Siamo sul fondo del barile a raschiare qualcosa che sia ancora vero, ma non si trovano che tossiche croste di muffe.
Senza dignità
di Lorenzo Merlo
(scritto il 14 settembre 2021)
Senza dignità 1
La messe di controinformazione, meglio, di giornalismo dal basso, internazionalmente e nazionalmente disponibile, fatto salvo poche e rare eccezioni, è stata ignorata dai grandi media d’informazione.
L’informazione filogovernativa si è autoproclamata la sola attendibile. Lo stimolo al dibattito che sarebbe potuto derivare da una loro più aperta, meglio, giornalistica politica, avrebbe giovato alla cultura italiana, al giornalismo, alla fiducia nelle istituzioni e negli uomini.

Non contenti e sospinti dai ciclostili istituzionali non hanno esitato ad alzare il livello. Se prima ignoravano le voci non allineati sono passati a censurarle e poi a colpevolizzarle. Non è dunque frutto di se stesso se quelle voci che lamentavano emarginazione, che si chiedevano perché venissero tanto ignorate, che si ponevano e pongono domande elementari, giornalisticamente ineludibili, per i grandi media siano divenute criminali e pericolose. Superfluo è ricordare quanto enfatizzino il malato novax, che dal letto d’ospedale diviene paladino del vaccino; quanto siano taciuti gli eventi avversi, quanto non sia dato spazio a medici e ospedali che hanno avuto successo sul CoViD-19, quanto di quelle voci si faccia solo un numero, private di contenuti e argomenti, a seconda della strumentalizzazione necessaria, definito tra il dieci e il trenta percento dei vaccinabili. E non c’è premio Nobel che possa dire la sua senza divenire bersaglio di gentili ma radical-contumelie.
L’intelligence padronale avrà avuto il suo da fare per occultare chi desiderava solo capire le ragioni delle bugie che sentiva, solo comprendere quelle delle contraddizioni che osservava, solo spiegarsi i motivi di una politica tanto antidemocratica, solo trovare una speranza che gli impedisse di vedere la voragine tra sé e le istituzioni allargarsi sempre più.
Penso che in buona misura (sarebbe bello conoscere il pensiero di altri) il popolo privato di dignità sia tendenzialmente depoliticizzato in quanto emancipato dalle tradizionali e ormai svuotate ideologie contrapposte. Un popolo che osserva il dominio dell’economia e della tecnocrazia sulla politica. Che vede quanto questa non abbia proposte ma solo guinzagli. Che vede tutte le sovranità nazionali sul banco del mercato, nonostante la facciata istituzionale, gestito da commercianti privati, extranazionali. Le sovranità, dalla militare all’economica, dalla monetaria alla nazionale, dall’istruzione alla sanitaria non sono più beni degli italiani. E quel popolo quantificato tra il 10 e il 30 per cento di un qualche totale conteggiato dal contabile di stato lo sa. Per questo si allarma quando qualcuno con mascherina e finestrini su corre a votare per una delega della democrazia in avaria pesante. Per questo il suo mayday-mayday è un urlo nella burrasca in cui non si è trovato per merito suo.
È un popolo che vede liquefarsi la propria identità, sempre più omeopaticamente dispersa nella società dello spettacolo unico. Essere come qualcuno visto in tv, in youtube, in facebook, in twitter, è più importante che essere se stesso. Ma è un modo di dire: quando mai lungo questa china schiavistica qualcuno avrà più modo di riconoscere la farsa in cui, come gli altri, vuole recitare la sua parte?
Senza dignità 2
Se così non fosse, ovvero, se i media e le istituzioni non avessero ignorato le voci indipendenti e alternative alla loro ma semplicemente non le avessero sentite, né, per distrazione, cercate, non ne avessero indagato il gradiente di attendibilità ovvero, se alle loro intelligence fossero sfuggite, le avessero sottostimate, e se, in sostanza i passacarte, vantando buona fede, semplicemente si fossero attenuti al compitino redazionale, allora è a questi che forse manca la dignità deontologica.
Senza dignità 1 e 2
In ambo i casi, si tratta di quelli che nei loro giornali scrivono “solo noi siamo l’informazione”, quelli che le fake news riguardano solo gli altri. Quelli che pur di avere un click tengono on line gossip e paperissime. Quelli che “potrebbero urtare la nostra sensibilità” per immagini che non disturbano nessuno. Che pur di stare a galla sono però disposti a sbatterti in faccia qualunque pubblicità in modi sempre più invadenti e obbligati. Che per la privacy nascondono i volti dei bimbi e omettono i nomi purché, come segnala Andrea Zhok, l’argomento non sia il CoViD-19 e l’abietta campagna vaccinale. Quelli che, lo so per informazione diretta, si occupano dei temi di esclusivo interesse per la proprietà. Quelli che a qualunque informazione di rilievo non viene dato spazio o viene trattata con il minimo trafiletto, senza alcuna ripresa, solo per sottrarsi dalla responsabilità deontologica. Quelli che davanti a questi dati di fatto senza incertezze, invece di piangere vincoli, censure e autocensure si alzeranno altezzosi e con sarcastico sorrisetto ci diranno che in una proprietà privata ognuno fa ciò che vuole.
Esatto. Informazione e proprietà privata. Spero tutto sia chiaro in merito alla questione della dignità non data, la numero 1, e non in essere, la 2.
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“La risposta non è fuori di te. La risposta è dentro di te.
Epperò è sbajata”
Merlo n. 93: questo è il mio oroscopo della settimana (sono una foca-scorpione): https://www.internazionale.it/oroscopo/2022/10/06/scorpione-6-12-ottobre-2022 – l’oroscopo per me è un po’ come certi tuoi commenti: lo leggo volentieri anche se lo catalogo tra le cazzate. Curiosamente, anche il mio oroscopo di questa settimana si conclude con la frase “solo tu conosci la risposta” – la risposta a un paio di domande di cui non m’importa niente. Se vuoi introdurre un argomento basato sui dati, metti un link, come per esempio ha fatto Matteo, altrimenti il tuo argomento vale zero. Io non sono qui per vincere o perdere, non ho una reputazione da difendere (la reputazione di un animale estinto?): tira fuori i dati, così magari imparo qualcosa, no?
Pasini n. 95: capito!
PS. Cara Foca, quando dico che mi accontento, non intendo che si devono accettare le cose come stanno. Dico che personalmente mi accontento di pochi valori e principi di riferimento per orientami nelle grandi scelte di schieramento. Tipo questo, proprio della cultura dei Cipputi delle mie parti che ti traduco in italiano perché non so se conosci il dialetto della Padania”È meglio avere un uccello in mano che cento che volano”. Praticamente è la versione longobarda del famoso Rasoio di Occam che non sarebbe male applicare ogni tanto a certe diatribe sui social. Te saludi 😀
Focamonaca. Quella generazione di leader socialisti e comunisti ha visto cose e ha dovuto fare scelte che noi neppure ci immaginiamo durante la guerra fredda e quelli prima di loro durante la seconda guerra mondiale. Qualcuno cerco’ di far fuori Berlinguer mentre era ospite dei cari compagni, come lui racconto’ poi ai suoi figli. E perché Bettino sia l’unico leadere della prima Repubblica ad aver pagato duramente un giorno o l’altro qualcuno lo scoprira’ quando noi purtroppo non ci saremo più. Bentornato nel Paese dei Campanelli e delle Cicale che però è tanto bello.
Non nel senso di cercarla. In quello piû sottile che sarà solo quella che attribuirai di atendibilità ad essere la risposta. Per alcuni è quella fornita dall’Onu.
Matteo n. 89: grazie, è un dato interessante. Lo interpreto così: il conflitto si è spostato nelle regioni russofone, dove il separatismo è forte (e passa sotto silenzio, per non turbare il tifo organizzato). I profughi della prima ora sono tornati a casa. Per tutto il resto che scrivi, sono d’accordo dalla prima all’ultima parola. D’accordo anche dove scrivi “azione, non reazione”. Grazie ancora.
Merlo n. 90: “la dimostrazione la troverai tu” >> per adesso sto benone – gesto scaramantico – e non sono bravo a far ricerche (chiedi a Matteo).
Pasini n. 91: bellissimo commento: “dignità critica e attributi” mi sembra che siano spariti dalla scena, però è anche vero che, come dici, hanno dovuto “pagare un prezzo” – l’interferenza dell’ombrello, quando, ehm, lo prendi dalla parte della punta. Io comunque l’Italia l’ho vista eccome da fuori, ne ho avuto nostalgia e quando, infine, sono tornato, ho capito che ci sarebbe molto da fare, che non va bene per niente accontentarsi. Ciao
Focamonaca. Altan esprime l’amara consapevolezza di Cipputi che l’ombrello tocca sempre a lui per primo. Forse un giorno non sarà più così. Viviamo di speranze. Quello che può fare Cipputi è decidere il tipo di ombrello. Non sono tutti uguali. Io, dopo qualche sbandamento giovanile, preferisco l’ombrello occidentale, perché, come tanti compagni comunisti, ho visto l’ombrello russo e sovietico da vicino. Ognuno ha i suoi gusti. Però è un ombrello che va preso con l’orgogliosa dignità critica di Berlinguer e gli attributi di Bettino Craxi a Sigonella. Entrambi hanno accettato i rischi e probabilmente ne hanno anche pagato il prezzo, in modi diversi. Ciao.
Preferisco cazzata.
La dimostrazione valida la sola la troverai solo tu.
Cara la mia foca, mi sa che la tua tecnica di ricerca sia proporzionale alla tua leggiadria di movimento a terra…a meno che sia dovuto alla difficoltà di digitazione con le pinne 😊
https://data.unhcr.org/en/situations/ukraine
By-the-way, ammetto di aver citato a braccio e quindi di aver sbagliato: le percentuali corrette dei rifugiati sono del 63% verso est e del 37%, verso ovest e me ne scuso. Ma il senso non cambia.
Non sono poi sicuro di aver capito bene il tuo intervento, però ci tengo a sottolineare che quella che tu definisci reazione “Burioni”, di tipo autoritario e che appiccica etichette in base alle quali cataloga e demonizza, in realtà a me pare sia più un modo di comunicare e governare evitando di doversi confrontare con il dissenso.
Più azione che reazione.
Fondamentalmente verticista, autoritario e antidemocratico.
E’ questo metodo che mi ha fatto arrabbiare e ho combattuto (si, vabbé…) nella gestione della pandemia e che credo si sia riproposto, pari-pari se non migliorato, con l’Ucraina.
Non ho mai creduto che ci fosse grafene nei vaccini (ekekazzé?) o che questi causassero cataste di danni e intollerabili probabilità di terribili conseguenze nel futuro. Però ho ritenuto e ritengo che la gestione dell’emergenza Covid sia stata semplicemente pessima e basta andare a confrontare i dati percentuali delle morti con altri paesi europei, Germania in primis.
Da notare che qualcosa del genere l’ha infine ammesso con molto e molto colpevole ritardo anche Burioni…che infatti è sparito dai palinsesti televisivi e dai giornali, mentre il governo Draghi ha già abbassato nel DEF il finanziamento della sanità a livelli inferiori a quelli pre-covid
Ora sostengo che Putin sia un fottuto bastardo, ma non ha tutti i torti ed è stato a lungo e intenzionalmente provocato. E continua ad esserlo (bastardo ma provocato).
Sostengo anche che l’Ucraina non difende nemmeno un po’ i sacri valori occidentali e democratici, anzi se ne batte proprio la ciolla.
E che inviare aiuti militari ed armi sia una vera e autolesionistica follia.
Merlo n. 86: fuori i dati però, altrimenti è la solita cazzata. (al 99,9% è la solita cazzata, ti do uno 0,1% a condizione di poterlo dimostrare)
Ciao Roberto Pasini,
mentre leggevo il tuo ultimo commento, si è come materializzata davanti ai miei occhi una vignetta (tipo Altan): c’è un italiano che “guarda l’Italia da fuori”. E c’è l’ombrello della NATO: non ti dico in che posizione.
(scusa, non sono riuscito a trattenermi)
L’Italia vista da fuori ha il più alto –o giù di lì – numero europeo di problemi cardiovascolari confrontanto periodo vaccinato e no.
La discussione sulle motivazioni ideali di una guerra per bande tra gruppi dirigenti in crisi di legittimazione non mi attira particolarmente. Mi preoccupa questo sì. Ma per orientarmi mi basta il vecchio discorso di Berlinguer sull’ombrello della Nato. Mi accontento di poco. Quello che segue invece mi coinvolge, perché c’è ancora carne viva nelle mie ferite. Se volete, guardate la docuserie “This England”. Io sono stato male ma mi ha fatto pensare. La durezza anglossassone è spietata e non fa sconti. Ci vuole un certo fegato a continuare a guardare le scene realistiche negli ospedali e nelle RSA. Io l’avevo solo sentito raccontare da persone che conosco e ci lavorano. Si possono trovare tre cose: la crisi della leadership nei paesi occidentali rappresentata da un personaggio come Boris Johnson (a me fa paura non gioia) e le responsabilità dell’opacita’ del “dispotismo orientale”, la ricostruzione di quei giorni di terrore e di lutto (per chi li ha vissuti in prima persona con suoi cari, io personalmente, senza prendermela con nessuno, dico “grazie vaccino” forse il caro amico e compagno di corda sarebbe ancora con me e grazie uomini e donne del Servizio Sanitario Nazionale per quello che avete fatto per noi rischiando la vita); L’ltalia vista da fuori (ogni tanto fa bene invertire la prospettiva e guardare la nostra casetta con gli occhi degli altri, con le sue miserie e le sue virtù, ridimensiona e relativizza). Saluti e buona continuazione.
Andrea (n. 83),
Vaccini: io ho fatto che mi sono fidato, 3/3 come recita il pass che mi è servito per viaggiare all’estero, perché questo, tra l’altro, è parte del mio lavoro. Sono anche convinto che la campagna di vaccinazione sia stata risolutiva, efficace. MA: la comunicazione è stata confusa, contradditoria: i timori, di conseguenza, comprensibili – e vergognoso chi ci è passato sopra col dileggio e i lasciapassare, mentre nulla era fatto per intervenire su problemi e carenze di sanità, scuola e sicurezza sul lavoro (occhio però, di stregoni e cure alternative non voglio neanche sentir parlare).
Crisi ucraina: odio Putin da sempre, questo voglio che sia chiaro fin da subito. Putin è cinico e crudele, ed è mosso da spinte imperialiste, o da squallidi interessi di parte. Putin è un figlio di puttana che tortura e ammazza i suoi dissidenti. Nondimeno potrei chiudere gli occhi su: 1) ruolo giocato da USA/NATO nel favorire il precipitare degli eventi (USA/NATO che non rappresentano, ai miei occhi, la “democrazia occidentale”, ma solo imperialismo/colonialismo capitalista, monopolista, distruttore); 2) ruolo giocato da nazionalismi e odio di lunga data, che sono tipici di quasi tutti i paesi dell’ex Patto di Varsavia, a maggior ragione tipici di fuoriusciti dall’URSS stessa. La propaganda pro-Russia mi fa schifo. Il Donbass fino a qualche mese fa non sapevo neanche dov’era.
Spero di essermi spiegato: è comunque un commento complementare al mio precedente.
Cara la mia foca, mi sa che la tua tecnica di ricerca sia proporzionale alla tua leggiadria di movimento a terra…a meno che sia dovuto alla difficoltà di digitazione con le pinne 😊
https://data.unhcr.org/en/situations/ukraine
By-the-way, ammetto di aver citato a braccio e quindi di aver sbagliato: le percentuali corrette dei rifugiati sono del 63% verso est e del 37%, verso ovest e me ne scuso. Ma il senso non cambia.
Non sono poi sicuro di aver capito bene il tuo intervento, però ci tengo a sottolineare che quella che tu definisci reazione “Burioni”, di tipo autoritario e che appiccica etichette in base alle quali cataloga e demonizza, in realtà a me pare sia più un modo di comunicare e governare evitando di doversi confrontare con il dissenso.
Più azione che reazione.
Fondamentalmente verticista, autoritario e antidemocratico.
E’ questo metodo che mi ha fatto arrabbiare e ho combattuto (si, vabbé…) nella gestione della pandemia e che credo si sia riproposto, pari-pari se non migliorato, con l’Ucraina.
Non ho mai creduto che ci fosse grafene nei vaccini (ekekazzé?) o che questi causassero cataste di danni e intollerabili probabilità di terribili conseguenze nel futuro. Però ho ritenuto e ritengo che la gestione dell’emergenza Covid sia stata semplicemente pessima e basta andare a confrontare i dati percentuali delle morti con altri paesi europei, Germania in primis.
Da notare che qualcosa del genere l’ha infine ammesso con molto e molto colpevole ritardo anche Burioni…che infatti è sparito dai palinsesti televisivi e dai giornali, mentre il governo Draghi ha già abbassato nel DEF il finanziamento della sanità a livelli inferiori a quelli pre-covid
Ora sostengo che Putin sia un fottuto bastardo, ma non ha tutti i torti ed è stato a lungo e intenzionalmente provocato. E continua ad esserlo (bastardo ma provocato).
Sostengo anche che l’Ucraina non difende nemmeno un po’ i sacri valori occidentali e democratici, anzi se ne batte proprio la ciolla.
E che inviare aiuti militari ed armi sia una vera e autolesionistica follia.
Ogni opinione personale che esce su questo blog, in qualunque giornale, e in qualunque chiacchera da bar davanti ad una birra, nasce seguendo probabilmente una predisposizione interna, ma che non è innata, ma frutto di quanto si è assimilato fino a quel momento.
Vaccini: io fino ad agosto 2021 non ero contrario, avevo anche preso appuntamento per la prima dose. Poi… ho iniziato a sentire notizie – vere – di effetti avversi, in numero troppo elevato per essere la norma. E ho iniziato a sentire un “accanimento” al voler vaccinare tutti quanti, bambini compresi, nonostante primi studi – forse non ufficiali – iniziavano a farmi capire che questo accanimento era frutto forse di una mancanza di volontà di perseguire strade più difficili, ma forse più concrete, come facevano già quei medici che intervenivano sui pazienti con cure precoci, salvandoli. Tutto questo mi ha convinto che QUESTO vaccino era la strada sbagliata. Guerra in Ucraina: ho vissuto con preoccupazione, in gennaio e febbraio, alle notizie che anticipavano quello che sarebbe successo. E non ero favorevole a quel che è successo. Non lo sono nemmeno ora. Ho provato rabbia e paura quando è iniziata.Ma poi ho iniziato ad informarmi, a sentire fonti ufficiali e non ufficiali. L’insieme di tutto questo mi ha convinto che pur essendo SEMPRE sbagliata una guerra, forse la Russia non ha potuto fare a meno di farlo, a causa di quello che è successo nel Donbass. E, per rispondere a Giuseppe, ho letto gli articoli di Butac su Rangeloni (che non è l’unico). Sicuramente i suoi servizi sono sempre su “Ucraina cattiva”, “Russia buona”, ma quello che mostra è vero. Quindi una Ucraina “cattiva” esiste. E i mezzi che ha messo in campo la Russia per combattere quello che stava succedendo forse sono eccessivi. Ma hanno una loro motivazione che posso in parte condividere.
Compassione è ciò che leggo.
La compassione è il luogo in cui stanno gli opposti senza più la necessità di sopraffarsi, senza più un’invasiva importanza personale che ci faccia dimenticare – o mai sovvenire – che siamo incarnazioni differenti di un solo proncipio.
Dunque non un commento in senso stretto come richiesto, ma qualche parola in senso lato. Un abbraccio spirituale, al quale nessuno è straniero.
Lorenzo, Andrea e Matteo, grazie per avere letto e commentato l’articolo di Taras Bilous. Ho una domanda per Matteo: da dove viene il dato sui rifugiati? Ho cercato ma non trovo niente, neanche dal sito di UNHCR.
Poi, più in generale, ho una riflessione da proporvi.
Partiamo da questo: ogni teoria, anche la più avventurosa, inizia da un disagio vero, un nucleo di verità, un dissenso che meriterebbe di essere coltivato, sviluppato. Il deragliamento arriva dopo. Arriva quando qualcuno si mette alla ricerca di prove, che non sono più fatti verificati ma solo puntelli alla propria stessa teoria. A quel punto si è già formata una bolla attorno a te, e non hai più modo di accorgertene: sei dentro.
Esempio: Big Pharma (dato di fatto, nucleo di verità) >> i farmaci fanno male >> mio zio ha preso un’aspirina e si è strozzato.
La reazione a questa sequenza di cose non si fa attendere. Prima arrivano gli esperti di smontaggio, e fin qui niente di male. Poi arrivano le prese per il culo. Di tutti i passaggi di questa storia, quest’ultimo è di gran lunga il più odioso, col Burioni di turno e tutta la sua corte di sapientoni che si danno di gomito, sghignazzando, mentre lui blasta.
Esempio: mio zio ha preso un’aspirina e si è strozzato >> dammi le prove che lo ha strozzato l’aspirina >> non hai le prove, stai mentendo >> sei un ignorante e devi tacere. La scienza non è democratica (!). Risate e applausi.
Naturalmente anche la seconda parte della storia contiene un deragliamento. Le due sequenze procedono, similarmente, verso due poli che si allontanano sempre più tra loro.
Con una sostanziale differenza. Mentre lo slancio iniziale è venuto dal basso, dal dissenso, la reazione che ne consegue è di tipo autoritario, appiccica etichette (“negazionista”, “no-vax”, “pro-Putin”) con incomparabile forza mediatica, e naturalmente ha l’endorsement dei governi, perché li protegge dal dissenso che le loro azioni generano.
Ovviamente, se devo scegliere da che parte stare, scelgo la prima: il dissenso. E mi dispiace quando vedo tutta questa energia dissipata, a rincorrere piccole notizie – probabilmente messe in circolo dalla propaganda stessa – anziché andare dritti al punto. Perché i miei compagni di strada siete voi. E qualche volta è faticoso…
La lettura di Bilous, per concludere – a parte le legittime, anche condivisibili considerazioni sui contenuti – mi ha fatto venire in mente Renato Serra: “non voglio né vedere né vivere al di là di questa ora di passione” (Esame di coscienza di un letterato), perché non è forse anche questo che ci insegna l’alpinismo? Certo ci sono tante cose che si possono dire, ma al posto di quest’uomo, cosa farei io?
“Laggiù in città si parla forse ancora di partiti, di tendenze opposte; di gente che non va d’accordo; di gente che avrebbe paura, che si rifiuterebbe, che verrebbe a malincuore.
Può esserci anche qualche cosa di vero, finché si resta per quelle strade, fra quelle case.
Ma io vivo in un altro luogo. In quell’Italia che mi è sembrata sorda e vuota, quando la guardavo soltanto; ma adesso sento che può esser piena di uomini come son io, stretti dalla mia ansia e incamminati per la mia strada, capaci di appoggiarsi l’uno all’altro, di vivere e di morire insieme, anche senza saperne il perché: se venga l’ora” (sempre Serra).
E’ pieno di personaggi che hanno “cambiato opinione”…
Caporazza.
https://www.iltempo.it/personaggi/2022/10/02/news/alessandro-di-battista-contro-bruno-vespa-ucraina-filoputiniano-cosa-diceva-russia-nato-33305099/
Ho letto il pezzo di Bilous.
Risolvere il movente russo con un presunto suo imperialismo è roba da mercato, lo stesso al quale hanno fatto la spesa tutti i nostri giornalacci.
Sostenere la garanzia di sicurezza della Russia senza fare cenno all’intento Nato di accerchiamento (in prospettiva annientamento militare commerciale/assoggettamento all’egemonia Usa) appare un passo falso.
Il resto funziona ed è rispettabile. Tutti avremmo quegli argomenti sotto attacco.
ma voi vedè che Govi lavora in qualche base americana in Italia.
Quindi c’ è da capillo, mica può sputare nel piatto in cui magna.
Mi sono preso una notte per pensare prima di commentare l’articolo di Taras Bilous per rispetto all’esperienza che sta vivendo e che traspare dall’articolo.
E anche per evitare nel modo più assoluto le imbecillità alla Govi.
Secondo me, dal punto di vista socialista, Bilous commette alcuni errori.
Primo, non riconosce che l’oppressione e lo sfruttamento del popolo in Russia e in Ucraina sono assolutamente speculari e del medesimo tipo e che il contrasto nasce da questo. In altre parole non è che una rissa tra due cosche mafiose rivali: non c’è un buono e un cattivo; al massimo (forse) ci può essere un meno peggio.
Secondo, pretende di interpretare i sentimenti del popolo ucraino e che siano ignorate le opinioni del popolo ucraino, il che potrebbe essere vero ma solo se con “popolo ucraino” si intende quello dell’Ucraina occidentale, mentre sono molto meno sicuro che i sentimenti e le opinioni delle persone delle zone contese siano quelle che pensa lui. A meno che in realtà quelle persone vengano considerate “non ucraine”…il che è uno dei motivi scatenanti il conflitto, che dura, voglio ricordare, dal 2014.
A tal riguardo e per prevenire le scontate reazioni degli imbecilli, segnalo che l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR), stima che l’80% dei profughi della guerra si sia rifugiato in Russia e solo il 20% verso l’Ucraina o l’Europa: sarebbe curioso se qualcuno invaso da un esercito ostile e temuto si rifugiasse prevalentemente sotto la sua protezione! Peraltro il fatto è passato sotto un assordante silenzio, il che vorrà ben dire qualcosa.
Sulla base di questi due errori lui giustifica la sua scelta, peraltro giustificata e comprensibile.
Io penso che però questa scelta sia in realtà dettata dal suo sentimento di appartenenza nazionale e c’entri ben poco con il socialismo. Cercare di giustificarla con il socialismo porta verso il nazional-socialismo, che proprio da quelle parti ha celebrato i suoi fasti maggiori e commesso le peggiori atrocità.
Sono assolutamente certo che nessuno -o quasi, tipo brigata Azov- voglia veramente andare in quella direzione e tantomeno Bilous, ma la direzione generale è chiara. Ignorare, nascondere, negare le posizioni degli altri o addirittura imporre per legge l’impossibilità di un negoziato, come ha appena fatto Zelensky, sono un sintomo evidente.
In conclusione vorrei rivolgere a Bilous il suo stesso appello “i socialisti internazionalisti dovrebbero valutare ogni conflitto basandosi sugli interessi della classe operaia e della sua lotta per la libertà e l’uguaglianza”
Finora l’Ucraina dall’occidente ha ricevuto in armamenti almeno 35-40 miliardi di dollari, che vogliono dire circa 1000 $ per abitante (uomini, donne, vecchi e bambini; compresi i russi ucraini dell’est!) e tutto quello che ne ha ricavato sono morti e distruzione, per lo più a carico dei più poveri, che di certo i 1000$ non li hanno visti né mai li vedranno.
In ogni caso, buttare benzina sul fuoco è un pessimo modo di spegnere un incendio
Mi sono preso una notte per pensare prima di commentare l’articolo di Taras Bilous per rispetto all’esperienza che sta vivendo e che traspare dall’articolo.
E anche per evitare nel modo più assoluto le imbecillità alla Govi.
Secondo me, dal punto di vista socialista, Bilous commette alcuni errori.
Primo, non riconosce che l’oppressione e lo sfruttamento del popolo in Russia e in Ucraina sono assolutamente speculari e del medesimo tipo e che il contrasto nasce da questo. In altre parole non è che una rissa tra due cosche mafiose rivali: non c’è un buono e un cattivo; al massimo (forse) ci può essere un meno peggio.
Secondo, pretende di interpretare i sentimenti del popolo ucraino e che siano ignorate le opinioni del popolo ucraino, il che potrebbe essere vero ma solo se con “popolo ucraino” si intende quello dell’Ucraina occidentale, mentre sono molto meno sicuro che i sentimenti e le opinioni delle persone delle zone contese siano quelle che pensa lui. A meno che in realtà quelle persone vengano considerate “non ucraine”…il che è uno dei motivi scatenanti il conflitto, che dura, voglio ricordare, dal 2014.
A tal riguardo e per prevenire le scontate reazioni degli imbecilli, segnalo che l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR), stima che l’80% dei profughi della guerra si sia rifugiato in Russia e solo il 20% verso l’Ucraina o l’Europa: sarebbe curioso se qualcuno invaso da un esercito ostile e temuto si rifugiasse prevalentemente sotto la sua protezione! Peraltro il fatto è passato sotto un assordante silenzio, il che vorrà ben dire qualcosa.
Sulla base di questi due errori lui giustifica la sua scelta, peraltro giustificata e comprensibile.
Io penso che però questa scelta sia in realtà dettata dal suo sentimento di appartenenza nazionale e c’entri ben poco con il socialismo. Cercare di giustificarla con il socialismo porta verso il nazional-socialismo, che proprio da quelle parti ha celebrato i suoi fasti maggiori e commesso le peggiori atrocità.
Sono assolutamente certo che nessuno -o quasi, tipo brigata Azov- voglia veramente andare in quella direzione e tantomeno Bilous, ma la direzione generale è chiara. Ignorare, nascondere, negare le posizioni degli altri o addirittura imporre per legge l’impossibilità di un negoziato, come ha appena fatto Zelensky, sono un sintomo evidente.
In conclusione vorrei rivolgere a Bilous il suo stesso appello “i socialisti internazionalisti dovrebbero valutare ogni conflitto basandosi sugli interessi della classe operaia e della sua lotta per la libertà e l’uguaglianza”
Finora l’Ucraina dall’occidente ha ricevuto in armamenti almeno 35-40 miliardi di dollari, che vogliono dire circa 1000 $ per abitante (uomini, donne, vecchi e bambini; compresi i russi ucraini dell’est!) e tutto quello che ne ha ricavato sono morti e distruzione, per lo più a carico dei più poveri, che di certo i 1000$ non li hanno visti né mai li vedranno.
In ogni caso, buttare benzina sul fuoco è un pessimo modo di spegnere un incendio
Nato così.
Io aggiungerei:
Arresto immediato, cui segue processo, dei funzionari Nato nelle basi italiane
Sconti sull’acquisto di nuovi yacht agli oligarchi
Immediata re-immissione dello Spartak alla Champions League
Per chi firma, in regalo un colbacco con la stella. In estrazione 10 viaggi premio a San Pietroburgo
1) STOP immediato sanzioni alla Russia;
2) STOP immediato armi all’Ucraina;
3) telefonata immediata a Putin e incontro bilaterale per concordare il ruolo dell’Italia come mediatore per la PACE;
4) congelamento immediato di TUTTE le bollette;
5) scala mobile totale;
6) 200 miliardi di investimenti pubblici all’istante utilizzando la liquidità già in cassa e l’emissione straordinaria di titoli di Stato.
Che dite? Non si può fare perché siamo nell’Unione Europea? Non so se l’avete capito che la scelta è fra Europa e la fine del Paese: DECIDETE!
https://appelloalpopolo.it/?p=74713
@1058
Parmeggiani, grazie dal profondo del cuore per le tue parole di stima.
Io non penso nulla: in assenza di informazioni ho fatto solo una (logica) ipotesi che, in zona di guerra, ci possano essere limitazioni nei confronti di (palesemente) stranieri a favore dei residenti.
Sulla stampa sono d’accordo con te. Ma non ritengo negativo a priori mettere nei pezzi le opinioni personali, purchè venga reso ben chiaro al lettore che di opinioni si tratta, e senza omettere informazioni essenziali (come invece è stato fatto nel caso di specie).
Se ti interessano i pezzi su BUTAC su Rangeloni, questi sono i link:
butac.it/tag/vittorio-rangeloni/
butac.it/paradosso-rangeloni-2-narrazioni-contrapposte/
(una ricerchina con google potevi anche farla, però 🙂 )
Ma che vi si parli di Rangeloni, a mio parere rileva solo in parte.
Ciò che ritengo utile portarsi a casa da questi articoli è come identificare un ben preciso modus operandi e come imparare a difendersi da esso e da chi ne fa uso, main o contro che sia.
@1058
Parmeggiani, grazie dal profondo del cuore per le tue parole di stima.
Io non penso nulla: in assenza di informazioni ho fatto solo una (logica) ipotesi che, in zona di guerra, ci possano essere limitazioni nei confronti di (palesemente) stranieri a favore dei residenti.
Sulla stampa sono d’accordo con te. Ma non ritengo negativo a priori mettere nei pezzi le opinioni personali, purchè venga reso ben chiaro al lettore che di opinioni si tratta, e senza omettere informazioni essenziali (come invece è stato fatto nel caso di specie).
Se ti interessano i pezzi su BUTAC su Rangeloni, questi sono i link:
http://www.butac.it/tag/vittorio-rangeloni/
http://www.butac.it/paradosso-rangeloni-2-narrazioni-contrapposte/
(una ricerchina con google potevi anche farla, però 🙂 )
Ma che vi si parli di Rangeloni, a mio parere rileva solo in parte.
Ciò che ritengo utile portarsi a casa da questi articoli è come identificare un ben preciso modus operandi e come imparare a difendersi da esso e da chi ne fa uso, main o contro che sia.
@1058
Parmeggiani, grazie dal profondo del cuore per le tue parole di stima.
Io non penso nulla: in assenza di informazioni ho fatto solo una (logica) ipotesi che, in zona di guerra, ci possano essere limitazioni nei confronti di (palesemente) stranieri a favore dei residenti.
Sulla stampa sono d’accordo con te. Ma non ritengo negativo a priori mettere nei pezzi le opinioni personali, purchè venga reso ben chiaro al lettore che di opinioni si tratta, e senza omettere informazioni essenziali (come invece è stato fatto nel caso di specie).
Se ti interessano i pezzi su BUTAC su Rangeloni, questi sono i link:
http://www.butac.it/tag/vittorio-rangeloni/
http://www.butac.it/paradosso-rangeloni-2-narrazioni-contrapposte/
(una ricerchina con google potevi anche farla, però 🙂 )
Ma che vi si parli di Rangeloni, a mio parere rileva solo in parte.
Ciò che ritengo utile portarsi a casa da questi articoli è come identificare un ben preciso modus operandi e come imparare a difendersi da esso e da chi ne fa uso, main o contro che sia.
D’accordo con questo. Ma non dimentichiamoci che gli oppressi sono stati, in quel contesto, gli abitanti del Donbass russofoni dal 2014 al 2022.
E nonostante tutto continuano ad essere bombardati “ad cazzum” da parte dell’esercito Ucraino.
Ripeto quanto io ho interpretato da quanto letto in questi mesi: se Putin riesce a mettere in sicurezza le nuove province russe del Donbass, la guerra può finire. MA Zelensky ha messo per statuto l’impossibilità di negoziare con la Russia (https://tass.com/politics/1517513)
Se mi sbaglio, chiederò mea culpa per la mia dabbenaggine. Ma se non mi sbaglio, dubito che altri siano disposti a farlo.
Una precisazione: l’articolo di Taras Bilous da me linkato
https://jacobinitalia.it/ecco-perche-da-socialista-ucraino-resisto-allinvasione-russa/
contiene un paio di ottimi, condivisibili spunti, insieme a un’affermazione che invece non posso condividere:
1) è giusto affermare che “quasi tutte le guerre presentano più livelli”, che “la guerra in Ucraina è una guerra per procura come lo fu il Vietnam” (USA contro URSS >> NATO contro Russia), ma è anche una guerra di resistenza del popolo ucraino (e Bilous conclude giustamente chiedendo di non “rinnegare solidarietà agli oppressi”);
2) è interessante dove Bilous offre uno spaccato sulla politica interna dell’Ucraina, affermando che “Zelensky è il politico più moderato (!) che avrebbe potuto salire in Ucraina”, e che se cadesse Zelensky “il paese sarebbe trascinato ancora più a fondo da una tempesta perfetta di nazionalisti e reazionari” (benedetti dalla NATO, aggiungo io);
3) penso infine che l’affermazione “l’Occidente non voleva questa guerra” sia troppo superficiale, perché l’Occidente è fatto di molte componenti, a questo punto: c’è la NATO, che si tiene dentro
– Turchia, stato ambizioso e aggressore,
– Polonia, governo autoritario della peggior risma che ha sete di rivincita (nei confronti della Russia ma anche nei confronti della Germania),
c’è l’Unione Europea, e c’è infine il Partito Democratico di Biden e Clinton che avevano, com’è noto, un conto in sospeso con Putin.
Affermare che nessuno tra questi volesse, se non altro, far cadere Putin in trappola, mi sembra molto semplicistico.
Più che disperato, Putin – incomprensibile per l’Occidente – è in missione per conto di dio. La dimesnione spirituale del cuore russo non è per me fuffa per il popolino.
Per la domanda cruciale resta in lizza l’eventualità che appena se ne dovesse verificare l’occasione per mettere giù le armi, non sarà lasciata scappare.
Anche io non ero andato la quarta. Vedi autolink in Salto dal divano.
Con una scusante.
Vedevo il momento buono per gli americani di mettere definitivamente il lazo al collo dell’Europa a mezzo indebolimento tedesco.
La tua versione resta possibile. Nel caso, universitaria.
Merlo n. 60: sì, ho letto. Che dire? Di Battista come sempre non va oltre il compitino da quarta superiore. Gli sfugge per esempio un particolare: che il sabotaggio convenga a Polonia e c. è evidente, ma è anche vero che una possibile, conseguente spaccatura tra Germania e USA potrebbe far comodo ai russi. Forse una mossa disperata – molto “russa”, in un certo senso – ma è chiaro, se fosse responsabilità dei russi, che a questo punto bisogna prenderli veramente sul serio.
Gavi n. 61: dopo avermi fatto rientrare nello spettro del “bislacco, chiacchierone, perditempo e affetto da insanabile pregiudizio”, torni sbrodolando grassetto e continui a usare l’espressione – converrai, non simpaticissima – “non ti entra” . Questa è la mia ultima replica – dopo di che, in cuor mio, ti manderò a quel paese.
1) Il deterrente russo è la minaccia di ricorrere alle armi atomiche: è un deterrente per definizione e sbarra la strada, di fatto, all’intervento risolutivo in soccorso agli ucraini. Con un’aggravante, a questo punto: forse Putin è disperato.
2) Per quanto riguarda l’andar mano nella mano col nazionalismo e tutto l’assortimento di estremismi di destra che ci offre, al giorno d’oggi, l’Est Europa, propongo questa lettura, interessante perché è la prospettiva di un ucraino che, come me, dice no alla NATO, no a Putin, eppur combatte:
https://jacobinitalia.it/ecco-perche-da-socialista-ucraino-resisto-allinvasione-russa/
Interessante e fa riflettere, ma la domanda finale – a cui non so rispondere – resta sempre la stessa: fino a dove ci si può spingere, con questa strategia? fino a che punto possiamo “tirare la corda”?
Evidentemente non vi entra -qui entra in gioco il retroterra culturale anti-americano che in Italia ha attecchito sia a sinistra che nell’estrema destra, Bertoncelli docet . La scelta e’ evidentemente disponibile nei bar dell’Emilia Romagna; lo e’ meno in Finlandia, in Lituania, in Romania ecc. (1048)
Govi, vedo che sei passato a roba pesante, eh? Male! Perché poi te ne esci con queste idiozie che vanno solo a tuo discredito e ci fanno capire il tuo grado di tolleranza nei confronti di chi osi pensarla in modo diverso.
P.S. Estremista di destra e avventore di bar: mai in vita mia mi era capitato che mi fossero rivolte simili scempiaggini. Govi è il primo: da ciò si deducono tante cose…
e l’Ucraina ha il diritto di difendersi, deve essere accettabile, giusto che la Nato mandi aiuti militari.
E perchè? La Nato ha mai mandato aiuti militari in altri casi, parlando di conflitti in paesi non Nato?
“I Nazionalisti/Sovranisti, per quanto delle solenni teste di c. (politicamente).”
Chi piú nazionalista/sovranista degli USA?
Chi piú nazionalista/sovranista della Russia?
Dai un’occhiata alla guerra in Serbia per la difesa del Kosovo.
Per installare la più grande base militare americana del sud est europeo.
Sussidiario utile.
@1056
“In questo caso mi pare che la forza deterrente del russo criminale possa aver la meglio” Non so se ti sei incasinato con i termini, ad ogni modo scambi i ruoli, Putin e’ entrato per davvero in Ucraina, altro che forza deterrente. Forza distruttiva e devastante. Forse vuoi dire che l’Ucraina si puo’ sacrificare, nel timore che facesse per davvero “la pazzia”? Piu’ che un deterrente, una minaccia…
Riguardo alla formula che (qui) va per la maggiore, “No Nato no Putin”: l’ho già’ detto, e’ un lettura illogica, forzata ad uso e consumo del teoremino anti-atlantista.. Si tratterebbe di scegliere tra Ucraina e Russia. Se l’Ucraina ha il diritto di difendersi, deve essere accettabile, giusto che la Nato mandi aiuti militari. Anche consistenti, meglio decisivi per le sorti del conflitto. E’ un’opinione troppo mainstream? Per chi ha l’ansia dei condizionamenti c’e’ effettivamente l’imperdibile opzione dell’informazione “alternativa”, la moderna pozione magica dell’intelligenza. Per me coincide ( perlomeno nel caso di quanto posta regolarmente Merlo )
con la peggiore spazzatura disponibile sulla rete – ad ogni modo, liberi di abbeverarvene a piene mani
P.S. Altra cosa che non ti entrerà’ mai. I Nazionalisti/Sovranisti, per quanto delle solenni teste di c. (politicamente) non per questo non hanno il diritto di difendersi/cautelarsi per le operazioni speciali di Putin. Sulle altre questioni, e in altri terreni, si combattono.
Prima dei prossimi commenti, scrivere SI oppure NO, prima del commento stesso.
Le premesse riferiranno se si è letto il pezzo di Corrado o meno.
Tutto si farà chiaro.
“Chi non l’ha ancora capito, purtroppo, lo capirà nei prossimi vent’anni.”
https://www.lindipendente.online/2022/10/04/chi-ha-sabotato-il-nord-stream-se-troppi-indizi-fanno-una-prova/
@1057
Giuseppe, sei una persona colta, informata e reputo intelligente, quindi immagino che tu non stia pensando veramente che a quel gruppo di ebrei fosse stato vietato l’ingresso per via di razionamenti, dato che invece altre persone “normali” entravano tranquillamente…
Sono d’accordo sul fatto che ti stanno suggerendo cosa pensare… esattamente come fa tutto il resto della stampa. Non credo esistano giornalisti o comunque “scriventi” che riescono a buttare giù un pezzo senza metterci la loro opinione personale. Sta a chi legge mettere insieme i pezzi trovati qua e là e farsi una propria opinione
Mi citi quali sono i pezzi di Butac su Rangeloni?
Allora anche io sono un : “italiano bislacco, chiacchierone e sostanzialmente perditempo” perchè NO Nato e NO Putin e aggiungo anche NO Cina.
Madonna che italiano di merda che sono:
– non mi so schierare.
– non so scegliere il padrone.
In questo caso mi pare che la forza deterrente del russo criminale possa aver la meglio, al punto in cui si trova, perché lui è credibile quando minaccia fare una pazzia (noi ci limitiamo a sanzionare il suo popolo e armiamo soldati che sparano ad altri soldati, quelli che non sono riusciti a disertare). Certo la sua sconfitta sarebbe l’esito più augurabile e tu dici, mi sembra di capire, che andrà a finire proprio così: rispetto la tua opinione – anzi, spero proprio che tu abbia ragione.
Ultima cosa (ultima veramente): io sarò anche assimilabile ad una “immagine di italiano bislacco, chiacchierone e sostanzialmente perditempo”, e forse sono anche condizionato da un pregiudizio anti-americano (è nel mio dna?), ma ti prego di notare che, se scrivo “no NATO, no Putin”, significa proprio quello che ho scritto; non significa pro-Putin. Questo tienilo a mente per la prossima volta che incontrerai sulla tua strada una persona, diciamo, libera da condizionamenti mainstream (e leggi Merlo n. 52 se vuoi capire meglio a cosa alludo).
PS: lo hai detto ai tuoi amici polacchi che li butteresti volentieri fuori dall’UE?
@foca monaca (fatico a prendere sul serio il tuo “nome” ma a te piace cosi…)
L’anti-americanismo e’ un atteggiamento culturale, se e’ impresso, non scompare e non c’entra nulla con il poter vivere anche serenamente negli stati uniti. Suona un po’ come una excusatio non petita…
Comunque, io vi lascio volentieri alle tue/vostre elucubrazione teoriche su come fermare una guerra e/o ottenere una pace, in casi come questo, pero’- sia mai – senza sembrare troppo filo Nato, troppo filo nazionalisti, senza assecondare gli Usa – e Trump nel tuo caso. L’egemonia americana mette ansia e va bene, meglio pensare che sia tutta una loro montatura, e che Putin sia solo una simpatica canaglia che si e’ fatto fregare.
Io lavoro in un gruppo con collaboratori di varie nazioni. Tra le nazioni dell’est , c’e’ una signora estone, un finlandese con un paio di studenti, diversi studenti lituani che si susseguono in visita, polacchi, slovacchi. Andiamo a pranzo su base settimanale, ormai i loro discorsi li conosco. Le storie sui loro genitori.
Mi piacerebbe vedere la loro reazioni sentendo opinioni come queste “no nato no putin”. Credo si confermerebbe l’immagine di noi italiani, chiaccheroni bislacchi e sostanzialmente perditempo. Ma in questo caso non troppo simpatici.
Per chiudere. Non so cosa (cazzo) intendi per intervento diretto. Io sono per combattere l’invasione russa dell’Ucraina, e fermare nuove “operazioni speciali” di Putin con tutta la forza deterrente disponibile. Se non fosse stato chiaro.
“Noi russi e voi occidentali abbiamo guadagnato un po’ di tempo con la caduta dell’URSS e la fine della Guerra Fredda. Dovremo usarlo bene prima che il gatto cinese ci mangi come un involtino fritto. Il conflitto con l’Islam che vi fa tanto tremare è un diversivo secondario”. Così mi disse il brillante manager russo, conosciuto per lavoro, islamico e tartaro, cresciuto nelle scuole dell’elite sovietica e mandato in Italia dal suo oligarca di riferimento, insieme ad altri, a gestire l’acquisizione di un famoso produttore di acciaio sull’orlo del fallimento. Ho ripensato molto alle sue parole in questi mesi. Forse ad un certo punto, dopo la luna di miele, qualcuno ha pensato di fregare l’altro per salvarsi, invece di mettersi d’accordo. Chi ha fregato chi? Bella domanda. Temo che se vanno avanti così rimarranno fregati tutti e due e noi con loro purtroppo. Per ora l’Islam è passato in secondo piano. Per ora. Arriva l’inverno, come dice Cominetti. Prepariamo la legna e la maglia pesante, che non uso più da molti anni per fare il fighetto, ma forse la devo cercare nell’armadio insieme ai pantaloni di ruvida lana Gino Trabaldo, made in Biella. Saluti e buon letargo, vigile però.
Govi n. 48:
Guarda, fino a che parliamo delle “ragioni della guerra”, come giustamente puntualizza Merlo, la mia posizione è quella che ho scritto: pacifista, né da una parte né dall’altra (schematico? boh).
E per quanto riguarda il pregiudizio anti-americano, per carità, quando facevo l’università ero sicuramente anti-americano, e senza dubbio lo ero per partito preso (mentre poi ero un grande fan di musicisti e autori americani, nello stesso tempo).
In seguito, da adulto (da padre di famiglia), ho avuto l’opportunità di vivere, per anni, negli Stati Uniti (gli ultimi tempi dell’amministrazione Obama e tutta la presidenza Trump, dal primo all’ultimo giorno).
Oggi penso che il futuro dei miei figli sarà negli Stati Uniti (il mio futuro, o per meglio dire la mia decadenza 😬, sarà qui in Dolomiti).
Non credo, a questo punto, di essere condizionato da alcun pregiudizio, se presumo, per esempio, che i Democratici americani sognassero di prendersi una rivincita, in particolare Hillary Clinton che a Putin aveva augurato, precisamente, di andare a impantanarsi, come dici tu. E non credo vi sia alcun pregiudizio se mi limito ad osservare che negli ultimi anni dell’amministrazione Trump si parlava moltissimo di Ucraina, negli Stati Uniti.
Molti americani hanno paura di perdere l’egemonia sul resto del mondo – è psicologico, secondo me – basta dirgli che la Cina sta facendo passi da gigante per vederli vacillare. L’Ucraina era una possibilità per fargliela pagare cara, a quel russo che aveva osato interferire nei loro affari interni. Quel “comunista” che non aveva abbassato la testa.
Poi quando hanno detto che la NATO non sarebbe intervenuta, in caso di aggressione russa, a me era parso come un invito a nozze (sbaglio?), e zac, dopo è scattata la trappola.
Se tu dici che si può negoziare la pace solo quando c’è un vincitore chiaro, stai già parlando di un conflitto che io disapprovo per principio (schematico!), dove non trovo una parte buona con la quale idealmente schierarmi, ma stai anche dicendo che, implicitamente, sei disposto anche all’intervento diretto (altrimenti il sostegno alla resistenza Ucraina cosa cazzo significa).
Critica al vaccino ai diritti fondamentali all’oltraggio della costituzione alla gestione del covid ha creato i no vax. Pari critica alla posizione americaneuropeangovernativa i pro Putin. fattelo da solo il dileggio. Ditista.
@1032
Per “fuori contesto” non intendevo insinuare che avessero intenzioni ostili, ma sapere cosa ci facessero lì (pare che partecipassero a un pellegrinaggio annuale e che le autorità ucraine avessero pregato di non prendervi parte – per ovvie ragioni), e il motivo per cui non siano stati fatti entrare (forse a causa di razionamenti ?).
Omettere queste informazioni (come fa AD) rende impossibile comprendere il senso degli avvenimenti. Ma permette, invece, di indignare.
In pratica, Parmeggiani, articoli di questo tenore ti stanno dicendo cosa pensare.
Quanto a “la Russia ha iniziato la guerra perchè non ne poteva più di quello che stava succedendo nel Donbass”, senza dubbio Putin saprà il perchè ha avviato questa guerra – pardon, operazione speciale – e noi possiamo solo fare ipotesi, ma permettimi di dubitare del suo ruolo di difensore degli oppressi.
Per capirlo basta guardare quello che ha combinato in Cecenia e come tratta le minoranze e l’opposizione nel suo Paese (solo per fare qualche esempio).
Come dice Govi, i suoi vicini lo conoscono molto, molto meglio di noi.
Su Rangeloni (@1035), ti consiglio di leggere i due articoli su BUTAC in merito a questo argomento.
E adesso, commento dileggiante di Merlo in 3, 2, 1… 🙂
Mi sa che ancora una volta a risolvere la questione sarà il generale inverno. Se arriveranno alla conclusione che gli interessi dei rispettivi sponsor sono troppo danneggiati forse gli esemplari alfa alzeranno la testa dalla feroce divisione del pasto del giorno. Agli altri, ai comprimari, alle riserve in panchina e agli spettatori penso convenga stare in campana, come sempre quando si procede di conserva, a prescindere dalla fiducia nel compagno di corda che uno si è scelto. Perché comunque devi scegliere quando tuona il cannone e a stare in mezzo si finisce come il famoso gatto in tangenziale, anche se sarebbe certamente più confortevole, almeno apparentemente. Solo per ragioni tecniche io metterei in letargo questa sequenza “millenaria” e ne aprirei una nuova. Troppo tempo ogni volta per andare il fondo se magari uno ogni tanto vuole intervenire.
Mischiare le ragioni della guerra con le modalità di uscita, fa danno.
@1044
Dire ne’ con Putin ne’ con la Nato e’ pure uno schematismo, e assume in modo semplicistico che tale opzione sia disponibile. Evidentemente non vi entra -qui entra in gioco il retroterra culturale anti-americano che in Italia ha attecchito sia a sinistra che nell’estrema destra, Bertoncelli docet . La scelta e’ evidentemente disponibile nei bar dell’Emilia Romagna; lo e’ meno in Finlandia, in Lituania, in Romania ecc.
Riguardo ai tuoi 2 punti: Il numero 2 non capisco bene in cosa consista: che dovremmo considerare l’opzione di non liberare l’Ucraina? E’ quanto sostengono Orsini e i suoi fans. Roba buona, di nuovo, al calduccio di un caffe’ italico. A Helsinki, a Riga e Varsavia ti fanno una pernacchia ( nel caso loro fossero i prossimi da sacrificare ).
Il punto 1 contiene gia’ un bias: che la Nato sia in conflitto. Non lo e’ ed e’ vero il contrario: se Putin avesse previsto che i paesi Nato avrebbero armato l’Ucraina, non sarebbe passato all’azione. Ha sbagliato i calcoli. Ed ora e’ impantanato. Il negoziato di Pace non potra’ cominiciare se non con un chiaro vincitore, oppure incoraggiato come “via d’uscita” a Putin da un paese terzo (Cina). Ma non verra’ certo favorito da un disimpegno negli aiuti all’Ucraina.
Come ne usciranno? Un pensiero/emozione mi inquieta. Nelle manifestazioni per il Vietnam mi sono trovato a prendere botte insieme a compagni che gridavano “Viva il compagno Giuseppe Stalin, terrore dei fascisti, terrore dei borghesi”. Mi venivano i brividi, ma stalinisti e filosovietici, almeno quelli che conoscevo, ci credevano davvero che l’URSS fosse un baluardo per il riscatto degli oppressi e che i danni collaterali fossero accettabili. Dall’altra parte della barriccata, i filoamericani erano altrettanto convinti che in Vietnam si difendesse la causa della Libertà anche con il napalm. Ho conosciuto poi più tardi dei colleghi e coetanei americani, persone democratiche e idealiste, che erano andati volontari e mi sembrava pazzesco, visto a posteriori. Quello che oggi mi colpisce è che nell’epoca post-moderna il conflitto è esplicitamente e dichiaratamente basato sugli interessi e sull’uso strumentale di sottili coperture ideologiche a cui pochi in realtà credono davvero. Da entrambe le parti. È la fine del “primato della politica”. Le classi dirigenti non devono più confrontarsi con le loro tradizioni valoriali, il comunismo da un lato, il liberismo dall’altro, ma solo render conto ai loro gruppi di sostegno di breve periodo. Una guerra per bande con interessi contrapposti. Inizialmente pensavo che la “secolarizzazione” dei conflitti fosse meglio. Più facile accordarsi sugli interessi che sui principi, ma ora un po’ mi sono ricreduto. Non è che questo terreno molto terra terra può spingere i giocatori a fare mosse ardite, senza ritorno, più che non in passato, quando comunque ci si doveva confrontare con il proprio “bagaglio” di riferimento? In fondo anche nella vita privata ci si azzanna più sui piccoli e meschini interessi che sui principi e i più incarogniti e pericolosi sono proprio quelli attaccati ai loro piccoli interessi. Un fenomeno che contrasta con il luogo comune che è più facile accordarsi quando non ci sono di mezzo i principi. Paradossi di Homo Sapiens. Molto pericolosi.
44&45 salvifici.
Come segno di approvazione nei confronti della foca monaca per il suo intervento (NO a NATO e NO a Putin; SÍ a negoziati di pace), propongo la sua promozione a Gran Tricheco del GognaBlog.
P.S. Ragazzi, cerco di sorridere per dimenticare almeno per un poco.
Giacomo, non mi pare che Merlo predichi lo schematismo, ma forse sbaglio (i suoi scritti non sono, ehm, così accessibili). Certo escluderei, almeno a giudicare dal suo curriculum, un condizionamento da retroterra italico. Se poi qualcuno – qualcuno con retroterra limitante e frequentazione assidua di siti di disinformazione – accoglie l’articolo che stiamo commentando come un invito a fare dietrologia, forse è perché, per l’appunto, Merlo è sempre un po’ criptico.
Se posso, ti dico che secondo me i punti deboli del tuo ragionamento sono due:
1) non accetti l’ipotesi che proprio NATO ed USA abbiano favorito l’escalation, e lo stiano tuttora facendo;
2) non vedi alternativa alla liberazione dell’Ucraina (è una possibilità? a che prezzo?).
Io dico NO a NATO e NO a Putin. Penso che la via d’uscita sia un negoziato di pace, che vorrei potesse iniziare al più presto.
(A scanso d’equivoci, odio Putin con tutto il mio cuore almeno dai tempi dell’assassinio di Anna Politkovskaja, detesto ogni tipo di nazionalismo e nel mio entroterra ci sono molti anni di vita trascorsa negli Stati Uniti: sono tornato per amore delle Dolomiti).
Nato.
Non e’ con lo schematismo ossessivo che piace a Merlo “o con la Nato o con Putin” che si vedono le cose in modo equilibrato. Ragionate con il vostro retroterra tutto italico, che viene dal pesante lascito della tradizione comunista. Provate a mettervi nei panni di chi, nella storia di questo secolo, i Russi non ha mai avuto il piacere di trovarli dei buoni vicini. Non bisogna certo essere degli ultra nazionalisti per sentire le cose in questo modo. Beh purtroppo l’Europa da sola, non puo’ far molto. Dal mio punto di vista, la sostituirei volentieri alla Nato. Ma la Nato c’e’ e l’Europa no. Aggiungo che io penso che se la Nato fosse intervenuta con azioni di deterrenza ai tempi di Crimea e Donbas, probabilmente non saremmo a questo punto. Putin e’ sensibile esclusivamente ai rapporti di forza.
P.S. Anche a me Polonia e Ungheria mi verrebbe voglia di sbatterle fuori da UE…ma anche l’Italia dove andra’ a parare?
Giacomo, scusa se intervengo nel batti e ribatti.
La Polonia è in piena deriva autoritaria, impregnata di subdolo, estremo nazionalismo. Non esattamente il partner ideale, ma è chiaro che USA e NATO la vedono di buon occhio. L’imperialismo di Putin è criminale, su questo non ho dubbi. Ma non riesco altresì a sentirmi schierato dalla parte della NATO che benedice i nazionalismi retrogradi dell’Est Europa (e ci costringe a combattere nel loro nome, che chiamiamo libertà, democrazia occidentale: io invece i polacchi, e tutti quelli come loro, li sbatterei fuori dall’Europa a calci nel culo). Del resto non capisco dove ci stia portando questa strategia: alla liberazione ucraina o all’escalation atomica?
Dagli al fascista. Prima.
E alla Russia imperialista. Dopo.
Nato così o hai studiato?
Esci dalla tranquilla Emilia Romagna e guarda qui:
https://www.president.pl/news/joint-statement-of-presidents-of-central-and-eastern-europe,59400?fbclid=IwAR3PrVxUw6neT9knTfQf_cqms1XYd_J-Ucg-Bn1QqhWZafGY2_fU1493Dc4
Guarda chi ha detto SI senza se e senza ma all’ingresso dell’Ucraina nella Nato: sono tutti paesi confinanti con la Russia o precedentemente nella zona d’influenza russa. Forse non leggono l’antidiplomatico – poveri schiavi del regime. Glielo spieghi tu che cosi’ acutizzano lo scontro? Che devono stare tranquilli, perche’ Putin vuole solo difendere il Donbas?
@Parmeggiani
Apri gli occhi, il cambiamento “delle nostre istituzioni” ( come se quello che contasse qui fosse la nostra italietta ) segue il cambiamento dei paesi vicini della Russia, e della Nato che da trattato e’ tenuta a proteggerli. Cambiamento che e’ conseguenza dell’invasione russa iniziata questo Febbraio. Quello e’ il nodo e continui a cercare di farlo passare sotto tono con gli argomenti pretestuosi che ti sono forniti come fumo negli occhi. Contento tu.
La verita’ e’ che Putin aveva in mente la ripresa del dominio regionale russo da anni. Lo ha detto chiaro e tondo, lui non ha mai accettato la Russia uscita dalla disgregazione dell’URSS del 90-91. L’Ucraina per lui e’ interamente roba russa, cosi’ come i paesi Baltici. Per te, per “non acutizzare lo scontro”, dovrebbe smettere di difendersi e consegnarsi. Che razza di ragionamento
@Giacomo
non un commento sul voltafaccia effettuato dai nostri leader negli ultimi anni sulla situazione in Ucraina… pazienza
Il piano logico quale sarebbe? Che secondo te è stato tutto programmato da Putin da anni? L’invasione dell’Ucraina, e la futura invasione dell’Europa (che dai tuoi discorsi sottindendi)? Io credo che il discorso di Putin sia stato fatto per come sono andate le cose nel corso della guerra di questi mesi. E’ noto a tutti ormai che l’esercito Ucraino è stato affiancato da svariati mercenari occidentali, più o meno ufficiali. Quindi quello che lui pensava di risolvere in poco tempo (ovvero la messa in sicurezza del Donbass) non gli stia riuscendo benissimo.
La realtà è che l’atteggiamento occidentale sta spostando un conflitto che doveva essere “interno” al problema Donbass, ad un conflitto Nato-Urss.
Per quale motivo l’Ucraina, ora dotata dei missili Himars che hanno una precisione millimetrica, colpisce obiettivi civili e che nulla hanno a che fare con obiettivi militari? A me sembra che ci sia solo una spiegazione: ovvero che viene “spinta” a provocare il nemico per acutizzare lo scontro.
Se non ti è ignoto, dammi una motivazione valida e logica del perchè c’è stato questo cambiamento di mentalità da parte delle nostre istituzioni
@Parmeggiani
Tentavo di rimanere su un piano logico, ma ti e’ difficile. La raccomandazione di consultare fonti alternative a quelle “tue preferite” si basa su affermazioni come:
“Ho detto che l’intervento russo in Ucraina fosse “giustificato” dal fatto che per oltre 8 anni le popolazioni russofone del Donbass sono state “trattate male” –
Il punto e’ che quello che per te e’ il motivo dell’invasione dell’Ucraina, NON lo e’ per Putin, e lo capiresti bene se avessi sentito il suo discorso. Stai (state) trasformando la realta’ per piegarla alla vostra logica “anti”
Tra l’altro dovresti spiegare quale delle mie affermazioni ti dovrebbero indicare che quanto da te ripetuto sia a me ignoto. Ma ovviamente non importa…
@Govi
Non hai letto bene il mio ultimo commento.
Ho detto che l’intervento russo in Ucraina fosse “giustificato” dal fatto che per oltre 8 anni le popolazioni russofone del Donbass sono state “trattate male” – non so come definire quando ci sono schedature, torture, uccisioni, bombe da parte del governo del tuo paese su una parte della popolazione .
E in questi anni sono stati fatti diversi appelli da parte di tutti (anche da parte del nostro Presidente della Repubblica, e della stessa Meloni) perché questo terminasse.
Lo sai vero che che Mattarella qualche anno fa ringraziò Putin per il ruolo di mediazione che stava cercando di avere nel conflitto in Donbass? Lo sai che negli anni scorsi molti giornali dichiaravano che in Ucraina la matrice nazista era molto forte. Ora, tutto sparito. Ora il cattivo è solo Putin.
Dovresti provare tu a informarti in fonti alternative, ad esempio freelance che hanno vissuto in Donbass in questi anni (Giorgio Bianchi ad esempio, o Vittorio Rangeloni), e provare a ragionare in modo critico su quello che dicono.
22’30”
https://www.luogocomune.net/35-commenti-liberi/6084-commenti-liberi-1-ott-2022
@Parmeggiani 1032
Faccio fatica a mettere insieme i “tasselli” nel tuo intervento. Questo “esserci qualcosa di strano” per te spiega l’invasione dei russi? O la giustifica? Riguardo alle tue altre affermazioni, credo che nella foga di evitare l’informazione da te giudicata “di regime” ti stai perdendo dei pezzi per strada. Cerca una buona traduzione del discorso di Putin di Venerdi e vedi se ti torna. Giudica sulla base di quanto dice se Paesi Baltici, Finlandia e magari pure Polonia e Svezia non abbiano qualche motivo per chiedere l’adesione alla Nato. Certo che nella nostra tranquillita’ e’ comodo fare gli anti-atlantisti, ci fa sentire intelligenti. Ma dovresti sentire altre campane, possibilmente non di fonte italiana…
@1021
Beh, in effetti hai ragione.
Qui in Italia, se trascuriamo i non vaccinati in periodo di Green pass, se a qualcuno fosse impedito di esercitare le normali funzioni da cittadino come entrare in un supermercato, finirebbe su tutti i giornali.
Il fatto che sia “fuori contesto” non mi convince, non mi sembravano persone armate, tra l’altro gli ebrei ortodossi direi che siano persone pacifiche.
Questo, da solo, ovviamente non prova nulla. Pero’ è un tassello da mettere assieme agli altri… di chi ovviamente “vede” qualcosa di strano in quel paese.
@1023
Io penso che in questa situazione, probabilmente la Russia ha iniziato la guerra perchè non ne poteva più di quello che stava succedendo nel Donbass dal 2014… Ma è una mia opinione ovviamente
Quindi se vuoi ti rispondo “SI”, e penso che abbia fatto bene ad annettere le provincie russofone. E credo anche che una volta che ne avrà il pieno controllo si fermerà.
Non siamo mica gli americani. Che loro possono sparare agli indiani (Citazione Vasco Rossi)
Quando vedi una scia nel cielo continua a ridere dei ciarlatani, non pensare agli americani.
@1020
Zelensky è ebreo, come lo sono molti dei suoi più stretti collaboratori. Branco di nazisti!
Lorenzo et alii, quando commmenterete dite qualcosa su questo specifico fatto; per favore non tirate in ballo -36, divani e dita al posto della Luna coi quali dileggiate, quando non offendete, chi non è nel mondo del vostro piccolo mainstream.
Dai che domani si scala, Pax et bonum
Segue.
https://www.iltempo.it/personaggi/2022/09/30/news/terza-guerra-mondiale-nato-quando-iniziera-profezia-lucio-caracciolo-33287613/
Guerra aperta.
Finora c’era uno scontro relativamente chiuso, dove ancora ci si appellava a regole, leggi e precedenti.
Ora la guerra è aperta.
https://www.luogocomune.net/16-geopolitica/6083-sabotaggio-al-nord-stream-chi-%C3%A8-stato
Veggente.
Attendiamo uno straccio di risposta tua, di tuo pugno, da tempo. Finora non pervenuta, a parte le tue scemenze sulla luna, i divani, i -36 e i copia-incolla dei siti dove trascorri il tuo tempo
La voce del divanista.
Fa la domanda e si da la risposta. “Ovvio”.
Giusto per capire il ragionamento, Parmeggiani. Quindi, sulla base di questa attendibilissima notizia tu che concludi? Che “tieni” per la democraticissima Russia di Putin?
Questa gara tra cervelli con Merlo e’ qualcosa di sublime…
‘Ngnela fà.
Ma certo, perchè un Paese intero si giudica in base alle azioni di un addetto alla sorveglianza di un supermercato.
Naturalmente senza alcun contesto, senza dire cosa ci facevano lì (è un Paese in guerra, dopotutto) nè il motivo per cui non sono stati fatti entrare, ad esempio.
Fulgido esempio di giornalismo, per nulla schierato. Brava, redazione!
Speriamo che quelli di AD non vadano mai a Predappio (o, invece, ci vanno ? 🙂 )
Stavolta anticipo Merlo:
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-video_ingresso_vietato_agli_ebrei_in_un_negozio_ucraino/45289_47453/
La democraticissima Ucraina di Zelensky
@Giuseppe
Sui “convintamente convinti” non mi riferivo a te 🙂 ma in generale a molti commenti che si leggono in giro.
Per quanto riguarda i punti:
1) e 2) Può essere che non siano una prova, ma ascoltarlo ora suona diverso, soprattutto “abbiamo i mezzi per farlo”
3) Non è concreto, ma mettendo insieme tutti i pezzi mi sembra che un disegnino dietro ci sia… se poi non lo si vuole vedere…
4) In zona NATO mi sembra più probabile che risulti strana venga intercettata la presenza di una nave russa piuttosto che di una nave USA, non ti sembra?
5) E quindi il fatto che non siano più utilizzabili i gasdotti russi sicuramente giocherà a favore dell’utilizzo del nuovo gasdotto (e delle navi di GNL USA)
6) “Sarebbero stati inutilizzabili comunque”: e perchè? Nessuno più pensa che sia possibile recuperare una posizione europea più neutrale? O meglio, che badi ai propri interessi piuttosto che a quelli USA?
Perchè ora… dimmelo tu! Potrebbe essere perchè si dice che la Germania avesse rincominciato ad acquistare gas russo, perchè è una delle più danneggiate dalle sanzioni, e per lo stesso motivo ad avere posizioni più morbide nei confronti delle stesse… Potrebbe essere un buon motivo?
La guerra ha unito l’Europa agli americani nella condanna a Putin.
Dunque Europa contro Russia.
L’energia è un cappio al collo europeo.
Dunque aiuti Usa necessari.
Cioè servizio al pil americano.
Sabotaggio (o aspettiamo l’Onu che ce lo confermi o forse lo sconfessi?) gasdotti, strozza l’Europa (Germania) che finalmente potrà essere ridotta cane da compagnia di piccola taglia degli americani. Fino a prima solo cane ammaestrato.
A meno che si voglia sostenere che l’Europa forte – quindi necessariamente rivolta anche a est – fosse nei progetti e nelle aspirazioni americani.
@1012
“Le prove, se salteranno fuori, saranno sicuramente contraffatte”.
Si, soprattutto se le prove andranno contro le nostre convinzioni.
Posizione un pò preconcetta, non ti pare ?
Comunque, chiedo di non annoverarmi fra i “convintamente convinti”.
Anzi, detto tra noi, se proprio dovessi scommettere dei soldi, punterei sul fatto che siano stati gli USA (e spero che questa affermazione non sconvolga troppo Merlo 🙂 ).
Perchè mi sembra la lettura che porta a decodificare in modo più chiaro il possibile messaggio (nei confronti di Russia, UE e – forse – Cina).
Cionostante, proverò lo stesso a fare qualche considerazione/domanda di tenore opposto sulle tue c.d. informazioni:
1) Lo ha dichiarato insieme a Olaf Scholz, e infatti NS2 non è mai stato messo in servizio dai tedeschi. Inoltre è stato sabotato anche NS1.
2) Vedi 1.
3) Un politico polacco ringrazia. E sticazzi! 🙂 Qualcosa di + concreto no ?
4) Le navi USA sono dappertutto. E in quella zona ci sono anche i russi.
5) E quindi ?
6) Sarebbero stati inutilizzabili comunque. A parte che erano entrambi già fermi, pensi che il processo di scollegamento della UE dal gas russo sia reversibile ?
Ma, più che adottare posizioni ideologiche, credo sarebbe utile farsi qualche domanda.
Ad esempio: perchè ora ?
L’atlantista Rampini, butta là con disinvoltura, che l’opera potrebbe essere dovuta all’opposizione russa contro Putin.
Il crollo è puntellato con creatività.
Domanda: a Putin non sarebbe bastato chiudere semplicemente il rubinetto?Avrebbe avuto mille scuse, giustificazioni, ragioni. A che scopo il sabotaggio?
Per di piú non aveva alcuna necessità di mascherarsi dopo aver minacciato di ricorrere addirittura alle bombe nucleari!
Di piú, alla Russia non conveniva affatto sabotare il gasdotto. Il sabotaggio le ha precluso la possibilità di poter riaprire i rubinetti in caso di sblocco delle sanzioni (e quindi di incassare altro denaro).
Sostengono sia stata Gazprom per non pagare le penali.
Come dire che avrebbe senso dare una martellata al televisore per non pagare il canone.
Siamo nell’epoca delle forze ondulatorie (cfr Lamorgese), non ci si preoccupa neppure di inventarsi scuse che siano poco sopra il ridicolo.
Tutti sapevano chi era Al Capone, ma ci è voluta una denuncia per evasione di tasse per metterlo in galera
@1010 Giuseppe
Le prove, se salteranno fuori, saranno sicuramente contraffatte. Pero’ ci sono qua e là diverse informazioni:
– Biden che dichiara in febbraio che se la Russia avesse invaso l’Ucraina avrebbe fermato per sempre il North Stream 2, e “abbiamo i mezzi per farlo” –
– Victoria Nuland che afferma più o meno le stesse cose
– Un politico polacco ringrazia gli USA con la foto della fuoriuscita del gas sotto
– Una nave USA era presente a 30 km dal luogo degli incidenti il giorno dopo gli stessi
– E’ stato da pochi giorni inaugurato un gasdotto dalla Norvegia alla Polonia
– I due NS 1 e 2 sono costati 12 miliardi alla Russia, e rischiano di diventare inutilizzabili per sempre
Se “due indizi non fanno una prova”, 4 forse lo sono
Sì, e la guerra russa è imperialista e contro l’Ucraina come dicono i giornalacci.
Per la verità meglio aspettare la parola dell’Onu.
Vorrei mai si pensasse, quando non credesse, ci sia di mezzo l’intento egemonico mondiale americano.
Meglio attendere.
Ci sono diversi attori coinvolti, con diversi possibili ruoli.
In assenza di maggiori informazioni (non trattenere il respiro mentre le si attende), fissare una scena in base alla propria ideologia (come fa l’articolo su AE o gli articoli speculari sulle testate main), impedisce di comprendere sia chi ha effettivamente compiuto l’azione sia il messaggio a questa allegato.
Messaggio che, al contrario, risulterà ben chiaro all’effettivo destinatario.
C’è chi è “convintamente convinto” che sono stati i Russi. Mamma mia
https://www.ariannaeditrice.it/articoli/autosabotati
Quando trovo le parole le scrivo.
Telegram | Giorgio Bianchi Photojournalist | 13:17
“8 anni fa, prima che venisse evirato e trasformato in uno strumento della propaganda liberal e atlantista, il Guardian pubblicava un articolo dell’ottimo John Pilger dal titolo “In Ucraina gli USA ci stanno trascinando verso una guerra con la Russia”. Se si prova a condividere questa immagine su Twitter, essa viene oscurata con l’avvertenza che contiene “materiale sensibile”. Per vederla bisogna cliccare sul link. Ecco lo stato dell’informazione oggi.
Quello che si poteva liberamente pubblicare e condividere un tempo, ora nella migliore delle ipotesi viene ritenuto pericoloso e controverso, nella peggiore viene censurato e gli autori silenziati”.
Il dito e la luna.
https://www.bitchute.com/video/0xk9ztS448kt/
Dignità situazionista.
Allora gira nel badile.
Non ho telegram (e me ne guardo).
P.S. Ho sbagliato a scrivere. Non è barile, è “la merda che si rivolta al badile“.
Non che nei confronti di quanto scritto dall’AD cambi qualcosa, eh 🙂
Qualcuno può aiutarlo?
Telegram | Effetti collaterali | oggi | 1756
Propongo a Gogna di fare una t-shirt celebrativa con una grafica più o meno così:
1000
VAI CON L’ONU! GENIO
da mettere in vendita.
Tieni. Verifica. Non perderti il dito. E gira nel barile.
Telegram | Non siamo invisibili | oggi | 13:53