Via libera a 130 opere da 200 miliardi di euro

Dalla Gronda di Genova al TAV fino alle nuove tratte siciliane, ecco tutti i cantieri prioritari. Previsto un potenziamento della mobilità nel Mezzogiorno e si ragiona anche sul miglioramento del trasporto pubblico locale. Interventi in aeroporti e porti. Ma un terzo dei 200 miliardi è ancora da trovare. E al momento non ci sono certezze sui tempi di realizzazione delle infrastrutture.

Via libera a 130 opere da 200 miliardi di euro
di Andrea Tundo 
(pubblicato su ilfattoquotidiano.it, 8 luglio 2020)

Autostrade, ferrovie, aeroporti e porti in connessione tra loro grazie a 130 opere, quaranta delle quali definite prioritarie e strategiche, per far viaggiare più velocemente persone e merci e nel frattempo, con l’apertura di cantieri già previsti e in buona parte finanziati, smuovere l’economia in un post-Covid da profondo rosso. Duplice, ambizioso obiettivo e 32 slide per illustrarlo: un libro dei sogni da trasformare pezzo dopo pezzo in realtà, accelerando anche grazie alle modifiche normative del decreto Semplificazioni che permetteranno appalti più celeri, il commissariamento di 36 opere e ai lavori di andare avanti anche in caso di ricorsi.

Opere per 200 miliardi, ne mancano 65
Sul piatto ci sono 196,7 miliardi di euro per la realizzazione delle opere, 65,4 dei quali ancora da trovare – e si spera nella conferma del Recovery Fund, che potrebbe portare 77 miliardi di sovvenzioni – mentre 131,3 sono risorse già assegnate. Quindici di questi riguardano una trentina di opere, tra strade e ferrovie, che sono ‘bloccate’ e saranno affidati a supercommissari: le due opere più grosse sono il potenziamento della linea Fortezza-Verona verso il Brennero (3,3 miliardi) e un nuovo lotto della statale 106 Jonica in Calabria da 1,3 miliardi. I benefici, assicurano dal ministero dei Trasporti, saranno notevoli, visto che dagli uffici di Paola De Micheli stimano nel Paese una riduzione media dei tempi del 17% e la possibilità per l’80 per cento della popolazione di raggiungere entro un’ora una stazione dell’Alta Velocità di Rete. E al piano di cantieri, ristrutturazioni e nuove costruzioni si aggiungeranno anche le proposte di altri ministeri, con interventi di edilizia sugli istituti penitenziari e le caserme.

Lo Stretto di Messina, l’unico grande assente
Autostrade e ferrovie sono le due protagoniste nei documenti di Italia Veloce, come è stato ribattezzato il piano. Nel dettaglio strade e autostrade hanno un costo di 54,3 miliardi e risorse assegnate di 45,1 miliardi, le ferrovie con i nodi urbani 113,4 miliardi (60 già stanziati), il trasporto rapido di massa nelle città metropolitane 20,8 miliardi (1,8 miliardi di fabbisogno), i porti 5,1 miliardi, 4,1 dei quali già disponibili, mentre gli interventi negli aeroporti (3,1 miliardi di costi) hanno risorse già completamente assegnate. Grandi e piccole opere, nel disegno finale, dovrebbero garantire un Paese “iperconnesso” in virtù di una mobilità rapida ed efficiente da Nord e a Sud, con importanti interventi dalla Liguria a Reggio Calabria e poi ancora tra Palermo, Messina e Catania. Nel mezzo, resta lo Stretto e quel ponte mai citato nel programma, ma a scorrere la geografia dei progetti unico tassello mancante nel Paese immaginato da qui a non si sa quanti anni, visto che non ci sono tempistiche indicate, nemmeno di massima, nelle 32 pagine di progetti che tengono insieme vecchie e nuove priorità che stanno a cuore alle forze di maggioranza.

Genova, Gronda di Ponente

La Gronda resuscitata e gli interventi anti-sismici
Le altre grandi opere – contestate, mai partite, rallentate, lievitate in termini di costo – ci sono tutte o quasi. Ad iniziare dalla Gronda di Genova, bocciata neanche un anno fa dalla analisi costi-benefici voluta dall’allora titolare dei Trasporti Danilo Toninelli durante il primo governo Conte. Con il potenziamento della tangenziale di Bari, del nodo di Firenze, del sistema autostradale e della tangenziale del nodo di Bologna fa parte del pacchetto di interventi pensato per il “decongestionamento” delle aree metropolitane. Prevista anche la “valorizzazione del patrimonio stradale esistente”, compresa la manutenzione di ponti e viadotti statali e provinciali, compresi i ponti sul Po. Si tratta di progetti pronti da anni, come aveva raccontato Ilfattoquotidiano.it, ma per i quali sono sempre mancati i finanziamenti. E ancora: potenziamento tecnologico e digitalizzazione A2 Salerno-Reggio Calabria, ripristino e messa in sicurezza delle infrastrutture a rischio sismico nell’Italia centrale, decongestionamento e fluidificazione tratte autostradali con la costruzione della quarta corsia dell’A1 tra Milano sud e Lodi, della terza corsia lungo la A13 fra Monselice e Padova sud e fra Bologna e Ferrara sud, nonché interventi per ampliare le carreggiate anche lungo la A14 nei pressi di Ravenna e della A12 fra Cerveteri e Torrimpietra.

Dalla Salaria alle nuove Pedemontane
Prioritari vengono ritenuti anche il potenziamento a 4 corsie della via Salaria e di due tratti della A4, nonché una nuova superstrada regionale Pedemontana Veneta e una nuova autostrada regionale Pedemontana Lombarda. Al sud previsti interventi sulla SS 658 Melfi-Potenza, lungo la statale 96 Matera-Bari e nuovi tratti della Salerno-Potenza-Bari. In Sicilia il ministero conta di riqualificare la A19 Palermo-Catania, di potenziare la Agrigento-Caltanissetta e mettere in collegamento diretto Ragusa e Catania. Allo studio c’è anche il completamento dell’itinerario Livorno-Civitavecchia. Presente anche l’Asti-Cuneo.

Treni, l’idea di un’Italia ad alta velocità
Confermata la volontà di investire sul TAV Torino-Lione, nonostante i giudizi negativi della Corte dei Conti UE e segni di insofferenza anche in Francia, è ricco il programma di interventi lungo la rete ferroviaria. Non solo per interventi infrastrutturali e tecnologici in 12 nodi ferroviari da Torino a Catania passando per Milano, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria e Palermo. Ma, tra gli altri, anche per il nuovo collegamento Palermo-Catania-Messina e il raddoppio della Messina-Catania-Siracusa in Sicilia, mentre in Liguria è previsto anche il completamento del Terzo Valico dei Giovi e, sempre al Nord, il completamento della linea alta velocità Brescia-Verona-Padova. In fase di project review c’è il potenziamento della linea Taranto-Metaponto-Sibari-Paola e il potenziamento della Sibari-Catanzaro-Reggio Calabria. Mentre in progettazione di fattibilità ci sono la Tirrenica Nord, l’alta velocità Roma-Pescara e Orte-Falconara, Salerno-Reggio Calabria, Battipaglia-Potenza-Metaponto-Taranto e Genova-Ventimiglia. Il completamento dell’alta velocità di rete passa anche la direttrice adriatica con il potenziamento della tratta Bologna-Lecce.

Alta Velocità Brescia-Verona-Padova

In aeroporto in metro e hub potenziati
I binari dovranno dialogare anche con gli aeroporti, nel piano ideato dal MIT. Ecco quindi la previsione di collegamenti attraverso metropolitana o rete di superficie gestita da Rfi tra il centro urbano e gli aeroporti di Napoli, Milano Linate, Genova, Lamezia Terme, Bergamo, Firenze, Venezia e Catania. A Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia è prevista anche l’espansione della capacità dei terminal per gli hub intercontinentali. Mentre restano in piedi un ampliamento di Fiumicino e la costruzione di nuove piste a Catania e Firenze, dove già pende un ricorso. Per quanto riguarda i porti, invece, al di là dello sviluppo tecnologico gli interventi puntano a connetterli con la rete ferroviaria e a permettere un agevole arrivo e uscita anche attraverso con le auto con la costruzione del cosiddetto “ultimo miglio” stradale.

La mobilità urbana
Come anticipato dal premier, previsti anche interventi su 9 dighe sarde, mentre il MIT spinge anche su una migliore mobilità urbana scommettendo sul rinnovo del parco bus, tram, metro e una nuova linea di metropolitana a Torino, il prolungamento di M1 e M5 a Milano, nuove linee di tram a Bologna e Roma, il potenziamento della linea tramviaria di Firenze e il completamento delle linee 1 e 6 della metropolitana di Napoli.

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Via libera a 130 opere da 200 miliardi di euro ultima modifica: 2020-09-02T04:52:44+02:00 da Totem&Tabù

13 pensieri su “Via libera a 130 opere da 200 miliardi di euro”

  1. 13
    lorenzo merlo says:

    Per riconoscerti hai bisogno dell’altro.
    Così fa la regola.
    Si abbracciano fintantoche si attribuisce alla scienza la Conoscenza.

  2. 12
    Giuseppe Balsamo says:

    In ciò che scrivi percepisco un dualismo, di più, un antagonismo natura – scienza.
    Interpreto male ?
    Perchè per me, considerate nella più ampia accezione dei termini, sono due entità che si abbracciano più che dividersi.
     
    P.S. L’eccezione non conferma la regola, la vìola 🙂 

  3. 11
    lorenzo merlo says:

    Chi sente la natura abbandona la scienza.
    Per sapere dov’è il dritto è necessario sapere dov’è lo storto: l’eccezione che conferma la regola. Ma 400 individui che puntano a terra non sono più un’informazione sottile alla specie. Sono l’espressione di un’alterazione consistente. Molti cetacei, dei pochi che i soccorritori sono riusciti a liberare, una volta in mare hanno nuovamente puntato a terra.

  4. 10
    Giuseppe Balsamo says:

    Merlo, gli spiaggiamenti di cetacei avvenivano già quando Tesla e Marconi erano ancora in un lontano futuro possibile.
    Credo che per affermare l’esistenza di una relazione causa-effetto che vada al di là delle infinite correlazioni spurie osservabili in natura, ci vorrebbe qualcosa di più solido (questo senza sminuire l’importanza del c.d. elettrosmog e dei suoi effetti sull’ambiente).
     
    Quanto alla lista (dei desideri 🙂 ) su cui ragiona Mazzucco, sinceramente non ho capito nè da dove venga nè che livello di ufficialità abbia.
    Sullo stesso sito del Corriere che (a quanto mi risulta) l’ha pubblicata per primo, non mi pare che si citi alcuna fonte o altro dettaglio che consenta di risalirvi, salvo dire che è “ancora provvisoria” e che “bisognerà scegliere” (magari verrà esclusa proprio la costellazione di satelliti 5G (sic!) che tanto irrita Mazzucco 🙂 ).
    https://www.corriere.it/economia/lavoro/20_settembre_14/recovery-fund-557-progetti-dell-italia-ospedali-lavoro-ma-anche-voucher-computer-borse-studio-3f064360-f5ee-11ea-9237-257205f52e6d.shtml
    Discutere su un simile documento con queste premesse, mi dà l’impressione di voler fare della polemica per forza (o voler solleticare la “pancia”).
    Ma probabilmente mi sfugge qualcosa 🙂

  5. 9
    Matteo says:

    Posso dire che mi pare una situazione “leggermente” assurda?
    Il Covid ha evidenziato in Italia un grosso problema del sistema sanitario dato dalla riduzione dell’impegno pubblico diretto, dal taglio dei presidi sul territorio, dei medici di base e dei servizi, il tutto aggravato da enormi e mal controllati regali al privato (in Lombardia ne sappiamo qualcosa…) e si pensa di impiegare gli aiuti in “autostrade, ferrovie, aeroporti e porti”?
    Cosa c’entrano con quello che è successo o con la prossima, prevedibile pandemia? 
    Mi pare che si voglia a pervicacemente continuare esattamente come si è fatto finora, sperando che tutto possa tornare e rimanere uguale…il che ci garantisce di farci trovare la prossima volta ancora a braghe calate e debitamente proni (sul fatturato)

  6. 8
    lorenzo merlo says:

    Ciao Giacomo.
    Tutti i tg pronunciano parole accorate per le centinaia di balene spiaggiate e morte in Tasmania.
    Nessuno che accenni all’eventualità che se un animale selvatico, entità esclusivamente allineata alla terra e al cosmo, perde la via forse la cosa più banale da pensare è che qualcosa interferisca con la sua dote di orientamento.
    Nessuno che faccia cenno alla fitta rete elettromagnetica che avvolge il globo.
    Le microfrequenze del 5G hanno una capacità di alterazione delle orbite delle particelle cellulari superiore a quanto finora esistente.
    Così come i militari negano la tossicità dell’uranio impoverito, la scienza tralascia di approfondire le cause delle cospicue leucemie di chi vive a portata degli elettrodotti, i governi ora negano verifiche di salubrità legate al 5G.
    Per questo miliardi di animali vivono in condizioni sconvolgendi per tutti quelli che lo vengono a sapere tranne che per i padroni del fumo.
    C’è tutto, purché non su Repubblica e nei talk show.

  7. 7
    Giacomo Govi says:

    Lorenzo, una curiosita’, perche’ ce l’avete tanto con il 5G? 

  8. 6
    lorenzo merlo says:

    Salvatore,
    il pazzesco è un altro. E le tue battute forse sono di una “qualunquistica superficialità”.
    Il video è solo un annuncio, uno strillo.
    La sostanza chi vuole la può trovare, purché non la si cerchi su Repubblica o nei talk show.

  9. 5
    Salvatore Bragantini says:

    Lorenzo,
    il video è pazzesco sì, ma per la sua qualunquistica superficialità. Se la Ue non ci aiuta i tedeschi sono cattivi, se ci aiuta il governo sprecherà i soldi perché, garantisce Crovella “Il popolo italiano, per una serie di ragioni che affondano nella notte dei tempi, è un popolo di cialtroni, approfittatori e tendenzialmente “ladri”.
    Complimenti, e auguri vivissimi!

  10. 4
  11. 3
    ettore says:

    Un articolo preoccupante

  12. 2
    Carlo Crovella says:

    Mi è già capitato di descrivere i motivi per cui il TAV (o la TAV che dir si voglia) Torino-Lione sia ormai obsoleta concettualmente: da tempo il collegamento ferroviario europeo Ovest-Est corre a Nord delle Alpi. Quello che servirebbe oggi al sistema economico italiano è un TAV “verticale” (cioè Sud-Nord) dal porto di Genova al Traforo ferroviario del Sempione, in modo da innestarsi nella linea europea Ovest-Est (oppure da far proseguire le merci su ferrovia ulteriormente verso il Nord Europa). In tal modo il porto di Genova diventerebbe il più importante d’Europa. L’impatto ambientale in pianura sarebbe decisamente inferiore a quello del TAV della Val di Susa (tra l’altro inutile perché sostituito dalla linea a Nord delle Alpi). Chissà quante altre “inutilità” ci sono in questo programma di opere pubbliche. Più in generale, il problema di tutte queste opere non sono le opere stesse, ma… gli italiani. Il popolo italiano, per una serie di ragioni che affondano nella notte dei tempi, è un popolo di cialtroni, approfittatori e tendenzialmente “ladri” (mi ci metto dentro anche io, seppur in misura minore rispetto alla media nazionale). Questo mega programma da 200 mld sarà un vero luna park di tangenti. Intere generazioni di nostri concittadini camperanno sulle tangenti di queste opere pubbliche. Da questo problema etico non se ne esce, bisognerebbe cambiare gli italiani, non la politica economica.

  13. 1
    Antonio Arioti says:

    Quando leggo queste notizie comincio ad andare in apprensione.

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