Monviso mon amour
40 anni di sci ripido sul Re di Pietra
Da un’idea di Enzo Cardonatti, il 2016 vede la realizzazione di un bel documentario (55’ in HD) di Fabio Gianotti: Monviso mon amour. Il titolo è liberamente tratto dal libro di Gianni Aimar Monviso mon amour.
Era il 22 luglio 1975 quando il maestro di sci di Limone Piemonte Nino Viale affrontò in discesa, per la prima volta in assoluto, la parete nord del Monviso. Scese il vertiginoso canale Coolidge per scommessa, senza avere nessuna esperienza alpinistica, con sci da pista ai piedi e accompagnato dal suo grande amico e alpinista Claudio Bodrone, che riprese l’impresa con un vecchio super8.
Quarant’anni dopo, cinque giovani ragazzi (Alberto Berloffa, Lorenzo Facelli, Federico Ravassard, Emilio Giacomelli e Guglielmo Gallone) decidono di ripetere la discesa della Nord del Monviso. La salita è avvolta dalla nebbia, la discesa si svolge su di un canale con neve dura e difficile da sciare. Un elicottero sorvola, effettuando delle riprese aeree, la montagna. A bordo è Stefano De Benedetti, mito dello sci estremo, il primo a discendere la leggendaria parete ovest del Re di Pietra.
Alla fine della discesa, i ragazzi possono finalmente incontrare i loro miti, Viale e De Benedetti. La storia e l’attualità dello sci ripido si incrociano, tre generazioni di sciatori dialogano e si confrontano attraverso le loro discese estreme sui pendii del Monviso.
Nel panorama assai risicato di ciò che di storico propone la filmografia odierna, questo film si pone come solida pietra miliare di ciò che a suo tempo avrebbe potuto essere raccontato e purtroppo (ma anche per fortuna) lo è solo adesso. Una rievocazione di un valoroso episodio della storia dello sci ripido dei primordi, pochissimo conosciuto, immersa nella contemporaneità del mondo giovane del freeriding. Quando la proiezione di questo film si avvicina alla parola fine, abbiamo la piacevole sensazione che quaranta anni non siano passati invano e la sicurezza che ci sarà sempre un seme nuovo per il nostro comune giardino di passione per la montagna. E, di questi tempi, secondo me non è poco.
Gli autori
Fabio Gianotti nasce a Torino il 10 settembre 1978. E’ un filmaker, ideatore di progetti culturali innovativi e direttore di Nuovi Mondi Film Festival. Collabora da sempre con Silvia Bongiovanni, con la quale ha fondato nel 2007 Kosmoki.
La sua filmografia:
2006 – Nani di pietra, giganti di carta, documentario, Premio Musicfeel (miglior opera prima) al IX Cinemambiente. In concorso a Ecovision Film Festival, Ovni Film Festival, DOC.PORT A.F.O Olomouc FilmFest, Culture Unplugged;
2008 – I ribelli del Tajarè, cortometraggio, in concorso a Valsusa Film Festival, Orobie Film Festival, Ilcorto.it.;
2008 – Dove le montagne si chiudono, documentario, in concorso a Trento Film Festival e Bansko Film Festival;
2010 – Il sonno della ragione, documentario, Lo spiraglio Festival 2012 e Tour nelle principali università italiane;
2014 – Cronaca di una vita semplice, documentario, Premio Vie de Montagne (miglior documentario etnografico) al XVII Cervino Cinemountain; miglior documentario al Valsusa film festival 2015. In concorso a Cinemambiente, EtnoFilm Fest, Corto e fieno, Culture Unplugged.
Enzo Cardonatti è appassionato di montagna e di cultura di montagna, specialista di sci ripido ed estremo, accademico del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna). Il suo nome nell’ambiente dello sci ripido e dell’alpinismo è legato a un libro cult da lui scritto: Ripido!
I protagonisti
Nino Viale, ex ferroviere, diventa negli anni ’70 uno dei più bravi maestri di sci di Limone Piemonte. Il suo talento, lo porta a concepire imprese anche fuori dalle piste da sci, sempre più impegnative e difficili. Il 22 luglio1975 sarà il primo uomo a scendere il Monviso con gli sci ai piedi. Dopo un trentennio passato sulle piste da sci, gestisce ora Le marmotte, uno dei rifugi più conosciuti di Limone Piemonte.
Stefano De Benedetti scopre lo scialpinismo e la discesa in neve fresca frequentando la Val di Susa. Nel 1977 a diciannove anni si iscrive alla facoltà di Economia e parallelamente incomincia a praticare lo sci estremo. Affitta un furgone Volkswagen e inizia a girare le Alpi compiendo una dozzina di discese tra cui la Nord del Gran Paradiso e il canalone Gervasutti del Mont Blanc du Tacul. Nel 1986, dopo dieci anni dedicati a questa attività e culminati con la discesa della Cresta dell’Innominata sul Monte Bianco, decide di smettere. “Decisi che avevo stressato troppo la fortuna” disse in un’intervista, a sottolineare la estrema pericolosità delle sue imprese. Negli anni successivi si è occupato della regia di spot per la Sector No Limits. Dal 2000 infine si è dedicato al campo dell’energia divenendo amministratore delegato della Società Energia Valle d’Aosta (SEVA), azienda che realizza centrali idroelettriche ed eoliche. E’ fortemente legato al Monviso in quanto è stato il primo a ripetere l’impresa di Nino Viale ed è stato il primo in assoluto a scendere la leggendaria parete ovest, impresa rimasta irripetuta per 25 anni.
Kosmoki (http://www.kosmoki.com), la casa di produzione, nasce nel 2007 da Fabio Gianotti, Silvia Bongiovanni e Sara Calbi e lavora con istituzioni e con privati, si occupa di gestire tutte le fasi di creazione e produzione di un prodotto audiovisivo dall’ideazione alla post produzione.
Kosmoki deriva da kosmos, termine che fa riferimento allo spazio, al tempo e alla materia del mondo e da oki, occhio in russo, citando i mitici kinoki (cineocchi) di Dziga Vertov. Kosmoki quindi, è l’occhio sul mondo, che intende tramite il ricorso al linguaggio audiovisivo, restituire un’originale e personale visione del mondo su temi di carattere culturale sociale o attuale producendo documentari o prodotti audiovisivi capaci di divenire strumenti di riflessione, di diffusione di idee, di valori e di interessi in cui si crede.
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Una storia che con i suoi personaggi meritava di essere portata alla luce con il giusto valore : la sfida, i 25 anni dei protagonisti, l’epoca d’oro dello sci estremo, di cui Viale senza volerlo e senza conoscenza ne assume i valori ( pensate alle sue parole nel trailer e al mito dello “sciatore dell’impossibile” costruito in quegli anni da Vallençant).
Personaggi genuini, lontani dai riflettori della moda, così come lo sono i ragazzi che oggi, senza clamori, ripetono e scovano nuove linee di discesa sul Monviso e a cui recentemente ho reso omaggio e ricostruito la storia nel capitolo riguardante appunto la storia sciistica del Monviso, all’interno del libro “Monviso l’icona della montagna piemontese” di Roberto Mantovani.
Un ringraziamento forte e sincero a Fabio e Silvia che hanno creduto nel progetto e realizzato il film, il nostro è stato un rapporto a volte difficile, un incontro di esperienze diverse e difficili da conciliare. Ma alla fine la competenza e la passione di entrambi ha dato i suoi frutti, spero apprezzati da chi vorrà vedere il film, magari senza essere uno “sciatore dell’impossibile”, ma semplicemente vivendo la storia di questa discesa, tutta italiana, sicuramente la più impegnativa delle Alpi del sud.
Un ultimo pensiero a Claudio Bodrone, senza di lui, senza la sua conoscenza del Monviso, senza la sua totale fiducia in Viale ( e viceversa) , la storia non si sarebbe scritta, raccontata e filmata. Un anno anno dopo la discesa della nord, Claudio cadeva proprio ai sui piedi durante il tentativo di solitaria al Visolotto. Gli occhi lucidi di Viale quando lo ricorda dicono molto su questa amicizia e sulla beata incoscienza dei loro 25 anni.
Tra due settimane uscirà il dvd, nelle principali librerie e store di montagna di Torino. Per le altre città qualche giorno in più… oppure potete richiederlo direttamente a info@kosmoki.com. Ve lo spediremo noi!
dove si può vedere il film?
FAVOLOSO! I giovani che ripercorrono le tracce dei “vecchi” con rispetto è sempre una bella cosa. I personaggi sono genuini e semplici pur essendo dei grandi.
I soliti video perfetti di freeride tutti uguali sono ormai una palla. Questa è vera cultura. Bravi a tutti e quando e come lo potremo vedere?