Avanzano i lavori per la pista ciclabile “più bella d’Italia”

Abbiamo già in passato trattato di questo progetto in via di realizzazione più e più volte. Vedasi ad esempio Ancora sulla Ciclabile del Garda – 1 e Ancora sulla Ciclabile del Garda – 2. Purtroppo le nostre argomentazioni e l’opposizione del locale comitato non sono servite a nulla. Le scogliere della parte alta del Lago di Garda (sia quella orientale che quella occidentale) stanno per essere irrimediabilmente distrutte.
Al danno si aggiunge anche la beffa: l’informazione in generale loda questo progetto, ne auspica la rapida e completa realizzazione e inneggia alla “ciclabile più bella d’Italia”. Vedasi, uno per tutti, l’articolo che abbiamo scelto per voi, preso da un sito che di solito fa informazione corretta ma che, in questo caso, non ha riflettuto di certo sulle conseguenze per quel luogo davvero unico. Rimandiamo agli articoli sopra citati per i dettagli sul disastro ambientale che si prospetta.

Avanzano i lavori per la pista ciclabile “più bella d’Italia”
(pedalare a mezz’aria sopra l’acqua attraverso tre regioni tra panorami unici)
di Fabio Marcomin
(pubblicato su milanocittastato.it il 23 giugno 2022)

E’ in fase di completamento la pista ciclabile lunga 165 km che passerà per tre regioni mentre si è sospesi a mezz’aria sopra l’acqua: già definita “la pista ciclabile più bella d’Italia”, prima ancora che sia stata completata.

Un percorso di 165 km intorno al lago di Garda
Si tratta della Garda by bike che, una volta terminata, sarà un sentiero lungo 165 km che percorre tutta la circonferenza del lago di Garda. La pista ciclabile prevede sia tratti esistenti sia sentieri di nuova costruzione per pedalare dalla Lombardia, al Veneto, fino in Trentino. L’investimento complessivo è di 345 milioni di euro.

Credits lady_e_c_h IG – Garda by bike
Credit: garda-see.com

Questa pista ciclabile ha una caratteristica mozzafiato: molta parte del percorso è costruita a mezz’aria sopra l’acqua, dando la possibilità di sorvolare i confini regionali con vista lago. Non solo: il sentiero sarà collegato alla VenTo e alla Ciclovia del Sole e alle piste ciclabili europee Eurovelo Route 7 e Eurovelo Route 8.

Credit: garde-see.com

Come viene costruita
La struttura portante è composta da un reticolo di travi in acciaio. Nei tratti in cui la pista ciclabile è completamente a strapiombo, la struttura è ancorata alle pareti rocciose che si affacciano sul lago mente negli altri tratti la base si appoggia su piloni metallici sagomati ancorati al terreno. 

Le gallerie esistenti stanno venendo ristrutturate per permettere di accogliere la pista ciclabile nei punti dove non è possibile realizzare tratti esterni. 

Credits att -società di ingegneria – Rendering Garda by bike

I sistemi di sicurezza e protezione per pedoni e ciclisti
La pavimentazione del Garda by bike a strapiombo è realizzata con listelli di finto legno trattati per resistere agli agenti atmosferici mentre alcuni tratti paralleli alle vie carrabili sono realizzate in cemento.

Il sentiero segue la pendenza naturale del terreno ma la sicurezza dei ciclisti è sempre garantita da una ringhiera in acciaio curvilinea che segue il profilo della pista ciclabile, senza ostacolare la vista. La pista è larga 2,5 metri, è illuminata con un sistema di illuminazione a led per la notte e ha anche una parte dedicata ai pedoni.

Credits architetturasostenibile.it – Percorso Garda by bike

L’itinerario della pista ciclabile da Limone sul Garda a Nago-Torbole
L’itinerario si estende per circa 89 Km nel territorio bresciano attraversa, tra gli altri, i comuni di Desenzano, Sirmione, Lonato per poi costeggiare la riviera verso nord nei comuni di Salò, Gardone Riviera fino a Tremosine sul Garda e Limone sul Garda. Il tratto di percorso più impegnativo, di 27 Km da Gargnano a Limone sul Garda, può essere superato con i mezzi di linea di Navigarda.

Sulla sponda orientale, quella veronese, il tracciato è lungo circa 69 Km e attraversa i territori di Peschiera del Garda, Castelnuovo del Garda, Lazise, Bardolino fino a Malcesine, ricalcando parzialmente il tracciato della ciclopista del Sole.

Infine sulla sponda trentina, per una lunghezza di 7 km, attraversa i comuni di Riva del Garda, Arco e Nago-Torbole.

Credit: @limonesulgarda

La fine dei lavori per Garda by like è stata fissata nel 2026
Garda By like sarà ultimata nella sua interezza entro la fine del 2026, l’anno delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, ma alcuni chilometri possono essere già percorsi:

– il tratto di 2,5 km dall’Hotel Panorama di Limone sul Garda per arrivare al confine con il Trentino, che offre uno spettacolo straordinario per il fatto di essere stato costruito interamente a strapiombo sul lago;

– le parti dell’itinerario ciclabile che si incrociano con la famosa Ciclovia del Sole e con i route 7 e 8 di EuroVelo;

– il tragitto tra Riva del Garda e Torbole;

– la ciclabile da Gragnano a Tremosine, esistente da inizio Novecento e definita da Churchill l’ottava meraviglia del mondo.

Alcuni tratti sono in fase di cantiere, come quello dalla centrale idroelettrica di Riva del Garda fino alla galleria per la Via Ponale, altri in fase di progettazione, come la tratta dalla Galleria Panda alla Galleria Orione e per altri si è ancora alla ricerca dei fondi necessari alla loro costruzione.

Credit: @vacansoleil_be

La pista ciclabile più bella d’Italia?
Lungo questo sentiero si incontreranno paesaggi pazzeschi e dei punti panoramici da togliere il fiato, per non parlare di tutti i borghi che si potranno visitare lungo il tragitto.

Con la sua caratteristica di avere dei tratti costruiti a strapiombo sul lago, questa pista ciclabile è già molto amata anche solo per i pochi chilometri a Limone sul Garda già aperti al pubblico.

Si aggiudicherà davvero il titolo di pista ciclabile più bella d’Italia?

12
Avanzano i lavori per la pista ciclabile “più bella d’Italia” ultima modifica: 2022-11-11T05:55:00+01:00 da GognaBlog

22 pensieri su “Avanzano i lavori per la pista ciclabile “più bella d’Italia””

  1. Del tutto condivisibile quanto affermi, però continuare a costruire, a impermeabilizzate terreno non trovo sia la “strada”corretta. Nello specifico credo di non sbagliare a ritenere che il notevole dispendio economico per realizzare una spettacolare pista ciclabile, non sia dovuto alla necessità di incentivare ad andare al lavoro in bici!!

  2. Sono un altro ciclista, otre ad andare a piedi e con gli sci in montagna 
    La ciclabile del Garda è stata pensata per un utilizzo turistico visto l’enorme afflusso di turisti e l’incremento Dell ‘uso della bicicletta con l’ avvento delle biciclette a pedalata assistita.
    Mi piacerebbe considerare però anche l’aspetto legato ad una possibilità di modificare la mobilità utilizzando infrastrutture nuove, utilizzando meno auto e più bici per muoversi, che sia per diletto o per andare a lavorare. 
    Nella mia zona, lago di Como, versante lecchese, il ciclista che abita a Mandello è vuole utilizzare la bici come mezzo di trasporto per venire a Lecco  o viceversa o per farsi un giro sul lago, rischia la vita dovendo percorrere alcuni km di superstrada con i Tir che ti sfrecciano a pochi centimetri. 
    Ben vengano quindi altre infrastrutture se queste potranno modificare il modo con cui ci muoviamo.
    La realtà è che viviamo in zone fortemente antropizzate e non in un parco nazionale svizzero.
    Incrementare la mobilità con bici potrebbe ridurre il ricorso a nuovi parcheggi per auto.
     

  3. Beh … sono ciclista (per divertimento, per trasporto … per scelta che ritengo positiva ed anche ecologica), per cui sono di parte. In questa antologia di “post” ho letto una moltitudine di luoghi comuni, scritti spesso senza approfondire … nello stile dei “leoni da tastiera”. E’ chiaro che ogni opera ha lati che possono essere criticati, ma la critica deve essere documentata, obiettiva e, possibilmente, costruttiva.

  4. Per quanto riguarda l impatto ambientale ho anch’io i miei dubbi…ma prima di considerare questo danno ci dovremmo occupare prima almeno di centinaia di migliaia di realtà del primario e del secondario che avvelenano da anni il ns ambiente…prima di considerare questa opera. Poi è vero che il traffico è intenso su strada e su ciclabile…ma il ciclismo ed i ciclisti dovrebbero farsi un bel mea culpa…non rispettano nessuna regola del codice, le strisce pedonali per loro non esistono,la precedenza ai pedoni è utopia,il limite di velocità dei 10 km/h non è mai rispettato, i parapetti della ciclabile sono alti 1.70 circa…un ciclista per essere sbalzato fuori dovrebbe fare almeno 4/5 volte la velocità massima indicata…le ebike sono ancora più pericolose perché guidate da persone non abituate e con prestazioni da scooter 50cc. Documentatevi sulla percentuale maggiore di incidenti negli ultimi anni….riguardano le 2 ruote e non sono a motore…nel 62% dei casi la colpa è da attribuire al conducente di bike,ebike e veicoli elettrici.

  5. Premetto la mia ignoranza in ogni campo. Ho percorso quest’anno una volta – la prima e unica finora – la ciclabile a sbalzo. È stata una fatica arrivarci per via della moltitudine di gente che frequenta Limone. Francamente direi che principalmente  i fruitori più numerosi sono tedeschi. E i più pericolosi con le loro e-bike settate a mo’ di moto. Rimango favorevole al percorso completo del Garda, attrazione turistica di massimo livello, alla pari dei vari parchi-giochi presenti da tempo immemore. Che può essere dannosa da un punto di vista geologico. Ma oggi quale opera umana di qualunque specie non implica conseguenze ambientali? Se non altro spero che molti turisti possano optare per una gita in bici piuttosto che in auto o moto. Perché – alternativa- certe gallerie della sponda bresciana non rappresentano delle condanne a morte per i ciclisti? Vediamo le cose con tolleranza con la speranza di buoni propositi.

  6. Il problema sta che non ci sarà più un punto 1 tranquillo appartato per nessuno e parlo di animali…
    Il problema sta che qualcuno compierà gli stessi scempi…in altri laghi.
     
    Il problema sta che vogliamo sempre il segno più davanti a tutto…
    Il problema sta nelle ditte voraci che devono vendere e continuare a piazzare acciaio che siano di Vicenza o Pordenone non importa.
    Il problema sta intorno al giro di gente che ci  vede solo un lavoro per campare e non e poca…
    Ma il problema è sopratutto dato da chi non ne vede il problema…

  7. Dove sta il problema? Alla radice: nell’inversione del fine con il mezzo. Se la bicicletta fosse un mezzo di trasporto, potrebbe forse contribuire a risolvere la congestione della mobilità. Invece si tratta di una scelta sportiva fine a se stessa: tra il ciclismo il calcio il tennis eccetera non c’è più alcuna differenza. A parte il fastidio.  Chi gioca a calcio o a tennis non pretende uno spazio pubblico a disposizione dei suoi capricci e soprattutto non aggredisce i pedoni nelle città.

  8. Suvvia ragazzi, capisco i vostri dubbi, ma i faraoni hanno fatto le Piramidi, i romani hanno fatto le strade basolate da Roma verso le principali direttrici dello stivale, i greci i templi, ecc…Oggi se alla mobilità motoristica, auto, metrò, bus, treno, airbus, mancano solo le navette nello spazio, si fa qualcosa per la mobilità dolce, a piedi od in bicicletta, dove sta il problema? Nelle strutture che compongono la ciclovia o nel solco che un sentiero di montagna che si coglie nell’ambiente. L’impatto zero è non produrre alcun impatto e quindi a voi andate in bicicletta su un campo o a piedi su una radura di montagna. Alla fine le azioni ripetitive, producono dei segni sul territorio, come il passaggio di 100 pedoni sullo stesso tragitto, non per questo sono da considerare negative per l’ambiente.
    L’uomo senza il suo territorio non è niente e l’ambiente senza l’uomo va letteralmente in degrado e non ha alcun valore.
    Quindi un sano e consapevole rapporto tra l’uomo e l’ambiente può produrre effetti benefici e duraturi pur con qualche eccesso, e qualche volta certi progetti e certe realizzazioni lasciano sicuramente perplessi, ma se ciò che ne deriva è positivo per l’ambiente e per gli esseri umani nulla di male.

  9. io che ho fatto una vacanza di 3 giorni a Riva sono rimasta esterrefatta dalla massa di ciclisti in centro ovunque. A malapena ci si muove e devi tenere gli occhi aperti di non essere travolta talmente tanti sono. Per quello che ho pagato scelgo mete migliori o perlomeno più tranquille! Mio figlio da adolescente aveva scritto una bellissima poesia che ancora custodisco. Credo che non la scriverebbe più così! Ed era il 79/80. Io amo il Garda ,non lo frequento più da marzo a novembre. Lascio l’affollamento ad altri. Però le strade sono quelle di 70 anni fa. Quando anche la A22 era praticamente deserta! Ma di ciechi c’è ne sono tanti !!!!!

  10. Bregoli Cristian,
    io sono un geologo, laureato a Ferrara nel secolo scorso. Il Prof. Edoardo Semenza è stato mio relatore all’esame di laurea. Sì, vedo bene anch’io che il commento di Carlo (n. 3) contiene una osservazione discutibile, e forse anche altri come lui. Ma la sostanza qui è la segnalazione di un probabile scempio ambientale che va compiendosi sotto i nostri occhi, e sì, mi sono fatto un esame di coscienza e sono giunto alla conclusione che devo fare di più: più attivismo, manifestare più attivamente la mia contrarietà. Sarai d’accordo sul concetto che, così come è sterile partecipare a dispute tra esperti improvvisati, altrettanto lo è il solito richiamo a “cominciare dalle proprie scelte, nella vita di tutti i giorni”. Abbiamo un bel da fare a lavorare su noi stessi, se nel frattempo lasciamo scelte di gran lunga più impattanti delle nostre vite, nelle mani di lobby di interesse che mirano solo al guadagno. Questa è la mia opinione.

  11. Tutti geologi esperti qui eh?
    Ma fatemi il piacere di studiare e informarvi bene prima di parlare.
    E soprattutto, fatevi un esame di coscienza voi per primi sulle cose che fate e come conducente la vostra vita.

  12. Carlo (n. 9):

    Dovremo smettere di andare in montagna ed entrare in politica?

    Non capisco la domanda: una cosa non esclude l’altra. Se vuoi che accada qualcosa devi impegnarti, manifestare la tua contrarietà: in altre parole, devi fare politica. La politica è molte cose, è anche attivismo, impegno. Non è solo candidature e voti.
     
    C’è un bel documentario pubblicato da Patagonia, intitolato The Scale of Hope. Si può vedere qui:
     
    https://www.youtube.com/watch?v=BrmKoU2Oe5I
     
    Nel documentario si parla di crisi del clima, e d’accordo, la pista ciclabile del Garda non ha niente a che fare con questo. Ma ti segnalo la risposta che la protagonista di questa storia ha, precisamente, per la tua domanda:
     
    1) “we can’t address the climate crisis without systemic change” [non possiamo affrontare la crisi climatica senza un cambio di sistema]
     
    2) “we can’t get systemic change without policy” [non possiamo avere un cambio di sistema senza una politica]
     
    3) “we can’t get policy until we get the public on board” [non possiamo avere una politica senza il sostegno della gente]
     
    4) “we can’t get them on board until they feel something” [non possiamo avere il sostegno della gente se la gente non percepisce il problema]
     
    Il meccanismo è semplice. Forse bisogna cominciare col sostegno a organizzazioni come Mountain Wilderness, qualcosa di concreto. Sicuramente postare un commento non basta. E liquidare l’impegno politico con le solite cose – “stanza dei bottoni”, “mone come che altri” – rischia di essere persino controproducente.

  13. Ma dai, ma non vi va bene mai niente, nemmeno una pista ciclabile!!!
    In fin dei conti è poi una semplice passerella di pochi km a sbalzo sul lago.
    E poi… Anche le piramidi migliaia di anni fa hanno rovinato il deserto incontaminato dell’Egitto!!! 

  14. Possibile non si possa far nulla per fermare questi scempi ambientali??
    Possibile che i “portatori di interessi” la facciano sempre da padrone? E i politici che dovrebbero portare l’interesse di tutti siano sempre asserviti a firmare??
    Possibile che comitati attivi e numerosi siano impotenti?
    Possibile che i turisti non vedano l’aspetto negativo??
    Dovremo smettere di andare in montagna ed entrare in politica??
    Forse si, ma temo che, come di dice il Poiana: “appena arrivano alla stanza dei bottoni…BUM…mone come che altri”
    Povero paese, poveri abitanti futuri

  15. Considerato che i lavori avanzano inesorabilmente, prima che sia troppo tardi sarebbe da verificare che non vogliano devastare anche la Spiaggia delle lucertole a Torbole, questi sono capaci di tutto!

  16. Un vero harakiri ambientale…Ma i listelli di finto legno sono di Vera plastica?,mi chiedo nei punti umidi in ombra in periodi non estivi che tenuta forniranno…e ancora ,nei tratti in cui interseca falesie con relativi fruitori finali chi avra’ la precedenza ??
    Ennesima schiacciata d acceleratore per demolire l ambiente pensando il contrario ,cioè farlo amare da tutti , cosa impossibile visto che dell ambiente alla maggioranza interessa una cippa.

  17. Piste, piste dappertutto. Di neve artificiale o di finto legno non importa. Sentieri trasformati in strade asfaltate. L’importante a convogliare su queste strutture le masse votanti e farle così felici. Ovvero farle stare un po’ tranquille nel grande giardino zoologico sovraffollato e minato che è ormai diventato il mondo. In una situazione del genere forse sarebbe meglio educare la gente a stare a casa, a bearsi del giardinetto condominiale. Non si vuol capire che siamo in troppi per continuare a fare i turisti in questo modo. Le logiche del dio denaro portano però alle scelte scellerate che sono ovunque sotto i nostri occhi. Scelte spesso avallate da un giornalismo miope e di bassa lega. D’altra parte, come ha scritto il grande artista-velista Titouan Lamazou, “morto io, morti tutti”. Titouan ha anche scritto un libro con questo titolo, dopo la sua vittoria nella  prima Vendée Globe, la regata in solitaria senza scalo intorno al mondo. Fuori dai sentieri e dalle piste artificiali.

  18. Improvviso fortunale estivo si abbatte sul Garda e genera onde di 3 metri. Centralino della Guardia Costiera sommerso di richieste di soccorso. Dieci operazioni di soccorso hanno consentito di salvare 20 persone in serio pericolo” Luglio 2020
    Chissà se “i  listelli di finto legno trattati per resistere agli agenti atmosferici”  resisteranno…

  19. Progetti faraonici destinati al degrado che le generazioni future dovranno smantellare. “Finto legno trattato” significa solo una roba che non verrà assorbita dall’ambiente. Comunque tranquilli, appena il primo sasso caduto dalla scogliera ammazzerà il sign. Wolfgang o Vladimir andrà nel dimenticatoio. A noi rimborsare i parenti del turista alla natura affondare il tutto nel lago. Lago che sta diminuendo di livello, facendo mancare la spinta isostatica che tien su i “piloni sagomati” (Vajont docet). 

  20. Forse questi luoghi erano una meraviglia ai tempi di Churchill. Lo stesso non si può dire di certo oggi perché sono affollati all’inverosimile da ogni tipo di turista. Vado al Garda in bici da strada almeno una volta l’anno giurandomi ogni volta che sarà l’ultima ma poi ci ri-casco perché è un posto geograficamente comodo per incontrarmi con gli amici che arrivano da altre parti d’Italia.  Le passerelle sospese sono destinate a crollare sotto il peso degli utenti, se il loro numero sarà proporzionato a quello aattuale e l’eventuale ciclista che, in caso d’incidente,  non sarà fermato dal parapetto, se sarà fortunato e buon tuffatore, finirà in acqua.
    Purtroppo la gente vive così male che si è abituata (pessima abitudine) ad apprezzare cose orribili. Questa è una delle tante che rallegrano il tempo libero in totale disprezzo del buon gusto.

  21. Non è una ciclabile, il tratto già costruito è un marciapiede pedonale intasato di passeggini cani nonni con i nipotini  e famiglie in gita , impraticabile in bicicletta oltre gli zero_5 kmh. Quando piove ed è vuota di pedoni 2 mountain-bike affiancate una per senso di marcia ci passano a stento  essendo la larghezza limitata. Prove ne è che il classico giro del Garda in bici la snobba preferendogli il passaggio nelle gallerie.Oltre al danno dell’opera da calcolare che non esistono parcheggi per i fruitori  e realizzarne qualcuno comporterà opere di sbancamento importanti e drammaticamente più impattanti del nastro asfaltato stesso La protezione laterale è sufficiente per fermare un pedone non un ciclista che la sorvolerebbe in caso di incidente,ma questo è il mele monore. La boiata più invasiva d Italia perseguita con pervicacia e sprezzo del buon senso in nome del denaro 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.