Bello è il brutto e brutto è il bello

Bello è il brutto e brutto è il bello
di Roberto Pecchioli
(pubblicato su ereticamente.net il 6 agosto 2023)

Più volte, nelle nostre riflessioni, abbiamo parlato di capovolgimento, rovesciamento di valori e principi. Il nostro è un tempo invertito. E’ la vittoria delle streghe di Macbeth, la tragedia di Shakespeare sul potere, l’ambizione, il buio. Le tre streghe ne sono il motore, con oscure profezie e la frase con cui aprono il dramma: fair is foul, and foul is fair. Bello è il brutto, e brutto è il bello, strillano tra risa sardoniche per poi uscire di scena “su per la nebbia e l’aria unta”. C’è un che di malsano, malato, nell’affermazione che rovescia ogni senso e ogni ragione: il bello è brutto e viceversa. Il bene diventa male e la menzogna predomina sulla verità.

Nella tragedia del bardo inglese il mondo al contrario viene sconfitto al termine della battaglia finale che disvela le profezie oscure delle streghe, ma nel presente diventa pane quotidiano, cibo velenoso che intossica e inverte la scala dei valori. Lo vediamo dappertutto: nelle strade sporche, nei muri lordati da scritte e graffiti tutt’altro che artistici, con buona pace degli aedi dell’arte di strada; nella sciatteria di abbigliamento, postura, condotta, che diventa volgarità spacciata per comodità, spontaneità, trasgressione, l’obbligo grottesco dei forzati della liberazione; nell’indifferenza per il bello e l’arte, ridotti a sfondi, location – come si dice adesso – per i selfie in cui protagonista è il nostro ego smisurato e insieme minimo; nel linguaggio elementare, sguaiato, scurrile; nell’indifferenza per la verità, superata dalla menzogna per coazione a ripetere; nella musica ripetitiva che imita il baccano metropolitano per accompagnare sballi e dipendenze; nella pelle occupata da tatuaggi senza significato, brutti, spesso bizzarri, insensati, segno da un lato della smania di autocreazione e di volontà di distinguersi nella massa, dall’altro prova di un’estetica imbarazzante unita alla dipendenza dalle mode. Tutti sembrano comportarsi allo stesso modo, nella trascuratezza comune, nell’abbigliamento, nell’atteggiamento, nelle preferenze: difficile distinguere tra “plebe ricca e plebe povera” (Nicolàs Gòmez Dàvila). Soprattutto, è arduo rintracciare il bello: la bruttezza tracima da ogni lato diventando il segno distintivo della modernità postera di se stessa. Paesaggi meravigliosi vengono sfigurati da chilometri di orrendi parallelepipedi, cubi e fabbricati informi, i nonluoghi frequentati da generazioni rese ignoranti, insensibili, imbruttite e abbrutite nonostante trucco, belletto, abiti firmati. Centri commerciali, capannoni presto dismessi, insegne pubblicitarie, svincoli diventano il ritrovo, lo scenario di vita, incontro, auto riconoscimento di una massa identica intenta a passatempi, occupazioni e passioni volgari. L’architettura – chiusa la partita con l’ornamento – non ha più ambizioni di bellezza e durata, a differenza del passato in cui edificare appariva agli uomini il modo migliore di lasciare una traccia di sé, un lacerto di eternità, il segno di un passaggio non casuale, l’ansia di trasmettere un modello di civiltà.
Su tutto, domina il sistema della comunicazione massificata, la pubblicità e l’intrattenimento che – diversamente dal passato anche recente – impongono modelli e personaggi caratterizzati dalla bruttezza, dall’anormalità esibita, dall’ostentazione di ogni eccentricità e perfino deformità. Evidentemente tutto ciò è voluto, elemento centrale della potente opera di deidentificazione, regressione, riduzione animale cui siamo assoggettati. Poiché tutto deve servire a qualcosa, essere utile ad alimentare il circuito del consumo e del profitto, l’uomo postmoderno riderebbe – di una risata stolida, sguaiata, carica di soddisfatta mediocrità – se gli capitasse, per caso o errore, di leggere un brano delle Pietre di Venezia di John Ruskin: “Ricorda che le cose più belle del mondo sono anche le più inutili: i pavoni e i gigli, ad esempio” .
Inutili, se fosse vero che l’uomo è solo ciò che mangia (Ludwig Feuerbach). Tutto ciò che è “utile” in senso strumentale è oggi programmaticamente brutto, mentre in passato così non era e perfino gli utensili del contadino rispondevano a un’idea di bellezza, di gusto. Lo sguardo era rivolto in alto. Oggi tutto congiura a farci chinare in basso.
La comunicazione pubblicitaria, diventata visione del mondo, guida la marcia del regresso: Zara, multinazionale della moda (pardon, fashion…) a buon mercato, ha un testimonial nuovo/a – o meglio *, il magico asterisco che nega la natura: si chiama Ceval Omar, è transessuale (l’eroe del nostro tempo) immigrat* e ner*, nonché grass* e francamente brutt*. Come è ovvio, la scelta non risponde a criteri di mercato – nessuno compra un prodotto per invidia o imitazione del modello di riferimento – ma per abituare alla bruttezza, alla confusione, al pappone multiculturale e transumano a cui ci stanno riducendo. Diffondere degrado e bruttezza aiuta a riconfigurare il post –uomo non più sapiens.
Non è dunque per semplice senso estetico che bisogna difendere la bellezza, ma perché su quella trincea è in gioco tutto: l’essere e il non essere, il bello e il vero. La bellezza si trova nel mistero che dà il via all’immaginazione, la quale a sua volta crea e connette alla natura e all’arte. Scrisse il poeta romantico John Keats: “la bellezza è verità, la verità è bellezza. Questo è tutto ciò che al mondo sapete, e tutto ciò che dovete sapere”. E lo disse in un canto dedicato alla bellezza senza tempo di un manufatto artistico, un’urna, un’anfora dell’antica Grecia, sublime, perfetta manifestazione della bellezza che non ha bisogno di giustificazione.
Chi ci scaraventa in un oceano di brutture ci sta togliendo la sapienza insieme con il senso della bellezza, porta della trascendenza. Lo sanno bene i nemici dell’uomo, i nostri nemici. Quelli che in tempi di nichilismo viscido, soffice ed egualitario, intendono farla finita con la verità e la bellezza, con la civiltà e le sue bandiere. Ceval Omar rappresenta Barbie per l’azienda Inditex, ieri icona di un modello di bellezza femminile, oggi adattata, dicono gli entusiasti del nuovo corso estetico (e anestetico) al fatato mondo dell’inclusione, ossia dell’omologazione, l’uguaglianza in basso che non conosce limiti.
Come non ha limiti il dominio della volgarità, del risentimento e dello svilimento da parte della generazione degli “ultimi uomini”. Il loro tempo – il nostro – è quello in cui l’umanità “non genererà più stelle” (Friedrich Nietzsche). Una tipologia umana, secondo il solitario di Sils Maria, “tanto più disprezzabile perché non sa più disprezzarsi”. Con il suo avvento la terra “ è diventata piccola e su di lei saltella l’ultimo uomo che rende tutto più piccolo. “ La battaglia per la bellezza, per quanto risulti incomprensibile all’uomo impegnato esclusivamente nel successo e nelle crescita misurata in denaro, è decisiva in quanto respinge l’idea di un essere solamente animale, utilitario, gettato sulla terra per scambiare e accumulare cose, unico pegno di felicità. La bellezza, tra le altre cose, è gratuità. Essa continua a godere di un certo prestigio nell’ambito museale. Pensiamo all’immagine pittorica di Simonetta Vespucci, la musa di Sandro Botticelli. La sua sfolgorante bellezza continua ad incantare i visitatori, ma rimane confinata nel chiuso, un retaggio del passato. Passato, ovvero finito. Nessuna bellezza è riconosciuta oggi; non esiste bellezza che sia viva, in azione, presente. Possiamo cercare ovunque per cielo e terra: non troveremo alcuna Simonetta, nessun David, nessun Laocoonte avviluppato dai serpenti con i suoi figli, non un solo palazzo o tempio, un Partenone, una cattedrale. Al loro posto abbondano le “installazioni” e ogni stranezza che possa essere compravenduta con il bollino di conformità di una casta di ciarlatani.
La cultura è il suo contrario in ogni ambito. Nella musica trionfano prodotti imposti dal mercato woke come Lizzo, cantante nera, sovrappeso, simbolo del mondo nuovo, che canta la bellezza della diversità e il dovere della sua accettazione accompagnata da ballerine altrettanto sgraziate e obese, poverette che, sembra, maltrattava e obbligava a prestazioni sessuali umilianti. La bruttezza elevata a modello diventa degrado, non di rado abiezione. Se lottiamo per il bello è per sopravvivere. Esistere. Per far capire cosa potremmo e dovremmo essere. La fine del bello è la morte dello spirito, la sottomissione all’impero dell’utile e del materiale, del prosaico e del banale, la scomparsa dell’unità ideale tra il bello, il buono, il vero. Persino nella Firenze del Rinascimento, patria della bellezza, il brutto, il triste, perfino il sudicio arrivarono al potere con il volto del sinistro frate Girolamo Savonarola, nel cui “falò delle vanità” ardevano gioielli, profumi, abiti, libri, manoscritti, quadri, compresi quelli del Botticelli, irretito dal monaco ferrarese. La disgrazia fu di breve durata: dopo quattro anni Savonarola arse sullo stesso rogo dove aveva tentato di distruggere vita, bellezza e arte in nome di un Dio accigliato e disumano, niente affatto cristiano.
Sempre nell’uomo è stata presente una tendenza verso il basso, il volgare, il sordido. Mai tuttavia era assurta a principio vincente come nella contemporaneità occidentale. Chi scrive rammenta due scosse, due moti dell’animo fortissimi e indimenticabili. Uno, a vent’anni, la vista improvvisa, nella National Gallery di Londra, della Cena in Emmaus di Caravaggio. Stupore, scoperta, l’attimo ineffabile degli umili discepoli che riconoscono Gesù risorto. L’altro, molti anni dopo, l’apparizione, altrettanto improvvisa, scomparse le nuvole con la rapidità del clima di montagna, delle Pale di San Martino, un miracolo della natura che innesca, insieme con l’emozione senza fiato della bellezza assoluta, l’evidenza di un creatore, di un principio superiore che ci eccede. Fitte dell’anima che il tempo non scalfisce, che l’abbrutimento del mondo non riesce a guastare. Sensazioni che fermano il fango, mantengono pulito lo sguardo, conservano intatta la speranza. È la contemplazione della bellezza, naturale o frutto del genio mi umano. Luoghi, opere che accendono i sensi, la ragione e lo spirito, poiché non c’è bellezza di cui l’anima non sia giudice ed arbitro, come insegna Agostino d’Ippona. La guerra delle idee, così necessaria, corre il rischio di spostarsi dove l’immediato, il superficiale, il quotidiano, fanno dimenticare l’ancoraggio con il buono, il vero, il bello.
A volte bisogna oltrepassare il presente per andare più a fondo, dove penetrare e ascoltare i sussulti ideologici del tempo che trascina verso il basso. Per rimanere in piedi, però, occhi aperti e cuore caldo in un mondo di rovine, fermi nel bene per riconoscere il male. Il bene per soffocare il male. Il bene per non sbagliare nel dubbio. La verità da capire. La verità per vivere nella realtà. La verità per camminare senza il peso della cattiva coscienza. La bellezza perché è piacere, gioia, conoscenza, sguardo che scavalca l’orizzonte. Bellezza da condividere, poiché io non sono nulla se non mi apro a “noi”. La trinità di bene, verità e bellezza è la più odiata dal principe del male, la più massacrata dal pensiero dominante postmoderno che non nasconde più il culto del brutto, il distacco dal bene, la rinuncia alla verità. Il bello è anche buono, lo sapevano i greci, padri dall’eredità dissipata. Quando la nebbia rende tutto confuso è l’ora di tornare all’essenziale, all’immutabile, alle uniche cose importanti: il bene, la verità, la bellezza. Sono il nostro dovere e la nostra salvezza. Perché se non è chiaro in che modo la bellezza salverà il mondo (Fëdor Dostoevskij) è chiarissimo che la bruttezza lo sta distruggendo. Non servono troppe domande: è sufficiente ciò che intuì il poeta e mistico tedesco Angelo Silesio: “la rosa è senza perché. Fiorisce perché fiorisce, lei a se stessa non bada, non chiede che la si guardi. “ Ma se la osservi, scopri la bellezza e non puoi più separartene.

Bello è il brutto e brutto è il bello ultima modifica: 2023-08-31T05:52:00+02:00 da GognaBlog

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136 pensieri su “Bello è il brutto e brutto è il bello”

  1. Voglio rispondere a Ezio Bonsignore, perché benché ritenga aberranti le opinioni di Pecchioli, mi piace il tono di Ezio.
    Per prima cosa, direi che le posizioni di Pecchioli sull’estetica sono il minore dei problemi.
    Comunque la persona, la modella di Zara Ceval Omar è sicuramente grassa, ma non è certo brutta: mia nonna (non Rubens, voglio dire, l’altroieri quindi) l’avrebbe trovata sicuramente più bella di Kate Moss! Appare piuttosto evidente che quello che scandalizza Pecchioli è che sia una transessuale.
     
    Le pale di s. Martino fino a un paio di secoli fa erano sicuramente considerate orribili, pericolose, inutili e contrarie alla vita umana.
    In altre parole proprio repellenti.
    Poi sono arrivati inglesi e tedeschi, il romanticismo e tutto il resto e ci hanno convinti che sono bellissime. Da notare che i più restii a farsi convincere sono proprio gli abitanti delle valli sotto, una buona parte dei quali a tutt’oggi in montagna non ci va per nulla ed è dispostissima ad asfaltare e cementare il più possibile appena appena sembri convenire.
     
    Quanto all’architettura ho già risposto: prova a colorare di rosso e oro filologicamente corretto fori imperiali a Roma e vediamo cosa ne pensa il mondo
     
     

  2. Quella della pecora e dei pecoroni non è la sola analogia animalesca che è stata usata, nel dipanarsi di questa discussione. Ad un certo punto il buon Stefano ha parlato dispregiativamente di “capre”. La varietà montana di questo animale è però una favolosa bestia scalatrice, e non a caso gli inglesi dicono “what a goat” dei tipi forti e resistenti. 

  3. #95 Ezio Bonsignore. Caro Ezio, in effetti la tua “logica” comporta che, ogni volta che un lettore voglia vedere cosa c’è di nuovo nei commenti, debba sempre andare in fondo. La Redazione ha preferito la “logica” per la quale quest’operazione (di andare fino in fondo) la debba fare solo colui che si accosta la prima volta al post.

    Ogni soluzione presenta un piccolo rovescio di medaglia…

  4. Crovella (80): sono stato un lettore abbonato di Alp, da socio CAI ho ricevuto per tanti anni La Rivista e Le Alpi Venete. Non ho ricordi di tuoi scritti, il che non significa che metto in dubbio la tua affermazione: per carità, avrai anche pubblicato, ma su di me non hai lasciato traccia alcuna. E poi guarda, non ho scritto che contribuisci a questo blog per tornaconto: sostengo per l’appunto che lo fai per passione, passione di apparire.
     
    Per quanto riguarda invece quelli che hanno smesso di leggere il Gognablog, non credo siano annoiati tanto o esclusivamente dai commenti, quanto, più precisamente, da certi contenuti (quasi sempre partoriti dalla premiata ditta Merlo & Crovella) e dalle bagarre che ne conseguono. 
    Per quanto mi riguarda, credo che il punto più alto, da molto tempo a questa parte, lo si sia raggiunto nella sezione commenti sotto al post “Un rivoluzionario allenamento per l’alpinismo”, con una serie di scambi che ho trovato molto informativi, intelligenti, di certo superiori alla qualità dell’articolo stesso, tra utenti quali Massimo Bursi, Pasini, Regattin, Cominetti e altri che forse dimentico. Prendi nota.

  5. Benché vicina alla loro visione, vorrei ricordare a Stefano e Marcello (sottolineo ricordare, poiché so che già lo sanno) che disquisire ancora sulle pratiche del delirio covid è andare a braccetto con il sistema, che non cerca altro che megafoni per amplificare i propri dettami.
    Ancora una volta: io vedo ciò in cui credo.
     
    Mi fa piacere ricordare anche gli articoli 17 e 18. del primo capitolo del celebre testo di S’un Tzu “L’arte della guerra”, dedicato ai piani strategici:
    17. La condotta della guerra si basa sull’inganno.
    18. Pertanto, quando siamo in grado di attaccare, dobbiamo sembrare non esserlo; quando muoviamo le nostre truppe, dobbiamo sembrare inattivi; quando siamo vicini, dobbiamo fare in modo che il nemico ci creda molto lontani e, quando siamo molto lontani, dobbiamo fargli credere che siamo vicini.
     
    Dai, su, rivolgiamoci alla bellezza!

  6. Una domanda pratica alla redazione: non sarebbe possibile invertire l’ordine dei commenti, sì che il primo appaia subito sotto il titolo e gli altri a seguire? Così come il sito è organizzato adesso, per seguire una discussione bisogna prima andare in fondo e poi risalire, cioè esattamente il contrario di quello che sarebbe logico.

  7. 75. Alberto, poiché io vedo ciò in cui credo, un lavoro di ricerca presuppone sempre un processo di creazione.
     
    Buona bellezza.

  8. Debbo premettere, per chiarezza, che seguo da tempo gli scritti di Pecchioli, e che mi trovo pressoché sempre sostanzialmente d’accordo con le cose che dice oltre che ammirare il modo in cui le dice. Vederlo riportato qui è quindi stata una piacevole sorpresa.
    Nel caso specifico, mi sembra che forse sfugga un punto. E’ certo verissimo che i criteri estetici per definire cosa sia bello e cosa non lo sia sono sempre stati soggetti a mutamenti anche radicali, nel corso dell’evoluzione delle società umane; tanto per dirne una, Rubens non dipingeva certo dei nudi femminili “abbondanti” perché non riusciva a trovare modelle più decenti, ma invece semplicemente perché quello era appunto l’ideale di bellezza muliebre condiviso dai suoi clienti. Ma qui si tratta di qualcosa di radicalmente diverso. Nei casi citati da Pecchioli, non è che ci sia un dibattito se certe persone siano messe meglio o peggio dal punto di vista puramente fisico, e nemmeno che esista una nuova corrente estetica che sostenga che queste persone rappresentino un nuovo ideale da perseguire; sono, per dirla francamente, persone che – senza alcuna colpa, beninteso – appaiono brutte se non laide a chiunque, e indipendentemente dalle proprie opinioni politiche. E lo stesso, a maggior ragione, vale per le cose materiali, a cominciare dall’architettura. Sfido chiunque a sostenere il contrario. E’ però in corso una violentissima campagna “woke” per imporre tutta questa bruttura, campagna che per sua stessa natura non ha nulla a che vedere con la possibile evoluzione dei criteri estetici ed è invece funzionale a precisi obiettivi politici – come Stefano ha cercato di far capire.
    Una domanda forse provocatoria, ma in questo blog le risposte mi interesserebbero davvero: le Pale di S. Martino, tanto per usare un altro esempio di Pecchioli, erano belle anche prima che gli uomini le vedessero? 
     

  9. @87
    Grazie Migheli per la risposta.
    Che la morbosità delle varianti Omicron sia sensibilmente inferiore a quella di Alfa e Delta, per qualsiasi categoria (con percentuali variabili), è pacifico (e statistico, nonché ampiamente documentato).
    Da qui a definirle innocue …a mio parere sarebbe meglio prima intendersi sul significato del termine “innocuo”.
    Per quello che gli attribuisco io avrei evitato di utilizzarlo, anche solo per i livelli di trasmissibilità.
    Interessante la precisazione relativa ai tamponi fai-da-te. Tuttavia ho idea che alla statistica sia sfuggita una massa enorme di positivi anche durante la prima parte della pandemia, fra PCR che scarseggiavano e i tanti poco-sintomatici e asintomatici (e, su questi ultimi, aggiungerei un: meno male!).
     
    @88
    Alcuni punti, a mio parere, meriterebbero discussione in quanto si prestano a diverse interpretazioni (ma credo che non basterebbe un articolo dedicato).
    Altri sono cantonate colossali (sempre mio parere – e poi mancano le autopsie negate: come mai ? 🙂 ).
    Ci vedo comunque un errore logico di fondo, con un approccio del tipo: è vero o non è vero ?
    Sebbene le semplificazioni bianco/nero siano rassicuranti, solitamente le cose nel mondo reale sono un pochino più complicate.
     
    In ogni caso, attendo con curiosità la risposta di Migheli (se avrà la pazienza di rispondere).

  10. Emanuele 73.
    La storia della mia contrarietà al vaccino per il covid la tirerò fuori all’infinito.  Io non mi stufo.
    Forse voi pecoroni (non ce l’ho con le pecore ma così ci capiamo) per vostra indole siete portati a passare sopra a quello che considerate un passato che in qualche modo vi ha favoriti, ma io no.
    Non sono mai stato rancoroso in vita mia, ma  quello che ho subito in quanto non vaccinato (altro che novax di ‘sta minchia) NON LO DIMENTICHERÒ MAI!
    Quindi, o Gogna mi banna a vita o io continuerò a tirare fuori questa storia ogniqualvolta mi verrà in mente di farlo.
    Dimenticavo di dirti che il tuo commento lo trovo davvero idiota.
    Stammi bene, se puoi.

  11. Cominetti. Grazie. Detto da un musicista, ancorché non professionista, è un complimemto prezioso per me. Più che maestro direi umile famulo di ben più abili suonatori di organo. Devo anche dichiarare un mio conflitto di interessi: sono sponsorizzato dall’Associazione Per la rivalutazione della pecora 😀 Promossa anche da Patagonia.

  12. Dimenticavo.
    La cosa certa e che tutti abbiamo davanti agli occhi, rafforzata in ultima analisi dal famoso Crovella (ommioddio), è che il covid ha rincoglionito un’enorme quantità di persone.
    Questo è il vero danno che ha fatto e che è davanti agli occhi di tutti.
     
    Tutti quelli che vogliono vederlo. Come sempre.
     

  13. Ecco Pasini che al commento 77 se la canta e se la suona.
    Un maestro!
     
    Direi che Stefano dice tutte cose su cui siamo tutti d’accordo.  O no?
    Anzi, grazie Stefano per avere così chiaramente illustrato una situazione che forse non era chiara a tutti.

  14. Rispondo (in pausa pranzo) a Govi (#71) e Balsamo (#72)
    Govi: a ben vedere entrambe le interpretazioni sono corrette (grazie per l’annotazione), tenendo conto (1) delle decisioni spesso ondivaghe dei decisori (a livello internazionale) relativamente alle strategie vaccinali da seguire, a causa degli umori dei cittadini (a loro volta sottoposti a campagne di stampa e fake news) ; (2) la pesantissima influenza economica delle case farmaceutiche. Il caso Vaxzevria (AstraZeneca) è emblematico di quanto sopra (vaccino efficace e di costo venti volte inferiore a quelli a RNA, che con un’abile campagna diffamatoria di stampa -i famigerati rarissimi casi di trombosi venosa  HIT simile- è scomparso dai paesi occidentali che si sono gettati a capo fitto nei vaccini a RNA, per continuare ad essere venduto per un totale di oltre 2 miliardi di dosi nel resto del mondo).
     
    Balsamo: i dati relativi a incidenza delle forme gravi di covid (richiedenti ospedalizzazione in terapia intensiva o causanti decesso) sono disponibili, relativamente all’Italia, sul sito dell’ISS. I dati evidenziano come, con l’avvento di omicron e subvarianti, il tasso di complicanze maggiori si sia notevolmente ridotto, anche nelle coorti anagrafiche più rischio. Tieni anche conto di un dato che non emerge dalle statistiche ufficiali, ma che è ben noto a tutti i medici di famiglia, i quali hanno rappresentato per tutta la durata della pandemia il primo filtro, attraverso la loro segnalazione dei soggetti positivi sulla piattaforma ministeriale covid: in coincidenza con le varianti omicron, e quindi con la minore morbosità del virus, è aumentato in modo straordinario (forse servirebbero dati di marketing al riguardo) il numero di soggetti che effettuavano solamente tamponi casalinghi. Se aggiungi al denominatore questa massa enorme di soggetti positivi ignoti alle statistiche ufficiali, vedi bene che i dati relativi alla percentuale di casi con complicanze maggiori si abbassano ulteriormente.
    Off topic: ieri per un incidente in montagna è mancato Fiurens Michelin. Una enorme perdita per chi l’ha conosciuto, e anche per chi ha apprezzato e continuerà ad apprezzare le sue vie. Anzi, forse ricordarlo non è affatto off topic: le sue vie resteranno per sempre dei capolavori di vera bellezza alpinistica. RIP.

  15. Crovella, la tua valutazione è condivisibile. Però…..siamo macchine skinneriane (complesse): stomolo, risposta, retro-azione. Se tu metti un certo stimolo o lo metti nel posto sbagliato ottieni certe risposte con elevata probabilità. Lo stimolo non c’entrava con la montagna e aveva un contenuto forte…risposte prevedibili. Non ti puoi meravigliare. Non è la prima volta. I lupi vanno dove ci sono le pecore, possibilmente senza maremmani da guardiana. Poi come ho già detto capisco che la FIAT è sempre governativa…a prescindere 😀 

  16. #80, 81, Crovella e Govi
    Credo che commettiate un errore, in sintonia coll’articolista che vi fonda il suo scritto (peraltro deprecabile)
    Il bello in assoluto, e quindi per opposizione il brutto, non esiste.
    E’ un puro e semplice costrutto culturale, umano, legato al qui e ora, certamente senza nessuna valenza assoluta.
    Non partire da questo assunto restituisce conclusioni intrinsecamente sbagliate e false.
     
    A mò d’esempio, mi piacerebbe vedere la reazione (general, vostra e anche mia) se qualcuno dipingesse i marmi del Partenone o della statua di Augusto come facevano greci e romani!

  17. Ma povere pecore ! Ma perché, che hanno fatto di male ? 🙂
    Siamo proprio sicuri che le caratteristiche negative che la vulgata attribuisce a loro e alle loro greggi siano reali o invece sono frutto di pregiudizi e della solita arroganza antropocentrica (o, semplicemente, di ignoranza) ?
     
    Solo un paio di esempi (a livello divulgativo):
    leganerd.com/2022/12/01/lintelligenza-democratica-delle-pecore/
    galileonet.it/pecore-guardano-intelligenza/
     

  18. Ma povere pecore ! Ma perché, che hanno fatto di male ? 🙂
    Siamo proprio sicuri che le caratteristiche negative che la vulgata attribuisce a loro e alle loro greggi siano reali o invece sono frutto di pregiudizi e della solita arroganza antropocentrica (o, semplicemente, di ignoranza) ?
     
    Solo un paio di esempi (a livello divulgativo):
    https://leganerd.com/2022/12/01/lintelligenza-democratica-delle-pecore/
    https://www.galileonet.it/pecore-guardano-intelligenza/

  19. Govi. La tua è l’interpretazione classica della genesi dello schema “pecoroni” reiterato in modo compulsivo, qualcuno ci aggiunge pure l’aspetto “invidia” della placida tranquillità e del buon carattere della pecora (ricordo un film inglese dove gli animali parlavano e le pecore commentavano con grande saggezza i comportamenti esagitati dei cani pastori). Ma è controversa. Io infatti non ne ho fatto cenno. Ricordo sempre un collega che chiamavamo Interpretatio precox e mi astengo. 

  20. @76 e 77. Interventi “belli”, il bello esiste.  Sottoscrivo Genoria, che ha ben individuato il vero intento dell’articolo. A Pasini vorrei aggiungere che lo schema “Pecoroni” e’ spesso generato, e ripetuto fino alla noia, con scopo di autoconferma (e segnala, semmai, che la sicurezza di se’ vacilla, sul tema).  

  21. Per avere contezza di cosa sia il “brutto” basta prendere visione dello spaccato di società che emerge da dialoghi come questi, salvo un 10% circa di interventi interessanti. C’è da esser sconvolti a leggervi. Come possiate definirvi appassionati di montagna (che è una cosa “BELLA”, per cui ci vuole il saper percepire la bellezza delle cose) è un mistero glorioso.
     
    Agiscono bene diversi miei conoscenti torinesi i quali, da tempo, non accedono neppure più quotidianamente al Blog. Essi sono appassionatissimi di montagne di letture di montagna, ma sono disgustati dalla piega dell’area commenti. Questi miei conoscenti si sono iscritti alla newsletter domenicale del Blog, quel servizio che il blog manda via mail alla domenica con gli articolo usciti nella settimana appena terminata. Costoro, la domenica sera o il lunedì mattina aprono la newsletter: se un articoli li interessa, lo leggono da lì e dei commenti se ne sbattono alla grandissima.
     
    Una precisazione è doverosa: non ho avuto bisogno del Blog per diventare “famoso”. Scrivo di montagna dai primi anni ’80, ovvero da 40 anni consecutivi, senza soluzione di continuità, uscendo su testate come La Rivista della Montagna, Alp, La rivista del CAI e Meridiani montagne, ecc., cui aggiungere numerosi libri. quindi ero già conosciuto. Mi fa molto piacere collaborare con Alessandro e gli sono grato di tale opportunità, ma lo faccio per pura passione e non per tornaconto personale.

  22. continua…
    Ora continuo con domande colloquiali perché sulle precedenti non ho dubbi, mentre su queste avevo letto ma mi serve tempo per recuperare la fonte.
     
    1)      Mi risulta che il vaccino è sperimentale sia perché è stato approvato con procedura emergenziale sia perché manca la fase III che è stata fatta testando tutta la popolazione tant’è che la raccolta dei dati clinici (vedasi sito Ema) termina a fine 2023 per Pfizer e nei primi mesi per Moderna,  mi puo’ smentire su questo?
    2)      Sull’utilita’ dei lockdown invece è molto controversa, non c’è per niente come dice Lei unanimita’ di consensi le basta digitare su google Lockdown covid damage e troverà testate giornalistiche, report scientifici etc. (es. prendo a caso ho letto solo il titolo https://health.wusf.usf.edu/health-news-florida/2022-02-02/a-johns-hopkins-study-says-ill-founded-lockdowns-did-little-to-limit-covid-deaths).
    3)      Inoltre il protocollo tachipirina e vigile attesa che era stato illustrato dal ministero della sanita’ è stato molto nocivo. Poi il luminare Remuzzi esordisce due anni dopo dicendo in pubblico che con i cortisonici e fans si abbatteva di gran lunga l’incidenza di morte e di aggravamento della malattia, non trova sospetta questa cosa? Sa bene che per diffondere i farmaci in via emergenziale presupposto è che non ci sia una cura alternativa?
    4)      Giorlandino afferma che vaccinare con questo farmaco per es. con la Delta non aveva senso perché il ceppo era sostanzialmente differente alla Alfa e che è tutto un rincorrere il virus che muta ma la produzione non riesce a “stargli dietro”.
    5)      Su quello che dice Emanuele si puo’ benissimo dibattere. La comunita’ scientifica è vero Migheli ha sempre considerato i vaccini come fonte per sradicare la patologia virale.
    Ora vi sono due problemi: in caso di virus influenzalii mutano troppo e al massimo con il vaccino attenui gli effetti gravi del virus, inoltre e questo è reperibile su libri scientifici (bisogna fare una ricerca, non ho salvato o devo guardare la fonte) che i vaccini vengono fatti nella gran parte quando siamo nella curva terminale della gaussiana che fa il grafico dell’incidenza del virus. Inoltre sempre il suo collega Frajese, ma lo si nota anche sulle statistiche epidemiologica, in genere le patologie virali quali quelle Sars hanno “una pericolosita’” che va sui due anni. Quindi nulla vieta di dire che l’affermazione “il vaccino ha mitigato il virus” sia dovuto al naturale evolversi del virus e tra vaccino e virus “degradato” ci sia solo una correlazione spuria (e questo vale anche per altre patologie passate).
    A me risulta che in sintesi il vaccino allevia i casi gravi, nel senso che chi è vaccinato incorre meno in condizione di gravita’ e ha una guarigione un po’ piu’ veloce, ma nulla impatta sulla sua diffusione (vedasi punti sopra sulla trasmissibilita’).
    Va bene, queste sono le domande che avevamo concordato di scambiarci ne ho altre ma mi serve tempo e ne ho gia’ speso tanto ieri e oggi e devo fare anche altro. Eccetto le ultime 5 francamente le altre ho le prove che giro a Gogna se lei non crede e le fa pubblicare inoltre sul database CDC basta andarci e si nota quello detto, potete farlo tutti.
    Mi spiace essere ritornato sull’argomento ma come detto erano due tre mesi che non vi entravo dopo i suoi “insulti”, come vede ho materiale per avvalorare le mie tesi. Dopo di che se non è capace di smentire e le dico i primi 15 punti ho le prove UFFICIALI non si permetta piu’ di usare termini quali farneticare, etc. Grazie.

  23. Mi dispiace sono stato chiamato in causa con termini non gloriosi e devo replicare andando fuori tema. 
    Buongiorno Migheli, le fa molto onore l’affermare che dopo con l’autunno 2021 il virus aveva perso la sua carica di pericolosita’ pero’ trovo di pessimo gusto l’aver tirato fuori ancora la questione Stefano e Vaccini quando non mi addentro in tale tematica da 2 mesi o 3.
    Stando così mi trovo costretto ad evidenziare queste cose (per altro anche concordate in passato).
    1)  1)La prima gliel’ho gia’ fatta quando voleva smentire la mia affermazione in cui si diceva che i morti da covid sono dai settanta-ottanta anni in su e la stra gran parte dei morti avevano pluri patologie (vedasi link che avevo messo a lei del report ISS, spero non abbia la memoria corta oppure non voglia negare i dati dell’ISS).
    2)      Lei vuole negarmi che nel consenso informato e in una circolare del ministero della sanita’ (che ho salvato sul pc pronto a girarla a Gogna per la pubblicazione) si afferma chiaramente che non sono noti gli effetti a lungo termine
    3)      Lei vuole negare che dal 2021 e non 2020 vi è un’impennata di miocarditi rilevate dal Vaers americano? (https://www.openvaers.com/covid-data/mortality)? si vada sul link ci sono miocarditi, morti, etc. 
    4)      Lei vuole negare che dal database CDC si evidenzia che dal 2021 vi è un’impennata di morti sotto la voce “altre cause” non presente prima del 2020?
    5)      Lei vuole negare che il sito Cdc in 31 luglio 2021 afferma che i vaccinati trasmettono il virus, lei vuole negare che da uno studio di BMj (che ho salvato pronto a girare a Gogna) si evidenzia non solo che i vaccinati trasmettono il virus, che la loro carica virale è la medesima dei non vaccinati e che la trasmissibilita’ è molto analoga ai non vaccinati (salvo che la patologia cessa in lasso di tempo inferiore ai non vaccinati, quello sì).?
    6)      Lei vuole negare che il Comirnaty è stato diffuso senza aver fatto studi di interazione con altri farmaci mentre è fatta con i farmaci ordinari in commercio?
    7)      Lei vuole negare che le somministrazioni su soggetti in gravidanza sono stati insufficienti e Pfizer basa la sua analisi sui RATTI IN GRAVIDANZA, mentre il governo italiano ha somministrato anche alle donne in gravidanza?
    8)      Lei vuole negare che non siano stati fatti studi di genotossicita’ e sul potenziale cancerogeno?
    9)      Lei vuole negare che ad nel 2021 non erano noti i dati di intercambiabilita’ con altri vaccini mentre sono stati somministrati ai cittadini sovente vaccini di diverse marche senza farsi tante domande?
    10)   Lei nega che un privato ha nell’Oms una quota di finanziamenti che vanno oltre il 30%? E che guarda a caso nel 2015 diceva sta per arrivare una grande pandemia (oh è un genio questo!).
    11)   Lei nega che non siano stati fatti a tutti i somministrati le classiche analisi anticorpali che si fanno come vuole la buona prassi medica quando ci si deve vaccinare? Collegato a questo, Lei nega che non si possano formare eventi di ADE con la somministrazione dei vaccini covid?
    12)   Lei nega che il Vaers riporta 36000 morti dovuti ai vaccini covid? Altretanti e di piu’ erano indicati dall’Eudra ancora un anno fa con vado a memoria sui 3 milioni di effetti avversi
    13)   Lei vuole negare che la Biontech nel suo report annuale alla sezione 13 o 15d della SEC ACT del 1934 (30 marzo 22) afferma che “We may not be able to demonstrate sufficient efficacy or safety of our COVID-19 vaccine and/or variant-specific formulations to obtain permanent regulatory approval in the United States, the United Kingdom, the European Union, or other countries where it has been authorized for emergency use or granted conditional marketing approval”… questa è un’affermazione GRAVISSIMA… ma l’Aifa e compagnia cantando non aveva detto che era sicuro!!!
    14)   Una precisazione se link ho messo ho messo link dei SUOI COLLEGHI, Giovanni Fraiese è un suo collega e professore universitario e lui lamenta fortemente che nn sono stati fatti studi congui, che dopo la terza dose dopo 20 giorni vi è un’immunita’ negativa, etc. (non mi è ulteriormente piaciuto che Lei mi dica Stefano ha messo link alla cazzo di cane… se lo metta bene in testa il link di Frajese è SCIENTIFICO perché proviene da considerazioni di scienza di un SUO COLLEGA. (ma ve ne sono altri sulla falsa riga (Bizarri, Giorlandino, il medico pelato della Cattolica non ricordo piu’ il nome che è stato presente piu’ volte alla TV)
    15)   Lei nega che l’efficacia dei vaccini sia stata molto inferiore a quella dichiarata dalle case farmaceutiche visto che gia’ dopo un paio di mesi (vado a memoria qui) la protezione degrada e di gran lunga e che ci sono studi che dimostra che è pure negativa dopo la terza dose?
    Ora continuo con domande colloquiali perché sulle precedenti non ho dubbi, o ho le fonti, mentre su queste avevo letto ma mi serve tempo per recuperare la fonte.

  24. Emanuele. Lo schema “Io e i pecoroni” è abbastanza diffuso nel blog e in generale nei social. Non riguarda solo il Covid ma anche altri temi politici, sociali, culturali, estetici, alpinisti….I soggetti che lo utilizzano con continuità su un tema unico o su più temi tendono a definirsi in opposizione ad una massa indistinta che avrebbe caratteristiche prevalentemente negative: dipendenza, spirito gregario, mancanza di pensiero critico, mancanza di visione, vigliaccheria, goffaggine, poca prestanza…Il soggetto si propone, per autovalutazione e autoproclamazione, come al contrario portatore di quelle caratteristiche che a suo parere mancano nella massa: egli è libero, coraggioso, lungimirante, lucido, forte..La distinzione poi ha finalità differenti: per qualcuno può essere salvifica, “io vi illuminero’” , per altri pietosa “poveretti, essi non sanno quello che fanno”, aggressiva  “che schifo mi fanno”..colpevolizzante “voi complici del male”. Il soggetto si pone poi o come individuo “particolare”, un cavaliere solitario, oppure come membro di un gruppo di elite “noi pochi…fratelli”.  A volte sono presenti anche sfumature di persecuzione: per questa mia diversità i pecoroni mi perseguitano o mi perseguiteranno, ho già sofferto o forse soffrirò. A volte lo schema “io e i pecoroni” si associa ad un altro schema molto popolare “Mala tempora currunt e il mondo di prima era megio”. Però non sempre. Questa è la descrizione. L’interpretazione, ammesso che interessi, è faccenda molto più complessa e dipendente dalle categorie interpretative che ognuno di noi usa. Poi non è detto che serva a qualcosa. Ci si potrebbe limitare a prendere atto che ci sono soggetti così: anche loro figli di Dio o dell’evoluzione, a seconda dei punti di vista. Nella maggior parte dei casi non fanno male a nessuno e sono contenti così, magari sono un po’ rompipalle ma possono svolgere un ruolo importante di “segnalatori di pericolo”, se non esagerano, e poi scagli la prima pietra chi pensa di essere senza peccato…

  25. Cosa è bello, cosa è brutto… Tutti quelli che hanno provato, qui, a dire cosa è bello e cosa non lo è – compreso ovviamente l’autore del pessimo articolo – sotto sotto volevano arrivare a comunicare qualcos’altro. L’autore dell’articolo ci teneva a comunicare il suo odio nei confronti dei trans e dei neri. Avrebbe voluto urlare “negra cicciona mi fai schifo” ma non ha avuto il coraggio di farlo. Migheli invece voleva tornare su una cosa che non gli va giù – credo comprensibilmente, se, come mi pare d’aver capito, durante la pandemia è stato in prima linea – al che Cominetti + grazia hanno voluto replicare le loro ragioni no-vax. Daidola invece vede in tutto questo un insanabile conflitto di parti – ma gli sfugge che molto spesso le posizioni sono sfumate, come provato per esempio dagli ultimi commenti di Govi e Balsamo. La disputa su cosa è bello e cosa no era comunque stata risolta nell’antichità: https://it.wikipedia.org/wiki/De_gustibus_non_est_disputandum
    Il resto, ne parliamo alla prossima puntata.

  26. Detto questo, la bellezza io la trovo in ogni cosa e ambiente e entità. La ricerco ovunque e di tutto faccio per diffonderla, poiché è espressione di vita e salute.

    Oltre che diffonderla , andrebbe anche difesa.
    Purtroppo da tempo in Italia, si fa di tutto per distruggerla, all’urlo di guerra della crescita. Ma c’è anche da dire che oggi il senso della bellezza s’è perso. Basta vedere le orrende opere pubbliche che vengono realizzate.

  27. Buona luna piena a tutti!
    Mi sono affacciata ai commenti convinta che avrei trovato una ricca conversazione sulla bellezza e mi ritrovo a leggere etichette (pecoroni, novax).
     
    Riferendomi all’ultimo commento: se si fa o non si fa qualcosa è merito e responsabilità proprie che nulla – o quasi – hanno a che vedere con gli altri.
    Se si fa qualcosa perché qualcun altro la fa o non fa è perché non si è in grado di ragionare seguendo il proprio spirito.
     
    Detto questo, la bellezza io la trovo in ogni cosa e ambiente e entità. La ricerco ovunque e di tutto faccio per diffonderla, poiché è espressione di vita e salute.
     
    Buona bellezza a tutti dall’Etna. 

  28. sig. Cominetti le rammento che se lei può giustamente vantarsi di non essersi vaccinato è grazie ai pecoroni che si sono vaccinati al posto suo, anche subendo tutti i danni derivati da un vaccino non testato e voluto dalle lobbi delle case farmaceutiche etc etc etc… ma senza tutti i pecoroni eravamo ancora tutti nella merda. Per cui siamo tutti felici per lei (e per i novax) ma anche basta.. è da un anno che ci fracassa con questa tiritera dei pecoroni. Offtopic io ma offtopic prima qualcun altro.

  29. @69
    “…l’arrivo delle varianti che da subito sono apparse innocue…
     
    Anche questa frase credo che abbia bisogno di qualche precisazione.
    Innocue in che senso, in che misura ?
    E nei confronti di chi ? (Vaccinati, non vaccinati, giovani, anziani, fragili, …)
    Magari con qualche fonte, se possibile.

  30. @Migheli, 69: L’affermazione “quanto per consentire alle multinazionali dei vaccini e degli inutilissimi farmaci antivirali di continuare a fare guadagni stratosferici”
    puo’ essere interpretata in (almeno) 2 modi: 1. “il cui unico effetto concreto e’ stato quello di consentire alle multinazionali…” 2. “il cui vero scopo e’ stato quello di consentire alle multinazionali…” .  Si tratta di posizioni ben diverse. A quale aderisce Migheli? 
     

  31. ———  FUORI TEMA  ———
    “Non ho mai più preso un impianto meccanico di risalita. Solo pelli di foca.” 
    Il ritorno del figliol prodigo. 😉😉😉
     
    ———  IN  TEMA  ———
    “Non ho mai più preso un impianto meccanico di risalita. Solo pelli di foca.” 
    Ecco un esempio di “bello è il bello”. 

  32. Buongiorno Marcello e grazie delle precisazioni. Vorrei però chiarire una volta per tutte alcuni punti, giusto perché non sembri che siamo sull’ennesimo fronte di contrapposizione ideologica. L’emergenza covid è di fatto cessata nell’autunno 2021, con l’arrivo delle varianti che da subito sono apparse innocue a chi si sporcava le mani sul campo. Tutto ciò che è seguito dopo tale data è sicuramente frutto di una precisa scelta “emergenziale”, non credo tanto per controllare meglio i cittadini, quanto per consentire alle multinazionali dei vaccini e degli inutilissimi farmaci antivirali di continuare a fare guadagni stratosferici. Questo però riguarda appunto la fase dall’autunno 2021 in poi. Allo stesso tempo, vi è consenso unanime nel mondo accademico (a parte i video e gli articoletti postati dal mago di Agordo) sul fatto che le misure iniziali di contenimento prima, e lo sviluppo dei vaccini poi, siano serviti non solo a contenere la diffusione e la morbosità del virus, ma anche a “spingerlo” verso la sua trasformazione in varianti depotenziate. Questa la realtà dei fatti; ed è per questo che provo fastidio a sentirmi paragonato a un pecorone: quando alla fine del 2020 sono iniziate le vaccinazioni agli operatori sanitari, ti assicuro che la stragrande maggioranza di noi -che aveva vissuto i mesi precedenti nella paura di far la fine di tanti colleghi (tutti nel pieno della loro vitalità e buona salute visto che erano in servizio), non vedeva l’ora di andare a farsi vaccinare. Altro che pecoroni.E con questo, polemica chiusa per me; e non ti definirò più guida virologa 🙂

  33. Migheli, almeno ti sono simpatico.
    Però quel “guida alpina virologa” me lo sento scomodo.
    Io di virus non ne so nulla, a differenza di te, ma mi guardo intorno. E molto. Se osservassi meno le persone starei sicuramente meglio.
    Quando ho visto quella gran parte di umanità correre a vaccinarsi, l’ho istintivamente associata al gregge di pecore perché sono un semplicione. 
    Vivo in un villaggio con 23 residenti ma proprio in piena era covid avevo mio padre ricoverato in ospedale a 500 km da casa mia. Andavo avanti e indietro nonostante fosse proibito. In ospedale regnava il caos.
    Mia figlia studiava a Berlino e lassù non c’erano le restrizioni che avevamo qui e quindi ci rimase.
    Uno si guarda intorno, ascolta e si fa delle idee.
    I due lockdown invernali ’20 e ’21 sono stati bellissimi. Se escludo la morte di mio padre, considero l’inverno del 2021 come il più bello della mia vita. Vedevo eccome che in città si stava di merda ma qui in montagna non si era mai stati così bene. E non lo dico solo io.
    La paura del covid non l’ho mai avuta. E di virus non ne so niente, lo sottolineo.
    L’ultima cosa che avrei fatto sarebbe stata quella di vaccinarmi perché stavo benissimo, soprattutto moralmente. 
    Quando mi sono preso il covid era già il 2022 e mi hanno dato il super grinpas che, facendomi sentire appartenente al gregge, mi ha letteralmente distrutto. Mi sono sempre rifiutato di esibirlo e non entravo dove veniva richiesto. Non potendo prendere gli impianti di risalita, che costituivano un buon 70% del mio lavoro di guida con gli sci, ho dovuto rinunciare a più della metà del mio stipendio e ho dovuto tirare la cinghia.
    Ma non sai con quanto piacere l’ho fatto. Non ho mai più preso un un’impianto meccanico di risalita. Solo pelli di foca. Ne sono felice.
    Dal covid ho avuto cose positive. Piuttosto che vaccinarmi mi farei fucilare. Continuo a guardarmi intorno.
    Ho perso l’olfatto ma non è poi così male. Vivo come prima. Me ne dimentico finché non me lo ricorda qualcuno.
    Sto bene.
    Penso, oggi ancor più, che chi è corso a vaccinarsi in massa non appena ha potuto sia una pecora. Io non lo sono e non l’ho fatto. È semplice.
    Ritengo di essermi spiegato.

  34. “Quando un’opera è ben studiata, verrà bene da sola” diceva Faussone ne La chiave a stella di Primo Levi; e a me pare che questa frase racchiuda il significato del bello sia in natura (natura non facit saltus) sia nell’operato umano.
    Allora -pur trovando orripilanti le posizioni politiche di Pecchioli- mi è difficile non trovarmi d’accordo su molte sue affermazioni. E avrei voluto leggere riflessioni simili anche in campo progressista, dove pure -almeno in ambito artistico-  riflessioni analoghe non sono mancate fino al XX secolo (da Amy Warburg in poi). Ho il sospetto che Gogna stesso -al di là delle sue posizioni difensive (conoscere il nemico per attaccarlo meglio) forse abbia condiviso alcune di queste riflessioni.
    Del resto, la sciatteria e l’approssimazione regnano sovrane in molti campi; incluso questo blog dove, per lo meno nel campo biomedico nel quale ho la presunzione di avere sufficienti competenze, ho assistito a continue  farneticazioni da parte di Stefano il mago di Agordo, quando fuoriesce dal seminato Paretiano; o della bravissima (nel suo campo) e simpatica guida alpina virologa, quando discetta di pecoroni vaccinati. 
    Ho molto apprezzato la riflessione fatta altrove da Pasini: questo blog è come il finale di 8 e1/2; o anche come un teatrino di provincia (le competenze si trovano altrove), dove si recita a soggetto e il puparo ogni tanto si diverte a sparigliare le carte.

  35. I commenti all’articolo sono via via degenerati fino a diventare una rissa di battibecchi personali noiosissimi. Ritorno all’articolo e alla prima decina di commenti, per lo più fortemente negativi. Da entrambi (articolo e commenti) emana un malessere di una società spaccata in due parti, rissose entrambe, spesso maleducate, sicuramente inconciliabili. Da una parte ci sono i progressisti che, forse senza rendersene conto, si rifanno ad un intellettuale di sinistra  come Umberto Eco che asseriva che “il brutto è relativo ai tempi e alle culture, l’inaccettabile di ieri può diventare ciò che sarà accettato domani”. Dall’altra c’è chi dice che esiste un bello e un brutto, un buon gusto e un cattivo gusto, che sono universali, che non cambiano, che poco hanno a che fare con le mode e con le sperimentazioni tipiche di un mondo che, grazie alle tecnologie (e a niente altro), pensa di essere sempre migliore. Non c’è possibilità di dialogo fra queste parti, entrambi corpose,  è evidente. Occorre rendersene conto. E arrivare a capire, rileggendo o leggendo Albert Camus, che ogni cosa ha un diritto e un rovescio e che l’assurdo è l’espressione più profonda del tutto.

  36. Genoria. Mia nonna in dialetto ossolano diceva: Dio li fa e il diavolo li combina. E non aveva letto Jung. Saluti

  37. Benassi non sono mica rimbambito l’avevo ben capito il tuo pensiero e io ti ho gia’ detto 
    a) se ti da fastidio basta che salti i commenti dove l’autore è Stefano
    b) che ci sono ben altri che insultano e non ti ho mai sentito intervenire a dirglielo (è lo stesso discorso di coerenza fatto con Balsamo).
    Cmq ora ci diamo un taglio perchè il testo che commentiamo non è “il tono che usa STefano nei commenti”. 
    Grazie

  38. ma non vieni a dirmi quello che posso scrivere o meno…

    52) non ho detto che non devi scrivere quello che vuoi. Ho detto che lo scrivi in modo arrogante, offendendo gli altri, trattandoli come degli imbecilli che non capiscono nulla, solo perchè la pensano diversamente da te.

  39. Pasini (57), una curiosità che mi è venuta in mente leggendoti: la cordata Miotto-Saviane (che forse conosci) era di tipo rosso-nero. Eppure si volevano bene ed uniti erano fortissimi.

  40. #55 Umberto Pellegrini. No, Umberto, non hai affatto peggiorato le cose, anzi.
    Mi piaci molto più così che “zanzara”. In effetti non considero “zanzarate” le prese di posizione contrarie a quella della Redazione, anzi. Sono azioni NECESSARIE.

    Per il resto sono d’accordo su influencer, Tizzoni, eredità, circo e (soprattutto) auspicabile bar (vino o birra?).

    Unica cosa. Quando dici che “abbigliamenti, merendine e similia mi hanno permesso le mie sacrosante passioni”, a me è sembrato che ti riferissi a sponsorizzazioni. Perciò ho parlato di “guadagni”. Ma se non è così, a cosa ti riferivi?

     

  41. 52 un altro che ha lasciato la logica chissa’ dove.
    Mi dici che non vuoi essere illuminato.
    Basta che non leggi e rimani al buio semplice. Io dico quello che voglio e tu fai quello che vuoi, se vuoi leggi se non vuoi leggere non leggi  ma non vieni a dirmi quello che posso scrivere o meno… 
    Ma giusto per capire sto interloquendo con persone adulte, oppure con chi? penso che in una casa di riposo con anziani in pre mortem avrei piu’ soddisfazione… 

  42. Balsamo, lo capisci l’italiano e la logica?
    Tu sei intervenuto a rimarcare i miei toni “coloriti” e non quelli altrui. Su invito a farlo verso gli altri hai detto di no.
    Si chiama incorenza, due pesi e due misure. Se ti reputi una persona coerente qui ci sono le prove che non lo sei. Punto. 
     

  43. 2 e ti ha mai detto nessuno che sei obbligato a leggere i miei interventi? te l’ha detto il dottore?

    io faccio quello che mi pare. Non devo chiedere il permesso .

  44. Genoria. La dinamica di coppia dall’esterno è sempre difficile da capire. A volte ti chiedi: ma come fanno quei due a stare insieme?Penso che tutti lo abbiamo pensato qualche volta vedendo certe partnership nella vita e nel lavoro. Quelli che si possono valutare sono i prodotti degli accopiamenti e le valutazioni possono essere controverse. Come in questo caso. C’è una parte del blog che apprezza un’altra che si indigna. C’è chi vede apertura chi confusione, chi pluralismo chi sincretismo, chi furbizia chi coerenza…così è. Gli insulti più veementi e reiterati però si sono ridotti e questa è una buona cosa e un piccolo contributo a ridurre la bruttezza nel mondo. 

  45. Stai zitto lo vai poi a dire a qualcun altro, caro Stefano!
     
    E se per te l’essere difesi è prerequisito necessario per comportarsi in modo educato e rispettoso nei confronti degli altri, temo che ciò che scrivi nei tuoi interventi sia l’ultimo dei tuoi problemi. Il che è tutto dire.

  46. Caro Gogna, finiremo la chiacchierata ad un bar, forse: il web, come dice un amico, trasfigura, e non voglio affatto trasfigurare a zanzara, anche perchè quel che ho da dire lo dico, mi pare.
     
    Al di là di guadagni di cui io non ho parlato, (lo hai fatto tu), se si è personaggio pubblico, e tu lo sei, e credo non tuo malgrado, e ho quantificato la misura di quanto tu sia pubblico accostandoti a Bonatti (spero non ti sia spiaciuto), si ha la possibilità ed il potere di influenzare idee e comportamenti. Non mi pare di aver detto cose mostruose.  Oggi si chiamano influencer. Quello che si vede oggi in montagna ed in falesia è *anche* eredità di coloro che sono venuti prima, soprattutto quelli la cui fama ai tempi ha preceduto la persona. Tu sei fra costoro. Il tuo circo di allora è il circo di oggi. Unica differenza: il tuo circo ti ha (anche) reso famoso, quello di oggi crea qualche problema.
     
    La mia contrarietà (già più volte espressa) alla tua libera ed insindacabile iniziativa redazionale scaturisce proprio da questa ambiguità di pensiero, (peraltro, non voglio fraintendere, sia mai, riportata pure da Govi) che ho chiamato scaltrezza. Se sei influencer e pubblichi questa roba qui, sai esattamente cosa può succedere, a meno che tu sia un’anima pura (e arriviamo a Tizzoni, che io ho considerato sempre anima pura, e che ho stimato oltremodo, e continuo a farlo, soprattutto oggigiorno, arrampicatore potente di indubitabile talento, pressochè sconosciuto, la cui presenza in cordata ha fatto spesso la differenza). Ma tu non sei Tizzoni, sei Gogna, credo.
     
    Certo di aver peggiorato vieppiù le cose, termino. Ciao

  47. 52 e ti ha mai detto nessuno che sei obbligato a leggere i miei interventi? te l’ha detto il dottore?

  48. Allora come stai zitto negli interventi altrui che insultano il sottoscritto stai zitto anche viceversa e non fare post incoerenti come il n. 35!
    e in merito a quella frase estrapolata etc. istruisciti una buona volta su come si muove il mondo…ecco un altro link (va che bravo che sono, un benefattore…). 
    https://www.bloomberg.com/news/videos/2023-06-07/ray-dalio-us-at-beginning-of-late-big-cycle-debt-crisis-video
    Ovviamente l’intendimento del 23 ago 2023 non daro’ senso pratico visto la risposta tua. Ma non mettevo in dubbio… che livello ragazzi…

  49. Eh perchè facile pretendere dagli altri ora vedi di agire anche te con coerenza, idem per Benassi, idem per Enri… Mi raccomando… da oggi siete i miei angeli custodi del blog, pronti a difendere l’educato e garbato Stefano. mi va bene!. Poi voglio vedere i fatti

    Ti difenderai da solo, visto che sei preparato in tutto.
    Inoltre ti ho mai chiesto di illuminarmi???
    Visto che sono una capra, magari mi piace stare nella mia ignoranza….chi ignora non soffre.

  50. @45
    Stefano, giusto per chiarire qualche punto e poi chiudo, che l’articolo verte su altro.
     
    se prendi il pezzettino e non prendi tutto il contesto
    Tu mi vieni a parlare di “contesto” ? Proprio tu ? 😆
    Se vuoi il contesto, rileggiti le discussioni. Sono ancora sul blog.
     
    Voi vedete solo il mio tono e non i contenuti
    Personalmente cerco di focalizzarmi sui contenuti. Ma anche il c.d. tono (direi meglio: il modo di esprimersi) non è irrilevante. E lo è (rilevante) per alcuni più che per altri.
     
    un video UFFICIALE in cui si dice che non avrete piu’ nulla in futuro
    Quel video (del 2016) non contiene altro che slogan e ipotesi futuribili, utili al massimo per qualche spunto di riflessione.
    Nello specifico, la frase “You’ll own nothing and be happy” è stata estrapolata dal proprio contesto (si, ho scritto proprio contesto 🙂 ) talmente tante volte da meritarsi una propria pagina di Wikipedia.
     
    attendo da te che tu intervenga […] a mia difesa […] facile pretendere dagli altri ora vedi di agire anche te con coerenza
    Spiacente, ma questo puoi scordartelo.
    Primo, io non pretendo nulla da nessuno – e gradirei anche il viceversa, grazie.
    Secondo, agire con coerenza, da parte mia, vuol dire non fare ricorso ad insulti nei tuoi confronti: cosa che non mi sembra di aver mai fatto.
    Anche se non posso garantirlo con certezza, perché a volte scrivi in modo che trattenersi è molto difficile e anche la mia pazienza ha un limite (come l’ecosistema 🙂 ).

  51. BRRRR… 
    di nuovo su di me…dovreste parlare del link…del “non avrete nulla”… nessuno ne parla qui? tutti contenti di perdere tutto? ve lo dicono i grandi industriali e politici mondiali… tutti tranquilli… anche te Genoria..finito di andare in montagna… non avrai nulla.. niente tutto normale, tutto a posto. 

  52. Pasini (41): solo per dirti che probabilmente ha ragione Govi (44), tutta la roba cospirazionista e negazionista  etc. viene proposta da Merlo e, col beneplacito di Gogna, viene pubblicata tal quale senza presa di distanze. Col risultato che il Gognablog si attesta sempre più come un posto buono per commentatori cospirazionisti (tipo Stefano).

  53. 41 apprezzo la tua pungente ironia.
    Anche te un link siffatto in cui ti dicono che PERDERAI TUTTO che è il mio sinonimo di PEZZE AL KUL non ti fa ne caldo ne freddo.
    Quelle sono persone ufficiali e di una certa caratura che lo dicono PUBBLICAMENTE. 
    non ti preoccupa nulla ma dentro te da fastidio che che uno Stefano qualsiasi ti dica che avrai le pezze al kul ed esterni il tutto con ironia (questa ironia cmq è lodevole rispetto ad altri atteggiamenti). 
    Francamente siete dei bei casi da esaminare.
    rimetto il link ti fosse sfuggito.
     
    https://m.facebook.com/worldeconomicforum/videos/10153982130966479/?locale=it_IT
    sopra il link delle PEZZE AL KULO.. che tanto attribuite a me ma è gia’ stato coniato oramai quasi 8 anni fa da ben altri (mi raccomando fregatevene ed Stefano è quello che dice bestialita’).

  54. Bon mi sto un poco stufando
    38 puoi prendere tutto quello che vuoi Balsamo ma se prendi il pezzettino e non prendi tutto il contesto da cui è generato (che era DOPO insulti) racconti la verita’ che vuoi vedere ma non è verita’. 
    Tant’è che il primo se non erro è di oggi e ti ho gia’ detto che era a risposta di uno che diceva che insultavo e evidenziavo che a monte l’avete fatto voi (te no nel specifico, ma taluni del blog si).
    Idem per Benassi, noto con piacere che ne te ne Balsamo ne Enri intervenite quando vengo insultato pero’ evidenziate che ho toni coloriti, due pesi e due misure noto. Voi vedete solo il mio tono e non i contenuti, vi ricordo che ho lincato un video UFFICIALE in cui si dice che non avrete piu’ nulla in futuro. Non vi vedo minimamente turbati, ma pensate solo al mio tono “deciso”. 
    E qui si spiega molto di cosa sta accadendo e di dove siamo diretti.
    In ultimo, benissimo Balsamo, ci sto oggi 31 agosto 2023 mi impegno solennemente a non usare il Voi (faro’ fatica ma va bene) e a non usare termini “coloriti”, d’altronde attendo da te che tu intervenga ogni volta vengo etichettato con qualche termine “colorito” a mia difesa e soprattutto per ammonire l’interlocutore che usa termini “impropri”. 
    Eh perchè facile pretendere dagli altri ora vedi di agire anche te con coerenza, idem per Benassi, idem per Enri… Mi raccomando… da oggi siete i miei angeli custodi del blog, pronti a difendere l’educato e garbato Stefano. 
    mi va bene!. Poi voglio vedere i fatti 

  55. Con il dovuto rispetto… il modo “minimo” di indignarsi e’, se ci riferisce al contenuto di un articolo che si pubblica, e’ di scriverne la propria (contro) opinione, dandogli spazio adeguato. Prendere le distanze in forma reattiva, giustificandone la pubblicazione con la spiegazione del metodo T&T mi pare un atteggiamento ambiguo.  In realta’ ho l’impressione  che molti dei contenuti “discutibili” (piu’ o meno tutti quelli provenienti da Ereticamente e vari siti simili ) costituiscano per la redazione una fonte di pensiero ritenuta da avvalorare, e in alcuni casi da abbracciare.  E’ sicuramente il caso di Merlo, per Gogna ho qualche dubbio. Nulla di illegale, ma perche’ non dirlo e girarci attorno? In fondo, il solo fatto di pubblicarlo ne costituisce una forma di supporto.

  56. Per chiarezza. L’inizio del mio post finito dopo quello di Gogna si riferisce a Genoria. Con Gogna sul tema dell’eclettismo e/o pluralismo ci siamo già chiariti in passato. Rimanendo ognuno sulle sue posizioni, penso, lui come gestore io come lettore. Rispettosamente. 

  57. @26 riflessione sulla tua riflessione: se vuoi che la redazione “lavori in pace” non usi i sistemi social e di feed. Se vuoi la botte piena, tua moglie rimarrà sobria…
    E comunque sto scritto è una menata pazzesca, ma al di la dell’opportunità di pubblicarlo o meno dal punto di vista delle “dietrologie”… è illeggibile!

  58. Ehh…che rigidità signora mia…è finita l’epoca dell’Ideologia, dei matinée, dei pomeriggi danzanti e delle sere bollenti, oggi va forte l’Eresia. Un colpo di qua e un colpo di la’ e la barca la va. Sa di antico? Effettivamente potrebbe sembrare,ma sono pregiudizi di chi non capisce il nuovo che avanza. Per quanto riguarda la Fiat, è sempre governativa. Lo diceva pure Giovanni Agnelli, detto Gianni. Stefano ha un atteggiamento paterno nei nostri confronti, discoli irriverenti e ignoranti che sono ancora lì a cazzeggiare, come bimbi, mentre il mondo crolla e all’orizzonte svolazzano le Pezze al Kul. Nell’epoca della morte del Padre e del trionfo del Mammo,  dovremmo essergli grati. Egli ha un atteggianento severo, duro e cazziante, senza sconti. E lo fa per il nostro bene, per raddrizarci la schiena, come un buon Padre di una volta, senza cedere al desiderio di essere amato ad ogni costo e senza quel patetico atteggiamento di adorazione complice dei figli dei padri moderni. Merita il titolo di Vater del Blog. Alt! Fermi tutti! Cosa avete capito, ingrati e malevoli, anime dannate, bisogna pronunciarlo alla tedesca, Padre. Roba da matti. Che gentaglia! Padre Stefano perdona loro. 

  59. #29 Umberto Pellegrini
    Caro Pellegrini, hai finalmente deciso di premere un po’ più in profondità le punzecchiature che hai riservato a questo spazio in questi ultimi anni, un po’ oltre alla zanzara che, in modo abbastanza scaltro, avevi deciso di sembrare.

    Ti sono grato di questa specie di outing.

    Vuoi dei dati di fatto (che ti sfido a controbattere)?

    I miei abbigliamenti sono stati (e ancora oggi in parte sono) gentili omaggi delle aziende. Non ho mai preso una lira (tanto meno euro) di sponsorizzazione personale in vita mia. Tutti i quattrini che posso aver incassato da aziende sportive varie sono stati a compenso di un vero e proprio lavoro svolto per esse negli anni (rappresentante di commercio, pr man, editore, ecc).

    Anche le “merendine” nelle fotografie sono lì infatti a testimoniare che erano il soggetto di pagine di pubblicità: quelle pagine da me raggranellate una per una e con grande fatica che mi permettevano di editare le guide di arrampicata e di alpinismo della melograno Edizioni senza aspettare le calende greche per avere un qualche ritorno economico.

    Non riesco a dare fatti sui “similia” perché non riesco a comprendere di cosa parli e neppure dico nulla su Fede, Bonatti e Tizzoni perché anche lì non comprendo (sono in effetti “troppo” scaltro) dove tu voglia arrivare..

    Non capisco cosa c’entri la mia passione per i furgonelli con la necessità di disciplinare i posteggi: e soprattutto dovresti dirmi dove io abbia mai sostenuto la tesi che pagare sia risolvere il problema.

    Infine: se credi che pubblicare ciò su cui non siamo d’accordo sia sempre dare lustro a qualcuno, liberissimo. Io, semplicemente, ritengo di non dover nascondere il pensiero di chi mi fa indignare. Sono contro qualsiasi forma di censura, anche e soprattutto la mia.

  60. In realta’ Benassi sono un benefattore…cerco (invano) di gettare luce nelle menti buie (e a volte totalmente vuote), ma come vedo senza successo. Perchè non riuscite (riesci) nemmeno a discernere il contenuto dalla provocazione.

    24) Stefano
    i benefattori non sono degli arroganti provocatori, non insultano come invece fai te. Nascosto per altro dal tuo anonimato.
    Comunque a me fai il solletico. Da capra, che sono,  ho la pelle dura, abituata a stare in equilibrio sulle rocce più impervie e il vuoto (della mia mente…) non mi fa paura.
    Vista la tua arroganza, ho molti dubbi che tu sia un estimatore della bellezza.

  61. @36
    Senza andare troppo a ritroso nel passato:
     
    mica noti lo stupido, imbecille, idiota che mi sento [dire] ogni volta da quando  scrivo qui sul blog. Ah ma quelli non sono insulti…quelli non sono per sminuire il sottoscritto, vero???
     
    Quando vi verra’ vietato questo e quell’altro […] allora capirete e ricorderete la pletora di interventi miei conditi da insulti nei miei confronti
     
    Essendo stato insultato in lungo e in largo qui e altrove sulle mie posizioni […]
     
    Tutta roba tua, e a me, francamente, leggendo, questo mi sembra proprio lamentarsi (peraltro giustamente, a mio parere).
    Ma, se ho male interpretato, chiedo venia.
    Mi resta comunque il dubbio se tu stia appositamente cercando lo scontro oppure no.

  62. P.S.: sono d’accordo con Claudio Genoria “una critica è segno di rispetto e di gratitudine” o perlomeno può esserlo; di sicuro non è necessariamente mancanza di rispetto o intolleranza.
     
    Criticare o esprimere perplessità su un qualunque intervento o comportamento pubblico, non è un “problema comportamentale”, non è segno di “scarsa educazione” e per farlo non è necessario “sentirsi autorizzati”
     
    Trovo poi particolarmente aberrante l’invito a non far notare gli errori, per “lasciare lavorare la gente in pace”, questo si che dimostrerebbe poca considerazione o avversità perché sarebbe come sperare che ripetesse l’errore fatto! 
     
    E sono piuttosto convinto che anche Alessandro sia d’accordo.
     

  63. E no Balsamo basta girare le frittate. Non mi sono lamentato. Ma visto che Enri ha fatto capire che uso termini non congui verso di voi ho portato l’esempio che li ricevo anche io pero’ continuo a scrivere imperterrito.
    Per altro è stato Fabio recentemente che ha “richiamato” un essere che insultava il sottoscritto. 
    Potete anche usare insulti su di me non me ne frega niente, ma raccontare le balle quello no. 

  64. @32
    Stefano, per essere uno che si lamenta (giustamente) degli insulti che riceve, mi sembra che anche tu vi faccia (un pò meno giustamente) spesso ricorso (agli insulti).
     
    Oltre ad avere un approccio che – se posso permettermi – appare assai arrogante nei confronti altrui (come qualcuno ha già avuto modo di farti notare).
     
    Al di là del merito delle cose che scrivi, che – personalmente – raramente condivido (e che proprio per questo potrei trovare, a volte, interessante discuterne), non credi che sia proprio tale tuo atteggiamento a favorire le risposte scomposte (per così dire) e lo scontro ?
    O, invece, è esattamente questo ciò che cerchi ?

  65. “mica noti lo stupido, imbecille, idiota che mi sento ogni volta da quando scrivo qui sul blog”
    Eccome non darti ragione…
    dai, fatti un favore: smetti di scrivere!

  66. Gogna (25): non sono le idee, quello che hai fatto emergere dall’ombra, ma un personaggio che, nel suo piccolo, contribuisce a propagandarle. Un signor qualunque che hai pubblicato già nove volte su questo blog, a partire dal 2018. Non sei il solo ad averlo fatto? Certo, ma non sei in buona compagnia: gli altri che lo pubblicano sono tutti siti di estrema destra o cospirazionisti.
     
    Crovella (26): anche a te, come a Pecchioli, questo blog ha dato un bel po’ d’insperata visibilità. Nel tuo caso, peraltro, la “strategia della ridicolizzazione” non pare neanche troppo nascosta: parlo ovviamente dei tuoi interventi “d’opinione”, sempre preceduti da un “non sono d’accordo [NdR]”. Certo, partendo da un sentimento di tanta gratitudine, e così tanto mista a deferenza, è chiaro, caro il mio Crovella, che ogni volta che qualcuno osa criticare il “Capo” tu salti per aria. Ed io ho osato.
     
    Però, primo, non mi puoi accusare di essere stato un maleducato, perché, sic et simpliciter, non lo sono stato. Punto. Secondo, non mi puoi neanche accusare di essere un ingrato: qui non si paga per entrare e non c’è pubblicità e ci sta, peraltro, che Gogna, qui dentro – dentro il sito di cui è proprietario – faccia auto-promozione: per carità! Però, come saprai, il traffico di lettori è la benzina che rende questo blog visibile: a questo contribuiamo tutti quanti, facendo click ed impegnandoci a “leggere, intervenire e diffondere”. Aggiungo: io, ogni volta che intervengo, lo faccio in maniera ordinata, cercando di esprimere pensieri compiuti e costruttivi (e facendo anche attenzione alla grammatica). 
     
    Poi, logico che vi siano articoli che gradisco ed altri che no. Tu dici che quelli a me sgraditi li dovrei saltare a piè pari, invece di lamentarmi, ed è esattamente quello che faccio nel 99% dei casi. C’è però una cosa che ti sfugge, del caso odierno: io qui ho semplicemente fatto notare che, forse inconsapevolmente, Alessandro Gogna ha permesso che il suo nome venisse accostato alle opinioni di un estremista. Lui dice che lo ha fatto per ridicolizzarlo, io dico che in realtà – e ribadisco, inconsapevolmente – lo legittima (e ne legittima il delirio): è la mia opinione e la esprimo con tutto il rispetto che ho – io, mediocre appassionato d’alpinismo – nei confronti di Gogna, la “leggenda Gogna”. e con tutta la gratitudine per tenere vivo questo spazio di informazione e di dibattito. Anche una critica è segno di rispetto e di gratitudine.

  67. Enri non hai capito nulla di quello che ho detto. 
    Poi francamente te noti il Voi ma mica noti lo stupido, imbecille, idiota che mi sento ogni volta da quando scrivo qui sul blog. Ah ma quelli non sono insulti…quelli non sono per sminuire il sottoscritto, vero??? Ma per piacere
    Su LORO l’ho detto 100o volte e ti ho messo pure il link, piu’ di così non so cosa dirti. 
    Cioè te sei rimasto del mio intervento infastidito dal fatto che uso il Voi mentre il link che esordisce sul fatto “non avrai NULLA, ma sarai felice”, zero. 
    Cioè se io o una persona normale di buon senso lo vede la prima volta dice come minimo “ehi, ma questi che cazzo vogliono, chi sono questi criminali??!”, te niente. Acqua fresca. 
    Pazzesco e poi ti stupisci perchè uso il Voi. 
    Ne dovete fare ancora di strada. Purtroppo ci arriverete, sono sicuro che ci arriverete, ma probabilmente il danno sara’ fatto e sara’ un danno gravissimo. 
    Basta così, ho gia’ detto troppo. 

  68. Stefano,
    che il tuo VOI fosse riferito a NOI (Capre, imbecilli, teste vuote ecc.) lo avevo capito. E’ il LORO che ancora mi sfugge (tra l’altro, secondo la lingua italiana, sarebbe meglio dire ESSI).
    ciao

  69. Volentieri Enri. 
    Il voi è usato per evidenziare il distacco di view del mondo tra me e il resto del blog che è iperconformista e iperindottrinato. 
    Nel senso che è usato come “io ho capito il giochino, voi no e allora accadra’ questo e quell’altro se non vi svegliate”. 
    Poi tu mi dirai “quindi te sei un entita’ aliena che non subira’ le conseguenze di questo mancato risveglio?”. Risposta mia “ovviamente no” nel senso che nella merda ci andrete VOI ma anche IO perchè purtroppo vivo con VOI, anzi a causa Vostra ci andro’ piu’ di Voi. Certo se tutti ragionassero come me e capissero il giochino, ci attenderebbe un’eta’ dell’oro dopo aver smantellato consapevolmente il sistema attuale che non sta piu’ in piedi. Invece LORO, chi ha le redini del mondo e l’ho gia’ detto 1000 volte chi sono, hanno preso la strada piu’ brutta…quella della bugia e della menzogna che culmina con L’IMPOSIZIONE antidemocratica. Costoro hanno tutti i lussi del mondo e alcuni di LORO sono di “sangue nobile” e ci considerano del valore pari ad una merda a noi comuni cittadini (basti pensare il foglietto che avete trovato nei wc dopo il covid da parte dell’Oms su come ci si lava le mani, per non parlare del video della VDL che fa vedere a noi poveri ignoranti cavernicoli come ci si lava le mani…io una presa per il culo così non l’ho mai vista, poi non so voi…). Provate a pensare alle bizze che fanno le star i Vip, bene costoro (LORO) hanno le redini di tutto non credete che il loro lusso sfrenato gli dia pensieri da megalomani? io credo altamente probabile, perchè la natura umana nel tempo non cambia. Gli istinti di avarizia, opportunismo, magalomania, etc. sono presenti dalla notte dei tempi e non è certo un pianificatore centrale che puo’ farli sparire. 
    Per es. non mi sento di usare il VOI con Fabio e nemmeno con Marcello, che sono due menti pensanti, ma con gli altri si lo uso (ma in realta’ è un Voi che puo’ sembrare distacco, ma è per suscitare una reazione, è un Voi compassionevole). 
     
    E FICCATEVELO BENE IN TESTA .. NON AVRETE NULLA!!
    https://www.facebook.com/worldeconomicforum/videos/8-predictions-for-the-world-in-2030/10153920524981479/?locale=it_IT

  70. L’articolo è penoso come già ben detto da alcuni lettori, che ringrazio. Ma sono particolarmente vicino a Genoria, e quindi insisto. 
     
    Gogna, i tuoi ragionamenti fin qui esposti a me paiono un po’ troppo scaltri.  Sei stato (e continui ad essere) tra i più mediatici alpinisti di sempre.  Questo non è un giudizio, è un dato di fatto.  I tuoi abbigliamenti (sponsor), le tue merendine energetiche (sponsor), et similia (pubblicazioni comprese), nel corso del tempo non solo ti hanno permesso le tue sacrosante passioni, ma hanno inequivocabilmente reso molto più popolare la disciplina dell’alpinismo e dell’arrampicata, avvicinandola a persone che non sapevano neppure cosa fossero le Alpi, disciplina che ora si vorrebbe normare causa sovraffollamento, oltre ai parcheggi di monte Sordo invasi dai furgonelli tanto amati. Così dicasi per le plateali interviste di Fede al mito Bonatti, il migliore alpinista del mondo, e le sue apparizioni su riviste patinate da barbiere (con tutto rispetto).  Queste cose cambiano i pensieri e modificano i comportamenti, volenti o nolenti, in maniera casuale o sistematica. 
     
    Data per insindacabile qualsiasi scelta editoriale, e, ripeto, senza giudizio alcuno, credi davvero che dare lustro a dei mentecatti faccia ragionare, così come qualsiasi réclame abbia come effetto solamente l’ammirazione ed un poco di invidia? Se questo fosse il tuo pensiero, secondo me non saresti A. Gogna, ma U.Tizzoni a cui (questa volta sì nel giudizio) va la mia incondizionata ammirazione per tutto, bicipiti compresi, che sono sempre venuti molto utili più ai sui compagni che a lui.
    Ciao.

  71. Stefano 13
    Mi daresti la spiegazione / definizione di quel “vi” che usi sempre?
    VI stanno sradicando
    VI stanno facendo piazza pulita
    VI…….
    VI chi? chi è VI?
    grazie

  72. A me di questo specifico articolo non mi importa un fioco secco. in linea di principio non pensavo di lascir neppure mezza riga di commento. tuttavia ancora una volta emerge un problema comportamentale che io trovo davvero fastidiosissimo. Si tratta di “scarsa” educazione (eufemismo…) verso la Redazione. Il mio intervento quindi è centrato su questo risvolto, non sul contenuto dell’articolo in sé.
     
    Come ogni giorno, apro il GognaBlog, do un’occhiata, se l’articolo mi cchiappa lo fa già dal titolo o al massimo dalle primissime righe… se non accade, lo scorro rapidamente tutto verso il basso (non si sa mai, magari l’occhio cade su qualcosa di interessante – in genere se il titolo non mi acchiappa ciò non accade) e lascio perdere. mai passato per la testa di “protestare” o “lametarmi” se un tal giorno c’è un articolo che “non mi piace” o che io “non giudico degno del Gogna Blog” (???!!???: ma secondo quali parametri?).
     
    Così dovrebbero fare tutti. Nessun lettore paga per leggere i contenuti del Gogna Blog, ma  vi sono lettori che, per i più svariati motivi, si sentono autorizzati a rimproverare Gogna per questo o quello o cosa ha fatto o cosa non ha fatto…  insomma cose tali “lettori” fossero abbonati paganti o peggio ancora gli azionisti-editori dello spazio web. Cosa che non è.
     
    La redazione si fa un mazzo tanto, sicuramente se lo fa Alessandro, e tutto il contenuto è a libera disposizione. Quello che oggi non piace a me, magari piace a mille altri (a prescindere che lascino commenti o meno: questo è un altro problema nel problema, cioè che la totalità dei lettori NON coincide con i commentatori seriali e).
     
    Lasciamo quindi lavorare la gente in pace, senza farglielo a fette a ogni frase,  e anche nella malaugurata ipotesi che si commettano degli errori  nelle varie fasi redazionali (perché “solo chi non fa non sbaglia”…), tali errori sono più che compensati dalla grandissima positività di quanto di buone viene messo a disposizione GRATIS.
     
    Questo vale per l’articolo odierno come per qualsiasi altro risvolto e contenuto della galassia web Sherpa. Ciao!

  73. #21 Claudio Genoria. Preciso: parlando di idee nell’ombra, non ho indagato prima quanto effettivamente in ombra siano le idee di Pecchioli. Sei stato tu a dirlo, quasi “accusando” GognaBlog di essere tra i pochi che lo hanno fatto, stando alle tue ricerche su Google.

    Quanto alla scelta di campo, l’aver pubblicato questo articolo su GognaBlog piuttosto che su Totem&Tabù, può essere discutibile e quindi puoi avere ragione. Ma è un’eccezione che conferma la nostra regola…

  74. In realta’ Benassi sono un benefattore…cerco (invano) di gettare luce nelle menti buie (e a volte totalmente vuote), ma come vedo senza successo. Perchè non riuscite (riesci) nemmeno a discernere il contenuto dalla provocazione. 
     

  75. Stefano al #13

    Placido […] si è buttato a piene mani […] nel politicamente corretto, benpensante e schizzinoso.

    “Benpensante e schizzinoso” mi sembra piuttosto l’autore dell’articolo, visto che si indigna se una persona (cito testualmente)

    “transessuale (l’eroe del nostro tempo) immigrat* e ner*, nonché grass* e francamente brutt*”

    è protagonista di una campagna pubblicitaria, oppure se una donna (cito sempre testualmente)

    sovrappeso, simbolo del mondo nuovo, che canta la bellezza della diversità e il dovere della sua accettazione accompagnata da ballerine altrettanto sgraziate e obese

    osa fare la cantante.
    A latere aggiungo che, ovviamente, i miei gusti o il fatto che io preferisca o meno la Venere di Botticelli a Lizzo sono dettagli assolutamente irrilevanti.

  76. 18… qualche esempio? perchè fare un’affermazione così non è altro che la conferma di quello che dico. Grazie

    Da capra penso, anzi sono convinto, che sei un’arrogante

  77. Ringrazio Alessandro Gogna per la spiegazione.
     

    per come è fatta la nostra mente, è più pericoloso ciò che agisce nell’ombra di ciò che invece è più esposto

     
    Parto dunque dall’assunto che – d’accordo anche Gogna, mi par di capire – le idee del sig. Roberto Pecchioli sono “pericolose”. Ma davvero sono idee che “agiscono nell’ombra”?
     
    Se ho ben capito, il sig. Pecchioli è un grande estimatore di Alexandr Dugin, della Nouvelle Droite e di tutte quelle politiche cristiano-identitarie, quella specie di sfumatura “sociale” ed “ecologista” (e la cultura del “bello”, certo) con cui edulcorare ogni genere di inconfessabile bassezza, razzismo, omofobia ed odio della diversità. Gli americani sono più diretti, poche cazzate filosofiche, dritti al punto: fanculo i negri, e fanculo anche la Bud Light, che aveva avuto l’ardire di prendere un trans come testimonial (e ciao, vendite crollate); ma è la stessa cosa.
     
    Ora, se tanto mi dà tanto, queste non sono idee che agiscono nell’ombra: non le idee di Dugin (“stimolanti”, secondo Putin), non le campagne teo-con sulle quali, in America come in Europa, i politici delle destre populiste fondano i propri successi elettorali. Semmai, chi agisce nell’ombra è un personaggio come questo sig. Pecchioli. Che probabilmente è solo un tipo fissato, forse malevolo, con tanto tempo da perdere (rabbrividisco al pensiero che un giorno anche il nostro Stefano andrà in pensione!). Io lo lascerei tranquillamente nell’ombra.
     
    Poi, come dice giustamente Pasini, sono “scelte di redazione”, non si discute. E forse è stata anche una svista, perché questo sembra più materiale adatto alle vetrine del retrobottega (T&T). Resta il fatto che, dal mio punto di vista, così facendo – e preso per vero ciò che Gogna sembra affermare, ovvero che anche secondo lui si tratti di “idee pericolose” – il blog assolva più alla funzione di legittimare che a quella intesa (nomen omen..) di ridicolizzare.
     
    Infine, “per come è fatta la mente” di uno come Merlo, così attratto dal “buio esoterico”, certo, gli articoli come questo possono anche avere un certo grado di attrattività. Per come è fatta la mia mente, invece, sono solo un pieno di cazzate indigeribili. Però, de gustibus non disputandum.

  78.  18… qualche esempio? perchè fare un’affermazione così non è altro che la conferma di quello che dico. Grazie. 

  79. Un po’ banale fare di Keats, oggi, un oracolo. Ne dà una lettura contemporanea, invece, questa poesia di Matteo Zattoni. È intensa, è autentica, è contemporanea. Non mi interessa se bella o se vera, o nessuna delle due cose.
     
    I FUNZIONARI DELLA SPECIE
     
                                                           “Beauty is truth, truth beauty” – that is all
                                                            Ye know on earth, and all ye need to know.
                                                                                                             John Keats
     
    Il pudore non impedisce agli uomini d’essere semplici
    funzionari della specie, portatori ammalati
    del loro codice in un gene che si perde
    nelle gonadi dei secoli come sacchi di niente
    perché? il godimento è solo uno strumento
    da cui passa il percorso elicoidale
    dell’umanità o dell’animale? di certo
    non il nostro di chi ha perso il tempo nel
    dilemma bellezza o verità? è lacerante
    se la bellezza quasi mai è vera
    e la verità quasi mai è bella, ma c’è
    una tenerezza che ci spetta tutti
    dal cane che abbaia alla notte, alle piante
    che crescono sole sui muri, ai campi
    delle autostrade, i giardini senza proprietari
    allora avrebbe un senso perfino
    il silenzio dell’universo.

  80. Non c’è niente da fare: questi sono i tempi che fanno da discrimine tra chi è istruito e pensa e le capre.

    Le capre pensano, molto, ma molto di più!! di quello che te pensi…

  81. Balsamo ringrazio solo per il tuo tentativo di confermare quello che ho detto.
    a) video del sistema che alimenta il sistema
    b) Il bello parte dalle Piramidi e di tempo ne è passato… non è immutabile, ma il bello è il bello, lo schifo è lo schifo. 

  82. @12. Avendo frequentato per lavoro la cucina di vari ristoranti so bene che non ci sono pasti gratis. Solo mi dà un certo fastidio l’ipocrisia. Che vuoi fare, ognuno ha le sue “spine irritative”. Gli AD bloker hanno dei limiti soprattutto sugli iphone ma si può provare. Caro Stefano, ti posso assicurare che qualche cosa mi è noto dall’interno su come funziona il business pubblicitario, compreso il “programmatic advertising” come viene chiamato in gergo. 

  83. Prima bisogna conoscere chi si vuole combattere. Anche per scegliere l’arma giusta. Soprattutto chi si muove nel torbido.

  84. Mamma mia che commenti ragazzi. Gia’ il vostro livello è basso, ma non pensavo così…
    Pasini, il sito non è un sito porno con trojan che spuntano da tutte le parti, dai povero pupo bello ..se hai pubblicita’ è la pubblicita’ che è generata sulla base dei tuoi siti che hai visitato in passato e non ci crederai ma siamo nella societa’ che per tirare a campare va avanti a pubblicita’.
    Placido che solitamente ha anche osservazioni acute si è buttato a piene mani insieme a quell’altro e Genoria nel politicamente corretto, benpensante e schizzinoso.
    Ragazzi si come ha scritto quell’altro essere “ci vorrebbe una guerra” e tranquilli che l’avrete (è la storia che lo dice).
    Salvo Luci che con tre lettere fa capire che ha capito. Mentre Cominetti mi risulta criptico e sospendo il giudizio.
    L’articolo forse era da mettere nella sezione totem etc. non capisco tanto l’attinenza con la montagna, comunque….
    L’autore in sintesi fa un’affermazione condivisa al 100% “il modernismo in cui viviamo ha cancellato il bello”… le opere d’arte dei secoli passati sono stati sostituiti dal nulla cosmico… dalla banana incollata al muro con un cerotto e che vale milioni di euro, etc.”.
    Lo si puo’ ben capire dalle chiese dei vari secoli… autentici capolavori estetici, di forme, di armonie, ora sostituite da gettate di calcestruzzo squadrate.
    Questo vuol dire l’autore.
    Se voi sempliciotti non ve ne accorgete non solo siete perfettamente integrati in questa miseria di spirito ma veramente non capite niente di estetica e di cosa è bello…
    Altro appunto che vedo e che ovviamente non avete capito NULLA… perché le vostre sinapsi sono atrofizzate con i messaggi che manda il sistema (sistema e diamo nome e cognomi: i mass media i cui pacchetti azionari sono in mano a grandi editori, industriali, finanzieri, hedge fund (…Black Rock, Vanguard, e compagnia cantando) che hanno una gran voglia di farvi lavorare a sconto, ma lo capirete in futuro…): i riferimenti al gender, alla razza etc. che non sono altro che l’inizio di un fenomeno di omogeneizzazione del tutto anticamera del comunismo (tutti uguali, eliminazione del merito, livellamento (verso il basso)).
    L’autore non ha mica detto guarda quel negro grasso è da gasare, da sterminare, è un essere inferiore etc… ci mancherebbe (siamo tutti al mondo ed è giusto che abbiamo pari diritti di vivere nel rispetto altrui aggiungo io), ma nota
    a)      Che queste cose sono IMPOSTE da una view superiore (i mass media ripeto) e sono presentate con fare incessante e martellante
    b)      Scusate non mi direte che la simpatica donna di colore oversize sia esteticamente migliore di una rappresentazione delle donne botticeliane?
    Se non capite a) svegliatevi fuori che i 5 anni li avete passati, se non capite b) si conferma la tesi dell’autore…siete di pessimo buongusto (ribadisco pessimo buongusto che ovviamente non è buongusto).
    Intanto che voi vi fate le seghette con l’ideologia Woke (che bella che sta diventando la California cuore pulsante di questa ideologia con furti a raffica senza che gli agenti possano muovere un dito…proprio la decadenza della societa’) non vi accorgete che vi stanno facendo piazza pulita dei riferimenti così siete psicologicamente ricattabili. Es. Google a Pasqua non ha celebrato NULLA, mentre quando vi è qualche altra festa di un’altra religione ha sempre il motivo in prima pagina per ricordare la celebrazione. Vi stanno sradicando emotivamente dai riferimenti passati, da riferimenti che possano giovare allo spirito (credere in Dio da una forza al credente nel superare le avversita’) così davanti all’avversita’ non avrete piu’ la fede ma avrete il politico di turno (pagato dall’elite finanziaria) che vi dara’ la soluzione e che sara’ il SALVATORE. Mentre in realta’ vi spingera’ ancora di piu’ dentro il buco.
    Non c’è niente da fare: questi sono i tempi che fanno da discrimine tra chi è istruito e pensa e le capre.
    Buona prosecuzione.

  85. è l’ora di tornare all’essenziale, all’immutabile, alle uniche cose importanti: il bene, la verità, la bellezza
     
    Credo che qui abbia raggiunto l’apice: come se questi concetti non fossero l’espressione delle sfumature della cultura, della filosofia, della religione e delle diverse società ed epoche in cui si sviluppano. Roba, storicamente, tutt’altro che immutabile.
    Forse gli sfugge del tutto il fatto che possano esistere diversità degne d’esistere altrettanto quanto la sua.
    Ma che ci fa un siffatto articolo nella sezione mainstream ( 🙂 ) del blog ? Non stava meglio in T&T ?
     
    P.S.
    @6
    Non esistono pasti gratis (tu m’insegni), e anche gli eretici devono campà.
    Se vuoi evitare di ricevere (a tue spese) gli inserti pubblicitari presenti nelle pagine web, puoi installare un AD blocker come estensione al tuo browser (nella speranza che tu non utilizzi Microsoft Edge 🙂 ).
    Ce ne sono sia per PC che per smartphone.

  86. Genoria. La faccenda era già emersa tempo addietro con un professore veneto di scuola superiore e negazionista dell’olocausto di cui era stato ospitato un articolo e Gogna & Merlo avevano dato la loro risposta esponendone le ragioni della pubblicazione. Io personalmente non l’ho mai condivise, ma è la Redazione del blog che decide cosa pubblicare. I lettori, o almeno una parte di essi, hanno la libertà di commentare e pure di meravigliarsi. in termini civili ovviamente. In passato si ricevevano insulti di vario genere per questo da un insultatore aggressivo che ora si è inabissato. Un miglioramento. 

  87. #8 Claudio Genoria.
    Caro Claudio, intervengo solo per dire che, a volte, si dà visibilità a certo pensiero perché possa essere messo in ridicolo (anche se questo pericolo lo corrono pure i commenti…). E’ mia profonda convinzione che, proprio per come è fatta e reagisce la nostra mente, sia molto più pericoloso e potente ciò che agisce e rimane nell’ombra di ciò che invece è più esposto.

  88. Studiosi che sbroccano al pensionamento, generali che la vogliono anticipare, raduni no-vax con sponsor comunali sono figli del modo scellerato e ignorante con cui gli italiani vanno, o non vanno, a votare 

  89. A parte la pubblicità, il sito linkato ha da offrire titoli come “Covid 19, anatomia di una falsa”, “Soros e la open society”, teorie della cospirazione, il fondamentale “Mussolini e il fascismo arcano”, retorica da fan di Alexandr Dugin, elogi di Dominique Venner, esoterismi assortiti (tanto cari alla destra neo-nazista), razzismo, omofobia.
    Altra curiosa scoperta: i motori di ricerca alla voce “roberto pecchioli” restituiscono al quinto posto la seguente pagina del Gognablog:
    https://gognablog.sherpa-gate.com/tag/roberto-pecchioli/
    Altro che nuovo mattino: questa è notte fonda. Lo “studioso di geopolitica” Roberto Pecchioli è un ex militante del Movimento Sociale Italiano che, una volta pensionato, si è dedito alla pubblicazione compulsiva di idiozie estremiste che, sino a quando Alessandro Gogna non ha deciso di dargli visibilità, trovavano spazio solo nel sottobosco online e sui banchetti allestiti fuori dai comizi di Alexandr Dugin e dai concerti dei nazi-skin.

  90. Lo studioso di Geopolitica Pecchioli si è sempre occupato di altro e queste sue riflessioni sulla bellezza e l’arte sono di una banalità disarmante, piene zeppe di stereotipi. A mio modesto avviso non meritano l’ospitata su Gogna.blog, ma dobbiamo capire i tempi moderni e la “nuova cultura” del momento.  Prima di tutto, lo sono le sue menate sull’arte contemporanea. Lo inviterei invece a visitare l’imminente mostra di Anish Kapoor a Firenze, magari per un ravvedimento: magari impara più lì sul senso della cancellazione identitaria e sulla violenza rivisitazione della bellezza e del Classico (la bellezza è anche in quelle opere piene di buio) che in tanti libri e bla-bla. E se per lui le immagini del Contemporaneo sono tutte espressioni del brutto, quindi le mostre da visitare sono quelle che vanno da Giotto a Caravaggio, gli consiglierei una lettura potente di un libro di Giuliano Zanchi, intitolato La bellezza complice. Cosmesi come forma del mondo. Tutte le citazioni da Baci Perugina di Roberto Pecchioli che piacciono magari al nostro Ministro della Cultura, usate per fare colpo sul lettore, finirebbero per annoiare qualsiasi correttore di bozze. 

  91. Se si apre l’articolo nel sito linkato appaiono 13 inserti pubblicitari, uno più brutto dell’altro, immagino pieni di cooking visto che quando lo apro io mi appaiono 5 inserti dedicati ad un target agee. 

  92. Disprezzo e intolleranza a piene mani e un tanto al chilo.
    Tuttavia l’articolo rappresenta perfettamente cosa si agita nella pancia di tante persone.

  93. Però mancano alcune proposizioni fondamentali, tipo:
    “si stava meglio quando si stava peggio”
    “non ci sono più le stagioni di una volta”
    “quando c’era lui gli uomini erano uomini, le donne donne e i treni arrivavano in orario”
    “per certa gente ci vorrebbe una guerra”

  94. Questo articolo non sarebbe dispiaciuto ad Adolf Hitler. Immagino, del resto, che all’idiota che l’ha scritto non dispiaccia Adolf Hitler.

  95. Sempre nell’uomo è stata presente una tendenza verso il basso, il volgare, il sordido. Mai tuttavia era assurta a principio vincente come nella contemporaneità occidentale

    Già.

  96. L’ennesima riproposizione della storia della volpe e l’uva. 

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