Via dei Nembresi

“Abbiamo bivaccato a quota 5100 m, alla base della parete. Il giorno dopo siamo partiti di notte per condurre a termine l’impresa, eravamo pronti e carichi di energie. Ed è cominciato il conto alla rovescia…”.

Via dei Nembresi
(alla Piramide Huayna Illampu)
di Rosa Morotti
(pubblicato su Annuario del CAI di Bergamo, 2023)

Erano anni che volevo visitare questo paese e soprattutto volevo andarci per scalare la montagna che mio zio Carlo aveva salito 50 anni fa e dove purtroppo aveva perso la vita. Carlo Nembrini, guida alpina di Nembro (Bergamo), nel novembre del 1973 aveva organizzato con alcuni amici bergamaschi e valtellinesi una spedizione in Bolivia con l’obiettivo di salire il Nevado Illampu 6370 m. Il gruppo arrivò in cima con successo, la missione era finita. Ma dopo essere tornati a La Paz le autorità locali chiesero loro un ulteriore sforzo: intraprendere un’operazione di ricerca dei corpi di due scalatori, uno francese e un boliviano, che erano morti qualche mese prima sul Nevado Illimani. Venne ritrovato il corpo del boliviano. Fu nella ricerca del cadavere del francese che Carlo Nembrini scivolò nei pressi del campo alto del Nido del Condor lungo un pendio nevoso di cinquecento metri.

Lungo la Via dei Nembresi all’Illampu. Foto: Rosa Morotti.

Per organizzare la mia spedizione sulle tracce dello zio mi ero messa in contatto con Daniele Assolari, giovane bergamasco guida alpina di Tribulina di Scanzo che da parecchi anni vive a Peñas in Bolivia. Gli ho spiegato il motivo del mio viaggio e Daniele si è reso subito disponibile ad accompagnarmi su quelle montagne. L’8 giugno 2023 sono arrivata a Peñas dove ho finalmente conosciuto di persona Daniele e tutto il gruppo di italiani e boliviani che lavorano come volontari nella parrocchia guidata da Padre Topio; Peñas sta sull’altipiano a ridosso della montagna della Cordillera Real ad una altezza di 4000 metri: un buon posto per iniziare la mia fase di acclimatamento. Dopo due giorni di riposo ho scalato con Ever Huanca, un giovane boliviano della parrocchia, il Pico Austria 5320 m e la Cabeza del Condor 5650 m. Sono tornata a Peñas per riposare due giorni e poi sono ripartita con Daniele alla volta dell’Huayna Potosi 6087 m, che abbiamo salito insieme lungo la via francese: il mio corpo si era acclimatato abbastanza per poter tentare altre montagne più alte.

Ho chiesto ad Ever se volesse accompagnarmi sull’Illimani 6440 m, visto che anche lui non c’era mai stato. L’Illimani è la più alta montagna della Cordillera Real, sta proprio sopra a La Paz, ed è la montagna dove mio zio perse la vita. Quel giorno, e siamo al 24 giugno 2023, io ed Ever siamo saliti sulla montagna. Mi sentivo più tesa del solito perché, mentre camminavo, continuavo a pensare dove potesse essere scivolato lo zio Carlo. Eravamo molto concentrati perché c’era molto ghiaccio e una banale scivolata poteva essere fatale per entrambi. Superando queste difficoltà, siamo arrivati in cima, il cuore era gonfio di gioia e soddisfazione. Abbiamo ringraziato lo zio (tio in spagnolo) perché tutto era andato bene.

Rosa sulla cima dell’lllampu con Techy e Daniele. Foto: Rosa Morotti.

Scesa di nuovo a Peñas, dopo qualche giorno ho preparato di nuovo il mio zaino pronta per la successiva e più grande avventura. La meta era il Nevado Illampu 6370 m, montagna che era stata scalata anche da mio zio. Ma io volevo salirla lungo un nuovo itinerario. Daniele aveva considerato da parecchio tempo che una nuova linea era possibile sul versante nord del Huayna Illampu. La sua proposta mi ha entusiasmato e siamo partiti in tre su quel versante: io, Daniele e la sua ragazza Mayte Vasquez Techy, la prima aspirante guida alpina donna in Bolivia. Meglio essere in tre per dividerci il peso dei materiali, della tenda e dei viveri per tre o quattro giorni.

Un taxi ci ha condotto a Sorata, da qui abbiamo affrontato il sentiero della laguna Chielat 4600 m per poi spingerci fino alla laguna Glacier 5000 m e da lì approdare al circolo glaciale tra le cime del Pico Shulze e la Piramide Huayna Illampu. Abbiamo bivaccato a quota 5100 m, alla base della parete. Il giorno dopo siamo partiti di notte per condurre a termine l’impresa, eravamo pronti e carichi di energie.

Ed è cominciato il conto alla rovescia.
–  150 m: risalti ghiacciati con facili passaggi di misto fino ad una colata di ghiaccio di 15 metri, alla fine della quale si sosta dentro una grotta (AI2, M3);
–  50 m: risalto di misto e ghiaccio fine per 15 metri, poi canale facile fino in sosta (AI3+, M4);
–  150 m: deviazione sulla strettoia di destra del canale, risalti ghiacciati e facili, passi di misto fino ad una strettoia principale (AI2, M4);
–  40 m: tiro principale della via, bella goulotte incassata, con poco ghiaccio fine con passi di misto difficile fino alla sosta (AI4, M5);
–  80 m: proseguire nel canale con passi più facili fino all’uscita in parete aperta; da qui abbiamo deviato verso sinistra in direzione della cresta ma la neve alta e inconsistente ci ha reso la salita troppo lenta e pericolosa. Allora siamo scesi un pochino e abbiamo deviato verso destra e poi dritti lungo un canale che porta sotto giganteschi seracchi (neve 60°);
– 150 m: siamo saliti in diagonale verso sinistra stando sempre sotto i seracchi fino a raggiungere la cresta all’altezza di 5800 m (AI3);
– saliamo altri 150 metri lungo la cresta fino a raggiungere la sommità dell’Huayna Illampu 5900 m.

Siamo stanchi, sfiniti per la fatica e per il peso dello zaino, ma soddisfatti e strafelici di essere arrivati lassù lungo un nuovo e logico itinerario. Piazziamo su questo bellissimo e panoramico posto la nostra tenda e trascorriamo il nostro secondo gelido bivacco. La mattina dopo ci svegliamo all’alba e con calma risaliamo gli ultimi 500 metri che ci dividono dalla cima principale. Dopo due ore e mezza mettiamo piede sulla cima a 6370 m. E’ il 28 giugno 2023. I primi raggi del sole ci abbracciano scaldando le nostre gelide ossa. Siamo sull’Illampu, felicissimi ci abbracciamo e ci congratuliamo per aver realizzato il nostro sogno.

Lo schizzo dello via dei Nembresi all’lllampu. Foto: Rosa Morotti.

Il mio cuore è pieno di gioia e di soddisfazione, la mia missione in Bolivia finisce positivamente su questa cima. M’inginocchio e piango per l’emozione. Rimaniamo parecchio tempo seduti tutti e tre vicini ad ammirare questo bellissimo panorama che ci circonda individuando nuovi possibili itinerari da aprire. Scendiamo poi di nuovo al nostro bivacco, smontiamo la tenda e prepariamo i nostri zaini. Da qui si scende lungo il versante sud lungo la via normale, con pendii di neve e ghiaccio di 60°. Di buon passo al campo avanzato, togliamo i ramponi e di nuovo giù fino al campo base. Qui bivacchiamo per la terza volta e la mattina dopo scendiamo fino a Sorata.

Con un taxi torniamo a Peñas dove le birre e le lasagne ci aspettano. Daniele e Techy danno a me l’incarico di scegliere il nome della via appena salita. L’ho chiamata via dei Nembresi dedicandola a mio zio Carlo Nembrini, mio marito Sergio e a suo fratello Marco Dalla Longa e tutti i nembresi che sono morti di Covid durante la pandemia, inclusi mia madre e mio padre.

Ringrazio Daniele e Techy per aver condiviso con me questa bellissima avventura.

Ringrazio la parrocchia di Peñas per la calorosa ospitalità, padre Topio, Daniele, Minima, Techy, Ever Huanca e tutti i volontari italiani e boliviani che ci lavorano. Muchas gracias por todos.

Bivacco lungo la via di salita. Foto: Rosa Morotti.

Sommario
Bolivia Cordillera Real – Piramide Huayna Illampu 5900 m, via dei Nembresi + cima Illampu 6370 m, 800 m, TD+ AI4, M5 parete nord (dal 27 al 30 giugno 2023, inverno australe). Nuova via aperta da Rosa Morotti, Daniele Assolari e Mayte Vasquez Techy.

Via dei Nembresi ultima modifica: 2026-03-11T05:16:00+01:00 da GognaBlog

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