Le indagini sulla via ferrata del Cabirol (Capo Caccia)

Aperte le indagini a Capo Caccia, Alghero (SS), sulla Via Ferrata del Cabirol

Le associazioni ambientaliste Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus e Mountain Wilderness Italia hanno richiesto delucidazioni in merito alla realizzazione della Via Ferrata del Cabirol e di alcuni itinerari di arrampicata sportiva presenti all’interno del Parco Regionale di Porto Conte. Tale decisione è scaturita dopo avere appreso che l’area presenta il massimo livello di pericolosità di frana e che la costruzione della via ferrata, che attraversa un’area protetta, è avvenuta su iniziativa privata.

Alla richiesta di informazioni agli enti preposti, tra cui la Commissione Europea e il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, le due associazioni fanno seguire una richiesta di eventuale adozione di provvedimenti finalizzati alla salvaguardia dell’incolumità dei frequentatori e dei valori ambientali e paesaggistici.

“Siamo preoccupati non solo per la salvaguardia delle specie ma anche per l’incolumità delle persone” sottolinea Mountain Wilderness “ci siamo chiesti come fosse possibile progettare questi percorsi in un’area indicata come a rischio molto elevato di frana e ci allerta il fatto che ancoraggi come quelli utilizzati sul posto siano stati causa di incidenti, non solo in Sardegna”.

Capo Caccia
IndaginiViaFerrataCabirol-P1020640

Secondo la documentazione raccolta dalle associazioni l’area occupata dagli itinerari è classificata nel contesto di Natura 2000 come Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale e ciò prevede una serie di tutele, in particolare per quanto riguarda le piante e gli animali.

Alcuni degli uccelli più rari d’Europa come Grifoni, Falchi pellegrini e l’Uccello delle Tempeste, sono di casa a Capo Caccia e vengono indicati dalla Comunità Europea come “specie prioritarie” in quanto rare o a rischio di estinzione.

Difficili da raggiungere, le pareti sono scelte per nidificare proprio per la loro inaccessibilità e la loro frequentazione da parte dell’uomo può portare all’abbandono dei piccoli e alla creazione di nidi altrove.

IndaginiViaFerrataCabirol-DepliantParcoRegPortoConte2

La frequentazione dei percorsi attrezzati, da gennaio/febbraio fino all’estate, disturba il periodo di riproduzione delle specie.

Per queste ragioni il Ministero all’Ambiente indica le attività sportive legate alle pareti come una potenziale minaccia per l’avifauna selvatica mentre il Club Alpino Italiano ha deciso dal 1990 di non acconsentire alla costruzione di nuove vie ferrate. Vedi Approfondimento Normativo.

“Alle volte ci viene da pensare che un’attività che si svolge in ambiente sia un’attività che lo vive con rispetto“ continua Mountain Wilderness “ma questo è vero solo quando chi la pratica adatta le proprie azioni alle esigenze della Natura e non viceversa. Solamente allora possiamo parlare di sport sostenibili.”

Mountain Wilderness incoraggia la frequentazione dell’ambiente solo quando questo non venga considerato una palestra o un parco giochi. E’ favorevole a una valorizzazione del territorio che sia davvero rispettosa delle normative ambientali e della sicurezza, privilegiando perciò itinerari che per loro caratteristica non si adeguino alle esigenze sportive, lasciando così intatta l’essenza naturale del luogo.

IndaginiViaFerrataCabirol-PICT2268

 

Ricostruzione dei fatti
Sulla base di una prima ricerca su internet è facile individuare l’itinerario su www.ferratacabirol.it. Nel sito è indicato che la via ferrata è stata costruita (Storia di un apertura) su iniziativa privata.

E’ possibile inoltre osservare che gli interventi di chiodatura e modifica del percorso sono stati incrementati nel corso degli anni.

In Manutenzione della Via Ferrata, viene indicato che gli ancoraggi sono di acciaio inox, talvolta AISI316 e talvolta AISI304 (sono note in bibliografia rotture di ancoraggi di quest’ultima tipologia in prossimità di ambiente marino).

12 settembre 2009, viene accompagnata l’equipe di Linea Blu lungo la Via Ferrata https://vimeo.com/6545896.

3 ottobre 2014, il Comune di Alghero aggiudica i lavori di mitigazione del pericolo di frana a causa della segnalazione di blocchi pericolanti, (aggiudicazione n.758 del 3-10-2014) nel tratto di costa compreso tra la Scala del Cabirol e il Semaforo.

13 marzo 2015 viene fatto precipitare un grande blocco di roccia che è risultato proprio sopra il tracciato della la Via Ferrata. Quanti altri blocchi come questo ci saranno lungo il percorso? Di chi potrebbero essere le responsabilità in caso di incidente?

Il 21 novembre 2015 (http://video.gelocal.it/lanuovasardegna/locale/capo-caccia-il-gigante-di-roccia-precipita-in-mare/40012/40110) un gruppo di equilibristi buca con il trapano le rocce della parete appoggiata (in cui sono presenti anche decine di ancoraggi di arrampicata sportiva) per inserire alcuni ancoraggi per tendere una corda. L’inserimento degli ancoraggi è avvenuto senza autorizzazione del Parco e senza avere effettuato una eventuale Valutazione di Incidenza Ambientale. I turisti vengono denunciati dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.

23 novembre 2015: le associazioni LIPU e WWF emanano un comunicato stampa (http://www.algheroeco.com/slackline-capo-caccia-wwf-e-lipu-daccordo-con-la-denuncia/) in cui approvano l’operato del CFV.

Le associazioni asseriscono nell’articolo che “Le associazioni ambientaliste WWF e Lipu ricordano che l’area interessata dalla perfomance di slackline è un’area particolarmente protetta inserita nel Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale per la presenza di flora endemica e la nidificazione di uccelli rari o a rischio di estinzione come l’uccello delle tempeste, le berte maggiori, il gabbiano corso e il falco pellegrino.”

Gennaio 2016. In occasione di una ripetizione della Via Ferrata da parte di membri della Mountain Wilderness viene osservata una coppia di Falco pellegrino in prossimità della parete della ferrata e osservati alcuni dettagli tecnici come la tipologia di materiale diverso utilizzato e i diametri del cavo di acciaio (linea vita) di dimensioni diverse. Nasce il dubbio che l’itinerario sia stato omologato.
Sia lungo il percorso, nei ripiani in parete, della Via Ferrata che poco prima di raggiungerne l’attacco, sono stati osservati degli itinerari di arrampicata sportiva che prevedono decine e decine di ancoraggi e alcuni attacchi con catene (http://www.corradoconca.it/index.php?option=com_content&view=article&id=20:qatsi&catid=2& Itemid=101&lang=it).

In questa fase il Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus (GRIG) e MW aspettano che gli enti dicano come è la situazione dal loro punto di vista (esiste un progetto depositato e approvato? Esiste una valutazione di incidenza ambientale approvata? Esiste l’autorizzazione della comunità europea, del parco e del comune?). Dopo queste risposte si potrà ricorrere a denuncia circostanziata.

IndaginiViaFerrataCabirol-DepliantParcoRegPortoConte

 

Sito di importanza comunitaria – SIC “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio”
IndaginiViaFerrataCabirol-itb010042_a4-vert

Zona di protezione speciale – Z.P.S. “Capo Caccia”. Foto Benthos, C.B., S.D., archivio GrIG.
IndaginiViaFerrataCairol-zps-itb013044-capo-caccia

 

 

Link correlati:
Rischio di frana sulla Via Ferrata del Cabirol
http://notizie.alguer.it/n?id=46370

Drammatica caduta del blocco di roccia pericolante sulla Via Ferrata del Cabirol, il video
http://video.gelocal.it/lanuovasardegna/locale/capo-caccia-il-gigante-di-roccia-precipita-in-mare/40012/40110

Buca le falesie del Parco Regionale di Porto Conte. Slackliner denunciato!
http://www.algheroeco.com/slackline-capo-caccia-wwf-e-lipu-daccordo-con-la-denuncia/
http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2015/11/21/news/alghero-buca-le-falesie-di-capo-caccia-per-fissare-la-fune-equilibrista-denunciato-1.12484270?refresh_ce oppure file in pdf.

Alleghiamo anche i segg. documenti:
Legge Regionale 26 febbraio 1999, n. 4
Istituzione del Parco naturale regionale “Porto Conte”.
(Documento del 16/10/2012 11.22.25, autore: Regione Autonoma della Sardegna);
Statuto del Parco
Statuto adottato con Delibera del Consiglio Comunale di Alghero N° 21 del 5.5.2000, resa esecutiva dal Provvedimento del CO.RE.CO. N° 1769/021 del 21.6.2000, e approvato con Delibera della Giunta Regionale N° 40/46 del 12.10.00, resa esecutiva dalla Determinazione del Direttore Generale dell´Assessorato Difesa Ambiente N° 3065/V del 6.12.00 Modificato con deliberazione del Consiglio Comunale n.8 del 13.01.2015
(Documento dell’11/05/2016 12.54.22, autore: Azienda Speciale Parco di Porto Conte);
Disciplinare delle guide del Parco
Disciplinare della attività della “Guida ed educatore ambientale del Parco Naturale Regionale di Porto Conte e della foresta demaniale di Porto Conte”
(Documento del 16/10/2012 11.22.52, autore: Azienda Speciale Parco di Porto Conte).

IndaginiViaFerrataCabirol-vignetta3

Le indagini sulla via ferrata del Cabirol (Capo Caccia) ultima modifica: 2016-04-27T08:01:22+02:00 da GognaBlog

Scopri di più da GognaBlog

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

238 pensieri su “Le indagini sulla via ferrata del Cabirol (Capo Caccia)”

  1. Leggendo l’articolo è inevitabile porsi qualche domanda…come mai su tutti gli itinerari presenti in Italia (vie d’arrampicata, ferrate, percorsi attrezzati, ecc.) la vostra attenzione è ricaduta proprio sul Cabirol? Così lontano dalla scrivania di chi ha scritto l’articolo? Eppure ci son tante chiodature indubbiamente più pericolose, percorsi nelle “vostre” montagne che spietrano o resi insicuri dal tempo, obrobri su cime, pareti, montagne che definirli inapropriati sarebbe un eufemismo….eppure lo sguardo si è posato così lontano… a leggere la vostra richiesta di informazioni si percepisce chiaramente che le vaghe motivazioni pseudoambientali e/o di sicurezza tentano di mascherare solamente un misero attacco alla persona (non crediate che il nostro sia un popolo di fessi). Vi seguivo con piacere credendovi appunto mossi da “nobili principi” ma evidentemente ho sbagliato alla grande….

  2. La vignetta nell’articolo dice più di mille parole!
    Ma possibile che nessuno provi pena per la famigliola di pennuti disturbati dal trapanatore?
    Nessuna parola in loro difesa!
    Bravi.

  3. Io trovo che la Ferrata del Cabirol non sia per niente impattante con la specificità del luogo, anzi!!…trovo che sia una un’ ottima soluzione su come fare turismo sostenibile e lo dimostra il fatto che i vari enti preposti al controllo dell’ area non abbiamo mai avuto niente da obbiettare sull’ esistenza della Ferrata. Trovo pretestuoso e arrogante che persone “esterne” alla Sardegna si vogliano sostituire alla Regione, ai Comuni e all’ Ente Parco chiedendo a gran voce la chiusura della Ferrata del Cabirol, alludendo a inesistenti crolli e misteriose nidificazioni di specie rare…spero vivamente che la ferrata continui ad esistere e nel mentre continuerò ad usufruirne.

  4. trekker da oltre 30 anni, ambientalista e animalista convinto, mi sono avvicinato alla pratica delle vie ferrate sarde di Cabirol, Giorrè, Regina, ecc. grazie al rispetto della natura dimostrato nel progettarle da Corrado Conca.

  5. Articolo pessimo, allarmista, assolutamente mirato a colpire e denigrare il lavoro di altri, dannoso per il turismo della Sardegna, fatto peraltro entrando nel merito di questioni tecniche come ancoraggi, ossidazione e rottura di materiali di cui non si hanno competenza, non mi risulta infatti che una g.a. abbia titoli per entrare nel merito di meccanismi di rottura o adeguatezza di materiali o persino scorretto dimensionamento delle barre. Forse il sig. Gogna dovrebbe continuare ad accompagnare persone in montagna e scrivere libri cosa che gli riesce sicuramente bene e lasciare gli articoli come questi a giornalisti da strapazzo. Tutte le volte che ho frequentato le ferrate citate ho trovato gli ancoraggi in ottime condizioni, e io vi assicuro ho il titolo per poterlo dire.

  6. Trovo l’articolo un pretesto per colpire direttamente Corrado, una persona che merita tanto rispetto per tutto ciò che fa !!! Che schifo!!! Corrado sei un grande !!!

  7. Salve a tutti, leggendo i commenti postati in precedenza faccio una premessa, piccola ma fondamentale e che potrebbe viziare le mie poche righe, non sono mai stato accompagnato dal Sig. Corrado Conca ne gratis ne sotto forma di pagamento.
    Detto questo, sono un neofita per quanto riguarda l’ambito terrestre, e solo grazie a questo gioiello “pericolosissimo a detta di qualcuno” sono riuscito a godere di un angolo della mia terra a me sconosciuto prima e di cui ne vado orgoglioso. Oggi quando dici Alghero la prima parola che dicono i turisti è “mare”, ma la seconda è cabirol. Questo servizio a mio modesto parere sembra improntato di più a escludere che integrare, a chiudere più che promuovere e ad allontanare più che avvicinare, a volte con teorie alquanto bizzarre….non entro nell’aspetto tecnico- normativo in quanto rischierei di fae qualche brutta figura, ma un dubbio mi sorge, non è che per caso si sta’ cercando di indirizzare euro verso determinati canali? GA ed altro?cosa cambia se in completa autonomia pratico un attività con dei pericoli intrinsechi? forse ad esempio ci si dimentica che oggi uno è libero di acquistare una bombola d’aria e attrezzatura subacquea ed andare tranquillamente a fare immersioni( purchè) abbia la bandierina senza che nessuno gli chieda conto….o la pratica dell’apnea….eppure vi è un rapporto incidentistico nettamente superiore. si parla di ambiente ma sarei curioso di sapere qanti blogger si preoccupano o fanno finta di preoccuparsi di pennuti, ma con naturalezza buttano in mare le buste di plastica fonte di disturbo ed altro per fauna e flora marina…a già quella sta sott’acqua e non si vede…, Corrado…..la sua fama lo precede, non posso che ringraziarlo per questo piccolo gioiello che è riuscito a regalarci Grazie……. NO ALL’AMBIENTALISMO ISLAMICO…..

  8. Per Fabrizio Roveda,

    La tua analisi è molto puntuale, ma aggiungo che proprio alla base ci sono dei segni di battitura e comunque esistono altri modi per battere sul ferro senza lasciare incisioni, come quello di interporre un pezzo di legno tra la parte da battere e il martello. Detto ciò, non sono un tecnico e per stabilire le cause della rottura sarebbe appunto necessario studiare le deformazioni reologiche che ha subito il materiale per ipotizzarne le cause della rottura.

    Ad ogni modo proprio per i dubbi, emersi da questa più che sospetta rottura e dalla rilevazione di pregressi e reiterati atti vandalici di cui sono stati oggetto proprio i tanti ancoraggi (una 20 tra chiodi e soste inox completamente rasi alla roccia con una mola) di alcune vie d’arrampicata sportiva della zona, è lecito chiedersi se non si tratti dell’ennesimo caso di vandalismo.

    Questo tuttavia non lo stabiliremo noi, ma un Magistrato della Repubblica, il quale con risorse tecniche indagherà sulle cause della rottura, visto che in caso di responsabilità umana, i reati che si profilano sono numerosi e le pene pesanti.

    Infine vorrei far notare a tutti le contraddizioni del Sig. Gogna:

    tanto è alto il pulpito supponente dal quale si pone, che in un altro articolo nel suo stesso Blog delle Vie Ferrate ne difende addirittura l’esistenza. Ma attenzione a non farsi ingannare da questa concessione, perchè è sempre lui che pone i paletti e le regole morali di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato (sempre e solo per lui) scrivendo queste parole e avvallando coerentemente la presenza delle Ferrate con ragioni storiche e addirittura (udite udite!!) da buon conservatore della Natura, per ragioni venatorie scrivendo questo:

    “Diverso dalla via ferrata è il sentiero attrezzato. La Via delle Bocchette in Brenta, come il Sentiero degli Alpini di Val Fiscalina e tanti altri hanno valide ra­gioni storiche, culturali e quindi anche turistiche per essere stati realizzati e mantenuti in ordine. Le opere fisse sono ridotte al minimo, il percorso ha una sua logica geografica e storica, quindi una sua preci­sa giustificazione. Mi spingo perfino ad affermare che anche i vari “sentieri dei cacciatori” che affollano le Alpi hanno una loro idea di fondo: i per­corsi della selvaggina sono certamente i più logici di tutti e co­me tali vanno apprezzati, non solo dai cacciatori ma anche da tutti coloro che vogliono capire come sono “fatte” le montagne e vogliono respirarne a fondo la tridimensionalità.” (Alessandro Gogna)

    http://www.banff.it/le-vie-ferrate/

  9. Provo invidia per l’isola di Montecristo, perché non ci sono ferrate e li non ci si può andare: finalmente un angolo di wilderness che non può essere deturpato.

  10. Per Paolo Vinci, “Vandalismo o Rottura” , esaminando le foto allegate si possono fare alcune considerazioni:
    1) Vandalismo
    -Se la barra d’acciaio (presumo almeno 12 mm di diametro) è stata presa a pesanti martellate ( mazzetta da 5 Kg…almeno) per riuscire a tranciarla all’innesto con la roccia, sicuramente quest’ultima come pure la barra presenterebbero chiari segni dei pesanti colpi inferti.
    -Se invece la barra è stata martellata sulla testa con il blocco di fissaggio del cavo metallico, anche in questo caso si dovrebbero rilevare i segni lasciati dalle martellate inferte, cosa che dalle foto sembra potersi escludere.

    2) Rottura
    -Esaminando la foto con la sezione della rottura della barra si nota una nervatura centrale ad andamento verticale: come se sia stata questa parte dell’intera sezione a cedere per ultima.
    Sembrerebbe quindi che la rottura possa essere stata causata non da fatica dovuta al peso degli scalatori che solleciterebbero la barra in verticale, ma da un carico/sforzo orizzontale.
    Sempre con riferimento alla foto che mostra come la barra di fissaggio sia solidale con un tratto di cavo orizzontale sia prima che dopo l’ancoraggio in oggetto, il continuo carico degli scalatori sollecita nella direzione dx/sx (se il cavo tra i due ancoraggi è lungo, lo sforzo applicato che deve supportare è notevolissimo) ed in presenza di una incrinatura può averlo portato alla rottura per fatica.
    Questo per quello che può valere una diagnosi molto parziale solo su immagini e non sul campo come si dovrebbe.
    Saluti
    f

  11. Sto per compiere 66 anni e l’anno scorso ho iniziato a salire in ferrata facendo proprio la Cabirol….è stata una esperienza unica che spero di ripetere al più presto…Al di là delle considerazioni sugli uccelli che considero…pretestuose…Non credo ai falsi allarmismi ma anzi ringrazio chi ha progettato questa via ferrata ripulendo quella discarica che era diventata negli anni..Grazie Corrado Conca per il tuo impegno e non arrenderti ma sappi che in tantissimi siamo pronti a sostenerti,anche se spesso non manifestiamo il nostro pensiero…Alla larga i falsi amici della Nostra Terra

  12. la via ferrata di Capo Caccia è un simbolo della Sardegna che pratica turismo ambientale, se poi si vuole dire che il signor Conca non ha i requisiti sulla legge 6/89, rispediamo al mittente, ricordiamo che in Sardegna abbiamo l’albo regionale delle guide GAE, e che una legge regionale sul turismo dell’assessore Frongia Roberto (inizio anni 2000) stabilisce che solo i Sardi possono fare attività di accompagnamento in Sardegna

  13. ho fatto due volte la ferrata, non trovo niente di particolarmente pericoloso, per una persona che abbia una dovuta preparazione. dubito che la frequentazione degli escursionisti possa rompere l’ equilibrio di cui qualcuno si preoccupa.

  14. Masperi ero quasi preoccupato della tua assenza in questa valanga di post… io ti saluto invece… manco ti conosco perciò perché toglierti il saluto? Per qualche battibecco stile leoni da tastiera?
    Lo tolgo invece a chi per vie traverse tenta di depredare quello che si chiama professione e lavoro a chi se lo è guadagnato e se lo suda ogni giorno, per poi vedersi bypassati dall’abusivo di turno, vediamo se rimarresti tanto superficiale e saccente se capitasse a te!
    Peace and love!

  15. Michelazzi ….prendi esempio dal signor Gogna, si vede chi possiede stile anche nel asserire cose che io no condivido.Vi saluto..anzi saluto solo il signor Gogna.

  16. Credo che articoli di questo genere hanno un ruolo ben preciso, ci permettono di pesare le persone, ci permettono di distinguere tra chi lavora per costruire e chi per distruggere. Bene, Corrado appartiene alla prima categoria, chi lo ha incontrato anche solo una volta sa perfettamente quanto è meticoloso, quanto tiene alla sicurezza e la cura che dedica alle sue creazioni. Le critiche vanno sempre bene purché siano costruttive, ben venga l’interessamento alla via ferrata del Cabirol ma a mio parere dovrebbe essere mirato ad apportare migliorie, a far sì che sempre più persone possano vivere le emozioni che solo il Cabirol riesce a trasmetterti.

  17. Pessimo articolo, ho percorso la ferrata e conosco la zona, poco di quanto scritto corrisponde al vero.
    Questo ambientalismo fine a se stesso fa pena.
    Oltre a cercare di far smantellare una ferrata perfetta state organizzando qualche altra genialata?
    Pensavo di suggerirvi di non usare più le scarpe, siamo nati scalzi, la terra ci ha conosciuto scalzi. Non sia mai che una pietra venga consumata dalle suole artificiali.
    Questa gara a chi è più puro però è una gara difficile, alcuni hanno già iniziato a trattenere il respiro per produrre meno CO2…

  18. Non è chiaro l’intento dell’articolo, quella ferrata ha ormai 16 anni, più di quanti non ne abbia l’istituzione dell’area SIC e se conosco ancora che ci ha lavorato so per certo che il lavoro è stato fatto in modo tutt’altro che superficiale e senza attenzione. E’ una opportunità per il territorio e merita la giusta attenzione per la sua valorizzazione anche nel rispetto dell’ambiente (in Sardegna non è che ci sia la fila alle ferrate e forse è proprio quello che le rende affascinanti). Quella ferrata va tenuta, senza ombra di dubbio.

  19. Premetto che non sono un esperto nel settore, ma vivo in questa zona della Sardegna e ho avuto modo di fare una magnifica esperienza in questa via ferrata. Però, sopratutto, so leggere. E leggo che in questo post le uniche fonti utilizzate per avanzare i tanti dubbi sono alcune ricerche su internet e l’osservazione di un paio di persone. Leggo inoltre che le attività di persone irrispettose dell’ambiente e delle normative (mi riferisco agli equilibristi) si associano a quelle di persone ben più competenti e attente, uniche artefici di questa esperienza. E sulla competenza e la preparazione di queste ultime non ho dubbio alcuno. Se esistono lacune giuridiche o situazioni poco chiare non lo si deve a chi ha creato la via ferrata: basterebbe infatti fare una ricerca un po’ migliore sulla cronologia del posto e si avrebbero nozioni più chiare.

  20. Ho fatto questa bellissima ferrata poche settimane fà, bramavo da tempo di poterla fare e posso tranquillamente dire che l’ultima volta in Sardegna son venuto per lei. .. certo prima di partire ho letto le polemiche a 360 gradi su questa ferrata, ovviamente non ho le competenze per sapere quali specie nidificano in quell’area, ma di certo il mio silenzioso passaggio e quello di pochi altri escursionisti giorno non sarà poi tanto peggio delle auto e moto in transito a poche centinaia di metri che trasportano turisti alla grotta poco più a valle…
    Però la capacità di valutare la via ferrata è i materiali ce l’ho e proprio memore delle polemiche lette prima di partire ovviamente li ho focalizzato la mia attenzione. .. il materiale è tutto inox di Raumer, praticamente il top non penso esista di meglio, e anche sul montaggio nulla da eccepire, mai del matriale in più ma soprattutto mai un punto esposto senza un attacco.
    Frane?? Ma dove ?? La geologa che era con me non ha mai avvisato alcun pericolo a riguardo…
    Mi spiace constatare che problematiche personali debbano privare la Sardegna un luogo dove poter vivere la sua meravigliosa natura e che invece di ringraziare chi ha valorizzato questo angolo di paradiso venga demonizzato e accusato di serie così numerosa e variegata di problemi che non fa altro che dimostrare che la valorizzazione della propia terra viene dopo la propria invidia.

  21. Provo invidia per la Corsica, con tutte le sue ferrate …Per il carattere del Corsicani… I quali nn si fanno dire certo dagli estranei cosa dover fare nel proprio territorio…

  22. La ferrata del Cabirol é um GIOIELLO che VALORIZZA e PROMUOVE l’area nord-orientale della nostra bella isola, e perchè no l’isola INTERA. Il tuo impegno Corrado, é stato totale ed é grazie a te che noi possiamo godere di una delle ferrate piú affascinanti della penisola. Dispiace che gli attacchi arrivino a te e dispiace che quanto hai messo in opera possa svanire. Sarebbe assurdo, non lo condivido. Abbiamo percorso centinaia di chilometri per godere di questa bellezza, per appenderci sulle falde di un territorio da favola, a picco sul mare per poi raggiungere il libro di via, sederci e lasciarvi le nostre impressioni, splendide impressioni per un avventura che sembra sempre durare troppo poco. Non posso che unirmi al coro di quanti non accettano la situazione attuale e sperare che alla mia testimonianza se ne aggiungano altre, tante altre. Grazie per il tuo impegno e la tua passione Corrado, come sempre.

  23. Omen nomen.
    Per chi non conoscesse il latino, basta far caso al cognome dell’autore per capirne il significato.
    Sì perchè di questo si tratta: esporre un personaggio noto in una di gogna mediatica, per usare una espressione cara ai numerosi giornalisti pennivendoli che ripubblicano senza nemmeno informarsi articoli come questo.
    Purtroppo è estremamente facile screditare qualcuno senza che poi si possa incorrere in qualsivoglia sanzione. La superficialità e la pigrizia del lettore generico medio rendono agevole il compito degli untori che diffondono la maldicenza come fosse una peste.
    L’articolo in questione, al di la delle motivazioni personali che non conosco e che non sono interessato ad indagare, ma che posso ben immaginare, è scritto male, tendenzioso e ambiguo.
    E’ infarcito di condizionali (potrebbe, parrebbe, sarebbe, ecc.) e assomiglia a quei servizi che capita di vedere a volte sulle paytv che ci parlano di incontri con gli alieni o misteri dell’antico Egitto; insomma per dirla alla Crozza sembra di essere su Cazzenger.
    Io personalmente non sono un professionista dell’outdoor, ma un semplice cittadino, però guardacaso sono un escursionista da qualche decina di anni, un fotografo paesaggista ed ho una laurea in economia dell’ambiente per cui nutro un certo interesse verso le tematiche della conservazione e tutela dell’ambiente ai fini dello sviluppo economico di un territorio.
    Le critiche che emergono dall’articolo sono poco circostanziate e oserei dire speciose, nient’affatto suffragate da materiale che possa definirsi in alcun modo probante (non dico probatorio dal momento che non è questa la sede per tale lessico) e l’mpressione è esattamente quella di un attacco personale a mezzo stampa, diffamazione a mezzo stampa, per essere più precisi.
    Un attacco simile ai tentativi si sabotaggio e di danneggiamento che in altri siti e altre occasioni hanno danneggiato materiali d’amo ed ancoraggio posizionati da Corrado Conca, materiali di qualità ineccepibile prodotti dalle migliori aziende del settore ai quali escursionisti come me fanno affidamento nelle loro attività.
    Trovo tutto questo disgustoso e indecente.
    Pensate a costruire qualcosa, che a distruggere sono bravi tutti.

  24. Da naturalista appassionato di montagna, dopo anni di ferrate e arrampicate nell’arco alpino e appennino, la ferrata che ricordo più volentieri è il Cabirol. Non sto ad elencare le varie falesie e vie molto ma molto più franose del Cabirol, nè quelle di impatto ambientale e/o paesaggistico indubbiamente molto rilevante, chi critica il Cabirol lo fa per invidia o astio personale o per motivi a me sconosciuti, mi dispiace per il Gruppo di Intervento Giuridico con il quale mi ho condiviso molte battaglie durante i miei anni a Cagliari ma questa guerra proprio non la capisco, e non la sposo.

  25. Sono certo che a prescindere da ogni polemica, la Ferrata del Cabriolè, situata presso la falesia di Capo Caccia ad Alghero, sia con tutta evidenza non solo un patrimonio della Sardegna, ma di chiunque – Italiano e Straniero – desideri in tutta sicurezza percorrere una via ferrata, la quale è di gran lunga più moderna e sicura di tante altre ferrate presenti nel territorio Italiano.
    Mi auspico che chiunque abbia avuto la fortuna di percorrerla possa in questa sede con la propria voce dare la propria testimonianza in merito all’attenzione rivolta sia all’ambiente che alla sicurezza.
    Credo che il termine “professionista” esuli quasi sempre da un titolo, che nella stragrande maggioranza non è sinonimo di esperienza e attenzione per la sicurezza altrui.
    Siamo fieri a prescindere della nostra cittadinanza Sarda, per quanto svolto dal Signor Corrado Conca e, da quanto fatto da quest’ultimo nei confronti della Sardegna in campo escursionistico, a prescindere dai titoli in possesso di quest’ultimo.
    Credo sia giusto battersi in tutte le sedi opportune e fare sentire la nostra voce in merito all’importanza che opere come queste, in pieno rispetto di tutte le norme, hanno per il nostro futuro.

  26. Rottura o Vandalismo?

    Analizzando e ingrandendo la foto della presunta “rottura”, sulla quale aleggiano grandi dubbi, attorno ad un calcare color nocciola, si possono notare in maniera evidente e distinta sulla roccia della incisioni bianchissime, tipiche di una roccia scalfita di recente. Sembrerebbe quasi che qualcuno, “ignoto1”, si sia divertito a prendere il resistente ancoraggio forgiato in Acciao Inox AISI 316L a martellate e nel fare questo abbia inevitabilmente colpito anche la roccia vicino alla base dell’ancoraggio infisso (invito tutti a guardare la prima foto). Dato che già negli anni recenti si sono verificati degli episodi brutali di vandalismo ad opera di ignoti, che hanno riguardato la rottura e molatura di tutti gli ancoraggi di una via lunga (155m) nei pressi della Ferrata, invito il vostro staff a verificare attentamente che non possa trattarsi dello stesso fenomeno e forse anche della stessa persona. Auspichiamo che così non sia, sarebbe disdicevole oltrechè imputabile di un grave reato, esponendo a rischio e pericolo le persone e attentando scientemente alla loro vita.

  27. Guarda Bianca che io non sono una guida alpina e in montagna, oramai sono 40 anni, ci sono andato sempre da me.
    Non mi ci ha mai accompagnato nessuno.
    Perdersi per poi ritrovarsi. E’ questo il gusto.
    Con il cordone ombelicale del cavo, non ti perdi.

  28. Mi domando: ma perché andarsi a sfondare di fatica e sudore su quel sasso imbrigliato di ferraglia e che si sbriciola a strapiombo sul mare e non girare invece su una bella barchetta a remi e farsi un bel tuffo in mare?

  29. Mi sfugge il vero fine di questo attacco.
    Mi sembra una campagna contro le ferrate in generale e definire la ferrata “un’accozzaglia di cavi e ferro sulla montagna” , mentre in realtà occorre guardare con attenzione per vederla, mi sembra quanto meno tendenzioso. Io non so quali siano i timbri di Corrado rispetto a quelli di una guida alpina, ma posso dirti una cosa: se dovessi addentrarsi nel supramonte sceglierei senza ombra di dubbio un pastore sardo rispetto a una guida alpina. Questo per dirti che spesso la pratica conta più della grammatica. E se Corrado qui in Sardegna è tanto stimato, un motivo ci sarà.
    Mettetevi l’anima in pace. Non ce la potete fare. Non più. È cambiato il vento.

  30. Cara Melania:
    Un certo Armando Aste ha scritto: ” ci sono occhi per vedere e occhi per guardare”
    Per “vedere oltre…” , come dici te, ci servono occhi per vedere, fantasia, gusto dell’avventura e dell’ignoto. Non un cavo di ferro che ci vincola a una cosa preconfezionata come la minestra che si compra bella e pronta al supermercato.

  31. Caro Paolo, parole sante scrivi!

    eccome!! se ci rifletto e non sono un fondamentalista.

  32. Per me è una delle cose più belle della mia Isola……quel cavo ti serve solo per guardare oltre…..cosi come la strada asfaltata che ti porta a Capo Caccia.
    È questione di punti di vista……caro Alberto.
    W il Cabirol e Corrado Conca

  33. Ho percorso diverse volte la Via Ferrata Del Cabirol (LA VIA FERRATA PIÙ BELLA D’ITALIA), insieme ad un gruppo di amici, e non ho mai riscontrato uno solo dei problemi che avete elencato. È costruita quasi in modo maniacale, cercando di non tralasciare alcun dettaglio. E questo non lo dico solo io che vivo in Sardegna, e ho la fortuna di andarci spesso, ma basta semplicemente sfogliare il libro che si trova quasi alla fine del percorso, dove chiunque la percorra, non può che lasciare commenti positivi su tutti i punti di vista. La bellezza del percorso, la sicurezza degli elementi che costituiscono la ferrata, la falesia che permette anche delle comode pause lungo il tragitto, e il GRAZIE finale rivolto a chi dopo la nascita della ferrata, non l’ha abbandonata, ma ci lavora continuamente, perché sa che la cosa principale prima di dare uno svago agli appassionati, è soprattutto garantirne la sicurezza. W LA FERRATA DEL CABIROL, W LA SARDEGNA. NON RIUSCIRETE A PORTARCELA VIA!!

  34. Credo tutte le persone che sono contrarie ritengono che l’unico modo di andare in montagna, sia quello che loro praticano, il più corretto, il più rispettoso, il più autentico, quello insomma che si rispecchia unicamente nello “stile alpino”. Bello, affascinante, epico, rispettabile, ma non alla portata di chiunque volesse iniziare ad approciarsi alla montagna. Siamo tutti diversi ed ognuno sceglie il suo modo per andarci, che non è detto sia il solo, ma uno dei modi coi quali si ha la possibilità di praticare una passione. Premettendo che sono per la tutela dell’ambiente, ma senza fondamentalismi dico che chi è contro le ferrate verosimilmente difende oltre il proprio modo di andare in montagna, anche l’eventuale deturpazione della roccia, l’antropizzazione eccessiva dei luoghi, il disturbo di specie animali e vegetali, vivendo però in una contraddizione e dimenticando che per arrivare a quella parete su quella via classica, la notte prima ha dormito in un letto, con degli abiti puliti, dentro una casa confortevole, mangiando cibo caldo e nutriente, percorrendo una bella strada asfaltata in mezzo ai monti su un auto a benzina e abbigliato e attrezzato con tanto materiale tecnico, ha iniziato una via calpestando dell’erba, comunque schiacciando qualche insetto senza volerlo e infine, col suo passaggio nella roccia, pur senza “chiodi” ha comunque modificato seppure in maniera infinitesimale quell’ambiente, che prima del suo passaggio era diverso. Il concetto è chiaro, tutto questo ha creato direttamente o indirettamente un inquinamento, sia per la produzione di tutto ciò che usiamo quotidianmente, sia per il nostro stesso semplice passaggio nei luoghi o per poter usufruire dei vantaggi del progresso. Ogni pur piccolo gesto dell’Uomo crea delle modifiche impercettibili e impattando sull’ambiente. Invito utti coloro che difendono strenuamente certe posizioni fondamentaliste a riflettere in coscienza sul loro quotidiano stile di vita impattante, prima ergersi a paladini per evitare che un chiodo venga piantato o un nido di gabbiano venga disturbato…

  35. Grazie Corrado, hai creato una ferrata dalle mille emozioni!!! 🙂 E per quello che nel mio piccolo ho potuto vedere, sempre manutenzionata in maniera maniacale!!!Grazie!

  36. Nei commenti si legge:
    “Perché ci vuole fatica, ingegno, preparazione, ma sopratutto immensa passione per attrezzare una cosa simile.”
    “La via ferrata “cabirol” è da tempo conosciuta come una delle più belle ferrate ideate e costruite.”

    Date un’occhiata qui:
    http://www.banff.it/una-figata-di-hotel/
    Anche per questa “ci vuole fatica, ingegno, preparazione, ma sopratutto immensa passione per attrezzare una cosa simile”
    Anche questa “è da tempo conosciuta come una delle più belle ferrate ideate e costruite,”

  37. “Corrado Conca ha un curriculum di tutto rispetto e una grande esperienza che….molto spesso…..conta più dei titoli.
    Ha sempre fatto del bene sul territorio sardo, per i sardi e per tutti coloro che la Sardegna vogliono viverla anche non solo al mare! Dobbiamo incoraggiare le persone come Corrado non screditarle.
    Il Cabirol è un nostro bellissimo patrimonio.
    Ciao”
    Cara Melania il vostro PATRIMONIO è la suggestiva e aspra bellezza del vostro territorio. Non alcune centinaia di metri di cavo e di spezzoni di ferro che prima o poi diverrano ruggine.

  38. Trovo questo attacco alla persona di Corrado Conca come una santa crociata che niente a che fare con la questione ambientale o la supposta insicurezza della ferrata. Credo faccia bene Corrado a segnalare alle competenti autorità questi “strani” cedimenti delle barre al Cabirol di questi tempi e non altrove. Sia perchè gli altri cedimenti di cui si parla non vengono documentati ma solo citati (e quindi si tratta di evidenti illazioni), sia perché, pur non essendo certo un esperto in materia, a me quelle foto non dicono granché, semmai mi pare che l’acciaio sia in ottime condizione e probabilmente qualcosa di “esterno” è intervenuto perché si spezzassero, guarda caso proprio di questi tempi. Ho fatto ripetutamente le altre ferrate sarde e devo dire che i materiali trovati non danno quasi mai l’affidabilità di quelli che ho visto sul Cabirol. A togliermi qualunque dubbio sul fatto che si tratti di una attacco alla persona sono le palesi minacce fatte dal sig. (!) Michelazzi nei confronti dell’attività svolta da Corrado come accompagnatore di gruppi (evidente l’acredine che traspare) e dell’assurdo che osa postare il sig. (!) Gogna quando scrive “Le ferrate delle Dolomiti et alia sono state istituite e fatte per motivi storici e culturali quando non esistevano le attuali norme ambientali perciò non fanno testo.” NON FANNO TESTO???? Ma ci rendiamo conto ??? Cioè cari signori (vabbè) volete farci capire che pazienza se le ferrate dolomitiche insistono su falesie evidentemente a rischio frana e chiunque ci si avventuri rischia quindi la pelle (ed infatti le notizie di incidenti mortali degli ultimi anni vengono quasi tutte da quelle zone) ma per il Cabirol (nato nel 2000 e quindi molto PRIMA che la stessa area diventasse SIC, cioè nel 2005) questo non vale. Come ho già scritto in precedenza, senza alcuna confutazione in merito a quanto affermavo e come ha poco sotto scritto il geomorfologo (che non è una parolaccia e magari qualcosa ne capisce) FABRIZIO ANTONIOLI ogni (ogni) parete di roccia verticale (falesia) è destinata a venir giù, prima o poi. Si chiama ciclo geologico dell’erosione: tutti i rilievi sono destinati ad essere spianati salvo poi eventualmente essere risollevati dalle forze endogene che governano (fatevene una ragione cari amici) il nostro pianeta. I tempi però, sappiatelo, sono quelli imposti dalla geologia, non dai vostri “desiderata”. Però dappertutto si continua ad andare per vie ferrate e di arrampicata. Tranne che al Cabirol. Vabbè dai, eliminiamo il Cabirol tanto possiamo spostarci a fare la ferrata di Plumare, anche quella quasi a picco sul mare stupendo della costa ogliastrina. Almeno lì saremo tranquilli; non intendo dalle frane visto che solo un anno fa ne è venuta giù una di qualche migliaio (se non milione) di metri cubi, ma almeno dagli attacchi di questi ipocriti e fasi ambientalisti.

  39. Onestamente vi trovo un tantino privi di coerenza.
    La scala che porta alle grotte di Nettuno, super trafficata, va bene perché fatta più di 60 anni fa. E non importa che disturbi la nidificazione. Basta spiegare alla fauna che è opera datata e quindi deve pazientare.
    Non importa neppure che la petcorra chiunque, amanti e non della natura e della fauna stessa
    La ferrata del Cabirol, per chi l’ha fatta e non è andato a leggersi solo statistiche e le improbabili ipotesi di scempi naturalistici, è praticata da veri amanti della montagna che rimangono sempire impressionati dal lavoro svolto. Perche ci vuole fatica, ingegno, preparazione, ma sopratutto immensa passione per attrezzare una cosa simile. Inoltre, c’è anche da dire che nessuno è così folle da affrontare la ferrata senza la dovuta preparazione e /o idoneo accompagnatore. Che Corrado sia molto attento è noto a tutti nell’ambiente, tanto da essere un serio riferimento per tutti.
    Ribadisco che ho percorso la ferrata e non ho visto nulla di quanto dici.
    Sai cosa mi dispiace? Che l’invidia porti a queste cose. E che dove non ci sia business occorra sempre chiudere.
    Dovreste vergognarvi. Perché se aveste rilevato dei punti deboli sareste dovuti intervenire e segnalarlo chiedendo semmai di metterli in sicurezza . Questo sarebbe stato costruttivo. Non cercare di demolire un’opera che lascia senza fiato per la bellezza.
    Andate a cercare gli scempi nelle cementificazioni selvagge che disturbano noi sardi in maniera inimmaginabile.
    Come disturbano e irritano indicibilmente questi attacchi gratuiti.

  40. Non conosco il Sig. Conca e tanto meno mi permetto di giudicarlo. Chi sono io per giudicarlo?? Nessuno!!
    Però ho le mie idee . E le mie idee sono contrarie alle ferrate. Tutte!!
    Posso dirlo di essere contrario alle ferrate?
    Penso di si.
    O solamente espresso un’opinione. Non ho dato un ordine di smantellamento.

  41. Corrado Conca ha un curriculum di tutto rispetto e una grande esperienza che….molto spesso…..conta più dei titoli.
    Ha sempre fatto del bene sul territorio sardo, per i sardi e per tutti coloro che la Sardegna vogliono viverla anche non solo al mare! Dobbiamo incoraggiare le persone come Corrado non screditarle.
    Il Cabirol è un nostro bellissimo patrimonio.
    Ciao

  42. Salve,
    non ho titolo per “omologare” la ferrata del Cabirol ma conoscendo bene Corrado Conca, le sue battaglie per la tutela dell’ambiente, la sua attenzione e per la sicurezza di chi in quell’ambiente si immerge o si lascia accompagnare, la sua maniacale cura per i dettagli nel garantire fruibilità e minimizzare i rischi, so quanto ha investito di tasca sua per questo gioiello e posso solo manifestare il mio disappunto per un attacco di tale portata ma che in sostanza appare decisamente meschino.
    Insieme a Corrado e agli altri amici che l’hanno aiutato in questa impresa, ho portato sulle mie spalle zaini di spazzatura perché, forse non lo sapete, la bellissima cengia sulla quale insiste uno dei tratti della ferrata era una discarica a cielo aperto. Anche (in questo caso soprattutto grazie alla ferrata) un angolo di paradiso è tornato alla sua originale e selvaggia bellezza.
    Non so cosa vi dia così fastidio, né in nome di cosa abbiate deciso di dichiarare questa guerra, ma di sicuro ha poco a che fare con l’amore dei sardi per la loro terra e per la natura che la contraddistingue, né tanto meno con la sicurezza di chi, volontariamente, decide di ammirarla da uno dei punti di vista più spettacolari che io conosca.
    https://flic.kr/p/4LToa5

  43. “Alberto Benassi tu dei Sardi e della Sardegna non capisci nulla….. quello che ci differenzia è il rispetto per le persone, amiamo il nostro territorio e non sono due cavi a rovinarlo, ci sono scempi molto più gravi di due tasselli, che tu neanche immagini”

    Sig. Davide , io dei Sardi e della Sardegna senza dubbio non capisco nulla. In Sardegna ci sono stato è di scempi ne ho visti tanti. Come ne ho visti tyanti dalle mie parti (vedi distruzione delle Apuane) .
    Però a differenza tua non mi sono permesso di scrivere che non “capisci nulla”….
    e quel poco che ho scritto l’ho scritto esprimendo il mio pensiero ma sempre con tono pacato e rispettoso della sardegna e delel persone. Cosa che invece non fai te.

  44. Alberto Benassi tu dei Sardi e della Sardegna non capisci nulla….. quello che ci differenzia è il rispetto per le persone, amiamo il nostro territorio e non sono due cavi a rovinarlo, ci sono scempi molto più gravi di due tasselli, che tu neanche immagini

  45. “Fatemi capire, venite in Sardegna a dirci cosa dobbiamo e cosa non dobbiamo fare? ”

    Non si tratta di Sardegna o di Lombardia, ect.

    Cara Sara mi sembra che la libertà di opinione esista ancora. Oppure no…..?

  46. A me sembra un attacco personale verso colui che ha realizzato (con tutte le competenze e i requisiti di legge) e che manutenziona la via ferrata costantemente e non un intervento volto a salvaguardare l’ecosistema o la sicurezza delle persone che la percorrono.
    Fatemi capire, venite in Sardegna a dirci cosa dobbiamo e cosa non dobbiamo fare?
    In termini di sicurezza come sono messe le ferrate alpine? Iniziamo a smantellare quelle…ormai sono vecchie di quasi 100 anni, alcune di più!
    Personalmente e coinvolgendo quante più persone possibili di mia conoscenza, combatterò affinchè si metta fine a questo sopruso.
    Lo dico come guida ambientale, ma soprattutto da sarda e amante della mia terra.

  47. Buonasera a tutti,

    vedo che continua instancabile la saga dei difensori della Natura, i quali, seppure bene a conoscenza dei problemi ambientali che affliggono il Pianeta, continuano a destare tutta la loro forza, passione ed energia su poche centinaia di metri quadri di roccia che avrebbero l’unica colpa pure nel rispetto dell’ambiente, di aver fatto conoscere un territorio e un percorso bellissimo che ha fatto includere lo stesso tra le “Ferrate più belle d’Italia”. Verrebbe da domandarsi il perchè di tanta combattività, nel nome presunto delle leggi dello Stato, visto che come già detto in precedenza chiunque abiti in Sardegna è conoscenza del fatto che siano false prive di fondamento e e di nessuna scientificità tutte le informazioni riportate sull’articolo. Accuse palesemente e credo volutamente infondate e dettate più che dallo spirito di tutela e salvaguardia dell’ambiente naturale, della flora e della fauna che lo abitano o meglio delle persone che transitano, più direi dallo spirito feroce di rivalsa nei confronti di un’unica persona. In realtà infatti come è constatabile da tutti quelli che hanno percorso la Ferrata in più di 20 anni e realizzata prima dell’Istituzione del Parco, hanno potuto verificare coi loro occhi l’ottima fattura tecnica su tutto il percorso ferrato, realizzato con materiali della Raumer, leader mondiale degli ancoraggi per uso alpinistico che forniscono affidabilità e sicurezza. Caratteristiche che si vorrebbero mettere in dubbio, solletticando il terrore nelle persone che leggono e usufruiscono dei luoghi. Prova di ciò è data dal fatto che presto le accuse infondate che si sciolgono come neve al sole, data la loro inconsistente volatilità, relative al presunto disturbo alle nidificazioni, al presunto rischio idrogeologico, alle presunte autorizzazioni necessarie, alla presunta caduta massi o alla presunta inaffidabilità dei materiali, si riversano ben presto su l’unico vero obiettivo di tutta questa storia, ovvero Corrado Conca il quale ha proprio la colpa di chiamarsi così! Purtroppo si, perchè come dimostrato dalla lungo periodo da cui perdurano gli attacchi in merito, non si è mai e poi mai visto lo stesso interessamento di Mountain Wilderness e dei suoi portavoce sardi, nei confronti di altri percorsi, i quali sono certo che per il principio di coerenza del pensiero e dell’azione ritengono tutti gli altri percorsi ferrati, ma anche tutte le vie d’arrampicata, tutte le grotte attrezzate, tutti i percorsi dove ci sia un ancoraggio artificiale, conformi rispetto alla salvaguardia dell’ambiente, delle nidificazioni e ovviamente autorizzati e conformi agli standard materiali e di attrezzamento. Ovviamente così non è!!! E questa è l’ulteriore prova del fatto che tutte le ragioni scritte sono insussistenti, ribadisco e hanno solo l’obiettivo di colpire una sola persona e tutelare un “modo di andare in montagna” che è ritenuto dai cultori estremi “l’unico modi andare”. Fortunatamente il mondo è vario ed è bello e nel rispetto delle leggi, degli altri e dell’ambiente può essere vissuto in armonia e con varie sfumature di godimento. Ecco la Via Ferrata è una di queste! Nonostante l’opera di disinformazione portata avanti, le accuse, le critiche e tutto il resto, tutti gli Enti coinvolti non si sono mossi, sapete perchè? Semplicemente perchè ritengono che non ci sia nessuna irregolarità e che gli esposti porteranno solo cause bagatellari che intaseranno inutilmente i nostri tribunali. Vorrei farvi infine presente che in questo clima, qualora voi e chi legge non ne foste a conoscenza, che ci sono stati negli ultimi anni degli atti di vandalismo nei confronti di alcune vie lunghe di arrampicata sportiva esistenti da oltre 20 anni e presenti nei pressi della via ferrata. Gesti di indicibile violenza e odio, che ricordano tanto le faide e gli assalti dal muretto a secco che purtroppo hanno segnato la storia sociale della Sardegna, che si sono tramutati nella distruzione con una mola di un’intera via d’arrampicata storica. Spero condividerete con me la solidarietà e la condanna di gesti di tale bestialità. Detto ciò, il sottoscritto, come migliaia di amici che rispettano e amano la Natura e la montagna, ritenendo infondate tutte le accuse rivolte al percorso e all’autore, sono a favore della Via Ferrata del Cabirol e stavolta non sarà sufficiente ripetere una bugia cento, mille, un milione di volte perchè diventi una verità.

  48. Informazioni fuorvianti e faziose quelle contenute in questo blog…Acredine mista a ignoranza e frustrazioni profonde..Ma perché nn lasciate in pace chi a voglia di fare e sopratutto divertirsi rispettando più di voi la libertà sia di ognuno sia della natura nel suo aperto più integrale..Dei tasselli con dei cavi d’acciaio che in ogni momento possono essere smantellato senza recare nessun danno lasciando quella falesia al nulla che danno fanno?? Ma Xche nn andate a guardare gli scempi che appena più in basso nel litorale esistono ,deturpano e fanno danno inquinando? PRENDERSELA CON INO SPORTIVO che ha messo due tasselli che mai nessuno vedrà per aver messo una schackline.. Roba da matti..con tutti gli scampi adiacenti… Ma andate un po’ a cagare con consigli ridicoli Sulla sicurezza,frane rischio idrogeologico..Ma dove??? Costruiscono interi quartieri sui letti dei fiumi e venite a rompere le balle proprio qua… Idiozia allo stato puro….

  49. Tamara per quanto mi riguarda le ferrate le SMANTELLEREI tutte !!!
    Da quelle alpine, alle appenniniche, a quelle isolane.

  50. La ferrata del cabirol è PERFETTA! Percorsa 4 volte! Corrado Conca è un grandissimo professionista e voi vi sognate di essere anche lontanamente in gamba come lui! Grazie infinite Corrado per tutto quello che fai questi sono solo una massa di gente invidiosa e cattiva e a casa nostra non sono benvenuti! Guardatevi le vostre ferrate!

  51. “La ferrata del Cabirol è per noi Sardi appassionati di “roccia” un punto di riferimento e motivo d’ orgoglio.”

    ma come si fa ad essere orgogliosi di centinaia e centinaia di metri di ferraglia che imbriagliano una montagna, una parete, una scogliera?

    Con tutto il rispetto ma mi sembra una visione di altri tempi che sarebbe l’ora di modificare.

  52. Mi sembra palese e lampante come si voglia mettere in cattiva luce una persona di tutto rispetto come Corrado Conca. La via ferrata “cabirol” è da tempo conosciuta come una delle più belle ferrate ideate e costruite. Mi sembra assurdo che ci si voglia accanire così tanto per la sua eliminazione. Ma non avete altro di meglio da fare???

  53. scusate ma come fate a definire questa persona un professionista?
    E’ una guida alpina? mi sembra di capire che non lo è. Quindi , anche se è la persona più brava e capace del mondo , e non metto in dubbio che lo sia, non è un professionista perchè, semplicemente davanti non ha i titoli per esserlo.
    Vuole essere un professionista? Faccia il corso per guida alpina e nessuno potrà più rimproveragli nulla.

  54. La ferrata del Cabirol è per noi Sardi appassionati di “roccia” un punto di riferimento e motivo d’ orgoglio.
    Consideriamo Corrado Conca un professionista che ha dato tanto e fa tanto per tutta la nostra comunità, per cui ogni vostro tentativo di diffamare lui o il suo operato, sarà per noi solo motivo d’ invidia…..tutto il resto non conta nulla.

  55. Per me non sarà più Capo Caccia senza la via ferrata del Cabirol……Corrado è sempre attento e professionale…..disponibilissimo con noi escursionisti….. I suoi consigli sono preziosissimi. Mi fido del suo lavoro. Ha sempre controllato e manutenzionato la via ferrata. Per favore non permettete che questo gioiello venga smantellato.
    È li da tempo…..
    Mi dispiacerebbe moltissimo non poterla più percorrere.
    #Sardegna #Cabirol

  56. Perché non dare possibilità di replica al diretto interessato che mostra competenze fuori dall’ordinario .. La via è stata battuta da migliaia di utenti con i livelli di preparazione più disparati e nonostante ciò non si è mai avuta notizia di un minimo incidente .. Allora considerato che è attiva dal 2000 quali sono i rischi effettivi connessi alla sua libera fruizione !? .. E parliamo di dati concreti e non di affermazioni dettate da chissà quale interesse personale .. Perché l’integrità e le intenzioni del signor Concas sono per chi ha avuto il piacere di conoscerlo delle più nobili ..

  57. Per Stefano Masperi
    Scusami Stefano, capisco che hai percorso la via ferrata e che ti è piaciuta molto, come d’altronde che tutto è andato bene. Il posto è molto bello e sono d’accordo con te che è molto panoramico e affascinante.
    Sicuramente l’autore era animato da ottime intenzioni e poteva fare un buon lavoro.
    Vorrei però invitarti a pensare se, viste le risposte delle istituzioni, ti sembra ancora che l’autore abbia realmente fatto un buon lavoro.
    E non parliamo in questo caso di Corrado Conca come persona fisica ma di un qualunque Sig. Rossi o Istituzione che agisca nella stessa maniera.
    Da quanto è risulta sinora:
    – L’autore sembra non avere il titolo di Guida abilitata all’accompagnamento a pagamento di gruppi di persone lungo la Via Ferrata, Vie di Arrampicata, ecc. Secondo te, perché la legge 6/89 ha previsto che chi accompagna in posti pericolosi, dove c’è necessità di tecniche alpinistiche, deve fare selezioni severe e un corso abilitante e lungo? E non diciamo per favore che in Sardegna non ci potrebbero essere persone in grado di ottenerla perché ci sono molte Guide Alpine del Sud Italia e non si vede perché i Sardi dovrebbero essere da meno. Se vuole lavorare in questo campo perché non si iscrive ai corsi preposti, secondo te? Bisogna anche ricordare che la prima cosa che controlla un assicurazione in caso di incidente è che il cliente sia accompagnato da una guida autorizzata…
    – Si è rotto un ancoraggio. Certo, può capitare: ma se leggi attentamente il comunicato stampa di Mountain Wilderness leggerai che l’ancoraggio era apparentemente nuovo, nelle medesime condizioni di altre. Se sei a casa e si rompe un gradino al massimo prendi una storta, ma in questo caso è più grave. Le anomalie nella ferrata sono anche altre e sono date dalla tipologia di acciaio utilizzato che non è idoneo e ha causato già incidenti.
    – Nonostante qualcuno asserisse il contrario, la Direzione generale dell’Agenzia regionale del Distretto idrografico della Sardegna ha comunicato che la ferrata è in un area ancora considerata come a pericolosità molto elevata da frana. Sembra tutto a posto, ma in queste aree alcune cose evidentemente non si possono progettare, come non si poteva costruire nei quartieri di Olbia dove era arrivata l’alluvione.
    Per avere un’idea dai un occhiata al filmato qua postato, dell’inaspettato masso in bilico proprio sopra la ferrata che i geologi hanno fatto disgaggiare.
    http://video.gelocal.it/lanuovasardegna/locale/capo-caccia-il-gigante-di-roccia-precipita-in-mare/40012/40110.
    Date le risposte degli Enti (vedi i commenti e aggiornamenti precedenti) a questo punto mi sembra più che lecita, anche perché prescinde da limiti territoriali, la domanda di Mountain Wilderness che tutti noi dovremmo porci: “E’ possibile che qualcuno entri in un’area protetta, o a rischio frana, con cavi e trapano e cominci a cementare gradini e ancoraggi indisturbatamente, in barba a tutte le leggi e le regole, senza un progetto approvato da enti competenti… magari senza la firma di un professionista abilitato?”.

  58. Per Enrico Spezziga
    Grazie Enrico per il tuo intervento, particolarmente gradito per il tono da te usato. La Scala del Cabirol, che tu citi e che porta alla Grotta di Nettuno, è stata realizzata circa 60 anni fa. Da allora molte cose sono cambiate, compresa una coscienza sull’ambiente più ampia e un incremento delle conoscenze più vasto sui problemi, che ha portato alla creazione di leggi maggiormente rispettose dell’ambiente e delle necessità dei cittadini.
    Attualmente il promontorio di Capo Caccia è tutelato da tante di quelle norme che non sarebbe mai stato possibile realizzare oggi la Scala del Cabirol, come tanti altri interventi discutibili ma prima possibili.
    La tua domanda sul gruppetto di escursionisti/alpinisti è più che lecita. Studi scientifici sulle attività hanno portato a fare indicare alcuni sport più impattanti di altri sull’ambiente. La via ferrata e l’arrampicata sportiva sono attività considerate da parte del Ministero all’Ambiente come una minaccia per i volatili che nidificano sulle pareti. Molti uccelli protetti smettono di sorvolare o nidificare, spaventati dal fatto che i luoghi prescelti, in quanto inaccessibili, non lo siano più.
    Sono sicuro che come escursionista sei rispettoso dell’ambiente ma ci sono alle volte degli impatti che generiamo che sembrano quasi impossibili. La domanda bella da farsi è “cosa intendiamo per attività sostenibili?” Per me sono quelle attività che vengono create dall’uomo attorno a quello che c’è nell’ambiente. Penso che siamo noi che entriamo nel loro mondo e non viceversa.

  59. Egregio Masperi, quando ci si espone rendendo pubblico il proprio pensiero, o la propria posizione in merito ad uno specifico argomento, non si può sperare che nessun abbia niente da dire in proposito e quindi ci si sottopone volontariamente anche alle critiche e se l’ironia, come tu stesso l’hai definita, la scambi per maleducazione…non so che dirti… ognuno ha le proprie sensibilità ma se non si sa accettare una critica si evita di rendersi pubblici.
    Tornando all’argomento, credo fosse ben comprensibile il concetto che ho espresso:
    se c’è una legge e si vive in una comunità, quella legge si rispetta ed è sacrosanto diritto della comunità valutare se sia stata o meno rispettata, quando qualcuno o qualcosa appare quantomeno ai margini della stessa!
    In merito all’aggressione personale che tu ipotizzi, è una tua idea. Se si dovesse dare credito alle considerazioni personali invece che darne ai fatti la magistratura non avrebbe senso di esistere, basterebbe soppesare quanti pro e quanti contro per definire giusto o sbagliato. C’è chi ci ha provato indubbiamente, non serve andare molto in là nel tempo, berlusconi ha scatenato movimenti di opinione enormi tra colpevolisti ed innocentisti per ii suoi processi, ma la magistratura, giustamente, non ne ha tenuto conto, è andata avanti ed alla fine ha tirato le somme in base alla legge… malgrado ancora oggi dopo innumerevoli dimostrazioni di colpevolezza ci sia chi continua a sostenere che ci sia stato un complotto contro di lui…
    Quindi, se ti rileggi attentamente l’articolo ed i link allegati, oltre che agli aggiornamenti tra i commenti, noterai che ci sono diverse voci discordanti in merito a quella che tu consideri una situazione regolare e sinceramente che ci sia un movimento così ampio, di discredito nei confronti di Conca la trovo piuttosto assurda come posizione, vista la sua non certo così ampia popolarità…

  60. Carissimo MIchelazzi ….mi reputo una persona educata,quindi non voglio scendere al tuo livello,premesso che la mia amata sardegna me la giro in lungo e largo, ti piace fare del sano umorismo ( feticismo ecc.ecc), non sono un fans di Corrado Conca, lo rispetto come uomo/persona per tutto quello che lui ha fatto nel mondo dell’escursionismo Sardo, continuo sempre di più nel pensare che ci sia una campagna contro la sua persona …..ma questo è un mio punto di vista . Come sempre in italia se non si finisce con le carte bollate non si risolve niente,sai nella mia vita di Leoni da Tastiera mi è capitato di conoscerne tantissimi….ma come sempre questa schiera aumenta sempre di più, ti saluto……..

  61. Buongiorno a tutti, non ho la presunzione di farvi cambiare idea, ma come escursionista desidero semplicemente esprimere il mio parere riguardo l’argomento. Non essendo un tecnico ne un geologo non toccherò questi argomenti , ma mi rimetto al buon senso facendo alcune osservazioni. La via ferrata è li da più di 10 anni ed è in perfettissime condizioni, soprattutto so che è costantemente monitorata , il metallo alla vista non sembra minimamente intaccato. Però più che su questo argomento dove non sono “ferrato” vorrei richiamare la vostra attenzione sul fatto che molte persone nel periodo estivo percorrono la Scala del Cabirol, (molto vicina all’omonima ferrata), che conduce alle Grotte di Nettuno, a mio parere se effettivamente ci sono dei volatili rari questa potrebbe essere un elemento di disturbo ben maggiore, ma nessuno si è mai lamentato. Inoltre, sempre a pochi metri dalla via ferrata inisiste una postazione militare che immagino sia un altro forte elemento di fastidio per i volatili (non discuto la presenza o meno ma non li ho mai visti). Noto anche che i barconi colmi di persone con un altoparlante che si sente in tutta la zona entrano praticamente dentro il foro della Foradada, ma anche di questo forte elemento di disturbo non si è mai lamentato nessuno. Ora siamo sicuri che dei gruppetti di escursionisti amanti e rispettosi della natura diano più fastidio di questi elementi ai rari volatili di cui si è parlato?
    Al di la di tutte le considerazioni fatte da tutti, giuste o sbagliate che siano sarebbe davvero un peccato perdere un così bel percorso in un Isola dove ne abbiamo davvero pochi (di questo genre)
    Un saluto a tutti.

  62. Stefano Masperi, la tua fedeltà è quasi imbarazzante… e con tutto il territorio della Sardegna , del quale per il 60% selvaggio che tu continui a risalire i cavi a Capo Cabirol, probabilmente qualche analista lo potrebbe interpretare come una forma di feticismo… comunque visto che il feticismo non è illegale (deriva da legge) almeno in forme che non trascendano dal suo termine generico, va bene così per te e va bene così per tutti…
    Vedi Stefano Masperi, sempre parlando di legalità (deriva anche questo da legge), ci sono alcune situazioni che ovviamente saranno i magistrati a decidere se siano regolari o meno, e sempre rimanendo in tema, aldilà delle simpatie più o meno spiccate per una persona, se quest’ultima avesse infranto quelle regole (sempre legge eh…) non è persecuzione, antipatia o qualcosa di simile, se se ne parla, si definisce invece come: libertà di espressione; derivata da fatto che viviamo nella stessa comunità (ITALIA) che applica ovunque le stesse regole (legge), come dire , anche se il paragone è piuttosto esagerato (è solo un esempio non prenderlo come oro colato ma come paragone esagerato…) che le prefiche (sas atitadoras in Sardegna) le quali giuravano sulla correttezza e buona fede di Totò Riina fossero le portatrici di verità…
    RIPETO ( a scanso d’equivoci o di mala comprensione): se, dove, come, quando e chi, saranno i magistrati a deciderlo e nel caso il tuo idolo avesse torto prendine atto… in caso contrario ne prenderemo atto noi… 😉

  63. Ecco sono un demente( magari per i vostri pensieri) che negli ultimi mesi ha fatto penso almeno 67 volte la “Ferrata Del CAbirol”, non sono un demente …non sono un masochista neanche uno che mette a rischio la sua vita ,non sono uno che disturba gli uccelli, penso che in una via ferrata degli inconvenientei possano capitare, ma per come conosco Il SIG. CORRADO CONCA vi posso dire che è una persona attenta alle vie create da lui stesso lo dimostra il fatto stesso di quante volte lui stesso le ripercorre,forse di ferrate artigianali cosa che quella del Cabirol non mi risulta che sia penso che voi non vi siate ben documentati , poi magari se il signor Conca non vi è simpatico questo è un altro paio di maniche……..SALUTI DALLA SARDEGNA.

  64. Comunicato Stampa di Mountain Wilderness
    Pericolo ancoraggi a Capo Caccia, Alghero (SS), sulla Via Ferrata del Cabirol!!

    Lungo la Via Ferrata del Cabirol, a Capo Caccia, si è rotto un ancoraggio apparentemente nuovo che tiene la fune metallica di sicurezza. L’associazione ambientalista Mountain Wilderness Italia ha inviato al Prefetto di Sassari una segnalazione circostanziata sull’accaduto, chiedendo di verificare lo stato dell’arte della Via Ferrata e di tutelare l’incolumità delle persone, in quanto ancoraggi di questo tipo, con le medesime caratteristiche di usura percettibili visivamente, sono comuni lungo tutto il percorso, e sarebbero deputati a sostenere l’eventuale caduta dell’alpinista.
    Nella lettera è sottolineato che “E’ facile considerare che la caduta e il cedimento degli ancoraggi e/o dei gradini, potrebbero portare a incidenti potenzialmente mortali.”

    La segnalazione è dovuta anche alla constatazione che il cavo di sicurezza è collegato a decine di ancoraggi che non sono in acciaio AISI 316L linea marina.
    Come da bibliografia, gli ancoraggi di acciaio non certificato come quelli di tipo Aisi 316 (fittone, tassello a espansione, ecc.) sono stati ritirati dal commercio da alcune ditte in quanto, nelle zone di mare, tendono ad essere aggrediti impercettibilmente dai cloruri.
    Gli ancoraggi di questa tipologia, pur senza mostrare danneggiamento evidente, tendono a spezzarsi improvvisamente sotto bassi carichi. Sono documentati incidenti recenti avvenuti in Sardegna durante i quali ancoraggi apparentemente perfetti hanno ceduto sotto il peso di una persona o un piccolo strappo.

    I gradini e appoggi artificiali per mani e piedi che agevolano la progressione, sia nei traversi orizzontali che nei tratti verticali, sono costituiti anch’essi da barre da armatura, come quella dell’ancoraggio spezzato. Questo fatto ci fa ipotizzare che non siano stati stimati adeguatamente dagli ingegneri i carichi sugli ancoraggi o che comunque non si sia tenuto conto nella scelta dei materiali delle caratteristiche chimico-fisiche del sito e della corrosione.

    La lettera fa seguito alla richiesta di informazioni agli enti preposti, inviata il 26 aprile 2016 dalla Mountain Wilderness congiuntamente al Gruppo di Intervento Giuridico, sulla realizzazione della Via Ferrata del Cabirol e degli itinerari di arrampicata sportiva situati in prossimità della Grotta delle Brocche Rotte.
    Entrambi gli interventi ricadono nei confini del Parco Regionale di Porto Conte, del Sito di Interesse Comunitario e della Zona di Protezione Speciale.

    Dalla documentazione bibliografica fornita agli enti in quell’occasione, risulta che sia la Via Ferrata che gli itinerari di arrampicata sportiva sono stati eseguiti all’interno delle aree protette e incrementati e modificati nel corso degli anni.
    E’ possibile che qualcuno entri in un’area protetta, o a rischio frana, con cavi e trapano e cominci a cementare gradini e ancoraggi indisturbatamente, in barba a tutte le leggi e le regole, senza un progetto approvato da enti competenti… magari senza la firma di un professionista abilitato? E’ questa la domanda che la nostra associazione si pone, non solo in questo caso, ma ogni qualvolta si possa mettere a rischio l’incolumità delle persone.

    Le risposte ricevute sinora indicano che gli interventi non solo non sono stati autorizzati dal Parco Regionale di Porto Conte, ma sono stati realizzati in un’area indicata, nella cartografia tuttora vigente, con pericolosità di frana molto elevata. In tale categoria si possono realizzare solo azioni finalizzate al contenimento del rischio, che in ogni caso richiedono studi di compatibilità geologica e geotecnica mai pervenuti all’Agenzia generale del Distretto Idrografico della Sardegna.
    Mentre l’Assessorato di Difesa all’Ambiente della R.A.S. avverte che non è mai stata presentata, quindi mai approvata, l’obbligatoria Valutazione di Incidenza Ambientale, l’Ufficio di Tutela del Paesaggio chiede al Comune di riferire sul rilascio del titolo abilitativo e sulla necessaria autorizzazione paesaggistica per l’opera.

    Contatti: MOUNTAIN WILDERNESS http://www.mountainwilderness.it; cell. 3427289189

    Link correlati:

    Richiesta di informazioni della GRIG e MW
    https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2016/04/28/capo-caccia-alghero-ss-vie-ferrate-e-arrampicate-sportive-possono-complicare-la-vita-allavifauna-selvatica/

    Drammatica caduta del blocco di roccia pericolante sulla Via Ferrata del Cabirol, il video
    http://video.gelocal.it/lanuovasardegna/locale/capo-caccia-il-gigante-di-roccia-precipita-in-mare/40012/40110

    Buca le falesie del Parco Regionale di Porto Conte. Turista denunciato!
    http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2015/11/21/news/alghero-buca-le-falesie-di-capo-caccia-per-fissare-la-fune-equilibrista-denunciato-1.12484270?refresh_ce

    Sassuolo, 14 giugno 2016

  65. Certo però, Corrado Conca, ( personalmente ti ho dato pure retta …vedi mia risposta precedente) che considerando la condizione precaria della Sardegna in merito all’accompagnamento (precaria ancora per poco visto che i nuovi emendamenti alla 6/89 renderanno giustizia alla condizione sarda… non per tutti gli abusivi però…!) credo che arrivare al punto di denunciare chi denuncia ed essere allo stesso tempo operatori in condizione di abusivismo di professione (che ti piaccia o no le ferrate sono campo alpinistico e senza ombra di dubbio materia riservata ESCLUSIVAMENTE alle Guide Alpine) e lo evidenzi nel video e nelle tue proposte sul sito personale : http://www.corradoconca.it/index.php?lang=it … LE SCHERMATE CI SONO QUINDI NON AFFANNARTI A CANCELLARLE… NON SERVE… E NON SOLO FERRATE EH… ma chi sei? Batman ? O magari un pupillo del dio delle montagne che puoi tutto e nessuno ti dice niente???
    Allora già che ci sei alla luce di queste mie considerazioni. denuncia pure me…! Mi farebbe estremamente piacere… sai perché? Mi assolverebbe dal compito sgradito di dover fare un esposto alla Procura delle Repubblica sulle tue attività, che arrogantemente pur sapendo di non poter proporre stai comunque pubblicizzando e siccome al sottoscritto certi atteggiamenti non piacciono proprio che dire … un esposto in Procura non ha costi…!
    Peace and love (cit. Ringo Starr, Stefano Michelazzi e mi tocca citare pure lui… Marcello Cominetti…) !

  66. Rispondo per l’ultima volta su questo post, perché già nel farlo ti/vi sto dando troppa importanza.

    La barra che con molto ritardo riportate in fotografia è stata sostituita meno di 24 ore dopo. Non credo esistano in Italia altre vie ferrate con una efficienza simile nella manutenzione.

    Piuttosto, dato che le “anomalie” riscontrate in questo periodo sono state diverse e, guardacaso, tutte immediatamente documentate (poche ore dopo l’accaduto) e tutte poco dopo i post di questo blog, a titolo di autotutela ho ritenuto opportuno inoltrare alla Procura della Repubblica una denuncia nella quale ovviamente risulta agli atti anche la vostra associazione quale promotrice di terrorismo nei confronti della Via Ferrata.

    La barra che avete così diligentemente fotografato è stata consegnata in Procura per ulteriori verifiche, perché appare tutt’altro che corrosa da agenti atmosferici.

    Saranno gli inquirenti che valuteranno quali sono le vostre implicazioni e coinvolgimento in merito.
    Per il resto, dal punto di vista dell’immagine, direi che la fossa ve la state scavando già da soli. Io resto a guardare.

  67. Siamo giunti in possesso di tre fotografie che documentano come sulla via ferrata del Cabirol si sia rotta (in questo mese di giugno 2016) una barra di ancoraggio (tondino). L’ancoraggio si è rotto alla base e mostrava segni di ruggine solo alla base, nella resina. La ferrata è piena di decina di ancoraggi in condizioni visivamente identiche a questo.
    http://www.banff.it/wp-content/uploads/2016/06/IndaginiViaFerrataCabirol-P1050728.jpg
    http://www.banff.it/wp-content/uploads/2016/06/IndaginiViaFerrataCabirol-P1050730.jpg
    http://www.banff.it/wp-content/uploads/2016/06/IndaginiViaFerrataCabirol-P1050729.jpg

  68. 24 maggio 2016, ore 14.58
    Con nota prot. n. 10188 del 24 maggio 2016 il Servizio Valutazioni Ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna ha comunicato che “non sono presenti agli atti dello scrivente Ufficio procedimenti di valutazione ex art. 5 DPR 357/07 e s.m.i. in merito ad alcun intervento simile nella località di Capo Caccia, Alghero”.

  69. Con nota prot. n. 19611 del 17 maggio 2016 il Servizio tutela del paesaggio di Sassari della Regione autonoma della Sardegna ha comunicato di aver chiesto ai competenti Servizi del Comune di Alghero informazioni in merito alle eventuali autorizzazioni paesaggistiche rilasciate in sede sub-delegata, in quanto non risultano atti presso i propri archivi.
    Dal sito della GRIG, 19 maggio 2016, ore 15.03

  70. Con nota prot. n. 4518 del 3 maggio 2016 la Direzione generale dell’Agenzia regionale del Distretto idrografico della Sardegna (Servizio Difesa del suolo) ha comunicato che “l’intervento … ‘Ferrata del Cabirol’ insiste su un’area caratterizzata nella cartografia vigente del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) da una pericolosità molto elevata da frana di livello Hg4. Tale livello di pericolosità è stato determinato nell’ambito dello ‘Studio di dettaglio e approfondimento conoscitivo della pericolosità e del rischio di frana nel sub-bacino n. 3 Coghinas-Mannu-Temo. Progetto di variante generale e di revisione del piano di assetto idrogeologico della Regione Autonoma della Sardegna’, adottato in via definitiva con Delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino n. 1 del 16.06.2015. Il livello di pericolosità da frana molto elevato Hg4 dell’area era comunque già vigente nella cartografia PAI precedente, la cui prima approvazione delle Norme di Attuazione risale alla Deliberazione della Giunta Regionale, in qualità di Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino, n. 54/33 del 30.12.2004.
    Allo stato attuale, non risulta a questo Servizio alcuna istanza di presentazione di uno studio di compatibilità geologica e geotecnica dell’intervento in questione, ai sensi dell’art. 23 delle Norme Tecniche di Attuazione del PAI. Si specifica che, a seguito dell’approvazione della L.R. n. 33 del 15 dicembre 2014, la competenza relativa all’approvazione di tale studio è attualmente attribuita ai Comuni”.
    la Direzione generale dell’Agenzia regionale del Distretto idrografico della Sardegna (Servizio Difesa del suolo) ha nel contempo chiesto riscontro al Comune di Alghero – Ufficio tecnico.
    ————–
    Co nota prot. n. 9297/PNM del 4 maggio 2016 il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione generale Protezione della Natura e del mare ha chiesto al Servizio Valutazioni ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna e al Corpo forestale e di vigilanza ambientale (S.T.I.R. Sassari) informazioni in merito, “con particolare riferimento all’applicazione della Direttiva 92/43/CEE ‘Habitat’”.
    Dal sito GRIG, 5 maggio 2016, ore 15

  71. Scusa Fabrizio Antonioli, qua si sta parlando di una ferrata e tu vorresti mettere sullo stesso piano vie di arrampicata con le ferrate?

  72. Alessandro, alcune frasi che scrivi: ” in base a studi geologici il pericolo di frana e il rischio che questa possa (chissà quando) avvenire. Dando delle categorie di pericolosità.”: sono opinabili, ti spiego. Allego un indirizzo sito web :

    http://www.radioluna.it/news/wp-content/uploads/2014/05/Ordinanza-n%C2%B0283-del-30-maggio-2014.pdf

    dal quale si può leggere una delle ordinanze di divieto di accesso (quella di Gaeta e Sperlonga) emanata nel 2014 dal Comune di Gaeta che ha coinvolto i più bei siti di arrampicata del Lazio Meridionale. In base al Piano Stralcio per l’assetto Idrogeologico (PAI), vista la classificazione R4 delle aree in oggetto il sindaco di Gaeta, insieme a tanti altri sindaci in Italia ha inibito l’accesso alla base delle pareti.
    Questo non in base a studi geomorfologici, ma semplicemente in base alla presenza di pareti a 90 gradi ed al rischio connesso. Tutto ciò trae origine da un terribile incidente mortale occorso a due ragazze in visita scolastica a Ventotene che si trovavano sulla spiaggia e, addosso alle quali è crollata una parete. Il Sindaco di Ventotene è stato denunciato e processato. Per farla breve, un conto sono aree davvero a rischio di crolli (e questo si evince solo con indagini geomorfologiche mirate) un conto sono pareti a rischio di parziale crollo. La storia recente (Dru, Nord del Pelmo, ecc ecc.) ci ha insegnato che una parete è un posto rischioso (non a caso ci andiamo con il casco) ma un conto sono alpinisti, arrampicatori, escursionisti ben consci dei rischi ai quali vanno incontro, un conto sono i passanti. Spero su questo ci troviamo d’accordo. Proprio per questo motivo non sono state interdette le attivita alpinistiche su Monte Bianco, sul Cervino o in Dolomiti, pur essendo presenti generalizzati rischi oggettivi. Le mappe del PAI mettono tutti questi siti (Capo Caccia compreso) sullo stesso piano. Tanto per essere campanilista, a seguito dei divieti a Gaeta, stiamo cercando di presentare dei ricorsi a seguito della verifica scientifica (con telecamere subacquee) che alla base della parete (sott’acqua, per intenderci) abbiamo le prove che non sono visibili poggiati sui fondali (tra -8 e -16 metri) massi o frammenti di dimensioni superiori ai 10 cm, segno che frane ricorrenti, come d’altronde verificato dagli arrampicatori, non ce ne sono . Sicuramente sulla falesia di Geta ci sono un paio di aree con pilastri pericolanti dove, a mio parere, non bisognerebbe arrampicare ed in quel caso porre dei divieti. Con un pò di buonsenso credo che si trovi sempre una soluzione, per qualsiasi sito. Non con i divieti indiscriminati su tutte le pareti a 90 gradi….ma con il colloquio e la discussione tra le parti. Ovvio che non è pensabile che si aprano ferrate come i monotiri, ma, al momento non mi sembra di notare questa indiscriminata “fioritura” in Sardegna.

  73. Per Fabrizio Antonioli: non guardiamo solo l’argomento “frane” come sassi che cadono dall’alto. Le ferrate delle Dolomiti et alia sono state istituite e fatte per motivi storici e culturali (e qui ci sarebbe parecchio da discutere) quando non esistevano le attuali norme ambientali perciò non fanno testo.
    Per frana, nel contesto della ferrata Giorré e Cabirol, si intende invece la cartografia della Regione Sardegna e del Piano Idrografico.
    Questa cartografia individua in base a studi geologici il pericolo di frana e il rischio che questa possa (chissà quando) avvenire. Dando delle categorie di pericolosità.
    Insieme alle categorie indica delle Norme cui bisogna attenersi, indicando che nei contesti più “loschi”, puoi fare solo interventi conservativi e di tutela che, anche in questo caso, devono essere accompagnati da relazioni tecniche di geologi e ingegneri.
    Questo per dirti che tu puoi fare in Sardegna delle ferrate ma non puoi farle in quelle zone già indicate sulle carte regionali come “a potenziale pericolo e rischio di frana”. E’ una cosa che l’ufficio tecnico di un ente pubblico deve verificare prima di rilasciare qualunque tipo di autorizzazione, a maggiore ragione se ci sono dei finanziamenti pubblici (tipo Giorré). Chi non le segue va contro la legge.
    Tempi moderni, nuove leggi e regole.

  74. A leggerlo così mi sembra che l’articolo non sia un atto di accusa ma solo la cronaca di quello che è capitato, fino adesso, relativamente alla ferrata. Mi sembra, come ha scritto “Gruppo Intervento Giuridico” che l’unica cosa da fare sia aspettare la risposta da parte delle amministrazioni pubbliche o chi di competenza, a quanto chiesto dalla stessa associazione e da MW. Poi, allora, si potrà discutere.
    Invece noto che c’è sempre qualcuno che pensa di saperne più degli altri, con una confusione in testa non da poco..preoccupandosi più che della ferrata su chi possa accompagnare su di essa..! 😉

  75. Io trovo molta affinità tra coloro che tagliano le gole dalle parti del Califfato e chi parla di danni ambientali provenienti dalla ferrata del Cabirol. Primo chi scrive stupidaggini, come quelle postate qui sopra, dovrebbe prima andare a fare la ferrata, io l’ho fatta, VOI ?Credo sia l’unica nel suo genere in Sardegna, e’ davvero bellissima, molto sicura (otre ad essere un alpinista, un Istruttore Nazionale di Alpinismo, sono un geomorfologo e mi occupo anche di frane, cari amici ambientalisti qualsiasi parete, solo per il fatto che esiste ha come “dovere” quello di scaricare sassi, chiudiamo le Dolomiti?). Questo razzismo ingiustificato e’ davvero dannoso, alla gente, agli alpinisti ed all’ambiente. Vogliamo affrontare l’argomento Falco Pellegrino? Io sono pronto, ma a farlo con persone qualificate che sanno di cosa parlano. Ricordo a tutti che a Roma il falco pellegrino nidifica al Colosseo ed al “Palazzaccio”. Mantenere integra una regione dovrebbe essere un dovere di tutti, se gli ambientalisti non riescono ad opporsi ai veri disastri, inutile che se la prendano con alpinisti, i primi ad essere di natura ambientalisti. Caro Corrado Conca, se serve sono pronto ad azioni legali collegiali.

  76. A proposito del link non più trovabile che segnala Stefano Michelazzi, confermo che prima della pubblicazione del post li abbiamo verificati tutti con attenzione: erano tutti perfettamente funzionanti.

  77. puntualizzando poi…:
    “difficoltà non di carattere alpinistico”
    bisogna allora rivedere non solo le normative ma anche tutta una tradizione centenaria su ciò che le vie ferrate rappresentano… eddai che da questi nuovi pionieri delle montagne riceviamo tutti una lezione su ciò che significa gradi, difficoltà, assicurazioni ecc.
    praticamente noi alpinisti non abbiamo mai capito una mazza di cosa stiamo facendo perché ora arrivano i nuovi messia a spiegarci che un cavo fisso al quale ci si ancora non è alpinismo ma semplice escursionismo… e pensare che dal 1869 quando venne attrezzata sul Grossglockner la prima via ferrata eravamo certi che fosse un percorso alpinistico ma… non sapevano allora che per poter accompagnare clienti su di un percorso alpinistico si dovrà oggi obbligatoriamente essere Guide Alpine e quindi se cambiamo da alpinistico ad escursionistico la definizione delle ferrate possiamo accompagnarli anche senza essere Guide Alpine ma guarda là che bel escamotage… !!! Ma allora sarebbe il caso di avvisare le aziende produttrici che moschettoni, imbraghi e quant’altro non sono attrezzature alpinistiche ma soltanto escursionistiche… magari però s’incazzano pure…
    Tutto però stabilito qui da esperti alpinisti: https://vimeo.com/6545896.

  78. Non entro in questioni tecnico-giuridiche che non mi riguardano, ma quella roba è comunque orribile. Si affronta così la roccia? Si visita così la natura? Ma che schifo! In Sardegna=colunia come nel continente.
    Ah, e ho tanti di quegli amici sardi con cui ho vissuto e sono cresciuto che non mi incantate.

  79. Rimango semplicemente basito difronte a questa roba che assimilo a oscurantismo da talebanismo ambientalista

  80. L’articolo è privo di qualunque riferimento scientifico specifico (studi, bibliografia, ecc). Le accuse appaiono del tutto gratuite e banali ( In occasione di una ripetizione della Via Ferrata da parte di membri della Mountain Wilderness viene osservata una coppia di Falco pellegrino in prossimità della parete della ferrata); e questo cosa certifica? Io domenica, in seguito ad una escursione con amici sul Marganai ho osservato una coppia di aquile. Sarò passibile di denuncia per aver disturbato simili rari esemplari? Oddio, non ci avevo pensato. La falesia del Cabirol è a rischio frana? Mavalà? Una falesia che rischia di franare? Mai sentita prima una cosa del genere. Chissà cosa ne pensano dalle parti di Plumare, o di Mudaloru? E le “Colonne” di Carloforte? Si chiama ciclo geologico dell’erosione del rilievo. Ma poi, se così fosse, non sarebbe magari opportuno impedire anche l’accesso alla grotta di Nettuno? E qui mi fermo perché sbugiardare le false verità dell’articolo sarebbe fin troppo facile.

  81. Risposta a Pier Paolo Putzu
    Come in tantissime altre occasioni, abbiamo effettuato una richiesta di informazioni ambientali per verificare la rispondenza alle normative di salvaguardia ambientale che tutelano quel “gioiello naturalistico” che è Capo Caccia: quando riceveremo le risposte dalle amministrazioni pubbliche naturalmente le pubblicizzeremo e speriamo proprio che diano conferma della bontà della situazione sotto il profilo ambientale.
    Da sito https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/, 28 aprile 2016, ore 22.01

  82. Vi seguo praticamente da sempre e condivido la maggior parte dei vostri interventi, ma non questo. Chiunque percorra le vie ferrate, e quella del Cabirol in particolare, sa quanta attenzione e rispetto della natura hanno le persone che praticano questo tipo di attività e sfido chiunque a trovare non dico rifiuti, ma un semplica fazzolettino.In quanto alla sicurezza del percorso, direi che pochi sono sicuri come quello del Cabirol. La parete tra l’altro, è gia stata messa in sicurezza nel 2015, e la parte pericolosa non era quella interessata dalla via ferrata.Concordo col fatto che Capo Caccia sia un gioiello naturalistico, ma sicuramente non è messo in pericolo da questo tipo di attività anzi, contribuisce a valorizzarlo.
    Continuo ad apprezzare e condividere le vostre battaglie ambientali e vi seguo con immutata stima.
    Da sito https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/, 28 aprile 2016, ore 8.01

  83. Gruppo d’intervento giuridico
    Risposta a Francesco Costanzo.
    L’intero promontorio di Capo Caccia rientra nel S.I.C. e nella Z.P.S., come da cartografia ministeriale pubblicata in questo articolo: proprio per appurare come stanno le cose abbiamo inoltrato la richiesta di informazioni ambientali a cui si fa riferimento nell’articolo, così come abbiamo fatto in moltissime altre occasioni. Naturalmente, come sempre, daremo comunicazione delle risposte he avremo dalle amministrazioni pubbliche e se, come auspichiamo, avremo conferma del rispetto delle normative ambientali e di sicurezza, saremo i primi ad esserne felici. Ogni contributo che possa far chiarezza é il benvenuto. Se vuoi inviarci un tuo intervento (grigsardegna5@gmail.com), lo pubblichiamo senz’altro.
    Da sito https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/, 29 aprile 2016, ore 6.44

  84. 1) La Ferrata è fuori dalla ZPS,
    2) La nidificazione del pellegrino è proprio sul promontorio di C.Caccia a oltre 1 km di distanza dal limite estremo della Ferrata,
    3) L’uccello delle tempeste a C.Caccia non si è mai visto….semmai 5 km più a nord nella ZPS dell’isola Piana e di Cala Barca,
    4) Ancora credete alla favola che il grigone vive ancora a C.Caccia???
    6) Siete mai saliti in ferrata e avete verificato la pericolosità delle frane… e sopratutto siete informati che l’anno scorso sono stati spesi 1.2 milioni x la messa in sicurezza della Falesia?
    Ritengo utile chiedere info e invece ritengo sia pericoloso porre certe info sulla pericolosità della ferrata se sopratutto si pubblicano inesattezze sui luoghi sopra descritti.
    Francesco Costanzo, Guida Ambientale escursionistica e guida esclusiva del Parco di Porto Conte, speleologo e guida delle Grotte di Nettuno. Dato che ritengo di conoscere l’area come pochi se avete necessità di delucidazioni sono sempre disponibile.
    Da sito https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/, 29 aprile 2016, ore 1.27

  85. ” quando vengo sull’isola, mi piace esplorare non solo il territorio, anche usi e costumi e quindi amo passare anche giornate intere a conoscere persone e sentire opinioni… l’ultima volta ho passato un’intera giornata in un paesino in mezzo ai monti a chiacchierare coi residenti e scoprendo una coscienza di ciò che accade loro intorno, ben più ampia di ciò che si potrebbe supporre vista l’ambientazione…”

    Stefano ti faccio i miei complementi per il tuo NON turismo mordi e fuggi. Non è cosa da tutti passare le giornate di vacanza a parlare con le gente del posto per conoscere meglio la cultura del luogo.

  86. Qua bisogna riunirsi un attimo tutti !!! Ci vogliono fottere anche questo tipo di lavoro impedendoci di avere qualifiche per poter far lavorare persone che non sono di qui, continuano a sottometterci e a farci passare per incapaci.
    Da facebook, 29 aprile 2016, ore 9.46

  87. Caro Corrado Conca, se rileggi un po’ più attentamente ciò che ho scritto ti accorgerai che non ho parlato male dei sardi, anzi…
    Ho diversi amici in Sardegna ed oltre ad arrampicare, quando vengo sull’isola, mi piace esplorare non solo il territorio, anche usi e costumi e quindi amo passare anche giornate intere a conoscere persone e sentire opinioni… l’ultima volta ho passato un’intera giornata in un paesino in mezzo ai monti a chiacchierare coi residenti e scoprendo una coscienza di ciò che accade loro intorno, ben più ampia di ciò che si potrebbe supporre vista l’ambientazione…
    Che quella sarda sia “un’etnia unica” è sicuro ed i motivi non sono poi così difficili da comprendere, visto l’isolamento morfologico oltre ad una storia di sfruttamento delle risorse da parte di uno Stato che ha sempre più o meno latitato, ma in termini positivi e non certo, né penso né ho scritto, standardizzata.
    Se non credessi a ciò che vedo sarei un bravo fedele, ma non lo sono e quindi la fede la lascio ai cattolici. La foto dici essere presa durante i lavori di sistemazione, ma le frane a quanto pare son arrivate dopo… e per quanto riguarda i materiali usati ti lascio ad informarti su ciò che viene definito Regola d’arte ed ai diversi test eseguiti negli ultimi due anni dopo la rottura di strutture pre-infisse che venivano antecedentemente considerate sicure.
    Gli incontri che dici di aver avuto anche col Presidente del CONAGAI, non credo ti abbiano autorizzato ad esercitare la professione di Guida Alpina e l’accompagnamento su vie ferrate è e rimane esclusiva di questa figura, stabilita dalla legge 6/89.
    Per le figure che si spera presto, verranno abilitate ad accompagnare su percorsi che perderanno in parte l’esclusiva, e quindi daranno la possibilità, non solo alla Sardegna ma anche a tutte quelle regioni dove l’esercizio in ambiente invernale è assente o estremamente carente e quindi esiste un difficoltà evidente nel poter accedere ai corsi abilitativi alla professione di Guida Alpina, è attualmente (nei giorni scorsi ci sono stati diversi incontri) in discussione la modifica della legge 6/89 con l’inserimento di emendamenti che creeranno queste nuove figure abilitate. Come vedi nessuno si è dimenticato di voi, ma in questo Paese non è cosa facile trattare con i legislatori ed i tempi sono spesso, se non sempre, infiniti…
    Per finire: in Sardegna mi va sempre di venire, perciò quando mi riaffaccerò, spero a breve, sulle coste sarde mi farò volentieri vivo e farò volentieri due chiacchiere assieme, l’Ichnusa è piuttosto buona…

  88. Quando l’ambientalismo esagera fa danni.
    E questo mi sembra proprio il caso.
    Se la frequentazione umana é dannosa a Capo Caccia, bisognerebbe chiudere l’accesso alla scala del Cabirol, non solo alla ferrata.
    Per non parlare della povera grotta di Nettuno… ma avete una idea delle valanghe di persone che entrano in estate in quella grotta? Sembra di essere in metropolitana in ora di punta!
    Riguardo alla “inadeguatezza” dell’attrezzatura: che facciamo, impediamo l’arrampicata ovunque non ci siano chiodi sicuri al 100% (e quali sarebbero poi? c’è forse un acciao di durata infinita?)
    O ci limitiamo magari ad un periodico controllo? O portiamo a conoscenza chi frequenta certe vie/ferrate che la cosa potrebbe essere pericolosa? Cosa che tra l’altro chi pratica certe attività dovrebbe comunque sapere.
    Sul discorso sicurezza poi si sta prendendo, a parer mio, una strada allucinante: oggi si vuole garantire tutto e tutti in qualsiasi circostanza e si sta andando verso la cancellazione delle proprie, PROPRIE, responsabilità.
    Ma insomma, chi va in montagna (o luoghi assimilabili) dovrebbe essere preparato, coscente di ciò che fa e assumersi le responsabilità per i irschi che corre.
    Stiamo ammazzando l’avventura!
    E del discorso guide poi, che dire: siccome le guide sono nate nelle Alpi, allora bisogna che OVUNQUE si debba possedere capacità che sono assolutamente superflue (per esempio sapere sciare, e anche bene)… a me pare una grande cavolata!
    Infine vorrei fare una domanda: ma se questi principi di sicurezza, rispetto della natura etc. venissero applicati, chessò, sulle Dolomiti, cosa sopravviverebbe delle migliaia di vie d’arrampicata, delle decine e decine di vie ferrate, dei percorsi escursionistici? Sarebbe il crollo dell’economia locale, o no?

  89. Gentile Stefano Michelazzi, tralascio i tuoi commenti sui “sardi” (come se fossimo una etnìa unica, standardizzata, con gli stessi pregi e difetti), perché è un livello talmente basso che non mi va di replicare…

    Sul resto, ribadisco, il post è scritto appositamente per muovere l’opinione di chi, come te, crede a quel che c’è scritto invece di andare a verificare di persona. A detta di tutti coloro che ci sono stati, quella del Cabirol, è una delle vie ferrate meglio attrezzate d’Italia, con un raro equilibrio di sicurezza e basso impatto. La foto postata in malafede in questo blog (che a te fa ritenere che sia “creato di merda”) si riferisce con ogni evidenza ad una fase dei lavori di realizzazione e manutenzione. Ma si sa, una parte del popolo è bue, e crede a tutto ciò che gli si fa vedere.

    Sulle altre questioni non ti rispondo qui. Del resto, come tu stesso scrivi, hai il mio numero, se ti andasse di chiamarmi avrei piacere di spiegarti nel dettaglio cosa si sta facendo per modificare la legge quadro, quali e quanti incontri ho avuto in Regione, in Parlamento (anche insieme all’attuale presidente del vostro Collegio Nazionale), le interrogazioni portate alla Camera, e altro ancora.

    Insomma, per farla breve, se ti andasse di venire in Sardegna potremmo fare due chiacchiere, faremmo insieme un giro alla via ferrata, e capiresti che le cose non sono così negative come le si vorrebbe far apparire. Inclusi i sardi.

    P.s. un post scriptum lo dedico anche a Gogna, che ogni volta che attacca con Mountain Wildernes i miei lavori esprime sempre dubbi sulle abilitazioni per i lavori su fune: le ho, rilasciate guardacaso dal CONGEI, a firma di Erminio Sertorelli. E questa cosa già la sapevi, ma ti fa comodo continuare a far finta di nulla, così raccogli più consensi.

  90. Una parentesi… avete mai provato l’ebbrezza di arrampicare a cala mosca in primavera inoltrata? State tranquilli che se andate sulle vie sopra le quali i gabbiani nidificano non durate più di qualche minuto visti i loro attacchi ….Come si può ‘ solo pensare che la frequentazione di una ferrata in falesia disturbi la nidificazione di falchi, e altri rapaci? Tranquilli che se li disturbate ci pensano loro a mandarvi via 🙂

  91. Spiace molto vedere che in una regione o meglio dire in un ambiente unico come la Sardegna ci sia chi invece di lottare come molti suoi conterranei, per mantenere integro un ambiente già distrutto da miniere, basi NATO e via discorrendo, tenti di ridurla ad un parco divertimenti a guadagno brevi mano… (oltretutto creato di merda viste le foto delle attrezzature!)
    Aldilà della maggioranza dei commenti di sardi che appaiono peggiori di quelli attribuibili a nordici leghisti (E’ TUTTO MIO! Mi vien da vomitare…) appare chiaro ed evidente che qualcuno cerchi di guadagnare alla faccia di leggi e regolamenti… vuoi perché è zona parco vuoi perché accompagnare in ferrata senza essere Guide Alpine è un reato punito dall’articolo 348 C.P. e mi sembra che i numeri per un’esposto ci siano tutti… anche quelli di telefono… !
    Conosco diversi sardi, persone estremamente oneste e corrette i quali seppur soffrendo per una mancanza di normativa in proposito mai e dico mai, accetterebbero di comportarsi in maniera abusiva (è reato quindi alla stregua di ladri ed assassini… !) e lottano affinché questa normativa sia prima o dopo creata ed applicata.
    A loro tutto il mio appoggio e la mia amicizia (che hanno anche per altri motivi… mi piacciono gli onesti!) ai difensori di quella sottile linea che unisce Totò Riina e compagni ai “bravi ragazzi” insospettabili tutta la disapprovazione possibile!

  92. Nell’articolo viene citata la nostra associazione, in effetti approvammo l’intervento della guardia forestale nei confronti della perfomance di slackline che è altra cosa rispetto alla ferrata. Riguardo a questa, sino ad ora non abbiamo avuto segnalazioni di disturbo su specie nidificanti. Altro problema è quello legato alla sicurezza che coinvolge chi l’ha realizzata. Francesco Guillot coordinatore Lipu Sardegna

  93. Quanta ignoranza dimostra chi ha scritto le righe di questo post e di questa denuncia. Ignoranza dei luoghi, ignoranza dei fatti, ignoranza delle normative e, infine, povertà intellettuale.

    A proposito di “preoccupazione” per l’ambiente, Alessandro Gogna, il link che posto sotto mostra una immagine che rappresenta solo una piccola parte dell’enorme quantità di rifiuti portati via da me personalmente. Purtroppo non ho foto dei due scaldabagno, un lavandino, due ventilatori, un traliccio lungo 6 metri, Eternit e così via… ma chi c’è stato l’ha visto. Al netto dei pesi oggi in parete c’è molto meno ferro di quanto ce ne fosse 16 anni fa. Chi c’è stato sa, tu no, non sai.

    È già, sono passati 16 anni e, guardacaso, quel sito non era Parco, non era SIC, non esistevano alcune di quelle normative che citi. Per non parlare poi di quelle che vi siete proprio inventati, tipo le “omologazioni” delle vie ferrate. Perché non spieghi a noi ignoranti quali omologazioni di legge hanno le oltre 250 vie ferrate presenti in Italia?

    Chi ti ha fatto da spalla in questa denuncia si è informato molto male anche sulle nidificazioni che, guardacaso, negli ultimi 10 anni sono aumentate, non diminuite. A palese dimostrazione che la via ferrata non è di disturbo per la tipologia di avifauna presente in parete.

    Mi fermo qui, ma credo sia già abbastanza chiaro che stai facendo proprio una brutta figura…

    http://www.corradoconca.it/rifiuti_cabirol.jpg

  94. Una cozzaglia di false notizie, livore e ipocrisia finalizzate non ad informare, bensì a tentare invano di distruggere senza argomenti una sola persona colpendo indirettamente il territorio che si vorrebbe tutelare, le persone che lo frequentano e le specie animali e vegetali che si vorrebbero tutelare. Specie che vivono e frequentano ancora il Parco, e che sono salvaguardate e preservate anche perché l’ Uomo lo frequenta. L’ articolo che ha anche l’ obiettivo di creare terrorismo mediatico e becero sensazionalismo fortunatamente, nonostante l’ impegno, non ha raggiunto e non raggiungerà i suoi scopi, essendo intriso di notizie prive di fondamento, spacciate come dati raccolti scientificamente e in più scritto da una persona che non avendo il coraggio di denunciare si nasconde dietro associazioni ambientaliste. Finto ambientalismo che maschera solo odio, invidia e livore verso una persona. Una delle prove di questo e che rende privo di credibilità quanto sopra scritto nel pezzo e’ dato dal fatto che le stesse motivazioni che arreccherebbero disturbo a fauna, flora e costituirebbero rischio e pericolo per l’incolumità delle persone, si riferiscono esclusivamente alla Via Ferrata e alle Vie d’arrampicata, ma non fanno alcun riferimento ad esempio alla decennale presenza militare decennale sopra la ferrata, alle scalinate che conducono alle Grotte di Nettuno, ogni giorno da Primavera percorse da centinaia di turisti, non fa riferimento alle opere antropiche come strade, tralicci, fabbricati, strutture ricettive o allo stesso traffico veicolare che giornalmente impatterebbero sul Parco. Ma tutto ciò agli ambientalisti ad orologeria, con sani principi, ma ad personam, non disturba, perché non realizzato da chi viene considerato un nemico. La sfortuna di chi ha scritto e’ tanta, perché chi legge, forse ritenuto plagiabiile e’ invece capace di capire e giudicare. Citando Emilio Lussu, “In Sardegna ne uccide più l’ invidia che la malaria”.
    Da Facebook, 28 aprile 2016, ore 19.07

  95. A parte che, ognuno dovrebbe lavare i panni sporchi in casa propria, sono convinto, che NON abbiamo bisogno di un paio di colonialisti, che si professano dei salvatori della terra. Se ci fosse un pericolo oggettivo, probabilmente avremmo già fatto qualcosa!
    Mi sembra piuttosto un attacco mirato. Come lo è stato per Giorrè!
    Ma, perché c’è gente così infelice e frustrata? Gli anni e la vita, non gli hanno insegnato niente? Be happy!
    Da Facebook, 28 aprile 2016, ore 18.29

  96. Pessimo articolo, scritto in modo fazioso, al fine di fare apparire la via ferrata illegale e pericolosa. Tanta pubblicità per una denuncia manco fosse una condanna…
    Uno squallido tentativo di portare l’opinione pubblica dalla propria parte. Non parliamo del disegnino ridicolo e diffamatorio…
    Da facebook, 28 aprile 2016, ore 17.06

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.