Sei milioni di poveri in Italia

In Italia ci sono quasi sei milioni di poveri, ma per nessuno sono un’emergenza.

In questo articolo Piero Sansonetti, giornalista da più di 30 anni, porta l’attenzione sul fatto che quasi un decimo dell’intera popolazione italiana vive in stato di povertà. Egli riporta che in solo un anno la nostra penisola conta un milione di poveri in più rispetto al 2019: sono passati da 4.600.000 a 5.600.000. Quasi 6 milioni di italiani, un numero superiore all’intera popolazione della Croazia, vivono sotto la linea della dignità umana.

Sansonetti si chiede: perché la tragedia quotidiana di 6 milioni di italiani si consuma senza che nessun media o ente d’informazione, tranne Il Giornale, ne parli?

Per quasi due anni, gli stessi media si sono impegnati ad aggiornarci giornalmente sul numero dei decessi e dei positivi alla SARS-CoV-2.

In Italia sono morte in tutto 130.310 persone di CoViD-19: età media di 80 anni.

Perché non si è parlato e, soprattutto, perché non si parla oggi dei milioni di persone ancora vive, tra cui migliaia di bambini e ragazzi, che sono sprofondate nella povertà? Degli italiani che vivono per strada, che non possono permettersi un pasto?

Ma è mai possibile che emergenze, sicuramente importanti, come il passaggio di governo, il braccio mortifero di un virus influenzale, i rifugiati politici, il diritto o meno di uccidere i ladri, il permesso di fare uscire i carcerati dal carcere se sono malati, la mafia o il processo a Silvio Berlusconi, possano oscurare in maniera cosi sistematica e brutale il fatto che un decimo dell’Italia sia in ginocchio, piegata dalla povertà? (Petra Gogna)

Sei milioni di poveri in Italia
di Piero Sansonetti 
(pubblicato su ilriformista.it il 18 giugno 2021)

Li avete letti i dati sulla povertà diffusi dall’Istat? Ieri, su questo giornale, ne ha parlato ampiamente monsignor Vincenzo Paglia. Ricordando gli insegnamenti di Primo Mazzolari, un prete del Novecento che teorizzava la Chiesa dei poveri già ai tempi di Pio XII, camminando controvento e precorrendo Angelo Roncalli e Jorge Mario Bergoglio. Le cifre sono da paura: il numero dei poveri è aumentato per la prima volta dal 2005, ed è aumentato in misura spaventosa: un milione di poveri in più. In un solo anno. Nel 2019 erano quattro milioni e seicentomila, ora sono cinque milioni e seicentomila. Quasi un decimo dell’intera popolazione italiana.

Fila al “pane quotidiano”

Mi ha colpito il fatto che la notizia non sia stata considerata da prima pagina da molti dei grandi giornali. Il Corriere, Il Fatto, la Stampa, il Messaggero. Tra quelli che Marco Travaglio chiama sempre i “giornaloni” (compreso il suo), l’unico che le ha dato risalto è stato il Giornale. Che è un quotidiano di destra poco avvezzo a occuparsi di argomenti classicamente di sinistra. Probabilmente lo ha fatto per la semplice ragione che il giornale è pieno di giornalisti, a partire dal nuovo direttore, e che quindi quando vedono una notizia tendono a pubblicarla. Magari a valorizzarla. Poi ognuno può interpretarla come vuole, ma questa è un’altra questione.

Ora, lasciando stare il disinteresse di gran parte del nostro sistema informativo per le notizie (basta ripensare a come ha del tutto ignorato “magistratopoli”, forse lo scandalo politico più clamoroso del dopoguerra), parliamo un attimo della politica. So bene che ha tante emergenze delle quali occuparsi. Non le sottovaluto. Negli ultimi anni, col passaggio al governo dei verdi, dei gialli e anche dei rosa, abbiamo scoperto che c’era un’emergenza spaventosa: il traffico di influenze. E poi un’altra emergenza: il respingimento in mare dei naufraghi. E poi un’altra ancora: il diritto da assicurare ai cittadini di sparare ai ladri e ucciderli senza commettere reato. Poi c’è l’urgenza di impedire ai carcerati di uscire dal carcere se sono malati, magari a poche mesi dall’estinzione della pena. L’urgenza di arginare l’offensiva stragista mafiosa, anche se i dati ci dicono che gli omicidi di mafia sono circa 10 volte meno delle ’uccisioni di donne da parte dei partner, e infine c’è l’urgenza delle urgenze: quella di processare Silvio Berlusconi.

Benissimo. E un milione di poveri in più? E comunque un numero di poveri che supera la misura dell’intera popolazione di Roma, Milano e Torino mese insieme, ed è superiore anche all’intera popolazione della Croazia? Pare che questa non sia un’emergenza. Ci dicono gli esperti che l’aumento della povertà è solo una conseguenza della pandemia e della crisi economica prodotta dalla pandemia. Già: ci ero arrivato da solo. In gran parte è frutto del lavoro nero che è sparito in tantissime aziende ed esercizi commerciali, senza lasciare tracce visibili, né casse integrazione, né assegni di disoccupazione: solo fantasmi. Ma fantasmi precipitati sotto la linea della povertà, cioè della dignità umana. È o non è questo, prima di tutti gli altri problemi, il problema essenziale del dopo-pandemia? Nel Recovery Plan ce ne siamo occupati? I partiti politici hanno presente questa circostanza della storia? Intendono occuparsene, preparare delle contromisure? Oppure ci limiteremo a star tranquilli, a dar retta a Luigi Di Maio che pensa di avere risolto il problema con una legge sul reddito di cittadinanza che è la più scombiccherata di tutte le leggi scombiccherate di riforma dello Stato sociale?

Lyndon Johnson, che magari molti di voi non ricordano più, ma che è stato un importante presidente americano, nel 1964 preparò un piano sociale, molto serio, per sradicare la povertà. Voleva davvero abolirla. La cosa non gli riuscì perché si impantanò nella demenziale guerra del Vietnam. Però il piano era una cosa molto seria. Prevedeva un reddito universale, che è una cosa molto più saggia e concreta, meno propagandistica e illusoria del reddito di cittadinanza. Perché non si basa sul clientelismo ma sui diritti universali. Costa? Certo, non lo puoi fare con la flat tax. Ma dal 1964 sono passati quasi sessant’anni, la guerra del Vietnam è finita da 50: vogliamo rimetterci mano a quel progetto?

Piero Sansonetti è giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all’Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.

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Sei milioni di poveri in Italia ultima modifica: 2021-10-03T04:59:00+02:00 da GognaBlog

55 pensieri su “Sei milioni di poveri in Italia”

  1. Seppur in ritardo di giorni e giorni, arriva un contributo indiretto del comico Crozza, che certamente non è missino, nel fornire una spiegazione sui fenomeni critici che caratterizzano i nostri gg: poveri o pseudopoveri, rabbia, astensionismo alle elezioni, rivendicazioni, disordini di piazza, recrudescenza estremiste. “Sinistra, dove sei?” A Capalbio, viene da dire, e non più davanti a Mirafiori
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/16/il-duro-monologo-di-crozza-sulla-sinistra-italiana-non-vi-e-venuto-il-dubbio-che-il-fascismo-sia-cresciuto-perche-vi-siete-dimenticati-di-difendere-i-lavoratori/6356843/

  2. Chissa’ perche’ il termine COOPERATIVA non ha piu’quel bel suono di un tempo. Eppure molte aziende in fallimento per motivi speculativo-finanziari sono state rilevate  dai dipendenti e hanno ripreso alla grande con autogestione  A scuola non insegnano  che fra le varie forme associative  ,” una società cooperativa è una società (abbreviata in Soc. Coop.) costituita per gestire in comune un’ impresa  che si prefigge lo scopo di fornire agli stessi soci  quei beni o servizi per il conseguimento dei quali la cooperativa è sorta.E’passata di moda sostituita da “start up”?Eppure potrebbe (salvo intrallazzi di finte cooperative che taglieggiano i soci costretti)  fornire lavoro e addestramento professionale a chi e’stato emarginato da altri percorsi. Altro fattore di poverta’  dovuto a disoccupazione e ‘ l’  orientamento dei giovani, in alcune zone molto efficace, in altre un proforma che si esaurisce con una riga  inascoltata al termine della terza media.Poi ci sono corsi gratuiti per figure professionali richieste ,ma ad iscriversi si presentano molti di meno rispetto al numero dei posti disponibili.  Dopo che molti  mestieri sono stati considerati di serie  B  adesso ci si accorge che mancano medici di base, docenti di alcune materie,  saldatori, muratori, autistidi  tir..Se e’ben vero che ogni scelta è emozionale,a volte e’meglio scegliere alternative a rispetto alla A in modo da evitare l’emozione delle tasche vuote.  Un figlio mi racconta:” a volte devo alzarmi presto per aiutare  a scaricare i furgoni e disporre poi lamerce negli scaffali secondo i dettami del Marketing”Rispondo:”pensa che così , pagato, puoi applicare i concetti studiati all’università ed anche dare dritte ai teorici  e pure risparmi la palestra dove sposti pesi senza un costrutto .” Chiaro che la poverta’ non puo’essere tutta eliminata cosi’ ,ma almeno diminuita.

  3. Pasini.
    Parli di sogni.
    Io sogno da una vita. E spero di non smettere

  4. Bertoncelli. Appunto.C ‘è comunque tempo. Se non sbaglio il Sole implode tra 3.5 miliardi di anni. Nel frattempo…..

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