Montagna e processi d’apprendimento divergenti

Montagna e processi d’apprendimento divergenti
di Michele Comi
(pubblicato su stilealpino.it nel gennaio 2021)

Lo straripante interesse per lo scialpinismo, sci fuoripista ed escursionismo invernale si accompagna con un’autentica valanga di suggerimenti dedicati alle attrezzature, regole, raccomandazioni, decaloghi, moniti e avvertimenti.

Conoscere tutto ciò, intendiamoci, è sacrosanto, e solo un folle potrebbe ignorare i buoni consigli.

Forse quello che sfugge alla corrente principale di comunicazione, è ricordare ad ogni frequentatore della montagna bianca che imparare a prendere decisioni richiede assai più formazione che imparare a tenersi in forma, analizzare la stratigrafia della neve, interpretare le previsioni nivometeorologiche e gestire attrezzi e strumenti salvavita.

In pratica essere allenati, essere esperti di “scienze della neve” e di “autosoccorso” automaticamente non ci fa diventare abili nei processi decisionali.

Sono, infatti, processi d’apprendimento divergenti, il che non significa rinunciare alle informazioni circolanti consolidate, ma incentivare e prendere in considerazione anche quella gigantesca sfera di fattori umani condizionanti, da esplorare e approfondire, per aiutarci prendere ogni decisione in montagna. Decisioni che dettano il comportamento, comportamento che sta alla base della quasi totalità degli errori.

Come indagare dunque i percorsi di consapevolezza e messa a fuoco di intelligenti cautele? Come agevolare la percezione di atti umani insicuri o identificare le “trappole” di errore?

Sono a disposizione per una sperimentazione attiva e reale durante un’ascensione.

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Montagna e processi d’apprendimento divergenti ultima modifica: 2022-01-10T05:51:00+01:00 da GognaBlog

7 pensieri su “Montagna e processi d’apprendimento divergenti”

  1. 7
    albert says:

     Esistono licei  per la formazione sportiva e turistica ..che consentono di effettuare le ore di formazione “scuola&lavoro” con associazioni convenzionate di guide alpine o  scuole maestri di sci ..Che pacchia..se poi si alternano esercitazioni addestrative con  escursioni vere e proprie. In certi paesi montani cominciano dalla scuola Primaria..pomeriggi del tempo Prolungato in inverno…scuola sci alpino e fondo ed attivita’ escursionistiche, orienteering. Se c’e’maltempo, in aule o palestre ed esercitazioni uso materiali, ambiente, pronto soccorso. Quando suona l’ultima campanella, mica vogliono andarsene urlando di gioia liberatrice…vorrebbero restare.

  2. 6

    Ci vuole un sacco di esperienza e di salite tante tante salite unite allo studio teorico sulla neve e le attrezzature. Ma in sintesi prima di artva, pala e sonda bisogna conoscere la neve e la montagna. E chi ti dà questa conoscenza? Tante e tante salite a 360°. Scialpinismo,  ghiaccio, misto, alta montagna,  gare etc. A quel punto sai quando è il momento, quando puoi andare o spingerti o frenare o tornare. Bisogna essere umili sempre perché sbagliare è un attimo.

  3. 5
    DinoM says:

    La neve e l’ambiente innevato sono quanto di più difficile ci sia da interpretare. Quando vedi un pendio di neve non sai quello che c’è sotto. La prudenza, unita alla conoscenza è quella che ti fa riportare a casa la pelle.
     

  4. 4
    emanuele says:

    bellissimo post pubblicitario… come dire: per scrivere una lettera d’amore non basta sapere tutte le lettere dell’alfabeto.

  5. 3
    albert says:

     E’meglio  andare in escursioni appaganti con sci e  combriccole  di amici  che forniscono dritte gratis e imparare facendo e motivandosi  a vicenda , anche con attrezzature non iper tecnologiche….parecchie volte per parecchie stagioni. Si  tira fuori la tecnica o la valutazione sul da farsi man a mano che cambia ambiente e terreno. Come opzional metterci parecchio casino e allegria, ritornando seri e concentrati e rinunciatari se occorre.

  6. 2
    lorenzo merlo says:

    In molti ambiti la didattica si esaurisce nella descrizione della consegna e nella correzione di comportamenti estranei al modello che il docente ha in mente.
    Aiuto.
    Chi apprende, lo fa cercando di ripetere ciò che gli viene richiesto.
    Aiuto.

  7. 1
    Paolo Gallese says:

    Sono anni e anni che non ho a che fare con una scuola di alpinismo o scialpinismo. Ma perché, di questi problemi non si accenna? Mi sembra strano. E comunque è qualcosa che ha a che fare con l’esperienza, difficile offrire “ricette”. Semmai suggerimenti ad osservarsi nel tempo e nelle situazioni. 
    Ma ammetto la mia ignoranza, occupandomi di questioni legate all’apprendimento dei bambini nel lungo periodo, quello che a scuola chiamano “problem solving”, con tutti i limiti del contesto cui mi riferisco.

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