Il diversivo

Il diversivo
di Lorenzo Merlo
(30 agosto 2020)

Gli stati sono strutture. Architetture desiderate, pensate, progettate, realizzate. Sono destinati a contenere un corpo sociale. Prevedono gangli di controllo e/o gestione normalmente chiamato “sistema”.

Il sistema tende a funzionare secondo la concezione auspicata in modo direttamente proporzionale all’ubbidienza degli elementi privati e associativi che in esso sono ammessi dal sistema stesso.

La disobbedienza mette in crisi il funzionamento e la sopravvivenza dell’organismo sistema.

Sovrapposizione, quantità, velocità: il misurabile fa la verità

In tempo di bassa consapevolezza generale il sistema adotta metodi di controllo e gestione ad essa confacenti e soddisfacenti. Quando il gradiente di consapevolezza generale tende a crescere, il sistema a sua volta evolve. Ciò che andava bene prima perde di efficienza e diviene necessario escogitare adeguate infrastrutture.

La Rivoluzione francese prima e l’Internazionale comunista poi – farcite da altre minori espressioni – ebbero il pregio di alzare il livello di consapevolezza comune relativamente ai dictat imposti dai sistemi governativi. L’alfabetizzazione ne accelerò il processo. Per mantenere il controllo e la gestione sociale serviva un’idea.

Gli editori della Carta stampata, imprenditori collusi all’interesse statale, misero in campo il necessario per dirigere le idee.

Il monopolio di radio e tv, moltiplicò il potenziale di fuoco comunicazionale dei giornali. L’ubbidienza generale tendeva ad essere garantita con un certo grado di sicurezza. Le emittenti poi liberalizzate accompagnarono prima il rigurgito violento degli Anni di piombo, poi si sopirono cantando e ballando l’edonismo e l’individualismo come frontiere conquistate. L’opulenza seguente spense del tutto lo spirito di bellezza. Tutti accettarono i suoi alter ego in forma di benefit e centri commerciali. Non è un caso che la voce anarchica – e le sue consimili – fosse ed è per tutti nient’altro che disturbo senza valore, da annientare e dalla quale stare alla larga.

Intanto, sebbene prevalentemente sottotraccia, la consapevolezza generale cresceva. La cosiddetta democrazia lasciava spazi associativi ed editoriali alternativi al sistema. Almeno fino ad un certo punto considerato accettabile, ovvero innocuo, ma anche funzionale alla facciata democratica.

L’avvento del web, presumibilmente liberalizzato per ragioni economico-commerciali, ha in poco tempo manifestato il suo potere di diffusione di quella consapevolezza individuale prima tenuta più facilmente sotto controllo.

Le attuali Major digitali dispongono dei dati utili per recuperare il controllo perduto. I loro clienti non siamo noi ma gli Stati. Il potenziale di fuoco informatico a loro disposizione sostituisce la prima linea che era stata degli editori, dei monopoli di radio e tv.

La logica per il dominio della comunicazione comporta la battaglia tra la crescente consapevolezza degli individui cioè, tra il loro potenziale di disobbedienza e il controllo sociale.

La bellezza non è più una forma di essere ma da acquistare

Tutti ne siamo vittime potenziali: le informazioni ci arrivano in quantità e sovrapposte; le fagocitiamo con velocità crescente. È un fatto emozionale, perciò estremamente volatile e inidoneo al pensiero autonomo. Ma non detto sia casuale. Nella guerra della comunicazione può facilmente essere un progetto strategico, opportunamente messa in campo.

Lo scontro tra sistema e individui, in atto sulla scia del mito di Davide e Golia, ha messo in campo un’arma convenzionalmente proibita dalla cosiddetta democrazia: la censura.

La Voce del Padrone ormai non fa più paura a tanti. Loro sanno e reagiscono. Comitati scientifici e dichiarazioni di fake news nei confronti di tutto ciò che non corrisponde al sistema sono altri due espedienti del momento. La generale reazione impaurita e la relativa obbedienza ottenuta ne dimostrano l’efficacia. Il sistema riesce ancora a tenere il controllo.

Tuttavia forse l’argine si è rotto. Non in un punto solo, ampio ed evidente, dove sarebbe facile portare provvedimenti. Ha ceduto in mille piccoli luoghi di improbabile controllo.

Si rende necessario un altro espediente che abbia la forza di riportare l’attenzione dove serve, che sappia distrarre dalle ragioni della disobbedienza, che distragga dalla crescita di consapevolezza.

In quest’ottica il 2019-nCoV o – secondo la nuova definizione – il Sars-CoV-2, fa al caso loro.

Voluto o casuale è un diversivo che vale 1000 Champions League. Con la presunta pandemia in essere il controllo può essere mantenuto. La paura permette di trasmutare in untore il vicino di casa, l’avventore che entra in negozio mentre noi usciamo. Permette di ubbidire a ordini da mandriani.

L’eventualità di un sistema mondiale in via di riassetto appare oggi assai probabile. In essa vengono meno quelle conquiste sociali e individuali che appena la generazione passata concepiva come permanenti. I ciarlatani, così loro li chiamano, si stanno organizzando, ma il loro nemico non è più il sistema, la sua polizia, la sua burocrazia. Gli Ufficiali dispongono ora di reggimenti di proboviri che mai avevano sognato di comandare. Sono divisioni di vicini di casa.

Sovranità, debito pubblico, diritti del lavoro, scuola, sanità, infrastrutture edili, burocrazia, serietà morale fanno acqua a profusione. Un’evidenza disastrosa e paracriminosa, sufficiente a farci abbandonare la nave, eppure da loro presentata, e da noi vissuta, come un’ineluttabile realtà.

Rapporti umani in compromissione

Il nuovo assetto di controllo è in osservazione. Su come andranno le cose pare tutto già scritto. L’ordine del mondo renderà ulteriormente ubbidienti anche i sistemi degli Stati. Che saranno sempre di più inginocchiati ad ubbidire a loro volta secondo i comandi ricevuti. Il virus diversivo ha compiuto il suo scopo. La vera pandemia è nelle menti. Quella delle corsie di terapia intensiva non è niente al confronto. Attendiamo nuovi giri di vite.

Prendere consapevolezza della logica del Sistema resta disponibile a tutti, purché non in preda a diversivi vari. Il libero pensiero ne risentirebbe. La dicotomia tra spirito e coscienza anche.

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Il diversivo ultima modifica: 2020-10-14T04:00:43+02:00 da Totem&Tabù

62 pensieri su “Il diversivo”

  1. 62
    lorenzo merlo says:

    Oh popolo, avanti così. Non fatevi infinocchiare: sono solo parole.
    https://www.ariannaeditrice.it/articoli/la-vera-posta-in-gioco

  2. 61
  3. 60
    lorenzo merlo says:

    L’importante è non dubitare. 

  4. 59
    Matteo says:

    Mah, a giudicare da diversi interventi la proteina Magneto attiverà anche le cellule cerebrali in modo “rapido, reversibile e non invasivo”, ma l’unico risultato pare sia solo un aumento di quantità e velocità delle pisquanate che vengono prodotte…

  5. 58
    lorenzo merlo says:

    Vaccini sicuri! Anzi no.
    Vaccini! Il solo modo per debellare il covid! Forse anche per altro? https://www.thelivingspirits.net/the-guardian-la-proteina-magneto-geneticamente-modificata-controlla-a-distanza-il-cervello-e-il-comportamento/

  6. 57
    lorenzo merlo says:

    Overdose da telegiornale.

  7. 56
    lusa says:

    I vaccini anti covid dovrebbero essere resi obbligatori a tutte le popolazioni se vogliamo uscire presto dalla pandemia e tornare a vivere liberi come prima.Abbiamo a disposizione i vaccini per combattere il covid e renderci immuni.E che vogliamo di più?

  8. 55
    lorenzo merlo says:

    Il diversivo secondo il prelato farabutto: https://comedonchisciotte.org/questa-farsa-crollera-inesorabilmente/

  9. 54
    lorenzo merlo says:

    C’è sempre qualche stupido che critica la democrazia e il liberismo. Eppure sono così ovvi, così giusti. Così naturali e rispettabili. Eppure, c’è sempre qualche stupido che invece di dedicarsi alla forma e alla contingenza, sente la filosofia. Anche di quelli che con un “Ma come ci hanno tolto dalle macerie, gli dobbiamo tutto”, non fanno che dare ossigeno alle braci del mondo.
    http://www.giornaledelribelle.com/index.php?option=com_content&task=view&id=3117&Itemid=10

  10. 53
    Carlo Crovella says:

    Il fatto che il capitale sia più ampio dei soli soldi non modifica il problema, così come non lo cambia dire che tutti gli attuali governi mondiali stanno prendendo farfalle (eufemismo) sulla gestione Covid, indipendentemente che siano di destra o di sinistra. Forse è proprio questo il “regime” in cui siamo finiti: che il minestrone ha appiattito il tutto e lo ha fatto verso il basso. Siamo gestiti nel peggior modo possibile e la soluzione dei problemi, anche spiccioli, lasciato all’eventuale capitale individuale. Se la signora aiutata efficacemente da Pasini si fosse rivolta, per sua sfortuna, a un individuo che al massimo conosce il vicino di pianerottolo, la signora sarebbe ancora lì che brancola nel buio alla ricerca di un tampone. E’ questo un modello che va in aiuto alle fasce più fragili della società? Direi proprio di no e me ne dispiaccio proprio perché io appartengo (per tradizione familiare e convincimento personale) alla cosiddetta destra sociale, cioè a quella corrente della destra che è sensibile (anzi molto sensibile) ai bisogni della fasce collaterali della società. Le altre due macro correnti della destra sono la destra affaristico-industriale (alla Berlusconi, alla Briatore), molto egoista per natura (profitto avanti a tutto), e la destra cazzara e di pancia alla Salvini. Provo disgusto per tutti e due. Però altrettanto mi viene da provare di fronte alla sinistra che dovrebbe costituire la contrapposizione alle destre più becere e cazzare. Invece cosa accade in un Paese governato dalla sinistra, come l’Italia? Che deve agire il singolo (Pasini nella fattispecie) per aiutare le persone in difficoltà. Se questa è la sinistra dei giorni nostri, non stupitevi se votano a destra moltissimi operai o i residenti delle borgate romane o addirittura gli immigrati integrati (a volte con cittadinanza italiana) del Nord Est. La sinistra che si è appiattita è come evaporata, non esiste più e non attira più l’interesse degli elettori. Questo è il regime. Buona giornata a tutti.

  11. 52
    Roberto Pasini says:

    Esperienza diretta sulle diverse forme del capitale. Settimana scorsa come datore di lavoro domestico ho aiutato una signora non italiana ( lavoratrice regolare e residente in Italia da 25 anni) a risolvere un problema legato al Covid di cui tutti se ne fottevano allegramente, dal suo medico di base alle istituzioni meneghine. Ho potuto farlo perché dispongo di un capitale di relazioni che lei non possiede. I 90 euro del tampone fatto privatamente al San Raffaele erano il problema minore. Individualmente, persone di buona volontà possono fare un po’ di politica redistributiva, ma certamente il problema richiede azioni politiche di più ampio respiro. 

  12. 51
    Carlo Crovella says:

    Interessante la precisazione che oggi per “capitale” si intende molto di più dei soli “soldi”. Ma, nonostante tale precisazione, doverosa, il succo non cambia. Segnalo l’editoriale di Massimo Giannini, oggi direttore della Stampa, ma dal fulgido passato pluridecennale presso Repubblica, quindi non certo un accanito destrorso. Ricordo che Giannini è stato contagiato dal Covid e, dopo un ininiale autoricovero in casa, è finito in terapia intensiva. Da intellettuale di sinistra, Giannini ha il coraggio (e gliene do atto) di segnalare (vedi sotto) i gravi ritardi del governo in carica negli ultimi 6 mesi, ovvero da maggio a oggi. In parole povere: durante la prima ondata del Covid (febbraio-marzo-aprile) tutto il mondo era impreparato e noi italiani, sia come istituzioni che come popolazione, siamo stati fra i migliori (seppur con particolari tragedie individuali). Poi però ci sono stati 6 mesi in cui ci si poteva “preparare” ad affrontare la seconda ondata. Intendiamoci: nessuno al mondo ha dimostrato di volersi davvero preparare alla seconda ondata. Ma spicca in negativo l’inerzia del governo italiano, proprio perché di sinistra: avrebbe dovuto prepararsi per proteggere maggiormente le fasce deboli e fragili della nostra società. Invece ha fatto poco, pochissimo, ovvero “nulla” di fronte ad un’eventuale aspra intensità della recrudescenza del Covid. I dettagli li trovate nello scritto di Giannini. Mi preme sottolineare che di fatto la sinistra sta accompagnando il trend che favorisce chi ha il capitale, che sia solo soldi o anche altro,  e invece non fa nulla di particolare per proteggere i concittadini fragili. Questo è il “regime” in cui siamo prigionieri. Vi segnalo qui sotto un estratto sintetico del “j’accuse” di Giannini: vi suggerisco di leggerlo perché è molto preciso e particolareggiato e calza a pennello con le mie considerazioni.
    https://www.huffingtonpost.it/entry/lho-scritto-da-sano-e-lo-ripeto-da-malato-ripetiamo-gli-errori-gia-fatti_it_5f8bf26fc5b66ee9a5f0c950?utm_hp_ref=it-homepage
     
     

  13. 50
    Roberto Pasini says:

    Gira e rigira sempre a Norberto Bobbio si torna. Destra e sinistra. Il tema della lotta agli eccessi di diseguaglianza, non l’abolizione delle diseguaglianza (utopia finita storicamente in orribili dittature). Esiste ancora la ragione di fondo della distinzione tra destra e sinistra, anche se una parte dei partiti di sinistra in Italia se ne sono dimenticati, avvinti da “una ragnatela di fatti quotidiani” come diceva una vecchia canzone della mia giovinezza. È il valore auspicato del famoso coefficiente di Gini che misura la distribuzione della ricchezza. Solo che siamo andati avanti nella conoscenza e abbiamo allargato il concetto di capitale. Oggi le differenze riguardano non solo i soldi, ma anche il capitale sociale, intellettuale, relazionale….Le differenze si vedono meno in tempi normali perché il capitalismo moderno ha alzato il tenore di vita medio di molti (penso alla vita miserabile dei miei nonni). Quando il gioco si fa duro, le differenze tra chi possiede il capitale nelle sue varie forme e chi no, emergono in tutta la loro evidenza. A proposito di giornali vedi bellissimo articolo di Gillian Tett di domenica sul Financial Time. C’è ancora differenza anche tra i giornali. Buona settimana, che si presenta difficile. 

  14. 49
    Carlo Crovella says:

    @48: fai benissimo se leggi tanto e bene! Tutti i cittadini dovrebbero fare così, per essere consapevoli e informati a puntino (altrimenti come possono farsi un’opinione e magari prendere delle decisioni in merito alle diverse cose della vita?). La mia lettura mattutina, particolarmente approfondita, deriva da esigenze professionali, ma comporta anche un mio certo “piacere nella lettura” che sento a prescindere dagli obblighi professionali. Purtroppo, salvo rare eccezione (come te), normalmente vedo in giro una certo superficialità e approssimazione nell’informarsi e voler davvero capire le cose. Tra l’altro leggere più fonti sullo stesso “fenomeno” garantisce una maggior informazione personale in merito.
     
    Tornando al tema “regime” e alla contrapposizione destra-sinistra in merito al fatto che stiamo scivolando irreversibilmente verso quello che io chiamo il “regime del soldo”, vi segnalo l’odierno articolo del Corriere:
    https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/covid-miliardari-sempre-piu-ricchi-pandemia-soldi-bezos/5f1ec2f6-115c-11eb-99ad-021205b8ee1e-va.shtm
    Che c’entra? si chiederà qualcuno. C’entra perché è la dimostrazione che, nonostante un quadro complessivo che spingerà milioni di persone verso la disoccupazione e forse la fame vera e propria, il mondo scivola verso il regime del soldo e nessuno, né di destra né di sinistra, si contrappone. In questo momento tutti sono disgustosi e criticabili, sia i governi di destra (Trump, Boris Johnson, Bolsonero…) sia quelli di sinistra, dove essa è la governo, come in Italia. Però la sinistra (la sinistra mondiale, non solo italiana) ha una aggravante in più: dovrebbe contrapporsi a questo trend di accentramento della ricchezza a svantaggio delle fasce deboli della società. E invece non lo fa. Questa constatazione è oggettiva, a maggior ragione in Italia. Nel week end ho letto che, in Italia, negli ultimi 10 anni sono stati chiusi 200 ospedali e si sono “persi” (dalla sanità pubblica) 10.000 medici e 11.000 infermieri. Questo prima del Covid, per cui ora affrontiamo il Covid in mutande perché abbiamo dato via i vestiti e le “armature protettive” ben prima del Covid. Vi ricordate i governi di questi ultimi 10 anni, a partire dal 2011 compreso? Sintetizzando, se la memoria non mi inganna: nel 2011 sei mesi finali del governo Berlusconi, poi un anno e mezzo del governo tecnico Monti (con l’appoggio anche della sinistra), poi Letta, Renzi, Gentiloni (tutti del PD!), poi un anno di governo giallo-verde e ora il governo giallo-rosso con PD e LEU. Totale in 10 anni: un anno e mezzo governi con la destra in qualche modo coinvolta  ( 6 mesi finali di Berlusconi + un annetto con la Lega, però mixata di M5S), un anno e mezzo con il tecnico Monti (appoggiato anche dalla sinistra) e circa 7 anni con il PD e compagnucci vari. La domanda è: chi è che, in questi ultimi 10 anni, ha “smontato” la sanita pubblica? Anche nell’ipotesi che a premere maggiormente siano stati quelli di destra, la sinistra non si è contrapposta, nonostante sia stata massicciamente al governo.  Sapete qual è il risultato finale di questo smantellamento della sanita pubblica? Che chi si becca il Covid se ha (molti) soldi come Berlusconi/Briatore & C sarà ricoverato a pagamento al San Raffaele (dove pare che ci siano anche stanze come suite a 7 stelle), se invece è un cittadino comune finrà nel tritacarne della procedura normale. Cioè: recluso in casa propria fino all’eventuale aggravamento irreversibile, poi ricoverato in ospedali sotto-organico sia come assistenti che come posti e macchinari. Se gli va bene, ne uscirà in pratica “con i suoi mezzi” (perchè forte e robusto), altrimenti non uscirà con le sue gambe. E questa sarebbe una politica di sinistra? La sinistra è ugualmente colpevole, come la destra, nello schifo in essere (cioè stiamo andando irreversibilmente verso il regime del soldo, in tutto il pianeta), con l’aggravante che dalla sinistra mi aspetterei una battaglia contro questo trend, non l’assecondamento del trend. Ribadisco: è questo il “vero” regime in cui siamo ormai p0rigionieri. Buona giornata a tutti!

  15. 48
    Luciano Pellegrini says:

    Infatti caro Carlo, io uso lo stesso tuo metodo… nel leggere o captare… lo scritto…
    (ho sviluppato l’occhio clinico, come tutti nel mio settore. Leggo in modo estremamente rapido e, anche dove “sfoglio”, la capacità di cogliere gli elementi salienti è superiore a quella di un normale lettore. Non è una mia peculiarità specifica, è la norma nel settore professionale: se non hai queste caratteristiche, non sopravvivi in questo settore. Per cui tutti i giornalisti-analisti ecc. “leggono” molto di più (come quantità) e molto più rapidamente dei normali cittadini: è deformazione professionale…)? NO! Per aggiornarsi bisogna fare PRESTO E BENE!
    BUONA GIORNATA. A CHIETI QUESTA MATTINA TANTO SOLE E LE CIME DELLE MONTAGNE IMBIANCATE. FORSE ANCHE QUI UNA SCAPPATINA…
     
     

  16. 47
    Carlo crovella says:

    @46: Infatti, il cancro della crisi del ns. modello è iniziato verso fine ’80-primi ’90 e si sintetizza nell’  “americanizzazione” della nostra società. Da oltre oceano è arrivato l’egoismo individualista e ha preso possesso della vecchia Europa. Oramai l’egoismo è trasversale, di fatto non esistono più ideologie. O meglio esiste solo l’ideologia dell’IO. “Io ho diritto a fare questo, a farsi quello ecc”. Gli altri? Chi se ne frega, intanto non si e’ disposti a rinunciare neppure a un aperitivo in nome degli altri. E, a forza di agire così, si sta andando verso una nuova  possibile chiusura dove, chi ha soldi da parte (magari accumulati da padri e nonni) campera’, chi invece non li ha, non campera’. Come si chiama questo modello? “Regime”, tanto per stare in tema con l’articolo. Cosa fa il governo per contrapporsi a tale trend? Niente, anzi lo asseconda. Ecco dov’è il tarlo della sinistra dei giorni attuali. Asseconda l’evoluzione verso un modello sempre più imperniato dell’egoismo individuale. L’episodio delle spese mediche di New York potrebbe diventare la norma in Italia e mica fra tanto tempo. Infatti gli ospedali pubblici saranno delle topaie e se vuoi sopravvivere (al covid o contro altre malattie) dovrai andare in strutture private molto costose. Dalla sinistra mi aspetto un’azione politica che respinga questo trend, invece vediamo che tutti lo assecondano o quanto meno non lo avversano esplicitamente. PS: circa commenti “lunghi”…basta non leggerli. Gia’ detto più volte in passato: non è obbligatorio leggere i commenti, se non è un piacere. Buona serata a tutti! 

  17. 46
    Roberto Pasini says:

    Testimonianza di ieri sul Corriere. Elettricista bergamasco,vicesindaco leghista, ricoverato in terapia a New York dove era per lavoro. Conto finale 108.000 dollari. 8000 al giorno terapia intensiva. Per sua fortuna coperti dall’assicurazione della ditta italiana per la quale lavora.

  18. 45
    Alberto Benassi says:

    Il pensiero liberale è di destra Ora è buono anche per la sinistra

     in questa strofa della canzone (capolavoro)  di Gaber,  oggi molto attuale, la parola liberale (liberalizzare)  la cambierei in PRIVATIZZARE.
    Infatti nella sanità dove si è andati verso la privatizzazione si sono visti i risultati.

  19. 44
    Luciano pellegrini says:

    Confesso che ciò capito poco in questo articolo. Poi… i commenti troppo lunghi. Però mi è servito, per ricordare una bella canzone di GIORGIO GABER – Destra-Sinistra – che vi consiglio di ascoltare… dalla quale ho estrapolato alcune strofe:
    https://www.youtube.com/watch?v=kZHvXtl4KY0
    Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
    Tutti i film che fanno oggi son di destraSe annoiano son di sinistra.
    La pisciata in compagnia è di sinistraIl cesso è sempre in fondo a destra.
    Il pensiero liberale è di destraOra è buono anche per la sinistra
    L’ideologia, l’ideologiaMalgrado tutto credo ancora che ci sia
    Una donna emancipata è di sinistraRiservata è già un po’ più di destraMa un figone resta sempre un’attrazioneChe va bene per sinistra e destra
    Tutti noi ce la prendiamo con la storiaMa io dico che la colpa è nostraÈ evidente che la gente è poco seriaQuando parla di sinistra o destra.
    Destra-sinistraBasta!
    Ciao Luciano
     
     

  20. 43
    Giuseppe Balsamo says:

    L’osservazione mi sembra un buon punto di partenza.
    Farei seguire una analisi imparziale di quanto osservato.
    Dove ci porteranno ? 🙂

  21. 42
    lorenzo merlo says:

    Si parte dall’osservazione.
    Oppure esistono gli stati canaglia e l’antracite?

  22. 41
    Giuseppe Balsamo says:

    Merlo, permetti, qual’è la differenza fra “l’ha detto il telegiornale” e “l’ha detto uno su internet” ?
    L’approfondimento, la comprensione e l’interiorizzazione di quanto riceviamo come informazioni (a prescindere da dove queste ci arrivino) a mio parere èfenomeno ben più complesso.
     
    Ci sarebbe tanto da dire su quanto viene proposto su alcuni siti web che hai citato in passato e recentemente.
    Ma se si parte dal (pre)concetto che “mainstream=cattivo” e “alternativo=buono”, a mio parere si fa poca strada.

  23. 40
    Carlo Crovella says:

    In effetti dedico moltissimo tempo ogni giorno alla lettura, direi una media di 2-3 ore al giorno, a volte anche di più, e se resto indietro con i giornali di un certo giorno, recupero nel week end. Fa parte del mio lavoro, a queste ore quotidiane di lettura, poi aggiungo ogni giorno le ore lavorate in prima persona, faccio facilmente le 10 ore in media di lavoro totale al giorno (spesso anche un po’ di più). Inoltre, dopo 35 anni di attività professionale, ho sviluppato l’occhio clinico, come tutti nel mio settore. Leggo in modo estremamente rapido e, anche dove “sfoglio”, la capacità di cogliere gli elementi salienti è superiore a quella di un normale lettore. Non è una mia peculiarità specifica, è la norma nel settore professionale: se non hai queste caratteristiche, non sopravvivi in questo settore. Per cui tutti i giornalisti-analisti ecc “leggono” molto di più (come quantità) e molto più rapidamente dei normali cittadini: è deformazione professionale.  Lo stesso dicasi per la rapidità di scrittura: per scrivere un pezzo poniamo di 4 cartelle, magari impiego solo 10 minuti, ma non è una mia caratteristica specifica, è comune a tutti i miei colleghi. Cmq, non soffermatevi su elementi così collaterali e di importanza irrisoria, perché vi distraete sui punti cardini dei ragionamenti: anche se mi fossi espresso “male” nell’intervento precedente, sarebbe del tutto privo di rilevanza ai fini del dibattito. Buona giornata, ora è davvero tempo di lavorare. Ciao!

  24. 39
    lorenzo merlo says:

    Anche mia mamma diceva: “L’ha detto il telegiornale”.
    Suerte.

  25. 38
    Giuseppe Balsamo says:

    Merlo, con tutto il rispetto e simpatia, ma ti viene mai il dubbio che codesti personaggi che citi di quando in quando, non trovano spazio nei “tg o su Repubblica e Co” perchè le affermazioni che fanno potrebbero essere del tutto errate ?
     
    Quest’ultimo che hai messo si meraviglia della “pandemia mai dichiarata ufficialmente dall’OMS con un qualche documento scritto”. Ma che andasse a leggersi le linee guida e la dichiarazione pubblica del direttore dell’OMS, perbacco !
    Quanto al resto del testo, la cosa che più mi colpisce è la totale mancanza del dubbio nell’esprimere ogni affermazione (oltre all’assenza di alcun riferimento consultabile per poter approfondire in modo autonomo quanto sostenuto, naturalmente). Sarò strano io, ma ho sempre diffidato di chi si esprime per certezze assolute su temi medico/scientifici.
     
    P.S. Riguardo all’idrossiclorochina/azitromicina e al siero iperimmune, devo constatare che Trump (grande sostenitore di entrambe le terapie) è stato invece curato con Remdesivir e anticorpi monoclonali (più qualche integratore alimentare). Chissà perchè… 🙂

  26. 37
    Matteo says:

    Nota a margine (ma significativa) senza alcun intento polemico.
    Guarda che in italiano  è sicuramente sbagliato dire “io leggo almeno 6-7 quotidiani, a volte anche 10” perché o impieghi l’intera giornata lavorativa o i quotidiani al massimo li sfogli.
    Il problema è che confondere leggere e sfogliare rischia di essere anche autoingannatorio 

  27. 36
    Roberto Pasini says:

    La Philosophie dans le Boudoir. Eguaglianza non è egualitarismo, come dice il maestro. Ma sarebbe troppo lungo discuterne via internet. Come dicevano gli antichi : l’ordine delle idee non è l’ordine delle cose. L’oculista sommo parlava di una dimensione che è quella della storia non quella della cronaca dei partiti della sinistra italiana di questi ultimi venti anni. Venerdi santo e giovedì grasso. E adesso basta per me, perché va bene che piove e sta per arrivare la seconda tegola, ma poi diventa una droga. Poi ho visto ieri sera su Netflix “The social Dilemma” e il retrobottega di questo mondo dei social mi ha fatto paura. Saluti

  28. 35
    lorenzo merlo says:

    Che bordello!

  29. 34
    Alberto Benassi says:

    Uguaglianza = sinistra.
    disegualianza = destra. 
     
    ma ne siamo proprio certi?
    La sinistra ha applicato questo principio? E comunque uguaglianza non può voleri dire che non siamo “individui” diversi.

  30. 33
    Roberto Pasini says:

    Lorenzo, Lorenzo che dici mai. L’oggettivita’ scientista dei numeri , come direbbe un tale che spesso interviene su questi temi. Io invece, vecchio illuminista in via di redenzione, so che ho forti convinzioni ed emozioni, perché fanno parte di noi. Lorenzo, raccontala a qualcun altro. Per favore. Si chiama autocoscienza da te spesso esaltata. 

  31. 32
    Roberto Pasini says:

    Benassi. Infatti ti ho messo in guardia. In ogni professione ci sono gli abusivi e i ciarlatani, andrebbero espulsi dall’ordine, ma a volte sono così esagerati che si espellono da soli. 

  32. 31
    lorenzo merlo says:

    Per quanto mi riguarda né emozioni né convinzioni.
    Numeri e osservazione soltanto.

  33. 30
    Alberto Benassi says:

    Pasini, mi farò visitare da Matteo…proprio un uomo di sinistra…ognuno ha il proprio virus

  34. 29
    Alberto Benassi says:

    Benassi. Ti consiglio di investire 15 euro e di farti visitare dal miglior oculista sulla piazza, anche se purtroppo non più di persona. Si chiama Norberto Bobbio, Destra e Sinistra. Puoi tranquillamente saltare il contributo di un bulletto toscano che l’editore (paraculo) ha voluto aggiungere nell’ultima edizione. Un tale Matteo.
    Mi faccio visitare da Matteo proprio un uomo di sinistra.

  35. 28
    Carlo Crovella says:

     Ciao a tutti. innanzi tutto preciso (@21) che non ho mai affermato che l’articolo di Merlo sia di sinistra. Leggete con attenzione: spesso gli equivoci si innescno per la superficialità della lettura.  Semplicemente Merlo ha esposto il suo articolo sul tema “regime” (sintetizziamolo così per semplicità) e io ho esposto un mio parallelo testo, sempre sul tema “regime”. E’ come se fossimo stati in un compito in classe: la professoressa di lettere ha dato il titolo del tema (“regime”):  lo studente Merlo lo ha svolto in un modo, lo studente Crovella lo ha svolto in un altro. Sono oggettivamente convinto che il “regime” che si è innescato (credo senza lo specifica azione di particolari gruppi, tipo i famosi “poteri forti”) sia basato sull’espansioen senza limiti dell’egoismo individuale, che ha comportato la polverizzazione dell’umanità. Ci siamo divisi in infinite schegge impazzite. Siamo tante piccole “monadi” come direbbe Leibniz (immagino che Merlo mi segua…) e progediamo appunto come schegge impazzite, ognuna per conto suo, come in un autoscontro. Questa estrema polverizzazione dell’umanità, spezzettata in 7 miliardi e mezzo di monadi,  rende molto più facile “gestirci” e i cosiddetti Big Data (con l’uso che ne viene fatto) ne sono uno dei numerosissimi esempi. Cmq, quella da me esposta sul trema regime è la tesi di Crovella, nei contenuti e anche nella forma (ci sono scrittori sintetici e scrittoi prolifici: evidentemente io appartengo a questa seconda categoria). E’ legittimo che il mio testo possa non piacere, è invece incomprensibile (oltre che vagamente anticostituzionale) che ci si inalberi con atteggiamenti, più o meno espliciti, della serie “siccome io lettore considero queste cose un mucchio di cazzate , allora non si devono neppure scrivere”. Non fatemi fare un pistolotto sull’art. 21 della Costituzione . Ma, a parte tale risvolto (che non va in ogni caso dimenticato), perché non vedete invece il lato pregevole di avere (almeno) due versioni sullo stesso “tema”? Io lo trovo stimolante, nell’ottica dei lettori, perché dalle diverse versioni possono giungere opposti spunti di riflessione, e ciò accade proprio perché i  testi sono quanto meno diversi se non addirittura alternativi. Tutti i giorni, per esigenze professionali ma anche per piacere personale, io leggo almeno 6-7 quotidiani, a volte anche 10, (nei weekend aggiungo anche la stampa estera e i periodici) proprio per aver più spunti possibili. I fatti oggettivi sono sempre gli stessi, in un medesimo giorno, ma la diversificazione delle letture mi permette di recepire la maggior quantità possibile di informazioni, cioè di elementi su cui elaborare le mie personali idee. Vi suggerisco di ragionare in questo modo e vedrete che vi si aprirà un mondo di interessi sconfinati. Buona giornata a tutti!

  36. 27
    Roberto Pasini says:

    Lorenzo, sono esausto e decido di ritirarmi. Ormai è chiaro che c’è una differenza netta e incolmabile su questo punto anche nel popolo della montagna. Sulla pagina FB di un caro amico guida alpina si è verificata la stessa divisione. Non ci potremo mai intendere: la forza delle convinzioni e delle emozioni è troppo elevata. Non importa. Bidogna accettarlo. Con rispetto reciproco, ognuno adotti i comportamenti che sono in linea con la sua coscienza, l’unica vera guida essendo “la legge morale dentro di noi”, oltre alla meraviglia del “cielo stellato sopra di noi”.

  37. 26
    Roberto Pasini says:

    Benassi. Ti consiglio di investire 15 euro e di farti visitare dal miglior oculista sulla piazza, anche se purtroppo non più di persona. Si chiama Norberto Bobbio, Destra e Sinistra. Puoi tranquillamente saltare il contributo di un bulletto toscano che l’editore (paraculo) ha voluto aggiungere nell’ultima edizione. Un tale Matteo. 

  38. 25
    lorenzo merlo says:

    Gran parte dei deceduti della prima fase sono dovuti a cure errate.
    Gran parte dei deceduti erano già immunitariamente provati da altre malattie/cure, sarebbe bastata l’influenza o la polmonite.
    Il Covid è solo più infettivo di altri, ma non più esiziale.
    In val Seriana andrei a dire come fare a rinforzare il sistema immunitario – inspiegabile assenza di informazione nonostante un’audience e una paura altissima – mentre altri si leggono Repubblica o scoltano la tv.

  39. 24
    Roberto Pasini says:

    Scusami lo sfogo Lorenzo. Di solito mi controllo bene ma sono un essere umano anch’io. Ho visto di persona troppa paura e dolore “aggiuntivo” rispetto al normale tasso di sofferenza umana.  Sono stufo di sentire che è tutta una balla manipolatoria. Se non altro per rispetto. Vallo a dire in Val Seriana. Però portati delle adeguate protezioni perché come sai i bergamaschi hanno mani e piedi pesanti, allenati dall’andare per monti. Buona giornata e che la vita ti sia lieve (se ci riesci),

  40. 23
    Alberto Benassi says:

    E ancora a proposito, la sinistra e la destra esistono ancora, e si vedono, basta guardare oltre le etichette.

    si ci sono come ideologie ma dove sono?  
    Dov’è che la sinistra di oggi si differenzia dalla destra?
    Nella difesa dei lavoratori, dei poveracci??
    O nella frequentazione  dei salotti buoni dell’alta società con tanta …”bella gente” ?
    Certi sindacalisti e politici che vanno in pensione con mega mensilità e privilegi vari,  sono una bella dimostrazione che la sinistra c’è ed è dalla ” parte” dei deboli, degli ultimi. Si predica bene ma si razzola male!!
    Salvatore consigliami un buon oculista perchè io questa differenza, nei fatti,  non riesco a vederla. Ma credo che non la vedano più in tanti. Forse c’è un epidemia di cecità? Oppure siamo tutti rincoglioniti.
     

  41. 22
    lorenzo merlo says:

    Non gli Stati, la logica è uguale per tutti.
    Si veda in merito tutta la produzione anarchica.
    Oppure si passi all’osservazione.

  42. 21
    Salvatore Bragantini says:

    Lorenzo scrive:
    Gli stati sono strutture. Architetture desiderate, pensate, progettate, realizzate. Sono destinati a contenere un corpo sociale. Prevedono gangli di controllo e/o gestione normalmente chiamato “sistema”.
    Cioè gli Stati sono tutti uguali, sempre e ovunque. Complimenti per una invidiabile capacità di sintesi, peraltro rintracciabile nel veramente fulmineo, più che rapido, excursus storico.
    Si chiama Storia, ed è più complicata di quanto la dipingano Lorenzo da un lato e Carlo dall’altro: a proposito, dico a Carlo che se crede che lo scritto che qui commentiamo esprima posizioni di sinistra, si sbaglia. Facile per la destra essere coerente, se predica di farsi i fatti propri; coerenza davvero esemplare. E ancora a proposito, la sinistra e la destra esistono ancora, e si vedono, basta guardare oltre le etichette.

  43. 20
    lorenzo merlo says:

    “Ad oggi Sars-Cov2 ha determinato 370.000 morti in tutto il pianeta e non milioni. La definizione di pandemia è errata dal momento che il virus influenzale è causa di un numero di decessi che va dai 350.000 ai 650.000 ogni anno… e non se ne parla. La patologia non è devastante”.
    https://www.marcotosatti.com/2020/10/07/covid-19-la-pandemia-inesistente-bugie-affari-e-terapie/
    Ne trovi quante ne vuoi purché non nei tg o su Repubblica e Co.

  44. 19
    renato bresciani says:

    Mi sfuggono il senso e la ragione di pubblicare un articolo di 45 giorni fa, dove, tra l’altro, si dice “..la PRESUNTA pandemia ” (sic !) . Spero che ora non venga ripescato anche l’articolo di Federico Rampini ( stesso quotidiano di Merlo) in cui, ai primi giorni di giugno (!), l’autore “dimostrava” la superiorità della sanità statunitense rispetto alla nostra. 
    PS: scusate, sono anche allergico al surplus del pronome “loro”: “loro, gli altri, loro ,them, gli alieni venuti da mondi lontani

  45. 18
    Roberto Pasini says:

    A volte mi sembra che viviamo in paesi diversi. Non mi pare che la maggioranza critichi il governo perché interviene, ma perché casomai interviene in modo contradditorio, a volte con provvedimenti troppo rigidi, a volte con troppa debolezza e attenzione alle pressioni delle diverse lobby. Molti vorrebbero una conduzione più lineare, forte ed efficiente della gestione del problema, non un passo indietro. Non credo proprio che la maggioranza vorrebbe una politica alla Trump nel nostro paese. E non condivido che tutti sono egoisti e pensano solo ai loro interessi particolari. Quello che vedo io è un numero rilevante di persone attente e responsabili, magari un po’ confuse dalla cacofonia dei messaggi che arrivano da vari settori della classe dirigente, che neanche in questa lotta ha saputo trovare quell’unità di intenti che seppe trovare in altri momenti del dopoguerra. Mi sembra più una proiezione pessimistica che una rappresentazione reale dei comportamenti della maggior parte degli italiani. Poi ci sono le minoranze che hanno le loro legittime preoccupazioni su vari aspetti delle politiche da adottare, dall’ingerenza nella vita privata, al pericolo di decisioni non discusse  e via così. E poi le strumentalizzazioni, l’uso diversivo e le montature. Come quella a cui è stato sottoposto il ministro Speranza in queste ultime ore, quasi volesse trasformare l’Italia nella DDR. Basta leggersi la trascrizione di quello che ha detto in quella trasmissione televisiva. In sostanza io non vedo un regime alla Putin & soci ma una compagnia di attori un po’ sgangherata sul palcoscenico che cerca di cavarsela di fronte ad un compito molto difficile e inaspettato e un pubblico tutto sommato abbastanza disciplinato che cerca anche lui di cavarsela con le sue forze sapendo che tradizionalmente sulle istituzioni può contare solo in parte. 

  46. 17
    Antonio Arioti says:

    Carlo, non ti si legge più, bisogna che fai un corso di sintesi.
    In ogni caso ridurre tutto all’egoismo mi pare un po’ banale. È come parlare di bontà o cattiveria, cioè di tutto e di niente.
     

  47. 16

    Ho sempre pensato che chi ama i cani mangi volentieri i funghi e pensi che siano una prelibatezza. Chi invece ama i gatti sostiene che i funghi sono delle muffe insapore molto profumate ma praticamente senza gusto. E’ infatti molto difficile distinguere nella bocca il senso del gusto da quello dell’olfatto. Crovella associa alla sinistra un certo tipo di comportamento e un altro alla destra, secondo parametri che lui stabilisce ed elabora come io sostengo da decenni la teoria sui funghi-gatti-cani, con la differenza che non la impongo come soluzione a tarli della società, invece lui si. Il valore delle due teorie si equivale ed è praticamente nullo. Almeno quello relativo alla mia, ammetto sia così.
    Per finire, mi reputo politicamente anarchico ma quelli di destra mi sono sempre stati sui coglioni. Cari saluti.

  48. 15
    Carlo Crovella says:

    Ho preso apparentemente a pretesto l’articolo di Merlo per esprimere le mie considerazioni sul concetto di “regime” imperante. Non voglio tediarvi oltre. Risintetizzo con obiettivi conclusivi. Il tema covid, o meglio il tema “sono legittime le restrizioni in funzione del covid?”, ha portato inequivocabilmente alla luce che il minimo comune denominatore dell’opinione pubblica è l’individualismo, che a sua volta si fonda sull’egoismo. La faccio breve, anche se sono preparato e potrei sviluppare il tema in profondita’. Ovviamente ci sono delle eccezioni, ma sono rare se non rarissime. Sinteticamente: oggi a sentir strillare le proteste non c’è differenza fra uno di sinistra e uno di destra, non solo quo  ms in tutta l’opinione pubblica. Tutti blaterano contro il governo che fa il poliziotto. È questo il vero regime che si è instaurato: l’appiattimento su un minimo comune denominatore che è appunto l’egoismo. Tale regime ha iniziato a concretizzarsi (almeno secondo la mia anslisi) verso fine anni ’80 – prima metà dei ’90 e si e definitivamente incancrenito nella nostra società dal 2000-2005 in poi. A mio parere non è irrilevante l’evoluzione tecnologica (internet, social, ecc), e sono convinto che sia un problema mondiale e non solo italiano. A mio parere il regime non è quello che descrive Merlo, pur in un articolo pregevole e interessante, ma l’appiattimento sul pensiero dominante, che si fonda dell’egoismo individuale. Il venir meno della dicotomia sinistra-destra, fenomeno tanto caro ai 5 Stelle, NON è un fattore positivo, ma estremamente negativo. È come se nel campionato di calcio sparissero le squadre (Juve, Inter, Milan, ecc) e ci fosse una baraonda di singoli calciatori che si muovono “a cazzo”  nello stesso stadio. Non è più “football”, è casino anarchico. Il regime di cui siamo vittime è appunto l’anarchia ideologica che si nutre esclusivamente di egoismo e individualismo. In tale scenario storico è ovvio (e a me è assolutamente evidente) che abbiamo dovuto registrare un imbarbarimento sia della sinistra virtuosa che della destra storica, trasformatesi nelle rispettive caricature caciarone. A destra vediamo il campione dei cazzari, Salvini, che non impersinifica alcunché della destra storica (tra l’altro se non ricordo male lui inizio’ definendosi un comunista padano, confermando la trasversakita’dei nostri giorni).  Poi, sempre a destra, vediamo altri “fenomeni” come Briatore, che sono esempi espliciti di egoismo ideologico. Ma almeno sono schietti nella loro detestabilita’. A sinistra, intendo nel popolo di sinistra di oggi  vedo molta ipocrisia radical chic. Non a caso il PD è ampiamente il primo partito nei centri storici metropolitani (residenze di intellettuali borghesi, altri che comunisti di un tempi!), mentre nelle periferie si assottiglia. Un tempo era l’opposto. Mi spiace che sia cosi’: io ho profonda nostalgia dei comunisti duri e puri, quelli che ho conosciuto da ragazzo, appunto negli anni ’70. Allora la contrapposizione era rude, aspra, severa, ma il rispetto era reciprocamente profondo perché ciascuno riconosceva, nella parte avversa, un coerenza granitica e non il modellarsi occasione per occasione a seconda di quello che conviene al proprio interesse egoistico del momento. Parlo proprio di cittadini comuni, non solo di esponenti politici. Oggi invece domina l’appiattimento totale, causa egoismo, e questo accomuna sia il popolo di sinistra che quello di destra: infatti io sono critico con entrambi. La vicenda covid ha portato alla luce l’egoismo che caratterizza la nostra era: in questo egoismo consiste il regime nel quale viviamo, ahimé, da prigionieri. Con ciò  auguro a tutti una buona serata.

  49. 14
    Simone Di Natale says:

    Crovella odia le risse da bar, ma dice che chi esprime determinate opinioni diverse dalla sua “starnazza”…sicuramente lo dice con tono sabaudo e quindi non fomenta i caratteri più focosi.
    Fa analisi lucide e spietate e dice che il PD è il partito di sinistra erede del PCI…forse non si è accorto che in esso è confluita buona pare della ex DC e di altri partiti che con a sinistra poco hanno a che fare.
    Infine riduce tutto ad un attacco alla parte che lui sente come avversa depistando la discussione come al solito sui suoi sproloqui invece di restare sul tema…che è una denuncia al Sistema tutto; dove si resta un gradino sopra alla dicotomia destra-sinistra ed alle finte scarmucce partitiche che servono solo a mantenere l’attuale modello societario.
    Ognuno ha le proprie valvole di sfogo….

  50. 13
    lorenzo merlo says:

    “credere che ci sia dietro a tutto un progetto intenzionale, qualcosa come un grande vecchio o una malefica congiura sovranazionale”.
     
    Credo che davanti a una situazione critica, tutti noi non abbiamo difficoltà a sfruttare idee e azioni utili a gestirla.
     
    Nella fattispecie, davanti alla crisi sistemica/eventualità di perdita del controllo sociale, l’evento virus – provocato o casuale –, l’idea della pandemia/terrore mediatico possa essere sorta e di fatto poi impiegata in forma di diversivo utile a distrarre/contenere l’esaperazione crescente e, temo, irreversibile per un pezzo. Ad andar bene.
     
    Ugualmente fanno da sempre quando parlano per esempio di riduzione della disoccupazione. Ci mostrano numeri confortanti. Poi scopri che si trattava di conteggi parziali che non spostano di uno zic il problema.
     
    Se non si vuole pensare che la bomba sociale non sia un loro problema, che non mettano in atto tutto il pensabile per gettare acqua sulle micce, prego.
     
    Nessuna mente, né stanza dei bottoni, ma ci sono menti che pensano e mani che hanno bottoni a disposizione. Ci sono forze private che hanno più cartucce degli Stati. Perché la guerra in Kosovo? Per umanitarismo? Perché il sostegno alle primavere arabe? Per i diritti umani dei musulmani? Nessun progetto americano-israeliano occulto per mantenere l’egemonia economico-militare?
     
    Di questo parla l’articolo. Il diversivo è uno strumento strategico-relazionale.

  51. 12
    Matteo says:

    Entrambi gli articoli (considerando l’intervento di Crovella come un secondo articolo in coda a Il Diversivo) hanno spunti stuzzicanti, ma mi pare partano da assunti sbagliati.
    Partiamo da Crovella. La destra antepone gli interessi individuali a quelli collettivi…ma sei sicuro? I miti fondativi della destra mettono in primissimo piano gli interessi della Nazione ben al di sopra degli interessi del singolo, dalla destra storica di D’Azeglio, Cavour e Sella a quella che confonde la Nazione con lo Stato e la Patria, teorizza la bella morte e parte orgogliosa per l’Abissinia o per spezzare le reni alla Grecia. Solo la becere destra neocon o Berlusconiana teorizza l’interesse e l’egoismo del singolo come valori positivi. 
    Ma d’altra parte, si può sostenere che la sinistra, e in particolare quella comunista, anteponga gli interessi collettivi solo se per “collettivi” si intendono quelli di una sola e ben determinata classe, il proletariato (quindi una collettività come minimo un po’ ridotta).
     
    Passiamo ora all’articolo di Merlo. Come detto offre spunti molto interessanti, ma secondo me soffre di un errore di fondo: credere che ci sia dietro a tutto un progetto intenzionale, qualcosa come un grande vecchio o una malefica congiura sovranazionale.
    E’ l’errore della personificazione di quello che è un percorso storico, politico e soprattutto economico.
    Questo errore però porta a identificare come nemici quelli che al massimo sono espressioni, risultati di rapporti di forza, ma non tocca minimamente questi rapporti. Porta a pensare che qualcuno abbia progettato il Covid, o le scie chimiche.
    Nella migliore delle ipotesi.
    Nella peggiore porta ai Protocolli dei Savi di Sion e a quello che ne segue oppure al gulag per i kulaki o a affamare l’Ucraina per sviluppare l’industria pesante.
     
    Io credo che tutto parta dalla constatazione della stupidità media umana e dalla propensione a non far sforzi se e finché possibile.
    Queste sono le caratteristiche su cui si può agire e su cui in effetti ci sono forze che agiscono, anche scientemente.
    E’ per contrastare la stupidità che mi oppongo a misure stupide (mascherina all’aperto o divieto di attività fisica all’aperto), mi rifiuto di fare qualcosa per motivi stupidi (che sia l’ha detto la TV o l’ha detto il governo o ce lo chiede l’Europa), che da febbraio dico fatemi vedere numeri che abbiano senso, non quello dei positivi. Se tutti facessero così, qualcosa cambierebbe…per intanto oltre al numero dei positivi danno anche quello dei tamponi (e si vede che la percentuale è sempre lì) e l’ISTAT ha paragonato le morti dei primi 5 mesi 2020 con gli anni precedenti…adesso speriamo pubblichino il sequel.
    E continuo a sostenere che se devi combattere un virus che uccide gli over-settantenni già gravemente malati devi occuparti dei settantenni, della loro salute e della sanità, non chiudere le scuole…e già qualcun’altro si sente che dice lo stesso.
     
    Sono di sinistra? Sono di destra?
    Preferisco pensare di essere solo un pirla che cerca di ragionare…

  52. 11
    Roberto Pasini says:

    Per Crovella. Carlo lascia perdere il PCI anni ‘70 che non era già più il partito di Togliatti e aveva al suo interno almeno tre/quattro correnti diverse. In quella che tu chiami “sinistra” uno dei punti chiave di discussione e di scissione è sempre stato non il tema della solidarietà, che è sempre stato considerato indiscutibile, ma il ruolo dello Stato e di conseguenza delle libertà individuali. Tralasciando le reazioni paranoiche o tardo-adolescenziali o nascostamente lobbistiche, quelle che tu chiami oggi ribellioni di sinistra, ma riferisco alla parte più seria, riguardano appunto il ruolo ritenuto eccessivo dello Stato di ingerenza nelle vite private, il meccanismo extra-parlamentare dei DPCM, l’illusione normativa, l’uso delle forze dell’ordine in funzione di controllo. Nessuno a sinistra dice: chi se ne frega delle fasce più deboli io faccio quello che mi pare e la mia libertà non può mai essere limitata. Lo dico non perché sia la mia posizione, ma perché non mi sembra un modo efficace di controbattere le posizioni che non si condividono trasformale in caricature.

  53. 10
    lorenzo merlo says:

    Senza il passo evolutivo che permette di vedere l’altro come un sé in altro tempo (Eterno ritorno di Nietzsche e, in altra formula, di altri prima di lui), di essere l’Uno e non una indipendenza da esso, sempre si campeggia entro i limiti dell’io. Quando ad esso ci si identifica (la cultura ce lo insegna-impone), ci si sente sente frequentatori-visitatori della realtà. Quando ad esso non ci si indentifica, quando ne siamo emancipati, della realtà diveniamo creatori.
     
    Nessun argomento razionale permette di ridurre le contraddizioni. Esso è limitato alla dimensione intellettuale-morale, che consideriamo esaustiva dell’uomo, ma che invece ha solo il peso di un domopack avvolto intorno alla Terra.
     
    Così limitati, come diceva Stirner, con le opportune circostanze, l’interesse personale prevarrà sempre su quello ideologico.

  54. 9
    Carlo Crovella says:

    @7 (aggiungo perché scrivevo il precedente mentre tu hai pubblicato): coinvolgo nei mie ragionamenti sia le 10 persone che scrivono qui sia tutte quelle che si esprimono (non su temi arrampicatori, ma su temi complessi e di ampio respiro) a livello generale del paese. I media di centro-sinistra sono governativi, invece quelli che oggi sbraitano sono di centro-destra. Lo stesso fra gli esponenti politici. Allora non mi raccapezzo quando, a livello di opinione pubblica, registro cittadini (appassionati di montagna o meno) che, pur dichiarandosi di sinistra, protestano contro le restrizioni. Intendiamoci, mi danno fastidio anche le proteste di quelle di destra, ma in loro NON ravviso la contraddizione ideologica. Purtroppo vedo un egoismo imperante ovunque (cioè sia a destra che a sinistra), ma tale egoismo mi stupisce di più nel mondo della sinistra per i motivi che ho espresso nel precedente intervento. Ciao!

  55. 8
    Carlo Crovella says:

    Il mio non è uno sfogo, bensì una analisi socio-politica. Lucida, spietata, ma impersonale. Non ce l’ho con nessuno in particolare e non faccio riferimento a nessuno individuo, né fra i frequentatori di questi spazi né di individui esterni. Parlo in generale osservando l’attuale contesto socio-politico.
    Riassumo per chiarezza. Nel mare magnun degli attuali protestatori (attuali=con riferimento al tema covid e annesse restrizioni), qui, come nel resto del paese, ci sono i protestatori di destra e i protestatori di sinistra. Ci sono entrambi.
    Essere di destra o di sinistra è una questione di ideologia, di stile di vita, di valori cui si fa riferimento, non di X posta sulla scheda elettorale per questo o quel partito.
    Negli attuali protestatori di destra io NON ravviso alcuna contraddizione ideologica, in quanto per definizione che è di destra antepone gli interessi individuali a quelli della collettività (trattasi di definizione molto semplificata per esigenze di spazio, ma passatemela).
    Invece fra gli attuali protestori, che si dichiarano “di sinistra”, sottolineo una profonda contraddizione fra lo sbandierar le proprie esigenze individuali e l’assoluta noncuranza nel calpestar il principio di solidarietà, che dovrebbe essere, invece, il tassello distintivo dell’idelologia di sinistra.
     
    Facciamo un esempio molto spicciolo. Nelle eventuali restrizioni alla libertà individuale di spostamento (ovvero nuovo lockdown totale o parziale o selettivo), rientrerà anche il divieto di andare ad arrampicare. Non sto dicendo che il prossimo DCPM esprimerà esplicitamente tale divieto, ma esso è implicito nei divieti di spostamento. Se ci si può spostare esclusivamente per lavoro o per gravi motivi, lo spostamento per andare ad arrampicare è vietato. OK?. Bene. In tale contesto sono convinto che contro tali restrizioni si scaglierebbero molti di voi, che però si dichiarano di sinistra o si atteggiano in modo tale da rivelarsi di sinistra. Ma come – dico io – se siete di sinistra dovreste sentire una fiammella che vi arde nel cuore e che vi fa mettere davanti a tutto il principio di solidarietà, a costo anche di sacrifici individuali.
     
    Un “vero” comunista oggi dovrebbe dire: “A me piace tantissimo arrampicare, ma in questa fase metto da parte la mia esigenza personale per dare una mano a superare tutti insieme la crisi, al fine di consentire ai mie concittadini più fragili di non trovarsi prossimamente in situazioni drammatiche”. (Preciso – perché qualcuno potrebbe non capire il nesso fra l’arrampicata e i licenziamenti  – che più ci si muove e più gira il virus. Se a un certo punto il virus gira troppo, le autorità imporranno il lockdown. A differenza del 2020, quando il governo ha deliberato il blocco dei licenziamenti accompagandolo con la cassa integrazione, dal 1 gennaio 2021 il blocco non ci sarà più e io dubito fortemente che, in caso di lockdown, ci sarà la cassa integrazione, perché non ci sono più soldi nelle casse pubbliche e i fondi europei arriveranno, se va bene, nell’autunno 2021).
     
    In parole povere da un “vero” comunista, oggi, io mi aspetto che sia lui per primo a “frenare” la sua voglia di arrampicare, a prescindere dai decreti, in nome del principio di solidarietà verso i concittadini più deboli e fragili. Invece ravviso (qui come altrove) che si utilizza la bandiera dei diritti individuali – bandiera storicamente di sinistra, ma oggi strumentalizzata in modo ipocrita per camuffare la difesa di interessi egoistici dei singoli individui – per esprime delle “proteste” che (ridotte all’osso) suonano così: “a me quello che interessa è che IO possa andare ad arrampicare ogni volta che lo voglio, se poi ciò appesantisce la situazione dell’operaio in odor di licenziamento e con moglie e 4 figli a carico, la cosa non mi importa nulla o quanto meno lo metto dietro al mio indiscutibile diritto individuale di arrampicare”.
    Così mi aspetterei da un “vero” comunista, di quelli anni ’70 come li ho conosciuti io. Oggi invece il “regime” (quello dell’egoismo) ha appiattito tutto, in particolare l’ideologia di sinistra, che spesso è diventata più egoista ed individualista delle altre ideologie. Più che protestare conto questo o quel governo che mette questa o quella restrizione,. dovremmo maturare per superare l’egoismo del terzo millennio che è il “vero” regime che ci governa. Ciao a tutti!

  56. 7
    Roberto Pasini says:

    Per Crovella.” Moltitudine di protestatari” ? Stai parlando di neppure dieci persone che intervengono qui con una certa regolarità e che secondo te rappresenterebbero l’opinione dominante della “sinistra”. La tua vis pugnadi ti porta sempre a generalizzare ed esagerare nonostante il ben noto motto sabaudo. Ricordo inoltre che sia a sinistra sia a destra ci sono varie componenti, tra le quali in entrambi gli schieramenti un orientamentec”legge e ordine” e un orientamento “ribellione e protesta”. Se vuoi farti un’idea del mondo ibrido 5Stars guarda i commenti sul quotidiano governativo Fatto Quotidiano: mediamente 400/500 su questo tipo di tematiche.

  57. 6
    Antonio Arioti says:

    Lo sfogo, perché a me pare uno sfogo (ma forse lo interpreto male io), di Carlo contiene anche degli spunti interessanti ma la presunzione di leggere il comportamento nella cabina ellettorale dei commentatori di questo blog la trovo alquanto azzardata.
    Aggiungo, come ha detto Alberto, che parlare di destra e di sinistra oggi è anacronistico. Sono termini largamente usati nell’ambito del sistema citato da Lorenzo proprio per depistare i poveri di spirito.
    Io vivo in una regione dove gli echi delle lotte partigiane sono ancora talmente forti da impedire una visione razionale della situazione attuale e dove ci sono ancora persone anziane che usano il termine “partito” come veniva usato all’epoca del vecchio PC ed i cui esponenti probabilmente si rivoltano nella tomba.
    Detto ciò ho trovato molto interessante la lettura dell’articolo e mi fa piacere che Lorenzo abbia chiarito una volta per tutte cosa intenda col termine “sistema”.
    Come se ne esce, a prescindere dall’essere di destra o di sinistra? La vedo dura, molto dura, anche perché il sistema utilizza dei mezzi subdoli per metterci l’uno contro l’altro. Ormai la forza serve solo in casi estremi o laddove chi comanda abbia un profilo psicopatico, molto più semplice e indolore, almeno fisicamente, dividere le persone.

  58. 5
    Alberto Benassi says:

    che si sia di destra o di sinistra, ma chi l’ha detto che non si debba protestare contro le decisioni prese da un governo della propria fede politica??
    L ‘ideologia, sempre che esista ancora, mica ci deve spengere il cervello.
    Quando il ministro Speranza afferma che vuole controllare quello che faccio in casa mia e vuole istigare il vicino a fare la spia, più che un’iniziativa solidale mi sembra una limitazione della libertà personale e un’istigazione a mettere i cittadini l’uno contro l’altro.
     

  59. 4
    Carlo Crovella says:

    Preciso. Io sottolineo la contraddizione che rilevo nei “prostetatori” di sinistra: chi fra di voi si fregia di esser di sinistra non dovrebbe protestare spinto da esigenze individuali, ma anzi esser ancor più a favore di misure restrittive con finalità di solidarietà sociale (esempio spicciolo: no arrampicata per evitare a priori ogni tipo di assembramento al fine di non appesantire la situazione generale e magari garantire di passare la crisi al vicino di casa, operaio in odor di licenziamento).
     
    Poi, ovviamente, ci sono anche i “protestatori” di destra, ma questi non evidenziano una contraddizione ideologica, quanto meno non evidenziano la stessa contraddizione ideologica. Secondo logica chi è di destra è più portato all’individualismo.
     
    Le mie precedenti valutazioni sono dirette alla moltitudine numerosa dei protestatori che su questi spazi web si scagliano contro le misure del governo di sinistra e però si dicono “di sinistra” (o si esprimono in modo tale che è palese che sono di sinistra a titolo individuale). Le due cose non possono coesistere.
     
    Il “regime” che si sta instaurando, anzi che si è ormai instaurato da decenni in tutto il mondo,  è quello che, attraverso l’egoismo individuale, ci sta uniformando tutti nella società consumistica. E’ questo il nostro vero nemico comune.

  60. 3
    Andrea Parmeggiani says:

    Sono d’accordo con Alberto..
    E completamente in disaccordo con Carlo quando dice che chi protesta è l’elettorato di sinistra… Non capisco proprio come faccia a fare questa affermazione…

  61. 2
    Alberto Benassi says:

    perchè oggi esiste la destra e la sinistra????
     
    A me pare tutta una bella brodaglia.

  62. 1
    Carlo Crovella says:

    Affronto un tema che forse è “parallelo”, ma non troppo. Occorre che lo chiariamo definitivamente, sennò continuiamo a parlare fra sordi.
     
    AIUTATEMI A CAPIRE PERCHE’ IN QUESTA FASE IO SONO COMPLETAMENTE DISORIENTATO. Molti di voi sono di sinistra, politicamente parlando: alcuni lo dicono esplicitamente,  di altri si capisce fra le righe. Nulla di male, rispetto le opinioni, anche quando non le condivido (ovviamente battaglio, sul piano dialettico, a sostegno delle mie). Bene, ho notato che chi protesta contro il regime (non solo in questi spazi web, ma anche in questi spazi web) è tendenzialmente di sinistra. Non affronto, per non perdere l’attenzione sulla domanda principale che intendo porre al dibattito, l’ulteriore tema collaterale,. ovvero che, essendo voi di sinistra, dovreste “sentire” il principio di solidarietà come dominante rispetto all’inviolabilità dei diritti individuali (voi vi concentrate prioritariamente su questi ultimi, evidenziando un’inconscia predilezione per le esigenze “egoistiche” e non per l’interesse delle collettività, laddove io singolo posso fare dei sacrifici individuali per non appesantire la situazione di altri miei concittadini, appunto in uno spirito di “solidarietà” sociale, che dovrebbe essere il perno principale della visione “di sinistra”).
     
    Ma non distraiamoci: voglio che qualcuno mi spieghi un’altra cosa, ovvero la contraddizione che si registra nell’attuale quadro socio-politico (non solo su questo blog, m,a ANCHE QUI). La contraddizione è la seguente: chi “protesta” contro il regime è tendenzialmente di sinistra, ma il governo in carica NON è un governo di militari-fascisti, bensì un governo di centro-sinistra, laddove il principale azionista in termini di seggi in carica è il M5S, che non è certo l’espressione dei poteri forti, mentre il principale azionista ideologico del governo è il PD, ovvero l’erede del PCI (!!!). Quindi stiamo parlando di un governo “comunista”, o quanto meno di sinistra, a maggior ragione se focalizziamo che il Ministro della Salute, Speranza, è il rappresentante di LEU, ovvero del partito che sta a sinistra del PD. Per cui il “regime” verso il quale protestate è il regime che opera attraverso politici di sinistra, cioè della “vostra” parte politica, politici che (direttamente o indirettamente) avete votato voi, non certo io. Voi starnazzate contro gli attacchi anticostituzionali in corso da un anno, contro la repressione dei diritti fondamentali degli individui, contro lo stato di polizia che controlla per strada se avete o no la mascherina e, dulcis in fundo, contro la richiesta televisiva (del Ministro Speranza) di “delazione” circa le feste private a rischio di assembramento. Vi faccio notare che queste misure NON sono imputabili ad un governo di destra, ma a un governo di sinistra.
     
    Allora: non vi piace il “vostro” governo? Bene, e chi può esser più felice di me, che detesto questa maggioranza dal primo giorno in cui è nata??? Ma non limitatevi a protestare: rovesciatelo, il vostro caro governo di sinistra! Andate in piazza, fate le barricate, lanciate i sanpietrini contro la polizia del regime, ma vivaddio fate qualcosa che vada oltre lo stranazzare sul web contro il “vostro” governo”!
     
    A fare la rivoluzione ci devo pensare io? Non ho nessun timore, ma c’è una magagna ideologica di fondo. A rovesciare il vostro governo ci devo pensare io, che mi situo nello schieramento politico a voi avverso, e questo per far piacer  a voi, che politicamente siete mie avversari? Ma vi rendete conto dell’incomprensibile posizione ideologiche che esprimete (faccio di tutt’un’erba un fascio, come si dice con locuzione popolare, perché ci sono molte sfumature nelle vostre posizioni, ma la “risultante” – cioè la media aritmetica ponderata – dei vostri commenti questo porta a concludere, vedi gli interventi al seguito dei recenti post qui su T&T).
    Parimenti c’è un interessante corollario, se uno allarga l’orizzonte della visuale al quadro nazionale. I politici che esprimono proteste analoghe alle vostre (ovvero “di ribellione” contro le misure governative) sono tendenzialmente gli esponenti di destra (Salvini, Meloni, Tajani e via via tutti gli altri). Probabilmente lo fanno in un’ottica di opposizione, cioè cavalcano la tigre della protesta antigovernativa, ma intanto sono loro, quelli di destra, che raccolgono la vostra protesta e non i “vostri” politici di sinistra. Ancora peggio. Il tanto vituperato mondo dei media si divide oggi in due comparti ben distinti: quelli di destra o centro-destra (Libero, Il Giornale, tanto per non fare dei nomi e cognomi) esprimono proteste analoghe alle vostre, mentre tutto il mondo dei media di sinistra o centro-sinistra o moderatamente di sinistra (Repubblica, La Stampa, Corriere, La7 ecc) sono invece filogovernativi. Anzi semmai criticano il governo per misure troppo blande. Ieri sera la Gruber a Otto e mezzo (La7) ha esplicitamente chiesto al Ministro Provenzano (PD): “Come mai non avete avuto più coraggio?”. In tendeva come mai non avete varato misure ancor più restrittive…
    Allora, fatemi capire. Siete di sinistra? Bene, vi fa onore sul piano degli ideali umani. La domanda però è: come mai il “vostro” governo è quello che impone le misure, mentre tutto il mondo delle destre è contro le misure restrittive? Delle due, l’una: o sono sballati loro (i politici e i giornalisti, esattamente al rovescio) o siete sballati voi. Chi mi risolve il rebus?
    Perchè io tenga in considerazione le vostre opinioni, le vostre proteste, dovete chiarire questa contraddizione, altrimenti la vostra posizione è viziata fin dall’origine da un tarlo ideologico, ovvero l’egoismo. Qui mi ricollego all’accenno che ho fatto all’inizio: la battaglia a tavolino per i diritti individuali (anche prima dell’era covid) è in realtà un paravento ipocrita con il quale i cittadini e i partiti di sinistra mascherano le esigenze egoistiche del singolo a scapito del principio di solidarietà sociale. Fatevi un esame di coscienza. Siete disposti a fare dei piccoli ma significativi sacrifici indiviuali (es nel nostro settore: siete disposti a rinunciare ad arrampicare per i prossimi mesi al fine di evitare assembramenti -es alla base delle falesie, nella sale indoor, alle soste ecc) e con tali piccoli sacrifici individuali contribuire ad attenuare la situazione oggettivamente critica di molti nostri concittadini (operai in odro di licenziamento dal 1 gennaio, ristoratori e operatori turistici, attori e lavoratori dello spettacolo – cinema, teatro, concerti, opera ecc ecc)? Se siete di sinistra, se sieta davvero di sinistra non dovreste neppure porvi la domanda, perché vi dovrebbe uscire genuinamente da dentro il vostro cuore lo slancio a far prevalere il principio di solidarietà sociale rispetto all’egoismo dei diritti dei singoli. Se non sentite genuinamente questo “principio di solidarietà”, interrogatevi sulla genuinità del vostro essere di sinistra. Purtroppo NON è un male ristretto agli elettori di sinistra: l’egoismo, o meglio l’egocentrismo, è il dato saliente della nostra società dominante in questa fase storica. L’egoismi-egocentrismo è il vero “cancro” che sta uccidendo l’umanità (la mia tesi – già espressa più volte – è che le epidemie come le grandi catastrofi sono il meccanismo con il quale la natura si difende contro la specie umana che, per egoismo, tende a distruggere il pianeta).
     
    Contro l’egoismo, non c’è destra o sinistra che abbia ragione. C’è che dobbiamo focalizzare che il nostro male NON è il regime, ma il nostro singolo egoismo. Se capiamo questo, tutti insieme, e poi lo superiamo, allora spazzeremo via ogni regime, fascista o comunista che sia.
     
    Absit iniura verbis

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