No-vax in montagna

Come certo saprete GognaBlog e Totem&Tabù hanno la caratteristica di presentare, al loro interno, post spesso in contraddizione tra loro, a volte antitetici. Anche questa volta abbiamo seguito questo metodo.

L’argomento del presente post sarebbe più consono alle tematiche di Totem&Tabù, tuttavia lo vedete qui, in GognaBlog.

Il motivo è che, senza alcun dato alla mano che lo possa dimostrare, abbiamo la sensazione che la percentuale di appassionati di outdoor e di montagna nell’ambito dei no vax (e quindi degli otto milioni di cui si parla) sia di gran lunga superiore a quella che gli stessi hanno nell’ambito dei pro vax. La differenza tra le percentuali è solo una sensazione ma, se fosse dimostrata, contribuirebbe a spiegare il perché della così grande resistenza al vaccino nell’ambito della nostra comunità.

Inutile illudersi di far ragionare chi è irrazionale
di Marco Zucchetti
(pubblicato su ilgiornale.it il 18 novembre 2021)

Il principale motivo per cui quella contro i No Vax è una guerra asimmetrica che non può essere vinta è che non giochiamo lo stesso gioco e non parliamo la stessa lingua.

Così, mentre la (stragrande) maggioranza considera i fatti, la scienza e le statistiche – 12mila morti evitati dal vaccino negli ultimi sei mesi – otto milioni di italiani continuano a vivere, immuni dalla realtà e dal buonsenso, nel loro universo artificiale di paranoie e complottismi.

Solo che – invece di scrollare le spalle e ignorarli come si farebbe con il matto del terzo piano che pensa di essere Napoleone – un intero Paese si ostina a cercare con loro un dialogo, nella speranza che prima o poi si possano ravvedere.

L’ultima illusione è l’imminente via libera dell’Ema a un nuovo siero che dovrebbe appunto venire incontro alle remore dei No Vax.

Ironicamente chiamato Nuvaxovid, è un vaccino a proteine ricombinanti e non a mRna e smonta tutte le tesi «pseudo-scientifiche» degli antivaccinisti: dal fatto che «il siero ci modifica il dna» alla tesi per cui «li fanno con cellule di feti abortiti» fino al «ci iniettano il virus» o «i linfonodi si riempiono di materiale ferroso».

Bufale sesquipedali già smentite in ogni sede, ma comunque dure a morire, che rimangono sospese come il pm10 a inquinare l’aria.

Ecco, il nuovo siero dovrebbe spazzarle via del tutto, facendo cadere l’ultima esile foglia di fico di chi dice di nutrire legittimi dubbi «tecnici» sulla profilassi anti-Covid. Se le ritrosie fossero razionali, con Novavax crollerebbero. Ma non accadrà.

Non accadrà perché le perplessità dei No Vax non sono negoziabili, né smentibili in alcun modo, e nuove mirabolanti panzane germoglieranno al posto delle antiche.

Sembra già di sentirli citare un oscuro luminare slavo che giura che le proteine Spike alla base della nuova tecnologia fanno crescere la coda.

Non accadrà perché il pensiero No Vax è un impasto di ideologia, paure ancestrali e dogmi, quando non nasconde puri e semplici interessi.

Davvero pensiamo che di fronte a un vaccino a proteine ricombinanti una persona che sostiene seriamente che «il vaccino è satanico» possa riconsiderare la sua visione? O che eventuali farmaci possano far cambiare idea a chi ha la disgustosa faccia tosta di dire che «di Covid non si muore»?

No, il vero successo del Nuvaxovid non sarà convincere i No Vax della bontà del vaccino, ma convincere i vaccinati di quanto dannosi siano i No Vax e di quanto sia una perdita di tempo masochistica seguirne i deliri con pazienza e buona volontà missionaria.

Perché questo stiamo facendo, senza accorgercene: stiamo dando educatamente e inconsapevolmente credito a persone che sostengono l’insostenibile per proprie turbe mistico-psichiatriche, per creare caos, per raccattare voti, spettatori e copie di giornali.

Lo fa l’informazione quando dà loro spazio, lo fa lo Stato quando acconsente al green pass anche con semplice tampone e quando rifiuta di «acuire la tensione» con restrizioni solo per i non vaccinati.

Certo che è strano questo orribile regime liberticida, eh: è l’unica «dittatura sanitaria» che sembra preoccuparsi più di chi la combatte di chi le obbedisce.

E non c’è vaccino che tenga contro questa stortura.

No-vax in montagna
di Carlo Crovella

Approfitto di questo articolo molto puntuale per chiarire un parallelismo che ho anticipato in un commento di qualche tempo fa.

Nei commenti non si riesce ad essere completamente esaustivi e, inoltre, il parallelismo va preso un po’ con le pinze: si tratta di una metafora, dialetticamente provocatoria, non fosse altro perché i due temi (la serietà della pandemia da una parte e, dall’altra, la sconsideratezza dei cannibali in montagna, cioè in un attività di tempo libero) non hanno pari gravità esistenziale.

Ma sul piano dialettico il parallelismo ci sta, eccome, e l’occasione mi permette di chiarirlo meglio.

I fautori dell’approccio serio, metodico e sistematico alla montagna sono come i “pro vax”: scienza, conoscenza, intelletto conducono l’azione. Ingegneri della montagna. C’è uno e un solo moto “ortodosso” e razionale di affrontare la montagna, così come c’è una sola posuizione sul tema vaccini: oggi come oggi i vaccini sono l’unico modo scientifico di controbattere il Covid.

All’opposto i sostenitori della libertà incondizionata nell’andare in montagna (“come uno vuole”) sono i corrispondenti concettuali dei “no vax”: l’irragionevolezza consiste proprio nella “ribellione” di fondo.

In campo alpinistico, la ribellione è ribellione contro i criteri di rigida sicurezza e sistematica prevenzione dell’approccio alla montagna. Il parallelismo col tema stretto “vax-no vax” è quindi concettuale e non sanitario: può darsi che vi siano alcuni “no vax alpinistici” che, sul piano sanitario, sono vaccinatissimi. Non bisogna quindi farsi concettualmente ingannare da questo risvolto. Qui mi sto riferendo ai “no vax alpinistici”, gli insofferenti sul piano ideologico della montagna.

Quando sento dire: “In montagna ognuno è libero di fare quello che gli va, anche di uccidersi come preferisce”, scorgo la stessa irragionevolezza dei “no vax” sanitari.

Sono giunto alla stessa conclusione che l’articolo propone per il tema sanitario: anche i “no vax alpinistici” parlano un altro linguaggio rispetto ai rigorosi. Viviamo in una babele concettuale: non ci capiremo mai e non riusciremo mai a convincerci reciprocamente.

In passato mi sono sempre ripromesso di educare al rigore alpinistico i cosiddetti cannibali. «Poveretti – mi dicevo – non è colpa loro se non hanno avuto la fortuna di incontrare un “Maestro” carismatico che li abbia preparati come Dio comanda».

Volevo agire animato da ottime intenzioni sul piano umano: io mi considero “fortunato” perché sono nato (anche anagraficamente) in un ambiente molto rigoroso e gli istruttori di montagna, a cominciare da mio padre, mi hanno impostato nel modo corretto. Ma non è merito mio, perché la sorte ha deciso così e quindi metto a disposizione il dono che ho ricevuto per aiutare chi non ha ricevuto analogo dono.

Lo sentivo come un “dovere morale” verso gli altri appassionati di montagna. A scanso di equivoci preciso che sto qui riferendomi ai cannibali che si vedono in giro e non agli allievi delle scuole in cui ho operato, perché lì l’impostazione è chiara.

Poi è successo, su questo blog ma anche all’atto pratico, che quando ho offerto la mano, i cannibali me l’hanno morsicata, rinfacciandomi con rabbia che io ho un approccio dittatoriale e che voglio spazzar via i lori diritti incomprimibili (un tizio mi ha addirittura parlato di “diritti costituzionali”. Bah…).

Benissimo. Tiro indietro la mano. Ciascuno seguirà il suo destino.

Sul piano generale (“sanitario”) fino a qualche tempo fa ero favorevole alla massima restrizione a scapito dei “non vax”. «Ma come – mi dicevo – sono dei potenziali infettatori di altri concittadini e li dovremmo lasciar circolare liberamente? Chiudiamo loro gli spazi il più possibile con Green Pass strettissimi, al limite con lockdown specifici (oggi diremmo all’austriaca)!»

Visto il pandemonio che stanno combinando (e soprattutto la loro incorreggibile irragionevolezza, per cui non si “educheranno” mai), oggi ho modificato la mia posizione: lasciamo pure che, nella vita di tutti i giorni, i “no vax” girino liberamente. Hanno statisticamente elevate probabilità di infettarsi, stare male, magari anche molto male e addirittura passare a miglior vita. Se vogliono così, facciano pure.

Io mi sono cautelato e ho già fatto perfino la terza dose di vaccino. Non ho timori neppure di entrare in una cabinovia piena zeppa, magari mescolato a molti “no vax”. I danni a mio carico sono nulli o limitatissimi. Viceversa per loro, le conseguenze potrebbero essere drammatiche: non lo capiscono? Ci penserà la vita a rimettere a posto le cose.

Lo stesso nel campo dell’approccio alla montagna: andate pure, agite come più vi piace, siate sconsideratamente cannibali, senza limiti e senza regole. Se del caso ci penserà la montagna.

Inutile prendersela: basta aspettare.

No-vax in montagna ultima modifica: 2021-12-01T05:40:00+01:00 da GognaBlog

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391 pensieri su “No-vax in montagna”

  1. Evidentemente viviamo in due pianeti diversi, per cui abbiamo visioni diametralmente opposte. Nella Torino che io frequento (anche “geograficamente”), da circa un paio di mesi (=metà ottobre) senza G.P. non saresti riuscito a fare proprio niente. Un paio di settimane fa ho presenziato ad un importante riunione di lavoro che si teneva nella sede di una banca: senza G.P. non sarei neppure entrato nell’edificio. In molti studi professionali te lo chiedono da mesi, se vuoi entrare fisicamente nei locali. Nel circolo sportivo, dove dall’estate ho ripreso a frequentare la palestra,  da fine ottobre lo controllano TUTTI i giorni. Se non hai il G.P. non valichi il cancello neppure per andare a giocare a bocce. Istruzioni per accedere alla Segreteria del CAI: Per l’accesso diretto agli uffici: una persona alla volta con obbligo di green pass, rilevazione della temperatura e uso di mascherina, è consigliato prendere appuntamento. Potrei continuare all’infinito. Noi consideriamo più che naturale tutto ciò: non ho mai sentito nessuno del mio “giro” (non solo alpinistico, ma per es professionale) che si lamenti. Anzi quelle regole “piacciono”: ci sentiamo protetti, “l’organizzazione si preoccupa di non mescolarci con i no vax”.

  2. Infatti Alberto, il modo in cui Crovella esprime le sue opinioni potrà anche sembrare più forbito ma contiene affermazioni gravi quanto quelle di Nuzz…

  3. “CI PENSERA’ IL COVID A FARE GIUSTIZIA”
    è un’affemazione VIOLENTA.
    Vuol dire augurare il male (se non peggio!!)  a chi la pensa diversamente.

  4. Ho letto con piacere l’intervento di Ginesi: ha esposto bene le contraddizioni dell’attuale rotta che stanno prendendo le istituzioni. Argomentazioni superpartes ed equidistanti. 
    Peccato poi per l’intervento @187… un po’ di spocchia in meno sarebbe gradita. Opinione personale ovviamente.

  5. Buongiorno. Sicuramente il commento di Nuzz è orribile, ma dopo certi di Crovella, mi viene da dire che se l’è andata a cercare. Minacciare con i suoi soliti: “ci penserà il covid a fare giustizia” e “ve l’avevo detto io” non è da meno. Sarà successo che uno abbia sbottato svelandosi in quel modo un po’ rozzo e violento ed eccolo lì. Personalmente, non condividendo certi toni, non lo approvo assieme al fatto che non si firmi. 

  6. 177 Bertoncelli 
    Fabio a  Crovella del contagio non gli frega nulla per lui tutta una scusa per giustificare il controllo, la limitazione della libertà individuale in cui non crede. Anzi la combatte.  

  7. Non è la censura che permette di tenere la rotta.
    Se interviene la censura la rotta è già perduta.
     
    Merxi Massimo.
    Non per la citazione.
    Per tutto il resto.
     
    Per altri.
    Seguitate a struzzare.
    Se ne hanno fatto una vignetta, è solo perché è una verità.

  8. In Giappone la vaccinazione e’ partita a rilento , ben spiegata ,  ma poi e’ stata accettata e partita con sprint ..che c’avranno di speciale? ne scrive Articolo di Rampini sul  Corriere di domenica 5: “Il successo del modello asiatico” Sempre meno alla ribalta le manifestazioni di no-vax-no pass ..Purtroppo sempre in aumento le manifestazioni di fabbriche   efficienti e in attivo con minacce di trasferimento altrove…licenziamenti..e pure spot di lavoro continuo 365 giorni l’anno e posti di lavoro alla catena di spedizione .. regalati da babbonatale. Se  fossimo giunti al 95% di vaccinati, gli investitori accorrerebbero o se ne andrebbero ugualmente in zone low cost del lavoro e molti infetti e malati, ospedali in tilt??Per me e’ occasione persa.

  9. Ginesi. Buona notte. Io non mi sono offeso per la tua considerazione nei miei confronti. Figurati. Ammesso che te ne freghi qualche cosa. Già mi ero preso di peggio e poi noi democristiani siamo incassatori. Saluti.

  10. L’intervento 176 è inqualificabile e irricevibile.
    Merlo (180), spesso non sono d’accordo con te, ma su quanto scrivi mi pongo spesso dei dubbi e ogni volta mi sforzo di capire il tuo pensiero.
    In questo caso, non c’è nessun dubbio.
    Comunque la si pensi su vax/no vax green pass e quant’altro, ritengo che l’unica reazione accettabile sia una presa di distanza, nel modo più chiaro e netto possibile.
     
    Quanto all’utilizzare il blog per scambiarsi contumelie, nemmeno all’asilo.
    L’idea del dialogo, del diritto alla libera espressione sarebbe questa ?

  11. Pasini. il senso delle proporzioni ce l’ho chiarissimo, direi a differenza tua.
    Andare a scrivere a qualcuno su un blog pubblico se è lui  che ha posto una minaccia anonima non è una educata domanda, è altro (ma eviterò di spiegartelo tanto la tua innata scadenza e i tuoi numerosi amici magistrati e giuristi potranno confortarti…).
    il resto non è un insulto, è semplicemente una mia opinione, siete quattro commentatori fissi che si parlano addosso. Tristi e illeggibili, che mediamente salto. non ci fossero Merlo, cominetti e Bertoncelli a dare un guizzo sarebbe un polpettone indigeribile.  

  12. Ginesi. Calma e senso delle proporzioni. Ti ho solo fatto una educata domanda. Nessuna insinuazione. Non c’è bisogno di insultare tutto il blog. Chiedo anche cortesemente al signor Nuzz, che prende nota per future occasioni, se può firmarsi per esteso come fa la maggior parte di noi. Grazie, democristianamente ed ecumenicamente.

  13. Pasini, per altrettanta chiarezza e trasparenza, non ti permettere mai più simili insinuazioni se non vuoi risponderne in altre sedi. 
    Vi leggo cperchè mi fate l’effetto drive in, sai quello con d’angelo e bruschi, quattro gatti testi che si parlano addosso, stasera ho deciso di scrivere perché avevo dieci minuti zen e ho letto una serie aberranti di sconcezze, troppe anche per quattro gatti tristi.
    ma  non è nel mio dna minacciare, né tantomeno farlo in modo così stupido e sotto mentite spoglio. quindi occhio a quel che scrivi,perchè non sono disposto a tollerare simili sortite

  14. … la compressione di diritti fondamentali in uno stato fondato sulla nostra costituzione (ormai stracciata) deve avere un principio  di proporzionalità fra causa ed effetto,  soprattutto, in un paese fondato su regole democratiche, deve passare all’esame dei due rami del parlamento, non può prescindere da qualunque controllo ed essere imposta a furia di decreti legge blindati dalla fiducia.
    Che da ormai anni si stiano emanando provvedimenti che hanno efficacia e basi razionali dubbie credo sia evidente anche ai sampietrini (basterebbe chiedersi sotto il profilo sanitario perché per andare in tribunale i magistrati sono obbligati ad avere il Green Pass e gli avvocati no o per andare al supermercato  la cassiera deve averlo e il cliente no).
    l’imposizione di mascherine all’aperto e altre norme folli e prive all’evidenza di ogni base scientifica e di utilità dovrebbero fa accendere più di una lampadina, così come dati incongruenti sotto molti profili, che vengono sbandierati ad ogni momento o la follia di pretendere di vaccinare i bambini.
    Leggere un pò di stampa e letteratura informativa e straniera e magari l’orizzonte si riallinea   
    un plauso a bertoncellie e cominetti (avevo scritto per errore pasini, che trovo invece di una insopportabile e democristiana ecumenicità).

  15. Visto quello che Crovella scrive da sempre e quanto ha iniziato a blaterare sin dai lockdown e i famosi dpcm  dello scorso anno, senza capire una virgola dei ragionamenti socio giuridici sottostanti (che si possono condividere o meno, ma presuppongono un confronto e una riflessione), non mi stupisce che ora urli compiaciuto e con  disprezzo contro i c.d. no vax (galassia inesistente: accanto a qualche furioso imbecille, c’è una marea di persone – sia vaccinate che non – che si interroga  su una deriva sempre più inquietante).quanto alle regole, al credere obbedire e combattere, i ragionamenti (absit iniuria verbis) del Crovella attuale sono quelli che mutatis mutandis hanno sostenuto poco meno di un centinaio di anni fa le leggi razziali e altre piacevolezze (sul quale il cai aveva appeso ufficialmente la bandiera…), e che anche allora hanno fatto leva sul consenso della maggioranza delle persone…  
    segue

  16. Se ti diverte fare il bastian contrario come riempire i post di gridolini vari ripetuti 50 volte come fai ogni tanto, non so se per scherno o per spirito giocherellone,  fai pure. Sono cose innocenti. Il 176 è un caso più serio. Io non mi sono rivolto a te e mi aspetto una risposta da chi gestisce l’osteria. 

  17. Merlo. Fai male. Molto male ad assecondare cose come “”il farla pagare”. Non si scherza con queste cose. Non si può mai sapere dove si va a finire. Spero vivamente che Gogna la pensi diversamente.

  18. 176. Cartellino rosso. Richiesta di intervento arbitrale. Non sono accettabili minacce anonime. A prescindere. 

  19. @177. Mi spiace davvero che tu elabori quella esegesi dei miei pensieri (“io ne godo”) perché, paradossalmente sono mosso proprio da motivazioni antitetiche: vorrei farvi capire quanto siete sulla strada sbagliata, per farvi tornare su quella giusta. Ma in effetti, hai ragione tu, è tutto fiato sprecato. La conclusione piu’ adeguata è quella che ho già definito nel mio articolo: andate pure, procedete nell’errore, eventualmente ci penserà il Covid a farvelo capire fino in fondo. Non so se siete al corrente di quanti no vax si sono pentiti, una volta giunti in terapia intensiva. Inutile parlare a chi non vuol ascoltare… Un risvolto: mi spiace (non mi rivolgo a te, ci mancherebbe) che, quando siete a corto di argomenti dialettici, non sappiate fare altro altro che offendere o fare insinuazioni sulle mie capacità alpinistiche o addirittura vagheggiare di aggredirmi (ma sai che paura!). Mi è venuto in mente che, già ora, lo sci di pista richiede obbligatoriamente g.p., mascherine in coda agli impianti (=assembramenti), distanziamento in coda ecc. Se tanto mi dà tanto, anche in assenza di norme di legge specifiche,  mi viene da concludere che analoghe regole andrebbero seguite in ogni attività montana, a maggior ragione se “ufficiale” (io penso anche alle uscite collettive – es gite in sci, escursioni ecc- organizzate da guide). Scattano delle responsabilita’. Cmq comportatevi come meglio preferite, è ovvio, ma le norme di legge le fanno il governo/parlamento e, a prescindere dall’opinione di Crovella, se non le rispetterete ne risponderete nelle sedi appropriate. Io ci andrei con i piedi di piombo, ma… “fate vobis”, come diciamo qui da noi. Buonanotte!

  20. Carlo, se le persone vengono private della libertà tu ne sei compiaciuto.
    Tu ragioni cosí: «Non hai voluto vaccinarti. Io rischio di essere contagiato da te. È giusto che tu sia confinato finché non ti sarai ravveduto. E io ne godo».
    … … …
    Ti ricordo che pure i vaccinati possono contagiare. Gli sciatori vaccinati che in questi giorni saliranno nelle cabine delle funivie potranno infettare liberamente col lasciapassare governativo. Secondo il tuo metro di giudizio, le funivie – con affollamento elevatissimo! – dovrebbero essere proibite per tutta la durata della pandemia. Perché non lo si fa?
    E cinquantamila tifosi allo stadio ogni domenica? Quelli non contagiano? Perché si consente l’accesso agli stadi?
    E ci si contagia solamente nei cortei No Green Pass? Negli altri il virus non circola?
    … … … 
    Sono tutte contraddizioni – assieme a tante altre – che in effetti fanno capire in modo chiarissimo la politica del governo.
    Ma tu non vuoi capire.

  21. Ho letto solo le prime 20 righe dell’articolo e lo considero merda pura. Mi preme solo significare con una certa soddisfazione che ormai a gente così non mi interessa nemmeno spiegare le mie ragioni. 
    Siamo arrivati al punto, in questa guerra idiota, che si vorrebbe solo mettere le mani addosso. O peggio. 
    Ci si arriverà.
    O comunque, si ricorderà tutto. Si prende nota. Se mai capitasse l’occasione di farla pagare. 
     

  22. Guardate che il Cai non l’ho mica inventato io: esiste dal 1863. Ci sono quelli cui piace il Cai: sono 350.000 in tutta Italia. Questi se partecipano alle uscite rispettano le regole, trovando che sia naturale applicarle. Io personalmente le applico anche nella mia attività privata e non capisco perché dovrei comportarmi diversamente dalle mie convinzioni. Mi guardo intorno e nel giro, abbastanza ampio, di mie conoscenze umane, non vedo nessuno che ragioni diversamente da me, anche in uscite private: in parole povere non ci so o no vax. Poi, all’opposto, ci sono quelli cui non piace per nulla il Cai e allora non lo frequentano in assoluto, a prescindere dalle regole sulle uscite in tempo di Covid. Ma ho già detto: andate pure per la vs strada, nessuno vi corre dietro. Infine: guardate che, volenti o nolenti, fra poche ore anche in Italia scatta un regime (supergreenpass) che contingenza moltissimo i no vax. Per ora le norme governative non impediscono le attività all’aperto, neppure ai no vax. Ma chissà come si evolverà la situazione… non possiamo sapere. Se anche in Italia di dovesse mai arrivare al lockdown severo per i no vax… probabilmente i no vax saranno sigillati in casa, salvo uscire solo per recarsi al luogo di lavoro. Di conseguenza, in quel regime: per i no vax niente altre attività, neppure all’aperto, specie con altri individui. Se si arriverà lì, non sarà perché lo ha deciso Crovella e neppure il Cai. Lo deciderà il governo, sarà quindi norma di legge.

  23. Crovella e il tuo Cai, siete impresentabili. I commenti negativi ai tuoi interventi sono stati fin’ora di una sobrietà che non ti meriti (incluso quello di Parmeggiani ultimo). Forse da piccolo avresti dovuto ridere un po’ della vita per vedere le cose oggi con un minimo di assennatezza. Ma a quanto pare non è andata così. L’articolo si intitola No Vax in Montagna e in montagna, all’aria aperta dei grandi spazi ci possiamo andare tutti, senza mascherina e gel (che non serve a una mazza) rispettando soltanto pochi comportamenti di buonsenso. Il tuo beneamato Cai, che sempre ha fatto proseliti per aumentare il numero dei soci puntando alla quantità e non alla qualità (e questo si vede anche se si è ciechi) ha in te un vero outsider perché con i tuoi ragionamenti contribuisci CHIUNQUE ad allontanarsene. 
    Facciamo così: se qui c’è qualcuno che si auspica un Cai a la Crovella lo dica. Ma lo dica anche se pensa il contrario. Grazie.
    E non c’azzecca essere di destra, sinistra, alpinisti (attività che ti è estranea dal punto di vista pratico e che però ti sei modellata a tuo uso e consumo per abbassarla alle tue scarse capacità) o pantofolai.Posso, a differenza di quanto tu credi di te stesso, sbagliarmi, ma almeno ci provo. Ciao.

  24. Ma sai quanto me ne importa della tua opinione positiva o negativa! Cmq, visto che tre volte su tre hai capito Roma per Toma, mi sa che non sei molto lucido tu e non io. Nel commento precedente ho riportato l’auspicio di Cofferati e la possibile decisione tedesca. Che c’entra io con questi avvenimenti? La tua conclusione avrebbe dovuto essere che ti fanno schifo Cofferati e il parlamento tedesco, non Crovella. Prendi fischi per fiaschi e poi vuoi discettare… Anche questo episodio dimostra che molto spesso i no vax sono preda di un approccio del tutto privo di lucidità. Una specie di delirio di ribellione che utilizza il tema “vax-no vax” come puro pretesto per esprimersi contro  sistema. Come ho già citato, si tratta di ciò che Sansonetti (direttore del Riformista) definisce “l’inspiegabile preferenza per la libertà di morire”. Contenti voi… Quello che non capite è che l’apartheid che si sta creando in tutto l’Occidente,  ve lo state creando voi stessi con le vostre posizioni. A forza di essere così irragionevoli, è ovvio che la società vi crea intorno un “cordone sanitario” (di tipo logistico) e vi confina in spazi per voi sempre più ristretti. In montagna come nella vita cittadina di tutto i giorni. Ma ve lo state cercando voi: chissà se lo capirete mai?

  25. @167 
    Crovella, mi fai paura.
    E anche un p0′ schifo a dire la verità

  26. Per quanto riguarda l’impostazione più generale, cioè ben oltre la montagna, è chiaro che è deliberatamente voluto (dalle principali forze parlamentari) che ci sia una specie di regime di apartheid a carico dei non vaccinati. L’altro giorno ho sentito Cofferati (storico segretario generale della CGL-il sindacato comunista) che ha auspicato l’obbligo vaccinale per tutti i lavoratori. Cioè se vuoi lavorare (ovunque: pubblico o privato, scrivania o fabbrica) non basta più il tampone, ma obbligo vaccinale per tutti. Gli hanno chiesto “E il lavoratore che non vuole vaccinarsi?”. Sua risposta: “Viene sospeso senza stipendio.” Altra domanda “E se quello campa del suo stipendio, come fa?” Risposta: “Basta che si vaccini e viene reintegrato immediatamente”. Questo lo dice pubblicamente il past segretario della CGL, storico sindacalista comunista. Quindi non si capisce in che cosa vi riconosciate voi. Alternativa operativa: in questi giorni il parlamento tedesco sta discutendo se deliberare il lockdown stretto per i non vaccinati. Significa che i non vaccinati possono uscire di casa solo per andare a lavorare (dove è cmq obbligatorio il tampone sistematico – a loro carico, ovviamente). Con quella disposizione, in Germania altro che praticare sport, compreso l’andar in  montagna… o si va a lavorare (con tampone) o si sta sigillati in casa. Quindi il restringimento dello spazio di azione per i non vaccinati è inevitabile, in tutto il mondo occidentale. Questo NON perché lo decide Crovella o il Cai, ma perché lo decidono (con diverse modalità applicative) le autorità che ne hanno la competenza formale e sostanziale.

  27. @162 Evidentemente NON ti sei letto i documenti che ho allegato: sono su carta intestata CAI Centrale, volgono per chi desidera partecipare alle attività sociali. Fuori da tale  attività sociale, nessuna associazione può estender le proprie regole, neppure il Cai. Difatti mica sto dicendo che le regole del CAI hanno validità di legge dello Stato. Però chi desidera farne parte, accetta le regole associative. Se non ti piacciono quelle regole (nazionali, non locali), hai solo da non far parte del Cai: nessuno ti corre dietro. Dico però che il Cai è il principale punto di riferimento degli appassionati italiani di montagna, quanto meno sul piano numerico (350.000 soci circa a livello nazionale), per cui non è possibile sostenere che la verità dell’andar in montagna sia solo quella alternativa. Chi non si riconosce in tali regole, faccia pure. Ma non potete obbligare 350.000 soci nazionali ad adeguarsi alle vostre idee. 

  28. ———  BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI  ———
     
    Film di Ettore Scola nel 1976? o di Mario Draghi nel 2021?

  29. Faccio una breve riflessione, che può essere attinente alla discussione oppure no… 
    Credo che l’estremismo delle posizioni si alimenti da solo. Più si assumono posizioni estreme, più la posizione opposta diventa estrema per contrastarla. Credo che ognuno di noi debba riflettere su questo, altrimenti temo che si arrivi davvero all’apartheid per chi non ha intenzione di vaccinarsi.

  30. Crovella: se parli del Club Alpino Italiano tale soggetto è un’ASSOCIAZIONE e tale si definisce nel suo statuto. 
    Di questo passo affermeremo che la storica bocciofila di genova, che ha superato i 100 anni dalla sua formazione, è un istituzione statale con diritto di legiferare in materia sanitaria

  31. E chi ti obbliga? anzi: e chi ti vuole? Se hai quella testa lì, proprio non sei fatta per condividere giornate collettive di montagna, in particolare nel Cai. Fai pure la tua strada, nessuno ti corre dietro. Il Cai vive benissimo senza gente come te.
     
    Per curiosità ho fatto una ricerca internet circa disposizioni Cai sull’organizzazione uscite istituzionali Cai in epoca Covid. Non he ho trovate di aggiornate, ma qui sotto riporto quelle di fine primavera 2021 (nella fattispecie per uscite escursionistiche), quando il vaccino NON era ancora diffusissimo e quindi non lo si “richiedeva” ufficialmente. Ma l’impostazione complessiva è la stessa anche oggi: immaginate di inserire il concetto G.P. (o S.G.P da domani 6 dicembre). Notare che la carta intestata è CAI Centrale, quindi sono regole a valore nazionale (non solo Torino). Chi ha voglia di leggersi la pappardella, scopre alcune cose precise: tipo obbligo tenere distanziamento fra partecipanti anche all’aperto, indossare mascherine in particolari occasioni anche all’aperto (es appello), divieto di scambio attrezzatura-cibo-bevande se non fra componenti dello stesso nucleo famigliare, ecc ecc ecc.
     
    Se interessati a partecipare a uscite Cai, queste sono le regole. Se non piacciono le regole, prego: il mondo è grande, procedete lungo la vostra strada, non è il Cai che deve corrervi dietro.
    https://www.cai.it/wp-content/uploads/2021/05/proposta-CCE-per-organizzatori-2021.pdf
     
     
    https://www.cai.it/wp-content/uploads/2021/05/proposta-CCE-per-partecipanti-2021.pdf
     

  32. “Però se uno vuol far parte del Cai, come istruttore o allievo o in gita sociale, non può pretendere che non vengano rispettate le regole (su qualsiasi argomento, non solo su questo). Probabilmente vi farebbe bene, intendo partecipare per un po’ alle attività del Cai, imparereste cos’è la disciplina…”

    Far parte del Cai ?
    No Grazie!🌞

  33. 57 Lorenzo Merlo:
    A letto a sudare. E digiuno. Senza medicine. Durata una settimana.
    Neanche d’accordo con ippocrateorg che cita. Un insulto a 130.00 morti, ai loro familiari, alle centinaia di medici e infermieri morti per cercare di salvare vite. Fuori dalla realtà, a raccontare ancora che il Covid è un’influenza. Ma questo è il vero Merlo, aldilà della boriosa spocchia con cui tratta tutti qui dentro. Lo stesso Merlo che si offende (si incazza) perché l’Ordine dei Giornalisti, la tremenda Casta di cui fa parte) si è permesso di non rispondergli, a lui, ma come osano?
    Chiuso in una torre non d’avorio ma di rozza plastica cinese. Pieno delle sue roboanti sparate che paiono la “banalità del nulla” (mi perdoni signora Arendt). Altro che voci libere, visioni alternative..

  34. A me risulta che le regole del Cai (su questo come su qualsiasi altro argomento) valgano a livello nazionale. Sono stupito che non ne siate al corrente: ma in che mondo vivete? Bah… Magari in sezioni/scuole piccoline non c’è particolare esigenza di applicarle in modo immediato e tassativo. Invece nelle Sezioni/Scuole più grandi, sono i numeri che lo impongono: quando ad una gita sociale ci sono 50 e più partecipanti tutti insieme (da noi a volte anche più di 100 persone…)… non puoi fare altrimenti. Non è necessario, certo, partecipare alle attività del Cai. Però se uno vuol far parte del Cai, come istruttore o allievo o in gita sociale, non può pretendere che non vengano rispettate le regole (su qualsiasi argomento, non solo su questo). Probabilmente vi farebbe bene, intendo partecipare per un po’ alle attività del Cai, imparereste cos’è la disciplina…

  35. Mentana, La7, Mirta Merlino, ma li avete visti? Sono i fondatori del bar sport e si incazzano se arriva qualcuno a non dargli ragione. Siamo (siete, sono) alla canna del gas. Crovella se l’è già ciucciato quasi tutto. Nevica! 

  36. Mario Monti censore?? Il tg 7 non dà spazio  ?Ormai la comunicazione e’ ridondante, impossibile da frenare se non con un blackout di corrente elettrica e linee telefoniche o attacco globale  hacker…o stato di polizia stile  Stasi.Comunque e’ da lodare ancora la rete di  radioamatori e degli allevatori di piccioni viaggiatori….dei volantinatori e graffitatori sui muri.

  37. Ma al CAI di Torino c’ è l’ obbligo di indossare il preservativo sotto l’ abito di gala, in caso di invito a cena di una consociata? Sia mai scappasse uno starnuto sotto al tavolo!!

  38. ———  PICCOLI  APPELIUS  CRESCONO  ———
     
    Enrico Mentana: “Non ospito no vax nei miei telegiornali”.

  39. Marco: «Appunto: te lo spiega Marramao». Maramao non può: è morto.… … …«Maramao, perché sei morto?»Incredibile ma vero: la canzone di Maramao, cantata dal Trio Lescano, fu censurata dal regime fascista. Si ritenne che ironizzasse sulla morte del presidente della Camera dei Fasci e delle Corporazioni Costanzo Ciano, padre di Galeazzo e consuocero di Mussolini.
    P.S. Il censore del 1939 era presumibilmente il nonno di Mario Monti 2021.

  40. Marco: «Appunto: te lo spiega Marramao». 
    Maramao non può: è morto. 
    … … …
    «Maramao, perché sei morto?»
    Incredibile ma vero: la canzone di Maramao, cantata dal Trio Lescano, fu censurata dal regime fascista. Si ritenne che ironizzasse sulla morte del presidente della Camera dei Fasci e delle Corporazioni Costanzo Ciano, padre di Galeazzo e consuocero di Benito Mussolini.
    P.S. Il censore del 1939 era presumibilmente il nonno di Mario Monti 2021.

  41. La guerra (al covid) si è trasformata in una guerra mediatico – pratica di posizione  contro chi non si allinea alla linea dei generali comandanti .Anche qui.  È semplicemente un fatto che avere una opinione diversa da quella main stream è quantomeno dannoso,  a vari livelli. Per il libero dibattito almeno , cioè per la libertà di opinione. Da perfettamente vaccinato e prossimamente supervaccinato  mi prendo la libertà di dire che  capisco i no vax no pass  no superpass  e mi piace il vederli liberi di fare quello che credono. Che continuino a farlo costi quello che costi.

  42. «E’ incredibile questo blog. A 65 anni scopro di essere inadeguato (merlo dixit), scopro di essere un fan di Goebbels, scopro di non capire un cazzo perché così vogliono i Poteri Forti, scopro che tutti quei signori (da Cacciari in giù) in televisione non hanno diritto di parola, scopro di non saper leggere i numeri… Forza, fatemi scoprire di più… »
    … … … 
    Coraggio, Marco! Il primo passo per ogni guarigione è scoprire la malattia.
    Tu l’hai appena fatto. 😂🤣😂

  43. Per gli amanti dei filosofi, leggete l’intervista a Marramao, un altro inadeguato, of course, sull’Huffington Post. Forse, forse, non esistono solo Cacciari e Agamben come vorrebbero alcuni…

  44. E’ incredibile questo blog. A 65 anni scopro di essere inadeguato (merlo dixit), scopro di essere un fan di Goebbels, scopro di non capire un cazzo perché così vogliono i Poteri Forti, scopro che tutti quei signori (da Cacciari in giù) in televisione non hanno diritto di parola, scopro di non saper leggere i numeri… Forza, fatemi scoprire di più… 

  45. Balsamo. Giuseppe, ho avuto modo di parlarne in passato con persone che lavoravano in questo campo nel polo di Rosia, vicino a Siena, sede del glorioso Istituto Sieroterapico Sclavo. Un’ipotesi può essere il fatto che non si introduce col vaccino nel proprio corpo una molecola chimica ma un qualcosa che nella fantasia inconscia  può essere assimilabile a un elemento appartenente al mondo vivente. Oggi poi i vaccini a Rna sono ancora più inquietanti di quelli tradizionali, per l’idea di un programma genetico che viene introdotto dall’esterno. Visto che questo tipo di “farmaci” rappresentano il futuro per molte patologie sarà interessante vedere come reagiranno le persone al momento della prescrizione. L’industria farmaceutica penso stia sottovalutando questo aspetto.  Noi uomini quando introduciamo sostanze  dentro di noi che producono degli effetti sui nostri organi interni non siamo razionali e non lo facciamo certo leggendo i numeri. Vedi etichette sulle confezioni dei cibi o letteratura sugli effetti avversi dei farmaci et alia, comprese le diverse forme di droghe, socialmente permesse o no. Tranne ovviamente qualcuno o costretto dalla necessità o particolarmente vigilante o sospettoso. 

  46. Commento 129
    Pasini, molto interessante (as usual…)
    E’ curioso, sì.
    E accade fin da quando sono stati inventati.
    Forse si tratta di scarsa propensione alla medicina preventiva (perchè sottoporsi a un trattamento se si sta bene ?) o di bias dell’ottimismo (io non mi ammalo mai – risposte reali avute da un amico non vaccinato) o chissà cos’altro.
    Va a sapere.
    Faccenda complessa.
    Difficile da rappresentare senza una tavolozza con tanti colori, estremizzare è via più facile.

  47. “Se vuoi fare l’istruttore, l’allievo o il consigliere CAI oggi non puoi pensarla differentemente oppure sei fuori dal giro”
    Ma chissenefrega di essere nel giro 🤣🤣

  48. Prima mi sono limitato a descrivere lo status quo (sempre con specifico riferimento allo spaccato di quella Torino, anche “alpinistica”, che frequento io). Al momento io NON ricopro nessuna carica decisionale, né in scuole né in sezione. Chi ha responsabilità istituzionali (=Cai) ha assunto quelle decisioni, altrimenti non lo autorizzano a stare al posto in cui sta.
     
    Francesco @134: “istituzionale” è riferito al mondo della montagna = Cai. Non so a quale Istituzione ti riferisci, probabilmente non ha a che fare con la montagna (però  l’Università di To, da mesi, richiede obbligo di G.P. per le lezioni, sia professori che studenti).  Tornando alla montagna “torinese”, il concetto è semplice: se vuoi fare uscite ufficiali, come istruttore o come allievo o come gite sociali, se vuoi partecipare alle conferenze come quella (bellissima) dell’altra sera, se vuoi far parte di organi come il Consiglio Direttivo sezionale… ecc ecc … Bhe, è impossibile non aver il G.P, ed è già da tempo suggerito il Supergreenpass (cioè vaccino). Per quel che mi risulta sono prassi che valgono per tutte le attività del Cai, non solo torinese, ma nazionale. Può darsi che qui, sabaudamente, siamo stati più rigorosi nell’applicazione immediata. L’altra sera (altra scuola scialp) hanno detto che, se il governo estende il Supergreenpass (=vaccino) oltre il 15 gennaio, in automatico sarà obbligatorio per le uscite 2022 = non basterà il semplice G.P con tampone. Quindi tenerne conto ora nel valutare se iscriversi o meno al corso 22. Chi non vuole vaccinarsi e si iscrive ora, se il governo estende il SuperGP, non potrà partecipare alle uscite… “uomo avvisato, mezzo salvato”.
     
    Più in generale io sono contento che ci sia obbligo di GP, anzi preferirei già di vaccino, nelle gite ufficiali (personalmente seguo questa prassi anche per gite private). Mi sento più tranquillo. Non strillate subito che IL VACCINO non esclude il rischio di infettarsi. Vero, ma lo riduce sensibilmente. In ogni caso, nelle gite, anche con compagni rigorosamente SGP (=vaccino, possibilmente terza dose), anche all’aperto io tengo distanza, mascherina a portata (se ci fermiamo), gel pronto all’uso ecc. “Meglio stare un metro prima del precipizio, che un centimetro oltre”: è un vecchio detto piemontese, quanto meno l’ho sentito spesso in casa fin da bambino. Ognuno viva come gli pare. Saluti!

  49. Pasini. Caro Roberto non si tratta di essere dei vigilanti democratico ma la preoccupazione c’è.
    Con la scusa o la necessità, una volta che certi diritti sono stati smantellati, non so se con la stessa facilità verrano ripristinati, anche se certe necessità non ci saranno più. 
    Le regole sono una cosa il controllo è ben altro.

  50. Matteo. Sarà perché sono dovuto tornare indietro con le orecchie basse causa pioggia, ma mi ha preso un po’ di sconforto. Crovella vede torme di ribelli libertari, anarcoidi, restii a qualunque disciplina e senso del dovere, moderni coribanti, orgiastici, rumorosi e fastidiosi,  in preda a emozioni sconsiderare e destinati inevitabilmente all’estinzione. Voi vedete nazisti, golpisti, stalinisti, nemici della democrazia, personalità rigide, oppressive e autoritarie come quelle descritte da Adorno nella sua famosa opera, pronte a cogliere quest’occasione per far virare il capitalismo della decadenza verso una deriva cupa, inquietante e dittatoriale. Capisco quella che una volta si chiamava “vigilanza democratica”, ma detto a bassa voce, con discrezione e senza voler offendere nessuno, così solo per stimolare una riflessione, non è che anche voi come Crovella ci mettete un po’ troppo del vostro e colorate la realtà a tinte nette e forti, quando forse i toni sono più sfumati? Lo pongo come punto interrogativo anche a me stesso, pienamente consapevole che anch’io ci metto del mio: la preferenza per gli acquarelli piuttosto che per quadri e disegni di gusto espressionistico. 

  51. “le regole “accettate/non messe in discussione” …ho notato che tale comportamento…ma è sempre più diffuso.”
    questo è il vero pericolo, questo è l’obbrobrio ultimo, questo è quello che spaventa e fa tristezza, l’abdicazione finale dell’essere razionale: le regole accettate e non condivise. 
    Meine Ehre eisst Treue non è così distante, purtroppo.
    Altro che balle!

  52. Crovella complimenti ! Io sono semplicemente allibito e terrorizzato dalle persone come te. Guarderò con attenzione la programmazione delle uscite del cai di Torino per stare alla larga da cotanta stupidità.
    Dal tuo ultimo post:
     
    1 – “Se vuoi fare l’istruttore, l’allievo o il consigliere CAI oggi non puoi pensarla differentemente oppure sei fuori dal giro” direi che i commenti sono superflui
    2 – “mi tengo alla larga dai non vaccinati” forse pensi ancora che siano loro gli appestatori della società. Purtroppo come è stato espresso anche in questa sede anche le persone vaccinate trasmettono il virus
    3 -“specifica parte che è coinvolta in modo istituzionale” … la citazione delle istituzioni la trovo veramente offensiva! Io faccio parte di una istituzione e non condivido per nulla il tuo pensiero. Dal mio punto di vista questo è un abominevole obbrobrio: I padri fondatori di questa democrazia si stanno rivoltando nella tomba da tanto siamo arrivati a distruggere quello che loro, con enormi sacrifici, ci hanno lasciato.

  53. Crovella. Sono assolutamente d’accordo. È sempre corretto dichiarare il contesto e relativizzare, per evitare generalizzazioni non fondate: tutte le vacche sono nere ! vero però di notte e non è neppure completamente vero di nottecperché se c’è anche un pochino di luce appaiono subito i diversi “sottogruppi”. Adesso me ne vado anch’io a “fare” quello che è possibile malgrado la pioggia. Buon week end a todos.

  54. 115..ma un giorno dopo la terza  ha già attecchito e formato anticorpi?  a me dopo la seconda dissero di non esagerare, ovvero stare in pantofole almeno 3 giorni! chiaro che  se uno si isola  in  baita da uno-due anni puo’anche permettersi di restare no-vax, basta che non frequenti gli altri..  ottenga quel che gli serve con  teleferica di servizio forestale e disinfetti i contenitori.

  55. I residenti a Torino o in Piemonte NON sono necessariamente intrisi della visione che cito io. Non voglio ripetere la solita tiritera. Le mie considerazioni sulle regole “accettate/non messe in discussione” riguardano, all’interno della comunità alpinistica torinese/piemontese, quella specifica parte che è coinvolta in modo istituzionale. Se vuoi fare l’istruttore, l’allievo o il consigliere Cai oggi non puoi pensarla differentemente, oppure stai fuori dal giro. Ma mi sembra che nessuno abbia delle esitazioni.  A titolo personale io seguo una atteggiamento molto prudente, in generale. Per esempio evito di frequentare persone che so per certo che sono dei non vax. Senza fare troppe storie, semplicemente evito di incontrarli, meno che mai fare un viaggio in auto o condividere una gita per un intera giornata. Sociopatico io? Magari sì, ma a me fa piacere comportarmi così e rivendico la mia libertà di farlo. Ma il bello viene adesso: ho notato che tale comportamento, qui da noi, non è limitato a pochi sociopatici come il sottoscritto, ma è sempre più diffuso. Lo si percepisce da un elemento che ne fa da contraltare: il dichiararsi spontaneamente come “vaccinati” (e con quante dosi) quando ci si incontra, per dare serenità all’altro. “Sono vaccinato, terza dose” dice uno, avanzando il gomito al posto della mano per salutare. L’altro risponde: “Bene! alura ‘ndem a piè ‘l cafè ansema!”. La dice lunga: senza vaccino di entrambi, i due si sarebbero limitati a due fugaci parole sul marciapiede, poi “ciau ciau, ‘a l’hai n’ appuntamen!” L’appuntamento magari non esiste, ma è una pretesto per sganciarsi: classico comportamento torinese. E’ altrettanto evidente che Torino, essendo una “metropoli” (anche se in fase di smagrimento demografico) è composta da una moltitudine di individui, fra i quali ci saranno anche molti che NON la pensano così o che non si comportano così. Ma non sono rappresentativi della mentalità più radicata nella torinesità… Per questo quando si espongono le proprie considerazioni, occorre essere molto precisi sullo spaccato sociale cui ci si sta riferendo, sennò tutti crediamo di parlare della stessa cosa invece si parla di cose completamente differenti. Cmq, “adess l’hai da fè, per cui mi devu andè, arvedze neh“…

  56. Analizzare razionalmente fenomeni con basi irrazionali non è facile.
    Il 6% degli italiani crede nella Terra piatta, il 10% che non siamo mai andati sulla Luna (dati CENSIS). Secondo lo European Values Study del 2018 l’84,4% degli italiani affermava di credere in Dio.
    Cosa potrebbe andare storto ?

  57. Balsamo. Giuseppe “fenomeni con basi irrazionali” . Io preferisco dire fenomeni che investono in questo caso milioni di umani e quindi come tutte le cose umane molto complessi. Tu sai bene che in ognuno di noi coesistono aspetti molto diversi e che anche le decisioni che riguardano la salute (le famose tre Esse: Soldi,Sesso,Salute) hanno basi solo in parte “razionali”. Quello che a qualcuno appare confusione, che io preferisco chiamare complessità ,(gente di sinistra a favore e gente di destra contro o le varie sfumature in campo) personalmente penso sia legata al fatto che per  quando riguarda la salute entrano in gioco fattori che hanno a che fare più con l’orientamento della personalità e con i processi psicologici individuali di gestione del rishio malattia che non l’orientamento politico-sociale. Ma questa è una pura ipotesi di lettura. Vedremo cosa uscirà dalle varie ricerche in corso. I vaccini sono l’unico farmaco che produce orientamenti così divisivi e una così forte problematica nel passaggio tra prescrizione e adozione. Curioso no? 

  58. Analizzare razionalmente fenomeni con basi irrazionali non è facile.
    Il 6% degli italiani crede nella Terra piatta, il 10% che non siamo mai andati sulla Luna (dati CENSIS).
    Cosa potrebbe andare storto ?
     
    P.S. Nell’ultimo commento (127) ho letto una parola ormai desueta, una parola che quasi nessuno usa più: dovere.

  59. A To, almeno in ambito istituzionale Cai, sono tutti così. Ho citato un’altra scuola, rispetto alla mia , proprio per sottolineare che le regole previste da tutti sono tutte allineate. credo invece che fra i no vax della montagna ci sia molta confusione. in Italia la sensazione è che i “no vax” generalisti (cioè quelli fuori dal giro della montagna) si rifacciano sostanzialmente alla destra. Falsamente dico io, perché urlano contro la dittatura sanitaria e poi fanno il saluto romano e assaltano la sede del CGL. Molti esponenti di sinistra invece sono rigorosi. Il citato Sansonetti (oggi direttore del Riformista) è di antichissima militanza comunista (per 30 anni all’Unità). E’ un convinto pro vax, o meglio è un “anti no vax”. A sinistra si registrano posizioni ancor più estreme.  Dal Riformista del 1 dicembre 21. Ospite della trasmissione Agorà, Fulvio Abbate è intervenuto esprimendo la sua opinione riguardo a vaccini e polemiche: “Dobbiamo militarizzare la sanità cioè gli strumenti di contenimento. I nostri figli, la generazione zeta, è in uno stato psicologico devastante. Può sembrare un concetto inaccettabile ma dobbiamo militarizzare la sanità fino alla dittatura sanitaria”. Ricordo che Abate è un giornalista storicamente impegnato a sinistra (se non erro fu coinvolto in Riformazione Comunista). Quindi anche fra di voi c’è una gran confusione. Molti della comunità alpinistica si dichiarano da tempo di sinistra e però si schierano contro l’obbligo del G.P., senza rendersi conto che si allineano a chi, nelle piazze cittadine, fa il saluto romano! Io, nel mio piccolo, credo di avere una linea coerente con la mia visione, molto sabauda: “prima il dovere e poi il piacere”. Declinato in parole povere: prima cerchiamo di sopravvivere e poi vediamo se riusciamo anche a divertici…

  60. A proposito di “pre-giudizi”. A guardare i dati, sia il Piemonte che la provincia di Torino non hanno una percentuale di vaccinati così elevata. Il Piemonte è al 13 posto tra le Regioni italiane e prsenta dati più bassi in particolare nella fascia over 50. Spesso i numeri contrastano con le nostre sensazioni o le nostre evidenze aneddotiche basate sull’osservazione di piccoli sotto-insiemi. Questo vale per tutti i fenomeni sociali importanti che coinvolgono grandi numeri come il comportamento di milioni di persone di fronte a questa vicenda, sia sul versante dell’adesione che del rifiuto. Al di là del momento contingente  del dibattito e dello schieramento, ci sarà molto da capire andando in profondità perché l’ “esperimento” sociale è notevole, non dico come la seconda guerra mondiale ma sicuramente notevole per l’umanità.
     

  61. Dai Crovella, i tuoi deliri di onnipotenza ti rendono grottesco e ridicolo. Tanto dire per poi, chissà come mai, arrivare alla conclusione del governo in atto da mesi di non rendere la vaccinazione obbligatoria. Parli come se fossi il primo ministro ma fai l’istruttore del Cai. Certo che lì da te se siete tutti cosi (so che non è così per fortuna) siete messi maluccio. Dai che vado a farmi una gitarella dietro casa tra amici cui non viene in mente di occuparsi di chi è vaccinato o no. C’è il sole….

  62. Forse non è chiaro a tutti, ma il mio articolo non ammette fraintendimenti. Mesi fa ero per il vaccino obbligatorio a tutti (alpinisti e non), esclusi solo i soggetti con patologie accertate e non compatibili. Visto tutto il frignare con annessi danni e disservizi (es 20 sabati di seguito con centri cittadini bloccati, ecc), ora sono giunto ad una posizione diametralmente opposta. Liberi tutti: esiste il vaccino, chi vuole se lo fa. Ci penserà la natura a fare selezione: chi è sveglio sa come proteggersi (non solo vaccino: distanziamento, mascherine, gel a portata ecc), chi non vuole, avrà più probabilità di prendere la malattia, specie in forma grave e magari di morire. Piero Sansonetti (il mio comunista preferito, come lo chiamo affettuosamente) dice che è l’estremizzazione dell’ideale di libertà, cioè è il desiderio di esser liberi fino a pagar con la vita questa scelta. Ammirevole predisposizione, ma non è la mia visione. In particolare in montagna (Covid o non Covid, ovvero tema di “come” andar in montagna-cannibali ecc). Si vede appunto che a Torino siamo congenitamente rigorosi, sia sul tema Covid sia sull’altro. Nessuno ce lo deve “imporre”, il g.p.: siamo così di natura. Pensate che la citata scuola di scialpinismo richiede ai partecipanti (istr e/o allievi) anche di avere sempre con sé due mascherine (una di riserva perché non si sa mai, la prima si potrebbe perdere/rovinare) da indossare anche all’aperto in particolari situazioni e poi di avere nello zaino un gel antibatterico da usare in gita. Si suggerisce di NON scambiarsi cibo/borracce e che ciascuno sappia autodeterminarsi nel comportamento, evitando troppa vicinanza con gli altri, anche all’aperto (es NON abbracci ecc). Quello che rileva è che nessuno, e sottolineo nessuno, ha nulla da ridire, neppure come “perplessità” (“non capisco ma mi adeguo”). Tutti considerano più che naturale tutto ciò, visto il contesto pandemico in atto. Tuttavia a me risulta che queste siano le linee guida per l’attività istituzionale del Cai nazionale. Si vede che a To siamo naturalmente rigorosi, magari in altri luoghi si scantona più facilmente, ma vedrete che chi è coinvolto in scuole/gite sociali ecc, prima o poi dovrà fare i conti con questa impostazione. Buon week end!

  63. Ho  il green pass , cosi’mi sento libero di NON:(-andare al ristorante, -al cinema, -al teatro,-allo stadio) . Allo stadio comunale di calcio comunale  andrei  fuori orario di partite ed allenamenti,volentieri a pattinare o skirollare su splendida pista asfaltata di 400 metri, ma assurdamente e’ chiusa al pubblico, tranne che ai  calciatori che la massacrano con i tacchetti quando recuperano il pallone. Faccio  il gesto dell’ombrello e trovo strade isolate asfaltate .
    Un dubbio:SE il vaccino  fosse stato somministrato solo con ticket di 40  euro,da destinare a vaccinazione dei  paesi Africani,  che avrebbero fatto i NO-VAX?Non e’ dato saperlo.Una ipotesi e’ che nei paesi ricchi si sarebbero  vaccinati in massa, per dimostrare appunto che la grana correva.(vecchio slogan proponente liquori, orologi , priofumi, vini.PER POCHI, NON PER TUTTI!!)Parimenti,in certi paesi dell’Est Europa , ansiosi di arrivare a standard occidentali, si sarebbero catapultati nel vaccino status  symbol??Sfugge alle statistiche  quante altre sostanze  o pure coloranti si iniettino TRANQUILLAMENTE SENZA PATEMI D’ANIMO WAX E NOVAX.
     C’E DA SPERARE NELLA VARIANTE ORION, hai visto mai che  le mutazioni  possano lentamente graziarci.  Sarebbe il colmo:il virus che  si autoimmunizza da NOI UMANI. Stranezze:pue essendoci nelle vicinanze del mio centro ben 2 ospedali, una caserma, il primo hub vaccinale e’stato spostato a 30 chilometri , poi chiuso e ricollocato in una frazione di paesotto…alla faccia dell’agevolazione .

  64. Io avevo sentito dire che a Torino il green pass non lo chiedono neanche più..perchè è città naturalmente no green pass free…per sabaudo decreto.

  65. Grinpas ai corsi di scialpinismo per allievi e istruttori è cosa di una sezione del Cai zelante ma che non ha nessuna attinenza con la legge, e neppure col buonsenso. Capisco e non condivido alle lezioni al chiuso ma in gita è follia pura indotta da una vita meschina.

  66. Fabio. Sopra i 50 anni ci sono quasi 3.200.000 persone, pari al 28% di quella popolazione che hanno fatto una valutazione diversa dalla tua. Non pochi. Un fenomeno interessante dove penso ci sia dentro di tutto. Quanti saranno quelli che vanno in montagna: 500.000/600.000, tenendo conto che gli iscritti al Cai sono 350.000 ? Sarebbe bello disporre di qualche dato per validare alcune ipotesi lanciate da Gogna e da Crovella sulle quali io ho qualche dubbio. Temo sia difficile recuperare evidenze non puramente aneddotiche. Bisogna considerare che per partecipare a varie attività, gite Cai e palestre indoor ci vuole il green pass “gold” dal 6 dicembre. Questi dati potrebbero forse essere indicativi. 

  67. «Oggi ho fatto convintamente la terza dose.» 
    Bene! Hai fatto liberamente e con convinzione la tua scelta. Una scelta, non un’imposizione.
    È cosí che vorrei che andassero le cose.
     
    P.S. Il 17 dicembre sarà il mio turno. Data l’età (ho superato da un po’ i diciotto anni…), ritengo che il vaccino mi convenga.

  68. La terza dose la farò quando sarà il momento.
    Ma il green pass non lo condivido.

  69. Gli interventi sul blog sono una dimostrazione della diversa composizione degli atteggiamenti individuali su questa faccenda, difficilmente riconducibile a schemi tradizionali e legata in parte anche alle culture nazionali. Intervengono ad esempio persone che hanno posizioni diciamo “conservatrici” , anche sui temi dell’apertura e integrazione dei migranti che sono decisamente pro-vax e pro green-pass. Negli USA è forse probabile che sarebbero repubblicani, favorevoli al muro con il Messico e fieramente contrari ad ogni provvedimento limitativo della libertà personale, anche se giustificato da ragioni solidaristiche. Al contrario, abbiamo persone che chiaramente si dichiarano in linea con una cultura solidaristica e attenta ai temi della giustizia sociale, aperte sul tema dell’integrazione ma che sono fieramente anti green pass. Negli USA forse apparterrebero all’area più radical dei democratici, schierata a favore di un intervento forte del governo federale e di una accettazione di limitazioni personali giustificata da obiettivi comunitari. Insomma, di nuovo, gli schemi ideologici non ci aiutano molto a capire la composizione dei diversi cocktail, ammesso che interessi. Probabilmente bisogna cercare altrove, non nell’ideologia o nello schieramento politico generale. 

  70. Crovella 
    Io camminerei benissimo per la mia libera strada.
    Il problema è che imponete il green pass. Quindi siete voi che non camminate per la vostra. 

  71. Il tema no wax / no green pass in tutte le sue sfumature mi interessa molto e ho fatto un po’ di ricerca in rete. In realtà ci sono parecchi studi in merito. Non posso mettere i link perché il post si impantana ma se digitate banalmente “chi sono i no wax”  in italiano e in inglese o chiavi di ricerca simili trovate varia roba. Ho visto anche degli articoli sui tennisti professionisti e sui giocatori di football americano. Niente sui climber et similia purtroppo. In ogni caso mi pare di capire che la componente “libertaria” è solo una delle tante e in altri paesi, ad esempio gli USA, ha una componente fortemente conservatrice, non certo di “sinistra”. È l’antistatalismo repubblicano a giocare un ruolo cruciale. Quindi il fenomeno è complesso e varia anche in funzione delle culture nazionali,

  72. Mah…io tutti sti diritti umani calpestati non li vedo proprio, meno che mai riferiti all’andar in montagna. E non solo io: se mi guardo in giro, almeno qui a To, scorgo solo gente che trova più che naturale il greenpass. Ieri sera ho tenuto un intervento in una conferenza di montagna (con altri due oratori, tutto molto bello): Greenpass obbligatorio per tutti, sia noi oratori sia il pubblico. Nessuno si è neppure stupito, figurati lamentato. Qualche sera fa sono andato all’ inaugurazione della stagione 22 di una scuola di scialp, che NON è quella di cui sono istruttore. Bene: greenpass obbligatorio alle gite, controllato ogni volta al mattino in città. Se non ce l’hai dietro (es cell dimenticato), non parti neppure per gita. Infatti hanno suggerito di farsi una stampa del g.p. e tenerla sempre nella patta dello zaino. L’obbligo vale sia per allievi che per istruttori. Bene, tutti han trovato naturale, nessuno ha protestato. Potrei fare un elenco infinito, non solo collegato alla montagna, ma alla quotidianità cittadina, professionale, culturale, ricreativa… Si vede che viviamo in pianeti diversi con logiche opposte. Per questo è impossibile comprendervi: lo dico senza malanimo, è semplice constatazione oggettiva. Meglio che ognuno cammini lungo la sua strada. Buon weekend.

  73. “Mastronzo”, le battute insulse vanno a tuo discredito: rivelano che non sei capace di argomentare. E anche il tuo pseudonimo parla chiaro: ci dice che ti nascondi, ci dice come ti vuoi presentare agli interlocutori.

  74. Bertoncelli (107): se vuoi un commento allora scrivi qualcosa di serio, invece di giochetti.

  75. ———  GREEN  PASS  MACHT  FREI  ———
     
    Traduzione in italiano: “Il Green Pass è libertà” (cfr. Enrico Letta e numerosissimi altri).
    …. … …
    Signori perbenisti che vi siete scandalizzati per la frase in lingua tedesca e che avete protestato: “Esagerato!”, mi è gradito un vostro commento a proposito della stessa frase pronunciata in lingua italiana dal segretario PD (e da numerosissimi altri). Grazie.

  76. “ascoltando le più disparate voci dei no vax, in Tv, sui media, sui giornali ecc, “
    Non vorrei sembrare inutilmente polemico, ma un aspetto (e non secondario) della questione è le voci critiche sono totalmente oscurate dai media main-stream (televisioni e giornali appunto).
    Tanto da aver praticamente imposto e reso comune un termine assolutamente insufficiente e vagamente insultante come no-vax per descrivere la galassia di coloro che non sono d’accordo “a prescindere”.
     
    Il che se non altro rende molto difficoltoso, se non impossibile, cercare di comprendere le dinamiche in atto o le ragioni degli altri per tentare magari di raggiungere una sintesi costruttiva.
    Ciò è tanto vero che Crovella deve fare uno sforzo non scontato di comprensione per arrivare a qualcosa che dovrebbe essere lampante e universalmente chiara: “mi par di capire che sono pochissimi quelli “veramente contrari al vaccino” sul piano strettamente scientifico” e che invece è stata (dico io) scientemente oscurata.
    Non sono d’accordo con la sua analisi, però stavolta lo apprezzo davvero.
     

  77. Anche io ho maturato la convinzione, senza peraltro dati oggettivi alla mano, che la comunità di appassionati outdoor annoveri una particolare concentrazione di cosiddetti “no vax”. Ci sono anche i “pro vax”, per carità, anzi molti sono decisamente ligi, ma nella comunità outdoor io ho la sensazione di percepire una percentuale di “no vax” molto più elevata di quella che si percepisce nella comunità complessiva, girando per strade e piazze ecc. Visto che non c’è un collegamento logico immediato, mi sono interrogato sul perché di tale concentrazione. Credo di aver focalizzato il punto, che poi è l’applicazione specifica di una considerazione che investe il campo complessivo delle proteste che vediamo in piazza da circa 20 settimane. Su questo risvolto, ascoltando le più disparate voci dei no vax, in Tv, sui media, sui giornali ecc, mi par di capire che sono pochissimi quelli “veramente contrari al vaccino” sul piano strettamente scientifico. Il più delle volte la questione vaccinale è solo un pretesto per esternare una generale ribellione di fondo. Ovvero l’insofferenza per le istruzioni che arrivano “dall’alto”, specie se tali istruzioni sono rigide e vincolanti. La ribellione sul tema “no vax” è più che altro l’espressione di un approccio “io sono un cittadino e non un suddito che riceve ordini, per cui mi ribello per definizione agli ordini”. Non facciamoci distrarre se sia fondato o meno questo modo di pensare. Il tema vax-no vax diventa il terreno su cui esternare la propria ribellione, quindi anche il proprio desiderio di libertà senza costrizioni. Ecco che si innesta il collegamento con la comunità outdoor: spesso chi fa attività sportiva “in ambiente” esprime una (genuina/costruita?) ricerca di libertà (=correre con il vento sul viso…). Di conseguenza è poco incline a sopportare le cosiddette “istruzioni”, specie se rigide. A prescindere dall’argomento cui tali istruzioni sono riferite. Per farmi capire utilizzo un paradosso provocatorio: se il governo, fondatamente o meno sul piano scientifico, vietasse di mangiare arance in vetta dopo una scialpinistica, i no vax della comunità outdoor strillerebbero come fanno attualmente sul tema “vaccini”. E’ tutto lì.
     

  78.  c’e chi si offende se gli si parla distanziati con mascherina:”NON SONO MICA INFETTO/A!”
    “GUARDA CHE  LA MASCHERINA PROTEGGE PRIMA TE CHE ME”
    Poi anche prima : maneggiare contante , tazzine, brioches , confezionare pizze e manicaretti, dopo essersi asciugati il moccolo o aver starnutito e tossito nel palmo della mano, richideva unpassaggiodimaniallavandino con sapone..e pure mascherina se raffreddati. Cinema, Partita,teatro, pizzeria , concertoni oggi vengono considerati diritti inalienabili, i nostri genitori(tranne eccezioni nella classe medio alta)non sapevano neppure cosa fossero e si riposavano solo nelle festività”comandate” pena l’inferno.
           Altra considerazione :per arrivare al lungo termine occorre sommare tante giornate. Un obbligo a vaccinarsi generico e’ solo uno slogan,purtroppo l’obbligo di  essere curati  da medici, dopo essersi astenuto da prevenzione e pentitosidopo malatti asevera , esiste ancora.Non c’e’simmetria di arbitrio. Si dice che causa mutazioni  il covid diventera’endemico, quindi chi osteggia le Big Phama, in realta’ fa il loro vantaggio..guadagneranno per ..decenni.( una  specie di tiro alla fune con aziende produttrici di  sigarette, alcoolici , droghe, armi)

  79. @83
    no, no, io ho detto che SAREBBE stato meglio fare trazioni al trave, mica due tiri in falesia. Quella e’ roba rigenerante, le trazioni al trave consumano, annientano i pensieri e sfiniscono. Quanto di meglio per smetterla, almeno momentaneamente, di scrivere follie

  80. Le sagge parole di Giovenale e la battuta che ci ho ricamato sopra me ne hanno ricordate altre, di un celebre economista: “Sul lungo periodo saremo tutti morti”.
     … … …
    Ritengo che John Keynes avesse sbagliato mestiere: doveva fare il filosofo.

  81. Orandum est ut sit mens sana in corpore sano. 
    Insomma, bisogna pregare il dio affinché la mente e il corpo si conservino sani. Mah… speriamo bene.
     
    Però sul lungo periodo la vedo male per tutti…

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