L’altra Sicilia in 37 tappe

Un volume in cui Grazia Pitruzzella, accompagnatore di media montagna, porta il lettore allo scoperta dei paesaggi nascosti dell’Isola.

Sarà presentato a Milano oggi, 31 gennaio 2023, alle ore 19, in via Ettore Ponti 13, presso la sede di Trekking Italia.

L’altra Sicilia in 37 tappe
di Giuseppe Riggio
(pubblicato su lasicilia.it il 20 luglio 2022)

Per mesi in cammino sulle montagne siciliane per verificare i 630 km del tratto isolano del Sentiero Italia. Lunghe giornate in ambienti sempre diversi, spesso in compagnia dei volontari del CAI, qualche volta anche da sola. Ne è venuto fuori un completissimo volume di 350 pagine in cui è scritto tutto quello che c’è da sapere sul Sentiero Italia in Sicilia.

Autrice del testo Grazia Pitruzzella, che di professione fa l’accompagnatore di media montagna iscritto al collegio delle guide alpine, con base di lavoro a Zafferana Etnea. A partire dalla seconda metà del 2020, in una delle prime fasi di rallentamento della pandemia, si è immersa in questo doppio ruolo di guida-scrittrice, come dire scarponi e tastiera, grandi orizzonti e minuziose verifiche cartografiche.

Il risultato è un dettagliatissimo volume, edito dalla casa editrice Idea Montagna (Sentiero Italia CAI, volume 2, Sicilia, da Trapani a Messina, pag. 350, euro 27). 

In pratica Grazia Pitruzzella ha percorso metro per metro tutte le 37 tappe dell’itinerario che attraversa l’intera Isola, a partire dai Monti dello Zingaro sino allo Stretto, con l’obiettivo di raccontare il Cammino e di verificarne contemporaneamente la segnaletica. Un lavoro quindi tra tradizione e modernità (smartphone con traccia digitale in una mano e bloc notes nell’altra) nel quale ha saputo mettere a frutto la sua storia di siciliana emigrata da bambina a Milano e poi ritornata a lavorare nella sua terra di origine.

Tutto questo senza naturalmente trascurare di condividere le emozioni che i Cammini sanno offrire.  «In realtà è stato un viaggio anche attraverso i nostri territori marginali, fra colline e montagne, e devo dire – racconta Grazia Pitruzzella – che si ha la percezione di zone ormai scarsamente frequentate, i rilievi siciliani sono sempre meno utilizzati come ambiente di lavoro; al massimo si incontra qualche pastore o degli operai forestali, per questo è importante riportarvi almeno delle forme di turismo escursionistico». 

Nei ricordi dell’autrice della guida si affollano immagini di boschi e panorami magnifici, ma pochi incontri: «Un vecchietto ottantenne che a Floresta intrecciava panieri e con cui è stato piacevole a lungo chiacchierare. Oltre naturalmente alle tante giornate in compagnia dei volontari del Cai che l’itinerario lo hanno materialmente ideato e tracciato e che spesso hanno voluto guidarmi per mostrarmi il risultato del loro impegno». 

Giornate contraddistinte quindi dalla solidarietà fra montanari, ma anche dallo sconforto per i tanti edifici in abbandono.  «I Peloritani ad esempio sono bellissimi, ma privi di strutture di appoggio in quota, nel libro ho sopperito inserendo i riferimenti degli agriturismi e dei B&B che possono assistere gli escursionisti che percorrono il Sentiero Italia, ma lo spettacolo dei vecchi rifugi ormai in rovina lungo la cresta spettacolare dei monti del messinese non fa bene all’immagine turistica della Sicilia, oltretutto in quello che considero uno dei più tratti più affascinanti dell’itinerario». 

Servono senza dubbio particolari attenzioni per questi territori di confine, dove per secoli si sono intrecciate opere dell’uomo e forze della natura e dove oggi, dopo decenni di politica protezionistica, l’ambiente è certamente meglio tutelato, ma il territorio sempre più spopolato.

E’ inevitabile concludere la conversazione con Grazia Pitruzzella chiedendole di operare un’ardua selezione e di consigliare le tre tappe da non perdere assolutamente, fra le 37 complessive: «Ovviamente non è facile – risponde sorridendo – direi che la discesa dal Rifugio Sapienza a Zafferana, passando però dalla cresta impegnativa della Valle del Bove è meravigliosa; consiglierei anche la tappa dal rifugio Marini di Piano Battaglia sino a Petralia Sottana (con le due varianti previste) e infine da Portella Armacera salendo sino al Santuario di Dinnammare e poi la lunga discesa sino allo Stretto”.

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Grazia Pitruzzella

Per il loro spessore, riportiamo qui le note finali dell’autrice.

L’uomo, custode e giardiniere della Terra
di Grazia Pitruzzella

A dispetto del potere e delle conoscenze che è convinto d’aver conquistato, l’uomo da secoli insegue un falso ideale di benessere.

Abbindolato da promesse di fortuna e denaro, oppure mosso da sogni e speranze o ancora assediato dalla miseria e da condizioni di vita precarie, viene attirato verso le grandi città, dove pensa di trovare tutto ciò che cerca, e al contempo si allontana dalla natura e dalla propria essenza, dimenticando d’essere chiamato egli stesso a giocare un ruolo attivo negli ecosistemi del Pianeta e di dover contribuire, in virtù dei propri talenti, al mantenimento dei suoi equilibri vitali.

Preso da ritmi di vita incalzanti e stretto nelle spire delle abitudini, spesso l’uomo non ha il tempo per riconoscere che il forte bisogno di evadere verso luoghi aperti per respirare a pieni polmoni e lasciar spaziare lo sguardo lontano fino all’orizzonte, di misurarsi con la propria forza ed energia, di ascoltare il proprio respiro e suoni armonici, costituiscono una parte importante della sua crescita e che, privandosi di queste possibilità, finisce per sentirsi alienato, perde la capacità di orientarsi nella propria vita, di capire se sta percorrendo il giusto cammino, quando è il momento di tornare indietro rinunciando alla meta che si era proposto.

Riconoscendo di essere egli stesso un animale e un anello di una grande catena alimentare e consapevole delle proprie fragilità, egli ha cercato invano di soggiogare spazi ed esseri viventi, trasformando gli animali in beni di proprietà ed entità astratte e imprigionandoli in esigui spazi al riparo dagli sguardi di chi non vuol vedere, di corrompere e d’addomesticare l’ambiente naturale radendo al suolo boschi per costruire città disumanizzanti senza identità, dando spazio all’agricoltura intensiva, emarginando i giardini, ormai ben lontani dall’essere i “boschi sacri” voluti nell’antichità in cui la natura era lasciata libra d’esprimersi, e rendendo il proprio areale, tranne per rari casi, inabitabile.

In questo modo, avendo interrotto il legame con la natura, egli rinuncia anche al legame con se stesso ed è da queste rotture che scaturiscono quei sentimenti di solitudine, alienazione, smarrimento e sradicamento che a volte lo invadono facendolo naufragare.

Se si ricordasse, invece, d’essere nato libero al pari dell’aria, che custodisce dentro di sé infiniti talenti da scoprire al pari di infinite possibilità, e che la natura non è un’entità ostile e separata da combattere e sottomettere ma una dimensione fondamentale della propria vita, l’uomo ritroverebbe il proprio posto e, al contempo, si sentirebbe finalmente in pace.

Vivere prevalentemente all’aria aperta, a stretto contatto con la terra, è spesso considerato sinonimo di fatica, soprattutto se ci si sofferma sulla necessità di fronteggiare le intemperie, di seguire un’attenta pianificazione delle attività lavorative, di mettere in campo intensa energia fisica impiegando molto tempo per la realizzazione dei progetti – due elementi non sempre commisurati agli introiti.  Se si ha una più ampia visione d’insieme, al contrario, si può convenire che, sia a breve che a lungo termine, non solo apporta un solido benessere psico-fisico, ma riporta all’antico legame con gli elementi: è la natura stessa a mostrare modelli ben organizzati in cui, se non si interviene in maniera sconsiderata, vige l’abbondanza e ogni elemento risulta in equilibrio.

Quando si ha la forza e la volontà di spostare l’attenzione dal denaro, spesso alla base di tante scelte, si decide di ridurre le ore lavorative per dare più spazio a se stessi, sviluppando i propri sogni e le attitudini. Di conseguenza, si avrà maggior attenzione da dedicare alla propria famiglia e alle persone care e quelli che si ritenevano bisogni, spesso unicamente frutto di desideri superflui, silenziosamente passano in secondo piano e vengono ridotti allo stadio primitivo, all’essenziale, rendendosi conto che non è necessario spendere molto denaro per sentirsi sereni e appagati.

Se si trascorre tanto tempo in natura, aumenta lo spirito di osservazione della propria interiorità e dell’ambiente circostante, si apprende a uniformare il respiro con i movimenti, a percepire con tutto il corpo i cambiamenti del tempo atmosferico, ci si accorge del mutare della luce e della temperatura percepita, si impara a captare il profumo dell’aria, l’alzarsi del vento, il risvegliarsi di piccoli dolori muscolari, a sondare le proprie forze per evitare di eccedere, si acuiscono tutti i sensi e si dà spazio all’istinto che preserva dai pericoli. Quando si pratica attività fisica, viene più spontaneo scegliere cibo e bevande sani, il meno possibile processati per essere assimilati più facilmente, individuando gli alimenti più adatti alle proprie necessità, magari cercando piccoli produttori locali o preparando e coltivando da sé il necessario, e andando a prendere l’acqua a una certa fonte. Se si assecondano i ritmi della natura si comprende che è più salutare svegliarsi presto, quando il corpo è ancora carico di energia e la mente è lucida per prendere decisioni e prepararsi per la giornata, idealmente con momenti di meditazione o di ginnastica, e smorzare le attività al tramonto riposando la vista e il corpo. Verrà più naturale ridurre il numero degli impegni mettendo maggior attenzione in ogni attività svolta, preferendo gli incontri a casa e non solo per il tempo veloce di un caffè e con la testa altrove. Si sperimenta che è nel fare che ci si conosce e si costruiscono i rapporti duraturi: una passeggiata, la preparazione di un dolce, la visione di un film, la condivisione di un’attività o un lavoro in casa, una piantumazione. Il lavoro manuale fatto con amore e senza costrizioni porta benessere, permette di focalizzare l’attenzione senza distrarsi e, nel contempo, lascia che i pensieri fluiscano liberamente.

Lentamente ci si ricorda delle arti della pazienza, dell’osservazione e della contemplazione. Se si desidera seguire le tracce di un altro animale, per esempio, o si vuole osservarlo senza essere visti, bisogna imparare a rendersi invisibili, a indossare abiti dai colori neutri, a respirare regolarmente, a spostarsi con movimenti fluidi, a farsi albero rimanendo immobili per ore, o a farsi terra sdraiandosi al suolo. Si nota che se si vuole respirare la pace di un luogo, è ideale visitarlo presto al mattino, godendo della luce tersa e della musica della natura, in assenza di folle e di inutili artefici.

L’auspicio più grande per l’uomo è che finalmente si riconosca nel ruolo di custode e giardiniere della Terra, del grande giardino in movimento e in continua trasformazione che lo nutre, vigilando sull’equilibrio e l’armonia, alimentando il dialogo con gli elementi, ricordando i patti antichi e la propria origine, tornando a parlare la lingua degli antenati.

Come scrive Jorn de PrécyPuò essere che la terra stessa – gli animali, le pietre, i fiori – senta la nostra mancanza, percepisca la scomparsa dello sguardo amorevole dell’uomo?”.
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Il libro ha un’introduzione sull’isola, le schede tecniche, tappa per tappa, la descrizione del percorso con individuazione di piante medicinali e approfondimenti.

Sentiero Italia CAI – Sicilia – Volume 2
In collaborazione con: Club Alpino Italiano.
Anno: Gennaio 2022.
Editore: Idea Montagna.
Autore: Grazia Pitruzzella.

Acquisto della guida
Per acquistare la guida contattare direttamente l’autrice scrivendo a grazia.lamontagna@gmail.com
Si può acquistare la guida anche online ai seguenti link:
https://ideamontagna.it/libro/sentiero-italia-cai-vol-2-sicilia
https://www.cai.it/titolo/guida-sicai-vol-2-sicilia

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L’altra Sicilia in 37 tappe ultima modifica: 2023-01-31T05:55:00+01:00 da GognaBlog

4 pensieri su “L’altra Sicilia in 37 tappe”

  1. Purtroppo la Sicilia la vidi durante una missione militare, nel lontano 92, in circostanze non piacevoli. Ma fui travolto dalla bellezza dei luoghi che intravvidi.
    Dovrei tornarci, prima o poi.
    Leggerò.

  2. Grazia, uno dei sogni della mia giovinezza fu l’Etna con la neve, alla ricerca di posti per me nuovi.
     
    Poi le Alpi e d’inverno l’Appennino Tosco-Emiliano mi hanno fatto dimenticare il Mongibello per decenni.
    Se mai decidessi di salirlo, mi faresti da accompagnatrice? Beninteso, con partenza dai suoi piedi, lontani dalle funivie e dai fuoristrada.
    Zaino in spalla, piccozza e ramponi. In libertà. 

  3. Grazie ad Alessandro per tenere aperto questo prezioso portale verso noi stessi.
     
    Grazie a Lorenzo per accendere sempre nuove emozioni.

  4. Brava Grazia.
    Per il libro, ma soprattutto per i semi di bellezza dedicati a chi avrà modo d’incontrarti.

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