Aperte le indagini a Capo Caccia, Alghero (SS), sulla Via Ferrata del Cabirol
Le associazioni ambientaliste Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus e Mountain Wilderness Italia hanno richiesto delucidazioni in merito alla realizzazione della Via Ferrata del Cabirol e di alcuni itinerari di arrampicata sportiva presenti all’interno del Parco Regionale di Porto Conte. Tale decisione è scaturita dopo avere appreso che l’area presenta il massimo livello di pericolosità di frana e che la costruzione della via ferrata, che attraversa un’area protetta, è avvenuta su iniziativa privata.
Alla richiesta di informazioni agli enti preposti, tra cui la Commissione Europea e il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, le due associazioni fanno seguire una richiesta di eventuale adozione di provvedimenti finalizzati alla salvaguardia dell’incolumità dei frequentatori e dei valori ambientali e paesaggistici.
“Siamo preoccupati non solo per la salvaguardia delle specie ma anche per l’incolumità delle persone” sottolinea Mountain Wilderness “ci siamo chiesti come fosse possibile progettare questi percorsi in un’area indicata come a rischio molto elevato di frana e ci allerta il fatto che ancoraggi come quelli utilizzati sul posto siano stati causa di incidenti, non solo in Sardegna”.
Capo Caccia

Secondo la documentazione raccolta dalle associazioni l’area occupata dagli itinerari è classificata nel contesto di Natura 2000 come Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale e ciò prevede una serie di tutele, in particolare per quanto riguarda le piante e gli animali.
Alcuni degli uccelli più rari d’Europa come Grifoni, Falchi pellegrini e l’Uccello delle Tempeste, sono di casa a Capo Caccia e vengono indicati dalla Comunità Europea come “specie prioritarie” in quanto rare o a rischio di estinzione.
Difficili da raggiungere, le pareti sono scelte per nidificare proprio per la loro inaccessibilità e la loro frequentazione da parte dell’uomo può portare all’abbandono dei piccoli e alla creazione di nidi altrove.

La frequentazione dei percorsi attrezzati, da gennaio/febbraio fino all’estate, disturba il periodo di riproduzione delle specie.
Per queste ragioni il Ministero all’Ambiente indica le attività sportive legate alle pareti come una potenziale minaccia per l’avifauna selvatica mentre il Club Alpino Italiano ha deciso dal 1990 di non acconsentire alla costruzione di nuove vie ferrate. Vedi Approfondimento Normativo.
“Alle volte ci viene da pensare che un’attività che si svolge in ambiente sia un’attività che lo vive con rispetto“ continua Mountain Wilderness “ma questo è vero solo quando chi la pratica adatta le proprie azioni alle esigenze della Natura e non viceversa. Solamente allora possiamo parlare di sport sostenibili.”
Mountain Wilderness incoraggia la frequentazione dell’ambiente solo quando questo non venga considerato una palestra o un parco giochi. E’ favorevole a una valorizzazione del territorio che sia davvero rispettosa delle normative ambientali e della sicurezza, privilegiando perciò itinerari che per loro caratteristica non si adeguino alle esigenze sportive, lasciando così intatta l’essenza naturale del luogo.

Ricostruzione dei fatti
Sulla base di una prima ricerca su internet è facile individuare l’itinerario su www.ferratacabirol.it. Nel sito è indicato che la via ferrata è stata costruita (Storia di un apertura) su iniziativa privata.
E’ possibile inoltre osservare che gli interventi di chiodatura e modifica del percorso sono stati incrementati nel corso degli anni.
In Manutenzione della Via Ferrata, viene indicato che gli ancoraggi sono di acciaio inox, talvolta AISI316 e talvolta AISI304 (sono note in bibliografia rotture di ancoraggi di quest’ultima tipologia in prossimità di ambiente marino).
12 settembre 2009, viene accompagnata l’equipe di Linea Blu lungo la Via Ferrata https://vimeo.com/6545896.
3 ottobre 2014, il Comune di Alghero aggiudica i lavori di mitigazione del pericolo di frana a causa della segnalazione di blocchi pericolanti, (aggiudicazione n.758 del 3-10-2014) nel tratto di costa compreso tra la Scala del Cabirol e il Semaforo.
13 marzo 2015 viene fatto precipitare un grande blocco di roccia che è risultato proprio sopra il tracciato della la Via Ferrata. Quanti altri blocchi come questo ci saranno lungo il percorso? Di chi potrebbero essere le responsabilità in caso di incidente?
Il 21 novembre 2015 (http://video.gelocal.it/lanuovasardegna/locale/capo-caccia-il-gigante-di-roccia-precipita-in-mare/40012/40110) un gruppo di equilibristi buca con il trapano le rocce della parete appoggiata (in cui sono presenti anche decine di ancoraggi di arrampicata sportiva) per inserire alcuni ancoraggi per tendere una corda. L’inserimento degli ancoraggi è avvenuto senza autorizzazione del Parco e senza avere effettuato una eventuale Valutazione di Incidenza Ambientale. I turisti vengono denunciati dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.
23 novembre 2015: le associazioni LIPU e WWF emanano un comunicato stampa (http://www.algheroeco.com/slackline-capo-caccia-wwf-e-lipu-daccordo-con-la-denuncia/) in cui approvano l’operato del CFV.
Le associazioni asseriscono nell’articolo che “Le associazioni ambientaliste WWF e Lipu ricordano che l’area interessata dalla perfomance di slackline è un’area particolarmente protetta inserita nel Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale per la presenza di flora endemica e la nidificazione di uccelli rari o a rischio di estinzione come l’uccello delle tempeste, le berte maggiori, il gabbiano corso e il falco pellegrino.”
Gennaio 2016. In occasione di una ripetizione della Via Ferrata da parte di membri della Mountain Wilderness viene osservata una coppia di Falco pellegrino in prossimità della parete della ferrata e osservati alcuni dettagli tecnici come la tipologia di materiale diverso utilizzato e i diametri del cavo di acciaio (linea vita) di dimensioni diverse. Nasce il dubbio che l’itinerario sia stato omologato.
Sia lungo il percorso, nei ripiani in parete, della Via Ferrata che poco prima di raggiungerne l’attacco, sono stati osservati degli itinerari di arrampicata sportiva che prevedono decine e decine di ancoraggi e alcuni attacchi con catene (http://www.corradoconca.it/index.php?option=com_content&view=article&id=20:qatsi&catid=2& Itemid=101&lang=it).
In questa fase il Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus (GRIG) e MW aspettano che gli enti dicano come è la situazione dal loro punto di vista (esiste un progetto depositato e approvato? Esiste una valutazione di incidenza ambientale approvata? Esiste l’autorizzazione della comunità europea, del parco e del comune?). Dopo queste risposte si potrà ricorrere a denuncia circostanziata.

Sito di importanza comunitaria – SIC “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio”

Zona di protezione speciale – Z.P.S. “Capo Caccia”. Foto Benthos, C.B., S.D., archivio GrIG.

Link correlati:
Rischio di frana sulla Via Ferrata del Cabirol
http://notizie.alguer.it/n?id=46370
Drammatica caduta del blocco di roccia pericolante sulla Via Ferrata del Cabirol, il video
http://video.gelocal.it/lanuovasardegna/locale/capo-caccia-il-gigante-di-roccia-precipita-in-mare/40012/40110
Buca le falesie del Parco Regionale di Porto Conte. Slackliner denunciato!
http://www.algheroeco.com/slackline-capo-caccia-wwf-e-lipu-daccordo-con-la-denuncia/
http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2015/11/21/news/alghero-buca-le-falesie-di-capo-caccia-per-fissare-la-fune-equilibrista-denunciato-1.12484270?refresh_ce oppure file in pdf.
Alleghiamo anche i segg. documenti:
Legge Regionale 26 febbraio 1999, n. 4
Istituzione del Parco naturale regionale “Porto Conte”.
(Documento del 16/10/2012 11.22.25, autore: Regione Autonoma della Sardegna);
Statuto del Parco
Statuto adottato con Delibera del Consiglio Comunale di Alghero N° 21 del 5.5.2000, resa esecutiva dal Provvedimento del CO.RE.CO. N° 1769/021 del 21.6.2000, e approvato con Delibera della Giunta Regionale N° 40/46 del 12.10.00, resa esecutiva dalla Determinazione del Direttore Generale dell´Assessorato Difesa Ambiente N° 3065/V del 6.12.00 Modificato con deliberazione del Consiglio Comunale n.8 del 13.01.2015
(Documento dell’11/05/2016 12.54.22, autore: Azienda Speciale Parco di Porto Conte);
Disciplinare delle guide del Parco
Disciplinare della attività della “Guida ed educatore ambientale del Parco Naturale Regionale di Porto Conte e della foresta demaniale di Porto Conte”
(Documento del 16/10/2012 11.22.52, autore: Azienda Speciale Parco di Porto Conte).

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Stefano Michelazzi:
nei tuoi discorsi ho notato che metti sovente in dubbio che gli altri non abbiano capito, che non conoscano, che insomma non abbiano forse la tua cultura e se non la si pensa come te si è Garibaldini o altre amenità! Non ti conosco e sono certo che la tua preparazione non si discuta (fosse anche accompagnata da umiltà sarebbe il massimo), ma affermare che quasi 1000 persone abbiano firmato una petizione a sostegno di una causa senza conoscere i contenuti di ciò che sostenevano è un gesto di inammissibile presunzione , nonchè ritenere gli altri inferiori a te. Tu invece che difendi un’altro pensiero e sei tutt’altro che indifferente all’argomento, ebbene sappi che anche tu difendi una parte, dunque anche tu saresti Garibaldino?
Scrivi inoltre “la ferrata del Cabirol non potrà mai competere la Stevia, io stesso ci ho lavorato diverse giornate..” Come puoi fare questa affermazione se non hai mai percorso il Cabirol, ma soprattutto come fai a sostenere che sei contro le Vie Ferrate se candidamente ammetti di averle percorse e di “averci lavorato diverse giornate”. Perdonami, ma come si concilia questa affermazione con lo strenuo antagonismo alla loro esistenza?
Famosa già 10 anni fa: http://www.youtube.com/watch?v=WRyeRTg9wnk
Alberto Benassi, son pienamente daccordo sul preservare la natura. Da progettista sono il primo che cerca di convincere le persone ad optare per soluzioni a basso impatto ambientale, ed è veramente difficile.
Sicuramente tecnologicamente parlando, siamo in grado di realizzare una via ferrata senza intaccare la parete, rispettando gli standard di sicurezza e le autorizzazioni. Purtroppo però, la ricerca costa, e ammettendo di realizzare un qualcosa di completamente reversibile, sono sicuro che, in base alle leggi italiane, la PA andrà scegliere la più economica, ad alto impatto ambientale.
Tuttavia, per ovvi motivi economici, è più probabile che i fondi pubblici vadano a finanziare le numerose cave presenti sull’isola, un impatto irreversibile.
Quello che voglio dire, è che forse, e dico forse, alle volte è meglio scegliere il male minore.
Analizzando la situazione in oggetto, secondo me, visto che esiste già, e anche volendola smontare, i buchi restano. Credo sia più giusta tenerla, correggere le eventuali inesatezze e sfruttarla come un qualcosa di positivo, anche controllandone gli accessi.
Per Stefano Michelazzi, è ovvio che l’accompagnamento sarebbe meglio normarlo in maniera più specifica, senza generalizzazioni magari evitando la percorrenza a chi offre solo la “scarica di adrenalina”, magari anche con un corso obbligatorio preparatorio sul rispetto delle normative ambientali e sul rispetto delle attività outdoor, in modo da rendere una situazione “diseducativa” in un qualcosa di “educativo”. Purtroppo arriviamo da una generazione in cui l’anarchia prevaleva sulle leggi, mentre oggi ci troviamo con una generazione “informatica” che cerca di far rispettare leggi “antiche” nate dai vecchi politici di turno, giusto per dire che avevano “lavorato”. Forse prima di farle rispettare, sarebbe più giusto riscriverle, poche ma buone, e senza generalizzazioni 😉
Tornando al discorso ambiente, perchè non sviluppiamo realmente una soluzione che permetta di ancorarsi in totale sicurezza, senza dover intaccare irreversibilmente la roccia? Sono sicuro che si può fare, ma forse il “dio denaro” è ancora troppo presente nel nostro presente. 🙂
Però è una ferrata famosa!
https://www.youtube.com/watch?v=WRyeRTg9wnk
https://www.youtube.com/watch?v=WRyeRTg9wnk
Fabrizio, con quel testo, che tende a vittimizzare la situazione, sicuro che chi ha firmato sappia di cosa si tratta? Quindi i mille son assicurati probabilmente (battuta scherzosa in riferimento ai garibaldini)…
Certo che il politico di turno può tentare di cavalcarla su questo non ci piove come non ci piove che lo stesso, se sente puzza di bruciato farà presto a scaricare il barile…
L’articolo ed i seguenti aggiornamenti porta a conoscenza di alcuni quesiti, inerenti la stessa situazione ma su diversi punti, agli organismi competenti, poi la discussione porta opinioni, punti di vista e quant’altro oltre come detto ad aggiornamenti, precisazioni, esempi di fatti similari già accaduti.
Sul rimanente intervento di molti che hanno scritto di tutto e di più esulando addirittura dai fatti per la loro concretezza, evitiamo di commentare, come dici si dovrebbe cercare qualcosa di positivo e personalmente mettere al corrente di una situazione che appare quantomeno anomala lo è.
E’ vero che il gommone inquina di più probabilmente e son state fatte delle lotte non da poco su situazioni analoghe da parte di chi si interessa delle stesse, qui la questione riguarda comunque un fattore non eco-compatibile per diversi aspetti, ma non solo, tirando in ballo anche modalità di costruzione di un manufatto percorso da persone e quindi in obbligo ovviamente di rispettare certe normative e l’accompagnamento a pagamento anche lì normato.
Diversi aspetti tutti relativi alla stessa struttura, mi sembra non ci sia poco da discutere…
Sicuramente la ferrata è diseducativa in quanto fa presumere a molti di poter fare, laddove in situazioni ben più semplici ma non continuamente assistite, non sarebbe in grado di muovere un passo, quindi una falsa prospettiva di movimento in ambiente. Non solo, molti con questo sistema ricercano la scarica d’adrenalina con le conseguenze di utilizzare qualcosa che dovrebbe avere degli scopi per tutt’altro motivo… D’accordo che ognuno è libero di fare ciò che vuole della sua vita (almeno io la penso così) ma una società che si definisce civile dovrebbe educare piuttosto che assorbire le proprie carenze con questi sistemi…
Fabrizio è chiaro che gli esempi che fai hanno un impatto ambientale decisamente devastante rispetto ad una ferrata. Ma anche alle ferrate bisogna dargli un freno. Come va dato alle vie di arrampicata super attrezzate.
Questo perché i rari tratti di territorio che sono ancora rimasti selvaggi VANNO PRESERVATI!!
Vanno preservati perché quella poca natura rimasta selvaggia ha i suoi diritti di rimanere tale.
E vanno preservati per le generazioni future.
Non abbiamo il diritto di fare tutto quello che ci pare. Siamo ospiti non padroni.
Non abbiamo il diritti di creare dei luna park verticali come sono purtroppo diventate le Dolomiti.
Questo ci deve essere da esempio e sprone a cambiare strada. Non a continuare negli stessi errori.
Un turismo ecosostenibile va bene ma prima deve venire la natura poi l’uomo.
Alberto Benassi, il mio commento era riferito al post, e non ai tuoi commenti.
Per quanto riguarda l’impatto…. bhe andremo incontro ad un discorso infinito e senza senso.
Non metto in dubbio che abbia un impatto, qualsiasi cosa faccia l’uomo ha un impatto devastante per la natura, ma sicuramente non è neanche lontanamente paragonabile agli impatti che vengono giornalmente approvati in ogni comune italiano!
Personalmente credo che una via ferrata possa rientrare tranquillamente nella categoria di turismo ecosostenibile. Vogliamo parlare della nuova Sassari-Olbia? L’ho giusto percorsa ieri, 80 km di taglio netto alla natura, eppure è stata approvata nonostante i vincoli paesaggistici. Questo è quello che io chiamo a forte impatto! Parliamo della produzione dei pannelli fotovoltaici? Fatti una ricerca, e vedrai che non sono tanto “ecosostenibili” come ti fanno credere!
Se per te una via ferrata ha un impatto devastante sulla natura, non oso immaginare, senza andare molto lontano, come tu possa definire le scale che portano alle grotte di nettuno. E le barche che partono da Alghero e portano i turisti alle grotte, in piena area marina protetta, con sversamenti in mare di ogni genere? Ad oggi è incredibile che sia ancora permesso il passaggio imbarcazioni con motori vecchi 2 tempi! Ho avuto il gommone, e so quanto di quell’olio va a finire in mare!
A me piaciono i numeri, loro sono poco soggettivi e molto oggettivi. Dimostrami statisticamente che il danno provocato da una via ferrata nel medio periodo (10/20 anni) è maggiore rispetto anche solo ad un singolo gommone o ancor meglio una singola automobile in circolazione (che probabilmente utilizzi anche tu), e mi rimangerò tutto ciò che ho scritto!
Dai, su, non facciamo gli ecologisti senza guardare la realtà!
Per Stefano Michelazzi, non sto nemmeno a ribattere, sta storia del garibaldino non fa altro che sviare l’argomento. Ho solo detto ciò che attualmente è una stato di fatto ovvero che 814 persone hanno firmato la petizione pro-cabirol. Ti do ragione sul fatto di totò Rina, e personalmente le petizioni non mi sono mai piaciute, e non sarà certo una petizione a cambiare le decisioni di un giudice. Però, e c’è un però, dimostra che ad un discreto numero di persone, interessa la via ferrata, e questo potrebbe piacere o meno al politico di turno per una sua futura riqualificazione.
Cerchiamo di trarre qualcosa di positivo invece di attacarci. 😉
Fabrizio evidentemente non hai letto proprio tutto bene.
Per quanto mi riguarda la mia critica è rivolta alla ferrata e alle ferrate in genere, non solo quelle sarde.
La persona ci incastra poco.
La ferrata non ha impatto?
Ma come fai a dirlo dal momento che per realizzarla si installano centinaia di metri di cavi e quintali di ferro che per installarli si deve bucare la roccia , usare anche dei prodotti chimici per fissarli e disgaggiare la roccia.
Fabrizio, rileggi meglio va… non era riferito a te l’atteggiamento garibaldino…anzi ti avevo tenuto fuori dalla situazione:
“Ma questo lo avevi ben compreso Fabrizio malgrado tu dica di non essere un esperto, quindi è piuttosto incomprensibile o magari si comprende bene, pensando ad un tentativo piuttosto garibaldino di sviare creando caos, come mai TANTI ACCANITI SOSTENITORI di uno o più reati (quanti e con quali modalità lo stabilirà il magistrato)…”
Certo che se insisti sul fatto che ci sono 814 firme a favore beh se non eri garibaldino lo sei diventato…
Fortuna che ‘ste petizioni non esistevano quando arrestarono Totò Riina perché altrimenti sai che flagello… per fortuna invece abbiamo assistito ai pianti di varie comari che urlavano quanto fosse buono ma è finita lì…
Stefano Michelazzi, il mio non è un commento Garibaldino per mettere caos come dici tu, ma semplicemente una constatazione.
Se non sussitono la messa in sicurezza di una Via Ferrata, reputo giusto che venga chiusa (smantellata solo nel caso non rechi più danno di quanto non lo sia già così), ma reputo anche giusto, che se non vi sussistono presupposti per cui debba essere chiusa, è giusto che venga valorizzata dagli enti competenti.
Che vi siano o meno i presupposti non sono di certo io a stabilirlo, ma oggettivamente sono libero di commentare, e penso che allo stato attuale, abbia portato più aspetti positivi che negativi a tutto il territorio locale per una serie di motivi.
– lo stato dei luoghi è migliorato notevolmente rispetto alla discarica abusiva presente in precedenza.
– L’impatto Paesaggistico è praticamente assente (se non la si percorre, è praticamente impossibile vederla sia da mare che da terra)
– Ha dato maggiore visibilità ad un parco che non ha mai saputo pubblicizzarsi a dovere.
– Ha portato un turismo non-stagionale (punto sulla quale la sardegna deve puntare parecchio se vuole vivere dal turismo, i 2/3 mesi di mare non bastan)
– Mi ha fatto appassionare alle escursioni (questo punto è strettamente personale, ma è stato proprio l’escursione a cabirol fatta 6 anni fa a farmi appassionare a questo genere di attività)
Ripeto, non sono certo io a stabilire se debba restare o meno, ma personalmente sono a favore, e assieme a me ho visto che ci sono altre 814 persone che la pensano come me: https://www.change.org/p/a-difesa-della-via-ferrata-del-cabirol-alghero
Probabilmente se questa via ferrata non fosse diventata così famosa rispetto alle altre, non avrebbe avuto questo clamore mediatico che sta avendo (e sono sicuro che con il vostro post, aumenteranno notevolmente le visite di quest’anno), e probabilmente nessuna Guida Alpina avrebbe avuto da ridire (ad esempio la via ferrata di badde pentumas non mi sembra così sicura, oppure la via ferrata di Sammugheo o la Via Ferrata del Pan di Zucchero solo per citarne alcune, non mi sembrano molto diverse dal punto di vista ambientale, rispetto al Cabirol, sono solo meno conosciute!) neppure su chi l’avesse realizzata.
Se tutta questa energia che ci mettete a realizzare queste “indagini”, venissero uttilizzate per valorizzare i nostri territori, e magari creare un database delle Vie Ferrate “ufficiali” e non, in maniera da promuovere un turismo che sicuramente è molto meno impattante nei confronti dell’ambiente, rispetto al solito turismo balneare, probabilmente qualuno vivrebbe una vita molto più serenamente e in pace, che rodendosi il fegato passando gli anni in tribunale, aspettando sentenze e processi, che probabilmente non si concluderanno mai, e anche se si concludessero, avranno tolto giorni, settimane, mesi, anni alla SINGOLA vita che ognuno di noi ha!
Ricordate che il bene più prezioso che abbiamo è il TEMPO! (e quello passa inesorabile e veloce!)
Per concludere, rileggendo tutti i vari commenti, è chiaro che l’attacco è strettamente personale e destinato ad un unica persona, e mi domando il motivo per cui rendere pubblico tutto ciò! D’altra parte, la cattiva pubblicità non esiste, nel bene o nel male è pur sempre pubblicità, che non farà altro che incrementare le visite alla ferrata!.
Qua ci son ben 814 firme a favore della ferrata, e visti i risultati odierni in UK, è sempre il popolo a decidere (tranne in italia ahaha).
https://www.change.org/p/a-difesa-della-via-ferrata-del-cabirol-alghero
Ma sono l’unico qui ad avere amici sardi non permalosi e a sentirmi orgoglioso di averla persino smantellata, una ferrata?
A tutti i fondamentalisti alpini: Sono certo che voi viviate dentro una grotta cacciando e raccogliendo i frutti del creato, ma senza perturbare la Natura, rifiutando tutte le comodità del progresso, case, auto , strade, aerei, ferrovie, abiti, pc, telefoni e qualsiasi cosa possa avere creato una forma anche impercettibile di inquinamento o impatto con l’ ambiente naturale, perché se così non fosse sareste tutti parecchio in contraddizione con gli stessi principi altissimi che sostenere. Ogni azione che compie l’ Uomo ed ogni comodità di cui godete anche voi inquina o ha impattato violentemente sull’ Ambiente, dunque siate più moderati, meno saccenti e/o convinti di essere duri, puri ed infallibili… Ed altre cose del genere! Come diceva S. Francesco da cui fareste bene a trarre qualche spunto… Pace e bene o forse meglio Allahu akbar…
Fabrizio, non sapere o meglio non conoscere non esclude che non vi siano in atto le situazioni che tu auspichi per alrti lidi italici…
In Alto Adige come già scritto in questo blog e ribadito più volte è stata chiusa una ferrata che per bellezza e frequenza (diverse centinaia di visitatori annui) la ferrata del Cabirol non potrà mai competere la Stevia, io stesso ci ho lavorato diverse giornate, ma quando il tribunale ha decretato che andava chiusa in quanto all’interno di zona protetta ed in presenza di nidificazione (la struttura era non a regola d’arte, MA DI PIU’, visto che veniva continuamente monitorata dalle Guide Alpine locali con diversi miglioramenti dovuti magari alla nascita di nuovi sistemi) si è chiusa e rimossa, perché così è, senza discussioni, malgrado a qualcuno sicuramente la cosa non sia andata giù…
In Trentino la ferrata del Bondone è stata chiusa dopo che era diventata ormai un istituzione, visto che esisteva da decenni, perché il terreno non permetteva più di essere considerato sicuro (sicurezza che viene determinata in base a standard di pericolo crolli o distacchi di porzioni di parete che andrebbero ad interessare non solo la struttura ma anche le parti adiacenti) chiusa e smantellata in un batter d’occhio ed i commenti relativi sono stati al massimo qualche nostalgico: “Che peccato!”
In Lombardia ad opera delle Guide Alpine su commissione della Regione sono state identificate e chiuse diverse ferrate che non rientravano negli standard, e vi sono alcune cause in corso sempre sui generis…
Se non fruibili per diversi motivi vanno smantellate non abbiamo bisogno di monumenti ferrosi in giro per i monti (ANCHE IL CABIROL PUR ESSENDO SUL MARE E’ UNA FALESIA ROCCIOSA QUINDI EQUIPARABILE ALLE PARETI ALPINE!)… o vogliamo il territorio italiano cosparso di mostri (così vengono chiamati gli abusi edilizi e in genere quegli abusi di grosse dimensioni) e domani magari scrivere sul giornale del superman di turno che vi si è andato a cacciare e si è fatto male???
meglio di no… credo potrai condividere…
Se noleggi a qualcuno le pinne e quello le usa per infilarsi in un’areale protetto con divieto d’accesso non sei certo condannabile e credo sia piuttosto condivisibile che chi chiede il noleggio sia poi responsabile di come utilizza i materiali…
Se invece ti spacci per qualcosa o qualcuno che non sei commetti un abuso e guarda caso come ho inserito nel post:
http://www.banff.it/accompagnare-in-sardegna/
il sig. Conca non è un GAE iscritto nel registro della Sardegna come lui proclama al numero 580… non esiste proprio… e per accertarlo ci vuole poco:
http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_38_20160512143449.pdf
Ma questo lo avevi ben compreso Fabrizio malgrado tu dica di non essere un esperto, quindi è piuttosto incomprensibile o magari si comprende bene, pensando ad un tentativo piuttosto garibaldino di sviare creando caos, come mai tanti accaniti sostenitori di uno o più reati (quanti e con quali modalità lo stabilirà il magistrato)…
Non è una gran bella pubblicità per la Sardegna, anche se per fortuna poi sono intervenuti diversi sardi a controbattere questo modus piuttosto penoso (evito altri epiteti) dimostrando che c’è chi invece non la beve e si attiene alle regole!
Ora, di gente che le racconta ce n’è a bizzeffe ma quando giochi con la pelle degli altri raccontarla diventa un reato!
Reato anche eseguire opere non autorizzate o autorizzate senza le apposite credenziali che il sig. Conca non può avere… e non può avere nemmeno in merito all’opera stessa, in quanto per operare su strutture di questo tipo va seguito un iter preciso, altrimenti qualsiasi operatore su lavori in fune che abbia magari anche la qualifica di preposto potrebbe farlo… ma non è così…e sarebbe ora di finirla di raccontarla e di sostenere che lo sta facendo in virtù di non ben precisati e nemmeno comprensibili attacchi:
Attacco alla persona? Beh… se tutto questo è relativo ad una persona direi che non ci sono grandi alternative!!!
Non vedo il perché del procurarsi emozioni cosi belle e intense percorrendo (tutte) ‘ste VIE FERRATE, quando esiste l’eroina.
Libero adattamento di una frase di Syd Vicious all’escursionismo estremo sardo e continentale.
Leggendo i vari commenti vorrei anche io provare le emozioni che provano coloro che arrampicano sulle ferrate. Penso siano emozioni bellissime e mi hanno fatto riflettere e cambiare idea sulle ferrate e dico:
Viva le ferrate! Tutte le ferrate!
Perfetto, in pratica secondo Alessandro Gogna, la legge non ammette ignoranza.
Da tecnico, purtroppo (e dico purtroppo perchè frequento la ferrata del Cabirol e vi posso assicurare che da delle emozioni bellissime) per come stanno le cose in Italia, si tratta di abuso (ora non sto ad indicare le varie normative paesaggistiche), in quanto sprovvisto di progetto e autorizzazione paesaggistica.
Purtroppo con le attuali normative italiane (eccessive a mio parere, tra un po ne faranno una per l’aria che respiriamo), sono convinto che un percorso del genere, (anche presentando un progetto corredato dai vari calcoli geologici e strutturali) non verrebbe mai approvato, per una serie di motivazioni che non sto qua ad elencare (sicurezza in primis).
Allo stato attuale, mi sembra giusto che per correttezza vengano analizzate tutte le vie ferrate italiane (e sopratutto i progetti tecnici) e non solo quelle realizzate da chi sta “antipatico”, in maniera da avere un censimento delle vie “autorizzate” e delle vie “non autorizzate”, tale da permettere alle Guide Alpine (o chi per loro in futuro), di percorrere esclusivamente quelle “ufficiali”.
Eviterei in ogni modo di smantellare quelle “non autorizzate” (in quanto procurerebbe un danno più esigente di quanto non lo siano già così), ma le verificherei per renderle sicure da poter essere inserite in quelle “ufficiali”, o nei casi peggiori (dove la manutenzione diventa insostenibile) le indicherei come pericolose con divieto di percorrenza.
Per quanto riguarda la questione accompagnamento, purtroppo in italia esistono una serie di “escamotage” che ci rende per un motivo o un’altro tutti soggetti a denuncia da parte di terzi, in sostanza “fatta la legge trovato l’inganno”. Ad esempio, io persona fisica senza titoli, vado a fare la ferrata a mio rischio e pericolo, se invito altre persone, lo faranno a loro rischio e pericolo, ma se gli noleggio l’imbrago anzichè vendergli l'”accompagnamento”, io persona fisica non sono soggetta a nessuna responsabilità di accompagnamento. Al massimo mi potrebbero contestare l’evasione fiscale per il noleggio, ma se ho partita iva e vendo attrezzatura da escursione, nessuno può dirmi niente.
Sinceramente in Italia, ci sono tanti di quegli abusi e inciuci su qualsiasi fronte, che attaccarsi pubblicamente ad episodi del genere, mi mette una tristezza immane. Altri paesi (corsica senza andare lontano), riescono a vivere dal turismo, ma non solo grazie alla voglia delle persone, ma sopratutto grazie ad una classe politica che incentiva il turismo ecosostenibile. Invece di attacarvi tra di voi, non è meglio cercare di migliorare la nostra classe politica e migliorare tutto il sistema?
Personalmente adoro le vie ferrate, le calate in doppia, il canyoing, l’arrampicata sportiva e tutto ciò che concerne l’outdoor in generale (è il mio parere e a molti potrebbe non piacere) da autodidatta, ed è giusto che ci sia una normativa in merito, ma probabilmente dovrò aspettare un’altra vita!
Non voglio consigliare a nessuno di realizzare ferrate abusive, ci si mette in gioco la vita, ma la prossima volta all’interessato eviterei di “raccontare” in giro la chiodatura a meno di non avere documentazioni a seguito. (evitando così spiacevoli “ritorsioni”).
Tra le altre infamie nei miei confronti che mi tocca leggere in questi commenti, c’è la “certezza” che non siano le preoccupazioni ambientali o di sicurezza a muovere le nostre richieste, bensì solo la voglia di attacchi personali o “losche” preoccupazioni per difendere la categoria delle guide alpine o più semplicemente i titolari di regolari licenze.
Ricordo allora che non abbiamo certo perso di vista le principali motivazioni di questo post: possono anche non piacere le norme, ma se non si hanno le dovute autorizzazioni si incorre nella violazione del vincolo paesaggistico e gli interventi in assenza di valutazione di incidenza sono abusivi e costituiscono reato.
A proposito dunque della Ferrata del Cabirol, fornisco ulteriori precisazioni (che vanno a smentire molte affermazioni lette nei commenti):
1) Il Parco naturale regionale “Porto Conte” è stato istituito nel 1999 (leggi regionali n. 31/1989 e s.m.i. e n. 4/1999): perciò ben prima che fosse costruita la ferrata;
2) La Valutazione di Incidenza Ambientale non si applica solo ai SIC ma anche ai pSIC e il promontorio di Capo Caccia lo è dal 1995, più di 20 anni fa;
3) A dimostrazione che la ferrata è stata costruita dopo il 2000 (e dunque dopo l’istituzione del Parco), sappiamo che nel 2007 la via ferrata era lunga 750 m e non era ancora possibile percorrerla integralmente per cui era necessario avere una corda di 70 m per calarsi con l’imbrago e raggiungere il ripiano inferiore: “(…) per il rientro si scende in corda doppia utilizzando le apposite soste che permettono di raggiungere una cengia 50 m più in basso”, C. Conca, Arrampicare ad Alghero Sassari e dintorni, Seconda edizione (2007), pag.56-57, Edizioni Segnavia;
4) In ogni caso l’area marina antistante è riconosciuta dallo Stato, Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare come Area Marina Protetta ai sensi della Legge 979/82 e del D.M. del 20 settembre 2002 e dal 2010, ai sensi della Convenzione di Barcellona, come Area Specialmente Protetta d’Importanza Mediterranea;
5) La parete rocciosa di Capo Caccia costituisce parte del demanio marittimo (art. 822 e ss. cod. civ.), è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), mentre la fascia dei metri 300 dalla battigia marina è tutelata con specifico vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993). Rientra, inoltre, nella zona di protezione speciale – ZPS ITB013044 e nel sito di importanza comunitaria – SIC “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio” (codice ITB010042) ai sensi della direttiva n.92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat. E’, inoltre, contigua all’area marina protetta “Capo Caccia/Isola Piana”.
6) Sul piano delle responsabilità del Parco Regionale di Porto Conte, è responsabilità dell’Ente parco assicurarne “la gestione (…) garantendo, anche in considerazione della loro rilevanza internazionale, la conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali (…) (art. 1 L.R. n. 4 del 26.02.1999) e, per il tramite del Direttore, deve provvedere alla vigilanza ai fini del rispetto dei divieti e delle prescrizioni vigenti all’interno del Parco e al rilascio dei pareri di conformità, i nulla osta e le autorizzazioni di propria competenza (art. 7 L.R. n. 4 del 26.02.1999 e art. 11 Statuto dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte)”.
Allego anche i segg. documenti:
Legge Regionale 26 febbraio 1999, n. 4
Istituzione del Parco naturale regionale “Porto Conte”.
(Documento del 16/10/2012 11.22.25, autore: Regione Autonoma della Sardegna);
Statuto del Parco
Statuto adottato con Delibera del Consiglio Comunale di Alghero N° 21 del 5.5.2000, resa esecutiva dal Provvedimento del CO.RE.CO. N° 1769/021 del 21.6.2000, e approvato con Delibera della Giunta Regionale N° 40/46 del 12.10.00, resa esecutiva dalla Determinazione del Direttore Generale dell´Assessorato Difesa Ambiente N° 3065/V del 6.12.00 Modificato con deliberazione del Consiglio Comunale n.8 del 13.01.2015
(Documento dell’11/05/2016 12.54.22, autore: Azienda Speciale Parco di Porto Conte);
Disciplinare delle guide del Parco
Disciplinare della attività della “Guida ed educatore ambientale del Parco Naturale Regionale di Porto Conte e della foresta demaniale di Porto Conte”
(Documento del 16/10/2012 11.22.52, autore: Azienda Speciale Parco di Porto Conte).
Le rocce delle Dolomiti sono imbrigliate da centinaia di kilometri di cavi e quintali di gradini di ferro . Ci sono poi addirittura i tratti scavati nella roccia demolendo e allargando cenge. La via delle Bocchette in Brenta è un esempio.
Per non dire dei kilometri di piste da sci e cannoni spara neve. E le funivie e gli impianti a fune in genere.
Chi sa quanto farà bene al terreno questa neve sparata? Neve artificiale che mangia tantissiqua acqua che scarseggia sempre più.
Volete fare la stessa cosa in Sardegna per alimentare il business?
Di roccia ne avete tantissima quindi hai voglia di stendere cavi e piantare pioli di ferro.
“e all’Enichem di Porto Torres (creata da un brianzolo).”
Giovanni C.
C. sta per: “chi cacchio sei…? ”
anche deverse cave che stanno distruggendo le Alpi Apuane sono in mano a società straniere, anche della famiglia Bin Laden . Ma sta di fatto che queste cave sono volute e difese dalla popolazione apuana che è disposta a distruggere e svendere il proprio territorio coloro che portano via ricchezza e lasciano macerie e inquinamento.
Quanto all’esempio della foresta Amazzonica era solo per dire che dai guasti degli altri bisogna prendere esempio per non farne di nuovi e non per giustificare i propri: l’hai fatto te allora lo posso fare anchio.
Se non ti va la foresta Amazzonica pensa a quello che succede a Taranto.
Scusate,
E’ legittimo non avere simpatia per le ferrate (a me per esempio non piacciono le crociere ed i parchi acquatici) ma non per questo bisogna demonizzarne una usando gli argomenti della 1)Sicurezza 2)Concessioni 3)Nidificazione del Falco 4) Incompetenza etc. perché quando gli argomenti iniziano a diventare un po’ troppi mi sembra che ci sia qualcosa di personale sotto. Quando usate il termine “scempio” per favore…..contestualizzatelo e circoscrivetelo! Per me è uno scempio visivo una macchina con un alettone ma non lo paragono alla raffineria di Sarroch (fatta da dei milanesi) e all’Enichem di Porto Torres (creata da un brianzolo). Detto ciò si parli di quest’argomento con più sobrietà lasciando da parte i problemi della Foresta Amazzonica che seppur molto più importanti mi sembrano totalmente fuori luogo.
Le ferrate delle Dolomiti e di tanti altri luoghi italiani, che sono li da sempre, dovrebbero fare da esempio a non ricadere negli stessi errori ed a pessarci bene prima di farsi venire voglie di imbrattare le rocce con ferri e kilometri di cavo.
E diciamoci la verità, questi percorsi non sono pensati e costruiti con scopi altruistici per permettere di visitare certi luoghi anche a chi non può con le sue sole forse.
Hanno solo intenti economici. Sotto il dio denaro e per l’immagine si è disposti a sacrificare sempre tutto. Anche quel poco di territorio integro e selvaggio che ancora è rimasto.
Se in Sardegna ci sono scempi datevi da fare a combatterli e non usateli come scusa per infierire ancora di più su quelo poco di territorio che ancora è integro raccontando che una ferrata non deturpa perchè non si vede e che in Sardegna c’è di peggio.
Che vuol dire c’è di peggio? E’ una giustificazione , un autorizzazione siccome lo hanno fatto gli altri allora lo faccio anchio?
Siccome il mondo occidentale nei secoli a inquinato il suoi territoti allora i paesi emergenti sono giustificati a farlo?
E’ giustificato lo scempio della foresta Amazzonica perchè gli altri nei secoli hanno distrutto le loro foreste?
Ci sono molti altri modi per avventurarsi e gustarsi la bellezza selvaggia di un territorio, di una parete, di una scogliera, di una montagna. Non serve ridurla a una minestra preconfezionata.
Apriamo gli occhi gente !!
Gentilissimo sig. Vinci, invece le mie risposte di solito pervengono, quando ne vale la pena. Ciò che penso sulle ferrate in generale lo può facilmente evincere consultando
http://www.banff.it/ferrate-e-liberta/
http://www.banff.it/ferrate-e-umilta/
http://www.banff.it/le-vie-ferrate/
ma anche
http://www.banff.it/punto-12/
dove è specificato anche il punto di vista del CAI con qualche critica da parte mia.
Quanto ai presunti danneggiamenti “che ignoti hanno arrecato alla ferrata del Cabirol”, francamente, se fosse provata, la troverei un’azione spregevole. Sia detto per inciso, contrariamente a quanto affermato da numerosi commenti a questo post, in vita mia non ho mai propugnato alcun smantellamento di alcuna ferrata, tanto meno di quella del Cabirol.
Sarebbe corretto che ognuno scrivesse il suo nome. Chiunque si nasconde dietro uno pseudonimo ha paura e non ha il coraggio di sostenere col suo nome e cognome ciò che afferma, per cui do scarso valore a, ciò che scrive (pro o contro).
Ciò che invece mi piacerebbe sapere e’ invece cosa pensa il Sig. Gogna sulle Ferrate liguri, su quelle delle Dolomiti e sui danneggiamenti che ignoti hanno arrecato alla ferrata del Cabirol. Ovviamente sono certo che le risposte non perverranno
Gentilissimo Sig. Vinci,
in tutto questo contesto/valanga di commenti perché non si è venuto a chiedersi chi sono tutti gli altri e sopratutto in primis chi è Piero?
Un clone?
Hai ragione Paolo Vinci infatti sarebbe stato più corretto che Piero avesse firmato con il suo vero nome. Comunque, se Piero esiste veramente, è un sollievo sapere che la paternità dell’opera è stata condivisa da almeno un’altra persona.
Mi dispiace doverti contraddire, ma la ferrata esiste da circa 10 anni, non di più.
Lo dico da sarda che l’ha percorsa tante volte, dalla sua nascita ad ora, e con piacere.
Devo però ribadire che quando è stata iniziata la sua costruzione sia il parco che il SIC esistevano già.
Nel corso degli anni la ferrata è stata allungata di centinaia di metri di cavi e gradini, sicuramente dopo il 2007, anche questo mentre gli enti erano già presenti.
Riguardo il fatto che si sono rotti gli ancoraggi, in una ferrata che viene seguita nella manutenzione cosi accuratamente, io mi preoccuperei.
Sono d’accordo su quanto dice Giovanni Serra: seguire un corso di “sistemi di accesso e posizionamento su funi” presso il Collegio Nazionale delle Guide Alpine, non abilita assolutamente a progettare, al limite a inserire gli ancoraggi decisi da un progettista.
Non leggo nelle richieste di informazioni delle associazioni un attacco personale ma una legittima richiesta di chiarezza, verso un percorso che ha ora acquisito maggiore popolarità.
Sinora non mi sembra che le ferrate della Sardegna siano state realizzate con la “competenza e la professionalità” di cui si parla. Il punto è questo. Fare chiarezza su come vanno fatte le ferrate, sul dove e su chi è abilitato. Dobbiamo imparare dagli errori fatti in continente. Progettare una ferrata è una grossa responsabilità verso le persone e verso l’ambiente.
Devo dire che è molto quello che stiamo imparando da tutte queste discussioni e la formazione finalmente di una coscienza collettiva è un fattore positivo.
Sig. Gogna, niente da dire sulle 2 Ferrate della sua Regione Liguria?
1) Ferrata degli Artisti
2) Deanna-Orlandini
Niente da dire sulle vie ferrate sulle, Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell’umanità’ UNESCO?
In tutto abbiamo 5-6 percorsi nessuno dei quali ha un impatto tale da compromettere aspetti paesaggistici. Lei che dice di tenere alla preservazione del paesaggio, delle montagne dagli interventi antropici rispettando etica e legalità, dov’era quando la Sardegna è stata sfigurata irrimediabilmente da impianti eolici e servitù militari? Evidentemente lei in quei giorni era in ferie, o forse semplicemente in queste opere non c’era la mano di Corrado Conca e dunque non erano degne di destare il suo interesse. Avrei voluto vedere la sua stessa animosità e determinazione nel contrastare quegli scempi, ma questo avrebbe rischiesto coerenza.
Riguardo ai presunti sabotaggi e danneggiamenti sulla Via Ferrata del Cabirol e sulle vie di arrampicata a Capo Caccia (Powaqqatsi), non ho sentito una parola di condanna o di sdegno da parte sua e sarebbe auspicabile che lei si esprimesse in merito, allontanandosi da questi atteggiamenti, onde evitare che i sardi possano pensare che lei li avvalli o addirittura li sostenga.
Sarebbe davvero auspicabile che dicesse la sua, visto che sabotaggi e danneggiamenti sono reati e dato che alcuni suoi sostenitori (prima c’era il dubbio, ora la certezza), sono ferventi sostenitori dello smeriglio/mola a batteria, usati per distruggere.
p.s. condivido il discorso di firmarsi nomi e cognomi e già che questo principio lo ritengo valido ad ampio spettro, mi chiedo chi sia LUSA? 🙂
Salve ,
Anche io come altri di voi che scrivono ho fatto la ferrata del Cabirol con Corrado Conca. A parte la professionalità, che esula dai suoi titoli, si vede che ci mette tanta passione in quello che fa. Detto questo, non voglio entrare in merito ad aspetti tecnici “alpinistici” o normative perché non mi competono e non ne ho la capacità però una cosa, e lo dico da Algherese, la vorrei dire: ma quale sarebbe questo danno che si sarebbe arrecato? La ferrata la vedi solo se ci sei a qualche metro di distanza dopo averti fatto una scarpinata che, permettetemi la battuta, è più pesante della ferrata stessa. Sfido chiunque a dire che si vede da qualsiasi altra parte (belvedere, barche etc.) Per quanto riguarda la presenza di flora endemica e la nidificazione di uccelli rari o a rischio etc. non mi sembra che ci sia al momento una diretta correlazione di rischio tra l’attuale “frequentazione” della ferrata (intesa come numeri di persone) e l’estinzione di specie animali. Purtroppo si conoscono da anni ormai le dispute tra “puristi” della montagna che odiano le ferrate e altri che invece ci vedono una possibilità di introduzione all’alpinismo/arrampicata di gruppi di escursionisti esperti che altrimenti mai si avvicinerebbero a questa bella pratica. Temo Corrado che la vera ragione sia aimè solo “ideologica”.
… e, quella di prima, era la parte diplomatica del mio contributo, adesso viene quella più viscerale… essendo io di Lula, ridente (pacubene suo) paesino alle pendici del Monte Albo, ti invito ad avvisarmi per tempo di una tua eventuale visita alle autorità municipali per prospettargli i vantaggi del tuo accanimento, in modo che possa loro illustrare, in tua presenza, i nefasti effetti secondari del tuo modo di guadagnarti la vita… ed essendo certo che non mi avviserai, mi obblighi allora a avvisarti di una cosa, casomai ti accanissi contro il Monte Albo in futuro, in una delle tue crociate per il bene del “più ampio pubblico possibile”: io, una mola a batteria, con dischi per l’inox e batterie di riserva, tardo il tempo di una telefonata a farmela prestare… prometto di fare buon uso del materiale recuperato e di impiegare i soldi della vendita a peso di quello che non mi serve, per una buona causa…
da facebook, 23 giugno 2016, ore 11.53
… Signori, penso che, trascinati dalla bile irritata dallo spreco di tanto acciaio-inox, abbiate perso di vista l’assunto principale… il classico spit che non vi fa vedere la scaletta, insomma…
Anche se la colpa non è solo vostra, perché è vero che custu Conca è molto bravo a sviare la discussione su tematiche opinabili e che non stanno in primo piano, ma solo sullo sfondo dello sterile teatrino, a lui funzionale, nel quale riesce a trasformare una buona e inteligente polemica, fatta da gente inteligente… e non parlo solo di me… scherzo… l’aspetto ecologico, quello legale, quello sportivo, non sono i più importanti su cui discutere…
L’argomento più importante, sul quale custu Conca non si è interrogato (e se lo ha fatto non ha ascoltato cosa si è risposto) è il seguente:
come riuscire a giustificare dal punto di vista etico, l’accanirsi ad antropomorfizzare i luoghi, forzardone intrusivamente l’accessibilità e la percorribilità,
solo per agevolarne la fruizione al più ampio publico possibile?
… Perché il tuo accanimento, Conca?
Ero presente a Luogosanto, quando sciorinavi numeri e cifre, mentre abbindolavi amministratori innocenti e non, prospettandogli migliaia di visite, euro a pioggia, posti di lavoro… perché l’intento del tuo discorso, molto ben pronunciato, era quello e solo quello: agganciare il finanziamento.
Ma non hai spiegato il perché, secondo te, e qui mi ripeto, sia eticamente giusto accanirsi a “agevolare la fruizione dei luoghi al più ampio pbublico possibile”…
La risposta che custu Conca non si è ancora dato e che forse non ci darà mai, potrebbe aprire scenari futuri molto inquietanti…
Se tale risposta esistesse e fosse solida e inattaccabile, potrebbe motivare delibere comunali che voi umani non immaginate neppure… se il “più ampio pubblico possibile” non ha le capacità per salire sul Cervino, allora sarebbe dovere della comunità l’antropomorfizzazione di quella piramide con una bella e panoramica ferrata, magari lungo una linea nuova, magari riscaldando pioli e cavi, perchè, si sà, il “più ampio publico possibile” mal si adatta alle avversità climatiche…
… potrebbero cosi essere finalmente giustificati e accelerati gli scempi himalayani, cavalcando il lemma: perché lo vuole “più ampio publico possibile”…
finalmente il “più ampio publico possibile” potrà fruire le grotte che finora, ingiustamente, sono monopolio esclusivo di quegli egoisti degli speleologi…
e rendendo solo un pochettino elastica la definizione di “più ampio publico possibile”, anche le lingue di asfalto potranno fare il loro santo lavoro, permettendo all'”ancora più ampio publico possibile” di fruire di posti che l’egoismo degli escursionisti non lascia loro ammirare attraverso il parabrezza dei loro SUV…
Ma una risposta alla mia domanda, lo so già, custu Conca, non me la darà… ne se la darà.
… e scusate la rima.
Quella risposta non è monetizzabile, interromperebbe il suo “monopolio”, gli impedirebbe di battere il ferro finché è caldo, gli renderebbe evidente la presa in giro che sta propinando a amministratori e ai loro amministrati, come che in Sardegna avessimo ancora bisogno di prove del fatto che il turismo non lo possiamo, né dobbiamo, “sfruttare” imitando malamente modelli che sono falliti dapperttutto, decenni fa, ripercorrendo le stesse orme che da decenni e cifre alla mano, pestano certi imprenditori messianici dello sviluppo economico sardo…
Cambiano i luoghi e gli ambiti, ma il discorso è sempre lo stesso… quella risposta, gli farebbe cambiare traiettoria… e lui, balla, quella non la cambia.
Da facebook, 23 giugno 2016, ore 11.51
Mail temporanee, nomi inventati, nomi doppi che praticamente scrivo le stesse cose, sotterfugi vari.
La CIA intrallazza molto meno.
CHE TRISTEZZA abbiate almeno il coraggio di metterci la faccia in quello che scrivete.
Caro “Piero”, non so chi tu sia, ma sembra proprio che prendi le veci di Corrado Conca pubblicando a tuo nome il commento precedente a questo. Un contenuto identico, anche nell’uso del pronome in prima persona “io”, è stato pubblicato a nome di Corrado Conca su facebook (vedi https://www.facebook.com/corrado.conca/posts/10154279821604595), dunque non capisco proprio il senso di questa manovra.
Che “Piero” sia inventato lo si evince anche dall’uso dell’email temporanea da te usata montain@yopmail.com (un servizio che fornisce appunto yopmail.com (chi altri fosse interessato a questo genere di sotterfugi vada a leggersi le istruzioni in http://www.aranzulla.it/email-temporanea-49245.html).
Entrando poi nel merito del commento, presto pubblicherò una risposta, non so ancora se come ulteriore commento a questo post o dedicandole un nuovo articolo.
Vogliamo dire addio alla Via Ferrata del Cabirol?
Se non dovessero cambiare le condizioni attuali, alla fine non escludo di gettare la spugna e avviare lo smantellamento della Via Ferrata del Cabirol. Si, è vero, mi ha procurato tante soddisfazioni, ma in un bilancio tra i pro e i contro, ultimamente prevalgono questi ultimi.
Prevalgono i contro perché gli attacchi diretti contro di me, sferrati da Mountain Wilderness, dal vecchio alpinista Alessandro Gogna e dal suo delfino locale sono sempre più pesanti. Attacchi diretti, appunto, nei quali pare che l’oggetto del contendere non sia la via ferrata, l’ambiente, la sicurezza o le altre mille scuse che in maniera random diventano di volta in volta il focus, ma piuttosto chi l’ha realizzata.
Competenze e professionalità vengono messe in dubbio quasi più della stessa esistenza della via ferrata. Pare che delle oltre trecento vie ferrate esistenti in Italia questa sia la più pericolosa e anche la più dannosa per l’ambiente. Sul blog di Gogna ne sono state scritte di tutti i colori, falsificando dati, ipotizzando incidenti mortali, millantando frane mai avvenute (tra frana e disgaggio c’è una certa differenza).
In tutto questo marasma parrebbe – dal loro punto di vista – che io sia l’unico a volere questa via ferrata.
Dico “parrebbe” non a caso, perché in realtà so di non esserlo. I messaggi di stima e solidarietà (purtroppo fino ad oggi solo privati) sono numerosi e quotidiani, ma questo – perdonatemi – non basta. A condurre la battaglia in difesa di questo piccolo gioiello dello sviluppo turistico dell’Isola mi trovo da solo. E la vittoria sembra essere a portata di mano di quei pochi che, qui in Sardegna, vorrebbero che le pareti dell’isola rimanessero riservate per i loro giochini da giovane alpinista. Persone animate da gelosia e livore, che lavorano nell’ombra al solo fine di polemizzare e distruggere, non per costruire con gli altri.
Allora, se agli escursionisti sardi non frega nulla di questa via ferrata, perché dovrei essere io a continuare a difenderla? La via ferrata vi interessa? Volete che resti aperta ed accessibile? Allora uscite dalla penombra e ditelo ad alta voce. Ditelo sui blog, scrivetelo agli enti interessati, rivolgetevi direttamente a chi vorrebbe che venisse smantellata.
Provate a leggere il post pubblicato sul blog di Gogna (http://www.banff.it/le-indagini-sulla-via-ferrata-del-cabi…/) e contate quanti sono gli interventi a favore della via ferrata. Pochi. Pochi perché molti di voi non hanno espresso la propria opinione, invece è importante che lo facciate!
Guardacaso sono invece diversi coloro che commentando mettono in dubbio la serietà professionale di chi ci ha lavorato (spesso, aggiungo, senza che nemmeno ci sia informazione o conoscenza diretta).
Quindi, cari amici, o entrate in campo anche voi a difendere questa via ferrata oramai appartenente alla comunità, o dovrò armarmi di smeriglio e chiavi per dare inizio all’epilogo, allo smantellamento.
Prima però, nonostante mi fossi ripromesso di non tornare sull’argomento, voglio dire la mia su molte affermazioni volutamente inesatte che sono state diffuse da Mountain Wilderness con i loro ossessivi comunicati stampa:
– Si parla di violazioni dei divieti di un’area protetta, si citano un sacco di leggi, ma si trascura che La Via Ferrata del Cabirol è lì dal 2000, cioè è stata costruita molto PRIMA che la stessa area diventasse SIC (2005), pertanto non vi erano impedimenti normativi di alcun genere. Si pensi che a tutt’oggi non è chiaro nemmeno agli uffici catastali e demaniali chi sia il proprietario della fascia di falesia interessata, e questo è l’unico motivo per cui l’esistenza della via ferrata non è ancora stata ufficializzata.
– È vero, la falesia è classificata HG4, cioè ad alto rischio idrogeologico ma ci si scorda, anche in questo caso, che la stessa classificazione è stata assegnata in maniera esclusivamente cartografica, cioè senza un vero esame della falesia e soprattutto è stata approvata nel 2006, cioè DOPO la realizzazione della via ferrata. Si noti inoltre, come più volte ribadito, che sulla stessa falesia, con la stessa classificazione, insistono attività turistiche ad altissima frequentazione, come la Grotta di Nettuno con tutta la sua lunghissima scalinata. Pertanto, se rischio ci fosse, si dovrebbe interdire l’intera area a qualunque utilizzo turistico. Per non parlare della infinita quantità di aree HG4 in Italia in cui insistono aree abitate, che nessuno si sogna di sgomberare. Non si capisce quindi come mai una attività come quella escursionistica su una via ferrata dovrebbe essere vietata, quando tra tutte quelle citate è l’unica per la quale è prevista una normale esposizione a rischi insiti nella pratica stessa. Se la classificazione in Hg4 prevedesse lo sgombero e smantellamento di attività preesistenti, allora dovremmo iniziare con tutti i centri abitati costruiti in Italia a valle di una falesia.
– Tutti gli interventi di posizionamento e manutenzione sono stati effettuati esclusivamente da persone abilitate, per legge, a “sistemi di accesso e posizionamento su funi” e, guardacaso, abilitati proprio dal Collegio Nazionale delle Guide Alpine. Chi volesse verificarlo può farlo direttamente presso il CONGAI.
– Tutti i materiali utilizzati sono i migliori esistenti sul mercato europeo (e forse addirittura mondiale) trattandosi di ancoraggi appositamente prodotti dalla ditta Raumer di Schio. Pertanto se la via ferrata del Cabirol dovesse essere ritenuta a rischio per l’uso di tali materiali, lo sarebbero anche tutte le altre vie ferrate europee. Si parla purtroppo con troppa leggerezza di omologazioni, certificazioni, progettazioni, quando per qualunque via ferrata in Italia non è richiesta ad oggi nessuna forma di certificazione. Ripeto: non esistono norme italiane che prevedano la certificazione di una via ferrata, pertanto nessuna via ferrata ha tale documentazione. Chi volesse smentire questa affermazione dovrebbe cortesemente fornire le leggi di riferimento.
– Su tutte le falesie interessate non vi è NESSUNA nidificazione a rischio. Sono state citate una enormità di inesattezze che dimostrano quanta ignoranza e malafede ci sia dietro chi scrive. Sono stati chiamati in causa il Falco Pellegrino (che nidifica altrove), la Berta Maggiore (che non nidifica qui, e che comunque se anche decidesse di farlo, lo farebbe ad una quota non superiore ai 30 metri mentre la via ferrata non scende mai sotto i 100 metri), il Corvo Imperiale (mentre è dimostrabile quanto le coppie nidificanti siano aumentate, passando da una a tre, negli ultimi 15 anni). Ma nessuno si è mai chiesto come mai il Parco di Porto Conte, UNICO ente chiamato a vigilare sulla salute dell’ambiente a Capo Caccia non abbia ritenuto di intervenire. Forse perché non si ravvede alcun rischio per nessuna delle specie rupicole esistenti nell’area? Chi avesse dubbi sulle nidificazioni può rivolgersi, oltre che al parco, direttamente alla sede LIPU di Alghero.
– Le tanto sbandierate frane, riproposte addirittura con dettagliati video, si riferiscono invece ad interventi di disgaggio voluti dagli enti territoriali preposti. Si tratta infatti proprio di interventi di “prevenzione e mitigazione frana” e quei video fanno riferimento ad avvenimenti volutamente provocati, avvenuti sotto lo stretto controllo dei tecnici e delle istituzioni preposte (inclusa l’interdizione temporanea dello specchio acqueo e della via ferrata). Per dirla con altre parole, proprio per via del fatto che ci sono importanti interessi turistici territoriali, quella falesia viene monitorata più di tante altre che godono invece di regolare frequentazione senza nessuna manutenzione.
Chiudo con una domanda sulla questione dell’accompagnamento professionale: siamo davvero sicuri che per guidare su questa via ferrata – priva di passaggi che necessitino l’adozione di tecniche di progressione in corda – situata a poco più di 100 metri sul livello del mare, cioè in ambiente non alpinistico (quindi non definibile “percorso alpinistico”) sia necessaria una Guida Alpina? Cioè, basta il solo fatto che in zona ci sia della roccia a caratterizzare ‘sic et simpliciter’ l’ambiente di lavoro di una GA o non dovrebbe piuttosto essere l’ambiente montano e le tecniche adottate? Se bastasse il solo fatto di indossare un imbrago allora anche nei Parchi Avventura, centinaia in Italia, i ‘clienti paganti’ dovrebbero essere assistiti da Guide Alpine. Quindi? Dov’è il confine tra progressione alpinistica e tutto il resto? Il Cabirol dove si colloca e perché? A titolo di pignoleria vorrei far notare che nella legge 6/86 la parola Via Ferrata non compare in nessun articolo, quindi non c’è un affidamento diretto sulla base della legge quadro. E adesso non venitemi a dire che è assimilabile ad una “ascensione su roccia”, perché durante le brevi tratte di ascensione sul Cabirol la roccia nemmeno si tocca, al massimo si può definire ascensione su gradini.
Infine per coloro che ancora fossero scettici sull’argomento accompagnamento, suggerirei di prendere in esame la classificazione delle difficoltà alpinistiche (oramai più che assodate, anche secondo il Cai), dove il massimo livello ESCURSIONISTICO è definito EEA, cioè dove è necessario l’uso di attrezzature alpinistiche per la protezione dell’escursionista durante la progressione. Stiamo quindi parlando di progressione escursionistica, non alpinistica. Non in cordata, non in montagna.
Ecco che puntualmente, scene viste e riviste 20 anni fa, si ripetono ancora oggi. Qualche “guru” della montagna sicura e illibata, non avendo più in casa propria angoli di roccia privi di segni della presenza umana, decide di contestare uno dei “simboli” dell’escursionismo in Sardegna: la ferrata del Cabirol. Prima di continuare a scrivere, meglio precisare che ci siamo stati, diverse volte… ed è veramente difficile riconoscere le criticità sollevate alla ferrata. Se la Sardegna “alternativa”, quella dei trekking difficili, dei percorsi attrezzati con il minimo materiale, delle vie ferrate, delle vie d’arrampicata è meta di tanti escursionisti provenienti da tutto il mondo non è certo merito dei suggerimenti ricevuti dalle scrivanie dei saggi d’oltremare… ci si è rimboccati le maniche e si è costruito tutto alla nostra maniera, quella Sarda: con rispetto per l’ambiente prima di tutto, in sicurezza e mettendoci denari di tasca! E forse è proprio questo il punto: il denaro! Già proprio quello emerge nella lettera che contesta la ferrata… ovvero, il preciso appunto che vede le sole guide alpine abilitate a chiodare e accompagnare in Sardegna! Questa forte puntualizzazione, ripetutamente marcata, fa nascere il dubbio che in realtà le futili motivazioni ambientali siano solo un maldestro tentativo di mascherare le solite gelosie…
Si legge in un commento riguardo al percorso Selvaggio blu: “Anzi in alcuni tratti si snatura il percorso banalizzandolo..”
La ferrata del Cabirol questa sì che ha SNATURATO una falesia “attrezzandola” (ovvero deturpandola) con delle scalette di acciaio infisse nella roccia e ù cavi laschi.
Ma: in tutto questo chi ci rimette?
La Natura ovviamente. La Natura che da selvaggia si è voluto “addomesticare” a proprio uso e consumo – per soddisfare solamente un “gioco” – per puro “divertimento”.
Caro Giacomo Deiana… ottime considerazioni! Per dirti che è proprio quello cui si sta pensando, leggi per favore http://www.banff.it/accompagnare-in-sardegna/, in particolar modo da “Alcune idee generali” in poi
Ho un pò di paura a prendere parte a questa discussione, però stavo pensando… In Sardegna non c’è la stessa cultura alpinistica che c’è al nord, non sappiamo bene neanche cos’è quest’etica della montagna, siamo in pochi e ancora le nostre falesie non sono intasate ne di gente ne di ferro, non siamo ancora arrivati a metterci il problema, chiedo un pò di comprensione. Dopo di che abbiamo questo magnifico territorio che amiamo e rispettiamo profondamente, l’idea di valorizzarlo, di creare un turismo alternativo (come è stato fatto nella costa est grazie anche agli interventi venuti da fuori), di creare nuove occupazioni in una regione povera, é bellissima. Come possiamo fare? diventare guida alpina non è impossibile, ma penso che sia più difficile per noi che per altre regioni italiane; forse creare una figura riconosciuta che possa lavorare all’interno della regione sardegna porterebbe a una maggiore sicurezza per i clienti, una formazione adeguata (anche etica) per chi vorrebbe lavorare da questo, uno sviluppo che gioverebbe anche alle guide che vengono da fuori. Qualcuno dirà “vatti a fare il corso di guida alpina” ma se il corso non si può fare nella stessa Sardegna perchè non c’è ghiaccio e neve, allora perchè una guida qui dovrebbe saper sciare o scalare una cascata di ghiaccio?
Per quanto riguarda la ferrata penso che già che è là può rimanere, se il problema è dei materiali sbagliati allora sarebbe buono se una figura competente la “revisionasse”, se il problema è etico ( e lo capisco) allora dovremmo smontare tutte le ferrate d’italia. Di sicuro sono contrario alla nuova ferrificazione di falesie pulite. questa è la mia opinione indipendente da qualsiasi schieramento e non sono sicuro che tutto quello che ho detto sia giusto, è la mia riflessione
Finirla con regioni autonome a statuto speciale?? E si consiglia a me di studiare la storia? Ma x cortesia veramente…Ma altro che mezzogiorno di pietra dovreste leggere… in ogni caso la Sardegna può in una certa maniera legiferare autonomamente purché nn emani norme in contrasto con la legislazione nazionale..Quindi qualora volessimo far operare in Sardegna figure diverse dalle GA che qua quasi nn hanno ragione di esserci x una serie di motivi, quale problema c’è? Xche anziché impostare il discorso sull’impedire a figure e persone come quelle di Corrado di operare nn si parla di come Permettere di operare con al più presto modificare una legge che nn permette se nn alle GA di operare? A me pare ridicolo che ad accompagnare delle xsone sul cabirol sia ad esclusivo appannaggio di persone formate per operare sulle Alpi… Ma qua nn si fa altro che dire, chiudere, smontare,impedire,multare e la ferrata ha ú cavi laschi…ecc. ecc. Insomma, qua di costruttivo nn si dice nulla e si cerca di imporre persone e regolamenti che nulla hanno a che fare con il territorio..
“Scusi Sig. Comminetti, consiglia educazione a me e difende il suo collega amico che ignorantemete generalizza sardi=sequestratori??Ma abbia il coraggioblui Fi venire a dirlo di persona.. Il selvaggio blu altro nn fa che il ripercorrere da una parte all”altra antichi camini di pastori e carbonai..quindi mi spiegh,i cosa è stato scoperto che noi sardi nn conoscevamo già? Anzi in alcuni tratti si snatura il percorso banalizzandolo..Quale problema c’è se un sardo difende l’autonomia della Sardegna ottenuta dopo dure battaglie politiche a caro prezzo? Perché Sardegna è regione autonoma è può legiferare su alcune materie specie riguardanti il territorio e la sua fruizione… Quindi nn mi si venga a dire che sono persona astiosa solo Xche infastidito da arroganza esterna di chi veramente crede di venire qua a colonizzare come nel far West e imporre leggi ..”
che la Sardegna sia una regione a statuto speciale è l’ora di farla finita . Stessa cosa vle per le altre regioni a statuto speciale. I tempi sono cambiati e siamo tutti cittadini italiani. Non ci sono italiani di serie A e di serie B.
Nessuno mette in dubbio che Selvaggio Blu lo conoscevano già i pastori e i cacciatori sardi. Certo che sono stati loro a percorrerlo per primi . Ma non sono certamente loro che l’anno fatto conoscere e reso famoso nel mondo.
Molte cime dolomitche e non solo, sono state prima raggiunte dai cacciatori locali ma sono altri che le hanno rese famose alpinisticamente.
Nessuno impone leggi che non siano quelle dello stato italiano. Che valgono per tutti i cittadini italiani.
Se le leggi italiane le devono rispettare i pugliesi, stessa cosa devono fare i Sardi, i Trentini, i Siciliani, i Valdostani, i Friulani.
Scusi Sig. Comminetti, consiglia educazione a me e difende il suo collega amico che ignorantemete generalizza sardi=sequestratori??Ma abbia il coraggioblui Fi venire a dirlo di persona.. Il selvaggio blu altro nn fa che il ripercorrere da una parte all”altra antichi camini di pastori e carbonai..quindi mi spiegh,i cosa è stato scoperto che noi sardi nn conoscevamo già? Anzi in alcuni tratti si snatura il percorso banalizzandolo..Quale problema c’è se un sardo difende l’autonomia della Sardegna ottenuta dopo dure battaglie politiche a caro prezzo? Perché Sardegna è regione autonoma è può legiferare su alcune materie specie riguardanti il territorio e la sua fruizione… Quindi nn mi si venga a dire che sono persona astiosa solo Xche infastidito da arroganza esterna di chi veramente crede di venire qua a colonizzare come nel far West e imporre leggi ..
Caro Marcello,
ti ringrazio per l’intervento fermo ma pacato, che dimostra il tuo equilibrio. Avrei molte cose su cui replicare ed altre su cui discutere ma desidero non farlo qui. Sono invece sempre disponibile ad uno scambio privato, che – ne sono certo – ti farebbe apparire alcune cose sotto un’ottica diversa. Però se puoi fammi un favore, la via ferrata, prima di dire che è attrezzata male, vai a percorrerla, poi accetterò qualunque tua critica (dovresti, per esempio, sapere che la via ferrata ha subito una enorme evoluzione negli ultimi 16 anni, dovuta anche alla inaspettata frequentazione, che sta portando gradatamente alla sostituzione dei cavi “molli” da 8 mm con cavi “tesi” da 12 mm.
Della questione accompagnamento su ferrata avemmo occasione di parlare di persona, e conosco il tuo pensiero.
Per quel che riguarda l’emendamento alla vecchia 6/89 ho avuto modo di partecipare personalmente ad alcune audizioni in parlamento ed ho potuto dire la mia per quanto riguarda le particolarità della sardegna. Spero vivamente che l’emendamento possa passare e che grazie ad esso anche la Sardegna possa finalmente istituire il suo Collegio Regionale, sarei il primo ad esserne felice. Purtroppo ho notizia di almeno due audizioni (tendenzialmente contrarie ad un paio di articoli) che si terranno in questi giorni e che potrebbero comprometterne l’iter.
Sulla questione più ampia della divulgazione del Selvaggio Blu (sul quale in tanti si premurano di alzarsi per dire “io-io”, ignorando una semplice cronologia bibliografica) e su quella della arrampicata SPORTIVA (12mila arrampicatori vengono tutti gli anni a Cala Gonone non certo per le vie trad), ho una mia opinione ma che ritengo inutile inserire in questo tritacarne mediatico nel quale mi ero ripromesso di non intervenire più, ma non potevo ignorare il tuo commento.
Relativamente al fatto che mi esorti a moderare gli animi più focosi, devi sapere che da tempo ho già chiesto a tutti di tenere un linguaggio rispettoso, personalmente non posso fare di più. Posso certamente essere ritenuto responsabile per le mie azioni, ma non anche per quelle degli altri.
Con immutata stima
A malincuore ho visto il video dei percorritori della ferrata dove si vede molto bene che è stata attrezzata senza saperlo fare.
Mi spiace Corrado (credimi che mi spiace davvero dirtelo, ma non posso negare l’evidenza) ma i cavi vanno tesi e non lasciati così molli. In corrispondenza degli ancoraggi si verifica la famosa “legge del fil di ferro” e anche il cavo più robusto a lungo andare si logora per poi spezzarsi. Succede anche su molte vecchie ferrate alpine, non è un’esclusiva di questa. Inoltre gli ancoraggi anche nei tratti orizzontali vanno infissi in numero maggiore per tenere il cavo sempre distante dalla roccia.
Io non ce l’ho con nessuno ma se devo esaminare con occhio critico un operato non posso non vedere certe cose importanti. Quindi un po’ di lamentele sono più che giustificate. Mi spiace molto che i sardi (non tutti per fortuna) si sentano attaccati da chi vorrebbe fare giustizia nella loro terra, ma la NOSTRA terra è tutta la penisola e non devono esserci disparità di trattamento dinanzi alla legge e al buon senso.
I vari Donatelli incazzati si capisce che non conoscono un minimo di storia della loro terra per quanto riguarda l’evoluzione che hanno avuto le attività outdoor negli ultimi anni. Lo ripeto la Sardegna non è il farwest! A Arco o a Finale Ligure, aree che vivono di turismo outdoor e che sono in Luguria e in Trentino, esistono regole e leggi che tutti rispettano, per questo tutto funziona. Il fatto che la Sardegna sia un’isola non giustifica nessuno a fare i propri comodi. Io quando vengo in Sardegna mi comporto da persona civile e rispettosa e credo nel mio piccolo di avere fatto qualcosa di buono anche per chi come te vive di turismo outdoor. Dai sardi ho anche imparato molte cose che sono tra le più vive e importanti che porto nei miei sentimenti e nel mio bagaglio di esperienza di vita e di…Supramonte.
Io so che tu sei una persona colta, capace e intelligente, quindi dovresti calmare gli animi dei Donatelli di turno che non ti aiutano di certo a districarti dal ginepraio (e lì di gineprai siete i massimi esperti) in cui vi trovate.
Io spero che la ferrata del Cabirol non venga smantellata ma quando vicino a casa mia hanno smontato la Pertini, che pure era apprezzata e faceva scendere lacrime di gioia a chi la percorreva, ecc. ecc, ho capito che non poteva esserci e tutti (quasi) ce ne siamo fatti una ragione.
Le guide alpine non sono gli orchi che in molti vedono. Anche noi ci siamo fatti il mazzo per diventarlo e ci è pure costato un sacco di soldoni. Nelle Regioni e Provincie autonome però i corsi li hanno pagati queste ultime e i partecipanti non hanno sborsato una centesimo. In Sardegna potrebbe succedere lo stesso, immagino.
Dai, speriamo che l’emendamento della 6/89 vada in porto così diverremo tutti colleghi e, come recita lo statuto internazionale dell’UIAGM/IFMGA ogni guida ha il diritto/dovere di aiutare i propri colleghi di ogni parte del mondo. E noi che siamo nello stesso paese a un’ ora di aereo? Che facciamo ci scanniamo? Sediamoci semmai a un tavolo e discutiamone civilmente guardandoci in faccia, senza nomignoli e falsità. Almeno, io la vedo così. Un abbraccio. Marcello
Donatello i tuoi “consigli” sono sempre bene accetti.
Grazie !
Mica mi guasto il sonno per un vaffa…..
Mi raccomando, leggi “Mezzogiorno di Pietra” che ti fa bene.
Poi ti consiglio di leggere anche un pò di Codice Civile ed anche quello Penale.
Sia. Benassi, stesso consiglio dato al michelazzi…
Visto che la legge è italiana, pur vivendo sulla nostra isola, facciamo un punto sulla situazione.
Ho dato un occhiata alla legislazione sul lavoro relativa all’argomento.
In effetti l’abilitazione di legge per i lavori in quota (lavoro su fune) ti abilita all’esecuzione di lavori in parete. Ricordate bene però questa parola: ESECUZIONE.
Sempre secondo le leggi sull’argomento, i lavori devono essere realizzati sempre in coppia, con uno dei due che, avendo effettuato il corso di preposto, riveste il ruolo di capo squadra.
Nei casi in cui siano previsti dei tratti di arrampicata per posizionare le funi (traversi o salite) viene indicata come necessaria nella squadra anche la figura della Guida Alpina.
(In questo caso quindi l’abusivismo si potrebbe configurare non solo nell’accompagnamento ma anche nella realizzazione dell’opera)
Bisogna anche ricordare che l’abilitazione può decadere se non vengono seguiti i corsi di aggiornamento.
Ma la PROGETTAZIONE è tutta un’altra cosa. Chi progetta opere di questo tipo deve seguire degli studi appositi. Non è semplice: c’è da decidere tenuta/reazione alla fatica e tipologia dei materiali, avere conoscenza dell’iter progettuale e delle normative da seguire ecc.
Se l’autore non è un ingegnere iscritto all’albo, giusto per fare un esempio di chi è realmente abilitato, anche in questo caso si configura un altro abuso di professione.
Viste le normative infrante sinora si può supporre che l’autore non fosse assolutamente a conoscenza di molte di quelle cose basilari di cui un progettista abilitato è al corrente.
Ricordiamoci che chi percorre certi itinerari non è spesso in grado di valutare come è stata realizzata l’opera e ci si avventura …riflettiamo sul fatto che qua ne và della vita delle persone!
Aggiungo che la RAUMER, contrariamente a quanto ha asserito qualche sostenitore, non fabbrica barre da armatura per ferrata (stessa tipologia dell’ancoraggio che si è spezzato), in acciaio AISI 316L marino, l’unico veramente resistente alla corrosione marina. E’ quindi impossibile che quelle della ferrata del Cabirol lo siano.. o dobbiamo supporre che siano state fatte artigianalmente da qualche tornitore o fabbro della città più vicina?
Verifichi pure, chi vuole. In effetti creare “rumore” e dare falsa informazione per nascondere la verità è una vecchia tecnica 😉
Da alcuni commenti si evince chiaramente che la ferrata crea nervosismo in qualcuno e quindi non è terapeutica.
Non sarebbe il caso di valutare benino e prendere in considerazione il fatto di smantellarla e ripristinare tutto come madre natura ha fatto?
Sig. Donatello, si legga “Mezzogiorno di Pietra” . Un pò di conoscenza storiaca non guasta per capire da dove siamo arrivati e dove stiamo andando.
Inoltre il prosciutto si mangia . Non si mette su gli occhi.
Un altra valanga di cazzate..Fate una cosa..Nn veniteci in Sardegna…Fate un favore a tutti noi Sardi… Andate ad esplorare da alte parti.. Michelazzi le consiglio di andare a quel paese…
Mezzogiorno di Pietra
“La,Sardegna deve il suo turismo a Gogna?? Vie alpinistiche in Sardegna?? ”
Caro Donatello, forse non solamente a Gogna.
Magari anche ad un certo Marco Bernardi, ad un certo Maurizio Zanolla in arte Manolo.
Tanto per citarne altri due che in tempi remoti assieme a Gogna hanno esplorato il mondo verticale della Sardegna.
Donatello, facilmente reperibile il nome per esteso, ma che qui non ha il coraggio di offendere minacciare e firmarsi in toto…
Per fortuna che in Sardegna ho conosciuto persone che si distinguono da questo tuo arrogante e maleducato modo di essere e che immagino ti sputerebbero addosso per come stai rappresentando i tuo corregionali.
Le risposte le hai avute ma bisogna anche aver imparata a leggere per capirle non solo cliccare tasti.
Ti ricordo che la minaccia è punita coll’articolo 612 c.p. che l’IP è rilevabile facilmente e che qui non puoi cancellare come su fb.
Saluti
Egregio Sig. Donatello, perchè SELVAGGIO BLU l’avete portato alla conoscenza del mondo voi sardi??
Ma fammi il piacere…..
E visto che questo non é un confessionale, si firmi per esteso come fanno le persone che non temono di sostenere posizioni che a volte sono anche molto, molto scomode. Dimenticavo: peace and love!
Sig. Donatello, mi spiace per lei ma Michelazzi ha ragione.
Guide Alpine e appassionati in genere che hanno frequentato e frequentano la vostra meravigliosa isola, lo hanno sempre fatto con rispetto e coscienza e sicuramente hanno contribuito allo sviluppo dii un turismo che prima non esisteva. Ricordo stagioni turistiche che duravano 2 mesi l’anno in località dove ora durano 9 e anche 10 mesi. E parlo di turisti-escursionisti e arrampicatori, cliclisti, ecc.
Turisti silenziosi e soprattutto rispettosi che si sono mossi verso l”isola anche dopo le pubblicazioni di Gogna e,aggiungo senza vergognarmene, anche mie!
Non è sempre così, ma purtroppo vedo che a livello locale si incentivano semmai su larga scala fuoristrada e motociclismo. Troppo facile e distruttivo, mi creda.
Le persone astiose e disinformate come lei non fanno bene a una terra che ha delle risorse che potrebbero e dovrebbero essere godute rispettosamente da chiunque mentre i sardi potrebbero (e in molti,lo fanno) impegnarsi a sviluppare dei modelli turistici basandosi anche sugli ERRORI dei continentali.
Corrado Conca io lo conosco e ne riconosco le qualità di accompagnatore e divulgatore, ma anche ne vedo i limiti legali dovuti a ció che dice la legge italiana. Punto.
Se vado in moto senza casco in Sardegna vengo multato come lo facessi a Bologna, per fare un esempio elementare.
I passi legali per costruire e fare riconoscere una figura professionale adatta alla Sardegna e al resto dell’Italia (perché siamo italiani, non dimentichiamocelo) con le stesse problematiche, li sta facendo proprio il Collegio Nazionale delle Guide Alpine semplicemente perché é l’organo piú competente in materia che possa collaborare col legislatore. Mica parlo di associazioni, unioni varie e parrocchiette nate al solo scopo di aggirare leggi esistenti o di sedersi nei “vuoti legislativi” così cari e purtroppo frequenti nel nostro bel paese, ma di un organo professionale e giuridico riconosciuto da decenni dallo Stato.
Le minacce di lei e gli altri suoi simili lette qui, suonano tristemente come proclami leghisti di bassa lega (e scusi la ripetizione) e vanificano l’opera di chi nella sua terra si dedica alla sua protezione guardandosi intorno e non scimiottando esempi di sottocultura turistica falliti già altrove da anni a livello di rispetto ambientale sostenibile in relazione a forme di turismo attuali? Io vivo nelle Dolomiti e so bene di cosa parlo. Ah, faccio anche la guida alpina, ma in Sardegna sono cresciuto e maturato in anni di vita e ci torno appena posso perché la amo e se sarà il caso la difenderò anche da quelli che esaltano la disinformazione a favore dell’arroganza sostenute da chiacchiere da bar e nulla più. Mi dispiace ma è cosí, ci pensi assieme ai molti che qui hanno parlato a sproposito e già che c’é impari anche l’educazione.
Ma veramente l’Alpinista Gogna si fa’ difendere e fa parlare in sua vece un imbecille maleducato del genere??
Michelazzi sei proprio ignorante …assoggettare la Sardegna a isola di sequestri e sequestratori…Guide alpine che hanno scoperto montagne e passaggi?? Sardi che nn capiscono E nn conoscono orizzonti?Guide alpine che lavorano qua?? Ma che cazzo stai farneticando?? La,Sardegna deve il suo turismo a Gogna?? Vie alpinistiche in Sardegna?? Comense qua le persone nn capiscano un cazzone niente…Ma,questa è idiozia allo stato puro…Ma di cosa veramente vogliamo parlare,discutere,ragionare…. Presentati quando arrivi in Sardegna e magari prova ad asserire le cose che scrivi a parole un po’ in giro… Sonoo sicuro ti sarà riservato adeguato trattamento al maleducato ignorante che sei…
Donatello, il tuo scritto non fa altro che confermare pienamente ciò che ho affermato e non mi dilungo a spiegare perché, come detto si dovrebbe leggere prima di scrivere o almeno sarebbe prassi che comporta una cognizione di ciò che si vuole dibattere…
Tanto per capirci bene e visto che io non sono sardo, ma neanche padano e quindi certi atteggiamenti da leghista isolano mi fanno ridere, se non ci fosse stato Gogna a esplorare i monti sardi qualcosa come 40 anni fa più o meno, a scoprirne le potenzialità alpinistiche ed a esportarle nel mondo con diverse pubblicazioni, e dico mondo non solo Italia, non so quale immagine potrebbe avere oggi la Sardegna, visto che all’epoca era nota universalmente per essere terra di sequestri di persona e gestita per benino dall’anonima sequestri sarda (non so quanti anni hai e forse ‘ste cose non le sai o le hai dimenticate?) che immobilizzava completamente ogni possibile evoluzione in positivo. Non che Gogna abbia fermato la cosca, quello l’ha fatto lo Stato, ma al contempo lui ha contribuito a cambiare registro portandolo verso un turismo che oggi riempie diverse tasche… e si vede dagli interventi… e pensa… non si è mai perso… anzi ha segnalato nuovi orizzonti che i sardi nemmeno immaginavano esistessero… eppure è una Guida Alpina com’è che la macchia mediterranea non l’ha fagocitato???
Ricordo ancora che percorsi oggi divenuti famosissimi come per citare il più famoso, Selvaggio Blu, non sono stati certo scoperti dai sardi che anzi, agli inizi hanno ostacolato con vari furtarelli e dispettucci vari chi vi si avvicendava ed è stato portato alla ribalta, guarda caso, sempre dalle Guide Alpine, che ancora oggi ci lavorano, contribuendo a migliorare l’economia locale con afflussi di turisti da tutto il mondo.
Potrei citare ancora moltissimi casi ed episodi ma questi, ad uno che considera idiota un articolo di denuncia pubblica, facciamo che gli possono bastare, tanto se non si rende conto con questi esempi eclatanti non si renderà conto mai nemmeno se glieli fai toccare con mano. Idem per i sostenitori.
L’ho già sentita altrove, nel continente: padroni a casa nostra!
Sottoscrivo ogni singola parola di Donatello e siccome abbiamo già detto tutto aggiungo infine solo una battuta di COMIX su una bellissima professione che ammiro tanto, soprattutto se condotta con grande umiltà:
Una Guida Alpina incontra DIO e rivolgendosi a lui gli dice:
“Sai che differenza c’è tra te e me?…tu non sei anche Guida Alpina!”
Ah.. Michelazzi.. mi scusi, ma di ignoranza mista ad arroganza e velleità di conoscenza Dell’ambiente sardo ne vedo tanta da parte sua.. Lasci perdere… Si limiti a quello che conosce..è un consiglio… Ribadisco invidia nei confronti della Corsica e del carattere dei corsicani…Da loro si abbiamo da imparare … Sia come fruizione e sfruttamento del territorio sia sul modo di gestire i punti di vista degli estranei…
Michelazzi, ma Veramente anche Corrado ha portato via della parete quintali di spazzatura lanciata dalla base militare soprastante.. Siccome si fa riferimento ai materiali spit e cavi piantati sulla roccia mi trovi un alpinista che nn abbia lasciato spit chiodi e altri materiali su una parte alpinistica..
Il fatto è che nn si capisce perché richiamare attenzione in maniera sensazionalistica e idiota su una piccola ferrata fatta meglio di tante altre, pericolosa meno di tante altre e che nn crea danni ambientali maggiori di tante altre..Xche puntare il focus della.magistratura che potrebbe intraprendere una azione legale nei confronti del suo esecutore dando inizio ad un percorso giudiziario che potrebbe levare anni di vita a chi ne è vittima…Corrado ha detto che piuttosto smonta tutto e fine dei discorsi..chi ne piange sono tutti i suoi fruitori che continuano a vedere pretestuose le accuse mosse alla ferrata che altro nn mascherano se nn il fastidio da parte di una corporazione che si arroga il diritto di esclusiva Dell’attività accompagnatoria per giunta in una terra dove le guide alpine si smarriscono…
Caro Giovanni, in merito all’accompagnamento hai centrato in pieno la questione…
aggiungerei…:
dopo l’uscita della legge 20/2006 le cangianti situazioni di politica locale sarda hanno impedito di legiferare adeguatamente in materia e guarda caso quei cattivoni delle Guide Alpine che vogliono rubare il territorio, stanno gestendo una modifica alla L.6/89 che darà possibilità ai sardi, ma non solo a loro visto che riguarderà diverse regioni italiane, le quali ospitano ambienti montani ma fanno difficoltà a creare curriculum ed esperienze valide per l’accesso ai corsi di Aspirante Guida Alpina (primo livello professionale)…
Sarebbe interessante che la gente cominciasse a chiedersi di chi sono certe responsabilità e non sparare a zero su chi invece, di tasca sua (ricordo che il CONAGAI collegio nazionale delle guide alpine italiane, non percepisce nessun contributo ed è totalmente autofinanziato!!!) spende per migliorare la condizione non solo lavorativo/professionale ma anche quella di certezza per l’utente finale!!!
La legge regionale della Sardegna n.20 del 18/12/2006, che regolamenta le attività di accompagnamento, istituisce la guida ambientale escursionistica ma questa figura non è abilitata ad accompagnare in ambienti complessi che necessitano l’uso di corde ed attrezzature alpinistiche. Per fortuna direi, visto il rischio che si potrebbe correre come clienti andando con persone non preparate tecnicamente.
La legge istituisce anche la guida turistica sportiva. In seno a questa identificava la figura della Guida montana che sarebbe dovuta essere formata dalle Guide Alpine.
Purtroppo questa figura non è mai nata, perciò le uniche abilitate, attualmente, a lavorare in questo settore (calate su corde, arrampicata e quant’altro) sono le Guide Alpine (L.6/89).
Quindi se dov’essere cadere ad un cliente un sasso su una spalla o sulla testa, bisogna riflettere sul fatto che non solo l’assicurazione non paga ma la guida non abilitata rischia di finire in galera.
Non fidatevi dei “sentito dire” ma andate a leggerle le cose. Ci si impiega un pò piu di tempo ma alla fine si ha la visione piu chiara delle cose.
In realtà difendersi con “sono tutti invidiosi di me” lo trovo semplicistico soprattutto quando tutti i fatti sembrano andare in una direzione chiara. Non so voi ma credo che sia giusto che la legge sia uguale per tutti, nessuno escluso, anche se simpatico e in gamba.
Se il Sig. Conca e la sua ferrata sono veramente a posto non vedo cosa abbia da temere e del perchè stia richiamando così tanto l’attenzione. La professione si legittima non con le opinioni ma con le leggi in vigore. In bocca al lupo!
Barbara Ibba siccome mi hai citato ti rispondo per come la vedo personalmente:
L’articolo riporta alcuni interventi fatti dalle organizzazioni MW e GIG, mette in relazione alcuni articoli apparsi peraltro anche su quotidiani sia cartacei che on-line ed ovviamente i titoli che ti danno fastidio, credimi che danno fastidio anche a me, visto che sono sensazionalistici oltre misura, ma tant’è oggi l’uso su argomentazioni montane o outdoor in generale, e certamente non è responsabilità di chi riporta se un titolo sia più o meno eclatante ma importante è il contenuto.
Se sia a norma o meglio, costruita a regola d’arte la ferrata e se rispetti il posizionamento sul territorio in base alle caratteristiche di area protetta e geologicamente a rischio, spetta agli entri incaricati rilevarlo ed in ultima battuta al magistrato archiviare o mandare avanti il procedimento. E l’articolo non riporta alcuna considerazione sul colpevole o innocente, poi le considerazioni personali che chiunque può fare rimangono tali e non vanno né andranno a pesare sull’inchiesta ,che viste le mozioni presentate presumo sia d’obbligo, quindi saltare dentro al blog a piè pari, scatenati da chissà quale opinione evidentemente imbeccata (facebook lo leggo anch’io… 😉 ), visto che su tutti gli interventi forse saranno 3 o 4 che riferiscono all’articolo dimostrando di averlo letto, beh… fa un po’ pensare, non credi… , su chi sia a sentirsi in torto e tenti di scatenare la catastrofe nucleare (paradosso ovviamente esagerato e sdrammatizzante…)? Sperando magari in questo modo di scamparla e urlando contro una caccia alle streghe che non c’è, visto che gli ambiti di discussione sui reati penali ( in questo caso articolo 348 c.p.), sono altri e non certo il blog dove si possono esprimere delle opinioni ma certo non emettere sentenze…
Il tuo intervento a mio personale parere è stato interessante e se pure ci possano essere delle discordanze mi fa piacere poterne discutere, come con altri che sono intervenuti (ben pochi purtroppo)… poi in mezzo c’è un abisso senza fondo che ti viene da chiederti…: No! E’ meglio non farsi domande…
Caro Alessandro Gogna, comunque la si giri il punto è che non c’è nessuna orchestra diretta. Di conseguenza sentirsi dire che si è diretti da qualcuno non è rispettoso in quanto liberi di pensare, valutare ed esprimerci. Tutto qui.
Sul fatto poi che alcune persone si siano espresse con modi inappropriati non c’è nessun dubbio. Almeno in questo concordo con te.
Concordo con Michelazzi per quanto asserisce nel suo commento del 20/6/16.
Nessuno penso volesse mettere in discussione Gogna come Alpinista e per i suoi meriti nella difesa degli ambienti montani.
Ma trovo assolutamente fuori dal contesto alcune asserzioni contenute nel blog.
Come è fuori dal contesto citare nei link correlati: Buca le falesie del Parco Regionale di Porto Conte. Slackliner denunciato!
Come si trattasse di un minestrone, dove aggiungiamo gli ingredienti più disparati dimenticati nel frigo.
Ed ancora citare l’inadatto titolo: Drammatica caduta del blocco di roccia pericolante sulla Via Ferrata del Cabirol, il video
Quindi mettere in sicurezza una parete è un evento drammatico, o forse a renderlo drammatico è stata la metodologia di disgaggio utilizzata.
Le pareti e le montagne, in quanto tali, sono in continua mutazione essendo soggette agli agenti atmosferici e al tempo. Gran parte delle pareti e delle montagne sono a rischio per chi pratica arrampicata, alpinismo, trekking e cosi via.
Da ignorante mi chiedo: davvero il Cabirol si trova in una zona a cosi alto rischio se messa al confronto di tante altre vie in giro per l Italia?
Davvero disturba più di altre la nidificazione di quella e quell’altra specie?
La ferrata è li ormai da anni.
Questi criteri sono sicuramente imprescindibili nella realizzazione di nuove vie, di nuove ferrate.
Non nascondo che il mio pensiero è comune a quello di altri, che ritengono non si voglia colpire la ferrata in sé.
Fatte le dovute indagini mi auguro non venga preso nessun provvedimento in merito alla via ferrata del Cabirol, che da ignorante ritengo sia sicura, manutenzionata e rispettosa dell’ambiente in cui è inserita da svariati anni.
Sono molto dispiaciuto e preoccupato per quanto sta succedendo.
Quando c’erano situazioni poco chiare, e non capivo bene cosa fare, mio nonno mi esortava ad andare oltre la parte emozionale e a leggere attentamente ogni cosa e valutare chi poteva guadagnarci veramente.
Se leggete quanto comunicato dal Gruppo di Intervento Giuridico e dalla Mountain Wilderness noterete che non c’è scritta da nessuna parte la richiesta di chiudere la ferrata … chi vi ha detto questa fesseria?
Posto che le associazioni ambientaliste non ne hanno fatto espressamente richiesta.. per quale motivo gli enti dovrebbero fare chiudere la ferrata?
Quanto si dovrà attendere per una bella ferrata sull’Aguglia di Goloritzé? Lì manca il parco giochi!
Sig. Roberto Concas del TROIAIO della funivia skyway del monte bianco, su questo blog si è detto di tutto. Prima di scrivere vada a leggere!
Quanto al paragone con le Dolomiti vi ha risposto bene Luca Visentini che conosce molto bene questi luoghi.
Le Dolomiti sono state sputtanate e ridotte ad uno stupido ed irrispettoso luna park verticale dove la gente gioca a sentirsi dei RAMBO.
Volete fare la stessa cosa con la vostra bellissima Sardegna? Volete anche voi sentirvi dei Rambo su pareti a strapiombo?
Bene accomodatevi.
Le lacrime possono essere di gioia ma possono anche essere amare…di delusione…
Leggere la sfilza di interventi da supporter calcistici stile hooligans fa piangere… ma sull’istruzione italiana che evidentemente sta cannando da diversi decenni…
Passi per le illazioni stile: noi che sappiamo… (fanno sorridere… ), passi per quelle sulla professionalità, oltretutto specifica (vorrei vedere , quanti davanti un ad un problema medico si rivolgerebbero allo sciamano di turno definendolo professionale…), passi per un lessico a volte inquietante (si sa che scrivendo di getto e magari con rabbia gli errori possono esserci…)…
Ma di cazzate tipo in Sardegna possono lavorare solo i sardi, pensate alla skyway (5 e dico 5 articoli in proposito: http://www.banff.it/?s=skyway&cat=1), pensate alle Dolomiti (http://www.banff.it/ferrata-pertini-addio/ … il caso risulta piuttosto simile al Cabirol… ma in Dolomiti abbiamo compreso piuttosto velocemente che non era contro qualcuno ma per una questione di LEGALITA’… da queste parti ci teniamo molto e gli abusivi li seghiamo sul nascere perché sono ILLEGALI e non ci piace visto che malgrado ciò che si dice la legge ITALIANA viene rispettata sempre e comunque!), varie illazioni su Gogna… tanto per capirci… il sig. Gogna era tra i promotori e fautori della pulizia del canale della S’cesora in Marmolada (DOLOMITI!!!) a pulire tonnellate di merda sospeso a mille metri di altezza e a denunciare le funivie Marmolada quando molti di voi neanche sapevano che esistesse una regione (in senso geografico) chiamata Dolomiti!!! Era appeso assieme a Reinhold Messner sui cavi delle caravelle del Monte Bianco a denunciarne l’inutilità ed il dissesto ambientale, quando molti di voi erano ancora una probabile idea di nascita… ! Va bene l’ignoranza che l’istituzione scolastica evidentemente non ha assolto come credeva (non caso ci siam sorbiti un ventennio gestito da un pagliaccio da circo grazie a questo…) ma quando è troppo è troppo!
Ho diversi amici in Sardegna che lottano oltretutto per causa collettive importanti, gente che si è fatta pure sparare per amore della propria terra ed a loro non posso che dire GRAZIE, come italiano perché un passo avanti per migliorare un piccolo posto è un passo avanti per migliorare tutto, ma a chi sostiene certe tesi… evito di commentare questa mia ultima affermazione…
PEACE AND LOVE!
“la via ferrata di Capo Caccia è un simbolo della Sardegna che pratica turismo ambientale e sostenibile non abbiamo bisogno di persone incompetenti che ci parlano di sic ,di rischio frane o di punti dove i rapaci nindificavano chissa quando, per non parlare dell’impatto ambientale che da canoista sfido chiunque a identificarla dal mare perchè non parliamo dell’impatto della funivia skyway vabbe’!!!!!poi leggere di confronti tra le miniere e le ciminiere che deturpano al nostra terra non si può per favore si può respirare anche senza articolare la lingua se poi si conclude sulle competenze di Conca rispedirei tutto al mittente.
“la via ferrata di Capo Caccia è un simbolo della Sardegna che pratica turismo ambientale altamente sostenibile con impatto ai minimi da canoista sfido chiunque a vederla dal mare se non si sa che esiste, abbiamo sempre bisogno di qualcuno competente????? che ci dica cosa fare su sic , su rapaci che non nidificano da anni per non parlare dell’ impatto ambientale che ci parli dell’ impatto della funivia skyway del monte bianco impatto 0, Poi leggere che una Guida Come corrado Conca non abbia i requisiti fa veramente piangere , la chicca poi è leggere che qualcuno confonde la ferrata con i danni di miniere e forni di portovesme,ottana, ma non fatte paragoni stupidi e alla nostra terra cerchiamo noi di protegerla e viverla .
Le Dolomiti non fanno testo, in questo senso, perché a furia di simili e altre opere artificiali le hanno fatte diventare un Luna Park.
Il sig. (!) Gogna pensando di mettere una pietra tombale alla discussione non riesce a far altro che continuare a citare norme varie sull’attività delle guide ambientaliste e/o alpine; peccato che in tal modo non faccia altro che confermare quanto è ormai evidente a tutti e cioè che la questione è proprio quella: l’attività di Conca. Perché non prova (tentare è sempre lecito) a smontare le considerazioni dei molti esperti (diversi geologi, per esempio) che hanno minato in modo definitivo le tesi abborracciate dell’articolo per quanto riguarda la sicurezza in montagna e le problematiche ambientali? Capisco che risulti un tantino difficile per chi risolve la questione generale dicendo “le Dolomiti NON FANNO TESTO”. L’ha deciso lui, ovviamente; la legislazione che vada a legiferare altrove, please……
No.. free solo in scarpette nn va bene….c’è la gomma delle scarpe che viene lasciata sulla roccia..la rovina.. e poi spaventi gli uccelli che si suicidano appena ti vedono..
Quanta ignoranza! Le battaglie contro le vie ferrate, guarda caso, vengono fatte da chi NON conosce di cosa si tratta, e NON sa nulla di quanto rispetto noi che andiamo in montagna da più di un quarto di secolo abbiamo per l’ambiente che ci accoglie. Ho percorso la via ferrata con amici e conoscenti almeno una decina di volte, con maggiori o minori conoscenze tecniche, e l’ho apprezzata nel suo modificarsi nel tempo. La trovo un gioiellino, piccola, fruibile e sicura, adatta al grande pubblico e spettacolare, del tutto paragonabile a quelle bellissime che costituiscono motivo di crescita economica in Corsica, e da noi inutilmente e stupidamente demonizzate
Il “free solo” sarebbe veramente un punto di partenza. Impatto ambientale zero.
Se verrà smantellata la ferrata si potrà sempre arrampicare in “free solo”:
http://www.banff.it/wp-content/uploads/2016/06/ClimbingGirls-15-climb-girls-920-16-600×839.jpg
Quale sforzo permettere di replicare ad un pensiero scritto sul web in un blog..tantopiu’ se si tirano in ballo altre persone e patrimoni fruibili da tutti ….dovrebbe essere normale poter replicare … In ogni caso qua nn hanno replicato pecore… Ognuno ha espresso liberamente il proprio pensiero e mi pare x la maggior parte in contraddittorio con quanto scritto dal Sig. Gogna…Io spero vivamente che nn si arrivi a smontare la ferrata… sarebbe veramente un punto di nn ritorno..
Sig. Vinci , il sottoscritto non fa parte di nessuna orchestra !! E che lei scriva che Alessandro Gogna è un direttore di orchestra e che quindi sottintenda che ci dirige tutti…E’ BENE CHE SE LO RIMANGI !!
Alessandro è solamente una persona che ha scritto quello che pensa e che inoltre e sopratutto senza censure!! , da la possibilità a tutti noi di esprimere la nostra opinione su questo blog che è cosa sua. Ne mia, ne vostra. Ma sua!!
Ricordatevelo!
PECUNIA…OLET
Questa è una strana brutta storia, fatta di denunce, accuse, tentativi di manipolazione della pubblica opinione, su cui forse sono già state spese troppe parole.
Nata con delle accuse che si sono tinte dei più alti ideali, nei colori della difesa dei diritti, delle persone, dell’ambiente, ma che purtroppo come spesso accade, si sono dimostrate palesemente quello che in realtà sono. Non la difesa di principi, ma qualcosa di molto, molto più materiale.
Nessuna difesa dell’ambiente,
Nessuna difesa di animali,
Nessuna difesa delle piante,
Nessuna difesa della sicurezza,
Nessuna difesa sulla “regola d’arte”,
Nessuna difesa sull’utilizzo di materiali idonei,
Nessuna difesa dell’incolumità delle persone,
Solo ed esclusivamente la difesa di una Corporazione, esplicatasi, (grazie anche ad un “local”) attraverso l’attacco personale e mirato alla diffamazione attuata mezzo stampa/web. Questo si un tentativo di orchestrare qualcosa, questo si un tentativo cinico di mettere alla gogna una persona nel tentativo (vano) di modificare l’opinione delle persone.
Ognuna delle accuse che ha fatto qui, sono cadute, essendo state smontate pezzo a pezzo dai commenti indipendenti e ragionati che si sono avvicendati in questo Blog, ma ovviamente, non essendoci argomenti validi per ribattere, non sono state prese in considerazione, perchè l’unico vero obiettivo a cui pare lei tenga tantissimo, (aldilà dei nidi..) riguarda l’accompagnamento a pagamento su terreno impervio.
Ultimo, ma non per importanza le dico che l’unico vero disagio è il nostro, quello dei sardi, nel sentire dalle sue parole, che giudizi e commenti sarebbero orchestrati (forse c’è chi è in grado di comunicare solo con quel chiodo fisso..).
Forse crede di essere bravo con le parole, ma non lo è così tanto in realtà, visto che afferma e dice più di quanto non vorrebbe, ritenendo implicitamente tutti noi incapaci di un pensiero libero, scevro da condizionamenti.
Dispiace Sig. Gogna perchè ammiro veramente quello che lei è stato, ma oggi si rassegni…non è più un bravo Direttore d’Orchestra
cara Barbara Ibba, in un’orchestra c’è un direttore e ci sono più o meno tanti musicisti. Se questi sono bravi, se sono ben diretti e soprattutto se si esprimono coralmente allo stesso tempo, al direttore vanno tante lodi. Che male c’è? Dove è il mio poco rispetto?
E in più: converrai che molti commenti (quelli sì) sono stati assai poco simpatici e poco rispettosi nei confronti di coloro che come me (e forse per il momento pochi altri) hanno voluto esprimere il proprio parere.
Dopo un tale DILUVIO ORCHESTRATO di pareri favorevoli ……
Ciao Alessandro, questo tuo esordio non è proprio simpatico e rispettoso nei confronti di chi ha volutamente e volontariamente espresso un suo parere sull’argomento.
Vorrei fare una considerazione/domanda:
in caso accadesse (speriamo mai) un malaugurato incidente a qualcuno mentre percorre la ferrata, dovuto ad un distacco di roccia per frana, distacco e rottura di un ancoraggi/cavi acciaio/scalette dalla roccia chi è il responsabile?
Voglio dire anche questo:
tutti voi state accusando Alessandro Gogna di cosa?? di esprimere la sua contrarietà su una ferrata.
Ma non mi sembra che Alessandro vi stia impedendo di espremere la vostra di opinione.
Quindi datevi una regolata nello scrivere certe accuse su Alessandro. Solo per il fatto che vi permette di scrivere quello che pensate dovreste vare un certo riconoscimento nei suoi confronti.
Caro Donatello sono istruttore di alpinismo del CAI dal 1984 , sono stato per 20 anni nel soccorso alpino e dal 2000 sono nel Club Alpino Accademico Gruppo Orientale.
NON MI SONO MAI FATTO PAGARE!!
Quello che ho fatto da una vita nelle scuole di alpinismo del CAI l’ho fatto per pura passione e altruismo.
Credo di avere certe capacità ma non mi sono mai presentato come un professionista , perchè non lo sono! E non mi interessa di esserlo.
I professionisti sono altri.
Caro Sig. Donatello con la storia delle regioni a statuto speciale è l’ora di farla finita!!
Siamo tutti italiani e di speciale non c’è nessuno!!
Voi Sardi avete dato tanto? si è vero avete dato tantissimo! Ma questo non giuistifica che potete fare quello che vi pare. Come non lo giustifica ai Siciliani, come hai Toscani o hai Lombardi.
Invece in Italia tutti facciamo di tutto per sputtanare un territorio che ci invidia tutto il mondo.
Sig. Benassi. Andiamo avanti allora..Facciamo che ognuno è libero di andare e circolare dive gli pare ,dive ognuno è libero di percorrere una ferrata per i cazzi suoi con chi chi gli và di farsi accompagnare senza dover per forza chiedere ad un membro di una corporazione di essere accompagnato e dover pagare tale servizio a peso d’oro… Oppure perché molti si oppongono affinché si liberi un settore dove tante figure intermedie opportunamente formate possono operare ,quella della guide escursionistiche su roccia o maestri di arrampicata,anziché esserci una sola figura che nn permette ad altri di fare ciò ? Il medievale è lei!
“la via ferrata di Capo Caccia è un simbolo della Sardegna che pratica turismo ambientale, se poi si vuole dire che il signor Conca non ha i requisiti sulla legge 6/89, rispediamo al mittente, ricordiamo che in Sardegna abbiamo l’albo regionale delle guide GAE, e che una legge regionale sul turismo dell’assessore Frongia Roberto (inizio anni 2000) stabilisce che solo i Sardi possono fare attività di accompagnamento in Sardegna”.
Questo che ha scritto il Sig. GIULiO è veramente bella! (Giulio chi, poi….?? un cognome ce l’hai..?? )
Ma mi sbaglio o la Sardegna fa parte del territorio italiano…..? E che forse esiste la libera circolazione degli italiani sul territorio italiano.
Invece no! La Sardegna ai Sardi, la Toscana ai Toscani, il Trentino ai Trentini…e via così.
Si, si, torniamo al medioevo.
Vuoi passare oltre il confine?? un fiorino!
Vuoi tornare indietro? Un fiorino!
Sig. Gogna, si renda conto che gli argomenti assurdi sono suoi,che la Ferrara nn reca nessun danno ne all”ambiente circostante ne alla fauna locale ed è sicura più di tante altre ferrate che tutt’oggi sono percorse da centinaia di persone in tutta Italia.l’Orchestra contro qualcosa che le sta antipatico la sta dirigendo lei e francamente nessuno ne capisce i motivi se nn per l’unica cosa sulla quale continuamente batte ..Il fatto che le GA che qua nn ci sono. Xche nn servono,nn controllano la fruizione della ferrata..Il vero motivo è questo, un fattore puramente economico..Quindi nn si nasconde sotto nobili ridicoli intenti di voler proteggere fruitori,uccelli,e povera roccia da buchi selvaggi..Chissà quanto materiale e spazzatura avrà lasciato lei nelle sue ascensione di cui a questo punto nn frega niente nessuno.Perché l’unica immagine a venire rovinata da tutti questi polverone e la sua e del gruppo intervento giuridico che in questo caso sta facendo una inutile caccia alle streghe..Pensare che ho pure contribuito alla loro organizzazione…Mai più..Per quanto riguarda la legge sulla esclusiva portabilità sul territorio sardo di guide locali la trovo assolutamente giusta..Credo nn ci sua altra terra cui storicamente in Italia nn sua,stata depredata come la,Sardegna,: pisani,genovesi,spagnolipiemontesi,carbonai..Tutti che sono venuti qua a dettare legge e depredare..La Sardegna è una regione autonoma a statuto speciale è può emanare la legge di cui sopra..In ogni caso ,voi che state a centinaia di Km di distanza abbiate il buon gusto almeno ora di rispettare la nostra autonomia sancita dalle leggi dello stato un quanto abbiamo già dato.
Signor Gogna la stimavo come alpinista, l’ho sempre stimata, ma questo articolo mi pare quanto meno esilarante! Forse ha necessità di un poco di visibilità che magari ultimamente le sta venendo a mancare? Ma se crede realmente in quello che ha scritto non le converrebbe prendere un aereo, portarsi un casco, un imbrago e un set da ferrata e venire qua a vedere con i suoi occhi quello di cui parla e magari, davanti a un ottimo panino al polpo e un ichnusa gelata, farsi un chiacchierata con il signor Conca? Perché a parlare per sentito dire delle volte si rischia di far brutta figura. Buona serata
Dopo un tale diluvio orchestrato di pareri favorevoli alla via Ferrata del Cabirol, forse qualcuno si aspetta da parte mia o da parte di Mountain Wilderness una qualche risposta. L’imbarazzo è grande in quanto all’accusa di voler a tutti i costi “infangare” la figura dell’ideatore e del realizzatore della ferrata in questione francamente non sapremmo che rispondere, perché di fronte agli argomenti assurdi confessiamo la nostra impotenza.
Ci limitiamo perciò a far fronte, per il momento, all’unico commento meritevole di una risposta quello di “Giulio” (17 giugno 2016) (anche qui, quanto sarebbe bello che la gente si firmasse con nome e cognome…), dove si afferma: “… una legge regionale sul turismo dell’assessore Frongia Roberto (inizio anni 2000) stabilisce che solo i Sardi possono fare attività di accompagnamento in Sardegna”.
Nulla sappiamo di tale legge, ma invece ci appare certo che l’affermazione per la quale l’attività di accompagnamento in Sardegna possa essera fatta solo da Sardi è sconcertante: aspirazioni o pratiche simili vi sono sempre state, ma ormai in Italia bisognerebbe avere capito che c’è anche una Costituzione (fin che resta…). Così, in particolare, un analogo precedente “storico” lo si può rinvenire tramite una delle prime sentenze della Corte costituzionale (n. 13 del 1961), la quale dichiarò illegittima una legge della Valle d’Aosta (legge 28 settembre 1951, n. 2 sull’ordinamento delle guide, dei portatori alpini, dei maestri sci, degli aiuti maestri di sci e delle scuole di sci in Valle d’Aosta) che tra l’altro aveva preteso di riservare l’esercizio della professione di Guida Alpina e Maestro di sci a chi fosse residente in Valle e parlasse la lingua francese!
Ne basta qualche passo (a prescindere dalla successiva modifica dell’art. 120 Costituzione):
“5. – La Corte giudica che sia in contrasto con l’art. 120 della Costituzione l’art. 10, lett. b, della legge regionale.
Con lo stabilire il requisito della residenza per almeno un triennio nel rispettivo Comune valdostano, si è imposta una grave limitazione al diritto dei cittadini residenti in altre parti del territorio nazionale. É giustificato richiedere che la guida ed il portatore conoscano la zona di esercizio, ma non é affatto giustificato pretendere la residenza. Una guida e un portatore possono conoscere bene una zona, pur risiedendo in un Comune fuori della Valle, e possono anche conoscere bene più zone del territorio nazionale e svolgervi il loro lavoro in diversi ed anche non consecutivi periodi. Richiedere, poi, per i maestri di sci la conoscenza della zona é un chiaro segno del proposito di escludere le persone non residenti nella Valle, essendo notorio che al maestro di sci, per insegnare la tecnica, basta la conoscenza del campo in cui il suo insegnamento si esplica. Che sia così, é confermato dal fatto che nei più rinomati centri in cui si svolge questa attività sportiva, vengono anche chiamati insegnanti stranieri, i quali portano il contributo di nuovi o di più progrediti metodi: le disposizioni in esame impediscono o per lo meno ostacolano enormemente questo scambio di insegnanti. Con ciò la Corte non esprime un giudizio sotto il riflesso della convenienza della legge e nei riguardi della sua influenza, positiva o negativa, sullo sviluppo delle attività sportive e turistiche della Regione, ma pone in rilievo una circostanza notoria che, insieme con le altre, mostra come alcune disposizioni di questa legge valdostana abbiano l’effetto di inibire l’esercizio di alcune attività ai non residenti nella Valle.
Uguale effetto hanno le disposizioni contenute nella lettera e dello stesso art. 10. Imponendo la conoscenza del francese, si stabilisce una causa di esclusione di tutti i cittadini italiani, che non conoscono tale lingua e con ciò si determina una ingiustificata discriminazione, che cade sotto il divieto posto dallo stesso art. 120 della Costituzione.“
La ferrata del Cabirol è sicuramente una delle migliori ferrate sarde! Questo è certamente merito dell’ambiente nel quale si sviluppa, ma senza dubbio anche grazie alla competenza, passione e abnegazione di chi la ha pensata, realizzata e che continua a mantenerla in ottimo stato.
Quanto scritto in questa pagina non trova assolutamente nessun riscontro, come può confermare chiunque abbia fatto almeno una volta la ferrata del Cabirol.
L’impegno profuso nella sua realizzazione è evidente, così come la cura dei materiali, ma non solo.
Ricordo quelle zone quasi come una “discarica a cielo aperto”, visibile anche dal mare, anche se non ho mai capito che senso avesse arrivare sino alla cima di quelle pareti per buttare giù di tutto; ora grazie alle fatiche di Corrado anche la pulizia dell’area è tutta un’altra cosa!
Oltre alle numerose “inesattezze” che vengono riportate, mi sembra assolutamente non corretto, se non in mala fede, affiancare la denuncia dello Slackliner a tutto il resto, compresa l’immagine sottostante, lasciamdo intendere denuncie per i fori nella falesia…, argomento che non ha niente a che fare con la via ferrata del Cabirol.
La ferrata del cabirol è un patrimonio da salvaguardare,regala un’esperienza unica,dove poter ammirare da un altro punto di vista qualcosa di meraviglioso come il nostro mare le isole le rocce a quant’altro,il tutto in totale sicurezza. Io personalmente ci vado spesso ed ogni volta mi emoziona,nn ho mai rischiato nulla e nn ho mai notato niente di pericoloso,anche per la continua manutenzione che viene fatta. Per quanto riguarda da fauna locale nn mi sembra che sia minimamente disturbata dal passaggio delle persone. Detto tutto ciò le accuse fatte nn trovano nessun fondamento e nn si può dar ragione a persone che nn sanno di che parlano e per il solo fare dispetto privare ad altri la possibilità di godere di un’esperienza che rimane tra le più belle .
salve
volevo sapere se qualcuno abbia mai minacciato nessuno di venire in sardegna a fare la ferrata del cabirol….se volete venire siete ben accetti come sempre se non vi interessa statevene a casa…….la ferrata e sicura quanto le altre ci sono i test che lo comprano…….quindi se non volete venire e continuare a favi quelle ferrate in altro italia benissimo….ma lasciate in pace noi il cabirol e la sardegna…subito!!!
ma non avete niente di meglio da fare nella vita ? piuttosto che screditare l’operato di persone professionalmente preparate andate a spaccare le pietre da qualche parte …. chiaro che ho usato un francesismo
Mi auguro che questo tentativo di screditare una delle vie ferrate più belle d’Italia, faccia in modo di far conoscere questa bellezza a molti nuovi appassionati del genere!
L’ho fatta 4 volte, di giorno, di notte, all’inverso e normale, ogni volta emozioni uniche e bellissime!
Invece di attaccarvi alle solite baggianate ambientalistiche (che se fosse come dite voi, dovrebbero chiudere anche l’accesso alle Grotte di Nettuno), perchè non suggerite interventi migliorativi anzichè criticare ciò che di buono già è stato fatto?!
Informatevi bene per quanto riguarda le leggi, la via ferrata esiste da prima dell’entrata in vigore di molte delle leggi da voi segnalate.
Per non parlare del video della “frana” che avete pubblicato, che non è altro che l’intervento di manutenzione straordinario della falesia stessa (come ben descritto poi dalla descrizione del video se andate sulla pagina).
Per quanto riguarda il rischio frana, quello è presente in ogni falesia esistente, e i piani di rischio idrogeologico, vengono effettuati su cartografia grazie all’aiuto di professionisti, che tuttavia non analizzano lo stato di ogni tratto di roccia presente, ma la analizzano nel complesso, a scale talmente elevate, da poter essere considerati ininfluenti rispetto alla scala 1:1 della via ferrata!
Se chi ha realizzato questo piano, non ha dato ordine di smantellamento (ai tempi che fu realizzato il piano), ci sarà pure un motivo!
Se evventialmente sussistono problemi di sicurezza accertati (dubito fortemente, in quanto dovrebbero smantellare il 95% delle vie ferrate in italia) si cerchi di fare un articolo che individui i problemi (accertati) e ne redica le possibili soluzioni. Sono sicuro che verrebbe molto più apprezzato.
Mi auguro tuttavia che questo articolo venga querelato da chi di dovere!
Grazie per la lettura
Cari Sig.ri della Mountain Wilderness Italia mi viene un dubbio, ma la conoscete bene la scala del Cabirol ? La mia impressione è che il vostro intento sia SOLO screditare Corrado Conca perchè lui ha realizzato qualcosa di concreto impegnandosi in prima persona, voi NO.
La scala Cabirol NON SI TOCCA !!!
LA FERRATA DEL CABIROL NON SI TOCCA.
Ho fatto personalmente questa ferrata e ho scelto di essere guidato da un professionista di altissimo livello, Corrado Conca.
Il percorso è senza dubbio impegnativo, ma se affrontato con l’attrezzatura giusta e con cervello non mette mai in pericolo la vita di nessuno. Inoltre è continuamente sottoposta a periodiche e scrupolose manutenzioni.
Mi domando se le persone contrarie a questa via ferrata abbiano mai avuto l’occasione di farla.
Forse si, forse no.
Per me non è importante, ma se non vi piace potete sempre stare a casa vostra.
Sono sicuro che le critiche e le denunce sulla ferrata del Cabirol sono animate dai più nobili intenti; da abitante del posto vi do però una prospettiva diversa e, probabilmente, più obiettiva.
La ferrata di cui parlate non deturpa. Nessuno sarebbe mai passato da quelle parti se non ci fosse stata la ferrata.
Se parliamo del deturpare i luoghi o di disturbare la fauna dovremmo anche rivedere la possibilità di fare tracking o andare a raccogliere funghi. La natura va rispettata ma deve essere fruibile dall’uomo per essere amata.
Il problema degli uccelli è a dir poco ridicolo. Qualsiasi animale o insetto se disturbato dall’uomo o da altri animali non si “suicida” si sposta (ad esempio in un altro punto della grandissima falesia di Capo Caccia).
La caduta pietre e i relativi pericoli sono ancora più curiosi se si pensa che lo stesso problema c’è (qualche centinaio di metri più avanti) anche per la famosa scalinata del Cabirol attraverso la quale passano migliaia di turisti ogni anno per accedere alle Grotte di Nettuno…nessuno si muove per far chiudere la scalinata o le stesse Grotte ?
I materiali usati per la ferrata sono i migliori sul mercato ovvero quelli della ditta Raumer (se non vanno bene….occorre smontare tutte le ferrate) e sono posizionati in modo corretto.
Pertanto, MESSAGGIO IMPORTANTE, in un territorio in crisi come il nostro occorre essere cauti nel mettere dubbi (presunti ed infondati) che possano portare qualche autorità poco esperta a chiudere cautelativamente una delle poche attrattive che durante tutto l’anno richiamano visitatori.
Purtroppo l’invidia è sempre presente in quest’ambiente, rivolta soprattutto a chi “fa” e non sta fermo a criticare come voi.
Mi dispiace soltanto che abbiate perso quella credibilità, come sito nel campo, che avevate e a questo punto mi chiedo proprio perché l’avevate.
Spero vivamente che la ferrata del Cabirol rimanga li dov è e che le vostre mani sporche d’invidia rimangano lontane dalle bellezze, a volte anche artificiali, che offre la Sardegna.