La Regione Lazio ferma il progetto. Esultano le associazioni ambientaliste: “Un fallimento annunciato di propaganda politica”.
Stop all’ampliamento dello sci al Terminillo
(“Interventi ricadono in area di forte interesse naturalistico”)
di Alberto Marzocchi
(pubblicato su ilfattoquotidiano.it il 25 maggio 2026)
Le ruspe per sbancare la montagna sarebbero dovute arrivare nella primavera del 2025. Ma non si sono viste. Una storia infinita, quella del Terminillo, iniziata nel 1934 grazie a Benito Mussolini, desideroso di garantire la pratica dello sci alla borghesia – ricca, tendenzialmente – della Capitale. A partire dagli anni Ottanta, il lento declino, principalmente per la mancanza di neve. Poi, nel recente passato, i tentativi di rilancio del comprensorio. Che avevano preso un nome: TSM2, vale a dire Terminillo Stazione Montana 2. Cioè un progetto di ampliamento che prevede(va) dieci seggiovie, sette tapis-roulant, 37 chilometri di nuove piste, sette rifugi e due bacini per l’innevamento artificiale per un costo stimato, al ribasso, di 50 milioni di euro. Niente di tutto questo, al momento, si farà.
Lo ha deciso la Regione Lazio. Come? Negando la richiesta di proroga – di altri cinque anni – per la realizzazione del progetto (il punto più importante: trovare 30 milioni di euro dai privati). A scriverlo è il quotidiano online L’Altra Montagna. Nella nota della Regione si legge: “Non è possibile confermare la validità del parere di valutazione di incidenza prot. n. 1158454 del 31/12/2020”. La ragione? “Il mutato quadro conoscitivo rende necessaria una nuova valutazione”. Nello specifico “il nuovo, significativo set di dati e le elaborazioni cartografiche rafforzano la rilevanza naturalistica del comprensorio del Monte Terminillo ed evidenziano la circostanza che gli interventi previsti dal progetto sciistico ricadano in ambiti di forte interesse naturalistico, in quanto habitat riproduttivi e/o trofici di specie di interesse unionale”. Di fatto, dunque, la Valutazione di impatto ambientale non è più valida.
TMS2, nel 2020, aveva ottenuto la pronuncia favorevole dai tecnici. La stessa Regione Lazio, quando c’era Nicola Zingaretti, non si era mai opposta al progetto. Anzi, alla fine del 2021 aveva trovato la copertura di 20 milioni di euro. A fronte di un documento che definire ottimistico era – ed è tuttora – un eufemismo: tra i 260mila e i 310mila sciatori ogni inverno. E 4.500 posti di lavoro. Dando per scontati inverni molto nevosi e una larga fetta della clientela che molla Ovindoli e Campo Felice per la nuova destinazione. Chi negli anni si è battuto perché il TSM2 non partisse, ora esulta. Si tratta principalmente di Wwf, Cai, Lipu, Salviamo l’Orso, Mountain Wilderness e Italia Nostra).
Nel loro comunicato, Wwf Lazio, Salviamo l’Orso e Mountain Wilderness auspicano che il progetto venga archiviato definitivamente. “Era nato fallimentare e gestito con supponenza velleitaria da amministratori poco inclini al confronto nel merito – scrivono – il tempo e i fatti hanno mostrato come un conto è promettere 20 milioni di finanziamento pubblico da elargire per consulenze, progettazioni e prebende, un altro è far decollare un progetto imprenditoriale che – attese le sue dimensioni spropositate, utili solo per la propaganda – avrebbe avuto necessità di partner privati disposti a rischiare sul progetto 80 milioni di euro aggiuntivi: come era prevedibile nessuno si è fatto avanti e non si è superata la fase della propaganda politica per entrare nel mondo della economia reale”. E ancora: “Si tratta del riconoscimento dell’ennesima lezione di saggezza della Natura, che ha continuato in questi anni ad arricchire il Terminillo dotandolo di una crescente biodiversità; lezione che induce ad operare per un futuro contraddistinto da uno sviluppo realmente sostenibile, che non significa rinuncia o austerità̀, ma crescita sociale ed economica attraverso una vita più sana, serena, partecipata ed equa per tutti”.
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Basta vedere che fine ha fatto la nuova seggiovia di Prati di Tivo per capire come andrebbe a finire il TMS2. Bene così.
….non penso sia così difficile far coincidere il rispetto della natura al rilancio di un territorio abbandonato da 40 anni. Una vergogna.
Ma come si fa a non essere contenti!!!! La neve non c’è più e ne verrà sempre di meno!! Per me rimane il bel ricordo di quando ero giovane ed ho iniziato a sciare!!! Ora non c’è più neve e come si fa a non essere contenti he si sperperino migliaia di € utili soltanto agli avvoltoi!!!!
A me pare invece che negli ultimi 50/60 anni si sia fatto sempre ciò che si è voluto, basta alzare lo sguardo e guardarsi attorno. Ma ogni tanto (molto raramente) qualche buona notizia si può ancora leggere.
Bella notizia. BRUTTA NOTIZIA, come sempre in Italia non si puo fare nulla, lasciamo la montagna a lupi, orsi, cinghiali e noi ci rifugiamo nelle citta, Terminillo non si e potuto fare mai niente perche comandano quattro vecchi, che anno in mano la cittadina, e non fanno muovere niente, vedasi alberghi, ristoranti e bar.
Bella notizia. BRUTTA NOTIZIA, come sempre in Italia non si puo fare nulla, lasciamo la montagna a lupi, orsi, cinghiali e noi ci rifugiamo nelle citta, Terminillo non si e potuto fare mai niente perche comandano quattro vecchi, che anno in mano la cittadina, e non fanno muovere niente, vedasi alberghi, ristoranti e bar.
Bella notizia!
Per il resto, trovo davvero faticoso leggere un articolo che spezzetta ogni frase rendendo frammentarie le notizie offerte.
L’ennesimo fallimento per rianimare un territorio dove vige la desertificazione, la scarsa opportunità di lavoro e di servizi, attrazioni turistiche per qualsiasi persona che non è condizionato dalla propria emotività nostalgica che ha vissuto quei luoghi da piccoli. Chi esulta è egoista perchè non vive il territorio quotidianamente, le zone montane di quel tipo non hanno agevolazioni per sopravvivere e gli animali “lupi, orsi, cinghiali” sono la minaccia di quel poco di impresa che si può svolgere in questi luoghi…Egoistico pensare che vada bene così, lasciamo morire un territorio ed i propri abitanti mentre in altre regioni limitrofe non si guarda in faccia a nessuno e si fanno impianti, disturbando la natura senza che nessuno alzi un dito!
Bella notizia, ma sarà vera? In prospettiva, intendo: cioè i futuri sviluppi concreti saranno davvero corrispondenti alle attuali decisioni? Mah… la mia diffidenza continua a essere dominante perché non credo ad una politica del tutto insensibile ai risvolti “affaristici”, e prima o poi potrebbe rientrare dalla finestra ciò che adesso è stato sbattuto fuori dalla porta. Incrociamo le dita e speriamo in bene!