Come certo saprete GognaBlog e Totem&Tabù hanno la caratteristica di presentare, al loro interno, post spesso in contraddizione tra loro, a volte antitetici. Anche questa volta abbiamo seguito questo metodo.
L’argomento del presente post sarebbe più consono alle tematiche di Totem&Tabù, tuttavia lo vedete qui, in GognaBlog.
Il motivo è che, senza alcun dato alla mano che lo possa dimostrare, abbiamo la sensazione che la percentuale di appassionati di outdoor e di montagna nell’ambito dei no vax (e quindi degli otto milioni di cui si parla) sia di gran lunga superiore a quella che gli stessi hanno nell’ambito dei pro vax. La differenza tra le percentuali è solo una sensazione ma, se fosse dimostrata, contribuirebbe a spiegare il perché della così grande resistenza al vaccino nell’ambito della nostra comunità.
Inutile illudersi di far ragionare chi è irrazionale
di Marco Zucchetti
(pubblicato su ilgiornale.it il 18 novembre 2021)
Il principale motivo per cui quella contro i No Vax è una guerra asimmetrica che non può essere vinta è che non giochiamo lo stesso gioco e non parliamo la stessa lingua.
Così, mentre la (stragrande) maggioranza considera i fatti, la scienza e le statistiche – 12mila morti evitati dal vaccino negli ultimi sei mesi – otto milioni di italiani continuano a vivere, immuni dalla realtà e dal buonsenso, nel loro universo artificiale di paranoie e complottismi.
Solo che – invece di scrollare le spalle e ignorarli come si farebbe con il matto del terzo piano che pensa di essere Napoleone – un intero Paese si ostina a cercare con loro un dialogo, nella speranza che prima o poi si possano ravvedere.
L’ultima illusione è l’imminente via libera dell’Ema a un nuovo siero che dovrebbe appunto venire incontro alle remore dei No Vax.
Ironicamente chiamato Nuvaxovid, è un vaccino a proteine ricombinanti e non a mRna e smonta tutte le tesi «pseudo-scientifiche» degli antivaccinisti: dal fatto che «il siero ci modifica il dna» alla tesi per cui «li fanno con cellule di feti abortiti» fino al «ci iniettano il virus» o «i linfonodi si riempiono di materiale ferroso».
Bufale sesquipedali già smentite in ogni sede, ma comunque dure a morire, che rimangono sospese come il pm10 a inquinare l’aria.
Ecco, il nuovo siero dovrebbe spazzarle via del tutto, facendo cadere l’ultima esile foglia di fico di chi dice di nutrire legittimi dubbi «tecnici» sulla profilassi anti-Covid. Se le ritrosie fossero razionali, con Novavax crollerebbero. Ma non accadrà.
Non accadrà perché le perplessità dei No Vax non sono negoziabili, né smentibili in alcun modo, e nuove mirabolanti panzane germoglieranno al posto delle antiche.
Sembra già di sentirli citare un oscuro luminare slavo che giura che le proteine Spike alla base della nuova tecnologia fanno crescere la coda.
Non accadrà perché il pensiero No Vax è un impasto di ideologia, paure ancestrali e dogmi, quando non nasconde puri e semplici interessi.
Davvero pensiamo che di fronte a un vaccino a proteine ricombinanti una persona che sostiene seriamente che «il vaccino è satanico» possa riconsiderare la sua visione? O che eventuali farmaci possano far cambiare idea a chi ha la disgustosa faccia tosta di dire che «di Covid non si muore»?
No, il vero successo del Nuvaxovid non sarà convincere i No Vax della bontà del vaccino, ma convincere i vaccinati di quanto dannosi siano i No Vax e di quanto sia una perdita di tempo masochistica seguirne i deliri con pazienza e buona volontà missionaria.
Perché questo stiamo facendo, senza accorgercene: stiamo dando educatamente e inconsapevolmente credito a persone che sostengono l’insostenibile per proprie turbe mistico-psichiatriche, per creare caos, per raccattare voti, spettatori e copie di giornali.
Lo fa l’informazione quando dà loro spazio, lo fa lo Stato quando acconsente al green pass anche con semplice tampone e quando rifiuta di «acuire la tensione» con restrizioni solo per i non vaccinati.
Certo che è strano questo orribile regime liberticida, eh: è l’unica «dittatura sanitaria» che sembra preoccuparsi più di chi la combatte di chi le obbedisce.
E non c’è vaccino che tenga contro questa stortura.
No-vax in montagna
di Carlo Crovella
Approfitto di questo articolo molto puntuale per chiarire un parallelismo che ho anticipato in un commento di qualche tempo fa.
Nei commenti non si riesce ad essere completamente esaustivi e, inoltre, il parallelismo va preso un po’ con le pinze: si tratta di una metafora, dialetticamente provocatoria, non fosse altro perché i due temi (la serietà della pandemia da una parte e, dall’altra, la sconsideratezza dei cannibali in montagna, cioè in un attività di tempo libero) non hanno pari gravità esistenziale.
Ma sul piano dialettico il parallelismo ci sta, eccome, e l’occasione mi permette di chiarirlo meglio.
I fautori dell’approccio serio, metodico e sistematico alla montagna sono come i “pro vax”: scienza, conoscenza, intelletto conducono l’azione. Ingegneri della montagna. C’è uno e un solo moto “ortodosso” e razionale di affrontare la montagna, così come c’è una sola posuizione sul tema vaccini: oggi come oggi i vaccini sono l’unico modo scientifico di controbattere il Covid.
All’opposto i sostenitori della libertà incondizionata nell’andare in montagna (“come uno vuole”) sono i corrispondenti concettuali dei “no vax”: l’irragionevolezza consiste proprio nella “ribellione” di fondo.
In campo alpinistico, la ribellione è ribellione contro i criteri di rigida sicurezza e sistematica prevenzione dell’approccio alla montagna. Il parallelismo col tema stretto “vax-no vax” è quindi concettuale e non sanitario: può darsi che vi siano alcuni “no vax alpinistici” che, sul piano sanitario, sono vaccinatissimi. Non bisogna quindi farsi concettualmente ingannare da questo risvolto. Qui mi sto riferendo ai “no vax alpinistici”, gli insofferenti sul piano ideologico della montagna.
Quando sento dire: “In montagna ognuno è libero di fare quello che gli va, anche di uccidersi come preferisce”, scorgo la stessa irragionevolezza dei “no vax” sanitari.
Sono giunto alla stessa conclusione che l’articolo propone per il tema sanitario: anche i “no vax alpinistici” parlano un altro linguaggio rispetto ai rigorosi. Viviamo in una babele concettuale: non ci capiremo mai e non riusciremo mai a convincerci reciprocamente.
In passato mi sono sempre ripromesso di educare al rigore alpinistico i cosiddetti cannibali. «Poveretti – mi dicevo – non è colpa loro se non hanno avuto la fortuna di incontrare un “Maestro” carismatico che li abbia preparati come Dio comanda».
Volevo agire animato da ottime intenzioni sul piano umano: io mi considero “fortunato” perché sono nato (anche anagraficamente) in un ambiente molto rigoroso e gli istruttori di montagna, a cominciare da mio padre, mi hanno impostato nel modo corretto. Ma non è merito mio, perché la sorte ha deciso così e quindi metto a disposizione il dono che ho ricevuto per aiutare chi non ha ricevuto analogo dono.
Lo sentivo come un “dovere morale” verso gli altri appassionati di montagna. A scanso di equivoci preciso che sto qui riferendomi ai cannibali che si vedono in giro e non agli allievi delle scuole in cui ho operato, perché lì l’impostazione è chiara.
Poi è successo, su questo blog ma anche all’atto pratico, che quando ho offerto la mano, i cannibali me l’hanno morsicata, rinfacciandomi con rabbia che io ho un approccio dittatoriale e che voglio spazzar via i lori diritti incomprimibili (un tizio mi ha addirittura parlato di “diritti costituzionali”. Bah…).
Benissimo. Tiro indietro la mano. Ciascuno seguirà il suo destino.
Sul piano generale (“sanitario”) fino a qualche tempo fa ero favorevole alla massima restrizione a scapito dei “non vax”. «Ma come – mi dicevo – sono dei potenziali infettatori di altri concittadini e li dovremmo lasciar circolare liberamente? Chiudiamo loro gli spazi il più possibile con Green Pass strettissimi, al limite con lockdown specifici (oggi diremmo all’austriaca)!»
Visto il pandemonio che stanno combinando (e soprattutto la loro incorreggibile irragionevolezza, per cui non si “educheranno” mai), oggi ho modificato la mia posizione: lasciamo pure che, nella vita di tutti i giorni, i “no vax” girino liberamente. Hanno statisticamente elevate probabilità di infettarsi, stare male, magari anche molto male e addirittura passare a miglior vita. Se vogliono così, facciano pure.
Io mi sono cautelato e ho già fatto perfino la terza dose di vaccino. Non ho timori neppure di entrare in una cabinovia piena zeppa, magari mescolato a molti “no vax”. I danni a mio carico sono nulli o limitatissimi. Viceversa per loro, le conseguenze potrebbero essere drammatiche: non lo capiscono? Ci penserà la vita a rimettere a posto le cose.
Lo stesso nel campo dell’approccio alla montagna: andate pure, agite come più vi piace, siate sconsideratamente cannibali, senza limiti e senza regole. Se del caso ci penserà la montagna.
Inutile prendersela: basta aspettare.
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Sì. Lo abbiamo tutti. Purché in ascolto di ciò che il corpo e la psiche esprimono. Diversamente restano i dati, tra cui l’antracite, che misura solo quello che la cosiddetta scienza è in grado di misurare. Delega all’esperto e sarai salvo.
Commento 294 (e non solo)
Quando si scommette, è sempre meglio farlo stando dalla parte delle probabilità più favorevoli (per quanto basse) e tenendo conto che la ruota della sfiga mossa dalla Covid ha tanti numeri che possono uscire, non solo il 47.
Suerte.
Esiste uno scassatometro per il sistema immunitario? Se si vado subito a farmelo misurare così evito di farmi periodicamente penetrare orifizi vari a scopo di diagnosi precoce. Cosa che non mi diverte affatto.
Govi “Riguardo agli effetti a lungo termine, e’ il rapporto che si ha con la societa’ che fa la differenza. Nessuno vi potra’ mai assicurare che non dovete temere assolutamente nulla, anche perche’ non avrebbe modo di provarlo. Una volta sentito un parere competente al riguardo ( che si limitera’ a meccanismi ed effetti che lui puo’ ipotizzare ), tocca a voi fare il passo, e fidarvi o meno della comunita’. Ma nella scelta fareste bene a tenere conto che facendo una vita sociale ‘normale’ la probabilita’ di contagiarsi e’ altissima. E che il covid si riprende, anche se lo si ha avuto. E ogni volta ce la si gioca… ”
immagino che epr avere tutte queste certezze clineche tu sia minimo un medico (non dico un ricercatore nel campo specifico).
il medio è lungo periodo è una questione meramente filosofica (o religiosa, per taluni) solo se qualcuno non pretende di inocularmi un qualcosa di cui non mi garantisce nulla, mi dice che non sa cosa potrà accadermi e di cui non vuol prendersi responsabilità.
arrampico e scio in posti poco salubri da 45 anni, guido da qualcuno in meno, potrei morire domani o stasera … ma quello è il fato (o il culo…).
Dalla società non pretendo certo che mi assicuri nulla, almeno sino a che non pretende di gestire la mia incolumità fisica come pare a lei, considerandola cosa propria e mandando a puttane le norme che sino a ieri hanno governato il contratto sociale, in virtù di parametri che non lo consentirebbero.
” Ci si dovrebbe rilassare tutti ed abbandonare l’ossessiva lettura ideologica, e guardare al futuro con più’ ottimismo e più’ fiducia nei nostri simili… ”
bravo, è l’unica cosa che hai scritto su cui sono d’accordo. e lo dico seriamente.
A chi vive di dati non sarà difficile trovare le percentuali della letalità e della mortalità delle persone senza sistema immunitario scassato. Non vivo di dati ma di logiche. Scommetto che quei dati sono piû risibili rispetto a quelli di rischio di effetti collaterali. Per la categoria sistema immunitarionon scassato il rischio di successo per covid curato a casa é “altissimo”. Molta parte di questa lo passa senza uso di medicina alcuna. E l’immunità risulta piû longeva e profonda. Credete all’antrace e fate la guerra chi vi pare.
Ma poi quand’anche ci impuntassimo ad non usare i vaccini ‘in quanto pericolosi’, che alternative abbiamo? Realistiche please… Se nessuno si fosse vaccinato saremmo ancora li’ con i lock down ogni 3 mesi…
Comunque questo tipo di dibattiti, anche quello su questo blog, non aiutano certo a ’normalizzare’ la vaccinazione, che e’ come dovrebbe essere affrontata. Non aiutano certo i radicalismi impregnati di cinismo di Crovella. Pensavo che oramai nessuno lo prendesse sul serio, ma non e’ cosi’. Ci si dovrebbe rilassare tutti ed abbandonare l’ossessiva lettura ideologica, e guardare al futuro con più’ ottimismo e più’ fiducia nei nostri simili…
Ginesi. Proprio perche’ scelgo un’approccio razionalista alla questione sono ( quale dovrei invece usare? uno esoterista? ) ho i dati a confortarmi che gli eventi avversi sono pochi rispetto alle dosi somministrate. Dove pochi non vuol dire zero, ma vuole dire che accadono con probabilita’ sufficientemente bassa da non costituire una preoccupazione. Se poi nella vostra cerchia gli ‘incidenti’ (chissà’ se correlati con certezza) compaiono o addittura abbondano ( Cominetti) , ovviamente me ne dispiace, ma rimango dello stesso parere ( si puo’ sempre uscirne invocando i dati falsi, il sistema che ci vuole eliminare, big pharma, ecc ).
Riguardo agli effetti a lungo termine, e’ il rapporto che si ha con la societa’ che fa la differenza. Nessuno vi potra’ mai assicurare che non dovete temere assolutamente nulla, anche perche’ non avrebbe modo di provarlo. Una volta sentito un parere competente al riguardo ( che si limitera’ a meccanismi ed effetti che lui puo’ ipotizzare ), tocca a voi fare il passo, e fidarvi o meno della comunita’. Ma nella scelta fareste bene a tenere conto che facendo una vita sociale ‘normale’ la probabilita’ di contagiarsi e’ altissima. E che il covid si riprende, anche se lo si ha avuto. E ogni volta ce la si gioca…
Cominetti. Capisco che ti rompa i coglioni, ma devi accettare che ormai tu come me appartieni ai vecchi e che le differenze di atteggiamento tra generazioni esistono e come se esistono e possono spiegare perché non abbiamo visto masse di giovani in piazza contro la “dittatura sanitaria” e il governo del Drago, non perché sono tutte pecore o allineati comodosi e paraculi. Dire agli altri che sono pecore, rinforza l’identità di chi vorrebbe sentirsi forte,selvaggio e libero come un lupo. Ma è solo un sollievo temporaneo. Come diceva Pozzetto in un vecchio spot, quando il Natale arriva, arriva e arriva per tutti. Sta tornando il sole. Bene.
Sí, Carlo (278), è vero. Però oggi, con mio sconcerto, sono incappato nel lato oscuro del Sansonetti.
Ciò nonostante, tenuto conto che si tratta di “vecchio bolscevico” degli anni Cinquanta, mantengo un giudizio positivo su di lui. Riconosco che da quell’epoca ha fatto notevolissimi progressi sulla strada della democrazia. E sarei pronto a scommettere che sulla maggioranza delle questioni io e lui ci troveremmo d’accordo, ma non sul Covid.
La pandemia sta dividendo la società e arrecando danni alla democrazia.
“mi pare pazzesco che il 15% voglia imporre la sua presenza agli altri”.
Si fa le verità e poi ci crede. Reparto lascia perdere.
Impongo la mia presenza a questo pianeta da vari decenni. Mi spiace sia abitato anche da intolleranti ignoranti che non la gradiscono. Sei proprio un pirla.
Anch’io tra le mie conoscenze strette ho due persone che hanno avuto effetti avversi gravi di cui portano le conseguenze.
Chiunque non ha obiettivi di opportunismo per dire il contrario, penso che debba ammettere che questo “vaccino” produce danni gravi ad una parte della popolazione.
A parte che non mi riconosco nella definizione di “comodo” (mi riconosco più nel pragmstismo già da me citato ieri e ripreso poco fa da Pasini), non è chiaro perché “comodo” debba per forza avere una valenza negativa. Anzi così negativa da suscitare vs reazioni così irritate. Ci sono anche i comodi, fatevene una ragione. Anzisono la maggioranza, visto che l’85% dei cittadini risulta vaccinato: mi pare pazzesco che il 15% voglia imporre la sua presenza agli altri. continuatd pure a coltivare i vs ideali, ma sarete spinti sempre piu’ ai margini. Evidentemente la società, che è numericamente costituita dall’85%, attraverso i suoi rappresentanti istituzionali (governo, parlamento, ecc) tenderà a ghettizzare sempre più il 15%. Non perché lo decide Crovella, ma perché fenomeno fisiologico e inarrestabile.
Pasini, se fossimo seduti uno di fronte all’altro ti direi che la questione generazionale secondo me non c’entra niente e che con questa storia mi hai rotto i coglioni. Ma siccome siamo distanti ti scrivo che non mi trovi d’accordo.
A parte gli effetti sconosciuti a lunga scadenza di questo vaccino, mi guardo intorno, neppure tanto lontano e:
-una compagna di liceo di mia figlia ha perso la vista e ogni possibilità di lavorare (cosa che già faceva) e studiare, nonché di vivere normalmente.
-la fidanzata di un nipote ha un’emiparesi facciale .
-una collega di mia moglie non si alza dal letto da oltre 2 mesi.
-diversi miei colleghi hanno dolori muscolari atroci e mai avuti prima…
-la figlia di un amico è finita 10 giorni in ospedale per perdita continua dell’equilibrio.
Tutti sintomi sopraggiunti dopo un massimo di 48 dal vaccino. Poi ci sono i dati mondiali sugli effetti avversi e le varie povere Canepa e C.
Vaccinarsi perché ti dicono che è sicuro è chiaramente una menzogna che in molti si fanno andare bene in cambio di un lasciapassare . Ma alla salute ci pensano? Prima che al grinpas.
Grinpas MACHT frei è perfetto. Purtroppo.
E buon cinema, ristorante e discoteca, mi raccomando.
Cominetti. Sicuramente una posizione “tradizionalista” (ci siamo capiti, non vuol dire “reazionaria”) può essere “comoda” , ma questo non significa opportunismo necessariamente, ma prevalenza di un pragmatismo/realismo post-ideologico che ad una generazione diversa può sembrare opportunismo. La ricerca di una posizione più comoda e meno rigida vale da entrambe le parti. Io sono stato un figlio “scomodo” e mio padre scelse di gestire un ruolo “scomodo” con il suo approccio normativo. Forse oggi avremmo trovato entrambi un posizionamento più “comodo”con una maggiore tolleranza reciproca. Non è detto che sara’ sempre così. Però questo mi sembra il sentimento oggi prevalente e forse spiega perché i giovani sono molto più pacati di noi su alcune cose senza per questo adottare schemi di vita anni ‘50 o non avere obiettivi di miglioramento della società. La spinta oppositiva per affermare la propria identità è solo meno diffusa rispetto a chi è stato giovane negli anni ‘60. Un’epoca di rottura che è ancora viva in molti, perché i tempi della psiche individuale sono diversi da quello della storia.
Crovella 277, concordo pienamente con te sui contenuti del gognablog.
Che ognuno abbia le sue opinioni l’abbiamo capito. È brutto quando uno crede che solo le sue siano le uniche praticabili e sbomballa i maroni a chi la pensa diversamente, ma ci sta.
“vaccini inoculati senza problemi di sorta a miliardi di persone e incontrovertibilmente efficaci” questo cos’è un postulato?
hai guardato i dati sugli effetti avversi che, su ordine giudiziale, pfzer è stata obbligata a pubblicare negli usa? magari la tua illuministica fiducia potrebbe uscirne un pò ridimensionata (personalmente sono uno di quelli che sta toccando con mano a livello familiare la splendida innocuità di questi preparati che stanno inoculando a chiunque senza alcun preventivo screening o anamnesi).
sull’incontrovertibilmente efficace, hai già proiezione sugli effetti a cinque anni? perché io tendo a non considerare efficace un trattamento (me ne vengono diversi in mente negli ultimi trentanni) che si rivelano magari altamente cancerogeni o dannosi irreversibilmente. anche il ddt era indubbiamente efficace, anche l’amianto
quanto a Sansonetti, dio ci scampi. ha diretto in modo indecoroso per tre anni il dubbio, giornale di dubbio gusto (e ampiamente foraggiato dal CNF) che pretenderebbe di occuparsi di avvocatura. se lo dice lui, so per certo di pensarla al contrario.
Gli interventi successivi dei “tradizionalisti” a me vanno venire i brividi. Non si tratta di essere sempre contro o insoddisfatti ma di riflettere su ciò che sta accadendo da un punto sociale e legislativo (il discorso vaccino si ( vaccino no comincia ad esser relativo).
una persona che scrive “mi impongono un GP e con quello mi dicono cosa possa fare e io sono contento” mi ricorda davvero sempre più ciò che correttamente ha riportato Bertoncelli e riferito al secolo scorso. Una persona che categorizza sempre in voi e noi a me fa orrore, io penso con la mia testa, almeno ci provo, e non mi riconosco in nessun gruppo di appartenenza, così come non ascrivo Crovella ad alcuno schieramento.
Lo trovo semplicemente un misero autonomo, per quello che pensa e per quello che esprime con una veemenza e una violenza (che già sottolineavo l’anno scorso) preoccupanti.
Concordo con Merlo e sugli armenti
state bene
Né destra né sinistra. Lo spaventapasseri Sansonetti che Crovella cita a sua bisogna mi sta sui coglioni. Ribadisco, anche alla luce della spiegazione pasiniana, che la tradizione è COMODA. Per questo viene così ovinamente seguita. Govi, ho 60 anni, ho già fatto il Covid e sono vivo e vegeto. Del siero dei cittadini non mi fido. Parole sante quelle che dicono che la percezione della pandemia è maggiore nelle città che nelle valli. Ma i politici stanno nelle città e pensano che nelle valli vivano fate e gnomi. Che si sbaglino anche su questo?
Crovella, frequentando boschi e cime e non ristoranti o studi legali sto bene anch’io per fortuna. Quando devo (sono in palestra, luogo permesso, a fare Bouldering) mi faccio un tampone così anche il farmacista è contento. Conte mi piaceva più del Drago.
277) Il dottore prescrive una doccia fredda per acquietare l Ego ed un bagno caldo di Umiltà. Guarire no ma forse starà meglio.
@274 Bertoncelli: mi ricordo benissimo che qualche giorno fa hai pubblicamente scritto che Sansonetti ti piaceva moltissimo…. eh eh eh, ti crolla un mito eh? Circa il resto, non sono io che non capisco, ma siete voi a non capire che la vostra idea, magari più nobile sul piano ideologico, non è più condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini. Da Draghi al semplice cittadino Crovella, per non parlare di Letta (da te citato un paio di gg fa), ci interessa di più avere il G.P. e poter fare “liberamente” la nostra vita, piuttosto che stare sulle barricate a combattere (inutilmente) per il feticcio della libertà ideale, che tanto non esiste. Però continuate pure nella vs lotta, sarà la società a ghettizzarvi sempre di più, stringendo la morsa e togliendovi spazio di azione e di respiro. Probabilmente fra qualche settimana (dopo le vacanze di Natale) i non vaccinati non potranno uscire di casa se non per recarsi sul luogo di lavoro (dove dovranno fare il tampone a proprie spese). Ma fate pure, tanto mica ghettizzano me…
Nel suo primo commento di stamattina, Pasini tocca un punto chiave che forse spiega il disorientamento e il cortocircuito in cui incappano molti lettori di questo sito, non solo su questo argomento, ma in generale, quando hanno a che fare con i miei scritti. Pasini sottolinea che, data la fama del personaggio Gogna (espressione di un alpinismo antitetico a quello “conformista”), i lettori si aspettano di leggere solo testi in linea con tale immagine. In realtà per scelta di Gogna (che potrebbe cambiarla in qualsiasi momento), il sito non ha quell’orientamento. Basta leggere con attenzione il capitoletto “Chi siamo”: “Il sito quotidianamente offre importanti e a volte esclusivi contributi alla cultura della montagna, sollevando e trattando temi di alpinismo, outdoor, ambiente, storia, avventura e libertà (di azione e di pensiero). Il contenitore è aperto a chiunque si approcci a questa materia con la dovuta esperienza, sia essa mostrata sotto forma di saggio, autobiografia o satira. Con approccio psicologico o storico, umoristico o analitico.” Quindi, al momento almeno, il Blog è luogo di incontro e di confronto di espressioni anche molto diverse. Questa impostazione, fra l’altro, è coerente anche con la presenza intensa di uno come Crovella (non solo nei commenti, ma anche in molti testi) che ha una visione delle cose (e della montagna) molto diversa da quella di Gogna. Chi strilla sul fastidio che gli arreca Crovella non ha compreso l’impostazione del padrone di casa, il quale può assumere e cambiare le sue scelte, in una direzione o nell’altra, in qualsiasi momento senza chiedere nulla a nessuno. Non spetterebbe a me chiarire questo punto, ma siccome spesso molti ci tornano su (nei commenti qui sotto parecchie volte, fin dall’apparizione dell’articolo), forse si è profilata l’occasione per chiarire questo punto. Buona nevicata a tutti!
Vivi e lascia morire. Quelli che osservano, quelli che capiscono, se lo desiderano possono copiare.
Carlo, per l’accesso a casa mia o tua potremmo pure pretendere la vaccinazione antimalarica: sarebbe nostra facoltà.
È invece un abominio – e tu ti ostini a non capirlo – che un regime (democratico o autoritario) dica al cittadino: “Senza il mio lasciapassare tu NON lavori, NON studi, NON viaggi, NON fai parte della società”.
N.B. L’ultima affermazione (“I non vaccinati NON fanno parte della società”) è di pochi giorni fa: copyright Mario Draghi.
Piero Sansonetti: «Il Green Pass è uno strumento […] con nessuna forzatura o riduzione delle libertà».
Qualcuno spieghi a Sansonetti che le parole hanno un loro significato, che bisogna conoscere e rispettare. Travisarne il significato denota ignoranza o faziosità, oltre che mancanza di rispetto nei confronti di chi legge o ascolta; per un giornalista è indegno della professione.
Magari per Natale regaliamo a Sansonetti un vocabolario della lingua italiana. Oppure un bel libro: «L’abbiccí della logica».
Che dei sessantenni ( o giu’ di li, se va bene… ) parlino con preoccupazione di ‘siero sperimentale’ riferendosi ai vaccini inoculati senza problemi di sorta a miliardi di persone e incontrovertibilmente efficaci ( pur con le limitazioni della loro durata ), e’ piuttosto curioso. E’ esattamente la fascia di eta’, che per via della ancora ‘vivace’ mobilita’ ha ancora molte occasioni di contatto sociale che la espone al contagio. Il rischio e’ ovviamente importante ( anche di schiattare ) a meno di non essere totalmente fuori della realta’. L’alternativa e’ quella di evitare totalmente il contatto con altre persone. Magari per le guide potrebbe quasi funzionare. Ma ne vale la pena? Con poco di pragmatismo in piu’ si capirebbe che tutte le teorie del soldatino sottomesso, i discorsi da ‘elevato’ con velleita’ di impegno morale e/o civile hanno debole consistenza e scarso ( se non nullo ) valore. Rifletteteci.
P.S Quest’estate mi e’ capitato di arrampicare in falesia con varie Guide ‘senior’ della Val di Fassa, che conosco da anni. Nessuno di essi era vaccinato. Del resto, la percezione della ‘pandemia’ in quei luoghi e’ piuttosto diversa che in citta’. Stando bene, perche’ inocularsi l’intruglio dei ‘cittadini’? Ci sta. D’autunno pero’ avevano dei viaggi di lavoro in programma. Alla fine almeno un paio sono capitolati. Pragmatismo.
Cominetti. Tu identifichi il tradizionalista con il conformista o il reazionario. Sono cose diverse. Ho usato il termine in modo volutamente generico perché ogni volta che faccio distinzioni da dottor sottile faccio incazzare e mi sono un po’ stufato di beccarmi insulti. La mia impressione che la “ribellione” su questo tema specifico abbia avuto più presa sui babyboomers, forse ex ribelli oppositivi, oggi “normalizzati” nelle forme concrete di vita ma non nello spirito, che non sulle nuove generazioni. Non ho visto manifestazioni di masse di giovani paragonabili a quelle che si sono viste sui temi ecologici.,La mia impressione è che il “tradizionalismo” delle giovani generazioni sia post-ideologico e sia molto diverso da quello che a suo tempo suscito’ la ribellione dei babyboomers. La ruota gira e cambia tante cose. Pensa ad esempio al “conformismo” omosessuale. Ho arrampicato in gioventù per quanche anno con un amico nel suo periodo gay. Utilizzava il suo comportamento per provocare e scandalizzare l’ambiente. Oggi c’è anche nel mondo
omosessualela ricerca di una nuova ‘normalità’ familiare., E infatti nessuno ci fa più caso, neppure in montagna. Non scandalizza più nessuno, neppure i padri “macho” magari ex alpini. È ormai quasi “tradizionale”.Visto che vi piacciono le citazioni, eccone alcune di oggi. Piero Sansonetti: “…il Green Pass è uno strumento che sta funzionando. Uno strumento tranquillo con nessuna forzatura o riduzione delle libertà… Abbiamo dovuto affrontare un’ondata di irrazionalità e mi pare che adesso siamo a un buon punto….” Non appesantisco con altre citazioni, ma al quotidiano Domani (il giornale della sinistra “illuminata” ).: Vaccini e Green Pass: ecco perché tutto quello che dice Massimo Cacciari è sbagliato. https://www.editorialedomani.it/politica/italia/vaccini-e-green-pass-ecco-perche-tutto-quello-che-dice-massimo-cacciari-e-sbagliato-vx0jfon4 PS: circa i “giovani”, io ho già scritto più volte che quelli che incontro nella mia quotidianità (sia di montagna che cittadina, es professionale) sono ancora più rigidi di me. A puto titolo di esempio, l’altro giorno sono andato ad un’importante riunine di lavoro in uno studio legale di avvocati 35enni: senza G.P. non facevano entrare nessuno.
Pasini, l’orientamento tradizionalista predomina per la sua comodità. Se l’umano fosse stato sempre e solo tradizionalista vivremmo ancora nelle caverne, non trovi?Quello che accade nella pratica è che i non-tradizionalisti (li penso come “illuminati” ma non vorrei esagerare, anche se in cuor mio non mi sento affatto esagerato) si espongono, lottano e prendono anche delle batoste. I tradizionalisti si prendono i vantaggi che quelle lotte hanno ottenuto e se la vivono da dio. E’ questione di come si è stati educati, in questo Crovella ha ragione. A casa mia si viveva un’avventura giornaliera e si rideva spesso, ma il senso del dovere, del lavoro e del rispetto del prossimo li avevamo ben chiari perché chiari li avevano i nostri genitori. Ci si congratula con le imprese di Sean Villanueva, i cui genitori gli dicevano da piccolo: prima gioca e poi fai i compiti, ma poi si vive come criceti. Si guarda all’alpino (io ho fatto l’ufficiale negli alpini, cazzo) come un eroe libero tra i monti ma POI si preferisce assimilarlo all’immagine del soldatino sottomesso al comando. Si ha la pretesa di educare altri, quando la propria educazione, per quanto valida in certi contesti, è inadatta all’ambito in cui si vorrebbe operare e sapere come farlo. Il fatto è che siamo in tanti e diversi tra noi.
Un amico che ha fatto la terza dose mi diceva pochi giorni fa di come si sentisse emozionato a fare parte di un progetto così grande e cooperativo (secondo lui), mentre io pensavo che fosse una pedina (un pedone nel gioco degli scacchi) senz’anima nelle mani di un disegno incerto e fallimentare. Questioni di punti di vista. Ma poi mi guardo intorno e vedo che il grande progetto ha tirato fuori il peggio da ognuno e ci ha divisi in buoni e cattivi. Anche a scuola io ero sempre tra i cattivi e al gioco degli scacchi mi immedesimavo nell’alfiere. Iniettarsi un siero sperimentale per fare la vita che piace a Crovella (è solo un esempio questa volta) e quella che lui prospetta a chi si rifiuta, lo trovo annichilente l’intelletto di chi crede nel diritto alla vita. Fantozzi vive ma per alcuni è un morto. Questione di gusti.Ho sempre trovato “Un giorno di ordinaria follia” un bel film.https://www.youtube.com/watch?v=1DuYVuLgQ9U
Vivi e lascia morire.
Le vivaci discussioni che si svolgono periodicamente su questo blog tra la corrente “tradizionalista” e la corrente “ribellistica” sono la continuazione dello scisma degli anni ‘70 nel mondo della montagna. In quella generazione le tradizionali virtù del maschio di montagna, disciplinato, taciturmo, pronto al sacrificio, tradizionalista nei gusti e nelle forme, che non si lamenta mai, molto in linea con la figura del soldato alpino, si affianca una figura diversa, non più solo maschile, ribelle, vociante, anticonformista nelle forme e nelle scelte di vita, con caratteristiche più adolescenziali che non da “pater familias”. Una componente che viveva già nelle pieghe dell’alpinismo ma che assume in quegli anni dimensioni di massa. Quello scisma è tuttora presente nelle generazioni ormai sul viale del tramonto, anche se poi le forme concrete di vita si sono uniformate per entrambe le componenti, ma rimane nello spirito. Certamente sul Gogna blog è maggioritaria l’eredità della seconda componente. E come potrebbe essere diversamente, visto il nome del nume tutelare? Ma sicuramente sul campo, nelle sezioni Cai e in varie altre associazioni alpine (dove mi sono vaccinato io era l’Associazione alpini a svolgere compiti organizzativi e il generale Figliuolo è un alpino) la prima componente, qui rappresentata in forme a volte un po’ provocatorie ed estreme dal pugnace Crovella, è sicuramente molto presente ancora. Questi però sono retaggi del passato. Sarebbe interessante capire cosa succede nelle nuove generazioni. Non ho molti contatti e la mia è una sensazione non è basata su dati ma solo su impressioni, quindi molto precaria. Ho tuttavia la percezione che l’orientamento “tradizionalista” sia piuttosto diffuso, anche se ha forme molto diverse in tante manifestazioni esterne, da quelle classiche. Un aspetto evidente ad esempio è il rapporto coi genitori, molto spesso non più conflittuale ma di serena complicità da entrambe le parti, sia da parte delle madri ma soprattutto dei padri che hanno decisamente aumentato il loro livello di tolleranza e diminuito le pretese “normative”. È un tema da approfondire.
Vede la metà e la crede l’intero. Hannibalico.
Mah… avete ragione a perseguire lo stile di vita che più trovate congeniale. io ho il mio e devo dire che, nonostante la tragedia generale del Covid, ho ripreso la mia vita normale. Non stupitevi, però, se la collettività vi ghettizzerà sempre di più. Non solo voi qui presenti, ma in generale quelli che protestano per feticci ideologici, belli sì, ma inattuabili. E’ molto probabile che il virus diventerà endemico, vuol dire che dovremo conviverci per sempre. Chissà, magari diventerà obbligatorio fare un richiamo vaccinale ogni anno (autunno). Senza richiamo, il G.P. non sarà valido. Senza G.P. valido, magari potrete uscire di casa solo per fare il giro dell’isolato e basta: significa che non sarà “libero” andare a far gite in montagna. A prescindere dal Governo in carica, questo potrebbe essere il tipo di vita che si farà. Valutate voi… Buona festa!
Galileo Galilei era per il dubbio o per il dogma?
Io credo per il dubbio.
Ma ci credo lui era toscano mica un chiuso sabaudo
Crovella (e pure Enri 255 ), anche ‘stavolta non c’hai capito un cazzo. Vado a dormire.
“La legge sulla protezione del popolo tedesco dalle malattie ereditarie che Hitler fece approvare nel 1933 portò alla formazione di speciali commissioni mediche che decisero la sterilizzazione forzata di 400mila persone”.
Inizia cosí l’intervento del filosofo Giorgio Agamben in un’audizione organizzata a Palazzo Madama per approfondire su “Obblighi vaccinali e rafforzamento certificazioni verdi Covid-19”.
“Il green pass separa e definisce in maniera negativa i no vax come i non ariani per le leggi del ’38. Scivoliamo in una barbarie senza precedenti nella storia”. Il governo “ha scelto la cosa peggiore, dividere i cittadini; dopo aver seminato odio e paura oggi si semina terrore e discriminazione”.
… … …
Agamben ha esagerato? oppure no?
Crovella la tua risposta dice solamente che ti comporti da opportunista camaleontico.
Non ti poni dubbi, tutto perfetto, tutto giusto, eppure di dubbi ce ne sono tanti anche nella comunità scentifica, tra i medici, tra i virologi.
Prof. Remuzzi, prof.sa Gismondo tra i tanti, ti dice nulla?
O forse anche loro sono dei ciarlatani?
La scenza è dogma oppure è dubbio?
Ma no tachipirina vigile attesa e mister Burioni.
Al posto di GPG leggi Gogna
Caro GPG a gli articoli che scrivi sono decisamente degni di nota ed anche il tuo blog….ma nella scelta dei collaboratori hai qualche problema….o forse fanno parte del tuo percorso di espiazione.
——— CROVELLATOR ———
“Quel Terminator è là fuori. Non si può patteggiare con lui, non si può ragionare con lui. Non sente né pietà né rimorso né paura. Niente lo fermerà. Capito? Non si fermerà mai.”
Si fa le spiegazioni e si convince. Raziocida.
Non mi riuscite a capire, peccato. Nell’odierno articolo su Altri Spazi, tema GAM che non c’entra niente con Covid, c’è scritto che “noi piemontesi siamo gente pratica”. Trasportando il concetto qui, tento di spiegarvi per l’ultima volta. A To e’ da inizio settembre, quindi 3 medi fa, che senza G.P. non avrei potuto fare nulla di quello che mi piace fare nella vita. Perché se non avevi G.P. non entravi nei luoghi di mio interesse. Non sarei andato alle riunioni di lavoro in aziende o banche, ne’ in molti studi professionali. Non avrei potuto frequentare il mio circolo sportivo, non sarei andato in musei, teatri-cinema (quando hanno riaperto), né a eventi come mostre, presentazioni di libri, conferenze, ecc. Infine, “ultimo ma non ultimo”, non avrei potuto frequentare il Cai, inteso sia come locali che come attività. Di sicuro mi dimentico qualcosa, ma queste gia’ bastano: sono tutte cose che mi piacciono e mi rendono felice. Quella lì “è” la mia vita. Senza G.P. avrei dovuto rinunciarci fin da settembre (in estate non lo chiedevano). Ma perché? Io mi sento infinitamente più libero e realizzato a fare le cose che mi piacciono piuttosto che correre dietro al feticcio della libertà sregolata. In più, col vaccino ho anche una maggior protezione sanitaria (non del 100%, ma superiore che senza vaccino), in più seguo rigide regole di prudenza, come mascherina a portata, gel e distanziamento verso altri, anche in montagna. Per cui io mi sento sereno, nonostante il quadro Covid. Invece voi (voi qui, come quelli che vedo in TV o di cui leggo) date l’impressione di avere dentro una rabbia inspiegabile e irragionevole, che non c’entra nulla con Covid ecc. Protestereste cmq. Perché la vs è una ribellione verso il sistema, non verso il quadro Covid. Potrebbe venire un governo Pd o uno Meloni e non cambierebbe nulla nel vs disorientamento esistenziale. È quello il vero vs problema che è irrisolvibile, se non da voi stessi. Non c’è nessun dialogo razionale che possa risolvere la vs insoddisfazione, se non una vs scelta di risolverla da voi. Ma tutto ciò è indipendente dal tema Covid.
Crovella vuoi cancellare anche il diritto di esprimere il dissenso ?
Dopo quasi 2 anni si nota che si e’ ancora qui a chiedersi se e’ meglio il vaccino o meglio il tampone. Non volendo entrare nel dibattito ideologico che ormai caratterizza la questione, mi permetto di far notare che una cosa e’ cura ( preventiva) e l’altra e’ strumento di diagnosi. E’ come se uno che ha male ad un ginocchio anziche’ farsi una infiltrazione di acido iarulonico decidesse di farsi una ecografia e pensasse cosi di risolvere il problema. Cioe’ sono proprio due cose che non si parlano. Eppure qua e la’ sto tema torna fuori…Misteri
1) https://it.sputniknews.com/20211207/croazia-nesso-tra-morte-uomo-e-somministrazione-vaccino-astrazeneca-14086013.html
2) https://it.sputniknews.com/20211201/slovenia-confermato-nesso-tra-vaccino-jj-e-decesso-di-una-ragazza-20enne-per-trombosi-13999205.html
Nesso.
in tre parole: piove governo ladro
Crovella,
per te il punto della questione è lo schieramento di Conte e/o di Draghi, e non invece le decisioni che prendono, che invece seguono la stessa impostazione?
Mamma mia…
Si fa le ipotesi e se le conferma. Da quando c’è.
Insuperabile.
A inizio pandemia non vi piacevano i DPCM di Conte, ora contestate Draghi, che non appartiene certo allo stesso schieramento. Sia l’uno che l’altro a vs parere “attentano alla Costitizione”. Eppure sono governi di impostazione diametralmente opposta. Da noi diciamo: “mai cuntent!”. Trova fondamento la mia tesi, espressa qualche centinaio di commenti fa, che in realtà non è il vaccino antiCovid l’elemento chiave delle proteste, ma piuttosto esso è il pretesto per esternare una protesta-ribellione a prescindere. Verso cosa? Presumo verso il sistema: non vi piace, vi trovate male a vivere in esso e siete quindi increduli e invidiosi che lo stesso sistema possa piacere ad altri individui. Quindi il problema non è il Covid, o quanti infettati, o se il vaccino è valido oppure no, così come il problema non è neppure se gli atti governativi sono legittimi o no ecc ecc ecc. Il problema, il vero problema è dentro di voi: siete insoddisfatti e quindi infelici, nonostante le ripetute esaltazioni circa sorrisi e gioia di vivere. La vera felicità è di chi trova un suo equilibrio nonostante il sistema o addirittura dentro il sistema. Se non vi piace l’Italia, il nostro Governo, la nostra politica, in una parola il ns sistema… potete sempre trasferirvi. A date in Germania, dove presumibilmente applicheranno il rigido lockdown per i non vaccinati (potete uscire di casa solo per a dare sul luogo di lavoro). Oppurr poter andare a New York, dove a fine mese scatta l’obbligo vaccinale anche per tutti i lavoratori del settore privato. Magari a quel punto rimpiangerete l’Italia. Salutoni!
https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Covid-A-New-York-scatta-obbligo-vaccinale-per-tutti-i-lavoratori-840b4872-07db-45ee-8d16-aae73d435792.html
Marcello, mannaggia con questi congiuntivi. Chissà se esiste un vaccino anche per quelli?
Un Governo perdente nelle aspirazioni e opinioni dei giovani (studenti, nel caso delle università) è un Governo marcio e quindi inefficiente. Gli studenti universitari che non vogliono vaccinarsi non sono pochi. Sono persone nel pieno delle loro energie e facoltà ed è logico che non sono disposti a fare da cavie. La storia che se ti vaccini lo fai per salvare il nonno è ormai crollata. Se vuoi salvare il nonno ti fai un auto-tampone prima di incontrarlo, non ti “fai” di una sostanza che serve a poco.Il discorso di chi ha un potere di un qualche tipo nei confronti dei giovani lo vivo anche nel campo della mia professione di guida alpina.Ho dei coetanei guide che vedono nei giovani aspiranti guida dei potenziali concorrenti o comunque delle persone superficiali che fanno cose moderne lontane dagli schemi classici dell’andare in montagna.Io questi giovani li stimo per quello che fanno e per le aspirazioni che hanno e cerco, nel limite delle mie possibilità, di aiutarli con la mia esperienza di ormai “vecchia guida”. Ho avuto e continuo ad avere come “allievi” dei giovani che sono diventati campioni e la cosa più bella che ci sia è quella di sentire la loro riconoscenza e stima. Sentirne invece l’ostilità o l’indifferenza sarebbe una sconfitta. Invece ho dei giovani amici dell’età dei miei figli che mi chiamano per andare in montagna d’estate a scalare o d’inverno con gli sci o le piccozze. Questo passaggio di testimone è per me fonte di gioia immensa che mi da forza ed entusiasmo anche nella mia attività personale e professionale. Questi giovani di cui parlo non frequenterebbero mai un corso sabaudo del nostro, perché è gente che sorride alla vita e che vede nell’evolversi una soddisfazione che fa bene a tutti.
Un Governo perdente nelle aspirazioni e opinioni dei giovani (studenti, nel caso delle università) è un Governo marcio e quindi inefficiente. Gli studenti universitari che non vogliono vaccinarsi non sono pochi. Sono persone nel pieno delle loro energie e facoltà ed è logico che non sono disposti a fare da cavie. La storia che se ti vaccini lo fai per salvare il nonno è ormai crollata. Se vuoi salvare il nonno ti fai un auto-tampone prima di incontrarlo, non ti “fai” di una sostanza che serve a poco.Il discorso di chi ha un potere di un qualche tipo nei confronti dei giovani lo vivo anche nel campo della mia professione di guida alpina.Ho dei colleghi che vedono nei giovani aspiranti guida dei potenziali concorrenti o comunque delle persone superficiali che fanno cose moderne slegate dagli schemi classici dell’andare in montagna.Io questi giovani li stimo per quello che fanno e per le aspirazioni che hanno e cerco, nel limite delle mie possibilità, di aiutarli con la mia esperienza di ormai “vecchia guida”. Ho avuto e continuo ad avere come “allievi” dei giovani che sono diventati campioni e la cosa più bella che ci sia è quella di sentire la loro riconoscenza e stima. Sentirne invece l’ostilità o l’indifferenza sarebbe una sconfitta. Invece ho dei giovani amici dell’età dei miei figli che mi chiamano per andare in montagna d’estate a scalare o d’inverno con gli sci o le piccozze. Questo passaggio di testimone è per me fonte di gioia immensa che mi da forza ed entusiasmo anche nella mia attività personale e professionale. Questi giovani di cui parlo non frequenterebbero mai un corso sabaudo del nostro, perché è gente che sorride alla vita e che vede nell’evolversi una soddisfazione che fa bene a tutti.
@Corrado, un estratto
“Nessuno sconto, nessuna tutela, nessuna esenzione (un problema, quest’ultimo, che va ben oltre gli studenti universitari). Se non ti vaccini non entri in ospedale. Se non entri in ospedale, non ti laurei. Anche se non hai mai perso una lezione, se hai la media del trenta, anche se cambi la mascherina ogni due ore e fai un tampone ogni due giorni per dimostrare al mondo che non sei un’arma batteriologica come la stampa ti dipinge – cosa che peraltro, invece, a lezione, con altre duecento persone in una stanza, ti consente di andarci. O il vaccino, o niente laurea.”
Molto, molto triste.
Per capire lo sgretolamento del futuro:
https://www.lafionda.org/2021/12/07/vita-da-studentessa/
(Certo, se ti conformi e non ti fai domande vivi sereno)
@Balsamo: il tampone è lo strumento usato per accertare la presenza o meno del virus nelle persone. Non il vaccino … che ha dimostrato avere dei limiti temporali di protezione. Pertanto l’unica misura utile per proteggerci sarebbe proprio quella di tamponare più persone possibili. Nei reparti a rischio in ospedale lo usano periodicamente … Costi/benefici? Chi non è vaccinato già se lo paga di tasca …
@Ginesi: ottime sintesi
@Mario: Alla fine la storia la scrivono i vincitori, non i vinti … Unico esempio in controtendenza che conosco è il “mondo dei vinti” di Nuto Revelli
Anche io spero di aver torto … ma mi pare che l’evidenza dica tutt’altro. Il drago ci ha ormai avvinghiato insieme ai suoi scagnozzi nel segno del mantenimento dei privilegi e dell’economia globale, sotterrando anche la tanto declamata ripresa ecologica. Quando poi scatenerà il fuoco e farà un bel rogo dei dissidenti e della costituzione … sarà troppo tardi
Resistere … sino a che si riesce
Quello che obiettivamente si vede è che alla fine di questa storia, brutta sporca e cattiva il governo di Mario Draghi avrà avuto ragione. Piaccia oppure no sua è la decisione di perseguire l obbligo obliquo alla vaccinazione come unico antidoto possibile al covid e sua la decisione di perseverare introducendo via via sempre più ostacoli a chi legittimamente decideva di non aderire al dictat , senza finora esporsi con un obbligo esplicito. Operazione profondamente antidemocratica secondo molti ,ma quale esercizio di potere lo è? Il leader non eletto dal popolo, forte di una maggioranza bulgara di nessuna coesione e nessuna forza intrinseca, principe assoluto di una quasi oligarchia si sta imponendo con tutte le armi proprie del potere ad una popolazione di pecore belanti atterrite dalla paura della morte e della malattia, nonché desiderose di un padrone. Al suo seguito e servizio codazzi di esperti,di scienziati ossequiosi ,un giornalismo asservito all esercizio del potere incontrastato ,laici e prelati , istituzioni di studio e statistica ,un intero mondo è in marcia per avere avuto ragione. Un mondo che alla fine la spunterà perché nessun benpensante, guru, filosofo, scienziato,nessun semplice uomo onesto ha oggi la forza per organizzare la minima difesa od opposizione efficace . Rimangono voci sparse, isolate o in gruppi sparuti ,che quando anche siano, come molti sono,dalla parte del giusto vedono le proprie ragioni svilite e mistificate sull altare del vincitore in pectore. 250 commenti in questo post dicono che non c’è via di uscita, lo scontro che qui sembra più ideologico che scientifico è in realtà il dibattersi dell’animale ferito che vede via via restringersi la possibilità di fuga dal cacciatore organizzato e dai suoi cani. Tutto il peso del potere nel senso più pesante del termine è in gioco,senza volere essere blasfemo chiamerei resistenza la opposizione dei pochi contro i molti che li sovrastano in un abbraccio carico di infezione . Naturalmente vorrei avere torto oppure sono guai. Tra una settimana avrei la terza dose . Buonanotte.
Se effettivamente avete fatto tanto trave quanto avete scritto sui vaccini siete pronti per affrontare gli strapiombi della Fenia, Anfiteatro Monte Cucci. Se perfino avete fatto trave quanto la somma di tutti giu scritti sui vaccini siete pronti per le vie piu’ dure della Falesia del Silenzio. Per la placconata di Boragni alta purtroppo non basta il trave…
Ma magari ogni tanto prendersi un po’ in giro?
E vabbé, antrace.
223 Ginesi e 238 Merlo: condivido e sottoscrivo, avete riassunto il mio pensiero. Pieno di dubbi, in questi tempi dove ciascuno sembra gonfio di certezze
Crovella dice: “Difficile che persone con i vs “pensieri” riescano ad ambientarsi da noi.”
Ma chi vuole ambientarsi da voi, ma mi faccia il piacere!
Ma che c’entra il carbone?
antracite s. f. [der. del gr. ἄνϑραξ -ακος «carbone»]. – 1. Carbone fossile paleozoico, costituito dal 93-95% di carbonio; nero, compatto, lucente, brucia con fiamma cortissima per assenza quasi totale di materie volatili (carbone magro) ed è dotato di elevato potere calorifico.
errata corrige:
L’ignoranza è sempre tanta.
235 – Merlo, Sventolano il carbone?
Altra storia di armenti.
Sî c’è un problema.
Non è il vaccinamento. Non è tampone. Non è il gpass. Non è il lockdown. Non sono le varianti.
È la gestione di quanto sopra. È la comunicazione. È il modo di relazionarsi ai cittadini. È la fottuta e assente reazione dei benpensanti nei confronti di una stampa asservita.
Tutte le bugie, le contaddizioni, le non ammissioni, le garanzie smentite sono il problema.
Modalità da farabutti. Chi ancora si fida dei farabutti nonostante le evidenze va a votarli.
E quando poi sventolano l’antracite ci crede ancora.
Armenti.
Mamma mia! Non c’è che arrendersi alla constatazione che siamo proprio all’opposto. I contenuti di alcuni commenti, fra cui in particolare quelli come 221-223 e poi 233 (per restare agli ultimi di oggi) costituiscono una visione che è quella che noi indichiamo ai nostri allievi quando spieghiamo loro come NON devono essere. Evidentemente abitiamo in universi diametralmente opposti e conflittuali. Riconosco che, pur con la massima buona volontà, non c’è proprio possibilità tecnica di dialogo e di confronto, non solo su questo tema, ma in generale. Pazienza, ma non ci scomponiamo: nel ns giro pensiamo più o meno tutti le cose che qui riporto io (sui vari temi). Difficile che persone con i vs “pensieri” riescano ad ambientarsi da noi. Evidentemente l’incompatibilità è reciproca.
A proposito di validità del tampone, ripropongo un pensiero che condivido pienamente, di Andrea Tosatto:
L’Italia è un Paese guidato da Criminali e popolato da Pecore.
Pensate un po’:
I Criminali hanno creato tutta la narrazione Covid usando il tampone.
Hanno contato il numero di contagiati usando il tampone.
Hanno imposto la quarantena usando il tampone.
Hanno fermato giocatori e sportivi usando il tampone.
Hanno fatto entrare gli ospiti in Rai, in Mediaset a La7 e in Sky usando il tampone.
Hanno consentito alle persone di viaggiare all’estero e a prendere l’aereo e il treno usando il tampone.
Quando una persona veniva trovata con la temperatura della fronte alta gli facevano il tampone.
Adesso hanno deciso che il tampone non è affidabile e quindi, chi non si buca, non può andare in nessun locale pubblico durante le vacanze di Natale. Serve il SUPER GREEN PASS che non si può ottenere con il tampone perché poco affidabile.
Da oggi serve il super green pass perché i contagi sono in aumento.
E come fanno a sapere che i contagi sono in aumento?
Lo sanno usando il tampone.
E le Pecore applaudono.
Fantastico!
Commento 228
Perchè penso che una società civile debba considerare i propri componenti come in grado di scegliere in modo autonomo e assumersi la responsabilità delle proprie scelte, che debba fornire tutti gli strumenti per rendere questa scelta la più consapevole (quindi libera) possibile e che debba consentire un’alternativa ragionevole a chi non vuole.
L’obbligo vaccinale è l’antitesi di tutto questo.
E a dirla tutta, mi dà anche l’idea che possa essere considerato come alibi da qualcuno a cui non dispiacerebbe affatto di essere sollevato dalla responsabilità di dover scegliere.
Quanto alla tua iperbole, mi porrei il problema se ci fosse una plausibile ragione che quanto ipotizzato possa verificarsi nella realtà (pare che tale ragione plausibile esista – invece – come conseguenza a lungo termine dell’infezione).
Per questo motivo ti avevo chiesto i riferimenti di chi lo afferma.
Trovo significativo che tu non mi abbia fatto neanche un nome.
Abbiamo un problema? Se la risposta è no (e alcuni la pensano così) allora il discorso segue un’altra linea. Se la risposta è invece si, allora si pongono due questioni: la strategia adottata è efficace dal punto di vista del rapporto costi (di ogni genere) e benefici? La strategia e’ eseguita in modo adeguato? Putroppo è difficile una valutazione mentre il processo è in corso. Si possono formulare delle ipotesi sulla base dei dati disponibili, ma potrebbero essere smentite. Per quanto riguarda la scelta della strategia, come ho già detto, un gruppo dirigente disomogeneo come quello che abbiamo, governato da un “manager temporaneo” non eletto, inevitabilmente deve fare i conti con sua reale fattibilità operativa con le risorse a disposizione (ad esempio “tamponare” grandi numeri continuamente, tracciare i focolai accuratamente…,) e con la sua fattibilità sociale e politica (vincoli giuridici, consenso sociale della maggioranza e gestione del dissenso e dell’ordine pubblico). Io personalmente non sono così negativo, compreso l’ordine pubblico, dopo qualche sbandata iniziale, anche se vedo molte criticità di ogni tipo, ma so che se stai là dentro il film è diverso. Per un giudizio più ponderato aspetto la primavera.
225..infatti puo’darsi che in qualche caso un cittadino solo non abbia potuto raggiungere un hub vaccinale, non abbia trovato alcuno che lo porti per 2-3 volte. Dicono che a super anziani e’ andato il medico a somministrare a domicilio..dipende dalla regione.. Altri hub comodi entro un certo raggio, sono stati spostati perche’..una squadretta di basket ha protestato per l’uso civico della palestra, abbia avuto accoglienza delle proprie ragioni costringendo migliaia di cittadini a sostenere spese e disagi per spsstarsi di qualche decina di chilometri.. !Invece in altre zone , un camper vaccinale passava con orari comunicati per tempo (magari nel giorno del mercato) e accesso libero senza prenotazione.
Per non parlare di covid, chi sapendo di avere HIV , ha infettato il prossimo ..e’stato condannato per reato.
Nel nostro ordinamento, il reato di epidemia è disciplinato dagli artt. 438 c.p. e 452 c.p., il primo realizzato in forma dolosa, il secondo in forma colposa.
Quanto all’epidemia dolosa, la disposizione di cui sopra così recita: “Chiunque cagiona un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l’ergastolo. “
La ratio di questa disposizione è la tutela della salute pubblica, predisposta al fine di evitare il contagio di malattie infettive che possano creare pericolo e pregiudizio per la salute della collettività.
Il meccanico di officina autorizzata che monta i freni e rilascia ricevuta, e’ responsabile, se invece e’ un meccanicofaidate e/o in nero poi in caso di guasto o incidente ,t’attacchi. Dopo 5 anni trascorsi da una cura ,con sopravvivenza,pare sia remissione..o magari in una malattia incorrono altre cause oltre ad un vaccino somministrato anni prima..son questioni da medico legale..se hai ragione te danno dopo anni e ricorsi..Non e’che ti risarciscono sull’unghia.
Balsamo. ” Io invece sono contrario all’obbligo vaccinale, lo considero una sconfitta per la società civile.”
perché? senza polemica, mi piacerebbe capire.
perché dal punto di vista giuridico è una sconcezza (e premetto che io sono assolutamente contrario all’obbligo vaccinale).
sul resto, tralascio, inutile riprendere il solito confronto fra tesi contrapposte. chi vuole in rete trova infiniti spunti di riflessione e potrà farsi l’idea che più gli aggrada.
prendi per un attimo la mia iperbole per buona, visto che nel consenso “informato” c’è scritto che non si conoscono le conseguenze a cui presti comunque consenso (e ho visto una polizza assicurativa per il vaccino che assai casualmente comprende quali eventi avversi infarto, ictus e neoplasia).
ammettiamo che i vaccini fra cinque anni rivelino conseguenze disastrose, la tua risposta resta la stessa?
e peraltro, visto che van di moda i paralleli automobilistici (a schiovere), io non mi farei montare le pastiglie dei freni da un meccanico che pretende una legge che lo esima da ogni conseguenza se mi schianto.
Commento 223
Io invece sono contrario all’obbligo vaccinale, lo considero una sconfitta per la società civile.
E non capisco come si possa obbligare in senso stretto: casa per casa a fare un TSO a tutti coloro che si rifiutano ?
Non che mi piaccia particolarmente, ma a me il GP sembra un compromesso accettabile, date le circostanze (opinione personale, naturalmente).
Più nello specifico del commento, ci sarebbero tanti spunti di discussione. Ma per quanto sia interessante discutere con te, non voglio monopolizzare.
Quindi una nota e una domanda.
Che si cambi idea su “dosi, durata, efficacia” non mi sorprende affatto (anzi, sarei sorpreso – e preoccupato – del contrario). La scienza procede così, e quando è il turno del decisore politico difficilmente questi diminuisce l’entropia.
Quali sono gli studiosi “anche autorevoli” (e ci mancherebbe!) che sostengono che fra cinque anni la metà dei vaccinati potrebbe sviluppare malattie autoimmuni e neoplastiche come diretta conseguenza di questa vaccinazione ?
223) Massimo Ginesi. Un po’ di chiarezza in uno scritto finalmente del tutto condivisibile.
Non comprendo come mai “tutte” le persone che non si sono fatte inoculare il cosiddetto vaccino anti covid siano da dichiarare etichettandole semplicisticamente No-Vax e sia stata creata generalizzando una determinata categoria mettendo indifferentemente chiunque nel mucchio No-Vax.
Innanzitutto non è credibile che vi siano 8 Milioni (di cui si parla) di italiani No-Vax.
La quasi totalità ha fatto i vaccini obbligatori e relativi richiami durante la loro infanzia. Tra questi certamente vi sono coloro che hanno fatto la vaccinazione antitetanica, contro l’epatite B, meningite, influenzale e altre…
I veri No-Vax sono una sparuta e insignificante minoranza nella popolazione. Tutti gli altri hanno scelto per varie loro ragioni di non farsi inoculare il cosiddetto vaccino anti covid e quindi non rientrano nella categoria No-Vax.
Chi mangia e ha mangiato carne ma non vuole le salcicce non può essere considerato un vegetariano!
Chi si è vaccinato con il cosiddetto vaccino anti covid, ma non ha effettuato l’antitetanica, l’anti epatite, meningite, influenzale e altre… altresì non può essere etichettato Si-Vax.
Anche il titolo dell’articolo NO-VAX in montagna quindi è molto fuorviante, pressapochista e privo di senso.
Massimo G.
Sintesi (? 🙂 ) efficace. Mi hai piacevolmente sorpreso.
e uno stato serio che decide per un obbligo vaccinale deve decidere sulla base di principi scientifici acclarati senza scudi penali e senza consensi totalmente scriminanti e al buio.
altrimenti a me cittadino sale la paura. e vieppiù mi sale la sfiducia se, invece che dirmi “guarda ti devi vaccinare perché alla luce di queste motivazioni, abbiamo ritenuto che i costi (che potrebbero essere questi), siano maggiori dei benefici , che sono questi”.
mi sale il terrore se invece cambia idea ogni cinque minuti su dosi, durata, efficacia e -soprattutto – non mi obbliga ma mi estrorce un consenso comprimendo – in maniera irrazionale e senza alcun riferimento scientifico – libertà fondamentali. Almeno il dubbio che il fine sia altro, a me viene, soprattutto se vedo stracciati in due anni i 2/3 dei fondamenti dello stato di diritto che conoscevo sin dai tempi dell’università (e già ben bistrattato prima della c.d. pandemia).
tantopiù quando vedo e sento autorevoli studiosi dire che il GP non ha alcuna correlazione scientifica e sanitaria sensata.
Allora chiedo ai sacerdoti della puntura ad ogni costo, se fra cinque anni la metà dei vaccinati avesse sviluppato malattie autoimuni o neoplastiche, come in molti studiosi, anche autorevoli, sostengono possa accadere con questi vaccini – sareste ancora così sicuri che il rapporto costi/benefici con una malattia che oggettivamente ha percentuali basse di letalità/gravità (aldilà della propaganda e delle bare in tv) avesse un senso?
perché oggi pretendiamo di inoculare un qualcosa (che sta generando profitti immensi per le case farmaceutiche, altro profilo di perplessità e allarme ), anche ai bambini, facendo firmare ai genitori che accettano che nel corso della vita possa accadergli qualunque cosa ad oggi ignota e che se succederà, pazienza.
ho un pò pipponato, ma a fin di bene.
mi spaventano però le posizione alla Crovella, ahimè sempre più diffuse e alimentate da una stampa e una politica che stanno agendo in maniera folle, e accentuate da un humus sociale che non ha mai brillato per cultura, spirito critico, capacità di ragionamento autonomo.
Le posizione assertive di un Crovella, che in altri tempi potrebbero essere semplicemente ascritte ad un becero autoreferenzialismo o semplicemente all’essere un povero ottuso, oggi mi spaventano perché di simili posizioni ottuse si nutrono le pulsioni peggiori di determinate forme autoritarie. vedo in gente simile coloro che levi descrive benissimo nel racconto “ferro” del sistema periodico, raccontando di colui che ha ucciso Sandro Delmastro. Sgherri pronti ad ubbidire alla prima regola di un regime senza farsi alcuna domanda e pronti a rinnegare anche colui che sino al giorno prima era un amico.
Sotto tale profilo i racconti e i commenti di costui mi paiono di una violenza e di una gravità decisamente rilevanti.
Sotto il profilo del merito, la riflessione vale anche per Balsamo e per chi interloquisce in lamiera costruttiva, io non ho alcuna certezza, non mi ascrivo ai no vai ma non mi sono ancora vaccinato, mi tampono due volte a settimana per lavorare e ho più dubbi che certezze.
Tuttavia, sui dati ho qualche visione un pò diversa da Balsamo ma, se fosse vero il suo ragionamento, a me – che studio diritto da 35 anni in uno stato che mi avevano insegnato essere una repubblica democratica su base costituzionale, con rpinpci fondamentali – sarebbe sensato che, se le cose stanno come prospetta Balsamo – lo stato serio decida che il vaccino sia un obbligo
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Pasini, seriamente. guarda che aldilà delle schermaglie, su molte cose concordo con te, compreso quello della dialettica non oppositiva.
in trent’anni di professione di qua e di là dal banco mi sono accorto che spesso la calma spiazza e risolve assai più dell’abbaio (semplifico volutamente, eh…).
resta il fatto che vi sono soggetti che sono impermeabili anche a tale dinamica o che comunque non sono disinnescatili (ometto di riferire la ragione che a mio avviso li rende tale).
Allora ogni tanto dire che un articolo è gravemente stupido e pericoloso, specie in questi tempi complessi, forse serve.
Su scorte minacce e quant’altro. Quesi soggetti hanno soffiato più di tutti sul fuoco della polemica della minaccia della contrapposizione sociale, che ci sia qualche deficiente che li ritiene un bersaglio non mi stupisce (anche se i rammarica).
Mi preoccupano però assai di più gli imponenti (e inquietanti) spiegamenti di forze per seguire i runner o per portar via di peso tre ragazzine con il megafono, ossia una repressione, in grande stile e con grandi mezzi, di un dissenso pacifico in un paese che per scorte ai detenuti, contrasto alla malavita et similia lamenta sempre scarsità di risorse.
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Commento 217
Razionalmente.
Prima parte: l’assunto vale anche per i guariti, ma il discorso è relativo non ad assicurare ma alle minori probabilità di infettarsi e contagiare (compreso avere conseguenze gravi).
Seconda parte: il tampone non garantisce nulla (vedi: falsi negativi, falsi positivi e la possibilità di contagiarsi 5 minuti dopo averlo fatto).
Anche in questo caso è un discorso di minori probabilità (nel periodo di validità).
Tu in alternativa faresti i tamponi a tutta la popolazione ogni tot ore ?
Pensi che sia realizzabile nella pratica (costi a parte) ?
“Ora secondo me uno che ha rinunciato a tale serata perché privo per scelta del G.P., in quanto non vax, non ci ha proprio guadagnato. ”
Dimostri proprio di non aver compreso il punto della questione. I “no vax” (io non sono tale, ma non ho fatto questo vaccino) non lo accettano non per divertimento personale ma perchè:
– Pensano che questo vaccino possa fare anche danni
– Pensano che sia fondamentalmente sbagliato il modo in cui ti viene imposto e come è stata impostata la politica contro il covid attuata da questo governo, e che ha seguito sulla stessa strada il governo precedente: solo vaccino, protocolli di prevenzione inefficienti, insufficienti, inesistenti. Vedi anche i commenti di Ginesi.
“Se vi riferissi i nomi, sbianchereste per la sorpresa.”
Francamente? Chissenefrega
Leggo ora di Fedriga, Bonacini e Bassetti sotto scorta. Ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa. Anche in un blog. C’è un libro di un bravo storico Aldo Schiavone: “Ponzio Pilato”. Descrizione di un tipo umano e di un approccio alla gestione del potere e della leadership, che non era quello democristiano. Un approccio che ho combattuto per tutto la vita, ma sui come tanti ora ho una valutazione più articolata, visti i dilettanti in azione.
Confronto sempre! Con tempi e modi corretti ovviamente.
Oggi un collega vaccinato è risultato positivo al Covid. Di esempi simili ce ne sono molti … l’assunto è che essere in possesso di un Green pass derivato da vaccinazione non assicura la non contagiosità del soggetto in contesti pubblici e ovviamente la sua possibilità di trasmettere il virus ad altri.
Viceversa un non vaccinato, che ottiene il Green pass attraverso il tampone, nei limiti dello strumento e per le ore di validità del pass, garantisce di non contagiare nessuno.
Se tra gli scopi del governo c’è quello di limitare la diffusione del virus, razionalmente ci trovo delle serie incongruenze.
Ginesi. Capita a tutti di digitare erroneamente. È una colpa lieve. Ho fatto il ragionamento sulla scalata simmetrica fino al picco catarchico (come in montagna) perché ritengo che questo atteggiamento sia rischioso in certi contesti. Infatti è l’illusione di molti che hanno a che fare con dimamiche sociali problematiche. Nel percorso si rischiano danni collaterali importanti. Una buona pratica è quella ti interrompere subito il ciclo con azioni decise e assertive, come insegnano nei corsi anti-violenza. Io userei questo approccio anche nei blog, ma evidentemente non tutti hanno la stessa opinione e poi il traffico ne risente.
Se vi interessa il dibattito dovete accettare anche mentalità diverse o addirittura molto diverse dalla vostra, sennò che dibattito è? Nella diversità ci può stare anche l’espressione diversa (?modo e quantità degli scritti) rispetto ai vs standard. Le cose dette o come sono dette dagli altri possono apparire “stupide”, ma spesso la cosa è inevitabilmente reciproca. Ripeto: evidentemente viviamo in pianeti opposti con mentalità diametralmente opposte. Le idee che esprimo, non solo su questo tema, sono in genere condivise dai “giri” che frequento, sia di appassionati di montagna che non (colleghi, altri sport, altri interessi ecc). Però sta di fatto che ci sono eventi oggettivi dove sacrificare tutto al “totem” della strenua difesa dei diritti lesi arriva all’autolesionismo. Faccio un esempio: l’alta settimana (prima del decreto di ieri) c’è stata a To una bellissima serata in ricordo di Gervasutti. Green Pass obbligatorio: controllo prima di entrare. Ora secondo me uno che ha rinunciato a tale serata perché privo per scelta del G.P., in quanto non vax, non ci ha proprio guadagnato. A parte la mia convinzione ideologica, io ero felice che l’organizzazione avesse previsto l’applicazione dei parametri di prevenzione sanitaria, perché ci fa sentire tutti “più protetti”. E’ sentiment molto diffuso, almeno qui. Non ho visto nessuno che ha mugugnato, tutti diligentemente sono andati a farsi controllare (avevano messo una bella ragazza in tale ruolo…). Se vi riferissi i nomi, sbianchereste per la sorpresa.
Pasini. mi chiamo Ginesi e non gignesi (mi par norma elementare nel rapportarsi ad altri usare il nome corretto …)
quanto alle dinamiche dell’interazione, ti ringrazio per l’illuminazione. Le conosco abbastanza bene. Dubito che abbiano efficacia su certe teste che, come le dinamiche di questo blog ben dimostrano, hanno cicliche impennate.
in questo quoto Cominetti, sempre sintetico ed efficace ma, soprattutto, me ne sto lontano da un luogo in cui la discussione troppo spesso prende pieghe senza senso.
la mia valutazione di democristianità nei tuoi confornti non si riferiva affatto a quello. E’ comunque aspetto di scarso interesse.
buona giornata
M
Di stupidi è pieno ma quando sono anche volonterosi è un casino.
Alberto (Bonino o no) almeno si capisce che è uno finto e che serve a smuovere le discussioni per chi ancora non conosce il suo stile. Ma Crovella dice delle cose che sono peggiori di quelle della macchietta Alberto e il bello è che ne è convinto. Io non vedo strade giuste o sbagliate ma purtroppo soltanto tante ottusità e limitatezza. Speriamo bene.
Gignesi. Le persone con forti tratti oppositivi si aspettano una reazione forte e contraria che li confermi. Se tu assorbi la componente aggressiva e non reagisci sullo stesso piano, l’atteggiamento che tu chiami democristiano, si irritano perché è una disconferma e alzano il livello. È proprio l’atteggiamento “ecumenico” che li manda in bestia più che non la reazione simmetrica e speculare. Lo vivono come arroganza, spocchia, rifiuto, in particolare se usi un certo tipo di linguaggio. La situazione scala verso l’alto, se tu tieni botta e riesci a non perdere il controllo, si arriva ad un punto massimo dove c’è un improvvisa scarica, che porta la persona ad un abbandono inaspettato del campo di battaglia. Per un po’. Poi ritorna più soft e il gioco ricomincia. Se la persona non riesce a uscire dalla coazione a ripetere si riattiva di nuovo il processo. Prova ad applicare questo schema anche alle situazioni che immagino gestirai anche per lavoro, visto il tuo campo di specializzazione, e vedrai questo ciclo. Io l’ho visto n volte. Anche qui.
«Scusi, signor XXX, noio volevàm savuàr: per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?» (cfr. “Totò, Peppino e la malafemmina”).
N.B. Ogni riferimento a persone del GognaBlog è intenzionale.
Commento 207
Ti ringrazio per aver espanso il concetto e manifesto il mio apprezzamento per il tuo intervento.
Immaginavo che tu ne conoscessi la ratio. L’ho esplicitata per chi legge, in modo che potessero farsi un quadro più completo.
Come già detto, mi sembra che le scelte provino a equilibrare esigenze diverse e discordanti.
Chi ha il green pass certamente potrebbe contagiarsi e contagiare, ma pare che ciò accada con probabilità sensibilmente inferiore rispetto a uno senza.
E nel caso di guariti e vaccinati, pare che la probabilità di finire in ospedale sia ancora sensibilmente inferiore.
Ovviamente non si parla di protezione del 100%: non esiste. Come non esiste la sicurezza al 100%.
La parola chiave è mitigare. Altrimenti smettiamo di usare anche la corda (c’è chi lo fa, in effetti 😉 ).
Quanto al fatto che non si sia verificato “alcun miglioramento dato da vaccini &co”, spiacente ma i dati suggeriscono l’opposto e un confronto con la situazione allo stesso periodo dell’anno passato lo evidenzia in modo difficilmente contestabile.
Almeno per ora, in futuro …chissà (gesto scaramantico).
ma quale strada? per andare dove, avanti o indietro? La strada giusta è bloccata….
Stop, lavori in corso 🛑🚧🚧
Massimo, il nostro Pasini ha combattuto assai contro il Crovella. Quest’ultimo però, come lui stesso ci ha informati, dai suoi colleghi è soprannominato Caterpillar. O Panzer. O l‘Implacabile. O Terminator («È un terminator: non si fermerà mai…»).
Carlo, qual è il soprannome esatto?
Balsamo. Conosco la ratio dichiarata di quel provvedimento e potrei, in astratto, anche essere d’accordo.
tuttavia si tratta a mio avviso di capire la schizofrenicità di taluni provvedimenti e rendersi conto che, nella migliore delle ipotesi, siamo in mano ad incapaci, nella peggiore a delinquenti.
Se davvero la situazione fosse di grave allarme come si continua a ripetere con toni ossessivi da due anni, peraltro pare senza alcun miglioramento dato da vaccini &co., e anche qui qualche domanda me la farei, dovremmo rimanere al processo a trattazione scritta o da remoto, altrimenti una misura imposta ad una categoria che in percentuale rappresenta un ottavo delle persone che girano per tribunali fa semplicemente ridere, altro che garanzie di difesa.
che senso ha un magistrato che fa udienza nella propria stanza con sette avvocati che potrebbero non avere Green Pass?
Che senso ha una persona che ha il grenn pass, e ben potrebbe essere positiva o contagiarsi, che continua a girare in una situazione di dichiarata emergenza sanitaria in cui il virus si dice abbia ripreso a circolare?
a questo mi pacerebbe avere risposte serie da uno stato serio, da un comitato scientifico e da un legislatore che non mi bombardino tutti i giorni con il megafono della paura ma che mi spieghino seriamente la situazione effettiva e la ratio di taluni provvedimenti che con quella situazione effettiva paiano confliggere.
io, in due anni, ancora non l’ho sentito. e dire che in quell’ambito ci lavoro.
taccio poi sule fesserie delle mascherine su per le creste alle gite sociali o sulle ordinanze sindacali per le mascherine all’aperto, che son parenti strette del divieto di andare in altra regione per farsi un giro con gli sci dello scorso anno…
Gignesi. Forse ti sei perso alcuni scontri epici miei con Crovella, in particolare quello su Valentina caduta in montagna. Anche lui me ne ha dette di tutti i colori. Sei in buona compagnia con altri. Niente risentimento però: Sono stato addestrato a reggere l’ostilita’ nei miei confronti e non farne un fatto personale, anche se come tutti gli umani anch’io ci soffro ogni tanto. Ma adesso come Forrest Gamp sono un po’ stanchino. Forse saranno i km che per fortuna ancora riesco a fare ogni anno, insieme a qualche umile arrampicatina. Saluti.
Pasini, solo per curiosità.
come mai la tua vena garantista contro la deriva violenta del web si polarizza solo su tale nuzz (che certamente ha scritto una scemenza) e non su uno che sono due anni che sbrodola auguri di morte ovunque e a chiunque, dai cannibali a coloro che non si attengano al protocollo sabaudo?
cos’è, ecumenismo a senso unico?
perché se non te ne fossi accorto, la comunicazione di tal Crovella, prima che stupida, è gravemente e profondamente violenta.
Commento 185
“L’eccezione è prevista per scongiurare lesioni al diritto di difesa, e alla celerità di svolgimento dei procedimenti.”
Questa è la spiegazione fornita da Altalex riguardo all’esonero degli avvocati dall’obbligo di esibire la certificazione verde per l’accesso agli uffici giudiziari.
Domanda: vale la stessa cosa per imputati, testimoni e periti ?
Mia considerazione: le scelte non sono mai esclusivamente sanitarie, ma tentano di trovare equilibri fra esigenze diverse.
Ovviamente nei confronti di tali scelte si può essere più o meno d’accordo o in totale disaccordo.
Quanto al motivo per cui la cassiera del supermercato deve avere il green pass e il cliente no, c’è davvero bisogno di spiegarlo ?
P.S. Crovella, ti viene mai il dubbio di esagerare un pò, qualche volta ?
Non condivido la scelta pilatesca di non intervenire sulla deriva violenta e provocatoria della polarizzazione, la parte peggiore dei social. Non si accettano a mio parere certe espressioni, a prescindere dallo schieramento da cui provengono. Ci si rende complici di diffondere odio con tutte le possibili conseguenze. La generazione dei quattro gatti ormai spelacchiati ha già dato e se ne sono viste le conseguenze. Sono democristiano e ecumenico? Non mi offendo, ma mi sembra esattamente il contrario. Mi si è abbassata la soglia di accettazione e di reazione. Nel mio piccolo cerco di fare quello che posso per non rivedere certi film ai quali ho preso parte anch’io attivamente e me ne vergogno. Altra cosa è il confronto, anche duro. Non partecipo ad altri blog. Pensavo che qui tirasse un’aria più sottile. Me ne farò una ragione. Saluti.
Ginesi. Ti sei spiegato bene.
D’altronde i commenti @199 e @200 sono una conferma di quello che hai detto. Nessun confronto.
Parmeggiani. Non v’è alcuna spocchia. Mi è piaciuto questo blog sino ad un certo punto, mi è parso un luogo che poteva essere una voce nuova e costruttiva sulla montagna (e sulla vita).
Poi ha preso una deriva misera e trovo che alcuni frequentatori e collaboratori assidui lo abbiano alla fine reso un luogo surreale (con alcune figure tipiche, come al drive in di Beruschi & c.) dove i soliti noti si parlano addosso, con la totale acquiescenza dell’editore, che ha legittimato ampiamente figure imbarazzanti come Crovella. Credo che questo thread, fra articolo e commenti, sia l’esempio perfetto di come ululare alla luna renda vano ogni confronto e ogni crescita.
Ci sono talvolta anche interventi interessanti, ma alla fine è tale e tanta la fatica del navigare fra tonnellate di rumenta (come si difinisce dalle mie parti) che passa la voglia, certamente di intervenire, ma anche di leggere.
ed è un peccato, perché talvolta il confronto è interessante e stimolante e aiuta a crescere, specie in tempi bui come questi, dove non è facile intuire la direzione .
la tifoseria o, peggio l’autorerefenzialità ottusa, mai.
Secondo tempo. Altrettanto ovvio che anche nella vita privata, sia cittadina che montanara, seguiamo le stesse regole: l’altro we ho faccio una gita, eravamo in 3 coppie (marito/moglie), ciascuna coppia ha fatto il viaggio su auto sua, non ci siamo chieste “hai il G.P?” perché sappiamo tutti che la pensiamo così, ma, ciò nonostante, in gita siamo stati abbastanza distanti, in cima abbiamo mangiato a giusta distanza, tutti avevano mascherina nella tasca della giaccavento, pronta all’uso ecc. Occorre precisare che noi tutti siamo “freddi” di abitudine, per cui anche prima del Covid non abbiamo mai fatto cose tipo abbracciarci, pacche sulle spalle ecc. Meno che mai lo facciamo adesso e ora evitiamo anche l’impiolata post gita, con una lacrimuccia, ma la evitiamo tutti. Tutti agiscono così, nessuno si sente “violato” nei suoi diritti, anzi, ripeto, se un altro “pretendesse” di violare queste regole (alcune di legge, altre comportamentali) ci darebbe molto fastidio, a tutti. Ecco perché trovo inconcepibile il vostro modo di pensare. Ma è vero che è giusto che seguite la vostra strada. Piero Sansonetti dice che nei no vax c’è una inspiegabile preferenza per la libertà di morire: non è una minaccia, è la constatazione di un fatto oggettivo. Buona giornata a tutti!