Senza dignità

Siamo sul fondo del barile a raschiare qualcosa che sia ancora vero, ma non si trovano che tossiche croste di muffe.

Senza dignità
di Lorenzo Merlo
(scritto il 14 settembre 2021)

Senza dignità 1
La messe di controinformazione, meglio, di giornalismo dal basso, internazionalmente e nazionalmente disponibile, fatto salvo poche e rare eccezioni, è stata ignorata dai grandi media d’informazione.

L’informazione filogovernativa si è autoproclamata la sola attendibile. Lo stimolo al dibattito che sarebbe potuto derivare da una loro più aperta, meglio, giornalistica politica, avrebbe giovato alla cultura italiana, al giornalismo, alla fiducia nelle istituzioni e negli uomini.

Non contenti e sospinti dai ciclostili istituzionali non hanno esitato ad alzare il livello. Se prima ignoravano le voci non allineati sono passati a censurarle e poi a colpevolizzarle. Non è dunque frutto di se stesso se quelle voci che lamentavano emarginazione, che si chiedevano perché venissero tanto ignorate, che si ponevano e pongono domande elementari, giornalisticamente ineludibili, per i grandi media siano divenute criminali e pericolose. Superfluo è ricordare quanto enfatizzino il malato novax, che dal letto d’ospedale diviene paladino del vaccino; quanto siano taciuti gli eventi avversi, quanto non sia dato spazio a medici e ospedali che hanno avuto successo sul CoViD-19, quanto di quelle voci si faccia solo un numero, private di contenuti e argomenti, a seconda della strumentalizzazione necessaria, definito tra il dieci e il trenta percento dei vaccinabili. E non c’è premio Nobel che possa dire la sua senza divenire bersaglio di gentili ma radical-contumelie.

L’intelligence padronale avrà avuto il suo da fare per occultare chi desiderava solo capire le ragioni delle bugie che sentiva, solo comprendere quelle delle contraddizioni che osservava, solo spiegarsi i motivi di una politica tanto antidemocratica, solo trovare una speranza che gli impedisse di vedere la voragine tra sé e le istituzioni allargarsi sempre più.

Penso che in buona misura (sarebbe bello conoscere il pensiero di altri) il popolo privato di dignità sia tendenzialmente depoliticizzato in quanto emancipato dalle tradizionali e ormai svuotate ideologie contrapposte. Un popolo che osserva il dominio dell’economia e della tecnocrazia sulla politica. Che vede quanto questa non abbia proposte ma solo guinzagli. Che vede tutte le sovranità nazionali sul banco del mercato, nonostante la facciata istituzionale, gestito da commercianti privati, extranazionali. Le sovranità, dalla militare all’economica, dalla monetaria alla nazionale, dall’istruzione alla sanitaria non sono più beni degli italiani. E quel popolo quantificato tra il 10 e il 30 per cento di un qualche totale conteggiato dal contabile di stato lo sa. Per questo si allarma quando qualcuno con mascherina e finestrini su corre a votare per una delega della democrazia in avaria pesante. Per questo il suo mayday-mayday è un urlo nella burrasca in cui non si è trovato per merito suo.

È un popolo che vede liquefarsi la propria identità, sempre più omeopaticamente dispersa nella società dello spettacolo unico. Essere come qualcuno visto in tv, in youtube, in facebook, in twitter, è più importante che essere se stesso. Ma è un modo di dire: quando mai lungo questa china schiavistica qualcuno avrà più modo di riconoscere la farsa in cui, come gli altri, vuole recitare la sua parte?

Senza dignità 2
Se così non fosse, ovvero, se i media e le istituzioni non avessero ignorato le voci indipendenti e alternative alla loro ma semplicemente non le avessero sentite, né, per distrazione, cercate, non ne avessero indagato il gradiente di attendibilità ovvero, se alle loro intelligence fossero sfuggite, le avessero sottostimate, e se, in sostanza i passacarte, vantando buona fede, semplicemente si fossero attenuti al compitino redazionale, allora è a questi che forse manca la dignità deontologica.

Senza dignità 1 e 2
In ambo i casi, si tratta di quelli che nei loro giornali scrivono “solo noi siamo l’informazione”, quelli che le fake news riguardano solo gli altri. Quelli che pur di avere un click tengono on line gossip e paperissime. Quelli che “potrebbero urtare la nostra sensibilità” per immagini che non disturbano nessuno. Che pur di stare a galla sono però disposti a sbatterti in faccia qualunque pubblicità in modi sempre più invadenti e obbligati. Che per la privacy nascondono i volti dei bimbi e omettono i nomi purché, come segnala Andrea Zhok, l’argomento non sia il CoViD-19 e l’abietta campagna vaccinale. Quelli che, lo so per informazione diretta, si occupano dei temi di esclusivo interesse per la proprietà. Quelli che a qualunque informazione di rilievo non viene dato spazio o viene trattata con il minimo trafiletto, senza alcuna ripresa, solo per sottrarsi dalla responsabilità deontologica. Quelli che davanti a questi dati di fatto senza incertezze, invece di piangere vincoli, censure e autocensure si alzeranno altezzosi e con sarcastico sorrisetto ci diranno che in una proprietà privata ognuno fa ciò che vuole.

Esatto. Informazione e proprietà privata. Spero tutto sia chiaro in merito alla questione della dignità non data, la numero 1, e non in essere, la 2.

Senza dignità ultima modifica: 2021-10-05T04:54:00+02:00 da GognaBlog

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1 pensieri su “Senza dignità”

  1. Su una cosa però il mio giudizio è categorico: “Lorenzo, esprimiti in modo chiaro!”.

  2. Il nostro Lorenzo sta ricevendo le prime lodi internazionali, a dispetto di chi qui lo critica perfino se scrive: “Forse domani pioverà”.
    … … …
    Io non sono d’accordo su alcuni suoi giudizi, ma su altri sí. In ogni caso, anche se a mio parere a volte eccede in pessimismo o complottismo, Lorenzo dimostra una mente anticonformista cioè libera da pregiudizi e dalla vulgata imperante. Non è cosa da poco.

  3. Dopo che negli ultimi due anni si è assisitito ad ogni tipo di decontestualizzazione da parte delle fonti che spesso vengono citate qui, questa denuncia, che non posso che condividere pienamente come principio, m’appare come tragicamente ipocrita.
     
    Dalle mie parti c’è una metafora molto efficace per descriverlo: “la merda che si rivolta al badile”.

  4. Una faccenda penosa e imbarazzante per tutta la stampa italiana che vuole fregiarsi dell’attributo “informazione”.

  5. Se non ancora chiaro, se qualcuno aveva ancora qualche riserva di credito nei confronti dei progressisti, il signor Giannini chiarisce le idee definitivamente. 
    “I miserabili del web” sono quelli che stanno dalla parte che una volta era proprio dei progressisti.
    La spaccatura con tutto ciò che è popolo è chiara e dichiarata.
    Come è chiaro che ancora prenderanno i vostri voti, godranno della vostra solidarietà e vivranno sulla vostra genuflessione permanente, quando non della vostra gianesca ipocrisia.
    Bevi Gruber e se non ti piace, prendi un Giannini.
    https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-quando_la_toppa__peggio_del_buco_limbarazzante_risposta_di_giannini_sulla_prima_pagina_della_vergogna_de_la_stampa/45289_45643/

  6. Su Telegram Giorgio Bianchi, fotoreporter e autore dell’articolo, ha aperto un canale molto interessante. Ora lui è a Donetsk e invia queste informazioni in diretta e praticamente in tempo reale.

  7. @771
    “Alberto”, lei ha la semplicità e l’ingenuità di un bambino. Bianco. Nero. E tutto il mondo gira intorno a quello che c’è nella sua testolina. Ma non è cosi’. Se non fosse che le persone come lei rendono il mondo pieno di ipocrisia e di menzogne, la compatirei.

  8. Commento 768- Sig.Parmegiani, Israele si di fende da terroristi, io sarò illeggibile lei è complice di un criminale assassino se non lo condanna  “senza se e senza ma” come dicevano le femministe a senso unico. Merlo lei non ho ancora capito cosa fa nella vita se non distruggere il mondo occidentale. probabilmente vuole vendicarsi per prori problemi.
    Putin è un criminale, ogni altra voce contraria è complicità e qui ne vedo tanta. se non vi va l’Occidente, andatevene nessuno vi rimpiangerà

  9. I commenti di “Alberto” non li tengo neanche in considerazione.
    Ricordiamo che Israele sta bombardando continuamente da anni la Siria e nessuno dice nulla.
    Ricordiamo che il Donbass è stato oggetto di una “guerra a bassa intensità” dal 2014 e a nessuno importava niente. 
    Ci vorrebbe un po’ di coerenza

  10. Mi ricordo. L’avevi detto anche per l’Iraq, l’Afghanistan, la Libia, Il Kossovo, La Serbia, La Bosnia, il Vietnam, Hiroshima, Nagasaki.
    Equo.

  11. La maggior partedei commenti qui sono immondi.Già solo tentare di giustificare un criminalew come Putin è un crimine contro l’umanità. VERGOGNA

  12. La guerra psicologica è in corso c’è sempre stata, ed è diventata palese negli ultimi 2 anni

  13. A me interesse essere informata e aggiornata più sul covid che sulla guerra e di covid non ne parla più nessuno.

  14. 1) La Russia ha invaso l’Ucraina.
    2) Questo è un fatto, non un’opinione.
    3) Ed è un fatto di gravità eccezionale.
     
    Poi si può discutere dei precedenti, per esempio la richiesta dell’Ucraina di entrare nella NATO. Ma il fatto piú grave – la guerra e l’invasione – rimane quello.

  15. La guerra suscita  emozioni violente. I popoli nostri potrebbe rendersi conto della manipolazione in atto. E forse qualcosa potrebbe cambiare nella percezione delle cose, ma credo che la propaganda vincera’ ancora. Quale sara’ il risultato…dipende…da quale interesse dovra’ prevalere. 

  16. Canto del cigno della Nato, della egemonia Usa, della Ue?
    Multipolarismo possibile?
    O probabile costrizione all’autarchia degli çUsa?

  17. La Russia non è più un Paese socialista e in Ucraina il Partito Comunista è messo al bando. Questa è una guerra tra Paesi capitalisti per ragioni di influenza economica-geopolitica.
    Si ritorna al clima precedente la 1^ guerra mondiale, ma all’epoca non vi erano armi atomiche.
    Da notare il fatto che i media non parlano più di Covid, di vaccini e di No Vax.

  18. Considero Letta uno dei peggiori leader politici del PD nella sua storia, e in generale tra tutti i partiti. Le parole hanno il loro peso e bisogna sapere, quando sei un leader politico, quali pronunciare. 
    Putin non è uno stinco di santo ma è stato sicuramente provocato, e gli 8 anni di battaglie nel Donbass ne sono una prova

  19. L’opera d’arte in forma di menzogna del vergognoso giornalismo si sta ripetendo con la narrazione del mostroputin.
    Chi sospetta siano solo stupidi sbaglia. Sono parte del degrado e sono anche parte delle sue élite. Le parole di Letta sulla vicenda Ucraina ne sono lo schifoso faro.
    Votate pure il nuovo ordine e immondi salite sul putrido barcobe dei vincitori.
    Gli altri, non si credano soli.
    https://www.ariannaeditrice.it/articoli/una-guerra-nata-dalle-troppe-bugie

  20. Merlo.,Fai il tuo giochino preferito con qualcun’altro che abbocca. Che è meglio. Io non ti faccio da spalla. Buona continuazione. 

  21. Sprolqui gergo inglese.
    E capisci che non è il caso.
    Ti appelli al sapere e alla razionalità.
    Scopri che le questione è emozionale e giù spiegazioni.
    Ti appelli alla ragionevolezza del vaccinismo.
    Poi abbandoni facendo finta di niente.
    Riversi banalità come una tramoggia.
    E non te ne accorgi.
    Argomenti la normalità del marketing giornalistico.
    Inconsapevole che stai avvallando questo sistema di cose.
    E alla fine batti i pugni perché le cose non vanno secondo il tuo buon senso.
    Ciao.

  22. È ovvio che ogni Stato si preoccupa dei suoi confini. È una banalità e le banalità non mi soddisfano molto.,Ho trovato interessante la ricostruzione storico geografica del perché proprio quel confine tra gli enormi confini che ha la Russia e non ad esempio il confine baltico. Comunque chiudiamo qui. Mi sono stufato. Il dialogo è impossibile su questo tipo di media. 

  23. Roberto, tu hai scritto ““leggendo un libro di geografia ho capito perché i russi sono così intrippati da sempre sull’Ucraina””
    Io ho scritto che mi pare che sia una banalità capire il perché i russi si preoccupino di cosa succede ai loro confini immediati, visto che lo fa ogni stato (ho citato gli USA, ma avrei potuto citare Francia, Germania Italia per limitarmi a noi).
    Tu ti sei sentito aggredito, giudicato e insultato ma non era certo mia intenzione.
    (E francamente, rileggendo, stento a trovare qualcosa in tal senso)
     
    Direi che con ciò, basta.

  24. Matteo. A me non mi ha convinto proprio nessuna propaganda di nessuno. Sforzati di ascoltare, invece di aggredire e fare interpretazioni sugli altri, poveri fessi che si fanno abbindolare come allocchi. È l’autore del libro che parla di “ossessione” “preoccupazione” dei governanti russi da 400 anni per il controllo della pianura ucraina, porta di ingresso da cui sono passati quasi tutti gli invasori perché di più facile accesso che non il corridoio Nord e ci sta, ha un senso. Che cavolo c’entra l’illazione che io mi sarei fatto convincere dalla propaganda atlantista ? Si trattava poi di esempio che aveva a che fare con tutt’altro e cioè proprio con la necessita’ di essere attenti e prudenti con ciò che passa nel mercato delle news sui media e in Rete, nessuno escluso, perché esistono sempre risvolti economici, diretti e indiretti. Ci vuole veramente una gran pazienza per non perderla ogni tanto. Se avete bisogno ogni volta di un avversario immaginario per giocare a fare rissa, io sono la persona sbagliata. Sono stato troppo addestrato a gestire l’aggressività altrui, anche se mi costa ancora fatica, dopo tanti anni.

  25. Mi sono meravigliato perché in realtà non c’è nessunissima ossessione ucraina di Putin, ma, ormai da anni, è in corso un’aggressione (o una minaccia, se preferisci) americana alla Russia. E Putin ha risposto che riterrà una aggressione l’ingresso dell’Ucraina nella NATO. (come ha affermato anche Sergio Romano, non un pericoloso comunista)
    Solo la propaganda  a cui siamo sottoposti ti ha convinto di altro. 

  26. Matteo. Perché ti sei meravigliato che io abbia citato un libro di geografia quale fonte di nuovi stimoli, come se non sapessi dove si trova l’Ucraina e il terrore russo dell’adesione dell’Ucraina alla Nato. Il libro mi ha ricordato la storia della Russia degli ultimi 400 anni e il perché di alcune ossessioni degli Zar e di chi si ritiene un loro erede. C’è sempre qualcosa da imparare che magari ti fa scattare un pensiero e una connessione. Comunque lasciamo perdere e vediamo come va a finire confrontando le fonti ed evitando di berci tutto quello che passano le diverse osterie come vino di ottima annata. Ma questo è il prezzo che si paga per l’esistenza di un “mercato” delle news. Inutile scandalizzarsi, a parte il comportamento di alcuni osti davvero scandalosi. L’alternativa è peggio. 

  27. Caro Roberto, non capisco perché dovrei pensare ignorante, idiota o sprovveduto o da dove si evinca.
    Ribadisco che al momento attuale Putin non è preoccupato dall’assenza di montagne ucraine quanto dalla possibilità che dopo Polonia, rep. Ceca, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania e Romania, la NATO (cioé gli USA) arruoli anche l’Ucraina.
     
    Vegetti, quanto a questo, la repubblica dell’Ucraina è (formalmente) indipendente da 1918…ma comunque non c’entra proprio nulla 

     

     

  28. Vegetti. È appunto quello che spiega Marshall, utilizzando il punto di vista geografico e quello storico. Negli ultimi 500 anni la Russia è stata invasa più volte da Ovest. Da Napoleone fino alle due guerre mondiali i russi hanno combattuto mediamente ogni trentatre’ anni nella pianura nordeuropea o nelle sue vicinanze. Ma questo non c’entra qui. Si trattava di un esempio per dire che ci sono implicazioni che a volte non sono così evidenti e che prescindono dalle volontà (anche dalle buone volontà) degli attori. Esattamente quello che succede quando noi ci mettiamo in quel mare non sempre chiaro che è il mondo della rete, dove pochi davvero hanno la chiave per capire come funziona il retrobottega, salvo meravigliarsi quando magari riceviamo un messaggio pubblicitario o un avvertimento che la nostra password o identità e’ stata violata e ci chiediamo: ma dove è avvenuto il contagio, come è stato possibile? E poi magari scopriamo ad esempio con meraviglia che guarda caso Telegram è stata fondata e controllata da due russi e che è molto meno sicuro di Whatsapp del famigerato Zuckerberg. Senza essere paranoici ma un po’ di sana attenzione e diffidenza non guasta e non si tratta di offendersi. In fondo la diffidenza verso i media mainstream non è proprio quello che è stato più volte raccomandato qui? Perché non dovrebbe valere a 360 gradi ogni volta che navighiamo?

  29. No Matteo. Esempio sbagliato. Cuba, anche quando governata da un dittatore piazzato lì dagli americani, era pur sempre uno Stato indipendente (per qualche anno un Protettorato USA). L’Ucraina no, faceva parte dell’URSS  e prima dell’impero zarista (con alcune eccezioni)

  30. Matteo. Inserto pubblicitario (non a pagamento).
    Tim Marshall, Prisoners of Geography, traduzione italiana: Le 10 mappe che spiegano il mondo” Garzanti 2017
    Capitolo 1. Russia 
    dalla Prefazione : “Vladimir Putin dice di essere un uomo religioso. Se è così forse ogni sera, quando va a dormire, recita le sue preghiere e chiede a Dio: perché non hai messo un po’ di montagne in Ucraina? ps. Perché pensi che io sia un ignorante, un idiota e uno sprovveduto, oltre a non conoscere la grammatica latina? Saluti

  31. “leggendo un libro di geografia ho capito perché i russi sono così intrippati da sempre sull’Ucraina”
    Gesù Roberto, mica ci vuole un gran libro: i russi sono piuttosto sensibili a quello che succede in Ucraina per lo stesso motivo per cui gli statunitensi sono sensibili a quello che avviene per esempio a Cuba

  32. Caro Fabio, ti sbagli di grosso. Sui temi della fisicità, delle sue meraviglie e delle sue miserie, siamo molto più ipocriti, omissivi e pieni di pruderie e paure noi maschi delle donne, anche se a volte il linguaggio truce da caserma dei gruppi maschili potrebbe far pensare il contrario. Parlane con qualunque operatore sanitario, medico, infermiere, terapeuta che ha a che fare quotidianamente con questa dimensione e ne troverai conferma. E su questo chiudo, perché oggi ho già toccato troppi argomenti “sensibili”, alla faccia delle accuse di democristianita’. 

  33. Ragazzi, problemi di prostata? emorroidi? incontinenza notturna? pannolone? Alla vostra giovane età?
    Non ditemi di sí, perché ci sono ragazze che vi leggono e poi svengono. 😂😂😂

  34. Benassi. Il togliersi la mascherina si riferiva esattamente al fatto di parlarsi chiaro e diretto, senza ipocrisia, tra persone e non tra “personaggi”, proprio per evitare quel fenomeno che ho chiamato di “zanzarizzazione”, nel quale ogni tanto secondo me si avvita il blog. 

  35. Anche il blog avrebbe bisogno di aria fresca e di togliersi le mascherine che nascondono spesso  i veri volti delle persone. Ciao.

    Allora caro Roberto vacci piano con queste frasi. Non fare di tutta l’erba un fascio.
    Qui oltre che anziani , con emorroidi, prostata ect. ci sono anche dei permalosi.

  36. Benassi. Caro Alberto, una delle caratteristiche dello stile democristiano è l’ipocrisia: gestire un bordello e far finta di essere santi, puri e timorati di Dio. Io ho un mare di difetti, uno peggio dell’altro, ma non l’ipocrisia. Anzi è la cosa che mi infastidisce di più e mi fa diventare brutale, aggressivo e irriverente. Quindi non è a me che ti devi riferire, almeno per questo aspetto. Ciao

  37. Jaron Lanier. La frase “Se il servizio è gratis il prodotto sei tu” è sua. Lanier è uno dei creatori della “virtual reality” e nei suoi recenti libri ha portato alla luce alcuni arcani dell’impero. È inoltre uno degli autori del documentario illuminante “The social dilemma”. E così ho fatto un po’ di propaganda a lui e ho contribuito (poco e indirettamente) al pagamento delle sue bollette.

  38. Gogna. Non ho capito. Ma non importa. È un limite mio. Non è così scontato che tutti si rendano conto delle implicazioni anche economiche di cio’ che succede. Io stesso ho imparato a capirlo molto tardi, nonostante il culto marxiano della giovinezza. Certamente non è l’unico criterio di analisi della realtà però è uno dei tanti strumenti,ciascuno  imperfetto con cui cerchiamo di farci una ragione del mondo. Per esempio da poco leggendo un libro di geografia ho capito perché i russi sono così intrippati da sempre sull’Ucraina.  Sul funzionamento spesso occulto della Rete personalmente ho molto da imparare e ogni giorno resto colpito da qualcosa quando parlo con chi conosce gli arcani dell’impero.

  39. Pasini. Sono d’accordo sulla differenza tra implicazioni e finalità economiche. ma nel momento stesso in cui si afferma che OGNI cosa ha implicazioni economiche, che senso ha affermarlo quando si descrive o si commenta la cosa stessa? Perché esternare una proprietà che si dà per implicita?

    Come dire che ogni notte è scura… Una notte è una notte: ed è ovvio che è scura, l’aggettivo è del tutto inutile. Si vuole dire che che è senza luna? Si dica allora “senza luna”.

    E, per tornare al discorso iniziale, quando tu scrivi “Nel mondo della Rete bisogna diffidare di ciò che è gratis. Se è gratis vuol dire che il prodotto sei tu. Basta saperlo”, questo tuo invitare “a non essere ingenui” travalica l’implicazione “intrinseca” e, secondo me, si spinge nel campo più proprio di quella famosa affermazione per la quale “tu non sai perché picchi la moglie, ma lei certamente lo sa benissimo”.

    Noi tutti siamo sempre dei prodotti, almeno se non ci si descrive da un punto di vista evangelico e tralasciando che non siamo solo quello. E lo siamo comunque, sia che siamo ingenui sia che non lo siamo. La notte è sempre scura…

  40. Ps. Ho parlato di implicazioni economiche e non di finalità economiche. Sono due cose ben diverse. La prima è una realtà la seconda implica una volontà.

  41. «Però la vita e i miei genitori mi hanno fatto cosí […].»
     
    Mi sono scordato di una terza cosa: l’alpinismo. Il mio cuore si è plasmato a sedici anni leggendo Tra zero e ottomila di Kurt Diemberger e poi sui libri del grande Gaston Rébuffat, tutti pieni di poesia. Da allora il mio spirito non è cambiato: lo considero una rara fortuna.
    … … …
    P.S. Come vedete, gira e rigira, in un articolo che si occupa del degrado del mondo e di squallide vicende, siamo infine ritornati a parlare delle amate montagne: la ragione d’essere del GognaBlog.

  42. Caro Gogna, lo so perfettamente e lo anche detto. Tutto quello che facciamo ha comunque indirette implicazioni economiche, anche se scriviamo poesie e non le teniamo solo per noi: quando segnaliamo un libro, una località, un’iniziativa, un corso, un professionista che fa certe cose, un’associazione che raccoglie fondi e iscrizioni….non c’è nulla di male e di perverso in tutto questo, nulla di cui vergognarsi. Visto che hai citato il matrimonio, anche il matrimonio ha implicazioni economiche, perché la coppia e la famiglia sono una realtà economica, pure se c’è un grande amore. È parte della vita.  😻 

  43. Caro Roberto, credo di essere tra le persone adulte piú ingenue che esistano sulla faccia della Terra. Quindi in vita mia ho patito numerose fregature.
    Ciò nonostante, in un mondo che trabocca di individui infidi, ipocriti e mentitori, sono fiero di esserlo.
    … … …
    A questo punto tu obietterai: «Non essere ingenui non significa essere infidi». È vero. Però la vita e i miei genitori mi ha fatto cosí e, dovendo scegliere tra ingenuità e spregiudicatezza, continuo a preferire la prima.

  44. Mi permetto di scrivere io il 720° commento a questo post. E mi rivolgo a te, Pasini. Ci sono degli oggetti che sono facilmente classificabili, altri difficilmente classificabili, altri ancora impossibili da classificare. Dopo di che, fatto lo sforzo, dovrebbe almeno rimanere il dubbio che si potrebbe aver sbagliato la propria analisi, quindi la propria classificazione… perfino da dubitare che il classificare stesso abbia una qualche utilità o qualche senso.

    Perciò, a difesa dell’ingenuità (anche se “finta”), mi sento di affermare che GognaBlog (e a maggior ragione Totem&Tabù) esulano da qualunque discorso commerciale, diretto o indiretto.

    Me lo rimprovera (sia pur con grande dolcezza) anche mia moglie.

  45. Bertoncelli. Beata (finta) ingenuità. Tu pensi che usare la rete sia gratis. Non ci sono pasti gratis, a meno che tu viva di rendita. Ci sono sempre implicazioni commerciali, magari piccole e indirette, ma ci sono. Questo però scandalizza solo le verginelle, o almeno quelle che tali vorrebbero sembrare. Non significa che non ci sia passione e coinvolgimento. Dopo i sedici anni di solito si sviluppa una certa consapevolezza, anche se ultimamente noto un certo prolungarsi delle adolescenze, un positivo segno di vitalità e vivacità, ma con qualche implicazione. Saluti.
     

  46. «E se in vita tua non hai mai provato passione, allora non sei vissuto.»
    … … …
    Cosí parlò Fabio Bertoncelli.

  47. Quando frequento il GognaBlog sono in rete e non pago nulla. Stai forse insinuando che Gogna mi vende come prodotto? Ah, Alessandro, sei un birichino!
     
    N.B. Ma non è vero! Almeno qui non esistono né pubblicità né secondi fini. C’è passione: pura passione di un’intera vita!

  48. Ps. Nel mondo della Rete bisogna diffidare di ciò che è gratis. Se è gratis vuol dire che il prodotto sei tu. Basta saperlo.

  49. Parmeggiani. L’ultimo lavoro professionale che ho fatto prima di chiudere bottega tre anni fa è stato proprio in quel mondo. Non hai idea a quale livello di sofisticazione è arrivato quello che chiamano Media Marketing. C’è una tracciatura analitica dei comportamenti dei consumatori quasi minuto per minuto. Lo stesso per i social. Del resto vivono di introiti pubblicitari diretti o indiretti e vendono noi agli inserzionisti. L’alternativa è l’eremitaggio e la chiusura rispetto al mondo. Ma anche se ti limiti all’analogico e al cartaceo non sfuggi. Anche qui, dove gli intenti di Gogna non sono certo di business, di fatto passano cose che hanno indirette implicazioni commerciali: segnalazioni, libri, linkaggi, contatti….io non mi indigno. Che cento fiori sboccino e cento scuole gareggino diceva Mao. L’alternativa che abbiamo visto finora sono i media controllati dallo stato, modello sovietico. Basta esserne consapevoli, non farsi troppe illusioni e gestire noi il flusso facendo scelte personali e adulte sui banchi del mercato, se si riesce,

  50. Purtroppo devo dare ragione a Pasini. E’ puro, freddo marketing. Non c’entrano le idee, le opinioni, e nemmeno la verità.
     

  51. Se vado da McDonald non mi devo meravigliare se non trovo il carrello di bolliti misti con salsa verde. La TV commerciale è pagata dagli inserzionisti. I programmi sono costruiti in funzione del target che si vuole raggiungere. Rete 4, nella attuale gestione è tornata,dopo alcuni tentativi diversi che avevano dimezzato gli ascolti,  ad essere la rete più “tradizionale”di Mediaset. Si rivolge ad un pubblico di maschi over 50 con orientamento molto conservatore (lo stesso target del Giornale e Libero) e offre cosa interessa a questo target. È inutile meravigliarsi. Basta non guardarla. Anche questo blog si rivolge ad un certo target, offre giustamente cosa interessa a noi e raccoglie ciò che semina, a parte qualche intrusione ogni tanto di corpi estranei che vengono infatti massacrati. Molti pezzi non hanno alcun interesse per altri target, anche del mondo“montagna”. Così funziona. Poi uno sicuramente può mettere in discussione la tv e i media commerciali ma allora è un altro discorso e si torna agli anni ‘80. Lo scientismo non c’entra niente. È marketing dei media. 

  52. Non è per competenza (tutta da verificare).
    È per cittadinanza.
    Non serve scienziati per vedere gli ideologicizzati dallo scientismo.

  53. Capisco che uno se è giornalista di indigni per il comportamento di alcuni “colleghi”. Succede anche a me per la consulenza. Ma è roba interna alla specifica corporazione e con venature personali. Io dall’esterno francamente me ne catafotto di chi lavora per confezionare schifezze destinate ad un pubblico di anziani destinato a sparire. Mi inquieta di più Tik Tok e dedicherei tempo e attenzione a cose di quel genere che non a questioni residuali, di breve durata.

  54. Se un giornalista non fa giornalismo e va bene così. Non faccio parte della squadra.

  55. Quello non e’ giornalismo. È infotaiment. Costruito così. Conviene mantenere la giusta carica di indignazione per altre cose e non mancano, ce ne sono in abbondanza, perché non viviamo certo nel migliore dei mondi possibili, anche se qualcosa rispetto al passato è stato portato a casa.  A meno che uno abbia un surplus di indignazione da spendere, ma allora il problema è suo. 

  56. Parlo dell’assenza di indignazione nei confronti del giornalismo.
    Parlo che senza indignazione, altro di peggio seguirà.
    Parlo di chi non s’indigna, quale invincibile supporto a ciò che abbiamo.
     

  57. È un po’ come provare delusione perché si scopre che un rapporto a pagamento non c’era vero amore ed erano tutte balle ben confezionate. L’Avvocato, che ben se ne intendeva, disse una volta a chi gli chiedeva perché non frequentasse più Forte dei Marmi: “Caro signore, io ci andavo quando le contesse si divertivano a fare le zoccole, adesso che ci sono le zoccole che fanno le contesse non mi diverto più e mi annoio”. Suvvia, siamo uomini di mondo, abbiamo fatto il militare a Cuneo. E vale anche per le zoccole alpinististiche. Uno, ad un certa eta’, dovrebbe sapere cosa compra, con realismo e senza aspettative adolescenziali. Un attimo e via. Saluti

  58. 702/703 ma perché guardate quella roba? Ha uno share abbastanza basso (5% meno di un milione di spettatori) ed è costruita apposta per un certo pubblico, volutamente finalizzata a sfrugugliare certe emozioni da parte di gente che fa quel mestiere antico con cinismo senza porsi troppi problemi di coscienza. Gente che c’è sempre stata e sempre ci sarà. A mio parere anche se la guardate con un occhio da antropologo sociale non è così rappresentativa. Dal punto di vista sociologico allora è meglio Sanremo: un bel catalogo della contemporaneità italiana, dei suoi miti e delle sue leggende. E lì c’erano dieci milioni. 

  59. Commento 702
     
    Non entro nel merito sui Talebani: chi meglio del popolo afghano (e delle donne afghane, in particolare) può conoscere la reale situazione ?
     
    Ma la notizia dell’odissea di Charlotte Bellis mi sembra che sia stata ripresa dai giornali in Italia.
    Qualche esempio:
    repubblica.it/esteri/2022/01/31/news/la_nuova_zelanda_respinge_le_accuse_della_giornalista_incinta_accolta_dai_talebani-335861012/
    ilmessaggero.it/salute/storie/charlotte_bellis_reporter_incinta_talebani_nuova_zelanda_cosa_e_successo-6471831.html
    tg24.sky.it/mondo/2022/01/30/afghanistan-giornalista-incinta-talebani
    ilgiorno.it/mondo/giornalista-incinta-nuova-zelanda-talebani-1.7307302
    ilgazzettino.it/salute/storie/charlotte_bellis_reporter_incinta_talebani_nuova_zelanda_cosa_e_successo-6471831.html
     
    E’ inoltre notizia non recente che la donna potrà rientrare in Nuova Zelanda. Un dettaglio omesso nel pezzo su ariannaeditrice:
    ilpost.it/2022/02/02/charlotte-belli-giornalista-incinta-talebani-nuova-zelanda/
     
    Non per difendere il giornalismo italiano, che, salvo qualche eccezione, personalmente considero arrivato a livelli infimi (e Rete4 è da decenniottimo esempio di decadenza), ma perchè tacciare gli altri di raccontare balle per poi comportarsi allo stesso modo ?

  60. Anche io ieri sera, stranamente, ho visto mezz’ora di quella specie di arena di gladiatori in cui si dà in pasto qualche malcapitato alle belve feroci, per il divertimento della folla. Uno spettacolo indegno.

  61. Ieri un giornalista di Rete 4 interrompeva avvocati novax e lasciava scorrere il profluvio di parole di Bassetti, zuppo di inopportuni e demagogici “non dice niente di scientifico”.
    Nel frattempo aveva sul viso un moto di derisione verso le avvocate e di compiacimento per gli altri.
    Giornalismo zero.
    Neppure inettitudine, ancora meno.
    Schifo.
    E come lui molti, la maggioranza, di quelli che contano.
    https://www.ariannaeditrice.it/articoli/le-balle-sull-afghanistan

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