) o i conduttori de La7 (Gruber, Formigli ecc) sono molto peggio.

  14. @ 99
    Va bene, Carlo. Sapevo che leggevi di tutto, ma non credevo che tu fossi perfino abbonato al Fatto Quotidiano. Di certo occorre tanta capacità di sopportazione, che io non ho.
    Preferirei leggere il Manifesto, in quanto l’arroganza di Travaglio e c. è insopportabile (per tacer del resto…).

  15. 98: Crovella
    Gli ebrei israeliani (intendo cittadini e resistenti in Israele) sono poi particolarmente coriacei,  da 80 anni vivono con l’elmetto in testa, magari passano la notte in un rifugio antimissile e al mattino vanno lo s5tesso a lavorare, più caparbi che mai.
    Questa è una barzelletta, un fumetto, un falso. Se fosse vero, come è che sono andati in migliaia il 7 ottobre 2023 a fare un party a pochi km dal confine?
    https://www.timesofisrael.com/idf-okayed-nova-music-festival-but-didnt-inform-troops-deployed-at-border-probe-finds/
     

  16. Crovella, nella Bibbia ebraica è scritto anche di un dio feroce, vendicativo, istigatore dei peggiori massacri… Questo giustifica tutto allora?

  17. 98: Crovella
    Gli ebrei israeliani (intendo cittadini e resistenti in Israele) sono poi particolarmente coriacei,  da 80 anni vivono con l’elmetto in testa, magari passano la notte in un rifugio antimissile e al mattino vanno lo s5tesso a lavorare, più caparbi che mai.
    Questa è una barzelletta, un fumetto, un falso.
    Poi è arrivato il 7 ottobre. Quasi da un giorno all’altro, centinaia di migliaia di lavoratori palestinesi hanno perso il lavoro a causa della revoca dei permessi d’ingresso . Migliaia di abitanti di Gaza, un tempo la spina dorsale di questa forza lavoro, sono stati  arrestati o rimasti bloccati in Cisgiordania. Nei mesi successivi, l’edilizia residenziale in Israele è crollata del 95%, mentre la produzione agricola è diminuita dell’80%.

  18. Non è affatto una questione di diffusione statistica di opinioni.
    Non ci sta per nulla che esistano razzisti, ne’ in negativo ne’ in positivo, perché perché è un fatto che esiste una sola razza, quella umana, le cui sottovarietà sono perfettamente compatibili tra loro e ibridabili (e lo saranno sempre di più nel futuro prevedibile).
    Dunque non può esserci un meglio o un peggio se non su base individuale.
    Purtroppo il razzismo (positivo o negativo che sia) esiste e ritengo sacrosanto qualsiasi sforzo per debellarlo, perché storicamente è sicuro apportatore di prevaricazione, ingiustizie, disastri e morte.
     
    Quanto all’elezione degli ebrei, le lascio volentieri alle mitomanie pseudoreligiose non certo adatte a persone raziocinanti. L’idea che possa esistere un dio che elegge qualcuno fa rabbrividire e l’uso anche semplicemente retorico del termine fa venire l’orticaria.

  19. Il concetto che gli ebrei siano il “popolo eletto” è scritto nella Bibbia, se non ricordo male in quella parte che noi chiamiamo Pentatueco. Il non conoscere nulla degli ebrei  (o non conoscere un particolare così importante) e poi volerli “giudicare” oggi in base ai bombardamenti su Gaza è una posizione molto discutibile, cioè errata alla radice. In effetti le posizioni critiche su Israele sono in genere quelle di persone che “non sanno” né degli ebrei né di Israele, che “non conoscono” la mentalità degli ebrei, che “non capiscono” il loro approccio all’esistenza. Vi ergete a voler giudicare argomenti che non conoscete minimamente.

  20. Nella diffusione statistica delle opinioni ci sta che ci siano dei razzisti positivi sugli ebrei come me (non l’ho mai negato e anzi ne vado fiero), oppure dei razzisti negativi sugli stessi ebrei e, infine, delle persone scevre da tale visione. Ma ciò non significa che le visioni sulla realtà delle cose siano “migliori” (per i secondi) o “peggiori”).  E’ ovvio che, professionalmente, Caracciolo ha un blasone oggettivamente superiore al mio, ma questo non significa che le mie tesi siano sbagliate per definizione , quando non coincidono con le sue. Se avrà ragione o meno Caracciolo sulla non concretizzabilità degli obiettivi di Israele (e, di conseguenza, se avrò più o meno ragione io sulla loro concretizzabilità) solo il futuro darà una riposta. Oggi come oggi, le opinioni, ancorché espresse da analisti primari come Caracciolo, sono sono delle ipotesi. Lo vedremo. Io sono un tifoso ultrà di Israele e penso che alla fine otterranno quello che vogliono. magari sposteranno i palestinesi e gli sciiti del sud del libano a spese loro, ma otterranno quello che hanno in testa (se nei sondaggi politici la sinistra pacifista è accreditata del 10%, significa che il 90% degli israeliani voterà o per l’attuale compagine governativa o per l’opposizione di centro destra che si è definita liberal-sionista e quindi porterà avanti in ogni caso la politica espansiva di Israele).

  21. Io adoro gli ebrei, ovunque nel mondo, perché li considero davvero “il popolo eletto”. 

    Ma eletto da chi?
    Da cosa?
    Cristo l’hanno messo in croce loro!!

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